A cura del Settore Risorse Faunistiche e Aree Protette della Provincia di Siena

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1 PIANO FAUNISTICO VENATORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA VOLUME I ELEMENTI CONOSCITIVI A cura del Settore Risorse Faunistiche e Aree Protette della Provincia di Siena

2 ALLEGATO A1

3 INDICE Cap. 1 ASSETTO TERRITORIALE IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA CARATTERIZZAZIONE TERRITORIALE AI FINI VENATORI AREE PROTETTE DELLA PROVINCIA DI SIENA Le Aree Protette Le Riserve Naturali della provincia di Siena Competenze della provincia in materia di Riserve Naturali Divieti SITI DI IMPORTANZA REGIONALE La Rete Natura I SIR in provincia di Siena Competenze della Provincia in materia di SIR Divieti La Valutazione di incidenza FAUNA ORNITICA DI INTERESSE CONSERVAZIONISTICO E AREE DI RILEVANZA FAUNISTICA Le zone umide minori naturali e artificiali Le zone agricole Aree di Rilevanza Faunistica Aree interessate da rotte migratorie CAP. 2 - CARATTERIZZAZIONE DELL ATTIVITA VENATORIA PROVINCIALE LA POPOLAZIONE VENATORIA LE FORME DI CACCIA LE ABILITAZIONI RILASCIATE LA PRESSIONE VENATORIA GLI APPOSTAMENTI FISSI DI CACCIA CAP. 3 - ISTITUTI FAUNISTICI ESISTENTI: DISTRIBUZIONE, CARATTERISTICHE E PROBLEMATICHE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA ZONE DI RISPETTO VENATORIO ZONE DI PROTEZIONE DELLA FAUNA ISTITUTI FAUNISTICI E VENATORI PRIVATI...51 Aziende Faunistiche Venatorie Aziende Agrituristico Venatorie Centro Privato di Riproduzione della Fauna Selvatica allo stato naturale AREE PER L ADDESTRAMENTO, L ALLENAMENTO E LE GARE DEI CANI FONDI CHIUSI E DIVIETI DI CACCIA...7 Fondi chiusi... 7 Aree sottratte alla caccia programmata Divieti temporanei di caccia ALLEVAMENTI DI FAUNA SELVATICA ANALISI DEL TERRITORIO A GESTIONE PROGRAMMATA DELLA CACCIA NEI 3 ATC...74 CAP. 4 - DANNI, PREVENZIONE, MIGLIORAMENTI AMBIENTALI SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO: COMPETENZE E GESTIONE ANALISI TERRITORIALE DELLE DEI DANNI DA UNGULATI...76 CINGHIALE CERVIDI ANALISI DEI DANNI DA FAUNA SELVATICA: SERIE STORICHE E CONFRONTO TRA ATC LA PREVENZIONE DEI DANNI DA FAUNA SELVATICA GLI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE...88 CAP. 5 - INCIDENTI STRADALI CON FAUNA SELVATICA...91 CAP. 6 VIGILANZA venatoria E INFRAZIONI...94 Cap. 7 - ASSETTO FAUNISTICO GENERALITA QUADRO CONOSCITIVO DELLE SINGOLE SPECIE: DISTRIBUZIONE, STIME NUMERICHE, FATTORI DI CRITICITÀ, PRELIEVO VENATORIO, ABBATTIMENTI DI CONTROLLO...98 FAGIANO LEPRE... 1 CINGHIALE I CERVIDI CAPRIOLO DAINO CERVO MUFLONE

4 SPECIE OGGETTO DI PIANI DI CONTROLLO NUMERICO Premessa COLUMBIDI CORVIDI STORNO NUTRIA VOLPE CONIGLIO SELVATICO Cap. 8 - RISULTATI E CONSIDERAZIONI SULLE STRATEGIE GESTIONALI PREVISTE DAL PRECEDENTE PIANO FAUNISTICO VENATORIO

5 CAP. 1 ASSETTO TERRITORIALE 1.1 IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA La provincia di Siena occupa una superficie complessiva di circa 382. ha ed è caratterizzata da rilievi collinari con altitudini medie comprese fra 2 e 5 m. Le principali aree a carattere montuoso (Monti del Chianti, Poggio del Comune, Montagnola Senese, Colline Metallifere, alta Val di Merse, Poggio Civitella e Monte Amiata) si trovano lungo il margine settentrionale e sud-occidentale, mentre le aree collinari e pianeggianti (Crete Senesi, Crete della Val d Orcia e Val di Chiana) occupano il settore centrale e sud-orientale. Il suo territorio è interessato dai bacini idrografici dei fiumi Ombrone, Elsa, Pesa, Cecina, Paglia e dal Canale Maestro della Chiana. I laghi naturali sono pochi, i due più importanti sono il Lago di Chiusi e il Lago di Montepulciano che rappresentano ciò che rimane di un ben più vasto bacino palustre, un tempo esteso su gran parte della Val di Chiana. Il clima rientra nel quadro climatico generale della Regione Tirrenica ed è quindi di tipo Mediterraneo, caratterizzato da estati calde e secche e da inverni umidi e miti. La lontananza dal mare e l altitudine costituiscono gli unici fattori che determinano differenze climatiche locali. La provincia, nel complesso, è poco urbanizzata, con ampi spazi boscati e agricoli, che concorrono quasi in egual misura alla copertura del territorio. Le fasce fitoclimatiche principali sono quattro: la fascia costiera costituita da latifoglie sempreverdi mediterranee, la fascia collinare fino ai 6 m, formata prevalentemente da latifoglie decidue termofile, la fascia submontana dai 6 m ai 11 m, costituita da latifoglie decidue mesofile e la fascia montana che si estende oltre i 11 m, formata da latifoglie subatlantiche. Le più diffuse sono la fascia collinare e quella submontana. L aspetto vegetazionale più evoluto è costituito dal bosco, la cui struttura varia in funzione di numerosi fattori, come la natura del substrato, il tipo di suolo, l esistenza di condizioni climatiche particolari e l utilizzazione passata e presente da parte dell uomo. Le principali formazioni boschive sono costituite da boschi di leccio (Quercus ilex) che si estendono alle quote più basse e sulla Montagnola senese, da boschi di roverella (Quercus pubescens) che si estendono su gran parte del Chianti, sulla Montagnola Senese, nella parte occidentale della Val di Farma, sulle Colline Metallifere e nelle Crete Senesi, da boschi di cerro (Quercus cerris) che vegetano sui terreni silicei dei comprensori sopramenzionati e, a quote superiori agli 8 m, da boschi a prevalenza di faggio (Fagus sylvatica) e abete bianco (Abies alba), localizzati esclusivamente sul Monte Amiata. La vegetazione naturale è stata profondamente alterata nel corso del tempo dall azione dell uomo, che ha tagliato i boschi per recuperare terreni da destinare all agricoltura o al pascolo ed ha effettuato rimboschimenti di estese superfici, comprese molte aree aperte sommitali, con conifere estranee alla flora locale; alcune essenze arboree, come il castagno (Castanea sativa), sono state diffuse per la loro importanza economica. Le aree coltivate di maggiore estensione si trovano nelle Crete Senesi, nella Val d Orcia, nella Val di Chiana, dove prevalgono le colture cerealicole, e nelle zone meno elevate del Chianti, dove prevale la coltivazione della vite e dell olivo. Seminativi irrigui sono presenti soprattutto lungo le maggiori piane fluviali e nella Val di Chiana, mentre i pascoli, che ricoprono estensioni decisamente minori, sono quasi esclusivamente limitati alla Valle del Paglia e alle Crete Senesi. Tutti questi elementi hanno contribuito a determinare, nel loro insieme, una grande diversità di ambienti e di paesaggi, naturali, seminaturali e parzialmente antropizzati, grazie ai quali la provincia di Siena si caratterizza per essere una delle aree italiane con la massima biodiversità e anche una delle province più virtuose sul piano della sostenibilità ecologica del suo livello di vita. Per questi motivi e al fine di tutelare habitat e specie presenti sul territorio, la Provincia di Siena ha istituito, a partire dal 1996, un Sistema di 14 Riserve Naturali che occupano complessivamente circa 9. ettari di territorio. Circa il 15% del territorio provinciale (6. ettari) inoltre è incluso all interno della rete ecologica regionale (LR 56/2) costituita da 19 Siti di Importanza Regionale che comprendono l insieme dei SIC (Siti di importanza Comunitaria), delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), dei Siti di interesse nazionale (Sin) e dai Siti di interesse regionale (Sir) presenti sul territorio. Pagina 1

