LA FORZA DEGLI UOMINI

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1 ies Industria e Sviluppo bimestrale di informazione, opinione, economia, impresa Confindustria Arezzo, Grosseto, Siena INCHIESTA Dalla formazione lo sprint per lo sviluppo FOCUS Un tesoro emergente: le medie imprese italiane DALLE TERRITORIALI Siena - Il sistema Confindustria a fianco dell impresa Arezzo - Banche e territori, strategie e sviluppi Grosseto - Banca e Impresa fanno squadra ANNO I - N. 5 novembre-dicembre 2009 LA FORZA DEGLI UOMINI L ECCELLENZA DEL CAPITALE UMANO, RISORSA VINCENTE PER L IMPRESA

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5 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 5 Direttore responsabile: Annarosa Pacini Comitato di redazione: Luigi Borri, Antonio Capone, Mario Salvestroni, Giovanni Inghirami, Massimiliano Musmeci, Piero Ricci. Coordinatore redazionale: Annarosa Pacini Redazione: Luisa Angioloni (Arezzo), Rossella Lezzi (Siena), Franco Passarini (Grosseto). Hanno collaborato a questo numero: Alberto Bombassei, Antonio Capone, Massimiliano Musmeci, Rizieri Padelli, Piero Ricci. Impaginazione, grafica e foto: Franco Passarini. Direzione e redazione: Confi ndustria Grosseto, viale Monterosa 196, Grosseto, Editore: Giano Ambiente S.r.l., viale Monterosa 196, Grosseto Stampa: Grafi che Effesei, Largo Sacco 6, Grosseto Registrazione: Tribunale di Grosseto n. 1/2009 del Gli articoli possono non rispecchiare le posizioni delle Associazioni Industriali e dell Editore, che li ritengono in ogni caso un contributo sul piano dell informazione e dell opinione. Dei contenuti sono responsabili i singoli autori. L Editore non dovrà essere ritenuto responsabile per errori, omissioni, interruzioni o ritardi legati ai contenuti pubblicati nè per eventuali danni provocati dagli stessi. - È consentita la riproduzione purchè espressamente autorizzata dall Editore, e con la citazione della fonte. - Manoscritti e fotografi e non richiesti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. - Non vengono trattati dati personali. L uso dei dati, temporaneo, è solo a fi ni giornalistici. PUBBLICITÀ: per informazioni ed eventuali prenotazioni di spazi pubblicitari su IES - Industria e Sviluppo rivolgersi alla concessionaria esclusiva Agenzia Best Solutions S.r.l., via Stalloreggi 6, Siena. Infoline: SOMMARIO COVER STORY 12 LA FORZA DEGLI UOMINI L eccellenza del capitale umano, risorsa vincente per l impresa 16 DALLA FORMAZIONE LO SPRINT PER LO SVILUPPO Le testimonianze degli imprenditori 18 NUOVI BANDI DI FONDIMPRESA PER LE AZIENDE Il contributo per la formazione diventa investimento nella crescita 21 LA CONCERTAZIONE DOPO LA CRISI Occorre un sistema welfare che favorisca l occupabilità ATTUALITÀ 9 IL FUTURO DEI GIOVANI HA BISOGNO DI OCCASIONI Quattro domande a: Giorgia Meloni, ministro della Gioventù 22 L UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO Quali sono le caratteristiche che fanno di un uomo un imprenditore? 27 RESISTERE OGGI PER COSTRUIRE IL DOMANI Un analisi della situazione congiunturale e di prospettiva 30 UN TESORO EMERGENTE: LE MEDIE IMPRESE ITALIANE Vincente il business model delle aziende lepri TERRITORIALI 34 IL SISTEMA CONFINDUSTRIA A FIANCO DELL IMPRESA Sistema integrato di servizi e promozione di una nuova cultura d impresa 40 BANCHE E TERRITORI, STRATEGIE E SVILUPPI A colloquio con Luca Bronchi, direttore generale di Banca Etruria 46 BANCA E IMPRESA FANNO SQUADRA Accordi e convenzioni per fronteggiare gli effetti della crisi economica

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7 EDITORIALE IES novembre-dicembre 2009 Pagina 7 FARE IMPRESA, CON ORGOGLIO E CORAGGIO NECESSARIO UN CAMBIAMENTO CULTURALE DA PARTE DI TUTTI PER RITROVARE LA GIUSTA DIREZIONE Comitato di Redazione Come sappiamo, il mondo delle imprese è da sempre caratterizzato da continue evoluzioni, dalla rivoluzione industriale ad oggi sono andati via via sviluppandosi nuovi metodi per rendere maggiormente competitivo il fare impresa, dal primato del capitale, a quello della tecnologia e dell innovazione, fino ad arrivare a quello della finanza. A ben guardare, però, un elemento costante c è, a volte considerato di contorno, non determinante, ma in realtà fondamentale ed imprescindibile per ogni impresa: l uomo. Milioni di uomini e donne che ogni giorno, nei rispettivi ruoli, inventano producono e realizzano beni e servizi. Milioni di uomini e donne che attraverso le loro risorse fisiche ed intellettuali muovono il mondo. La crisi cui stiamo assistendo ha reso chiaro a tutti che le modalità attraverso cui le imprese, o addirittura interi paesi, sperano di generare ricchezza possono essere riconducibili a due approcci diametralmente opposti: da una parte chi immagina di generare sviluppo attraverso l applicazione di algoritmi moltiplicatori di una ricchezza che in realtà non esiste (ma che si presume esisterà), dall altra coloro che costruiscono lo sviluppo attraverso la produzione di beni e servizi dotati di un valore reale qui ed ora. Alla base del primo modello troviamo teorie, statistiche, proiezioni; alla base del secondo troviamo qualcosa di maggiormente comprensibile, uomini e donne che lavorano, persone che ogni giorno si assumo responsabilità e che, a volte in conflitto tra loro, tentano di migliorare ciò che fanno e ciò che sono. In questo numero della nostra rivista abbiamo voluto riaffermare il primato degli uomini, imprenditori, dirigenti, collaboratori, professionisti. Il primato di coloro che, forse inconsapevolmente, in questi anni in cui le aziende e gli stessi luoghi di lavoro sembravano assumere profili sempre più astratti, hanno tenuto in vita un modello culturale e sociale su cui oggi possiamo ancora basare la ripresa e lo sviluppo della nostra società. In un contesto come quello italiano, ma ancor più nell ambito di quello rappresentato dalle nostre province della Toscana del sud, è necessario riaffermare con forza il valore delle imprese e degli imprenditori, coraggiosi ed orgogliosi, che tutti i giorni insieme ai loro collaboratori si sforzano per superare le troppe difficoltà cui sono sottoposti. È necessario riaffermare il valore ed i valori degli uomini e del loro lavoro anche per rivendicare il ruolo fondamentale che le imprese dei nostri territori hanno svolto in questi anni, un ruolo di concretezza, di operosità e di innovazione, svolto anche a fronte di una, tutta italica, ostinata opposizione culturale e fattuale da parte della macchina pubblica che, nella migliore delle ipotesi, si è troppo spesso orientata per sostituirsi nel ruolo di imprenditore e di impresa, senza però condividerne le regole basilari di funzionamento. Ma questo è già passato. Oggi siamo convinti che le nostre imprese hanno a disposizione la migliore risorsa per poter affrontare e superare la forte crisi in atto. Siamo sicuri, che in un tessuto produttivo, formato prevalentemente da piccole e medie imprese, sia possibile creare le condizioni per un efficace e duraturo sviluppo. È necessario però mettere al centro di questo sviluppo l uomo, il titolare di impresa ed i suoi