L importanza di una corretta alimentazione EH... EH... Alimentazione razionale Riduzione dei costi Maggiori produzioni Migliore stato di salute
Il razionamento della vacca da latte la razione ottimale risponde alle esigenze della vacca ed e' "economica la razione si deve adattare agli eventi che caratterizzano il ciclo produttivo
La richiesta dei principi alimentari varia fabbisogno : parto produzione asciutta parto - :
VACCA DA LATTE CARRIERA PRODUTTIVA
Il razionamento della vacca da latte Lattazione: 1 fase Vacche Fresche 1-90 d di l Fresh Early. 2 fase Metà lattazione 90-210 d di l Middle L 3 fase Fine lattazione da 210 ad asciutta Late L Asciutta: Dry 1 fase asciugatura 2 fase centrale Far off dry 3 fase preparazione al parto Close Up
L'andamento del ciclo produttivo della vacca da latte può essere schematicamente suddiviso in: lattazione - prima fase: si intendono i primi tre mesi di lattazione, periodo in cui la vacca esprime il proprio potenziale produttivo con il manifestarsi del "picco". Per fare fronte alle richieste della lattazione la vacca ricorre alle proprie riserve corporee. In questo stesso periodo la bovina deve essere ingravidata; lattazione - seconda e terza fase: comprende i mesi successivi al picco di lattazione, quando lattazione e gravidanza si sovrappongono. La vacca dovrebbe riuscire a fare fronte alle esigenze nutritive con l'alimentazione e ricostituire le riserve corporee perse all'inizio della lattazione asciutta: è il periodo in cui la vacca è improduttiva e corrisponde normalmente agli ultimi 2 mesi di gravidanza;.
IL RAZIONAMENTO DELLA VACCA DA LATTE Ognuna di queste fasi individua momenti fisiologici diversi, che implicano esigenze dietetiche specifiche, sia per il periodo in corso, sia in relazione al successivo. Per esempio la produttività e lo stato sanitario della bovina all'inizio della lattazione sono pesantemente condizionate dalle modalità di allevamento della manza e dalla gestione dell'asciutta.
Bilancio energetico
LA LATTAZIONE La produzione al picco condizione fortemente quella dell intera lattazione i due fattori sono fra loro altamente e positivamente correlati. Il picco previsto si può ottenere dividendo la produzione effettiva e complessiva della precedente lattazione: per 200 nel caso di terzipare (es. prod. prec. = 8000/200 = 40 kg al picco) per 150 nel caso di secondipare per le primipare si può dividere per 200 la produzione media delle primipare dell anno precedente
Quantità di latte prodotta al giorno al picco produttivo Vacche alta produzione kg 50.0 Vacche media produzione kg 32.5 Vacche bassa produzione kg 27.5
Mese Vacca A persistenza 95% Vacca B persistenza 90% Vacca C persistenza 85% Produzione Produzione Produzione giornaliera mensile giornaliera mensile giornaliera mensile 1 34.0 1020 34.0 1020 34.0 1020 2 39.6 1188 39.6 1188 39.6 1188 3 37.6 1128 35.7 1071 33.7 1011 4 35.7 1071 32.1 963 28.6 858 5 33.9 1017 28.9 867 24.3 729 6 32.2 966 26.0 780 20.7 621 7 30.6 918 23.4 702 17.6 528 8 29.1 873 21.1 633 15.0 450 9 27.6 828 19.0 570 12.8 384 10 26.2 786 17.0 510 10.9 327 totale 9795 8304 7116
LATTAZIONE Prima fase Periodo che inizia con il parto e arriva al "picco" di produzione di latte. Le problematiche sono: per 48-72 ore dopo il parto è inappetente e fortemente stressata i fabbisogni presentano un aumento improvviso e consistente spostamento di gruppo con problemi di adattamento cambio della razione e adeguamento della popolazione ruminale
LATTAZIONE Prima fase Nei primi giorni dopo il parto la capacità di ingestione è limitata di circa il 20% rispetto alla potenziale. La produzione lattea è elevata e crescente con un aumento improvviso e consistente dei fabbisogni il quantitativo di latte prodotto continua ad aumentare in progressione sino al raggiungimento del così detto "picco produttivo" che rappresenta il potenziale produttivo genetico della vacca.
