Corso di Laurea magistrale (ordinamento ex D.M. 270/2004) in Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell Asia e dell Africa mediterranea

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1 Corso di Laurea magistrale (ordinamento ex D.M. 270/2004) in Lingue e istituzioni economiche e giuridiche dell Asia e dell Africa mediterranea Tesi di Laurea Nuove strategie per l economia giapponese e gli investimenti diretti in Giappone Relatore Ch. Prof. Marcella Maria Mariotti Correlatore Ch. Prof. Carlo Filippini (Università Bocconi) Laureando Paolo Fregonese Matricola Anno Accademico 2013 / 2014

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3 INDICE 要 旨...4 Premessa Il piano economico Abenomics: aspettative e incertezze Misure non tariffarie (NTM): ostacoli alle penetrazioni commerciali estere Identificazione delle NTM in Giappone Economic partnership EU-JP, stipula di un FTA tra i due Paesi Impatto del FTA Europa-Giappone Come incentivare nuovi investimenti? Ricerca e Sviluppo Settore energetico ed energie rinnovabili Soft power e trend setter Sanità e settore farmaceutico Il ruolo di JETRO nella promozione degli investimenti in Giappone Analisi esportazioni europee in Giappone Analisi delle esportazioni e degli investimenti italiani in Giappone negli ultimi anni Conclusioni Bibliografia

4 Questo studio è stato realizzato con l intenzione di dimostrare che il Giappone ha davanti a se varie possibili strade per tornare a essere un attore rilevante sulla scena economica mondiale. Analizzando l attuale situazione economica giapponese e il recente piano economico inaugurato dal primo ministro Abe nel 2012, si è voluto dimostrare che anche il Giappone dalla sua controparte sta cercando di incrementare le sue capacità di reazione per uscire da una situazione di stasi economica e che, tramite allentamento monetario, politica fiscale più flessibile e riforme strutturali che possano modificare il rigido mercato del lavoro in Giappone, sia possibile ancora attrarre investitori esteri. Queste nuove linee economiche, assieme al sempre più vicino trattato di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA) fra Giappone e Europa, sono il presupposto per poter rilanciare l economia del Paese e la sua competitività a livello mondiale. Il FTA poi sarà anche occasione per rivedere sia gli oneri tariffari tuttora applicati sulle categorie merceologiche sia quelle misure non tariffarie (Non-Tariff Measures, NTM) che, ponendo limitazioni di vario genere, impediscono o limitano i flussi delle merci citate pocanzi. Analizzando l attuale impatto delle MTN sull interscambio merceologico tra Europa e Giappone, più nello specifico nelle esportazioni europeo verso il Sol Levante, si sono voluti studiare gli attuali picchi tariffari e capire come varierebbero gli scambi se quest ultimi venissero abbassati. In questo studio sono stati presentati alcuni possibili settori i quali, sia per il fatto di essere branche di mercato che grazie alla nuove scoperte tecnologiche e scientifiche possono fornire nuovi spunti di riflessione e sia per gli sviluppi climatici e sociali a cui il Giappone sta andando incontro, presentano valide possibilità di investimento. 3

5 要 旨 この 卒 業 論 文 の 目 的 は 日 本 の 新 しい 経 済 計 画 を 分 析 しつつどうすれば 経 済 は 改 善 するの かを 検 討 することである 本 文 を 通 して 最 近 の 様 々な 出 来 事 と 処 置 を 検 討 しつつ 日 本 経 済 の 将 来 への 道 を 指 し 示 してみようと 思 う 貿 易 とは 外 国 の 取 引 相 手 と 商 品 ( 物 またはサービス)の 売 買 取 引 を 行 うことである 物 が 日 本 を 経 由 せず 第 三 国 で 移 動 する 仲 介 貿 易 もある 近 年 グローバル 化 の 進 展 に 伴 い 物 の 輸 出 入 だけではなく サービスの 取 引 や 海 外 投 資 も 盛 んに 行 われている 貿 易 立 国 である 日 本 は 多 くの 国 と 様 々な 商 品 を 貿 易 によって 取 引 している バブル 崩 壊 の 後 日 本 経 済 は 少 しずつ 損 害 を 取 り 戻 したが 2008 年 のリーマン ブラ ザーズの 破 綻 さらに2011 年 の 福 島 第 一 原 子 力 発 電 所 事 故 を 原 因 に 再 び 悪 化 した この 問 題 を 解 決 するために 日 本 政 府 は 経 済 政 策 を 考 案 した 2012 年 末 安 倍 首 相 は 経 済 を 改 善 するための 計 画 を 世 界 に 提 示 した アベノミクスという 計 画 は 戦 国 時 代 の 大 名 毛 利 元 就 の 物 語 にちなんで 3 本 の 矢 と 呼 ばれた 三 本 の 矢 の 目 的 は 大 胆 な 金 融 政 策 機 動 的 な 政 府 政 策 と 民 間 投 資 を 喚 起 する 成 長 戦 略 である 第 一 の 矢 は 金 融 緩 和 で 流 通 するお 金 の 量 を 増 やし デフレマインドを 払 拭 すること 1 第 二 の 矢 は 約 10 兆 円 規 模 の 経 済 対 策 予 算 によって 政 府 が 自 ら 率 先 して 需 要 を 創 出 する こと 2 第 三 の 矢 は 規 制 緩 和 等 によって 民 間 企 業 や 個 人 が 真 の 実 力 を 発 揮 できる 社 会 を 作 ること 3 少 子 化 や 男 女 の 仕 事 性 別 などの 社 会 的 な 問 題 を 解 くことが 目 標 である この 再 興 戦 略 は 国 際 ビジネス 発 展 をその 重 要 な 手 段 として 位 置 付 けた 計 画 が 施 行 された 後 経 済 は 徐 々に 好 転 したが 評 論 家 は 長 期 計 画 だと 考 えていない 1 Abenomikusu, Sanbon no Ya (Abenomics, le 3 Frecce),Shushō Kantei, ibidem. 3 ibidem. 4