collaboratori. Le sfide in termini di competitività che essi dovranno affrontare sono chiare, orientare la produzione verso nicchie di beni e servizi che abbiano non solo un elevato standard qualitativo, ma che non siano replicabili, ovvero beni e servizi in cui la componente umana faccia la differenza in termini di creatività e capacità manuale. È necessario, quindi, mettere a frutto quelle qualità che hanno determinato il valore del nostro sistema produttivo negli anni precedenti l esplosione della leva finanziaria. Tutte qualità legate alla risorsa umana. Creatività, ingegno, volontà, passione, non è possibile pensare ad un futuro in maniera positiva se non orientiamo gli sforzi verso la valorizzazione di tali competenze. Le leve per far ciò esistono, ma strumenti quali formazione o incentivi vari non bastano. Alla base di tutto è necessario determinare una nuova condizione che sostenga gli sforzi degli uomini, ovvero una condizione di rispetto e sostegno per il valore di quegli imprenditori e collaboratori che mettono al centro del loro operare il mondo reale del lavoro, basato sul rischio, sull impegno, sul miglioramento continuo. C è bisogno di un cambio culturale da parte di tutti, anche degli uomini d impresa, ma soprattutto del contesto sociale, a partire dalle scuole fino alle istituzioni. Un cambio culturale capace di arginare una cultura legata al facile successo, ma che al contempo non neghi chi cerca di ottenerlo attraverso il proprio sforzo. Una cultura dove le imprese ed i loro uomini possano vivere con coraggio sì, ma anche con orgoglio.

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9 PRIMO PIANO IES novembre-dicembre 2009 Pagina 9 IL FUTURO DEI GIOVANI HA BISOGNO DI OCCASIONI QUATTRO DOMANDE A: GIORGIA MELONI MINISTRO DELLA GIOVENTU di Annarosa Pacini Giorgia Meloni D Durante un suo interven-. to ha affermato che bisogna abbattere privilegi e rendite di posizione offrendo a tutti le medesime opportunità di partenza. Attraverso l utilizzo di quali strumenti? R. Soltanto poche settimane fa il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aveva lanciato il suo appello per un serio ritorno al sistema concorsuale. Il presidente Fini, in quell occasione, aveva fatto riferimento all ambito della pubblica amministrazione, ma credo che un parallelismo possa essere fatto per tutto il settore pubblico nel solco dell utilizzo dei concorsi come strumento per premiare e privilegiare il merito, la preparazione e il lavoro svolto. Altrettanto può e deve essere fatto nel privato: credo sia nell interesse stesso dell imprenditoria selezionare e favorire chi dimostra di avere la giusta preparazione e adeguate capacità, nonché voglia di fare. A tutti, lo ribadisco, devono essere date le medesime possibilità di partenza, a partire dal diritto allo studio. Ma è giusto che poi i migliori vadano avanti. A prescindere dall età, dal sesso, dal censo o dal cognome. D. Creare un ponte tra mercato del lavoro e mondo della formazione è stato l obiettivo del Global Village Campus, il primo esperimento di questo genere in Italia. Cosa rappresenta per i giovani ed in che modo li avvicina al mondo delle imprese? R. Il Global Village Campus è stato per tanti giovani la prima vera occasione per confrontarsi con il mondo del lavoro, per comprenderne le dinamiche e le richieste, e per prepararsi al meglio per l ingresso in questo mondo in un frangente sicuramente non facile. Una delle considerazioni di partenza sollevate quando abbiamo deciso di mettere in moto la macchina del Global Village Campus è stata proprio l estrema incomunicabilità che attualmente caratterizza il rapporto tra Università e impresa. Da un lato c è un mondo universitario che sforna laureati quasi del tutto impreparati ad affrontare l impatto con il lavoro. I nostri laureati, infatti, se messi a confronto con i colleghi europei, sono spesso più colti e preparati sotto l aspetto nozionistico, ma mancano totalmente delle basi sulle quali costruire il proprio ingresso nel mercato del lavoro. Dall altro ci sono le imprese, che si accorgono de giovani universitari solo nel momento in cui questi non sono più tali, ovvero si laureano e concludono il loro percorso in università. La combinazione di questi fattori crea un divario enorme, che i nostri giovani si trovano a dover colmare in tutta fretta, scoprendo in maniera traumatica, il più delle volte troppo tardi, che la laurea che avevano considerato un traguardo non è altro che un punto di partenza. Questa considerazione a noi pare un ovvietà, ma non è altrettanto per moltissimi 110 e lode che, ad esempio, usciti a pieni voti dal corso di Economia e commercio non si rendono conto che la loro gavetta dovrà partire comunque dallo sportello di una banca, che dovranno imparare il mestiere da zero. Con il Global Village Campus non abbiamo avuto la pretesa di colmare d un fiato questo divario, di abbattere con un unica spallata il muro di vetro tra università e lavoro. Però abbiamo mosso un primo passo e, credo, anche tracciato un solco: il Global Village Campus puntava soprattutto a divenire un modello replicabile in altre realtà e da altre università su tutto il territorio nazionale. Magari, perché no?, in versione ristretta a singoli atenei, che promuovano esperienze simili per tutelare e rilanciare le realtà produttive ed imprenditoriali del territorio. D. Lo sviluppo del capitale umano: una sfida per i giovani o per chi deve costruire oggi il futuro dei giovani? R. Sicuramente una sfida per entrambi. Le ragazze e i ragazzi che rappresentano la meglio gioventù d Italia hanno le idee chiare su ciò che vogliono fare del proprio futuro. Hanno voglia di mettersi in gioco, di dimostrare quello che valgono e quello che possono fare, e sicuramente sono in grado di raccogliere qualsiasi sfida, se però l occasione si presenta. E qui entra in gioco la sfida per chi deve costruire un futuro per loro: quel che serve infatti sono gli strumenti, uno Stato che creda nelle giovani generazioni, che investa e dia loro fiducia, che abbatta quelle barriere erette da un sistema improntato sulla gerontocrazia e sullo svilimento del merito. Che crei occasioni, in poche parole. D. Posto fisso, libera professione, lavoro autonomo, imprenditoria: qual è, a suo avviso, la prospettiva più adatta a chi si trova a decidere, oggi, come orientare il suo percorso professionale? R. Credo sia fondamentale, per chi oggi deve decidere verso quale direzione orientare il proprio percorso professionale, maturare un bagaglio di esperienza quanto più ricco possibile. Il mondo del lavoro è estremamente selettivo e, nei momenti di crisi come quello che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle, lo diventa ancora di più. Per questo penso sia importante per un giovane arricchire il proprio curriculum professionale di esperienze, anche non strettamente legate all ambito attorno al quale ruotano sogni e obiettivi, ma che possono comunque fare la differenza, dimostrando intraprendenza, voglia di fare e di scommettere su se stessi. Questo significa non lasciarsi sfuggire le occasioni, da qualunque parte arrivino.