6 1.2 CARATTERIZZAZIONE TERRITORIALE AI FINI VENATORI La Superficie Agricola Forestale (SAF) della provincia di Siena si estende su ettari, pari al 95,2% dell intero territorio provinciale ( ha). Per superficie agricola forestale si intende quella parte di territorio soggetta a sfruttamento agricolo (coltivazioni agricole, allevamenti zootecnici, silvicoltura) e potenzialmente utile per la fauna selvatica, incluse le zone umide, i corsi d acqua, i laghi e gli incolti produttivi e improduttivi; sono escluse le aree urbane comprensive del reticolo stradale e della rete ferroviaria La SAF, indicata nella delibera del Consiglio Regionale n. 41 del 28 marzo 27, risulta in diminuzione rispetto a quella precedentemente individuata ( ettari). La provincia di Siena è organizzata in tre comprensori, che rappresentano la base territoriale e organizzativa su cui è realizzata la destinazione differenziata del territorio e la pianificazione faunistica e venatoria. Di seguito, sono riportati i 3 comprensori della provincia di Siena con i comuni che li costituiscono. Comprensorio Siena 1 (SI 17) Casole d'elsa, Castellina in Chianti, Chiusdino, Colle di Val d'elsa, Monteriggioni, Monticiano, Poggibonsi, Radda in Chianti, Radicondoli, San Gimignano, Sovicille. Comprensorio Siena 2 (SI 18) Asciano, Buonconvento, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteroni d'arbia, Murlo, Rapolano Terme, San Giovanni d'asso, Siena. Comprensorio Siena 3 (SI 19) Abbadia San Salvatore, Castiglione d'orcia, Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Piancastagnaio, Pienza, Radicofani, San Casciano dei Bagni, San Quirico d'orcia, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda. La quota di territorio che alla fine del 211 è destinato alla protezione della fauna selvatica secondo quanto previsto all art. 6 della LR 3/94 è di circa ettari, pari al 24,2% della SAF provinciale, e comprende le Zone di Protezione (art. 14 LR 3/94), Zone di Ripopolamento e Cattura (art. 16 LR 3/94), Zone di Rispetto Venatorio (superiori a 15 ettari, art. 17 bis LR 3/1994), fondi chiusi superiori a 3 ettari e aree sottratte alla caccia programmata (art. 25 LR 3/94) e le aree ove, anche per effetto di altre norme, è vietata l attività venatoria (aree di proprietà demaniale sottratte all esercizio venatorio, Riserve Naturali statali e regionali) (Tab. 1.1). La superficie complessiva degli istituti faunistico venatori a gestione privata, Centri Privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale (art. 18 LR 3/1994), Aziende Faunistico Venatorie (art. 2 LR 3/1994), Aziende Agrituristico Venatorie (art. 21 LR 3/1994) e Aree per l addestramento, l allenamento e le gare dei cani (art. 24 LR 3/1994), è di circa ettari (Tab. 1.2). In ogni comprensorio, la parte del territorio agro-silvo-pastorale che residua dalla presenza degli istituti faunistici e faunistico-venatori e che non è soggetta ad altra destinazione (p.es. art. 33 LR 3/1994, ZRV con superficie inferiore a 15 ettari), è destinata alla caccia programmata ed è gestita dal rispettivo Ambito Territoriale di Caccia (ATC) (Fig. 1.3, Tab. 1.4, Fig. 1.5). TERRITORIO A PROTEZIONE DELLA FAUNA SUPERFICIE (ha) % SAF Riserve Naturali statali 1.636,4% Riserve Naturali regionali ,4% Demanio a divieto di caccia 2.541,7% Art. 25 e fondi chiusi ,2% Zone di Ripopolamento e Cattura ,5% Zone di Rispetto Venatorio ,5% Zone di Protezione ,5% TOTALE ,2% Tabella 1.1 Superficie Agricola Forestale (SAF) destinata alla protezione della fauna in provincia di Siena nel 211. Pagina 2