6 日 本 市 場 は 一 般 的 に 参 入 しにくいと 考 えられている 物 やサービスを 阻 止 するのはNTM( 非 関 税 障 壁 )である 貿 易 と 投 資 を 制 限 する 制 度 のうち 関 税 以 外 のものを 指 す 具 体 的 に は 輸 入 にたいして 数 量 制 限 課 徴 金 を 課 す 輸 入 時 に 複 雑 な 手 続 きや 検 査 を 要 求 する 国 家 間 の 協 定 があればものやサービスの 売 買 の 流 れが 加 速 し 国 の 利 益 も 増 加 するのでは ないか それゆえ 日 本 経 済 を 復 活 させるほかの 方 法 は 日 本 とヨーロッパのFTA( 自 由 貿 易 協 定 )で ある FTAというのは 物 品 の 関 税 とそのほかの 制 限 的 な 通 商 規 則 サービス 貿 易 の 障 害 な ど 通 商 上 の 障 壁 を 取 り 除 く 自 由 貿 易 地 域 を 目 的 とした 二 国 間 以 上 の 国 際 協 定 である 日 本 ヨーロッパ 共 に 不 景 気 であるため 両 者 の 間 で 異 なる 関 税 や 輸 出 の 制 限 認 定 制 度 を 修 正 する 必 要 がある FTAが 締 結 されれば 経 済 は 回 復 に 向 かうだろう FTAを 結 ぶことで 相 当 GDP( 国 内 総 生 産 ) も 経 済 効 果 が 生 まれるだろう FTAの 交 渉 は 比 較 的 すぐに 着 手 でき かつ 経 済 規 模 も 大 き いため 高 い 経 済 効 果 が 得 られるとわたしは 考 えた 協 定 や 計 画 のほかに 日 本 は 世 界 に 何 を 提 供 するのだろうか どうすれば 外 界 の 投 資 を 引 き 付 けるのだろうか どのような 分 野 を 通 じて 日 本 は 再 興 するのだろうか JETRO( 日 本 貿 易 振 興 機 構 )は 日 本 への 投 資 意 欲 を 持 つ 企 業 を 支 援 し 地 域 との 貿 易 の 拡 大 及 び 経 済 協 力 の 促 進 に 寄 与 することを 目 的 としている 長 年 の 経 験 をもとに JETROは 日 本 と 貿 易 したい 商 事 を 支 援 し 日 本 法 律 労 働 条 件 などの 特 有 の 科 目 で 外 国 の 企 業 の 相 談 に 乗 る 日 本 は 既 に 近 代 化 し 世 界 中 に 優 る 国 として 知 られている 海 外 の 企 業 からは 日 本 経 済 に 進 出 すればビジネスが 始 まると 言 われている 日 本 は 世 界 最 高 の 国 として 研 究 にお 金 を 投 下 し 様 々な 分 野 において 優 れている さらに 日 本 はトレンドリーダーであり 世 界 の 先 頭 に 立 っている 日 本 のインフラ 法 律 地 球 環 境 は 外 国 人 を 問 題 なく 受 け 入 れ 日 本 で 仕 事 をすることも できる 原 子 力 発 電 所 事 故 の 後 日 本 はエネルギー 問 題 を 再 考 し グリーンエネルギーを 取 り 入 れる 方 向 に 向 かっている 自 然 を 汚 染 しないエネルギーを 作 る 商 事 に 経 済 的 便 宜 を 図 り 輸 入 せずにエネルギーを 作 ることを 支 援 する 日 本 にはイタリアと 同 じように 高 齢 化 の 問 題 が 徐 々に 増 加 し 薬 の 需 要 が 高 まっていく 医 学 と 薬 学 の 市 場 はますます 広 がり 利 用 される 薬 の 量 が 毎 年 増 加 している このような 分 野 は 成 長 している 上 日 本 は2020 年 オリンピックの 開 催 地 に 決 まった この 大 きい 5

