AVVERTENZE NELL USO DEI DATI 1. L organizzazione generale dei dati I risultati delle rilevazioni sono organizzati in due serie: i costi di produzione veri e propri e le schede produttive. 1.1. I dati sui costi di produzione Nei costi di produzione vengono presentati i risultati dei calcoli relativi ai costi, secondo diverse organizzazioni delle voci di costo di cui si dirà. Questa parte è presentata secondo uno schema comune a tutti i Processi Produttivi (PP). L organizzazione di dati è per singolo prodotto, ed esiste quindi un file per ogni prodotto. Ogni file ha una colonna di intestazione comune, mentre le successive colonne riportano i dati relativi ai PP rilevati. Generalmente ogni colonna corrisponde ad una azienda; ma quando i costi di produzione sono stati rilevati separatamente per differenti varietà della stessa coltura in una stessa azienda, sono anche riportati separatamente sia fra i risultati sia fra le schede produttive. Quando invece mancava l indicazione delle differenti varietà, i dati sono stati aggregati e riferiti alla coltura generica. I file dei costi di produzione sono organizzati come segue: - una prima parte contiene i dati generali dell azienda e del conduttore. Oltre al codice identificativo dell azienda, ne vengono indicate la provincia e la zona altimetrica (1= montagna, 2= collina, 3= pianura), la SAU e la superficie totale (SAT); seguono dati relativi al conduttore, e cioè l età, il sesso, il titolo di studio (1=Laurea o diploma universitario indirizzo agrario, 2=Laurea o diploma universitario di altro indirizzo, 4=Diploma di scuola media superiore indirizzo agrario, 5=Diploma di scuola media superiore di altro indirizzo, 6=Licenza di scuola media inferiore, 7=Licenza di scuola elementare, 8= nessuno) e l indicazione se ha seguito negli ultimi 3 anni un corso di formazione professionale. Questi dati possono essere utili per inquadrare il capitale umano del conduttore. Va notato che essi non compaiono nel caso di società. - una seconda parte riguarda l inquadramento del PP nell azienda. Vengono indicati quindi; la superficie investita (nel caso delle colture) ed il suo peso sul totale aziendale (nel caso di processi di trasformazione, si ha una indicazione della superficie della produzione di riferimento, ad es., per il vino, dell area a vigneto); le ore complessive di lavoro familiare e salariato e le ore di impiego delle macchine utilizzate nelle operazioni del PP, ed i relativi pesi sul totale (i pesi sono indicati in valori decimali, es. 10%= 0,10). Questi dati sono rilevanti per capire le dimensioni del PP rilevato e la sua importanza nell azienda nel suo complesso 1
- la terza parte riguarda la scomposizione dettagliata dei risultati economici della produzione. Inizia con i ricavi del PP, che comprendono la Produzione Lorda Totale (PLT) del PP e la parte dei contributi pubblici di ordine generale (come il PUA) che va attribuita al PP. Si noti che invece i contributi pubblici specifici del PP sono già inclusi nella PLT (per determinarne la consistenza si può consultare la scheda produttiva, che dettaglia fra ricavi della vendita del prodotto principale, degli eventuali prodotti secondari, e i contributi specifici). L organizzazione dei costi per voci combina la classificazione classica delle voci di costo nel bilancio dell azienda agraria (Spese varie, Quote, Imposte, Beneficio fondiario, Beneficio agrario, Beneficio di lavoro; cfr. Cap. 2) con la classificazione dei costi secondo la loro natura fissa o variabile (sono variabili quei costi che dipendono dal livello della produzione; fissi quelli che non vi dipendono) e con la loro provenienza dall esterno o dall interno dell azienda. Infatti, poiché ogni Processo Produttivo (PP) è considerato indipendentemente dagli altri, figurano come costi per il PP gli utilizzi di fattori reimpiegati, prodotti da altri PP; sono evidenziati a parte (sotto la voce Costi variabili per prodotti