LATTAZIONE Prima fase In pratica è impossibile coprire con l alimentazione i fabbisogni energetici il bilancio energetico diventa negativo la vacca dà ampio fondo alle proprie riserve corporee per coprire le esigenze nutritive imposte dalla lattazione la perdita di peso è fisiologica se del 7-8% se superiore al 10% è non fisiologica
Massima assunzione di sostanza secca Vacche alta produzione Vacche media produzione kg 24.6 alla 14 a settimana kg 19.5 alla 13 a settimana Vacche bassa produzione kg 18.3 alla 13 a settimana Durata del deficit energetico Vacche alta produzione Vacche media produzione Vacche bassa produzione Fino alla 21 a settimana Fino alla 13 a settimana Fino alla 10 a settimana
LATTAZIONE PRIMA FASE OCCORRE: evitare un eccessivo dimagrimento stimolare al massimo l'ingestione aumentare la concentrazione energetica della razione controllare e stimolare la funzionalità ruminale prevenire eventuali dismetabolie (chetosi, acidosi, alcalosi)
LATTAZIONE PRIMA FASE Negli animali giunti grassi al parto si ha una eccessiva mobilizzazione di lipidi corporei, con forti rischi di chetosi e di forme di steatosi epatica (infiltrazione grassa nel fegato). Per evitare questo è perciò indispensabile stimolare al massimo il consumo volontario di alimento per contenere il dimagrimento entro limiti fisiologici (massimo 7% del peso vivo). A questo proposito è utile somministrare vitamina P.
LATTAZIONE PRIMA FASE Al contempo risulta necessario un forte aumento della concentrazione energetica, e nutritiva in generale, della razione: sulla base della capacità di ingestione e dei fabbisogni si arrivano a calcolare apporti di 0,8-0,9 UFL/kg di s.s. La quantità di concentrato dovrebbe essere aumentata gradualmente fino a raggiungere il livello considerato. Anche le richieste proteiche sono elevate e possono essere soddisfatte solo con apporti alimentari fino al 18-19% della s.s.
Produzione giornaliera di latte al 4% di grasso Concentrazione energetica (UFL /kg SS) 10 0.60 14 0.66 18 0.72 22 0.78 26 0.83 30 0.88 34 0.93 40 0.98
LATTAZIONE PRIMA FASE Per evitare eccessi azotati ruminali è necessario utilizzare fonti proteiche a diversa velocità ed entità di degradazione ruminale, opportunamente associate a carboidrati a fermentazione scalare: zuccheri solubili (melasso, erba, trinciato): evitano accumuli di ammoniaca nel rumine. Vanno però controllate le quantità (massimo 1 kg capo/giorno), perché gli eccessi favoriscono altre patologie; amidi di origine diversa (mais, orzo, ecc.) e diversamente trattati (fioccati, macinati, ecc.).
LATTAZIONE PRIMA FASE La bovina da latte mentre da un lato possiede buone riserve energetiche cui attingere nei momenti di deficit, dall altro possiede limitate riserve proteiche: dai 15-60 kg di grasso di deposito può attingere energia per 150-600 kg di latte mentre dai 5-10 kg di proteine può attingere AA per 100-200 kg di latte. L energia è depositata nel tessuto adiposo, per le proteine non esiste un tessuto adibito allo stoccaggio: nel bovino adulto il 50% circa delle proteine sono localizzate nei muscoli e circa 1/3 nel tessuto connettivo e cutaneo
LATTAZIONE PRIMA FASE Va sempre tenuto sotto controllo il tenore in fibra che in questa prima fase può scendere anche al 17-18 % di FG e al 27% di NDF ( 1 ) Anche il rapporto foraggio/concentrato può scendere al 50-50% per poi risalire a 60-40 nella seconda fase ( 1 ) il 75% deve essere da foraggi 1/3 da foraggi a fibra lunga e strutturata
LATTAZIONE PRIMA FASE Utilizzare sempre alimenti ottimi sia per appetibilità che per valore nutritivo Usare con cautela sottoprodotti a basso contenuto energetico per abbassare i costi
LATTAZIONE PRIMA FASE In corrispondenza del picco produttivo la vacca deve essere reingravidata. C'è però una forte competitività nella richiesta di glucosio (quindi propionato) tra lattazione ed embrioni. Bisogna perciò riuscire a mantenere equilibrato il livello energetico della vacca per evitare di diminuire la sua fertilità con conseguente allungamento del periodo interparto.
BCS al picco Periodo BCS Possibile Causa Rimedio Al Picco Alto Le vacche non raggiungono il picco produttivo Vacche troppo magre al parto Basso Vacche che perdono troppo peso Aumentare la proteina grezza in razione (17 %) Adeguare la condizione corporea nell'ultimo terzo di lattazione Aumentare la concentrazione energetica della razione a 0.90 UFL/ kg S.S., portare l'adf al 20 % e la NDF al 30 %.
LATTAZIONE I FASE Le bovine fresche (che provengono dal gruppo delle asciutte) possono essere: 1.immesse direttamente nel gruppo ad alta produzione 2.immesse prima nel gruppo a media produzione per una fase di adattamento (2 settimane per le pluripare 3-4 settimane per le primipare) poi nel gruppo ad alta produzione.
