STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA"

Transcript

1 STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a Facoltà di Economia, Università Roma Tre L Indagine sui bilanci delle famiglie italiane è un indagine campionaria condotta (ogni due anni) dalla Banca d Italia. Fornisce informazioni sulla struttura delle famiglie, il reddito, il lavoro, la ricchezza, i consumi, l utilizzo degli strumenti di pagamento, l abitazione di residenza... Per il 2006 hanno fatto parte del campione famiglie, estratte dalle liste anagrafiche di 355 comuni, composte di individui, di cui percettori di reddito (Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d Italia - 28 gennaio I bilanci delle famiglie italiane nell anno 2006). Il disegno di campionamento dell indagine prevede un procedura di selezione a due stadi. Le unità di primo stadio sono i comuni; le unità di secondo stadio sono le famiglie. Prima di procedere all estrazione delle unità di primo stadio, queste vengono suddivise in base alla regione e alla classe di ampiezza demografica (stratificazione delle unità di primo stadio). All interno di ogni strato vengono individuati i comuni nei quali effettuare le interviste, includendo tutti quelli con popolazione superiore ai abitanti ed estraendo i comuni rimanenti con una modalità di selezione che assegna ai comuni di maggiore dimensione una probabilità più elevata di essere inclusi nel campione. In una seconda fase, vengono estratte casualmente le famiglie da intervistare. L indagine è stata effettuata, fino al 1987, sulla base di rilevazioni indipendenti nel tempo. Dall indagine sul 1989, per favorire l analisi dell evoluzione dei fenomeni oggetto di indagine, è stato introdotto uno schema che prevede la presenza nel campione di una quota di unità già intervistate in occasione di precedenti indagini (famiglie panel). Nell indagine riferita al 2004 sono circa il 51%. I dati vengono rilevati presso le famiglie mediante un questionario elettronico. Per famiglia si intende l insieme di persone conviventi che, indipendentemente dai legami di parentela, provvede al soddisfacimento dei bisogni mettendo in comune tutto o parte del reddito percepito dai suoi componenti. Le caratteristiche individuali sono riferite al capofamiglia, inteso come il maggior percettore di reddito all interno della famiglia. Nel 2006 il reddito familiare medio annuo, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi previdenziali e assistenziali, è risultato di euro, pari a euro al mese. Il reddito familiare medio è legato ad alcune caratteristiche familiari. Risulta più elevato per le famiglie con capofamiglia laureato, lavoratore indipendente o dirigente o di età compresa tra i 41 e i 65 anni. Cresce inoltre al crescere del numero dei componenti e risulta inferiore per le famiglie residenti al Sud e nelle Isole.

2 Rispetto alla precedente rilevazione (riferita al 2004), il reddito familiare medio annuo è aumentato del 7.8% in termini nominali e del 2.6% in termini reali. I redditi sono deflazionati utilizzando il deflatore dei consumi delle famiglie di contabilità nazionale, che fornisce una variazione cumulata dei prezzi tra il 2004 e il 2006 pari al 5.1%. Quest ultimo indicatore risulta preferibile all uso dell indice dei prezzi al consumo in quanto contiene informazioni su alcuni beni e servizi consumati dalle famiglie, ma non inclusi nell indice dei prezzi al consumo (ad esempio, gli affitti imputati). La variazione del reddito medio familiare non tiene conto delle modifiche nella dimensione della famiglia. A causa della maggior dinamica del numero di famiglie, rispetto a quella della popolazione (nel biennio , il numero di famiglie è cresciuto del 2.2%, mentre la popolazione è aumentata dell 1.5%), la crescita del reddito pro capite tra il 2004 e il 2006 pari al 6.6% in termini reali risulta nettamente superiore a quella del reddito familiare (pari a 2.6%). L analisi dei dati raccolti attraverso un indagine campionaria hanno lo scopo di ottenere stime (ricostruzioni dei valori) di uno o più parametri (valori caratteristici) della popolazione (come ad esempio medie e totali). Per ottenere una valutazione dell errore che si commette nell operazione di stima è necessario ottenere una stima anche della variabilità campionaria, cioè la variabilità che presenterebbero le stime se dalla popolazione estraessimo tutti i campioni possibili con la stessa dimensione di quello osservato. La valutazione dell errore consente anche di ottenere una stima per intervallo, cioè un intervallo di valori, detto intervallo di confidenza, che include con una certa probabilità il valore del parametro che si vuole stimare. Ad esempio, nel caso del reddito familiare medio annuo il valore della stima è pari a euro, mentre un intervallo di confidenza di livello 0.95 è ( euro, euro). Il livello di confidenza è in sostanza una misura dell affidabilità della stima per intervallo: ci dice che quest ultima è stata ottenuta con una procedura che nel 95% dei casi fornisce un intervallo che contiene al suo interno il valore della media nella popolazione che cerchiamo di ricostruire. La distribuzione dei redditi familiari presenta la consueta forma asimmetrica, con una frequenza relativamente ridotta dei redditi molto bassi, un addensamento sui redditi medio-bassi e una frequenza progressivamente meno elevata per i redditi più alti. Il 20% delle famiglie ha un reddito annuale inferiore ai euro (circa euro al mese), mentre metà delle famiglie ha percepito un reddito non superiore ai euro. Il 10% delle famiglie più agiate ha un reddito superiore ai euro. densità Distribuzione del reddito 16 (in percentuale della media) Reddito familiare Reddito equivalente media: mediana: media: mediana:

3 Il reddito familiare è una misura che prescinde dal numero di individui che vivono in famiglia. D altro canto il reddito pro capite, ossia il valore del reddito familiare a disposizione di ciascun componente, non terrebbe conto delle economie di scala che si realizzano nei consumi tra gli individui di uno stesso nucleo familiare. Per ovviare a questo limite, nel valutare le misure di disuguaglianza e di povertà, si può correggere il reddito complessivamente percepito dalla famiglia con una scala di equivalenza. Nell indagine della Banca d Italia viene utilizzata la scala di equivalenza dell OCSE modificata, che prevede un coefficiente pari a 1 per il capofamiglia, 0.5 per gli altri componenti con 14 anni e più e 0.3 per i soggetti con meno di 14 anni. Il risultato così ottenuto, detto reddito equivalente, si interpreta come il reddito annuo di cui ciascun individuo dovrebbe disporre se vivesse da solo per raggiungere lo stesso tenore di vita che ha in famiglia. Nel 2006, il valore medio del reddito equivalente è pari a euro, in aumento del 3.9% in termini reali rispetto al In modo analogo si definisce il consumo equivalente, interpretabile come il consumo che avrebbe ciascun individuo, se vivesse da solo, per mantenere lo stesso tenore di vita che ha in famiglia. Con riferimento alla concentrazione dei redditi, si rileva che il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce il 2.6% del totale dei redditi prodotti, mentre il 10% di famiglie con redditi più elevati percepisce il 26.4% del totale, circa pari alla quota del reddito totale posseduta della metà delle famiglie meno abbienti (entrambi i valori non si discostano da quelli riscontrati per il 2004 ed il 2002). L indice di concentrazione di Gini misurato sui redditi familiari risulta pari a 0.349, mentre quello misurato sui redditi equivalenti risulta A differenza di quanto risultava nelle precedenti indagini, nel 2006, la disuguaglianza misurata nel Sud e Isole non risulta, da un punto di vista statistico, significativamente diversa rispetto alle altre aree, cioè la limitata differenza di valore è da imputare all errore campionario. L Indagine sui consumi delle famiglie italiane Indagine campionaria condotta (ogni anno) dall Istat, con lo scopo di rilevare la struttura ed il livello dei consumi secondo le principali caratteristiche sociali, economiche e territoriali delle famiglie residenti. L indagine consente di conoscere e seguire l evoluzione, in senso qualitativo e quantitativo, degli standard di vita e dei comportamenti di consumo delle principali tipologie familiari, in riferimento ai differenti ambiti territoriali e sociali. Per consumi si intendono i beni e servizi acquistati o autoconsumati dalle famiglie per il soddisfacimento dei propri bisogni. Vi rientrano i beni che provengono dal proprio orto o azienda agricola, i beni e i servizi forniti dal datore di lavoro ai dipendenti a titolo di salario, i fitti figurativi. L indagine è continua ogni mese dell anno. Il disegno di campionamento è a due stadi di cui il primo è stratificato: le unità di primo stadio sono i comuni, quelle di secondo stadio le famiglie di fatto.

4 L indagine del 2008 ha coinvolto complessivamente 470 comuni, di cui 107 che hanno partecipato all indagine ogni mese e 363 che hanno partecipato una volta a trimestre. Nel secondo stadio il disegno di campionamento ha previsto un campione teorico di circa famiglie per l intero anno, ovvero circa al mese, residenti nei 228 comuni che ogni mese hanno partecipato all indagine. La rilevazione si basa su due diverse tecniche di raccolta dati: a) l autocompilazione di un diario, sul quale la famiglia registra gli acquisti per un periodo di 7 giorni; b) un intervista finale diretta condotta dal rilevatore comunale. Per assicurare la rappresentatività delle spese giornaliere vengono scelti casualmente due periodi di sette giorni denominati periodi di riferimento, all interno di ogni mese. Nel 2008 la spesa media mensile per famiglia risulta pari a euro (in valori correnti), 5 euro in più rispetto all anno precedente (+0.2%). L aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali, che incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2008, l indice dei prezzi al consumo per l intera collettivitàè pari, in media, al 3.3%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa), sia la crescita del valore del fitto figurativo (che tra il 2007 e il 2008 ha registra un incremento del 2.8%), mette in evidenza come a un aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali. Figura 1- Spesa media mensile delle famiglie per ripartizione geografica. Anni (valori in euro) Nord Centro Mezzogiorno Italia Definizione e misure della povertà Per un analisi statistica della povertàè necessario formulare una definizione ed introdurre strumenti di misura. Le numerose definizioni, ciascuna corrispondente ad una teoria sociologica, si possono ricondurre a due principali: povertà intesa come privazione assoluta: mancanza dei mezzi di sostentamento fondamentali (alimentazione, abitazione, vestiario); povertà in termini di privazione relativa: si considerano povere le persone che non siano in grado di mantenere un tenore di vita considerato normale. Per un analisi quantitativa del fenomeno si ricorre, in molti casi, ad un indicatore dei mezzi disponibili, come ad esempio la spesa per i consumi (in alternativa al reddito, più difficile da misurare). L analisi si articola in due fasi: identificazione dei poveri; aggregazione dei dati sui poveri per ottenere un indice di povertà. Per identificare i poveri si utilizzano soglie convenzionali, dette linee di povertà, variabili a seconda della dimensione del nucleo familiare e da aggiornare, ai fini dei confronti temporali, in dipendenza delle variazioni dei prezzi al consumo.

5 Nel caso si voglia misurare il fenomeno in termini assoluti, la soglia di povertà viene definita come il limite al di sotto del quale si ritiene che le risorse disponibili siano insufficienti affinché un individuo possa procurarsi il minimo necessario per il mantenimento dell efficienza fisica. Ovviamente la scelta di tale limite è un operazione convenzionale e di natura politica. relativi, la soglia di povertà viene definita tenendo conto delle condizioni di vita prevalenti del paese. Vengono classificati come assolutamente poveri o relativamente poveri (a seconda della soglia di riferimento utilizzata) tutti coloro che hanno un consumo (o un reddito) pari o inferiore alla soglia di povertà. Criterio utile per individuare la quota di popolazione da assistere o per fissare un minimo di reddito da garantire. L Istat definisce la soglia di povertà relativa sulla base della distribuzione del consumo familiare: per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile pro capite in Italia, ottenuta dividendo la spesa totale per consumi delle famiglie (rilevata nell indagine annuale sui consumi) per il numero totale dei componenti le famiglie stesse. Per determinare la soglia di povertà quando le famiglie hanno un numero di componenti diverso da due, si utilizza un insieme di coefficienti di correzione ottenuti sulla base di una scala di equivalenza tra le famiglie di diversa ampiezza, che tiene conto dei diversi fabbisogni a seconda del numero di componenti e delle economie di scala che presumibilmente possono realizzarsi al crescere del nucleo familiare. Scala di equivalenza e linee di povertà relativa per ampiezza della famiglia. Anno 2008, euro per mese Ampiezza della famiglia Coefficienti Linea di povertà 1 0,60 599,80 2 1,00 999,67 3 1, ,56 4 1, ,46 5 1, ,37 6 2, ,29 7 o più 2, ,21 Fonte: Istat La spesa media mensile per persona, che rappresenta la soglia di povertà per una famiglia di due componenti, nel 2008 è risultata pari a euro, dell 1.4% superiore rispetto a quella del 2007 (pari a ). Notiamo che la variazione dei prezzi al consumo (misurata dal NIC) dal 2007 al 2008 è stata pari al 3.3%. Se avessimo rivalutato la soglia di povertà del 2008 in base all indice dei prezzi al consumo per l intera collettività avremmo ottenuto un valore della soglia pari a euro, valore superiore di circa 19 euro alla linea standard del Il valore della linea di povertà relativa si sposta di anno in anno a causa della variazione dei prezzi al consumo; della variazione della spesa per consumi delle famiglie, cioè dei loro comportamenti di consumo. Nell analizzare la modifica avvenuta nella misura della povertà relativa è necessario tener conto di entrambi questi aspetti.

