Lavoro Obiettivi Distanza da colmare. Target PNR Italia PNR Italia Target Europa Europa 2020

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1 Oggetto: Programmazione Unitaria Strategia 1 "Investire sulle Persone". Priorità Lavoro. Il Presidente, di concerto con l'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio e l Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, ricorda che in relazione alla nuova fase di Programmazione comunitaria , la Regione Sardegna è attualmente impegnata nel processo di perfezionamento dei documenti di programmazione che attuano a livello regionale, attraverso il contributo dei fondi strutturali, le priorità definite dalla Commissione Europea con la strategia Europa 2020, il cui scopo è promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Nella seduta del 19 maggio 2015, la Giunta ha già approvato con la deliberazione n. 24/10, il quadro programmatico unitario delle risorse finanziarie stanziate nell'ambito della Strategia 1. Investire sulle persone del PRS 2014/2019, Priorità Scuola e Università. Con la presente deliberazione, si prosegue nella direzione della definizione puntuale delle azioni da attuare, sulla base dello stanziamento di risorse iscritte annualmente in bilancio, per assicurare il raggiungimento degli obiettivi definiti nel PRS nell ambito della Strategia 1, Priorità Lavoro. In riferimento alla Priorità Lavoro, il Presidente rileva che, dall inizio della crisi, il numero dei disoccupati sardi è quasi raddoppiato; ciò si concretizza in un aumento del tasso di disoccupazione di quasi 9 punti percentuali (dal 9,8 al 18,6%). L impatto della crisi sul tasso di disoccupazione risulta essere, nel 2014, superiore rispetto al dato nazionale che arriva al 12,7% aumentando di 6,6 punti percentuali. Nel 2014 il tasso di occupazione anni si attestava al valore medio del 51,8% (+0,2 punti rispetto al 2013, ma ben -3,4 punti percentuali rispetto al 55,2% del 2012), 8,4 punti al di sotto della media nazionale (60,2%). Per la popolazione maschile, nel 2014, il tasso di occupazione è stato pari al 60,6%, mentre quello della popolazione femminile si è attestato al 42,9%. La crisi economia ha colpito, come era prevedibile, con maggiore forza la parte più debole del 1/7

2 mercato del lavoro: dal 2007 al 2014, infatti, il numero di disoccupati in possesso di un titolo di studio medio-basso aumenta fino a ribaltare la proporzione per genere. Se nel 2007 la maggior parte dei disoccupati era di sesso femminile, nel 2014 circa 3 disoccupati su 5 sono invece di sesso maschile. Più grave è la situazione dei giovani: il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), nel 2014, era pari al 50%, valore nettamente superiore al dato medio nazionale (42,7%) seppur in miglioramento rispetto a quello registrato nell area del Mezzogiorno (56%). In Sardegna risulta particolarmente critica anche la condizione dei giovani fra 25 e 34 anni, che nel 2014 fanno registrare un tasso di disoccupazione del 32,7%, +14 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Il Presidente evidenzia che, a causa della crisi economica che ha colpito maggiormente i giovani, è aumentata la quota di NEET, ovvero dei giovani che non studiano, non sono inseriti in alcun programma di formazione e non lavorano; la Sardegna registra nel 2014 un tasso pari al 27,7% per la classe anni (a fronte di un dato nazionale del 22,1%) che cresce fino al 34,2% per la classe anni (a fronte di un dato nazionale del 26,2%). Rilevante appare anche la crescita della disoccupazione di lunga durata: in Sardegna, nel 2013, oltre la metà (55,9%) dei disoccupati lo era da oltre 12 mesi; negli ultimi sei anni, tra il 2007 e il 2013, il tasso di disoccupazione di lunga durata è passato dal 4,6% al 9,8%, a fronte di un tasso nazionale del 6,9%. Per quanto attiene la mobilità in deroga, la Sardegna presenta elementi di specificità non riscontrabili, per caratteristiche e dimensione, in nessun altra regione italiana; sono infatti, i lavoratori autorizzati a percepire l indennità di mobilità in deroga, numero decisamente più elevato rispetto anche al dato delle regioni similari del Sud Italia. Rapportando tale situazione agli obiettivi target Europa 2020 e agli obiettivi che l'italia si è prefissata nell'ambito del Programma Nazionale di Riforma (PNR) per il conseguimento di tale obiettivo, il deficit che la Sardegna deve colmare è alquanto allarmante. Lavoro Obiettivi Distanza da colmare Indicatore Sardegna Target Europa 2020 Target PNR Italia 2020 Europa 2020 PNR Italia 2020 Priorità Lavoro Innalzamento del Tasso di occupazione (per la fascia d età compresa tra i 20 e i 64 anni) 51,8% 75% 67-69% 23,2% 15,2-17,2% 2/7

