ENTRIAMO IN AZIENDA 3

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2 ENTRIAMO IN AZIENDA 3 Imprese industriali sistema informativo di bilancio e imposizione fiscale TOMO 1

3 IL SISTEMA INFORMATIVO DI BILANCIO M O BILANCIO D U L O 3 BILANCIO D ESERCIZIO ANALISI PER INDICI ANALISI PER FLUSSI BILANCI STRAORDINARI CESSIONE FUSIONE SCISSIONE TRASFORMAZIONE LIQUIDAZIONE L ANALISI PER FLUSSI C A P I T O L O 4

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5 LE OPERAZIONI DI INVESTIMENTO, DI DISINVESTIMENTO E DI FINANZIAMENTO, GENERANO FLUSSI FINANZIARI E FLUSSI ECONOMICI. QUESTE OPERAZIONI SONO ALLA BASE DEL PROCESSO DI GESTIONE DI UN ATTIVITÀ AZIENDALE IN CUI I MOVIMENTI DI RISORSE SI CONTRAPPONGONO AI FLUSSI MONETARI (MOVIMENTI DI MATERIE PRIME, DI IMPIANTI, DI PRODOTTI). UN FLUSSO È UNA VARIAZIONE IN AUMENTO O IN DIMINUZIONE INTERVENUTA IN UN FONDO VALORI IN UN DETERMINATO PERIODO DI TEMPO. I FLUSSI ECONOMICI SONO VARIAZIONI GENERATE DA COSTI E RICAVI DI COMPETENZA. I FLUSSI FINANZIARI SONO VARIAZIONI DI LIQUIDITÀ, DEI DEBITI E DEI CREDITI A BREVE SCADENZA.

6 DALLA DIFFERENZA DEI COSTI E DEI RICAVI DI COMPETENZA, SCATURISCE IL REDDITO D ESERCIZIO CHE NON SEMPRE SI TRADUCE IN UNA VARIAZIONE DI RISORSE FINANZIARIE. IL PASSAGGIO DAL REDDITO D ESERCIZIO (FLUSSO ECONOMICO COMPLESSIVO) AL FLUSSO DI RISORSE FINANZIARIE GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE, IMPLICA DELLE MODALITÀ DI CALCOLO BASATE SULLA DISTINZIONE TRA COMPONENTI DI REDDITO MONETARI E COMPONENTI DI REDDITO NON MONETARI. OVVERO, RAPPRESENTATI DA COSTI E RICAVI MISURATI DA VARIAZIONI DI LIQUIDITÀ O DA VARIAZIONI NEI DEBITI O CREDITI A BREVE SCADENZA. SONO COSTI MONETARI: I COSTI PER ACQUISTI DI MATERIE, I COSTI PER GODIMENTO BENI DI TERZI, GLI INTERESSI PASSIVI, GLI ONERI SOCIALI, LE IMPOSTE E COSÌ VIA. SONO RICAVI MONETARI: I RICAVI DI VENDITA DI PRODOTTI, GLI INTERESSI ATTIVI E I PROVENTI DI VARIA NATURA CHE TRAGGONO ORIGINE DA VARIAZIONI FINANZIARIE; SONO COSTI E RICAVI CHE NON HANNO DATO LUOGO A VARIAZIONI FINANZIARIE NELLE DISPONIBILITÀ LIQUIDE O NEI CREDITI E NEI DEBITI A BREVE. SONO ESEMPI DI COSTI NON MONETARI: GLI AMMORTAMENTI, GLI ACCANTONAMENTI AI FONDI RISCHI E ONERI A MEDIO E LUNGO TERMINE, LE MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI.

7 PER IL TFR OCCORRE CONSIDERARE CHE VI E UNA PARTE MONETARIA E UNA PARTE NON MONETARIA, DIVERSA A SECONDA DELLE DIFFERENTI IPOTESI DI DESTINAZIONE: 1- I flussi finanziari e i flussi SE IL TFR E MANTENUTO PRESSO L IMPRESA, IL COSTO MONETARIO E RAPPRESENTATO DALLA QUOTA CORRISPONDENTE ALL INCREMENTO DEL DEBITO PER TFR, MENTRE LA RITENUTA FISCALE DELL 11% SULLA RIVALUTAZIONE DEL DEBITO PREGRESSO E COSTO MONETARIO IN QUANTO DEVE ESSERE VERSATA ENTRO IL GIORNO 16 DEL MESE DI GENNAIO; SE IL TFR E DESTINATO AI FONDI PENSIONE E AL FONDO GESTITO DALL INPS, LA PARTE MONETARIA DEL TFR E COMPOSTA DALLE QUOTE DA VESARE AI FONDI PENSIONE E AL FONDO GESTITO DALL INPS E DALLA RITENUTA FISCALE EFFETTUATA SULLA RIVALUTAZIONE DEL DEBITO PREESISTENTE; LA PARTE NON MONETARIA E INVECE COSTITUITA DALLA RIVALUTAZIONE NETTA DEL DEBITO PREESISTENTE CHE VA A INCREMENTARE IL DEBITO PER TFR.

