IL DISTURBO CERVICALE

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1 Marcello Chiapponi IL DISTURBO CERVICALE Compendio di informazioni su sintomi, cause e metodi di cura. Guida alla auto-valutazione e all auto-trattamento del problema posturale più diffuso. 1

2 La cosiddetta cervicale, meglio definibile con disturbo cervicale, è il problema posturale più diffuso: è causa di numerosi sintomi che possono a volte limitare seriamente la qualità della vita, come dolore al collo, cefalea muscolo tensiva, vertigini e numerosi altri. Se ne parla tutti i giorni al supermercato, in ufficio, nella sala d attesa del medico... di conseguenza si sente dire tutto ed il contrario di tutto a riguardo di questo problema: dai rimedi più bizzarri alle autoprescrizioni farmacologiche. Non c è da stupirsi, quando l 80% della popolazione ha avuto almeno un episodio di disturbo cervicale nella vita. Data l alta incidenza del problema, può sembrare che non esista una cura, e che la medicina non ci abbia capito molto. In realtà non è così: non esiste una cura come la intendiamo comunemente, cioè una medicina che una volta assunta permette la guarigione, perchè semplicemente non c è nessun batterio o nessun virus da combattere. Il disturbo cervicale è una manifestazione di sovraccarico muscolo scheletrico, causato da fattori diversi per tutti. Fattori che possono essere ricercati nel tipo di attività svolta, nelle abitudini, e anche nell alimentazione. Dato che questi fattori agiscono per anni, o addirittura decenni, spesso si arriva a notevoli degenerazioni, comunemente chiamate artrosi. Questo libretto contiene informazioni sulla patologia, semplici test di auto-diagnosi,numerosi consigli ed esercizi per focalizzare ed affrontare al meglio la situazione.sia che decidiate di rivolgervi ad un professionista, sia che vogliate fare da soli con i consigli contenuti in questo libro, il primo passo da fare è essere informati sul problema. Alla fine dei primi paragrafi avrete già le informazioni che vi servono per chiarirvi le idee sul problema muscolo scheletrico più discusso. 2

3 Argomenti trattati Cosa è il disturbo cervicale pag 4 I sintomi pag 5 Le cause pag 8 Approfondimento: il colpo di frusta pag 11 In sintesi: domande frequenti pag 13 Auto valutazione del disturbo cervicale pag 17 Auto trattamento e consigli vari pag 24 Approccio professionale pag 35 Conclusione pag 36 Casi clinici pag 37 3

4 COSA E IL DISTURBO CERVICALE Come molti sapranno, dire ho la cervicale non significa nulla, equivale a dire ho il collo : cervicale è infatti il nome del primo tratto della colonna vertebrale, quello comprendende le prime 7 vertebre, definite per questo C1,C2,C3,C4... Anche in medicina si è comunque oramai accettato che qualsiasi problema legato alla parte alta della colonna vertebrale venga definito cervicale. Il disturbo cervicale colpisce una larga fetta della popolazione: per ognuno ci sono cause e fattori scatenanti diversi, ma esiste una costante: la forte tensione della muscolatura. C7 C1 E la tensione dei muscoli a causare, per vari motivi, il corredo dei ben conosciuti sintomi: mal di testa, dolore al collo, vertigini... E sempre la forte e costante tensione dei muscoli a generare, piano piano nel tempo, i caratteristici segni di usura che leggiamo nei referti di lastre e risonanze: discopatia, artrosi, bulging discale, ernia del disco... Il problema è però capire che cos è a causare l aumento di tensione muscolare, dato che per ognuno ci sono motivi diversi. Muscolatura cervicale Nei prossimi capitoli verranno spiegati nel dettaglio i vari sintomi, verranno analizzate le cause, e potrete imparare tutto quello che serve a garantire al vostro collo un ottimo stato di salute. 4

