La pezzatura e la forma costituiscono

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1 RACCOLTA E DISTRIBUZIONE DEL POLLINE Conviene impollinare l actinidia, ma occorre farlo bene Integrare l impollinazione naturale con quella di supporto risulta un operazione tecnicamente realizzabile ed economicamente conveniente, pur non potendo surrogare deficienze negli impianti e risultando economicamente remunerativa solo in annate con buone fioriture. Per ridurre i costi risulta conveniente la raccolta del polline in azienda di A. Galliano, D. Demaria, F. Vittone, A. Bevilacqua, G. Vittone, G. Costa La pezzatura e la forma costituiscono i parametri chiave per la valutazione della qualità commerciale e sono prerequisiti essenziali per la valorizzazione economica dei frutti di actinidia (Hopping, 1982; Hopping e Simpson, 1982; Galimberti, 22). Trattandosi di una specie dioica, le caratteristiche morfologiche del frutto sono in gran parte dipendenti, oltre che dalle tecniche colturali convenzionali (potatura, diradamento dei fiori e dei frutti, ecc.), dall andamento dell impollinazione naturale, anemofila ed entomofila oltre che dalle condizioni ambientali nel periodo della fioritura: l umidità relativa, la temperatura e le precipitazioni possono infatti essere favorevoli o sfavorevoli all impollinazione naturale (D Ambrosio et al. 1986, Intoppa, 1986; Goodwin, 1987; Craig e Stewart, 1988; Piazza e Intoppa, 1988 e 1989; Testolin et al., 199; Donovan e Read, 1991; Barbattini et al., 199; Succi et al., 1996; Costa, 23; Goodwin e Steven, 1993; Pietropoli, 2, Famiani et al., 25). Pertanto, in annate con condizioni climatiche avverse, la pezzatura dei frutti può risultare insoddisfacente anche negli impianti dove il rapporto tra piante staminifere e pistillifere è adeguato e le tecni- che colturali sono state gestite in modo corretto (Biasi e Costa, 198); Costa e Succi, 1988; Succi et al., 1996). L intervento surrogatorio con l impollinazione manuale, praticato da anni su superfici limitate, è risultato funzionale al miglioramento della pezzatura dei frutti, oltre che compatibile con l immagine salutistica di cui gode il frutto, ma non è praticabile su superfici significative da operatori professionali per i costi e i tempi di esecuzione elevati (Intoppa e Piazza, 199; Cordioli, 1999; AA.VV., 2; Costa, 23; Kulczewski, 2; Morten e Michelotti, 2). Dal 21 sono state effettuate, nel comprensorio frutticolo del Sud Piemonte, attività sperimentali per mettere a punto macchine distributrici e metodologie di applicazione del Foto 1 - Impollinatrice a secco con pre-umidificatore Dall Agata (modello Spider) polline sia a secco sia in acqua. Sono state altresì acquisite le metodologie per la raccolta del polline in azienda al fine di contenere i costi e aumentare la convenienza delle operazioni di impollinazione di supporto. I risultati ottenuti, di seguito riassunti, forniscono precise indicazioni per le modalità di effettuazione di impollinazione integrata e raccolta del polline. Se correttamente applicate, tali indicazioni consentono di ridurre in modo significativo i costi dell impollinazione di supporto e offrono altresì la possibilità di aumentare la superficie trattata. Impollinazione di supporto Manuale Esistono diverse modalità manuali di distribuzione del polline. Le tecniche nel tempo si sono evolute, anche se le applicazioni sono rimaste confinate a piccole superfici considerato il notevole impegno di manodopera richiesto. La distribuzione manuale a secco è stata gradualmente sostituita dall impiego di macchine a spalla di vario genere che consentono di distribuire il polline in acqua anche nelle ore in cui l umidità ambientale in campo non è molto elevata. I limiti di queste applicazioni manuali, oltre all impiego notevole di manodopera, restano i quantitativi elevati di polline distribuito (9-1.2 g/ha, 2 L/ha) e la irregolarità di distribuzione in campo, con conseguenze sui costi complessivi dell operazione e sull omogeneità di pezzatura dei frutti. Meccanica a secco Prove di impollinazione a secco sono state effettuate con le impollinatici delle ditte Dall Agata di Faenza (modello Spider) (foto 1), dotata di umidificatore, e Bovo di Verona (foto 2), senza umidifi- L Informatore Agrario 16/28

