Sviluppo prodotto. La gestione integrata del processo di innovazione e sviluppo prodotto >> 65. Giorgio Troni

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sviluppo prodotto. La gestione integrata del processo di innovazione e sviluppo prodotto >> 65. Giorgio Troni"

Transcript

1 Sintesi L obiettivo di Triad Innovation (gestione integrata del processo di innovazione e sviluppo prodotto) è di fornire alle aziende uno strumento che possa essere di supporto al miglioramento delle prestazioni del loro processo di innovazione e sviluppo prodotto. Il presupposto da cui siamo partiti è che le aziende non debbano necessariamente eccellere, rispetto a modelli validi universalmente. Viceversa, la logica di base è che nelle aziende si possono individuare le caratteristiche oggettive, legate alla tipologia di prodotto, alla strategia di innovazione/sviluppo prodotto, ed al posizionamento nella catena del valore, e le caratteristiche soggettive, più propriamente legate alla cultura di riferimento, ovvero le filosofie organizzative e di innovazione, e che da questa analisi si possa definire il modello di Innovazione/sviluppo prodotto più coerente e quindi adatto alla specifica realtà. Tale verifica di coerenza è estesa alle modalità organizzative ed operative ed agli strumenti tecnici e metodologici di cui l azienda è dotata, ed anche ai criteri con cui in azienda si misura il processo, sia in termini di efficienza che di efficacia con i relativi indicatori. Giorgio Troni La gestione integrata del processo di innovazione e sviluppo prodotto Il processo di innovazione e sviluppo prodotto In questo articolo parleremo di innovazione sviluppo prodotto. Con questo termine intendiamo l insieme di fasi che costituiscono uno dei principali processi presenti in un azienda e che vanno dal nascere dell idea fino al cosiddetto ramp-up, ovvero il momento in cui, avviata la produzione, ci si avvia verso il livello produttivo ottimale. Figura 1 - Il processo di sviluppo prodotto Il tema è attuale ed al centro di numerosi convegni e dibattiti: i cambiamenti del mercato, fra cui i fenomeni di globalizzazione e >> 65

2 Figura 2 - Indagine sul livello di innovazione in Italia di delocalizzazione produttiva, che le aziende stanno affrontando le porta a dover rivedere i propri modelli di business. Due sono, quindi, le sfide che si presentano oggi alle imprese: la gestione efficiente della supply chain, da una parte, ed una politica efficace per l innovazione e lo sviluppo prodotto dall altra. Come dimostra lo studio effettuato da Unioncamere e pubblicato sul Sole24Ore, in Italia il livello di innovazione di prodotto è decisamente basso. Più ampia è l attività di miglioramento dei prodotti esistenti, mentre decisamente al centro dell attenzione è l attività di innovazione di processo. Per quanto importante sia l innovazione di processo, riteniamo che sia comunque prioritario rivolgere l attenzione verso l innovazione di prodotto. Infatti i differenziali di costi di molti paesi esteri sono tali da rendere decisamente arduo pensare di poter recuperare solamente con il miglioramento di processo. L approccio integrato Un azienda, nel suo processo di innovazione e sviluppo prodotto, persegue gli obiettivi di: soddisfare o addirittura anticipare i bisogni del mercato, abbreviando i tempi di sviluppo, ma, in ogni caso, minimizzando i costi del prodotto e, da non sottovalutare, del processo logistico produttivo. Per poterli conseguire è necessario che siano assolutamente condivisi dalle funzioni aziendali nella logica del processo. Il che significa anche considerare l azienda sia per quelli che sono gli aspetti più tecnico/organizzativi sia per quelli relazionali e comportamentali che esplicitano la cultura dell impresa. In questo articolo presentiamo uno strumento di supporto al management, sviluppato da Festo Consulenza e Formazione, che segue questa logica dell approccio integrato. Con questo approccio, l azienda ha la possibilità di individuare un piano di azione, per il miglioramento delle prestazioni in termini di innovazione e sviluppo prodotto, che sarà: adatto, ovvero coerente con la strategia, con il mercato, con il prodotto e, soprattutto, con la cultura aziendale senza essere la semplice trasposizione di soluzioni pre-confezionate; condiviso tra il management che facendo propri gli obiettivi potrà garantire il successo della realizzazione; secondo una logica di processo, in modo che le soluzioni individuate siano realmente allineate con gli obiettivi aziendali e non con logiche di pura efficienza funzionale. Il primo passo di questo approccio si concretizza attraverso un autovalutazione da parte del management Di seguito ne descriveremo le fasi soffermandoci, in particolare, su alcuni concetti relativi all organizzazione per l innovazione ed ai principali modelli di innovazione di prodotto. >> 66

3 Il modello di autovalutazione tive, legate a prodotto e mercato, e soggettive, legate più alla cultura di riferimento. I presupposti da cui siamo partiti nell elaborare questo Come fattori oggettivi, rispetto ai quali collocare l azienda, si fa riferimento a tre dimensioni: strumento sono i seguenti: 1) che le aziende non debbano necessariamente eccellere, rispetto a modelli validi universalmente, ma che sia critica la capacità innovativa o piuttosto l ottimiz- la strategia di sviluppo adottata dall azienda (ovvero se sia molto più importante rendere coerenti i processi con zazione del processo, soprattutto in termini di time to il contesto di prodotto e di mercato adottando le modalità organizzative e gli strumenti operativi adeguati. la tipologia di prodotto, sviluppato, prodotto e com- market); 2) Che nei cambiamenti sia molto più importante la mercializzato (se si tratta di un assieme di parti od un gestione del processo ed il coinvolgimento delle persone output di processo); rispetto alla pura correttezza teorica dei modelli target. la collocazione dell azienda nella catena del valore che Per queste ragioni il Triad Innovation si realizza a partire da un primo momento di autovalutazione del proprio finale (a valle). va dal produttore di materie prime (a monte) al cliente modello di sviluppo prodotto da parte del management Una delle peculiarità di questo approccio è che oltre a che porta a identificare e condividere un piano di azione per il miglioramento. no la specificità dell azienda, la sua storia e la sua cultura, questi aspetti, si considerano anche quelli che riguarda- Il primo aspetto che verrà identificato dal management ovvero i fattori soggettivi, quali: (in modo condiviso!) nell autovalutazione è il posizionamento dell azienda rispetto a delle dimensioni oggetdendo come riferimenti opposti, il modello Phase il modello organizzativo di sviluppo preferito, pren- Project Planning (la cui versione più nota è il modello Stage and Gate TM ) ed il modello a rete. Il tipo di filosofia innovativa voluta e perseguita, dall innovazione graduale a quella radicale. I valori di riferimento in azienda ovvero quali sono considerate essere le competenze distintive, considerando da una parte il presidio della tecnologia e dall altra la disponibilità nel servizio al cliente. Il secondo aspetto dell autovalutazione considera i dati quantitativi, Figura 3 - Le fasi dell autovalutazione secondo l approccio Triad Innovation ovvero: >> 67