5 I SINTOMI Il disturbo cervicale, come abbiamo visto nell introduzione, ha come caratteristica costante un forte stato di tensione dei muscoli. Come conseguenza di ciò, si manifesta una serie di sintomi: alcuni di essi sono direttamente imputabili alla contrattura dei muscoli ed alla sofferenza delle articolazioni vertebrali, altri sintomi invece sono spesso concomitanti, ma non possono essere messi in correlazione diretta. Ad esempio, chi ha frequenti disturbi intestinali ha spesso anche disturbo cervicale. Una connessione diretta non c è, ma è evidente che un corpo sotto stress che manifesta disagio all apparato digerente, lo può manifestare contemporaneamente anche al livello cervicale. Dolore al collo: la muscolatura in tensione costante è ovviamente dolorosa. I muscoli cervicali si presentano contratti, rigidi e dolenti alla palpazione. Spesso sono talmente rigidi da rendere difficili i movimenti del capo, come la rotazione o l inclinazione. Più la situazione dura nel tempo, e più i muscoli perdono le loro proprietà elastiche. Un muscolo che ha fortemente perso le sue proprietà elastiche (perchè soffre troppo oppure da troppo tempo) può non riuscire a recuperarle neanche con appositi esercizi di allungamento, ma solo con l aiuto di una energia esterna, come un massaggio profondo. Mal di testa/ cefalea / emicrania: il cranio è avvolto da numerose fasce e muscoli, i quali non sono altro che la continuazione di quelli cervicali (tra loro esiste una vera e propria continuità anatomica). Di conseguenza, è evidente che lo stato di tensione costante dei muscoli cervicali coinvolga anche le fasce e muscoli del cranio, generando la tipica cefalea muscolo tensiva. Quando sussistono importanti asimmetrie nella postura, questo aumento di tensione può 5

6 essere prevalente da un lato: in questo caso si può avere una irritazione selettiva dei vasi che vanno alla testa, e la conseguente comparsa di emicrania. L emicrania solitamente ha un lato dove compare più di frequente, ed è il lato dove la tensione muscolare è maggiore. Nel tentativo di sviluppare compensi e di distribuire meglio la tensione, la persona può notare una certa alternanza tra i due lati. La cascata di eventi vascolari ben descritta dalla letteratura medica non avviene quando lo stato della muscolatura cervicale è buono, ed è per questo che miglorare lo stato di salute del collo riduce drasticamente le crisi di emicrania. Vertigini / senso di sbandamento: chi ha problemi cervicali conosce il senso di sbandamento, di offuscamento generale, di camminare sulle nuvole. Talvolta compaiono vertigini e giramenti di testa, anche quando dal punto di vista del labirinto sembrano non esserci patologie. Questi sintomi compaiono per due motivi: innanzitutto, la tensione muscolare costante del tratto cervicale rende più faticoso l afflusso di sangue al cervello. Molto spesso infatti, chi ha questo problema lo nota in situazioni dove l afflusso di sangue rallenterebbe comunque, come guardare in alto o rialzare lo sguardo dopo aver guardato in basso: la presenza di forte tensione muscolare rallenta ulteriormente l afflusso,arrivando così alla soglia necessaria per scatenare la vertigine. In secondo luogo, sono spesso coesistenti problematiche funzionali del labirinto come la VPPB (vertigine posizionale parossistica benigna): è però provato che se la tensione muscolare viene normalizzata anche le problematiche del labirinto si riducono fino a sparire completamente. Nausea e vomito: nella muscolatura cervicale passa un importante nervo, responsabile dell innervazione dei visceri, vale a dire il nervo vago. Lo stato di contrattura costante della muscolatura può in alcune occasioni irritarlo, generando senso di nausea. Da tenere presente che con il problema cervicale spesso coesistono veri e propri disturbi funzionali dello stomaco. 6

