PILATES APPLICATO ALLA FORMULA UNO

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PILATES APPLICATO ALLA FORMULA UNO Daniele Melillo 18 Settembre 2016 CTTC, Ottobre 2015-Gennaio 2016 Pilates in Tuscany, Prato Italia

TABLE OF CONTENTS Table of contents. Pag. 2 Abstract... Pag. 3 Descrizione anatomica Pag. 7 Case Study Pag. 10 Block System.. Pag. 11 Conclusions. Pag. 12 Bibliography.. Pag. 13 2

ABSTRACT 20 Marzo 2016. Come di consueto anche quest anno mi appresto a seguire in televisione l inizio del campionato del mio sport preferito : la Formula 1. Il Gran Premio d Australia, prima tappa del mondiale 2016, sembra svolgersi senza particolari colpi di scena, con le consuete Mercedes che si apprestano anche quest anno ad essere le protagoniste assolute del campionato, trasformando la Formula 1 in Formula noia. Sennonchè, nel corso del 18esimo giro avviene qualcosa di inaspettato e dai risvolti apparentemente drammatici : La Mc Laren di Fernando Alonso, a causa di un errore in fase di sorpasso, urta ai 305 km/h il pneumatico posteriore della vettura che lo precede! Gli istanti seguenti sembrano infiniti, con la monoposto del pilota spagnolo che dapprima urta le barriere di protezione laterali, poi al contatto della sabbia si capovolge esibendosi in una serie di volteggi per circa 200 metri e infine termina la sua folle corsa contro le barriere. Sono attimi drammatici che riportano la mente all ultimo incidente mortale avvenuto a Suzuka nel 2014, quando perse la vita il giovanissimo Jules Bianchi. Ma, prima ancora dell intervento dei soccorsi, a pochi istanti dal pauroso incidente, Fernando Alonso esce dalla vettura senza alcun aiuto, perfettamente cosciente e illeso! Da una successiva analisi della Federazione internazionale dell automobilismo, si potrebbe gridare al miracolo, dati i valori di decelerazione a cui è stato sottoposto il pilota durante l incidente. Valori talmente elevati da provocare la rottura del sedile in carbonio e proiettare sul corpo dello spagnolo una decelerazione laterale pari a 46 G* nel secondo impatto (con la monoposto che si incunea nella sabbia e si proietta in volo ) e di 20 G nell urto finale contro le barriere, con la monoposto che trascorse in volo circa 0,9 secondi ad una velocità prossima ai 200 km/h in entrambi gli impatti. *La lettera G è l unità di misura che definisce l accelerazione gravitazionale. 1 G equivale al peso corporeo. Considerando il peso di Fernando Alonso pari a 68 kg, il corpo di quest ultimo ha sostenuto una decelerazione pari a 3.128 kg nell urto contro la sabbia e 1.360 kg nell impatto finale. 3

Primo impatto contro le barriere laterali Momento antecedente al secondo impatto sulla sabbia 4

Impatto finale 5

Questo terribile incidente ha dimostrato come le cellule delle attuali monoposto abbiano raggiunto un livello di sicurezza tale da prevenire nel 90 % dei casi il rischio di lesioni mortali, impensabile fino a 10 anni fa e come la preparazione atletica di un pilota di formula uno sia in assoluto equivalente a quella di un triatleta, considerando i migliaia di chilometri che percorrono ogni anno in bicicletta, correndo e nuotando ( mediamente 120.000 km, 1.100 km e 240 km ). Tuttavia la Federazione Internazionale dell automobilismo negò a Fernando Alonso la partecipazione al gran premio successivo svoltosi il 3 Aprile 2016, per le seguenti cause : - Sono state confrontate due serie di TAC al torace e si è deciso che c è un insufficiente risoluzione dei problemi per permettergli di competere in sicurezza. Quest ultime hanno evidenziato piccole fratture delle costole, non ancora rimarginatesi in data 31 Marzo 2016. Il pilota stesso dichiarò inoltre di accusare dolori nella zona cervicale, difficoltà nei movimenti rotatori del capo e dolori lombo-sacrali. Questa vicenda mi ha portato quindi alla seguente domanda : Come può il Pilates migliorare le prestazioni di un pilota di Formula 1? Considerazione avvalorata dal fatto che alcuni di loro si siano ultimamente avvicinati al Pilates, fra cui Esteban Gutierrez, pilota 25enne della scuderia Haas-Ferrari e cliente dello studio presso il quale insegno. Per comprendere gli obiettivi di questi atleti, bisogna dapprima analizzare la posizione di guida assunta sulla monoposto e successivamente comprendere quali siano i muscoli maggiormente coinvolti durante la loro attività e le forze a cui sono sottoposti. 6

