A PROPOSITO DEGLI APPORTI "ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI *

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1 SBORNIK PRACI FILOZOFICKÉ FAKULTY BRNÉNSKÉ UNIVERZITY STUDIA MINORA FACULTATIS PHILOSOPHICAE UNIVERSITATIS BRUNENSIS N 6-7, ENRICO SCAFA A PROPOSITO DEGLI APPORTI "ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI * Premessa Lo sviluppo di una società passa attraverso una continua sintesi di elementi tradizionali e di innovazioni, parte delle quali sono frutto di acquisizioni dall'esterno. Infatti ogni civiltà, come è noto, non è costituita da un blocco monolitico, che cresce e si espande secondo un processo lineare (benché esposto ad eventuali alterazioni, usure, deformazioni, età): la civiltà, al contrario, si avvale - in misura talvolta maggiore, talvolta minore - di significativi apporti che derivano da influenze esterne. Il contributo che può venire dall'assimilazione di tali influenze viene considerato, com'è altrettanto noto, un fenomeno positivo (prescindendo da ogni giudizio di valore), nel senso che si tratta dell'effetto di una reale volontà di acquisire, e non già di un'accettazione passiva di pressioni esterne, che prevarrebbero su linee di sviluppo interne ed - eventualmente - più coerenti con il contesto generale. Pertanto, ai fini di porre in evidenza particolari stati di necessità e specifiche scelte strategiche che una determinata società ha incontrato ed operato nel corso del suo sviluppo, potrà risultare di considerevole importanza procedere allo studio delle acquisizioni esterne da essa realizzate. * Questo contributo non vuol essere un semplice - e modesto - omaggio alla figura di un Maestro nel campo della filologia micenea qual è quella del prof. A. Bartonék. Esso vale a testimonianza di una prosecuzione, sul piano ideale, di un impegno assunto a collaborare con la scuola micenologica dell'attuale Repubblica Ceca (come è desumibile dall'articolo // patrimonio lessicale miceneo: aspetti e problemi in SMEA XXVII [1989]), relativamente a quell'immenso patrimonio storico e culturale che è costituito dal lessico miceneo. E' in questo senso che, almeno in gran parte, va interpretato l'eccesso di autocitazioni rilevabile nel presente lavoro.

2 282 ENRICO SCAFA Esse, infatti, rappresentano, incontestabilmente, una rottura nei confronti di una preesistente tradizione e, perciò, indicano con chiarezza un bisogno di modificare gli usuali criteri di comportamento, a seguito delle contingenze storiche e delle strategie di sviluppo elaborate dalle classi dirigenti. Se poi riteniamo che il modificarsi, nell'ambito del linguaggio, della terminologia in uso riflette il mutamento di una società nel suo vario articolarsi, allora, per quanto detto, sarà possibile, attraverso un'analisi dei prestiti lessicali, cogliere tutta una serie di innovazioni che hanno caratterizzato le sue manifestazioni nel corso della propria storia. In riferimento ai vari aspetti di una società così complessa.come quella micenea, ben differente è, per ciascuno di essi, il livello di documentazione, tenuto anche conto della particolare fisionomia degli archivi in Lineare B. Indubbiamente un'indagine praticata sulla base del criterio suesposto - e cioè quello dell'analisi dei prestiti lessicali - potrà risultare più produttiva se applicata, essenzialmente, al settore dell'economia e della tecnologia. Questo settore, infatti, per sua natura, è maggiormente aperto, rispetto agli altri, alle novità esterne, e per di più in maniera esplicita, mentre nel campo del sociale e del civile, per non parlare del religioso, l'eventuale abbandono di tradizioni consolidate avviene in maniera più problematica e cauta, in una parola meno evidente, e quindi più difficilmente individuabile nell'ambito della documentazione di cui disponiamo. La fiducia che uno studio così impostato possa condurre a buoni risultati poggia sull'esperienza già compiuta, sulla scorta del medesimo criterio, a proposito dell'organizzazione militare micenea 2. Si consideri, infatti, quanto segue: all'interno del patrimonio lessicale miceneo relativo alle armi ed agli armamenti è possibile identificare quest'insieme di stratificazioni: A) Una serie di concordanze tra il mondo miceneo, ed anche omerico, e quello indoario, tra le quali: 1) i-qi-ja = carro trainato da cavalli (cfr i-qo = utrcoq < *ek w o) 2) TÓ^OV = arco (cfr myc. to-ko-so-wo-ko e to-ko-so-td) 3) P'ux; = arco (cfr vedico jyà ed avestico jyà) 4) e-wi-wo = freccia (cfr hom. log ed ai. isu ed avestico isti) B) una serie di corrispondenze fra il mondo miceneo ed il sostrato, quali, ad esempio: 1 ) to-ra-ka = corazza (cfr 0 pa^), prestito dal sostrato, cfr lat. lorica 2) ko-ru - elmo (cfr Kep^c,), la cui etimologia - cfr Chantraine, Dict. Etym. - è incerta e dubbiosa; può essere attributa al sostrato. 2 Cfr E. Scafa, L'epica omerica e l'organizzazione militare micenea, SMEA XXXIII, 1994 pp.55-67, e soprattutto Su alcuni lamini relativi al lessico militare miceneo, Atti del IV Incontro Internazionale di Linguistica Greca, Chieti-Pescara 1999 (in corso di stampa).

