Maggio ABI Position Paper

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Maggio 2005. ABI Position Paper"

Transcript

1 Position Paper in risposta al Documento di consultazione del Comitato di Basilea sull applicazione di Basilea II alle attività di Trading e Trattamento degli effetti del Double Default Maggio 2005 ABI Position Paper

2 Sommario Premessa... 3 The treatment of counterparty credit risk and cross-product netting... 4 Approval to adopt an internal modelling method under EDA... 4 Internal Modelling Method (IMM)... 5 Il coefficiente Alfa... 5 Effective EPE... 6 Eligible collateral under EPE computation... 6 Risk Neutral vs. actual distributions... 7 Margin agreements... 7 Model Validation... 7 Stress testing... 8 Integrity of Modelling Process... 8 Standardized Method (SM)... 8 Il Coefficiente beta... 8 Credit Conversion Factor... 9 Collateral... 9 Altre considerazioni... 9 The treatment of Double Default Aspetti generali Protection providers Obligors Correlation parameters Maturity effects Ulteriori considerazioni Double recovery effects Calculation of expected losses Stress testing Pillar Short Term Maturity Adjustment Improvements to the current trading book regime Perimetro del trading book Modellizzazione del rischio di evento e del rischio di default Trattamento delle posizioni poco liquide Altre considerazioni A proposed capital treatment for unsettled and failed trades /20

3 Premessa Gli Uffici dell ABI, al fine di elaborare la posizione del sistema bancario italiano con riferimento al documento di consultazione del Comitato di Basilea The Application of Basel II to Trading Activities and the Treatment of Double Default Effects, hanno raccolto dagli Associati i diversi punti di vista e le diverse proposte sugli aspetti trattati nel documento stesso. Sulla base delle osservazioni pervenute, nonché delle attività svolte da alcuni appositi gruppi di lavoro interbancari, è stato predisposto dall ABI l allegato position paper che è stato trasmesso alle Autorità di Vigilanza nazionali, alla Comitato di Basilea e, in versione leggermente modificata, alla Commissione Europea. 3/20

4 The treatment of counterparty credit risk and cross-product netting Appare opportuno evidenziare che, pur condividendo l obiettivo dei regulators di promuovere presso le istituzioni finanziarie lo sviluppo di metodologie di valutazione e analisi sempre più avanzate, occorre porre particolare attenzione affinché a tale sforzo conseguano risparmi tali da giustificare gli investimenti necessari per lo sviluppo delle analisi richieste. In questa ottica, la calibrazione dei parametri moltiplicativi alfa e beta appare giocare un ruolo di rilevante importanza. Approval to adopt an internal modelling method under EDA Il consultative document prevede che per i derivati OTC, per cui la banca non riceve l approvazione ad utilizzare il modello interno, la stessa può ottenere l approvazione ad utilizzare il metodo standard o altrimenti deve usare il metodo del valore corrente (CEM). La proposta prevede la possibilità di usare congiuntamente tutte e tre le metodologie a livello di gruppo, mentre tale opzione sarebbe invece preclusa alle singole entità legali. Tale approccio non pare ottimale alla luce del fatto che la realtà operativa, soprattutto per una banca commerciale, non prevede un trattamento uniforme su portafogli diversi. Ad esempio l operatività di vendita di derivati alla clientela è una attività assai diversa da quella dei derivati di Tesoreria o di copertura o ALM. Anche per quanto riguarda gli accordi di netting, sono in numero limitato per le controparti corporate mentre più diffusi sull interbancario (ed enti finanziari in genere). Considerato che i diversi approcci utilizzabili hanno una diversa complessità computazionale, sarebbe opportuno prevedere una maggiore flessibilità di applicazione dei modelli e, pur non consentendo arbitraggi regolamentari, è auspicabile che sia concesso che si possano utilizzare metodologie differenziate, anche all interno della medesima legal entity. Sarebbe inoltre particolarmente utile prevedere la possibilità dell uso combinato dei modelli non solo all interno di un gruppo di prodotti, ma anche all interno della stessa controparte. E infatti sempre più diffusa nel Trading Book la presenza di derivati OTC di difficile modellizzazione ai fini del calcolo dell EPE (si pensi ad esempio a contratti di Equity Swap in cui una gamba è rappresentata da una opzione esotica legata a un paniere di asset). Dato che con una stessa controparte di consueto si hanno più contratti in derivati OTC di diversa natura, sarebbe preferibile avere la possibilità di applicare il modello interno per tutti i contratti per i quali la modellizzazione lo consente e il metodo standard (o il metodo del valore corrente) per i restanti contratti indipendentemente dalla legal entity. 4/20

5 Internal Modelling Method (IMM) Il coefficiente Alfa Nel consultation document si propone un coefficiente Alfa pari a 1.4, con possibilità per i singoli supervisors di incrementarlo, e nel caso in cui tale coefficiente venga stimato internamente, viene stabilito in floor pari a 1.2. Ciò pare particolarmente penalizzante. Il livello del coefficiente alfa di 1.4 proposto appare assai penalizzante perché stimato in base ad ipotesi che presuppongono una ridotta granularità e diversificazione delle controparti in portafoglio nonché della numerosità dei fattori di rischio. Questo contrasta con le proprietà dei portafogli reali delle Banche. Nel caso di sviluppo di modello per la stima interna di tale parametro, che richiede costi e risorse, l imposizione di un floor a 1.2, potrebbe non giustificare i costi implementativi, anche considerando che un modello interno potrebbe verosimilmente determinare livelli più bassi di 1.2. I principali operatori di mercato (tra cui l ISDA), infatti, hanno avviato una interessante discussione su questo tema e in particolare hanno stimato un coefficiente alfa intorno inferiore al floor imposto. L effetto penalizzante che ne determinerebbe potrebbe costituire, quindi, un disincentivo per le Banche ad affinare la metodologia utilizzata per la stima del fattore maggiorativo alpha e di conseguenza del Capitale Economico. Va inoltre considerato che il valore del fattore Alfa, essendo determinato come rapporto tra il capitale economico derivante da una full simulation (fattori di rischio di credito e mercato) dell esposizione delle controparti e il capitale economico basato sull EPE, dipende dalla composizione del portafoglio, ed in particolare dal numero di controparti, dal tipo di contratti e dalle loro scadenze. Inoltre, come detto, il coefficiente in parola risulta anche determinato dalla metodologia utilizzata per la stima dell EPE: il suo valore infatti tiene conto del rischio derivante dalla granularità adottata nella stima dell esposizione. Di conseguenza, quanto maggiore sarà la granularità adottata tanto minore sarà il fattore maggiorativo necessario per tener conto del rischio derivante da questa. Ciò premesso, appare più opportuno che non venga indicato alcun floor al parametro alpha, lasciando al Supervisor, in sede di validazione del modello, autorizzare un valore di alpha coerente con le caratteristiche di portafoglio della specifica banca. In alternativa, si potrebbe prevedere che la normativa determini distinti valori di alpha, ciascuno dei quali legato a determinate caratteristiche di portafoglio e metodologia adottata per la stima dell EPE, così da lasciare flessibilità alle singole banche. 5/20

