RiMaComm. Risk Management and Communication. on Local and Regional Level italiano

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1 RiMaComm Risk Management and Communication on Local and Regional Level italiano

2 Rapporto finale RiMaComm Risk Management and Communication on Local and Regional Level COLOPHON Editore Rip. 26 Protezione antincendi e civile Direttore di Ripartizione Dott. Hanspeter Staffler, Viale Druso 116, I Bolzano Partner di progetto Lead Partner P1 P2 P3 AP Rip. 26 Protezione antincendi e civile della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige Zivil- und Katastrophenschutz Tirol Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano Rip. 32 Foreste della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige Redazione Martin Eschgfäller (ambio-alp) Irene Hell (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) Traduzione Martina Stefani Layout e stampa Kraler Grafik, Bressanone Kraler Druck OHG/SNC, Varna Riferimenti/contatti Rip. 26 Protezione antincendi e civile Zivil- und Katastrophenschutz Tirol Protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano Rip. 32 Foreste I progetti e la presente pubblicazione sono stati cofinanziati mediante risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) nell ambito del programma Interreg IV. 2 3

3 INDIRIZZI DI SALUTO PREMESSA Nell Europa delle regioni la collaborazione transfrontaliera è fortemente perseguita per contribuire al rafforzamento delle regioni stesse dal punto di vista culturale, infrastrutturale, sociale ed economico. La collaborazione tra le regioni confinanti è inoltre appoggiata dall Unione Europea nell ambito della politica regionale e di coesione ed è particolarmente sostenuta tramite i programmi Interreg. Il Land Tirolo, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige ne hanno compreso l importanza e l utilità e vogliono cogliere appieno i vantaggi derivanti dallo scambio di conoscenze. Il progetto Interreg Italia-Austria RiMaComm - Risk Management and Communication on Local and Regional Level illustrato in questa brochure costituisce un esempio di cooperazione nel campo della gestione del rischi e delle emergenze con particolare riguardo agli aspetti legati alla comunicazione di pericoli e rischi legati agli eventi calamitosi. Con Il progetto RiMaComm sono state messe a confronto le strategie utilizzate dai singoli patner all interno dei rispettivi confini amministrativi allo scopo di ricercare ed imparare gli uni dagli altri le migliori pratiche e strategie in materia di pericoli e rischi. I partner hanno elaborato concetti comuni adattandoli alle proprie peculiarità regionali per tenere conto delle diverse organizzazioni regionali degli enti e delle associazioni di protezione civile e per comunicare i risultati di progetto ai comuni e ai cittadini. A conclusione del progetto RiMaCommi forte è la volontà comune di proseguire la strada intrapresa di stretto contatto fra i partner attraverso il lavoro di tutte le persone coinvolte nel progetto che ne hanno tratto indubbio vantaggio e che ne beneficeranno anche in futuro. I progetti Interreg costituiscono di per se progetti di comunicazione. Superando i confini territoriali e delle proprie discipline le persone coinvolte devono trovare un linguaggio comune, una comprensione comune delle problematiche affrontate e approcci comuni per trovare le soluzioni. I temi centrali di questo progetto Interreg sono la comunicazione del rischio e la gestione del rischio. I partner di progetto sono giunti alla conclusione che piattaforme digitali per la comunicazione e manuali di intervento costituiscono un presupposto per una buona gestione cui va affiancata una comunicazione strutturata che diventa il punto focale per il superamento delle situazioni di rischio. Tutti questi sforzi hanno l obiettivo di raggiungere mediante una efficace comunicazione dei rischi insistenti sul territorio una moderna consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni. La prevenzione attuata tramite allerta tempestiva e una buona pianificazione, gli interventi con opere di difesa e squadre tecniche specializzate, la consapevolezza da parte della società dei rischi residui inevitabili, sono alcuni aspetti di questa cultura del rischio. Per questi motivi la Protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l Ufficio della Giunta di Tirolo - Ripartizione Zivil- und Katastrophenschutz, il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano, la Ripartizione Foreste e la Ripartizione Protezione antincendi e civile dell amministrazione pubblica dell Alto Adige hanno proposto il progetto Interreg RiMaComm che è stato portato a termine con successo dopo tre anni di lavoro congiunto. Il presidente del Land Tirolo Günther Platter La Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia avv. Debora Serracchiani Il Presidente della giunta provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige Dott. Luis Durnwalder Dr. Hanspeter Staffler Direktor der Abt. 26 Brand- und Zivilschutz Dr. Herbert Walter Direktor der Abt. Zivil- und Katastrophenschutz Tirol Dott. Guglielmo Berlasso Generaldirektor Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Dr. Benedikt Galler Direktor des Südtiroler Gemeindenverbandes Dr. Paul Profanter Direktor der Abt. 32 Forstwirtschaft 4 5

4 INDICE DEI CONTENUTI Rapporto finale RiMaComm 2 SCHEMA STANDARDIZZATO DEL PIANO COMUNALE DI EMERGENZA 18 WORKPACKAGE 3: AUTOPROTEZIONE, PREVIDENZA INDIVIDUALE E FORMAZIONE 35 INDICE DELLE IMMAGINI 47 QUADRO GENERALE DEL PROGETTO 8 L iniziativa comune 8 Scopi e compiti 8 Risultati 8 PARTNER 3: CONSORZIO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLZANO 20 LE PIATTAFORME DI PROTEZIONE CIVILE GOffice DEL CONSORZIO DEI COMUNI E DELLA PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO 20 PARTNER ASSOCIATO: RIP. 32 FORESTE 23 ANUALE D INTERVENTO FORESTALE 23 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE 36 ESERCITAZIONE PROVINCIALE DI PROTEZIONE CIVILE RACCOLTA E ANALISI DI DOCUMENTI RIGUARDANTI L AUTOPROTEZIONE E L INFORMAZIONE DELLA POPOLAZIONE 37 LA FIERA DEDICATA ALLA PROTEZIONE CIVILE - CIVIL PROTECT 2011 & WORKPACKAGE 1: GESTIONE DEL RISCHIO E DELLE EMERGENZE A LIVEL- LO COMUNALE, PROVINCIALE/REGIONALE 9 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE 10 WORKPACKAGE 2: GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLA COMUNICA- ZIONE FRA LE AUTORITA DI PROTEZIONE CIVILE 25 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE 26 PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL 39 AUTOPROTEZIONE 39 CONCETTO DI FORMAZIONE 39 ORTIS-ALTO ADIGE, LA PIATTAFORMA DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA E DEL CONSORZIO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLZANO 10 PITTOGRAMMI E SEGNI NEL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE COMUNALE 12 PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL 13 RILEVAMENTO DELLE SITUAZIONI DI PERICOLO NEI COMUNI DEL TIROLO 13 KSP+ (PIANI DI PROTEZIONE DALLE CATASTROFI PIU ) 14 PARTNER 2: PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA 15 GESTIONE DEL RISCHIO E DELLE EMERGENZE AL LIVELLO COMUNALE, PROVINCIALE/REGIONALE 15 ZiWiki WIKIPEDIA DI PROTEZIONE CIVILE PER L ALTO ADIGE 26 ELABORAZIONE DI UN CONCETTO DI COMUNICAZIONE AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE 27 WORKSHOP SOCIAL MEDIA NELLA PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO 31 PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL 32 GLOSSARIO DI PROTEZIONE CIVILE DEL TIROLO 32 PARTNER 2: PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA 33 IL GLOSSARIO FUNZIONALE 33 IL PORTALE PIANI D EMERGENZA 34 VALUTAZIONE DEGLI SCENARI 40 PARTNER 2: PROTEZIONE CIVLE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA 41 CONCETTI D ISTRUZIONE E D ADDESTRAMENTO 41 VAJONT 1963 ESERCITAZIONE FINALE DELLA PROTEZIONE CIVILE 43 PARTNER 3: CONSORZIO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLZANO 44 INTRODUZIONE AL PROGRAMMA GOFFICE - DATI PER IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE 44 CONCLUSIONI E PREVISIONI 45 RINGRAZIAMENTI