2 catore, utilizzando la miscela di polline (5%) e licopodio (55%) e una velocità di avanzamento di 3- km/ora. Preliminarmente sono state condotte prove per definire la dose ottimale della miscela che consenta di bilanciare efficacia e costi del polline. Le dosi e 8 g/ha di miscela sono risultate le più funzionali, la prima nel caso di scarsa fioritura, la seconda nel caso di fioriture superiori alla norma. A titolo esemplificativo citiamo qui i risultati ottenuti in diverse aziende nel 23. In tabella 1 sono riportati i risultati in termini economici: le prove 1, 2 e sono state trattate nella fase fenologica del 95% di fiori femminili aperti confrontando le due impollinatrici (con e senza umidificatore); nella prova 3 sono state messe a confronto l applicazione nella fase fenologica standard (95% fiori aperti) con un applicazione ritardata di 8 ore. Si evidenzia che l efficacia dell impollinazione integrata dipende da una serie di condizioni. Innanzitutto l entità della fioritura è fondamentale: quando la fioritura è superiore alla norma il risultato economico è estremamente positivo, soprattutto con la modalità di distribuzione con umidificazione. Nelle condizioni di fioritura normale o inferiore alla norma non compaiono invece grosse differenze né in relazione al tipo di distribuzione adottato (con o senza umidificazione) né in relazione all esecuzione o meno del diradamento dei frutti (tabella 1). L intensità di fioritura è quindi una variabile agronomica che da sola può giustificare la convenienza economica a effettuare o meno l impollinazione di supporto. Foto 2 - Impollinatrice a secco Bovo Inoltre risulta fondamentale il momento di esecuzione dell impollinazione di supporto. I migliori risultati sotto il profilo economico sono stati ottenuti con l impollinazione effettuata non prima del 95% dei fiori femminili aperti. Precedenti esperienze avevano dimostrato come interventi con meno dell 8% di fiori aperti non portavano a miglioramenti sensibili ed economicamente apprezzabili della pezzatura dei frutti. Quando l applicazione del polline è ritardata di sole 2 ore i risultati diventano negativi sia in termini economici (tabella 1, prova 3) che in termini di distribuzione dei frutti nelle classi di calibro commerciale più interessanti (grafico 1). Entrambe le macchine impiegate sono risultate funzionali e di facile manovrabilità. In particolare il modello Dall Agata ha mostrato un ottima adattabilità alla pergoletta doppia. Gli svantaggi della distribuzione meccanica a secco del polline riguardano lo stretto margine di tempo all interno del quale è possibile effettuare l intervento (prime ore del giorno) e la dipendenza dalle condizioni ambientali (umidità soprattutto). Questi fattori limitano l applicazione della metodologia a realtà aziendali con superfici ridotte. La tecnica della pre-umidificazione degli organi fiorali, realizzata con il modello Dall Agata, offre la possibilità di dilatare in qualche misura i tempi di impiego e di conseguenza aumentare relativamente la superficie trattata. Meccanica in acqua La possibilità di distribuire il polline in acqua consente di incrementare in modo significativo le superfici trattabili, in quanto ci si rende indipendenti dalle condizioni ambientali, con particolare riferimento all umidità relativa. Questa operazione richiede tuttavia conoscenze e professionalità specifiche sia nella fase di preparazione della sospensione che nella taratura della macchina. Si deve infatti considerare il rischio di perdita di vitalità del polline se sospeso in acqua per tempi superiori alle 2-3 ore e le difficoltà di ottenere una sospensione omogenea adatta alla distribuzione meccanica. Per questi motivi le verifiche in campo sono state effettuate utilizzando un volume d acqua (5 L/ha) che consentisse l applicazione della miscela entro le due ore dalla preparazione. Inoltre, si deve tener conto che la miscela da distribuire, composta da polline, attivatore e marcante biologico, deve essere preventivamente preparata mediante