3 In tale situazione di forte crisi occupazionale, resa particolarmente complessa dall urgenza della necessità di risposte concrete e dalla dimensione dei numeri in gioco, il Presidente evidenzia che la Regione, coerentemente con quanto disposto nel PRS, al fine di promuovere l occupazione e l occupabilità delle persone e di sostenere l inclusione sociale, si sta muovendo lungo due direttrici fondamentali che si integrano e si dovranno rafforzare a vicenda: da una parte la creazione di un sistema di servizi per il lavoro più efficace puntando a più elevati standard di qualità dei servizi pubblici e privati accreditati; dall altra la promozione e attuazione di misure di politica attiva che, collegandosi a politiche industriali di sviluppo economico e infrastrutturale del territorio, possano contrastare efficacemente la crisi che la nostra regione sta attraversando. È imprescindibile, infatti, che, assieme all attuazione di politiche di sviluppo, si operi una profonda revisione delle politiche del lavoro: il modello finora adottato, costituito prevalentemente del sostegno al reddito (politiche passive) da una parte e di formazione non mirata dall altra, non soltanto non è più sostenibile economicamente ma, considerati i risultati prodotti, non è nemmeno condivisibile politicamente. Anche sulla base delle esperienze di altri Paesi, questa Giunta intende quindi utilizzare una strumentazione diversa e innovativa rispetto al passato, ridisegnando le politiche del lavoro in modo da coniugare la necessità di garantire la continuità di reddito con l attiva partecipazione dei beneficiari dei sussidi ai percorsi d inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro, riequilibrando a favore delle politiche attive la destinazione delle risorse finanziarie. Un'efficace strategia di flessicurezza deve, dunque, trovare un giusto equilibrio tra la funzione di sostegno dei redditi, insita nel sistema di indennità di disoccupazione, e un'appropriata strategia di "attivazione" volta ad agevolare le transizioni verso il mondo del lavoro e potenziare lo sviluppo delle carriere. La sicurezza deve essere intesa come qualcosa di più che la semplice possibilità di mantenere il proprio posto di lavoro; essa deve significare piuttosto, e soprattutto, dotare le persone delle competenze che consentano loro di progredire durante la vita lavorativa e le aiutino a trovare una nuova occasione di lavoro. Nella programmazione e nell attuazione delle politiche di flessicurezza è adottato da parte della Regione un approccio di partenariato, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali che si trovano spesso nella posizione migliore per rispondere alle esigenze dei datori di lavoro e dei lavoratori e cogliere le sinergie tra di esse. Il Presidente evidenza ancora, che coerentemente con tale nuovo approccio, al fine di ampliare la partecipazione delle persone al mercato del lavoro, occorre ripensare i principi posti alla base delle politiche del lavoro, individuandoli in quelli di seguito elencati: 3/7

4 ruolo centrale dei Servizi Pubblici per l impiego nell azione di presa in carico, profilazione e orientamento della persona disoccupata; collaborazione continuativa tra i Servizi Pubblici per l Impiego (Agenzia Regionale e CSL) e i soggetti pubblici e privati autorizzati a livello nazionale e accreditati in Sardegna ai servizi per il lavoro; progettazione e offerta delle azioni di politica attiva sulla base delle caratteristiche dei destinatari; remunerazione dei soggetti accreditati a risultato ; applicazione del principio di condizionalità per il mantenimento in capo alla persona in cerca di occupazione degli eventuali strumenti di sostegno e integrazioni al reddito; offerta formativa mirata sulle esigenze delle imprese interessate ad assumere; ruolo centrale del monitoraggio e valutazione dei servizi del lavoro e dei risultati delle politiche. In tale nuovo contesto assume particolare rilevanza l impegno che la Regione sta sostenendo per la creazione di un modello locale di profiling, ossia di una elaborazione statistica di dati per la individuazione dei profili per cui siano prevedibili maggiori o minori chance di lavoro. I dati avranno un duplice utilizzo: fornire supporto all azione di programmazione della Giunta, che programmerà le misure di politica del lavoro in funzione della tipologia dei soggetti profilati; aiutare gli operatori dei Centri dei Servizi per il Lavoro (CSL) a erogare un servizio personalizzato. La recente analisi di profiling dei disoccupati sardi, concentrata sugli iscritti ai CSL nel triennio , costituisce un esercizio sperimentale innovativo sul territorio nazionale, consentendo di operare una stima puntuale dell influenza di ogni caratteristica individuale sulla probabilità di trovare occupazione (età, genere, titolo di studio, storia lavorativa, luogo di residenza). L obiettivo generale di ampliare la partecipazione al mercato del lavoro, incrementando i tassi di occupazione e di attività per allinearli ai Paesi e alle regioni più virtuose sarà perseguito attraverso l impegno a raggiungere, in particolare, i seguenti risultati attesi/obiettivi specifici: 2.1 riformare e riorganizzare i servizi per il lavoro al fine di garantirne l erogazione all utenza secondo nuovi e superiori standard qualitativi (per tale obiettivo nel 2015 saranno dedicate risorse pari a circa 32,5 meuro); 2.2 attuare interventi di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro a favore di lavoratori assenti o espulsi dai processi produttivi (nel 2015 risorse pari a circa 42,8 meuro); 4/7