7 TERRITORIO A GESTIONE PRIVATA SUPERFICIE (ha) % SAF Aziende Faunistico Venatorie ,2% Aziende Agrituristico Venatorie ,8% Centro Privato Riproduzione della Fauna Selvatica 581,2% Aree per addestramento, allenamento e gare dei cani 1.493,4% TOTALE ,5% Tabella 1.2 Superficie Agricola Forestale (SAF) destinata agli istituti a gestione privata in provincia di Siena nel ,2% 64,3% 11,5% TERRITORIO A PROTEZIONE DELLA FAUNA TERRITORIO A GESTIONE PRIVATA TERRITORIO A GESTIONE PROGRAM M ATA DELLA CACCIA Figura 1.3 Destinazione differenziata del territorio agricolo forestale in provincia di Siena nel 211. COMPRENSORIO Superficie totale Comprensorio (ha) SAF Comprensorio (ha) ATC SAF a caccia programmata (ha) Siena SI Siena SI Siena SI Tabella 1.4 Superficie Agricola Forestale (SAF) dei comprensori, approvata con Delib. GR 41/27, e del territorio a caccia programmata (ATC) della provincia di Siena (stimata in eccesso come superficie residuale). Comprensorio SIENA 17 22,8% Comprensorio SIENA 18 19,5% Comprensorio SIENA 19 3,6% 64,4% 12,6%,3% 64,1%,3% 16,1% 63,7% 5,6%,% TERRITORIO A PROTEZIONE DELLA FAUNA ALTRE AREA A DIVIETO TERRITORIO A GESTIONE PRIVATA TERRITORIO A CACCIA PROGRAM M ATA (ATC) Figura 1.5 Destinazione differenziata del territorio agricolo forestale nei tre comprensori senesi nel 211. Pagina 3

8 1.3. AREE PROTETTE DELLA PROVINCIA DI SIENA LE AREE PROTETTE In Italia, le Aree Protette discendono dalla L. 394/91 Legge quadro sulle Aree Protette che, in attuazione della Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta i principi fondamentali per l istituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese. In base all importanza nazionale o regionale delle risorse da tutelare, queste aree si suddividono in: Parchi, nazionali e regionali e Riserve Naturali, statali e regionali. In Toscana, la legge di recepimento della L. 394/91 è la L.R. 49/95 che detta le norme per l istituzione e la gestione dei Parchi regionali e provinciali, delle Riserve Naturali regionali e delle Aree Naturali Protette di Interesse Locale (ANPIL). Poiché le ANPIL vengono regolamentate dagli strumenti urbanistici comunali, i loro territori sono sottoposti alla normale programmazione faunistico venatoria. Le ANPIL in Provincia di Siena sono: l ANPIL della Val d Orcia (circa ha; Comuni di Montalcino, S.Quirico d Orcia, Pienza, Castiglione d Orcia, Radicofani), l ANPIL del fiume Elsa (23 ha; Comune di Colle Val d Elsa) e l ANPIL di Chiusi (818 ha; Comune di Chiusi). In Provincia di Siena sono presenti 14 Riserve Naturali regionali, 4 Riserve Naturali statali e 3 ANPIL che interessano, nel loro complesso, circa ha di territorio provinciale (di cui ha a divieto caccia). Figura 1.6 Le Aree protette in Provincia di Siena. RISERVE NATURALI REGIONALI: 1. Alto Merse; 2. Basso Merse; 3. Bosco di S. Agnese; 4. Castelvecchio; 5. Cornate e Fosini; 6. Crete dell Orcia; 7. Farma; 8. Il Bogatto; 9. La Pietra; 1. Lago di Montepulciano; 11. Lucciola Bella; 12. Pietraporciana; 13. Pigelleto; 14. Ripa d Orcia; RISERVE NATURALI STATALI: 1. Riserva Naturale Statale Cornocchia, 2 Riserva Naturale Statale Tocchi, 3. Riserva Naturale Statale Montecellesi, 4. Riserva Naturale Statale Palazzo; ANPIL: 1. Parco Fluviale dell Alta Val d Elsa; 2. Val d Orcia, 3. Lago di Chiusi. Pagina 4

9 LE RISERVE NATURALI DELLA PROVINCIA DI SIENA Ai sensi della L.R. 49/95, le Riserve Naturali sono dei territori che, per la presenza di particolari specie di flora o di fauna, o di particolari ecosistemi naturalisticamente rilevanti, devono essere organizzati in modo da conservare l ambiente nella sua integrità. In provincia di Siena ce ne sono 14 ed occupano una superficie complessiva di circa 9. ettari pari a circa il 2,5% della superficie provinciale (Tab. 1.5). RISERVA NATURALE SUPERFICIE (in ettari) COMUNI Alto Merse Chiusdino, Monticiano e Sovicille Basso Merse Monticiano e Murlo Bosco di S. Agnese 261 Castellina in Chianti Castelvecchio 626 San Gimignano Cornate e Fosini 392 Radicondoli Crete dell Orcia 521 Radicofani Farma 69 Monticiano Il Bogatto 588 Montalcino e Murlo La Pietra 71 Chiusdino Lago di Montepulciano 456 Montepulciano Lucciola Bella Castiglione d Orcia e Pienza Pietraporciana 336 Chianciano Terme e Sarteano Pigelleto 833 Piancastagnaio Ripa d Orcia 565 Castiglione d Orcia Tabella 1.7 Le Riserve Naturali regionali della provincia di Siena COMPETENZE DELLA PROVINCIA IN MATERIA DI RISERVE NATURALI Le Province istituiscono le Riserve Naturali in coerenza con i contenuti del Programma Triennale regionale per le Aree Protette (che sarà sostituito dal PAER - Piano Ambientale ed Energetico Regionale, in corso di approvazione), nel rispetto del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) e sentiti gli enti locali interessati. Inoltre, esercitano le funzioni relative alla loro gestione, direttamente o attraverso la costituzione di aziende speciali o istituzioni ai sensi del T.U. 267/2. Le Riserve Naturali senesi sono gestite direttamente dalla Provincia che è l ente competente all approvazione degli strumenti di attuazione: il Regolamento, i Piani di Gestione e il Piano di Sviluppo Economico e Sociale. La Provincia è competente anche per il rilascio del nulla osta preventivo per ottenere concessioni ed autorizzazioni per interventi ed opere da realizzare al loro interno e per il rilascio delle autorizzazioni previste dal Regolamento (prelievo di esemplari di fauna e flora, accessi, realizzazione studi e ricerche scientifiche, ecc) DIVIETI All interno delle Riserve Naturali, ai sensi dell articolo 15 della L.R. 49/95, è vietato l esercizio della caccia, l apertura di cave, miniere e discariche, la realizzazione di nuove opere edilizie e l ampliamento delle costruzioni esistenti, l esecuzione di opere di trasformazione del territorio e i cambiamenti di destinazione d uso in contrasto con le finalità delle Riserve. Sono invece ammesse le utilizzazioni produttive tradizionali, quelle ecocompatibili e la realizzazione di infrastrutture indispensabili al conseguimento delle finalità delle Riserve. Gli interventi di contenimento della fauna selvatica sono consentiti esclusivamente per la conservazione degli equilibri faunistici e ambientali. Pagina 5

