OSSERVATORIO FINANZIARIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "OSSERVATORIO FINANZIARIO"

Transcript

1 OSSERVATORIO FINANZIARIO SULLE SOCIETÀ VINICOLE ITALIANE Analisi dei profili reddituali e finanziari di un campione rappresentativo delle diverse tipologie di società vinicole italiane 2 edizione, 2006 Stefano Cordero di Montezemolo MasterWineManagement

2 Le premesse In questa pubblicazione viene presentata la seconda edizione di uno studio che ha per oggetto l analisi di un campione di 160 società vinicole italiane rappresentative per dimensioni, per strutture e per performance aziendali del complesso imprenditoriale che caratterizza questo specifico settore industriale. Questa seconda edizione, rispetto alla prima pubblicata nell aprile 2005, 1 tiene conto dei più recenti dati di bilancio del campione delle società analizzate, che si riferiscono all esercizio Gli obiettivi di questo studio sono: Analizzare la struttura e l evoluzione del settore vinicolo italiano; Comprendere i punti di forza e di debolezza delle diverse tipologie di imprese vinicole italiane; Identificare le probabili linee di sviluppo del sistema vinicolo italiano e delle diverse tipologie di imprese che lo compongono. Per rispondere a questi obiettivi si è ritenuto di sviluppare una modalità di indagine diversa dai più tradizionali studi di natura aggregata e basata sui seguenti punti: Campione di 160 società di capitali. Tra le società cooperative, che rappresentano un importante realtà del settore vinicolo italiano, sono state selezionate solo quelle con profili reddituali simili a quelli delle s.p.a. e s.r.l.; Segmentazione del campione in 4 classi di imprese formate da 40 società ciascuna, suddivise sulla base dei diversi livelli di fatturato: classe A, oltre i 30 mln di euro (le imprese più grandi); classe B, tra i 13 mln ed i 30 mln di euro (le medie imprese); classe C, tra i 7 mln ed i 13 mln di euro (le imprese intermedie); classe D, tra i 2 mln ed i 7 mln di euro (le imprese più piccole). Nello studio, le società delle classi A e B sono definite come le imprese di maggiori dimensioni e le classi C e D le imprese di minori dimensioni termini che indiano una distinzione abbastanza precisa tra questi due comparti non solo in termini di dimensioni economiche ma anche di modello aziendale: nelle prime due classi si ritrovano imprese con strutture produttive a minore integrazione verticale (con relativo minore investimento nella proprietà fondiaria), con una maggiore flessibilità operativa, con una gestione aziendale a maggiore contenuto manageriale; con una gamma di prodotti e di mercati serviti più diversificata; nelle altre due classi si ritrovano imprese con strutture produttive più integrate a monte, con una maggiore incidenza dei costi fissi di gestione, con una maggiore specializzazione produttiva e commerciale, con una gestione aziendale più personale o familiare; Periodo di osservazione: gli ultimi 5 esercizi, dal 2000 al 2004; Bilanci riclassificati; Analisi per indici di bilancio; Come già indicato nella prima edizione dell Osservatorio, si è usato come criterio di classificazione delle imprese vinicole italiane quello della dimensione aziendale misurata in termini di relativi ricavi di vendita perché: a) il più oggettivo nel discriminare tra diverse tipologie d impresa; b) rappresenta una delle modalità principali con cui la comunità finanziaria tende a classificare le imprese che appartengono allo stesso settore di attività; c) la questione dimensionale è uno dei fattori critici che vengono considerati dall economia aziendale per spiegare le performance delle imprese ed è divenuto uno dei temi di maggiore attenzione nel dibattito sulle prospettive di sviluppo delle imprese vinicole e, più in generale, delle imprese italiane nel mutato contesto competitivo internazionale. In questa pubblicazione si parte dai dati e dagli indicatori riportati nella prima edizione per analizzare se e come le indicazioni allora formulate sulla struttura e sull evoluzione del settore abbiano trovato conferma e/o si siano in qualche misura modificate sulla base dei più recenti riscontri. 1 La prima edizione dello studio fu presentata in occasione del convegno Investire nel vino, organizzato al Vinitaly da Veronafiere, Università di Firenze e Sole 24 Ore. 2

3 L EVOLUZIONE DELL INTERO CAMPIONE DELLE SOCIETÀ VINICOLE Valori di bilancio ( mln euro) Tassi di crescita (%) Ricavi 3,889 3,780 3,584 2,555 3, Margine ind. Lordo 1,439 1,359 1,357 1,246 1, Valore aggiunto Risultato operativo Risultato netto Attivo totale 5,249 4,952 4,600 4,116 3, Immobilizz. tecniche 2,003 1,706 1,597 1,394 1, Debiti finanziari 1,539 1,504 1,251 1,116 1, Capitale netto 1,766 1,637 1,552 1,427 1, Nel 2004, i ricavi del complessivo campione hanno continuato a crescere, ma ad un tasso (2.9%) significativamente inferiore a quello degli anni precedenti: 5.5% ( 03), 10.1( 02), 7.9%( 01); Il margine sul venduto è cresciuto ad un tasso doppio rispetto a quello dei ricavi (5.9%). Dai riscontri sul mercato, questo dato può essere spiegato da una riduzione del costo per acquisti generato da vendemmie più consistenti rispetto agli esercizi precedenti che hanno determinato un generale surplus di offerta e una dinamica decrescente dei prezzi nel 2004, in controtendenza rispetto al passato; La crescita del valore aggiunto (4.7%) superiore a quella dei ricavi e inferiore a quella del margine sul venduto (4.7%) indica che il settore, sebbene abbia avuto una maggiore capacità economica sul piano industriale ha affrontato maggiori spese per servizi per sostenere le vendite in un contesto a minore crescita e maggiore competizione; Sul piano della risultato operativo, è stata rilevata un ulteriore riduzione (-3.8%) dopo la consistente decrescita del 2003 (-20.3%) a conferma che questo settore ha una un incidenza ed una dinamica dei costi di struttura superiori ai livelli di fatturato generati. Questa situazione sembra essersi aggravata nel corso degli ultimi due esercizi per una consistente crescita del costo del lavoro (7.8%), generata da un aumento del numero di dipendenti di circa il 3% e dall incremento del costo unitario per dipendente, e altresì dalla crescita dei costi per ammortamento generati dalla forte ripresa degli investimenti in immobilizzazioni tecniche (17.4%), dopo il rallentamento nel 2003 (6.8%), in linea con quelli della fase espansiva del settore tra la fine degli anni 90 e l inizio di questo decennio; L attivo totale ha continuato a crescere (6%) ma a tassi inferiori rispetto al passato (la crescita media degli ultimi cinque anni è stata del 10.1%). Questa dinamica viene spiegata con una crescita progressivamente più contenuta dell attivo circolante (3.6% contro una media quinquennale del 10.4%), e decisamente inferiore a quella delle immobilizzazioni tecniche; Nel corso del 2004 i debiti finanziari sono cresciuti con un tasso (2.5%) largamente inferiore rispetto al passato (il tasso di crescita medio è stato del 10.6%) e rispetto a quello del capitale netto (7.7%). In questi termini, la struttura finanziaria risulta avere avuto un generale miglioramento anche se i relativi indici, soprattutto per alcune categorie di imprese (come verrà mostrato in seguito) mostrano livelli superiori a quelli sostenibili nel lungo termine; Per quanto riguarda la redditività sul capitale investito, si registra un ulteriore complessiva riduzione in continuità con l evoluzione che il settore avuto nel corso degli ultimi esercizi. La redditività sul capitale netto ha avuto un ulteriore riduzione, più sensibile in termini di ROE lordo (il rapporto tra risultato ordinario, prima delle imposte e delle componenti straordinarie, ed il capitale netto) rispetto al ROE netto (rapporto tra risultato netto e capitale netto) per le positive contribuzioni delle partite straordinari: nel 2004, il ROE lordo è stato 8.5% contro una media del 12.9%; il ROE netto è stato 4.6% contro una media del 7.4%. L attuale redditività sul capitale netto ha raggiunto livelli largamente inferiori allo stimabile costo del capitale di rischio e mostrano come, nel suo complesso, gli investimenti in questo settore stiano progressivamente distruggendo valore per i portatori della proprietà aziendale. Questa condizione viene confermata anche dalle performance in termini di redditività sugli investimenti totali (ROA) e sugli investimenti industriali: al pari del ROE, dal 2000 al 2004, il ROA ed il ROI si sono ridotti di circa la metà e hanno raggiunto livelli sempre più vicini al 3

