P. O. F. PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA

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1 Ministero della Pubblica Istruzione ISTITUTO COMPRENSIVO S. G. BOSCO A. MANZONI Via Montessori snc TORITTO (BA) DIRIGENTE: Prof. Vincenzo Servedio Unione Europea P. O. F. PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA ANNO SCOLASTICO

2 La stesura del POF rappresenta l impegno più importante al quale è chiamato il Collegio dei Docenti, coinvolto sia sul piano dei contenuti che su quello degli obblighi formali. Chiarezza, coerenza e affidabilità sono i presupposti fondamentali dai quali il Collegio è partito per poter elaborare il presente documento, fruibile e accessibile per un ampia platea di utenti, anche non specialisti. Il POF, da sottoporre a verifica e valutazione periodica, è il documento nel quale la Scuola dichiara il suo preciso impegno su ciò che fa e farà indicando i principali traguardi che si propone, in termini di curricolo ordinario e di attività extracurricolari, nonché le modalità essenziali ed i tempi per poterli raggiungere. 2

3 PERCHE IL POF? Perché il POF rende più qualificata la proposta formativo culturale della nostra Scuola; Perché ha sotto controllo il processo educativo-didattico, cercando di ridurre lo scarto tra i risultati attesi e quelli realmente ottenuti; Perché permette di gestire la complessità interna ed esterna alla scuola in termini di educazione, formazione e istruzione. Perché conferisce responsabilità a tutte le persone coinvolte nel Sistema Scuola; Perché coinvolge tutta la scuola in un sistema di autoanalisi e autovalutazione, secondo principi di trasparenza, efficienza ed efficacia; Perché garantisce un raccordo pedagogico tra le diverse scuole del Circolo, con lo scopo di creare un cammino unitario per la formazione armonica ed equilibrata del bambino. TRASPARENZA In questo modo la nostra scuola GARANTISCE VALUTAZION E FORMAZIONE 3

4 PARTECIPAZIONE PREMESSA Il Piano dell Offerta Formativa (P.O.F.) è la carta d'identità della scuola, il documento nel quale si concretizza il suo complesso processo formativo, nonché lo strumento in cui si integra coerentemente tutta la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che quest Istituto adotta nell ambito della propria Autonomia. Il POF costituisce un impegno formativo: in esso vengono illustrate le linee distintive dell'istituto, l'ispirazione culturale e pedagogica che lo muove, la progettazione delle sue attività, nel rispetto dei vincoli posti dalle Indicazioni Nazionali. Il POF esplicita le basi e gli indirizzi progettuali ed organizzativi dell attività dei docenti e delle classi e definisce le linee guida e le pratiche educative e didattiche condivise. Il POF dell Istituto Comprensivo S. G. Bosco- A. Manzoni risponde alle esigenze e ai bisogni dell utenza scolastica, rappresenta un impegno per gli operatori scolastici, tiene conto delle richieste di famiglie ed Enti Locali. Partendo da queste considerazioni, il nostro Istituto ha delineato alcuni Indirizzi Generali che caratterizzano il POF: - interagire con la comunità locale, con enti e associazioni presenti sul territorio; - costruire un percorso formativo coerente e unitario tra i diversi ordini scolastici; - accogliere, rispettare e valorizzare le diversità linguistiche, culturali e fisiche con particolare attenzione per gli alunni stranieri e per gli alunni diversamente abili; - favorire il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie al progetto educativo della scuola nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Il presente Piano è in linea con le Indicazioni per il curricolo e con le più recenti elaborazioni collegiali avvenute a diversi livelli. E elaborato sulla base degli indirizzi per le attività della scuola deliberati dal Collegio Docenti, è un documento in itinere, non esaustivo, né conclusivo, soggetto a cambiamenti per renderlo sempre più funzionale, per elaborare un progetto di scuola fondato sulla collegialità di tutte le componenti scolastiche, realizzabilità delle proposte didattiche educative e verifica puntuale dei progetti. Il Piano si rivolge: - agli alunni, protagonisti del nostro essere scuola - ai genitori, fornendo loro elementi di conoscenza del processo globale d intervento della scuola sugli alunni - agli operatori della scuola, definendo le finalità, gli obiettivi, la gestione delle risorse e la valutazione - alle istituzioni e agli enti cercando forme collaborative per soddisfare obiettivi ed esigenze 4

5 PROGETTAZIONE di ISTITUTO Le Indicazioni Nazionali 2012 ruotano intorno a tre cardini fondamentali: - centralità della PERSONA, - promozione della CONVIVENZA CIVILE, - sviluppo della CULTURA. CENTRALITÀ DELLA PERSONA Obiettivo prioritario della scuola è quello di formare ogni persona sul piano relazionale, cognitivo e culturale creando collegamenti con le esperienze di apprendimento che avvengono al di fuori della scuola. La scuola intende quindi realizzare percorsi formativi che favoriscano il raggiungimento di un'identità consapevole e aperta, ponendo al centro dell attenzione lo studente come persona, non un individuo astratto, ma persone che vivono, sollevano domande esistenziali, vanno alla ricerca di orizzonti di significato. I percorsi educativi e didattici vengono pertanto progettati sin dalle prime fasi dell accoglienza partendo dalla persona che apprende, ponendo al centro dell attenzione: - la singolarità e la complessità di ogni persona in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, - la scuola come luogo accogliente e la classe come gruppo in cui promuovere legami cooperativi tra i suoi componenti - la formazione di importanti legami di gruppo quale condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ognuno - le disabilità e ogni altra forma di fragilità e la rimozione di qualsiasi ostacolo che possa impedire il pieno sviluppo della persona, come sancito dalla nostra Costituzione (art.2, 3 e 4) - la conquista dell autonomia quale capacità di fronteggiare le sfide mobilizzando tutte le proprie risorse, di sviluppare strategie di soluzione dei problemi, di saper vivere con gli altri cooperando, di difendere con argomentazioni il proprio punto di vista, ma anche di saper ascoltare il punto di vista degli altri. PER UNA NUOVA CITTADINZANZA La scuola persegue una doppia linea formativa: verticale e orizzontale. In verticale fornisce le chiavi per imparare ad imparare, impostando un apprendimento che possa continuare per tutta la vita, in orizzontale indica la necessità di una stretta collaborazione tra la scuola e gli attori extrascolastici che svolgono funzioni a vario titolo educative, la 5