4 i dati economici, numerici e temporali dell azienda, dei progetti e delle risorse coinvolte nel processo di innovazione/sviluppo prodotto; l esistenza e le caratteristiche di un sistema di indicatori per il processo di innovazione/sviluppo prodotto. Il terzo, ed ultimo, aspetto dell autovalutazione tiene conto invece degli strumenti (sia tecnici che organizzativi) adottati dall azienda, attraverso una mappatura in cui verranno identificati e qualificati, per livello e grado di utilizzo. Da questi elementi si può elaborare uno schema complessivo del modello aziendale di innovazione/sviluppo prodotto, che consenta: di verificare la coerenza complessiva del modello (soprattutto tra dimensioni oggettive, soggettive e sistema di gestione); di verificare la coerenza tra il posizionamento dell azienda e gli strumenti scelti. Fattori Oggettivi Questionari Ma soprattutto di individuare aree di intervento e priorità delle azioni in un piano di miglioramento, in termini di disegno complessivo del modello e/o di scelta di specifici strumenti. Il processo di autovalutazione da parte del management realizzato con Triad Innovation si avvale del supporto di alcuni strumenti quali: i questionari che funzionano come delle check-list finalizzate a supportare l analisi; delle pillole formative (brevi documenti o presentazioni con lucidi) finalizzate ad esplicitare i concetti; una tabella degli intervistati, che aiuti ad individuare i ruoli chiave che devono essere intervistati e su che temi; una Matrice delle Coerenze che fornisce delle indicazioni sul livello di coerenza tra gli strumenti e le modalità organizzative adottate per il processo di innovazione e sviluppo prodotto e le sue caratteristiche in termini di fattori oggettivi e soggettivi. Tabella degli intervistati Il posizionamento dell azienda rispetto ai fattori oggettivi Fattori Soggettivi Mappatura Strumenti Coerenza Complessiva Coerenza Strumenti Aree di intervento Descrizione Elementi Matrice delle Coerenze Figura 4 - Flusso del processo con descrizione dei principali strumenti di supporto >> 68 Il posizionamento dell azienda rispetto ai fattori oggettivi, mercato e prodotto, ha lo scopo di individuare le scelte, sull organizzazione e sugli strumenti, che facilitano maggiormente il raggiungimento degli obiettivi. Se, ad esempio, l azienda opera nel Business to Business, a ridosso di un cliente cui fornisce dei prodotti semplici e su specifiche già definite, probabilmente sarà coerente un organizzazione che privilegia l efficienza del processo in particolare in termini di rispetto di tempi e costi per la quale l innovazione si sviluppa con un forte codequaderni di management

5 sign con il cliente (eventualmente locandovi anche i propri progettisti). Ciò non toglie, però, che l azienda non possa decidere di sviluppare una nuova prospettiva in cui diventi leader di architetture innovative che forniscano al cliente non il prodotto ma la funzione attesa e che su tale base decida di strutturarsi. La visione che si ottiene dal posizionamento è completata dalla rilevazione delle dimensioni del processo di innovazione/sviluppo prodotto oggetto dello studio e, soprattutto dall analisi del sistema di indicatori per il processo di innovazione/sviluppo prodotto: Esistono? Sono coerenti con la strategia dichiarata? Quali dovrebbero essere? Il posizionamento dell azienda rispetto ai fattori soggettivi Il modello organizzativo preferito Gli aspetti che classifichiamo come fattori soggettivi sono quelli legati al tipo di innovazione a cui l azienda si ispira, ed al modello organizzativo preferito Si considerano due modelli come alternativi: il modello PPP - Phase Project Planning (ovvero Stage And Gate TM ), il modello a rete. Il modello PPP Phase Project Planning è un modello orientato principalmente al controllo delle attività, e presuppone una precisa e sequenziale definizione di fasi, attività, tollgate e milestone; tale approccio consente di conseguire gli obiettivi prestazionali fissati attraverso il controllo del rispetto del processo organizzativo definito. Questo modello privilegia la riduzione del rischio tecnico e dà una maggiore sicurezza, assicurando, in realtà di grandi dimensioni, il coinvolgimento interfunzionale. Il modello a rete : è orientato non tanto al controllo delle attività ed alla sequenza delle stesse, quanto allo sviluppo di un sistema che faciliti l iteratività del processo nonché il flusso delle conoscenze e delle informazioni, generando rapidi processi innovativi soprattutto attraverso la flessibilità e la delega. Non intende il processo di sviluppo prodotto come un processo composto da fasi finite e sequenziali, che devono essere controllate, ma come un attività iterativa di scoperta delle soluzioni, durante la quale si utilizzano tecniche euristiche più spesso che analisi e soluzioni deterministiche. Si da per scontato che il processo di sviluppo abbia un elevato tasso di variabilità: anzi, questa deve essere presente se vi deve essere innovatività. Detto con altre parole, se il processo di sviluppo dei prodotti viene concepito come una miscela di analisi accurate e di sperimentazioni relativamente non strutturate, mentre i sistemi di controllo aziendale tendono a privilegiare le prime, la natura euristica ed iterativa della progettazione, nonché la necessità di procedere rapidamente, privilegiano le seconde. Obiettivo del modello a rete non è più dunque quello di ridurre l incertezza del processo di sviluppo prodotto attraverso il suo controllo, ma invece quello di assecondare il suo percorso, attraverso la semplificazione organizzativa, il potenziamento delle capacità di trattare informazioni, l aumento della delega e delle competenze. Non si vogliono incorporare i criteri valutativi nel processo organizzativo di sviluppo (ad esempio attraverso design review formalizzate e check-list), questi invece devono rimanere al giudizio dei componenti del team. Perciò diventa più critica la selezione e l addestramento delle persone e le conoscenze dei tecnici, più che il disegno del processo in sè o le regole organizzative. Mentre il modello PPP è chiaramente un paradigma >> 69

