23/01/2015 La Sentinella del Canavese - Ed. nazionale. (diffusione:23500)

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1 23/01/2015 La Sentinella del Canavese - Ed. nazionale Pag. 4 (diffusione:23500) Cure palliative Al via nuovo master per diciotto studenti Bussi, presidente Associazione insediamenti universitari «Progetto consolidato, ora pensiamo a nuove iniziative» Cure palliative Al via nuovo master per diciotto studenti Cure palliative Al via nuovo master per diciotto studenti Bussi, presidente Associazione insediamenti universitari «Progetto consolidato, ora pensiamo a nuove iniziative» IVREA Al via la terza edizione del master in cure palliative al Polo formativo Officina H. A tre mesi dalla conclusione dell'edizione precedente, lunedì sono cominciate le lezioni di quella che ormai è un'esperienza consolidata, che forma professionisti capaci di operare in un contesto delicato e destinato ad espandersi. All'avvio delle lezioni per i 18 studenti di Piemonte e Valle d'aosta, anche il professor Valerio Dimonte, presidente del corso di laurea di Infermieristica e direttore del master. Infermieristica, all'interno del Polo formativo, è la facoltà traino. In questi anni (è in corso il settimo) ha saputo costruirsi una identità precisa cercando di immaginare la professione del futuro con un approccio legato al territorio e capace di coglierne (e approfondirne) le specificità. In questi sette anni, gli iscritti hanno sempre saturato i posti disponibili (75) con una crescita significativa di chi ha scelto di studiare a Ivrea proprio per il tipo di approccio alla professione. E anche il master ha raccolto una specificità del territorio. Tre sono gli hospice nel territorio dell'asl/to4 (Salerano, Foglizzo e Lanzo) con una rete di assistenza domiciliare che coinvolge anche delle associazioni. Attorno all'hospice di Salerano, gestito dall'asl/to4 con l'associazione Casainsieme onlus, sono nati diversi progetti legati alla cultura delle cure palliative che riguardano una platea molto più ampia dei pazienti oncologici. Lo sa bene il direttore dell'asl/to4, Flavio Boraso: «Ritengo sia importante formare adeguatamente dei professionisti su una tematica così delicata. Non basta la sola sensibilità individuale, ma sono necessari strumenti per poter offrire il meglio al malato, alla famiglia e l'idoneo supporto al personale stesso». Rita Bussi, vicedirettore del sito di Colleretto Giacosa di Merck Serono, è da pochi mesi presidente dell'associazione insediamenti universitari e di alta formazione. Osserva: «Mi ha fatto piacere essere presente all'inaugurazione della nuova edizione del master. È una iniziativa avviata, consolidata e che funziona e non posso che augurarmi che continui. Entro la fine del mese, come associazione, riuniremo il consiglio di amministrazione per lavorare su iniziative nuove». Iniziative che puntano a incrementare l'alta formazione allargando il campo ad altre specificità del territorio. Negli ultimi anni, ad esempio, legato all'interesse che suscitano le architetture olivettiane, sono state promosse scuole estive specialistiche di architettura, con giovani da varie parti del mondo. Una crescita di iniziative legate all'alta formazione è vista con favore dal sindaco Carlo Della Pepa. «Mi fa piacere se l'associazione lavorerà in questa direzione». Il master di cure palliative è stato voluto con forza e costruito nella didattica anche dal sindaco che per professione (è un farmacologo ricercatore all'università di Torino dove tiene alcuni corsi) si occupa di palliazione e del fine vita. Della Pepa ha diretto l'edizione appena conclusa ed è stato relatore di una tesi. Il master appena iniziato è coordinato da Roberto Quarisa ed Eugenia Malinverni.(ri.co.) TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 26/01/

2 24/01/2015 Il Nuovo Quotidiano di Puglia - Lecce Pag. 20 LA PRESIDENTE PANNUTI «Pronti ad integrarci con il servizio pubblico» LA PRESIDENTE PANNUTI «Pronti ad integrarci con il servizio pubblico» d L'Ant è nata nel 1978 a Bologna, dove ha il suo centro di coordinamento nazionale, ma fortissimo è il legame con la Puglia cui, con ben sei ospedali domiciliari oncologi (Odo) e circa persone assistite all'anno, è la regione che può contare su una maggior presenza, subito seguita dall'emilia Romagna. Ma c'è di più. «L'Ant ha iniziato la storia delle cure palliative proprio in Puglia oltre 20 anni fa, nel 1988, mentre a Lecce siamo presenti dal 2004», svela la presidente Raffaella Pannuti traducendo in numeri l'impegno sul campo: dal 1985 al 30 giugno 2014 il totale degli assistiti è stato pari a , dei quali 35mila in Puglia (solo nei primi sei mesi del 2014), i malati presi in carico sono stati 2.784, con nuovi ingressi. Possiamo dire che l'assistenza domiciliare per i malati di tumore nasce con voi? «Esattamente. Le cure palliative le ha introdotte l'ant. E in questo la Puglia, e quindi il Salento, rappresentano un'eccellenza, e non solo nel Sud Italia. La nostra non è un'assistenza generica, ma una vera e propria ospedalizzazione domiciliare». Un impegno, il vostro, che si regge sulle gambe di professionisti della salute e dei volontari. «Sì, e qui a Lecce il loro contributo è fortissimo. Ma non si può delegare ai volontari un servizio svolto da medici e infermieri che sono altamente professionali. Noi vogliamo integrarci con il sistema pubblico. La Asl ha il dovere di portare l'assistenza domiciliare. Lo può fare attraverso il proprio progetto o appoggiandosi a organizzazioni no profit. Questo, è ovvio, significa un risparmio per la sanità pubblica senza perdere in qualità dell'assistenza». I progetti in itinere sono diversi, i fondi raccolti non bastano: sistema sanitario sotto accusa? «Ci vuole un aiuto concreto anche da parte del pubblico, non soltanto economico, che è fondamentale; ma anche di ordine burocratico: non metteteci i bastoni fra le ruote, dateci la possibilità di usufruire dei farmaci, che attualmente sono contingentati, per i nostri assistiti. Ci vuole un'integrazione che non sia solo sulla carta ma reale rispetto a quelli che sono i servizi offerti». A.Nat. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 26/01/

