Economia e gestione delle imprese II La programmazione delle scelte finanziarie dott. Matteo Rossi Benevento, 23 febbraio 2009 La gestione finanziaria La gestione finanziaria ha ad oggetto il complesso di decisioni e di operazioni volte a reperire e ad impiegare i fondi aziendali. L importanza della funzione finanziaria è cresciuta nel tempo, si sono ampliati i confini organizzativi, arrivando ad avere delle competenze esclusive e a partecipare alla definizione delle politiche generali di gestione (fissazione dei prezzi di vendita, determinazione dei termini di pagamento, operazioni di gestione straordinaria). 2
I tre equilibri fondamentali Le scelte aziendali per tradursi in concreti risultati di performance, devono avvenire nel rispetto di tre equilibri: economico tra ricavi e costi, finanziario tra impieghi di capitale e fonti, monetario tra entrate e uscite. 3 Le principali scelte finanziarie valutazione e selezione dei progetti di investimento, criteri di scelta delle fonti di finanziamento. 4
La scelta dei progetti di investimento Nell assunzione delle scelte di investimento la risorsa finanziaria può rappresentare un vincolo: assoluto, quando l impresa si ritrova nell impossibilità di reperire ulteriori risorse finanziarie per la realizzazione dell investimento, relativo, quando si configura un divario sfavorevole tra redditività dell investimento e costosità del capitale. 5 La scelta dei progetti di investimento Per condurre delle valutazioni attendibili è necessario utilizzare apposite tecniche di carattere economico-finanziario atte a: determinare l accettabilità di un progetto rispetto a valori di riferimento (tasso di redditività, periodo di recupero), comparare progetti alternativi per determinare una lista di priorità. 6
La scelta dei progetti di investimento Elemento importante è la previsione dei flussi di cassa generati dall investimento stesso, il cui valore cambia in rapporto al tempo in cui si manifestano. In altre parole un euro di oggi vale più di un euro tra un anno e ancor di più di un euro tra due anni. 7 Le tecniche di valutazione degli investimenti Le procedure impiegate possono variare da impresa ad impresa. Le principali tecniche sono: il tempo di recupero, il tasso interno di rendimento (TIR), il valore attuale netto (VAN). 8
Il tempo di recupero Il tempo di recupero (payback period) di un progetto è il numero di anni necessario affinché il valore cumulato dei flussi di cassa in entrata sia pari a quello dei flussi di cassa in uscita. Il metodo del payback period si applica accettando solo quei progetti il cui periodo di recupero rientra entro un limite prestabilito di anni. Questo metodo è decisamente poco accurato in quanto ignora tutto ciò che accade successivamente al tempo di recupero. 9 Il valore attuale netto (VAN) E la creazione netta di valore di un progetto. Si ottiene sottraendo al valore attuale dei flussi di cassa futuri il valore dell investimento. Quando il VAN è positivo, converrà realizzare l investimento; se è negativo non sarà opportuno avviarlo. E una metodologia tramite cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa non solo sommandoli contabilmente ma attualizzandoli sulla base del costo opportunità dei mezzi propri (tasso di rendimento). 10
Il valore attuale netto: calcolo Per il calcolo del VAN è necessario: 1. individuare il tasso di sconto, ovvero il tasso impiegato per attualizzare i flussi di cassa futuri, 2. calcolare il fattore di attualizzazione, ovvero il valore attuale di 1 euro in futuro, 3. calcolare il valore attuale, ovvero il valore ad oggi di un flusso di cassa futuro, 4. sottrarre l investimento iniziale alla sommatoria dei valori attuali. 11 Il valore attuale netto: calcolo FS 1 = (1 + i)^t VA = fattore di sconto Cn VAN = VA - investimen to iniziale C1 Cn VAN = - C0 + +... + 1+ i (1 + i)^ n
Il tasso interno di rendimento E il tasso di sconto che dà un VAN=0. La tecnica usata per calcolare il TIR di un progetto di investimento pluriennale è l interpolazione. Più facile si presenta il calcolo del TIR su progetti di investimento di uno o due anni. 13 Tasso interno di rendimento VAN = - C0 C1 + 1 + i + C 2 (1 + i)^ 2 Ponendo i = TIR, avremo C 1 C 2 VAN = - C0 + + 1 + TIR (1 + TIR Ponendo (1 + TIR ) = x, avremo C 1 C 2 VAN = - C0 + + x x ^ 2 x b + / = b ^ 2 4 ac 2 a )^ 2