LATTAZIONE I FASE 1.immesse direttamente nel gruppo ad alta produzione preferibile se preceduta da steaming up con adattamento della micropopolazione ruminale riduzione delle forme dismetaboliche
LATTAZIONE I FASE 2.immesse prima nel gruppo a media produzione per una fase di adattamento in assenza di steaming up evita le dismetabolie permette l adattamento della micropopolazione ruminale viene frenato il raggiungimento del picco di produzione specie nelle alte lattifere è praticabile solo nelle aziende con tre gruppi di alimentazione
LATTAZIONE I FASE Prime tre settimane Inizio lattazione Sostanza secca (% PV) 2,5-3,5 3,5-3,7 PG (% SS) 17-18 17 PS (% PG) 30 30 Proteine degradabili (RDP) % PG 60 60 Proteine indegradabili (RUP) % PG 40 40 Fibra grezza (%SS) 17 17 NDF (%SS) 32 32 NDF da foraggi (%SS) 70% NDF 70% NDF UFL (/kg di SS) 0,96-1,00 0,96-1,01 Rapporto F/C 40/60 50/50 Amido (%SS) 25 28 CNS (%SS) 41 39 Lipidi (%SS) 4-6 4-6 Ca (%SS) 0,75-0,8 0,75-0,8 P (%SS) 0,4-0,5 0,4-0,5
LATTAZIONE II FASE Lattazione inoltrata: dopo i 100 giorni Se si sono usati foraggi di buona qualità in termini di conservazione, apporti nutritivi, livello di fibrosità e composizione della fibra, già alla fine del primo mese la vacca può ingerire il 90% della sua massima potenzialità Con il secondo mese si arriva al 100%.
LATTAZIONE II FASE Superato il picco non è difficile coprire i fabbisogni perché la vacca riesce a utilizzare bene le razioni che le necessitano. E' bene avere sempre chiaro il modificarsi dei fabbisogni dell'animale durante la lattazione. C'è infatti il rischio di sovralimentare la vacca rispetto alle risposte produttive e di superare la normale quota aggiuntiva per il doveroso recupero di peso.
LATTAZIONE II FASE Controllare e sostenere la lattazione con razioni adeguate ai fabbisogni incrementare l impiego di foraggi e contenere la concentrazione energetica utilizzare eventualmente i sottoprodotti per ridurre il costo della razione consentire il recupero delle riserve con l aumento del PV controllare il BCS
BCS a metà lattazione Periodo BCS Possibile Causa Rimedio Metà lattazio ne Alto Basso Scarsa produzione Vacche che hanno ricevuto per troppo tempo una razione con molta energia Vacche che non riprendono condizione corporea dopo la prima fase di lattazione Eliminare i soggetti che producono poco e tendono ad ingrassare eccessivamente Bilanciare la razione adeguandola al fabbisogno energetico di metà lattazione Mantenere la concentrazione energetica della razione attorno a 0.90 UFL /kg. di S.S
Fieno LATTAZIONE II FASE 5-6 kg di buona qualità Insilati max 20-25 kg (8-9 kg di SS) Foraggi freschi max 40-50 kg (8-9 kg di SS) Fresco + insilati max 10 kg di SS Concentrati ridurre periodicamente in funzione della produzione Rapporto foraggio/concentrato 60-40
LATTAZIONE II FASE Livello proteico 15-16% Fibra grezza > 18 % NDF fino al 40% Rapporto foraggio/concentrato 60-40
LATTAZIONE II e III FASE Metà lattazione Fine lattazione Sostanza secca (% PV) 3,2-3,5 2,6-3,2 PG (% SS) 16 15 PS (% PG) 32 34 Proteine degradabili (RDP) % PG 64 68 Proteine indegradabili (RUP) % PG 36 32 Fibra grezza (%SS) 18 18 NDF (%SS) 35 40 NDF da foraggi (%SS) 70% NDF 70% NDF UFL (/kg di SS) 0,90-0,95 0,84-0,89 Rapporto F/C 60/40 60/40 Amido (%SS) 25 22 CNS (%SS) 37 34 Lipidi (%SS) 4-5 3,4 Ca (%SS) 0,7-0,75 0,65-0,7 P (%SS) 0,4-0,45 0,4
LATTAZIONE III FASE Preparazione all'asciutta nella settimana prima della messa in asciutta, per le vacche che producono più di 20 kg/giorno è bene ridurre molto la somministrazione di mangime e sostituire il foraggio con uno meno nutritivo. Questo fa calare drasticamente il latte prodotto, diminuendo il rischio di mastite. In aggiunta, va limitato l'accesso all'acqua per 12-24 ore.