5 QUADRO GENERALE DEL PROGETTO L iniziativa comune WORKPACKAGE 1: GESTIONE DEL RISCHIO E DELLE EMERGENZE A LIVELLO COMUNALE, PROVINCIALE/REGIONALE Il progetto RiMaComm - Risk-Management and Communication on Local and Regional Level è stato approvato nel 2010 dopo lunghi lavori di preparazione ed è supportato dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale (FESR) nell ambito del programma Interreg IV Italia - Austria. Scopi e compiti Il progetto RiMaComm - Risk-Management and Communication on Local and Regional Level si propone di sviluppare nuovi metodi per la gestione del rischio e delle catastrofi a livello comunale, provinciale e regionale, Il progetto si colloca all interno della priorità territorio e competitività nella tematica della linea di intervento Prevenzione di rischi naturali, tecnologici e protezione civile. discutere nuovi approcci nella gestione delle informazioni e comunicazioni fra protezione civile e enti preposti alla protezione da catastrofi, e elaborare concetti di formazione per la gestione del rischio e delle catastrofi e di studiare le tematiche di autoprotezione e previdenza individuale. Uno degli obiettivi principali del progetto RiMaComm era lo sviluppo di piattaforme idonee basate sul web e utilizzabili ai fini di protezione. Queste piattaforme rendono possibile la raccolta, l analisi, l archiviazione e la gestione strutturata di una quantità considerevole di dati utili ai fini di protezione civile, informazioni sui pericoli, scenari, strutture, risorse, procedure, mappe e contatti. Tutte queste informazioni possono essere raccolte, elaborate e riassunte in piani di protezione civile assecondando le diverse esigenze dei partner. In questo modo sono stati creati strumenti di lavoro standardizzati e di alta qualità per l analisi del rischio, la valutazione del rischio e la gestione del rischio nelle tre regioni partner. Inoltre sono stati implementati altri contenuti sviluppati durante il progetto, come manuali d intervento, analisi di situazioni di pericolo, valutazioni del rischio, dati di protezione civile. Risultati Gli incontri regolari dei partner, le riunioni del gruppo di controllo del progetto e i workshop dei singoli gruppi di lavoro hanno portato al raggiungimento dei seguenti risultati: sviluppo e attivazione di piattaforme basate sul web per la gestione del rischio e delle catastrofi per la divulgazione di informazione sul rischio; elaborazione di manuali d intervento, piani d intervento e redazione di analisi del rischio per ottimizzare le operazioni di soccorso in caso di situazioni di pericolo; creazione di un glossario di protezione civile comune per visualizzare le strutture di protezione civile e di emergenza, le condizioni legislative al contorno e le forme di organizzazione della protezione dalle catastrofi dei singoli partner, raccolta e traduzione di termini rilevanti di protezione civile e dalle catastrofi; raccolta, analisi e archiviazione di informazioni riguardanti l autoprotezione e la previdenza individuale; svolgimento di giornate di introduzione e formazione per l applicazione delle nuove piattaforme di protezione civile. Il seguente rapporto illustra gli specifici risultati parziali ed è strutturato in base ai pacchetti lavoro e partner. I risultati e le esperienze maturate durante gli incontri di progetto, i workshop e le riunioni dei rappresentati del gruppo di controllo contribuiscono sostanzialmente alla comprensione reciproca del funzionamento della protezione civile e dalle catastrofi nelle regioni partner. Costituiscono una prima base per futuri soccorsi interregionali in caso di situazioni di danni ingenti e eventi catastrofici. Fig. 1: Frana a Badia del 13 dicembre 2012 (Rip. 30 Opere idrauliche) 8 9

6 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE ORTIS-ALTO ADIGE, LA PIATTAFORMA DI PROTE- ZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA E DEL CONSOR- ZIO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLZANO (Martin Eschgfäller) Dopo l elaborazione delle direttive per la redazione dei Piani di Protezione Civile Comunali (PPCC) nel 2009 da parte della Protezione civile provinciale questo progetto è stato utilizzato per mettere a disposizione ai comuni dell Alto Adige uno strumento di lavoro standardizzato e strutturato per la compilazione dei Piani di Protezione Civile Comunali. Questo strumento di lavoro non è solo in grado di raccogliere, gestire, attualizzare ed archiviare dati e informazioni riguardanti la protezione civile, ma sarà possibile analizzare, valutare, gestire e monitorare il rischio. Per raggiungere questo obiettivo è stata acquistata una licenza enterprise della piattaforma basata sul web ORTIS, attualmente in uso in Tirolo del Nord e adattata alle esigenze della protezione civile in Alto Adige. La piattaforma, già in uso da banche, da aree sciistiche, dal Land Tirolo e suoi comuni per la gestione del rischio è stata ampliata aggiungendo altri parametri e tutte le applicazioni sono state tradotte in lingua italiana. In questo modo è stato possibile adattare ORTIS alle direttive per la redazione dei Piani di Protezione Civile Comunali. Per consentire una gestione ragionevole di dati e informazioni necessari in un PPCC è stata creata in collaborazione con il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano un interfaccia con il programma di gestione dei comuni dell Alto Adige già presente, GOffice, adattandolo alle nuove esigenze. La combinazione dei due programmi e l implementazione delle banche dati provinciali permette l elaborazione e l aggiornamento autonomo di alcune parti dei Piani di Protezione Civile Comunali da parte dei comuni. Conseguentemente sarà necessario avvalersi di esperti e/o tecnici esterni solamente per la valutazione dei rischi e l elaborazione degli scenari e dei modelli di comportamento. Alla piattaforma è stato inoltre aggiunto un sistema di notifica per avvisare i comuni di novità in materia di protezione civile e per ricordarli di aggiornare e revisionare i piani. Fig. 3: Schermata dell interfaccia utenti della piattaforma di protezione civile ORTIS (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) Le direttive per la redazione dei Piani di Protezione Civile Comunali (PPCC) suddividono il piano in sei parti: 1. Parte generale 2. Modello di intervento 3. Scenari 4. Risorse 5. Modulistica di intervento 6. Raccolta giuridica Le nuove ed ampliate piattaforme ORTIS e GOffice permettono ai comuni di redigere e gestire in modo autonomo le parti 4. Risorse e 6. Raccolta giuridica, mentre per l elaborazione degli altri contenuti il collegamento fra le due piattaforme mette a disposizione modelli e dati. Fig. 2: Struttura dell interfaccia dei due programmi ORTIS e GOffice (Martin Eschgfäller) 10 11

7 PITTOGRAMMI E SEGNI NEL PIANO DI PROTEZIO- NE CIVILE COMUNALE (Martin Eschgfäller) Per migliorare la gestione di una crisi e di una catastrofe sono stati digitalizzati 400 pittogrammi per visualizzare situazioni, indicazioni riguardo a pericoli, strutture, servizi, mezzi di trasporto e attrezzatura, organizzazioni, centri operativi e limitazioni di uso. Questi pittogrammi fanno parte dei Piani di Protezione Civile Comunali e saranno utili per semplificare e velocizzare la lettura dei piani. Inoltre completano in parte i segni tattici utilizzati dai singoli comitati operativi comunali così come dal centro situazioni provinciale. Per poter visualizzare ogni eventualità sono stati scelti cinque colori di sfondo che danno ai pittogrammi i seguenti significati: bianco oggetto generale verde oggetto sicuro giallo pericolo blu risorsa disponibile rosso risorsa usata per intervento I pittogrammi digitalizzati sono stati inoltre archiviati all interno della piattaforma ORTIS per ulteriori applicazioni. Fig.4: Selezione di alcuni pittogrammi digitalizzati per i Piano di Protezione Civile Comunale (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL RILEVAMENTO DELLE SITUAZIONI DI PERICOLO NEI COMUNI DEL TIROLO (Andreas Koler, Stefan Ortner) La legge per la gestione delle catastrofi del Tirolo (Katastrophenmanagementgesetz, KMG), legge n. 33/2006 prescrive l emanazione di piani di protezione dalle catastrofi comunali e distrettuali e di un piano di protezione dalle catastrofi a livello del Land. Partendo da questo disposizione di legge è stato elaborato il contenuto del workpackage 1 procedendo con il rilevamento delle situazioni di pericolo nei comuni del Tirolo. Lo scopo è quello di elaborare le situazioni di pericolo e la valutazione di pericolo per tutti i 279 comuni del Tirolo, basandosi sulla legge della gestione delle catastrofi del Tirolo, e rendere disponibili i risultati ai comuni stessi per la compilazione del loro piano di protezione dalle catastrofi. Nell ambito di questo workpackage sono stati organizzati workshop in tutti i 279 comuni e rilevati e valutati in collaborazione con le direzioni di intervento comunali (o parti di esse) le situazioni di pericolo. Alcune notizie riguardo ai risultati: rilevamento di più di 6600 rischi; in media sono stati rilevati 24 rischi per comune; più di 1300 esperti erano coinvolti in loco durante il processo di elaborazione; l elaborazione si è svolta nel periodo da autunno 2010 a primavera I workshop erano in parte una novità sia per i comuni che anche per le autorità competenti e le organizzazioni di intervento. L approccio scelto dal Land Tirolo di coinvolgere la ripartizione Protezione civile e dalle catastrofi gli esperti locali per collaborare al raggiungimento dei risultati ha portato ad un notevole aumento della consapevolezza del rischio all interno dei comuni. Inoltre è stato possibile confrontarsi sullo stato dei lavori per la compilazione dei piani di protezione dalle catastrofi del comune e chiarire possibili incertezze. Alla luce dei risultati dei lavori e della risposta positiva dei comuni lo svolgimento dei workshop ha evidenziato quanto sia importante una supervisione in loco dei comuni. Ogni workshop era suddiviso in più parti. L introduzione iniziale spiegava la situazione di partenza e lo scopo dell iniziativa. Poi si è passati al tema centrale, l elaborazione del catalogo dei rischi del Land Tirolo avvalendosi della collaborazione di esperti locali. Riconosciuti i rischi presenti sul territorio comunale questi sono stati personalizzati e inseriti nel sistema di informazione sui rischi ORTIS e localizzati geograficamente. La valutazione del rischio e la discussione della documentazione dei risultati - lista dei rischi, matrice del rischio e carta del rischio hanno costituito gli elementi conclusivi del workshop. Successivamente la documentazione raccolta è stata rielaborata da alps, le liste del rischio, le matrici del rischio e le carte dei rischi sono state completate e poi consegnate ai singoli comuni. Questo progetto ha reso il informatico ORTIS lo strumento centrale per l informazione sui rischi dei comuni del Tirolo e fornisce informazioni riguardo alle situazioni di pericolo e la loro valutazione per i piani di protezione dalle catastrofi del Tirolo. Ogni comune può visualizzare tramite accesso diretto i dati di ORTIS e stampare le proprie liste del rischio, le matrici dei rischi e le carte del rischio. Fig. 5: Estratto da una carta del rischio con matrice del rischio (alps) 12 13