apposito miscelatore. Il momento di intervento ottimale è, come per la distribuzione a secco, al raggiungimento del 95% di fioritura. S TABELLA 1 - Risultati delle applicazioni a secco con unico passaggio effettuate nel 23 Prove Intensità di fioritura superiore 1 alla norma 2 normale 3 normale inferiore alla norma Modalità di impollinazione (diradato o non diradato) Dosi miscela (g/ha) Incrementi di plv sul controllo senza umidificatore (n.d.) con umidificatore (n.d.) senza umidificatore (d.) con umidificatore (d.) con umidificatore (d.) con umidificatore (d. + 8 ore) ,51 senza umidificatore (n.d.) 6 87, con umidificatore (n.d.) ,72 I risultati economici ottenuti sono evidenziati indicando l incremento di plv unitaria del trattato, al netto dei costi di impollinazione, rispetto al controllo. Le variazioni di dosi applicate dipendono dalle difficoltà operative di avanzamento delle macchine in campo. Foto 3 - Impollinatrice per la distribuzione del polline in acqua Gerbaudo (compressore da 8 L, serbatoio in pressione 2 L, 5 ugelli regolabili) 16/28 L Informatore Agrario 5

3 Per quanto attiene alle dosi, risultati economicamente non soddisfacenti sono stati ottenuti con dosi di polline di circa 25 g/ha, in quanto l incremento del 1% di prodotto commerciabile ottenuto non copriva i costi complessivi delle operazioni di impollinazione. Successive verifiche hanno individuato nella dose di 6 g/ha la dose ottimale; dosi inferiori ( g/ha) e superiori (8 g/ha) sono risultate entrambe non economicamente convenienti. Il modello di impollinatrice meccanica impiegato (foto 3) ha mostrato una buona funzionalità sia per la movimentazione lungo i filari sia per la distribuzione omogenea del polline sui fiori portati sotto la volta della pergoletta doppia. Le prime prove, gestite con modalità operative e protocolli considerati definitivi per questo tipo di applicazione, fanno riferimento a due impianti aventi caratteristiche agronomiche differenti (impianto 1 del 1985, 5 piante/ha, rapporto maschi/femmine 1:, diradato; impianto 2 del 23, 52 piante/ha, rapporto maschi/femmine 1:5, non diradato) e soprattutto livelli diversi di intensità di fioritura. Come per le esperienze di impollinazione a secco, i risultati economici del 26 sono stati evidenziati indicando l incremento di plv unitaria del trattato, al netto dei costi di impollinazione, rispetto al controllo. A parità di dose di polline impiegato (6 g/ha), nell impianto 1, caratterizzato da un intensità di fioritura valutata nella norma, l incremento di plv sul controllo non trattato è stato di 52 euro/ha, mentre nell impianto 2, dove l intensità di fioritura è stata giudicata superiore alla norma, l incremento ha raggiunto 1.6 euro/ha. Si conferma ancora che l intensità della fioritura è fondamentale: infatti, a parità di quantità di polline impiegata, il risultato è decisamente migliore in corrispondenza di elevate fioriture, anche quando vengono sostenute le spese di esecuzione del diradamento dei frutti. Occorre considerare che il dosaggio di polline impiegato per unità di superficie è elevato rispetto a quanto impiegato normalmente nella distribuzione a secco. Ciò spiega la caduta di redditività quando l incremento qualitativo e produttivo ottenuto nel trattato deve sostenere le spese di approvvigionamento del polline all esterno dell azienda. Produzione media (kg/pianta) Produzione media (kg/pianta) , 67, 61, Distribuire il polline in acqua rende indipendenti dall umidità relativa dell aria A C 53, Polline distribuito 8 ore dopo il 95% di fiori aperti D Produzione media per classe di calibro (kg/pianta) < 55 g g Dove è stato fatto diradamento manuale dei frutti e dove la macchina impollinatrice era dotata di umidificatore il posizionamento posticipato di 8 ore non funziona. Mentre i risultati del 26 sono stati giudicati del tutto soddisfacenti, i risultati del 27 hanno evidenziato come la qualità ottenibile con la distribuzione meccanica in acqua possa non Polline distribuito al 95% di fiori aperti B Produzione media per classe di calibro (kg/pianta) 65-7 g 7-75 g 75-8 g Classi di pezzatura Impollinato Controllo GRAFICO 1 - Risultati