Corso di Laurea in Logopedia SCREENING PER L IDENTIFICAZIONE PRECOCE DI BAMBINI CON RITARDO DI LINGUAGGIO NELL ASL DI MANTOVA: PRIMI DATI SULLA VALUTAZIONE D EFFICACIA, CRITICITÀ, PROSPETTIVE FUTURE. Relatore: Prof. Antonio Schindler Correlatori: Dott.ssa Lorena Remi Dott.ssa Arianna Bello Laureanda: Giorgia Nichetti N. Matricola: 769466 Anno Accademico 2011-2012
OBBIETTIVO DELLO SCREENING IDENTIFICAZIONE PRECOCE DEI BAMBINI CON RITARDO DI LINGUAGGIO IL RITARDO DI LINGUAGGIO A 24 MESI: ASSENZA DI COMBINAZIONI DI 2-3 PAROLE E VOCABOLARIO INFERIORE ALLE 50 PAROLE (Rescorla, 1989) ma il cut-off non è universale ed esistono diversi strumenti di valutazione secondario a diverse condizioni patologiche (RM, DPS, Ipoacusia, ) LATE TALKERS = soggetti normoudenti che mostrano un ritardo espressivo del linguaggio, in presenza di normali abilità cognitive non verbali e sviluppo non atipico della personalità (Mirak e Rescorla, 1998; Thal et al., 1997; Rescorla e Lee, 2000)
Fase di SCREENING CONTATTO DIRETTO CON LE FAMIGLIE E CONSEGNA DEL QUESTIONARIO PVB-FORMA BREVE (Caselli, Pasqualetti, Stefanini 2007) In caso di ESITO POSITIVO Fase di APPROFONDIMENTO DIAGNOSTICO DIAGNOSI 1. Visita NPI (presso UONPIA) 2. Valutazione Cognitiva 3. Valutazione Indiretta del Linguaggio 4. Valutazione Diretta del Linguaggio 5. Valutazione Audiologica (presso ORL) - PRESENZA DI ALTRE PATOLOGIE - LATE TALKER Follow-up fino a 48 mesi Scopo dell elaborato: PROPOSTA DI TRATTAMENTO INDIRETTO IN BASE ALLE CARATTERISTICHE COMUNICATIVO-LINGUISTICHE!
NATI NEL 2008 (screening 2010-11) NATI NEL 2009 (screening 2011-12) 2817 famiglie La percentuale contattate di adesioni agli approfondimenti 2285 famiglie diagnostici contattate è aumentata dal 52% al 63% durante il 2 anno del progetto! Questo grazie al contatto diretto tra ASL e Strutture che 1458 famiglie che hanno aderito erogano i servizi (UONPIA e ORL) 1198 e famiglie tra ASL che e genitori! hanno aderito cioè il 52% cioè il 52% 145 bambini risultati positivi ORGANIZZAZIONE al test 134 PIU bambini EFFICIENTE risultati positivi al test cioè il 10% ALLEANZE PIU FORTI TRA GLI cioè ENTI il 11% 75 bambini accedono alla fase di approfondimento diagnostico cioè il 52% 84 bambini accedono alla fase di approfondimento diagnostico cioè il 63%
2377 b/i negativi al test di screening 5102 famiglie contattate nelle annualità 2010-2011 2656 famiglie aderenti al progetto di screening 279 b/i positivi al test di screening (età media: 30 mesi) 2446 famiglie non aderenti al progetto di screening 120 famiglie non intraprendono approfondimenti diagnostici 9 b/i interrompono subito il percorso su decisione del NPI e 6 vengono valutati con un altro protocollo 24 b/i con ritardo del linguaggio misto (abilità recettive patologiche o ai limiti inferiori di norma ) 113 b/i restano in follow-up 89 b/i con ritardo del linguaggio espressivo 159 bambini effettuano la prima visita (età media: 33/34 mesi) 129 b/i continuano il protocollo di val. diagnostica sperimentale 4 b/i non hanno ancora terminato la val.? 15 famiglie non si presentano agli appuntamenti successivi 12 b/i escono dal percorso per presenza di altre patologie
2377 b/i negativi al test di screening 5102 famiglie contattate nelle annualità 2010-2011 2656 famiglie aderenti al progetto di screening 279 b/i positivi al test di screening (età media: 30 mesi) 2446 famiglie non aderenti al progetto di screening 120 famiglie non intraprendono approfondimenti diagnostici 9 b/i interrompono subito il percorso su decisione del NPI e 6 vengono valutati con un altro protocollo 24 b/i con ritardo del linguaggio misto (abilità recettive patologiche o ai limiti inferiori di norma ) 113 b/i restano in follow-up 89 b/i con ritardo del linguaggio espressivo 159 bambini effettuano la prima visita (età media: 33/34 mesi) 129 b/i continuano il protocollo di val. diagnostica sperimentale 4 b/i non hanno ancora terminato la val. 15 famiglie non si presentano agli appuntamenti successivi 12 b/i escono dal percorso per presenza di altre patologie 13 FALSI POSITIVI!!!