4 costo del debito finanziario e del debito totale, sebbene anch essi si siano ridotti nel corso degli ultimi cinque esercizi. Nel 2004 il ROA è stato 5.4% ed il ROI 5.5%, a fronte di costo dell indebitamento netto del 3.1% e dell indebitamento finanziario del 4.8%; Redditività - % ROE netto ROE lordo ROA ROI netto Dati in % ROE netto ROE lordo ROA ROI ROS GROS Costo dei debiti finanziari Costo dei debiti totali Come già indicato nella prima edizione di questo studio, l evoluzione dei risultati economici confermano il progressivo rallentamento dei tassi di crescita del settore e la maggiore intensità competitiva con conseguenze negative sui margini reddituali e sulla produttività operativa. La pressione e la riduzione dei margini reddituali viene altresì accresciuta dalla crescita degli investimenti in immobilizzazioni tecniche largamente superiore a quella dei ricavi che porta ad una sistematico eccesso di capacità produttiva e ad una elevata intensità del capitale investito. Dal successivo grafico emerge che, dopo un periodo in cui il tasso di crescita degli investimenti in immobilizzazioni tecniche si è ridotto, sebbene sempre in misura largamente superiore al tasso di crescita dei ricavi, nell ultimo esercizio la forbice è tornata ad allargarsi in misura molto rilevante. Contestualmente, la redditività sulle vendite misurata come ROS (il rapporto tra risultato operativo netto e ricavi) e come GROS (il rapporto tra risultato operativo al lordo degli ammortamenti e i ricavi) si è progressivamente ridotta, anche se nel 2004 la contrazione è stata marginale per la crescita relativa del margine industriale e del valore aggiunto sul venduto. ROS Crescita ricavi GROS Crescita invesimenti Redditività sulle vendite - % Crescita ricavi e investimenti - % 4

5 L ANALISI DELLE QUATTRO CLASSI DI SOCIETÀ VINICOLE Un quadro di sintesi dei principali dati economici e finanziari delle quattro classi di imprese I principali dati di bilancio delle quattro classi Dati in mln euro Classe A Classe B Classe C Classe D ± % ± % ± % ± % Ricavi 2,618 2, Margine ind. lordo Valore aggiunto Risultato operativo Risultato netto Attivo totale 3,363 3, Immobilizz. tecniche 1,303 1, Debiti finanziari Capitale netto 1,156 1, Il positivo tasso di crescita dei ricavi a livello aggregato viene interamente spiegato da quello della classe A (4.8%), la classe di imprese che ha il maggiore peso sul complessivo campione e l unica che ha registrato un espansione del fatturato a differenza delle altre classi, tutte con una riduzione dei ricavi nel corso del 2004: -0.4% la classe B, -1.3% la classe C, -1.5% la classe D. Da questi dati si rileva una superiore capacità di crescita delle imprese maggiori, in continuità con gli ultimi anni, e indica un, seppur lento, processo di concentrazione del settore causato dalla progressiva perdita di potere di mercato delle imprese di minori dimensioni; La classe A, oltre ad avere avuto una positiva crescita del fatturato ha avuto una significativa espansione del margine industriale lordo causata da condizioni più favorevoli per i costi di acquisto delle materie prime e da un maggiore potere di mercato, sebbene la minore crescita e la maggiore competizione del settore abbiano portato anche questo gruppo di imprese ad avere una crescita dei costi per servizi superiore a quella del margine industriale e, quindi, ad una minore espansione del valore aggiunto (6.4%). A livello di risultato operativo questa classe di imprese ha avuto una significativa contrazione (-5%) a causa di una rilevante crescita dei costi di struttura per il personale e per gli ammortamenti delle immobilizzazioni tecniche dovuti al consistente incremento delle immobilizzazioni tecniche (19.2%) che ha generato una ancora più consistente contrazione del risultato netto (-10%), sebbene nell ultimo esercizio ci sia stata una superiore contribuzione delle partite straordinarie (11.4 mln di euro); La classe B, sebbene abbia avuto una leggera contrazione dei ricavi ha registrato un positivo incremento del margine industriale (3.5%), la maggiore crescita del valore aggiunto (7.9%) ed un rilevante incremento del risultato operativo (22.9%). Questi dati dimostrano come, in un contesto di minore crescita e di maggiore competitività, le imprese di questa classe siano comunque riuscite a sviluppare maggiori efficienze di gestione sui costi per servizi e di struttura oltre ad avere beneficiato dei minori costi per acquisti. Questa maggiore produttività industriale spiega la consistente crescita del risultato netto di questa classe (13.4%). La classe C, a fronte di una variazione negativa dei ricavi ha avuto una positiva crescita del margine industriale (1.4%) e una più consistente in termini di valore aggiunto (4.5%) a indicare che anche in questa classe ci sono state maggiori efficienze nella gestione dei costi per servizi. In termini di risultato operativo, questa classe ha mantenuto i livelli dell esercizio precedente, non avendo avuto uguale efficienza sui costi del lavoro e per gli ammortamenti delle immobilizzazioni tecniche, mentre si è registrato un positivo incremento del risultato netto anche se il suo livello rimane modesto; A differenza delle altre classi, la D ha visto una riduzione del margine industriale (-1.6%), in linea con quella dei ricavi, e una rilevante contrazione del valore aggiunto (-18.9%) con effetti preoccupanti sul risultato operativo (-65.9%) e sul risultato netto che ha registrato un tangibile segno negativo come mai nel passato; Per tutte le classi analizzate si è registrato un variazione dei debiti finanziari inferiore a quella del capitale netto (per la classe D si deve parlare di una contrazione maggiore dei debiti finanziari rispetto a quella del capitale netto) che ha generato un recupero del rapporto di indebitamento finanziario. Le cause di questa 5

6 situazione possono essere una maggiore attenzione delle imprese vinicole a questo fattore come una diversa e più razionata politica di affidamento da parte del sistema bancario; Da questi primi dati di sintesi riferiti all esercizio 2004, si conferma l indicazione formulata nella prima edizione di questo studio: il fattore dimensionale ed il modello aziendale stanno assumendo un peso maggiore nello spiegare le performance di competitività, di crescita e di redditività del settore vinicolo italiano: la classe delle imprese più grandi (A) è l unica con un tasso di crescita dei ricavi positivo sebbene inferiore a quello dell anno precedente (6%) ed è quella che ha avuto il più elevato tasso medio di crescita negli ultimi cinque esercizi (7.6%); la classe delle medie imprese (B) è quella con il secondo tasso di crescita media negli ultimi cinque esercizi (5.3%), nonostante abbia avuto una crescita leggermente negativa nell ultimo esercizio, comunque, superiore a quella delle imprese di dimensione inferiore; la classe delle imprese minori sono quelle che hanno avuto la maggiore contrazione dei ricavi nell ultimo esercizio ed i tassi minori di crescita negli ultimi cinque esercizi (4.1% per la classe C, 3.7% per la classe D). A questi dati si deve aggiungere che le due classi delle imprese maggiori hanno avuto significativi incrementi del valore aggiunto, largamente superiori a quelli delle altre due classi che, nel caso delle imprese più piccole è stato fortemente negativo. Oltre alla dimensione le precedenti performance possono essere spiegate dal fatto che le classi A e B sono quelle con un modello aziendale più flessibile, con una minore integrazione verticale e, quindi, una minore intensità del capitale fisso e dei costi di struttura: i rapporti medi tra le immobilizzazioni tecniche e i ricavi delle classi A e B degli ultimi cinque esercizi sono stati 0.40 e 0.29, mentre per le classi C e D sono stati 0.55 e 0.75; il peso dei costi di struttura sui ricavi è stato 32.1% e 29.9% per le classi A e B, 36.4% e 41.7% per le classi C e D. I principali indici economici e finanziari delle quattro classi di imprese vinicole Dati in % Classe A Classe B Classe C Classe D y y y y ROE netto ROE lordo CFROE ROA ROI Costo dei debiti finanziari Costo dell indebitamento totale ROS GROS Margine sul venduto Valore aggiunto sul venduto Crescita dei ricavi Crescita immobilizz. tecniche Ricavi / Capitale investito netto Immob. tecn. / Ricavi Crediti commerciali / Ricavi Scorte / Ricavi Capitale netto / Attivo totale Indice di struttura Indice di copertura Indice di disponibilità Indice di tesoreria Indebit. Netto / Capitale netto Indebit. Finanz. / Capitale netto DF bt / DF mlt Risultato caratt. / Oneri finanz Margine di solvibilità lorda Margine di solvibilità netta I livelli di redditività Per tutte le classi di società la redditività, sia sul capitale netto che sul complessivo capitale investito, nell ultimo esercizio si mantiene a livelli inferiori alla media degli ultimi cinque anni a seguito di una 6