7 なイベントを 準 備 するため 様 々な 投 資 や 建 設 現 場 が 必 要 であり 建 設 業 を 拡 大 すればいい のではないか 論 文 の 最 終 章 では 伊 日 の 貿 易 と 投 資 を 検 討 する FTAが 結 ばれNTMや 関 税 が 下 がったら 改 善 しやすい 分 野 について 分 析 する この 条 約 への 期 待 は 輸 出 入 量 を 増 加 することである さらに 伊 日 の 投 資 を 増 進 することである 好 況 へと 導 くために 両 国 が 共 同 することが 必 要 である 6

8 Premessa A partire dagli anni sessanta del secolo scorso, le teorie dell investimento all estero e dell impresa multinazionale divengono un importante campo nel quale l ottica dell impresa tende a confrontarsi con quella territoriale 4. Molti studi, prima di allora, osservarono che il fenomeno dell internazionalizzazione non veniva ricondotto alle attività d impresa, bensì a flussi inter-nazionali di beni e capitali indipendenti da questa e interpretabili all interno di approcci teorici che pongono al centro della loro riflessione le nazioni e le differenze tra nazioni 5. Da quel momento in poi gli investimenti esteri hanno acquisito un valore aggiuntivo in qualità di azioni economiche portatrici di vantaggi commerciali. Vantaggi riconducibili a vari fattori come minori costi di produzione, superamento degli ostacoli doganali all esportazione e molti altri. Gli investimenti esteri sono quindi opportunità per aumentare il proprio portfolio commerciale, e di conseguenza gli introiti, portando i propri beni materiali o immateriali all interno di contesti ancora sconosciuti o non esplorati. Secondo il dizionario Treccani, il termine investimento diretto estero (IDE) indica un flusso di investimenti effettuati dagli operatori in paesi diversi da quello dove è insediato il centro della loro attività 6. Focalizzandoci sugli investimenti internazionali, vediamo che questi coinvolgono e hanno come punto di partenza flussi internazionali di capitali attraverso cui un impresa crea o espande le proprie attività in un altro Paese. Quando un azienda ha intenzione di investire in un Paese straniero vuol dire che dispone di sufficienti risorse da poter allocare per riuscire ad aumentare e variegare il proprio portfolio di clienti. Investire richiede grandi quantitativi di denaro e a volte molti investimenti possono anche essere rischiosi e non portare in un primo momento a esiti positivi; o addirittura non portarne affatto. Un investimento poi può anche essere visto come un modo per portare maggior prestigio all azienda andando a migliorare la sua immagine. 4 Paolo CALVOSA, Strategie di localizzazione delle imprese e processi di innovazione, Milano, CEDAM, 2009, p Claudio DEMATTÉ, Fabrizio PERRETTI, Strategie di internazionalizzazione, Milano, Egea, 2003, p Treccani, Dizionario di Economia e Finanza in Treccani.it, 2012, Finanza),

9 Per predisporre un investimento bisogna avere un quadro completo di tutte le caratteristiche (politiche, economiche, socioculturali) del Paese nel quale s intende agire. Un analisi primaria ha l intenzione di far capire all azienda se l idea d investimento sia realizzabile e in che maniera si debba agire. Dopo aver delineato un quadro generale e aver capito i punti di forza e i punti deboli della propria strategia commerciale è possibile pensare a come muovere i primi passi per l investimento. Le risorse aziendali stanziate per un determinato progetto hanno come finalità il conseguimento di un futuro utile. Questo risultato economico può essere previsto dall azienda attraverso la valutazione del rendimento atteso. Per decidere un investimento, l azienda deve valutare le alternative presenti al momento sul mercato cercando di selezionare un progetto che possa avere la maggiore redditività e allo stesso tempo che la esponga ai minori rischi possibili. L investimento poi non può prescindere dalla variabile del tempo. Bisogna trovare un arco temporale nel quale inserirlo in modo da poter calcolare la variazione del capitale investito e vedere quali sono i frutti che ha portato. Questi fattori, che vanno analizzati e predisposti in funzione preventiva all azione economica, devono anche confrontarsi con quelli che sono gli sviluppi economici mondiali in modo da avere un quadro completo della situazione macroeconomica. Inoltre, essendo il futuro un qualcosa d incerto, occorre dare a ogni scenario e alternativa una probabilità di accadimento. Prima del 1984 gli studi sugli IDE consistevano di sole riflessioni accademiche realizzate da professori universitari aziendalisti ed economisti basate su casi concreti. Da quell anno in poi, grazie ai contributi di Helpman 7 e Markusen 8, sono apparsi sui saggi internazionali i primi testi di letteratura economica sugli IDE. Nei loro studi hanno diviso gli IDE in due categorie: orizzontali e verticali. Quelli orizzontali sono visti come produzione estera di prodotti e servizi più o meno simili a quelli che l'azienda produce per il proprio mercato 9 ; quelli verticali invece sono visti come investimenti che frammentano geograficamente il processo produttivo in più fasi Elhanan HELPMAN, A Simple Theory of International Trade with Multinational Corporations, The Journal of Political Economy, 92, 3, 1984, pp James R. MARKUSEN, Multinationals, multi-plant economies, and the gains from trade, The Journal of International Economy, 16, 1984, pp James R. MARKUSEN, Multinational Firms and the Theory of International Trade, Cambridge, MIT Press, 2002, p. 5. 8