6 famiglia in primo luogo. E necessario quindi stringere relazioni costanti e aperte che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative. In quest ottica, risulta prioritario progettare una scuola di cittadinanza, ponendo al centro: - l alleanza educativa con i genitori e con gli altri attori extrascolastici, favorendo una stretta connessione con il territorio - il rispetto delle regole del vivere e del convivere - la costruzione di responsabilità, consapevolezza e partecipazione sociali e civiche - la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente - la formazione di cittadini italiani che siano al tempo stesso cittadini dell Europa e del mondo - la conoscenza del presente come intreccio tra passato e futuro, tra memoria e progetto. PER UN NUOVO UMANESIMO La scuola deve educare alla consapevolezza delle relazioni tra il microcosmo personale e il macrocosmo dell umanità e del pianeta; se da un lato tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni individuo, dall altro, ogni persona ha una responsabilità unica e singolare nei confronti del futuro dell umanità. Per perseguire questo traguardo, la nostra scuola pone al centro dell azione educativa alcuni obiettivi prioritari, evitando un approccio nozionistico: - soddisfare il bisogno di conoscenze degli studenti sia attraverso il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari che con l elaborazione di molteplici connessioni, nella prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sull alleanza tra scienza, storia, discipline umanistiche, arte e tecnologia - insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza superando la frammentazione delle discipline e integrandole tra loro - promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo cogliendo problemi, implicazioni, condizioni dell uomo, della scienza e della tecnologia, valutandone limiti e possibilità per vivere ed agire - acquisire la consapevolezza che i grandi problemi dell attuale condizione umana possono essere affrontati con la collaborazione tra nazioni, ma anche fra discipline e culture - elaborare saperi necessari per comprendere la condizione dell uomo planetario, attraverso l esercizio consapevole di una cittadinanza che permetta di interconnettere il microcosmo personale con il macrocosmo umano. Attraverso il P.O.F l Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco A. Manzoni si qualifica come PUBBLICO - LAICO - PLURALISTA - DEMOCRATICO - EFFICACE EFFICIENTE - EDUCATIVO - EQUO, perché applica il dettato costituzionale, garantisce il diritto all istruzione ed alla formazione, riconosce e 6

7 valorizza la diversità, consegue gli obiettivi educativi, didattici ed organizzativi prefissati, utilizza le risorse nel modo migliore, considera la persona nella sua interezza e offre uguali opportunità a tutti gli alunni, assicurando l integrazione, promuovendo le risorse individuali e orientando alla graduale conquista di CONSAPEVOLEZZA, COMPETENZA E AUTONOMIA PERSONALE. ORGANIZZAZIONE GENERALE Carta d identità dell Istituto Comprensivo L Istituto Comprensivo S. G. Bosco- A. Manzoni è suddiviso nei seguenti plessi: ð S. G. BOSCO: Scuola Secondaria di I Grado - Sede dell Ufficio del Dirigente Scolastico e degli Uffici di Segreteria ð G. DEVITO: Scuola dell Infanzia ð G. LOIZZI: Scuola dell Infanzia ð SAN GIROLAMO: Scuola dell Infanzia ð A. MANZONI: Scuola Primaria ð R. MORO: Scuola Primaria Dirigente Scolastico: prof. Vincenzo Servedio Sede: Via Montessori snc Toritto (Bari) Codice Meccanografico: BAIC87700R Telefono: 080/ Fax: 080/

8 Sito web: Popolazione Scolastica Scuola dell Infanzia Totale alunni: 226 Alunni San Girolamo: 104 Alunni Devito: 47 Alunni Loizzi: 74 Scuola Primaria Totale alunni: 387 Totali classi prime: 81 Totali classi seconde: 72 Totali classi terze: 78 Totali classi quarte: 77 Totali classi quinte: 79 Scuola Secondaria di I Grado Totale alunni: 242 Totali classi prime: 80 Totali classi seconde: 75 Totali classi terze: 87 Totale alunni Istituto: 855 Docenti Scuola dell Infanzia: 18 Docenti Scuola Primaria: 29 Docenti Scuola secondaria di I Grado: 22 Totale Docenti Istituto: 69 8

9 Personale ATA: 16 - Collaboratori scolastici: 11 - Assistenti amministrativi: 4 - DSGA: 1 CARATTERISTICHE ABITATIVE Centro storico Centro urbano Zona San Girolamo Zona 167 nord Zona artigianale in espansione ATTIVITA PRODUTTIVE Agricoltura Artigianato Commercio Terziario Piccola imprenditoria agricola e industriale TERRITORIO Paese Fraz. Quasano Rete ferroviaria e stradale Estensione: 74 km q. Abitanti: Toritto SERVIZI SOCIALI Scuole dell Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado Una scuola materna privata Poliambulatorio Servizio di riabilitazione ed integrazione scolastica Consultorio familiare Ass. Emervol e Fratres Caritas parrocchiale Casa Carità S.Vincenzo de Paoli 9 PRESENZE CULTURALI Mensile locale L incontro Oratorio ANSPI Piccolo teatro San Giuseppe Ass. sportive e musicali Lions club Scuole di danza Il Buon Samaritano A.C.R. Università della terza età Associazione S. Girolamo Associazione Onda Pazza