6 Effective EPE Il requisito di stima giornaliera dell EPE appare piuttosto oneroso e di dubbia utilità: appare opportuno interpretare il requisito nei termini di un calcolo su base giornaliera per i primi giorni della time bucket ma con periodicità di reporting meno frequente. La regolamentazione prevede una rigida identificazione dei bucket temporali sui quali occorre determinare il profilo di EE. Tale scelta appare troppo vincolante e non in linea con la best practice: infatti, per ottimizzare la stima di EPE, il raggruppamento degli strumenti per classi di bucket dovrebbe essere opportunamente tarato sulle posizioni detenute e sulla struttura dei portafogli della banca. In particolare, al fine di tenere conto di contratti con short maturities, si potrebbe ipotizzare di utilizzare intervalli temporali di diversa t ampiezza, (ad esempio, time bucket settimanale fino ai tre mesi, mensile fino all anno, trimestrale tra il 1 e 2 anno, semestrale fino al 5 e poi annuale). Aumentando quindi i buckets temporali di breve scadenza si riesce a cogliere in modo più puntuale l evoluzione del profilo dell EE per i contratti che presentano scadenze a breve. Le tempistiche di introduzione appaiono troppo stringenti: soprattutto il requisito che prevede che, per l approvazione del modello, sia registrato il suo effettivo utilizzo nell anno precedente appare difficile da soddisfare, date le scadenze effettive previste dall introduzione della normativa. Sarebbe pertanto auspicabile prevedere, in una prima fase transitoria, una certa discrezionalità per le singole autorità di vigilanza nell applicazione di tale previsione. In termini di collaterale, è stato ipotizzato come periodo di rischio sulle controparti collateralizzate un riferimento minimo di 2 settimane. Tale periodo dovrebbe essere in linea con la market practice, secondo al quale viene normalmente utilizzato un riferimento temporale di 10 giorni. Infine, il calcolo dell EPE lorda e netta - ossia l evidenza separata dell impatto del collateral - appare poco applicabile alle Securities Financial Transactions e, in particolare, ai contratti di pronti contro termine. Inoltre, l effettuazione di stress test anche con riferimento alla EPE lorda pare comportare un carico di lavoro ingiustificato, tenuto conto della natura stessa delle Securities Financial Transactions e delle operazioni in derivati collateralizzati. Si segnala inoltre che valutare il rollover risk attraverso l esplicitazione di ipotesi di rollover potrebbe portare a stime non rappresentative dell EPE. Al riguardo si ritiene che la definizione stessa dell Effective EPE come valore medio ponderato dei valori massimi assunti dall EE sia sufficientemente cautelativa e in grado di tenere conto in misura adeguata del rischio derivante dal roll-over. Eligible collateral under EPE computation Per le banche che utilizzano l approccio IRB, tutti i tipi di financial e commodity collateral dovrebbero rientrare nel calcolo dell EPE. Per quanto riguarda la 6/20

7 riconoscibilità di un collateral sembra opportuno applicare, ed eventualmente rafforzare, le regole previste al paragrafo 509 dell Accordo 1 piuttosto che tracciare un limite in termini di qualità creditizia 2. Risk Neutral vs. actual distributions Il consultation paper suggerisce che la metodologia da applicare per il calcolo dell EPE dovrebbe essere quella di usare la distribuzione risk neutral ai fini di pricing dei Derivati OTC e l actual distribution per la stima, ad esempio tramite simulazioni, delle misure di rischio, evidenziando tuttavia che nessuna delle due appare nella prassi più idonea dell altra. Ciò considerato, si conferma l opportunità di non prevedere all interno delle norme previsioni specifiche sulla distribuzione da adottare, lasciando la scelta di utilizzare una distribuzione dei fattori di rischio piuttosto che un altra (risk-neutral o actual) alla discrezionalità della banca stessa, previa approvazione da parte della competente autorità di vigilanza. Margin agreements Con riferimento all ipotesi in cui il netting set è soggetto ad accordi di marginazione tra le parti e il modello interno tiene conto di tale circostanza, il valore di EE così calcolato può essere utilizzato direttamente per calcolare la EAD. Si segnala tuttavia un disallineamento tra il calcolo della EAD che, per il primo anno, si basa sulla definizione di Effective EPE, e quello della formula dell Accordo che contempla solo l utilizzo dell Expected Exposure. Sarebbe pertanto opportuno una maggiore coerenza, emendando la formula generale, ovvero uno specifico chiarimento circa l utilizzo. Model Validation Requisito per la validazione del Modello Interno è l abilità di simulare variazioni nei fattori di rischio (tassi d interesse, tassi di cambio, indici azionari ) su orizzonti temporali maggiori di 1 anno, potenzialmente fino alla maturity del contratto. Ciò comporta, ad esempio, per i tassi d interesse, l analisi delle serie storiche per la stima dei vettori di mean reversion level e mean reversion coefficient e la scelta del processo stocastico che meglio descrive il moto dei fattori di rischio nel tempo. Si tratta, in sintesi, di adottare modelli matematiciprobabilistici basati su ipotesi che potrebbero risultare non robuste all aumentare di. t Tale requisito potrebbe da un lato rappresentare un disincentivo all adozione del Modello Interno, dall alto portare a scelte metodologiche, con conseguenti valutazioni di profili di EE, non pienamente rappresentativi. Si pensi, ad esempio, alla possibilità - come previsto nei contratti ISDA in derivati OTC - di 1 Esistenza di un valore certo di mercato e rivalutazione periodica. 2 Ad esempio alcuni titoli investment grade possono risultare altamente illiquidi e non consentire una valutazione giornaliera. 7/20

8 fissare una clausola che permette alle controparti di chiudere il contratto anticipatamente (c.d. Break Clauses). In questi casi infatti il contratto viene preso in considerazione sino alla data della possibile chiusura anticipata, indipendentemente dalla scadenza contrattuale. Si potrebbe, pertanto, ipotizzare di formulare un requisito meno stringente, richiedendo l abilità di simulare variazioni nei fattori di rischio (tassi d interesse, tassi di cambio, indici azionari ) su orizzonti temporali maggiori di 1 anno, ad esempio fino a 5 anni. Stress testing E previsto che le banche abbiano in piedi idonei processi di stress testing e, nell ambito di questi, deve essere valutata its solvency target over the life of all contracts in each netting set. Considerato che uno stesso netting set può essere costituito da contratti con maturity molto differente (da 1 anno a 30 anni) sarebbe opportuno avere maggiori e più chiare indicazioni su quali stress test usare a tale scopo. Integrity of Modelling Process Viene indicato di utilizzare serie storiche di dati di mercato di almeno 3 anni per stimare matrici di volatilità e correlazione al fine di cogliere un intero ciclo economico. Tuttavia, si ritiene che i valori di mercato più recenti siano maggiormente significativi e rappresentativi, di conseguenza si suggerisce di dare la possibilità di stimare le matrici di volatilità e correlazione mediante serie storiche di 1 anno e adottando metodologie quali l EWMA che permette, attraverso l utilizzo di pesi decrescenti con il tempo, di dare maggior rilevanza alle osservazioni più recenti, in analogia con le metodologie in uso nei modelli interni per la stima del rischio generico di Trading Book. Standardized Method (SM) Il Coefficiente beta Appare importa sottolineare, quale considerazione generale, l opportunità che il coefficiente beta sia definito in base ad evidenze empiriche, così da incentivare lo sviluppo di un modello interno di misurazione del CCR. In tal senso, occorre ricordare l implicita forte prudenzialità della metodologia, che si basa sulla non compensabilità di diversi hedging sets (es: tassi e cambi). Il parametro beta dovrebbe incorporare, tra gli altri, gli effetti di modelling error e bad state economy. Tuttavia, se da un lato il modelling error potrebbe essere trascurabile per portafogli delta invariant, dall altro l effetto di bad state economy sarebbe già almeno parzialmente incorporato nella formula che non prevede la considerazione dell effetto diversificazione tra gli hedging sets. 8/20