5 2.3 offrire ai giovani servizi di informazione - orientamento e occasioni di formazione o lavoro (per il 2015 sono previste risorse pari a circa 76,5 meuro); 2.4 riordinare il sistema della formazione professionale per consentire ai giovani di acquisire competenze spendibili nel mercato del lavoro e ai lavoratori adulti di adattare le proprie competenze alle evoluzioni del sistema produttivo (nel 2015 circa 18,7 meuro); 2.5 elaborare e realizzare azioni innovative per promuovere l occupazione (circa 31,7 meuro nel 2015); 2.6 promuovere e aumentare la partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro e le pari opportunità (nel 2015 circa 10,6 meuro); 2.7 favorire la cultura dell imprenditorialità attraverso interventi di creazione di impresa (circa 20,9 meuro nel 2015); 2.8 realizzare nuove politiche di sostenibilità occupazionale, anche al fine di gestire le fasi di transizione, rivolte a gruppi di soggetti che si trovano in oggettive e superiori difficoltà di accesso/rientro e permanenza nel mercato del lavoro (circa 91 meuro nel 2015). Il programma degli interventi più rilevanti, che concorrono al perseguimento di tali obiettivi, è riportato nell Allegato 1, parte integrante della presente deliberazione. Gli interventi di politica del lavoro, che trovano copertura finanziaria in buona parte nel Programma Operativo FSE, approvato con Decisione C (2014) n del , ma anche dalle recenti rimodulazioni del POR FSE 2007/2013, si realizzano secondo un approccio unitario che punta ad ottimizzare l impatto degli interventi, evitando sovrapposizioni o duplicazioni, in stretta sinergia con i Programmi Operativi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR). All interno dell Agenda 2015, e coerentemente con le necessità e le indicazioni emerse nella definizione della legge finanziaria 2015, il Presidente propone di concentrare le risorse a disposizione derivanti da più fonti finanziarie, in cui la programmazione dei fondi UE si contestualizza in maniera addizionale alla politica regionale ordinaria in materia di lavoro, in armonia con gli obiettivi di Europa Nell'annualità 2015 l'ammontare complessivo di risorse destinate alla priorità Lavoro è pari a complessivi 324,6 milioni di euro derivanti per la maggior parte da fonti europee (52,3 %), da fondi regionali (45 %) e per la restante quota da fonti statali (2,7%). Nello specifico: 5/7

6 Strategia 1 Investire sulle Persone Programma di intervento Lavoro - Anno 2015 AS FR UE TOTALE Priorità - Lavoro Il Presidente, pertanto, propone di approvare per la Strategia 1 del PRS 2014/2019, Priorità Lavoro, la definizione annuale degli obiettivi e dei programmi da attuare, come dettagliati nell Allegato 1 e di rimandare alle schede del PRS per i programmi non presenti nell Allegato 1. Il Presidente propone, inoltre, di approvare le risorse finanziarie disponibili, le Direzioni generali responsabili e le azioni da svolgere con i relativi cronoprogrammi, come dettagliati nell Allegato 2 alla presente deliberazione. La Giunta regionale, udita la proposta del Presidente, di concerto con l'assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, l Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale e l Assessore dell'agricoltura e Riforma Agro- Pastorale, acquisito il parere favorevole di legittimità del Direttore generale della Presidenza, del Direttore generale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, del Direttore generale dell'agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, del Direttore generale dell Industria, del Direttore del Centro Regionale di Programmazione, acquisito il parere di coerenza delle autorità di gestione del FESR, FSE, FEASR DELIBERA di approvare il programma degli interventi di politica del lavoro descritti nell Allegato 1, che è parte integrante della presente deliberazione; di approvare il quadro programmatico unitario delle risorse finanziarie stanziate nell'ambito della Strategia 1. Investire sulle persone del PRS 2014/2019, Programma di Intervento - Lavoro, secondo l Allegato 2 che fa parte integrante della presente deliberazione, in cui ad una definizione puntuale delle azioni da attuare, si accompagna l'articolazione delle risorse finanziarie stanziate, specificando le Direzioni generali responsabili con i relativi cronoprogrammi; di dare mandato al Direttore generale del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e 6/7

7 Sicurezza Sociale di adottare tutti gli atti formali necessari all'attuazione della presente deliberazione; di dare mandato alle Direzioni generali interessate per l adozione degli atti di propria competenza necessari alla completa attuazione della deliberazione; di dare mandato alle Autorità di Gestione dei Programmi Operativi coinvolti di porre in essere gli atti conseguenti alla presente deliberazione; di dare mandato alla Cabina di Regia di attivare il monitoraggio dell attuazione della Strategia 1. Investire sulle persone; di dare mandato al Gruppo tecnico di coordinamento di attivare il sistema informativo per il Monitoraggio e la Valutazione della Programmazione Unitaria per la Strategia 1. Investire sulle persone. Il Direttore Generale Alessandro De Martini Il Presidente Francesco Pigliaru 7/7

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