10 Secondo gli studi di John H. Dunning 11 si può parlare di IDE solo quando un azienda ottiene tre tipi di vantaggi in maniera simultanea. Un vantaggio dato dalle caratteristiche del Paese prescelto (location advantages), un vantaggio di tipo produttivo poiché con l acquisizione imprenditoriale sarà possibile rendere interne e accelerare le fasi produttive sia a monte che a valle (internalization advantages), e un vantaggio legato al diritto di proprietà (ownership-specific competitive advantages). Questo approccio di tipo teorico è noto come OLI (Ownership, Location, Internalization). La proprietà (O) rivendica il possedimento di beni (materiali e non), la localizzazione (L) demarca le differenti condizioni ambientali del Paese-mercato e i fattori politicieconomici (poiché non solo la localizzazione geografica di uno stato ma anche il suo background politico-economico sono elementi cruciali che si rifletteranno sull investimento) e l internazionalizzazione (I) fornisce all azienda un motivo in più per ampliare i suoi orizzonti economici. Gli IDE, pertanto, mirano all acquisizione di partecipazioni durevoli (di controllo, paritarie o minoritarie) in un impresa estera attraverso processi di fusione legale di due o più aziende (merger), attraverso l acquisto di titoli aziendali (acquisitions) oppure attraverso la creazione di filiali estere (investimenti greenfield nel caso in cui si crei una filiale ex novo, investimenti brownfield nel caso in cui si attui una riconversione di una società già esistente) in modo che l investitore possa avere un determinato grado di coinvolgimento nella gestione dell impresa 12. A inizio capitolo è stata menzionata l importanza del territorio, visto come nuovo punto di partenza o senz altro come punto focale per gi investimenti. Le situazioni economiche che uno stato condivide, assieme al suo sistemato normativo e fiscale, rappresentano punti basilari da analizzare. Solo tramite la conoscenza del background economico-fiscale di un Paese è possibile delineare un progetto di azione e vedere quali siano i settori più interessanti e più adatti per un investimento. Anche se si vuole analizzare un singolo rapporto bilaterale è bene tener conto che l economia di uno Stato risente comunque degli scenari macroeconomici internazionali 13. È utile pertanto 10 ibidem. 11 John DUNNING, The Eclectic (OLI) Paradigm of International Production: Past, Present and Future, International Journal of the Economics of Business, 8, 2, 2001, pp Treccani, Dizionario di Economia e Finanza in Treccani.it, 2012, Finanza), Claudio DEMATTÉ, Fabrizio PERRETTI, Strategie di internazionalizzazione, Milano, Egea,

11 analizzare come si stia muovendo l economia globale in modo da poter capire se l investimento sarà fruttuoso o no. La recente storia economica mondiale ci mostra che sul mercato si stanno imponendo nuove potenze economiche le quali, poiché ancora poco esposte ai mercati esteri, catturano l attenzione economica catalizzando gli investimenti. Nuovi attori come Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica (i Paesi BRICS), che presentano novità e una più facile possibilità di successo negli investimenti, stanno attirando gli interessi espansionistici e dirottando i flussi monetari. Questi Paesi condividono situazioni economiche in via di sviluppo, grandi territori con abbondanti risorse naturali strategiche, popolazioni giovani e in continua crescita e, cosa più importante, sono caratterizzati da una rapida crescita del PIL che li rende ottimi Paesi nei quali investire 14. Le grandi multinazionali, viste queste attrattive e i risultati rosei che possono offrire, propendono a investire in queste nuovi ambienti. Ciò fa sì che realtà già industrializzate o già coinvolte nel flusso degli scambi commerciali comincino a risentirne dal punto di vista delle entrate. La Cina, per esempio, dopo essere entrata a far parte della World Trade Organization (WTO) nel 2001, ha iniziato a catalizzare molti fasi produttive che prima erano prerogativa di Paesi sviluppati contando su un ingente manodopera e su prezzi molto competitivi 15. Il Brasile, invece, ha iniziato ad acquistare rilievo come Paese esportatore di risorse energetiche. Le fonti di energia rinnovabile prodotte in Brasile superano di molto la media di quelle prodotte dai Paesi occidentali e la recente scoperta di giacimenti petroliferi ha fatto in modo che l attenzione rivolta verso di esso fosse maggiore 16. Un altro fattore che ha portato a un mutamento degli investimenti andando a minare la fiducia degli azionisti è la recente crisi economica. Il fallimento della banca d affari americana Lehman Brothers è stato uno dei principali motivi insieme al crollo dei prestiti subprime della crisi attuale che dopo aver messo in ginocchio gli Stati Uniti ha affossato l Europa e il mondo intero. A seguito del crack bancario avvenuto nel 2008 si è assistito a un calo degli scambi commerciali e degli investimenti in tutto il mondo 17. Assieme a grandi somme di denaro sono venute a mancare certezze economiche che hanno portato gli attori sul mercato mondiale a non essere più in grado di sostenere il regime 14 José Eduardo CASSIOLATO, Virginia VITORINO, Brics and Development Alternatives Innovation Systems and Policies, Londra, Anthem Press, Giuseppe BERTOLI, Globalizzazione dei mercati e sviluppo dell economia cinese, Impresa Progetto, Rivista online del DITEA, n 1, Stefano CASERTANO, La guerra del clima. Geopolitica delle energie rinnovabili, Milano, Francesco Brioschi Editore, 2011, pp Roderick MACDONALD, Genesis of the Financial Crisis, Londra, Palgrave Macmillan,