8 L iniziativa del Land Tirolo di analizzare a tappeto i rischi e di mettere a disposizione i risultati alla protezione civile comunale, è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite nell ambito della campagna UNISDR Making Cities Resilient, fungendo da Role Model. Questo riconoscimento è stato consegnato al Land Tirolo nel corso della conferenza internazionale Managing Alpine Future II a Innsbruck nel novembre KSP+ (PIANI DI PROTEZIONE DALLE CATASTROFI PIU ) (Stefan Thaler) Scopo del progetto è lo sviluppo di un applicazione per l elaborazione digitale e la gestione di piani di protezione dalle catastrofi secondo la legge della gestione della protezione dalle catastrofi e l ordinanza riguardante i piani di protezione dalle catastrofi a livello comunale, distrettuale e del Land. Con l applicazione KSP+ e i moduli descritti in seguito è possibile coprire tutti gli ambiti per la realizzazione di un piano di protezione dalle catastrofi come il rilevamento delle situazione del pericolo, l inventario e la compilazione di un catalogo di misure. Inoltre KSP+ costituisce l applicazione base per la protezione civile e dalle catastrofi così come per la redazione digitale e gestione dei piani di protezione dalle catastrofi. Un sistema a semaforo indica i requisiti legislativi e il livello di preparazione del piano, il filo rosso è una guida attraverso i moduli e un istruzione per compilare il piano di protezione dalle catastrofi. Fig. 6 Conferimento del riconoscimento durante la conferenza Managing Alpine Future II (alps) Modulo 1: Inventario (modulo base) Dati derivanti da diverse banche dati già esistenti dovranno essere rielaborati in modo tale da poterli rendere disponibili per i comuni, le autorità amministrative distrettuali e l amministrazione del Land e per minimizzare il dispendio il loro inserimento nell inventario del piano di protezione dalle catastrofi (KSP). KSP+ utilizza in modo ottimale dati preesistenti ed evita dati doppi. Questo permette alle autorità e alle organizzazioni preposte alla gestione delle catastrofi di accedere a più informazioni di alta qualità. Modulo 2: Analisi del pericolo e gestione del rischio Le situazioni di pericolo rilevanti ai fini della protezione dalle catastrofi sono state rilevate e localizzate digitalmente durante un workshop in tutti i comuni del Tirolo. Successivamente sono state sottoposte alla valutazione da parte della direzione di intervento comunale. I dati sono stati archiviati adeguatamente nell online tool ORTIS. Al termine della sua realizzazione il modulo 2 di KSP+ sostituirà il sistema ORTIS e permetterà il collegamento con i contenuti di altri moduli di KSP+. Modulo 3: Pianificazione dei provvedimenti e gestione delle checklist Il modulo pianificazione dei provvedimenti permette alle autorità di pianificare i provvedimenti a seconda del pericolo, basandosi sul risultato dell analisi del pericolo/rischio. Certi provvedimenti singoli sono da subito disponibili in un catalogo sotto forma di una checklist (per esempio ordinare l evacuazione, richiedere assistenza, richiedere elicottero per volo di ricognizione). Inoltre sarà possibile inserire i propri provvedimenti, aggiungere documenti e collegare oggetti, funzioni o altre applicazioni (p.es Foreste). Il piano dei provvedimenti è costituito da una serie di checklist, collegamenti ad altri moduli e inserimenti singoli. Modulo 4: Possibilità di interrogazioni e filtraggio Questo modulo permette il filtraggio e l interrogazione specialmente per le categorie tipi di oggetti/oggetti, fun- zioni/persone e risorse. I risultati possono essere salvati localmente come *.pdf oppure *.xls. Inoltre il modulo 4 consente di incrociare i contenuti del modulo 2 (analisi del pericolo) con il modulo 3 (catalogo dei provvedimenti) e con le checklist e di salvare il tutto come versione stampabile (*.pdf). Modulo 5: Sistema di informazione mediale digitale Questo modulo permette di svolgere le pubbliche relazioni in caso di calamità a livello distrettuale e/o del Land in modo efficace e veloce, basandosi sul web. Il sistema prevede inoltre di integrare i diversi canali di social media, come la pubblicazione diretta in Facebook e Twitter e il collegamento a Youtube tramite un canale dedicato. Saranno così possibili la pubblicazione e la comunicazione di notizie riguardanti la protezione civile e dalle catastrofi così come informazioni sull autotutela. I lavori di programmazione per il modulo 1 (modulo di base), il modulo 4 (possibilità di interrogazioni e filtraggi) e il modulo 5 (sistema di informazione mediale digitale) sono iniziati a maggio La prima versione di prova sarà disponibile nell autunno 2013, la messa in funzione del portale del Land è prevista per l estate Fig. 7: Bozza della pagina di accesso di KSP+ (alps) PARTNER 2: PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA GESTIONE DEL RISCHIO E DELLE EMERGENZE AL LIVELLO COMUNALE, PROVINCIALE/REGIONALE (Fabio Di Bernardo, Damiano Giordani, Renata Marangon, Francesco Miorin, Michele Potleca, Sara Zanolla) La Protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell ambito del Progetto n 4904 RiMaComm ha realizzato una piattaforma informatica denominata Aree di emergenza (Fig. 8) basata su interfaccia web per consentire ai comuni l inserimento e l aggiornamento dei dati di protezione civile. Il sistema informatico consente la condivisione delle informazioni con le altre diverse istituzioni coinvolte nella pianificazione di emergenza a scala provinciale e regionale, anch esse collegate al sistema informatico gestito presso il centro di calcolo del Centro Operativo di Palmanova (UD). A tale scopo in Fig. 8: Schermata d accesso alla piattaforma informatica denominata Aree di emergenza (link: protezionecivile.fvg.it) 14 15