10 1.4. SITI DI IMPORTANZA REGIONALE LA RETE NATURA 2 La Rete Natura 2 è il principale strumento della politica dell Unione Europea per la conservazione della biodiversità. E una rete ecologica costituita da un sistema coordinato e coerente di aree diffuse su tutto il territorio dell unione, il cui fine è quello di garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di fauna e di flora minacciati o rari a livello comunitario. La Rete Natura 2 è attualmente costituita da due tipologie di aree: LE ZPS (ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE): sono aree finalizzate alla conservazione delle popolazioni di uccelli selvatici, previste dalla Direttiva Uccelli (79/49/CEE sostituita nel 29 dalla Direttiva 29/147/EC); I SIC (SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA): sono aree finalizzate alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di flora e di fauna selvatiche, previste dalla Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE) I SIR IN PROVINCIA DI SIENA Come accennato al paragrafo 1.1., la Regione Toscana, con la L.R. 56/2, ha definito la propria rete ecologica regionale costituita dall insieme dei SIC, delle ZPS, dei Sin (Siti di interesse nazionale) e dei Sir (Siti di interesse regionale) che assumono, tutti insieme, la denominazione di Siti di Importanza Regionale (SIR). I Sin e i Sir, che non fanno parte della Rete Natura 2, sono stati individuati dalla Regione allo scopo di ampliare il quadro d azione comunitario tutelando habitat e specie animali e vegetali non compresi tra quelli da tutelare secondo le due Direttive comunitarie ( Habitat e Uccelli ) ma importanti per la conservazione della biodiversità regionale. In provincia di Siena sono presenti 19 SIR che occupano una superficie complessiva di ettari pari a circa il 15% della superficie provinciale: 11 SIC (42.987,3 ha) SIR 87 Castelvecchio (SIC IT5191), superficie di 1.114,81 ha (Comune di San Gimignano); SIR 88 Monti del Chianti (SIC IT5192), superficie di 7.941,4 ha di cui in provincia di Siena (Comuni di Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti); SIR 89 Montagnola senese (SIC IT5193), superficie di ,75 ha (Comuni di Casole d Elsa, Colle Val d Elsa, Monteriggioni, Siena e Sovicille); SIR 92 Alta Val di Merse (SIC IT5196), superficie di 9.49,69 ha (Comuni di Chiusdino, Monticiano e Sovicille); SIR 93 Basso Merse (SIC IT5197), superficie di 4.229,59 ha di cui in provincia di Siena (Comuni di Monticiano e di Murlo); SIR 98 Monte Cetona (SIC IT 51912), superficie di 1.65,65 ha (Comuni di Cetona e Sarteano); SIR 99 Foreste del Siele e Pigelleto di Piancastagnaio (SIC IT51913), superficie di ,72 ha di cui 1.19 in provincia di Siena (Comune di Piancastagnaio); SIR 1 Ripa d Orcia (SIC IT51914), superficie di 831,29 ha (Comune di Castiglione d Orcia); SIR 11 Cornate e Fosini (SIC IT51A1), superficie di 1.41,67 ha di cui 563 in provincia di Siena (Comune di Radicondoli); SIR 13 Val di Farma (SIC IT51A3), superficie di 8.699,59 ha di cui 2.65 in provincia di Siena (Comuni di Chiusdino e Monticiano; SIR 117 Cono vulcanico del Monte Amiata (SIC IT51A17), superficie di 6.144,75 ha di cui in provincia di Siena (Comuni di Abbadia S. Salvatore e Castiglione d Orcia). 6 SIC/ZPS (16.12, 9 ha) SIR 9 Crete di Camposodo e Crete di Leonina (SIC/ZPS IT194), superficie di 1.855,1 ha (Comuni di Asciano e Castelnuovo Berardenga); Pagina 6

11 SIR 91 Monte Oliveto e Crete di Asciano (SIC/ZPS IT5195), superficie di 3.36 ha (Comuni di Asciano, Buonconvento e San Giovanni d Asso); SIR 94 Lago di Montepulciano (SIC/ZPS IT198), superficie di 483,1 Ha (Comune di Montepulciano); SIR 95 Lago di Chiusi (SIC/ZPS IT5199), superficie di 8,27 ha (Comune di Chiusi); SIR 96 Lucciolabella (SIC/ZPS IT 5191), superficie di 1.416,56 ha (Comuni di Pienza e Sarteano); SIR 97 Crete dell Orcia e del Formone (SIC/ZPS IT 51911), superficie di 8.24,8 ha (Comuni di Castiglione d Orcia, Pienza, Radicofani e San Quirico d Orcia). 2 Sir (334,8 ha) SIR B18 Podere Moro Fosso Pagliola (Sir IT51911), superficie di 134,33 ha (Comune di Abbadia S. Salvatore); SIR B19 Basso corso del Fiume Orcia (Sir IT51912), superficie di 326,95 ha (Comune di Montalcino) COMPETENZE DELLA PROVINCIA IN MATERIA DI SIR La L.R. 56/2, attribuisce alle Province tutte le funzioni amministrative previste dalla legge stessa (ad eccezione di quelle espressamente riservate alla competenza regionale) tra cui: l attuazione delle misure di tutela di cui al Capo II della legge stessa, l attuazione delle misure di conservazione previste dalle apposite deliberazioni della Giunta Regionale anche mediante l adozione di specifici Piani di gestione, il costante monitoraggio della distribuzione degli habitat e delle specie, l effettuazione di studi sulla biologia e la consistenza delle popolazioni, la cura e l effettuazione delle iniziative di sensibilizzazione rispetto ai valori naturalistici, ambientali e della tutela degli habitat e delle specie oltre al rilascio di un parere obbligatorio nel procedimento relativo alla Valutazione di Incidenza per interventi e piani di competenza di enti diversi dalla Regione e dalla Provincia (vedi paragrafo ) DIVIETI In materia di SIR, i principali riferimenti normativi sono: a livello comunitario, la Direttiva Uccelli (79/49/CEE sostituita nel 29 dalla Direttiva 29/147/EC) relativa alla conservazione degli uccelli selvatici e la Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE) relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche; a livello nazionale il DPR 357/1997 Regolamento recante attuazione della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche e successive modifiche; a livello regionale, la L.R. 56/2 Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche e successive modifiche. Queste norme regolamentano e disciplinano le attività all interno dei SIR ma dettano anche le misure di tutela e conservazione delle specie elencate nei loro allegati sia che esse siano presenti nei SIR o che si trovino nel restante territorio provinciale. Tra le misure di tutela, di seguito, si riportano i principali divieti: divieti di cui agli articolo 8 e 9 del DPR 357/97 relativi alla conservazione delle specie di fauna e di flora elencate nell allegato D del decreto (tutte le specie elencate nell allegato ricadono nelle categorie particolarmente protetta o protetta di cui alla normativa in materia venatoria); divieto di reintroduzione, introduzione e ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone (articolo 12, DPR 357/97); divieti di cui agli articoli 5 e 6 della L.R. 56/2 relativi alla conservazione delle specie di fauna e di flora elencate negli allegati B e C della legge. Per quanto riguarda la fauna, anche in questo caso, le specie elencate nell allegato B sono tutte specie particolarmente protette o protette ai sensi della normativa in materia venatoria; Pagina 7

