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1 Making Business Easier Private Equity e Sovereign Wealth Fund Roma, Marzo 2009 Documento strettamente riservato e confidenziale

2 Indice Introduzione Ifondi diprivate vateequity... - Le caratteristiche dei fondi di Private Equity... - Oltrepassati i confini nazionali... - La raccolta e le performance a livello globale... - La via italiana al Private Equity... - La via italiana al Private Equity e profilo dell investimento medio... - Dati del mercato italiano... - Le potenzialità del mercato italiano... - Numero e ammontare degli investimenti nei principali Paesi europei... - Andamento degliinvestimentii i nei principali i Paesi europei I Sovereign Wealth Funds... - Le caratteristiche dei SWF... - La struttura dei SWF... - Le origini... - I maggiori SWF... - Gli elementi caratteristici dei SWF... -L indiceditrasparenza... - Relazione tra trasparenza e strategia e tra trasparenza e democrazia... Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 7 Pag. 8 Pag. 9 Pag. 10 Pag. 11 Pag. 14 Pag. 15 Pag. 16 Pag. 18 Pag. 18 Pag. 20 Pag. 21 Pag. 23 Pag. 24 Pag. 25 Pag. 26 2

3 Indice 3. Le transazioni dei principali SWF dal Qatar Investment Authority (QIA)... - Dubai International Capital... - Dubai Investment Group... - Temasek... - China Investment Corporation e China Development Bank... - Kuwait Investment Authority... - Abu Dhabi Il ruolo dei SWF e la crisi dei mutui sub prime... - Il ruolo dei SWF e la crisi dei mutui sub prime L impatto dei SWF sul mercato americano ed europeo... - I rischi per l Europa... - Le possibili contromisure... - Le reazioni UE... - Le reazioni USA... - I Principi di Santiago... Appendice Il prezzo di cessione e il rendimento dei Private Equity... Appendice Modalità di calcolo dell indice di trasparenza... Pag. 27 Pag. 29 Pag. 31 Pag. 32 Pag. 33 Pag. 38 Pag. 39 Pag. 40 Pag. 43 Pag. 46 Pag. 47 Pag. 49 Pag. 50 Pag. 51 Pag. 52 Pag. 53 Pag. 54 Pag. 55 Pag. 56 Pag. 57 Pag. 58 3

4 Introduzione Ilpresentedocumentoèstatorealizzatoconl obiettivo di trattare gli elementi caratterizzanti i Sovereign Wealth Fund ( SWF ), istituzioni finanziarie che negli ultimi tempi hanno richiamato l attenzione del mondo finanziario. Alcuni di essi sono sorti durante gli anni 70 ma la loro attività di investimento ha assunto dimensioni rilevanti soprattutto in seguito allo scoppio della crisi di liquidità (originatasi dalla crisi dei mutui sub prime manifestatasi sul finire del 2006 e accentuatasi maggiormente nel corso del 2007) che ha colpito numerose banche a livello mondiale. Prima di procedere all approfondimento dei SWF, viene fornita una breve panoramica sulle caratteristiche dei fondi di Private Equity, sulle dimensioni, sulla struttura e sugli operatori del mercato italiano al fine di avere un parametro di confronto rispetto all attività svolta dai SWF. Inoltre, vengono riportate informazioni sulle tendenze in atto circa le attività di investimento svolte dai fondi di Private Equity. Una volta definiti iti i SWF ed evidenziate i le loro origini, ii è stata t riportata t una descrizione i dei principali i investimenti governativi realizzati dagli stessi. Il documento si conclude con l analisi dei rischi e delle minacce derivanti dallo sviluppo dell attività esercitata dai SWF, nonché delle possibili forme di regolamentazione sulla condotta dei medesimi. 4