7 Questi sono i sintomi che possono essere direttamente messi in collegamento con lo stato di eccessiva tensione muscolare cervicale. Altri sintomi sono spesso concomitanti, e vengono erroneamente attribuiti al rachide cervicale. In realtà sono sintomi caratteristici di un organismo in stato di stress cronico, situazione in cui emergono con più facilità problemi meccanici già presenti, come appunto quello cervicale. Alcuni esempi: Stanchezza cronica: spossatezza, risvegli difficili al mattino, sonnolenza e sensazione di essere costantemente stanchi non dipendono direttamente dalla contrattura dei muscoli cervicali. Questi sintomi sono espressione di uno stress cronico dell organismo, il quale provoca cambiamenti ormonali e metabolici tali da alterare il sistema di gestione dell energia. Lo stress cronico può avere varie origini, non solo quella emotiva: la cattiva alimentazione è uno stress cronico, gli errori nell attività fisica sono stress cronici, l errata gestione dello stile di vita è uno stress cronico... Se lo stato di stress cronico rende i muscoli uniformemente più stanchi, laddove c è maggiore sollecitazione (ad esempio il tratto cervicale) la stanchezza diventa dolore. Per uscire da questa situazione è quindi necessario non solo un intervento sul rachide cervicale, ma una rieducazione nutrizionale e fisico motoria che ripristini il corretto funzionamento del metabolismo. Disturbi del sonno: se da un lato è vero che il dolore al collo non permette di dormire bene, nella maggior parte dei casi il sonno non è certamente disturbato dal tratto cervicale. Il disturbo del sonno è anch esso una espressione di sovraccarico dell organismo: le stesse modificazioni ormonali che creano stanchezza cronica influiscono anche sulla qualità del sonno, che necessita, per essere efficace, di ritmi ormonali ben precisi. Altri sintomi da stress cronico, situazione nella quale c è spesso anche disturbo cervicale: gonfiori gastrici ed intestinali, sonnolenza, aumenti a riposo del battito cardiaco, disturbi del tono dell umore, ansia e attacchi di panico. 7

8 LE CAUSE Il disturbo cervicale, come abbiamo detto, ha come caratteristica essenziale uno stato di forte tensione muscolare. Questo stato di tensione muscolare ha delle cause ben precise, diverse per ognuno: conoscerle è il passo fondamentale per risolvere il problema. Le cause possono essere di due tipi : cause che aumentano la tensione dei muscoli del collo, e cause che indeboliscono tutta la muscolatura andando a generare dolore nelle zone più sollecitate, ed il rachide cervicale è quasi sempre tra queste. CAUSE CHE AUMENTANO LA TENSIONE MUSCOLARE Errata respirazione, blocco del diaframma : è la componente causativa fondamentale in chi non ha avuto particolari traumi o incidenti. Il diaframma è il muscolo respiratorio principale, ma è anche un muscolo che tende a riflettere e ad immagazzinare gli stati emotivi, sopratutto quelli di ansia. Stati di ansia cronica o di forte stress lo irrigidiscono,rendendolo contratto. Se il diaframma è contratto e poco utilizzato, per respirare si utilizzano i muscoli accessori, tra i quali i muscoli cervicali. Di conseguenza si può avere un utilizzo cronico (gli atti respiratori sono più di diecimila al giorno) di muscoli che per respirare dovrebbero essere usati solo in 8