3 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO 1 PRESTITI LESSICALI 2) e-ko = lancia (cfr èyzog), d'origine incerta ed oscura, in contrapposizione a Sopì), che è di chiara origine indeuropea (cfr skr. daru, avestico dd'ru, hitt. taru); è rapportabile al sostrato. 3) wa-o = aop, riferibile al sostrato minoico, od anche al hattico wae, nel senso però, di "doppia ascia" e non già di spada (a quanto sembrerebbe). C) una serie di corrispondenze tra il mondo miceneo e differenti realtà esterne: 1) qi-si-pe-e = (duale) spada (cfr upoq), di possibile origine egiziana, cfr se/et 2) pa-ka-na = spada ( cfr (pàayavov), di probabile origine semitica 3) ma-ke-ra = coltello (cfr p.àxoupa), di origine semitica, cfr ebraico makhera. A seguito di quanto esposto, sia pure per sommi capi ed in forma estremamente succinta, ne conseguirebbe, sul piano dell'evoluzione storica, una sequenza - in chiave cronologica ed anche tecnica - di questo tipo: I. un sistema d'arma, collegato con il primitivo ed originario mondo indeuropeo, basato essenzialmente sul carro da guerra, l'arco e le frecce. II. successiva adozione, nei confronti del sostrato, di armi difensive, ad esempio corazze ed elmi, nonché offensive come l'asta (od enkhos), che risultava, in questo nuovo contesto, più funzionale dell'originario giavellotto, o TO&TOCIOV, il quale, data l'etimologia indeuropea di nà%x(o, doveva appartenere al nucleo più antico (accanto all'arco ed alle frecce, utilizzabile anche dal carro). III. Ulteriore adozione - a causa della situazione di stallo che plausibilmente si veniva a creare grazie alle potenti armi difensive (come l'elmo, la corazza e lo scudo a torre, di tipo preellenico) acquisite dal modello offerto dal sostrato - di armi di origine straniera, quali: 1. la spada, il coltello (o meglio, un corto pugnale), come pure l'ascia (cfr accadico pilakku, da cui rcéa-eicoq), 2. ed anche la fionda (cfr acpevsóvn., d'etimologia probabilmente preellenica, data la corrispondenza con il latino funda). Si tratterebbe di un'arma indubbiamente primitiva, ma rivalutata - per via della nuova situazione di cui sopra - a causa del prevalere della difensiva sull'offensiva (come spiegato al punto II). 3. Alla stessa maniera si afferma la mazza (cfr l'omerica Kop<)vr, documentata - cfr H.G. Buccholz, Archaeologia Homerica, Kriegwesen, II Parte, Gottinga 1980, s.v. Keule, pp in un vaso miceneo del TE UIC), arma altrettanto estranea alla tradizione indoeuropea ma non orientale - molto efficace per la rottura di elmi e corazze. Queste considerazioni, anche se ricapitolate molto rapidamente, costituiscono una base sufficiente per giustificare il tentativo di sottoporre ad analoga in-

4 284 ENRICO SCAFA dagine il patrimonio lessicale miceneo riguardante altri settori della vita pubblica, come la tecnologia, in senso lato, e l'economia, sviluppati dalla società greca del II millennio, utilizzando il criterio dei prestiti lessicali come testimonianza di innovazioni provenienti dal mondo esterno, inteso sia come sostrato, sia come differenti civiltà più o meno contemporanee. Come specificato a tal proposito conviene in primo luogo dare la precedenza, nel procedere all'analisi in oggetto, a quel vasto settore dei prestiti lessicali che riguarda l'ambito della tecnologia e dell'economia. Infatti solo dopo aver chiarito, per quanto possibile, l'effettiva incidenza delle influenze esterne sulla nascita e/o lo sviluppo di questi importanti aspetti della civiltà micenea, che presentano, rispetto ad altri, il pregio - è opportuno rammentarlo - di una maggiore evidenza e visibilità, si potrà essere in grado di meglio apprezzare e valutare anche altri fenomeni, del medesimo tipo, ma meno agevoli da osservare ed esaminare nel corso del loro manifestarsi. Nel campo delle istituzioni, ad esempio, si pensi al termine wanax, di cui è evidente l'enorme rilevanza sul piano culturale, politico e storico. Si presenta come parola di prestito, e come tale è comunemente ritenuto. Ma sarebbe veramente difficile stabilire, oltre al nome, naturalmente, quanto dei suoi reali e specifici contenuti - nei limiti in cui ci è dato di conoscerli - derivi, più o meno strettamente, da elementi culturali esterni, oppure sia il prodotto di un'evoluzione interna, cresciuta all'ombra di un' 'apparenza' di esotismo 3. Un discorso abbastanza simile potrebbe essere fatto per il termine qa-si-re-u, che sembra essere anch'esso parola di prestito (forse d'ambito indeuropeo). Ancor più pericoloso e incerto, quanto alla bontà dei risultati, sarebbe tentare un'analoga operazione nei confronti del mondo religioso, per il quale un'innovazione di tipo formale potrebbe avere una scarsa corrispondenza con un reale mutamento di contenuti, mentre, all'opposto, potrebbe verificarsi un'effettiva evoluzione di valori all'interno di una tradizione apparentemente continuativa. Circa, poi, il dominio della toponomastica e dell'antroponimia sarebbe assai interessante osservare gli apporti del sostrato e del mondo esterno, allo scopo, per esempio, di localizzare i centri di principale sopravvivenza ed operatività del sostrato, come pure di identificare le concentrazioni, in senso geografico 4, di altre etnie (o quantomeno delle loro influenze), nonché le "specializzazioni" da parte di queste componenti esterne 5 nelle varie espressioni della società e della cultura. Anche se sappiamo che il greco partecipa a quelle innovazioni relative al mondo delle istituzioni che caratterizzano il cosiddetto "indeuropeo centrale". Cfr e.g. P.G. van Soesbergen, Thracian personal, ethnic and topographic names in Linear A and B, Kadmos 1979, pp ; ed anche E. Scafa, Stt-W-ri-to/IYBPITA, in Sybrita, La Valle di Amari fra Bronzo e Ferro, a cura di L. Rocchetti, Roma 1994, pp e n. 54 (sul top. da-wo). Cfr E. Scafa, Sulle relazioni esterne dei regni micenei secondo le testimonianze in Linear Atti del Simposio Italiano di Studi Egei, Roma 1999, p. 270 n. 6 (su a-me-ja ed a-ja-me-na).

