IL FINANCING DELLE START UP Facoltà Medicina e Chirurgia Verona Lunedì 4 maggio 2009 1 Il Business Plan (BP) è uno strumento di pianificazione strategica 2 1
Il processo di redazione del BP 1 - Executive summary 2 - Business plan 3 1. Executive summary Documento di accompagnamento del BP. Non un semplice riassunto ma una vera e propria presentazione dell iniziativa 4 2
2. Business Plan I. Dimensione descrittiva II. Dimensione economico-finanziaria 5 I. Dimensione descrittiva a. Introduzione ed obiettivi b. Descrizione del business c. Piano operativo d. Struttura organizzativa e. Risorse di finanziamento 6 3
II. Dimensione economico-finanziaria a. Area economica b. Area finanziaria 7 Dimensione economico-finanziaria Si compone di una serie di schemi contenenti la traduzione in termini economico-finanziari delle previsioni descritte all interno della precedente sezione (dimensione descrittiva) 8 4
Financing del BP di newco 9 Sono due le principali fonti di finanziamento in base al soggetto finanziatore: Fonti Pubbliche Fonti Private 10 5
Finanziamento Pubblico Finanziamenti Europei Finanziamenti Nazionali Finanziamenti Regionali http://www.vr.camcom.it/ http://www.sviluppoitalia.it/ http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ http://www.regione.veneto.it/channels http://ec.europa.eu/italia/ 11 Finanziamento Privato Investitori privati (Business Angels) Istituti Finanziari (Banche e Soc. di Leasing) Società specializzate in investimenti in capitale di rischio (Venture Capital) 12 6
Sono invece tre le principali fonti di finanziamento in base al grado di priorità del rimborso, che sono: il capitale proprio (equity); i fondi assimilabili a capitale proprio (quasi equity); il capitale di debito (senior debt). 13 Precisazione Non si tratta di trovare il finanziamento al costo più basso, ma piuttosto, il finanziamento coerente con i flussi finanziari e la struttura economica del BP. In altre parole, occorre trovare un vestito su misura per il progetto. 14 7
capitale proprio (equity) 1/5 Il capitale proprio è il capitale sociale di cui viene dotata la newco. In caso di fallimento o liquidazione dell iniziativa gli investitori di capitale proprio saranno gli ultimi ad essere rimborsati. 15 capitale proprio (equity) 2/5 Gli impegni degli azionisti-promotori a sottoscrivere e versare quote di capitale sono in genere regolati da un accordo specifico, chiamato subscription agreement 16 8
capitale proprio (equity) 3/5 La funzione principale dell equity è di finanziare parte del capitale fisso e di garantire la bontà del progetto e la capacità di rimborsare il debito contratto. 17 capitale proprio (equity) 4/5 non è possibile indicare un rapporto tra debiti e mezzi propri ideale per ogni operazione. 18 9
capitale proprio (equity) 5/5 Il livello di capitale richiesto dalle banche dipenderà da: l entità del cash flow, la presenza di rischi tecnologici e di mercato (+ R: D, + E); la presenza di garanzie e la loro entità. 19 quasi equity 1/1 il debito subordinato (subordinated debt) (Azioni privilegiate, finanziamento soci, ecc) 20 10
il capitale di debito (senior debt) 1/5 Il capitale di debito ordinario è il debito che ha la priorità di rimborso rispetto al debito subordinato e al capitale proprio. La priorità riguarda sia il rimborso del capitale, sia il pagamento degli interessi. 21 il capitale di debito (senior debt) 2/5 Il flusso di cassa del progetto deve quindi essere utilizzato in primo luogo per il pagamento della rata del debito ordinario e poi per il pagamento delle rate relative al quasi equity; solo in via residuale si procederà al pagamento dei dividendi. 22 11
il capitale di debito (senior debt) 3/5 23 il capitale di debito (senior debt) 4/5 24 12
il capitale di debito (senior debt) 5/5 25 A fronte di qualsiasi finanziamento, da parte dei precedenti soggetti, è necessario redigere un piano economico finanziario dinamico 26 13
Si parte dai dati di base economici, patrimoniali e finanziari e si elaborano le: Proiezioni del conto economico; Proiezioni dello stato patrimoniale; Proiezioni dei flussi di cassa. 27 Il modello economico-finanziario (BP) è un modello matematico che simula, sotto un profilo affidabilistico ed economico-finanziario-patrimoniale, il comportamento del progetto nel tempo. 28 14
I suoi obiettivi principali sono di stimare: 1.la redditività attesa dell'investimento per gli azionisti, 2.il fabbisogno finanziario in termini quantitativi e qualitativi, 3.la capacità di indebitamento del progetto. 29 Il modello economico-finanziario deve correre dinamicamente con il progetto ed essere continuamente aggiornato e sottoposto a valutazioni critiche anche dopo la sottoscrizione dei contratti. Senza questo processo di aggiustamento progressivo il modello perde il contatto con la realtà, venendo meno il legame tra progetto, modello economico-finanziario e documentazione sottostante. 30 15
FORMULAZIONE DELLE IPOTESI con le quali si realizza il BP 1.IPOTESI TEMPORALI 2.IPOTESI TECNICHE 3.IPOTESI ECONOMICHE 4.IPOTESI FINANZIARIE 5.IPOTESI FISCALI E CONTABILI 31 Le ipotesi finanziarie comportano la definizione delle fonti di finanziamento, con il loro ammontare, le modalità di rimborso e la struttura di remunerazione. 32 16