6 Nell Indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d Italia, si utilizzano come indicatore di benessere il reddito equivalente ed il consumo equivalente. Lasoglia di povertà relativa viene definita sulla base della mediana, della distribuzione dell indicatore corrispondente. In particolare è pari alla metà della mediana della distribuzione del reddito equivalente o del consumo equivalente. Quindi nell indagine della Banca d Italia si conta direttamente il numero di individui poveri e non le famiglie. Nel 2006 la soglia di povertà relativa definita in termini di reddito annuo (la metà della mediana della distribuzione del reddito equivalente) risulta pari a euro (circa 658 euro mensili). Indicatori di povertà Indichiamo con q il numero di famiglie povere, cioè con consumo o reddito pari o al di sotto della soglia di povertà, n il numero totale di famiglie nella popolazione, z la linea di povertà, y i il consumo o il reddito dell i-esima famiglia povera (i =1, 2,...,q). Possiamo calcolare diverse misure del fenomeno: Indice di diffusione o incidenza della povertà (è un rapporto di composizione) H = q n è tale che 0 H 1. Può anche essere espresso in percentuale (moltiplicato per 100). Problema: in generale è insensibile a mutamenti nella distribuzione del consumo o del reddito (ad esempio non cresce se il consumo o il reddito di una tra le famiglie povere si riduce). Tavola 1. Migliaia di unità Indicatori di povertà relativa per ripartizione geografica. Anni (migliaia di unità e valori percentuali) Nord Centro Mezzogiorno Italia famiglie povere famiglie residenti persone povere persone residenti Incidenza* della povertà (%) famiglie 5,5 4,9 6,4 6,7 22,5 23,8 11,1 11,3 persone 5,9 5,9 7,2 8,1 24,9 26,7 12,8 13,6 Intensità* della povertà (%) famiglie 19,2 18,0 17,1 19,6 21,6 23,0 20,5 21,5 Fonte: Istat Negli ultimi cinque anni l incidenza di povertà relativa è rimasta sostanzialmente stabile e immutate sono le caratteristiche delle famiglie povere. [Fonte: Istat] Grafico 1. Povertà relativa per ripartizione geografica. Anni (valori percentuali) Nord Centro Mezzogiorno Italia In base ai dati della Banca d Italia, in termini di reddito equivalente l incidenza di povertà relativa (la quota di individui che vive in famiglie a basso reddito, cioè con un reddito equivalente inferiore alla metà della mediana) risulta nel 2006 pari al 13.2%, valore pressoché costante dal Utilizzando come indicatore alternativo di benessere i consumi equivalenti, la quota di persone che vive in famiglie con un consumo inferiore alla metà del consumo mediano risulta pari al 6.9%, in diminuzione rispetto al La diversa dinamica dei redditi in base alla condizione professionale ha avuto un impatto sulla povertà relativa degli individui.

7 Modalità Indicatori economici di povertà relativa, (*) (valori percentuali) In base al reddito equivalente In base al consumo equivalente Condizione professionale lavoratori dipendenti... 5,9 6,5 7,0 6,3 5,9 4,3 4,4 4,3 lavoratori indipendenti... 8,1 7,8 7,2 7,5 4,0 3,9 3,6 4,1 condizione non professionale... 17,2 16,9 17,2 17,3 11,1 9,6 9,8 8,5 Area geografica nord... 3,6 3,4 4,7 4,8 2,0 2,0 2,5 1,9 centro... 4,7 6,9 4,5 7,0 2,2 2,9 1,6 2,2 sud e isole... 29,7 28,7 29,0 27,3 21,5 17,1 17,5 15,8 Totale... 13,3 13,2 13,3 13,2 9,1 7,6 7,7 6,9 (*) Percentuali di individui al di sotto della soglia definita come la metà della mediana dell indicatore corrispondente. Fonte: Banca d Italia Tavola 1. Indicatori di povertà relativa per ripartizione geografica. Anni (migliaia di unità e valori percentuali) Nord Centro Mezzogiorno Italia Migliaia di unità famiglie povere famiglie residenti persone povere persone residenti Composizione percentuale famiglie povere 22,7 23,8 12,0 11,2 65,3 65,0 100,0 100,0 famiglie residenti 48,3 48,3 19,5 19,6 32,2 32,2 100,0 100,0 persone povere 19,2 20,7 11,8 11,0 69,0 68,3 100,0 100,0 persone residenti 45,3 45,4 19,3 19,4 35,4 35,2 100,0 100,0 Incidenza della povertà (%) famiglie 5,2 5,5 6,9 6,4 22,6 22,5 11,1 11,1 persone 5,5 5,9 7,9 7,2 25,2 24,9 12,9 12,8 Intensità della povertà (%) famiglie 17,8 19,2 16,9 17,1 22,5 21,6 20,8 20,5 Fonte: Istat Il fenomeno della povertà relativa, oltre che attraverso la misura della sua diffusione, può essere descritto anche rispetto alla sua gravità. L Istat calcola anche l Indice di intensità della povertà o Indice del divario di povertà è definito come q i=1 I = (z y i) = z q i=1 y i/q. zq z Può anche essere espresso in percentuale. Misura di quanto, in media, la spesa media mensile equivalente (cioè riproporzionata in base alla scala di equivalenza) delle famiglie povere è al di sotto della linea di povertà. Varia tra 0 (se tutte le famiglie povere hanno un livello di consumo esattamente pari alla linea di povertà) e 1 (se tutti i poveri hanno consumo nullo). Problema: in generale non è detto che aumenti di valore se cresce il numero di famiglie povere o se si verifica un trasferimento di consumo o reddito da una famiglia ad un altra con consumo o reddito superiore. L intensità della povertà relativa in Italia nel 2008 risulta pari al 21.5% (Istat). Tale valore indica che in media la spesa delle famiglie povere è stata inferiore alla linea di povertà (pari a euro mensili) del 21.5%, cioè di = euro. In altre parole, la spesa media equivalente delle famiglie relativamente povere risulta pari a circa = euro mensili (invariata rispetto al 2007). La povertà assoluta Nel 2008, in Italia, mila famiglie (il 4.6% delle famiglie residenti) risultano in condizione di povertà assoluta, per un totale di 2 milioni e 893 mila individui (il 4.9% dell intera popolazione). La stima dell incidenza della povertà assoluta viene calcolata sulla base di una soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi. Il paniere di riferimento rappresenta l insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile.