9 ogni comune sono state fornite le password di accesso al personale tecnico e ai componenti del Gruppo comunale di protezione civile incaricati di partecipare alla stesura del piano comunale di emergenza secondo le linee guida fornite dal Dipartimento nazionale della protezione civile e le indicazioni operative indicate dalla struttura regionale. Il sistema permette di gestire le credenziali di accesso dei vari utenti secondo le competenze specifiche di ciascuna amministrazione di appartenenza (stato, regione e comune). Il web-gis utilizzato, il cui software è di proprietà della Protezione civile della regione, consente di visualizzare diverse basi cartografiche (Fig. 9) interscambiabili come sfondo ai tematismi di interesse ai fini della protezione civile (OpenStreetMap, Carta tecnica regionale, Ortofoto) e diverse zonizzazioni relative ai pericoli naturali (Fig. 10) insistenti sul territorio a scala comunale al fine di consentire una corretta individuazione delle aree di emergenza a servizio dei singoli centri abitati. Il sistema informatico permette di associare a ciascuna area di emergenza, secondo la tipologia di appartenenza, le informazioni descrittive utili nel caso di utilizzo (ad esempio: indirizzo, recapiti telefonici, contatti, superficie, capienza, allacci ai servizi a rete, ecc.) e di allegare documentazioni specifiche e foto utili per un più immediato riconoscimento dei luoghi. Le aree individuate in tutti i 218 comuni della regione, nelle province di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, comprendono aree di emergenza, edifici strategici ed edifici rilevanti. Le prime, destinate per una prima assistenza alla popolazione in caso di calamità, sono le aree di attesa per la popolazione, le aree di ricovero scoperte, le aree di ricovero coperte, le aree di ammassamento soccorritori e le elisuperfici. Nella categoria degli edifici strategici sono individuati gli edifici da utilizzare nella gestione dell emergenza, mentre quelli rilevanti riguardano i luoghi di potenziale massimo danno in termini di vite umane (p. es. scuole), ambiente (p. es. industrie pericolose) e beni culturali (edifici che conservano opere d arte). Un importante attività realizzata con il Progetto RiMa- Comm ha riguardato in particolare l individuazione e la georeferenziazione dei siti di interesse culturale (Fig. 14) nei comuni delle province di Udine, Pordenone e Gorizia realizzando un collegamento con la banca dati SIRPAC gestita dal Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali del FVG. Nell ambito della gestione del rischio idrogeologico, specifiche indicazioni sono state fornite ai comuni per l individuazione dei cosiddetti presidi territoriali per il rischio idrogeologico, cioè per la pianificazione delle attività di monitoraggio del territorio nei casi di eventi idrometeorologici intensi. Il sistema informatico predisposto dalla Protezione civile della Regione con il progetto RiMaComm è stato pensato allo scopo di utilizzare tutte le informazioni raccolte nel portale Aree di emergenza nella compilazione di veri e propri piani tipo (descritti al successivo WP2) da mettere a disposizione dei sindaci e delle strutture comunali di protezione civile, consultabili da PC o attraverso la consultazione delle schede predisposte per un agevole stampa delle informazioni (Fig. 13-Fig. 14) in formato PDF. Fig. 9: Topologie di cartografie di sfondo utilizzabili nel sistema (Ortofoto, Openstreetmap, CTRN) Fig. 11: Aree individuate a luglio 2013: aree di emergenza, 852 edifici strategici, edifici rilevanti e 557 presidi territoriali per il rischio idrogeologico (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 10: Tipologie di tematismi relativi alla pericolosità naturali (idraulica, geologica, sismica, valanghiva e incendio boschivo) (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 12: Schermata di esempio dell interfaccia web per l insediamento delle aree di emergenza, degli edifici strategici e dei presidi territoriali. Comune di Cividale, sfondo Open Street Map (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 13: Scheda generata automaticamente di un area di ricovero scoperta nel comune di Ovaro (UD) (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 14: Scheda del Duomo di Cormòns (GO) inserito nella Categoria Beni culturali (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) 16 17

10 Al fine di facilitare il compito degli operatori di protezione civile impegnati nella georeferenziazione delle aree è stata sviluppata un applicazione mobile (Fig. 15) per tablet e smartphone collegati alla rete che permette di visualizzare e modificare i dati anche in sede di sopralluogo. Lo sviluppo previsto per il sistema comprende la possibilità di fornire l accesso alle informazioni di interesse generale anche ai cittadini, mentre già ora risulta possibile condividere le informazioni presenti nella banca dati con eventuali squadre di soccorritori esterni appartenenti al sistema della protezione civile nazionale. Al fine di permettere una ridondanza delle informazioni contenute nel piano di emergenza con il progetto RiMa- Comm sono stati realizzati appositi raccoglitori (Fig. 17) nei quali inserire una versione stampata da consultare in caso di assenza di collegamento alla rete internet. Fig. 17: Immagine del raccoglitore contenente due quaderni ad anelli realizzato per la versione stampata dei piani di emergenza (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 15: Schermata dell applicazione mobile e test di utilizzo sul campo durante il terremoto in Emilia del 2012 (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) SCHEMA STANDARDIZZATO DEL PIANO COMUNA- LE DI EMERGENZA (Fabio Di Bernardo, Damiano Giordani, Renata Marangon, Francesco Miorin, Michele Potleca, Sara Zanolla) Lo schema riportato in Fig. 16 rappresenta il flusso di informazioni che compongono il sistema regionale dei piani di emergenza utilizzato dalla piattaforma informatica appositamente realizzata nelle attività WP2. Il sistema integra automaticamente i dati inseriti dai comuni attraverso il portale Aree di emergenza (blocco colore giallo) con i dati utili ai fini di protezione civile messi a disposizione dai vari uffici dell Amministrazione regionale (in colore verde) come ad esempio il Servizio geologico, il Servizio difesa del suolo, il Servizio gestione territorio rurale e irrigazione, l ARPA, e dai competenti organi dello Stato (in colore grigio). I dati sono mantenuti aggiornati attraverso un lavoro di verifica da parte degli enti istituzionalmente preposti e dai tecnici della Protezione civile della Regione sulla base di specifici accordi. Tutti i dati raccolti sono utilizzati per la compilazione dei Piani di emergenza (vedi WP2) integrando le informazioni nelle parti A, B e C del Piano comunale tipo secondo il modello proposto dal Dipartimento della Protezione civile, il cosidetto Metodo Augustus : Fig. 16: Schema del funzionamento del flusso di informazioni che compongono il piano comunale di emergenza (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 18: Attività svolta nell ambito del progetto RiMaComm a supporto delle amministrazioni comunali: illustrazione delle pericolosità insistenti sul territorio di un comune montano (Protezione Civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) 18 19

11 PARTNER 3: CONSORZIO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BOLZANO In collaborazione con i partner di progetto è stata definita la seguente struttura di banca dati: LE PIATTAFORME DI PROTEZIONE CIVILE GOffice DEL CONSORZIO DEI COMUNI E DELLA PROTEZIO- NE CIVILE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOL- ZANO (Ernst Ennemoser, Klaus Fiechter) Il progetto Interreg IV RiMaComm ha permesso lo sviluppo da parte del Consorzio dei Comuni in stretta collaborazione con la Protezione civile e antincendi della Provincia autonoma di Bolzano e gli altri partner di progetto di uno strumento per i comuni costituito da una piattaforma internet in grado di gestire lo scambio di dati utili ai fini di protezione civile in tempo reale fra i comuni, l amministrazione provinciale e gli altri partner di progetto e che consente la realizzazione e l aggiornamento dei Piani di Protezione Civile Comunali, prescritti dalla legge, seguendo una schema semplice e uniforme. Per raggiungere l obiettivo sono state analizzate le differenti disposizioni in materia di legge ed organizzative per la protezione della popolazione in caso di calamità vigenti nelle rispettive regioni coinvolte nel progetto. Le diverse soluzioni informatiche per la gestione di dati di protezione civile sono state confrontate ed è stato deciso di comprare l applicazione per la protezione civile ORTIS in uso in Tirolo e di svilupparla ulteriormente in collaborazione con la Protezione civile e antincendi della Provincia autonoma di Bolzano. Il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano ha contribuito con personale proprio al perfezionamento di ORTIS elaborando le informazioni riguardanti la protezione civile presenti nei comuni e collegandoli al programma ORTIS. Questo è avvenuto tramite la programmazione di un modulo aggiuntivo di inserimento per il programma GOffice, già utilizzato dai comuni dell Alto Adige. GOffice è un programma di gestione sviluppato dal Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano per i comuni, ha una struttura modulare e permette una moltitudine di applicazioni. Il modulo di inserimento creato permette di raccogliere e trasferire i diversi dati riguardanti il comune e di scambiarli con l applicazione informatica ORTIS. I dati, inseriti o trasferite mediante il modulo, possono contenere sia elementi alfanumerici che grafici. L inserimento o il trasferimento avviene secondo la seguente struttura: Commissioni - contatti Infrastrutture Servizi Fig. 20: Struttura dei dati (Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano) Terminato l inserimento e/o il trasferimento dei dati, questi sono trasmessi all archivio centrale dove rimangono a disposizione dell applicazione informatica ORTIS.. Fig. 19: Tool di gestione GOffice (Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano) Fig. 21: Trasmissione dati (Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano) 20 21