CRITICITÀ DISOMOGENEITÀ NELLA PRATICA CLINICA! N.B. : DEFICIT DI COMPRENSIONE Fattore prognostico negativo (Thal et al., 1991; Desmarais et al. 2008; 2010). I b/i con patologie associate, quando escono dal percorso? Necessità di percorsi diagnostici a valenza multiprofessionale (Buschmann et al., 2008) Obiettivo: estendere il protocollo di val. a tutta la popolazione che accede al servizio prima dei 48 mesi Modalità non omogenea per la scelta degli strumenti, nonostante indicazioni precise CARENZE NEL PROTOCOLLO DI VALUTAZIONE DIAGNOSTICA Valutazione eloquio spontaneo Parametri fonetico-fonologici = indici prognostici importanti (Gherardi et al., 2006)
Caratteristiche comunicativo-linguistiche dei Late Talkers ABILITÀ SOCIO-CONVERSAZIONALI (indagate mediante questionario ASCB, Bonifacio e Girolametto, 1997) 53 conversatori inattivi con abilità emergenti 6 conversatori inattivi con abilità assenti/infrequenti 20 comunicatori passivi 4 non comunicatori 6 conversatori attivi 11 ASCB non completi ABILITÀ LINGUISTICHE IN COMPRENSIONE E IN PRODUZIONE 76 bambini con ritardo del linguaggio di tipo espressivo 24 bambini con ritardo del linguaggio misto DIVERSI OBIETTIVI PERSEGUIBILI CON LE MEDESIME TECNICHE!!
PROPOSTA DI TRATTAMENTO I risultati suggeriscono che la terapia logopedica è efficace per bambini con un disturbo fonologico o con un deficit del vocabolario espressivo [ ] NON sono state identificate significative differenze tra i trattamenti indiretti condotti dai genitori (parent training) e quelli diretti condotti dai clinici, e tra trattamenti di gruppo e individuali (revisione sistematica e metanalisi, Law et al., 2004) TRATTAMENTO INDIRETTO serie di incontri di formazione ai genitori Possibilità di stimolazione continua in ambiente ecologico Più funzionale ai Servizi NPI impossibilità di presa in carico diretta (lista d attesa di 1-2 anni)
PRIMA PARTE (comune a tutti i genitori) OBIETTIVO: migliorare l interazione tra madre-bambino e stimolare lo sviluppo linguistico mediante l insegnamento delle tecniche che promuovono l interazione e che modellano il linguaggio da utilizzare quotidianamente in ambiente ecologico L aumento della partecipazione allo scambio da parte del bambino, è stata vista come un beneficio secondario all aumento di responsività della madre fornendo le corrette strategie ai genitori, essi sono in grado di sviluppare l attenzione condivisa del loro bambino (studio di efficacia di un parent programme, McDade e McCartan, 1998) SECONDA PARTE (a gruppi di genitori in base alle capacità linguistiche dei bambini) Obiettivi specificatamente linguistici ( > vocabolario e la LME) con materiale audio e libri appositamente creati in accordo con il livello di sviluppo linguistico già raggiunto dal bambino
GRAZIE PER L ATTENZIONE!