12 economico mantenuto fino a quel momento. Le grandi società sono dovute ricorrere a tagli sugli investimenti e questo rapido tracollo monetario ha avuto ripercussioni su tutta l economia globale facendo entrare molti stati in una situazione di crisi economica. Le limitazioni agli investimenti e i tagli del personale lavorativo hanno fatto vacillare certezze economiche in molti stati del mondo e hanno contribuito a diminuire, dirottare e rendere più cauti gli investimenti 18. Dal canto suo anche il Giappone ha fortemente risentito della crisi economica scoppiata nel Fig 1. Prodotto reale del Giappone fonte Japan Towards a New Dynamic Growth, Highlights from the 2013 OECD Economic Survey of Japan, OECD, nota: 1 trimestre 2007 = 100 Nel grafico in fig. 1 è riportato l andamento del PIL sulla base di un indice fissato a 100 a partire dal primo trimestre Si può vedere che, a partire dal 2008, la curva ha subito una drastica discesa raggiungendo il livello più basso durante il quarto trimestre del Lo stesso andamento negativo è stato seguito dall America, dai Paesi comunitari europei e dagli Stati appartenenti all OECD, anche se in maniera meno pesante rispetto al Giappone. A inizio 2009 si è assistito a una ricrescita commerciale ma nel 2010 l economia giapponese ha subito un ulteriore ricaduta che è andata a compromettere l andamento del PIL portandolo a discostarsi nettamente dai valori più positivi riscontrati negli altri Paesi industrializzati presi in considerazione pocanzi. 18 ibidem. 11

13 Fig 2. Situazione fiscale del Giappone dagli anni 90 al presente fonte Japan Towards a New Dynamic Growth, Highlights from the 2013 OECD Economic Survey of Japan, OECD, Se analizziamo la situazione economica giapponese a partire dagli anni novanta fino a oggi possiamo notare che è rapidamente peggiorata nei 20 anni intercorsi. Come si può vedere in fig. 2 il debito pubblico lordo, da 60 punti percentuale del PIL a inizio anni novanta è peggiorato di 40 punti nei 5 anni seguenti lo scoppio della bolla economica 19. Dopo il 1997, anno della crisi finanziaria asiatica, si è assistito a un altro periodo negativo fino al Dal 2005 il debito pubblico ha ricominciato a diminuire lentamente, sennonché nel 2008, anno del crack Lehman, è arrivato a perdere tutti i punti riacquisiti. Da 190 punti percentuali raggiunti nel 2009 il debito pubblico nel 2013 è stato stimato sul 230% del PIL nazionale 20. Dopo i due severi e recenti shock provocati dalla crisi del 2008 e dal terremoto del Tōhoku, il Giappone è tornato a vivere un altro periodo di recessione. Per poter uscire da questo periodo negativo gli studiosi di politiche economiche assieme al governo giapponese hanno studiato dei piani e strategie per portare il Paese fuori dalla recessione economica Japan Towards a New Dynamic Growth, Highlights from the 2013 OECD Economic Survey of Japan, OECD, ibidem. 21 ibidem. 12