9 determinate circostanze. Ecco perchè chi ha ansia cronica ha sempre i muscoli del collo rigidi: li utilizza per respirare. Malocclusione / problemi di denti: l altra causa più comune, dopo quella respiratoria. La muscolatura cervicale e quella masticatoria sono in intima connessione, in quanto il collo gioca un ruolo fondamentale nel permettere alla mandibola di chiudersi correttamente, e quindi di masticare adeguatamente il cibo. Più o meno il 90% della popolazione, per motivi vari (otturazioni, ponti, apparecchi ecc ), ha una masticazione non perfetta, ma questo non rappresenta necessariamente un problema, perchè il sistema compensa in maniera efficace. Quando però il problema occlusale è particolarmente accentuato (es. mancano 3-4 denti da una parte sola), questo compenso viene mantenuto grazie a grosse tensioni muscolari del collo, che però possono presto diventare dolorose. Traumi: il motivo più semplice ma tutto sommato uno dei meno comuni. Se da un lato è evidente che un grosso trauma può danneggiare le strutture e creare rigidità che si mantengono nel tempo, dall altro la maggior parte dei traumi minori (ad esempio colpi di frusta di lieve o media entità) non è sufficiente a giustificare un disturbo che si prolunga per anni. Nella stragrande maggioranza di questi casi, il tratto cervicale era già sovraccaricato, ma ancora riusciva a mantenere il compenso. Il trauma va quindi ad accelerare un processo che era già in atto, e che magari si sarebbe manifestato molto tempo dopo. Sono davvero tante le persone convinte che un piccolo trauma le abbia rovinate, ma in realtà non è quasi mai così. Sovraccarico fisico: talmente banale che non merita di essere approfondito. Paradossalmente, il sovraccarico peggiore per il collo è quello della sedentarietà (es lavoro d ufficio): questo accade perchè chi fa lavori manuali ha anche una muscolatura più allenata a sostenere le sollecitazioni. Sovraccarico posturale generale: il tratto cervicale soffre anche quando ci sono problemi posturali lontano da esso, a causa del suo fondamentale compito di tenere lo sguardo dritto. Immaginiamo di avere dolore all addome: ci pieghiamo in avanti per scaricare la zona interessata. Se vogliamo che lo sguardo rimanga dritto però, il 9

10 tratto cervicale deve sforzarsi il doppio per mantenere il capo esteso quando il resto della colonna è piegato in avanti. Ecco perchè non si può mai prescindere dal valutare tutta la colonna (la quale può avere problemi per i più svariati motivi), quando si analizza un disturbo cervicale. Altre cause: problemi agli occhi, all orecchio, ai linfonodi della gola, esiti di operazioni chirurgiche maxilo-faciali, esiti di fratture vertebrali o sternali, esiti di operazioni cardiache. CAUSE CHE INDEBOLISCONO LA MUSCOLATURA La muscolatura nel suo complesso può essere indebolita e ridotta da una notevole quantità di fattori, generalmente indicati come fattori stressor. Una muscolatura debole fatica a sostenere la struttura corporea: in punti particolarmente delicati anche per altri motivi, come il tratto cervicale, questa fatica può diventare dolore. E il tipico caso di dolore cervicale che insorge verso fine giornata, quando i muscoli sono stanchi. Tra i principali fattori stressor che possono rendere la muscolatura pian piano più debole ricordiamo: Stressor nutrizionali: alimentazione ricca di sodio, carico calorico mal distribuito durante la giornata, alimentazione troppo povera o troppo abbondante, oppure ricca di cibi acidificanti (cereali, carni,formaggi) Stressor emotivi: situazioni lavorative o familiari, traumi o condizionamenti acquisiti in passato ma che persistono. Stressor fisici: eccesso di allenamento senza adeguato recupero, allenamenti non adeguati, totale mancanza di attività fisica. 10