5 1. I fondi di Private Equity 5

6 Le caratteristiche dei Fondi di Private Equity Il Private Equity può essere definito come l attività di assunzione di partecipazioni p durevoli e rilevanti nel capitale di imprese, generalmente non quotate, da parte di investitori finanziari specializzati. La finalità dell investimento è quella di accrescere il valore della partecipazione, nel medio termine, per realizzare un consistente capital gain al momento della dismissione della stessa. In considerazione della finalità e della natura dell operazione, l investimento ha un orizzonte temporale 3/5 anni ed il successivo smobilizzo può risentire dell andamento dei mercati mobiliari, sia direttamente nel caso di quotazione in borsa dell impresa oggetto dell investimento, che indirettamente al momento di realizzare la wayout. Il supporto del Private Equity non si limita al solo apporto di capitale di rischio, che potrà essere utilizzato dall impresa per sviluppare nuovi prodotti, nuove tecnologie e per finanziare operazioni di finanza straordinaria, ma si manifesta anche attraverso l introduzione di conoscenze professionali e competenze manageriali altamente qualificate. I soggetti che apportano fondi al Private Equity possono essere distinti in due tipologie: investitori istituzionali: rientrano in questa categoria le società di assicurazione, i fondi pensione ed i fondi di fondi; altri investitori: le banche, le finanziarie di gruppi industriali e gli operatori pubblici. Dal punto di vista terminologico, l investimento istituzionale nel capitale di rischio, definito nella sua globalità attività di Private Equity, si distingue genericamente tra attività di Venture Capital e attività di Buy Out. Più nel dettaglio, le operazioni poste in atto da operatori di Private Equity vengono distinte e classificate come segue: Early stage (o fase di avvio) Fase di crescita 6 Fase di cambiamento Fonte: PricewaterhouseCoopers Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital ( AIFI )

7 Oltrepassati i confini nazionali La tendenza che caratterizza i principali fondi di Private Equity (soprattutto di matrice americana) è quella che riguarda l allargamento dei confini della propria attività di investimento verso i paesi caratterizzati da una maggiore crescita economica. Gli stessi fattori che hanno guidato lo sviluppo dell attività di Private Equity in Europa e negli USA (forma di finanziamento non particolarmente onerosa e caratterizzata da una semplificazione degli adempimenti e delle procedure) sono alla base dei numerosi deal conclusi in Cina, India, Australia, Taiwan e Giappone. I tre giganti americani: Blackstone, Oaktree Capital e Providence Equity Partners hanno annunciato di voler espandere la propria attività in Asia. Tali progetti, tuttavia, potrebbero essere limitati dalla difficoltà di reperire in loco know-how manageriale a causa del basso livello di istruzione della classe media. I flussi transnazionali di capitale dei paesi più industrializzati, come USA, Europa e Giappone, sono attratti dalla possibilità di investire in aziende localizzate in paesi caratterizzati da un forte tasso di crescita della domanda interna, quali la Cina e gli altri paesi del sud-est asiatico, i che offrono un basso costo dei fattori produttivi. i Ulteriore elemento che attrae l attività del Private Equity è la presenza nel paese di infrastrutture finanziarie già consolidate, che rendono più agevole l individuazione dei target ed operatori di Private Equity locali, con i quali effettuare operazioni congiunte e wayout, riducendo così i costi ed i rischi dell operazione. I sostegni fiscali o normativi, determinati da politiche di incentivazione allo sviluppo, possono costituire il volano per attirare un sempre crescente numero di operatori. La stessa creazione di infrastrutture industriali può portare all ingresso di flussi di capitale, cosa che è accaduta in Brasile, dove il governo ha annunciato sul finire del 2007 il Program for Accelerated Growth sostenuto da un forte apporto di fondi pubblici. Contro il fenomeno dell emigrazione degli investimenti che sta caratterizzando i Fondi europei e americani, non sono mancati atteggiamenti di tutela da parte dei paesi target. Ad esempio, le autorità cinesi, preoccupate delle acquisizioni straniere delle proprie aziende, hanno bocciato le acquisizioni proposte da Goldman Sachs e Carlyle Group su alcune attività locali e contemporaneamente, hanno suggerito di accelerare lo sviluppo di società locali di Private Equity. 7