7 progressiva generale riduzione della redditività in questo settore. Tuttavia, nell ultimo esercizio si sono registrate significative differenze di performance tra le diverse classi di imprese; La classe B si conferma quella con il migliore livello di redditività in termini di ROE e di ROI. Questa classe, nell ultimo esercizio ha registrato un incremento, seppur lieve, del ROE ed uno più consistente a livello di ROI. In realtà, se la redditività sul capitale netto viene misurata in termini ROE lordo (prima delle imposte e dei risultati straordinari), l incremento è stato di oltre due punti percentuali (da 12.0% a 14.3%) e, tuttavia, si è registrata una contrazione del CFROE a indicazione di una ridotta capacità di autofinanziamento di questa classe e di un recupero di redditività contabile per una minore incidenza dei costi per ammortamenti. Sebbene questa classe, al pari delle altre, abbia avuto una tendenziale contrazione della redditività industriale essa rimane a livelli largamente superiori a quelli del costo dell indebitamento finanziario e di quello totale e, di conseguenza, ha una più che favorevole leva finanziaria; Anche la classe C, nell ultimo esercizio, ha avuto nell ultimo esercizio una ripresa del ROE netto, sebbene rimanga a livelli appena positivi, anche se il ROE lordo si è ulteriormente contratto. Anche il ROA ed il ROI di questa classe hanno continuato a ridursi a livelli che sono sistematicamente inferiori al costo dell indebitamento finanziario e appena superiori al costo dell indebitamento totale; La classe A, nell ultimo esercizio, ha avuto un ulteriore e significativa riduzione del ROE netto (un punto percentuale) e del ROE lordo (circa due punti e mezzo percentuali), sebbene il CFROE sia rimasto invariato (a livelli, tuttavia, inferiori alla media dei cinque anni) a indicazione di tenuta della capacità di autofinanziamento. Anche il ROA ed il ROI si è sono ulteriormente contratti a livelli ormai coincidenti con il costo dell indebitamento finanziario e in progressivo avvicinamento al costo dell indebitamento totale, sebbene questi ultimi, come è avvenuto per tutte le classi, si siano ridotti negli ultimi anni; Le note più preoccupanti riguardano la classe D dove si è registrata una drastica contrazione di tutti gli indici di redditività. Il ROE netto ha raggiunto livelli decisamente negativi con una contrazione di oltre otto punti percentuali, il ROE lordo è ormai a livelli appena positivi ed il CFROE, che nel passato era a livelli largamente superiori a quelli della classe C e comparabili con quelli della classe A, ha avuto una decisa riduzione che incide sulla capacità di autofinanziamento e di ulteriore sviluppo di questo gruppo di imprese. Questa drastica contrazione della redditività nel corso dell ultimo esercizio, ha portato il ROA ed il ROI a livelli significativamente inferiori al costo dell indebitamento con la conseguenza di una leva finanziaria negativa che riduce ulteriormente i livelli di redditività a causa del consistente tasso indebitamento che caratterizza questo gruppo di imprese; In termini di crescita dei ricavi, invece, si rileva una correlazione diretta con la dimensione aziendale: il tasso maggiore di crescita è stato quello della classe A e quello minore della classe D che, peraltro, già tra il 2003 ed il 2003 aveva avuto un tasso di crescita dei ricavi nullo (0.1%); Come gia indicato nel paragrafo dedicato al quadro di sintesi delle quattro classi di imprese, l analisi della redditività delle singole classi di imprese insieme agli altri riscontri che verranno successivamente mostrati conferma che nel settore vinicolo si sta consolidando una polarizzazione tra le performance delle imprese maggiori e quelle di minori dimensioni, con le prime che hanno maggiore redditività, capacità di autofinanziamento e potenzialità di crescita e le seconde che mostrano una sempre minore competitività ed efficienza gestionale a livelli sempre più vicini alla soglia della sostenibilità; Con riferimento al punto precedente, la novità più significativa emersa dall analisi dei bilanci 2004 riguarda il peggioramento delle performance della classe D, quella delle imprese più piccole che fino all esercizio precedente aveva mostrato una redditività inferiore ma comparabile con quella delle classi di imprese maggiori e significativamente superiore a quella della classe C che era stata indicata nella prima edizione dell Osservatorio come quella strutturalmente più debole. I riscontri riferiti all ultimo esercizio sembrerebbero mostrare che si stia esaurendo l efficacia del posizionamento nelle fasce altre di qualità-prezzo, della maggiore specializzazione produttiva e del controllo diretto dei fattori di produzione, tipiche caratteristiche di queste imprese, che nel passato avevano permesso di compensare la strutturale minore produttività del capitale investito e le minori economie gestionali connesse con le limitate dimensioni aziendali. La più recente evoluzione delle performance di redditività indica che la minore crescita del settore abbinata alla relativa maggiore 7

8 competizione stanno determinando una progressiva razionalizzazione delle performance gestionali che ha più immediati e rilevanti effetti sulle imprese di minori dimensioni. 20 ROE lordo ROI ROA - COTD 15 % '04 '03 '02 '01 '00 - '04 '03 '02 '01 '00 - '04 '03 '02 '01 '00 Classe A Classe B Classe C Classe D Le determinanti della redditività industriale Le indicazioni di sintesi sull andamento negativo della redditività della classe D trovano evidenza dall analisi delle determinanti del ROI, il principale indicatore della effettiva capacità reddituale delle imprese. Per questa classe, la drastica riduzione del ROI è stata determinata da un ulteriore riduzione della produttività del capitale investito e, soprattutto da una significativa decrescita del ROS (il rapporto tra risultato operativo ed i ricavi) che è passato dall 8.6% al 3.0%. Per quanto riguarda la riduzione del ROS, tenuto conto che il margine sul venduto (il rapporto tra il margine industriale ed i ricavi) è rimasto costante, questa è stata determinata in primo luogo da un significativo incremento dei costi per servizi il cui rapporto con i ricavi è passato dal 20.1% al 23.0%, a dimostrazione che questa classe di imprese è riuscita a contenere la riduzione delle proprie vendite con un impiego maggiore di risorse nei costi per servizi, tra cui i più significativi sono quelli di natura commerciale e promozionale. A questo si devono aggiungere: la riduzione della contribuzione dei ricavi diversi e un incremento fisiologico dei costi di struttura a fronte di una riduzione del fatturato. Le ragioni di una minore produttività del capitale investito sono state: una maggiore intensità delle immobilizzazioni tecniche, fenomeno comune a tutte le classi; una maggiore intensità delle scorte di magazzino che, invece, ha caratterizzato solo questa classe; Anche per l altro gruppo di imprese che ha avuto una significativa contrazione del ROI, la classe A (-0.8 punti percentuali nell ultimo esercizio e -2.9 rispetto alla media dei cinque anni), la spiegazione è la contestuale contrazione del ROS (-0.5 punti sull esercizio 2003 e -1.7 punti rispetto alla media) e una ulteriore riduzione della produttività del capitale investito a causa di una relativa maggiore intensità delle immobilizzazioni tecniche. Il capitale circolante netto è rimasto, invece, costante con i valori del recente passato. Anche per questa classe, la significativa riduzione del ROS viene spiegata da un incremento dei costi per servizi. Questa indicazione ci consente di poter affermare che, in un settore a minore crescita e a maggiore competizione, questa classe è riuscita a espandere la propria quota di mercato (è l unica che ha avuto una positiva crescita dei ricavi) impiegando più risorse nei servizi di gestione, in particolare quelli di natura commerciale e promozionale; La relativa minore riduzione del ROI della classe C trova spiegazione in un ulteriore riduzione della produttività del capitale investito e una ulteriore contrazione del ROS, a un livello significativamente inferiore a quello della media degli ultimi cinque esercizi; L incremento del ROI della classe B, l unica che ha migliorato questo indicatore, viene spiegato da un significativo incremento del ROS, passato dal 5.2% al 6.4% ad un livello in linea con la media degli ultimi cinque esercizi, nonostante anche questo gruppo di imprese abbia registrato una minore produttività del capitale investito. Per questo gruppo di imprese l incremento del ROS è stato prodotto, in controtendenza con le 8

