Considerazioni nutrizionali sulle diete vegetariane

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1 HealthNewsletter a cura della redazione scientifica Phoenix Considerazioni nutrizionali sulle diete vegetariane Secondo le direttive del 2009 dell American Dietetic Association 1 una dieta vegetariana ben pianificata può essere adatta ad ogni Paese Numero di vegetariani nel mondo Popolazione (mil.) N vegetariani (in 1000) Percentuale dei vegetariani (%) Australia Austria Belgio Canada Croazia Daniamarca Francia Germania Gran Bretagna India Irlanda Israele Italia Norvegia Paesi Bassi Polonia Repubblica Cecoslovacca Romania Spagna Svezia Svizzera USA Fonte: Leitzmann and Keller, individuo e compatibile con ogni stadio del ciclo vitale umano inclusi gravidanza, allattamento, infanzia e adolescenza, oltre che per gli atleti. Le diete vegetariane, oltretutto, sono spesso associate a numerosi vantaggi per la salute come la riduzione di colesterolo, malattie cardiovascolari, rischio di ipertensione e diabete di tipo 2. I vegetariani tendono ad avere un indice di massa corporea (BMI) e un tasso di mortalità totale per cancro minori. Le diete vegetariane prevedono uno scarso consumo di grassi saturi e colesterolo, contro un apporto rilevante di fibre, magnesio, potassio, vitamina C, folati, carotenoidi e altri importanti fitonutrienti. Queste caratteristiche nutrizionali sono una possibile spiegazione dei vantaggi sulla salute che una dieta vegetariana bilanciata può produrre. Tuttavia, coloro che seguono diete vegetariane strette sono a rischio di insufficiente assunzione di sostanze importanti come vitamina B12, calcio, vitamina D, zinco e acidi grassi polinsaturi della serie omega-3. Le diete macrobiotiche, ad esempio, pur fornendo numerosi nutrienti, potrebbero essere inadeguate nell apporto di calcio. Inoltre, hanno generalmente uno scarso apporto energetico, proteico e nutrizionale e sono particolarmente sconsigliate ai bambini (Zmora et al., 1979). Un indagine condotta sulla dieta di adulti vegetariani del Regno Unito (Henderson et al. 2003a, 2003b), ha mostrato che la carne e i suoi derivati forniscono un notevole contributo di alcuni importanti nutrienti (tab. 1). Quando non si consumano carne o altri alimenti derivati da animali come pesce, latticini o uova, è necessario assumere da altre fonti i nutrienti presenti in tali alimenti. L effetto generale di diete che escludano quei cibi possono risultare in un differente apporto nutrizionale tra vegetariani e onnivori. 1. prestigioso ente statunitense che raggruppa professionisti dell alimentazione e nutrizione. Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

2 Aumento del QI I vegetariani sembrano essere più intelligenti dei loro coetanei che consumano carne. Uno studio condotto su un migliaio tra uomini e donne, pubblicato sul British Medical Journal, ha evidenziato che i soggetti che seguono una dieta vegetariana hanno un QI (quoziente intellettivo) di 5 punti superiore a quello dei regolari consumatori di carne. I ricercatori, benché ammettano che i meccanismi non siano ben chiari, affermano che il consumo di frutta e verdura in qualche modo sembra avere effetti positivi sul cervello. Ricercatori dell università di Southampton hanno raccolto i dati di oltre 8mila volontari per 20 anni. All età di 10 anni i partecipanti sono stati sottoposti a test per calcolare il quoziente intellettivo. Quando hanno raggiunto i 30 anni è stato loro chiesto se fossero diventati vegetariani e le risposte sono state confrontate con il punteggio del QI raccolto 20 anni prima. Circa il 4,5% dei partecipanti era diventato vegetariano. Dal confronto dei dati è emerso che quelli che avevano il QI più alto erano diventati vegetariani da adulti, evitando di consumare sia la carne che il pesce. Questi soggetti mostravano un punteggio di 105, circa 5 punti più