9 Quanto al valore stabilito del coefficiente Beta, fissato pari a 2, il livello risulta maggiore a quello fissato per il coefficiente alpha, pari a 1.4, per tenere conto del fatto che l effective EPE stimato tramite il modello interno potrebbe assumere un valore maggiore rispetto all EAD. Tuttavia, nel determinare Beta, sarebbe opportuno tener conto anche delle ipotesi adottate nel modello Standard che portano ad una stima di EAD che incorpora aspetti prudenziali nella valutazione del rischio. Ci riferisce, in particolare, alla circostanza che una posizione aperta per un orizzonte temporale breve, ad esempio un giorno, rimane aperta e invariata per l intero orizzonte temporale di stima dell EAD e che non viene riconosciuta alcuna riduzione del rischio dovuta al margining. Credit Conversion Factor Pur comprendendo la necessità di standardizzare il trattamento dei derivati dal momento che la determinazione dei Credit Conversion Factors (CCF) è dipendente dalle condizioni di mercato, qualora non si voglia lasciare spazio per una determinazione interna, previa approvazione della metodologia, occorre almeno prevedere ristime periodiche di tali coefficienti al fine di avvicinarli, alle reali condizioni di mercato. Collateral Il consultation document non da indicazioni circa il trattamento del collateral nello Standardized Model. Data la rilevanza del tema sarebbe auspicabile una maggiore chiarezza circa la possibilità di procedere a ridurre l EAD, grazie alla computazione nella relativa formula del valore di mercato del collateral. Altre considerazioni Pare opportuno evidenziare, con riferimento ai derivati di credito, come non siano dettagliate le modalità implementative relative alla riconoscibilità della copertura quando questa è ottenuta con un internal deal da banking a trading book - e quando si procede a negoziare la copertura anche con più controparti. In particolare, sarebbe al riguardo opportuno avere chiarimenti circa le condizioni di riconoscibilità della copertura - e quindi di inclusione nel double default - ed i criteri di individuazione del protection provider di riferimento. Sempre in tema di derivati di credito, si segnala che la previsione di un add-on per i CDS con reference obligation qualificata, pari al 5%, appare elevato e, peraltro, peggiorativa rispetto alla situazione attuale. 9/20

10 The treatment of Double Default Aspetti generali Si apprezza l iniziativa di proporre una metodologia per misurare il double default ritenendo che l attuale trattamento non consenta di beneficiare pienamente della mitigazione del rischio dovuta alla presenza di una protezione del credito. L approccio del substitution celing delineato nel Revised Framework del giugno 2004, infatti, aveva lasciato aperti molti punti importanti, tra i quali: l assenza di incentivi all acquisizione di garanzie personali per crediti con alto standing creditizio; la mancanza di risk sensitiveness nei confronti di crediti con basso standing creditizio; la non coerenza con i principi metodologici di calcolo delle probabilità. Si ritiene, tuttavia, che l approccio proposto dal Comitato di Basilea sia eccessivamente rigido nella definizione dell ambito di applicazione e conservativo nelle ipotesi sottostanti. Primissime simulazioni evidenziano come l approccio nella sua definizione attuale risulti particolarmente conservativo per le controparti subinvestment e, in taluni casi, anche per la fascia bassa dell investment grade, per le quali comporta requisiti patrimoniali superiori rispetto all approccio di sostituzione. 4,0% 3,5% 3,0% 2,5% Grafico 1 Garante AA, Fatturato garantito >50 Milioni Euro Ipotesi: - 45% LGD per garante e garantito - M = 1 - Garante è una AA (0,03% PD) - Fatt. garantito > 50 M Euro 6,0% 5,0% 4,0% Grafico 2 Garante A-, Fatturato garantito >50 Milioni Euro Ipotesi: - 45%LGD per garant e e garant it o - M = 1 - Garante è una A - (0,17%PD) - Fatt. garantito > 50 M Euro 2,0% 1,5% K_Sostituzione K_DoubleDefault 3,0% K_Sostituzione K_DoubleDefault 2,0% 1,0% 1,0% 0,5% 0,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- 3,0% 2,5% 2,0% Grafico 3 Garante AA, Fatturato garantito <5 Milioni Euro Ipotesi: - 45% LGD per garante e garantito - M = 1 - Garante è una AA (0,03% PD) - Fatt. garantito <= 5 M Euro 5,0% 4,5% 4,0% 3,5% Grafico 4 Garante A-, Fatturato garantito <5 Milioni Euro Ipotesi: - 45%LGD per garant e e garantito - M = 1 - Garant e è una A - (0,17%PD) - Fatt. garantito <= 5 M Euro 3,0% 1,5% K_Sostituzione K_DoubleDefault 2,5% 2,0% K_Sostituzione K_DoubleDef ault 1,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,5% 0,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- 10/20

11 Inoltre, nel caso in cui l esposizione garantita sia una small business retail, l utilizzo della formula del corporate (par ) per il calcolo del capitale appare eccessivamente penalizzante e risulta addirittura disincentivante rispetto all ipotesi di sostituzione. Protection providers Il trattamento del double default nel documento di consultazione può essere applicato solo in presenza di (a) garanzie rilasciate da istituzioni finanziarie, (b) di protection providers che abbiano rating pari o superiore ad A- 3. La combinazione dei due criteri (tipo di providers e rating del medesimo) appare eccessiva in quanto la buona qualità creditizia del protection provider è garantita di per sé dalla limitazione dell applicazione del double default a tipologie che sono, per motivi regolamentari e per motivi di accesso al credito, già vincolati a mantenere un adeguato livello di rating 4. Ipotizzando che per motivi prudenziali si condivida la scelta di aggiungere al tipo di provider una ulteriore condizione, si fa notare che il rating da solo non sia un criterio rilevante nel determinare la relazione tra obligor e protection seller, ma intervengono altri elementi 5. Tra l altro l applicazione di una soglia di riconoscimento crea ovviamente un eccessiva variabilità del requisito di capitale in funzione del rating del garante (cliff effects) e non appare chiaro come comportarsi nel caso in cui un garante scenda al di sotto di tale limite di rating. Ancora, da un punto di vista tecnico, sembrerebbe più opportuno fissare dei limiti unicamente in termini di PD (piuttosto che legarsi allo specifico rating esterno almeno pari ad A-), perché la classe di rating può basarsi su criteri differenti tra banca e banca e rappresentare un rischio diverso a seconda della fase del ciclo economico in cui ci si trova. Tutto ciò premesso, si propone di ampliare il range dei garanti ammessi all impiego del double default comprendendo tutti gli eligible guarantor individuati per le garanzie personali/credit derivatives 6 negli approcci 3 Il requisito (a) sembra essere imposto al fine di garantire la minimizzazione del wrong-way risk (ossia l esistenza di una correlazione tra il garante ed il garantito dovuta alla dipendenza delle loro performance da fattori economici comuni). Il requisito (b) ipotizza evidentemente che la correlazione tra fornitore della protezione e obbligato principale aumenti nel caso in cui il rating del garante sia inferiore ad A-. 4 Semmai tale combinazione, pur con i limiti che verranno illustrati nei prossimi capoversi potrebbe essere giustificata nel caso dell estensione dei protection providers (cfr. più avanti nel documento). 5 Per quanto riguarda, ad esempio, le operazioni in derivati di credito, generalmente all aumentare della rischiosità del protection seller aumenta il grado di collateralizzazione, richiesto dal protection buyer. 6 Per i soli credit derivatives, le principali controparti delle banche che acquistano protezione sono le compagnie di assicurazione ed i fondi di investimento. Ridurre il range degli eligible guarantors per 11/20