11 Le capprofondimento: IL COLPO DI FRUSTA La distorsione del rachide cervicale, chiamata anche colpo di frusta, è un evento traumatico molto comune. Si ha un colpo di frusta propriamente detto quando la testa subisce una brusca accelerazione in avanti, seguita da un ritorno indietro altrettanto brusco: questo è quanto succede comunemente nei tamponamenti stradali. Il trauma cervicale si caratterizza essenzialmente per un danno ai legamenti, esattamente come avviene con la distorsione alla caviglia. I legamenti traumatizzati portano dolore, ed immediatamente le strutture muscolari si irrigidiscono per bloccare la situazione. Il tratto cervicale assume un atteggiamento antalgico: la rettilineizzazione della fisiologica lordosi. Dopo circa tre mesi dall evento traumatizzante, possono però essere ancora presenti numerosi sintomi. Alcune persone riferiscono addirittura di portarsi dietro problemi da anni, a seguito dell incidente. Perchè può accadere questo? 1) il danno è stato molto grande ed il corpo non ha gli strumenti per ripararlo del tutto: è il caso dei grandi traumi, delle fratture cervicali, degli incidenti sportivi complessi. In questo caso le strutture riprendono solo in parte le caratteristiche che avevano prima del trauma, e di conseguenza i muscoli devono compensare e proteggere la situazione, riducendo la loro mobilità per evitare eccessive sollecitazioni. E possibile risolvere in buona parte la situazione anche per questo tipo di casi, con una riabilitazione molto mirata, che andrà a limitare i danni intercorsi alle strutture cervicali ed a mettere l organismo nelle condizioni migliori per attuare comunque meccanismi di compenso. 11

12 Mal di t est a e al i ment azi one 2) la situazione posturale precedente al trauma era già precaria, e l incidente l ha fatta emergere appieno. E il caso più frequente: spesso ci portiamo dietro problemi posturali senza saperlo, perchè il corpo ha meccanismi di compenso tali per cui riesce a mantenere l equilibrio: i dolori arriveranno più avanti nel tempo, ma per il momento tutto sembra tranquillo. Un trauma anche non particolarmente intenso può accelerare l evolversi degli eventi, rompendo l equilibrio e gettando la persona in una situazione dolorosa, apparentemente non proporzionale al trauma ricevuto. Questi casi, se correttamente individuati, hanno una prognosi favorevole, a patto che la riabilitazione si occupi anche del problema posturale precedente. 12

13 domande frequenti IN SINTESI: DOMANDE FREQUENTI Cosa succede nella persona che ha la cervicale? Essenzialmente una sola cosa: aumenta eccessivamente la tensione dei muscoli. Il resto ne è la naturale e progressiva conseguenza. Perchè si irrigidiscono i muscoli? Per due motivi fondamentali: o sono sovraccaricati, o sono troppo deboli, o entrambe le cose. L eccesso di carico o l inadeguatezza del muscolo fanno si che esso si irrigidisca per poter resistere alle sollecitazioni. Che cosa può sovraccaricare i muscoli cervicali? Numerosi fattori, diversi per ognuno. I più comuni: -la respirazione (una respirazione come da stato di ansia costante crea sovraccarico) -i traumi -i denti e la malocclusione -gli occhi -la postura in generale Che cosa può indebolire i muscoli cervicali? Difficilmente si ha debolezza solo nei muscoli cervicali. Lo stile di vita può provocare debolezza di tutti i muscoli, ma in quelli cervicali si ha la massima espressione perchè sono quelli più sollecitati (la testa deve essere sempre sostenuta). I fattori che possono indurre una insufficienza dei muscoli sono: -la nutrizione, per numerosi motivi: sbalzi glicemici che disturbano il 13

14 sonno, alimentazione acida che modifica gli elettroliti, disidratazione, eccesso di grasso -lo stress emotivo cronico, perchè modifica l andamento di alcuni ormoni, in particolare il cortisolo, che è un ormone che riduce la massa muscolare -lo stress fisico, ovverosia la inattività, ma anche l eccesso di attività fisica non controllato Che sintomi ha chi soffre di cervicale? L irrigidimento dei muscoli cervicali provoca essenzialmente: -dolore al collo -mal di testa in diverse forme -vertigini, sensazioni di sbandamento -nausea o vomito -difficoltà visive o di concentrazione Spesso chi ha la cervicale gli attribuisce numerosi altri sintomi. E vero? Si e no. Molto spesso c è associazione di numerosi altri sintomi, ma non dipende direttamente dal collo. Abbiamo detto precedentemente che una delle cause della cervicale è la debolezza dei muscoli, e che spesso questa è generalizzata e legata a fattori quali la nutrizione e lo stress emotivo. La situazione di debolezza muscolare e di inefficienza generalizzata dell organismo si accompagna a sintomi a carico: -dell apparato gastro enterico (gonfiori, intolleranze, acidità) -del sistema di regolazione dell energia (queste persone sono spesso cronicamente stanche) -del ritmo del sonno (sonno interrotto o poco riposante) -del tono dell umore (ansia,apatia) -della termoregolazione (hanno spesso sempre freddo) Questi sintomi non sono direttamente additabili al tratto cervicale: sono espressione di un organismo stressato da diversi punti di vista. 14

