L'incidenza del diabete mellito di tipo 1 nell infanzia e nei giovani adulti in Provincia di Trento

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1 L'incidenza del diabete mellito di tipo 1 nell infanzia e nei giovani adulti in Provincia di Trento Rapporto Analitico sui dati del Registro RIDI Periodo Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Area Sistemi di Governance Trento ottobre 2014

2 A cura di: Silvano Piffer Rita Odorizzi Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa APSS Vittoria Cauvin Roberto Franceschi Nunzia Di Palma U.O. di Pediatria Ospedale Santa Chiara Trento - APSS Con la collaborazione dei seguenti Medici Diabetologi del bambino e dell adulto dell APSS Maria Bellizzi, Tiziana Romanelli, Renzo Gennaro, Giuseppe Piticchio, Donatella Setti Un particolare ringraziamento: - a tutti i medici ed al personale infermieristico dei Centri antidiabetici dell'apss che con la loro costante preziosa collaborazione consentono la rilevazione dei dati e conseguentemente le pertinenti reportistiche, - al Sig. Bruno Turrini del Servizio Sistemi Informativi dell'apss che ogni anno puntualmente mette a disposizione gli elenchi degli esenti ticket che servono per il controllo della copertura del flusso informativo primario del registro. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 2 Rapporto Analitico RIDI

3 INDICE Presentazione Pag. 4 Contesto geografico ed organizzativo 5 I servizi socio-assistenziali per i diabetici in età pediatrica 7 Epidemiologia del diabete mellito 8 Il ruolo dei registri di patologia 15 Il Registro provinciale del Diabete giovanile insulino dipendente - RIDI 16 I dati del registro RIDI della provincia di Trento: le caratteristiche dei casi - il profilo di laboratorio alla diagnosi L ospedalizzazione per Diabete Mellito 38 La mortalità per Diabete Mellito 45 Sintesi conclusiva 49 Allegati 53 - Aspetti legislativi 54 - Il Piano Nazionale sulla malattia diabetica estratto Diabete in età evolutiva 58 - Scheda di registrazione del Registro RIDI 61 Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 3 Rapporto Analitico RIDI

4 PRESENTAZIONE A partire dagli ultimi trenta anni è stato osservato un aumento dell incidenza del diabete mellito tipo1 (DMT1) in molte aree geografiche del Mondo, con maggiore evidenza nei Paesi in via di sviluppo e nelle fasce d età più giovani. Questa evidenza ha portato ad istituire in vari paesi in varie realtà geografiche, sistemi di registrazione/di sorveglianza di questa importante patologia. Questi registri si sono sviluppati in tempi tutto sommato abbastanza recenti dal momento che l osservazione epidemiologica nella popolazione infantile è stata maggiormente focalizzata in passato sulle malattie trasmissibili come le malattie infettive tipiche dell infanzia, piuttosto che su quelle non-trasmissibili come il diabete. In Italia si è strutturata a partire dal 1996 e per la popolazione 0-29 anni, la rete RIDI (Registro Italiano per il Diabete mellito infantile-giovanile di tipo 1), sulla base di un forte stimolo del Dipartimento di Pediatria dell Università di Ancona. L Azienda provinciale per i sevizi sanitari, per il tramite dell allora Osservatorio Epidemiologico (oggi Servizio di Epidemiologia Clinica e Valutativa), ha aderito a questa rete nel 1998, attivando il Registro RIDI della Provincia di Trento. Dal 1999 è prodotto un rapporto annuale sintetico di aggiornamento dei casi. A cadenza quadriennaletriennale, viene prodotto un rapporto analitico di approfondimento. Questa pubblicazione costituisce il quarto rapporto analitico di aggiornamento della casistica del Registro RIDI della provincia di Trento e fa riferimento al periodo Oltre al trend temporale dei casi assoluti e dei tassi di incidenza, sono riportate le caratteristiche cliniche dei casi, il loro profilo di laboratorio, l impatto sui ricoveri ospedalieri e sulla mortalità per diabete nella popolazione. Questo rapporto, ai sensi di quanto prefigurato dal Piano Nazionale Diabete del Ministero della Salute, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 6 dicembre 2012, potrà fornire un contributo ai fini del monitoraggio epidemiologico ma anche per programmare gli interventi di politica sanitaria locale. Silvano Piffer Direttore Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 4 Rapporto Analitico RIDI

5 IL CONTESTO GEOGRAFICO ED ORGANIZZATIVO Il territorio La Provincia Autonoma di Trento ha un'estensione di 6.206,87 kmq, un territorio interamente montano articolato sul piano amministrativo su 217 comuni e 11 Comunità di Valle. La densità abitativa è di 85,4 abitanti per kmq ( ) e la popolazione residente all risulta pari a unità. Fig. 1 Provincia di Trento. Ripartizione per Comunità di Valle L organizzazione sanitaria Sul piano dell organizzazione sanitaria si ha un'unica azienda sanitaria (APSS) e 4 distretti sanitari territoriali. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 5 Rapporto Analitico RIDI

6 Fig. 2 Provincia di Trento. Ripartizione per Distretto Sanitario Distretto Ovest: Comunità di Valle di Sole, Comunità della Valle di Non, Comunità Rotaliana, Comunità della Paganella, Comunità della Valle di Cembra Distretto Est: Comunità della Valle di Fassa, Comunità della Valle di Fiemme, Comunità del Primiero, Comunità della Valsugana e Tesino, Comunità Alta Valsugana e Bernstol Distretto Centro Nord: Valle dell Adige, Comunità della Valle dei Laghi Distretto Centro Sud: Comunità delle Giudicarie, Comunità Alto Garda-Ledro, Comunità della Vallagarina, Magnifica Comunità degli Antipiani Cimbri La popolazione residente Tab.1 Provincia di Trento. Popolazione residente. Maschi, femmine e totale di tutte le età. Per Distretto. Semisomma Distretto Semisomma popolazione residente media / (*) Maschi Femmine Totale Ovest Est Centro Nord Centro Sud Provincia Tab2. Provincia di Trento. Popolazione residente. Maschi, femmine e totale di età 0-29 anni. Per distretto. Semisomma popolazione Distretto Ovest Est Centro Nord Centro Sud Provincia Semisomma popolazione residente media (*) Classe età Maschi Femmine Totale (*) Stime su dati del Servizio Statistica Provincia Autonoma di Trento. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 6 Rapporto Analitico RIDI