12 Standard/IRB Foundation (nel rispetto dei requisiti ivi previsti). In particolare, l esclusione a priori dal riconoscimento della protezione degli Stati Sovrani oltre a risultare eccessivamente prudenziale renderebbe non valorizzata a pieno la copertura di strumenti di garanzia pubblici che in Europa hanno ben operato nel facilitare l accesso al credito alle PMI 7. Auspichiamo a tal proposito che sia consentito alle banche di dimostrare alla propria autorità di vigilanza la possibilità di riconoscere al trattamento del double default anche gli stati sovrani che presentano una correlazione con l obligor pari o inferiore a quella fissata nel documento di consultazione (ρ og =0.6). Inoltre l esclusione complessiva dei garanti Corporate, appare poco coerente alla luce dei criteri di derivazione analitica dei risk weight nell IRB che a parità di PD non fanno differenza in termini di rischio tra esposizioni Corporate ed esposizioni verso Banche e Governi. Potrebbe essere giustificato imporre alla categoria di protection providers Corporate un requisito aggiuntivo 8. Ciò secondo la logica per cui la correlazione tra fornitore della protezione e obbligato principale aumenti nel caso in cui il rating del garante sia inferiore ad A-. Da ultimo, si auspica che in caso di operazioni in derivati di credito - il requisito per il protection seller corporate, basato sul rating (o meglio sulla PD) venga eliminato, qualora all interno del contratto vi siano clausole che impongano al protection seller, qualora si verifichi un suo downgrading, di ampliare il livello di collateralizzazione dello strumento. Obligors Il trattamento del double default può essere applicato esclusivamente nel caso di esposizioni verso: - corporate (incluse le SME ma escluso lo specialised lending) - small business classificate come retail La decisione di escludere dagli obligors le istituzioni finanziarie sembra eccessivamente prudenziale. Mentre in un contesto nazionale riteniamo possa esistere un effettiva correlazione tra istituzioni finanziarie, avanziamo qualche perplessità nel momento in cui si prende in considerazione un contesto più ampio. Ad esempio nel caso di esposizioni verso istituzioni finanziarie domestiche garantite da istituzioni finanziarie straniere la correlazione tra i due soggetti non necessariamente risulta elevata e quindi potrebbero essere rispettati i presupposti per l applicabilità del trattamento del double default. tali forme tecniche risulta eccessivamente penalizzante e non rispecchia il buon fine delle operazioni di questo tipo effettuate sul mercato dei credit derivatives. 7 A solo titolo di esempio si segnalano il FEI e la SACE. 8 Da un punto di vista prudenziale, potrebbe cioè essere giustificato imporre tale requisito, anche in presenza di operazioni collaterizzate, quale misura per contrastare il potenziale wrong-way-risk tra, ad esempio, garanti corporate e garantiti previsti dal documento di consultazione. 12/20

13 Si auspica a tal proposito una maggiore flessibilità nel riconoscimento degli obligors, consentendo alle banche di dimostrare alla propria autorità di vigilanza la presenza di una correlazione tra determinate istituzioni finanziarie pari o inferiore a quella fissata nel documento di consultazione (ρ og =0.6) tale da consentire il trattamento del double default. Correlation parameters La calibrazione dei parametri di correlazione, in particolare di ρ g appare alquanto severa. Nel trattamento del double default ρ g è infatti fissata allo 0.7 contro una ρ o, prevista nei metodi IRB, pari al massimo a Pur ammettendo la possibilità che ρ g possa risultare superiore alla correlazione prevista nell IRB, essendo stimata su un portafoglio comprendente oltre che le istituzioni finanziarie anche le controparti corporate e sovereign, riteniamo che 0,7 sia un valore troppo penalizzante. Rileviamo inoltre che un eccessiva prudenzialità, e quindi un limitato beneficio in termini di requisito regolamentare, possa produrre, data la formula di calcolo di K DD, l effetto controintuitivo di disincentivare la copertura delle esposizioni verso le controparti più rischiose. Auspichiamo quindi una revisione dei parametri di correlazione, in particolare di ρ g, a maggior ragione nel caso in cui dovessero essere ampliato l insieme dei protection providers, come da noi richiesto. Maturity effects Rileviamo che, oltre agli aspetti eccessivamente prudenziali sopra indicati, anche l aggiustamento per la maturity risulta conservativo nel momento in cui si considera la PD minima tra garante e obligor. Ulteriori considerazioni Double recovery effects L impostazione del documento trascura completamente la possibilità di considerare l effetto della double recovery, cioè del fatto che, in presenza di un esposizione garantita, la LGD possa essere inferiore a quella del garante. Si ritiene che la pratica di recuperare sia dal garante che dal garantito non sia diffusa. Ciò avviene perché di solito il garante è capiente, tuttavia se non lo fosse, le banche escuterebbero anche il garantito. La LGD da considerare in effetti è quella del garante. La possibilità prevista che si utilizzi LGD del garantito è remota visto che le condizioni di eleggibilità della garanzia già prevedono una escussione del garante a prima richiesta. Si auspica la possibilità di riconoscere il trattamento del double recovery mediante stime interne di LGD per le banche che adottano il 13/20

14 metodo AIRB e una riduzione della LGD regolamentare nel metodo FIRB, ciò poiché nella prassi bancaria, il recupero avviene sia nei confronti del debitore principale che del garante e non esclusivamente nei confronti di uno di essi come attualmente ipotizzato. Sarebbe verosimile che, ad esempio, a fronte di LGD garante = LGD garantito = 45%, la LGD in caso di default del garantito sia minore, a causa della somma dei rimborsi del garante e del garantito. Peraltro, la linearità che lega LGD ed assorbimento patrimoniale permetterebbe di avere un effetto diretto su quest ultimo. Le motivazioni per cui tale modalità di considerare la double recovery non viene ammessa (cfr. par. 213 del consultative document) andrebbero meglio chiarite. Calculation of expected losses Si condivide la proposta di assumere pari a zero la perdita attesa sulla quota di esposizione garantita. Stress testing L applicazione dello stress test al trattamento formulato sul double default richiede un attenzione particolare, poiché le PD associate alle Financial Institution mostrano un andamento con forti salti di discontinuità. Pillar 2 Per quanto riguarda il Pillar 2, si ritiene di difficile attuazione quanto previsto nel par. 239, in quanto per la banca creditrice è piuttosto irrealistico poter sapere se la banca garante ha una concentrazione di esposizioni verso società operanti nel settore di appartenenza del debitore originario. 14/20

15 Short Term Maturity Adjustment Pur apprezzando il tentativo di introdurre un requisito regolamentare "ridotto" per talune esposizioni a breve termine, riteniamo che la scelta dell'aggiustamento della maturity non sia concettualmente appropriata per catturare il rischio connesso a esposizioni con una vita residua inferiore all'anno. L'aggiustamento per la maturity, infatti, così come concepito dal Comitato di Basilea, è definito come una proxy per catturare le perdite in caso di downgrade delle esposizioni con maturity superiore all'anno. Ciò posto, e concordando che non vi è modo agevole a questo punto dei lavori di introdurre un aggiustamento se non per via della maturity, si osserva che il principio del non relationship (quando non si verifica una pressione sulla banca creditrice di effettuare il roll over della stessa transazione con lo stesso cliente) sulle operazioni di breve termine che dovrebbe coinvolgere sia le operazioni nel primo e nel secondo gruppo appare piuttosto vago e di difficile realizzazione. In particolare, si fa notare che la capacità della banca di conoscere tempestivamente il merito creditizio della controparte con cui si trova ad operare è spesso connesso, proprio al rapporto di relationship che si crea con un cliente. Richiesta a) Sarebbe utile abbandonare la prospettiva del non relationship per puntare maggiormente sulla presenza di specifici trigger nella documentazione del contratto, come ad esempio l effettiva facoltà della banca di poter rientrare tempestivamente nel suo credito, qualora il merito creditizio della controparte scendesse al di sotto di un livello stabilito.. Si condivide la lista di macrocategorie di operazioni previste, per quanto si suggerisce di includere in maniera esplicita il denaro caldo. Si evidenzia come la valutazione della commercial willingness da parte di un Ente Creditizio di chiudere un operazione in caso di deterioramento della qualità creditizia rappresenti un elemento difficile da identificare in maniera oggettiva. 15/20