L'Asciutta L'asciutta coincide generalmente con le 8 settimane (variabile da 50-70 giorni) che precedono il parto ed è quel periodo in cui alla vacca viene fatta sospendere la produzione di latte: l'obiettivo è quello di eliminare la competizione fra lattazione e gravidanza e di permettere alla bovina di ricostituire le proprie riserve corporee. Questo momento è particolarmente importante perché dalla conduzione dell'asciutta dipende in larga misura l'andamento delle prime fasi della lattazione e la predisposizione a squilibri metabolici
L'Asciutta Alimentazione spesso irrazionale Considerato un periodo improduttivo e quindi si ha una sottoalimentazione degli animali (1) (SVM) Oppure necessario per costituire le scorte (grasso in particolare) per la lattazione successiva (2) (SVG)
L'Asciutta SVM sindrome della vacca magra la sottoalimentazione può predisporre la bovina alla chetosi SVG sindrome della vacca grassa in alcune aziende è più comodo somministrare alle asciutte la stessa razione delle bovine in lattazione
SINDROME DELLA VACCA GRASSA FATTORE SCATENANTE: allungamento periodo parto concepimento e dell asciutta alimentazione troppo ricca di energia in asciutta, preparazione al parto troppo spinta FAVORITO DA: vacche grasse al parto, stress che riducono la lipomobilizzazione CONSEGUENZE: inappetenza calo produttivo, chetosi, steatosi, parti distociti, collassi puerperali, dislocazioni abomaso, mastiti metriti lesioni podali. PREVENZIONE: controllare il BCS evitare vacche grasse a fine lattazione e asciutta favorire al massimo l ingestione di ss dopo il parto
CHETOSI FATTORE SCATENANTE: la richiesta di zuccheri ematici supera la capacità dell organismo di sintetizzarli; nel sangue si accumulano corpi chetonici, si abbassa la glicemia FAVORITO DA: eccessi energetici, vacche grasse CONSEGUENZE: inappetenza e dimagrimento, calo produttivo, alito, urina e latte con odore di acetone PREVENZIONE: evitare vacche grasse al parto vitamina PP. Mantenere alto il glucosio ematico dopo il parto - zuccheri TERAPIA D URGENZA: Glicole propilenico lattati
L'Asciutta Il razionamento in asciutta deve essere condotto con le seguenti finalità: lo sviluppo adeguato del feto preparare la vacca al parto il mantenimento di una condizione corporea ottimale preparare la vacca alla nuova lattazione la preparazione del tratto digestivo al tipo di razione distribuita in lattazione cercare di minimizzare quanto più possibile eventuali problemi digestivi e metabolici
Durata dell ASCIUTTA periodi inferiori a 45 d non consentono una corretta involuzione e recupero della mammella, durate maggiori a 65 d espongono al rischio di ottenere animali in condizioni corporee esagerate al momento del parto. per le primipare: 60 giorni per le vacche con più lattazioni sono sufficienti 50-55 giorni; in pratica un buon compromesso è rappresentato dall'avere circa il 70-80 % di tutti i periodi dell'asciutta con una lunghezza compresa tra i 45 ed i 70 giorni
Durata dell ASCIUTTA
FASI DELL ASCIUTTA LORO DURATA 1. FASE «MESSA IN ASCIUTTA» 8 giorni 2. FASE «CENTRALE» 30-40 giorni 3. FASE «PREPARAZIONE AL PARTO» o steaming up o close -up 14 giorni
Cause più probabili di lunghezza inadeguata dell asciutta Vacche asciugate anticipatamente per errori problemi di quote scarsa produzione di latte basso livello genetico modesta efficienza riproduttive eproblemi sanitari SPESSO VACCHE GRASSE Vacche asciugate tardivamente per: errori elevata produzione di latte
È importante: L'Asciutta Eliminare ogni competizione tra lattazione e crescita in peso del feto, particolarmente forte proprio negli ultimi due mesi (60% del peso totale). Permettere alla bovina di ripristinare le condizioni fisiche migliori per affrontare una nuova lattazione ("riposo" e disintossicazione del fegato, ricostituzione del tessuto mammario, delle riserve corporee in sali minerali e vitamine, potenziamento delle difese immunitarie).
OCCORRE ASCIUTTA Evitare che al parto giungano vacche troppo debilitate (SVM) o troppo grasse (SVG). Accumulare riserve non significa accumulare grasso. Anzi, un ingrassamento eccessivo può creare problemi per il parto e predispone alla ritenzione della placenta, alla chetosi, alle indigestioni, nonché alle patologie conseguenti (turbe della fertilità, zoppie, diminuzione delle difese, quindi malattie infettive, sindrome della vacca grassa).
