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Cos è un tendine? I tendini sono formazioni anatomiche interposte tra i muscoli e le ossa. Giunzione muscolo-tendinea Giunzione osteo-tendinea Punto di unione con il muscolo Punto di unione con l osso

Anatomia 30% Collagene (il 70% è collagene tipo I) 2% Elastina 68% Acqua Nella sua morfologia d insieme il tessuto tendineo è costituito da filiere di cellule tenute in contatto tra loro, separate da fasci di fibre collagene contenenti poche fibre elastiche

Anatomia Endotenomio: tessuto fibrillare lasso che forma dei setti o sepimenti all interno dei quali si possono ritrovare vasi sanguigni Epitenomio: costituito da 1-2 fibroblasti e da uno strato di sinovia che tiene insieme vari fasci Peritenomio: Sottile membrane di tessuto fibrillare lasso (simile all endotenomio) che riveste esternamente il tendine

Vascolarizzazione Il sangue raggiunge il tendine: - Vasi sanguigni provenienti dal muscolo - Vasi sanguigni provenienti dall osso e dal periostio in prossimità della giunzione osteo-tendinea In piccola parte - Piccoli vasi provenienti da peritenomio Fonte principale

Guaina sinoviale Alcuni tendini sono rivestiti da una guaina sinoviale. Contiene liquido sinoviale che ha il compito di agevolare lo scorrimento del tendine e possiede un importante capacita nutritiva. È formata da un foglietto parietale e da un foglietto viscerale. Dal foglietto viscerale si dipartono setti di tessuto lasso contenenti vasi sanguigni e che si portano al tendine stesso (mesotenonio)

Vincula Un unica guaina sinoviale circonda i flessori digitali breve e profondo e in luogo del mesotenonio vi sono i vincula brevi e lunghi nei quali decorrono vasi sanguigni

Organi muscolo-tendinei del Golgi Sono formazioni fusiformi situate alla superficie o nel contesto del tendine, in immediata vicinanza della giunzione muscolo-tendinea. Insieme ai corpuscoli di Pacini e di Ruffini sono essenziali per la funzione propriocettiva e per i riflessi miotatici.

Giunzione osteo-tendinea Il tendine si inserisce sull osso formando con questo un angolo di 90 Si distinguono a livello dell inserzione 4 strati: 1. Fibre collagene di origine tendinea 2. Fibrocartilagine 3. Osso 4. Fibre di Sharpey originate da osso e periostio

Patologie tendinee Origine traumatica A.D.O. Origine meccanica Origine infiammatoria Origine degenerativa Tendinopatie inserzionali Tenosinoviti stenosanti Tenosinoviti ipertrofico-essudative Tenosinoviti Batteriche Peritendiniti Tendinosi Tendinopatie metaboliche Collagenopatie

Tendinopatie inserzionali Sono affezioni caratterizzate dall interessamento delle giunzioni osteo-tendinee. Si manifestano clinicamente con dolore e limitazione funzionale più o meno intensa. Sono solitamente dovute ad over-use. Alcuni esempi di tendinopatie inserzionali: Epicondilite Tendinopatia sovraspinoso (Periartrite scapolo-omerale) Tendinopatia inserzionale degli adduttori della coscia (pubalgia)

Epicondilite Insieme alla periartrite scapoloomerale è la più frequente tendinopatia inserzionale. Prevalentemente colpisce individui compresi tra 30 e 40 anni di sesso maschile. Il sintomatologia: dolore in corrispondenza della periferia laterale del gomito che riacutizza con i movimenti di prensione (in particolare sollevare una valigia). Dolorabilità alla digitopressione sull epicondilo.

Trattamento: Epicondiliti Medico Analgesici ed antiflogistici per via locale o generale Fisioterapico Ortopedico Chirurgico Ultrasuoni, correnti dinamometriche, diatermia e roentgenterapia Docce gessate con gomito a 90, avambraccio in pronosupinazione intermedia e polso leggermente esteso nelle fasi acute; Tutori circolari a livello dei ventri muscolari degli estensori in fase subacuta e cronica

Trattamento chirurgico delle epicondiliti Sono stati proposti nel tempo vari tipi di intervento: Interventi praticati sui muscoli estensori per ridurre la tensione osteo-tendinea epicondiloidea Interventi rivolti a rimuovere i tessuti in preda a processi flogistici e degenerativi Interventi praticati sull articolazione radio-omerale Quello attualmente più utilizzato è l interveto di Hohmann con asportazione del tessuto degenerato, scarificazione dei tendini estensori e perforazione dell epicondilo a livello della giunzione