14 Strong and protracted consolidation is therefore necessary to restore fiscal sustainability, which is Japan's paramount policy challenge. However, this will slow nominal GDP growth, making fiscal adjustment still more difficult 22. Bisogna puntare come prima cosa a uscire dalla deflazione e poi incrementare le potenzialità di crescita nipponiche. Pertanto il Governo propone di In this light, the new government s resolve to revitalise the economy through a three-pronged strategy combining bold monetary policy, flexible fiscal policy and a growth strategy, is most encouraging Il piano economico Abenomics: aspettative e incertezze Un tentativo di riaffermare il valore e la presenza del Giappone su scala mondiale come potenza economica di primo piano, riandando a conquistare il prestigio duramente ottenuto al termine della seconda Guerra Mondiale 24, lo si sta vedendo nella nuova linea politica proposta dal premier giapponese Shinzo Abe. Abe, secondo politico giapponese dopo Shigeru Yoshida a ritrovare la sua poltrona di premier (abbandonata nel 2007 dopo solo un anno di governo a causa di problematiche interne al partito), è stato rieletto capo del governo grazie alla vittoria del Partito Liberal Democratico (LDP) alle elezioni di fine Consapevole delle condizioni nelle quali versa il Giappone e prefigurando un futuro che possa allontanare e sconfiggere un buio periodo di decadenza economica, Abe ha presentato a tutta lo Stato e al mondo un ambizioso piano economico che è diventato poi noto ai più con l acronimo Abenomics (termine formato dal cognome del primo ministro giapponese Abe e il termine modificato economics). Questa nuova linea politica introdotta è stata definita dallo stesso Abe con il termine 3 frecce ( 三 本 の 矢 ) che stanno a indicare i tre capisaldi del suo programma: allentamento monetario, politica fiscale espansiva e riforme strutturali che stimolino gli investimenti e la crescita a lungo termine 25. Il nome 3 frecce rimanda a una storia feudale del XVI secolo. Secondo la leggenda Motonari Mori, signore feudale dell epoca, ordinò ai suoi tre figli di spezzare una freccia a metà. Dopodiché disse loro di legare le tre frecce insieme e di rompere quanto creato in una volta sola. Nessuno riuscì a farlo. 22 ibidem. 23 ibidem. 24 Tommaso DETTI, Giovanni GOZZINI, Storia Contemporanea, Volume 2, Milano, Mondadori, 2002, pp Abenomikusu, Sanbon no Ya (Abenomics, le 3 Frecce),Shushō Kantei,

15 Come le tre frecce di Mori, le tre frecce dell Abenomics dovrebbero rafforzarsi a vicenda. Ma le frecce di Mori sono state legate insieme in parallelo, mentre le frecce della politica di Abe sono collegate da relazioni strutturali di fondo. Mentre la prima e la seconda freccia mirano a trasformare il percorso di crescita reale del Giappone, la terza opera sulla crescita potenziale dell economia, cosa che presuppone l utilizzo ottimale di tutte le risorse e tecnologie disponibili 26. Hamada con le sue parole spiega che tutte e tre le frecce dovranno agire in simbiosi per riuscire a ottenere sia il loro scopo diretto ma anche quelli delle altre variabili. Essendo poi le tre accomunate da relazioni strutturali, al fallimento o non completo raggiungimento dell obiettivo di una di loro si otterrebbe che anche gli altri traguardi ne siano compromessi. Le teorie di Abe mettono in discussione le politiche dei precedenti governi democratici di Kan e Noda che basavano i loro mandati su contenimento del debito pubblico e conservatorismo fiscale 27. Il voto di luglio 2013 alla camera alta, grazie a cui il suo partito è uscito vincitore, indica che anche gli appartenenti ad altri schieramenti politici (vedi Nuovo Komeitō) puntano sulle sue riforme 28. Questa larga fiducia che gli è stata concessa potrà però rivelarsi un arma a doppio taglio. Se le aspettative prospettate non si realizzassero, questa politica economica comprometterebbe le sorti dell economia del Paese. Le riforme strutturali (tra le quali l aumento della presenza lavorativa femminile e l innalzamento della soglia di età pensionabile) sono necessarie per ottenere una crescita sul lungo termine e per creare sostenibilità fiscale 29. Quest ultima serve poi per aiutare le politiche monetarie imbrigliate da 26 HAMADA Koichi, Grading Abenomics, in Project Syndicate, 2013, Matteo DIAN, Abenomics, rivoluzione neokeynesiana in Giappone, in Limes Rivista Italiana di Geopolitica, 2013, Matteo ARISCI, Il Giappone Nazionalista di Shinzo Abe, in Treccani.it l Enciclopedia Italiana, 2013, sta_di_shinzo_abe.html, Matteo DIAN, Abenomics, rivoluzione neokeynesiana in Giappone, in Limes Rivista Italiana di Geopolitica, 2013,