16 Improvements to the current trading book regime A titolo di considerazione generale, si ritiene opportuno segnalare come le nuove regole proposte relative al trading book possano condurre, per i motivi che saranno di seguito indicati, ad un aumento, non commisurato al reale rischio sottostante, del capitale economico richiesto a fronte del rischio di mercato del trading book. Inoltre alcune regole sembrano discostarsi delle pratiche operative interne alle banche, fattore questo in contrasto con la filosofia che ha sempre animato l Accordo di Basilea, volta a promuovere la convergenza tra questi due aspetti. Perimetro del trading book Il consultation document, sebbene identifichi a livello generale le posizioni che possono appartenere al trading book 9, pone successivamente alcune eccezioni a questa regola generale. In particolare vengono escluse, anche se rispettano la definizione generale, alcune specifiche operazioni 10 destinate a ricevere un coefficiente di patrimonializzazione calcolato secondo le regole del rischio di credito. Tale approccio pone, a nostro avviso, alcune criticità. In primo luogo si segnala che a causa dell esclusione di certi tipi di operazioni, non vengono distinti nel trading book gli asset totalmente coperti - per i quali è coperto sia il rischio generico di mercato sia il rischio di credito specifico - da quelli parzialmente coperti o non coperti affatto. Secondariamente, si evidenzia che il trattamento degli asset esclusi per i quali verrebbero utilizzati risk weights separati derivanti dal rischio di credito o dalle regole per la cartolarizzazione genera una misura poco sensibile al rischio, dato che viene così ignorato l effetto di diversificazione del rischio idiosincratico e l eventuale copertura del rischio emittente. Inoltre, le coperture delle operazioni del trading book devono essere espressamente incluse nel calcolo del VaR in modo coerente agli assets coperti. 9 Posizioni in strumenti finanziari e commodities detenute per coprire altri elementi del trading book o con fine di negoziazione, dove per posizioni detenute ai fini di negoziazione si intendono quelle intenzionalmente destinate ad una vendita a breve termine e/o assunte allo scopo di lucrare a breve termine sulle differenze di prezzo effettivamente realizzatesi o di quelle stimate, oppure di assicurarsi profitti derivanti da operazioni di arbitraggio sui mercati; esse possono includere fra le altre posizioni in proprio o posizioni derivanti da servizi alla clientela o dall attività di market making 10 Cartolarizzazioni di esposizioni creditizie che non sono cartolarizzate a breve, cartolarizzazioni di esposizioni prive di rating o con rating inferiore a BBB- o dedotte dal capitale, secondo quanto previsto dalle regole che riguardano il trattamento delle cartolarizzazioni, a causa di insufficienti informazioni per misurare il loro rischio 16/20

17 Manca infine una quantificazione del concetto di breve termine ai fini dell esclusione di certe cartolarizzazioni. Ciò premesso, si propone di consentire alle banche di considerare nel calcolo del VaR tutte le posizioni del trading book, comprese quelle ora escluse, prevedendo tuttavia che ove la banca non riesca a dimostrare che il suo modello di VaR è sufficientemente robusto allo scopo, i risk weighted asset aggiuntivi generati dalle posizioni escluse siano almeno pari a quelli calcolati secondo le regole del rischio di credito, ove appropriate. Si segnala, infine, che la norma non pare dare indicazioni in merito alla possibilità di includere nel trading book posizioni in hedge funds e se queste siano soggette a requisiti di capitale per il rischio di credito. Modellizzazione del rischio di evento e del rischio di default L attuale normativa prevede la possibilità di determinare il requisito sui rischi di mercato, scomposto in diverse componenti, sulla base sia di una metodologia standard sia di un modello interno basato sul VaR. In particolare le componenti che determinano il requisito complessivo possono essere raggruppate in due macro categorie: rischio generico e rischio specifico per i titoli di capitale e di debito. La componente di rischio specifico al suo interno dovrebbe ricomprendere sia la componente di rischio idiosincratico sia la componente di rischio evento. In considerazione del fatto che la sola componente di rischio idiosincratico può essere inclusa all interno del VaR, alle banche che adottano il modello interno è stata data la possibilità di utilizzare un fattore moltiplicato volto a sostituire la componente di rischio evento. Ai fini dell ottenimento della validazione del modello interno ogni banca deve dimostrare di avere oltre a una serie di requisiti quantitativi anche requisiti di tipo qualitativo e tra questi importanza fondamentale è rivestita dall effettivo utilizzo gestionale del dato di VaR. L utilizzo gestionale del VaR è possibile solo quando il dato di rischio rispecchia le stesse condizioni e ipotesi di mercato utilizzate dagli operatori di front office. In coerenza con quanto sopra, la maggior parte dei modelli di market risk management sviluppati ricomprende al loro interno la componente di rischio generico e, per il rischio specifico, la sola componente di rischio idiosincratico (rischio di credit spread). Normalmente, in tali modelli, il VaR viene generalmente determinato sulla base di un holding period pari a 1 giorno ed un intervallo di confidenza pari al 99%. Ai fini del calcolo del requisito, il VaR, così determinato, viene opportunamente corretto e riscalato su un holding period di 10 giorni. La nuova normativa prevede una nuova metodologia per il calcolo del rischio evento, mutuata da quella IRB, e la determinazione del nuovo requisito su tale rischio sulla base di ipotesi diverse da quelle attualmente previste per il VaR. Il 17/20

18 rischio evento dovrebbe infatti essere calcolato sulla base di un holding period pari ad 1 anno ed intervallo di confidenza pari al 99.9%. L autorità di vigilanza dovrà pertanto introdurre una nuova formula per la determinazione del requisito patrimoniale complessivo e, qualora le banche decidano di richiedere la validazione di una sola delle componenti di rischio dovrà comunque garantire la coerenza tra le singole componenti ed il dato complessivo. Al fine di garantire la coerenza con quanto già sviluppato dalle principali istituzioni finanziare, dovrebbe inoltre essere prevista la possibilità di scomporre l attuale requisito sul rischio specifico titoli di debito in due distinte componenti: una per il rischio idiosincratico che potrebbe essere eventualmente integrato all interno del VaR; una per la componente di rischio evento. Alla luce di quanto sopra evidenziato, potrebbe essere valutata l opportunità di prevedere un approccio a blocchi per i diversi rischi, separando i rischi di mercato, il rischio idiosincratico ed il rischio evento e prevedendo la possibilità di utilizzare modelli standardizzati o avanzati per ciascuno di essi. Si osserva inoltre che per un portafoglio di trading non è realistico considerare le posizioni invariate per un periodo di tempo pari ad anno. Si suggerisce pertanto di considerare l orizzonte temporale proposto per il calcolo del nuovo requisito sul rischio evento, non come tempo necessario allo smobilizzo, ma solo come periodo di tempo sul quale misurare le perdite economiche potenziali (assumendo quindi rischio costante, ma le posizioni movimentate). Tecnicamente il VaR dovrebbe essere, quindi, un VaR calcolato su un holding period giornaliero o a 10 giorni successivamente riscalato a un anno ai fini della determinazione del requisito. Quanto poi al metodo proposto per riscalare il VaR ad un anno, tramite la radice quadrata del tempo, non risulta adeguato per un portafoglio di trading che tipicamente contiene posizioni con rendimenti non distribuiti in modo normale. A tal fine potrebbe ipotizzarsi l introduzione di una tavola di fattori di conversione che tengano conto delle c.d. fat tails dei fattori di mercato idiosincratici, incorporando per tale via il rischio di default. I fattori di conversione dovrebbero ovviamente essere tali da creare una misura sufficientemente grande da coprire il rischio di default con il richiesto intervallo di confidenza. Si segnala poi che la richiesta contenuta nel paragrafo (738 a) che quando la volatilità di mercato sale la stima del VaR debba immediatamente aumentare contraddice la richiesta di considerare un periodo storico di 1 anno al fine di simulare il VaR. Questo perché, assumendo un invarianza delle posizioni e una stabilità delle correlazioni, il VaR può aumentare solo se le volatilità che entrano nel calcolo aumentino: infatti, anche se si prevede un aggiornamento delle volatilità settimanale, può succedere che le volatilità storiche usate per calcolare 18/20