9 altre classi, da una riduzione dei costi per servizi a dimostrazione che il modello produttivo più flessibile, tipico di molte aziende di questa classe, determina una maggiore variabilità di questi costi e la possibilità di recuperare redditività sulle vendite nonostante una leggera contrazione dei ricavi; La solidità patrimoniale e finanziaria Per quanto riguarda il livello di capitalizzazione delle attività aziendali, si registra che per quasi tutte le classi di imprese nell ultimo esercizio è rimasto invariato il rapporto tra il al rapporto tra il capitale netto e l attivo totale mentre si è ulteriormente ridotto l indice di struttura che misura il rapporto tra il capitale netto e il capitale fisso o immobilizzato e dell indice di copertura che tiene conto anche dei debiti di medio-lungo termine come fonte di finanziamento del capitale fisso. La classe D, peraltro, a differenza delle altre tre classi ha avuto anche una sensibile contrazione del rapporto tra i mezzi propri e l attivo totale a ulteriore indicazione che per questo gruppo di imprese si registrato nell ultimo esercizio un sensibile peggioramento della solidità patrimoniale oltre a quello relativo alla redditività gestionale; La minore solidità patrimoniale della classe D viene altresì rafforzata dalla drastica riduzione dell indice di disponibilità (il rapporto tra l attivo corrente ed il passivo corrente), e altresì dalla ulteriore riduzione dell indice di tesoreria (il rapporto tra le liquidità immediate ed i debiti finanziari correnti), a livelli che indicano una elevata esposizione al rischio di rimborso dell indebitamento di breve termine; Anche la classe A ha avuto una riduzione dell indice di disponibilità e dell indice di tesoreria anche se i relativi livelli sono in linea o superiori a quelli delle altre classi. Le classi B e C hanno registrato un favorevole incremento di questi due indici anche se i livelli della classe C rimangono sensibilmente inferiori a quelli delle classi rappresentative delle imprese maggiori; Per quanto riguarda gli indici di indebitamento, solo la classe B ha avuto un miglioramento del rapporto tra i mezzi propri e i debiti netti e quelli finanziari. Le altre tre classi, in misura diversa, hanno avuto una crescita del peso relativo dell indebitamento sulla struttura finanziaria. La classe D è quella che ha avuto il maggiore incremento della posizione debitoria anche se il rapporto tra debiti finanziari e mezzi propri è cresciuto in misura parziale. In particolare, la classe D ha visto un rilevante incremento della voce finanziamento soci che porta a pensare come in questa classe vi siano molte imprese a cui il sistema bancario stia limitando gli affidamenti a causa della progressiva perdita di redditività e di solidità patrimoniale; Alla precedente indicazione si deve aggiungere che la classe D ha registrato un significativo incremento dei debiti finanziari a breve termine sul totale dei debiti finanziari a ulteriore conferma che la capacità di affidamento di più lungo termine di questa classe si sta riducendo anche se una maggiore esposizione ai debiti finanziari di breve termine insieme agli altri fattori indicati in precedenza non fa altro che accrescerne ulteriormente la debolezza gestionale di queste imprese; La classe A ha avuto un peggioramento su tutti gli indici che ne misurano la solidità finanziaria anche se, come già visto per la solidità patrimoniale, i relativi livelli non sono espressivi di una situazione di rischio. La classe C, sebbene abbia avuto una crescita degli indici di indebitamento registra un rilevante miglioramento del rapporto tra i debiti finanziari di medio-lungo termine e quelli di breve termine a indicazione che, per le imprese di questa categoria, è in atto un processo di sostituzione verso forme di finanziamento più duraturo che possono contribuire ad una maggiore solidità finanziaria; L unica categoria di imprese che ha avuto uno strutturale miglioramento della propria struttura finanziaria è la classe B. Si è ulteriormente ridotto il rapporto di indebitamento e si è ridotta l incidenza dei debiti finanziari a breve termine sul totale dei debiti finanziari anche se i livelli di questi indici rimangono significativamente superiori a quelli della classe A. Tuttavia, la maggiore esposizione debitoria di questa classe è compatibile con una struttura patrimoniale e reddituale più flessibile e, quindi, con minori contenuti di rischio gestionale; La differente posizione ed evoluzione del grado di solidità finanziaria delle quattro classi di imprese viene ulteriormente confermata dagli indici che ne misurano il margine di solvibilità gestionale, ossia il rapporto tra i risultati reddituali e gli impegni finanziari per i debiti contratti con gli intermediari bancari e finanziari. Su questi indicatori, solo la classe B, nel corso dell ultimo esercizio, è riuscita a migliorare il margine di solvibilità netta (indice che mette in relazione il risultato operativo lordo al netto delle imposte con gli oneri 9

10 finanziari e gli ammortamenti intesi come la quota corrente di rimborso dei debiti finanziari) e il margine di solvibilità netta (indice che ha al denominatore gli oneri finanziari e l esposizione finanziaria corrente netta). Peraltro, secondo le più recenti evoluzioni, la classe B ha margini di solvibilità in linea con la media degli ultimi cinque anni e ora a livello migliore (per il margine lordo) o simili (per il margine di solvibilità netta) della classe A che fino al 2003 era quella con la migliore posizione su questi indicatori. Nel corso del 2004, invece, la classe A ha avuto una consistente riduzione dei margini di solvibilità a causa della contestuale riduzione dei livelli di redditività e l ulteriore incremento dell indebitamento finanziario. Per quanto riguarda la classe C si è registrato un ulteriore ma marginale riduzione del margine di solvibilità netta e un altrettanto marginale incremento del margine di solvibilità lorda che, tuttavia, rimane a livelli vicini alla parità che segnalano una condizione di esposizione al rischio di sostenibilità dei propri impegni finanziari, confermata dai livelli bassi del margine di solvibilità netta. La classe D, infine, mostra anche su questi indici il grave peggioramento della propria complessiva posizione finanziaria: il margine di solvibilità lorda che era rimasto negli anni precedenti a livelli significativamente superiori alla parità (e largamente migliori di quello dell altra classe delle imprese minori), nell ultimo esercizio si è drasticamente ridotto raggiungendo un livello che è indicativo di una strutturale situazione di incapacità nel fronteggiare i propri impegni finanziari; parimenti, il margine di solvibilità è sceso a livelli del tutto preoccupanti per il rilevante incremento dell indebitamento finanziario corrente e della grave riduzione della redditività gestionale; LE INTERPRETAZIONI DI SINTESI Come già indicato nella prima edizione di questo studio, l evoluzione dei risultati economici confermano il progressivo rallentamento dei tassi di crescita del settore e la maggiore intensità competitiva con conseguenze negative sui margini reddituali e sulla produttività operativa. La pressione e la riduzione dei margini reddituali viene altresì accresciuta dall incremento degli investimenti in immobilizzazioni tecniche largamente superiore a quella dei ricavi che porta ad una sistematico eccesso di capacità produttiva e ad una elevata intensità del capitale investito; Sulla base dei dati riferiti all esercizio 2004, si consolida l indicazione formulata nella prima edizione di questo studio: il fattore dimensionale ed il modello aziendale stanno assumendo un peso maggiore nello spiegare le performance di competitività, di crescita e di redditività del settore vinicolo italiano: le imprese con maggiori livelli di fatturato ed una struttura operativa più flessibile hanno avuto migliori performance di valore aggiunto e di crescita dei ricavi. Sulla base dei più recenti riscontri, si rafforza il processo di polarizzazione tra le performance delle imprese maggiori e quelle di minori dimensioni, con le prime che hanno maggiore redditività, capacità di autofinanziamento e potenzialità di crescita e le seconde che mostrano una sempre minore competitività ed efficienza gestionale a livelli sempre più vicini alla soglia della sostenibilità; In particolare, le imprese minori che hanno una produzione esclusivamente o prevalentemente legata alle proprie materie prime non sono riuscite a beneficiare della crescita dei margini industriali prodotta dalla recente e significativa riduzione dei prezzi di questo fattore di produzione dopo anni di continui aumenti; L analisi della redditività sulle vendite mostra che la maggior parte delle imprese vinicole sono riuscite a incrementare i ricavi o a contenerne la riduzione con un significativo incremento dei costi per servizi, in particolare quelli relativi alle spese per la promozione, la commercializzazione e la distribuzione dei prodotti; Un elemento di criticità di questo settore economico si conferma essere la elevata crescita delle immobilizzazioni tecniche a tassi largamente superiori a quelli dei ricavi. Oltre ai già indicati effetti negativi sulla redditività, questo fenomeno assume rilevanza come indicatore di una modalità gestionale poco attenta alle logiche economiche ed aziendali, ancora fortemente guidata da una cultura tecnico-produttiva con scarsa attenzione agli obiettivi strategici e finanziari; Nel complesso, nel corso dell ultimo esercizio, il campione delle società vinicole italiane ha registrato un sensibile peggioramento della solidità patrimoniale e finanziaria, sia per quanto riguarda la struttura finanziaria sia per il rapporto tra la stessa e la struttura dell attivo. Anche i dati più recenti confermano e accrescono la valutazione di una consistente sottocapitalizzazione delle imprese vinicole italiane. Tenuto conto del minore grado di autofinanziamento per la ridotta capacità reddituale, dei livelli di indebitamento 10