8 PER CALCOLARE IL FLUSSO DI RISORSE FINANZIARIE GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE OCCORRE CONSIDERARE SOLO I COSTI E I RICAVI MONETARI. 1- I flussi finanziari e i flussi FLUSSO GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE = RICAVI MONETARI - COSTI MONETARI AL MEDESIMO RISULTATO SI PERVIENE DEPURANDO IL RISULTATO ECONOMICO D ESERCIZIO DAI COSTI E DAI RICAVI NON MONETARI SECONDO QUESTO PROCEDIMENTO: REDDITO D ESERCIZIO (UTILE/PERDITA) + COSTI NON MONETARI (AMMORTAMENTI, MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI, INCREMENTI DEL TFR PER LE QUOTE NON DESTINATE AI FONDI PENSIONE E/O AL FONDO GESTITO DALL INPS, ACCANTONAMENTI AI FONDI RISCHI E ONERI A MEDIO/LUNGO TERMINE) - RICAVI NON MONETARI (COSTI PATRIMONIALIZZATI, PLUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI) = FLUSSO GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE

9 DISTINGUIAMO A SECONDA DELLA PROVENIENZA DEI FLUSSI GENERATI DALLE OPERAZIONI DI GESTIONE: (FLUSSI CHE INCREMENTANO LA DISPONIBILITÀ DI RISORSE FINANZIARIE) CHE POSSONO PROVENIRE: DALL INTERNO, AUTOGENERATE DALL AZIENDA (AUTOFINANZIAMENTO); DALL ESTERNO, ORIGINATE DA DEBITI A BREVE, MEDIA E LUNGA SCADENZA O DA AUMENTI DI CAPITALE A PAGAMENTO; DA DISINVESTIMENTI, CIOÈ DIMINUZIONE DEL CAPITALE INVESTITO IN IMMOBILIZZAZIONI E NELL ATTIVO CIRCOLANTE, COME PER ESEMPIO LA CESSIONE DI UN IMMOBILIZZAZIONE O LA RISCOSSIONE DI UN CREDITO PRECEDENTEMENTE CONCESSO. (FLUSSI CHE ASSORBONO RISORSE FINANZIARE PREESISTENTI) POSSONO ESSERE IMPIEGATI : PER EFFETTUARE INVESTIMENTI, CHE PRODUCONO INCREMENTI DI IMMOBILIZZAZIONI O DI ATTIVO CIRCOLANTE; PER RIMBORSARE I DEBITI; PER DIMINUIRE LE FONTI DI FINANZIAMENTO INTERNE (DISTRIBUZIONE DI UTILI); PER RIMBORSARE IL CAPITALE AI SOCI.

10 IL BILANCIO D ESERCIZIO NON E IN GRADO DI FORNIRE INFORMAZIONI COMPLETE RELATIVAMENTE ALLA SITUAZIONE FINANZIARIA DELL IMPRESA. INFORMAZIONI ESAURIENTI SULLA SITUAZIONE FINANZIARA SI POSSONO OTTENERE DALLA PREDISPOSIZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO, RICHIESTO DAI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI COME PARTE INTEGRANTE DEL BILANCIO D ESERCIZIO. IL RENDICONTO FINANZIARIO E UN PROSPETTO CHE RAGRUPPA, IN RELAZIONE A DETERMINATI OBIETTIVI DI INFORMAZIONE, LE VARIAZIONI (FLUSSI) CHE SONO INTERVENUTE NELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE DELL AZIENDA FRA DUE MOMENTI DIVERSI.

11 SECONDO I PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI IL RENDICONTO FINANZIARIO DEVE EVIDENZIARE: L ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO (AUTOFINANZIAMENTO INTERNO E FINANZIAMENTO ESTERNO) DELL IMPRESA, DURANTE L ESERCIZIO; LE VARIAZIONI DELLE RISORSE FINANZIARIE DETERMINATE DALL ATTIVITÀ PRODUTTIVA DI REDDITO SVOLTA DALL IMPRESA NELL ESERCIZIO; L ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO DELL IMPRESA DURANTE L ESERCIZIO; LE VARIAZIONI NELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA DELL IMPRESA, AVVENUTE DURANTE L ESERCIZIO. ATTRAVERSO L ANALISI PER FLUSSI RIPORTATI NEL RENDICONTO FINANZIARIO È POSSIBILE INDIVIDUARE LE MODIFICHE CHE SONO INTERVENUTE NELLA SITUAZIONE FINANZIARIA DELL IMPRESA NEL PERIODO CONSIDERATO.