5 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI Su tutto ciò pesa, tuttavia, il grave svantaggio di avere, per quanto riguarda il miceneo, una documentazione in linea generale notevolmente scarsa ed esigua. Prima di varare, quindi, un'indagine a tutto campo, in riferimento ad ogni genere d'influenze esterne, basata sull'analisi dei prestiti lessicali, appare necessario essere in grado di attribuire il giusto significato ad ogni tipo di risultanze, in modo da pervenire a valutazioni d'ordine storico non sbilanciate in questa o quella direzione. Per ottenere tutto ciò vige la cautela di procedere per gradi: come il lessico militare può giustificare una disamina più ampia, quale quella che ci si accinge ad effettuare, così a sua volta quest'ultima, rivolta a molteplici aspetti della civiltà materiale, può rendere plausibile un'ulteriore indagine su tematiche più complesse e meno afferrabili e definibili. In altri termini si tratta di accertare, in via preliminare, il grado di apertura che, in modo complessivo, la società micenea mostra di possedere nei confronti di altre realtà culturali, in modo da determinare il grado di incisività ed influenza che è opportuno riconoscere, sul piano metodologico generale, al fenomeno degli influssi esterni nei confronti della civiltà micenea. Per questi motivi, dunque - come del resto già preannunciato - l'obiettivo del presente studio viene circoscritto alle tematiche relative agli aspetti "materiali" della civiltà micenea. L'elenco su cui ci si basa potrà forse risultare non particolarmente preciso od esauriente, tuttavia servirà come approccio per definire, sia pure per grandi linee, un quadro d'insieme sufficiente a fornire - oltre, ovviamente, a meglio illustrare interessanti aspetti del mondo miceneo - le prime risposte all'interrogativo, di più ampio respiro, che ci si è posti. PRESTITI LESSICALI Si consideri il seguente elenco: 1) a-ne-te-wa (KNVcl85) 2) a-pe-ri-ta-wo (PY An 657.3) 3) a-pi-ja(-ko-ro-jo) (KN B 812.a) 4) a-ra-ko (KN passim) 5) a-sa-mì-to (KN Ws 8497.Y) 6) da-pu 2 -ri-to (KN Xd KN Gg 702.2; Oa 745.2) 7) de-ku-iu(-wo-ko) (PY Un ) 8) di-pa (KNK ; PY Ta 641.2; KN K 740.2; PY Ta 641.2; duale) Cfr àvnflov cfr an.jtea.oq cfr òutioc; cfr cxpaicoc, cfr àaàjnv6oi; cfr XaP"bpiv9oc,, cfr 8ÌKTU0V cfr Séjtaq prestito prestito del sostrato medi-terraneo prestito prestito dall'asia Minore prestito probabilmente mediterraneo prestito dal lidio prestito preellenico prestito mediterraneo

6 286 ENRICO SCAFA 9) e-ra-wa (+ e-rawo (KN, PY passim) cfr exaiov^ + e-rctywó) 10) e-re-pa (+ e-repa-tì-jo/ja) (KN, PY passim) cfr éaiepaq 11) e-ru-mi-ni-ja (PY Vn ) cfr èm>u.via 12) ka-da-mi-ja (MY Ge 604.5) cfr KàpBajiov 13) ka-ko / ka-ki-jo (+ ka-ke-u + teko-de-ta) etc. 14) ka-mi-ni-to 15) ka-na-to 16) ka-ne-ja 17) ke-ra-so 18) ki-u-ro-i (passim) (KN De 1260.B, Dk 1073) (MY Ue611.3) Wt 502.P; Wt 506.(3 (PY Ub 1318,2) (MY V 659 Fo 101.4) (PY An ) cfr xa^kóq cfr icà(uvo<; cfr mvaagov cfr Kàvva cfr Képaooi; cfr Kioupoq 19) ki-to (_+ki-to-nija (KN passim) cfr xitcbv etc.) 20) ko-pi-na (PY Ep ) cfr Kcxpivoc, 21) ko-ri-ja-do-no (+{passim) cfr KopiavSvov ko-ri-ja-da-na e varianti) 22) ko-ro-ki-ja 23) ko-tu-ro 2 24) ku-mi-no (PY passim) (PY pass/m; TH Of 34.1) (MY passim) cfr KpÓKoq Cfr KOTÒA.T cfr id)(iivov 25) ku-pa-ri-se-ja (+ (PY Sa 488) cfr KUJtàpiaaoi; ku-pa-ri-si-jo + kuj-pa-ri-so) 26) ku-pa-ro (KN, PY passim) cfr KÓnaipoq 27) ku-pi-ri-jo (KN passim ed cfr ìrimpoq 28) ku-ru-so anche PY) (PY passim, KN cfr Xpuaóq 29) ku-le-so (+ K 872.3a) (PY Ta 707.3) cfr KOTIOO; je-yo) 30) ku-wa-no (PY Ta ; cfr KÓavoq ) 31 ) ma-ra-tu-wo (MY passim; KN cfr nàpaoov 32) mi'-tó Ga 953.3a) (MY passim) cfr [uvba prestito mediterraneo prestito dall'asia Minore (proveniente dal sostrato) prestito preellenico prestito prestito prestito cario (cfr Kà i.apo<;) preellenico prestito semitico prestito dall'asia Minore prestito semitico prestito semitico forse prestito prestito mediterraneo prestito semitico forse prestito prestito semitico prestito mediterraneo prestito, semitico (?) prestito semitico prestito semitico prestito (dall'africa) prestito dall'liittita (forse da sostrato mediterraneo) prestito dal sostrato prestito dal sostrato Si tenga presente che, oltre all'olio, venivano utilizzate anche le olive da mensa.