ASCIUTTA Il recupero di peso perso nella lattazione deve avvenire nell'ultima fase della medesima (metà gravidanza), non in asciutta, altrimenti la vacca arriva troppo grassa al parto. I fabbisogni della vacca in asciutta sono estremamente ridotti. Per evitare l'ingrassamento eccessivo si raccomandano razioni ricche di foraggi grossolani (da non confondere con foraggi di scarto) e povere di mangimi. Allo stesso tempo non si devono portare al parto vacche debilitate e/o eccessivamente magre per non penalizzare la successiva produzione.
ASCIUTTA L'allevatore deve sempre controllare la condizione degli animali a fine lattazione e su queste calibrare la prima fase dell'asciutta. Se il BCS è < a 3 gli animali devono recuperare peso Se il BCS è > a 3.75 gli animali devono perdere peso
BCS DELLE VACCHE all inizio dell ASCIUTTA Periodo BCS Possibile Causa Rimedio All' asciuga tura Alto Basso Vacche che ricevono eccessiva energia in tarda lattazione Vacche che non concepiscono Vacche che non acquistano adeguata condizione nell'ultimo terzo di lattazione Bilanciare l'energia sui fabbisogni produttivi Considerare l'eliminazione Aumentare l'energia della razione prevista per questo periodo
L'Asciutta In questo periodo bisogna evitare eccessi: Energetici l animale grasso al parto mangia meno e va soggetto ad acetonemia e a collasso puerperale Proteici l animale non può costituire riserve, mentre può andare incontro ad intossicazioni di Calcio l animale è soggetto al collasso puerperale
L'Asciutta In questo periodo bisogna evitare carenze: di fibra la vacca asciutta richiede alti livelli di fibra (dal 35 al 60% in NDF) ed è perciò opportuno utilizzare i foraggi più grossolani, riservando i migliori alle fresche. di vitamina A ed E vit. A 100.000 UI / giorno -vit. D 30.000 UI / giorno -vit. E 400-600 UI / giorno di fosforo ed alcuni oligoelementi (Cu,Na,Fe,Mn,Zn,Co)
L'Asciutta In questo periodo bisogna evitare l uso di Foraggi di leguminose, ricchi di Ca e PG Silomais che favorisce l ingrassamento Concentrati, oltre i 2-3 kg/d causa di eccessi di energia PG e Ca è opportuno quindi non fornire una quota di cereali se l'animale consuma 8-10 kg di silomais, quando il foraggio è di buona qualità o se le vacche arrivano all'asciutta troppo in forma; è bene invece fornire alle bovine un supplemento di cereali pari a 1.5-2.5 kg quando il foraggio è di qualità scadente, oppure se gli animali sono molto magri o ancora se le condizioni climatiche siano di freddo intenso.
ASCIUTTA PRIMA FASE: L'ultima fase di lattazione e l'asciugatura Per permettere la cessazione della produzione di latte soprattutto nelle vacche più produttive (> 20 kg) è sufficiente una razione a base di paglia o comunque di foraggi grossolani per 4-5 d. Al 5. giorno la mungitura viene interrotta in quanto la produzione crolla per i bassi apporti energetici
ASCIUTTA PRIMA FASE: L'ultima fase di lattazione e l'asciugatura All'asciugatura, la vacca va trattata immediatamente dopo l'ultima mungitura con adeguato antibiotico e con l'alimentazione a base d'acqua e fieno grossolano per una settimana; se si notano problemi mammari, è bene ripetere il trattamento con antibiotici dopo una nuova mungitura quanto più possibile completa. La terapia antibiotica in asciutta è efficace nella cura delle mastiti ambientali subcliniche ( Streptococcus agalactiae e Staphylococcus aureus), non per quelle da Escherichia coli; la miglior protezione contro questo tipo di microorganismi patogeni è offerta da un ambiente pulito ed asciutto
ASCIUTTA SECONDA FASE: riposo fisiologico e ricostituzione delle riserve (durata 5-6 settimane) disintossicare potenziare le difese immunitarie ricostituire le riserve di aminoacidi vitamine e minerali Prevenire patologie al parto
ASCIUTTA SECONDA FASE: Mantenere elevata la capacità di ingestione Favorire attività ruminale Esaltare assorbimento di nutrienti (rumineintestino) Evitare vacche grasse o debilitate al parto Evitare perdite di peso Recuperare condizione corporea Evitare eccessivo ingrassamento
ASCIUTTA SECONDA FASE FABBISOGNI MODERATI mantenimento piu 2-2.5 UFL; attenzione a temperatura, ambiente e BCS; con stress i fabbisogni di mantenimento aumentano dal 27 al 73%; CAPACITÀ INGESTIONE BUONA 1.5-2.2%p.v. (pari a l0-l5 kg di s.s.); attenzione primipare, appetibilità alimenti, gestione greppie, razionamento; QUALITÀ e COMPOSIZIONE ALIMENTI evitare di utilizzare razione manze/ vacche latte; attenzione muffe, micotossine, ecc.; limitare uso alimenti insilati (azoto ammoniacale); favorire ingestione di fibra di buona qualità e ridurre cationi; ACQUA in abbondanza e a volontà.