3 26/01/ :56 IlFarmacistaOnline.it Sito Web Rapporto Osmed. Spesa farmaceutica +1,2% nei primi nove mesi dell'anno. Giù la convenzionata (-2,4%). Boom Asl e ospedaliera (+10,3%). Aumentano anche i ticket: +4,4% Lorenzin: "La sfida è dare i salvavita a tutti e gratuitamente". Pani: "I nuovi anti epatite C finora solo a 30 pazienti in 6 regioni". Presentato a Roma il rapporto Aifa sulla spesa e il consumo dei farmaci in Italia. Raggiunta quota 19,9 miliardi. Cardiovascolari i più usati ma gli oncologi al top per la spesa del Ssn. Sette farmaci su 10 sono equivalenti. IL RAPPORTO 26 GEN - Crescono i consumi e la spesa totale per l'acquisto di farmaci in Italia. Nei primi nove mesi del 2014 la spesa totale è salita dell'1,2% rispetto al 2013, attestandosi a quota 19,9 miliardi di euro, il 75,6% dei quali rimborsato dal Ssn (Vedi tabella). Un aumento principalmente dovuto alla crescita della spesa di Asl, ospedali, Ria e sanità penitenziaria che ha visto un +10,3% attestandosi a quota 4,475 mld. Cala invece la spesa per la convenzionata lorda (-2,4%) che si attesta a quota 8,244 mld. Cresce (+3,3%) la spesa per distribuzione diretta e per conto dei farmaci di fascia A che arriva alla cifra di 2,314 mld. Stabile la spesa per farmaci classe A nel privato a quota 905 mln, mentre cala per quelli di Fascia C con ricetta (-1,8% a quota 2,21 mld). In lieve diminuzione (-0,5%) anche la spesa per farmaci di automedicazione arrivata a 1,727 mld. Da evidenziare l'aumento del 4,4% (a quota 1,121 mld) della spesa sostenuta dai cittadini per ogni compartecipazione a loro carico (tra ticket regionali e differenza tra il prezzo del farmaco acquistato dal cittadino e il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto). Questi alcuni dei numeri forniti dall'agenzia del Farmaco nel Rapporto Osmed sull'uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 (vedi dettaglio in approfondimento). Nel report si evidenzia che in media gli italiani hanno acquistato circa 23 confezioni a testa nei primi 9 mesi del 2014, di cui 14 in regime di assistenza convenzionata. Al primo posto nei consumi i farmaci del sistema cardiovascolare mentre gli antidepressivi si confermano al primo posto per prescrizione tra i farmaci del sistema nervoso centrale (SNC) e gli antineoplastici e immunomodulatori sono invece in testa alla classifica se si guarda alla spesa pubblica. Aumenta l'uso di Oppiodi. Cresce anche l'utilizzo dei medicinali a brevetto scaduto, che costituiscono ormai oltre il 70% dei consumi e più della metà della spesa. Si riduce invece del 4% il consumo di antibiotici. Si usano più farmaci al Centro-Sud. Pani: "Troppa fgrammentazione regionale". "I dati relativi all'uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale". Ha affermato il Direttore Generale dell'aifa, Luca Pani che ha specificato anche come vi sia ancora troppa frammentazione tra le Regioni e soprattutto come per il futuro sarà "impegnativo sostenere il sistema" se non cambiano le cose. Il Dg ha in ogni caso precisato come "l'analisi dei dati ci consente di riscontrare ancora importanti sacche di inappropriatezza nell'uso dei farmaci per il trattamento dell'ulcera e dell'esofagite, ma anche nell'uso degli antidiabetici. Per quanto riguarda l'aderenza ai trattamenti farmacologici, ampi margini di miglioramento riguardano sia gli antidepressivi che i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie. Quasi tutte le Regioni hanno ridotto la spesa convenzionata e la Sicilia è la Regione che ha maggiormente ridotto consumi (-3,6%) e spesa pro capite(-12,0%)". Il Dg Aifa ha affrontato anche alcuni temi caldi. Dai farmaci per l'epatite C, ai vaccini antinfluenzali, al rischio di un aumento dell'uso dei farmaci oppiacei. Per quanto riguarda i farmaci anti-epatite C, il Dg ha evidenziato come "fino ad ora siano stati trattati solo una trentina di casi in 6 regioni". Sui vaccini antinfluenzali Pani è tornato a parlare del caso Fluad. "Come Agenzia dobbiamo dire la verità ed è quello che abbiamo fatto dopo le numerose segnalazioni di rischio che ci sono giunte". Una battuta anche sulla crescita del consumo di oppiacei: "E' un aspetto che ci preoccupa anche perché si può creare dipendenza". Pani ha specificato come il Rapporto evidenzia in ogni caso "una profonda frammentazione regionale" soprattuto per quanto riguarda l'accesso alle terapie. Lorenzin: "Vera sfida è garantire a tutti i salvavita". "Dobbiamo riuscire a dare dei salvavita, estremamente costosi, gratuitamente a tutti - ha evidenziato invece il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin - perché questo è il nostro modello". Ma TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/

4 26/01/ :56 IlFarmacistaOnline.it Sito Web per farlo non basta "solo ridurre gli sprechi e le inefficienze ma anche immaginare dei percorsi nuovi proprio per comprare tali farmaci". Una questione che per il Ministro "sarà sempre di più un tema mondiale perché gli Stati non possono sostenere dei costi che fanno saltare completamente il sistema''. "Se dovessimo calcolare quanto ci potrebbero costare questi farmaci - ha ricordato Lorenzin - non basterebbe una legge di stabilità o una legge finanziaria di un Paese". La strada da seguire per il Ministro è quello di "trovare tra Paesi un modo per riuscire a sostenere l'acquisto dei nuovi farmaci trattando con le aziende, perché non possiamo sostenere costi così alti come singoli stati". Il futuro parla sempre più di "farmaci personalizzati, ad esempio, contro l'alzheimer o il Parkinson. Siamo di fronte ad una specie di Rinascimento del mondo scientifico e gli Stati devono affrontare il problema". Una battuta anche sul Fondo per i farmaci innovativi (1 mld in due anni) approvato nella Stabilità: "Dobbiamo ora capire come modularlo nel tempo". "Abbiamo chiesto alle regioni - ha detto Lorenzin - di individuare i centri dove somministrare il nuovo farmaco per l'epatite C accelerando tutto il processo perché ci sono 50 mila casi di cui occuparsi. Non si può ritardare nemmeno di un mese perché si tratta della vita o della morte di persone". Lorenzin a margine dell'evento ha anche parlato di ticket scongiurando aumenti. "L'aumento dei ticket al momento non è in questione, neanche nel Patto della salute, e non è in questione neppure nel rapporto che stiamo facendo insieme al ministero dell'economia per riequilibrare i ticket al fine di aiutare le fasce di popolazione più svantaggiate". Il Ministro ha parlato anche dei vaccini antinfluenzali dopo il caso Fluad: "Ho chiesto all'agenzia italiana del farmaco (Aifa) un Rapporto dettagliato, che presenterò nei prossimi giorni in audizione in Parlamento". Lorenzin ha poi precisato di aver "pronto un emendamento per il rafforzamento della farmacovigilanza". Anche se il Ministro ha evidenziato come una delle carenze del sistema sia l'eccessiva frammentazione regionale: "È un problema. Le decisioni unilaterali delle Regioni, in questi casi, possono determinare un rischio per la salute dei cittadini. Serve una regia, avendo come riferimenti l'aifa e l'istituto superiore di sanità". Sempre in tema vaccini Lorenzin ha segnalato come sia un segnale d'allarme il calo delle vaccinazioni obbligatorie tra bambini. "Si tratta di un problema serio di sanità pubblica, perché le vaccinazioni sono un importante elemento primario di prevenzione". TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/