reimpiegati ) in quanto il loro prezzo non risulta da un effettivo scambio di mercato, ma è stimato, e quindi soggetto ad errore. Analoga è la distinzione fra i costi per l uso dei fattori primari (Capitale fondiario, capitale agrario, lavoro) che sono reperiti sul mercato e quelli che sono conferiti dall agricoltore e dai familiari. Anche per queste voci il costo d uso dei fattori reperiti sul mercato è un costo certo, mentre la remunerazione dei fattori conferiti dall agricoltore è convenzionale e soggetta ad errore. - la quarta e quinta parte sono due sintesi da consultare per comodità. La quarta è organizzata come la terza, ma contiene solo le voci generali; la quinta invece riorganizza le voci secondo lo schema tradizionale del bilancio dell azienda agraria - l ultima parte (ultime cinque righe) procede al calcolo del costo unitario di produzione: sono quindi riportati il costo totale di produzione al netto del valore dei prodotti congiunti e la quantità di prodotto; quindi il rapporto fra i due, che esprime il costo unitario di produzione (normalmente, espresso in /q.). Vengono poi forniti due elementi di valutazione: il primo è economico, cioè il prezzo di vendita; uno tecnico, vale a dire la resa (per le colture). Si tenga presente che il prezzo non esprime però il ricavo medio per unità di prodotto: per ottenerlo, occorre aggiungere i contributi pubblici. 1.2. I dati sui processi produttivi Le schede produttive riportano invece i dati analitici sui ricavi e sui costi di impiego di fattori produttivi nel PP in questione. In particolare, riportano: 2
- quantità e prezzi dei prodotti principali e secondari; - quantità e prezzi dei beni intermedi impiegati; - l indicazione delle ore di impiego delle macchine e del lavoro (familiare e salariato) nelle diverse operazioni colturali. Quindi le schede produttive permettono, in tutti i casi in cui ciò era possibile, di conoscere anche le quantità fisiche di utilizzo dei fattori produttivi (input di fattori, impiego delle macchine, impiego del lavoro), che non sono riportate direttamente come tali nei costi di produzione, dove tutti i dati sono valori monetari. Data la diversità delle operazioni e dell impiego di fattori produttivi dei singoli PP, per le schede produttive l intestazione delle voci è riportata per ogni azienda; normalmente l intestazione corrisponde anche ai singoli PP, salvo quando sono state effettuate rilevazioni separate di diverse varietà della stessa coltura nella stessa azienda, nel qual caso l intestazione è comune all azienda. 2. La metodologia di calcolo dei costi di produzione La metodologia per il calcolo dei costi di produzione segue l impostazione del bilancio matriciale 1 : in sintesi, ogni processo produttivo (PP) è visto come un azienda a sé stante, che acquista fattori produttivi dall esterno dell azienda oppure acquista fattori produttivi da altri PP (reimpieghi), e che vende i propri prodotti o all esterno dell azienda o ad altri PP (reimpieghi). Di alcuni processi produttivi presenti in alcune aziende non sono però stati direttamente rilevati i costi. Si tratta delle attività di agriturismo, di artigianato non legate alla trasformazione di prodotti, di servizi per la collettività (es. sgombero neve). Di questi PP non si è ritenuto di calcolare i costi di produzione, ma si sono rilevati i ricavi (PLV non specifica). Poiché i ricavi di alcuni di questi PP (es. sgombero neve) sono stati ottenuti utilizzando anche fattori fissi comuni ad altri PP (i macchinari), sono stati trattati come prodotti congiunti: in pratica, ipotizzando che in questi PP il 30% della PLV sia ottenuta attraverso costi specifici, il resto è stato attribuito agli altri PP come prodotto congiunto, ripartendolo in base al peso della loro Produzione Lorda Totale (PLT) sulla PLT totale. Questa procedura non è stata seguita invece per quei PP (es. attività didattiche, agriturismo) che non usano fattori comuni agli altri PP non direttamente attribuibili. Non sono stati riportati i costi di produzione di processi produttivi che non davano luogo a prodotto, come ad esempio gli impianti arborei non ancora in produzione. Tuttavia ad essi sono state attribuite le quote di costi congiunti secondo la metodologia adottata. 1 Pagella M., Mosso A.(1984) Un modello descrittivo per processi e fattori produttivi dell azienda agraria e una sua applicazione contabile-gestionale. Torino: Istituto di economia e politica agraria dell Università di Torino 3