11 già raggiunti e dei maggiori vincoli e più selettivi criteri di affidamento del sistema bancario, le prospettive di sviluppo del settore vinicolo italiano dovranno essere risolte da interventi sul capitale sociale o da un processo di concentrazione più accelerato ed intensivo di quello che si è finora realizzato; Il significativo e progressivo deterioramento degli indici di solidità patrimoniale e finanziaria ha avuto effetti anche sulla redditività delle imprese. Come indicato in un altro studio sulle società vinicole italiane 2, il livello e la variazione del ROI di queste imprese sono spiegati in misura significativa dalla relativa superiore capitalizzazione delle attività aziendali misurata come rapporto tra il capitale netto e l attivo totale e come rapporto tra il capitale netto e le immobilizzazioni tecniche. Un più recente studio sulle sistema delle imprese industriali italiane ed, al suo interno, sulle imprese agroalimentari in cui sono comprese anche quelle vinicole, e che ha considerato anche altri indicatori riferiti alla solidità finanziaria delle imprese ha mostrato che il margine di solvibilità (la capacità dei flussi reddituali di coprire gli oneri ed i rimborsi finanziari) è il fattore principale nello spiegare i livelli e le variazioni della redditività sul vendite (ROS) che, a sua volta, è il fattore che incide maggiormente sulla redditività industriale (ROI) 3. La solidità patrimoniale e finanziaria consentono una maggiore flessibilità e indipendenza gestionale che, soprattutto, in fasi di minore crescita e di più intensa competizione riducono la pressione sui margini economici necessari per fronteggiare gli impegni finanziari; Nel complesso, la novità più significativa emersa dall analisi dei bilanci 2004 riguarda il peggioramento delle performance della classe D, quella delle imprese più piccole che fino all esercizio precedente aveva mostrato una posizione economico-finanziaria inferiore ma comparabile con quella delle classi di imprese maggiori e significativamente superiore a quella della classe C, indicata nella prima edizione dell Osservatorio come quella strutturalmente più debole. I riscontri riferiti all ultimo esercizio sembrerebbero mostrare che si stia esaurendo l efficacia del posizionamento nelle fasce alte di qualità-prezzo con una maggiore specializzazione produttiva ed un controllo diretto dei fattori di produzione, tipiche caratteristiche di queste imprese, che nel passato avevano permesso di compensare la strutturale minore produttività del capitale investito, le minori economie gestionali e la più debole struttura finanziaria connesse con le limitate dimensioni aziendali; Un altra importante indicazione emersa in questo studio in questo caso a conferma di quella già espressa nella prima edizione è la relativa superiorità delle performance economiche e finanziarie della classe B. In un contesto di minore crescita e di maggiore competizione, la classe B, nel corso dell ultimo esercizio e a differenza delle altre classi, è riuscita a migliorare i propri indicatori di redditività e di solidità patrimoniale e finanziaria. Questi risultati rafforzano la valutazione che le superiori performance di questa classe trovano spiegazione nel suo modello aziendale che, nonostante una minore dimensione assoluta rispetto alla classe A, ha una maggiore flessibilità operativa che determina una migliore produttività del capitale investito, una minore intensità dei costi fissi di gestione e una struttura finanziaria meno rigida e più compatibile con una prevalenza del capitale circolante nell attivo patrimoniale. 2 Cordero di Montezemolo S., Bottani P.; Le determinanti della redditività delle società vinicole italiane; Amministrazione e Finanza; N. 13, Cordero di Montezemolo S.; Il futuro della competitività tra dimensione e proprietà; Atti del convegno Alimentare il futuro; IV Forum Giovani Imprenditori di Federalimentare; Lecce, marzo

LE DETERMINANTI DELLA REDDITIVITÀ DELLE SOCIETA OPERANTI NEL COMPARTO TESSILE ABBIGLIAMENTO IN ITALIA

LE DETERMINANTI DELLA REDDITIVITÀ DELLE SOCIETA OPERANTI NEL COMPARTO TESSILE ABBIGLIAMENTO IN ITALIA LE DETERMINANTI DELLA REDDITIVITÀ DELLE SOCIETA OPERANTI NEL COMPARTO TESSILE ABBIGLIAMENTO IN ITALIA Il metodo CVRP per l analisi delle maggiori società tessili italiane Stefano Cordero di Montezemolo

Dettagli

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 1. PREMESSA: ANALISI DEGLI SCHEMI Il gruppo CDC redige il proprio bilancio consolidato, in migliaia di euro, in conformità agli IAS/IFRS

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011

Agosto 2012. Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Agosto 2012 Osservatorio Cerved Group sui bilanci 2011 Aumentano le imprese con Ebitda insufficiente per sostenere oneri e debiti finanziari Alla ricerca della marginalità perduta Sintesi dei risultati

Dettagli

GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE

GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE GLI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE Si differenziano soprattutto per il trattamento delle poste patrimoniali. Il criterio della liquidità/esigibilità: attività in ordine di liquidità decrescente, passività

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009 ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO DATALOGIC ANNI 2010 E 2009 1. PREMESSA: ANALISI DEGLI SCHEMI Il gruppo Datalogic redige il proprio bilancio consolidato, in migliaia di euro, in conformità agli

Dettagli

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia III 1 La rilevanza del settore industriale nell economia Il peso del settore industriale nell economia risulta eterogeneo nei principali paesi europei. In particolare, nell ultimo decennio la Germania

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Principali indici di bilancio

Principali indici di bilancio Principali indici di bilancio Descrizione Il processo di valutazione del merito creditizio tiene conto di una serie di indici economici e patrimoniali. L analisi deve sempre essere effettuata su un arco

Dettagli

Analisi delle performance delle imprese del comparto macchine ACIMGA

Analisi delle performance delle imprese del comparto macchine ACIMGA Analisi delle performance delle imprese del comparto macchine ACIMGA - Jacopo Mattei SDA Bocconi e Università di Ferrara Milano, 2 Luglio 2015 SITUAZIONE GENERALE L analisi è stata condotta su un campione