7 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI 33) mi-to-we-sa 34) mo-ri-wo-do 35) mo-ro-ko(-wowo-pi) (KN passim) (KNOg 1527, ) (PY La 635) 36) mu-ta-(pi) (+ mu- (PY An 5.7; Cn cfr fiuptov li) 4.2) 37) NI (passim) 38) o-ro-qa 39) pa-ra-ku-ja (+ *56-ra-ku-ja + pa-ra-ku-we + pa-ra-ke-we) + pa-ra-ku-we-jo 40) pi-a 2 -ra (+ pi-jera 3 ) 41) pi-ri-no 42) pi-ta-ke-u (KN V 479.2) (KN Ld 575.b.) (PY Tn 996.2) (KN As ) (PY Jn 389.5) 43) po-pu-re-jo (+ (KNX 9761a) po-pu-re-ja + popu-ro 2 ) 44) pu-ko-so (e-ke-e) (PY Ta 715.3) 45) qe-to 46) re-wo 47) sa-sa-ma 48) se-rì-no 49) jm-fco 50) wi-jo(qo-ta) 51 ) wo-do (+ wo-di- (KN V 7049; Xd je-ja + wo-di-jo (PYTa 641.2; MY Ue611.4) (KN Xd 7663) (MY passim) (MY Ge 604.2) (KN V 479.1; X 7647; PY Eb 149.1; Ep 613.4) (KN Db 1305 B; Dq 7852.a; Dq 1026.a; Ld 598.1) 282) cfr liivcoq cfr nó\i 35o<; cfr p.axàxii cfr vikùxeov cfr òpopoq cfr ofiàpaysoq cfr <pià^r cfr 7tpivo5 cfr \ /makoc, cfr 7iop<pùpa cfr Tfò^oq cfr jtiooq cfr XÉCÙV cfr aàaaiiov cfr aéxivov cfr aftkov cfr IOV cfr pó5ov prestito prestito dall'iberico, attraverso il sostrato mediterraneo prestito mediterraneo prestito dall'asia Minore prestito dal sostrato cretese prestito dal Mediterraneo orientale prestito semitico prestito, forse dal sostrato forse prestito dell'asia Minore (cfr top. Ilpivacooi;) prestito orientale, forse indiano prestito dal Vicino Oriente prestito dall'asia Minore (forse i.e.) prestito (egiziano? ugaritico?) prestito semitico (ma cfr anche egiziano) prestito dal sostrato prestito dal sostrato prestito dal Mediterraneo o dell'asia Minore prestito mediterraneo prestito dall'iranico

8 288 ENRICO SCAFA + wo-de-wi-jo + wo-do-we) 52) wo-no (PY Vn 20.2) cfr otvoc, prestito mediterraneo AVVERTENZE Sicuramente questa lista 7 è suscettibile di modificazioni. E' noto, infatti, che per molte parole micenee non sussiste, tuttora, un' interpretatio graeca univoca. Può valere come esempio il caso di pi-ta-ke-u, su cui - cfr F.A. Jorro, cit. s.v. - esistono forti dubbi che possa riferirsi a \ /imxicoq. E' quindi sufficiente attribuire un diverso significato a taluni termini del lessico miceneo perché questo elenco si allunghi o si accorci, a prescindere, ovviamente, da autentici errori d'interpretazione, pur sempre possibili. Da questa lista inoltre sono stati deliberatamente esclusi i seguenti tipi di e- spressioni: a) Espressioni dall'etimologia sconosciuta, come ad esempio: 1) e-ka-ra 2) ka-ru-(pi) 3) ka-ti 4) ki-da-ro 5) ko-a 6) ko-no I) ko-ma-ra 8) mi-raj 9) pa-ko(-we) 10) pa-we-a II) pi-ri-ja(-o) 12) pte-re-wa 13) ra-wo(-po-qo) 14) se-re-mo 15) we-az-re-jo Anche se per taluni di questi termini si può "sentire" un qualche collegamento con il sostrato o con il mondo esotico (orientale), come pure una probabile origine indeuropa, tuttavia è preferibile, data la scarsa consistenza di questi Per la compilazione di questa lista si è tenuto conto, essenzialmente, di L.A. Stella, La civiltà micenea nei documenti contemporanei, Roma 1965; C.J. Ruijgh, Etudes sur la grammaire et le vocabulaire du grec mycénien, Amsterdam 1976; C. Milani, Incontri etnici nel miceneo, Aevum 1980, pp ; F.A. Jorro, Diccionario micènico, Madrid 1985; E. Masson, Recherches sur les plus anciens emprunts sémitiques en grec, Parigi 1967; P. Chantraine, Dictionnaire Etymologique de la langue grecque, Parigi 1968.