2.1. Criteri di ripartizione dei costi congiunti e dei ricavi da sussidi pubblici Naturalmente, come in tutti i calcoli di questo tipo, per la stima dei costi di produzione riferiti a singoli prodotti sono necessarie alcune attribuzioni e convenzioni, di cui è importante tenere conto nell interpretazione dei risultati. Occorre infatti distinguere in primo luogo fra costi specifici del PP (tutti i costi che possono essere attribuiti senza ambiguità ad un PP, ad es. le sementi), ed i costi congiunti (cioè comuni a più PP o a tutti, e per i quali è difficile o impossibile un attribuzione precisa, ad es. i carburanti o le spese generali quali telefono, iscrizione ad associazioni, ecc.). Per i costi congiunti è necessario stabilire criteri di ripartizione, per attribuire ad ogni PP una quota-parte del costo. I criteri di ripartizione utilizzati sono stati diversi a seconda del costo preso in considerazione. Per ripartire i costi del lavoro, sia quello salariato (nei casi in cui era presente), sia per quello familiare, sono stati rilevati i tempi di lavoro (separatamente per quello salariato e quello familiare) nei diversi PP; il costo complessivo del lavoro è stato quindi ripartito in base all incidenza del singolo PP sull impiego totale di lavoro nell insieme dei PP. Questa procedura ha riguardato la remunerazione del lavoro salariato e familiare ed i relativi contributi previdenziali, ma non il lavoro di direzione. Per quanto riguarda i costi della meccanizzazione (carburanti, lubrificanti, quote di reintegrazione, manutenzione e assicurazione macchine ed attrezzi), non essendo possibile rilevare analiticamente gli impieghi di ogni macchina, si è scelto in ogni azienda un macchinario di riferimento, cioè quello più ampiamente usato (normalmente un trattore; per le aziende orticole, poteva essere una motozappa) e se ne è rilevato l uso nei diversi PP; la ripartizione dei costi è avvenuta sulla base dell incidenza dell uso nel singolo PP rispetto all uso totale. I costi relativi all irrigazione (contributi consortili, acqua per irrigazione) sono stati ripartiti sulla base dell incidenza della superficie interessata alla coltura sul totale della superficie utilizzata. I costi generali sono state ripartiti in base alla PLT. I costi generali comprendono: a) le Spese Varie non specifiche a singoli PP, sia fisse (ad es. telefono, iscrizione alla camera di Commercio, tessera sindacale e altre quote associative, tenuta della contabilità, consulenze, spese di certificazione) sia variabili (ad es. energia elettrica aziendale, acqua potabile); b) le Quote di reintegrazione, di manutenzione e di assicurazione dei fabbricati e dei miglioramenti fondiari (con esclusione degli arboreti); c) le imposte (ICI, IRAP, IVA); d) il lavoro di direzione, calcolato convenzionalmente come il 3% della PLV aziendale e ripartito fra i PP in base alla PLT; e) il Beneficio Fondiario (Bf) sui fabbricati; d) i contributi per consorzi stradali. Facevano invece parte dei costi specifici, e quindi non richiedevano una ripartizione, le spese varie specifiche (es. sementi, fertilizzanti di coltura specifica) e le quote di reintegrazione degli arboreti. 4