15 La condizione di stress cronico indebolisce la muscolatura, ed ecco che quella più delicata (quella cervicale) dà manifestazioni più evidenti. Ho fatto lastre o risonanze e mi hanno riscontrato artrosi e discopatie: non sono quelle la causa della cervicale? Assolutamente no. Le alterazioni radiologiche visibili sono la conseguenza di una costante tensione muscolare eccessiva, non la causa. Immaginate un grande hamburger, con diversi strati di pane e diversi strati di salse: se lo si sottopone ad una forza di compressione standard (la forza di gravità) non subisce alcun cambiamento. Ma se si aumenta la pressione schiacciandolo con le mani, i vari strati cominceranno a schiacciarsi l uno sull altro ed il contenuto a strabordare all esterno. Allo stesso modo si comportano le vertebre ed i dischi intervertebrali sotto il carico di una forte tensione muscolare. Come si cura? Semplicemente individuando quali sono le cause che nel soggetto creano la tensione muscolare eccessiva. Il sovraccarico e l indebolimento (responsabili, come abbiamo visto, dell eccessiva tensione), hanno cause diverse per tutti, ed è per questo che non esiste una cura univoca. Un buon piano terapeutico è quello che ha come caratteristiche: -una prima fase volta a ridurre velocemente i sintomi (es trattamento manuale) -una fase rivolta al trattamento posturale di base (respirazione, allungamento generale) -una fase rivolta al trattamento posturale specifico, se necessario (dipende dall area interessata) -una fase, in quei soggetti che la necessitano (cioè il 70% delle donne ed il 40% degli uomini), volta a ripristinare l efficienza metabolica e dell organismo tramite intervento sulla nutrizione, sulla supplementazione e sull attività fisica. 15

16 COME SI CURA Il disturbo cervicale viene spesso definito cronico, cioè senza soluzione e destinato ad accompagnare il soggetto per tutta la vita. Questa affermazione non è esatta: il disturbo dura finchè non ci sono le condizioni perchè possa cessare. Da un lato, è vero che se si sono formati grossi processi artrosici, grosse discopatie e forti usure, non si possono rimuovere. Dall altra parte, è scientificamente provato che, anche in presenza di questi problemi, se l organismo migliora al massimo possibile la sua meccanica e la sua efficienza metabolica, il disturbo sparisce, o comunque si riduce di tantissimo. Un buon professionista della riabilitazione deve essere in grado di valutare la situazione sotto tutti gli aspetti ed agire di conseguenza: tuttavia, anche da soli è possibile fare molto. Nel prossimo capitolo vedremo tutto ciò che è possibile fare per inquadrare e risolvere al meglio il proprio disturbo cervicale. 16

17 APPROCCIO TERAPEUTICO AUTONOMO: VALUTARE IL DISTURBO CERVICALE Prima ancora di cominciare, assicuratevi di avere davvero un disturbo cervicale cronico: non mettete in pratica quanto scritto in questo capitolo se avete sintomi acuti,o magari se il problema è cominciato solo da poche settimane. Cercate di essere certi, con l aiuto del vostro medico, di avere effettivamente un disturbo posturale cervicale. Il primo passo da fare per prendersi cura della propria cervicale è capire come si sta, da tutti i punti di vista. Per rendervi conto con precisione del vostro stato di salute, compilate i questionari nelle prossime pagine: in una parte dovrete indicare l incidenza sulla qualità di vita di una serie di sintomi muscolo scheletrici, dall altra la presenza o meno di una serie di sintomi metabolici. 17