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12 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 12 ATTUALITA LA FORZA DEGLI UOMINI L ECCELLENZA DEL CAPITALE UMANO, RISORSA VINCENTE PER L IMPRESA Intervista a Pasquale Viespoli, sottosegretario di Stato al Ministero del Welfare di Annarosa Pacini Preservare il capitale umano di fronte alla crisi economica che stiamo affrontando da lacerazioni profonde, con una combinazione di politiche per il lavoro attive e passive, cercando di evitare che la crisi produca costi sociali troppo alti. Sono parole tratte da un intervento del senatore Viespoli, che afferma anche come la crisi segni una fase di difficoltà molto seria, ma può e deve essere vissuta come un opportunità per attuare cambiamenti profondi. I territori che hanno maggiori chance non solo di resistere, ma anche di crescere, sono quelli in cui si è creata una buona sinergia fra imprese, istituzioni e attività formative. Per questo è fondamentale coordinare le politiche formative tra i vari livelli, creando luoghi di coordinamento e di armonizzazione delle politiche formative capaci di andare incontro alle imprese. Come pure è altrettanto fondamentale che le imprese utilizzino ogni mezzo a disposizione per mantenere quanti più soggetti possibile nel mondo produttivo, così che la capacità lavorativa sia immediatamente spendibile quando la morsa sarà passata, già pronta a dare il meglio di sé per la ripresa. Ma quanto conta la forza degli uomini nello sviluppo di un Paese? E, soprattutto, da dove riprendere un cammino che sappia riscoprirne il valore? Lo abbiamo chiesto al senatore Pasquale Viespoli. D. Si fa un gran parlare del fatto che il Paese, per recuperare competitività, debba puntare sulla valorizzazione e sullo sviluppo delle risorse umane. Ritiene che questa possa essere davvero la strada giusta? R. E ormai acclarato che il valore aggiunto del nostro tessuto imprenditoriale e produttivo è determinato prevalentemente proprio dalla capacità delle persone, dalla loro inventiva, dalla loro determinazione, dal desiderio e dalla capacità di prevedere nuovi scenari, anche in termini di possibilità tecnologiche e di creatività, come pure dalla capacità di poter realizzare quegli stessi scenari. Da un po di tempo, però, da quando i presupposti finanziari hanno preso il sopravvento rispetto ai canoni fondamentali dello sviluppo imprenditoriale questo grande patrimonio delle risorse umane sembrava potesse essere meno indispensabile. Oggi invece, anche a causa della crisi che stiamo vivendo, si è tornati a ristabilire il vero valore del fare impresa, che non sta nella finanza, ma negli uomini, siano essi gli imprenditori che coloro che al loro fianco collaborano per raggiungere degli obiettivi. D. Formare oggi per realizzare cosa, domani? R. Intanto, per riacquisire una consapevolezza dell importanza del contributo umano in termini di capacità creativa, di immaginazione ed anticipazione degli scenari, per

13 ATTUALITA IES novembre-dicembre 2009 Pagina 13 NEL VIVERE QUOTIDIANO DI UN AZIENDA IN CUI LA COMPETITIVITÀ È FATTA DI SOLUZIONI DI PICCOLI E GRANDI PROBLEMI CI SI RENDE IMMEDIATAMENTE CONTO CHE PROPRIO LE PERSONE RAPPRESENTANO IL VERO CAPITALE poter arrivare domani a generare un offerta nei sistemi produttivi ma anche nei servizi, nel turismo, in tutti i livelli economici del Paese. Un offerta che sia distintiva, originale, qualitativamente elevata. E sicuramente questa la caratteristica che determina la competitività della nostra economia rispetto ad altri sistemi, che se non hanno fatto della produzione di scala il fattore su cui puntare - come ad esempio la Cina -, sono rimasti ingabbiati da un economia tutta virata sulla finanza, che abbiamo purtroppo visto quanti danni ha generato. D. Eppure, nel nostro Paese si lamenta una carenza, da questo punto di vista R. Probabilmente nel nostro Paese, forse troppo indaffarati ad occuparci di questioni di contorno, abbiamo finito per far sopire la vera forza che abbiamo in noi, non perché non ne siamo più capaci o non sia più nelle nostre possibilità, ma quasi come se avessimo concentrato l attenzione su altri aspetti del lavoro e non su quello che rappresenta il nostro fattore vincente. Ci siamo preoccupati troppo della cornice all interno della quale le persone dovevano lavorare ed operare, dimenticandoci di valorizzare e coltivare il contenuto, che è il vero fattore vincente, gli uomini ed il loro lavoro. D. Un rischio può derivare dal fatto che ci si concentri sulla risoluzione dei problemi contingenti, dimenticando la necessità di costruire un futuro che sappia guardare avanti, per i giovani R. Per troppo tempo il lavoro è stato considerato come una fase solo successiva alla formazione scolastica, assolutamente distante e non indispensabile sino a che i giovani non avessero terminato il proprio percorso di studi. Questo approccio ha creato un forte distacco tra la vita dello studente ed il mondo del lavoro reale, generando, di fatto, forti difficoltà e disorientamento nei giovani. Per fortuna, ci siamo accorti di questo problema, e sono stati messi in atto già diversi interventi legislativi, a partire dalla riforma Moratti, che ha introdotto il principio dell alternanza tra scuola e lavoro, cercando di valorizzare il lavoro non solo da un punto di vista pratico-tecnico, ma anche, o, dovrei dire, soprattutto, da un punto di vista culturale, come elemento formativo oggi più che mai indispensabile e positivo da trasmettere ai giovani. Per troppo tempo il nostro sistema scolastico è stato incentrato su una formazione di tipo teorico, pensando che l eccellenza nelle conoscenze potesse essere fattore positivo e sufficiente per avere successo nel lavoro. Oggi, invece, ci stiamo aprendo ad un nuovo modello culturale, che vede il mondo del lavoro e della scuola agire in modo collaborativo, così da consentire ai giovani di sperimentare e sperimentarsi, appropriandosi di un modello culturale fatto di impegno, di responsabilità, di capacità a ragionare per obiettivi ed a progettare il proprio futuro, anche, concretamente, da un punto di vista profesionale. D. Il capitale umano, a suo avviso, viene inteso anche come un vero capitale? R. La domanda trova immediatamente risposta