12 divieti di cui al DGR 454/28 D.M del Ministero Ambiente e tutela del Territorio e del Mare - Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e zone di protezione speciale (ZPS) - Attuazione. Figura I SIR della Provincia di Siena. 1. Crete dell Orcia e del Formone; 2. Crete di Camposodo e Crete di Leonina; 3. Lago di Chiusi; 4. Lago di Montepulciano; 5. Lucciolabella; 6. Monte Oliveto Maggiore e Crete di Asciano; 7. Alta Val di Merse; 8. Basso Merse; 9. Castelvecchio; 1. Cono Vulcanico del Monte Amiata; 11. Cornate e Fosini; 12. Foreste del Siele e Pigelleto di Piancastagnaio; 13. Montagnola Senese; 14. Monte Cetona; 15. Monti del Chianti; 16. Ripa d Orcia; 17. Val di Farma; 18. Basso corso del Fiume Orcia; 19. Podere Moro Fosso Pagliola LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA La Valutazione di incidenza è il procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o intervento che possa avere un incidenza significativa su di un sito della Rete Natura 2 (SIC e ZPS), singolarmente o congiuntamente ad altri piani o interventi, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso. Pagina 8

13 La procedura è stata introdotta dall articolo 6, paragrafo 3, della Direttiva Habitat con lo scopo di salvaguardare l integrità dei siti e la congruità della Rete Natura 2. La Regione Toscana, con la L.R. 56/2, ha esteso il procedimento della Valutazione di incidenza a tutti i SIR del territorio toscano. Ai sensi dell articolo 15 della LR 56/2, dunque, tutti gli atti di pianificazione di settore e le loro varianti, compresi i piani sovracomunali agricoli, forestali e faunistico venatori, non direttamente connessi e necessari alla gestione del sito e aventi effetti su siti di importanza regionale, devono contenere, ai fini della Valutazione di Incidenza, uno Studio di Incidenza teso ad individuare i principali effetti che il piano può avere sul sito/i interessato/i, tenuto conto dei suoi obiettivi di conservazione. Tale studio viene valutato nell'ambito della procedura di approvazione del Piano e la Valutazione di Incidenza è effettuata dalla stessa amministrazione competente alla sua approvazione che deve preventivamente accertare che il Piano stesso non pregiudichi l'integrità del sito/siti interessato/interessati. Per i Piani di competenza di enti diversi dalla Regione o dalla Provincia, la valutazione deve essere effettuata previa acquisizione del parere obbligatorio della Provincia. Lo Studio di Incidenza del presente Piano si trova al Capitolo x del volume III FAUNA ORNITICA DI INTERESSE CONSERVAZIONISTICO E AREE DI RILEVANZA FAUNISTICA Oltre a SIR e aree protette, che insieme coprono circa 1/6 del territorio, la provincia di Siena, per la sua elevata diversità ambientale, offre anche all esterno un territorio a buona naturalità diffusa, con locali situazioni ambientali di modesta estensione ma di grande importanza per alcune specie di interesse conservazionistico, soprattutto uccelli, per le quali l attuale normativa richiede la protezione e la tutela degli habitat. Grazie alla disponibilità di dati sulla fauna ornitica provenienti dal database regionale Re.Na.To. e da programmi di monitoraggio regolari realizzati a scala regionale e riguardanti principalmente gli uccelli svernanti e le colonie di aironi (garzaie) presenti in Toscana, è stato possibile individuare, nell ambito degli approfondimenti conoscitivi di riferimento per il PFVP, le aree più importanti del territorio senese non vincolate da SIR e aree protette. Le aree così individuate sono raggruppabili in due grandi categorie ambientali: 1. zone umide naturali e artificiali 2. zone agricole Rispetto ai dati disponibili, è stata fatta una selezione sulla base di quelle zone umide e di quegli ambienti agricoli che ospitano specie di uccelli di interesse conservazionistico, particolarmente protette dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale e/o inserite in liste di attenzione regionali o nazionali LE ZONE UMIDE MINORI NATURALI E ARTIFICIALI Le zone umide sono andate incontro ad una progressiva scomparsa negli ultimi secoli a seguito di ripetute bonifiche, che si stima abbiano eliminato in tutta la Regione oltre 16. ettari di questi ambienti, senza contare le superfici perse anche in tempi recenti per edificazione nelle aree golenali e per rettificazione di tratti fluviali. Le zone umide rimaste versano oggi in situazioni di degrado più o meno marcato, correlabile all inquinamento, all interramento, alla presenza di specie alloctone. Accanto alle zone umide naturali residue, rivestono per questo motivo un importanza non trascurabile le zone umide artificiali, ormai naturalizzate, quali i laghetti agricoli di cui è particolarmente ricco il territorio senese. In provincia di Siena le zone umide naturali e artificiali censite nel Catasto delle zone umide italiane dell ex-infs (ora ISPRA) sono 42; alcune di queste zone includono in realtà un insieme di aree umide, vicine tra loro e con caratteristiche ambientali omogenee, e per questo utilizzate nel loro complesso dagli uccelli e considerate come un unica unità funzionale (es. zona cod. SI79 Laghetti presso Buonconvento, composta da più bacini idrici). Pagina 9