6 orientato alla pianificazione ed al controllo, il modello a rete è orientato all apprendimento ed al fare. Fare, sperimentazione, procedimento per prove ed errori, iteratività sono strettamente connesse tra di loro. In quest ottica, ad esempio, i prototipi assumono un ruolo chiave, come strumenti per l acquisizione di una conoscenza viva, sul campo, necessaria per la presa di decisioni. Il processo formale (ad esempio una procedura Sviluppo Prodotto) non deve in quest ottica necessariamente scomparire, ma invece essere abbastanza semplice da poter essere compreso da tutti e abbastanza flessibile da potere essere adattato alle situazioni specifiche. Il punto focale è che il modello organizzativo preferito non può non essere coerente con il posizionamento dell azienda. Tornando al caso citato dell azienda B2B che opera su specifiche del cliente, risulta molto più coerente l adozione di un modello quale il PPP piuttosto che quello a rete : in questo caso il primo potrebbe infatti essere efficiente, mentre il secondo potrebbe essere ridondante, se non decisamente fuorviante. Figura 5 - Esempio di questionario di supporto al posizionamento QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO PREFERITO Gli obiettivi del progetto vanno ben definiti sin dall inizio? E importante definire una sequenza ben precisa di attività? Secondo voi il processo di sviluppo prodotto può essere ricondotto ad una sequenza precisa di attività? Va fatta una precisa pianificazione di progetto? A che livello di dettaglio? Utilizzate sistematicamente strumenti quali la WBS, il PERT ed il GANTT? Prima di passare alla fase successiva devo aver conclusa quella precedente? E secondo voi importante ridurre al minimo possibile sin dalle prime fasi ogni ambiguità relativamente alle specifiche del prodotto da realizzare? E importante avere una check-list di tutte le attività necessarie? E importante avere una check list dei controlli che devono essere effettuati nel corso del processo di sviluppo? E importante individuare dei chiari punti decisionali lungo il processo? E importante controllare la corretta esecuzione delle attività ed il rispetto delle procedure? E importante focalizzare l utilizzo delle risorse? da che fase del progetto? >> 70

7 Figura 6 - Estratto della Tabella degli Intervistati La filosofia innovativa voluta e perseguita: innovazione radicale o innovazione graduale? L altro aspetto considerato nei fattori soggettivi è quello della filosofia innovativa preferita. Consideriamo due alternative: l innovazione radicale l innovazione graduale Nel caso dell innovazione radicale si predilige l individuazione di un prodotto completamente nuovo, sia dal punto di vista della tecnologia incorporata che delle applicazioni servite. Si presuppone una forte attività di analisi precedente sulle esigenze del mercato e sulle tendenze tecnologiche, forti investimenti di risorse nella fase di sviluppo, e nella predisposizione finale di un prodotto radicalmente nuovo. Date queste caratteristiche si prevede una forte focalizzazione dell azienda su pochissime attività di sviluppo di grande impatto, un fortissimo impegno ad evitare errori che potrebbero essere anche esiziali per l azienda (data la focalizzazione e l entità dell investimento) Tuttavia durante lo sviluppo di un nuovo prodotto compaiono molti elementi nuovi, e quindi è necessario apprendere una grande quantità di nuove nozioni. Bisogna sapere quali caratteristiche dei prodotti sono necessarie, quali soluzioni progettuali si riveleranno valide, i tipi di approvvigionamento che si possono avere dai fornitori, le differenti capacità produttive che possono esser impiegate, ecc. Alcune di queste informazioni si possono apprendere direttamente con dei processi analitici, ma altre, di taglio completamente innovativo, si potranno ottenere solo in seguito agli errori commessi. Il tempo di sviluppo dei prodotti è sostanzialmente dedicato all apprendimento. L arte dello sviluppo rapido dei prodotti consiste in gran parte nel comprendere l ampiezza dell impegno conoscitivo connaturato in un determinato progetto e nel sapere quando bisogna porre un limite al progetto. Spesso si privilegia il grande progetto, che deve sviluppare un prodotto completamente nuovo attraverso un processo di innovazione radicale. Però il grande progetto presenta la difficoltà di essere gravato da un enorme carico di conoscenze che implicano un periodo di svi- >> 71

8 luppo lungo e imprevedibile. L aumento della complessità è esponenziale e non lineare, e la certezza di successo sul mercato inesistente. Traendo le conseguenze di questa linea di pensiero, si può ritenere che il modo più efficace per progredire rapidamente sia quasi paradossalmente rappresentato da un processo costituito da molte piccole fasi, attraverso dei prodotti a sviluppo graduale. Mappatura delle modalità organizzative e strumenti Nella mappatura verranno identificati e qualificati, per livello e grado di utilizzo, le modalità e gli strumenti adottati dall azienda. Il termine va inteso nella sua concezione allargata, in quanto contiene sia modalità organizzative vere e proprie, che metodologie, sia strumenti tecnici/informatici. Le principali modalità organizzative/strumenti considerati sono i seguenti: Concurrent engineering Project team e project leader Project management Piattaforme e multi project management Organizzazione per l innovazione Cultura per l innovazione Community of practice Conoscenza implicita ed esplicita Sistemi IT a supporto della creazione di conoscenza Workflow management Product data management Codesign Variety reduction program Value engineering Design for logistic Design of experiments Rapid prototyping Rapid tooling La gestione del rischio Triz Lessons learned Brainstorming Design for manufacturing and assembling Failure mode and effect analysis Indagini di mercato Quality function deployment Verifica della coerenza complessiva del modello Terminata la fase di rilevazione (fattori oggettivi, fattori soggettivi, dimensioni ed indicatori, mappatura degli strumenti), al fine di individuare ipotesi di interventi migliorativi, deve essere effettuata una verifica di coerenza del sistema. Tale verifica si articola in tre elementi: Verifica della coerenza complessiva del modello; Verifica della coerenza tra modello e strumenti utilizzati. La coerenza complessiva del modello consiste nella verifica della coerenza tra le condizioni rilevate tra i fattori oggettivi, le scelte effettuate nei fattori soggettivi, i dati dimensionali rilevati e gli indicatori presenti. I risultati di questa prima analisi consentono già di comprendere se si sia in presenza di grosse contraddizioni piuttosto che di piccoli disallineamenti, o viceversa se il modello sia sostanzialmente coerente. Verifica della coerenza tra modello e strumenti adottati Viene analizzata nel dettaglio la coerenza tra le dimensioni del modello adottato e gli strumenti utilizzati, attraverso una matrice delle coerenze che indica, per ogni strumento quale sia il grado di coerenza, indifferenza o >> 72