10 Contesto socio- economico- culturale L Istituto Comprensivo accorpa tutte le scuole presenti nel comune di Toritto (tre plessi di scuola dell infanzia, due plessi di scuola primaria e una scuola secondaria di I grado). Il paese di Toritto, a 233 m. sul livello del mare, si sviluppa a margine della strada statale 96 e dista 22 km. dal capoluogo pugliese. Non si conoscono le sue origini, tuttavia la presenza di un insediamento umano d epoca peuceta, è avvalorata dalle recenti scoperte di alcune tombe nel centro storico, databili fra il V e il III sec. a.c, i cui arredi si conservano presso il Museo Archeologico di Altamura. Il territorio comunale si estende per 74 kmq. in parte ubicato nella frazione turistica pedemurgiana di Quasano ed inserito nel perimetro del Parco Nazionale dell Alta Murgia. Altre aree dell altopiano sono costituite da terreni calcarei sassosi e interessati da fenomeni carsici: vi si trovano la voragine del Pulicchio di Toritto e la grotta di San Martino. L impiego del suolo è prevalentemente agricolo, con orientamento agronomico di carattere vinicolo, frutticolo, olivicolo e mandorliero. La popolazione della cittadina torittese è di abitanti; attualmente si verificano crescenti flussi di immigrazione, prevalentemente dai Paesi extracomunitari ed in particolare dall Albania e dall India. Pertanto Toritto si va sempre più configurando come paese in cui convivono etnie molteplici, che spingono a ricercare modelli relazionali complessi, capaci di prevenire situazioni conflittuali legate alle difficoltà comunicative connesse alla coesistenza di lingue e culture diverse. Le attività economiche prevalenti riguardano l agricoltura e la conseguente trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli, riferiti alla filiera dell olio extravergine d oliva e alla filiera del vino di tipica produzione familiare. Le attività commerciali e le piccole imprese artigianali, presenti nel territorio, non offrono rilevanti sbocchi lavorativi, quindi molti cittadini svolgono la propria attività lavorativa nei centri limitrofi maggiori. La realtà sociale torittese è formata prevalentemente da nuclei familiari con un numero medio di 2 figli. Spesso solo il capofamiglia svolge un attività lavorativa fissa, mentre gli altri componenti sono occupati in lavori stagionali. 10

11 Il titolo di studio conseguito dai genitori è, nella maggior parte dei casi, quello della scuola dell obbligo o il diploma di scuola media superiore; pochi sono i laureati. La maggior parte delle famiglie, di ceto medio borghese, collabora con i docenti, è interessata al processo formativo- educativo dei figli, comunica con la scuola mediante incontri prestabiliti. Le famiglie modeste o disagiate, spesso culturalmente deprivate, delegano alla scuola la formazione dei propri figli, intervengono sporadicamente agli incontri scuola-famiglia e trascurano le continue sollecitazioni dei docenti. L utenza della scuola è pertanto differenziata in: -una fascia piccolo e medio borghese con discreti livelli economici e culturali; -una fascia con qualche disagio economico e culturale; -una fascia con problemi economici e deprivata sul piano culturale. Alcuni alunni per condizioni particolari, per ambiente familiare, per storia personale vissuta manifestano refrattarietà nei confronti delle proposte formative; si tratta spesso di persone insicure, prive di reali motivazioni all apprendimento che trascorrono la maggior parte del tempo libero per strada o davanti al televisore. Esistono casi di disagio, devianza giovanile e a rischio di abbandono dello studio. Poche sono le possibilità di usufruire di centri prettamente culturali nel paese: solo l oratorio parrocchiale svolge un importante funzione di aggregazione e rappresenta l unico spazio fruibile da parte dei preadolescenti. Altre associazioni, come la Proloco (in periodo estivo a Quasano) e quelle legate al tempo libero e allo sport, si contraddistinguono per un seguito maggiore o per iniziative tendenti a recuperare alcune tradizioni del passato. Indicativo è il ruolo svolto dalle associazioni legate al volontariato, fra le quali emergono l EMERVOL (volontari soccorritori), la FIDAS e la FRATES (donatori di sangue). La stampa ha una diffusione minore rispetto alla città. Sono presenti un periodico locale, L incontro, edito dal centro parrocchiale e un associazione culturale che allestisce spettacoli teatrali e cinematografici nella cripta della chiesa di SAN GIUSEPPE. Non emergono agenzie strutturate, specializzate nella formazione dei giovani che, per proseguire gli studi dopo la Scuola Secondaria di I Grado, si iscrivono presso istituti professionali, tecnici e liceali di Bari o di paesi limitrofi: Grumo Appula, Bitonto, Bitetto, Acquaviva, Altamura e Modugno. Tra i luoghi di interesse del paese le due piazze, la piazza vecchia, chiamata piazza Vittorio Emanuele II sulla quale si affaccia il medievale Palazzo marchesale e dove si erge la Torre dell orologio e la piazza nuova, chiamata piazza Aldo Moro, alberata e con al centro una fontana dedicata ai caduti delle guerre mondiali. 11

12 ASPETTI ORGANIZZATIVI E RISORSE UMANE Analisi dei bisogni Monitoraggio e valutazione Obiettivo prioritario dell Istituto è quello di realizzare una migliore qualità dell offerta formativa, prevenendo innanzi tutto fenomeni di ripetenza, interruzione di frequenza e abbandono. Per individuare le cause dell insuccesso scolastico e i bisogni formativi degli alunni, i docenti programmano le attività in maniera da procedere all integrazione e al controllo delle linee d intervento adottate per la prevenzione degli insuccessi e per il miglioramento della qualità formativa, formulando proposte di revisione del curricolo, così come peraltro previsto dalle norme che regolano l autonomia didattica. La definizione di un quadro d analisi, quanto più puntuale e affidabile, costituisce, infatti, una garanzia per l efficacia del processo di formazione, per l individuazione del livello delle competenze e per la strutturazione degli interventi da attuare. Attraverso l analisi del contesto socio-culturale-economico in cui opera la scuola, il questionario di percezione della soddisfazione dei genitori e degli studenti, il questionario di rilevazione delle aspettative degli insegnanti, le proposte provenienti da Enti ed Associazioni operanti sul territorio, si sono ricavate le principali informazioni circa la domanda formativa che genitori ed alunni pongono. Sono emersi i seguenti bisogni formativi degli alunni: - Valorizzazione delle risorse personali - Riconoscimento delle diversità come risorse - Formazione individualizzata nel rispetto degli stili cognitivi - Sviluppo di capacità relazionali interattive - Acquisizione di strumentalità logico-operative - Superamento dell approccio lineare alle conoscenze - Orientamento alla percezione globale della complessità del reale e delle esemplificazioni possibili - Approccio alle nuove tecnologie in modo funzionale alla formazione - Gestione del proprio tempo per la riflessione individuale in rapporto agli impegni con se stessi e con gli altri - Acquisizione di competenze spendibili in contesti diversi scolastici e non Il successo formativo degli alunni, inteso come capacità di ciascuno di procedere in modo consapevole ed autonomo in nuovi ambienti d apprendimento e di vita, s individua come maturazione globale espressa in: - competenze relazionali; - crediti formativi, cognitivi e/o operativi, tesi alla conquista di nuovo sapere; 12