12 L interazione fra il programma GOffice con l applicazione informatica per la protezione civile ORTIS, adattata da una ditta informatica esterna alle esigenze dell Alto Adige, permette ora ai tecnici di protezione civile di redigere i Piani di Protezione Civile Comunali, avendo direttamente accesso ai dati che si trovano nelle banche dati comunali o provinciali. Fig. 22: Struttura del sistema (Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano) PARTNER ASSOCIATO: RIP. 32 FORESTE ANUALE D INTERVENTO FORESTALE (Angelika Aichner) La Legge Forestale (LP 21 del 21 ottobre 1996) definisce come principale compito istituzionale della Ripartizione Foreste la sorveglianza ed il controllo del territorio sottoposto a vincolo idrogeologico. Ciò ai fini della preservazione della stabilità del suolo e della regimazione delle acque come della sicurezza del territorio, mediante opere di sistemazione e di tutela a fronte di pericoli naturali ed incendi boschivi (lavori in economia). Questi compiti dei Servizi Forestali si integrano con quelli di protezione civile propri di altri servizi provinciali, ovvero contemplano l intervento dei Servizi Forestali in caso di incendi boschivi ed altri eventi di protezione civile. Il manuale d intervento forestale rappresenta una guida operativa e di comunicazione per i servizi forestali in caso di situazioni d emergenza - incentrato sul rischio d incendio boschivo e per eventi naturali. Esso definisce la struttura organizzativa della Ripartizione foreste, i compiti differenziati per categorie di eventi, gli ambiti operativi ed i rapporti con le altre organizzazioni di soccorso e di protezione civile per ogni singola unità organizzativa. Compiti, competenze e procedure di lavoro del servizio forestale nello svolgimento d interventi di protezione civile sono state definite nel manuale d intervento forestale in piene coerenza con il Risk Management e rispettivo glossario della protezione civile provinciale. Questo, per integrare gli ambiti operativi di protezione civile del servizio forestale oltre che nella gestione dell intervento anche nel Risk Management and Communication on Local and Regional Level - a livello comunale e provinciale. Estratti del manuale di intervento in forma di pratiche e maneggevoli checklists, coadiuvano inoltre l attività decisionale e d intervento. La versione digitale del manuale d intervento forestale è concepita secondo un concetto modulare con una struttura centrale relativa a organizzazione, competenze, procedure della Ripartizione Foreste, mentre i relativi moduli operativi (documenti, banche dati, procedure, cartografie, elenchi telefonici etc. in diversi formati.doc,.xls,.pdf) sono richiamabili tramite LINKS. La versione operativa del documento base Manuale d intervento forestale è in formato Word con appositi links per le diverse fonti informative. L aggiornamento e l integrazione costante del documento base come dei links avviene quindi in maniera agevole e la versione digitale può quindi essere resa disponibile in rete come un pacchetto compatto in formato PDF. Fig. 23: Un compito della Ripartizione Foreste è la sorveglianza e l osservazione del territorio vincolato in riguardo ai perocoli naturalie d incendi boschivi (Rip. 32 Foreste) 22 23

13 Il maggiore apporto offerto dai funzionari forestali nei centri operativi comunali, distrettuali e provinciali di protezione civile è rappresentato dalla presenza sul territorio e dalla conoscenza dello stesso: con idonea cartografia, sorveglianza e ricognizione del territorio coadiuvano nel controllo di situazioni di pericolo in seguito ad eventi calamitosi (frane, esondazioni, valanghe, etc.). Anche la segnalazione di eventi secondari come assestamenti di terreno, franamenti e la realizzazione di misure di pronto intervento come la chiusura di strade, evacuazioni, interruzione di linee elettriche possono assumere notevole rilevanza per la sicurezza della popolazione. I funzionari forestali offrono inoltre il necessario supporto tecnico e logistico alle forze d intervento di altre organizzazioni, soprattutto in zone boscate. Essi provvedono ad assicurare le comunicazioni via ponti radio ed a predisporre collegamenti viari alternativi tramite la viabilità rurale e forestale nel caso di inagibilità della rete viaria ordinaria. Non ultima, la quantificazione dei danni rientra fra le competenze del personale forestale. Fig. 24: Checklist tascabile per l uso in campo del manuale d intervento della Ripartizione Foreste (Rip. 32 Foreste) WORKPACKAGE 2: GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLA COMUNICA- ZIONE FRA LE AUTORITA DI PROTEZIONE CIVILE I contenuti del secondo pacchetto lavoro si collegano ai contenuti del primo. Per permettere una gestione ottimale in situazioni di pericolo, di danno, in caso di incidenti maggiori e di calamità è necessario disporre di una gestione armonizzata delle informazioni e della comunicazione. Uno dei punti focali all interno di questo workpackage era il miglioramento della comunicazione fra le autorità di protezione civile dei partner coinvolti ma anche fra le organizzazioni di protezione civile e le autorità all interno del proprio territorio. Per raggiungere lo scopo preposto sono stati sviluppati glossari funzionali e tecnici, è stata conclusa una tesi di laurea all università di Innsbruck con la tematica della comunicazione nella gestione del rischio e della protezione dalle catastrofi, è stato svolto un workshop sull uso dei social media nell ambito della protezione civile ed è stato commissionato e concluso uno studio dei flussi di informazione e comunicazione per l implementazione di una futura piattaforma di comunicazione per la protezione civile. Fig. 25: Ripetitore della Protezione civile provinciale sulla montagna Plose (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) 24 25

14 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE ELABORAZIONE DI UN CONCETTO DI COMUNICA- ZIONE AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE (Matteo Vischi) di un indagine realizzata mediante questionari inerente i ffigisogni, ed una proposta architetturale. Di seguito si illustrano brevemente i tre capitoli dello studio finale. ZiWiki WIKIPEDIA DI PROTEZIONE CIVILE PER L ALTO ADIGE (Martin Eschgfäller) Sotto la direzione del partner Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con la collaborazione del partner del Tirolo è stato redatto un glossario tecnico per le tre autorità di protezione civile dell Alto Adife, Tirolo e Friuli Venezia Giulia. Sono rappresentate le strutture organizzative e le basi legislative della protezione civile nelle regioni dei partner e riprodotte nelle diverse lingue. Inoltre la Protezione civile dell Alto Adige ha raccolto termini riguardanti la protezione civile, tradotti nella rispettiva altra lingua (DT-IT) e in inglese. Questa raccolta di termini sarà messa a disposizione nell Intranet della Provincia e sulla pagina web della Ripartizione Protezione antincendi e civile adottando una struttura simile a Wikipedia. Nel corso dei prossimi anni questo vocabolario potrà essere utilizzato come uno strumento d aiuto per le traduzioni e sarà continuamente ampliato dai collaboratori della Ripartizione con le rispettive definizioni, in modo tale da creare una Wikipedia della protezione civile. Nell ambito del Workpackage 2 Gestione delle informazioni e delle comunicazioni all interno del sistema di protezione civile la Ripartizione 26 Protezione antincendi e civile ha condotto tra luglio e settembre 2011 un analisi interna della struttura di gestione delle informazioni relative alle attività di protezione civile sul territorio provinciale, ed ha elaborato un concetto per la realizzazione di una nuova piattaforma di comunicazione ai fini di protezione civile. Lo studio si è basato sulla raccolta ed analisi di informazioni, nell analisi dello stato dell arte e delle prospettive future delle tecnologie ICT, e nell elaborazione di concetti innovativi di comunicazione. L attività è stata svolta da RS3 s.r.l. con il coordinamento della Libera Università di Bolzano. Lo studio si è sviluppato su quattro pacchetti di lavoro principali: l analisi dei bisogni di comunicazione delle strutture coinvolte nelle attività di protezione civile della Provincia autonoma di Bolzano, l analisi dei sistemi e delle infrastrutture di ICT attualmente utilizzate, lo studio delle prospettive future della IT e la delineazione di un concetto per un sistema integrato di comunicazione di protezione civile. Il prodotto finale è stato un documento strutturato in tre parti principali: stato dell arte e prospettive future dell ICT, analisi dei risultati Nel primo capitolo dello studio è stata svolta un analisi delle tecnologie di Information and Communication Technology (ICT) che supportano e semplificano la gestione delle comunicazioni, con proiezione nelle prospettive future di evoluzione, analizzandole nel contesto della protezione civile. È stata illustrata l evoluzione delle comunicazioni ed analizzati i relativi aspetti prettamente tecnologici, quali gli standard di telefonia, le reti wireless, aspetti legati al web quali VoIP e reti Peer-To- Peer, aspetti legati alla virtualizzazione per rendere più sicura l esecuzione di processi e lo scambio e gestione di informazioni ed il concetto di Remote Desktop, ossia tecnologie per il controllo da remoto di altri apparecchi hardware. Nella parte finale del capitolo sono stati trattati aspetti sociali legati alle tecnologie ed alla loro evoluzione, quali il crowdsourcing, il pervasive computing, il social computing, il lavoro collaborativo, il cloud computing, tutti aspetti che hanno assunto rilevanza negli anni recenti e che sono rilevanti per le loro connessioni con aspetti tecnologici della comunicazione. Il capitolo si chiude con uno studio sulle prospettive future legate alle tecnologie ICT con riguardo ai fini di protezione civile. Fig. 26: Tabella Excel dei termini di protezione civile nelle due lingue ufficiali e in inglese, con acronimi (Martin Eschgfäller) Fig. 27: (sinistra) Trend Internet: Smartphones vs PC (Morgan Stanley); (destra) Standard connessioni Wireless (Addison-Wesley) 26 27