8 La soglia si differenzia sia per dimensione e composizione per età della famiglia, sia per ripartizione geografica e ampiezza demografica del comune di residenza. Di conseguenza, le soglie di povertà assoluta non vengono definite solo rispetto all ampiezza familiare (così come viene fatto per la povertà relativa), ma sono calcolate per ogni singolo tipo di famiglia, in relazione alla zona di residenza, al numero e alletà dei componenti. Vengono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia. Grafico 4. Povertà assoluta per ripartizione geografica. Anni (valori percentuali) Fonte: Istat Nord Centro M ezzogiorno It alia 4.6

LA POVERTÀ IN ITALIA

LA POVERTÀ IN ITALIA 15 luglio 2011 Anno 2010 LA POVERTÀ IN ITALIA La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l 11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti. La soglia di

Dettagli

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ IL 12% DELLE FAMIGLIE La povertà in Italia nel 2001 di povertà viene calcolata sulla base del numero di L incidenza famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per

Dettagli

Consumi e condizioni economiche delle famiglie

Consumi e condizioni economiche delle famiglie Consumi e condizioni economiche delle famiglie La fonte informativa più rilevante per l analisi della spesa familiare per beni e servizi è l indagine sui consumi delle famiglie. L ampio dettaglio relativo

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2011. 17 luglio 2012. INCIDENZA DI POVERTÀ RELATIVA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2008-2011, valori percentuali 17 luglio 2012 Anno 2011 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2011, l 11,1% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila).

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013 17 luglio 2013 Anno 2012 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1 milione 725 mila). Le

Dettagli

La povertà in Italia nel 2009

La povertà in Italia nel 2009 15 luglio 2010 Anno 2009 La povertà in Italia nel 2009 L'Istituto nazionale di statistica comunica i dati relativi alla povertà relativa e assoluta delle famiglie residenti in Italia, sulla base delle

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

RAPIDE. La povertà in Italia nel 2000 POVERTÀ RELATIVA SUL TERRITORIO. 31 luglio 2001 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ RELATIVA IL 12,3% DELLE FAMIGLIE

RAPIDE. La povertà in Italia nel 2000 POVERTÀ RELATIVA SUL TERRITORIO. 31 luglio 2001 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ RELATIVA IL 12,3% DELLE FAMIGLIE SOTTO LA SOGLIA RELATIVA IL % DELLE FAMIGLIE La povertà in Italia nel della povertà viene calcolata sulla base del numero di L incidenza famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per consumi

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Indagini campionarie I bilanci delle famiglie italiane nell anno 00 Nuova serie Anno XXII - 5 Gennaio 0 Numero 6 INDICE pag.. Introduzione... 7. La struttura della

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Ecomia, Università Roma Tre La rilevazione delle ha come obiettivo la produzione delle stime ufficiali sugli occupati e sulle persone

Dettagli

Combustibili ed energia. Arredamenti. Servizi san. e. spese per la. salute. eec.

Combustibili ed energia. Arredamenti. Servizi san. e. spese per la. salute. eec. Spesa media mensile ( ) delle famiglie per alimentari e non alimentari negli anni dal 2005 al 2009 2005 2006 2007 2008 2009 Emilia-Roma 2.778 2.880 2.762 2.854 2.799 2.398 2.461 2.480 2.484 2.442 Percentuale

Dettagli

Reddito e condizioni di vita in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2011

Reddito e condizioni di vita in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2011 Lombardia Statistiche Report N 0 / 17 febbraio 2014 Reddito e condizioni di vita in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2011 Sintesi Nel 2010 le famiglie residenti in Lombardia hanno percepito

Dettagli

Distribuzione del reddito e condizioni di vita in Italia

Distribuzione del reddito e condizioni di vita in Italia 22 dicembre 2008 Distribuzione del reddito e condizioni di vita in Italia Anni 2006-2007 Direzione centrale per la comunicazione e la programmazione editoriale Tel. + 39 06 4673.2243-2244 Centro di informazione

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Indagini campionarie I bilanci delle famiglie italiane nell anno 0 Nuova serie Anno XXIV - 7 Gennaio 04 Numero 5 INDICE pag.. Introduzione... 5. La struttura della

Dettagli

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Comune di Bologna OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA SINTESI DELLA RICERCA SU: Le famiglie povere nelle regioni italiane. Aspetti oggettivi e soggettivi

Dettagli

LA SPESA DELLE FAMIGLIE PER CONSUMI IN SICILIA

LA SPESA DELLE FAMIGLIE PER CONSUMI IN SICILIA SOCIALE NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA ED ANALISI ECONOMICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 7 N.3/2015 I consumi privati rappresentano, in economia,

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Indagini campionarie I bilanci delle famiglie italiane nell anno 008 Nuova serie Anno XX - 0 febbraio 00 Numero 8 AVVERTENZE I. - Le elaborazioni, salvo diversa indicazione,

Dettagli

REDDITO E CONDIZIONI DI VITA

REDDITO E CONDIZIONI DI VITA 16 dicembre 2013 Anno 2012 REDDITO E CONDIZIONI DI VITA Nel 2012, il 29,9% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell ambito della

Dettagli

LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO NETTO DELLE FAMIGLIE Luca Calzola

LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO NETTO DELLE FAMIGLIE Luca Calzola LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO NETTO DELLE FAMIGLIE Luca Calzola Il lavoro intende analizzare i livelli di reddito disponibile delle famiglie umbre e il grado di disuguaglianza nella sua distribuzione. Le

Dettagli

Le fonti statistiche per l analisi di povertà

Le fonti statistiche per l analisi di povertà LA POVERTA IN EMILIA-ROMAGNA Conoscenza del fenomeno e sviluppo delle politiche sociali Le fonti statistiche per l analisi di povertà Giuseppina Felice Regione Emilia-Romagna Bologna, 1 luglio 2011 Sommario

Dettagli

PROSPETTO 1. SPESA MEDIANA MENSILE E SPESA MEDIA MENSILE DELLE FAMIGLIE PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

PROSPETTO 1. SPESA MEDIANA MENSILE E SPESA MEDIA MENSILE DELLE FAMIGLIE PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA . 8 luglio 2014 Anno 2013 I CONSUMI DELLE FAMIGLIE Nel 2013, la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.359 euro (-2,5% rispetto all anno precedente). Tenuto conto dell errore

Dettagli

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE 5 luglio 2011 Anno 2010 I CONSUMI DELLE FAMIGLIE Nel 2010 la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.453 euro, con una variazione rispetto all anno precedente di +0,5%. Tenuto

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA 1995

LA POVERTÀ IN ITALIA 1995 SOCIETÀ E ISTITUZIONI LA POVERTÀ IN ITALIA 1995 Commissione di indagine sulla povertà e sull ' emarginazione PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L'INFORMAZIONE E L'EDITORIA PRESIDENZA

Dettagli

8. Disuguaglianza e consumo Tullio Jappelli e Immacolata Marino (Università di Napoli) Luigi Pistaferri (Stanford University)

8. Disuguaglianza e consumo Tullio Jappelli e Immacolata Marino (Università di Napoli) Luigi Pistaferri (Stanford University) 8. Disuguaglianza e consumo Tullio Jappelli e Immacolata Marino (Università di Napoli) Luigi Pistaferri (Stanford University) Il benessere materiale di un individuo è determinato in primo luogo dalla quantità

Dettagli

Il comportamento economico delle famiglie straniere

Il comportamento economico delle famiglie straniere STUDI E RICERCHE SULL ECONOMIA DELL IMMIGRAZIONE Il comportamento economico delle straniere Redditi, consumi, risparmi e povertà delle straniere in Italia nel 2010 Elaborazioni su dati Banca d Italia Perché

Dettagli

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1.