12 L ANALISI PER FLUSSI COMPLETA QUELLA PER INDICI, SPECIFICANDO: QUAL È L ORIGINE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E QUAL È L ENTITÀ DEI MEZZI FINANZIARI RACCOLTI; COME I MEZZI FINANZIARI RACCOLTI SONO STATI UTILIZZATI; QUALI RELAZIONI LEGANO LE FONTI AGLI IMPIEGHI. DALL INDAGINE FINANZIARIA POSSIAMO AVERE ANALISI TENDENTI ALL INDIVIDUAZIONE DEI FLUSSI CHE HANNO MODIFICATO IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO, OPPURE ALL INDIVIDUAZIONE DEI FLUSSI MONETARI CHE HANNO GENERATO O ASSORBITO LIQUIDITÀ. I FLUSSI (IMPIEGHI E FONTI) CHE HANNO COMPORTATO MODIFICHE NEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO SONO EVIDENZIATI DAL RENDICONTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO. I FLUSSI MONETARI (DISPONIBILITÀ LIQUIDE AL NETTO DEI C/C BANCARI PASSIVI) SONO RIASSUNTI NEL RENDICONTO DELLE VARIAZIONI DELLA DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA.

13 IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO È DATO DALLA DIFFERENZA TRA LE ATTIVITÀ CORRENTI E LE PASSIVITÀ CORRENTI, RICAVABILI DALLO STATO PATRIMONIALE SECONDO I CRITERI FINANZIARI. STATO PATRIMONIALE SINTETICO RICLASSIFICATO SECONDO CRITERI FINANZIARI IMPIEGHI FONTI ATTIVO CORRENTE Ac DEBITI A BREVE SCADENZA Db ATTIVO IMMOBILIZZATO Im DEBITI A MEDIA E LUNGA SCADENZA PATRIMONIO NETTO CAPITALE PROPRIO Cp RISULTATO ECONOMICO Re Dc TOTALE IMPIEGHI Ti TOTALE FONTI Tf

14 POICHE COME SAPPIAMO IL TOTALE DELLE FONTI COINCIDE CON IL TOTALE DEGLI IMPIEGHI, POSSIAMO SCRIVERE LA SEGUENTE UGUALIANZA: 1- I flussi finanziari e i flussi Ac + Im = Db + Dc + Cp + Re DA CUI ATTRAVERSO SEMPLICI PASSAGGI ALGEBRICI OTTENIAMO: Ac- Db = Dc + Cp + Re - Im TALE EQUAZIONE METTE IN EVIDENZA COME IL PATRIMONIO CIRCOALNTE NETTO (Ac Db) SIA INFLUENZATO DALLE OPERAZIONI CHE COMPORTANO VARIAZIONI IN UNO O Più ELEMENTI POSTI A DESTRA DELL EQUAZIONE. SE IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO SUBISCE UNA MODIFICA RISPETTO AL VALORE ESISTENTE ALL INIZIO DELL ESERCIZIO, LO SCOSTAMENTO (IN AUMENTO O IN DIMINUZIONE) NON PUO CHE ESSERE CAUSATO DA: VARIAZIONI CONNESSE AL RISULTATO ECONOMICO DELLA GESTIONE (Re), CIOE ALLA GESTIONE REDDITUALE; VARIAZIONI INTERVENUTE NEI DEBITI A MEDIA E LUNGA SCADENZA O PASSIVITA CONSIDERATE (Dc) O NEL CAPITALE PROPRIO (CP) PER OPERAZIONI CONNESSE AI FINANZIAMENTI; VARIAZIONI INTERVENUTE NELLE IMMOBILIZZAZIONI (Im) PER OPERAZIONI CONNESSE AGLI INVESTIMENTI E AI DISINVESTIMENTI.