14 Figura 1.9 Distribuzione delle zone umide in provincia di Siena, in rapporto ai SIR e alle Riserve Naturali. Come si vede dalla figura 1.9, molte delle principali zone umide del territorio provinciale, in termini di estensione ed importanza faunistica, sono incluse in aree protette ai sensi della L.R. 49/1995 e in SIR ai sensi della L.R. 56/2 e per queste si rimanda allo Studio di Incidenza allegato per quanto attiene l importanza faunistica. Le zone umide esterne ad aree protette e SIR, definibili come zone umide minori, sono 34 e, dall analisi dei dati dei censimenti, risulta che molte di esse hanno una frequentazione regolare da parte degli uccelli acquatici, talune anche con numeri ragguardevoli. Per la valutazione dell importanza faunistica di queste aree sono stati presi in considerazione i dati disponibili, che riguardano i seguenti aspetti: popolamento di uccelli svernanti; presenza di dormitori (roost); presenza di garzaie (colonie di aironi nidificanti) Pagina 1

15 Per quanto riguarda gli uccelli svernanti sono stati utilizzati i dati provenienti dai censimenti degli uccelli acquatici svernanti svolti nell ambito del programma IWC (International Waterfowl Census) coordinati dall ISPRA e realizzati in Toscana dal COT-Centro Ornitologico Toscano, una fonte di dati importante per valutare l importanza faunistica delle zone umide. I censimenti vengono svolti annualmente dal 1984 nelle zone umide di tutta la Toscana ed in provincia di Siena interessano la maggior parte delle 42 zone umide di cui alla figura 1.9. Per quanto riguarda le specie inserite nell Allegato I della Direttiva Uccelli, nelle zone umide della Provincia (escludendo come già detto quelle inserite in Riserve Naturali e SIR) sono state segnalate nell ambito dei censimenti invernali le seguenti specie: Airone bianco maggiore Garzetta Tarabuso Spatola Moretta tabaccata Piviere dorato Piovanello pancianera Albanella reale Falco di palude Alle specie di interesse comunitario se ne aggiungono altre che rientrando in liste di attenzione nazionali ed internazionali hanno uno stato di conservazione sfavorevole (es. Moriglione, Moretta, Mestolone, Alzavola). Una particolare attenzione va posta alle zone umide nelle quali è documentata la presenza, anche occasionale, della Moretta tabaccata. Questa specie infatti è distribuita in modo puntiforme in Toscana e i censimenti hanno mostrato presenze esigue (in media meno di 4 individui svernanti in tuta la regione), con una percentuale consistente nel territorio senese e precisamente nei SIR Laghi di Montepulciano, Lago di Chiusi, Crete di Camposodo e Crete di Leonina e Crete dell Orcia e del Formone. Per quanto riguarda le zone umide minori la Moretta tabaccata è segnalata come svernante per 2 aree negli anni di censimento considerati (Laghetto di Lilliano, con una sola segnalazione recente, e Lago delle Volpaie). Il Lago delle Volpaie in particolare è una zona umida che per estensione e consistenza delle presenze è riconosciuto come molto importante per gli uccelli acquatici. Per quanto riguarda le specie nidificanti nelle zone umide minori della Provincia di Siena, sono disponibili i dati delle colonie di ardeidi (garzaie), provenienti dalla recente pubblicazione della Regione Toscana (Puglisi et al., 212). In provincia di Siena le garzaie più importanti sono collocate in Val di Chiana, nei laghi di Chiusi e Montepulciano, per le quali si rimanda allo Studio di Incidenza. Al di fuori di questi siti, è documentata un altra garzaia con frequentazione regolare negli ultimi 15 anni, localizzata in Val di Paglia presso il Lago della Maddalena, con una media di circa 5 nidi di Airone guardabuoi, Garzetta e Nitticora (Tab. 1.1). La fase di espansione che ha caratterizzato gran parte delle specie di ardeidi in questi ultimi anni non esclude che vengano colonizzate in futuro altre zone umide senesi. Nella tabella 1.11 è stata fatta una selezione delle zone umide minori della provincia nelle quali, nel corso dei censimenti IWC , sono state segnalate specie in allegato I della Direttiva Uccelli e altre specie di interesse conservazionistico inserite in allegato A della L.R. 56/2 e/o nelle liste di attenzione del database regionale Re.Na.To. e che hanno mostrato numeri significativi di presenze di uccelli acquatici svernanti. Cod. Zona umida Nome Zona Umida Garzaie SI52 Lago della Maddalena Garzaia di airone guardabuoi, garzetta e nitticora (media : circa 5 nidi) Tabella Presenza di garzaie nelle zone umide minori della Provincia di Siena, esternamente ad aree protette e SIR (dati ). Pagina 11

16 Cod. Zona umida Nome Zona Umida Consistenza del popolamento complessivo di acquatici (media ) (1) SI73 Lago delle Volpaie 26 Specie svernanti in Allegato I Direttiva Uccelli e/o ALL. A L.R. 56/2 Airone bianco maggiore Moretta tabaccata Altre specie di interesse conservazionistico Moriglione Pavoncella Mestolone Beccaccino SI79 Laghetti presso Buonconvento 321 Airone bianco maggiore Piviere dorato Alzavola Pavoncella Beccaccino SI143 Il Granocchiaio (Dolciano) 83 Piovanello pancianera Airone bianco maggiore Garzetta Spatola Falco di palude Alzavola Moriglione Mestolone Pavoncella SI152 Lago della Maddalena 286 Airone bianco maggiore Alzavola Mestolone Moriglione Moretta Pavoncella Tabella Zone umide minori della Provincia di Siena, esterne a SIR e aree protette, con presenza significativa di specie di uccelli acquatici svernanti di interesse conservazionistico (dati ). Note: (1) Nel calcolo sono stati considerati tutti i gruppi di uccelli acquatici esclusi i gabbiani. Nel complesso tutta la rete di zone umide minori della provincia svolge un ruolo importante per gli uccelli, sia come luogo di svernamento che come riposo (roost), nidificazione e alimentazione, talvolta in stretta connessione con le zone umide principali inserite in Riserve Naturali e SIR. Dall analisi delle tabelle 1 e 2 risulta tuttavia che alcune di queste aree si distinguono per importanza faunistica, in termini di dimensione e idoneità dell habitat, di presenza di specie di particolare interesse conservazionistico (Allegato I della Direttiva Uccelli ) e di numeri ospitati: 1. Lago delle Volpaie, per la presenza di specie di interesse comunitario e di un numeroso contingente di uccelli acquatici; 2. Laghetti presso Buonconvento, per la presenza di specie di interesse comunitario, di numeri elevati di uccelli acquatici svernanti e di un dormitorio (roost) di airone guardabuoi e cormorano; 3. Laghetti de Il Granocchiaio (Dolciano), per la presenza di specie di interesse comunitario e di numeri consistenti di svernanti; 4. Lago della Maddalena, per la presenza della garzaia e, secondariamente, per la presenza di numeri elevati di uccelli acquatici svernanti; LE ZONE AGRICOLE Il territorio provinciale è particolarmente ricco di ambienti agricoli di qualità, importantissimi per il mantenimento della fauna selvatica. Gran parte delle zone agricole di maggiore importanza faunistica (es. gli ambienti delle Crete senesi e delle Crete della Valdorcia) sono inseriti all interno di SIR e/o aree protette, ma non mancano anche all esterno zone agricole di elevato interesse e di particolare importanza per determinate specie. Anche se non è disponibile al momento una cartografia delle aree agricole di alto valore naturale (HNVF-High Nature Value Farmland) è stato possibile individuare alcune aree agricole circoscritte dove, sulla base dei dati disponibili, sono presenti particolari concentrazioni di specie di interesse conservazionistico (Tab. 1.12). Pagina 12