Dettagli

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE COMUNICATO STAMPA Il Consiglio di Amministrazione approva la relazione al 30 giugno 2009 SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

Dettagli

Indice di rischio globale

Indice di rischio globale Indice di rischio globale Di Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione Con tale studio abbiamo cercato di creare un indice generale capace di valutare il rischio economico-finanziario

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Industria: caduta del fatturato nel biennio 2012-13 (-8,3% pari a 56,5 miliardi di euro a prezzi costanti), causata dal previsto

Dettagli

Calcolo e commento dei principali indici di bilancio

Calcolo e commento dei principali indici di bilancio Esercitazioni svolte 2014 Scuola Duemila 1 Esercitazione n. 10 Calcolo e commento dei principali indici di bilancio Antonia Mente COMPETENZE ABILITÀ CONOSCENZE Interpretare i sistemi aziendali nei loro

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO Lo schema del conto del patrimonio previsto dal D.P.R 194/96 è strutturato a sezioni divise e contrapposte e presenta un impostazione in cui le attività sono

Dettagli

MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI

MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI MIGLIORA PER LE IMPRESE ITALIANE L ACCESSO AI FINANZIAMENTI Silvano Carletti * Nei suoi primi cinque appuntamenti (l ultimo a fine settembre 2015) il Targeted Longer-Term Refinancing Operations (TLTRO)

Dettagli

L ANALISI DI BILANCIO: Caso esemplificativo

L ANALISI DI BILANCIO: Caso esemplificativo L ANALISI DI BILANCIO: Caso esemplificativo Partendo dal bilancio di verifica della società TWENTY SpA si effettui un analisi delle tre dimensioni della: - Liquidità - Solidità - Redditività STATO PATRIMONIALE

Dettagli

ANDAMENTO DEL TASSO EURIBOR E CONTI ECONOMICI DELLE BANCHE MINORI. Dott.ssa Valeria Vannoni Università degli Studi di Perugia

ANDAMENTO DEL TASSO EURIBOR E CONTI ECONOMICI DELLE BANCHE MINORI. Dott.ssa Valeria Vannoni Università degli Studi di Perugia ANDAMENTO DEL TASSO EURIBOR E CONTI ECONOMICI DELLE BANCHE MINORI Dott.ssa Valeria Vannoni Università degli Studi di Perugia Agenda Introduzione L analisi dei Margini bancari in letteratura Obiettivo e

Dettagli

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti

ARGOMENTI. Una premessa. La funzione finanziaria. Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti La funzione finanziaria Prof. Arturo Capasso ARGOMENTI Ruolo della finanza aziendale Analisi finanziaria aziendale Valutazione degli investimenti Una premessa Funzione Finanziaria e Finanza Aziendale.

Dettagli

2. Rendiconto (produzione e distribuzione del valore aggiunto)

2. Rendiconto (produzione e distribuzione del valore aggiunto) 2. Rendiconto (produzione e distribuzione del valore aggiunto) 2.1. Dati significativi di gestione Nelle pagine che seguono sono rappresentate le principali grandezze economico-patrimoniali, ottenute dalla

Dettagli

Regione Campania. 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014

Regione Campania. 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014 1 Regione Campania 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014 Il saldo tra iscrizioni e cessazioni Il secondo trimestre del 2014 mostra un deciso rafforzamento numerico del sistema imprenditoriale

Dettagli

Riclassificazione del bilancio e analisi con indici

Riclassificazione del bilancio e analisi con indici Esercitazioni svolte 2010 Scuola Duemila 1 Esercitazione n. 23 Riclassificazione del bilancio e analisi con indici Risultati attesi Saper fare: riclassificare lo Stato patrimoniale e il Conto economico;

Dettagli

L analisi delle condizioni di economicità

L analisi delle condizioni di economicità Università degli Studi di Sassari Dipartimento di Scienze economiche e aziendali Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza Corso di Economia Aziendale Prof.ssa Lucia Giovanelli giovanel@uniss.it L analisi

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Esame di Stato anno scolastico 2014/2015 Svolgimento seconda prova di Economia aziendale La

Dettagli

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato

Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Analisi della sostenibilità dell indebitamento finanziario nelle piccole e medie imprese Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione La situazione della finanza mondiale versa oggi

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO Lo schema del conto del patrimonio previsto dal D.P.R n. 194/96 è strutturato a sezioni divise e contrapposte e presenta un impostazione in cui le attività sono

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E IL BILANCIO D ESERCIZIO A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LE NOZIONI DI CONTABILITÀ GENERALE E BILANCIO

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI INGEGNERIA GESTIONALE. I quozienti di bilancio

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI INGEGNERIA GESTIONALE. I quozienti di bilancio I quozienti di bilancio I quozienti di bilancio servono a valutare l andamento della redditività e dell economicità dell attività aziendale. I quozienti si possono comparare nel tempo e gli indici utili

Dettagli

Analisi di bilancio 2007-2008

Analisi di bilancio 2007-2008 Analisi di bilancio 2007-2008 1 L analisi di bilancio Svilupperemo l analisi di bilancio sulla base di un sistema integrato di indicatori Obiettivo 1) 1) Valutare andamento dell impresa nel nel suo suo

Dettagli

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Advisory Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Ricerca di efficienza, gestione del capitale e dei crediti non performing Esercizio kpmg.com/it Indice Executive Summary 4 Approccio metodologico

Dettagli

Risultati ed andamento della gestione

Risultati ed andamento della gestione Risultati ed andamento della gestione L esercizio 2011 si chiude con un risultato economico positivo, in quanto la distribuzione dei dividendi di Equitalia Nord ha consentito - insieme ai benefici fiscali

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE

GUIDA ALLA COMPILAZIONE ECAPITAL 2016 PERCORSO DI FORMAZIONE GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO DOTT. CARLO SCIDA Guida alla compilazione del Business Plan ASPETTI GENERALI L orizzonte temporale previsto

Dettagli

L analisi di bilancio

L analisi di bilancio L analisi di bilancio Il bilancio come sintesi della gestione Il bilancio, con i suoi valori di sintesi riflette i processi di gestione, e quindi le decisioni del management Il bilancio è in sistema di

Dettagli

Dalle Relazioni, il Valore

Dalle Relazioni, il Valore Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto 80 Schemi e prospetti 82 Le strategie e il Valore 86 Il Valore delle relazioni 88 Indici di Sostenibilità 89 78 79 Calcolo e ripartizione del Valore Aggiunto

Dettagli

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 18 CARICHE SOCIALI Consiglio di Amministrazione: (per l esercizio 2010) Presidente Consiglieri Giovanni TOSO Nicola NATALI Sergio VITELLI * *

Dettagli

FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI. Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006

FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI. Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006 FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006 IL COMPARTO INDUSTRIALE E COMMERCIALE: Pagina 1. LA COMPOSIZIONE

Dettagli

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring La finanza delle imprese tra crisi e ripresa Mario Valletta Università degli Studi

Dettagli

L ANALISI PER INDICI

L ANALISI PER INDICI L ANALISI PER INDICI 1. Gli indici di bilancio Dopo aver riclassificato il bilancio d esercizio è possibile calcolare partendo dai dati dello Stato Patrimoniale e del Conto economico alcuni indicatori,

Dettagli

Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale

Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Esame di Stato 2014 Indirizzo Giuridico Economico Aziendale Svolgimento Tema di Economia aziendale a cura di Lucia Barale Il tema assegnato per la seconda prova di Economia aziendale (nell'indirizzo Giuridico

Dettagli

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito:

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito: INDICI DI BILANCIO L analisi per indici del bilancio consiste nel calcolare, partendo dai dati dello Stato patrimoniale e del Conto economico, opportunamente revisionati e riclassificati, indici (quozienti,

Dettagli

L ANALISI PER INDICI

L ANALISI PER INDICI Obiettivo dell analisi per indici è la valutazione delle scelte dell imprenditore attraverso la misurazione degli effetti economici, finanziari e patrimoniale prodotti dalle stesse. La corretta misurazione