alto rispetto a quello riscontrato nei soggetti che avevano continuato a consumare carne, oltre ad avere fatto più carriera. Non è stata rilevata differenza tra il QI di quelli che si dichiaravano vegetariani stretti e quelli che si classificavano vegetariani, ma che consumavano pesce o pollame. Tuttavia il punteggio dei vegani era più basso, una media di 95 all età di 10 anni. Il dr. Gale, responsabile dello studio, ha dichiarato che «sebbene questi risultati suggeriscano che i bambini più intelligenti sono più predisposti a diventare vegetariani in età adulta, non è da escludere la possibilità che una dieta di questo tipo possa avere degli effetti positivi sulle performance Tipi di diete vegetariane Tab 1. Contributo di carne e prodotti carnei all apporto medio giornaliero di alcuni nutrienti in % Nutriente Maschi Femmine energia proteine grassi totali acidi grassi saturi acidi grassi monoinsaturi acidi grassi polinsaturi n sodio ferro (totale) ferro eme ferro non-eme zinco rame vitamina A (retinolo) niacina vitamina B vitamina D Adattato da Henderson et.al. (2003a, 2003b). cognitive». Tuttavia, al di là di questi dati interessanti, è bene controllare l apporto di nutrienti indispensabili per la funzione cerebrale come ferro, zinco, vitamina B12 e acidi grassi omega-3. Classificazione Semi-vegetariana Pesco-vegetariana Modelli alimentari consumo occasionale di carni/pollame/pesce esclusione di carni e pollame, consumo di pesce e frutti di mare Ovo-latto-vegetariana esclusione di tutti i prodotti animali, consumo di latticini e uova Ovo-vegetariana Latto-vegetariana Vegana Macrobiotica Fruttariana esclusione di tutti i prodotti animali e latticini, consumo di uova esclusione di tutti i prodotti animali e uova, consumo di latticini esclusione di tutti i prodotti di origine animale 10 regimi dietetici di restrizioni crescenti, solitamente vegetariana, ma può prevedere il cosumo di carni e pesce consumo di frutta fresca e secca, semi e poche verdure, con l eliminazione di tutti i prodotti animali Adattata da Robbinson and Hackett (1995). Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

3 Effetti delle diete vegetariane sulla salute Diete vegane e vegetariane correttamente pianificate possono non solo fornire tutti i nutrienti richiesti in ogni fase della vita, ma anche prevenire malattie degenerative (Craig & Mangels, 2009). Tuttavia, per assicurare un adeguata scorta di nutrienti quali iodio e vitamina B12 dovrebbero essere assunti integratori o alimenti fortificati, in particolare da coloro che seguano una dieta vegana. I diversi tipi di alimenti vegetali dovrebbero essere consumati nello stesso giorno, anche se non necessariamente durante lo stesso pasto. Come già menzionato in precedenza, le carni e i loro derivati sono eccellenti fonti di alcuni minerali e vitamine. La carne rossa, ad esempio, costituisce una buona fonte di ferro, zinco, vitamina A (retinolo) e vitamina B12; latte e latticini sono ricchi in calcio biodisponibile e forniscono buone quantità di altri minerali e vitamine; l olio di pesce è ricco di vitamina D. Inoltre, le piante contengono composti che limitano l assorbimento e il metabolismo di alcuni micronutrienti. I fitati, ad esempio, associati ad un alto consumo di fibre di cereali, ostacolano l assorbimento di minerali come zinco e ferro. Tenendo in considerazione tutti questi fattori è ragionevole domandarsi se le diete che escludano la carne siano in grado di fornire adeguati quantità di tali micronutrienti. Obesità I vegetariani occidentali tendono ad avere un BMI e tasso di obesità minore degli onnivori (Fraser, 2009; Tonstad et al., 2009). Una dieta vegetariana contiene generalmente un densità energetica minore, meno grassi e un più alto contenuto di fibre rispetto alle diete basate sulla carne (Spencer et al., 2003). Inoltre, associando uno stile di vita sano che