9 MODALITA ORGANIZZATIVE CONCURRENT PROJECT TEAM PIATTAFORME E WORKFLOW PROJECT ORGANIZZAZIONE DIMENSIONI DEL MODELLO ENGINEERING E PROJECT MULTI PROJECT MANAGEMENT MANAGEMENT PER LEADER MANAGEMENT L INNOVAZIONE POSIZIONAMENTO MERCATO adatto per ridurre adatto a garantire utile per utile a tenere utile per tenere adatto per NELLA CATENA il time to market l integrazione e il presidiare le sotto controllo lo sotto controllo aumentare il DEL VALORE coordinamento interconnessioni sviluppo delle tempi e costi di livello di tra i vari progetti attività sviluppo innovatività in essere CLIENTI adatto per ridurre adatto a garantire utile per utile a tenere particolarmente può non essere il time to market l integrazione e il presidiare le sotto controllo lo adatto a tenere necessaria nel coordinamento interconnessioni sviluppo delle sotto controllo momento in cui il tra i vari progetti attività tempi e costi di il cliente fornisca in essere sviluppo specifiche chiare e precise STRATEGIA INNOVAZIONE adatto per ridurre particolarmente utile per non utile per tenere fondamentale il time to market adatto per ridurre presidiare le particolarmente sotto controllo il time to market interconnessioni utile per tempi e costi di tra i vari progetti sostenere le sviluppo in essere attività di sviluppo OTTIMIZZAZIONE particolarmente particolarmente utile per particolarmente particolarmente può non essere PROCESSO adatto per ridurre adatto per ridurre presidiare le adatto a adatto a necessaria nel il time to market il time to market interconnessioni supportare sotto controllo momento in cui tra i vari progetti il processo tempi e costi di riduce le in essere ed garantendo la sviluppo prestazioni di ottimizzare connessione tra processo in l utilizzo di moduli le attività, lo termini di rapidità e componenti e scambio di e costi ridurre i costi informazioni e documenti, il rispetto delle regole organizzative Figura 7 - Estratto della Matrice delle Coerenze incoerenza con le dimensioni del modello complessivo di innovazione/sviluppo prodotto adottate. Le indicazioni contenute in questa matrice non vanno considerate quali algoritmi che definiscono in modo deterministico il legame tra modello e strumenti, ma riflessioni sul rapporto tra i due che consentano all azienda di effettuare scelte ragionate. Individuazione delle aree di intervento Arrivati a questa fase si è conclusa la fase più propriamente analitica e di mappatura dell esistente. Infatti, oltre ad aver: individuato il modello aziendale di innovazione/sviluppo prodotto, verificato la coerenza interna tra fattori oggettivi e soggettivi, si è anche mappato nel dettaglio gli strumenti organizzativi e gestionali e le tecniche utilizzate dall azienda, verificando la coerenza tra questi ed il modello complessivo. Relativamente agli strumenti è possibile redigere una tabella che evidenzi: gli strumenti utilizzati ma incoerenti con i fattori oggettivi o soggettivi scelti, il ricorso ai quali dovrà essere indebolito nel tempo; gli strumenti importanti, dati i fattori soggettivi ed oggettivi rilevati, ma non utilizzati in azienda. A questo punto possono quindi emergere, a fronte di un approccio che ha visto il management condividere la lettura dell azienda e la riflessione sulla coerenza, vari scenari sulle possibilità di intervento per il miglioramento, scenari che vanno: dal semplice inserimento degli strumenti adatti, all interno di un modello per lo più inalterato; alla ritaratura o nel perfezionamento nell uso di >> 73

10 zione delle informazioni raccolte, più una giornata di workshop direzionale per la discussione dell analisi e dei possibili interventi. Chiaramente questo è solo un primo passo, che non risolve gli eventuali problemi ma aiuta ad identificare le possibili soluzioni ed eventualmente ad individuare quali possano essere gli approfondimenti necessari (ad es. dalla mappatura del processo a quella delle competenze piuttosto che ad analisi strategiche di scenario) che hanno ben maggiori carichi dal punto di vista dell impegno aziendale e consulenziale. Figura 8 - Esempio della Tabella di Sintesi sulle opportunità di inserimento e ritaratura degli strumenti modalità operative o di strumenti; fino ad arrivare anche ad un reengineering completo del modello di innovazione/sviluppo prodotto. Il piano di intervento potrà avere dunque gradi di articolazione e complessità completamente diversi a seconda della profondità con la quale si interverrà. Valutazioni finali Attraverso questo approccio le aziende hanno quindi la possibilità di affrontare il miglioramento delle prestazioni del processo evitando di intraprendere strade non adatte alla loro realtà. Con l autovalutazione il management, attraverso un percorso comune e condiviso, può iniziare il percorso di cambiamento con maggiori garanzie di coerenza ed efficacia. Il processo può essere efficiente e rapido, in quanto una buona autovalutazione può essere condotta attraverso qualche giornata di interviste preliminari e di elabora- Bibliografia Cooper R. G., Winning at new products. Accelerating the process from idea to launch, Basic Book, terza edizione 2001 Michael N. Kennedy, Product development for the lean enterprise. Why Toyota s System is Four Times More Productive and How You Can Implement it, Oaklea Press, Richmond, Virginia, 2003, pagg. 254, $ 26,95 (recensito sul numero 8/2004 di ) Erik Ernø-Kjølhede, Mondi separati? La differenze tra la teoria del project management e la realtà dei progetti di R&S,, n 8, marzo-aprile 2004 Durward Sobek et al, Another Look at How Toyota Integrates Product Development, Harvard Business Review, July August 1998, Report P. G. Smith, D. G. Reinertsen, Mercato a cronometro. Sviluppare nuovi prodotti in metà tempo, IlSole24Ore, 1993 Allen Ward et al, The Second Toyota Paradox: How Delaying Decisions Can make Better Cars Faster, Sloan Management Review, Spring 1995, Reprint >> 74

Studiare nuovi prodotti è oggi una questione LEAN INNOVATION M I X. NEL RISPETTO DELLA DISCIPLINA 6 σ

Studiare nuovi prodotti è oggi una questione LEAN INNOVATION M I X. NEL RISPETTO DELLA DISCIPLINA 6 σ LEAN INNOVATION LA PROGETTAZIONE DI UN NUOVO PRODOTTO NEL RISPETTO DELLA DISCIPLINA 6 σ M I X L articolo vuole mostrare come con il lavoro di gruppi interfunzionali e con l utilizzo di tecniche e metodologie

Dettagli

Percorso di specializzazione: Sviluppo Nuovi Prodotti Tecniche potenti di progettazione e industrializzazione

Percorso di specializzazione: Sviluppo Nuovi Prodotti Tecniche potenti di progettazione e industrializzazione Percorso di specializzazione: Sviluppo Nuovi Prodotti Tecniche potenti di progettazione e industrializzazione Un percorso dedicato Riduzione costi Qualità Oobeya Room Product Development Value Stream Map

Dettagli

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI 1. Lavorare per progetti La parola, oltre ad avere il significato del lessico comune, significa anche approccio manageriale, soprattutto da quando

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

UMIQ. Il metodo UMIQ. Unindustria Bologna. Corso rivolto a consulenti e auditor per conoscere e saper applicare il Metodo UMIQ nelle aziende

UMIQ. Il metodo UMIQ. Unindustria Bologna. Corso rivolto a consulenti e auditor per conoscere e saper applicare il Metodo UMIQ nelle aziende QUALITA UNINDUSTRIA INNOVAZIONE METODO UMIQ Il metodo UMIQ Unindustria Bologna Corso rivolto a consulenti e auditor per conoscere e saper applicare il Metodo UMIQ nelle aziende Obiettivi del corso Fornire

Dettagli

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC)

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) 5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) F [2.A.3] Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono relativi alla comprensione del metodo, all utilizzo sistematico delle, alla progettazione di un controllo

Dettagli

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) L evoluzione rapida e irreversibile dei contesti di riferimento in cui le aziende si