7 I SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI PER I DIABETICI IN ETÀ PEDIATRICA L assistenza sul territorio ai soggetti diabetici in età pediatrica è offerta, in Provincia di Trento, oltre che dai pediatri di libera scelta, anche da quattro centri Antidiabetici (CAD) pediatrici e dagli otto CAD dell adulto. I soggetti residenti nel comprensorio del Primiero afferiscono, per contiguità geografica, alle due strutture, pediatrica e per adulti, di Feltre (BL). Il Centro antidiabetico pediatrico dell Ospedale S. Chiara di Trento è centro di riferimento pediatrico provinciale e segue attualmente ( ) oltre 256 pazienti diabetici di cui il 90% affetto da dibete mellito di tipo 1. L 80% circa dei pazienti è di età compresa tra 0-18 anni e circa un 20% con età > ai 18 anni; questi ultimi sono pazienti in cui l esordio della malattia è avvenuto in età pediatrica e da allora sono seguiti per continuità da questa struttura. Il Centro segue inoltre, circa 40 soggetti in età pediatrica affetti da altre forme diabetiche: soggetti con MODY 2-3, soggetti con sospetto MODY 2 in accertamento, soggetti con diabete tipo 2, soggetti con diabete tipo 1 idiopatico e diversi soggetti con iperglicemia occasionale. Il personale coinvolto nell attività del centro di riferimento è rappresentato da: due medici diabetologi di cui 1 dedicato espressamente ai pazienti portatori di microinfusori, 1 infermiere ambulatoriale (part-time) ed 1 infermiere presso il day-hospital, più una infermiera di reparto che coordina l educazione alla malattia e gestisce una parte dei campi scuola; una dietista ed una psicologa su richiesta, un medico neurologo, un cardiologo ed un neurologo in day hospital. L attività del Centro prevede, per tutti i pazienti seguiti, un ricovero annuale in day-hospital seguito da 3-4 controlli ambulatoriali. A tutti i pazienti in età pediatrica viene proposto il camposcuola estivo organizzato e gestito dal Centro in collaborazione con l associazione giovani diabetici Trentini - AGDT. Quando si presenta un esordio di malattia ed il paziente frequenta una struttura didattica (scuola di infanzia, elementare, medie, superiori), il medico diabetologo del Centro si reca presso la struttura al fine di illustrare al personale che si rapporta con il soggetto i diversi aspetti della patologia. È presente un gruppo di volontariato a sostegno dei giovani diabetici, l associazione giovani diabetici trentini (AGDT), realtà presente su tutto il territorio nazionale (AGD), gestita interamente da volontari (familiari dei soggetti diabetici). Tale associazione, nata nel 1995, conta ad oggi (2013) in Trentino oltre 300 iscritti e prevede fra le sue principali finalità: il sostegno alla famiglia e la promozione della ricerca scientifica. A tal fine, collaborando in maniera stretta con i diabetologi, offre: il supporto psicologico alle famiglie all esordio della malattia, il supporto psicopedagogico agli adolescenti e genitori, gruppi di mutuo aiuto distribuiti sull intero territorio provinciale, campi scuola estivi assieme al team sanitario dell U.O. di Pediatria dell'ospedale Santa Chiara con il fine di sviluppare la gestione autonoma della malattia da parte del ragazzo/a (interamente autofinanziati), occasioni formative ed informative con la collaborazione di consulenti, assegnazione di borse di studio in collaborazione con l associazione italiana di diabetologia per il sostegno della ricerca in campo diabetologico. Al fine di sostenere le molteplici attività l associazione attiva iniziative di raccolta fondi. La disponibilità al pubblico dell ufficio, che ha sede a Trento in Via Vittorio Veneto n. 24, è prevista per ogni martedì dalle alle Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 7 Rapporto Analitico RIDI

8 L'EPIDEMIOLOGIA DEL DIABETE MELLITO Dimensione del problema Il diabete nella popolazione generale Il diabete mellito di tipo 1 rappresenta una delle più importanti malattie croniche dell età evolutiva e costituisce un problema di sanità pubblica che riguarda sia i Paesi economicamente avanzati che quelli in via di sviluppo. In molte nazioni il diabete è una delle principali cause di morte, conduce a complicanze gravi e comporta costi rilevanti sia sanitari che sociali. L organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che la sorveglianza di questa malattia costituisce un elemento fondamentale di salute pubblica ed ha promosso, già a partire dagli anni 80, un progetto multinazionale per la sorveglianza dell incidenza, della mortalità e del livello assistenziale del diabete nell età infantile, il cosiddetto studio DiaMond (Multinational Project for Childhood Diabetes). 1 Il network DIAMOND, oggi concluso, è arrivato ad includere 112 centri da 57 Paesi nel mondo, rappresentando, alla data del , 84 milioni di bambini con un data set di casi diagnosticati tra il 1990 ed il Negli Stati Uniti circa 14 milioni di persone sono affette da diabete mellito 2, nel 90-95% dei casi si tratta di diabete mellito non insulino-dipendente o di tipo II e solo nel rimanente 5-10% si tratta di diabete mellito insulino-dipendente o di tipo I. 2-4 Si stima che circa metà dei pazienti affetti da diabete, per lo più pazienti con diabete di tipo II, siano attualmente ignari di essere affetti dalla malattia. 3 Il diabete condiziona l'insorgenza di complicazioni metaboliche potenzialmente mortali ed è la settima causa di morte negli Stati Uniti, con circa morti ogni anno. 2-4 Fig 3 Tassi standardizzati di incidenza a livello mondiale, età < 14 anni National Diabetes Information Clearinghouse. Diabetes statistics. Bethesda: National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, (NIH Publication no Harris MI. Undiagnosed NIDDM: clinical and public health issues. Diabetes Care 1993;16: American Diabetes Association. Diabetes vital statistics. Alexandria, VA: American Diabetes Association, Alberti KGMM, DeFronzo RA, Zimmet P, eds. International textbook of diabetes mellitus. New York: John Wiley and Sons, Il Diabete 1998; 10: accesso Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 8 Rapporto Analitico RIDI

9 Fig 4 Tassi standardizzati di incidenza a livello mondiale, età < 14 anni Paesi selezionati - DIAMOND. Fig 5 Tassi standardizzati di incidenza per diabete tipo1 - età < 14 anni. Europa 2007 Estensione DIAMOND. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 9 Rapporto Analitico RIDI