17 Zona agricola Pianure del torrente Arbia presso Monteroni d Arbia Pianure del torrente Arbia presso Ponte d Arbia Rilievi di Castiglioncello del Trinoro Rilievi della Valdorcia Specie in Allegato I Direttiva Uccelli Occhione Piviere dorato Albanella minore Lanario Tabella 1.12 Aree agricole di particolare valore faunistico AREE DI RILEVANZA FAUNISTICA Le quattro zone umide minori di cui al paragrafo e le quattro aree agricole di cui al paragrafo sono identificabili, per gli alti valori faunistici mostrati, come Aree di Rilevanza Faunistica (Fig. 1.13) e, come tali, sono state considerate con particolare attenzione nel corso del processo di formazione del PFVP e nelle valutazioni ambientali contenute nel Rapporto Ambientale. Figura 1.13 Le Aree di Rilevanza Faunistica individuate nel territorio provinciale. 1. Pianure del torrente Arbia presso Monteroni d Arbia; 2. Lago delle Volpaie; 3 Pianure del torrente Arbia presso Ponte d Arbia; 4. Laghetti presso Buonconvento; 5. Il Granocchiaio (Dolciano); 6. Rilievi della Valdorcia; 7. Rilievi di Castiglioncello del Trinoro; 8. Lago della Maddalena. Pagina 13

18 AREE INTERESSATE DA ROTTE MIGRATORIE Gli uccelli migratori si concentrano prevalentemente nelle aree che permettono di aggirare le barriere ecologiche rappresentate da catene montuose e bracci di mare e che parallelamente offrono habitat idonei, dove possono alimentarsi o sostare indisturbati. In Toscana ad esempio assumono un ruolo importante per i grandi flussi migratori i valichi appenninici e le piccole isole, oltre ad alcune vallate interne che ospitano zone umide. Dagli studi in possesso della Provincia il territorio provinciale risulta interessato da rotte migratorie principalmente in corrispondenza del sistema delle zone umide della bassa Val di Chiana; un analisi di quest area, che ha interessato i laghi di Chiusi e Montepulciano e l area compresa tra i due ha evidenziato la presenza di oltre 225 specie di uccelli, molte delle quali migratrici. La Val di Chiana infatti costituisce un importante corridoio di collegamento nord-sud tra la valle del Tevere e il Valdarno (Pezzo, 21). Se si esclude la Val di Chiana non esistono nel territorio provinciale altre situazioni morfologiche in cui si canalizza il flusso migratorio, essendo caratterizzata da un paesaggio prevalentemente collinare. Come evidenziato sopra, sono tuttavia presenti importanti punti di sosta per i migratori le zone agricole e le zone umide diffuse sul territorio e soprattutto quelle individuate come Aree di Rilevanza Faunistica. Pagina 14

19 CAP. 2 - CARATTERIZZAZIONE DELL ATTIVITA VENATORIA PROVINCIALE 2.1 LA POPOLAZIONE VENATORIA Nella stagione venatoria la popolazione venatoria residente in provincia di Siena è costituita da unità, che rappresentano circa il 3,8% della popolazione della provincia di Siena e circa il 4,7% della popolazione residente nel territorio provinciale di età superiore a 19 anni ( abitanti) (dati Istat al 31 dicembre 21). Anche nell ultimo periodo di riferimento (26-21) si registra una flessione sul numero dei cacciatori residenti in provincia di Siena confermando il trend negativo registrato dagli anni 9 fino a oggi, anche se negli ultimi anni la diminuzione appare meno evidente (Fig. 2.1). Infatti nel periodo la diminuzione media annua dei cacciatori è stata di 639 unità pari al -4,1%, mentre nell ultimo decennio la diminuzione media annua è stata di 267 cacciatori pari a -2,2%. La flessione ha interessato in misura simile gli ATC SI17 e SI18 (- 1,9-2%), mentre nell ATC SI19 la diminuzione appare leggermente superiore (-2,4%) (Fig. 2.2, Tab. 2.3, Fig. 2.4). In netta diminuzione risulta anche il numero dei nuovi cacciatori abilitati all esercizio venatorio che nel 21 tocca il minimo storico degli ultimi 2 anni (N=1) (Fig. 2.5) N. tesserini venatori Figura Tesserini venatori rilasciati in provincia di Siena tra il 199 ed il 21. variazione %, -1, -2, -3, -4, -5, ,2-1,4-1,4-1,2-1,1-1,4-2, -2, -2, -2,2-2,9-2,8-3, -2,9-3,9-3,8-4,2-4,5-6, -7, -5,7-6,2-8, -7,3 Figura Variazioni percentuali annue nel numero di tesserini venatori rilasciati in provincia di Siena tra il 199 e il 21. ATC Diminuzione 2-21 N. % media , , ,4 TOT ,1 Tabella Tesserini venatori rilasciati in Provincia di Siena tra il 21 e il 21 suddivisi per ATC. Pagina 15