15 Nel secondo capitolo è stata svolta un analisi della consistenza attuale dei sistemi e delle infrastrutture di IT utilizzate ai fini di protezione civile ed un analisi dei fabbisogni di comunicazione delle strutture coinvolte nelle attività di protezione civile della Provincia autonoma di Bolzano. Per valutare le necessità di strumenti di comunicazione in ambito della protezione civile, è stato sottoposto agli utenti della Provincia Autonoma di Bolzano - principalmente la Ripartizione 26 - un questionario. A parte la raccolta dati relativa a profili personali ed alle caratteristiche delle unità, il questionario è stato focalizzato sugli strumenti attualmente in uso nelle varie unità, le reti di comunicazione in essere, possibili cambiamenti ed aspettative per nuovi strumenti. Il campione di intervistati è stato costituito da dipendenti della Provincia Autonoma di Bolzano appartenenti alla Direzione di Ripartizione, al Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco, al Servizio Radio Provinciale, alla Centrale Viabilità, al Servizio Meteorologico, al Servizio Valanghe, ed all Ufficio Geologia e Prove Materiali. Nel terzo ed ultimo capitolo dello studio è stato illustrato un concetto per un sistema integrato di comunicazione ai fini di protezione civile: è stata proposta una soluzione architetturale per la Protezione civile della Provincia Autonoma di Bolzano, secondo quelli che sono gli sviluppi tecnologici futuri rivisti nel capitolo 1 e quelle che sono le necessità rilevate durante la sottomissione e l analisi di questionari alle differenti unità interessate presentate nel capitolo 2. L architettura proposta si è focalizzata su differenti aspetti quali l integrazione di un portale web integrato, che deve consentire agli utenti interni della protezione civile di gestire una serie di servizi in maniera centralizzata, un sistema di gestione delle crisi, in inglese CIMS (Crisis Information Management Systems) che deve consentire la pianificazione e la gestione di situazioni di crisi, un sistema di gestione della sala operativa, che consenta di gestire strumenti disponibili, quali maxischermi, telefonate e sistemi video anche mediante strumenti di augmented reality e di gesture recognition che possano essere utilizzati per semplificare la gestione delle operazioni, ed infine un sistema di allerta che consenta in maniera totalmente integrata di ricevere input esterni e di allertare tramite differenti tecnologie (SMS, , ecc..) sia utenti all interno della protezione civile, sia utenti esterni, quali cittadinanza, comuni, altri enti. È stata posta inoltre particolare attenzione su parti ritenute rilevanti per lo sviluppo futuro: l integrazione con piattaforme mobili - previste come in continua Fig. 29: I servizi ed interazione con differenti parti dell architettura (RS3) espansione - ed aspetti previsionali per la creazione di modelli dall integrazione dei dati fornita dalle differenti unità e fonti di dati esterne, e un approfondimento sul sempre maggiore impiego di strumenti open source. Il tutto ha contribuito alla definizione di una proposta architetturale suddivisa secondo differenti viste legate a differenti aspetti: i servizi ed interazione con differenti parti dell architettura (Fig. 29), architettura dei server e repository dati e le necessità di comunicazioni (Fig. 30), e l esplicitazione del sistema di allerta (Fig. 31). Fig. 28: (sinistra) Grafico relazionale comunicazioni tra strutture della protezione civile (RS3); (destra) grafico relazionale comunicazioni telefoniche tra strutture della protezione civile (RS3) Fig. 30: Architettura dei server e repository dati e le necessità di comunicazioni (RS3) 28 29

16 Fig. 31: L esplicitazione del sistema di allerta (RS3) WORKSHOP SOCIAL MEDIA NELLA PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZA- NO (Dieter Peterlin) I social media e le app sono prodotti della generazione del web 2.0 e si sono diffuse rapidamente negli ultimi dieci anni in tutto il mondo. Al giorno d oggi più di un miliardo di persone comunica attraverso questi social network e ogni giorno il loro numero aumenta. I social media e le app, pochi anni fa strumenti in uso da una elite avanguardistica, ora sono utilizzati ogni giorno, anche in Alto Adige. Lo scopo del workshop tenutosi all EURAC era quello di trovare delle risposte alla domanda seguente: La protezione civile dovrebbe, può o è obbligata a inserirsi in questi network per soddisfare le esigenze dei cittadini? Nel corso della mattinata è stata esposta la tematica dei nuovi media, mettendo a luce vantaggi e svantaggi e condividendo esperienze nell utilizzo di questi media. Rappresentanti della Protezione civile del Tirolo, dell Ufficio Stampa provinciale e dell associazione delle biblioteche hanno presentato i propri punti di vista. Al termine delle presentazioni è stato possibile discutere e al pomeriggio lavori in gruppo hanno raccolto idee e elaborato risposte alla domanda. La seconda giornata si è dedicata invece alle applicazioni mobili. Le possibilità di queste nuove tecnologie e lo scambio di esperienze erano i temi centrali degli interventi a cui hanno partecipato relatori dell Agenzia Informatica (SIAG), del soccorso alpino del Tirolo e dell Agenzia provinciale per la Mobilità. Dopo una giornata ricca di informazioni e discussioni si è giunti alla conclusione che la comunicazione senza gerarchie offerta dai social media e dalle app sia una buona soluzione per la pubblica amministrazione e in particolare per la protezione civile per raggiungere un numero maggiore di cittadini. Accanto ai canali di comunicazione classici si apre la possibilità di utilizzare queste piattaforme moderne. Ma l amministrazione pubblica non deve comunque rendersi dipendente dai social media e dalle app al 100%. Esempi esistenti, come la pagina Facebook del Servizio Meteorologico provinciale Meteo in Alto Adige mostrano il successo e le potenzialità delle piattaforme dei social media, da utilizzare anche in altri ambiti. I social media e le app costituiscono inoltre un altro canale per raggiungere una ampia parte della popolazione in caso di calamità. I risultati di questo workshop costituiscono quindi le basi per l elaborazione di una strategia per l utilizzo di questi nuovi media da parte della Ripartizione Protezione antincendi e civile. Fig. 32: Workshop Social Media and Apps della Protezione civile dell Alto Adige (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) 30 31