5 26/01/ :43 IlFarmacistaOnline.it Sito Web Terapia del dolore. Indagine Cittadinanzattiva-Tdm: " Dolore trattato nel 95% dei casi. Ma è ancora carente l'attenzione per bambini e anziani" Si chiama "In- Dolore " e ha scandagliato qualità ed erogazione delle terapie antidolore in 46 ospedali di 15 regioni. La risposta farmacologica è ormai una realtà diffusa ma restano aree di criticità soprattutto quando il dolore riguarda bambini e persone anziane che necessiterebbero di protocolli ad hoc. Insufficiente anche la formazione del personale 26 GEN - Cittadinanzattiva e Tdm hanno effettuato un'indagine a tappeto che ha coinvolto ha coinvolto 46 ospedali di 15 regioni, 214 reparti e 711 persone ricoverate per verificare la qualità e l'erogazione delle terapie anti dolore. Il primo dato confortante che balza agli occhi è quello sulla capacità di risposta delle strutture ai bisogni del paziente che accusa dolori. Nel 95.2% di casi il dolore segnalato dal paziente è stato infatti trattato e il 91.8% dei rispondenti ha dichiarato che l'intervento è stato tempestivo. In secondo luogo, in cartella clinica è presente un apposito spazio sul trattamento del dolore in 8 casi su 10. Ma le buone notizie finiscono qui. Dall'indagine emergono infatti molte disfunzioni e carenze rispetto alle terapie del dolore soprattutto per quanto concerne quelle non farmacologiche riferite a bambini e anziani per i quali - fanno notare i ricercatori - si osserva una generale minore sensibilità al problema del dolore da parte degli operatori. Critica anche la situazione sul piano dell'informazione al paziente, tant'è che solo il 24,9% degli intervistati riferisce di essere stato informato sui suoi diritti in merito al dolore. Ancora scarsa, poi, la formazione dedicata alle terapie del dolore da parte di Asl e ospedali. Se infatti risulta "formato" il 75% degli operatori, questo vale solo per 4 ospedali su 10. Problematica anche la realtà dei Pronto Soccorso dove solo nel 52% dei casi esistono protocolli o procedure per ridurre il dolore durante manovre o interventi dolorosi, come le suture o la rimozione di corpi estranei. Ma forse il punto più dolente sono le risorse. Per Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm, "l'attuale sistema di finanziamento per l'attuazione della Legge 38/2010 è basato sulla presentazione di 'Progetti Obiettivo' da parte delle Regioni e sull'assegnazione delle risorse da parte del Ministero. Si tratta di 100 milioni di euro l'anno e i meccanismi di verifica e controllo sugli stessi progetti sono troppo deboli. Questo sistema va rivisto completamente a partire dal riconoscimento di una forma precisa di rimborsabilità delle prestazioni di terapia del dolore". "I risultati emersi dalla nostra indagine, ha evidenziato poi Aceti, indicano molto chiaramente quali siano le priorità d'intervento: le Istituzioni nazionali e quelle regionali devono puntare sulle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini e professionisti della sanità, sui diritti sanciti dalla Legge 38/2010 e sull'importanza della loro applicazione. Ma, ha aggiunto Aceti, bisogna anche "aumentare il livello di attenzione verso anziani e bambini per dare voce a chi non ha voce e curare il passaggio dall'ospedale al domicilio del paziente, vero anello debole del Sistema. Infine è il momento di inserire il parto indolore nei Lea, oggetto di aggiornamento proprio in queste settimane". Ecco i principali risultati rilevati dal progetto "IN-DOLORE" di Cittadinanzattiva Tdm. In cartella clinica è presente un apposito spazio sul trattamento del dolore in 8 casi su 10; meno frequente (solo 63%) la presenza di spazi per registrare il dolore per persone con difficoltà a verbalizzare (bambini, persone con deficit cognitivi). I comitati ospedale territorio senza dolore, previsti dalla L. 38/10, sono presenti nel 70% dei casi. Informazioni ai pazienti ancora carenti. Sul versante dell'informazione ai pazienti, le informazioni sul sito web aziendale sono presenti in 7 casi su 10, ma non sempre facilmente "rintracciabili"; il 60% degli Ospedali non mette a disposizione materiale informativo su ciò che offre l'azienda in relazione al dolore. Soltanto il 24,9% dei degenti intervistati dichiara di essere stato informato sui suoi diritti in merito al dolore. Dalle interviste ai pazienti, è emerso che all'87.7% è stato chiesto se provavano dolore; soltanto al 45.2% è stato chiesto di esprimere l'intensità del dolore attraverso un apposito strumento; nel 16.4% dei casi il dolore non è stato creduto o è stato sminuito. Nel 95.2% di casi il dolore segnalato dal paziente è stato trattato, e il 91.8% dei rispondenti dichiara che l'intervento è stato tempestivo e il trattamento nella stragrande maggioranza è stato con farmaci (97.9%). Nel 28% dei casi non esiste la procedura che preveda la consegna dei farmaci TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/

6 26/01/ :43 IlFarmacistaOnline.it Sito Web necessari a proseguire la terapia analgesica al momento della dimissione. Da migliorare la formazione del personale sulla gestione del dolore. Hanno raggiunto il 75% del personale formato, sia medici che infermieri, solo 4 strutture su 10. In ambito pediatrico, c'è ancora molto da fare: in una struttura su 3 mancano protocolli per procedure non farmacologiche e in 1 su 5 mancano protocolli di riduzione del dolore da parte degli infermieri mediante farmaci ad uso locale. In caso di intervento chirurgico, il 69% delle strutture stabilisce da protocollo che i genitori possono stare con il bambino nella pre-anestesia e al risveglio. Per il 64.4% dei minori sottoposti a procedure invasive, sono state usate tecniche per ridurre l'ansia/disagio da dolore. Solo nel 50% dei casi di procedure diagnostiche invasive (ad es. prelievo con ago cannula), sono stati usati farmaci ad uso locale, quali ad es. pomate a base di lidocaina. Criticità anche per gli anziani. Altrettanto critico il trattamento del dolore nell'anziano: mancano protocolli specifici nel 76% dei reparti di medicina interna o generale monitorati. La terapia del dolore nei reparti ospedalieri. Passando ai singoli reparti esaminati, emerge che in ginecologia-ostetricia, circa la metà delle strutture attua la parto-analgesia, con anestesista dedicato tutti i giorni per 24 h; nei reparti di chirurgia ortopedica si usano strumenti per la rilevazione e valutazione periodica del dolore, ma solo 2 strutture su 10 hanno provveduto a formare almeno il 90% del personale. Nei Pronto Soccorso la riduzione del dolore non è così scontata: solo nel 52% dei casi esistono protocolli o procedure per ridurlo durante manovre o interventi dolorosi, come le suture o la rimozione di corpi estranei. Sul sito di Cittadinanzattiva è possibile trovare le strutture coinvolte e l'attuale livello di attenzione al trattamento del dolore, registrato nei singoli ospedali e reparti. Negli atrii degli ospedali coinvolti sarà presente un poster con i "risultati" raggiunti dalla struttura. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/