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. 6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. Introduzione Secondo un recente studio comparativo dell OECD, gli Stati Uniti hanno

Dettagli

Con la crisi la povertà assoluta è raddoppiata

Con la crisi la povertà assoluta è raddoppiata Con la crisi la povertà assoluta è raddoppiata Antonio Misiani In cinque anni la crisi economica ha causato la più forte contrazione dal dopoguerra del PIL (-6,9 per cento tra il 2007 e il 2012) e dei

Dettagli

PRIMA DI INIZIARE...

PRIMA DI INIZIARE... PRIMA DI INIZIARE... Nel 2011 l'istat ha stimato che In Italia le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 782 mila (8 milioni 173 mila individui) e rappresentano l 11,1%

Dettagli

Misure della povertà minorile in Italia 1

Misure della povertà minorile in Italia 1 Misure della povertà minorile in Italia 1 Sintesi Nel clima economico attuale, con la presenza di una forte recessione, con il consolidamento delle misure fiscali, le liberalizzazioni, le semplificazioni

Dettagli

L AUMENTO DELLA POVERTÀ

L AUMENTO DELLA POVERTÀ L AUMENTO DELLA POVERTÀ A inizio anno la Banca d Italia ha reso disponibili i dati sui bilanci delle famiglie italiane relativi al 24, frutto dell unica indagine sui redditi disponibile in Italia in grado

Dettagli

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste N.B. Tutti i dati presentati in questo studio sono stati elaborati dall ufficio statistica del Comune (dott.ssa Antonella Primi) per esigenze di conoscenza

Dettagli

Disegno campionario e metodi utilizzati Versione 3.2

Disegno campionario e metodi utilizzati Versione 3.2 Indagine sulle imprese industriali e dei servizi BIRD Bank of Italy Remote access to micro Data Disegno campionario e metodi utilizzati Versione 3.2 novembre 2014 Indice Indice... 2 Disegno campionario

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Economia, Università Roma Tre Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) L archivio è costituito dalle unità economiche che

Dettagli

sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006

sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006 sistema statistico nazionale Milano dati Serie economia e lavoro 12 Le Forze di Lavoro nel Comune di Milano 2004-2006 A cura di: Flavio Necchi, Paolo Mariani, Biancamaria Zavanella, Paolo Pavanati Elaborazioni

Dettagli

REDDITO E CONDIZIONI DI VITA

REDDITO E CONDIZIONI DI VITA 10 dicembre 2012 Anno 2011 REDDITO E CONDIZIONI DI VITA Nel 2011, il 28,4% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell ambito della

Dettagli

Il campionamento. risultati ottenuti sul campione sono generalizzabili alla popolazione da cui è stato estratto

Il campionamento. risultati ottenuti sul campione sono generalizzabili alla popolazione da cui è stato estratto Il campionamento Il campionamento Insieme delle operazioni che consistono nella selezione, nelle intenzioni rappresentativa, degli appartenenti ad una popolazione, allo scopo di studiare una porzione della

Dettagli

Dati e informazioni su ricchezza e povertà delle famiglie straniere in Italia nel 2008. Agosto 2011

Dati e informazioni su ricchezza e povertà delle famiglie straniere in Italia nel 2008. Agosto 2011 STUDI E RICERCHE SULL ECONOMIA DELL IMMIGRAZIONE Redditi, consumi e risparmi delle a confronto con le Dati e informazioni su ricchezza e povertà delle in Italia nel 2008 Agosto 2011 1 CONSIDERAZIONI E

Dettagli

Stime sul costo e sugli effetti distributivi di programmi di contrasto alla povertà. Massimo Baldini (CAPP) Daniele Pacifico (CAPP e MLPS)

Stime sul costo e sugli effetti distributivi di programmi di contrasto alla povertà. Massimo Baldini (CAPP) Daniele Pacifico (CAPP e MLPS) Stime sul costo e sugli effetti distributivi di programmi di contrasto alla povertà Massimo Baldini (CAPP) Daniele Pacifico (CAPP e MLPS) Il modello di riferimento Per le simulazioni è stato impiegato

Dettagli

Famiglia, infanzia e povertà.

Famiglia, infanzia e povertà. Università Politecnica delle Marche Facoltà di Economia G. Fuà Convegno Povertà, Infanzia, Immigrazione in occasione del 70 Anniversario della Mensa del Povero Ancona, 5 aprile 2008 Famiglia, infanzia

Dettagli

Massimo Baldini *, Carlo Mazzaferro**

Massimo Baldini *, Carlo Mazzaferro** SISTEMA PENSIONISTICO E DISTRIBUZIONE DEI REDDITI IN ITALIA DAL 1977 AL 1998: UN ANALISI SULL ARCHIVIO STORICO DELL INDAGINE CAMPIONARIA DELLA BANCA D ITALIA Massimo Baldini *, Carlo Mazzaferro** Centro

Dettagli

Stime sul costo e sugli effetti redistributivi di programmi di contrasto alla povertà Massimo Baldini, Daniele Pacifico

Stime sul costo e sugli effetti redistributivi di programmi di contrasto alla povertà Massimo Baldini, Daniele Pacifico Materiali di lavoro 7 Stime sul costo e sugli effetti redistributivi di programmi di contrasto alla povertà Massimo Baldini, Daniele Pacifico In questa scheda si presentano alcune stime riguardanti gli

Dettagli

I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna. Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori

I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna. Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori 18 settembre 2014 A Bologna nel 2012 quasi 296.000 contribuenti

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Note metodologiche e informazioni statistiche I bilanci delle famiglie italiane nell anno 1993 Nuova serie Anno V Numero 9-10 Febbraio 1995 BANCA D ITALIA - CENTRO

Dettagli

Dossier 4 L accesso alla casa d abitazione in Italia: proprietà, mutui, affitti e spesa delle famiglie