La scelta delle fonti di finanziamento Una volta assunta la decisione circa il progetto di investimento da realizzare, si passa alla verifica della fattibilità finanziaria dello stesso e, quindi, alla scelta delle fonti di finanziamento. In particolare bisogna tener conto di una serie di aspetti fondamentali: 1. tipologia di fabbisogno da coprire, 2. rispetto di una serie di principi, 3. grado di rischiosità dell attività di impresa, 4. situazione dei mercati finanziari e potere contrattuale dell azienda 15 Caratteristiche della struttura finanziaria 1.OMOGENEITA TRA FONTI E IMPIEGHI: impiego di capitali omogenei rispetto al tipo di fabbisogno da coprire 2.FLESSIBILITA DELLA STRUTTURA: possibilità di modifica della struttura in rapporto all evoluzione del fabbisogno 3.ELASTICITA DELLA STRUTTURA: opportunità di dilatare l area di manovra delle scelte finanziarie 4.ECONOMICITA NEL BILANCIAMENTO FONTI/IMPIEGHI: l ottimizzazione delle scelte finanziarie riposa sulla massimizzazione dei differenziali tra rendimenti dell investimento e costosità del capitale. 16
Il caso BONIPLAST Impresa di piccole dimensioni operante nel settore della componentistica d auto che per poter continuare a competere sul mercato necessità di alcuni investimenti che comportano la ristrutturazione e l ammodernamento di struttura e attrezzature. Al 31/12/2007: Ricavi 9.158.000, Reddito operativo 1.006.000, Materie prime e semilavorati rappresentano il 53% dei costi di gestione, Oneri finanziari pari al 3,5% dei ricavi Personale pari al 12% 17 Il caso BONIPLAST La situazione patrimoniale al 31/12/2007: Elevato grado di rigidità patrimoniale (immobilizzazioni pari al 64,5% del totale attivo) Elevato livello di indebitamento finanziario, in particolare a breve termine I mezzi propri rappresentano solo il 14%, pertanto le immobilizzazioni vengono finanziate prevalentemente con debiti Il ROI risultando pari al 24% è di gran lunga superiore al costo medio ponderato del debito, generando un effetto leva positivo. Nonostante alcuni squilibri l impresa deve realizzare l investimento suddetto. 18
Il caso BONIPLAST: le scelte di investimento L azienda si trova a poter valutare due opzioni di investimento: HP1, pari a 7.000.000, legato all acquisizione di una nuova tecnologia, HP2, pari a 12.250.000, più articolato e legato all attivazione anche di una linea di produzione. Per la decisione di investimento vengono utilizzati il metodo del tempo di recupero e del VAN e, in entrambi i casi, risulta più conveniente il secondo investimento perché presenta un tempo di recupero di 4 anni (anziché di 6 anni e mezzo del primo) e un VAN nettamente superio (oltre 12 mln di euro contro poco più di 1 mln di euro per il primo) 19 Il caso BONIPLAST: le previsioni economiche La realizzazione del progetto d investimento comporterà: un significativo incremento del volume di affari (aumento medio annuo dei ricavi nella misura del 30%), aumento dei costi, aumento del personale addetto (cinque nuove unità dedicate ai nuovi impianti), forti incrementi di redditività operativa e del ROS aziendale. 20
Il caso BONIPLAST: i criteri di scelta delle fonti di finanziamento Per valutare il grado di finanziabilità dell investimento è opportuno costruire il prospetto delle fonti e degli impieghi. La costruzione del prospetto deve avvenire per blocchi che prevedono il calcolo di tre saldi: finanziario, corrente, complessivo. 21 PROSPETTO FINANZIARIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI Fonti e impieghi 2005 2006 2007 2008 Utile netto Ammortamenti netti Accantonamenti netti Fonti della gestione Investimenti tecnici Investimenti finanziari Rimborso finanziamento soci Rimborso debiti a m/l termine Dividendi - Usi non correnti Aumento capitale Alienazioni patrimoniali Nuovi debiti a m/l termine Contributi in c/capitale + Fonti non correnti SALDO FINANZIARIO 22
PROSPETTO FINANZIARIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI Fonti e impieghi 2005 2006 2007 2008 Fonti della gestione - Usi non correnti + Fonti non correnti SALDO FINANZIARIO Incremento consistenza di magazzino Aumento crediti a breve Aumento liquidità - Usi correnti Aumento debiti fornitori Aumento debiti finanziari a breve Aumento altri debiti a breve + Fonti correnti SALDO CORRENTE SALDO COMPLESSIVO 23 PROSPETTO FINANZIARIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI Fonti e impieghi Fonti della gestione + 1.451 - Usi non correnti - 12.250 + Fonti non correnti + 10.800 SALDO FINANZIARIO + 1 - Usi correnti - 420 + Fonti correnti + 432 SALDO CORRENTE + 12 SALDO COMPLESSIVO + 13 24
Il caso BONIPLAST: conclusioni Per poter realizzare il progetto di investimento vanno tenuti in conto due aspetti: un adeguata disponibilità finanziaria da parte dei soci, la volontà di destinare tali risorse all azienda. Il responsabile aziendale, infatti, prevede che il nuovo investimento sia finanziato per il 77% con mezzi propri e precisamente per il 12% con le fonti di gestione e per il 65% con un apporto di mezzi freschi. 25