13 - consapevolezza delle proprie attitudini per compiere scelte funzionali alla elaborazione di sé. Ulteriori oggetti del monitoraggio d Istituto riguardano: - le Funzioni Strumentali; - le Unità di Apprendimento; - le competenze in uscita; - il Curricolo flessibile; - i Progetti realizzati. 13

14 Organi Reali Le misure necessarie a soddisfare i bisogni dell utenza sono messe in atto da Organi competenti che attuano specifiche procedure. ORGANI REALI - Dirigente Scolastico - Collaboratori del Dirigente Scolastico - Funzioni Strumentali al P.O.F. - Commissione P.O.F. - Gruppo GLHI - Commissione elettorale - Commissione tecnica acquisti e collaudo - Commissione qualità - Commissione formazione classi - Commissione Patto di Corresponsabilità - Comitato di valutazione - Tutor per i docenti in anno di prova - Presidenti dei dipartimenti disciplinari - Responsabili dei laboratori - Responsabile dell applicazione della Legge Docenti referenti di Progetto - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza - Figure sensibili - Coordinatori dei Consigli di Classe - Collegio dei Docenti - Consiglio d Istituto - Giunta Esecutiva - Associazione genitori 14

15 Funzioni Strumentali al P.O.F. L attività didattica ed educativa dell Istituto è stata suddivisa in diverse aree di intervento affidate al coordinamento e alla responsabilità di docenti detti FIGURE STRUMENTALI ALLA REALIZZAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. Le aree individuate dal Collegio dei Docenti, con i relativi compiti ed i docenti incaricati, sono riportate di seguito. AREA 1 Gestione del POF e qualità AREA 2 Supporto al lavoro dei docenti/alunni/ INVALSI / Web AREA 3 Continuità e orientamento AREA 4 Attività relative alla Salute, Ambiente e Sport AREA 5 Rapporti Enti esterni e Territorio/visite guidate e viaggi d istruzione Docenti: Falcicchio Nicoletta Mastromatteo Martina Docenti: Acquafredda Francesca Proscia Maria Rosaria Docenti: Macchia Angelica Sciacovelli Barbara Docenti: Lisi Luigi Poveromo Francesca Mongelli Docenti: Germano Giovanna Marinelli Angela AREA 6 Bisogni Educativi Speciali Docenti: Cirillo Maria Filomena Disabato Rosa 15

16 Ambiti Operativi e Linee di Attuazione Il piano della progettazione si articola nei seguenti ambiti: - Servizi per gli studenti Accoglienza Continuità - Orientamento Dispersione - Carta dei Servizi Presenta, sotto forma di impegno pubblico, i servizi offerti all utente, garantendone anche il livello qualitativo - Ambito dell organizzazione scolastica e integrazione Libertà d insegnamento e aggiornamento del personale Servizio di segreteria - Regolamento interno d Istituto Disciplina la vita scolastica con riferimento ai diritti/doveri degli alunni e del personale scolastico e regola l accesso alle risorse - Patto di corresponsabilità Sottoscritto tra i genitori e il Dirigente Scolastico quale strumento di trasparenza, educativo e sanzionatorio volto all assunzione reciproca di precisi impegni di corresponsabilità nella educazione/formazione dei ragazzi per condividere regole e itinerari di crescita personale e sociale - Ambito della didattica Obiettivi Formativi generali Articolazione dell offerta formativa I documenti integrali del Regolamento interno d Istituto e della Carta dei Servizi sono riportati in allegato al P.O.F. e sono consultabili sia all Albo sia sul sito dell Istituto Sono parti integranti del P.O.F.: Supporti Organizzativi al P.O.F. - Il piano di formazione /aggiornamento dei docenti e del personale A.T.A- - L indicazione delle scelte generali di gestione e amministrazione di Istituto - La contrattazione con le Rappresentanze Sindacali ( RSU ) 16

17 Formazione Aggiornamento dei Docenti La formazione dei docenti è aggiornata di anno in anno e si qualifica come risposta alle esigenze di formazione degli studenti. Si concretizza attraverso la segnalazione effettuata con dati, rilevati da monitoraggio, di nuove possibilità di sviluppo delle competenze professionali, mirate ad assicurare la qualità dell offerta formativa. Per l anno scolastico 2014/2015, si prevedono i seguenti corsi di formazione: - Convegno internazionale Sviluppo sostenibile e prospettive di Pace, in collaborazione con l Università degli Studi di Bari e il Comune di Toritto; - Corso di formazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro (L. n.81/2008 e succ.), all interno del progetto Educazione alla sicurezza ; - Corso di formazione sull utilizzo del nuovo registro online; - Partecipazione individuale ad iniziative relative a campi d indagine individuati come prioritari, proposte dall Amministrazione o da altri Enti ed Associazioni culturali e professionali; - Corso di formazione in educazione fisica per docenti di scuola dell infanzia e primaria; - Corso di formazione-aggiornamento Strategie di intervento nei DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento). 17

18 Integrazione degli alunni diversamente abili Il nostro Istituto vuole essere una scuola per tutti e assume come impegno l integrazione dei soggetti in difficoltà, nell ottica dell inclusività. L inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) La Direttiva Ministeriale sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali del 27 dicembre 2012 delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola italiana al fine di realizzare appieno il diritto all apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà, spostando definitivamente l attenzione della scuola dalle procedure di certificazione alla rilevazione dei bisogni di ciascuno studente. Con la nozione di BES si descrivono situazioni di varia natura: disabilità, disturbi evolutivi specifici, deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell attenzione e dell iperattività, funzionamento intellettivo limite, svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale. Rientrano nella definizione anche tutte le situazioni non evidenziate e non tutelate da normative specifiche. L inclusione degli alunni con disabilità (Legge 104/92) Valorizzare l unicità e la singolarità della persona promuovendo le potenzialità di ciascuno. Finalità educative generali Le finalità educative generali che la scuola intende raggiungere sono quelle di favorire l inserimento, promuovere l integrazione scolastica e lo sviluppo delle potenzialità dell alunno disabile o in situazione di svantaggio nell apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. Per il raggiungimento della finalità educativa sono necessarie: ü COLLEGIALITA : coinvolgimento di tutti gli educatori (genitori, insegnanti di classe, di sostegno, assistenti educatori, Funzione Strumentale, operatori) nella stesura e nell attuazione del progetto educativo didattico, nella sua verifica e valutazione; ü PERSONALIZZAZIONE dell insegnamento: progettazione delle attività, nel rispetto delle capacità e delle potenzialità dell alunno; insegnamento gestibile all interno della classe, in gruppi di classi aperte, in piccoli gruppi o in un rapporto uno a uno, a seconda della necessità, ma privilegiando la dimensione comunitaria; ü FLESSIBILITA nell organizzazione: vengono garantiti ritmi di attività adeguati, opportunità di successo e di esperienze motivanti e gratificanti; ü CONTINUITA fra i vari ordini di scuola e ORIENTAMENTO, attraverso la realizzazione di progetti ponte, e la condivisione delle finalità educative e del Progetto Vita; ü LAVORO DI RETE con il territorio. 18