18 AUTOVALUTAZIONE SINTOMI SCHELETRICI Il primo test serve a capire quanto soffre il sistema muscolo scheletrico. Dai un voto da 0 a 10 a quanto ti hanno disturbato in questo periodo i sintomi che seguono. Considera come periodo al più l ultimo mese. Nel dare la valutazione, non perderti in troppe considerazioni, chiediti semplicemente quanto incide nel mio stato di salute?. 10 è il massimo: disturbo intenso e costante. mal di testa mal di collo mal di spalla mal di gomito mal di polso/mano dolore zona scapolare dolore zona lombare mal di anca mal di ginocchio mal di caviglia/piede problemi respiratori vertigini dx!! dx!! dx!! dx!! dx!! dx!! sx! sx sx sx sx sx 18

19 QUESTIONARIO M.U.S.(sintomi vaghi e aspecifici) In maniera analoga al test precedente, questo questionario valuta quanto correttamente funziona il sistema metabolico. Soffri di stanchezza o affaticamento persistente? SI NO Hai disturbi del tono dell'umore? SI NO Soffri di insonnia persistente o di risvegli notturni? SI NO Soffri di sonnolenza persistente durante la giornata? SI NO Ti senti un soggetto ansioso? SI NO Ti senti un soggetto apatico? SI NO Soffri di attacchi di panico? SI NO Percepisci a riposo aumenti del battito cardiaco? SI NO Hai notato modificazioni dell'appetito? (fame eccessiva o inappetenza) SI NO Soffri di attacchi di fame notturni? SI NO Soffri di acidità e dolori di stomaco, senso di pienezza, gonfiore? SI NO Soffri di colon irritabile? SI NO Soffri a periodi di stitichezza persistente? SI NO Hai spesso mani e piedi sempre freddi? SI NO Soffri di alterazione della sudorazione corporea durante il sonno? SI NO Ti svegli spesso di cattivo umore? SI NO Provi di frequente un senso di colpa ingiustificato? SI NO Incontri difficoltà a provare piacere o sollievo dopo eventi positivi? SI NO Hai riscontrato una decisa perdita di peso negli ultimi mesi? SI NO 19

20 Bene, ora guardate il primo test. Il disturbo cervicale è solo oppure in compagnia di diverse altre aree che vi disturbano? Avete raggiunto un totale superiore a 30? Se avvertite disturbo in altre 2-3 aree oltre che a quella cervicale, è assai probabile che ci sia un coinvolgimento generale della postura, uno stato di contrattura e rigidità uniforme, che ha la massima espressione in una zona particolarmente delicata come quella cervicale. Un ottimo motivo per prendersi cura della propria salute in toto, con i consigli che vedremo in questo capitolo. Ora guardate il secondo test: avete marcato più di tre sintomi? La presenza di diversi sintomi metabolici indica un organismo sovraffaticato, che non riesce a reggere il confronto con la serie di stress che gli arrivano dall esterno: è la situazione di stress cronico definita nel capitolo cause. Il primo passo è fatto: avete capito se avete un disturbo puramente meccanico del collo, o se la vostra cervicale è inserita in un contesto di generale irrigidimento e debolezza muscolare. Ora mettete via il questionario, servirà a fare il confronto dopo che avrete iniziato a prendervi cura di voi. Il secondo passo da fare è la valutazione del collo. Mettetevi su di una sedia,con le mani appoggiate alle cosce. Attenzione a muovere solo il collo durante questi test, evitando quindi di inclinare anche schiena e spalle. Sfruttando tutto l arco di movimento possibile, provate a: - guardare in basso - guardare in alto - inclinare l orecchio verso la spalla, da entrambi i lati - ruotare la testa a destra e a sinistra 20