della prova 3 del g g g g g g essere costante pur in presenza di condizioni agronomiche e ambientali favorevoli. Allo stato attuale non è possibile interpretare correttamente questa mancata costanza nei risultati; si sottolinea solamente il fatto che questa metodologia, se pur molto promettente, presenta ancora degli interrogativi e dei rischi d insuccesso. È senz altro da notare come, anche volendo utilizzare gli stessi dosaggi di polline dell impollinazione manuale che ha fornito con costanza risultati positivi nella distribuzione meccanica, vi sia da considerare una maggiore dispersione di polline, in quanto esso non è diretto solamente sui fiori ma è distribuito su tutta la superficie inferiore della pergoletta. Questo fatto potrebbe in parte spiegare gli incostanti risultati ottenuti e indicare le linee di lavoro per il futuro. Sarà infatti necessario lavorare sulla possibilità d incremento della concentrazione di polline nei limiti della convenienza economica e/o a una distribuzione maggiormente mirata sui fiori. Raccolta del polline aziendale > 135 g L acquisto del polline rappresenta la voce che più incide sul costo complessivo della tecnica di impollinazione (mediamente l 8%). Di conseguenza, con l obiettivo di ridurre i costi e aumentare i margini di convenienza economica, 6 L Informatore Agrario 16/28

4 alcuni operatori che effettuano da anni l impollinazione di supporto hanno per primi sviluppato tecnologie artigianali per estrarre il polline dai soggetti maschili presenti negli impianti aziendali. L operazione ha un evidente convenienza sia per la distribuzione a secco (tabella 2) sia in acqua (tabella 3). A partire dal 2 imprese professionali, con esperienza nel settore, hanno iniziato a mettere a punto aspiratori meccanici. Le macchine raccoglitrici TABELLA 2 - Costi del trattamento a secco Voce di costo Costo polline commerciale I costi per l impollinazione a secco sono stati definiti comprendendo l acquisto della miscela polline-licopodio e la sua distribuzione. Evidente risulta il risparmio utilizzando polline aziendale. I primi tentativi di estrazione del polline dagli impianti aziendali sono stati condotti da intraprendenti agricoltori che hanno utilizzato aspiratori elettrici di uso domestico adattati estemporaneamente. Trascurate queste apparecchiature per i limiti imposti dal tipo di alimentazione e per le insufficienti condizioni di sicurezza garantite, nel corso delle sperimentazioni è stata valutata la funzionalità di tre aspiratori professionali, che nel tempo si sono resi disponibili in Piemonte a partire dal 2, in grado di raccogliere polline di elevata qualità con tecnologie sicure per gli operatori: una macchina allestita con l adattamento di aspiratori elettrici per uso industriale (ditta Rattalino, con 2 postazioni di raccolta) e due estrattori a turbina (ditte Dall Agata e Rattalino, con postazioni di raccolta ciascuna) (foto e 5). La prima fra queste, pur rappresentando un buon punto di partenza con rese di 55-6 g/ora per ettaro, non raggiunge la funzionalità dei modelli successivi anche per la qualità del polline valutata in termini di germinabilità (inferiore al 7-75%). Entrambe le macchine a turbina superano invece i 7-8 g di polline raccolti per ora e per operatore con operazioni affidabili sotto l aspetto della sicurezza, manualmente poco faticose e in grado di non danneggiare irreparabilmente gli organi fiorali alla prima raccolta. Il polline estratto con le macchine a turbina evidenzia nelle prove di laboratorio una germinabilità media dell 8% e comunque mai inferiore al 75% e quindi confrontabile con il polline di origine neozelandese reperibile sul mercato (germinabilità dell 8-9%). Tenuto conto del rapporto tra costi e prestazioni si può ipotizzare l impiego degli aspiratori a turbina per aziende singole o associate con superfici significative dedicate all impollinazione di supporto. I tradizionali aspiratori elettrici, resi sicuri nelle più recenti rielaborazioni, possono essere convenientemente utilizzati dalle aziende che effettuano l impollinazione di supporto su superfici limitate. La tecnica di raccolta polline aziendale