19 Il gruppo di lavoro per l Inclusione Il gruppo di lavoro per l inclusione è un gruppo di studio e di lavoro del Collegio dei Docenti, aperto alla componente dei genitori e alle Agenzie territoriali, che ha come compito specifico quello di definire le azioni strategiche finalizzate ad incrementare, anno per anno, il livello di inclusività dell Istituto. Il gruppo di lavoro per l inclusione dell Istituto Comprensivo è composto da: ü Dirigente Scolastico / Funzione Strumentale; ü Docenti di classe e di sostegno della scuola dell infanzia, primaria, secondaria di 1 grado ü Assistenti Educatori ü Genitori ü Rappresentanti delle Agenzie del territorio Il Gruppo di lavoro per l inclusione si occupa di: ü inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali; ü Accoglienza delle situazioni di disagio; ü Sostegno al lavoro dei docenti; ü Formazione degli insegnanti e formazione congiunta di scuola, famiglia e assistenti-educatori ü Continuità educativo didattica; ü Collaborazione con le agenzie educative presenti sul territorio; ü Verifica dell efficacia degli interventi. Strategie d intervento: - partecipazione a tutti i momenti di aggregazione alla vita di classe e scolastica; - comunicazione facilitata da ausili tecnici per agevolare la partecipazione (computer e software dei Centri di documentazione, tastiera sonora, CD ); - percorsi differenziati (Piano Educativo Individualizzato); - percorsi semplificati (progettazione educativo- didattica del Consiglio di Classe) con particolare attenzione ai DSA; - tempi e mezzi diversificati per la comunicazione e la realizzazione di prove. Le attività sono organizzate secondo il criterio della flessibilità. Gli alunni diversamente abili, con la presenza o meno dell insegnante di sostegno, a seconda delle attività proposte, operano sempre nella classe e partecipano a tutte le attività di gruppo, alle attività curriculari ed extra con compiti specifici al fine di favorire l integrazione. Lavorano nell aula di sostegno con il docente specializzato quando è necessario un insegnamento individualizzato e non realizzabile in classe. Queste modalità di lavoro vanno concordate volta per volta nel Consiglio di Classe. La valutazione degli alunni disabili tiene conto degli obiettivi prefissati nel Piano Individualizzato. I voti o giudizi hanno valore legale al fine della prosecuzione degli studi e di essi viene fatta menzione in calce alla scheda di valutazione. Il Consiglio di Classe in sede di valutazione periodica e finale, sulla scorta del P.E.I., esamina le Osservazioni Sistematiche fornite da ciascun docente sui livelli di apprendimento raggiunti anche attraverso l attività di integrazione e di sostegno. 19

20 Rapporti Scuola-Famiglia Il contratto formativo, nella Scuola dell Autonomia, prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti della formazione: alunni, docenti e genitori con assunzione di rispettive responsabilità orientate alla realizzazione del successo formativo. La partecipazione attiva di tutti i soggetti della formazione e la negoziazione tra le parti, sono indispensabili alla realizzazione del P.O.F. Pertanto l Istituto attiva rapporti Scuola-Famiglia Per - la condivisione della stesura del P.O.F. (Piano dell Offerta Formativa), realizzata dal Collegio dei Docenti a cui è riconosciuto il compito specifico della Progettazione Educativa e Didattica - la comunicazione del P.O.F all inizio dell anno scolastico della Progettazione del Consiglio di Classe ( C.d.C. ) dei processi e degli esiti - lo scambio d informazioni all interno delle assemblee e delle riunioni ( ordinarie e straordinarie ) del C.d.C. Come - richiedendo la collaborazione dei genitori alla realizzazione del P.O.F. e la corresponsabilità per il successo formativo dei propri figli-alunni, utenti dell Istituto d appartenenza - segnalando gli esiti del controllo in itinere e al termine dei processi di insegnamentoapprendimento, durante colloqui individuali settimanali, antimeridiani e/o pomeridiani - segnalando sul diario la necessità di interventi tempestivi e collaborativi da parte delle famiglie - convocando periodicamente i genitori negli incontri e nelle riunioni che ne prevedano o ne rendano utile la presenza. Sono previsti pertanto: - incontri individuali settimanali in cui i docenti sono a disposizione delle famiglie in orari prestabiliti; - incontri generali Scuola-Famiglia stabiliti nel Piano Annuale delle Attività e resi noti con circolari interne; - comunicazione di eventi, convocazione dei C.d.C., assemblee: il Dirigente Scolastico comunica il calendario delle convocazioni dei C.d.C., delle assemblee dei genitori e di ogni altra iniziativa ritenuta importante, attraverso lettere o circolari che gli studenti consegneranno alle rispettive famiglie. 20