DESCRIZIONE ANATOMICA Dalla suddetta raffigurazione si evince come le vetture di Formula Uno vengano concepite in base a precise esigenze tecniche e aerodinamiche che relegano in secondo piano il confort del pilota, costretto a guidare in abitacoli angusti e ristretti. La posizione semisdraiata a gambe alte assunta dal pilota, in cui l appoggio sul fondo della vettura è rappresentato dalla regione ossea sacro-coccigea (impedendo ai glutei di espletare alcuna funzione ammortizzante), delinea una postura scorretta che comporta un atteggiamento cifotico di tutta la colonna vertebrale, la quale descrive un arco con un unica concavità rivolta in avanti. Le sollecitazioni a cui è sottoposto un pilota di Formula 1 sono molteplici e possono essere sintetizzate in : - Accelerazioni laterali - Accelerazioni verticali - Accelerazioni orizzontali 7

Le alte velocità di percorrenza delle curve ad ampio raggio generano accelerazioni trasversali che possono arrivare fino a 5 G* e si scaricano sul fisico del pilota per periodi prolungati. Le cinture di sicurezza a 6 punti di attacco provvedono ad ancorare perfettamente al sedile anatomico il corpo,lasciando la testa, le braccia e le gambe non vincolate alla vettura. I muscoli del collo in particolare, non avendo nessun appoggio, devono opporre una forte resistenza, anch essa di tipo isometrico ed eccentrico, pari allo spostamento di 25/30 kg per vincere i 5 G di accelerazione laterale e impedire che il capo venga inclinato sul lato opposto al raggio di curvatura, posizione che renderebbe, tra l altro, impossibile la completa visione del tratto da percorrere. Inoltre se 5 G possono essere considerati come picco massimo di accelerazione laterale, bisogna considerare che i valori medi di tanti altri tipi di curve che compongono il circuito, sono mediamente di 2/3 G che protratti per 4/5 secondi a seconda del raggio di curvatura,comportano uno sforzo medio sul capo del pilota, sulle braccia e sulla zona lombo-sacrale di 15-20 kg per ogni giro di una corsa. Le sollecitazioni dovute alle asperità del tracciato e ai cordoli, sviluppano accelerazioni verticali nell ordine di 10-12 G, paragonabili ai valori prodotti da un razzo in fase di decollo e si protraggono per un tempo relativamente breve,tali da non determinare effetti sensibili sull irrorazione cerebrale. Piuttosto la continua ripetitività di tali sollecitazioni, portano spesso ad acute patologie di origine articolare e muscolare, acutizzate ulteriormente da sospensioni prive di escursioni e sedili rigidi. Proprio i tratti cervicale e lombare rappresentano le sedi di maggiore problemi che, talvolta, arrivano ad interessare l origine delle radici nervose scatenando violente crisi dolorose. Non rare sono le occasioni in cui i piloti sono costretti a ritirarsi dalla gara in preda a dolori insopportabili alla regione cervicale perdendo progressivamente la sensibilità sulle braccia ( formicolii alle punta delle dita ); oppure sovraccarichi sulla zona lombare che si scatenano sugli arti inferiori fino a renderli completamente privi di forza e di sensibilità, tanto che negli ultimi giri non erano in grado di avvertire se i piedi fossero a contatto con i pedali. A completare un quadro abbastanza complesso, vi sono le accelerazioni orizzontali che si sviluppano durante la frenata della monoposto da 350 km/h a 100 km/h in meno di 2 secondi e che provocano decelerazioni con picchi di 5-6 G e che si ripercuotono sulla muscolatura del collo. Ma non solo : a livello del capo, la pressione che si esercita in fase di decelerazione è talmente elevata da provocare un buco nero, sensazione che il pilota lamenta con perdita della vista per una frazione di secondo, ( stessa sensazione che i piloti aeronautici di aerei da caccia descrivono in fase di decollo e atterraggio ) dovuta alla forte pressione sulla scatola cranica che va a comprimere i nervi del cervello. Infine gli arti inferiori, la cui pressione esercitata sul pedale del freno per rallentare una monoposto ( per altro non servo assistita ) è in media di 70 kg. Esercizio che viene ripetuto centinaia di volte nell arco di un Gran Premio. I picchi più elevati registrati in decelerazione durante le frenate sono pari a 110-120 kg di pressione che il pilota esercita sul pedale per frenare la monoposto. 8