tutte le volte che un imprenditore, come un politico o un amministratore, è chiamato a risolvere un problema reale. In quel momento si vede quanto è importante la risorsa umana. Finché il tema del capitale umano rimane all interno dei dibattiti accademici, può apparire come una frase fatta o come un nuovo canone per rappresentare il patrimonio delle persone. Nella realtà, nel vivere quotidiano di una piccola azienda, in cui la competitività è fatta di soluzioni di piccoli e grandi problemi ci si rende immediatamente conto che proprio le persone rappresentano il vero capitale. D. Quali strategie sono, allora, necessarie per procedere in questa direzione? R. Le attività di Governo sono ormai orientate in questa direzione, di supporto e piena valorizzazione della risorsa uomo. Le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori ne sono pienamente consapevoli. Questa sinergia di intenti e questo obiettivo comune deve rappresentare il fulcro da cui poi prendono le mosse le azioni di governo e della politica. Alcune sono già in atto, quali quelle legate all istituzione dei fondi interprofessionali per la formazione continua, alla riforma degli istituti tecnici, alla promozione dell utilizzo di strumenti, quali stage e tirocinii, per avvicinare sempre di più i giovani al mondo del lavoro reale. D. L eccellenza del capitale umano e la corrispondente capacità di qualità del prodotto, dei servizi e delle idee, sono quindi la vera risorsa delle nostre imprese? R. L eccellenza del capitale umano è stata ampiamente considerata, sin dal periodo postrivoluzione industriale. Purtroppo, però, negli ultimi tempi questo aspetto è parso quasi secondario, come se non servisse più coltivarlo o non fosse necessario individuare politiche ed interventi su come continuare a valorizzare un elemento di così fondamentale importanza. Invece l eccellenza del capitale umano, motore primo di ogni sviluppo, deve sempre rimanere al centro dell attenzione, perché, se non coltivata, rischia di smarrirsi. Una volta si diceva che gli italiani erano un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, navigatori, oggi vorremmo poter dire che siamo soprattutto un popolo capace di costruire il futuro con il proprio lavoro, grazie alla loro forza, la forza degli uomini.

14 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 14 ATTUALITA VALORIZZARE I TALENTI: L ESPERIENZA DI BIRRA PERONI DALLO STAGE AL LAVORO ALL ESTERO PER CRESCERE intervista a Germana Alviggi, direttore Risorse Umane Birra Peroni D. Quanto è importante il capitale umano per un azienda come la vostra? R. Birra Peroni fa parte di un gruppo multinazionale, SabMiller, da circa sei anni. Dal momento in cui è entrata a far parte di questo gruppo, la gestione del capitale umano è diventata ancor più di primaria importanza. Il processo prevede che ci sia un assessment fin dal primo momento in cui le persone vengono reclutate in azienda, effettuato da psicologi del lavoro autorizzati, formati ed aggiornati periodicamente dalla casa madre nei rispettivi paesi, così da consentire l acquisizione di informazioni in relazione al potenziale delle risorse il più possibile oggettive ed in linea con le attese dell azienda. Le informazioni che derivano da questo assessment di potenziale vengono successivamente incrociate con il risultato della performance, nell ambito del percorso professionale individuale, consentendoci così di definire i nostri talenti, che vengono poi gestiti con piani di sviluppo personalizzati in funzione di un percorso di carriera che proviamo a disegnare all interno dell azienda. D. Si tratta di un metodo che dà buoni risultati? R. Direi di sì. In Birra Peroni abbiamo iniziato a lavorare su questi aspetti un paio di anni fa per tutta l area che riguarda la parte commerciale (forza di vendita, marketing etc.) e, proprio grazie a questo processo, siamo stati in grado di ricoprire, nell ultimo anno, trentotto posizioni all interno dell azienda con persone che hanno effettuato una job rotation. Questo modello di gestione dei talenti ci ha permesso di continuare ad avere posizione coperte pur in un momento in cui l azienda, per ragioni evidenti legate alla crisi globale, non poteva attingere al mercato esterno. D. Cosa si aspetta dall azienda chi viene a lavorare per voi, e cosa l azienda si aspetta dai propri collaboratori? R. E una domanda delicata a cui rispondere. Dipende molto dall età delle persone e dal percorso professionale che hanno avuto. Chi è entrato in azienda negli ultimi sei anni ed ha avuto altre esperienze professionali ed aziendali ha, come aspettativa primaria, quella di crescere dal punto di vista professionale: si aspetta dall azienda un piano di carriera ben strutturato e la possibilità professionale di poter migliorare. Questo non significa solo poter usufruire di iniziative di formazione o partecipare a concorsi interni ed esterni, ma molto altro, come poter partecipare a progetti internazionali o usufruire di coaching. Se invece facciamo riferimento a chi ha sempre lavorato in Birra Peroni, persone di età più matura, che non hanno vissuto altre realtà aziendali, la loro aspettativa è sicuramente diversa, forse più scontata: si aspettano di crescere ma soprattutto in termini economici. In questo momento Birra Peroni sta affrontando un percorso di change management, un passaggio delicato da azienda di famiglia ad azienda che fa parte di un gruppo multinazionale: quello che chiediamo ai nostri collaboratori è di darci una mano in questo processo di cambiamento, che non è né rapido, né facile. D. Questa visione del lavoro come elemento di crescita anche personale, secondo lei, in una prospettiva più generale, può fare la differenza anche per le imprese? R. Assolutamente sì. Soprattutto chi è nato dopo gli anni Settanta, più giovani, si aspetta dalle aziende proprio questo, la possibilità di crescere, professionalmente ed a livello personale. E una cosa che si è palesata in modo evidente, anche nei tanti career day universitari a cui partecipiamo: una delle domande ricorrenti è proprio legata a quali sono i piani di sviluppo, una delle cose che i giovani tengono in maggiore considerazione quando devono scegliere la loro prima azienda. Parlo ovviamente dei giovani con