7 27/01/2015 La Repubblica - Ed. nazionale Pag. 40 (diffusione:556325, tiratura:710716) R SALUTE / LO ZOOM Più oppioidi meno Fans (m. bocci) Gli italiani sopportano sempre meno il dolore, sia quello fisico che quello psichico. L'Agenzia italiana del farmaco segnala infatti un aumento del consumo degli antidolorifici, in particolare gli oppioidi, medicinali che possono creare dipendenza e quindi vanno usati con grande cautela. Mentre i Fans, gli antinfiammatori non steroidei, vedono un calo dei consumi, i farmaci a base di oppio stanno vivendo un grande aumento. In questa categoria ci sono molecole che hanno visto anche aumenti di consumo tra il 2013 e il 2014 del 30%. In realtà da anni sono iniziate campagne che invitano ad utilizzarli per combattere il dolore inutile, come quello post operatorio o, soprattutto, da cancro. Anche per questo si sta assistendo ad una crescita. Ma preoccupa anche l'aumento di consumo di antidepressivi, questo invece un trend affermato ormai da qualche anno. «Questa crescita, come quella degli antidolorifici, non ha niente a che vedere con la terapia del dolore - specifica il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin - e ci dice molto sulle mutazioni sociali e sullo stato psicologico della popolazione, un elemento su cui lavorare ad ampio spettro, coinvolgendo e rafforzando i servizi territoriali». Proprio nel campo degli antidepressivi, infatti, si potrebbero evitare parte delle prescrizioni se ci fossero servizi territoriali delle aziende sanitarie forti, in grado di seguire i casi meno importanti anche con la psicoterapia. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/2015 5

8 27/01/2015 La Stampa - Ed. nazionale Pag. 18 (diffusione:309253, tiratura:418328) DILETTO/EMMEVI RAPPORTO SUL CONSUMO DI FARMACI Antidepressivi e oppiacei l'allarme dell'aifa: "Pericolo di dipendenza" PAOLO RUSSO ROMA Gli italiani sopportano sempre meno il dolore e sono sempre più dipendenti dai medicinali antidolorifici. E non tanto dai classici antiifiammatori, ma dai ben più potenti oppiacei «che possono creare problemi di dipendenza importanti», dice Luca Pani, direttore generale dell'aifa, l'agenzia nazionale del farmaco, che ieri ha presentato il "rapporto Osmed" sull'uso dei medicinali. «Per alcuni prodotti si è registrato un aumento dei consumi rispetto al 2013 persino del 32%», rivela il direttore, mentre il consumo di pillole a base di oppiacei è aumentato in media di oltre il 10%. E quel che è più grave questo boom dei consumi riguarderebbe soprattutto gli anziani. «Quello dell'aumento del consumo sia di antidepressivi che di oppiacei - gli fa eco il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin - nulla ha a che vedere con la terapia del dolore e ci dice molto sulle mutazioni sociali e lo stato psicologico della popolazione». Per antidolorifici ed anti depressivi (e pillole contro esofagite, malattie gastriche, ipertensione e osteoporosi) mandiamo giù pillole anche quando non servono quasi una volta su tre e in molti casi iniziamo una terapia e la interrompiamo anzitempo, rendendola così inefficace. Insomma, siamo malati di consumismo farmaceutico mentre lo Stato non sa come fronteggiare la spesa plurimiliardaria generata dalla nuove e terapie in arrivo contro tumori, Alzheimer, Parkinson, malattie immunologiche. Ci piacciono i farmaci e ci piacciono "griffati". Lo scorso anno abbiamo speso di tasca nostra oltre 900 milioni di euro in pillole sulle quali abbiamo dovuto pagare la differenza di prezzo rispetto al gratuito generico. Poco meno degli odiati ticket. Foto: La spesa L'anno scorso gli italiani hanno speso 900 milioni in pillole pagando la differenza di prezzo rispetto al gratuito generico TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/2015 6

9 27/01/2015 Il Giornale - Ed. nazionale Pag. 16 (diffusione:192677, tiratura:292798) IL RAPPORTO L'uso di medicinali in Italia gennaio-settembre 2014 Addio vaccini, meglio l'oppio Gli italiani si curano male Troppi gli antidepressivi e gli antidolorifici 20 miliardi la spesa farmaceutica nazionale LUCA PANI (AIFA) «Uso inadeguato dei prodotti per ulcera ed esofagite in 1 caso su 2» IL MINISTRO LORENZIN «Disparità fra regioni Rimedio per epatite C solo a 30 pazienti» Francesca Angeli Roma Gli italiani consumano troppi oppiacei e antidepressivi. E forse a causa della crisi e dell'inarrestabile aumento dell'età media della popolazione il nostro paese sta anche scoprendo una nuova categoria: quella degli anziani "tossici" ovvero dipendenti da farmaci antidolorifici a base di oppioidi. É uno dei campanelli d'allarme suonati dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel presentare insieme al direttore generale dell'agenzia nazionale del farmaco (Aifa), Luca Pani, il Rapporto sul consumo dei farmaci nei primi 9 mesi del 2014 curato dall'osservatorio sull'impiego dei Medicinali (Osmed). Tra i macrodati va segnalato l'aumento della spesa per le medicine che ricade sul portafoglio del paziente: più 4,4 per cento pari a milioni di euro, rispetto al 2013 per le compartecipazioni nell'acquisto dei medicinali anche se la spesa privata del cittadino in assoluto è diminuita dello 0,1. Diminuisce pure la spesa totale: quasi 20 miliardi, per tre quarti a carico del servizio sanitario nazionale. Il primo problema resta quello della disparità tra Regioni. La frammentazione territoriale riguarda tutte le fasi: accesso, appropriatezza delle prescrizioni, tempi attesa per rendere disponibile un farmaco. In termini chiari significa che non c'è parità di trattamento per i cittadini italiani. Risiedere nella regione"giusta" fa la differenza soprattuto quando si parla di disponibilità di farmaci salvavita. Una discriminazione che riguarda anche i farmaci innovativi come nel caso del Sofosbuvir per l'epatite C somministrato fino ad ora soltanto a 30 pazienti in 6 regioni. «Dobbiamo darlo a malati e per alcuni un mese può fare la differenza tra la vita e la morte», avverte la Lorenzin che sollecita le regioni a velocizzare le procedure. L'abuso sia nella prescrizione sia nel consumo riguarda varie categorie di farmaci. Gli antibiotici prima di tutto che però grazie alle campagne informative sui rischi legati all'antibioticoresistenza segnano in questi ultimi dati un lieve calo, meno 4 per cento con 21,2 dosi giornaliere ogni abitanti. Alcune regioni non seguono questa direzione virtuosa: Campania, 31,9 dosi; Puglia, 29,3; Calabria 27,6. Si assiste anche ad un aumento del consumo di farmaci per ulcere e gastriti che secondo Pani è sicuramente conseguente ad un uso inappropriato in un caso su due. Grande preoccupazione desta quello che appare come un abuso di farmaci antidolorifici da parte degli anziani. «La soglia del dolore si abbassa, diminuisce l'uso dei fans (antinfiammatori) e aumenta quello di oppiacei -spiega Pani- che possono creare dipendenza». Per alcuni oppioidi il consumo è aumentato anche del 32 per cento. A questo si affianca l'aumento del consumo degli antidepressivi: 28 dosi giornaliere per abitanti. Nel complesso i farmaci del sistema nervoso centrale riguardano 85,9 dosi giornaliere ogni abitanti. Le confezioni medicinali complessivamente consumate sono pari a 23 pro capite. Per la prima volta dal 1998 gli oncologici superano per spesa i cardiovascolari tre miliardi per i primi e 2,7 per i secondi che però restano al primo posto per i consumi con 486,4 dosi giornaliere. Gli italiani consumano molti farmaci a volte anche quando non ne avrebbero bisogno ma paradossalmente continuano a nutrire diffidenza per i vaccini. In particolare quest'anno a causa dell'allarme legato al rischio poi rivelatosi infondato sul vaccino antinfluenzale Fluad si è registrato un calo pesante per ora calcolato intorno al 30 per cento che però varia molto da regione a regione. «La mancanza di copertura vaccinale rappresenta un serio problema di salute pubblica», conclude il ministro. LA FOTOGRAFIA L'EGO Spesa farmaceutica nazionale Tipi di farmaci più consumati Spesa pubblica per farmaci Dati in euro Farmaci antineoplastici e immunomodulatori (tumori) Farmaci per sistema cardiovascolare Spesa farmaci apparato gastrointestinale Confezioni medicinali acquistate milioni 23 a testa Primi nove mesi 2014 Dosi giornaliere ogni abitanti 19,9 miliardi di euro 75,6% rimborsato dal Ssn Sistema cardiovascolare Apparato gastrointestinale Farmaci del sangue Antidolorificiantidepressivi 486,4 180,2 173,6 85,9 3 miliardi 2,7 miliardi 1,9 miliardi 48,7 pro capite 45 pro capite 31,9 pro capite TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/2015 7