Dettagli

PMO: così fanno le grandi aziende

PMO: così fanno le grandi aziende PMO: così fanno le grandi aziende Tutte le grandi aziende hanno al loro interno un PMO - Project Management Office che si occupa di coordinare tutti i progetti e i programmi aziendali. In Italia il project

Dettagli

I METODI DEL MIGLIORAMENTO

I METODI DEL MIGLIORAMENTO I METODI DEL MIGLIORAMENTO 1 Le macro-tipologie di intervento di miglioramento: Su base giornaliera: è un intervento che può essere applicato quando i processi rispondono agli obiettivi aziendali, ma possono

Dettagli

Proposte formative CHANGE MANAGEMENT MANAGEMENT DELLE RISORSE UMANE GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NELLA PMI

Proposte formative CHANGE MANAGEMENT MANAGEMENT DELLE RISORSE UMANE GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO NELLA PMI Proposte formative Un team di esperti in progettazione formativa è a disposizione per lo sviluppo di soluzioni personalizzate e la realizzazione di percorsi costruiti intorno alle esigenze di ciascuna

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli

6.A.1 Logistica interna ed esterna

6.A.1 Logistica interna ed esterna 6.A.1 Logistica interna ed esterna Il corso si propone di fornire un quadro chiaro di inquadramento della logistica e delle sue principali funzioni in azienda. Si vogliono altresì fornire gli strumenti

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità Convegno rivolto a dirigenti e personale docente della scuola Fondazione CUOA Altavilla Vicentina, 21 maggio 2008 15.00 18.00 1 Il 21 maggio scorso, la Fondazione

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO DIGITAL TRANSFORMATION Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO AL VOSTRO FIANCO NELLA DIGITAL TRANSFORMATION Le nuove tecnologie, tra cui il cloud computing, i social

Dettagli

SDA Bocconi School of Management per Unindustria Reggio Emilia. Percorso formativo per Responsabili Sistemi Informativi"

SDA Bocconi School of Management per Unindustria Reggio Emilia. Percorso formativo per Responsabili Sistemi Informativi SDA Bocconi School of Management per Unindustria Reggio Emilia Percorso formativo per Responsabili Sistemi Informativi" 1 Il percorso formativo 2 L idea della formazione per Unindustria Reggio Emilia In

Dettagli

REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007

REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della L. R. n. 30/2007 Dipartimento Istruzione, Formazione e Lavoro Settore Politiche del Lavoro e delle Migrazioni UO MONITORAGGIO E ANALISI REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI ai sensi dell art. 15 della

Dettagli

Lo Studio di Fattibilità

Lo Studio di Fattibilità Lo Studio di Fattibilità Massimo Mecella Dipartimento di Informatica e Sistemistica Università di Roma La Sapienza Definizione Insieme di informazioni considerate necessarie alla decisione sull investimento

Dettagli

Project Management & Innovazione

Project Management & Innovazione Project Management & Innovazione Milano, 24 ottobre 2006 Antonio Bassi, PMP antonio.bassi@pmi-nic.org www.pmi-nic.org Agenda Il progetto La ricerca L evoluzione Il libro e poi Ambito e missione del progetto

Dettagli

Progettazione dei Sistemi di Produzione

Progettazione dei Sistemi di Produzione Progettazione dei Sistemi di Produzione Progettazione La progettazione è un processo iterativo che permette di definire le specifiche di implementazione per passare dall idea di un sistema alla sua realizzazione

Dettagli

IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013

IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013 UNIONE EUROPEA IL PROGETTO QUALITA TOTALE 2007-2013 Sentirsi protagonisti per il successo del progetto MODULO II Strumenti e iniziative per lo sviluppo del progetto 16 luglio 2009 Indice Il percorso nell

Dettagli

IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto)

IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto) CORSO DI Gestione aziendale Facoltà di Ingegneria IL PROCESSO DI FABBRICAZIONE (sviluppo nuovo prodotto) Carlo Noè Università Carlo Cattaneo Istituto di Tecnologie e-mail: cnoe@liuc.it 1 Il processo di

Dettagli

Studio Staff R.U. S.r.l. Consulenti di Direzione REFERENZE AREA FORMAZIONE Nell ambito della propria strategia di crescita, lo Studio Staff R.U. ha da sempre riservato un ruolo importante alle attivitàdi

Dettagli

Progettazione dei Sistemi Produttivi. Sergio Terzi

Progettazione dei Sistemi Produttivi. Sergio Terzi Progettazione dei Sistemi Produttivi Sergio Terzi Progettazione La progettazione è un processo iterativo che permette di definire le specifiche di implementazione per passare dall idea di un sistema alla

Dettagli

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI Project management Pag. 1 di 5 PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI I motivi per cui la metodologia di project management è attualmente ritenuta uno strumento vincente nella

Dettagli

Master Management Infermieristico per le Funzioni di Coordinamento

Master Management Infermieristico per le Funzioni di Coordinamento Università Tor Vergata di Roma Master Management Infermieristico per le Funzioni di Coordinamento Tivoli, 2011 Mario Gentili Università Tor Vergata di Roma Perché? Master Management Infermieristico per

Dettagli

Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione

Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione area La gestione delle risorse umane come strumento generatore di valore L Agenzia per la Formazione, l Orientamento e il Lavoro del Nord Milano nasce

Dettagli

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture TRASFORMARE LE COMPAGNIE ASSICURATIVE Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture Costruire la compagnia digitale? L approccio DDway alla trasformazione dell IT Un percorso

Dettagli

INDICOD-ECR Istituto per le imprese di beni di consumo

INDICOD-ECR Istituto per le imprese di beni di consumo INDICOD-ECR Istituto per le imprese di beni di consumo GLOBAL SCORECARD Uno strumento di autovalutazione, linguaggio e concetti comuni Versione base - Entry Level Introduzione Introduzione La Global Scorecard

Dettagli

Sviluppo e Gestione dei Progetti. docente: Prof. Filippo Ghiraldo f.ghiraldo@bep.co.it

Sviluppo e Gestione dei Progetti. docente: Prof. Filippo Ghiraldo f.ghiraldo@bep.co.it Sviluppo e Gestione dei Progetti docente: Prof. Filippo Ghiraldo f.ghiraldo@bep.co.it Metodologie operative Metodi Stage Gate Tecniche avanzate di sviluppo progetti Metodi Stage - Gate Suddividono il progetto

Dettagli

Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO

Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO Corso di Programmazione e Controllo SEDE DI FANO Docente: Selena Aureli LEZIONE 3 1 Dalla funzione al contenuto dell attività direzionale Dopo la II WW (anni 50), molti autori cercano di approfondire in

Dettagli

ELEMENTI BASE DI PROGETTAZIONE

ELEMENTI BASE DI PROGETTAZIONE ELEMENTI BASE DI PROGETTAZIONE Urbino: 3 e 4 ottobre 2008 A cura di: Stefano Santini sve@provincia.ps.it Definizione di progetto Opera complessa, unica e di durata limitata rivolta a produrre un risultato