Si dovrà determinare - il livello minimo di capitalizzazione della società di progetto, - gli strumenti finanziari più idonei di finanziamento - i soggetti finanziatori. 33 La sostenibilità del credito è prevalentemente in funzione della qualità e dell'attendibilità del cash flow, anche se la misura della capacità di assumere debito viene spesso ricondotta all'indice di indebitamento, ossia al rapporto tra debiti finanziari e totale dell'attivo patrimoniale. 34 17
DETERMINAZIONE DEI FLUSSI DI CASSA E DEL COSTO DEL CAPITALE 35 Per valutare se e in che misura un progetto di investimento è in grado di generare ricchezza, occorre partire dal flusso di cassa netto, ovvero dalla differenza tra entrate e uscite calcolata anno per anno. 36 18
E' prassi consolidata separare l'aspetto della convenienza economica del progetto da quello della fattibilità finanziaria. 37 Si tende, perciò, a considerare i flussi di cassa al lordo degli oneri finanziari, mentre i tassi di sconto tengono conto dell'incidenza della struttura finanziaria. 38 19
L'imposizione fiscale, che rappresenta un uscita monetaria, deve essere valutata nella definizione del cash flow 39 E' opportuno sottrarre le uscite fiscali relative agli utili prodotti a livello operativo, e aggiungere il beneficio fiscale derivante dagli oneri finanziari al flusso di cassa. 40 20
Stabilite le caratteristiche di base dei flussi di cassa passiamo alla loro determinazione. 41 Esistono due metodologie per determinare i flussi di cassa: 1. diretta: consiste nella differenza tra entrate ed uscite monetarie di un progetto; 2. indiretta: consiste nella determinazione dei flussi di cassa sulla base di schemi contabili riorganizzati, ed è la più utilizzata. 42 21
In entrambi i casi il cash flow evidenziato rappresenta il fabbisogno da finanziare o il surplus generato dalla gestione (free cash flow) 43 Free Cash Flow in quanto al lordo delle entrate derivanti dai versamenti di capitale di rischio da parte dei soci e le erogazioni effettuate dai finanziatori, nonché delle uscite relative ai pagamenti di interessi, dividendi e rimborsi del debito. 44 22
Una volta determinato il flusso di cassa di ogni singolo anno sarà necessario riportare tutti i valori allo stesso istante temporale, scontando ognuno di essi per il numero di unità temporali che lo separano dall'istante prescelto. (vedi nota A) 45 Nota A 1/2 Lo sconto consiste nel calcolare oggi il Valore (VA) di somme disponibili in futuro o, più in generale, il valore che somme future avrebbero in qualsiasi istante precedente. 46 23
Nota A 1/2 dove: V0 = valore attuale del capitale investito al tempo t Vt = valore disponibile al tempo t; r = tasso di sconto relativo all'unità di tempo considerata; t = periodo di tempo considerato. 47 Un problema sorge, a questo punto, per la determinazione di eventuali tassi di sconto. 48 24
Si potrà scegliere tra: il costo medio ponderato del capitale; il costo-opportunità, ossia il miglior rendimento attribuibile ad impieghi alternativi, omogenei in termini di rischio e di utilità. il tasso di rendimento interno minimo desiderato 49 L'approccio più diffuso, sia dal punto di vista teorico che applicativo, è il costo medio ponderato del capitale (working average cost of capital, WACC). 50 25
Esso rappresenta il costo del capitale nelle sue diverse componenti, il capitale di debito (D) ed il capitale di rischio (E) ed incorpora tutti gli effetti fiscali legati all'indebitamento 51 dove: D = capitale di debito E = capitale di rischio kd = costo del capitale di debito; t = aliquota fiscale societaria marginale; ke = costo del capitale di rischio. 52 26
ANALISI PER INDICI 53 Gli indicatori possono essere divisi in due principali categorie: indicatori di convenienza economica; indicatori di fattibilità finanziaria. 54 27
I principali indicatori di convenienza economica sono: 1. Valore attuale netto; 2. Tasso interno di rendimento; 3. Valore attuale modificato; 4. Periodo di recupero 55 1. Valore attuale netto 1/2 Il Valore attuale netto (Van o Npv) è l'indicatore più utilizzato e teoricamente più accreditato, in quanto considera contemporaneamente i flussi di cassa, la loro distribuzione temporale e il valore finanziario del tempo. 56 28
1. Valore attuale netto 2/2 Il Van è determinato dalla somma algebrica dei flussi di cassa futuri attesi dal progetto attualizzati al costo medio ponderato del capitale (WACC). Van > 0 assicura ritorni superiori 57 I principali indicatori di convenienza finanziaria 58 29
Un primo indicatore sintetico può individuarsi nel Debit service cover ratio (DSCR) ottenuto, per ciascun periodo di riferimento, come il rapporto tra flusso di cassa del progetto e il servizio del debito > 1 59 Project cover ratio (Pcr), definito dal rapporto tra il valore attuale netto dei flussi di cassa del progetto e l'ammontare del debito contratto (D) > 1 60 30
ANALISI DI VULNERABILITA E DI SENSITIVITÀ Al fine di verificare la reattività degli indici del progetto a possibili mutamenti delle ipotesi di partenza, vengono effettuate le cosiddette analisi di vulnerabilità e sensitività (sensitivity analysis). 61 Metodi utilizzati: 1.what if (cosa succede se) 2.Break even analisys 62 31
what if (cosa succede se): si verifica cosa accadrebbe al progetto nel caso in cui si modificassero le ipotesi di gestione poste alla base della definizione degli obiettivi di cui sopra. 63 Break even analisys: indica il punto di copertura dei CF, CT (e quindi il punto di pareggio) e l eventuale utile generato a condizioni variabili (ad es. di produzione) 64 32
65 66 33
67 68 34
69 70 35
71 FINE 72 36