15 SONO OPERAZIONI CHE MODIFICANO IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO QUELLE CHE COMPORTANO VARIAZIONI NELLE PASSIVITÀ CONSOLIDATE, NEL CAPITALE PROPRIO, NELLA GESTIONE REDDITUALE E NELL ATTIVO IMMOBILIZZATO E CHE CONTEMPORANEAMENTE SI TRADUCONO IN UNA VARIAZIONE DELLE ATTIVITÀ CORRENTI O DELLE PASSIVITÀ CORRENTI. LA CONDIZIONE NECESSARIA PER STABILIRE SE UNA VARIAZIONE INCIDE O MENO SUL PATRIMONIO CIRCOLANTE È CHE AL VARIARE DEGLI ELEMENTI POSTI A DESTRA DELL EQUAZIONE SI MODIFICHI L IMPORTO DELL ESPRESSIONE AC DB POSTA A SINISTRA. FANNO VARIARE ILPATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO: LE OPERAZIONI CHE MODIFICANO LE PASSIVITÀ CONSOLIDATE (DC), ES. L ACCENSIONE DI UN DEBITO A MEDIA/LUNGA SCADENZA (FONTE DI FINANZIAMENTO) CHE SI ASSOCIA AD UN ENTRATA DI DENARO E L ESTINZIONE DEI PRESTITI PERCHÉ COMPORTA L USCITA DI MEZZI MONETARI (IMPIEGHI); LE OPERAZIONI CHE MODIFICANO IL CAPITALE PROPRIO (CP), ALLE QUALI SONO ASSOCIATE ENTRATE E USCITE DI DENARO; ES. PAGAMENTO DI UTILI O DI DIVIDENDI, RIMBORSI DI CAPITALE, ECC. IL PAGAMENTO DI UTILI PROVOCA UNA DIMINUZIONE DEI MEZZI FINANZIARI (IMPIEGO). L AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE EFFETTUATO CON NUOVI CONFERIMENTI IN DENARO È UNA FONTE DI FINANZIAMENTO, MENTRE LA RESTITUZIONE DELLE QUOTE SOCIALI PROVOCA UNA DIMINUZIONE DI MEZZI FINANZIARI; LE OPERAZIONI DELLA GESTIONE REDDITUALE, DALLE QUALI SI RICAVA IL RISULTATO ECONOMICO D ESERCIZIO (RE) LIMITATAMENTE ALLE OPERAZIONI CHE ORIGINANO COSTI E RICAVI MONETARI (USCITA ED ENTRATA DI DENARO) OPPURE DEBITI E CREDITI DI BREVE PERIODO; LE OPERAZIONI CHE MODIFICANO L ATTIVO IMMOBILIZZATO (IM), OSSIA ACQUISTI E VENDITE DI IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE, INVESTIMENTI E DISINVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE IN QUANTO PROVOCANO USCITE O ENTRATE DI DISPONIBILITÀ LIQUIDE.

16 NON MODIFICANO IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO, LE OPERAZIONI CHE SI COMPENSANO TRA LORO O CHE NON INCIDONO SULLE ATTIVITÀ O SULLE PASSIVITÀ CORRENTI. PER ESEMPIO: LA CONVERSIONE DI UN DEBITO CONSOLIDATO IN CAPITALE PROPRIO; L AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE EFFETTUATO CAPITALIZZANDO LE RISERVE; L AUMENTO DI CAPITALE SOCIALE CON CONFERIMENTI IN NATURA; LA RIVALUTAZIONE E SVALUTAZIONE DI IMMOBILIZZAZIONI; LA RISCOSSIONE DEI CREDITI COMMERCIALI; IL PAGAMENTO DEI DEBITI DI REGOLAMENTO; I PRELIEVI O I VERSAMENTI IN C/C BANCARIO O POSTALE. TALI OPERAZIONI, VARIANO IL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO, SOLO IN SENSO QUALITATIVO, LASCIANDO IMMUTATO L IMPORTO.

17 IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO È UN PROSPETTO CHE RIEPILOGA I FLUSSI FINANZIARI AVVENUTI NEL PERIODO DANDO INFORMAZIONI SULLA STRUTTURA DELLE NUOVE FONTI (ORIGINE) E DEI NUOVI IMPIEGHI (DESTINAZIONE). PER LA PREDISPOSIZIONE DEL RENDICONTO FINANZIARIO DEL PATRIMONI CIRCOLANTE NETTO È NECESSARIO DISPORRE DELLO STATO PATRIMONIALE A STATI COMPRATI, DEL CONTO ECONOMICO CON COSTI E RICAVI CLASSIFICATI PER NATURA E NOTA INTEGRATIVA (BILANCIO D ESERCIZIO). E INOLTRE NECESSARIA: L INDIVIDUAZIONE DELLE VARIAZIONI GLOBALI, OTTENUTE CONFRONTANDO I VALORI CONTABILI DELLO STATO PATRIMONIALE ALLA FINE DELL ESERCIZIO CON QUELLI ESISTENTI ALL INIZIO DELL ESERCIZIO; LA RETTIFICA DEI FLUSSI GLOBALI, ELIMINANDO I MOVIMENTI CHE NON HANNO COMPORTATO VARIAZIONI NEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO; IL RIEPILOGO DEI FLUSSI GLOBALI AL NETTO DELLE RETTIFICHE (FLUSSI FINANZIARI) CHE HANNO COMPORTATO UNA VARIAZIONE DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO DISTINGUENDO GLI IMPIEGHI DALLE FONTI. IL RENDICONTO FINANZIARIO PUÒ ESSERE STRUTTURATO IN VARI MODI E ASSUMERE DIVERSE FORME.