17 PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL PARTNER 2: PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA GLOSSARIO DI PROTEZIONE CIVILE DEL TIROLO (Brigitte Eder) Una comunicazione senza intoppi fra le diverse autorità, gli esperti e le organizzazioni è uno dei presupposti di maggior importanza per avere una protezione civile e dalle catastrofi efficace e funzionante. E quindi necessario che tutte le persone coinvolte conoscano la terminologia adeguata e la usino allo stesso modo. Partendo da questa premessa, lo scopo del progetto consiste nell elaborazione di un glossario che tenga conto di questi aspetti e di queste richieste. Intervistando 28 esperti provenienti dai diversi rami della protezione civile e della protezione dalle catastrofi sono stati analizzati e definiti i diversi termini. Un gruppo di valutazione costituito da rappresentanti provenienti dal mondo professionale e dalla ricerca ha poi rielaborato e validato le definizioni raccolte. IL GLOSSARIO FUNZIONALE (Fabio Di Bernardo, Damiano Giordani, Renata Marangon, Francesco Miorin, Michele Potleca, Sara Zanolla) Allo scopo di facilitare le azioni di soccorso reciproco in caso di calamità è stato realizzato un glossario funzionale, realizzato nella forma di schema di confronto dei sistemi di protezione civile esistenti nelle tre regioni. Il diagramma, scritto nelle lingue italiano, tedesco ed inglese, contiene la terminologia tecnica utilizzata dai rispettivi partner nelle attività di protezione civile e di gestione delle emergenze, gli schemi organizzativi dei singoli partner e le procedure utilizzate per affrontare le diverse categorie di emergenza. Lo schema evidenzia infine la normativa di riferimento vigente nelle tre regioni. Il risultato del progetto è costituito da un glossario di protezione civile e di protezione dalle catastrofi, redatto nelle lingue tedesco, inglese e italiano. Il glossario è stato reso disponibile alle autorità, agli esperti e alle organizzazioni partecipanti tramite il sistema di informazione sui rischi ORTIS. Inoltre, è utilizzato in caso di operazioni di intervento dal sistema del Land Tirolo. Nell ambito del progetto è stata svolta anche una tesi di laurea all università di Innsbruck: Eder, B. (2013): Kommunikation im Risiko- und Katastrophenmanagement; finden einer gemeinsamen Sprache zwischen den Experten des Zivil- und Katastrophenschutzes mit Hilfe eines Glossars (Universität Innsbruck). Comunicazione nella gestione del rischio e della protezione dalle catastrofi; la ricerca di una lingua comune fra esperti della protezione civile e dalle catastrofi con l aiuto di un glossario (Università di Innsbruck). Fig. 33: Frontespizio del glossario (alps) Fig. 34: Glossario funzionale : schemi dei sistemi di protezione civile in Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Land del Tirolo (Protezione Civile della regione autonoma Friuli Venezia Giulia) 32 33

18 IL PORTALE PIANI D EMERGENZA (Fabio Di Bernardo, Damiano Giordani, Renata Marangon, Francesco Miorin, Michele Potleca, Sara Zanolla) L attività svolta in materia di piani di emergenza nell ambito del WP2 è stata inoltre finalizzata a predisporre le informazioni a scala locale, facenti parte di ciascun piano comunale di emergenza, da mettere a disposizione non solo agli addetti ai lavori ma anche ai volontari appartenenti ai gruppi comunali di protezione civile e ai cittadini attraverso la consultazione del portale internet all indirizzo it. Le informazioni di interesse generale consultabili da utenti non registrati riguarderanno i pericoli insistenti sul territorio con le indicazioni delle misure di autoprotezione da adottare in caso di evento calamitoso, le aree di emergenza di interesse per gli abitanti (in particolare le aree di attesa), gli edifici strategici presenti a livello comunale. Il livello intermedio di accreditamento al sistema dedicato alle autorità locali di protezione civile (Sindaco e struttura comunale) che dà accesso a tutte le informazioni relative alle aree di emergenza e agli edifici rilevanti mentre il livello superiore di accreditamento riguarda la condivisione dei dati e gli aggiornamenti delle informazioni di scala sovracomunale secondo lo schema illustrato nel precedente WP1 (Fig. 16). WORKPACKAGE 3: AUTOPROTEZIONE, PREVIDENZA INDIVIDUALE E FORMAZIONE Questo pacchetto lavoro, molto vario dal punto di vista del contenuto, conclude le due tematiche precedenti. I partner di progetto hanno sviluppato concetti ed esercitazioni pratiche per formare le autorità, le organizzazioni preposte alle operazioni di intervento e la popolazione. Sono stati creati modelli di formazione per il comitato operativo comunale e il progetto si è presentato alla fiera dedicata alla protezione civile - Civil Protect 2013 collaborando all organizzazione del congresso specializzato. Esercitazioni pratiche di protezione civile e dalle catastrofi per la popolazione ma anche per le autorità preposte nelle tre regioni partecipanti completano le attività di formazione ideate nel pacchetto lavoro. Il pacchetto lavoro si conclude con uno studio che raccoglie informazioni esistenti, pieghevoli, documentazione e volantini riguardo a provvedimenti di autoprotezione. Inoltre mostra in quali ambiti c è tuttora bisogno di informare meglio la popolazione e quali lacune devono tuttora essere colmate. I partner hanno colto l occasione per partecipare all esercitazione annuale del servizio di piena presso i fiumi Adige e Isarco, organizzata dalle organizzazioni di protezione civile della Provincia autonoma di Bolzano, per conoscere così i metodi di lavoro della protezione civile e dalle catastrofi dei partner. Fig. 35: Homepage e alcune schermate del portale piani di emergenza consultabile alla pagina pianiemergenza.protezionecivile.fvg.it (Protezione Civile della regione autonoma Friuli Venezia Giulia) Fig. 36: Lavori di sgombero e pulizia dell esercito insieme ai i vigili del fuoco di Kössen dopo l alluvione della primavera 2013 in Tirolo (Zivilund Katastrophenschutz Tirol) 34 35

19 LEAD PARTNER: RIP. 26 PROTEZIONE ANTINCENDI E CIVILE ESERCITAZIONE PROVINCIALE DI PROTEZIONE CIVILE (Matteo Vischi) Annualmente in provincia di Bolzano si svolge un esercitazione volta a testare i meccanismi del servizio di piena e della difesa degli argini dei fiumi Adige ed Isarco. Nel 2012 si è deciso di inquadrare questa esercitazione nell ambito del progetto RiMaComm, estendendo i temi dell esercitazione a quelli sviluppati nel progetto stesso. L esercitazione è stata quindi programmata per offrire l occasione di verificare alcuni dei risultati del progetto RiMaComm, in particolare per quanto riguarda le comunicazioni di protezione civile, la formazione degli operatori, l applicazione di piani comunali di protezione civile e piani delle zone di pericolo per alcuni comuni coinvolti, la gestione dei flussi comunicativi con i gestori delle dighe, ed il test delle procedure e la catena logistica del servizio di piena per la difesa degli argini in scenari complessi. Sono stati verificati anche i meccanismi d informazione e comunicazione alla popolazione sulle norme di comportamento ed autoprotezione. L esercitazione, svolta sotto forma di esercitazione cieca, ovvero con scenari predisposti all insaputa dei partecipanti, è stata pianificata in modo da sviluppare in modo realistico la catena dei possibili eventi correlati con uno scenario di riferimento verosimile basato sul sopraggiungere di un fronte caldo autunnale a seguito di piogge persistenti e situazione di invasi pieni, con conseguenti situazioni diffuse su scala provinciale sia di rischio idrogeologico che di piena trentennale nei bacini maggiori ed i conseguenti effetti sul territorio. Alla definizione degli scenari hanno partecipato le Ripartizioni provinciali competenti: la Ripartizione Protezione antincendi e civile, Ripartizione Opere Idrauliche, la Ripartizione Foreste, ed il Servizio Strade; hanno inoltre contribuito all organizzazione i vari rappresentanti delle strutture operative (Vigili del Fuoco Volontari e Vigili del Fuoco Permanenti, la Croce Bianca e la Croce Rossa, il Soccorso Acquatico, i Soccorsi Alpini CNSAS e AVS, il Servizio di Emergenza Provinciale 118), il Commissariato del Governo e Forze dell Ordine. Nel corso della simulazione ciascuno scenario, sia eseguito come esercizio pratico che simulato solo per centri di comando, ha contribuito alla creazione di un quadro complesso da gestire a livello delle centrali di coordinamento provinciali e con la collaborazione di tutte le strutture di coordinamento ed operative coinvolte ai vari livelli. L esercitazione si è svolta sabato 21 novembre 2012 dalle ore 6.00 alle ore 14 circa ed ha visto impegnate oltre 550 persone, circa 100 mezzi e due elicotteri. È stata anche ricreata una seduta del centro operativo provinciale. La Centrale viabilità, la centrale di piena e la centrale Meteo si sono mantenute collegate con il Centro situazioni provinciale in videoconferenza per la gestione della situazione. Sono stati rappresentati diversi scenari fra cui eventi presso l Adige, l Isarco e in Val Passiria. Lungo il corso del fiume Adige sono stati simulati danni agli argini a Terlano ed Egna, in totale circa 150 persone hanno testato l evacuazione preventiva dalle proprie case e si sono ritrovati presso la scuola media di Egna dove sono state assistite dalla colonna si sussistenza della Croce Bianca, secondo quanto previsto dal piano di protezione civile comunale. Sono state simulate frane sulla strada statale 12 a Campodazzo e fra Settequerce e Terlano. A Bronzolo si è simulata la rottura dell argine dell Adige. In Val Passiria, é stata simulato lo straripamento il rio Lega il che ha reso necessaria l evacuazione fittizia di edifici con un totale di 55 persone. Altri scenari di danno limitati sono stati poi ipotizzati a Bressanone, presso l Aquarena, al Rio Valsura a Lana e al torrente Passirio. Contemporaneamente sono state gestite aree di ammassamento soccorsi e la gestione delle risorse e delle richieste di soccorso di carattere tecnico e sanitario. All esercitazione hanno preso parte anche alcuni rappresentanti della Regione FVG che hanno avuto modo di verificare i modelli gestionali e metodologie in uso presso il Centro Situazioni Provinciale della protezione civile della Provincia autonoma di Bolzano, ed di confrontarsi sul campo con i tecnici del Servizio di Piena Provinciale ed i Vigili del Fuoco sulle tecniche e gli strumenti adottati nella difesa degli argini durante eventi di piena. Fig. 37: (sinistra) Il centro situazioni provinciale all opera durante l esercitazione; (destra) Confronto sulle tecniche di difesa degli argini FVG PAB (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) RACCOLTA E ANALISI DI DOCUMENTI RIGUAR- DANTI L AUTOPROTEZIONE E L INFORMAZIONE DELLA POPOLAZIONE (Martin Eschgfäller) Essere consapevoli delle possibilità e dei metodi di autoprotezione aumenta la consapevolezza del rischio della popolazione. Viceversa, la conoscenza del rischio aumenta la richiesta di informazioni riguardo alle misure di auto protezione. Queste permettono al singolo cittadino di aiutare se stesso e il prossimo, di usare il tempo necessario all arrivo delle squadre di soccorso professionali e di alleggerire i compiti delle autorità di protezione civile e dalle catastrofi e delle organizzazioni d intervento non solo in caso di calamità, ma in caso di qualsiasi evento. Fig. 38: Periodo temporale fra l avvenimento di un evento di danno e l arrivo dei soccorsi (alps) Negli ultimi anni nelle aree germanofone numerose organizzazioni, autorità e uffici hanno pubblicato materiale informativo, depliant e volantini che affrontano le diverse tematiche di misure di autoprotezione. La Protezione civile dell Alto Adige con i partner del Tirolo hanno quindi raccolto, analizzato e valutato questo materiale. Uno studio ha valutato le possibilità di riutilizzo e di pubblicazione in un unica raccolta del materiale informativo mettendolo così a disposizione della popolazione come utilizzatore primario. Sono state raccolte più di 180 informazioni riguardo all autoprotezione, strutturate in dieci categorie e valutate in base a criteri come completezza, maneggevolezza e chiarezza. Infine è stato elaborato un concetto per la presentazione comune di queste informazioni tramite una piattaforma web