Per quanto riguarda i ricavi, fra questi vanno conteggiati i sussidi pubblici: per la maggior parte, si tratta del Premio Unico Aziendale (PUA), mentre un altra parte riguarda i sussidi alle coltivazioni biologiche. Questi ultimi sono stati attribuiti alle colture o allevamenti specifici che ne godono. Per quanto riguarda il PUA, anche se la sua attribuzione era basato sulle colture o allevamenti presenti in azienda nelle annate di riferimento, lo spirito della riforma della PAC che ha creato il PUA era quella del disaccoppiamento dei sussidi dalle produzioni realizzate. Coerentemente, abbiamo suddiviso l importo del PUA fra le colture, in rapporto al loro peso sulla PLT totale. 2.2. Criteri di calcolo standardizzato di alcuni costi Alcuni costi sono stati calcolati sulla base di valori standardizzati o di ipotesi relative alla loro consistenza. Si tratta di: - le quote di reintegrazione, sia per i macchinari, sia per i miglioramenti fondiari, sono state calcolate con il procedimento lineare, cioè dividendo il valore da reintegrare per la durata presunta. Il valore a nuovo delle macchine è stato desunto da pubblicazioni o da listini dei venditori; il valore di rottame è stato calcolato come pari al 10% del valore a nuovo. Il valore di ricostruzione dei fabbricati e dei miglioramenti fondiari è stato calcolato utilizzando il prezziario regionale; non esisteva in questo caso valore di recupero. La durata totale delle macchine è stata omogeneizzata, ed è indicata in Tab. 1. Tuttavia alle macchine che al momento della rilevazione avevano un età di utilizzo superiore alla durata presunta è stata attribuita una durata pari a quella finora trascorsa, in modo da far risultare comunque una quota di reintegrazione. Per i fabbricati, data la maggiore variabilità, la durata presunta veniva indicata dai rilevatori. Anche per essi, in caso di lunga durata questa è stata ipotizzata pari alla durata trascorsa. Tab. 1. - Durata totale presunta delle macchine Macchinario Anni Trattore 15 Macch. lavorazione terreno 30 Seminatrice 15 Mietitrebbia 20 Falciatrice e falciacondizionatrice, barra falciante 15 Ranghinatore, imballatrice, trincia 20 Raccoglibietole, raccoglipatate 20 Spandiconcime, 15 Irroratrice, atomizzatore 15 Rimorchio 40 Muletto posteriore 20 Pompa a mano 15 Motosega, decespugliatore 15 Cassoni frutta 15 5
- la quota di manutenzione dei fabbricati è stata fissata pari allo 0,3% del costo di ricostruzione, mentre nel caso degli altri miglioramenti fondiari è stata considerata pari all 1% del costo di ricostruzione - la quota di manutenzione delle macchine presentava alcuni problemi, legati alla sovradotazione di macchinari di una parte consistente delle aziende. Attribuire a queste la quota in percentuale del valore a nuovo come indicato dal Manuale dell agronomo (4% del valore a nuovo) portava come risultato a una quota eccessiva rispetto alle cifre presumibilmente spese per la manutenzione. Dalla consultazione della letteratura, è risultato che i costi accumulati di manutenzione per un trattore nella sua durata normale (15 anni) sono il 25% del valore a nuovo; dividendoli per un impiego complessivo di 10000 ore, si trova il costo orario di manutenzione, che è stato moltiplicato per il numero totale di ore di impiego. Questo metodo tuttavia forniva risultati molto alti nei casi in cui vi era un impiego molto elevato delle macchine. Per tener conto di questi due fatti si è scelta la cifra minore fra quelle risultanti dai due metodi - sia i ricavi sia gli acquisti sono stati conteggiati al lordo dell IVA; l IVA versata è stata conteggiata fra le imposte - il Beneficio Fondiario (Bf) è stato posto pari al canone nei casi in cui l azienda era appunto in affitto; il Bf relativo al Capitale Fondiario di proprietà è stato invece fissato, sulla base dei tassi di interessi prevalenti al momento della rilevazione, nella misura dell 1,5% del valore del terreno nudo e del valore attuale dei miglioramenti - il calcolo del Beneficio Agrario (Ba) è stato il seguente. Si è innanzitutto quantificato il capitale di scorta come somma del valore dell inventario medio di stalla, del valore attuale delle macchine, e del