18 PARTE I DIMOSTRAZIONE DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI PARTE II VARIAZIONI INTERVENUTE NEI COMPONENTI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO 1- I flussi finanziari e i flussi FONTI DI RISORSE FINANZIARIE FLUSSO GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI RIMBORSI DI CREDITI A M/L TERMINE AUMENTI A PAGAMENTO DI CAPITALE PROPRIO ACCENSIONI DI PASSIVITA CONSOLIDALE TOTALE FONTI DI RISORSE FINANZIARIE IMPIEGHI DI RISORSE FINANZIARIE ACQUISTI DI IMMOBILIZZAZIONI CONCESSIONI A TERZI DI CREDITI A M/L TERMINE RIMBORSI DI PASSIVITA CONSOLIDATE DIMINUZIONI DI PATRIMONIO NETTO PER: PAGAMENTO DI UTILI AI SOCI RIMBORSI DI CAPITALE PRORPIO ACQUISTO E ANNULLAMENTO AZIONI PROPRIE TOTALE IMPIEGHI DI RISORSE FINANZIARIE TOTALE FONTI DI RISORSE FINANZIARIE -TOTALE IMPIEGHI DI RISORSE FINANZIARIE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO (AUMENTO O DIMINUZIONE) VARIAZIONI DELLE ATTIVITA A BREVE AUMENTI/DIMINUZIONI INTERVENUTI NEI: VALORI IN CASSA C/C BANCARI E POSTALI CREDITI A BREVE RIMANENZE TITOLI DI VASTO MERCATO RATEI E RISCONTI ATTIVI TOTALE VARIAZIONI ATTIVITA A BREVE VARIAZIONI DELLE PASSIVITA A BREVE AUMENTI/DIMINUZIONI INTERVENUTI NEI: DEBITI V/BANCHE DEBITI CORRENTI FONDI RISCHI E ONERI A BREVE RATEI E RISCONTI PASSIVI TOTALE VARIAZIONI PASSIVITA A BREVE TOTALE VARIAZIONI ATTIVITA A BREVE - TOTALE VARIAZIONI PASSIVITA A BREVE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO (AUMENTO O DIMINUZIONI) PARTE III ALTRE VARIAZIONI NELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA CHE NON COMPORTANO MOVIMENTI NEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO CONVERSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI AUMENTI DI CAPITALE CON CONFERIMENTI IN NATURA DI IMMOBILIZZAZIONI ACQUISIZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI CONTRO RILASCIO DI OBBLIGAZIONI ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI MEDIANTE OBBLIGAZIONI O AZIONI RIVALUTAZIONI MONETARIE DI IMMOBILIZZAZIONI

19 IL RENDICONTO FINANZIARIO, OFFE INFORMAZIONI PIÙ PRECISE SULLA DINAMICA FINANZIARIA. IL VALORE DEL PATRIMONIO NETTO È SINTOMO DI SOLIDITÀ FINANZIARIA A BREVE TERMINE, SE POSITIVO, O DI SQUILIBRIO FINANZIARIO, SE NEGATIVO. PER VALUTARE L INCIDENZA CHE GLI AUMENTI E LE DIMINUZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE HANNO DETERMINATO SULLA STRUTTURA FINANZIARIA, BISOGNA ANALIZZARE LA STRUTTURA DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI.