10 27/01/2015 Il Tempo - Ed. nazionale Pag. 14 (diffusione:50651, tiratura:76264) Cronache Ogni italiano compra 23 farmaci l'anno Il report del Cresce notevolmente il consumo anche con i ticket più cari Record nel Lazio. Meno antibiotici, più antidepressivi e oppiacei. Vaccini flop Francesca Mariani Ci ingozziamo ancora di medicine, nei primi 9 dell'anno scorso abbiamo comprate 1,3milioni di confezioni, 23 in media a testa, di cui 14 in regime di assistenza convenzionata. Al primo posto per dosi medie giornalierier (1.184) il Lazio. E abbiamo speso di più per i ticket sanitari: l'incremento, rispetto al 2013, è stato pari al +4,4%. I farmaci più usati quelli cardiovascolari, in flessione l'uso di antibiotici (-4%), più gettonati gli antidepressivi (soprattutto tra i giovani e gli anziani) e oppiacei, mentre cresce la diffidenza verso la vaccinazione antinfluenzale, che fa registrare un calo del 20-30%, con variazioni da regione a regione, una diffidenza che investe anche le vaccinazioni obbligatorie dei bambini. «I dati relativi all'uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale - afferma il dg dell'aifa, Luca Pani che ha presentato il rapporto Osmed insieme con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori». «A fronte della riduzione della spesa convenzionata (-2,2%) spiega ancora Pani - assistiamo alla crescita della compartecipazione a carico del cittadino e a un aumento della spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche (+5,6%). L'analisi dei dati OsMed ci consente di riscontrare ancora importanti sacche di inappropriatezza nell'uso dei farmaci per il trattamento dell'ulcera e dell'esofagite, ma anche nell'uso degli antidiabetici. Per quanto riguarda l'aderenza ai trattamenti farmacologici, ampi margini di miglioramento riguardano sia gli antidepressivi che i farmaci per l'asma. Quasi tutte le Regioni hanno ridotto la spesa convenzionata e la Sicilia è la Regione che ha maggiormente ridotto consumi (-3,6%) e spesa pro capite(-12%)». Gli italiani hanno acquistato un totale di milioni di confezioni di medicinali (classe di rimborsabilità A e C). Il maggior utilizzo nel Centro-Sud, con il Lazio che si colloca al primo posto per dosi medie giornaliere per mille abitanti (1.184,2 Ddd/1000), seguito da Calabria, Puglia e Sardegna, i consumi più bassi sono stati rilevati a Bolzano (764,6 dosi medie giornaliere per abitanti), in Liguria, Veneto e Lombardia. La Sicilia è la Regione che ha ridotto di più i consumi (-3,6%), il Molise ha registrato l'incremento maggiore (+5%). I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumo ma per la prima volta vengono preceduti per spesa pubblica dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori. Al secondo posto i farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo: gli inibitori di pompa acida si confermano saldamente al primo posto per quantità prescritta e per spesa. Al terzo posto quelli per il sangue e gli organi emopoietici, al quarto quelli per il sistema nervoso centrale. In regime di assistenza convenzionata gli antidepressivi sono la categoria più utilizzata. Tra i farmaci antidolorifici (+38,5%) incrementi del consumo di alcaloidi naturali dell'oppio e degli altri oppiacei. Nell'ambito dei farmaci per il sistema respiratorio, al quinto posto gli anti asmatici adrenergici. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/2015 8

11 27/01/2015 Il Sole 24 Ore Sanità Pag. 7 (tiratura:40000) STATO-REGIONI/ 1 Palliativisti: i criteri per la certificazione dell'esperienza triennale «sul campo» Ha avuto il via libera della Conferenza Stato Regioni il decreto del ministero della Salute sull'«individuazione dei criteri per la certificazione dell'esperienza triennale nel campo delle cure palliative dei medici in servizio presso le reti dedicate alle cure palliative pubbliche e private, di cui alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, comma 425». Il testo specifica i criteri per la certificazione dell'esperienza professionale di medici esperti «sul campo», anche se non in possesso di una specializzazione o in possesso di una specializzazione diversa da quella prevista dal decreto del ministero della Salute del 28 marzo I requisiti: essere attualmente in servizio presso strutture pubbliche o private che erogano cure palliative e aver svolto attività per almeno tre anni. I tre anni si calcolano a partire dall'entrata in vigore della legge 147/2013, ossia dal primo gennaio La presentazione dell'istanza per il rilascio della certificazione deve essere inoltrata dal medico alla Regione o Provincia autonoma di riferimento territoriale della struttura pubblica o privata accreditata presso la quale presta servizio. L'attività di effettiva prestazione di assistenza presso ospedali, hospice o strutture residenziali e domiciliari deve essere certificata dal direttore sanitario della struttura e la documentazione va trasmessa alla Regione o Provincia autonoma ai fini dell'idoneità a operare nelle reti di cure palliative, pubbliche o private. L'istanza andrà presentata entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. RIPRODUZIONE RISERVATA TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 27/01/