Tenosinoviti stenosanti Colpiscono i tendini muniti di guaina sinoviale nei punti in cui essi decorrono in tunnel osteo-fibrosi o al di sotto di bendellette fibrose. Caratteristica fisiopatologica: difficoltà di scorrimento del tendine nella propria guaina con dolore, fenomeni di scatto, fino ad arrivare al blocco completo. Eziologia non ben definita: probabilmente legata a eventi traumatici o microtraumatici ripetuti. Le forme più frequenti sono la malattia di De Quervain e il dito a scatto

Malattia di De Quervain È un'infiammazione della guaina che riveste i tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice. L'infiammazione fa aumentare lo spessore e restringe l'apertura della guaina. Ciò riduce lo spazio a disposizione per lo scorrimento dei tendini, che quindi fanno attrito con la guaina stessa. Colpisce prevalentemente il sesso femminile nelle fasce d età comprese tra 25 e 35 anni e tra 55 e 65 anni. Fattori traumatici e microtraumatici associati a fattori individuali sembrano responsabili dell affezione. Segno di Finkelstein

Malattia di De Quervain Sintomatologia Dolore riferito in corrispondenza della stiloide radiale. Limitazione dolorosa alla presa. Tumefazione. Dolorabilità alla pressione e al tentativo di mobilizzazione. Possibili fenomeni di scatto. Trattamento: Medico: cortisonici con infiltrazioni locali e antiflogistici per via generale Fisico: ultrasuonoterapia, laser, etc.. Ortopedico: immobilizzazione del polso e del 1 dito in apparecchio gessato o tutore ortopedico (associato alle precedenti) Chirurgico: ablazione della guaina fibrosa iperplastica assieme alla sinoviale parietale che la riveste

Dito a scatto (tenosinovite stenosante) Più frequentemente 4 e 1 dito della mano Caratteristico blocco in flessione del dito che si sblocca con uno scatto doloroso forzando la estensione

Tenosinoviti ipertrofico-essudative Interessano i tendini muniti di guaine sinoviali, non danno luogo a marcati fenomeni di iperplasia fibrosa e non vengono coinvolte le pulegge di riflessione come accade invece nelle tenosinoviti stenosanti. Non hanno una chiara eziopatogenesi; rispetto alle tenosinoviti stenosanti hanno un quadro di maggiore acuzie. Il qudro sintomatologico è dominato da dolore e la terapia può essere medica, fisica o chirurgica nei casi più gravi

Peritendiniti Affezioni di natura tipicamente infiammatoria che colpiscono tendini sprovvisti di guaina sinoviale Si distinguono: Peritendiniti acute crepitanti Peritendiniti croniche

Peritendiniti acute crepitanti Sono molto rare. Interessano i foglietti peritendinei ed ampi tratti di perimisio, a livello delle giunzioni muscolo-tendinee. Si manifestano con una caratteristica crepitazione, sia spontanea con i movimenti che il tendine compie, sia provocata palpatoriamente. Il sintomo cardine è il dolore. Hanno una genesi francamente meccanica (sollecitazioni ripetute) Il trattamento è medico (antiflogistici per via locale e generale e anticoagulanti) e ortopedico (immobilizzazione in doccia gessata o tutore). Molto raro il trattamento chirurgico (apertura dei foglietti perimisiali e peritendinei e asportazione dell essudato).

Peritendiniti croniche aderenziali Hanno un andamento molto più torpido delle forme crepitanti ed una prognosi peggiore (frequenti recidive). La locallizzazione più frequente è a livello del tendine d achille. È molto rara e colpisce principalmente i corridori di fondo.

Peritendiniti croniche aderenziali Si manifesta con dolore riferito più frequentemente al polpaccio, inizialmente sotto sforzo, nelle fasi tardive anche per attività lieve. Dolorabilità alla palpazione; il tendine ha una consistenza molle-elastica. Possibile complicanza rottura sottocutanea. Trattamento Medico-ortopedico (gesso e infiltrazioni peritendinee). Trattamento chirurgico nelle forme resistenti (ampia tenolisi e scarificazioni a tutto spessore del ventre tendineo).