20 Fig. 39: Contenuti e risultati dello studio sulle informazioni di autoprotezione (alps) LA FIERA DEDICATA ALLA PROTEZIONE CIVILE - CIVIL PROTECT 2011 & 2013 (Martin Eschgfäller) La fiera specializzata e il congresso per la protezione civile Civil Protect è organizzata dal 2007 ogni due anni con importanti contributi e idee da parte della Protezione civile dell Alto Adige. Durante le fiere del 2011 e 2013 è stata colta l occasione per presentare il progetto RiMaComm. Nel 2013 mezza giornata del congresso specializzato è stata dedicata al progetto. Tema principale era la comunicazione del rischio e la comunicazione in situazioni di crisi. Gli interventi comprendevano il servizio stampa e media in situazioni di crisi, la nuova Fig. 40: Convegno durante la Civil Protect 2013; Stand della Protezione civile della Provincia Autonoma di Bolzano durante la fiera Civil Protect 2013 (Rip. 26 Protezione antincendi e civile) Durante l incontro conclusivo il gruppo di lavoro ha discusso i risultati dello studio, che era stato commissionato in collaborazione alla ripartizione Zivil-und Katastrophenschutz del Tirolo, e riflettuto su idee per un futuro utilizzo dei risultati. I partner concordano di sviluppare eventualmente un applicazione di protezione civile e dalle catastrofi tramite un progetto successivo. Inoltre è stata espressa l intenzione per il futuro di integrare maggiormente tutte le organizzazioni e le associazioni che già lavorano con bambini e giovani nell ambito della protezione civile e dalle catastrofi nella diffusione di informazioni riguardanti l autoprotezione (p.es. vigili del fuoco giovanili, giovani della croce bianca, giovani della croce rossa italiana, scout, etc.) rete digitale di allertamento delle squadre di soccorso in Provincia di Bolzano, la nuova rete radio per le autorità di protezione civile in Alto Adige e le piattaforme di protezione civile per la redazione dei Piani di Protezione Civile Comunali. Lo stand alla fiera della Protezione civile della Provincia Autonoma di Bolzano offriva ai visitatori informazioni concrete riguardo alla protezione civile in generale e in particolare riguardo alle tematiche sopracitate. Inoltre è stata colta l occasione per presentare il progetto RiMaComm ad un ampio pubblico. PARTNER 1: ABTEILUNG ZIVIL- UND KATASTROPHENSCHUTZ TIROL AUTOPROTEZIONE (Agnieszka Wielgos) Una delle colonne portanti di una protezione civile e dalle catastrofi funzionante è l autoprotezione della popolazione che ha l obiettivo di mobilizzare l attività di autotutela dell individuo già prima del verificarsi della situazione di emergenza e di mantenerla in caso di evento di pericolo fino all arrivo dei soccorsi organizzati. Un autoprotezione funzionante alleggerisce le autorità e le organizzazioni di soccorso e aumenta inoltre la Fig. 41: Tematiche affrontate nell ambito dell autoprotezione (alps) CONCETTO DI FORMAZIONE (Andreas Koler, Stefan Ortner) Visto che la direzione d intervento comunale deve adempiere una quantità notevole di compiti e obblighi, è di importanza basilare disporre di idonee informazioni sul rischio di alta qualità. La conoscenza di queste informazioni e delle rispettive sfere di competenza dei gruppi di coordinamento della direzione d intervento comunale sono la base di partenza per un concetto di formazione, elaborato nel workpackage 3. Questo fornisce una guida strutturata per il perfezionamento contenutistico delle direzioni di intervento comunali ed è suddiviso in tre moduli: consapevolezza del rischio della società. Lo scopo è di raccogliere le informazioni esistenti e facilmente utilizzabili e di trovare un modo per renderli disponibili alla popolazione in modo standardizzato. Sono state raccolte e valutate più di 180 informazioni di autoprotezione in forma digitale o stampata, messe a disposizioni da diversi enti come per esempio assicurazioni, associazioni oppure autorità. Le informazioni riguardano i temi quali estero, incendio, epidemia, criminalità, radioattività e incidenti rilevanti, terremoto, tempo estremo, alluvione, incidenti domestici e nel tempo libero così come incidenti stradali. Inoltre sono state raccolte informazioni sul pronto soccorso, i numeri d emergenza, segnali di allerta di allarme e sull approvvigionamento. Queste saranno rese disponibili alla popolazione e alle autorità tramite una piattaforma informatica. Sono stati quindi sviluppati un concetto per una piattaforma così come due esempi standardizzati che trattano i temi approvvigionamento e mancanza di corrente basandosi sulle informazioni disponibili in Tirolo e Alto Adige. Il modulo 1 si occupa dell integrazione di una direzione di intervento in un comune. Particolare attenzione è posta alla composizione della direzione di intervento secondo la legge per la gestione delle catastrofi del Tirolo (Tiroler Katastrophenmanagementgesetz). Sono descritti i compiti e i contenuti dei gruppi di coordinamento e a seconda delle necessità del comune è possibile fissare un sistema per la direzione delle operazioni di intervento. Il modulo 2 affronta in modo generale i compiti della direzione delle operazioni di intervento in un comune. E prevista l organizzazione di un workshop con tutta la direzione d intervento comunale in modo che ogni gruppo di coordinamento possa avere una visione d insieme. Temi principali sono i compiti, i flussi di informazione e esempi pratici del lavoro di staff

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