8 1 La raccolta e le performance a livello globale RACCOLTA GLOBALE ($/Mld) La raccolta globale durante i primi nove mesi del 2008 è in linea con quella dello scorso anno (304 miliardi di dollari al 30 settembre contro i 398 complessivamente raccolti nel 2007). Ciò nonostante, è 342 cambiata la dimensione delle operazioni: ad essere maggiormente colpiti dalla crisi sono soprattutto i grandi investimenti resi difficili dalla scarsa 256 liquidità presente sui mercati e dai problemi associati all utilizzo della leva. In merito a quest ultimo aspetto, la ridotta disponibilità di capitale di debito, in termini assoluti, nonostante la riduzione dei tassi di interesse, ha infatti sensibilmente limitato la possibilità di utilizzo di schemi di acquisizione particolarmente aggressivi, portando necessariamente ad un aumento dell utilizzo dell equity. Da qui, l esigenza per i gestori dei set-08 fondi di ricercare la creazione di valore necessaria per il raggiungimento degli ambiziosi programmi di performance lavorando sempre più sui fondamentali dell azienda e sempre meno sulle strutture finanziarie. 1 RECESSIONE IRR NETTI PRIVATE EQUITY 33% NO RECESSIONE 32% 29% 27% 25% 25% 23% 20% 19% 18% 18% 15% 14% 14% 13% 11% 11% 10% 9% 8% 7% 6% Fonte: AIFI Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital 8 L ottica di lungo termine che caratterizza questi investimenti va tenuta bene in considerazione anche nei periodi di crisi. La possibilità di continuare a mantenere in portafoglio le partecipazioni p precedentemente acquisite, ovvero la mancanza di un esigenza di vendita immediata, deve infatti in questo momento essere vista come un opportunità, pur chiamando gli operatori ad una sfida difficile obbligandoli a cercare nuove strade di creazione di valore. Inoltre, è empiricamente provato come le migliori performance dei fondi di Private Equity siano riconducibili proprio alle iniziative nate nei periodi di crisi, quando in effetti si presentano le migliori ili i opportunità ià di acquisto. Per maggiori i informazioni sul calcolo dell Internal Rate of Return ( IRR ) vedere Appendice 1.

9 La via italiana al Private Equity Le operazioni di acquisizione del capitale di rischio da parte delle aziende per mezzodeifondidiprivateequity in Italia si sono sviluppate seguendo modalità diverse da quelle che caratterizzano i paesi di cultura anglosassone (USA e Inghilterra), al punto da poter identificare una via italiana al Private Equity. Mentre nei mercati anglosassoni gli intermediari ispecializzati nel capitale di rischio difficilmenteil acquisiscono ii quote di minoranza, in Italia questa peculiarità è invece abbastanza diffusa ed è strettamente collegata alla diversa struttura imprenditoriale ed industriale del Paese. In particolare, il mondo dell impresa italiana è caratterizzato dalla vasta presenza di società non quotate a controllo familiare, spesso operanti in settori maturi e colpite da problematiche riguardantird il passaggio generazionale. rzi Molte operazioni concluse sul mercato nazionale hanno visto agire, in partnership, l operatore di Private Equity (attraverso acquisizioni di partecipazioni di minoranza) e l imprenditore familiare che, pur mantenendo il controllo, ha consentito l ingresso nella propria struttura di un operatore in grado di apportare risorse finanziarie ed expertise manageriale. Il quadro, che si è andato delineando negli ultimi tempi con riferimento al mercato italiano, mette in evidenza per il 2007 le seguenti caratteristiche: l ammontare delle risorse raccolte ha raggiunto circa 3 miliardi di euro e una quota sempre maggiore delle stesse viene raccolta sui mercati dei capitali esteri. In particolare, nel 2007 i capitali raccolti di origine straniera hanno raggiunto il 57%deltotalecontroil 50% del 2006 e il 39% del 2005 (fonte: Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital AIFI ); accanto alla figura degli investitori istituzionali privati tradizionali, si stanno affacciando entità statali e/o agenzie governative; il numero delle operazioni concluse è salito a quota 302 contro le 292 del