21 Rapporti Scuola-Territorio L Istituto promuove la comunicazione verso l esterno con i soggetti presenti nel territorio, inteso come risorsa di competenze e potenzialità: Enti Locali, Asl, Università, Scuole, Associazioni, Aziende. Per la realizzazione di progetti scolastici inerenti la didattica, l orientamento, l organizzazione del servizio, le strutture Attraverso rappresentanti designati, sia dalle istituzioni presenti nel territorio, sia dai diversi soggetti operanti all interno dell istituzione scolastica, nel rispetto delle norme vigenti in materia amministrativa e contrattuale la promozione di incontri per la realizzazione di iniziative comuni. Tra le proposte di attività di collaborazione quelle con: - Confartigianato, Proloco e Coldiretti di Toritto; - Società Cooperativa Sociale Solidarietà, Partnership e SoleLuna ; - Comune di Toritto; Carabinieri e Polizia Municipale Toritto; - ASD Toritto Calcio, AGSD Basket Toritto; - Università degli Studi di Bari; - Servizi Sociali e scuole limitrofe progetto in rete Assistenza specialistica ; - Ente Locale e Servizio Civile, progetto in rete Toritto informa ; - Associazioni AIL, LILT, UNICEF, TELETHON, EMERGENCY, Il Buon Samaritano, SOS Mondo progetto Chapas, La Penna Blu ; - Provincia di Bari; - ASL BA, Consultorio di Toritto; - Quotidiano Repubblica, pagina online; - Lions Toritto, Associazione Bersaglieri Toritto; - Chiesa di Toritto e Centro Promozionale della San Paolo di Bari. 21

22 Organizzazione Funzionale COORDINAMENTO SUPERIORE E STAFF DI PRESIDENZA Ai docenti e al personale vengono assegnati incarichi strutturali, legati alla didattica o all organizzazione dell Istituto. Lo staff che collabora con il Dirigente Scolastico (Prof. Vincenzo Servedio) nella progettazione generale e nella gestione delle politiche scolastiche è costituito dai coordinatori di settore, dai docenti incaricati per le Funzioni Strumentali al P.O.F. e dai docenti responsabili di plesso. I coordinatori di settore sono affidati a figure fisse dell organizzazione: Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi ( D.S.G.A.): Sforza Rosanna per tutto ciò che concerne gli uffici di Segreteria e i Collaboratori scolastici. Vicario Scuola Secondaria di I Grado: prof. Germano Giacomo nominato dal Dirigente Scolastico Vicario Scuola Primaria: ins. D Urso Santa nominato dal Dirigente Scolastico Docente responsabile Plesso S. G. Bosco : prof. Lisi Luigi Docente responsabile Plesso R. Moro : ins. Esposito Elvira Docente responsabile Plesso G. Devito : ins. Luisi Antonia Docente responsabile Plesso Loizzi : ins. Macchia Grazia Docente responsabile Plesso S. Girolamo : ins. Annoscia Grazia 22

23 Consiglio d Istituto (per il triennio 2013/2016) Componente Docenti Prof.ssa Ins. Prof. Ins. Ins. Prof.ssa Prof.ssa Ins. Capursi Francesca Esposito Elvira Germano Giacomo Lavista Caterina Macchia Angelica Macchia Grazia Marinelli Angela Paccione Elizabeth Componente Genitori Sig.ra Sig. Sig.ra Sig.ra Sig. Sig.ra Sig.ra Sig.ra Cassano Nicoletta Cutrone Leonardo Delzotto Isabella Lananna Maria Manginelli Leonardo Pitagora Angela (Presidente) Rella Antonella Toscano Tiziana Componente ATA Ass. Amm. Coll. Scol. Casalino Maria Lomangino Sergio Il Consiglio d Istituto indirizza (e approva) i contenuti del P.O.F. secondo criteri d efficienza e trasparenza per rispondere alle esigenze degli studenti, deliberando sulla destinazione delle risorse finanziarie per la loro realizzazione. 23

24 Calendario Scolastico 2014/2015 -festività nazionali -periodi di vacanze stabilite con decreto regionale -recupero giornate inizio anticipato anno scolastico Data Inizio Data Fine Festività 15 SETTEMBRE 2014 Inizio lezioni 1 NOVEMBRE 2014 Festa di Ognissanti 23 DICEMBRE GENNAIO 2015 Vacanze Natalizie 16 FEBBRAIO 2015 recupero 19 MARZO 2015 recupero 2 APRILE APRILE 2015 Vacanze di Pasqua 25 APRILE, 1 MAGGIO 2 GIUGNO MAGGIO GIUGNO 2015 Festa della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica Ponte Ponte 9 GIUGNO GIUGNO 2015 Termine attività didattiche: Scuola primo ciclo Scuola dell infanzia 24

25 Orario degli Uffici Orario di ricevimento del Dirigente Scolastico: - sabato dalle ore 9.00 alle ore Orario di ricevimento degli Uffici di Segreteria Scuola Secondaria di I grado S.G. Bosco : - lunedì - mercoledì - venerdì dalle ore alle ore martedì pomeriggio dalle ore alle ore Gli Uffici di Segreteria sono aperti tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 14.00; il martedì anche di pomeriggio dalle ore alle ore

26 Orario delle Lezioni Per soddisfare i bisogni dell utenza, l Istituto Comprensivo per l anno scolastico 2013/2014 articola il proprio servizio in: ORARIO SCOLASTICO 30 ORE Unità orarie antimeridiane Dal lunedì al sabato I ora 8.00 II ora 9.00 III ora IV ora V ora SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ORARIO SCOLASTICO 40 ORE SCUOLA DELL INFANZIA (lunedì-venerdì) Inizio lezioni: 8.00 Termine lezioni: SCUOLA PRIMARIA ORARIO SCOLASTICO 27 ORE Unità orarie antimeridiane (lunedì-martedì e mercoledì) Inizio lezioni: 8.15 Termine lezioni: (giovedì-venerdì e sabato) Inizio lezioni: 8.15 Termine lezioni:

27 SCUOLA DELL INFANZIA E PRIMARIA L Istituto Comprensivo S. G. Bosco - A. Manzoni ha definito i seguenti principi fondamentali dell'azione didattica, educativa e formativa: Sulla base di tali presupposti, ha previsto l'elaborazione di una proposta formativa che assuma come sfondi integratori la continuità e la costruzione di un curricolo verticale. 27

28 A tale proposito sono stati predisposti i seguenti criteri guida: Fare empowerment significa dare coscienza di sé, offrire strumenti, significa "aumentare la consapevolezza, il controllo e la percezione di controllo di un soggetto sulla propria vita e sulle proprie scelte". Significa dare ad un soggetto gli strumenti per conoscere la PROPRIA CULTURA- INTERCULTURA e la possibilità di agire di conseguenza. 28