talenti, con alti voti di laurea, quelli che si possono permettere di poter fare una scelta. D. Spesso le imprese evidenziano come a curricula esemplari non corrisponda un adeguata capacità di orientarsi nel mondo lavorativo. E anche una vostra esperienza? R. E vero, spessissimo ci troviamo con persone con splendido curriculum universitario, ma una volta inseriti nel mondo del lavoro si rendono conto che il titolo di studio non era che il punto di partenza. Anche per questo noi tendiamo ad utilizzare, per i neolaureati, come strumento di ingresso, lo stage, per un periodo che va dai sei ai dodici mesi, periodo durante il quale vengono formati, ed in cui lavorano effettivamente. Alla fine del periodo di stage effettuiamo la nostra scelta: le persone che sono cresciute più rapidamente, acquisendo gli strumenti fondamentali per diventare operative, sono quelle che poi entrano a far parte di Birra Peroni. D. Come crescono i giovani talenti? R. Dopo aver effettuato il loro stage e lavorato con noi almeno due anni, cerchiamo di mandarli ad effettuare un esperienza in Sab- Miller fuori dall Italia, soprattutto per quello che riguarda chi lavora nell area commerciale. Ad esempio, il settore del marketing per il marchio Nastro Azzurro è gestito in modo eccellente in Inghilterra: per noi è importante che i nostri ragazzi vedano come si lavora in altri paesi per potersi portare a casa l esperienza. Un marchio, pur rimanendo italiano, non può sfuggire alla sfida della competitività: ha bisogno di essere internazionale da un punto di vista di formazione e di approccio. (ap)

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16 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 16 INCHIESTA DALLA FORMAZIONE LO SPRINT PER LO SVILUPPO SEMPRE PIÙ UNA SCELTA, E NON UN OBBLIGO: LE TESTIMONIANZE DEGLI IMPRENDITORI Prima o poi da questa crisi usciremo. Quando, con precisione, nessuno lo sa. Quello che è certo, è che il post crisi obbligherà tutti noi ad affrontare lo sviluppo in futuro in modi molto diversi da come eravamo abituati. Alla crisi dobbiamo reagire con le mosse giuste: individuare i nuovi driver della crescita; adottare comportamenti organizzativi coerenti con le nuove sfide. Uno dei driver è certamente investire sul capitale umano imprenditoriale e manageriale del nostro sistema associativo e delle nostre aziende, per mobilitare tutte le risorse e le esperienze positive a sostegno dell affermarsi della cultura di impresa in questo Paese. Adottare un comportamento organizzativo coerente significa portare a fattore comune quanto di bene già si fa nei territori e nei settori, utilizzando le strutture centrali che sanno gestire con competenza e trovare le risorse necessarie per industrializzare i processi di diffusione e di comunicazione delle priorità per le imprese : queste parole di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sintetizzano in modo efficace il ruolo del capitale umano e della cultura d impresa, come driver della crescita e volano per lo sviluppo. In quest ottica, la formazione viene ad essere uno strumento fondamentale. Valore aggiunto, quindi, e non costo. Ecco le testimonianze di alcuni imprenditori. Andrea Guadagnoli, amministratore Guadagnoli Marcello S.r.l., Grosseto Per ottenere risultati nella vita personale, ma soprattutto nella propria professione, oggi è indispensabile abituarsi a studiare comportamenti propri e degli altri, frequentare persone e ambienti diversi da quelli dal proprio ambito, trovare gli strumenti per continuare a competere: bisogna formarsi. Ho iniziato questo allenamento più di dieci anni fa; sono talmente numerose le soddisfazioni personali e professionali che non riesco a pensare di interrompere un viaggio così entusiasmante. Un allenamento teso ad affrontare il nostro percorso con la consapevolezza di poter saltare gli ostacoli evidenti, talvolta anche superare quelli improvvisi e incalcolabili. Mi piace ascoltare e confrontarmi con persone che hanno una cultura superiore anche di poco alla mia: del resto la crescita di qualsiasi impresa è strettamente legata all attività di studio che effettua giornalmente l imprenditore. Spesso, lo stesso fa lo sbaglio di associare la formazione ad un argomento preciso, per esempio un corso di informatica. La formazione non è un aggiornamento, dal quale per altro è impossibile esimersi. La formazione è un concetto diverso, da assorbire lentamente e a qualsiasi età: i giovanissimi è importante che capiscano che crescere non vuol dire invecchiare, ma maturare. Per quanto riguarda la formazione aziendale, io personalmente, e miei collaboratori, abbiamo avuto modo di usufruire dei corsi organizzati da Giano Ambiente, l agenzia formativa di Confindustria Grosseto, sia nell ambito della sicurezza che della gestione del budget, con ottimi risultati. Essere affiancati da un agenzia specializzata consente alle aziende di ottimizzare gli investimenti e massimizzare i risultati, perseguendo l obiettivo della formazione permanente, ormai irrinunciabile per tutte le aziende che

17 INCHIESTA IES novembre-dicembre 2009 Pagina 17 vogliano davvero essere competitive. Sicuramente lo è per la Guadagnoli Marcello Srl. Daniele Giovannini, direttore generale Fiore S.r.l., Siena Negli ultimi mesi abbiamo avuto l opportunità di far svolgere alcuni corsi di formazione ai nostri dipendenti e collaboratori in merito alla produzione della nostra azienda nello specifico la sicurezza alimentare (HACCP) e sicurezza nei luoghi di lavoro (L. 81). Vista la recente certificazione ottenuta (I.F.S.) si è reso necessario che tutti i nostri dipendenti fossero muniti di formazione specifica e conseguentemente abbiamo avuto la necessità di coordinare un importante movimento di risorse umane. Per questo ci siamo avvalsi della professionalità dell Assoservizi di Confindustria Siena, che ci ha accompagnato in tutte le fasi del progetto con estrema competenza e precisa organizzazione sia documentale che organizzativa. Ci hanno inoltre dato la possibilità di usufruire di personale docente competente e capace di trasmettere ad una platea comprensibilmente variegata per provenienza ed età quelle conoscenze necessarie per lo svolgimento di mansioni in uno stabilimento alimentare. Andrea