10 La via italiana al Private Equity e profilo medio degli investimenti Gli ultimi dati resi disponibili dall AIFI e facenti riferimento al 1 semestre 2008, mostrano: l ammontare delle risorse raccolte ha raggiunto 914 milioni di euro (-37% rispetto allo stesso periodo 2007) il 78% dei quali provenienti dall Italia; nonostante la crisi dei mercati finanziari, si sono registrate 170 nuove operazioni di investimento per un controvalore complessivo di circa 2,8 miliardi di euro. PROFILO MEDIO DEGLI INVESTIMENTI /09/2008 Tiplogia i di investimentoi Buy Out Quota media acquisita 60,5% 70,0% 68,0% Regione Settore Lombardia Prodotti per l'industria e beni di consumo Fatturato /Mln Dipendenti EV/Sales 1,1x 1,3x 1,1x EV/Ebitda 7,1x 7,5x 7,4x Grado di leva (D/E) 2,9 1,8 1,5 Net Debt/Ebitda 5,6x 5,0x 3,1x 4 2,4 UTILIZZO DELLA LEVA FINANZIARIA 3,7 4,2 1,7 1, set-08 Debito netto/equity Fonte: AIFI Associazione i Italiana dlpi del Private Equity e dlv del Venture Cpitl Capital ; PEM Pi Private Equity Monitor 5,6 2,6 5 1,8 Debito netto/ebitda Per quanto riguarda le modalità di intervento anche in Italia è riscontrabile il fenomeno della riduzione della leva finanziaria: secondo i dati del Piravate Equity Monitor PEM, nei primi nove mesi del 2008 il multiplo medio del debito utilizzato per le acquisizione si è fermato a 3,1 volte il margine operativo lordo dell impresa acquisita, contro un valore mediamente pari a 5x riscontrato nel corso del ,1 1,5

11 Dati del mercato italiano FASE RACCOLTA INVESTIMENTI DISINVESTIMENTI CARATTERISTICHE Nel 1 semestre 2008, la raccolta è stata pari a 914 Mln/ (-39% rispetto allo stesso periodo 2007). Tale raccolta è così ripartita: 1) 703 Mln/ (77% del totale) provenienti da operatori indipendenti; 2) 187 Mln/ (20% del totale) provenienti da società capogruppo di veicoli di investimento; 3) 24 Mln/ (3% del totale) provenienti da capital gain da disinvestimenti, disponibili per nuovi investimenti. La quota di capitali di derivazione non domestica ha rappresentato il 22% del totale delle risorse raccolte. La quota di derivazione domestica è invece alimentata in primis dai fondi di fondi seguiti dalle banche, dai fondi pensione, dagli investitori individuali, dalle fondazioni bancarie, dalle assicurazioni, dal mercato dei capitali e da altri. Nel 1 semestre 2008, l'attività di investimento ha raggiunto milioni di euro (+ 45% rispetto allo stesso periodo 2007) ed ha visto la realizzazione di 170 operazioni (+15% rispetto allo stesso periodo 2007). In base alla destinazione delle risorse dei fondi per dimensione dell'operazione, si distingue una consistente destinazione delle risorse verso deal di ammontare small e medium (1.672 milioni di euro) e una destinazione altrettanto consistente verso deal large e mega (1.160 milioni di euro). Circa milioni di euro di investimenti sono stati indirizzati verso operazioni di Buy Out, 344 milioni verso operazioni di Expansion (investimenti di minoranza finalizzati a sostenere i programmi di sviluppo di imprese esistenti), 52 milioni verso operazioni di Early Stage e milioni verso operazioni di Replacement. Il 63% del numero degli investimenti è stato realizzato al Nord, il 25% al Centro e il 5% al Sud ed Isole; il restante 7% all'estero. La distribuzione geografica dell'ammontare investito presenta i seguenti valori (49% Nord, 45% Centro, 2% Sud e Isole, 4% Estero). L'ammontare disinvestito nel corso del primo semestre 2008, calcolato al costo di acquisto delle partecipazioni, ha raggiunto la quota di 739 milioni di euro (-50% rispetto allo stesso periodo 2007). La distribuzione percentuale di disinvestimenti per tipologia (in termini di ammontare) vede al primo posto la vendita ad altri investitori (39%), trade (35%), write off (2%) e altro (12%) Fonte: AIFI Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital (I Sem 2008) 11