10 Il diabete nella popolazione Italiana La prevalenza del diabete mellito in Italia è stimata intorno al 4-5% della popolazione ed aumenta con l età. In circa 1 caso su 10 si tratta di diabete di tipo 1. Si stima, inoltre, che da un terzo a metà dei casi di diabete tipo 2 già insorto non sia ancora diagnosticato in quanto asintomatico. 6 L OMS ha incluso di recente l Italia nell elenco dei 10 Paesi al mondo con maggiore prevalenza di diabete mellito in età adulta, dopo il Brasile e prima del Bangladesh. 1 I dati epidemiologici sulla condizione diabetica degli italiani sono disponibili da più fonti informative 7. Tra queste: l Istituto nazionale di statistica (Istat), il sistema di sorveglianza Passi, l Osservatorio epidemiologico cardiovascolare (Oec). L Istat ogni anno effettua un monitoraggio sullo stato di salute della popolazione e su alcuni comportamenti sanitari e stili di vita, utilizzando un set di indicatori costruiti sulla base delle informazioni raccolte nell indagine multiscopo sulle famiglie Aspetti della vita quotidiana. I dati riportati nell annuario statistico Istat indicano che è diabetico il 5,4% degli italiani (4,9% nel 2011) (5,3% delle donne e 5,6 % degli uomini), pari a circa persone. Secondo i dati 2010 della sorveglianza Passi, 9 nel pool di Asl partecipanti, la percentuale delle persone che riferiscono di aver ricevuto una diagnosi di diabete è del 5% (valore come si vede sostanzialmente sovrapponibile a quello ISTAT multiscopo). Si evidenzia un gradiente Nord-Sud: nella P.A. di Bolzano si registra il valore più basso (2%), mentre in Basilicata quello più alto (8%). Inoltre, considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l intero periodo , la prevalenza di diabete riferito non mostra variazioni statisticamente significative negli anni. Riguardo ai fattori di rischio associati al diabete: tra i diabetici, il 55% ha ricevuto una diagnosi di ipertensione e il 45% di ipercolesterolemia, il 75% è in eccesso ponderale (IMC 25), il 39% è sedentario e il 22% fumatore. Secondo i dati dell Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, raccolti a partire dal 1998 e pubblicati sul sito del Progetto Cuore, in Italia Il 10% degli uomini e il 7% delle donne è diabetico, l 8% degli uomini e il 4% delle donne è in una condizione border line (intolleranza al glucosio) e il 23% degli uomini e il 21% delle donne è affetto da sindrome metabolica. Tra gli anziani (età compresa fra 65 e 74 anni), è diabetico il 20% degli uomini e il 15% delle donne mentre il 12% delle donne in menopausa (età media 62 anni) è diabetico. Tab.3 Prevalenza ed incidenza del diabete mellito nella popolazione italiana. Prevalenza del diabete noto 5% Prevalenza del diabete non noto 2-3% Incidenza annuale 3-4/1.000 abitanti Incidenza annuale tipo 1 8-9/ abitanti: circa nuovi casi/anno Incidenza annuale tipo 1 sotto i 14 anni Intorno a 10/ per anno Italia continentale Intorno a 20-30/ per anno - Sardegna Prevalenza nella popolazione > 65 anni >10% Prevalenza del tipo 2 vs totale >95% Prevalenza del diabete tipo I 0,1-0,2% Prevalenza insulino-trattati vs totale 15-18% 8 ISTAT Annuario Statistico Nazionale -2013, Roma, Rapporto Annuale Passi 2010, ISS 2012 Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 10 Rapporto Analitico RIDI

11 Il diabete nei giovani Nel mondo intero, ogni giorno 200 bambini sotto i 14 anni si ammalano di diabete di tipo 1. Il numero di nuovi casi aumenta di quasi il 3 % all anno; un altro dato allarmante è il fatto che l incidenza del diabete di tipo 2 relativamente raro sia tra i bambini, sia tra gli adolescenti è in aumento tra le popolazioni a rischio. I principali fattori di rischio per lo sviluppo del diabete sono, come per gli adulti, il soprappeso e la mancanza di esercizio fisico. Esiste un ampia disomogeneità nella distribuzione dei tassi d'incidenza del diabete di tipo 1 nei giovani a livello mondiale. La maggior parte delle informazioni, a livello di popolazione, provengono dall Europa e dal Nord America dove sono operativi numerosi registri con attività ormai consolidata 7. Lo studio DiaMond dell OMS si è proposto di tracciare un quadro della patologia a livello mondiale acquisendo da tutti i registri i dati di incidenza della malattia fino ai 14 anni. I risultati di tale indagine hanno fatto emergere un quadro difforme (Fig.2-3) con aree ad elevatissima incidenza come Sardegna e Finlandia (circa 37/ per anno), seguite da aree ad alta incidenza quali Canada (24,0/ per anno) e Norvegia (21,2/ per anno), ed infine da aree a bassa incidenza come alcuni Paesi del Sud America (Venezuela 0,19/ per anno) o i paesi asiatici 7. La notevole eterogeneità riscontrata nelle diverse aree geografiche sottolinea la diversa suscettibilità genetica al diabete nelle diverse popolazioni e nel contempo l importanza dei fattori ambientali/comportamentali 8. In Europa negli ultimi trent anni l incidenza del diabete mellito giovanile tipo 1 è aumentata in modo rilevante, così come dimostrato dalla rete collaborativa EURODIAB a cui hanno dato il loro contributo dalla fine dello scorso millenio 44 centri europei. Parte di questi centri europei, contribuiscono anche al network DIAMOND. Alla fine del 2006 la rete EURODIAB monitorizza 30 milioni di bambini in Europa e comprende casi di bambini con diabete di tipo 1 di età pari o con meno di 14 anni, registrati dal 1989 al Lo studio collaborativo EURODIAB ha indicato una curva d'incidenza in crescita significativa con un aumento medio del 3-4% annuo; l incremento è risultato maggiore in Paesi dell Europa Centrale e dell Est 9. L età in cui l aumento del tasso d incidenza si è manifestato più evidente è stata quella sotto i cinque anni d età. 10 L incidenza del diabete di tipo 1 nei bambini di età inferiore ai cinque anni in Europa è destinato a raddoppiare entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005, mentre i casi tra i sotto i 15 anni aumenteranno del 70%. La tendenza, basata sui casi diagnosticati tra il 1989 ed il 2003, sarà più alta negli ex paesi sovietici dell Europa orientale, ma mette in guardia anche il resto del Continente. Il documento, pubblicato online 7 Karvonen Marjatta, Viik-Kajanderr Maarit Incidence of Childhood Type 1 Diabetes Worldwide. Diabetes care,vol.23,n.10,october Cavalli-Sforza L, Menozzi (1994): Europe History and Geography of Human genes. Princeton, p Soltesz G., Patterson CC. et al: World wide Childhood type 1 diabetes incidence what can we learn from epidemiology? Pediatrics Diabetes 2007: 8(suppl.6): Gardner SG, Bingley PJ, Satwell PA, Weeks S, gale EAM and the Barty s-oxford study group (1997) Rising incidence of insulindependent diabetes in children aged under 5 years in the Oxford region: time trend analysis. BMJ 315: The Lancet on line: Diabetes, published June 25, 2010 ¹² Carle F, Gesuita R, Bruno G, Coppa GV, Falorni A, Lorini L, Martinucci ME, Pozzilli P, Prisco F, Songini M, Tenconi MT, Cherubini V and the RIDI Study Group. (2004): Diabetes incidence in age-group 0-14 years in Italy: a 10 years prospective study. Accettato nell agosto 2004 da Diabetes Care. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 11 Rapporto Analitico RIDI