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale

Commento al tema di Economia aziendale Commento al tema di Economia aziendale Il tema proposto per la prova di Economia aziendale negli Istituti Tecnici è incentrato sul controllo di gestione ed è articolato in una parte obbligatoria e tre

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

PMI BASILEA. autodiagnosi aziendale e corso di formazione

PMI BASILEA. autodiagnosi aziendale e corso di formazione PMI BASILEA autodiagnosi aziendale e corso di formazione L attuale contesto di mercato Situazione di scarsa liquidità per le banche commerciali italiane Obbligo per le banche di monitoraggio e di misurazione

Dettagli

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved

Indici di Bilancio. Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo. Milano-Bicocca University All rights reserved Indici di Bilancio Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo Milano-Bicocca University All rights reserved Milano, marzo 2012 Gli indici di bilancio I dati desumibili dal bilancio possono essere trasformati

Dettagli

L analisi di bilancio con particolare riferimento all area finanziaria (2' parte)

L analisi di bilancio con particolare riferimento all area finanziaria (2' parte) Pagina 1 di 5 STAMPA L'ARTICOLO SALVA L'ARTICOLO L analisi di bilancio con particolare riferimento all area finanziaria (2' parte) l analisi di bilancio: strutturale, per indici, per flussi (a cura Dott.

Dettagli

EQUILIBRI DI GESTIONE

EQUILIBRI DI GESTIONE EQUILIBRI DI GESTIONE MAPPA DEGLI EQUILIBRI GESTIONALI Gestione caratteristica Equilibrio economico Gestione extra-caratteristica costi ricavi oneri proventi di lungo periodo fonti impieghi Equilibrio

Dettagli

Relazione sulla gestione Bilancio ordinario al 31/12/2014

Relazione sulla gestione Bilancio ordinario al 31/12/2014 COLFERT S.P.A. Sede legale: VIA DEI MILLE N. 32 - FRESCADA PREGANZIOL (TV) Iscritta al Registro Imprese di TREVISO C.F. e numero iscrizione: 00401460266 Iscritta al R.E.A. di TREVISO n. 120644 Capitale

Dettagli

Analisi finanziaria: indici di bilancio

Analisi finanziaria: indici di bilancio Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi finanziaria: indici di bilancio Capitolo 4 degli argomenti 1. I quozienti nelle analisi finanziarie A. Equilibrio finanziario

Dettagli

Osservatorio sulla Finanza. per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT

Osservatorio sulla Finanza. per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Volume 16 DICEMBRE 2010 Microimprese ancora in affanno ma emergono i primi timidi segnali di miglioramento negli investimenti Calano

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

GLI ORTAGGI DI IV GAMMA NEL RAPPORTO COMPETITIVO CON IL FRESCO TRADIZIONALE

GLI ORTAGGI DI IV GAMMA NEL RAPPORTO COMPETITIVO CON IL FRESCO TRADIZIONALE GLI ORTAGGI DI IV GAMMA NEL RAPPORTO COMPETITIVO CON IL FRESCO TRADIZIONALE Mario Schiano lo Moriello Cesena, 7 ottobre 2011 Report Economico Finanziario Gli obiettivi dell analisi ISMEA IPSOA Il REF è

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO

RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO DEL PATRIMONIO Lo schema del conto del patrimonio previsto dal D.P.R n. 194/96 è strutturato a sezioni divise e contrapposte e presenta un impostazione in cui le attività sono

Dettagli

La Stampa in Italia (2009 2011)

La Stampa in Italia (2009 2011) FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI La Stampa in Italia (2009 2011) Roma 18 aprile 2012 Quadro generale L andamento recessivo del Paese nella seconda metà del 2011 e le prospettive di accentuazione di

Dettagli

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria Il caso Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria di Silvia Tommaso - Università della Calabria Nella scelta delle fonti di finanziamento, necessarie alla copertura del fabbisogno

Dettagli

LABORATORIO DI BUSINESS PLAN

LABORATORIO DI BUSINESS PLAN Facoltà di Scienze Manageriali Corso di Laurea Specialistica 64/S in Management e sviluppo socioeconomico LABORATORIO DI BUSINESS PLAN La valutazione della fattibilità economico-finanziaria del progetto

Dettagli

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi.

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi. Metodo per la stima del ROE e del ROI in un azienda operante nel settore tessile abbigliamento in funzione delle propria struttura di incasso e pagamento e della gestione delle rimanenze di magazzino.

Dettagli

Poligrafici Editoriale

Poligrafici Editoriale COMUNICATO STAMPA (redatto ai sensi della Delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni) Il Consiglio di Amministrazione approva la Relazione Finanziaria semestrale

Dettagli

Il Roe è il migliore indicatore di performance? Il Roe è il migliore indicatore di performance? Le alternative al reddito sono molto significative.

Il Roe è il migliore indicatore di performance? Il Roe è il migliore indicatore di performance? Le alternative al reddito sono molto significative. Il Roe è il migliore indicatore di performance? Gli schemi di analisi si basano sull assunto che il Roe sia un valido indicatore sintetico della performance. In realtà, il Roe è solamente uno degli indicatori

Dettagli

Il credito in Toscana. III trimestre 2014

Il credito in Toscana. III trimestre 2014 Il credito in Toscana III trimestre 2014 Firenze, Febbraio 2015 Il contesto di riferimento Prosegue il rallentamento dei prestiti concessi dalle banche al settore privato italiano (-1,7% il dato di agosto

Dettagli

Progetto di Bilancio 2004

Progetto di Bilancio 2004 Progetto di Bilancio 2004 Magenta, 30 marzo 2005 Esercizio 2004 Dati consolidati Ricavi netti: 471 milioni di euro, rispetto ai 542 milioni di euro a fine 2003 (-13%). Margine operativo lordo: 45,2 milioni

Dettagli

Il sistema creditizio in provincia di Pisa

Il sistema creditizio in provincia di Pisa Il sistema creditizio in provincia di Pisa Consuntivo anno 2013 Pisa, 31 luglio 2014. La presenza bancaria in provincia di Pisa risente del processo di riorganizzazione che sta attraversando il sistema

Dettagli

Gli indici di bilancio per le analisi finanziarie

Gli indici di bilancio per le analisi finanziarie Gli indici di bilancio per le analisi finanziarie Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) Mc Graw-Hill 2001, cap. 5 1 GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze

Dettagli

Nei conti una timida ripresa

Nei conti una timida ripresa 2 25 Gennaio 2016 - n 1494 Nei conti una timida ripresa Nel 2014 68 società realizzavano ricavi per 6,8 miliardi di euro rispetto ai 6,6 del 2013 di Pierluigi Fiorentino Ottime performance da parte di

Dettagli

Report trimestrale sull andamento dell economia reale e della finanza

Report trimestrale sull andamento dell economia reale e della finanza Report trimestrale sull andamento dell economia Perché un report trimestrale? A partire dal mese di dicembre SEI provvederà a mettere a disposizione delle imprese, con cadenza trimestrale, un report finalizzato

Dettagli

Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO. I risultati del comparto siderurgico. Apparecchi meccanici. Macchine elettriche

Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO. I risultati del comparto siderurgico. Apparecchi meccanici. Macchine elettriche Osservatorio24 def 27-02-2008 12:49 Pagina 7 Osservatorio 2. L INDUSTRIA METALMECCANICA E IL COMPARTO SIDERURGICO 2.1 La produzione industriale e i prezzi alla produzione Nel 2007 la produzione industriale

Dettagli

L analisi di bilancio a mezzo indici

L analisi di bilancio a mezzo indici Università Politecnica delle Marche L analisi di bilancio a mezzo indici 1 Trova riflesso Le operazioni di gestione sono rilevate nella loro espressione quantitativo-monetaria porta alla formazione Nei

Dettagli

Applicazione n. 2. Analisi della solidità e della liquidità

Applicazione n. 2. Analisi della solidità e della liquidità Applicazione n. 2 Analisi della solidità e della liquidità Alfa S.p.A. Bilancio separato al 31.12.2010 Stato patrimoniale 31.12.2010 31.12.2009 Attività non correnti Immobili, impianti e macchinari 7.418.159