20 PER QUANTO RIGUARDA LE FONTI, SI POSSONO PRESENTARE I SEGUENTI CASI: PREDOMINANZA DELLE FONTI INTERNE: SI RISCONTRA MAGGIORMENTE NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE IN CUI VI È UNA BASSA DISPONIBILITÀ DI GARANZIE E QUINDI UN LIMITATO RICORSO ALL INDEBITAMENTO. LE FONTI INTERNE SONO COSTITUITE DAI FLUSSI GENERATI DALLA GESTIONE REDDITUALE. PREDOMINANZA DELLE FONTI ESTERNE DI CAPITALE PROPRIO: I FLUSSI FINANZIARI PROVENGONO DA AUMENTI A PAGAMENTO DI CAPITALE SOCIALE CHE COME PER L AUTOFINANZIAMENTO RIDUCONO L INCIDENZA DELL INDEBITAMENTO; PREDOMINANZA DELLE FONTI DI CAPITALE DI DEBITO: IN QUESTO CASO I FLUSSI FINANZIARI IN ENTRATA PROVENGONO DALLA CONTRAZIONE DI DEBITI A MEDIO/LUNGO PERIODO, E QUINDI SIGNIFICA CHE L IMPRESA HA ATTUATO UNA POLITICA DI INDEBITAMENTO. L EFFETTO POSITIVO O NEGATIVO DELL INDEBITAMENTO VA VALUTATO IN RELAZIONE AI VALORI ASSUNTI DAL ROI E DAL ROD (EFFETTO LEVA); PREDOMINANZA DELLE FONTI DI DISINVESTIMENTO DI IMMOBILIZZAZIONI: NON VI È UN REALE AUMENTO DELLE RISORSE FINANZIARIE IMMESSE IN AZIENDA, MA UN RECUPERO DI MEZZI PRECEDENTEMENTE INVESTITI. TALI DISINVESTIMENTI POSSONO SIGNIFICARE UN PROCESSO DI RINNOVAMENTO DEGLI IMPIANTI, OPPURE UN PROCESSO DI CONTRAZIONE DELL ATTIVITÀ PRODUTTIVA.

21 PER QUANTO RIGUARDA GLI IMPIEGHI SI POSSONO PRESENTARE LE SEGUENTI SITUAZIONI: PREDOMINANZA DI INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE: TIPICA DELLE AZIENDE IN SVILUPPO CHE DESTINANO LE RISORSE FINANZIARIE A INCREMENTO DEI BENI STRUMENTALI AL FINE DI AUMENTARE LA PROPRIA CAPACITÀ PRODUTTIVA; PREDOMINANZA DI CONCESSIONE DI PRESTITI: IN GENERE SI VERIFICA PER LE IMPRESE CAPOGRUPPO, CHE FINANZIANO L ATTIVITÀ PRODUTTIVA DELLE AZIENDE CONTROLLATE O COLLEGATE; PREDOMINANZA DI RIMBORSO DI PRESTITI: L IMPRESA UTILIZZA LE RISORSE FINANZIARIE PER RIMBORSARE I DEBITI E QUESTO COMPORTERÀ UNA CONTRAZIONE DEGLI ONERI FINANZIARI SUL CONTO ECONOMICO; PREDOMINANZA DELLE DIMINUZIONI DI PATRIMONIO NETTO: L IMPRESA SOTTRAE RISORSE FINANZIARIE ALL ATTIVITÀ PRODUTTIVA A VANTAGGIO DEI SOCI CHE RECUPERANO E VEDONO REMUNERATO IL CAPITALE DI RISCHIO INVESTITO. LE RISORSE DISTRIBUITE AI SOCI DEVONO PERÒ ESSERE COMMISURATE ALLE RISORSE GENERATE DALLA GESTIONE REDDITUALE (NON BISOGNA CONTRARRE I DEBITI PER PAGARE I DIVIDENDI O REMUNERARE LE QUOTE DI CAPITALE).

22 IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DELLA DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA PRENDE IN ESAME I FLUSSI DI DENARO LIQUIDO ESISTENTI IN CASSA, PRESSO LE BANCHE E I C/C POSTALI AL NETTO DEI DEBITI A VISTA CONSIDERATI NEI CONTI CORRENTI PASSIVI. DISPONIBILITA MONETARIA NETTA = VALORI IN CASSA + C/C POSTALI + C/C BANCARI ATTIVI - C/C BANCARI PASSIVI SI POSSONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE ANCHE I TITOLI DI LARGO MERCATO SE INSERITI TRA LE LIQUIDITÀ. IL SALDO ESPRESSO DEAL RENDICONTO FINANZIARIO PUÒ ANCHE ESSERE NEGATIVO (INDEBITAMENTO MONETARIO NETTO) SE L IMPORTO DEI CONTI È PASSIVO, IN QUANTO MAGGIORE DELLA LIQUIDITÀ COMPLESSIVA DELL AZIENDA, INOLTRE TALE RENDICONTO CONSIDERA SOLO I FLUSSI CHE GENERANO ENTRATE O USCITE MONETARIE, ESCLUDENDO I FLUSSI CHE MOVIMENTANO I CREDITI E I DEBITI DI BREVE PERIODO E LE CONSISTENZE DI MAGAZZINO, IN QUANTO NON COMPORTANO, NEUSCITE NE ENTRATE MONETARIE. L ANDAMENTO DEI FLUSSI MONETARI SEGNALATO DAL RENDICONTO INDICA LA CONDIZIONE DI SOLVIBILITÀ E DI LIQUIDITÀ DELL AZIENDA, CIOÈ LA CAPACITÀ DI FAR FRONTE NELLA MISURA E ALLE SCADENZE RICHIESTE ALLE ESIGENZE FINANZIARIE DELLA GESTIONE. PER COSTITUIRE IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLA DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA SI PARTE DAL CALCOLO DEL FLUSSO MONETARIO GENERATO DALL ATTIVITÀ D ESERCIZIO (CASH FLOW OPERAZIONALE).