*5 G equivalgono a una forza-trazione che insiste verso l esterno della curva e viene calcolata moltiplicando il peso della testa più il casco per il numero di G. Da quanto sopra evidenziato è quindi possibile capire quali sono le aeree sottoposte a maggiori sollecitazioni : - Zona cervicale, collo e capo - Zona lombo-sacrale - Arti superiori - Arti inferiori Il metodo Pilates può essere quindi considerato un ottimo sistema di allenamento dal quale il pilota, seguendo i 10 principi che lo caratterizzano, potrà trarre i seguenti benefici : - Rafforzamento del tratto cervicale. - Miglioramento della postura con un lavoro centrato sulle regioni addominale, dorsale e lombosacrale. - Allungamento e rinforzamento della muscolatura evitando l aumento della massa. - Miglioramento della capacità respiratoria. - Allenamento della concentrazione attraverso lo sviluppo della precisione, armonia e fluidità dei movimenti ( in simbiosi con la respirazione). 9

CASE STUDY Esteban Manuel Gutièrrez, pilota 25enne della scuderia Haas Formula 1 e residente nel Principato di Monaco, parteciperà a lezioni individuali di Pilates al fine di raggiungere gli obiettivi sopra menzionati. I suoi allenamenti, a causa degli impegni agonistici che lo impegneranno fino al 27 Novembre 2016, saranno discontinui ed affiancati al proprio allenamento standard ( lavoro in palestra, corsa e nuoto ). Tuttavia, durante le pause che intercorrono tra i gran premi, praticherà il Pilates due volte a settimana. Ogni sessione di allenamento sarà basata sul BASI Block System e verranno considerate opportune modifiche in base alle aree del corpo che dovranno essere maggiormente rinforzate. Le prime dieci lezioni, durante le quali il cliente apprenderà i principi basilari del Pilates, saranno impostate sul livello Fundamental e consentiranno a quest ultimo di focalizzarsi sull attivazione del pavimento pelvico, sulla corretta respirazione, sul reclutamento dei muscoli impegnati nell esecuzione dell esercizio ed infine sul controllo e precisione dei movimenti. Dall undicesima lezione verranno introdotti gli esercizi dei blocchi Spinal Articulation e Full Body I, entrambi di fondamentale importanza in considerazione dell attività svolta dal pilota. Solo successivamente alla ventesima lezione verranno affrontati tutti i blocchi del BASI Block System anche se non escludo la possibilità di utilizzare solamente esercizi di livello intermedio a partire dalla quindicesima lezione in considerazione delle notevoli capacità atletiche del cliente. Nei successivi mesi verranno introdotti ulteriori esercizi sull apparato SPINE CORRECTOR, che ritengo particolarmente efficace nel blocco Abdominals, Hip Work e Lateral Flexion. A seguire la tabella che indica una linea generale degli esercizi da me scelti, che indicano un livello crescente di difficoltà e l utilizzo di tutti i grandi attrezzi. 10