12 dalla rivista britannica The Lancet, spiega che l aumento è così drammatico che non può essere attribuito solo ai geni 11. Sotto accusa invece ci sono le abitudini alimentari e lo stile di vita. In Italia, fino alla metà degli anni ottanta non erano disponibili dati epidemiologici accurati sull incidenza del diabete mellito tipo 1 (DMT1). Nel corso degli anni successivi, sono stati comunque condotti diversi studi su alcune aree del nostro Paese che hanno evidenziato una grande variabilità geografica nell incidenza di questa malattia¹². Tuttavia la disomogeneità temporale e spaziale risultante da tali studi impediva di giungere ad una visione complessiva della diffusione della malattia nella popolazione e di effettuare confronti non distorti tra le diverse realtà territoriali. Nel 1996 è stato istituito il Registro Italiano per il Diabete mellito insulino-dipendente (RIDI) 12 con l obiettivo generale di coordinare i Registri di Incidenza già attivi e promuoverne l attivazione di nuovi nelle aree non ancora sottoposte ad osservazione epidemiologica sistematica. In particolare questo costituiva le premesse per un sistema finalizzato a (i) standardizzare la raccolta e la registrazione dei dati d'incidenza del DMT1 nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale; (ii) creare un data-base nazionale; (iii) analizzare l andamento dell incidenza del DMT1 nel tempo; (iv) diffondere i dati epidemiologici nazionali sul DMT1. Il RIDI è nato in pratica come progetto di cooperazione tra SID (Società Italiana di Diabetologia), AMD (Associazione Medici Diabetologi) e SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) in modo da realizzare una rete di collaborazione tra pediatri, diabetologi e strutture di epidemiologia in ogni area coperta dal Registro Locale. La struttura organizzativa prevede quindi diversi Registri Locali ed un Centro di Coordinamento nazionale. I dati attualmente disponibili indicano come i tassi di incidenza presentino delle notevoli differenze; la Sardegna, una regione con un tasso d incidenza di diabete mellito giovanile molto alto convive con regioni con un tasso tre o quattro volte inferiore 11. Sono state registrate notevoli variazioni di incidenza fra le diverse aree continentali della penisola 12, mentre sono disponibili pochi dati relativi ai trend temporali dei tassi di incidenza. Una survey condotta dal Gruppo del RIDI ha analizzato i dati del registro nazionale relativi agli anni (e purtroppo ad oggi non ancora aggiornati). Essa ha evidenziato differenze significative tra i tassi standardizzati nelle macroaree del Paese (Nord-Centro-Sud e isole) (Tab. 1), con tassi di incidenza significativamente più bassi nel Sud d Italia rispetto al Centro e al Nord e, come atteso, un tasso d'incidenza molto elevato in Sardegna. L analisi dei trend temporali ha mostrato un incremento del 3,6% (p<0,001) e del 3,7% per anno rispettivamente nella penisola e in Sardegna Cherubini V, Carle F, Iannilli A, Kantar A, Coppa GV con il gruppo di lavoro sul Diabete Mellito (1997)- Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP).Il Progetto per il registro italiano del Diabete Mellito insulino-dipendente (RIDI). Riv. Ital Pediatr (IJP) 1997; 23: Karvonen M, Pitkaniemi J, Tuomilefhto, and the Finnish Childhood Diabetes registry Group (1999) the onset age of type 1 diabetes in finnish children has come younger. Diabetes care 22: Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 12 Rapporto Analitico RIDI

13 Tab. 4 Tassi d incidenza età specifici - Diabete tipo 1 in Italia, corretti per sesso, età e area geografica- Anni Età 0-4 anni Casi (n) Anni Persona Maschi Tasso incidenza Genere 95% CI Casi (n) Anni Persona Femmine Tasso incidenza 95% CI Nord ,008 0, ,022 0, Centro 161 1,965, ,861, Sud 100 1,949, ,855, Sardegna , ,069 1, anni Nord ,561 0, , Centro 230 2,049, ,945,589 0, Sud 140 2,047,506 0, ,959, Sardegna , , anni Nord ,145 0, , Centro 235 2,264, ,153,037 0, Sud 163 2,167, ,082,537 0, Sardegna , , * per 100,000 anni-persona Un recente studio dell Istituto superiore di sanità, in collaborazione con diabetologi pediatri della Seconda Università di Napoli e dell Università di Padova, ha cercato di stimare l incidenza del diabete mellito in Italia in età 0-4 anni, utilizzando i primi ricoveri ospedalieri sulla base dell archivio nazionale SDO. 13 Nel periodo , in Italia, il valore medio nazionale del tasso di incidenza del diabete mellito di tipo 1 tra i bambini di 0-4 anni è pari a 13,4/ (IC95%: 12,8-14,0), e risulta più elevato tra i maschi (14,1; IC95%: 13,3-14,9) rispetto alle femmine (12,7; IC995%: 11,9-13,4). La distribuzione geografica del tasso di incidenza risulta molto eterogenea, con le Regioni meridionali che presentano nel complesso valori lievemente più elevati rispetto a quelle del Nord. Il primato spetta alla Sardegna che mostra il tasso di incidenza più alto rispetto al resto del Paese (55,6 per ). La figura seguente rappresenta lo spettro dei valori regionali. Fig.6 Tassi di incidenza di prime ospedalizzazioni per diabete di tipo 1 in età 0-4 anni nelle Regioni italiane 13 Vichi M., Iafusco D, Galderisi A., Stazi M.A,. Nisticò L. `An easy, fast, effective tool to monitor the incidence of type 1 diabetes among children aged 0-4 years in Italy: the Italian Hospital Discharge Registry (IHDR). Acta Diabetol Apr;51(2): Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 13 Rapporto Analitico RIDI