9 A PROPOSITO DEGLI APPORTI ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI elementi, escluderli - almeno per il momento - dalle successive indagini, perché potrebbero condurre a risultati deviami. b) Espressioni dall'etimologia incerta come ad esempio, pe-ri-ke (cfr 7IÉA.IKE<;; néxxa), che potrebbe essere indeuropeo, ma anche derivato dal sostrato. c) Espressioni che sono esito di prestito penetrato nell'area generale dell'indeuropeo, se non addirittura nell'indeuropeo comune 8, come, ad esempio: 1) qo-wa(-ke-se-u)\ anche se il termine da cui deriva Poùq è di origine orientale, tuttavia sembra essere presente già nell'indeuropeo comune; 2) pa-ra-ku; vale lo stesso discorso di cui sopra 9 ; 3) ri-no; anche se è possibile che si tratti di un prestito dalle lingue mediterranee, tuttavia è così largamente attestato in quelle indeuropee da indurre a ritenere che si sia diffuso in quell'ambito prima della formazione della specifica cultura micenea. d) Espressioni che pur essendo arcaiche e di tipo locale non possono essere fatte risalire con certezza ad un prestito, eventualmente dal sostrato, come, ad esempio, a-ka-ra-no (cfr Esichio akapvoq- 8à(pvr ) OSSERVAZIONI I. - Com'è facile osservare - ed è già stato ripetutamente posto in evidenza 10 - i diversi prestiti lessicali appaiono essere concentrati, per così dire, in determinate categorie di beni e derrate piuttosto che in altre. Più in dettaglio, sulla scorta dell'elenco testé elaborato possiamo pervenire al seguente prospetto: A) Piante e Vegetali 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) avngov & j.7ceào<; anioq apakoq exaiov 10V KàpSap-ov Kccvva aneto vite pero cicerchia olio viola crescione canna Un caso analogo potrebbe essere quello di XOXKÒ^ (cfr P. Chantriane, cil., s.v.). Anche se, da un punto di vista strettamente militare, sembra comunque un'innovazione rispetto al più antico armamento degli Indeuropei (cfr supra, punto II). Cfr e.g. E. Masson, cil., p

10 290 ENRICO SCAFA 9) KÉpaaoq = ciliegio 10) Kopiav5vov = coriandolo 11) KpÓKoq = zafferano 12) KV\X\.VOV = cumino 13) Kvnàpiococ, = cipresso 14) Kvmcapog = cipero 15) Kvnpoc, = henna 16) = ebano (citiso) 17) (iàpagov = finocchio 18) = menta 19) (O.'ÒpTOV = mirto 20) vikuàeov = fico 21) otvoq = vino 22) opo[3o<; = veccia 23) nptvoq = quercia (leccio) 24) rct>l;o<; = bosso 25) pósov = rosa 26) aàaauov = sesamo 27) aé?uvov = sedano 28) CTÒKOV = fico B) Utensileria 1) àaàp.iv8o<; = vasca da bagno 2) SlKTOOV = rete 3) Séraxq = tipo di vaso 4) KavacBov = canestro 5) Kioupoq = paniere 6) KÓcpivoq = cesto 7) KOT6XT = coppa 8) niboc, = giara 9) = tazza C) Elementi Architettonici 1) Xa(3, ópiv9oi; = labirinto (casa doppie asce) 2) = tegola 3) Kàu.ivo<; = fornace A queste strutture dovrebbe aggiungersi anche il uéyccpov, in quanto termine di sostrato 11. Tuttavia non risulta attestato in miceneo e pertanto viene escluso, Cfr E. Masson, cit., p. 88.

11 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: 0 Q, Z Y 1 UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI per coerenza, dal presente studio, anche se si ammette che fosse noto ed utilizzato dai Micenei. D) Vesti 1) %lt(bv = chitone E) Animali 1) II/ÌTTCCKOC, = pappagallo 2) Xécov = leone F) Sostanze per uso industriale 1) ÈXécpac, = avorio 2) Xodicóq - bronzo/rame 3) Xpvaóq = oro 4) KÙavoq = pasta vitrea (lapislazzuli?) 5) = milto (minio) 6) = piombo 7) = malachite 8) aiiapaysoq = smeraldo 9) jiopcpupa = porpora IL Una prima valutazione che nasce dalla visione comparativa delle liste sopra riportate è che i Greci, nel loro affacciarsi nell'area egea, vennero a contatto con un nuovo mondo, composto sia da elementi del sostrato, sia da influssi orientali, i quali spaziavano dall'asia Minore all'egitto, passando per Cipro e l'area siriana (a sua volta collegata con la Mesopotamia) 12. Tutto ciò determinò senza dubbio un salto di qualità per la loro cultura, a cominciare da alcuni a- spetti meramente estetici. Solo attraverso una chiave di lettura di questo tipo estetico-culturale, infatti, si può capire l'importanza di tipo ornamentale da riconoscere al pappagallo (\ /i.t/tako<;) - tipico animale decorativo di giardini ed ambienti raffinati ed ele- Cfr e.g. E. Musson, c/7., p. 46 e seg. (sugli antichi itinerari commerciali, la via marittima - dall'asia meridionale all'egeo - e quella terrestre, che metteva in giuoco i popoli mesopotamici); p. 81 (sull'itinerario dell'avorio). Va da sé che a loro volta queste aree potevano anche fungere da tappa intermedia per prodotti provenienti da regioni più lontane (anche se per l'egitto si deve tener presente, com'è noto, l'esistenza di rapporti più diretti con i Micenei, soprattutto quelli di Creta). Si tenga presente, comunque, che, da un punto di vista strettamente tecnico, un termine derivato dal sostrato potrebbe essere, in effetti, un antico prestito dall'oriente, mentre, viceversa, un termine di origine orientale, potrebbe essere, in realtà, un prestito da un più antico sostrato.