12 Dati del mercato italiano Evoluzione capitali raccolti ( /Mln) Origine geografica dei capitali raccolti sul mercato Italia Estero % 50% 57% 22% % 50% 43% 78% I Sem I Sem % Distribuzione % numero di investimenti per classi di fatturato ( /Mln) delle aziende target I Sem 2008 PMI 68,2% 20% 10% 10% 16% 9% Il 68,2% del numero degli investimenti è stato realizzato verso realtà imprenditoriali appartenenti alla categoria delle Piccole e Medie Imprese ( PMI ) (PMI) caratterizzate da fatturato compreso tra 0 e 50 milioni di euro. /Mln Fonte: AIFI Associazione Italiana del private Equity e Venture Capital (I Sem 2008)

13 Dati del mercato italiano 45 Distribuzione regionale del numero di investimenti I Sem Il numero dei deal complessivi conclusi nel corso del 1 semestre 2008 è pari a 170. Il numero totale di investimentii i distribuitiib i i sulle regioni i italiane è pari a158.il differenziale, i pari a 12 investimenti, riguarda quelli compiuti all estero. 13 Fonte: AIFI Associazione Italiana del private Equity e Venture Capital (I Sem 2008)

14 Le potenzialità del mercato italiano Mercato italiano: imprese Circa imprese attualmente nel portafoglio degli operatori imprese manifatturiere Solo 185 imprese partecipate dal Private Equity negli ultimi 5 anni nuove start up all anno Solo 40 nuovi investimenti in start-up italiane all anno Fonte: AIFI Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital 14

15 Numero e ammontare degli investimenti nei principali Paesi europei % % Andamento principali mercati europei I Sem 2008 Numero Ammontare /Mln Importi in rosso e in bianco = variazioni % rispetto al I Sem % % % +20% -2% Francia Italia Spagna Germania I dati resi disponibili dall AIFI consentono di conoscere l ammontare degli investimenti originati dall attività di Private Equity e Venture Capital sia nel mercato italiano sia nei mercati francese, spagnolo e tedesco, relativamente al primo semestre % Nel grafico, i valori espressi in termini percentuali indicano le variazioni sia del numero delle operazioni che del loro ammontare, rispetto al I semestre Fonte: AIFI Associazione Italiana del private Equity e Venture Capital (I Sem 2008)

16 Andamento degli investimenti nei principali Paesi europei ITALIA ( /Mln) FRANCIA ( /Mln) % -21% I Sem 2007 I Sem 2008 I Sem 2007 I Sem 2008 GERMANIA ( /Mln) SPAGNA ( /Mln) % -37% I Sem 2007 I Sem 2008 I Sem 2007 I Sem Fonte: AIFI Associazione Italiana del private Equity e Venture Capital (I Sem 2008)

17 2. I Sovereign Wealth Funds 17

18 Le caratteristiche dei SWF Tradizionalmente le riserve nazionali, accumulate attraverso la vendita delle risorse naturali e l esportazione della produzione nazionale, venivano investitei dig dai Governi nazionali per proteggere le banche nazionali e la valuta locale da eventuali crisi economico/finanziarie. Le disponibilità, per tali motivi, erano utilizzate per acquisire asset facilmente smobilizzabili, come metalli preziosi ovvero valute pregiate (i.e. dollari USA) e titoli di stato ad alta stabilità, come ad esempio i Buoni del Tesoro americani o tedeschi, che garantiscono ritorni sicuri ma modesti. Di recente questa tendenza ad investire solamente in asset facilmente smobilizzabili si è modificata. I Governi dei Paesi con ampi avanzi commerciali (ad esempio la Cina) o produttori di risorse energetiche (ad esempio i Paesi del Golfo Persico) hanno, infatti, visto crescere le riserve da loro detenute. Il surplus di risorse - non necessario a fronteggiare le esigenze di liquidità del breve periodo - è stato utilizzato dai Governi per sostenere investimenti di più lungo periodo allocando le maggiori disponibilità nell acquisizione di partecipazioni in imprese internazionali. L acquisizione di partecipazioni significative in tali aziende permette di investire parte delle risorse nazionali in modo più aggressivo, con l obiettivo di ottenere ritorni di capitale maggiori, sostenendo, tuttavia, un rischio più elevato. Attraverso questa tipologia di investimento, gli Stati riescono anche a diversificare il loro portafoglio d investimenti proteggendosi maggiormente da eventuali crisi finanziarie. Inoltre, l entrata nel capitale di aziende internazionali consente al Paese investitore di ottenere il know how tecnologico già sviluppato dalle imprese stesse senza dover sostenere onerosi e rischiosi programmi di sviluppo e ricerca, che in genere richiedono il finanziamento di progetti a lungo termine. 18