Dettagli

L ECCELLENZA NEGLI ACQUISTI Sei moduli efficaci per migliorare il processo di acquisto e accrescere le competenze dei buyers

L ECCELLENZA NEGLI ACQUISTI Sei moduli efficaci per migliorare il processo di acquisto e accrescere le competenze dei buyers L ECCELLENZA NEGLI ACQUISTI Sei moduli efficaci per migliorare il processo di acquisto e accrescere le competenze dei buyers MODULO 2 MODULO 1 L'organizzazione degli acquisti e il ruolo del Buyer Firenze,

Dettagli

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing LEZIONE N. 3 di Marketing Alessandro De Nisco Università del Sannio Corso di Marketing OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO DELLA LEZIONE COMPRENDERE IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE, IMPLEMENTAZIONE E CONTROLLO DI

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

CASO APPLICATIVO: PROGRAMMA DI SVILUPPO RISORSE UMANE

CASO APPLICATIVO: PROGRAMMA DI SVILUPPO RISORSE UMANE CASO APPLICATIVO: PROGRAMMA DI SVILUPPO RISORSE UMANE IL PROJECT MANAGEMENT NEL SERVIZIO SANITARIO L esperienza dell APSS di Trento Bolzano, 8 maggio 2008 Auditorio del Palazzo Provinciale 12 Autore: Ettore

Dettagli

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE http://www.sinedi.com ARTICOLO 9 FEBBRAIO 2007 ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE La formulazione della strategia aziendale rappresenta un momento estremamente importante per tutte

Dettagli

Appendice 2 Piano di business preliminare

Appendice 2 Piano di business preliminare Appendice 2 Piano di business preliminare Sistema di valutazione di business idea e/o start-up innovative Piano di business preliminare DOCUMENTO DA RIEMPIRE A CURA DEL PROPONENTE Indice 1 Analisi tecnica

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE

REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE SALESFORCE EFFECTIVENESS 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ DISPORRE DI PROCESSI COMMERCIALI PIÙ COMPETITIVI? Realizzare nel tempo una crescita

Dettagli

2.A.1 Il design of experiments (DOE) criteri di attuazione in azienda

2.A.1 Il design of experiments (DOE) criteri di attuazione in azienda 2.A.1 Il design of experiments (DOE) criteri di attuazione in azienda Favorire la comprensione e l applicabilità delle metodiche del DOE nelle sue diverse applicazioni, in modo da permettere un reale controllo

Dettagli

Proposte formative offerte da Trevi S.p.A. in collaborazione con Fraunhofer IML

Proposte formative offerte da Trevi S.p.A. in collaborazione con Fraunhofer IML Proposte formative offerte da Trevi S.p.A. in collaborazione con Fraunhofer IML Corsi internazionali, corsi in house, master e convegni: la qualità dell insegnamento è sempre garantita da docenti selezionati,

Dettagli

DAL PROGETTO/DESIGN PROGETTO/PROJECT

DAL PROGETTO/DESIGN PROGETTO/PROJECT DAL PROGETTO/DESIGN AL PROGETTO/PROJECT Dal Progetto / Design al Progetto / Project. Il Project Management come strumento per la competitività. Una panoramica su strumenti e tecniche per la gestione efficace

Dettagli

lean innovation - 10 e 17 marzo 2015 e lean sales - 25 marzo e 1 aprile 2015

lean innovation - 10 e 17 marzo 2015 e lean sales - 25 marzo e 1 aprile 2015 lean innovation - 10 e 17 marzo 2015 e lean sales - 25 marzo e 1 aprile 2015 due aree di intervento strategiche per l implementazione del lean management 1 PERCHÉ SKILLAB Perché Skillab è da anni impegnata

Dettagli

UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione

UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione UNIVERSITÀ TELEMATICA GUGLIELMO MARCONI FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE Corso di Laurea in Scienze dell Educazione e della Formazione L Outsourcing Relatore Prof.ssa Concetta Mercurio Candidato Mario

Dettagli

Retail L organizzazione innovativa del tuo punto vendita

Retail L organizzazione innovativa del tuo punto vendita fare Retail L organizzazione innovativa del tuo punto vendita fareretail è una soluzione di by www.fareretail.it fareretail fareretail è la soluzione definitiva per la Gestione dei Clienti e l Organizzazione

Dettagli

PRODUCT LIFECYCLE MANAGEMENT

PRODUCT LIFECYCLE MANAGEMENT PRODUCT LIFECYCLE MANAGEMENT Una breve introduzione al mondo del PLM Business Development Management S.r.l. con il contributo del DIGEP del Politecnico di Torino Il PLM nasce come metodologia di gestione

Dettagli

LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLE PMI KNOWLEDGE MANAGEMENT Ing. Obici Roberto 8 / 9 / 10 maggio 2012

LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLE PMI KNOWLEDGE MANAGEMENT Ing. Obici Roberto 8 / 9 / 10 maggio 2012 INNOVARE E FARE RETE GLI STRUMENTI DI CONOSCENZA E I PROGRAMMI DI RICERCA DEL DISTRETTO MATERIALI E TECNOLOGIE PER LE COSTRUZIONI LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLE PMI KNOWLEDGE MANAGEMENT Ing. Obici

Dettagli

Il Valore è. Risorse. Performance. La Performance comprende: Esigenze imprenditoriali Qualità Immagine Benefici sociali Incremento dei ricavi

Il Valore è. Risorse. Performance. La Performance comprende: Esigenze imprenditoriali Qualità Immagine Benefici sociali Incremento dei ricavi Il Valore è Performance Risorse La Performance comprende: Esigenze imprenditoriali Qualità Immagine Benefici sociali Incremento dei ricavi Le risorse comprendono: Tempi di produzione Tempi di programmazione

Dettagli

Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel

Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel di Rinaldo Tartari Consulente Qualità e Affidabilità Excel

Dettagli

Studio Coluccia Rossetti Dottori Commercialisti e Revisori contabili

Studio Coluccia Rossetti Dottori Commercialisti e Revisori contabili Modulo 0 Aree nelle quali operiamo Contrattualistica Internazionale Contabilità Generale Analitica Consulenza Tributaria Fiscale Certificazioni Processi Prodotti Perizie Giurate Organizzazione Produttiva

Dettagli

Le nuove frontiere dell e-government. Il Controllo. Gestione. di nella. Pubblica. Amministrazione

Le nuove frontiere dell e-government. Il Controllo. Gestione. di nella. Pubblica. Amministrazione Le nuove frontiere dell e-government Il Controllo Gestione di nella Pubblica Amministrazione Il controllo di gestione è la procedura diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati

Dettagli

IMPOSTAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO

IMPOSTAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO Minimaster in PROJECT MANAGEMENT IMPOSTAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO Giovanni Francesco Salamone Corso Professionale di Project Management secondo la metodologia IPMA (Ipma Competence Baseline)

Dettagli

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INDICE Premessa 3 Obiettivi e strumenti metodologici dell intervento di formazione 4 Moduli e contenuti dell intervento di

Dettagli

HSL si integra con la struttura tecnica del cliente e contribuisce ad accrescere le sue competenze trasferendogli esperienze ed idee.