12 292 ENRICO SCAFA ganti - ed al leone, simbolo di forza e di coraggio, com'è tipico di un'antica tradizione di tutta l'area mediterranea, in particolare per il settore orientale. Sempre secondo quest'ipotesi interpretativa, anche se presenta caratteristiche d'ordine più pratico e funzionale, si comprende l'adozione di elementi architettonici innovativi quali il XapùpivGoq (nel senso di specifica dimora regale?) come pure l'utilizzo di tegole per il telio (éxt)u.via) (anziché materiale più semplice), oppure della vasca da bagno (àcàuivgoq). Tutto ciò lascia pensare all'affermarsi di una classe aristocratica che, oltre a giovarsi di effettive comodità e privilegi, puntava, probabilmente, ad esibire quelli che potremmo chiamare, con linguaggio moderno, dei status symbol, come, ad esempio, un particolare genere (esotico) di veste, cioè il xitcov. A tutto questo, infine, possiamo aggiungere una serie di prodotti di origine e/o provenienza esterna (considerando come tale anche quella del sostrato), la cui funzione non poteva essere se non quella di migliorare, in senso lato la qualità della vita della società micenea, (o, meglio, delle classi superiori). Si tengano presenti, infatti, materiali quali, ad esempio: a) la quercia il bosso l'ebano nonché il ciliegio b) il vino l'avorio l'oro la pasta vitrea, lapislazzuli 10 smeraldo la porpora d) il bronzo 11 milto, etc. Si tratta, infatti, di materiali atti a confezionare mobili, carri, etc, spesso oggetti di lusso, elegantemente decorati (cfr il milto, la porpora, la pasta vitrea), od addirittura impreziositi (cfr lo smeraldo, l'oro, etc). Taluni di essi potevano servire per produrre autentici gioielli. Sempre composti da ingredienti di origine "esterna" e in certi casi di effettiva e continua importazione, venivano apprezzati dai micenei prodotti come i profumi, in gran copia lavorati nelle botteghe dei Palazzi, utilizzando olio e spezie aromatiche, ed imbottigliati in appositi contenitori. Si pensi, pertanto, agli aromi di: 1) aneto 2) viola 3) coriandolo 4) zafferano 5) cumino

13 A PROPOSITO DEGLI APPORTI ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI 6) cipresso 7) cipero 8) henna 9) finocchio 10) menta 11) mirto 12) sesamo 13) sedano 14) rosa Tutti i prodotti del tipo sopra descritto potevano, oltre ad arricchire la vita degli aristocratici micenei, essere utilizzati anche come oggetti di scambio. Di essi, data la loro ambivalenza, si tornerà a parlare anche a proposito delle esportazioni ed importazioni, mentre è più probabile che restassero circoscritti ad un ambito interno, più limitato, prodotti più umili e di uso più quotidiano, benché anch'essi d'origine esotica ed importati, eventualmente, dall'esterno, come: a) 1) la cicerchia 2) il crescione 3) la veccia b) 1) il piombo 2) la malachite III. All'origine di questa situazione, evidentemente, doveva sussistere una solida base economica, tale da costituire, per la classe che controllava la gestione delle risorse, non solo un elemento di generica ricchezza ma anche una forma di particolare crescita e sviluppo. In estrema sintesi, quindi, possiamo redigere il seguente prospetto: 1) utilizzo sia delle risorse "locali" (tra cui quelle esotiche offerte dal sostrato) sia d'importazione dall'esterno, per produrre ed esportare: a) profumi ed unguenti b) stoffe (essenzialmente di lana, ma senza escludere il lino) c) vino d) legname 2) commercio di esse con l'oltremare, al fine di ottenere ulteriori materie prime: a) eventuali aromi (per accrescere e variare la produzione di unguenti e profumi)