19 il VaR calino anche se nell ultima settimana si sono registrate le più alte volatilità di mercato degli ultimi sei mesi 11. Infine, si rileva che la proposta di effettuare un backtesting per il VaR relativo al rischio specifico distinto da quello relativo al rischio generico, appare piuttosto complessa e onerosa. Trattamento delle posizioni poco liquide Con particolare riferimento alla valutazione più prudente della liquidità delle posizioni del trading book, è opportuno sottolineare come l inclusione di una tale norma introdurrebbe un ulteriore elemento di volatilità nel calcolo del Patrimonio di Base. I fattori che dovrebbero essere presi in considerazione per valutare le posizioni oggetto della nuova norma dipendono infatti dalle condizioni di mercato valide al momento dell analisi ma per loro stessa natura instabili (ad es. tempi stimati per coprire la posizione, volatilità dello spread bid/ask ecc). Su tale specifica questione, si evidenzia l opportunità che la normativa fornisca indicazioni di dettaglio in merito alla frequenza con la quale effettuare la valutazione di appropriatezza delle posizioni meno liquide, nonché alla possibilità di stabilire standard interni per qualificare le posizioni meno liquide. Altre considerazioni Nell ambito della standardized methodology, sono state introdotte nuove percentuali di assorbimento del capitale per il rischio specifico relative a emittenti Governativi e altri emittenti. Al riguardo si segnala che non appare giustificata la previsione di un ratio patrimoniale pari al 12 per cento per le categorie con merito di credito esterno inferiore a B- e di un livello inferiore, pari all 8 per cento, per gli emittenti senza rating. Con riferimento, invece, all internal model, si prevede che i modelli siano validati da adeguati soggetti terzi indipendenti dal processo di sviluppo degli stessi. Al riguardo sarebbe opportuno che la norma fornisca indicazioni ulteriori che consentano alle banche, da un punto di vista strettamente organizzativo, di individuare in maniera corretta la struttura che possa effettuare tali validazioni. 11 Ad esempio, se si assume che la banca aggiorni le sue stime settimanalmente e che usi una finestra di 750 giorni per stimare la volatilità, può capitare che la volatilità dei 5 giorni che escono dalla finestra di dati e che si riferiscono a tre anni prima sia più alta di quella dei 5 giorni che entrano; in questo caso il VaR può anche risultare inferiore a quello della settimana precedente. 19/20

20 A proposed capital treatment for unsettled and failed trades In primo luogo appare opportuno sottolineare che, sebbene le nuove regole proposte per il trattamento delle unsettled transactions comportino una sostanziale revisione dell attuale impostazione di vigilanza regolamentare - introducendo maggiori oneri in termini di requisiti patrimoniali e costi di sviluppo per quanto attiene l implementazione dei sistemi IT - la nuova impostazione sia sostanzialmente condivisibile. Tuttavia, appare opportuno segnalare che la deduzione integrale dal capitale dell esposizione di rischio riveniente da transazioni in ritardo di regolamento - per le operazioni in DVP dopo il 5 giorno successivo alla settlement date e per le operazioni non-dvp a partire dal 2 giorno successivo alla data di prevista ricezione appare eccessivamente penalizzante. La deduzione integrale, infatti, sottintende che l operazione failed porti con certezza al default della controparte e, quindi, al mancato recupero dell intera esposizione. Al riguardo si segnala che, almeno nell esperienza del sistema di regolamento italiano, tutte le operazioni in fail vengono comunque regolate 12. Più nello specifico, si evidenzia che non risulta chiaro se per determinare la distinzione fra normal e longer settlement lag occorra esclusivamente tenere conto delle condizioni contrattuali e se, quindi, rientrino fra le longer settlement lag tutte le operazioni a termine (ad esempio FX Swap e Outright) negoziate per una valuta superiore a T Nel sistema Express II, infatti, le operazioni failed non garantite sono negli ultimi mesi state regolate entro un minimo di 6 giorni (marzo 2004) and un massimo di 21 giorni (novembre 2004) (fonte statistiche disponibili sul sito 20/20

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Università degli Studi di Parma Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

Dettagli

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation 20 Dicembre 2002 1 L ABI ha esaminato con uno specifico

Dettagli

Evoluzione Risk Management in Intesa

Evoluzione Risk Management in Intesa RISCHIO DI CREDITO IN BANCA INTESA Marco Bee, Mauro Senati NEWFIN - FITD Rating interni e controllo del rischio di credito Milano, 31 Marzo 2004 Evoluzione Risk Management in Intesa 1994: focus iniziale

Dettagli

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Orientamenti ABE in materia di valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Londra, 16.05.2012 1 Oggetto degli orientamenti 1. Il presente documento contiene una

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali Nuovo schema di regolamentazione Versione integrale Comprendente

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali Luglio 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Giugno 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS IAS-IFRS E NON PERFORMING LOANS Verona, 9 giugno 2006 I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS Andrea Lionzo Università degli Studi di Verona andrea.lionzo@univr.it 1 Indice 1. I fondamenti

Dettagli

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (STRUMENTI DERIVATI ED ALTRI VALORI MOBILIARI) Ove non espressamente specificato i riferimenti normativi si intendono fatti al decreto del Ministro dell economia e

Dettagli

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Fornite ai sensi degli artt. 46 c. 1 e. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Liquidity Coverage Ratio: requisiti di informativa pubblica Gennaio 2014 (versione aggiornata al 20 marzo 2014) La presente pubblicazione è consultabile sul

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi

Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi I. Calcolo dei requisiti patrimoniali minimi 40. In questa Parte vengono esposte le modalità di calcolo dei requisiti patrimoniali minimi complessivi

Dettagli

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI)

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) - 1 - LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 PILLAR 3 Informativa al pubblico al 31/ /12/2010 INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA...