14 Eziopatogenesi Il diabete tipo 1 è una malattia multifattoriale in cui fattori di rischio ambientali, tuttora non ben definiti, scatenerebbero una distruzione immuno-mediata delle cellule beta del pancreas in individui geneticamente predisposti 3 È oggi noto infatti che particolari combinazioni genetiche degli antigeni HLA possono contribuire al rischio di sviluppare la malattia 4, così come sono state definite nei particolari le lesioni anatomopatologiche che si evidenziano nelle isole pancreatiche al momento della diagnosi 5, ma resta tuttora insoluto come si inneschi, e soprattutto che cosa determini, l inizio dell aggressione autoimmunitaria. L attacco autoimmune può iniziare anche diversi anni prima della manifestazione clinica della malattia. Infatti, le indagini eseguite in ampie coorti di parenti di primo grado di pazienti affetti da IDDM, di gemelli omozigoti ma discordanti per la malattia, di casi con patologia endocrina autoimmune e di bambini in età scolare, hanno dimostrato la presenza di anticorpi anti-isola pancreatica (ICA), determinati con la classica tecnica dell immunofluorescenza indiretta, prima della manifestazione clinica della malattia 6. Successivamente sono stati individuati nuovi autoanticorpi anti-isola pancreatica, che sono risultati essere ulteriori marcatori sierologici predittivi della malattia, con un ruolo discriminante maggiore rispetto agli ICA. Fra questi vanno ricordati gli autoanticorpi antiinsulina (IAA) 7, gli autoanticorpi anti- GAD (GADA) 8 e gli autoanticorpi contro gli antigeni triptici insulari di 37kD/40kD 9. Più recentemente hanno acquistato maggior valore gli autoanticorpi anti ZnT8, diretti contro le proteine che trasportano lo zinco e che hanno un ruolo chiave nella funzione secretoria di insulina. Questi autoanticorpi possono essere dimostrati fino nel 10% dei pazienti con i restanti anticorpi negativi L importanza dei meccanismi autoimmunitari risulta ben dimostrata anche dalla frequenza compresenza e/o comparsa successiva di patologie come la celiachia o la tiroidite autoimmune 14. In merito alla relazione fra fattori ambientali ed IDDM, sono state considerate molte ipotesi fra cui l azione di agenti virali quali i Coxsakie, gli enterovirus, il CMV, etc.. Numerosi studi hanno considerato il ruolo degli agenti infettivi nel processo di innesco della malattia, di questi però nessuno ha raggiunto risultati definitivi 15 3 Cordell HJ, Todd JA: Multifactorial inheritance in type 1 diabetes. Trends Genet 1995;11: Todd JA. Genetic analysis of type 1 diabetes using whole genome approaches. Proc Natl Acad.Sci USA 1995; 92: Foulis AK, Bottazzo GF The pathology of theendocrine pancreas in diabetes. In: Lefebvre PH, et al, editors. Berlin: Springer- Verlag1988 p Sepe V, Lai M, Shattock M, Foxon R, Collins P,Bottazzo GF. Islet-related Autoantigens and the Pathogenesis of Insulin-Dependent Diabetes mellitus. In: Leslie RDG, editor. Molecular Pathogenesis of Diabetes mellitus Front Hormone Res. Karger: Basel 1997 p 68 7 Palmer JP, Asplin CM, Clemons P, et al: Insulin antibodies in insulin dependent diabetics before insulin treatment. Science 1983;44: Baekkeskov S, Aanstood HJ, Christgau S, et al.: Identification of the 64K autoantigen in insuli-dependent diabetes as the GABAsynhesising enzymeglutamic acid decarboxylase. Nature 1990; 347:151 9 Christie MR, Vohra G, Champagne P, Daneman D, Delovitch TL. Distinct antibody specificities to a 64-kD islet cell antigen in type 1 diabetes as revealed by trypsin treatment J Exp Med 1990; 172: Wenzlau JM, Frish LM, Gardner TJ et al. Novel antigens in type 1 diabetes: the importance of ZnT8. Curr Diab Rep 2009;9: Vermeulen I, Weets I, Asanghanwa M et al. Contribution of antibodies against IA-2beta and zinc transporter 8 to classification of diabetes diagnosed under 40 years of age. Diabetes Care 2011;34: Andersson C, Larsson K, Vaziri-Sani F et al. The three Znt8 autoantibody variants together improve the diagnostic sensitivity of childhood and adolescent type 1 diabetes. Autoimmunity 2011;44: Kawasaki E. ZnT8 and type 1 diabetes. Endocrine Journal 2012;59(7): Todd JA. From genome to aetiology in a multifactorial disease, type 1 diabetes. BioEssays 1999;2: Clements GB, Galbraith DN, Taylor KW Coxsackie B virus infection and onset of childhood diabetes. Lancet 1995; 346:221 Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 14 Rapporto Analitico RIDI