Bellucci, responsabile risorse umane Trigano S.p.A., Siena Il Piano Formativo annuale di Trigano S.p.A. è stato impostato con l assistenza di Assoservizi, che affiancandomi negli incontri con i responsabili delle varie aree, ha fornito un contributo essenziale nella individuazione delle possibili fonti di finanziamento, oltre che un supporto professionale e qualificato nella individuazione stessa dei fabbisogni. La realizzazione di un Progetto Formativo complesso, che ha coinvolto tutte le aree aziendali, dalla amministrazione alla produzione, con il supporto dei fondi FSE POR Ob. 2 Asse I, ha permesso di affrontare questo periodo di grave crisi economica senza dover rinunciare a promuovere la formazione e lo sviluppo del personale. Una delle prime voci dei budget aziendali ad essere tagliate in periodi di crisi è infatti quella della formazione, ma occorre essere consapevoli dei rischi che si può correre con attività di cost killing incaute, che tagliando sotto la gemma, rendono l azienda impreparata al momento della ripresa. E compito della Direzione Risorse Umane non perdere di vista questo. Spartaco Comanducci, amministratore Logi Tech S.r.l., Arezzo Logi-Tech è un azienda che eroga i servizi di trasporto e magazzinaggio conto terzi, è molto giovane (nata nel 2005, anche se proveniente da precedente esperienza familiare pluriennale) ed è fatta di giovani; quindi si è trovata subito a combattere in un mercato molto spietato sia per il trasporto conto terzi (zoccolo duro aziendale), sia per la logistica conto terzi (vera innovazione in zona). Le migliori armi sono state la qualità del servizio erogato (certificazione 2009 per ISO EN 9001:2008), sia la puntualità e sicurezza specifica dei trasporti, derivata da una buona base professionale dei propri autisti, ma anche dalla continua ricerca di formazione e specializzazione in quest ambito specifico. Per portare avanti queste linee basi aziendali, a partire dal 2009 Logi-Tech ha deciso di fare formazione specifica ed avanzata a tutti i propri autisti e aprendosi anche agli altri attori locali del trasporto, realizzando corsi di guida sicura ed ecologica per migliorare consumi/emissioni grazie ad Assoservizi Arezzo, società di servizi di Confindustria Arezzo ed in collaborazione con ASC di Milano, unica struttura in Italia ad erogare simili corsi. Naturalmente i risultati sono stati immediati e tangibili realizzando anche un registro specifico per tutti i sinistri e verificando periodicamente i consumi. Questo tipo di attività così premiante sarà sicuramente ripetuta il prossimo anno e poi a cadenze di ripetizione di due anni a volta. Entro fine anno Logi-Tech entrerà a far parte di una ristretta cerchia di aziende presenti all interno di un protocollo specifico per la sicurezza realizzato tra Confindustria Arezzo e ASL locale. Quindi il nostro motto è formazione ed informazione a tutti i dipendenti, rispetto di tutte le norme di sicurezza e voglia continua di migliorarsi per emergere da questa particolare situazione economico-produttiva. Silvia Zeta, amministratrice, Tiber Pack, Arezzo Tiber Pack è un azienda che progetta e costruisce macchinari automatici per l imballaggio, con un esperienza di oltre quarant anni in questo settore. I nostri impianti sono dotati delle tecnologie più avanzate in quanto una delle nostre principali caratteristiche, sta proprio nella ricerca, nello studio e nello sviluppo tecnologico continuo. Siamo pertanto abituati e stimolati a migliorarci sotto tutti gli aspetti e la partecipazione a corsi di formazione, è per noi uno strumento veloce ed efficace per l apprendimento di nozioni utili al raggiungimento di determinati obiettivi. Quest anno, abbiamo preso parte a due corsi organizzati da Confindustria di Arezzo, ai quali ho partecipato personalmente: un corso sulla comunicazione al quale abbiamo partecipato in due persone, in qualità di amministratori, ed un corso di spagnolo, al quale oltre me, hanno partecipato un impiegata receptionist e quattro addetti al montaggio e all assistenza dei macchinari presso i clienti. Entrambi i corsi, ognuno per lo specifico settore, oltre ad aver apportato interesse e coinvolgimento nei partecipanti, hanno prodotto benefici in termini di vantaggio e utilità per l azienda, in tempi molto ridotti. La cosa più interessante, secondo la mia opinione ed esperienza, è stato l interesse che, il fatto di acquisire nuove conoscenze e di accrescere la propria cultura, in tempi ed orari compatibili con l attività lavorativa, ha destato volontà e motivazione in ognuno dei partecipanti, con l ottenimento di risultati in alcuni casi davvero sorprendenti. Eugenia Pastorellil, gestione e amministrazione del personale, Eurovinil, Grosseto Eurovinil S.p.A. si è trovata in diverse occasioni a partecipare a corsi organizzati dall Agenzia formativa di Confindustria Grosseto. Alcuni corsi erano volti a titolare soggetti per lo svolgimento del proprio lavoro come, ad esempio, nel caso del RSL o squadre antincendio. Sicuramente sono state esperienze molto soddisfacenti. Il fatto che non sempre si riesca ad utilizzare gli strumenti della formazione proposti derivano soprattutto da problematiche organizzative della nostra azienda. Ciò nonostante riteniamo che investire in formazione sia una scelta indispensabile per l azienda moderna, per questo si tratta di un settore che consideriamo primario. Luciano Cagnoli, Copaim S.p.A., presidente Cooperativa AgroIttica Maremmana, Grosseto Per la nostra Azienda fare formazione, a tutti i livelli, è fondamentale. Siamo un Azienda alimentare e, al di là degli adempimenti di legge, avere un personale ben istruito con la formazione necessaria per espletare le sue mansioni, è fondamentale. Il patrimonio nostro più prezioso sono le nostre maestranze. Fare formazione è come investire in innovazione. E necessario, per avere risposte positive, coinvolgere il personale. Far capire la necessità di fare formazione, di vedere questa come un momento di crescita personale e professionale. In un mondo globalizzato, se vogliamo emergere, dobbiamo mirare alla qualità, in tutti i suoi aspetti. Fare formazione è fare qualità. (ap)