HSL si integra con la struttura tecnica del cliente e contribuisce ad accrescere le sue competenze trasferendogli esperienze ed idee. HSL: un altro paradigma PARTNER PER LO SVILUPPO DI PRODOTTI IN PLASTICA HSL è un centro di sviluppo integrato di prodotto; l aggiornamento costante delle competenze e l esperienza maturata in oltre 20

Dettagli

GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI

GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI comunicazionetrasparenteprogettoinf ormareinformarsivalorizzazioneco struireteamworkeleaderschipproporrecolla boraredeisostenereprofessionisti stimolareintegrazionerelazionialleanzesoluzi

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE SISTEMA DI VALUTAZIONE (Approvato con deliberazione G.P. n.74/2006)

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE SISTEMA DI VALUTAZIONE (Approvato con deliberazione G.P. n.74/2006) LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE SISTEMA DI VALUTAZIONE (Approvato con deliberazione G.P. n.74/2006) Nel quadro della innovazione organizzativa avviato dalla Provincia, il Nucleo

Dettagli

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore Il progetto in breve Questo percorso formativo si propone di formare 25 persone in modo da aumentarne la capacità

Dettagli

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI COACHING LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI I N D I C E 1 [CHE COSA E IL COACHING] 2 [UN OPPORTUNITA DI CRESCITA PER L AZIENDA] 3 [ COME SI SVOLGE UN INTERVENTO DI COACHING ]

Dettagli

Company profile. Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole. Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less

Company profile. Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole. Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less Company profile Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole Business Consultant S.r.l. Via La Cittadella, 102/G 93100 Caltanissetta

Dettagli

Obiettivi conoscitivi

Obiettivi conoscitivi Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB Strumenti avanzati di management accounting. Profili internazionali. Anno Accademico

Dettagli

Professional Services per contact center Mitel

Professional Services per contact center Mitel Professional Services per contact center Mitel Una struttura rigorosa per un offerta flessibile Rilevamento Controllo dello stato Requisiti della soluzione Architettura Roadmap strategica Ottimizzazione

Dettagli

Case history del Coaching Creativo. Le competenze come vettore di allineamento con il business

Case history del Coaching Creativo. Le competenze come vettore di allineamento con il business Case history del Coaching Creativo Le competenze come vettore di allineamento con il business Il cliente e lo scenario Alcuni dati sull azienda cliente! Società multinazionale di servizi finanziari con

Dettagli

La gestione manageriale dei progetti

La gestione manageriale dei progetti PROGETTAZIONE Pianificazione, programmazione temporale, gestione delle risorse umane: l organizzazione generale del progetto Dimitri Grigoriadis La gestione manageriale dei progetti Per organizzare il

Dettagli

LA STRUTTURA DEL RAV

LA STRUTTURA DEL RAV GUIDA PRATICA ALLA ELABORAZIONE DEL RAV IN FUNZIONE DEL MIGLIORAMENTO Dino Cristanini Vico Equense 30 Gennaio 2015 LA STRUTTURA DEL RAV 1 CONTESTO E RISORSE Quali vincoli presentano? Quali leve positive

Dettagli

Informazioni contenute nel registro progetti: codice identificativo del progetto responsabile (project manager) e % di tempo dedicata al progetto

Informazioni contenute nel registro progetti: codice identificativo del progetto responsabile (project manager) e % di tempo dedicata al progetto BIBLIOGRAFIA G. Spina, La gestione dell impresa, Etas Daft, Organizzazione Aziendale, Apogeo, 2001 Grandori, L organizzazione delle attività economiche, Il Mulino, 1995 Mintzberg, La progettazione dell

Dettagli

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione BUDGET Parole chiave Il processo di programmazione e controllo di gestione come strumento di governo delle organizzazioni Il processo di programmazione e controllo di gestione rappresenta quel processo

Dettagli

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI

Dettagli

Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione

Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione Prof. Andrea Borghesan & Dr.ssa Francesca Colgato venus.unive.it/borg borg@unive.it Ricevimento: mercoledì dalle 10.00 alle 11.00 Modalità

Dettagli

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production)

Sistemi produttivi Just In Time. Just-In-Time Systems (Lean Production) Sistemi produttivi Just In Time Just-In-Time Systems (Lean Production) 1 Origini del JIT e della Produzione Snella Introdotto da Toyota Adottato da altre aziende giapponesi Introdotto successivamente nelle

Dettagli

Prefazione all edizione italiana

Prefazione all edizione italiana Prefazione all edizione italiana Più di venticinque anni fa Masaaki Imai, guru della strategia di miglioramento continuo, introduceva il mondo occidentale al concetto di Kai Zen e ai sistemi che nelle

Dettagli

LO START UP D IMPRESA INNOVATIVA Vantaggi, agevolazioni fiscali, finanziamenti e incentivi della Regione Toscana. Giovedì 26 novembre 2015

LO START UP D IMPRESA INNOVATIVA Vantaggi, agevolazioni fiscali, finanziamenti e incentivi della Regione Toscana. Giovedì 26 novembre 2015 LO START UP D IMPRESA INNOVATIVA Vantaggi, agevolazioni fiscali, finanziamenti e incentivi della Regione Toscana Giovedì 26 novembre 2015 9:45 Polo Tecnologico e startup innovative Nico Cerri 10:00 Dall

Dettagli

Indagine sull HR Transformation nelle Banche Italiane

Indagine sull HR Transformation nelle Banche Italiane Indagine sull HR Transformation nelle Banche Italiane integrazione con il business e le strategie eccellenza dei servizi hr HR Transformation efficienza e le tecnologie sourcing Premessa La profonda complessità

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

SERVIZI DI CONSULENZA La proposta Consulman

SERVIZI DI CONSULENZA La proposta Consulman Consulenza organizzativa e formazione www.consulman.it www.e-formazione.net SERVIZI DI CONSULENZA La proposta Consulman Esperienze e Competenze Offerta di consulenza Tratto distintivo Criteri di lavoro

Dettagli

Laurea Magistrale di Ingegneria Gestionale

Laurea Magistrale di Ingegneria Gestionale Laurea Magistrale di Ingegneria Gestionale Insegnamento al II anno di Progettazione e Sviluppo di Sistemi e Processi Insegnanti: proff. Sandro Barone (la progettazione industriale), Gualtiero Fantoni (il