16 tassi d interesse zero e per evitare un forte aumento dei tassi d interesse a lungo termine. Una politica monetaria flessibile è necessaria per abbassare i tassi d interesse reali, stimolando così la crescita che aiuterà il raggiungimento del livello d inflazione desiderato e previsto che a sua volta consoliderà la sostenibilità fiscale 30. L allentamento monetario quantitativo e qualitativo (Quantitative and Qualitative Monetary Easing, QQME) ha l obiettivo di ottenere un inflazione stabile del 2% da raggiungere il prima possibile, con un orizzonte di circa due anni 31. Vi è l idea di raddoppiare la base monetaria della Banca del Giappone (BoJ) anche tramite i titoli di Stato giapponesi (JGB) e degli exchange-traded fund (ETF) detenuti dalla BoJ, portando ad aumentare di più del doppio le scadenze medie del portafoglio degli JGB. Fig 3. Base monetaria (in yen) della Banca Centrale del Giappone fonte Banca Centrale del Giappone, Bloomberg, La base monetaria sarà raddoppiata attraverso l immissione annua di miliardi di yen, per arrivare a più di 250 miliardi entro fine 2014 (circa il 60% del PIL nominale) 32. I tassi d interesse saranno compressi per poter ampliare il portafoglio dei JGB fino a 50 miliardi di yen annui dilatandone la scadenza media attuale di tre anni portandola a sette. La BoJ acquisterà ogni anno ETF di attività ritenute ad alto rischio e anche fondi immobiliari quotati sul mercato per 30 miliardi di yen 33. Tramite queste acquisizioni la BoJ si aspetta un abbassamento dei tassi d interesse su tutta 30 ibidem. 31 L allentamento monetario in Giappone, Bank for International Settlements, 2013, ibidem. 33 ibidem. 15

17 la curva dei rendimenti e una riduzione dei premi di rischio per le attività rischiose. Con queste misure spera anche di spronare sia le istituzioni sia gli investitori a variegare il loro portfolio azionario. Con l immissione di capitali la BoJ vuole raggiungere la stabilità dei prezzi e continuare a tal fine il suo piano di acquisto di titoli bancari per incanalare le aspettative degli operatori economici accrescendo le previsioni di inflazione per ottenere un abbassamento dei tassi d interesse reali 34. I primi risultati dopo il debutto della prima freccia non si sono fatti attendere. Da gennaio 2013 a maggio dello stesso anno l indice Nikkei è cresciuto del 50% 35, il PIL è salito al 3,5%, lo yen è stato indebolito del 30% se comparato col dollaro e del 20% se comparato con l euro. La disoccupazione è scesa al 4,1% 36 e la spesa delle famiglie è aumentata del 5,2% 37. Su questa linea d azione sono sorti però i primi dubbi nel Fig 4. Inflazione in Giappone, indice dei prezzi al consumo (CPI) fonte Analizzando i dati forniti da Global-rates.com 38, database di indicatori finanziari si può vedere che, da settembre 2013, l inflazione è aumentata arrivando a raggiungere il 3,6% nel giugno ibidem. 35 Tokyo Nikkei 225, Milano Finanza, Unemployment rate, OECD, Household disposable income, OECD,

18 Le stime future, se entrambe le tre frecce svolgeranno i loro compiti, vedono l inflazione superiore al 2% 39. Questo aumento dei prezzi però è dovuto anche all aumento della bolletta energetica del Giappone. Non essendo autosufficiente dal punto di vista energetico, il Giappone ricorre all importazione di circa il 70% del suo fabbisogno energetico 40 che, essendo prodotto d importazione, ha subito un aumento del prezzo causato dalla svalutazione dello yen. È da ricordare anche che in seguito al disastro di Fukushima sono state chiuse quasi tutte le centrali nucleari del Paese che provvedevano al 30% di tutta l elettricità domandata 41. Se l inflazione porta a un aumento medio dei prezzi di servizi e beni, ci si aspetterebbe che anche i salari dei lavoratori subiscano un aumento 42. Purtroppo, date le difficoltà nelle modifiche dei contratti lavorativi che disciplinano le quote salariali, è molto probabile che l inflazione, pur aiutando l economia nipponica, vada a colpire i portafogli dei consumatori. L allentamento monetario dell Abenomics può essere visto come l inizio di una currency war, una lotta al ribasso delle valute. In questo scenario tutte le nazioni sarebbero intenzionate a diminuire il valore delle proprie monete per promuovere le esportazioni e la crescita. Questo provocherebbe effetti negativi sulla stabilità finanziaria mondiale creando incertezza sul piano dei commerci. Le critiche più forti su questo possibile scenario sono state mosse da Germania, Cina e Russia 43. Un altro punto di dubbio è rappresentato dalla bilancia commerciale giapponese che non sta mostrando una ripresa. Con la svalutazione monetaria si è assistito a una crescita dell import (in termini monetari) e una riduzione dei ricavati dell export Inflazione in Giappone, indice dei prezzi al consumo (CPI),Global-rates.com, Nihon no Infura Ritsu no Suii (Evoluzione del tasso inflazionistico in Giappone), Sekai Kezai no Neta Techō, HONDA Naoshi, Nihon no enerugi mondai no kōsatsu (Osservazioni sui problemi energetici del Giappone), Nagoya, Sankeisha, Nuclear Power in Japan, World Nuclear Association, 2014, Treccani, L Enciclopedia Italiana, 2012, Diana CHOYLEVA, Japan actions risk ignity currency war, in Financial Times, 2014,