BLOCK SYSTEM SESSIONS 1-10 SESSIONS 11-20 SESSIONS 21-30 WARM UP Pelvic Curl Pelvic Curl Pelvic Curl MAT Spine twist supine Spine Twist Supine Spine Twist Supine Chest Lift Chest Lift Double Legs Stretch Chest Lift with Rotation Chest Lift with Rotation Single Leg Stretch Single Leg Lift Single Leg lift/change Criss Cross FOOT WORK REFORMER REFORMER OR CHAIR CHAIR OR CADILLAC ABDOMINALS Hundred Prep-Stand.Pike (CHAIR) Mini Roll-Ups/Oblique-Hundred Full Pike (CHAIR)-Roll Up Bott. L. HIP WORK Frog (REFORM.) Circle Down, Up (REFORM.) Frog Single Leg (Single leg sup.) Circle Down, Up (REFORM.) Extended Frog (REFORM.) Circle Down,Up (Single leg sup.) Opening (REFORM.) Extended Frog Rev. (REFORM.) Hip Extension (Single leg sup.) Bicycle (Single leg sup.) SPINAL Bottom Lift (REFORMER) Long Spine (REFORMER) ARTICULATION Or Monkey Original (CADILLAC) Or Bottom Lift with Ext. (REF.) STRETCHES Glutes,Hamstrings,Adductors, Shoulder Stretch (CADILLAC) Side Split (REFORMER) Hip Flexor on LADDER BARREL FULL BODY Scooter (REFORMER) Kneeling Cat Stretch (CADILLAC) INTEGRATION I Or Long Stretch (REFORMER) ARM WORK Extension (Arms Sup.S. REF.) Chest Expansion (CADILLAC) Chest Exp. (Arms Knee. S REF) Adduction (Arms Sup.S. REF.) Hug-A-Tree (CADILLAC) Up Circles (Arms Knee. S REF) Up Circles (Arms Sup.S. REF.) Circle Up,Down (CADILLAC) Down Circles (Arms Knee. S REF) Down Circles (Arms Sup.S. REF.) Punches (CADILLAC) Triceps (Arms Knee. S REF) Triceps (Arms Sup.S. REF.) Biceps (CADILLAC) Biceps (Arms Knee. S REF) Butterfly (CADILLAC) FULL BODY Long Back Stretch (REFORMER) INTEGRATION II Or Tendon Stretch (CHAIR) LEG WORK Hamstring Curl (CHAIR) Frog Front (CHAIR) Backward Step Down (CHAIR) LATERAL FLEX. Side Stretch (CHAIR) Side Lift (CADILLAC) Side Over on Box (REFORMER) /ROTATION BACK EXTENTION Swan Basic (CHAIR) Pulling Straps 1 and 2 (REFORM.) Prone 1 (CADILLAC) 11

CONCLUSIONS Dopo aver osservato l allenamento di Esteban Gutierrez, posso sicuramente affermare come questa disciplina, se praticata secondo i principi tanto cari a Joseph Pilates, sia in grado di migliorare le performance globali di tutti coloro che lo praticano e di apportare benefici psicofisici costanti nel tempo. Grazie alla professionalità e passione prodigata dall insegnante Candice Rossi durante le sessioni, il cliente ha potuto apprendere come questo metodo non sia solamente una rilassante ginnastica ma un ben più complesso metodo di allenamento in cui la concentrazione, l equilibrio, il core e la respirazione si fondono con la consapevolezza di movimenti eseguiti con controllo, precisione, efficienza ed armonia. Che sia un atleta in grado di correre ai 300 km/h su una Formula uno, un individuo affetto da patologie genetiche o semplicemente una persona che ami mantenersi in forma, il Pilates rappresenta una vera e propria sfida dove l unico limite è rappresentato dalla propria mente. 12

BIBLIOGRAPHY Internet website : - http://www.nonsolofitness.it/sport/formula-1 - http://www.fia.com/ - http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/allenamento-piloti.html - https://it.wikipedia.org/wiki/esteban_guti%c3%a9rrez - http://www.heraldsun.com.au/sport/motor-sport/fernando-alonso-walks-away-from-horrifyingcrash-with-esteban-gutierrez/news-story/0e89858da778cebf071bad352c577380 Libri : - Study Guide Comprehensive Course BASI - Manuali BASI di repertorio Mat, Reformer, Cadillac, Wunda Chair - Ladder Barrel - Manuale tecnico del Pilates di Isacowitz Rael Ringrazio l insegnante BASI Candice Rossi per l inestimabile supporto ricevuto e per avermi dato la possibilità di assistere alle sessioni d allenamento del pilota di Formula Uno Esteban Gutierrez. 13