12 28/01/2015 QN - Il Resto del Carlino - Forli Pag. 6 (diffusione:165207, tiratura:206221) Medicina, un centro studi al castelloper i più grandi ricercatori del mondo La rocca di Meldola si candida per ospitare un progetto della Johns Hopkins University LUCA BERTACCINI di LUCA BERTACCINI LA ROCCA di Meldola potrebbe ospitare ricercatori in ambito medico della Johns Hopkins University e un centro per studiare le cure palliative e le terapie del dolore. Sono solo ipotesi, discussioni appena abbozzate, ma Comune di Meldola e Irst-Irccs avrebbero individuato una strada per dare un futuro al castello del paese bidentino. Con un valore aggiunto non da poco: l'università americana pagherebbe ovviamente i lavori di ristrutturazione della rocca. Che hanno un importo di diversi milioni di euro. IL COMUNE si impegnerebbe a dare alla Johns Hopkins University l'edificio in comodato gratuito per un periodo di anni ancora da definire. Nei mesi scorsi il sindaco Gian Luca Zattini ha consegnato materiale relativo alla rocca a un manager dell'università americana. Di più: nei giorni scorsi Zattini ha partecipato a un incontro organizzato dal Rotary a Forlì insieme al direttore scientifico dell'irst Dino Amadori e a Mattia Altini, che dell'istituto tumori è direttore sanitario. Amadori, in chiusura di serata, ha reso pubbliche queste ipotesi di rilancio dell'edificio. In particolare l'oncologo ha detto che la Regione sarebbe intenzionata a individuare in Emilia Romagna una serie di centri nei quali approfondire gli studi legati alle cure palliative e alle terapie del dolore. Dettaglio non di secondo conto è che l'irst collabora già con la Johns Hopkins University. Nel febbraio dello scorso anno Amadori e il dottor Wainer Zoli (direttore dei laboratori di Bioscienze Irst-Irccs) sono stati ospiti di due tra le più importanti istituzioni scientifiche statunitensi: il National Cancer Institute di Bethesda e la Johns Hopkins University di Baltimora, entrambe nel Maryland. La Johns Hopkins University è tra gli atenei più prestigiosi sul fronte degli studi medici; vanta 16 studenti che, dopo averla frequentata, hanno conseguito il premio Nobel. A COLPIRE gli americani la possibilità di creare un'area di ricerca (collegata con il mondo universitario) a Meldola ha contribuito una serie di fattori: il fatto che l'aeroporto presto riaprirà i battenti, con voli passeggeri, charter e cargo. Ancora: gli americani intendono inserirsi in contesti di rete', dove poter trovare varie eccellenze tra loro collegate (o collegabili). E nel giro di pochi chilometri troverebbero l'irst, l'aeroporto Ridolfi, la wellness valley di Nerio Alessandri a Cesena e il tecnopolo a Rocca delle Caminate, sempre nel territorio comunale di Meldola (anche qui si svilupperanno progetti di ricerca). Il Comune di Meldola da anni sta ristrutturando la rocca, con aperture parziali del castello. La grande incognita è sempre stata quella di come usare la struttura: dall'america auspica l'amministrazione comunale potrebbe arrivare la soluzione. Image: /foto/1094.jpg TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 28/01/2015 6

13 29/01/2015 Corriere Adriatico - Macerata Pag. 11 (diffusione:18490, tiratura:24149) Nell'aula dell'ordine dei Medici Gli anziani e il dolore Convegno con gli esperti Macerata Il "Dolore difficile nell'anziano" è il tema di un convegno che si svolgerà sabato prossimo nell'aula dell'ordine dei Medici di Macerata in via Palmieri 6. Il dolore cronico è un problema sempre più pressante, per i servizi sanitari e sociali. I dati degli studi epidemiologici dimostrano che esso è presente in un quinto della popolazione adulta. Tale percentuale arriva quasi a toccare una persona su due, dopo i anni. Nel convegno che si terrà a Macerata si metterà in luce quali siano le basi fisio-patologiche per l'incremento della prevalenza del dolore cronico nell'anziano e quali siano le difficoltà per un ottimale trattamento. Il tutto sarà fatto partendo dall'ascolto delle esigenze della medicina generale, per finire con i suggerimenti che garantiscano una cura migliore dei pazienti anziani che soffrono di dolore cronico. Il programma prevede dalle ore 9.30 alle la prima sessione di lavori moderati da Giustino Varrassi e Luigi Filippo Nardi. Luciano Caraceni parlerà di Dolore difficile nell'anziano: aspettative del Mmg; Enzo Molina su Neuroinfiammazione e dolore cronico nell'anziano; Gilberto Sassaroli su Neuroinfiammazione e dolore vascolare: Gabriele Caraffa di Dolore ortopedico dell'anziano. Dalle ore 12,30 alle 13,30 Fabrizio La Mura parlerà di Dolore cronico in hospice; Giampiero Di Serafino su Limiti degli oppiacei nel trattamento del dolore difficile e infine Stefano Coaccioli su Terapia multimodale e razionale d'uso della Pea. RIPRODUZIONE RISERVATA TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/2015 6

14 29/01/2015 Il Tirreno - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:80832, tiratura:102004) «Potremo trattare 3000 persone» Poli: terapia idonea per tutti i dolori cronici, specie negli anziani «Potremo trattare 3000 persone» «Potremo trattare 3000 persone» Poli: terapia idonea per tutti i dolori cronici, specie negli anziani di Ilaria Bonuccelli Non sarà per tutti, ma per tutti quelli che ne hanno bisogno. Perfino con consegne a domicilio dalla farmacia dell'ospedale, dice Marco Remaschi, presidente della commissione Sanità in Regione. Di sicuro, la cannabis a scopo terapeutico presto in Toscana potrà essere prescritta anche dal medico di famiglia, a patto che lo specialista abbia predisposto per il paziente uno specifico "piano terapeutico". Non ci sarà da aspettare molto: il tempo (15 giorni) che le modifiche alla legge regionale votate in commissione vengano ratificate dall'aula. E poi pubblicate. Un passo avanti enorme in una regione dove appena due anni fa un medico versiliese, Fabrizio Cinquini, è stato arrestato e condannato per aver coltivato e distribuito cannabis a scopo terapeutico. La Toscana produttrice di cannabis entro l'anno La coltivazione, per i privati resta vietata. Ma entro marzo, la Toscana sarà la Regione in Italia con la legge più "progressista" in termini di cura a base di cannabinoidi. Già l'azienda universitaria ospedaliera pisana è un centro di riferimento in Italia per i pazienti con varie patologie: oggi ce ne sono circa 500 in cura all'unità complessa di Terapia del dolore diretta dal dottor Paolo Poli. Inoltre, entro fine anno, la regione diventerà anche il produttore nazionale di cannabis a scopo terapeutico: da mesi è stato allertato l'istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. Ora sono in allestimento due serre per la coltivazione: la produzione minima annua dovrebbe essere di almeno 100 chili per l'italia.così, invece di continuare ad acquistare i farmaci in Olanda a prezzi elevati, l'istituto sarà in grado di produrli per tutte le regioni. Con il consenso dell'aifa, l'agenzia Italiana del Farmaco e l'accordo dei ministeri della Difesa e della Sanità. Fabbisogno regionale di 5-6 chili l'anno. Di sicuro, l'istituto produrrà il quantitativo necessario al fabbisogno regionale. Per il referente del dipartimento della Sanità, con 5-6 chili potrebbero essere soddisfatte le esigenze di pazienti individuati in Toscana fra le persone affette dalle patologie da trattare con la cannabis: «Con questa sostanza - spiega l'assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni - si possono trattate le patologie per le quali la letteratura scientifica assicura risultati positivi. I farmaci a base di cannabis non possono essere prescritti a tutti o nei casi nei quali l'efficacia non sia provata scientificamente». Si curano i dolori da tumori e sclerosi multipla. In concreto - precisa Loredano Giorni, dal dipartimento di Sanità - i farmaci a base di cannabis risultano indicati nel trattamento di pazienti con tumori (affetti da dolore oncologico), sottoposti a chemioterapia e radioterapia; pazienti con dolore spastico, come i malati di sclerosi multipla e sla; pazienti con neuropatie, con dolori derivanti da compressione di nervi, ad esempio anche per schiacciamento di vertebre. Cure gratuite. Malgrado i costi elevati, per residenti e domiciliati in Toscana la somministrazione dei farmaci è gratuita a patto che venga seguito il percorso indicato dalla Regione: il paziente si presenta a uno specialista, si sottopone a una visita in ambulatorio, o si fa ricoverare per accertamenti o si sottopone a esami in day hospital; in seguito agli accertamenti, lo specialista predispone un piano terapeutico con il quale il paziente può farsi fare la prescrizione dal medico di base e ritira la cura dalla farmacia dell'asl di appartenenza; in assenza di piano terapeutico è lo stesso specialista a redigere la prescrizione con la quale il paziente ritira la cura alla farmacia dell'ospedale. Gli stessi farmaci, a pagamento (ma sempre dietro prescrizione di uno specialista) possono essere ritirati dalle farmacie private che li producono, quando sia il paziente a sollecitare una cura di questo tipo. Ovviamente il medico deve ritenerla adeguata alla patologia del paziente. Regione "banca del farmaco". «Con l'aggiornamento della legge regionale - sottolinea il consigliere di Sel, Enzo Brogi - si accederà in modo più rapido alle cure a base di cannabis. Finora, infatti, in media, occorrevano 3-4 mesi per ottenere questi farmaci acquistati in Olanda e in parte in Canada (alcuni spray). Ora, invece, la Regione è in grado di diventare la "banca del farmaco" sia grazie alla distribuzione diretta tramite farmacie ospedaliere, sia tramite la produzione della materia prima». Che, stando alla Regione, dovrebbe iniziare entro un mese, un TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/2015 7