ASCIUTTA SECONDA FASE PREVALENTE USO DI FORAGGI (>80-85%) LIMITATO IMPIEGO IM INSILATI (20-30%) RIDOTTO UTILIZZO MANGIMI (1-4 kgld) Ingestione SS 1.9-2.1 % peso vivo UFL 0.65/0.75 / kg s.s. PG 11-13%s.s. PG sol. 40-50 %PG NDF 45-55% s.s. ADF 35-40 % s.s.
ASCIUTTA SECONDA FASE CORRETTI APPORTI MINERALI e VITAMINICI Ca : P 1.5-1( <90 e 40 g/d) Mg 0.25% (35-40 g/d) K e Na < 1.5% e < 0.4% S 0.16-0.18 (0.38 se K>1.1%) N:S 10-13:1 Cu, 15 ppm; Co, 0.10 ppm; I 0.6 ppm; Fe, 50 ppm, Se, 0.30 ppm. vit A: 60.000 UI; vit. E: 300 mg; vit. D: 14000 UI
ASCIUTTA SECONDA FASE razioni ricche di foraggi grossolani (85% della dieta), mediamente dotati in energia e proteine (graminacee e polifiti preferibilmente), comunque ben conservati ed appetiti. Si deve contenere l'impiego di alimenti molto energetici, quali silomais (< 6-7 Kg capo giorno) e mangimi ( 2-3 Kg capo giorno) per non superare le 7,5 UFL/giorno. Anche l'apporto proteico deve essere controllato (max 1,2 Kg di PG/giorno).
ASCIUTTA SECONDA FASE Con i mangimi dovrà essere comunque apportata una buona integrazione in vitamine ed elementi minerali (in particolare vit. A, D, E, fosforo, selenio e oligoelementi mentre l'apporto di calcio deve esser limitato). E' inoltre auspicabile la somministrazione di sostanze ad azione disintossante ed epatoprotettrice (colina, metionina, vitamine del complesso B). Per queste, così come per le vitamine, è preferibile la forma ruminoprotetta.
ASCIUTTA SECONDA FASE Schema di razioni tipiche usate in asciutta Silomais... 6-12 Fieni graminacee 8-10 6-7 (Paglia 1-2 1-2) Mangimi 1-3 1-2
ASCIUTTA SECONDA FASE SPAZI: - adeguati sia come area di riposo che alimentazione; - attenzione igiene dell ambiente per ridurre mastiti; - evitare sovraffollamenti (competizione, stress); - limitare situazioni stress; GRUPPI: uno o più in funzione del BCS, del n di parti e in generale dei diversi bisogni nutritivi; In questo gruppo dovrebbero essere immesse le manze gravide dal 6 mese di gravidanza
ASCIUTTA TERZA FASE: preparazione al parto e alla lattazione (durata 2-3 settimane) preparare la vacca al parto ridurre i rischi di collasso puerperale preparare l'animale a sostenere la produzione attesa consentire l'adattamento ruminale in termini quali-quantitativi
ASCIUTTA III FASE Abituare l'animale all'alimentazione che riceverà in lattazione. Con l'inizio della produzione di latte i fabbisogni subiscono un repentino innalzamento e si rende necessaria la somministrazione di razioni ad alta concentrazione energetica e proteica. Per questo nell'ultima fase dell'asciutta si deve adattare la vacca, ma in particolare il suo rumine, a una nuova alimentazione.
ASCIUTTA III FASE Abituare l'animale all'alimentazione che riceverà in lattazione. Il rumine ormai abituato al largo uso di foraggi (flora prevalentemente cellulosolitica, produzione di acido acetico e metano) deve progressivamente adattarsi allo sfruttamento di diete ricche di mangimi (sviluppo delle papille ruminali, presenza adeguata di batteri amilolitici, produzione di acidi propionico e butirrico, efficace fermentazione della sostanza organica e sintesi proteiche);
ASCIUTTA III FASE Abituare l'animale all'alimentazione che riceverà in lattazione. Questo adattamento si ottiene con la tecnica dello STEAMING UP che consiste nell'introdurre nella razione, durante gli ultimi 10-15 gg dell'asciutta, piccole quantità crescenti di mangimi, mantenendo sempre la stessa base foraggera, sino a raggiungere i 3-3,5 kg nei giorni subito precedenti al parto.