20 Variazione %,% -,5% -1,% -1,5% -2,% -2,5% -3,% -3,5% -4,% -4,5% Media Media ,1% -2,2% Figura Variazioni percentuali medie del numero dei tesserini venatori rilasciati in provincia di Siena. 16 n. abilitati Figura Nuovi cacciatori abilitati in provincia di Siena tra il 2 e il 211. Nella stagione venatoria , le iscrizioni complessive agli ATC senesi (come 1 e ulteriore ATC, compresi i fuori regione) sono state (Tab. 2.6). N. iscritti % ATC SI ,3 ATC SI ,8 ATC SI , , Tabella 2.6 Numero di iscritti agli ATC senesi (1 e ulteriore ATC, compresi fuori regione) nella stagione venatoria Nel corso delle ultime sei stagioni venatorie (25-26; ) il numero dei cacciatori iscritti agli ATC senesi è tendenzialmente stabile anche se con dati diversi tra ATC e ATC (Tab. 2.7). Nell ATC 17 la media dei cacciatori iscritti nel periodo sopra evidenziato è più o meno quello del quinquennio precedente: nel periodo 2-25 erano rispetto agli del Pur restando inalterato il numero complessivo degli iscritti, i cacciatori che hanno scelto l ATC 17 come residenza venatoria (66,2% medio) mostrano una flessione del 4,3% a favore di quelli che l hanno scelta come ulteriore ATC (33,8% medio). Nell ATC 18 si registra invece un leggero incremento sul numero medio degli iscritti, passando dai della gestione 2-25 agli 8.86 della gestione In controtendenza invece è il numero dei cacciatori che l hanno scelta come residenza venatoria: erano pari al 68,2% come media nel periodo 2-25, sono 5.6 pari al 61,9% degli iscritti nella gestione La differenza è tutta a favore dei cacciatori che hanno scelto l ATC 18 come ulteriore ATC. Infatti questi passano dal 31,8% della passata gestione agli attuali 38,1%. Nell ATC 19 si registra invece un netto calo sul numero totale dei cacciatori iscritti rispetto al precedente periodo di programmazione. Nel 2-25 la media dei cacciatori iscritti era di contro i della gestione Sale invece come percentuale il numero degli iscritti come residenza venatoria: dal 63,4% medio nel 2-25 al 69,9% (26-21). In aumento il numero dei cacciatori fuori regione che hanno scelto gli ATC senesi sia come residenza venatoria che come ulteriore ATC (Tab. 2.8). Nell ATC 19 si registra il numero più alto dei cacciatori fuori regione, con una media annua dal 26 al 21 di rispetto ai 941 iscritti all ATC 18 e agli 845 dell ATC 17. Pagina 16

21 Stagione venatoria A.T.C. N iscritti A.T.C. N. iscritti 1 A.T.C. % iscritti 1 A.T.C. N. iscritti ulteriore A.T.C. % iscritti ulteriore A.T.C , , , , , , , , , , , , A.T.C. 17 (medie) , , , , , , , , , , , , , ,7 A.T.C. 18 (medie) , , , , , , , , , , , , , ,8 A.T.C. 19 (medie) , ,1 Tabella Cacciatori iscritti agli ATC di Siena (compreso fuori Regione Toscana) suddivisi per tipologia. Stagione venatoria A.T.C. N. iscritti fuori regione N. iscritti 1 A.T.C. % iscritti 1 A.T.C. N. iscritti ulteriore A.T.C. % iscritti ulteriore A.T.C , , , , , , , , , , , ,9 A.T.C. 17 (medie) , , , , , , , , , , , , , ,9 A.T.C. 18 (medie) , , , , , , , , , , , , , ,7 A.T.C. 19 (medie) , ,7 Tabella Cacciatori non residenti in regione Toscana iscritti agli ATC e suddiviso per tipologia. Pagina 17

22 La ricettività (numero di iscrizioni disponibili) per ogni ATC è calcolata in base alla Superficie Agricola Forestale (SAF) del comprensorio, secondo un parametro di disponibilità 1:13 (1 cacciatore ogni 13 ettari di SAF) (indice di densità venatoria, art. 8 DPGR 33R/211). Nella tabella 2.9 si riportano i dati relativi alla ricettività e disponibilità delle iscrizioni negli ATC senesi nelle ultime due stagioni venatorie (29-21 e ) ATC N. iscritti RICETTIVITA' DISPONIBILITA' SI SI SI totale SI SI SI totale Tabella 2.9 Dati relativi agli ATC senesi. 2.2 LE FORME DI CACCIA Ai sensi dell art. 28 della LR 3/1994 l esercizio venatorio può essere esercitato in via esclusiva nelle seguenti forme: a) vagante in zona Alpi; b) da appostamento fisso; c) nell insieme di tutte le forme di caccia consentite compreso l appostamento fisso e la caccia agli ungulati; d) agli ungulati. Dagli archivi provinciale risulta che nella stagione venatoria i cacciatori che esercitano in via esclusiva la caccia agli ungulati (opzione D) sono 74, di cui solo 12 sono cacciatori senesi. Appare quindi evidente che l opzione D non ha trovato ampio gradimento tra i cacciatori della provincia di Siena (,1%). Il numero dei cacciatori senesi che esercitano l attività venatoria da appostamento fisso (opzione B), fornito dalla Regione Toscana, è 233 (2,2%). In netta prevalenza risultano pertanto i cacciatori che svolgono tutte le forme di caccia (opzioni C) che rappresentano il 97,7% della popolazione venatoria senese. Per quanto riguarda il tipo di attività venatoria, è importante evidenziare che i cacciatori del cinghiale iscritti alle squadre di caccia senesi continua progressivamente a diminuire nel corso degli anni, toccando nel il minimo storico di 5.476, con un ritmo di decremento medio annuale nel periodo di 127 persone. Questi rappresentano il 51,7% dei cacciatori senesi. I cacciatori iscritti al Registro provinciale che esercitano la caccia di selezione a cervidi e bovidi sono al contrario in continua crescita. Nella stagione venatoria i selecontrollori sono 2.297, pari al 21,1% dei cacciatori residenti, con un incremento di 453 cacciatori dal 26 al LE ABILITAZIONI RILASCIATE Di seguito sono riportate le abilitazioni rilasciate dalla Provincia durante il periodo di riferimento. - L ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO VENATORIO è rilasciata dalla Provincia a seguito di esame pubblico da sostenere di fronte alla Commissione, di cui all articolo 29 della LR 3/1994 (Tab. 2.1). Pagina 18

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