19 Dopo un primo periodo chi importa dovrebbe adattare i volumi di acquisto e vendita al nuovo tasso di cambio; quindi l export dovrebbe crescere e l import diminuire. Per ora però non si vedono questi cambiamenti perché il Giappone sembra troppo dipendente dalle importazioni, fattore che non consente a quest ultime di calare di prezzo. Se da un lato le esportazioni sono in aumento, le importazioni non diminuiscono 45. Sul piano fiscale è stato stanziato un pacchetto di stimoli che promuovano l aumento degli investimenti pubblici per creare nuovi posti di lavoro e sostenere la domanda interna per stimolare la crescita economica. Si calcola che siano stati stanziati 10,3 miliardi di yen (90 miliardi di euro), pari al 2% del PIL nipponico 46. Come primo obiettivo il governo si è posto la ricostruzione della prefettura di Fukushima e delle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami del Tōhoku. Una parte degli stimoli fiscali sarà impiegata per la promozione della ricerca, lo sviluppo tecnologico e gli investimenti privati. Con i nuovi investimenti il governo ha superato l auspicato raggiungimento di 1,4 punti percentuali del PIL tra 2013 e e ora punta a un consolidamento fiscale con l obiettivo di dimezzare entro l anno fiscale 2015 il deficit di 6,6 punti raggiunti nel 2010 per poi ricavarne un surplus entro il Per poter bilanciare il gran numero di fondi stanziati, il governo ha alzato la tassa sul valore aggiunto dal 5% al 8% nel 2014 con l idea di un ulteriore aumento al 10% nel Questo però ha provocato un aumento del debito pubblico che in dicembre 2013 ha raggiunto il 236%, valore più del doppio del prodotto interno lordo nipponico Zaimushō Bōeki Tōkei (Statistiche commerciali del Ministero del Tesoro), ibidem. 46 Matteo DIAN, Abenomics, rivoluzione neokeynesiana in Giappone, in Limes Rivista Italiana di Geopolitica, 2013, Trading Economics, Japan GDP Annual Growth Rate, Matteo DIAN, Abenomics, rivoluzione neokeynesiana in Giappone, in Limes Rivista Italiana di Geopolitica, 2013, Andrew WINDSOR, Sovereign Debt: Eroding Japan National Security, in The Diplomat, ,

20 Anche sulle politiche fiscali sono sorti vari dubbi. Riuscirà l aumento dell IVA a bilanciare l ampliamento del debito pubblico provocato dall espansione fiscale? La deflazione in Giappone è iniziata proprio quando vi è stato un aumento della tassa sul valore aggiunto nel 1997 sotto il governo Hashimoto quando l IVA passò dal 3% al 5% 50. È necessario un lavoro sinergico fra il ministero delle finanze per stimolare il finanziamento d investimenti e opere pubbliche e la BoJ per immettere liquidità sul mercato. La BoJ però segue delle linee guida molto rigide ed è sempre stata molto restia a un espansione monetaria. Per riuscire ad ammorbidire le posizioni della BoJ Abe ne ha nominato un nuovo governatore, Haruiko Kuroda, ex presidente dell Asia Development Bank che, data la sua visione meno restrittiva e limitativa sulla questione monetaria, potrebbe facilitare l immissione di capitali sul mercato 51. Secondo l economista Martin Feldstein 52 è rischioso aumentare il debito pubblico (pur essendo detenuto per la quasi totalità dalle famiglie e istituzioni giapponesi) perché risulterebbe difficile recuperare il denaro prestato visti i bassi tassi d interesse proposti. Questo fattore d incertezza deve anche essere sommato alla svalutazione monetaria e all inflazione che, già da parte loro, contribuiranno a rendere difficile il recupero dei crediti concessi. Un ulteriore punto di perplessità è dato da questa nuova collaborazione che si è venuta a creare tra il governo giapponese e la BoJ che precluderebbe l indipendenza di quest ultima. Ciò potrebbe sviare le aspettative inflazionistiche destabilizzando i mercati finanziari 53. La terza freccia, avvalendosi dei cambiamenti che hanno già portato e porteranno le sue due compagne, ha l obiettivo di realizzare riforme definite strutturali necessarie per modificare la struttura obsoleta e rigida che condiziona ancora molti settori economici o categorie di lavoratori. La struttura collusiva del sistema economico è ben rappresentata dal sistema dei keiretsu, gruppi aziendali storici collegati tra loro per mezzo di compartecipazioni azionarie. Questi gruppi hanno 50 TANAKA Akihiko, Ajia no naka no Nihon (Il Giappone all interno dell Asia), Tōkyō, NTT Shuppan, Matteo DIAN, Abenomics, rivoluzione neokeynesiana in Giappone, in Limes Rivista Italiana di Geopolitica, 2013, Martin FELDSTEIN, The Wrong Growth Strategy for Japan, in Project Syndicate, , ibidem. 19

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