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno (delibera CdA 17 Dicembre 2012) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Board of the International Organization of Securities Commissions

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Board of the International Organization of Securities Commissions Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Board of the International Organization of Securities Commissions Requisiti di margine per i derivati non compensati centralmente Settembre 2013 Il presente

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di Sintesi - Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 07/07/ 2009 Ai sensi degli artt, 45-46-47-48 del Regolamento

Dettagli

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI 1) GENERALITA In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2004/39/CE (cd Direttiva Mifid), la Banca ha adottato tutte le misure

Dettagli

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI Il presente documento (di seguito Policy ) descrive le modalità con le quali vengono trattati gli ordini, aventi ad oggetto strumenti finanziari,

Dettagli

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE ALCUNE CONSIDERAZIONI A MARGINE DELLA REVISIONE DELLE NORME SUGLI INVESTIMENTI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE CONVEGNO SOLVENCY II 1 PUNTI PRINCIPALI

Dettagli

I principali prodotti derivati. Elementi informativi di base. Ottobre 2012. Consob Divisione Tutela del Consumatore

I principali prodotti derivati. Elementi informativi di base. Ottobre 2012. Consob Divisione Tutela del Consumatore I principali prodotti derivati Elementi informativi di base Ottobre 2012 Consob Divisione Tutela del Consumatore Indice I - Premessa 3 II - Cosa sono i prodotti derivati 4 III - I principali prodotti

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano (Ultimo aggiornamento:10.04.2013) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial

Dettagli

I Derivati. a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it

I Derivati. a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it I Derivati a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it 1 Definizione di derivati I derivati sono strumenti finanziari (art.1 TUF) Il valore dello strumento deriva da uno o più variabili sottostanti (underlying

Dettagli

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Approvata con delibera CdA del 04/09/ 09 Fornite ai sensi dell art. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/2007. LA NORMATIVA MIFID

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID BANCA CENTROPADANA CREDITO COOPERATIVO Novembre 2010 La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è

Dettagli

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0. SINTESI DELLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.4 1 La Markets

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL Le osservazioni al documento di consultazione dovranno pervenire entro il 21 Luglio 2014 on-line per il tramite del

Dettagli

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini ********** Banca del Valdarno Credito Cooperativo 1 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID)

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Schema di regolamentazione internazionale per il rafforzamento delle banche e dei sistemi bancari Dicembre 2010 (aggiornamento al giugno 2011) Il

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Schema internazionale per la misurazione, la regolamentazione e il monitoraggio del rischio di liquidità Dicembre 2010 Il presente documento è stato

Dettagli

Il nuovo bilancio consolidato IFRS

Il nuovo bilancio consolidato IFRS S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il nuovo bilancio consolidato IFRS La nuova informativa secondo IFRS 12 e le modifiche allo IAS 27 (Bilancio separato) e IAS 28 (Valutazione delle partecipazioni

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell art. 5 del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità Gennaio 2013 Il presente documento è stato redatto in lingua

Dettagli

La gestione del rischio. Vademecum a uso dei confidi

La gestione del rischio. Vademecum a uso dei confidi La gestione del rischio Vademecum a uso dei confidi 1 Il presente lavoro è stato curato dall ufficio studi e comunicazione del Consorzio camerale per il credito e la finanza, nell'ambito della collaborazione

Dettagli

Gestione Separata Sovrana

Gestione Separata Sovrana Gestione Separata Sovrana Investment pack Aggiornamento al 31/01/2015 Composizione degli asset per classi di attivo DURATION DI PORTAFOGLIO 6,33 AUM (in mln ) 651,48 805,61 848,22 821,06 2 Dettaglio delle

Dettagli

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio.

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. Provvedimento 20 settembre 1999 Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. IL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (testo

Dettagli

Strategia di trasmissione degli ordini BCC di Buccino

Strategia di trasmissione degli ordini BCC di Buccino Deliberato dal CdA della BCC di Buccino nella seduta del 07/08/2009 Versione n 3 Strategia di trasmissione degli ordini BCC di Buccino Fornite ai sensi dell art. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera

Dettagli

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa QUANT Bond Perché investire nel QUANT Bond? 1 Logica di investimento innovativa Partiamo da cose certe Nel mercato obbligazionario, una equazione è sempre vera: Rendimento = Rischio E possibile aumentare

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

1 IL RISCHIO: INTRODUZIONE.2 2 LA VOLATILITA.4

1 IL RISCHIO: INTRODUZIONE.2 2 LA VOLATILITA.4 IL RISCHIO 1 IL RISCHIO: INTRODUZIONE.2 2 LA VOLATILITA.4 2.1 La volatilità storica... 4 2.2 Altri metodi di calcolo... 5 3 LA CORRELAZIONE..6 4 IL VALUE AT RISK....8 4.1 I metodi analitici... 9 4.2 La

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE Redatto ai sensi dell art. 5 della Delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (come modificata con Delibera n. 17389

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

MiFID - Markets in Financial Instruments Directive

MiFID - Markets in Financial Instruments Directive MiFID - Markets in Financial Instruments Directive STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SU STRUMENTI FINANZIARI (EXECUTION & TRANSMISSION POLICY) (documento redatto ai sensi del Regolamento

Dettagli

Informativa al Pubblico

Informativa al Pubblico Situazione al 30 giugno 2008 Informativa al Pubblico Situazione al 30 giugno 2009 Pillar 3 1 Pillar 3 Banca Monte dei Paschi di Siena SpA Capitale Sociale 4.486.786.372,26 interamente versato Iscritta

Dettagli

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL TAGES GROUP TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO al 31 dicembre 2013 TAGES CAPITAL Tages Holding S.p.A. Sede legale Corso Venezia 18-20121 Milano Iscrizione al Registro delle Imprese di

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Documento di discussione Lo schema di regolamentazione: bilanciare sensibilità al rischio, semplicità e comparabilità Termine per la presentazione dei commenti:

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Standard. Quadro prudenziale per la misurazione e il controllo delle grandi esposizioni

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Standard. Quadro prudenziale per la misurazione e il controllo delle grandi esposizioni Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Standard Quadro prudenziale per la misurazione e il controllo delle grandi esposizioni Aprile 2014 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI"

Documento di sintesi STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI" Documento del 1 aprile 2011 1 1 INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Fornite ai sensi degli

Dettagli

STRATEGIA DI ESECUZIONE E DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

STRATEGIA DI ESECUZIONE E DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BANCA CARIM Cassa di Risparmio di Rimini SpA Sede Legale : Piazza Ferrari n. 15 47921 RIMINI ITALY Tel.: 0541-701111 Fax 0541-701337 Indirizzo Internet: www.bancacarim.it Capitale Sociale 246.145.545,00

Dettagli

STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI 1 INTRODUZIONE Il Consiglio di Amministrazione di Kairos Julius Baer Sim (di seguito la KJBSIM ) ha approvato il presente documento al fine di formalizzare

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di sintesi -

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di sintesi - Direttiva 2004/39/CE "MIFID" (Markets in Financial Instruments Directive) Direttiva 2006/73/CE - Regolamento (CE) n. 1287/2006 Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di sintesi

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI CASSA RURALE RURALE DI TRENTO

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI CASSA RURALE RURALE DI TRENTO DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI LA NORMATIVA MIFID CASSA RURALE RURALE DI TRENTO Marzo 2014 La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3 Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3 Agosto 2013 La presente pubblicazione è consultabile sul sito internet

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

TERZO SUPPLEMENTO AL PROSPETTO DI BASE

TERZO SUPPLEMENTO AL PROSPETTO DI BASE Credito Valtellinese Società Cooperativa Sede in Sondrio Piazza Quadrivio, 8Codice fiscale e Registro Imprese di Sondrio n. 00043260140 Albo delle Banche n. 489 Capogruppo del Gruppo bancario Credito Valtellinese

Dettagli

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014)

SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) SINTESI BEST EXECUTION - TRANSMISSION POLICY. (versione 2014) 1. LA NORMATVA DI RIFERIMENTO. La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento europeo nel 2004

Dettagli

I regolamenti europei EMIR e REMIT

I regolamenti europei EMIR e REMIT I regolamenti europei EMIR e REMIT Implementazione pratica per un azienda NFC- Sommario I. L EMIR ed i suoi obblighi II. REMIT e i suoi obblighi III. EMIR: l implementazione pratica in azienda Che cos