18 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 18 INCHIESTA NUOVI BANDI DI FONDIMPRESA PER LE AZIENDE CHE VOGLIONO REAGIRE IL CONTRIBUTO OBBLIGATORIO PER LA FORMAZIONE DIVENTA INVESTIMENTO NELLA CRESCITA Fondimpresa è il più grande Fondo interprofessionale per la formazione continua. Vi aderiscono oltre 62 mila imprese (al netto delle cessate), che occupano oltre tre milioni lavoratori. E costituito da Confindustria, Cgil Cisl e Uil ed è aperto alle imprese di ogni dimensione e settore produttivo. Possono aderirvi, dal 2009, anche le aziende pubbliche ed esercenti pubblici servizi. Fondimpresa finanzia le attività formative delle imprese aderenti e promuove la diffusione della formazione continua. Si fonda sul principio della bilateralità: imprenditori e rappresentanze sindacali progettano insieme la formazione più adatta allo sviluppo aziendale e alla valorizzazione professionale della forza lavoro. In poco tempo, ha contribuito in modo determinante all aggiornamento di aziende e dipendenti: dal 2007, ha finanziato con 336 milioni di euro la formazione di oltre seicentotrenta mila lavoratori. Altri 82 milioni di euro sono già stanziati per nuovi piani formativi. Fondimpresa rende disponibili i finanziamenti per la formazione tramite due canali di finanziamento, il Conto di Sistema e il Conto Formazione. Il Conto Sistema è ideale per imprese che vogliono ottimizzare le risorse organizzando attività formative in forma aggregata e funziona tramite Avvisi pubblicati periodicamente. Attualmente è possibile partecipare ai seguenti Avvisi: - Avviso 3/2008, fino a esaurimento delle risorse e comunque entro gennaio Avviso 2/2009, per piani di ogni tipo, in particolare su innovazione, qualificazione e riqualificazione. Due scadenze: 16 novembre/15 dicembre 2009 e 1 aprile/30 aprile L Avviso include, specificamente, i lavoratori in contratto di apprendistato, lavoratori a tempo, stagionali, quindi offre un aiuto in più alle realtà in crisi. - Avviso 3/2009, per aziende in crisi stanziamento: 10 milioni di euro. Altre risorse sono disponibili in ogni momento per tutte le aziende iscritte, con il Conto Formazione, un Conto riservato a ogni singola azienda, nel quale viene accantonato il 70 per cento delle risorse versate all Inps. Solo l azienda intestataria può decidere come spendere questi soldi, e può farlo in qualsiasi momento e con le modalità che preferisce, con accordi bilaterali. Ad oggi, circa tremila imprese hanno fatto ricorso a questo sistema, spendendo oltre 315 milioni di euro per la formazione di trecentoventi mila lavoratori. Ne parliamo con Giorgio Fossa, presidente di Fondimpresa. D. Secondo la vostra esperienza, qual è l atteggiamento delle PMI nei confronti della formazione? R. L esperienza concreta di Fondimpresa dimostra che quando le imprese hanno l opportunità di fare formazione in modo semplice, efficace e adatto alle loro esigenze organizzative non se la lasciano scappare. Questo vale anche per le piccole e medie imprese. Sono proprio le Pmi quelle che fanno maggiori attività di formazione con i nostri finanziamenti: oltre l 80 per cento. Con il Conto di Sistema, un canale di finanziamento studiato in particolare sulla realtà delle piccole imprese, il 60 per

19 INCHIESTA IES novembre-dicembre 2009 Pagina 19 cento delle aziende che stanno facendo formazione ha meno di 50 dipendenti. Va sfatato il mito degli imprenditori restii alla formazione. Gli imprenditori sono restii alle lungaggini burocratiche e alle perdite di tempo. Il nostro sistema funziona quindi lo usano. D. Poche settimane fa il Consiglio di amministrazione di Fondimpresa ha deliberato un nuovo bando che prevede risorse per dieci milioni di euro. A chi sono indirizzate le nuove risorse? R. A tutte le imprese che aderiscono o vogliono aderire al nostro Fondo e in particolare a quelle colpite dalla crisi economica e che intendono reagire scommettendo sul loro futuro. I dieci milioni finanzieranno attività di formazione per lavoratori in cassa integrazione e a rischio di perdita del posto di lavoro. Abbiamo adottato una procedura semplicissima, le imprese possono presentare direttamente la loro domanda di finanziamento, a sportello. Quindi potranno utilizzare il periodo di rallentamento delle attività produttive per fare modernizzazione. Sono disponibili contributi fino a 500 mila euro per ogni piano formativo. D. Qual è il ruolo della risorsa umana, nella crisi? R. Decisivo. Il ruolo della risorsa umana nell impresa è sempre importante, e a maggior ragione lo sarà quando arriverà la ripresa, perché si ripartirà tutti dalla stessa condizione ma stavolta la concorrenza sarà più numerosa. Sarà la prima volta che affrontiamo la ripresa da una crisi globale, la prima volta che come competitor non avremo solo Paesi occidentali ma realtà del calibro di India e Cina, che non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale. In questo contesto il made in Italy può puntare solo su due fattori per trovare spazi di mercato: qualità e creatività. Sono fattori che non si comprano, non si fabbricano. L unico modo per svilupparli è valorizzare le risorse umane accrescendo quel patrimonio di competenze che portano con sé. Questo patrimonio spesso deriva dal contesto territoriale o dall esperienza ma va coltivato e fatto evolvere per aprire la possibilità di nuove idee, nuovi prodotti, nuovi modi di lavorare. Chi vuol fare impresa nel prossimo futuro deve fare formazione nel presente, è una strada obbligata. D. Ma come investire nella formazione se le aziende sono in crisi? R. Le imprese già pagano la formazione con il contributo obbligatorio dello 0,30 per cento, che viene utilizzato dal sistema pubblico in modi spesso lontani dalle loro esigenze, o comunque insondabili. Se invece aderiscono a Fondimpresa, le aziende tornano in possesso di buona parte dei soldi versati e hanno piena autonomia nel decidere, bilateralmente, come spenderli. Possono progettare una formazione tagliata precisamente sulle esigenze del loro contesto organizzativo, della fase economica, addirittura della stagionalità: un vero e proprio abito su misura. E un sistema che unisce estrema convenienza economica a una grandissima funzionalità, e non è certo per caso che le imprese, quando lo scoprono, lo usano in modo intensivo. In questo modo la formazione nelle aziende