Dossier 4 L accesso alla casa d abitazione in Italia: proprietà, mutui, affitti e spesa delle famiglie Dossier 4 L accesso alla casa d abitazione in Italia: proprietà, mutui, affitti e spesa delle famiglie Audizione del Presidente dell Istituto nazionale di statistica, Luigi Biggeri presso le Commissioni

Dettagli

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione Fonti e strumenti statistici per la comunicazione Prof.ssa Isabella Mingo A.A. 2012-2013 LE STATISTICHE UFFICIALI SU SMARTPHONE 1 Archivi vs Indagini conoscitive Archivi amministrativi : contengono dati

Dettagli

Elementi di statistica. Giulia Simi (Università di Siena) Istituzione di matematica e fondamenti di Biostatistica Siena 2015-2016 1 / 1

Elementi di statistica. Giulia Simi (Università di Siena) Istituzione di matematica e fondamenti di Biostatistica Siena 2015-2016 1 / 1 Elementi di statistica Giulia Simi (Università di Siena) Istituzione di matematica e fondamenti di Biostatistica Siena 2015-2016 1 / 1 Statistica La statistica si può definire come: l insieme dei metodi

Dettagli

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia. Dicembre 2013 (Dati cumulati anno 2013)

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia. Dicembre 2013 (Dati cumulati anno 2013) Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia Dicembre 2013 (Dati cumulati anno 2013) INDICE Premessa Sintesi e analisi dei risultati: famiglie e individui

Dettagli

Il nuovo Isee: novità e continuità

Il nuovo Isee: novità e continuità Regione Emilia-Romagna Seminario PRIMO APPROFONDIMENTO SUL NUOVO ISEE Il nuovo Isee: novità e continuità Stefano Toso Università di Bologna 3 aprile 2014 Auditorium, Viale Aldo Moro 18, Bologna Il vecchio

Dettagli

Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale.

Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale. Serie schede tematiche gennaio 2007 - n. 27 - cod. 67447 pag. 1 I pensionati italiani: quanti sono, quanto percepiscono, dove risiedono i pensionati di nord, centro, sud, estero le pensioni sociali in

Dettagli

Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott.ssa Linda Laura Sabbadini Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali

Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott.ssa Linda Laura Sabbadini Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali e ambientali Indagine conoscitiva sull impatto in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne Audizione dell Istituto nazionale

Dettagli

Statistica corso base Canale N Z prof. Francesco Maria Sanna. Prove scritte di esame a.a. 2012-13

Statistica corso base Canale N Z prof. Francesco Maria Sanna. Prove scritte di esame a.a. 2012-13 Statistica corso base Canale N Z prof. Francesco Maria Sanna Prova scritta del 8/1/2013 Prove scritte di esame a.a. 2012-13 Esercizio 1 (5 punti). Nella seguente tabella è riportata la distribuzione delle

Dettagli

Luca Limonta 1 L EVOLUZIONE DELLE CLASSI SOCIALI NEL TEMPO

Luca Limonta 1 L EVOLUZIONE DELLE CLASSI SOCIALI NEL TEMPO Luca Limonta Nella lezione del 30 aprile abbiamo analizzato 4 punti: 1- L evoluzione delle classi sociali nel tempo 2- Le prime rilevazioni statistiche 3- I poveri, una classe particolare 4- L indice di

Dettagli

Lezione 18 1. Introduzione

Lezione 18 1. Introduzione Lezione 18 1 Introduzione In questa lezione vediamo come si misura il PIL, l indicatore principale del livello di attività economica. La definizione ed i metodi di misura servono a comprendere a quali

Dettagli

QUALCHE DATO SU DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E POVERTÀ. (P. Silvestri, 2014-15) 1

QUALCHE DATO SU DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E POVERTÀ. (P. Silvestri, 2014-15) 1 Lezione 5.2 QUALCHE DATO SU DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E POVERTÀ (P. Silvestri, 2014-15) 1 Fonti Eurostat, l Indagine europea sui redditi e sulle condizioni di vita delle famiglie (Eu-Silc) (European statistics

Dettagli

Supplementi al Bollettino Statistico

Supplementi al Bollettino Statistico Supplementi al Bollettino Statistico Indagini campionarie Nuova serie Anno XXV - 3 Dicembre 05 Numero I bilanci delle famiglie italiane nell anno 04 64 INDICE pag. I PRINCIPALI RISULTATI SUL 04. Introduzione...

Dettagli

Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi. Risparmi e bilanci delle famiglie umbre

Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi. Risparmi e bilanci delle famiglie umbre Rapporto Economico e Sociale 2014 L Umbria nella lunga crisi Risparmi e bilanci delle famiglie umbre Loris Nadotti Università degli Studi di Perugia Valeria Vannoni Università degli Studi di Perugia Perugia,

Dettagli

FACOLTÀ DI SCIENZE STATISTICHE

FACOLTÀ DI SCIENZE STATISTICHE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI SCIENZE STATISTICHE Corso di laurea in Statistica e Gestione delle Imprese TESI DI LAUREA LA POVERTÀ IN ITALIA: UN ANALISI SUI DATI DELL INDAGINE SUI BILANCI

Dettagli

Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli

Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli Il nuovo indice trimestrale di fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli I trimestre 2001 IV trimestre 2004 27 aprile 2005 Ufficio della comunicazione tel. +39 06 4673.2244-2243 Centro

Dettagli

IX. APPROFONDIMENTI DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2008-2011 EQUITÀ SOCIALE

IX. APPROFONDIMENTI DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2008-2011 EQUITÀ SOCIALE IX. APPROFONDIMENTI IX.1 EQUITÀ SOCIALE L equità sociale continua ad essere un obiettivo prioritario della strategia politica del Governo. Le trasformazioni di carattere economico e sociale che hanno interessato

Dettagli

In copertina: trasloco. Copyright:http://blog.donnamoderna.com/mommypride/files/2009/06/trasloco.jpg. 09_21.odt 2

In copertina: trasloco. Copyright:http://blog.donnamoderna.com/mommypride/files/2009/06/trasloco.jpg. 09_21.odt 2 Rapporti Interni Amministrazione Provinciale di Piacenza Servizio Pianificazione Territoriale e Ambientale La popolazione sotto il livello di povertà. 09_21.odt 1 R.I. 21/09 Dicembre 2009 Questo rapporto

Dettagli

Prova di autovalutazione Prof. Roberta Siciliano

Prova di autovalutazione Prof. Roberta Siciliano Prova di autovalutazione Prof. Roberta Siciliano Esercizio 1 Nella seguente tabella è riportata la distribuzione di frequenza dei prezzi per camera di alcuni agriturismi, situati nella regione Basilicata.