15 29/01/2015 Il Tirreno - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:80832, tiratura:102004) mese e mezzo con una riduzione dei costi dei farmaci di almeno il 70-80%. «Grazie alla legge rivista - aggiunge Brogi - aumenterà anche la pubblicizzazione dei farmaci a base di cannabinoidi. Ai medici verrà inviata una circolare sull'impiego, in modo da ovviare a eventuali carenze di informazioni: così se i pazienti chiederanno la prescrizione si sentiranno dire no solo se la cannabis non è adatta alla patologia». Questa, almeno, è la speranza di Brogi. E dei pazienti affetti da glaucomi e dolori cronici di vario genere con piano terapeutico. Gli unici destinatari delle cure a base di cannabis. «Non per ragioni proibizionistiche - assicura la Regione - ma solo per assicurarci un impiego corretto di farmaci per i quali il passaggio alla dipendenza e a un uso illegale è molto rapido». TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/2015 8

16 29/01/2015 Il Tirreno - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:80832, tiratura:102004) Con la modifica della legge regionale sarà più semplice procurarsi i farmaci derivati da cannabinoidi Terapie gratuite la NUOVA CURA Rivoluzione cannabis Potrà essere prescritta anche dai medici di famiglia, Toscana all'avanguardia Ilaria Bonuccelli Non sarà per tutti, ma per tutti quelli che ne hanno bisogno. Perfino con consegne a domicilio dalla farmacia dell'ospedale, dice Marco Remaschi, presidente della commissione Sanità in Regione. Di sicuro, la cannabis a scopo terapeutico presto in Toscana potrà essere prescritta anche dal medico di famiglia, a patto che lo specialista abbia predisposto per il paziente uno specifico "piano terapeutico". Non ci sarà da aspettare molto: il tempo (15 giorni) che le modifiche alla legge regionale votate in commissione vengano ratificate dall'aula. E poi pubblicate. Un passo avanti enorme in una regione dove appena due anni fa un medico versiliese, Fabrizio Cinquini, è stato arrestato e condannato per aver coltivato e distribuito cannabis a scopo terapeutico. La Toscana produttrice di cannabis entro l'anno La coltivazione, per i privati resta vietata. Ma entro marzo, la Toscana sarà la Regione in Italia con la legge più "progressista" in termini di cura a base di cannabinoidi. Già l'azienda universitaria ospedaliera pisana è un centro di riferimento in Italia per i pazienti con varie patologie: oggi ce ne sono circa 500 in cura all'unità complessa di Terapia del dolore diretta dal dottor Paolo Poli. Inoltre, entro fine anno, la regione diventerà anche il produttore nazionale di cannabis a scopo terapeutico: da mesi è stato allertato l'istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. Ora sono in allestimento due serre per la coltivazione: la produzione minima annua dovrebbe essere di almeno 100 chili per l'italia.così, invece di continuare ad acquistare i farmaci in Olanda a prezzi elevati, l'istituto sarà in grado di produrli per tutte le regioni. Con il consenso dell'aifa, l'agenzia Italiana del Farmaco e l'accordo dei ministeri della Difesa e della Sanità. Fabbisogno regionale di 5-6 chili l'anno. Di sicuro, l'istituto produrrà il quantitativo necessario al fabbisogno regionale. Per il referente del dipartimento della Sanità, con 5-6 chili potrebbero essere soddisfatte le esigenze di pazienti individuati in Toscana fra le persone affette dalle patologie da trattare con la cannabis: «Con questa sostanza - spiega l'assessore regionale alla Salute, Luigi Marroni - si possono trattate le patologie per le quali la letteratura scientifica assicura risultati positivi. I farmaci a base di cannabis non possono essere prescritti a tutti o nei casi nei quali l'efficacia non sia provata scientificamente». Si curano i dolori da tumori e sclerosi multipla. In concreto precisa Loredano Giorni, dal dipartimento di Sanità - i farmaci a base di cannabis risultano indicati nel trattamento di pazienti con tumori (affetti da dolore oncologico), sottoposti a chemioterapia e radioterapia; pazienti con dolore spastico, come i malati di sclerosi multipla e sla; pazienti con neuropatie, con dolori derivanti da compressione di nervi, ad esempio anche per schiacciamento di vertebre. Cure gratuite. Malgrado i costi elevati, per residenti e domiciliati in Toscana la somministrazione dei farmaci è gratuita a patto che venga seguito il percorso indicato dalla Regione: il paziente si presenta a uno specialista, si sottopone a una visita in ambulatorio, o si fa ricoverare per accertamenti o si sottopone a esami in day hospital; in seguito agli accertamenti, lo specialista predispone un piano terapeutico con il quale il paziente può farsi fare la prescrizione dal medico di base e ritira la cura dalla farmacia dell'asl di appartenenza; in assenza di piano terapeutico è lo stesso specialista a redigere la prescrizione con la quale il paziente ritira la cura alla farmacia dell'ospedale. Gli stessi farmaci, a pagamento (ma sempre dietro prescrizione di uno specialista) possono essere ritirati dalle farmacie private che li producono, quando sia il paziente a sollecitare una cura di questo tipo. Ovviamente il medico deve ritenerla adeguata alla patologia del paziente. Regione "banca del farmaco". «Con l'aggiornamento della legge regionale - sottolinea il consigliere di Sel, Enzo Brogi - si accederà in modo più rapido alle cure a base di cannabis. Finora, infatti, in media, occorrevano 3-4 mesi per ottenere questi farmaci acquistati in Olanda e in parte in Canada (alcuni spray). Ora, invece, la Regione è in grado di diventare la "banca del farmaco" sia grazie alla distribuzione diretta tramite farmacie ospedaliere, sia tramite la produzione della materia prima». Che, stando alla Regione, dovrebbe iniziare entro un mese, un mese e TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/2015 9