italiane sta vivendo una crescita importante: dal 2007 ad oggi oltre lavoratori sono stati aggiornati grazie ai nostri finanziamenti. Il nostro obiettivo è che, con la collaborazione di Confindustria e dei soci sindacali, un maggior numero di aziende e di lavoratori venga coinvolto in questa opportunità. (ap) I CONSIGLI DELL ESPERTO a cura di Francesco Quintiliani e Ufficio tecnico della Sapri Broker Le tutele per l impresa: la Polizza responsabilità civile prodotti Lo sviluppo del mercato, l accresciuta coscienza dei consumatori, il Codice del Consumo, l introduzione della class action nel sistema italiano rendono indispensabile avere per l impresa una copertura sulla Responsabilità civile Prodotti. Nel corso del 2007 le prime sentenze della Corte di Cassazione su casi di RC Prodotti ricadenti nell ambito di applicazione della nuova normativa, tendono a delineare un quadro negativo per le imprese e di favore per il consumatore danneggiato, i cui oneri di prova vengono decisamente alleggeriti. Nella maggior parte dei Paesi del Mondo chi sbaglia può anche esser sanzionato, come in Italia, penalmente, con l arresto fino a sei mesi (non sostituibile con il pagamento di un ammenda), in altri Paesi, come negli USA, con pagamenti aggiuntivi di carattere sanzionatorio, come i famosi punitive and exemplary damages. Per questo motivo, è fondamentale completare la propria opera di prevenzione assicurativa aziendale con una congrua e completa polizza di RC Prodotti, grazie ad un accurata opera di Risk Management individuando i punti deboli nell organizzazione e nella filiera di produzione aziendale. Una polizza di RC prodotti ben strutturata, consentirà la copertura per tutti i danni materiali a beni di terzi e per i danni all integrità psico-fisica delle persone e i danni ad essi conseguenti, come quelli da interruzione di attività lavorative e da inquinamento accidentale derivante dal prodotto assicurato. Con la dovuta analisi del rischio, è anche possibile estendere la garanzia alle operazioni di ritiro prodotti, comprese le spese di smontaggio del prodotto difettoso e di rimontaggio dello stesso esente da difetti, In particolar modo a copertura del rischio ambientalel impresa dovrà essere tutelata non solo per le spese da sostenere come il ritiro del prodotto contaminato, ma anche per le spese necessarie alla ricostruzione dell immagine coperture tampering. L accordo con la Sapri Broker consente di offrire alle aziende associate le soluzioni assicurative necessarie che derivano dalla conoscenza ed esperienza in campo nazionale ed internazionale in materia di Rc Prodotti. CONSULENZA E GESTIONI ASSICURATIVE: CONVENZIONE CON SAPRI BROKER S.R.L. Confindustria Grosseto ha sottoscritto dal 2007 un accordo di collaborazione per l erogazione di servizi di consulenza ed assistenza nel comparto assicurativo con Sapri Broker S.r.l., azienda associata a Confindustria. Un servizio che ha reso possibile per numerose aziende un risparmio in termini di convenienza economica e di miglioramento delle condizioni di assicurazione, ora esteso a tutti gli associati di Siena e Arezzo. La Sapri S.r.l. Broker di assicurazione è una società di intermediazione e consulenza assicurativa, con sedi a Roma, Grosseto, Milano, Trento e Palermo. Tel fax publiredazionale

20 IES novembre-dicembre 2009 Pagina 20 CON ELETTROMODERNA SOLUZIONI INNOVATIVE E AFFIDABILI PER L ENERGIA SOLARE UNA GAMMA COMPLETA DI IMPIANTI PER IL SOLARE FOTOVOLTAICO E TERMICO Elettromoderna, concessionario Enel.si per la provincia di Grosseto, è ormai diventato un punto di riferimento importante nel nostro territorio per tutto quanto concerne la produzione di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili per la casa e per le aziende; l azienda con sede a Grosseto in Via Birmania 30/32 è impegnata da almeno un decennio nella progettazione e nella realizzazione di impianti innovativi ed affidabili in grado di combinare rispetto dell ambiente, benessere dell uomo e risparmio energetico. Elettromoderna, costantemente impegnata alla ricerca di tecnologie innovative che si pongono l obbiettivo di produrre energie elettrica a costo zero per ridurre i consumi e le spese di ogni famiglia o azienda, propone una gamma completa di impianti per il solare fotovoltaico e termico, oltre ad un servizio globale: dalla progettazione personalizzata dell impianto, all installazione a regola d arte, all assistenza post vendita fino al completo disbrigo e gestione delle pratiche burocratiche per ottenere eventuali contributi dalle Pubbliche Amministrazione e gli incentivi ventennali del Conto Energia da parte del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE); è anche in grado di facilitare l accesso a finanziamenti, a condizioni veramente vantaggiose, con i principali istituti di credito grazie alle convenzioni all uopo stipulate da ENEL. Per quanto riguarda in particolare gli impianti fotovoltaici, realizzati con i migliori materiali reperibili sul mercato, Elettromoderna è in grado di installarli adattandoli a qualsiasi tipo di copertura (tetti a tegola, terrazzi, pensiline, pergole etc.) ed anche realizzati a terra. Elettromoderna offre inoltre una gamma completa d impianti solari termici per produrre acqua calda sanitaria ed ad integrazione dei sistemi di riscaldamento anche realizzati a pavimento o a parete, specialmente per le nuovo costruzioni o per locali da ristrutturare, ma anche per il riscaldamento di piscine. Elettromoderna si sta specializzando come ditta leader nella installazione di pompe geotermiche che, sfruttando la bassa entalpia dei terreni, consente la climatizzazione di ogni tipo di locale garantendo il riscaldamento invernale ed il raffrescamento nei periodi estivi. Un esempio completo dell utilizzo di tutte le tecniche finora illustrate, è tangibilmente riscontrabile visitando la CASA DEL SOLE, un complesso residenziale, il primo in classe A del Centro-sud Italia, che Elettromoderna ha realizzato a Grosseto e nel quale ha sfruttato ogni tecnologia da fonti rinnovabili attualmente all avanguardia. L azienda Elettromoderna di Ferretti Ulisse ha anche ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. publiredazionale

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