Dettagli

Forniture informatiche

Forniture informatiche Forniture informatiche Nella Pubblica Amministrazione: gestione dei processi contrattuali e qualità Chianese Angelo Contenuti Strategie di acquisizione delle forniture ICT Contratti ICT Qualità delle forniture

Dettagli

LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB

LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA DI UN SITO PRODUTTIVO: IL CASO BRISTOL MAYER SQUIBB Prof. 1Corso: Supply chain management Docente: 1 L organizzazione della logistica B.M.S.: Nel caso di specie si

Dettagli

Cost_. Quality_. Delivery_. L eccellenza della tua SuppLy chain parte da qui

Cost_. Quality_. Delivery_. L eccellenza della tua SuppLy chain parte da qui Quality_ Cost_ L eccellenza della tua SuppLy chain parte da qui Delivery_ Training for Excellence 2 FORMAZIONE INNOVAZIONE ESPERIENZA In un mercato competitivo come quello odierno, per gestire al meglio

Dettagli

COMPETENZE TRASVERSALI

COMPETENZE TRASVERSALI GESTIRE IL CAMBIAMENTO STILI DI LEADERSHIP FACILITARE LA COMUNICAZIONE GESTIRE LE SITUAZIONI DI CRISI CREATIVITÀ E PROBLEM SOLVING GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO PROJECT MANAGEMENT IN PRATICA FORMARE IL PROPRIO

Dettagli

La Gestione della Complessità

La Gestione della Complessità La Gestione della Complessità Only variety can destroy variety (Ross. W. Ashby) Prof. Claudio Saita 1 La struttura del modello cognitivo proposto, conosciuto più comunemente in letteratura come la legge

Dettagli

Fabbrica Intelligente & Formazione

Fabbrica Intelligente & Formazione Fabbrica Intelligente & Formazione Lo scenario emergente Ieri: strategia di costo Delocalizzazione competitiva Oggi: strategia di innovazione servizio Caratteri Strategia di localizzazione Strategia di

Dettagli

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI

METODOLOGIA DIDATTICA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO OBIETTIVI FORMATIVI PERCORSO FORMATIVO DESTINATARI OPEN YOUR MIND 2.0 Programma di formazione per lo sviluppo delle capacità manageriali e della competitività aziendale delle Piccole e Medie Imprese della Regione Autonoma della Sardegna PRESENTAZIONE DEL

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

La consulenza nel campo assicurativo

La consulenza nel campo assicurativo La consulenza nel campo assicurativo inizio Perché i delfini? Perché ci somigliano: intelligenti, abili, veloci, si muovono esperti nel loro vasto blu. Su di loro si può sempre contare. inizio Studi recenti

Dettagli

Piano di business preliminare

Piano di business preliminare Piano di business preliminare Sistema di valutazione di business idea e/o start-up innovative Piano di business preliminare DOCUMENTO DA RIEMPIRE A CURA DEL PROPONENTE Indice 1 Analisi tecnica del Prodotto/Servizio

Dettagli

10. IL DEPLOYMENT ORGANIZZATIVO - GESTIONALE

10. IL DEPLOYMENT ORGANIZZATIVO - GESTIONALE 10. IL DEPLOYMENT ORGANIZZATIVO - GESTIONALE Una volta impostate le priorità, occorre procedere al loro deployment organizzativo gestionale. Si tratta di individuare meglio le reali leve attuattive per

Dettagli

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013 Processi e Miglioramento - La gestione per processi - Il miglioramento - Le metodologie del miglioramento 1 L organizzazione di successo è quella vicina al cliente, cioè in grado di fornire elevate prestazioni

Dettagli

Il processo di definizione e gestione del Risk Appetite nelle assicurazioni italiane. Renzo G. Avesani, Presidente CROFI

Il processo di definizione e gestione del Risk Appetite nelle assicurazioni italiane. Renzo G. Avesani, Presidente CROFI Il processo di definizione e gestione del Risk Appetite nelle assicurazioni italiane Renzo G. Avesani, Presidente CROFI Milano, 10 07 2013 1. Che cosa è il Risk Appetite? 2. Il processo di Risk Appetite

Dettagli

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7 Il progetto di quotazione in borsa Pagina 1 di 7 PREMESSA Il documento che segue è stato realizzato avendo quali destinatari privilegiati la Direzione Generale o il responsabile Amministrazione e Finanza.

Dettagli

Ingegneria del Software Requisiti e Specifiche

Ingegneria del Software Requisiti e Specifiche Ingegneria del Software Requisiti e Specifiche Obiettivi. Affrontare i primi passi della produzione del software: la definizione dei requisiti ed il progetto architetturale che porta alla definizione delle

Dettagli

ALBERT. copyright hventiquattro

ALBERT. copyright hventiquattro ALBERT ALBERT MONETIZZARE LE SCORTE Il tuo magazzino: da deposito a risorsa Albert agisce sulle fonti di finanziamento interno. Non tanto in termini di puro taglio dei costi, quanto di recupero di flussi

Dettagli

Scheda Progetto. Dati generali. Nome progetto. Il mondo intorno a noi. Ordine scolastico. Professionale. Proponenti. Marco Lega

Scheda Progetto. Dati generali. Nome progetto. Il mondo intorno a noi. Ordine scolastico. Professionale. Proponenti. Marco Lega Scheda Progetto Dati generali Nome progetto Il mondo intorno a noi Ordine scolastico Professionale Proponenti Marco Lega Data Inizio 15/01/2015 Data Fine 19/03/2015 Destinatari 27 studenti classe 2N Ipia

Dettagli

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (1^ parte)

Guida al livellamento delle risorse con logica Critical Chain (1^ parte) Paolo Mazzoni 2011. E' ammessa la riproduzione per scopi di ricerca e didattici se viene citata la fonte completa nella seguente formula: "di Paolo Mazzoni, www.paolomazzoni.it, (c) 2011". Non sono ammesse

Dettagli

Ciclo di Vita Evolutivo

Ciclo di Vita Evolutivo Ciclo di Vita Evolutivo Prof.ssa Enrica Gentile a.a. 2011-2012 Modello del ciclo di vita Stabiliti gli obiettivi ed i requisiti Si procede: All analisi del sistema nella sua interezza Alla progettazione

Dettagli

LA REDAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO

LA REDAZIONE DEL PROGETTO FORMATIVO Istituto superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali In collaborazione con: Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Ministero

Dettagli

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Riflessioni di Luciano Perego (prima parte) CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ TRADIZIONALE PER LA GESTIONE DELLO SVILUPPO

Dettagli

SPERIMENTAZIONI. LABORATORIO: un azione di ricerca nel contesto locale. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti»

SPERIMENTAZIONI. LABORATORIO: un azione di ricerca nel contesto locale. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» SPERIMENTAZIONI LABORATORIO: un azione di ricerca nel contesto locale GREEN JOBS Formazione e Orientamento L idea Si tratta di un esperienza di ricerca

Dettagli