Miscela standard (polline 2 g + (8%) 12 (58%) licopodio 25 g) Liquido per la preumifidicazione (1,5 L/ha) Costi per la trazione (1,5 ore/ha) 2 2 Costi della macchina impollinatrice (1,5 ore/ha) Costo totale Le indagini in campo hanno evidenziato come la raccolta del polline possa essere effettuata a partire dal 5% di fiori aperti sino a completa caduta petali senza che si evidenzino significative differenze nella qualità del materiale raccolto, valutata in termini di capacità germinativa dei Foto - Aspiratore a turbina Dall Agata granuli pollinici. Si consigliano passaggi successivi di raccolta distanziati di almeno 2 ore al fine di consentire la maturazione dei granuli pollinici tra una raccolta e la successiva. Si ricorda che, onde evitare l incidenza di possibili variabili legate alle condizioni ambientali (temperatura e umidità relativa), le verifiche sperimentali sono sempre state effettuate nelle ore del mattino comprese tra le 9 e le 11. Si segnala come particolarmente vantaggioso l allestimento di impianti di sole piante maschili, come già sperimentato con successo da alcuni operatori, per ottimizzare le operazioni di raccolta. Questa scelta, attuabile da chi intende fare dell impollinazione di supporto una base per l incremento della qualità, consente di impiegare le nuove cultivar selezionate in virtù delle performance in termini di qualità dei frutti (regolarità di forma e pezzatura). La manipolazione del polline Le modalità di gestione del polline durante e dopo la raccolta risultano essenziali per garantire la vitalità dello stesso. Sono state condotte verifiche per definire le modalità di conservazione del materiale tal quale a breve e a lungo periodo a partire dalla raccolta. Innanzitutto durante le operazioni di raccolta con aspiratori a turbina, e quindi a temperatura ambiente, la vitalità del polline tende a diminuire in modo statisticamente significativo dopo 2 ore (germinabilità 87,5% a 1 ora dalla raccolta, 88,% dopo 2 ore, 75,3% dopo 3 ore e 68,7% dopo ore). Sempre con riferimento alla germinabilità, la conservazione in frigorifero (+ C circa) sino a 15 ore dalla raccolta non pregiudica la vitalità del polline (86,8% alla raccolta, 87,2% dopo 5 ore, 85,3% dopo 1 ore, 82,6% dopo 15 ore in frigorifero). Allo stesso modo, con procedure corrette di stoccaggio e conservazione, la vitalità del polline può essere conservata sino a 12 mesi dalla raccolta se il materiale viene conservato in comuni freezer a 2 C. Il polline, raccolto a giugno 2 con una germinabilità dell 89,5%, a giugno 25 dimostrava di mantenere una percentuale dell 85,2%. È quindi possibile, qualora le condizioni ambientali dell annata o lo stato vegetativo della coltura non ne richiedano l immediato S 16/28 L Informatore Agrario 7

5 TABELLA 3 - Costi del trattamento in acqua Voce di costo Polline commerciale prezzo unitario (euro) costo Polline aziendale prezzo unitario (euro) costo Polline (dose 6 g/ha) 3,3/g 1.98,,5/g 3 Liquido per la sospensione (acqua demineralizzata 5 L/ha),37/L 18,5,37/L 18,5 Attivatore e marcante (1,5 L/ha) /L 6 /L 6 Costi per la trazione (1,75 ore/ha) 28,2/ora 9,35 28,2/ora 9,35 Costi della impollinatrice (1,75 ore/ha) 39/ora 68,25 39/ora 68,25 Costo totale 2.176, 96 Il divario tra il costo di impollinazione usando polline prodotto in azienda e polline commerciale, ferma restando l importanza di una corretta tecnica di raccolta, conservazione e somministrazione, è decisamente a favore del polline aziendale. Foto 5 - Aspiratore a turbina Rattalino utilizzo, conservare integro il materiale per l anno successivo. I tempi di sospensione del polline in acqua sono stati correlati con i presumibili tempi d impiego in campo sino a ore, limite considerato accettabile nelle esperienze operative effettuate. Le prove svolte hanno evidenziato una perdita di vitalità del 18% tra 2 e ore di sospensione in acqua. Risulta pertanto consigliabile effettuarne la distribuzione entro 2-3 ore dalla preparazione. Per definire l eventuale influenza del tipo di acqua utilizzato per la sospensione sono stati messi a confronto diversi tipi di acqua, valutabili per la loro attitudine a favorire