Tendinosi Processo degenerativo Può manifestarsi nelle seguenti forme: Degenerazione ialina Degenerazione mucoide (o mixoide) Necrosi fibrinoide Degenerazione grassa Calcificazioni

Tendinosi Fattori eziopatogenetici: Invecchiamento Processi infiammatori Stimoli meccanici La tendinosi si complica frequentemente con una rottura sottocutanea del tendine. Questo è frequente a livello del tendine d achille

Rottura sottocutanea dell achilleo CLASSIFICAZIONE Lesioni complete Lesioni parziali DIAGNOSI Anamnesi Quadro clinico Esami strumentali (Rx, ECO, Rnm

FATTORI PREDISPONENTI Microtraumi ripetuti malattie del collagene ( LES, A.R. ecc.) TENDINOSI Infiltrazioni cortisoniche ripetute Turbe metaboliche (Diabete, iperuricemia ecc)

Rottura sottocutanea del tendine d achille QUADRO CLINICO Dolore e tumefazione locale Depressione a colpo d ascia sul tendine Dorsiflessione passiva del piede Insufficienza funzionale tricipite surale Test di Thompson

Rottura sottocutanea del tendine d achille TRATTAMENTO INCRUENTO Poche indicazioni: pazienti molto anziani, disturbi cutanei importanti (sclerodermia),.. Frequenti rirotture Guarigione in allungamento Apparecchio gessato o tutore in equinismo Riabilitazione

Rottura sottocutanea del tendine d achille Trattamento Chirurgico SUTURA TERMINO TERMINALE

SUTURA TERMINO TERMINALE CON CATENELLA

SUTURA TERMINO TERMINALE CON CATENELLA

SUTURA TERMINO TERMINALE CON CATENELLA

Rottura sottocutanea del tendine d achille Trattamento Chirurgico Rinforzo con plantare gracile

Tenosinoviti batteriche Può avvenire a tutti i livelli ma la localizzazione più frequente è a livello dei flessori della mano. I batteri più frequentemente coinvolti sono gli streptococchi e gli stafilococchi. Sintomatologia: febbre, dolore e dolorabilità, tumefazione e arrossamento Trattamento: immobilizzazione (tutori) e terapia antibiotica mirata (antibiogramma) Il trattamento chirurgico mira alla pulizia della raccolta purulente e si effettua in caso di resistenza alla terapia antibiotica

Tendinopatie metaboliche: Gotta Frequente l interessamento dei tendini nel corso della malattia gottosa. Può dare quadri di: Tenosinoviti Peritendiniti Tendiniti I tendini più frequentemente coinvolti sono quelli che decorrono vicino alle articolazioni interessate: attivatori del gomito, delle mani e dei piedi

Tendinopatie metaboliche: Gotta Eziopatogenesi: precipitazione di cristalli di urati rispettivamente nel contesto delle guaine tenosinoviali, dei foglietti peritendinei e nel tessuto tendineo vero e proprio. Questi determinano un movimento infiammatorio che è responsabile della sintomatologia. I precipitati possono riassorbirsi completamente (in seguito a terapia uricosurica) oppure organizzarsi in tofi (forma cronica) che danno una sintomatologia clinica secondaria all azione meccanica.

Tendinopatie metaboliche: Gotta Sintomatologia: Ipertermia della cute sovrastante i tendini; dolore spontaneo esacerbato dai movimenti. Nella forma cronica i tofi determinano disturbi estetici (tumefazione) e possono dare disturbi meccanici Trattamento: Forma acuta: terapia medica Forma cronica: terapia medica; se questa non è risolutiva si può effettuare l asportazione chirurgica del tofo

Malattie del collageno I tendini e i loro annessi sono frequentemente interessati nell artite reumatoide e, più raramente, nel lupus eritematoso sistemico. Le localizzazioni alle guaine tenosinoviali è la più frequente: esse infatti possiedono un rivestimento interno molto simile a quello delle membrane sinoviali

Artrite reumatoide Sono state descritti essenzialmente due tipi di lesioni: Tenosinoviti Tendiniti Le localizzazioni più frequenti sono a livello dei tendini estensori e flessori della mano

Tenosinoviti reumatoidi Sintomi: dolore, tumefazione (principalmente agli estensori. Possibile complicanza la rottura sottocutanea dei tendini Trattamento: medico (antiflogistici, ac. Ialuronico, antiffiamatori) sia locale che generale. Chirurgico nei casi gravi resistenti alla terapia medica

Tenosinoviti reumatoidi Frequente complicanza rottura sottocutanea dei tendini Tenosinoviectomia estensori Tenosinoviectomia flessori Trasposizioni innesti tendinee