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli 008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari applicabili all esecuzione di transazioni su titoli Indice Preambolo... 3 A Direttive generali... 4 Art. Base legale... 4 Art. Oggetto... 5 B

Dettagli

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani AIM Italia Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani Perché AIM Italia I mercati di Borsa Italiana AIM Italia si aggiunge all offerta di mercati regolamentati di Borsa Italiana MTA MTF 3 Perché

Dettagli

Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge

Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge ( www.economia.unimi.it/lda/adamss ) Facoltàdi Scienze, Università degli Studi di Milano 10 febbraio 2006 Coordinatore: Davide La Torre (Professore

Dettagli

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri Prospetto Informativo Semplificato per l offerta al pubblico di strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da banche di cui all art. 34-ter, comma 4 del Regolamento Consob

Dettagli

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane CIRCOLARE N. 12 DEL 20 APRILE 2015 DIRITTO SOCIETARIO MERCATO DEI CAPITALI E SOCIETA QUOTATE L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane www.assonime.it ABSTRACT Nel corso del 2014 si è

Dettagli

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Luglio 2007 Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Indice Preambolo... 3 1. Campo

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI SERVIZIO NORMATIVA E POLITICHE DI VIGILANZA Roma 15 aprile 2014 Prot. n. All.ti n. 1 51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI Alle Alle Imprese capogruppo

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto ai Ministri finanziari e ai Governatori delle banche centrali del G20 sull attuazione di Basilea 3 Ottobre 2012 Il presente documento è stato redatto

Dettagli

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Versione 9.0 del 09/03/2015 Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 1 INDICE PREMESSA... 3 1. Significato di Best Execution... 3 2. I Fattori di

Dettagli

Documento redatto ai sensi dell art. 46 comma 1 e dell art. 48 comma 3 del Regolamento Intermediari adottato dalla CONSOB con delibera n.

Documento redatto ai sensi dell art. 46 comma 1 e dell art. 48 comma 3 del Regolamento Intermediari adottato dalla CONSOB con delibera n. Iccrea Banca S.p.A. Istituto Centrale del Credito Cooperativo STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SU STRUMENTI FINANZIARI Documento redatto ai sensi dell art. 46 comma 1 e dell art. 48

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA POLICY SU STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA POLICY SU STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI DOCUMENTO DI SINTESI DELLA POLICY SU STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

INFORMAZIONE SULLE STRATEGIE DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI DELLA BANCA CAPASSO ANTONIO SPA

INFORMAZIONE SULLE STRATEGIE DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI DELLA BANCA CAPASSO ANTONIO SPA 1 INFORMAZIONE SULLE STRATEGIE DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI DELLA BANCA CAPASSO ANTONIO SPA Revisione del 01/08/2013 2 INDICE PREMESSA 1.RELAZIONI CON ALTRE NORME E DOCUMENTI 2.PRINCIPI GUIDA

Dettagli

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob)

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Novembre 2011 1 Indice PREMESSA ALLE LINEE GUIDA... 3 1 PRINCIPI GENERALI... 3

Dettagli

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione Il monitoraggio della gestione finanziaria nei fondi pensione Prof. Università di Cagliari micocci@unica.it Roma, 4 maggio 2004 1 Caratteristiche tecnico - attuariali dei fondi pensione Sistema finanziario

Dettagli

Solo un leader della Gestione Alternativa può offrirvi una tale scelta. insieme fino all essenza

Solo un leader della Gestione Alternativa può offrirvi una tale scelta. insieme fino all essenza Solo un leader della Gestione Alternativa può offrirvi una tale scelta insieme fino all essenza Dexia Asset Management, un leader europeo nell ambito della Gestione Alternativa n Una presenza storica fin

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1

Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 Aspetti salienti delle statistiche internazionali BRI 1 La BRI, in collaborazione con le banche centrali e le autorità monetarie di tutto il mondo, raccoglie e diffonde varie serie di dati sull attività

Dettagli

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Featured Solution Marzo 2015 Your Global Investment Authority Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Lo scorso ottobre la Commissione europea

Dettagli

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Edizione 20141015 Pagina 1 di 16 INDICE 1 PREMESSE... 3 1.1 INTRODUZIONE... 3 1.2 CURA DELL'INTERESSE DEL CLIENTE... 3 1.2.1 Determinazione del

Dettagli

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE Unione di Banche Italiane S.c.p.A. Sede Legale e Direzione Generale: Bergamo, Piazza Vittorio Veneto, 8 Sedi operative: Brescia e Bergamo Codice Fiscale, Partita IVA ed Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it

Nicola Romito. Esperienza. Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Nicola Romito Presidente presso Power Capital nicola.romito@hotmail.it Esperienza Presidente at Power Capital aprile 2013 - Presente (1 anno 4 mesi) * Consulenza per gli investimenti, gestione di portafoglio

Dettagli

I mercati. Giuseppe G. Santorsola 1

I mercati. Giuseppe G. Santorsola 1 I mercati I mercati primari e secondari Il mercato dei cambi Il mercato monetario I mercati obbligazionari e azionari Le società di gestione I mercati gestiti da MTS SpA I mercati gestiti da Borsa Italiana

Dettagli

I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario

I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario I mercati finanziari: classificazione e realtà italiana. Il mercato monetario 13 maggio 2009 Agenda Criteri di classificazione dei mercati Efficienza dei mercati finanziari Assetto dei mercati mobiliari

Dettagli

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SOCIETA COOPERATIVA Sede Legale in Viale Umberto I n. 4, 00060 Formello (Rm) Tel. 06/9014301 Fax 06/9089034 Cod.Fiscale 00721840585 Iscrizione Registro Imprese Roma e P.Iva 009260721002 Iscritta all Albo

Dettagli

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse?

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Your Global Investment Authority Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Gli

Dettagli

Parleremo di correlazione: che cos è, come calcolarla

Parleremo di correlazione: che cos è, come calcolarla IDEMDJD]LQH 1XPHUR 'LFHPEUH %52 (56 21/,1( 68//,'(0 nel 2002, il numero di brokers che offrono la negoziazione online sul minifib è raddoppiato, passando da 7 nel 2001 a 14. A novembre due nuovi brokers

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA Aggiornamento dicembre 2014

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA Aggiornamento dicembre 2014 DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA Aggiornamento dicembre 2014 1. PRINCIPI GENERALI IN TEMA DI BEST EXECUTION Il presente documento descrive

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

- 2 Banca di Credito Cooperativo di Santeramo in Colle

- 2 Banca di Credito Cooperativo di Santeramo in Colle STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI SANTERAMO IN COLLE (BARI) Aggiornata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 03 DICEMBRE 2014 VVeer r..1111

Dettagli

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA Programma 08:30 Registrazione e caffè di benvenuto 08:50 Osservazioni preliminari del presidente: Mauro Cesa, Technical Editor, RISK 09:10 DISCORSO DI APERTURA: Valutazione delle problematiche nazionali

Dettagli

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA Programma 08:30 Registrazione e caffè di benvenuto 08:50 Osservazioni preliminari del presidente: Mauro Cesa, Technical Editor, RISK 09:10 DISCORSO DI APERTURA: Valutazione delle problematiche nazionali

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLA GESTIONE DELL ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2012 STUDIARE SVILUPPO SRL Sede legale: Via Vitorchiano, 123-00189 - Roma Capitale sociale 750.000 interamente versato Registro delle Imprese di Roma e Codice fiscale 07444831007 Partita IVA 07444831007 - R.E.A.

Dettagli