valore dei prodotti di scorta. Il valore dei prodotti di scorta è stato ipotizzato pari ad 1/12 del valore dei prodotti acquistati (si è ipotizzato in sostanza che si effettuino gli acquisti ogni 2 mesi) e a metà del valore dei prodotti reimpiegati. Al capitale di scorta è stato attribuito un tasso di interesse reale, pari al 2,5%. Il capitale di anticipazione è stato quantificato sommando le Spese varie, le Quote di manutenzione e assicurazione, le Imposte, gli eventuali canoni di affitto, salari ai dipendenti e interessi su capitali presi a prestito, e moltiplicando il totale per il periodo medio di anticipazione, differente a seconda dell indirizzo produttivo (ad es., 6
per aziende con sole colture annuali, 6/12). Al capitale di anticipazione così determinato è stato attribuito un tasso di interesse monetario, pari al 5% - il Beneficio di lavoro (Bl) è stato calcolato, per i dipendenti, applicando le tariffe sindacali all impegno di lavoro rilevato. Per i lavoratori familiari la remunerazione del lavoro manuale è stata ugualmente calcolata sulla base delle tariffe sindacali moltiplicate per l impegno di lavoro; a questa si è aggiunta una remunerazione del lavoro direttivo convenzionalmente valutata pari al 3% della PLV 2.3. Calcolo delle quantità di prodotto principale I costi di produzione dei singoli processi produttivi sono riferiti al prodotto principale (ad es., nel PP grano il costo di produzione è calcolato per il prodotto principale, la granella, e non per la paglia). Si è quindi calcolato il costo totale del prodotto principale come costo totale del PP meno il valore dei prodotti secondari. Quando il prodotto aveva destinazioni diverse (es. parte vendita e parte reimpiego, o due diverse destinazioni di vendita), si è calcolata la quantità totale, ed il prezzo attribuito è la media ponderata dei prezzi delle diverse destinazioni; quando una coltura godeva di un sussidio specifico, questo non è stato considerato come ricavo nel calcolo del prezzo medio. Alcuni problemi di calcolo delle quantità si sono posti per quei processi produttivi che si realizzano su più annate, e che quindi non realizzano interamente la produzione nel corso dell anno: si tratta essenzialmente del vino e delle produzioni zootecniche. La quantità di vino indicata è calcolata come: quantità in inventario finale quantità in inventario iniziale + quantità venduta o scaricata - quantità di vino eventualmente acquistato (per invecchiamento). Il prezzo del vino è calcolato come (valore dell inventario finale valore dell inventario iniziale + valore vendite e scarico valore vino acquistato) diviso per la quantità calcolata come sopra. Quando il vino è invecchiato, i prezzi in inventario iniziale sono normalmente inferiori a quelli in inventario finale. Per gli allevamenti bovini da carne, il peso degli animali delle diverse categorie è stato attribuito in modo standardizzato, cioè ad ogni categoria prevista è stato assegnato un peso standard a capo. La quantità totale prodotta è stata successivamente calcolata come: peso dei capi in inventario finale peso dei capi in inventario iniziale + peso dei capi venduti - peso dei capi acquistati. Il prezzo a quintale di peso vivo è calcolato come (valore dell inventario finale valore dell inventario iniziale + valore vendite valore degli acquisti) diviso per la quantità prodotta calcolata come sopra. 7
Per gli allevamenti ovini e caprini da carne, la quantità si riferisce al numero di capi, ed è calcolata come: numero di capi in inventario finale numero di capi in inventario iniziale + numero di capi venduti numero di animali acquistati. Il prezzo a capo è calcolato come (valore dell inventario finale valore dell inventario iniziale + valore vendite valore acquisti) diviso per il numero di capi calcolato come sopra. In un caso, il numero di animali prodotti calcolato come sopra è risultato pari a zero, e la quantità è stata quindi lasciata in bianco. 8