19 Le caratteristiche dei SWF Le acquisizioni da parte degli Stati sovrani del capitale delle suddette imprese avviene in genere attraverso l istituzione dei cosiddettisovereignwealthfund SWF, che operano attraverso l acquisizione di quote di Fondi di Private Equity tradizionali, attraverso la creazione di fondi di Private Equity pubblici, o per mezzo della costituzione ex-novo di veicoli finanziari. L alta capitalizzazione dei fondi, generata dall elevata consistenza dell investimento in azioni di aziende operanti in diverse parti del mondo e settori dell economia, rappresenta una forma di impiego diversificata e di lungo periodo delle riserve valutarie. Per i Governi nazionali, il valore di questa categoria di asset, tuttavia, non risponde solamente a logiche economiche/finanziarie ma rappresenta anche uno strumento strategico/politico. La costituzione dei SWF, infatti, consente ai Governi di gestire autonomamente il capitale investito senza dover adempire ai requisiti di trasparenza imposti dai mercati (i.e. senza dover dichiarare l ampiezza delle risorse gestite e svelare l identitài dell azionariato) i esenza dover centrare come unico obiettivo i il semplice ritorno economico. Tli Tali Fondi, pertanto, consentono ai Governi di avere a disposizione uno strumento finanziario che, all occorrenza, potrà privilegiare e tutelare gli interessi nazionali. 19

20 La struttura dei SWF I SWF sono fondi posseduti e gestiti direttamente da Stati sovrani. I SWF, utilizzano le riserve nazionali accumulate per investire in strumenti finanziari quali obbligazioni, azioni e beni patrimoniali. Gli Stati che finora hanno costituito i SWF sono quelli che negli ultimi anni hanno generato un avanzo primario di bilancio o che registrano una bilanciai commerciale conl estero positiva, i derivante essenzialmente dall esportazione di materie prime. I SWF possono essere finanziati: dall esportazione delle risorse naturali, tra cui il petrolio. In questo caso i SWF sono stati strutturati attraverso l istituzione di fondi pensione (ad es. in Norvegia ed Alaska; per maggiori dettagli si veda l Appendice 1), di sovereign oil funds, investment companies ufficiali o anche attraverso la creazione di holding industriali e finanziarie; attraverso i surplus della bilancia commerciale. In genere, in questo secondo caso, i SWF sono entità finanziarie la cui raccolta deriva da depositi in valuta estera o da special drawing rights (unità di conto delle riserve valutarie) del Fondo Monetario Internazionale, detenuti dalle Banche Centrali e dalle altre autorità monetarie. tri I SWF svolgono la loro attività attraverso: istituzione di veicoli societari o di holding industriali e finanziarie interamente controllate dallo Stato; creazione o partecipazione in fondi di Private Equity; costituzione o partecipazione p in fondi immobiliari. 20