15 L ipotesi che ha visto coinvolta la pratica delle vaccinazioni nella prima infanzia non ha trovato, finora alcun fondamento mentre sono d'altra parte numerosi gli studi epidemiologici che confutano tale ipotesi Nel novero dei possibili agenti scatenanti era stata inclusa anche la sostituzione precoce del latte materno con il latte vaccino nella dieta del lattante. Lo studio DAISY (diabetes autoimmunity study in the young) ha dimostrato però l infondatezza di tale ipotesi 18. Recenti studi suggeriscono come l ingestione precoce di cereali o glutine aumenti il rischio di insorgenza di diabete tipi 1, ma tale ipotesi deve trovare conferma da studi più ampi. 19 Nuovi studi hanno focalizzato sulle complesse interazioni tra fattori ambientali e demografici, aprendo interessanti quanto controverse ipotesi interpretative Più che una singola causa ambientale, un insieme di eventi condizionerebbe la penetranza di un difetto immunitario geneticamente trasmesso. Il Ruolo dei registri di patologia I registri di patologia rappresentano un mezzo moderno, ancorchè oneroso sotto il profilo organizzativo e gestionale, per cercare di fornire una serie di risposte in merito alla descrizione ed alla comprensione della storia naturale di una malattia, ai suoi determinanti, personali, sociali ed ambientali e per valutarne l'impatto sui servizi sanitari e sociali. La raccolta sistematica dei casi contribuisce a delinearne i trend spazio temporali e a verificare l'impatto degli interventi preventivi ed assistenziali. L'insieme delle attività connesse alla registrazione dei casi di una patologia, certamente facilitata dalla attuale disponibilità di database informatizzati, non può comunque prescindere dalla collaborazione di più servizi ed operatori ed anzi enfatizza ed esalta l'attività trasversale. Allo stesso tempo esalta il valore dei flussi informativi correnti, sia come fonte indipendente che come collegamento con le rilevazioni dedicate. Il registro RIDI (Registro Italiano per il Diabete mellito Insulino-dipendente giovanile) si unisce ad altri tre registri che, nella fattispecie della provincia di Trento, il Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa (già Osservatorio Epidemiologico) gestisce nell ambito della propria attività e cioè il registro delle malformazioni alla nascita, il registro tumori di popolazione ed il registro delle protesi d anca. La registrazione sistematica dei casi, rappresenta il presupposto, come già realizzato nel campo delle malformazioni congenite e dei tumori, per la realizzazione di studi di epidemiologia analitica finalizzati tanto all'analisi eziologica, quanto alla valutazione della qualità dei processi e degli interventi sanitari. 16 Anders Hviid, M Sc., Michael Stellfeld M.D. Childhood Vaccination and Type 1 Diabetes. N Engl J Med 2004: DeStefano F.,. Mullooly J.P. Childhood Vaccination, Vaccinations Timing, and Risk of Type 1 Diabetes Mellitus. Pediatrics 108 No 6 December Noris JM, Beaty B Lack of association between early exposure to cow s milk protein and B cell autoiimunity: diabetes aiutoimmunity study in the young (DAISY). Jama 1996; 276: Noris JM,, Barriga K.Timing of initial cereal exposure in infancy and risk of islet autoimmunity. Jama 2002; 290: Rytkonen M et al. The incidence of type 1 diabetes among children in Finland--rural-urban difference. Health Place. 2003;9: Green C. et al. Geographic analysis of diabetes prevalence in an urban area. Soc Sci Med Aug; 57(3): Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 15 Rapporto Analitico RIDI

16 Il REGISTRO PROVINCIALE DEL DIABETE GIOVANILE INSULINO-DIPENDENTE - RIDI Avvio Nel 1996, in accordo con le linee guida internazionali, è stato attivato sul territorio nazionale, su iniziativa della Clinica Pediatrica dell Università di Ancona (Prof. Valentino Cherubini), il RIDI (Registro Italiano per il Diabete mellito Insulino-dipendente) con lo scopo di coordinare i registri locali, aumentarne la copertura e standardizzare la raccolta e la registrazione dei dati. Nell anno 1998 il RIDI è stato attivato anche nella provincia di Trento con coordinamento presso l Osservatorio Epidemiologico (attuale Servizio di Epidemiologia Clinica e Valutativa) dell Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Identificazione dei casi La rilevazione dell incidenza nella Provincia di Trento, comprende tutti i nuovi casi di diabete mellito insulino-dipendente (IDDM) in soggetti di età compresa tra 0 e 29 anni residenti in Provincia di Trento da almeno sei mesi prima della diagnosi. Sono oggetto di registrazione pure i casi non residenti ma che accedono ai servizi specialistici della provincia, anche se questi non risultano utilizzati per la stima dei tassi di incidenza a livello provinciale. Come da protocollo, la diagnosi di diabete mellito tipo 1 risponde ai criteri dell OMS ⁷⁸⁹, per cui deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: glicemia a digiuno >= 140 mg/dl (7,8 mmol/l) in almeno due occasioni; glicemia a digiuno < 140 mg/dl, ma >= 200 mg/dl (11,1 mmol/l) dopo due ore dal carico orale di glucosio più un altro valore >= 200 mg/dl durante l esecuzione del test. Tutti i valori glicemici si riferiscono a determinazioni effettuate su plasma di sangue venoso. La data di diagnosi (e quindi di incidenza) corrisponde alla data della prima somministrazione di insulina. Seguendo il protocollo nazionale sono state identificate le seguenti fonti per l'accertamento dei casi: fonte primaria: scheda di rilevazione cartacea compilata dai Centri antidiabetici (CAD) o centri segnalatori sulla base della cartella clinica. La scheda riporta i dati del soggetto secondo questo schema: dati anagrafici, luogo di diagnosi, diagnosi di diabete, dati auxologici alla diagnosi, screening per IDDM, anamnesi familiare, anamnesi patologica remota, esami di laboratorio alla diagnosi; fonte secondaria: esenzione dal ticket sanitario per diabete mellito; a questa fonte si è affiancato nel corso del tempo anche l accesso al SIO (Sistema Informativo Ospedaliero). Flusso Il flusso prevede che le schede di rilevazione siano periodicamente inviate, in busta chiusa, dai CAD provinciali al Centro di coordinamento (Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa), che si occupa del controllo e dell archiviazione delle stesse con immissione dei dati in un archivio informatizzato. Periodicamente (su base annua in via routinaria), l équipe di coordinamento contatta i centri coinvolti nella Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 16 Rapporto Analitico RIDI