23 PER COSTITUIRE IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLA DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA SI PARTE DAL CALCOLO DEL FLUSSO MONETARIO GENERATO DALL ATTIVITÀ D ESERCIZIO (CASH FLOW OPERAZIONALE). IL CALCOLO VIENE EFFETTUATO CON PROCEDIMENTO INDIRETTO AGGIUNGENDO AL RISULTATO ECONOMICO D ESERCIZIO TUTTE LE VARIAZIONI CHE NON HANNO RICHIESTO ESBORSI O NON HANNO ORIGINATO LIQUIDITÀ, INOLTRE BISOGNA TENER CONTO DELLE VARIAZIONI: DELLE RIMANENZE: L INCREMENTO DEVE ESSERE SOTTRATTO, MENTRE IL DOCUMENTO DEVE ESSERE SOMMATO AL RISULTATO D ESERCIZI; DEI CREDITI E DI DEBITI DI BREVE PERIODO TENENDO PRESENTE CHE: GLI AUMENTI DEI CREDITI, DEVONO ESSERE SOTTRATTI DAL RISULTATO IN QUANTO RAPPRESENTANO IL MINOR IMPORTO INCASSATO RISPETTO AI RICAVI DI COMPETENZA; VICEVERSA LE DIMINUZIONI DEI CREDITI ANDRANNO SOMMATE AL RISULTATO D ESERCIZIO; GLI AUMENTI DEI DEBITI DEVONO ESSERE SOMMATI AL RISULTATA D ESERCIZIO IN QUANTO RAPPRESENTA IL MINOR IMPORTO PAGATO AI FORNITORI RISPETTO AI COSTI DI COMPETENZA; LE DIMINUZIONI DEI DEBITI, VANNO SOTTRATTE DAL RISULTATO D ESERCIZIO; DEI RATEI ATTIVI E PASSIVI: RAPPRESENTANO RICAVI O COSTI DI COMPETENZA NON ANCORA PAGATI O INCASSATI, PERTANTO: L INCREMENTO DEI RATEI ATTIVI PRODUCE EFFETTI NEGATIVI SULLA LIQUIDITÀ E DEVE ESSERE SOTTRATTO AL RISULTATO D ESERCIZIO; IL DECREMENTO DEI RATEI ATTIVI DEVE ESSERE SOMMATO; L INCREMENTO DEI RATEI PASSIVI È INDICE DI UN AUMENTO DI COSTI CONTABILIZZATI MA NON PAGATI CHE PRODUCE EFFETTI POSITIVI SULLA LIQUIDITÀ E QUINDI VIENE SOMMATO; IL DECREMENTO DEI RATEI PASSIVI PRODUCE EFFETTI NEGATIVI E VA SOTTRATTO; DEI RISCONTI ATTIVI E PASSIVI: RAPPRESENTANO IL RINVIO DAL CONTO ECONOMICO DI COSTI O DI RICAVI GIÀ CONTABILIZZATI, MA NON ANCORA ECONOMICAMENTE MATURATI, PERTANTO: L INCREMENTO DEI RISCONTI ATTIVI HA EFFETTI NEGATIVI SULLA LIQUIDITÀ E QUINDI VA SOTTRATTA, IL DECREMENTO DEI RISCONTI ATTIVI VA SOMMATO; L INCREMENTO DEI RISCONTI PASSIVI PRODUCE EFFETTI POSITIVI SULLA LIQUIDITÀ E VA SOMMATO, MENTRE IL DECREMENTO VA SOTTRATTO.