la germinazione del polline in vitro. L acqua con caratteristiche tali da favorire l osmosi [ph 5,7, conducibilità elettrica 9,8 μs/cm, durezza f (gradi francesi), cloruri mg/l] è risultata essere significativamente meno adeguata, mentre l acqua demineralizzata (ph 7,8, conducibilità elettrica 6,7 μs/cm, durezza f, cloruri mg/l) e l acqua potabile (ph 7,8 e altri parametri a norma di legge) hanno fornito una germinabilità soddisfacente, sebbene l acqua potabile sia risultata la migliore in termini numerici. Integrare l impollinazione conviene La raccolta di polline aziendale consente un notevole risparmio nei costi della impollinazione di supporto Al fine di migliorare la qualità e l immagine salutistica delle produzioni, l integrazione all impollinazione naturale effettuata con macchine distributrici del polline risulta un operazione tecnicamente realizzabile ed economicamente conveniente se effettuata nel rispetto delle modalità applicative indicate. Occorre tuttavia ricordare che questa operazione non può porre rimedio a deficienze strutturali degli impianti o surrogare carenze nella effettuazione di operazioni colturali quali la potatura, il diradamento, ecc. L attività sperimentale ha infatti evidenziato come i risultati economicamente più vantaggiosi vengano ottenuti in impianti con forme di allevamento razionali, condotti con tecniche colturali corrette. Le prove hanno altresì evidenziato che, indipendentemente dalla strumentazione impiegata, l intervento di impollinazione integrativa fornisce risultati più marcati con fioriture superiori alla norma; infatt, produzioni scarse legate a fioriture insufficienti non sono risultate in grado di compensare i costi dell operazione. In generale è importate ricordare che i risultati più costanti si ottengono con l impollinazione meccanica a secco, tecnica di agevole applicazione sotto l aspetto operativo e probabilmente più definita rispetto all impollinazione in acqua. Questa tecnica, pur se interessante e promettente per il futuro per la possibilità offerte in merito alle condizioni di operatività e alle dimensioni delle superfici trattate, all evidenza dei fatti si presenta al momento meno versatile e con variabili al momento ancora da indagare e definire. La raccolta del polline risulta conveniente e agevole grazie all evoluzione tecnologica raggiunta dalle macchine. Il materiale ricavato dagli impianti aziendali risulta altresì di qualità adeguata alle operazioni di impollinazione. Le diverse prove sulla germinabilità del polline, raccolto con macchine differenti e con modalità e tempistiche indicate, hanno infatti evidenziato una vitalità del polline del tutto paragonabile al materiale di qualità certificata reperibile sul mercato. Con l estrazione e l impiego del polline raccolto dagli impianti aziendali è quindi possibile abbattere in modo significativo i costi dell impollinazione meccanica di supporto. Aldo Galliano Daniele Demaria Fabrizio Vittone Alessandro Bevilacqua Graziano Vittone Creso - Consorzio di ricerca e sperimentazione per l ortofrutticoltura piemontese (Cuneo) Guglielmo Costa Dipartimento di colture arboree Alma Mater Studiorum Università di Bologna Per la disponibilità allo svolgimento delle prove in campo si ringraziano le aziende agricole Barra (Costigliole, CN), Maero A. (Lagnasco, CN), Diale L. (Manta, CN), Odasso A. (Manta, CN) e Vittone F.lli (Manta, CN). Per la messa a disposizione delle macchine si ringraziano la ditta Dall Agata (Faenza, RA), l azienda agricola F.lli Bovo (Verona), la ditta Rattalino (Villafaletto, CN) e l officina meccanica Gerbaudo (Villafalletto, CN). Per la collaborazione tecnica si ringrazia la società AgrivalleBronda di Capitini e C. (Pagno, CN). Per la disponibilità degli impianti per il condizionamento del prodotto si ringraziano le Coop. Sanifrutta (Costigliole, CN), LagnascoFrutta (Lagnasco, CN) e Pav (Verzuolo, CN), la società TuttoFrutta Quaranta (Costigliole Saluzzo, CN) e l Istituto agrario di Verzuolo (CN). Per consultare la bibliografia e gli approfondimenti: 8ia16_3362_web 8 L Informatore Agrario 16/28

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