17 raccolta dei casi, per aggiornamento ed eventuali chiarimenti o riscontri sulla completezza delle schede inviate. Eventuali informazioni mancanti relative ai dati anagrafici o alle vaccinazioni praticate o ad altre variabili, vengono recuperati consultando l anagrafe degli assistiti e contattando telefonicamente le U.O. di Igiene e Sanità Pubblica dei Distretti Sanitari. Per il recupero di altre informazioni (dati perinatali) viene anche consultato il registro del Cedap (Certificato di assistenza al parto) i cui dati informatizzati sono disponibili dall , oppure il SIO (Sistema Informativo Ospedaliero). Dall la registrazione dei dati (fonte primaria) verrà di norma effettuata su supporto magnetico da parte degli stessi CAD. La fonte secondaria viene rilevata una volta all anno con la collaborazione del Servizio Sistemi Informativi, che mette a disposizione l elenco di tutte le nuove esenzioni per diabete mellito rilasciate in un determinato periodo in provincia di Trento. Tale elenco viene quindi vagliato sulla base della data di nascita, per rilevare le nuove esenzioni nella fascia d età 0-29 anni. Eventuali nuovi casi rilevati soltanto con questa fonte vanno ulteriormente approfonditi presso i Centri diabetici, il SIO oppure anche presso i medici di medicina generale, questo per identificare se si tratta di effettivi nuovi casi sfuggiti alla fonte primaria oppure se hanno caratteristiche tali da rendere il soggetto non identificabile come caso (caso prevalente, diabete gestazionale, soggetto non residente, etc.). Invio dati locali al centro nazionale di coordinamento L archivio annuale dei casi validati, previa opportuna anonimizzazione, viene inviato entro la successiva primavera dell anno di riferimento al coordinamento centrale dei Registri, presso il Dipartimento di Scienze materno-infantile dell Università Politecnica delle Marche e contribuisce così alla creazione del data-base nazionale. Come da indicazioni del protocollo nazionale, tutte le procedure operative locali sono state concordate tra i partecipanti all iniziativa e riportate in una Linea Guida per la rilevazione e gestione dei casi di diabete mellito infantile-giovanile, diffusa a tutti i soggetti coinvolti. Struttura organizzativa del Registro I centri collaborativi provinciali, referenti per la fonte primaria, sono costituiti da quattro Centri Antidiabetici (CAD) pediatrici e otto CAD dell adulto; aderiscono al registro, per contiguità geografica, anche due strutture, una pediatrica ed una per adulti, dell ospedale di Feltre (BL), per i residenti nel comprensorio del Primiero. Il Servizio Sistemi Informativi fornisce la lista delle esenzioni ticket. Dall lo stesso Servizio Sistemi Informativi garantisce l export dei dati annuali a beneficio del Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 17 Rapporto Analitico RIDI

18 SCHEMA DEL FLUSSO INFORMATIVO INERENTE IL REGISTRO DIABETE MELLITO INFANTILE IN PROVINCIA DI TRENTO Centri antidiabetici dei presidi ospedalieri della Provincia di Trento Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Sistemi Informativi: invio elenco esenti ticket per diabete Export dati annuali Controllo completezza/accuratezza schede di segnalazione, recupero dati tramite contatti telefonici con i CAD Controllo database annuale Inserimento dati in archivio ed elaborazione Report annuale sintetico sul diabete mellito giovanile insulino dipendente Report periodico analitico sul diabete mellito giovanile insulino dipendente. Invio annuale dei dati al Centro di Coordinamento Nazionale del RIDI Partecipazione a studi multicentrici di approfondimento Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 18 Rapporto Analitico RIDI

19 I DATI DEL REGISTRO RIDI DELLA PROVINCIA DI TRENTO: casistica Materiali e Metodi Le fonti utilizzate per la redazione del presente rapporto sono: il registro provinciale dei casi incidenti di diabete mellito insulino-dipendente infantile e giovanile per gli anni ; l archivio provinciale delle dimissioni ospedaliere nei residenti, presso gli istituti di cura provinciali e presso gli istituti di cura extraprovinciali (mobilità ospedaliera passiva) per gli anni ; l archivio provinciale nominativo della mortalità per causa nei residenti, per gli anni Per quanto riguarda il registro dei casi sono state approntate le seguenti elaborazioni: trend dei casi assoluti, per genere, classe e fascia di età (0-14, 0-29 anni), tasso di incidenza per genere, fascia di età e distretto di residenza. E stata predisposta anche un elaborazione delle caratteristiche dei casi per le variabili previste nelle sezioni anamnesi personale/anamnesi familiare/anamnesi patologica ed esami di laboratorio della scheda di segnalazione. Per quanto riguarda le dimissioni ospedaliere sono state approntate le seguenti elaborazioni: Trend dei ricoveri, numero assoluto per tutte le età e per i casi relativi alla fascia di età 0-29 anni, disaggregata quest ultima per genere e classe di età, tipologia dei ricoveri, tipologia delle categorie nosologiche, tasso di ospedalizzazione per anno e distretto di residenza. Per la mobilità passiva è stata valutata l entità delle fughe extraprovinciali, per sesso, classe di età e distretto di residenza. Per quanto riguarda i dati di mortalità sono state approntate le seguenti elaborazioni: Trend dei casi assoluti e dei casi relativi alla fascia di età 0-29 anni, disaggregata quest ultima per genere; calcolo del tasso di mortalità medio annuo per distretto di residenza. La significatività delle differenze tra categorie è stata testata tramite il test del chi quadrato, chi quadrato per il trend e quando applicabile con il test esatto di Fisher. Quando disponibili, i dati provinciali sono stati oggetto di confronto con i dati nazionali corrispondenti. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 19 Rapporto Analitico Ridi

20 Casistica Negli anni sono stati registrati in Provincia di Trento, in residenti, 52 nuovi casi di diabete mellito di tipo 1, pari a 17,3 casi/anno (18 casi/anno per periodo 2008/2010; 21,6 casi/anno nel periodo ; 28 casi/anno nel periodo ) in soggetti di età compresa tra 0-29 anni. Di questi 52 casi, 40 presentano, alla diagnosi, un età uguale o inferiore ai 14 anni, pari al 76,9% (74,0% nel periodo e 67,6% nel periodo ). Il peso relativo della casistica più giovane è quindi crescente nel tempo. Fonti dei casi Scheda di segnalazione del medico 45 (86,5%) Esenzione ticket 7 (13,5%) Fig. 7 Provincia di Trento. Andamento dei casi incidenti di diabete mellito di tipo 1 giovanile. Valori assoluti per fascia di età. Anni Il numero di casi registrati sale fino al 2002, dopo di che l andamento appare più variabile, tendenzialmente in riduzione fino al 2011 a cui segue un trend in crescita, soprattutto per quanto riguarda i casi di età 0-14 anni. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 20 Rapporto Analitico Ridi

21 Fig. 8 Provincia di Trento. Tassi età specifici di incidenza del diabete mellito di tipo 1 giovanile / Maschi e Femmine per fascia di età. Trend Fig. 8 Provincia di Trento. Tasso medio annuo di incidenza del diabete mellito di tipo 1 giovanile. Maschi e Femmine. Confronto tra periodi incidenza Nel periodo il tasso d incidenza presenta un trend crescente. Il tasso rimane più alto nella fascia di età 0-14 anni (in entrambi i sessi) rispetto alla fascia 0-29 anni (16,5/ vs.10,7/ ). Tab. 5 Provincia di Trento. Distribuzione dei casi incidenti per genere. Anni Anni Genere Maschi Femmine Totale (46,1) 7 (53,9) 13 (100,0) (47,0) 9 (53,0) 17 (100,0) (50,0) 11 (50,0) 22 (100,0) Totale 25 (48,0) 27 (52,0) 52 (100,0) Rispetto al precedente triennio , si registra un decremento di 2 casi con una riduzione dei nuovi casi nei maschi ed un aumento nelle femmine.. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 21 Rapporto Analitico Ridi