Dettagli

Metodi statistici per le ricerche di mercato

Metodi statistici per le ricerche di mercato Metodi statistici per le ricerche di mercato Prof.ssa Isabella Mingo A.A. 2013-2014 Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione Corso di laurea Magistrale in «Organizzazione e marketing per

Dettagli

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia. Dicembre 2014 (Dati cumulati cicli 1, 2, 3, 4 del 2014)

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia. Dicembre 2014 (Dati cumulati cicli 1, 2, 3, 4 del 2014) Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia Dicembre 2014 (Dati cumulati cicli 1, 2, 3, 4 del 2014) INDICE Premessa Sintesi e analisi dei risultati: famiglie

Dettagli

Statistica 1. Esercitazioni. Dott. Luigi Augugliaro 1. Università di Palermo

Statistica 1. Esercitazioni. Dott. Luigi Augugliaro 1. Università di Palermo Statistica 1 Esercitazioni Dott. 1 1 Dipartimento di Scienze Statistiche e Matematiche S. Vianelli, Università di Palermo ricevimento: lunedì ore 15-17 mercoledì ore 15-17 e-mail: luigi.augugliaro@unipa.it

Dettagli

I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012

I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012 Lombardia Statistiche Report N 2 / 14 aprile 2014 I consumi delle famiglie in Lombardia e nella macroregione del Nord - Anno 2012 Sintesi La spesa media per consumi delle famiglie lombarde nel 2012 è di

Dettagli

INDAGINE 2011 SUL COSTO DEI CONTI CORRENTI

INDAGINE 2011 SUL COSTO DEI CONTI CORRENTI . Principali risultati Da alcuni anni, la Banca d Italia svolge un indagine sull onerosità dei conti correnti, basata sui costi effettivamente sostenuti da un campione rappresentativo di clienti nel corso

Dettagli

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE in collaborazione I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE RAPPORTO 2015 GENNAIO 2016 I CONSUMI DELLE FAMIGLIE ITALIANE RAPPORTO 2015 LA SPESA DELLE FAMIGLIE E INFERIORE DEL 6,3% RISPETTO AL 2008 Nonostante un

Dettagli

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia

Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia Sintesi e analisi dei risultati della Ricerca di Base sulla diffusione dell'online in Italia Giugno 2015 (Dati cumulati cicli 3, 4 del 2014 e cicli 1, 2 del 2015) INDICE Premessa Sintesi e analisi dei

Dettagli

SOMMARIO. Nella presente circolare tratteremo i seguenti argomenti: AGGIORNATO IL REDDITOMETRO APPLICABILE DAL 2011 PAG. 2

SOMMARIO. Nella presente circolare tratteremo i seguenti argomenti: AGGIORNATO IL REDDITOMETRO APPLICABILE DAL 2011 PAG. 2 CIRCOLARE N. 23 DEL 16/12/2015 SOMMARIO Nella presente circolare tratteremo i seguenti argomenti: AGGIORNATO IL REDDITOMETRO APPLICABILE DAL 2011 PAG. 2 IN SINTESI: È stato recentemente pubblicato sulla

Dettagli

La povertà soggettiva in Italia

La povertà soggettiva in Italia ISTITUTO DI STUDI E ANALISI ECONOMICA Piazza dell Indipendenza, 4 Luglio 2005 00185 Roma tel. 06/444821 - fax 06/44482229 www.isae.it Stampato presso la sede dell Istituto La povertà soggettiva in Italia

Dettagli

INDICE. INTRODUZIONE... pag.7 PRIMO CAPITOLO. 1) La Banca d Italia... pag.9. 1.1) Le rilevazioni statistiche della Banca d Italia...pag.

INDICE. INTRODUZIONE... pag.7 PRIMO CAPITOLO. 1) La Banca d Italia... pag.9. 1.1) Le rilevazioni statistiche della Banca d Italia...pag. LA POVERTA IN ITALIA: ANALISI DEI DATI OTTENUTI NELLE INDAGINI SUI BILANCI DELLE FAMIGLIE 008 E 00 DELLA BANCA D ITALIA POVERTY IN ITALY: ANALYSIS OF DATA OBTAINED IN SURVEYS ON THE BUDGETS OF FAMILIES

Dettagli

i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento

i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento roma 23 giugno 2009 i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento Chiara Fornasari riservatezza Questo documento è la base per una presentazione orale, senza la quale ha quindi limitata significatività

Dettagli

Misurare il costo della vita

Misurare il costo della vita Misurare il costo della vita Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 24 Come misurare il costo della vita L inflazione misura l aumento percentuale

Dettagli

Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro

Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro ISTAT 17 gennaio 2002 Monitoraggio sulla conversione dei prezzi al consumo dalla Lira all Euro Nell ambito dell iniziativa di monitoraggio, avviata dall Istat per analizzare le modalità di conversione

Dettagli

Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche. a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro

Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche. a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro Statistiche e osservazioni sul cumulo delle prestazioni pensionistiche a cura di: Luca Inglese e Oreste Nazzaro Introduzione Un aspetto al quale è stata dedicata relativamente poca attenzione durante gli

Dettagli

Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico

Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico Mauro Maltagliati Gianni Marliani Firenze, 19 gennaio 2009 Dipartimento di Statistica Università di

Dettagli

I processi decisionali all interno delle coppie

I processi decisionali all interno delle coppie 9 aprile 2003 I processi decisionali all interno delle coppie Nel 2001 l indagine Panel europeo sulle famiglie ha dedicato una particolare attenzione agli aspetti legati ai processi decisionali all interno

Dettagli

Il campionamento. Ulteriori vantaggi: economicità (costi e tempi limitati)

Il campionamento. Ulteriori vantaggi: economicità (costi e tempi limitati) Il campionamento Il campionamento Insieme delle operazioni che consistono nella selezione, nelle intenzioni rappresentativa, degli appartenenti ad una popolazione, allo scopo di studiare una porzione della

Dettagli

I redditi 2011 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna

I redditi 2011 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna I redditi 2011 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori Ottobre 2013 Questa nota è stata elaborata da un gruppo di lavoro

Dettagli

I redditi 2012 dichiarati dai cittadini di Trieste

I redditi 2012 dichiarati dai cittadini di Trieste I redditi 2012 dichiarati dai cittadini di Trieste N.B. Tutti i dati presentati in questo studio sono stati elaborati dall ufficio statistica del Comune (dott.ssa Antonella Primi) per esigenze di conoscenza

Dettagli

La povertà assoluta in Sicilia Persone, famiglie, stime del fabbisogno finanziario per una politica di intervento 1