29 INTERCULTURA Possiamo considerare la cultura come tutto ciò che concerne l'uomo e tutto ciò che l'uomo ha prodotto: produzione di senso e significato. (Bruner) La cultura è: un processo di produzione continua sociale, condivisa e trasmessa nel gruppo dinamica e permeabile impossibile oggettivizzarla mutevole nel tempo Ogni soggetto è portatore di una propria identità culturale. L'educazione interculturale descrive la cultura come un sistema complesso, nell ambito del quale ogni cultura diventa intercultura, in quanto mediazione tra culture diverse. 29

30 OFFERTA FORMATIVA Tenuto conto del contesto culturale, sociale ed economico della realtà di Toritto, emergono le seguenti esigenze formative che possono essere riunite in un'unica idea guida: Promuovere il rispetto di sé, degli altri, degli ambienti di vita. Per questo si ritiene necessario: ~ educare alla convivenza democratica ~ stimolare le capacità critiche e di giudizio ~ educare ai processi interculturali ~ potenziare atteggiamenti di rispetto verso l ambiente naturale, sociale ed antropico ~ promuovere il successo formativo, prevenendo fenomeni di dispersione scolastica e garantendo pari opportunità ~ stimolare l entusiasmo per le conoscenze, il piacere di fare, produrre e creare ~ stimolare il gusto per la lettura ~ favorire l acquisizione di una seconda lingua ~ favorire la conoscenza critica e l uso adeguato delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione ~ favorire l integrazione degli alunni diversamente abili o in situazioni di svantaggio ~ favorire la pratica sportiva ~ favorire un percorso formativo unitario in funzione del riordino dei cicli scolastici, attraverso collegamenti e sviluppo di percorsi didattici tra i tre ordini di scuola presenti sul territorio. Educare alla convivenza democratica significa: Promuovere lo sviluppo della personalità di ciascun soggetto nel rispetto dei valori morali e civili universalmente riconosciuti. Potenziare le capacità relazionali. 30

31 Favorire lo sviluppo di una maggior libertà ed autonomia di pensiero, e dei principi di solidarietà e collaborazione. Conoscere e osservare le regole della convivenza civile e democratica. Stimolare le capacità critiche e di giudizio significa: Promuovere nell'alunno la consapevolezza delle proprie possibilità anche di ordine emotivo, affinché sviluppi una positiva immagine di sé, pensiero riflesso e critico, divergenza ed autonomia di giudizio. Educare al rispetto di tutte le idee, pur ponendosi in posizione critica. Educare ai processi interculturali significa: Far acquisire al bambino il valore delle diversità maturando un'apertura al confronto interrazziale, interculturale, interreligioso. Potenziare atteggiamenti di rispetto verso l'ambiente naturale sociale e antropico significa: Favorire il confronto con realtà sociali e ambientali diverse. Capire la necessità di salvaguardare la natura in tutte le sua forme e di vivere in equilibrio con l'ambiente naturale. Star bene con se stessi e con gli altri, apprezzando e valorizzando la realtà ambientale e sociale in cui i ragazzi sono inseriti. Promuovere il successo formativo prevenendo fenomeni di dispersione scolastica e garantendo pari opportunità significa: Favorire il processo d'integrazione basata su una reciproca accettazione tra soggetto e gruppo classe. Favorire l'inserimento dei portatori di handicap e di alunni in situazione di svantaggio, suscitando e rafforzando atteggiamenti di accettazione e comprensione della diversità e di rispetto dei tempi del singolo. 31

32 Far in modo che l'alunno viva la solidarietà come rispetto, collaborazione, aiuto. Attivare interventi di recupero e sostegno, stimolando nell'alunno la crescita culturale e personale nel rispetto dei suoi ritmi di apprendimento, per raggiungere gli obiettivi programmati. Stimolare l'entusiasmo per le conoscenze, il piacere di fare, produrre e creare significa: Partire dalle motivazioni e dagli interessi dell'alunno per favorire la creatività al fare e ampliare le proprie conoscenze in forme interessanti ed adeguate all'età psicologica. Valorizzare l'intuizione e l'immaginazione, sviluppare le potenzialità creative dell'alunno attivandone pensiero e produttività, rendere l'ambiente in cui opera il bambino maggiormente stimolante. Stimolare il gusto per la lettura significa: Proporre fin dai primi anni il libro di narrativa come oggetto da scoprire e creare. Organizzare le biblioteche in modo più funzionale e accattivante affinché l'alunno acquisisca il gusto per la lettura e la motivazione a leggere. Favorire l'arricchimento del vocabolario. Educare alla lettura del giornale. Favorire l'acquisizione di una seconda lingua significa: Costruire un percorso unitario e continuativo tra i due segmenti di scuola onde sviluppare una competenza linguistica precoce. Promuovere un'educazione interculturale attraverso l'approccio ad una realtà linguistica e socioculturale diversa dalla propria e lo sviluppo di una curiosità verso l'altro. Favorire la conoscenza critica e l'uso adeguato delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione significa: Avviare gli alunni, sin dalla scuola dell Infanzia, all'uso del software didattico. 32

33 Favorire la presa di coscienza tra "finzione" e realtà a volte indefinita nel prodotto offerto dai mass - media. Diffondere l'uso di Internet. Favorire l'integrazione degli alunni diversamente abili o in situazioni di svantaggio: La scuola, secondo quanto stabilito dalla Legge Quadro n.104/92, per promuovere il processo di apprendimento e di integrazione si avvale dei seguenti elementi: Analisi della DIAGNOSI FUNZIONALE, redatta dagli specialisti delle ASL in cui viene espressa la patologia e viene messo in evidenza il potenziale dell'alunno. Elaborazione del PROFILO DINAMICO FUNZIONALE in collaborazione con gli operatori delle ASL, per evidenziare le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le potenzialità nei diversi settori (affettivo-relazionale, autonomia personale, comunicativo-linguistico, motorio-prassico, sensoriale, ludico-espressivo, apprendimenti strumentali). II PDF è uno strumento di raccordo tra la conoscenza dell'alunno prodotta dalla DF e la definizione di attività, tecniche, mezzi e materiali per la prassi didattica di ogni giorno. Elaborazione del PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO attraverso un confronto tra i docenti della classe in cui è inserito l'alunno, gli operatori della ASL e la famiglia per riuscire a correlare le difficoltà del ragazzo con le sue potenzialità. II PEI contiene anche tutti gli elementi inerenti alle modalità di valutazione delle discipline. Le prove d'esame saranno pertanto corrispondenti agli insegnamenti impartiti e verranno valutati i progressi degli alunni in rapporto alle loro potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Saranno, infine, utilizzati gli ausili e gli strumenti loro necessari, e la presenza di assistenti per favorire l'autonomia e la comunicazione. Saranno organizzati incontri con le famiglie e gli operatori della ASL: 1. per definire la programmazione; 2. per effettuare una verifica in itinere delle attività; 3. per effettuare la verifica finale delle attività al termine dell'anno scolastico. 33