14 294 ENRICO SCAFA b) materiali pregiati (metalli, pietre dure, avorio, particolari tipi di legname) CONCLUSIONI I) Grazie anche alle risorse - non solo ad esse, beninteso- ricavabili dai prodotti offerti dal sostrato od ottenuti dagli scambi con l'area del Mediterraneo Orientale (Anatolia e Vicino Oriente, nonché Egitto) i Micenei non solo ottengono un oggettivo miglioramento delle loro condizioni di vita, ma si integrano, in virtù di una fitta rete di traffici, con i gusti, il tenore di vita e le esigenze economiche e commerciali delle coeve civiltà palatine dell'area suddetta. A dimostrazione di quanto affermato - oltre all'evidenza archeologica, naturalmente - sta l'adozione di un sistema di recipienti e contenitori come: 1) SÉTtaq 2) mvaagov 3) Kioupo^ 4) KÓqnvo<; 5) KOTÓA.T 6) 7ci9oq 7) (piódri Il fatto che, tutto sommato, questi semplici utensili non presentino particolari caratteristiche 13 tecniche - tali da comportare significative innovazioni rispetto ad una preesistente tradizione - indica un allineamento con usi e costumi (criteri standard insomma) che tutto un mondo, sia relativo al sostrato, sia connesso con l'oltremare, aveva già da tempo codificato riguardo alla conservazione ed al trasporto di determinati tipi di derrate. Del resto, a dimostrazione dell'esistenza di una rete di fittissimi contatti, sta anche la documentazione testuale che permette di ricavare, attraverso un'attenta disamina delle attestazioni etniche, uno schema abbastanza completo delle relazioni intessute dai diversi regni micenei 14. Analoga è la situazione per quanto riguarda il termine 8IKTDOV: non è pensabile che i Micenei avessero bisogno di conoscere la rete, in quanto tale, da un'altra civiltà. Con ogni probabilità si tratta dell'adozione di un particolare modello già affermatosi largamente presso il sostrato egeo. Cfr E. Scafa, cit.. Atti del Simposio Italiano di Studi Egei, Roma 1999.

15 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI Rotta I Malea Citerà Kasos Karpathos Rodi Qui nasce una prima biforcazione; attraverso l'egeo si punta: verso NE e verso E Rotta la Cnido Alicarnasso (Caria) Iasos Sasanda Mileto + Kandasa Efeso Aìrjcbv Rotta Ib Licia Lamos (Cilicia) Lyrnas (Pamfilia) Di qui la rotta prosegue per: Rotta le Cipro (+Amathus+Malania) Biblo Tiro (solo se accettiamo la lettura PÓPA-IOC, di ku-pi-ri-jo e Tòpoq di tu-ri-jo) Rotta II Keos -* Chios Anche questa rotta, giunti nel settore anatolico, presenta biforcazioni: Rotta Ila (Lidia) Asia Skyros Rotta Ilb (Ellesponto) Lemno Qui sembra manifestarsi un ulteriore spezzettamento: Rotta liba Tasos (Leion) Scione Olinto (Tracia) Rotta Ilbfi (Jroade) Arisbe Lampsaco Adrasteia Troia

16 296 ENRICO SCAFA Da Troia l'itinerario si suddivide ancora: Rotta IIbj31(Danubio) Scio Istro Rotta IIbp2 Paflagonia Rotta III (Occidente) Corcira - Epiro (Athamanes) Iapigia (Mandurion) B) Regno di Cnosso Rotta I (Nord-Est) Tera > rtiapoq > Leros» Samos > Chio» Imbros > Asia > Stiro > Pedasos > Lyrnassos > Sminthos > Troia / + / + Sasanda Da Troia nascerebbe una biforcazione, del tutto analoga a quella che abbiamo già visto per Pilo: a) Scio b) Colchide

17 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI 297 Rotta II (Nord-Ovest) Citerà Andros + Tasos Rotta III (Orientale) Rodi Side >Cappadocia 15 Alassa (Cipro) Tyros Lyrnos Rotta IV (Meridionale) Egitto (aj-ku-pi-ti-jo e mi-sa-ra-jo) Rotta V (Occidentale) Illiria {to-u-na-ta) 15 Poiché sa-qa-re-jo (KN passim) lascia pensare al toponimo Ha^aXaaaàc,, in Cappadocia, cfr. C.J. Ruijgh, Études, cit., p. 259, n. 127, allora taso (KN passim), potrebbe essere un antroponimo a carattere etnico che indicherebbe la città di Tapaóc,, in Cilicia, - anziché l'isola di Qàaoc, - il che sarebbe coerente con l'itinerario sopra riportato.

18 298 ENRICO SCAFA C) Regno di Micene Rotta I (Nord-Est) Cos Rotta la (Nord) Asia (Lidia) Rotta Ib (Oriente) Rodi Rotta II (Occidente) Zacinto II) Di conseguenza, se perveniamo alla constatazione che i Micenei proprio in virtù di questo doppio apporto (di sostrato ed orientale) esterno avevano raggiunto un livello di cultura materiale non solo notevole, ma anche analogo a quello delle altre civiltà palatine del II millennio, allora possiamo capire come dovessero ritenersi (a torto o a ragione) sullo stesso piano - relativamente al potere economico e, quindi, anche politico - delle altre potenze del tempo. Pertanto, una volta divenuti sostanzialmente pari agli altri, è comprensibile che, privi di timore reverenziale verso potenze più antiche e più consolidate, abbiano potuto rivaleggiare con esse, sino al punto di scatenare una serie di conflitti che coinvolsero l'intera area anatolica e del bacino del Mediterraneo Orientale, sino alla deflagrazione finale, la cui eco è rimasta nell'iliade e nella tradizione dei "Popoli del Mare" il cui esito è stato, tra l'altro, la distruzione del sistema di potere miceneo. HI) Tuttavia, a questa considerazione d'ordine storico-culturale bisogna aggiungere una valutazione più precisa e puntuale, sulla scorta di un'attenta analisi effettuata sulla tipologia delle "innovazioni" esterne adottate dai Micenei. In pratica il loro tenore di vita - per quanto abbiamo potuto vedere sulla scorta delle classificazioni dei prestiti lessicali qui impostata - si reggeva in maniera molto incisiva su un sistema di importazione ed esportazione. Per quanto posto in evidenza appare abbastanza chiaro che i beni necessari per lo sviluppo degli aspetti materiali della civiltà micenea, quanto a consistenza e valore, fossero di maggior pregio (e quindi di maggior "costo") di quelli che potevano esportare per acquistarli.

