Economia delle organizzazioni
Domenico Laise Economia delle organizzazioni Principi e metodi di progettazione McGraw-Hill Milano New York San Francisco Washington D.C. Auckland Bogotá Lisboa London Madrid Mexico City Montreal New Delhi San Juan Singapore Sydney Tokyo Toronto
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Alla memoria di Ilio Adorisio
INDICE PREMESSA INTRODUZIONE XV XIX CAPITOLO 1 - L economia capitalistica come sistema di organizzazioni 1.1. Che cosa è una impresa capitalistica 1 1.2. Le caratteristiche dell insieme degli agenti 5 1.3. Le caratteristiche fondamentali del tessuto relazionale 13 1.4. Perché esistono le organizzazioni 15 1.5. L organizzazione esiste per realizzare un fine 16 1.6. Le organizzazioni come sistemi finalizzati alla sopravvivenza (vitalità) 17 1.7. Le organizzazioni come sistemi non riducibili 18 1.8. L organizzazione come risposta ai problemi dell anarchia 20 1.9. Gerarchia e Eterarchia 21 1.10. Il fine dell organizzazione capitalistica: la produzione di profitto 22 CAPITOLO 2 - L organizzazione come rete di macchine non triviali (NTM) 2.1. Considerazioni preliminari 25 2.2. Definizione formale di accoppiamento tra NTM 27 2.3. Accoppiamento tra NTM di grado zero: l anarchia 28 2.3.1 Le caratteristiche dell accoppiamento di grado zero (anarchia) 29 2.3.2 Anarchia e indeterminatezza comportamentale 32 2.4. L accoppiamento di grado uno (organizzazione gerarchica) 34 2.4.1. Le caratteristiche dell accoppiamento di grado uno (gerarchia) 35 2.4.2. Gerarchia e parziale indeterminatezza comportamentale 37 2.5. L accoppiamento di grado due (organizzazione eterarchica) 39 2.5.1. Le caratteristiche dell accoppiamento di grado due (eterarchia) 40 2.5.2. Eterarchia e assenza di indeterminatezza comportamentale 42 CAPITOLO 3 - Anarchia, organizzazione e vitalità 3.1. Le nozioni di vitalità e omeostasi 45 3.2. Vitalità, omeostasi e anarchia 45 3.3. Vitalità, omeostasi e organizzazione gerarchica 46 3.4. Vitalità, omeostasi e organizzazione eterarchica 47 3.5. Sistemi autonomi, autoregolazione, omeostasi 48 3.6. L autonomia non garantisce di necessità l autoregolazione 49
VIII INDICE 3.7. L autonomia e la comunanza degli obiettivi garantiscono l autoregolazione 53 CAPITOLO 4 - La misura della quantità di organizzazione 4.1. La quantità di organizzazione in termini di varietà 57 4.2. La quantità di organizzazione in termini di varietà nell anarchia 59 4.3. La quantità di organizzazione in termini di varietà nella gerarchia 61 4.4. La quantità di organizzazione in termini di varietà nella eterarchia 63 4.5. La chiusura organizzativa non è isolamento 66 4.6. La quantità di disorganizzazione in termini di varietà 68 4.7. La quantità di organizzazione in termini di entropia informazionale 69 4.8. Entropia e anarchia 70 4.9. Entropia e gerarchia 72 4.10. Entropia e eterarchia 72 4.11. Autonomia e autopoiesi 74 CAPITOLO 5 - Il mercato come organizzazione eterarchica di imprese in competizione 5.1. Il mercato come rete (network) di imprese 77 5.2. Il mercato come ordine spontaneo 78 5.3. Il mercato come Boolean Network (BN) 78 5.4. Il mercato come Random Boolean Network (RBN) 84 5.5. La nozione di stabilità dell ordine spontaneo 85 5.6. La stabilità e l equazione di Derrida e Pomeau 87 5.7. La stabilità del mercato e l equazione di Derrida e Pomeau generalizzata 91 5.8. Il mercato come sistema sull orlo del caos: una criticità autorganizzata 97 5.9. Il mercato oligopolistico come gioco booleano 98 5.10. Instabilità e non predicibilità delle dinamiche di mercato 101 5.11. I limiti delle politiche di regolazione del mercato e delle reti complesse 105 CAPITOLO 6 - Il mercato come organizzazione eterarchica per il governo delle transazioni 6.1. Il mercato come rete (network) di scambisti 111 6.2. Il costo per il governo delle transazioni 113 6.3. La tesi di Coase: mercato e impresa 114 6.4. Mercato, Eterarchia e Gerarchia 118 6.5. Gli sviluppi della tesi di Coase nel pensiero di Williamson: mercato e gerarchia 121 6.6. L Economia dei Costi di Transazione: il postulato della perfetta sostituibilità tra impresa gerarchica e mercato 125 6.7. I limiti dell Economia dei Costi di Transazione 128 6.7.1 La non validità del postulato della completa sostituibilità tra impresa e mercato 128 6.7.2 Mercato, gerarchia e clan 133 6.7.3 La logica decisionale optimizing 135