ASCIUTTA III FASE STEAMING UP Ciò si può raggiungere in vari modi: aggiungendo al mangime per l'asciutta una certa quantità di farina di orzo (o cereali in generale) sostituire il margine per l'asciutta con quello usato in lattazione utilizzare parte (40%) della miscelata unifeed delle bovina a più bassa produzione più fieno a volontà o il 30% di quello ad alta produzione più fieno
ASCIUTTA E' buona pratica inserire tra le vacche in asciutta le manze gravide a due mesi dal parto: le esigenze alimentari degli animali sono infatti molto vicine ed è bene anche per i soggetti giovani ricevere la preparazione all'alimentazione pre-parto.
ASCIUTTA (NRC 2001) Fase Centrale Steaming up o Close up Sostanza secca (% PV) 1,8-2,2 1,3-1,7 UFL (kg /SS) 0,6 0,85 Proteina grezza (%SS) 10,0-11,0 12,0-14,5 Proteina solubile (%SS) 2,2 2,8 Proteina degradabile (%SS) 7,5 9,5 Proteina indegradabile (%SS) 2,2 2,8 NDF (%SS) 38,0 38,0 NFC (%SS) 38,0 38,0 Amido (%SS) 15,0 22,0 Zuccheri (%SS) 5,0-8,0 5,0-8,0 Calcio (%SS) 00,45 0,50 Fosforo (%SS) 0,25 0,26 Magnesio 0,45 0,50 Potassio (%SS) 0,70 0,75 Selenio (%SS) 0,3 0,3 Vit. E (mg/kgss 25,0 30,0
ASCIUTTA Ridurre i rischi di patologie post-parto. Squilibri nell'alimentazione in asciutta sono relazionati a collasso, mastiti, edemi, ecc. Il collasso puerperale, per esempio, è strettamente condizionato dall'alimentazione in asciutta, in particolare all'assunzione di calcio, di fosforo e di vitamina D. E' vero che l'animale deve ricostruire le riserve corporee di calcio durante l'asciutta, ma con l'avvicinarsi al parto la somministrazione di calcio deve diminuire.
COLLASSO PUERPERALE FATTORE SCATENANTE: Improvvisa caduta del livello ematico di calcio dopo il parto FAVORITO DA: eccesso di calcio con quadro ormonale di deposito di calcio (calcitonina) e riduzione della produzione del paratormone (mobilizzazione di calcio) CONSEGUENZE: paralisi muscolare, dopo il parto l animale crolla al suolo o reclina la testa, paresi, febbre da latte. PREVENZIONE: favorire la produzione del paratormone ( < 90 g di Ca/d) TERAPIA D URGENZA: Gluconato di Calcio
BCS VACCHE AL PARTO Periodo BCS Possibile Causa Rimedio Al Parto Alto Basso Asciutte di peso eccessivo Vacche asciugate con peso eccessivo Periodo d'asciutta troppo lungo Vacche asciutte in calo corporeo a causa della razione impiegata Vacche asciugate con scarsa condizione corporea Ridurre l'energia nella razione dell'asciutta Ridurre l'energia della razione nell'ultimo terzo di lattazione Limitare la durata dell'asciutta a 60 giorni Aumentare l'energia e le proteine Aumentare l'energia nell'ultimo terzo della lattazione
Controllare in Azienda Comporre una razione è ben di più che "eseguire" un bilanciamento matematico tra fabbisogni ed apporti, quindi non è pensabile fare razionamento per un'azienda a tavolino, senza conoscere a fondo: la struttura dell'azienda e la sua organizzazione; il tipo di alimenti disponibili, in particolare tipo e qualità dei foraggi; le condizioni degli animali.
Struttura dell'azienda e sua Organizzazione Ogni azienda è una realtà particolare, che deve essere tenuta ben presente quando si ipotizza qualsiasi intervento, anche nell'alimentazione. La razione non deve essere "perfetta" in senso assoluto (o in linea puramente teorica), deve essere giusta e calzante per una specifica realtà aziendale.
Struttura dell'azienda e sua Organizzazione Innanzitutto è bene conoscere: gli edifici e le infrastrutture (numero e dimensioni dei ricoveri, tipo e larghezza delle mangiatoie, ecc.); il tipo di mandria e la gestione dell'allevamento (caratteristiche produttive, movimentazione degli animali durante il ciclo produttivo); la disponibilità di personale in azienda e il suo livello di preparazione tecnica. Questi aspetti incidono soprattutto sulla scelta di "tecnica di alimentazione"
Foraggi Aziendali La razione deve valorizzare economicamente gli alimenti prodotti in azienda. Nella composizione della razione è bene utilizzare come base i foraggi aziendali, accompagnati ad altri alimenti che li completino ed integrino. Riguardo agli alimenti aziendali, per prima cosa il tecnico dovrebbe dare una prima valutazione empirica sulla qualità (stato di conservazione, fogliosità, ecc.), successivamente bisogna conoscerne la composizione tramite opportune analisi chimiche, effettuate su campioni veramente rappresentativi dell'intera partita di alimento.