19 A PROPOSITO DEGLI APPORTI..ESTERNI" ALLA FORMAZIONE DELLA SOCIETÀ MICENEA: UN'INDAGINE ATTRAVERSO I PRESTITI LESSICALI E' infatti sufficiente porre a confronto le tabelle, anche se estremamente sommarie, di cui al punto III) delle OSSERVAZIONI, per pervenire alla conclusione che in effetti era difficile poter bilanciare l'importazione di metalli (fermo restando che qualche miniera o qualche cava di metalli - fra i meno nobili però - poteva sussistere nei territori sottoposti al diretto controllo dei Palazzi micenei), come pure di pietre preziose (o semipreziose) od avorio. Si può benissimo ammettere che l'esportazione di stoffe od olio fosse particolarmente vantaggiosa 16, ma tuttavia va tenuto presente che l'importazione dei materiali pregiati di cui sopra - anche se in certi casi limitata e circoscritta a ristrette élites orbitanti attorno al wanax ed ai sovrani minori che a lui si ispiravano - fosse pesantemente onerosa. Per di più il rame - spesso di provenienza cipriota - e soprattutto lo stagno, indispensabile per ottenere il bronzo, dovevano costare assai cari, anche in ragione delle quantità che bisognava importare. Di conseguenza i Palazzi micenei, quanto più sviluppavano la loro peculiare fisionomia culturale e politica, come pure militare (nel senso sino ad ora posto in luce ed analizzato), tanto più dovevano affrontare una "bilancia dei pagamenti" sempre più sfavorevole nei loro confronti. Se quindi si produceva una sorta di saldo negativo della bilancia dei pagamenti (per usare una terminologia moderna), senza tuttavia escludere, a livello di concausa, anche un cattivo funzionamento, sul piano della politica interna, del sistema sociale miceneo, allora nasceva la necessità di una politica espansionistica sempre più aggressiva, che prima ha portato i diversi regni a distruggersi tra di loro 17, e poi ha condotto i Micenei ad imprese fuori dell'area egea, verso Cipro e l'anatolia 18. IV) Appare, quindi, ovvio concludere che se le basi sulle quali si sono formate la società e la civiltà micenee sono, grosso modo, quelle che si è tentato in questa sede di identificare, allora viene rinforzata l'ipotesi che vede la causa prima del crollo del mondo miceneo in uno sbilanciamento verso l'esterno, piuttosto che in una causa interna (implosione). Cfr e.g. E. Scafa, Alcuni aspetti dell'organizzazione amministrativa dei regni micenei; re lazioni diplomatiche dei regni micenei: un parallelo con il Vicino Oriente, SMEA XXVIII 1990, pp Inoltre va tenuto conto - quanto all'olio - che gli unguenti potevano avere un cosiddetto "valore aggiunto". Infatti potevano essere utilizzati anche per particolari cerimonie religiose, incantesimi, cure mediche e magie di vario genere (e quindi valere più del valore intrinseco). A tal proposito - e cioè del valore di spezie prodotte, ad esempio, da Creta - cfr e.g. R. Arnott, Healing Cult in Minoan Crete, Aegeum 20, 1999, p Cfr e.g. E. Scafa, Sugli Antroponimi "etnici" del regno di Micene, SMEA XLII/2 2000, pp (soprattutto p ). Cfr quanto è desumibile dalla raccolta di testimonianze antiche su Cipro di K. Hadjioannou, 'H àpxcuct Kwtpoc, eiq làc, 'EX^Tiviicàq nr\yàc,, Nicosia 1971, soprattutto il capitolo Kcaà tà Tpcoi'Kà.

20 300 ENRICO SCAFA Alla luce di quanto sopra acquista particolare crudezza e drammaticità il passo di Strabone 1,40, il quale così si esprime 19 : KaGàrcep ènì zox> GcbpaKOi; xoù 'AYaué i.vovoc J kéyexai «tóv note oi Kivùpriq 5<ÒKE ^eivfiiov elvai- JIEÙGETO yàp KómpovSe \ikya KXBOC,.» Kaì 8T Kaì TÒV JIXEÌCO Xpóvov xfjq iixàvr\q XEKTÉOV ^ÈV ÈVTOI<; Kaxà <&OIVÌKT V Kai Evpiav Kai Aiy^Trcov Kaì Aipùnv yéveobai Kai là rapi Kunpou %copia Kai o^coq TTIV KaG' fmàq napaxiav Kaì xàq vfi<ro, oc/ Kaì yàp ^évia jrapà TOUTOU; Kaì TÒ pia Kaì tò ÈK AET A.aoia<; JtopioaaGai, Kaì uàkiaxa napà TGÒV a\) X xaxt aàvtcov xoìq Tpcoaiv, ÈVTEUGEV fjv. Enrico Scafa Instituto per gli Studi Micenei ed Egeo-Anatolia (CNR) Via Giano della Bella, Roma Italy Secondo la citazione riportata da K. Hadjioannou, cit. p. 18.

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