17 29/01/2015 Il Tirreno - Ed. nazionale Pag. 2 (diffusione:80832, tiratura:102004) mezzo con una riduzione dei costi dei farmaci di almeno il 70-80%. «Grazie alla legge rivista - aggiunge Brogi - aumenterà anche la pubblicizzazione dei farmaci a base di cannabinoidi. Ai medici verrà inviata una circolare sull'impiego, in modo da ovviare a eventuali carenze di informazioni: così se i pazienti chiederanno la prescrizione si sentiranno dire no solo se la cannabis non è adatta alla patologia». Questa, almeno, è la speranza di Brogi. E dei pazienti affetti da glaucomi e dolori cronici di vario genere con piano terapeutico. Gli unici destinatari delle cure a base di cannabis. «Non per ragioni proibizionistiche - assicura la Regione - ma solo per assicurarci un impiego corretto di farmaci per i quali il passaggio alla dipendenza e a un uso illegale è molto rapido». Siena: 140mila ore di straordinario non pagato Al Policlinico delle Scotte di Siena, dal 2011 al 2014, si accumulato un "tesoretto" di orario straordinario non pagato ai lavoratori, infermieri ed operatori socio sanitari, di 140mila ore, pari a circa 2 milioni di euro. «Con il massiccio ricorso agli straordinari si risponde alle carenze strutturali di organico e al turn over» spiega la rappresentante sindacale Patrizia Giuliani. «i giovani che hanno vinto i concorsi aspettano da troppo tempo l'assunzione, bloccata da una burocrazia lenta ed inadeguata ai tempi e alle urgenze della sanità. Invece di caricare di turni estenuanti il personale, oltretutto senza pagarlo, l'azienda Ospedaliera potrebbe attingere dalle graduatorie che sono ferme ormai da tempo». La Fp Cgil ha intimato all'azienda Ospedaliera Universitaria Senese di pagare l'orario accumulato dai lavoratori. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/

18 29/01/2015 Il Risveglio Popolare Pag. 13 Il Master in " Cure palliative e terapia del dolore " IVREA - E' stato inaugurato lunedì 19 gennaio al Polo formativo della ex Officina H il master di primo livello in " Cure palliative e terapia del dolore ", avviato in anni recenti per garantire una preparazione teorica e pratica agli infermieri professionali che si dedicheranno all'assistenza dei pazienti sottoposti alle cure palliative, in previsione del momento terminale della vita. Per discutere sul tema dell'importanza delle cure palliative, si è tenuta una tavola rotonda (nell'aula 3 del Polo), aperta da Valerio Dimonte (nella foto), direttore del Master e presidente del corso di laurea in Infermieristica, titolare del Dipartimento di Scienze della Sanità pubblica e pediatrica dell'università degli Studi di Torino. Con il coordinamento di Eugenia Malinverni e Roberto Quarisa, hanno partecipato all'incontro Giovanna Andrina, coordinatrice del corso di laurea in Fisioterapia, Federica Azzetta, referente del gruppo Geode, rete degli psicologi-psicoterapeuti che operano in cure palliative, Sergio Grubich, responsabile infermieristico di Dipartimento del distretto di Biella, e Anna Veglia, consigliere dell'ordine degli assistenti sociali di Torino. Hanno garantito nell'occasione la loro presenza il sindaco, Carlo Della Pepa, componente del comitato scientifico dei Master, e i coordinatori del Polo formativo Elvira Signaroldi e Diego Targhetta. In programma anche l'intervento di Flavio Boraso, direttore generale di Asl To4. Dopo la presentazione di Dimonte si è avuto l'intervento di Rita Bussi ( Rbm-Serono ) in qualità di presidente della Associazione per gli insediamenti universitari e l'alta formazione in Canavese. E' stato ricordato come l'avvio del corso di laurea in Infermieristica, preceduto e illustrato dalle specifiche professionali alle quali si riferiscono direttamente i Master, sia stata una importante opportunità per il territorio, sia in termini di qualità professionale dei servizi assistenziali destinati alla comunità, che sul versante occupazionale, per una realistica garanzia di lavoro presso le strutture sanitarie locali e le realtà private o convenzionate presenti in Canavese. Risulta, infatti, tra i primi 150 laureati, un tasso di occupazione (a un anno dalla laurea) pari all'87 per cento. Tornando al Master, esso adotta la seguente programmazione didattica in sei moduli: filosofia e progettazione delle cure palliative; ricerca specifica; clinica e cura della persona in cure palliative (alla fine della vita); cure palliative nelle fasce fragili dell'età della vita; accompagnamento nel processo del morire; analisi etica e del contesto delle cure palliative. I rimanenti crediti da attribuire (cfu) vengono ripartiti tra attività di tirocinio, Ade e tesi finale. L'inizio delle lezioni è avvenuto nel mese di gennaio, il percorso si concluderà con la discussione della tesi, prevista per l'autunno del corrente L'ammissione si basa sul curriculum dei candidati, sulla formazione riscontrata e sulle esperienze lavorative coerenti con gli obiettivi del Master; la frequenza è obbligatoria, sono previste 850 ore complessive di didattica frontale, laboratorio e tirocinio (500 ore). La conclusione di ognuno dei moduli indicati prevede una prova d'esame. Per altre informazioni: 0125/ m.l. TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 29/01/

19 30/01/2015 Il Trentino - Ed. nazionale Pag. 23 (diffusione:38580, tiratura:292000) Cancro e cure, la risposta a tanti interrogativi in un libro l'incontro a ravina Cancro e cure, la risposta a tanti interrogativi in un libro Cancro e cure, la risposta a tanti interrogativi in un libro l'incontro a ravina RAVINA Il Circolo l'allergia ha organizzato la presentazione del libro "Riserva di Prognosi - Un'oncologa si ammala di cancro e interroga la sanità", scritto da Milena Di Camillo e Loreta Rocchetti. Il libro racconta la storia umana e clinica di Barbara, medico oncologo, a cui, a 44 anni, hanno diagnosticato un cancro, ma diventa anche uno strumento di riflessione sulla relazione medico paziente, sulla formazione, sui protocolli, sulle cure palliative, sui trattamenti alternativi. Ai numerosi intervenuti ha portato il saluto la presidente del circolo Flavia Comai mentre l'introduzione l'ha fatta il giornalista Carlo Martinelli che ha spiegato come le autrici sono state bravissime a scrivere un libro così inteso e intimo senza cadere nel pietismo. La giornalista Milena Di Camillo ha raccontato la nascita di questo progetto-libro, il primo incontro con Barbara, la sua determinazione nell'affrontare la malattia, i suoi momenti di sconforto, i periodi sereni con il marito, i figli, gli amici e soprattutto la sua volontà di vivere e di essere utile fino alla fine. Dal suo racconto così coinvolgente e appassionato il pubblico ha potuto conoscere la storia di Barbara. La dottoressa Loretta Rocchetti ha raccontato che Barbara voleva intervenire concretamente nel migliorare la comunicazione-relazione medico e paziente ed è proprio per questo che decide di scrivere un libro. Dal suo punto di vista privilegiato, essendo sia medico che paziente, sa che la sua esperienza può servire a chi si trovi a "combattere" con il cancro, ai medici, ai curanti, ai pazienti, ai parenti dei pazienti. È un libro pieno di domande alle quali si tenta di dare delle risposte. Nel libro temi-chiave vengono approfonditi con il contributo di alcuni curanti-medici. (g.m.) TERAPIA DEL DOLORE - Rassegna Stampa 30/01/2015 6

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