INDICE IX 6.8. Dalla logica optimizing (Williamson) alla logica satisficing (Simon) 141 6.9. In un contesto capitalistico la gerarchia non può avere sostituti 148 CAPITOLO 7 - Il collettivo come organizzazione eterarchica 7.1. Il collettivo come organizzazione (network) diversa dal mercato e dalla gerarchia 153 7.2. Le condizioni per l esistenza del collettivo 155 7.3. Il collettivo come risposta alla complessità 156 7.4. Il collettivo come rete organizzativa 157 7.5. I prototipi di reti di comunicazione di Bavelas, Leavitt, Guetzkow e Simon 159 7.6. I principali parametri per lo studio delle reti 162 7.6.1 La centralità 163 7.6.2 La densità 166 7.6.3 La distanza media 169 7.6.4 La vulnerabilità 173 7.6.5 L affidabilità (reliability) 175 7.7. La valutazione multicriteriale della performance delle reti 178 CAPITOLO 8 - La gerarchia capitalistica come organizzazione per la produzione di profitto: concetti generali 8.1. La definizione formale di gerarchia 185 8.2. La gerarchia capitalistica ed il suo ambiente: gli stakeholders 186 8.3. Gli obiettivi degli stakeholders e il conflitto organizzativo 188 8.4. Organizzazione (struttura), ambiente e strategia 193 8.5. Obiettivi degli stakeholders e misura della performance dell impresa capitalistica 194 CAPITOLO 9 - Le dimensioni fondamentali dell ambiente organizzativo: la varietà 9.1. La varietà come semplicità dell ambiente organizzativo 201 9.2. Varietà ambientale e controllo organizzativo 203 9.3. Vitalità e varietà necessaria 206 9.4. Varietà necessaria e gerarchie di controllo 210 9.5. Varietà necessaria e forme di controllo 212 9.6. Vitalità, varietà necessaria e ricorsività 216 CAPITOLO 10 - Le dimensioni fondamentali dell ambiente organizzativo: la stabilità e la predicibilità 10.1. Complessità delle componenti e complessità delle connessioni 223 10.2. Stabilità, predicibilità e standardizzazione 225 10.3. Non stabilità, non predicibilità e non standardizzazione 226 10.4. Rete esterna (ambiente) e rete interna (organizzazione) 228 10.5. Le organizzazioni come sistemi complessi adattativi 230 10.6. Caratteristiche dell organizzazione adattativa: feedforward tattico e feedback immediato 232
X INDICE 10.7. Caratteristiche dell organizzazione adattativa: conoscenza e capacità di risolvere problemi 233 10.8. Caratteristiche delle organizzazioni adattative: conoscenza condivisa e adattamento reciproco 237 10.9. Caratteristiche delle organizzazioni adattative: la convivenza tra gerarchia ed eterarchia 240 10.10. Caratteristiche delle organizzazioni adattative: cause di crisi e rischi di disintegrazione 243 10.11. La natura ibrida di una organizzazione adattativa non semplice come causa di crisi e di disintegrazione 245 10.12. Tipologie di ambiente e tipologie organizzative 249 CAPITOLO 11 - L organizzazione gerarchica: divisione del lavoro e principali modi di coordinamento formale 11.1. La macrodivisione del lavoro all interno dell organizzazione 251 11.2. I principali meccanismi di coordinamento: la supervisione diretta 255 11.3. I principali indici delle proprietà della supervisione diretta 257 11.3.1 Grado di gerarchia formale 259 11.3.2 Span of control medio (Ampiezza media del comando) 261 11.3.3 Livelli gerarchici normalizzati (Hierarchical Levels) 261 11.4. I principali meccanismi di coordinamento: la standardizzazione 262 11.5. I principali meccanismi di coordinamento: le caratteristiche della standardizzazione dei processi di lavoro 264 11.6. I principali meccanismi di coordinamento: le caratteristiche della standardizzazione degli output e delle competenze 271 11.6.1 Standardizzazione dell output 271 11.6.2 Standardizzazione delle competenze 274 CAPITOLO 12 - L organizzazione gerarchica: divisione del lavoro e principali modi di coordinamento informale 12.1. L adattamento reciproco 277 12.2. L indice di accentramento decisionale 279 12.3. L indice del grado di connessione 280 12.4. L indice del grado di efficienza (non ridondanza) 281 12.5. L indice di centralità 282 12.6. L indice di densità 283 12.7. L indice di distanza media 284 12.8. L indice di affidabilità 284 12.9. L indice di vulnerabilità 285 12.10. Sintesi degli indicatori delle proprietà di un tessuto relazionale 286