21 Le origini L attuale diffusione nei mercati mondiali degli SWF rappresenta una realtà d importanza primaria. La capitalizzazione complessiva dei SWF supera i $ miliardi (fonte: SWF 16 febbraio 2009). I prodromi del processo che ha portato alla diffusione degli SWF sono riconducibili all operazione attuata nel 1956 dall amministrazione inglese delle Gilbert Islands, in Micronesia, che - imponendo una tassa sull esportazione di fosfati per la fertilizzazione - creò il Kiribati Revenue Equalisation Reserve Fund, che oggi detiene un portafoglio di investimenti pari a $ 520 milioni cresciuto nove volte più del PIL del piccolo atollo. La successiva evoluzione di tale processo si è avuta nel 1974, quando il governo di Singapore creò la Temasek Holding (veicolo operativo) con lo scopo di gestire tutti gli investimenti statali. Nel 1981 il Governo, aseguito della crescita del patrimonio gestito, ha istituito la oration ( GIC ). La GIC nel 1981 gestiva asset il cui valore era di circa 5 miliardi di dollari; in 25 anni di attività di investimento, il portafoglio di GIC ha registrato una crescita esponenziale (330 miliardi di dollari di asset under management; fonte: SWF Institute). 21

22 Le origini Alcuni dei tentativi di entrata nel capitale di rischio di società private, da parte degli stati nazionali sono stati bloccati per questioni di interesse nazionale. Il primo caso di operazione bloccata risale al A seguito del crollo delle Borse mondiali (19 ottobre 1987), la privatizzazione dell ultimo 31% del colosso petrolifero inglese British Petroleum ( BP ) era andata fallita. Il SWF del Kuwait agendo in massima segretezza riuscì a rastrellare più del 20% delle azioni BP. Il governo di Londra considerò inacettabile che uno Stato estero con forti interessi petroliferi non necessariamente allineati con quelli della Gran Bretagna e della BP potesse detenere una posizione rilevante nella società petrolifera. Lo stesso, intervenendo tramite l appoggio dell Antitrust britannico, riacquistò per oltre due miliardi di sterline la quota detenuta dal fondo di proprietà del governo del Kuwait. L entrata in scena della Cina, per le dimensioni delle sue riserve e per il suo peso geopolitico ha reso ancora più evidente il rischio per i Governi occidentali di perdere il controllo di asset strategici situati nel proprio territorio Gli USA, in particolare, si sono resi già protagonisti di azioni difensive per impedire le operazioni avviate da veicoli gestiti da governi di Paesi emergenti (come ad esempio, l acquisizione da parte cinese della società petrolifera Unocal e l offerta di Dubai per rilevare la gestione di cinque porti americani). 22

23 I maggiori SWF STATO FONDO ASSETS $ MILIARDI ANNO DI FONDAZIONE UAE - Abu Dhabi Abu Dhabi Investment Authority Arabia Saudita SAMA Foreign Holdings 433 na Singapore Government of Singapore Investment Corporation Cina SAFE Investment Company 311,6 na Norvegia Government Pension Fund Global Kuwait Kuwait Investment Authority 233, Russia National Welfare Fund 225, Cina China Investment Corporation Cina - Hong Kong Hong Kong Monetary Authority Investment Portfolio Singapore Temasek Holdings UAE - Dubai Investment Corporation of Dubai Cina National Social Security Fund Libia Libyan Investment Authority Qatar Qatar Investment Authority Algeria Revenue Regulation Fund Australia Australian Future Fund 43, Kazakhstan Kazakhstan National Fund Brunei Brunei Investment Agency South Korea Korea Investment Corporation US - Alaska Alaska Permanent Fund Francia Strategic Investment Fund Malaysia Khazanah Nasional 25, Irlanda National Pensions Reserve Fund 22, Cile Social and Economic Stabilization Fund 21, STATO FONDO ASSETS $ MILIARDI ANNO DI FONDAZIONE US - New Mexico New Mexico State Investment Office Trust Canada Alberta's Heritage Fund 14, Bahrain Mumtalakat Holding Company Iran Oil Stabilisation i Fund 12, Nigeria Excess Crude Account Azerbaijan State Oil Fund 10, UAE - Abu Dhabi Mubadala Development Company New Zealand New Zealand Superannuation Fund 91 9, Oman State General Reserve Fund 8, Botswana Pula Fund 6, Brasile Sovereign Fund of Brazil 5, Arabia Saudita Public Investment Fund 5, Cina China-Africa Development Fund US - Wyoming Permanent Wyoming Mineral Trust Fund 3, US - Alabama Alabama Trust Fund 3, East Timor Timor-Leste Petroleum Fund 3, Trinidad & Tobago Heritage and Stabilization Fund 2, Malaysia Terengganu Investment Authority 2, Vietnam State Capital Investment Corporation 2, UAE - Ras Al Khaimah RAK Investment Authority 1, Venezuela FIEM 0, Kiribati Revenue Equalization Reserve Fund 0, Indonesia Government Investment Unit 0, Mauritania National Fund for Hydrocarbon Reserves 0, UAE - Federal Emirates Investment Authority na 2007 TOTALE 3.914,4 Fonte: SWF 16 febbraio 2009