Foraggi Aziendali Queste debbono essere richieste in relazione alla ricchezza di informazioni che necessitano per il razionamento (per esempio, solo FG o anche frazioni). Per effettuare la scelta di mangimi e di materie prime da acquistare, oltre al costo si tengono presenti il grado di complementarietà con i foraggi e le fonti di approvvigionamento e i tempi di consegna e di stoccaggio in allevamento, perché sono elementi che incidono molto sulla qualità.
Alimenti energetici presenti nelle razioni per vacche in lattazione (Kg/alimento/capo/giorno) MAIS FARINA 7/8 MAIS FIOCCO 4 ORZO FARINA 6 ORZO FIOCCO 4 SORGO FARINA 7/8 SORGO FIOCCO 4 GRANO FARINA 2/3 SEGALE FARINA 3/4 AVENA 3/4 POLPE BIETOLA 3 FARINACCIO GRANO 4 CRUSCA GRANO 4 MELASSO 2 Conc. PATATE 1/2 OLII 0.3 GRASSI INERTI 0.5 PASTONE MAIS 6 PAST.PANNOCCHIA 10
Foraggi presenti nelle razioni per vacche in lattazione (Kg/alimento/capo/giorno) FIENI 3 minimo SILOMAIS 14/30? FIENI-SILO N.L. (NH 3 /N) ERBA- SILO N.L. (NH 3 /N) POLPE SURPRES. 18/20 TREBBIE BIRRA 5/15 BUCCIA POMODORO 5/15 DISTILLER FRESCHI 5/15 ERBA 20/50
Alimenti proteici presenti nelle razioni per vacche in lattazione (Kg/alimento/capo/giorno) SOlA F.E. 44% 4 SOlA FIOCCO 2 SOlA CRUDA 1 LINO SEME 0.3 LINO F.E. 1.5 COLZA 1.5 GIRASOLE F.E 2.5 PAN. COCCO 1.5 CORN GLUTEN FEED 2 SEMOLA GLUT. 3 DISTILLERS MAIS 1.5 GLUTINE MAIS 0.5 GERME MAIS 2 GERME GRANO 1 COTONE SEME 3 COTONE F.E. 2 PISELLO PROT. 2 LUPINO 2 UREA 0,1
NORME DIETETICHE PER ALIMENTAZIONE VACCA SE POSSIBILE USARE ALMENO IL 40-50% Dl FORAGGI NELLA RAZIONE (dipende dalla qualità dei foraggi) SE POSSIBILE USARE DEL BUON FIENO Dl GRAMINACEE E LEGUMINOSE ALMENO 3-5 KG SE USI FORAGGI INSILATI ALMENO 6-8 KG SE SOLA FONTE Dl FORAGGIO CURA CON GRANDE ATTENZIONE MODALITA SOMMINISTRAZIONE Unifeed: da preferire; mm. foraggi 35-45 %; miscelazione; umidità; a volontà; Tradizionale: foraggio prima di concentrati; cereali max 2,5 kg a pasto fieno a volontà; foraggi verdi se giovani come concentrati. foraggi mm. 45-50%
Alimentazione e percentuale di grasso nel latte Portare rapporto foraggio:concentrati prossimo a 1 Elevare quota di NDF effettiva (attenti alla struttura 2-5 cm) Omogeneità della razione e disponibilità alimenti Ridurre impiego di lipidi insaturi (PUFA) Controllo uso tamponi Cotone (se possibile) fino a 2.5-3 kg capo giorno Saponi o grassi idrogenati (se possibile) RiduzioneiNFC-NSC (ti può calare latte e proteina) Attenzione a mungere a fondo gli animali Programmare i parti per evitare periodi caldi Valutare uso fattori lipotropi (metionina, colina, betaina, ecc.)
Alimentazione e percentuale di proteina nel latte Apporto totale di energia (specie fermentescibile) Rapporto NFC:NDF e tipologia CHO utilizzati Apporto equilibrato di amminoacidi esaltatori attività microflora ruminale Grassatura (<) Modalità somministrazione delle razioni
Condizioni degli Animali Queste dipendono in larga misura anche dalla densità e dal tipo di strutture esistenti. L'alimentarista deve saper valutare lo stato di salute e di nutrizione delle vacche; come si è visto nella descrizione del ciclo produttivo, ci sono dei momenti fisiologici chiave (inizio e fine asciutta) in cui è bene osservare lo stato di nutrizione della vacca e che non possono essere trascurati. La visita in stalla permette sempre di rendersi conto della vivacità e delle condizioni fisiche generali della mandria (piedi, mantello, mucose, consistenza delle feci, ecc.). E' sempre bene prendere informazioni sui tempi di ruminazione e sulla frequenza di assunzione degli alimenti.