La povertà assoluta in Sicilia Persone, famiglie, stime del fabbisogno finanziario per una politica di intervento 1 La povertà assoluta in Sicilia Persone, famiglie, stime del fabbisogno finanziario per una politica di intervento 1 di Adam Asmundo ECONOMIA SICILIANA In tema di misure di contrasto alla povertà e al disagio

Dettagli

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE IN LOMBARDIA

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE IN LOMBARDIA NOTIZIESTATISTICHE Statistica e Osservatori Numero 3 Maggio 2005 I CONSUMI DELLE FAMIGLIE IN LOMBARDIA Primo obiettivo dell indagine sui consumi delle famiglie, condotta dall Istituto nazionale di Statistica,

Dettagli

Figura 1. Povertà relativa, 2002-2009. Fonte: Istat (vari anni), la povertà in Italia

Figura 1. Povertà relativa, 2002-2009. Fonte: Istat (vari anni), la povertà in Italia I dati della statistica ufficiale confermano che il contesto locale della provincia di Napoli e dell intera regione Campania si trovano ad affrontare in questi anni una crisi economica e sociale ancora

Dettagli

SONDAGGIO censis 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. NOTA INFORMATIVA SONDAGGIO 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione

SONDAGGIO censis 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. NOTA INFORMATIVA SONDAGGIO 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione SONDAGGIO censis 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione 8 Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione Autore: Censis GfK-Eurisko Committente e Acquirente: Ucsi Oggetto del sondaggio: monitoraggio dell

Dettagli

Analisi di Mercato. Facoltà di Economia. Analisi sui consumi. Metodo delle inchieste familiari. Metodo delle disponibilità globali

Analisi di Mercato. Facoltà di Economia. Analisi sui consumi. Metodo delle inchieste familiari. Metodo delle disponibilità globali Obiettivi delle aziende Analisi di Mercato Facoltà di Economia francesco mola Analisi sui consumi Conoscere i bisogni e i gusti dei consumatori Valutare la soddisfazione della clientela Lanciare nuovi

Dettagli

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia 2 La riforma dell ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) rappresenta un passo fondamentale per

Dettagli

La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005

La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005 27 marzo 2006 La partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera I - IV trimestre 2005 Ufficio della comunicazione Tel. + 39 06 4673.2243-2244 Centro di informazione statistica Tel. +

Dettagli

Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009

Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009 21 giugno 2011 Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009 Nel 2009 l importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia è stato

Dettagli

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Pietro de Matteis

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Pietro de Matteis Presentazione del Rapporto L economia del Molise Pietro de Matteis Filiale di Campobasso, Banca d Italia Campobasso, 18 giugno 2015 L economia italiana La prolungata flessione del PIL si è attenuata Andamento

Dettagli

La Riforma dell ISEE: Maggiore equità ed efficacia nella valutazione economica della famiglia.

La Riforma dell ISEE: Maggiore equità ed efficacia nella valutazione economica della famiglia. La Riforma dell ISEE: Maggiore equità ed efficacia nella valutazione economica della famiglia. della condizione La riforma dell ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) rappresenta un passo

Dettagli

OCCUPAZIONE E RETRIBUZIONE: EVIDENZE DALL INDAGINE ISFOL SULLA MOBILITÀ GEOGRAFICA DEI DOTTORI DI RICERCA

OCCUPAZIONE E RETRIBUZIONE: EVIDENZE DALL INDAGINE ISFOL SULLA MOBILITÀ GEOGRAFICA DEI DOTTORI DI RICERCA OCCUPAZIONE E RETRIBUZIONE: EVIDENZE DALL INDAGINE ISFOL SULLA MOBILITÀ GEOGRAFICA DEI DOTTORI DI RICERCA Investire in istruzione In letteratura è stato ampiamente dimostrato che le persone che effettuano

Dettagli

Le determinanti dell allattamento. Alcuni risultati dall Indagine campionaria sulle nascite

Le determinanti dell allattamento. Alcuni risultati dall Indagine campionaria sulle nascite Le determinanti dell allattamento. Alcuni risultati dall Indagine campionaria sulle nascite Cinzia Castagnaro e Sabrina Prati Convegno Gravidanza, parto e allattamento. I dati del territorio Venezia, 3

Dettagli

RISPARMI E BILANCI DELLE FAMIGLIE Loris Nadotti - Università degli Studi di Perugia Valeria Vannoni - Università degli Studi di Perugia

RISPARMI E BILANCI DELLE FAMIGLIE Loris Nadotti - Università degli Studi di Perugia Valeria Vannoni - Università degli Studi di Perugia RISPARMI E BILANCI DELLE FAMIGLIE Loris Nadotti - Università degli Studi di Perugia Valeria Vannoni - Università degli Studi di Perugia Questo capitolo del Rapporto si pone l obiettivo di analizzare la

Dettagli

Le prestazioni destinate alle persone non autosufficienti

Le prestazioni destinate alle persone non autosufficienti Corso di formazione ed aggiornamento sulla gestione dei servizi sociali con riferimento alle prestazioni agevolate Le prestazioni destinate alle persone non autosufficienti Rimini, 24 gennaio 2012 Le modalità

Dettagli

Sociologia del turismo

Sociologia del turismo Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano-Bicocca Corso di Laurea triennale in Scienze del Turismo e Comunità Locale Sociologia del turismo Prof. Matteo Colleoni Tutor

Dettagli

Indagine sul rischio di morosità 2011 Analisi dei servizi scolastici del Comune di Melzo. A cura del Centro Studi ALSPES

Indagine sul rischio di morosità 2011 Analisi dei servizi scolastici del Comune di Melzo. A cura del Centro Studi ALSPES Indagine sul rischio di morosità 2011 Analisi dei servizi scolastici del Comune di Melzo A cura del Centro Studi ALSPES 1 Struttura della presentazione Parte I Il quadro dell utenza dei servizi di refezione

Dettagli

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti )

Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti ) Esercizio 1 Fonti e strumenti statistici per la comunicazione (prof.ssa I.Mingo) Esercizi (soluzioni e suggerimenti ) Qualitativo Sconnesso: Marca di Jeans preferita, Partito votato nelle ultime elezioni,

Dettagli

Indagine longitudinale sulle famiglie italiane

Indagine longitudinale sulle famiglie italiane Università degli Studi di Milano Bicocca Università degli Studi di Trento Università degli Studi di Bologna Indagine longitudinale sulle famiglie italiane Quinta rilevazione Questionario e istruzioni per

Dettagli

I contenuti informativi

I contenuti informativi I contenuti informativi La rilevazione sulle forze di lavoro riveste un ruolo di primo piano nella documentazione statistica sul mercato del lavoro. Oltre a misurare l occupazione e la disoccupazione,

Dettagli