24 Gli elementi caratteristici dei SWF I SWF, se comparati ad altri soggetti finanziari, Origine delle risorse dei SWF Distribuzione geografica dei SWF hanno risorse finanziarie relativamente più basse: 1. il patrimonio bancario è 19 volte maggiore; 2. la capitalizzazione delle borse, 16 volte maggiore. La forza dei SWF risiede nel fatto che il loro patrimonio, pur essendo comparativamente più piccolo, è concentrato in pochissimi soggetti (circa 20) a fronte di centinaia di migliaia di soggetti che compongono tutti gli altri Operatori. Altro 36% Petrolio e Gas 64% Fonte: SWF 16 febbraio 2009 Asia 35% America 2% Altri 4% Europa 13% Middle East 46% 72 Comparazione asset (US $/Trillion) Proiezione volumi delle risorse gestite da SWF (US $/Trillion) 23 CAGR: 12,1% ,7 3,9 5 6,5 8, , Fonte: SWF 16 febbraio La crescita attesa delle risorse dei SWF (sopra riportata), è basata sulla crescita degli ultimi 10 anni registrata dalle riserve ufficiali delle banche centrali. In giallo sono riportati i dati attuali mentre in grigio le proiezioni. Fonte: Kern, 2008, Deutsche Bank Researc

25 L indice di trasparenza I SWF si caratterizzano per la poca trasparenza riguardo ad aspetti rilevanti della loro attività quali l ammontare di risorse da essi gestita, la destinazione dei loro investimenti e gli obiettivi che essi si prefiggono. Edwin M. Truman (Peterson Institute for International Economics) ha proposto una serie di best practice per i fondi sovrani e ha sviluppato un insieme di indicatori che misurano il grado di aderenza ad esse dei fondi. Gli indicatori di Trumansonobasatiesclusivamentesuinformazioni pubbliche e ufficiali e sono distinti in quattro categorie: struttura, governance, trasparenza e comportamento. Si riporta di seguito il valore dell indice associato ai principali SWF: STATO FONDO INDICE DI TRUMAN ASSETS $ MILIARDI USA Alaska Permanent Fund Norvegia Government Pension Fund - Global Australia Australian Government Future Fund 80 43,8 Cina - Hong Kong HK Exchange Fund Kazakhstan Kazakhstan National Fund (KNF) Corea del Sud Korea Investment Corporation (KIC) 51 na Russia National Welfare Fund ,1 Kuwait Kuwait Investment Authority (KIA) ,7 Singapore Temasek Holding Singapore Government Investment Corporation Cina - Hong Kong China Investment Corporation Algeria Revenue Regulation Fund Brunei Brunei Investment Authority (BIA) EAU Abu Dhabi Investment Authority (ADIA) Qatar Qatar Investment Authority (QIA) 9 60 Fonte: SWF 16 febbraio 2009 I risultati di Truman mostrano che alcuni SWF ottengono punteggimoltoalti(èquestoilcasodelfondonorvegeseche ottiene complessivamente un punteggio pari a 92). All estremo opposto, alcuni fondi ottengono punteggi straordinariamente bassi (il caso più notevole è quello di ADIA - Abu Dhabi Investment Authority, il più grande SWF, che ottiene un punteggio pari a 9): i fondi di grande ga dedimensione so e sono o quelli qe che cehanno la maggior probabilità pobab tàdi non adottare (o di adottare meno) la best practice individuata da Truman. 25

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