24 UTILE (O PERDITA D ESERCIZIO) + AMMORTAMENTI + MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI DIIMMOBILIZZAZIONI - PLUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI +/- VARIAZIONE NETTA DEL TFR E DEI FONDI RISCHI E ONERI (+ PER GLI AUMENTI PER LE DIMINUZIONI) -/+ VARIAZIONE DELLE RIMANENZE (- PER GLI INCREMENTI + PER I DECREMENTI) -/+ VARIAZIONI NEI CREDITI A BREVE NEI RATEI E RISCONTI ATTIVI (- PER GLI AUMENTI + PER LE DIMINUZIONI) +/- VARIAZIONI NEI CREDITI A BREVE NEI RATEI E NEI RISCONTI PASSIVI (+ PER GLI AUMENTI PER LE DIMINUZIONI) = FLUSSO MONETARIO GENERATO DALL ATTIVITA OPERATIVA D ESERCIZIO TALE CALCOLO POTREBBE ESSERE EFFETTUATO CON PROCEDIMENTO DIRETTO CONSIDERANDO LA CONTABILITÀ DEGLI INCASSI E DEI PAGAMENTI, MA L ANALISTA ESTERNO NON È IN POSSESSO DI QUESTI DATI. ANCHE IL RENDICONTO DELLE VARIAZIONI DELLA DISPONIBILITÀ NETTA PUÒ ESSERE PRESENTATO IN FORMA LIBERAMENTE SCELTA DALL IMPRESA. LA PRASSI INTERNAZIONALE E L ASSONIME (ASSOCIAZIONE FRA LE SOCIETÀ ITALIANE PER AZIONI) SUGGERISCONO IL MODELLO UTILIZZATO DALLE SOCIETÀ DI GRANDI DIMENSIONI

25 A - DISPONIBILITA MONETARIA NETTA INIZIALE B FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITA D ESERCIZIO UTILE (PERDITA) D ESERCIZIO + AMMORTAMENTI + MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI - PLUSVALENZE DA ALIENAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI +/- VARIAZIONE NETTA NEL TFR E NEI FONDI RISCHI E ONERI -/+ VARIAZIONI NELLE RIMANENZE, NEI CREDITI A BREVE, NEI DEBITI A BREVE, NEI RATEI E NEI RISCONTI C FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITA D INVESTIMENTO IN IMMOBILIZZAZIONI INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI (-): IMMATERIALI MATERIALI FINANZIARIE DISINVESTIMENTI O RIMBORSI DA IMMOBILIZZAZIONI (+) D FLUSSO MONETARIO DA ATTIVITA DI FINANZIAMENTO ACCENSIONE DI NUOVI FINANZIAMENTI (+) CONFERIMENTI DEI SOCI A PAGAMENTO (+) CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE (+) RIMBORSI DI FINANZIAMENTI (-) RIMBORSI DI CAPITALE PROPRIO AI SOCI (-) E DISTRIBUZIONE DI UTILI (-) F FLUSSO MONETARIO NETTO DEL PERIODO (B + C + D + E) G DISPONIBILITA MONETARIA NETTA FINALE (A+F)

26 M SINTESI O D U CAPITOLO 4 L O 4 L analisi per flussi

27 I FLUSSI SONO LE VARIAZIONI SUBITE DA UN FONDO DI VALORI PATRIMONIALI IN UN DETERMINATO PERIODO DI TEMPO ECONOMICI FINANZIARI IL FLUSSO DI RISORSE FINANZIARIE GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE PUO ESSERE CALCOLATO CON PROCEDIMENTO DIRETTO INDIRETTO RICAVI MONETARI COSTI MONETARI UTILE D ESERCIZIO + COSTI NON MONETARI RICAVI NON MONETARI I FLUSSI FINANZIARI, SUDDIVISI IN FONTI E IMPIEGHI, SONO EVIDENZIATI DA RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO CIRCOLANTE NETTO RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DELLA DISPONIBILITA MONETARIA NETTA

28 I FLUSSI CHE MODIFICANO IL PATRIMONIO CIRCOALNTE NETTO VARIAZIONI CONNESSE AL REDDITO D ESERCIZIO VARIAZIONI DELLE PASSIVITA CONSOLIDATE VARIAIZONI DEL PATRIMONIO NETTO VARIAZIONI DELL ATTIVO IMMOBILIZZATO I FLUSSI CHE MODIFICANO LA DISPONIBILITA MONETARIA NETTA ENTRATE MONETARIE USCITE MONETARIE L ATTIVITA D ESERCIZIO GENERA UN FLUSSO MONETARIO CHE SI OTTIENE ESCLUDENDO DAL REDDITO I COSTI E I RICAVI NON MONETARI, TENENDO CONTO DELLA VARIAZIONE DEI CREDITI E DEI DEBITI A BREVE TERMINE E DELLE VARIAZIONI DELLE RIMANENZE.

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