Dettagli

L analisi del bilancio di esercizio

L analisi del bilancio di esercizio L analisi del bilancio di esercizio 1 Le Fasi A. Raccolta dei dati di bilancio B. Riclassificazione del bilancio C. Determinazione ed utilizzo di uno schema di analisi D. Interpretazione dei risultati

Dettagli

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Sistema di rilevazione: economicità, bilancio, indici di bilancio Claudio Jommi claudio.jommi@pharm.unipmn.it Agenda delle prossime lezioni Equilibrio

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Interpump Group: risultati del terzo trimestre 2003

COMUNICATO STAMPA. Interpump Group: risultati del terzo trimestre 2003 COMUNICATO STAMPA Interpump Group: risultati del terzo trimestre 2003 Ricavi netti: +1,3% a 106,7 milioni di euro Ricavi netti dei primi nove mesi 2003: +2,6% a 384,5 milioni di euro In ottobre la crescita

Dettagli

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale

Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Valutazione dell'azienda Alfa Spa Report Analisi di Bilancio con Rating Balisea 3 e merito di credito Fondo di Garanzia Mediocredito Centrale Sintesi di Stato Patrimoniale Attivo 31.12.2011 31.12.2012

Dettagli

Turnaround. Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Bologna ed il caso Alta Tecnologia. di Massimo Lazzari (*)

Turnaround. Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Bologna ed il caso Alta Tecnologia. di Massimo Lazzari (*) Tecniche Turnaround Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Bologna ed il caso Alta Tecnologia Italiana SpA di Massimo Lazzari (*) Prosegue la serie di 10 contributi dedicati al turnaround come

Dettagli

L interpretazione e l analisi del rendiconto finanziario: il punto di vista dei finanziatori.

L interpretazione e l analisi del rendiconto finanziario: il punto di vista dei finanziatori. S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IL PRINCIPIO OIC 10 SUL RENDICONTO FINANZIARIO L interpretazione e l analisi del rendiconto finanziario: il punto di vista dei finanziatori. GIULIANO SOLDI

Dettagli

Fisco & Contabilità La guida pratica contabile

Fisco & Contabilità La guida pratica contabile Fisco & Contabilità La guida pratica contabile N. 41 13.11.2013 Analisi di bilancio Analisi per indici, per margini e rendiconto finanziario Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie In moltissimi

Dettagli

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 l) Le riserve di capitale: a) costituiscono autofinanziamento per l impresa b) derivano da sottovalutazione di elementi dell attivo c) costituiscono una

Dettagli

L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015

L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015 Maggio 2015 L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015 Presentazione Rapporto UNIDI definitivo sul mercato 2013 e stima 2014 Il progetto KEY-STONE Presentazione rapporto sul periodo

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale

Commento al tema di Economia aziendale Commento al tema di Economia aziendale Il tema di Economia aziendale proposto negli Istituti Tecnici è incentrato sulla crisi finanziaria ed è articolato in una parte obbligatoria e tre percorsi alternativi

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

INTESA SANPAOLO PRESENTA IL SESTO RAPPORTO ANNUALE SULL ECONOMIA E FINANZA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI 2013 CON 50.000 AZIENDE ANALIZZATE

INTESA SANPAOLO PRESENTA IL SESTO RAPPORTO ANNUALE SULL ECONOMIA E FINANZA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI 2013 CON 50.000 AZIENDE ANALIZZATE COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO PRESENTA IL SESTO RAPPORTO ANNUALE SULL ECONOMIA E FINANZA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI 2013 CON 50.000 AZIENDE ANALIZZATE Migliore andamento delle imprese dei distretti

Dettagli

= 23) Utile (perdita) dell'esercizio / A) Patrimonio netto 41,40 % 10,72 % 286,19 %

= 23) Utile (perdita) dell'esercizio / A) Patrimonio netto 41,40 % 10,72 % 286,19 % BETA SRL Indici di bilancio Bilancio abbreviato al 31/12/ Indici e margini di redditività ROE = 23) Utile (perdita) dell'esercizio / A) Patrimonio netto 41,40 10,72 286,19 L'indice misura la redditività

Dettagli

Aprile 2006: Numero 7

Aprile 2006: Numero 7 Aprile 2006: Numero 7 NEWSLETTER FINANZIARIA POLIGRAFICA SAN FAUSTINO La Newsletter è disponibile online all indirizzo www.psf.it Alberto Frigoli In questo numero: - Lettera del Presidente - Evoluzione

Dettagli

IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE

IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE Newsletter Phedro settembre 2007 IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE IL BUDGET ECONOMICO Il budget economico deriva dal consolidamento dei budget settoriali e dei costi programmati per il successivo

Dettagli

Cembre SpA. Relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2002. Prospetti contabili

Cembre SpA. Relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2002. Prospetti contabili Cembre SpA Sede in Brescia - via Serenissima, 9 Capitale sociale euro 8.840.000 interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese di Brescia al n.00541390175 Relazione trimestrale consolidata al 30

Dettagli

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello

Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Le regole e i contenuti della relazione sulla gestione della Dott.ssa Marina Torcello Abstract La relazione sulla gestione costituisce uno dei principali documenti allegati al bilancio d esercizio, il

Dettagli

SANITASERVICE ASL TA S.R.L. UNIPERSONALE

SANITASERVICE ASL TA S.R.L. UNIPERSONALE SANITASERVICE ASL TA S.R.L. UNIPERSONALE VIALE VIRGILIO 31-74121 - TARANTO (TA) Codice fiscale: 02775310739 Capitale sociale sottoscritto Euro 100.000 parte versata Euro 100.000 Registro Imprese n 02775310739

Dettagli

Milano, 30 marzo 2004

Milano, 30 marzo 2004 Milano, 30 marzo 2004 Gruppo TOD S: crescita del fatturato (+8.1% a cambi costanti). Continua la politica di forte sviluppo degli investimenti. 24 nuovi punti vendita nel 2003. TOD S Il Consiglio di Amministrazione

Dettagli

Le analisi di bilancio per indici

Le analisi di bilancio per indici Riclassificazione e interpretazione Le analisi di bilancio per indici di Silvia Tommaso - Università della Calabria Obiettivo delle analisi di bilancio è quello di ottenere informazioni adeguate a prendere

Dettagli

La programmazione delle scelte finanziarie

La programmazione delle scelte finanziarie Economia e gestione delle imprese II La programmazione delle scelte finanziarie dott. Matteo Rossi Benevento, 23 febbraio 2009 La gestione finanziaria La gestione finanziaria ha ad oggetto il complesso

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E.

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. La riclassificazione economica dello SP: La gestione dell impresa viene idealmente scomposta in aree omogenee di attività Le attività e le passività, i

Dettagli

Autofinanziamento e aspetto finanziario della gestione

Autofinanziamento e aspetto finanziario della gestione 74 ESERCIZIO 6 INDIRIZZO Igea Mercurio Classe 5ª Autofinanziamento e aspetto finanziario della gestione di GIULIANO PAGANIN L attività aziendale può essere sostenuta attraverso le fonti, generatrici di

Dettagli

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea tema 14 Controllo di gestione; costi di produzione per commessa. Bilancio con dati a scelta, budget e Nota integrativa. Analisi di bilancio per indici. Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La riclassificazione del bilancio d esercizio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it Il bilancio pubblico Il Bilancio è il documento contabile in cui trovano rappresentazione

Dettagli

CONFINDUSTRIA-CERVED: RAPPORTO PMI MEZZOGIORNO 2015

CONFINDUSTRIA-CERVED: RAPPORTO PMI MEZZOGIORNO 2015 CONFINDUSTRIA-CERVED: RAPPORTO PMI MEZZOGIORNO 2015 Duro l impatto della crisi, ma anche dalle PMI del Sud arrivano primi segnali di ripartenza. Servono più imprese gazzelle per trainare ripresa. Più di

Dettagli

Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni

Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni Strumenti per il controllo economico e finanziario dell impresa: gestione delle problematiche e soluzioni Dott. Claudio Orsini Arcadia Consulting Srl Bologna Finanza d impresa e Consulenza di direzione

Dettagli