22 Tab. 6 Provincia di Trento. Distribuzione dei casi incidenti per fascia d età. Anni Fascia di età Anni (15,3) 1 (5,8) 1 (4,5) 4 (7,6) (15,3) 4 (23,5 1 (4,5) 7(13,4) (46,2) 4 (23,5) 5 (22,7) 15 (28,8) (15,3) 4 (23,5) 8 (36,3) 14 (26,9) (7,7) 4 (23,5) 7 (31,8) 12 (23,0) Totale 13 (100,0) 17 (100,0) 22 (100,0) 52 (100,0 Nel periodo in studio la proporzione di casi infantili, pertinenti alla fascia di età 0-14, passa dal 92,3% (2011) al 68,1% (2013). Si registra contestualmente un incremento assoluto e relativo dei casi nelle fasce di età e anni. Tab. 4 Provincia di Trento. Nuovi casi di Diabete mellito infantile-giovanile e tasso di incidenza età specifico/ Anni Fascia di età e genere Casi Tasso / Casi Tasso / Casi Tasso / Casi Tasso / Maschi ,9 8 18,7 6 14, , , ,0 8 9, ,3 Femmine ,8 5 12,3 9 22, , ,8 6 7, , ,3 Totale , , , , , , , ,7 L incidenza in età 0-14 anni ed in età 0-29 anni incrementa negli ultimi 3 anni; soprattutto nelle femmine. La classe 0-14 anni ricomprende, nel triennio , oltre i 2/3 dei casi incidenti e continua a mostrare i tassi più elevati. Nell ultimo anno si registra una inversione dell incidenza secondo il genere con incremento nelle femmine. Il rapporto Maschi/Femmine, nel triennio , è pari a 0,92. Gli ultimi dati nazionali disponibili, confermano la provincia di Trento, specie per l età 0-14 anni, lievemente oltre la media dell Italia continentale. Tab. 5 Provincia di Trento. Casistica diabete mellito infantile- giovanile per classe di età e tasso età specifico/ medio annuo per distretto. Anni Distretto Est Centro nord Ovest Centro sud Provincia Fascia Casi età Tasso medio annuo / , , , , , , , , , ,7 Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 22 Rapporto Analitico Ridi

23 Fig.9 Incidenza del diabete mellito infantile età 0-14 anni. Quartili del tasso di incidenza secondo Il distretto di residenza. Anni In tutti i distretti il tasso 0-14 anni supera il tasso 0-29 anni. L incidenza 0-14 anni risulta più elevata nel distretto Centro Sud. Le differenze tra distretti risultano per altro ai limiti della significatività statistica. Caratteristiche dei casi L'elaborazione dei dati raccolti attraverso la scheda di notifica (vedi allegato n.3) consente di rappresentare i casi secondo le caratteristiche clinico-epidemiologiche e le caratteristiche della storia naturale della malattia. Questi dati possono anche rappresentare la base per l'impostazione di studi di epidemiologia analitica, finalizzati a verificare/esplorare ipotesi eziopatogenetiche o a valutare l'efficacia degli interventi sanitari. Ovviamente questa possibilità è condizionata dalla completezza e dall'accuratezza della compilazione che, per quanto riguarda la casistica è rappresentata come segue: Tab. 8 Completezza di compilazione delle variabili raccolte attraverso la scheda di segnalazione (fonte primaria) Variabile % compilazione Variabile % di compilazione Dati anagrafici 100% Anamnesi remota: Data 1 somministrazione insulina 100% Allattamento al seno 90,5% Dati auxologici alla diagnosi 71,1% Malattie infettive 84,3% Screening IDDM 69,8% Vaccinazioni 95,9% Anamnesi familiare 93% Esami laboratoristici 81,1% Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 23 Rapporto Analitico Ridi

24 La completezza risulta nel complesso soddisfacente, con un complessivo lieve miglioramento rispetto alla casistica registrata nel periodo ; rimane da migliorare comunque la completezza soprattutto nei confronti delle variabili che si riferiscono ai dati auxologici alla diagnosi ed ai dati di laboratorio. Luogo di nascita dei casi Provincia di Trento: 48 (90,5%) Altra provincia italiana: 3 (5,6%) Stato estero: 2 (3,7%) Luogo di nascita della madre dei casi Provincia di Trento: 30 (57,6%) Altra provincia italiana: 6 (11,5%) Altro stato europeo: 8 (15,3%) Altro Stato Extra Europeo: 7 (13,4) Non indica: 1 (1,9%). Stato di nascita del padre dei casi Provincia di Trento: 33 (63,4%) Altra provincia italiana: 5 (9,6%) Altro stato europeo: 4 (7,7%) Altro Stato extraeuropeo: 8 (15,3%) Non indica: 2 (3,8%). Etnia dei casi Etnia Bianca:46 (88,4%) Etnia Afro/Ispanica: 6 casi (11,6%) Tab.9 Provincia di Trento. Familiarità per diabete insulinodipendente. Anni Familiare Frequenza % Padre 0 0,0 Madre 2 3,8 Fratelli 1 1,9 Sorelle 0 0,0 Totale 3 5,7 Il 5,7% dei casi ha un familiare (madre/padre/fratello/sorella) affetto da diabete insulinodipendente (9,2% nel periodo ). La presenza di una condizione di diabete è registrata comunque in altri parenti, nel 16,9% dei casi (24,0% dei casi nella casistica del periodo ). Il 66,0% dei casi è stato allattato al seno alla nascita (68,5% nel periodo e 73,1% nel periodo ) ed il 52,8% ha introdotto il latte artificiale/vaccino entro il 6 mese di vita. La scheda di registrazione prevede informazioni che si riferiscono all anamnesi remota dei nuovi casi, in particolare alle malattie infettive più frequenti in età pediatrica e alle vaccinazioni eseguite. Queste erano state inserite prevedendo un ipotesi successiva di studio di epidemiologia analitica, poi scartata in seguito all introduzione di altre vaccinazioni che rendevano la raccolta dati oramai obsoleta (vedi l introduzione del vaccino Hib e successivamente dell esavalente) ed a seguito della pubblicazione di numerosi studi che confutavano tale ipotesi. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 24 Rapporto Analitico Ridi

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