34 E' istituito un gruppo di lavoro, composto dagli insegnanti di sostegno, per affrontate le tematiche inerenti l'attuazione degli obiettivi previsti nella programmazione e le varie difficoltà incontrate al fine di rendere più efficaci gli interventi sugli alunni, la F.S. dello svantaggio e la psicologa del servizio di psicologia scolastica. Favorire la pratica sportiva significa: Favorire la socializzazione. Migliorare la percezione del proprio corpo e la sviluppo di una coordinazione dinamica generale. Acquisire fiducia in se stessi e consapevolezza delle proprie potenzialità. Potenziare la capacità di rispettare le regole. Favorire un percorso formativo unitario in funzione del riordino dei cicli scolastici, attraverso collegamenti e sviluppo di percorsi didattici fra i tre ordini di scuola significa: continuare anche durante questo anno scolastico a lavorare sulla verifica dei curricoli verticali, allo scopo di migliorarne l'articolazione, tenendo conto dell Atto di Indirizzo dell MPI (28/06/2007) e delle Nuove Indicazioni per il Curricolo della Scuola dell Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione (settembre 2007). 34

35 CONTINUITA EDUCATIVA La progettualità della scuola si basa su alcuni presupposti di fondo che coinvolgono i tre segmenti scolastici: Scuola dell Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di I Grado. Continuità educativa: modalità di raccordo pedagogico, organizzativo, curricolare. Fondamentale è la collaborazione tra i tre segmenti di scuola, così da decidere in modo unitario: ð ð ð gli obiettivi e gli itinerari di lavoro dai tre agli undici anni in relazione alle discipline e ai vari progetti per favorire un percorso formativo unitario, criteri di valutazione comune, modalità di verifica delle competenze "in ingresso". A tale scopo il gruppo delle funzioni strumentali si preoccuperà di: ð ð ð ð ð rivedere e rielaborare la programmazione didattica, sviluppando curricoli in verticale dai tre ai quattordici anni, in ordine alle varie discipline; elaborare prove di verifica e concordare modalità di valutazione per gli alunni in uscita dai vari segmenti; valutare la possibilità di programmare unità didattiche da svolgere insieme nell'ultimo anno di ogni segmento; elaborare progetti di accoglienza; prevedere percorsi di aggiornamento ai quali possano partecipare gruppi formati da insegnanti dei tre ordini di scuola. 35

36 FINALITA La finalità della Scuola dell Infanzia e della Scuola Primaria è la promozione del pieno sviluppo della persona. Per realizzarla la scuola concorre con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla frequenza; cura l accesso facilitato per gli alunni con disabilità; previene l evasione dell obbligo scolastico e contrasta la dispersione; persegue con ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione. In questa prospettiva la scuola: accompagna gli alunni nell elaborare il senso della propria esperienza; favorisce l acquisizione degli alfabeti di base della cultura; promuove la pratica consapevole della cittadinanza attiva. IL SENSO DELL ESPERIENZA La scuola favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli. Promuove, inoltre, il senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali che sociali. Sollecita gli alunni ad una attenta riflessione sui comportamenti di gruppo, al fine di individuare quegli atteggiamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li orienta a sperimentare contesti di relazione dove sviluppare atteggiamenti positivi e realizzare pratiche collaborative. 36

37 L ALFABETIZZAZIONE CULTURALE DI BASE Il compito specifico della scuola è quello di promuovere l alfabetizzazione di base attraverso l acquisizione dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in un orizzonte allargato alle altre culture con cui conviviamo. La Scuola Primaria mira all acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti costituzionali. Ai bambini che la frequentano va offerta l opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili. Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline, permette di esercitare diverse potenzialità di pensiero, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. In questo si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a quello europeo. La padronanza degli alfabeti di base è ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio: più solide saranno le strumentalità apprese nella scuola primaria, maggiori saranno le probabilità di inclusione sociale e culturale attraverso il sistema dell istruzione. L EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA Nelle nuove Indicazioni per il Curricolo (2007) si ribadisce il concetto di cittadinanza attiva come educazione concreta al prendersi cura di sè, degli altri e dell ambiente secondo forme di cooperazione e solidarietà per una costruzione del senso della legalità e lo sviluppo di un etica della responsabilità che riconoscano i valori fondanti sanciti nella Costituzione della Repubblica Italiana. 37

38 Nella Scuola Primaria si dovranno insegnare le prime nozioni sulla Costituzione, sui diritti fondamentali dell uomo e il valore del rispetto delle regole, sul significato delle formazioni sociali, l importanza della tutela del paesaggio e alcune basilari nozioni di educazione stradale e igiene. Si sottolinea, inoltre, che i compiti di natura educativa devono coinvolgere tutti i docenti (con il loro esempio) e tutte le discipline. L educazione alla cittadinanza si connota come educazione trasversale in quanto sollecita la scuola a promuovere consapevolezza e competenze adeguate alla realtà di oggi, mutevole e complessa, andando oltre i compiti tradizionali degli insegnamenti curricolari. Interseca la natura delle educazioni e l organizzazione scolastica in tutti i suoi aspetti: saperi, discipline, persone, ambiente, in cui la scuola, come rete di conoscenze, opera e allarga l orizzonte rispetto alla precedente educazione civica. (Corradini) Tutte le ricerche a livello internazionale hanno sottolineato la necessità di leggere la cittadinanza come un insieme di livelli interdipendenti, capaci di conciliare i concetti di identità e uguaglianza. Identità nazionale Regime effettivo dei diritti CITTADINANZA Partecipazione politica e civile Appartenenze sociali, culturali e sovra-nazionali 38

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