21 Annotate se ci sono state sensazioni dolorose, ed in quali movimenti. Adesso è il momento di valutare la postura in toto. Per valutare la postura in toto ci serve uno sgabello senza schienale. Mettete lo sgabello quanto più vicino possibile al muro, e sedetevi mantenendo anche il sedere quanto più vicino possibile al muro. Ora cercate di tenere tutta la schiena ben aderente alla parete, e appoggiate anche la testa contro il muro. Riuscite senza difficoltà? Il collo è rilassato o avete dovuto inarcarlo per appoggiare? Per capire se il collo è inarcato serve un osservatore esterno.l osservatore esterno deve immaginarvi con in bocca una cartolina: se la cartolina risulta perpendicolare alla parete (e quindi parallela al pavimento), il collo è nella posizione corretta. Se siete riusciti a raggiungere questa posizione senza difficoltà, e riuscite a mantenerla per 2 minuti senza che compaiano dolori, il primo test è superato: la vostra colonna ha una flessibilità che raggiunge almeno la sufficienza minima. Se avete dovuto inarcare parecchio il collo per raggiungere la posizione, o avvertite forti tensioni una volta raggiunta, o peggio ancora se è proprio impossibile appoggiare la testa alla parete, la vostra colonna soffre di rigidità importanti. I consigli in questo libro vi possono aiutare, ma è meglio cercare anche un assistenza professionale. Superato il primo test posturale, è tempo del secondo: questo test non valuta solo la flessibilità della colonna, ma di tutta la muscolatura. Sedetevi a terra, nelle vicinanze di una parete, liscia e con un angolo di 90 gradi tra parete e pavimento. Senza preoccuparvi di tenere le gambe allungate, arretrate con il sedere e fate in modo che sia il più attaccato possibile alla parete retrostante, tenendo conto che avere l osso sacro perfettamente aderente è di fatto impossibile. Cercate ora di far aderire tutta la colonna alla parete, appoggiando la testa ed 21

22 evitando di inarcare collo e spalle.le mani stanno appoggiate alle cosce, in modo da avere le spalle più rilassate possibile. Valgono le raccomandazioni del test precedente: se aveste in bocca un cartoncino, questo dovrebbe risultare perpendicolare alla parete dietro di voi. Ora allungate le gambe, tenendole ben vicine. Come vi sentite? Ci sono tensioni muscolari? In quali punti? Rimanendo 3 minuti in questa posizione, le tensioni aumentano o diminuiscono? Chi riesce a stare in questa posizione senza compensi (inarcare collo e spalle, piegare le gambe ), senza avere tensioni muscolari, e potendo mantenere la posizione 5 minuti senza che insorgano dolori vari, può dire di avere una ottima flessibilità della muscolatura posteriore. Generalmente chi ha una ottima flessibilità non ha grandi problemi posturali, ma questa non è una regola: la muscolatura può essere flessibile ma molto debole, e di conseguenza può fare fatica a sostenere lo scheletro. Annotate con precisione le sensazioni che avete avuto in questo test: dove si creava tensione, quanto, come è cambiata nel corso di tre minuti. Ora è il momento di valutare la forza muscolare: per farlo, ci serve qualcosa che pesi 2kg (donne) o 3 kg (uomini), e che sia facilmente impugnabile. Va da sè che un manubrio da fitness sarebbe ottimale. Partite dalla posizione con braccia ben dritte lungo i fianchi (fig. 1). Mantenendo le braccia assolutamente dritte, sollevatele lateralmente fino a 90 gradi (fig. 2). Sollevate lentamente, impiegando almeno 3 secondi per salire e 3 per scendere. Continuate fino a che i muscoli non ce la fanno più, o fin quando non insorge un dolore. Annotate: 22

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