INDICE XI CAPITOLO 13 - La divisione del lavoro e il coordinamento: i principali parametri di progettazione 13.1. Divisione e specializzazione del lavoro nelle principali parti dell organizzazione 289 13.2. Divisione del lavoro, coordinamento e decentramento decisionale 294 13.3. Formalizzazione e standardizzazione del lavoro 297 13.4. Formazione, indottrinamento e standardizzazione delle competenze 299 13.5. I sistemi di pianificazione e controllo e la standardizzazione degli output 303 13.6. I meccanismi di collegamento e l adattamento reciproco 309 CAPITOLO 14 Le principali configurazioni gerarchiche non adattative 14.1. Il concetto di configurazione 321 14.2. Lo schema di riferimento per la classificazione delle configurazioni organizzative 325 14.3. La configurazione non adattativa semplice: la burocrazia meccanica 327 14.3.1. Le principali caratteristiche della configurazione non adattativa semplice 327 14.4. Le configurazioni non adattative non semplici 332 14.4.1. La configurazione divisionale 332 14.4.2. La configurazione burocratica professionale 342 CAPITOLO 15 - Le principali configurazioni gerarchiche adattative 15.1. La natura e le caratteristiche generali delle configurazioni adattative 349 15.2. La configurazione adattativa semplice (imprenditoriale) 352 15.3. Le configurazioni adattative non semplici 356 15.3.1 Tipi di organizzazioni adattative non semplici 356 15.3.2 La configurazione adhocratica 359 15.3.3 La configurazione missionaria 364 15.3.4 La configurazione missionaria spuria: la J-Form (forma di tipo G) 369 CAPITOLO 16 - Il network di imprese come struttura adattativa: cenni 16.1. Adattabilità e modularità 377 16.2. Alcuni esempi di strutture modulari 381 16.3. Che cosa è un network e perché nasce 385 16.3.1. Network per lo sviluppo tecnologico 386 16.3.2. Network per le attività operative (produzione e gestione) 388 16.3.3. Network per le attività di marketing, vendita e assistenza 389 CAPITOLO 17 - La scelta della configurazione organizzativa: la logica satisficing 17.1. La necessità di una logica satisficing nella scelta della configurazione organizzativa 393 17.2. Satisficing e Optimizing: due logiche a confronto 394 17.3. I parametri di progettazione e la scelta della configurazione organizzativa 399 17.4. I criteri utilizzati per la scelta della configurazione 401
XII INDICE 17.5. La selezione della alternativa soddisfacente 407 APPENDICE A - Stabilità e Caos nei Random Boolean Network A.1. Definizione di Boolean Network di Ashby-Kauffman 413 A.2. L Insieme dei Nodi (Agenti) 413 A.3. L Insieme degli Archi (Tessuto Relazionale) 414 A.4. Gli Accoppiamenti tra i Nodi (Coupling) 415 A.5. L Insieme delle Funzioni Booleane di Transizione dello Stato 416 A.6. Altre Proprietà di un Boolean Network 417 A.6.1 Il Numero delle Funzioni Booleane 417 A.6.2 Il Numero dei Possibili Network Booleani 418 A.6.3 La Dinamica del Network Booleano 422 A.7. La Stabilità dei Network Booleani 423 A.7.1. I Random Boolean Network (RBN) 423 A.7.2. Il Problema della Stabilità Strutturale e dell Autoregolazione di un RBN 424 A.7.3. La Distanza di Hamming tra gli Stati di un RBN 425 A.7.4. L Evoluzione Temporale della Distanza tra gli Stati 426 A.7.5. L Interpretazione Probabilistica dell Overlap 426 A.7.6. L Equazione di Derrida e Pomeau 427 A.7.7. Analisi della Stabilità di un RBN 429 A.8. L Analisi della Stabilità dei RBN: un estensione 435 APPENDICE B - Entropia di Shannon B.1. Definizione di Entropia secondo Shannon 443 B.2. Entropia come misura dell incertezza 443 APPENDICE C - Usi e abusi della Teoria dei Giochi C.1. Considerazioni introduttive 447 C.2. I principali usi e abusi della Teoria dei Giochi Economici 447 C.3. La Teoria dei Giochi economici è empiricamente vuota 449 C.4. La Teoria dei Giochi economici ripetuti ad infinitum è empiricamente vuota 450 C.4.1 La interpretazione naive della ipotesi di ripetizione del gioco ad infinitum 450 C.4.2 La interpretazione non naive della ipotesi di ripetizione del gioco ad infinitum 451 C.4.3 La ipotesi di probabilità di morte del giocatore costante nel tempo è empiricamente falsa 454 C.5. Considerazioni conclusive 455 APPENDICE D - Gli indici della gerarchia pura di Krackhardt D.1. Grado di Gerarchia 458 D.2. Grado di Connessione 460
INDICE XIII D.3. Grado di Efficienza 462 D.4. Grado di Lubness 463 APPENDICE E - La stabilità dell Equilibrio Economico Generale 467 Bibliografia e Sitografia 473 Indice degli argomenti principali 481 Lista dei simboli 485