preveda regolare attività fisica, basso consumo di alcol e assenza di fumo, si potenzia l effetto protettivo contro l obesità. Il modello dietetico vegetariano è associato a un profilo favorevole dei fattori di rischio metabolico e a un rischio ridotto di sindrome metabolica (Rizzo et al., 2011). Malattie coronariche e ischemie Numerosi studi di coorte hanno stabilito che il tasso di mortalità per malattie coronariche e ischemie nei vegetariani è minore rispetto a quello degli onnivori. Al contrario, un eccessivo consumo di carne è stato associato all aumento del tasso di mortalità per ischemie. Inoltre, nei vegetariani è stata osservata la riduzione di alcuni fattori di rischio per le malattie cardiovascolari come ipercolesterolemia e ipertensione. Alcune componenti nella dieta come la frutta secca (ad es. mandorle), le fibre viscose (da avena o orzo) e i fitosteroli riducono i lipidi ematici. Cancro Una dieta vegetariana fornisce una grande varietà di fattori dietetici che possono proteggere dal cancro. Frutta e verdura contengono misture complesse di fitochimici ad attività antiossidante, antiproliferativa e anti-cancro. Sono stati condotti numerosi studi prospettici sull effetto delle diete vegetariane e il rischio di sviluppare tumori. I vegetariani dell EPIC-Oxford Study hanno mostrato un incidenza minore di tumore di stomaco e polmoni rispetto agli onnivori (Key et al., 2009b). Nei vegetariani britannici è stato riscontrato un rischio minore per cancro di stomaco, ovaie e vescica (Key et al., 2009a), mentre in quelli tedeschi la protezione maggiore è stata per il cancro del colon-retto. Secondo un recente rapporto del World Cancer Research Fund (2007) il consumo di frutta e verdura è risultato protettivo contro tumore di polmoni, bocca, esofago e stomaco e, in grado minore, di altri organi. La regolare assunzione di legumi costituisce un ulteriore misura protettiva contro il tumore dello stomaco e della prostata. Fibre alimentari, vitamina C, carotenoidi, flavonoidi e altri fitochimici presenti nella dieta offrono protezione contro vari tipi di cancro. L apporto dietetico di calcio nei latto-ovovegetariani è similare o maggiore di quello dei non-vegetariani, mentre nei vegani tende ad essere più basso e potrebbe non raggiungere le Alcune cautele Attenzione, però, perché da recenti dati è emerso il pericolo di soffrire di binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata) nei vegetariani di oggi, mentre quelli storici corrono il rischio di comportamenti non sani di controllo del peso. In particolare, una meta-analisi del 2009 ha esaminato alcuni di studi condotti su adolescenti e giovani adulti vegetariani statunitensi (n= 2516), rilevando un aumento del rischio di sviluppare disturbi alimentari in questa popolazione. Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

4 raccomandazioni dietetiche. Nello studio Cancer and Nutrition (EPIC- Oxford), il rischio di fratture tra latto-ovo-vegetariani e non-vegetariani era similare, mentre nei vegani era maggiore del 30%. Diete ricche in carne, pesce, latticini, frutta secca e cereali possono causare un carico acido renale eccessivo, dovuto a residui di solfato e fosfato. Diabete di tipo 2 L incidenza del diabete di tipo 2 nei vegetariani avventisti statunitensi è stata trovata più bassa di quella degli onnivori. I componenti degli alimenti a base vegetale possono migliorare direttamente lo stato o le complicazioni diabetiche, come ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari e renali (Frase, 2009). Il basso BMI dei vegetariani contribuisce ulteriormente alla riduzione del rischio di sviluppare diabete mellito (Tonstad et al., 2009). Molti studi indicano che il consumo di cereali integrali e fibre ha un effetto protettivo su questa patologia, mentre il consumo degli stessi alimenti raffinati ne aumenta l incidenza (Okarter & Liu, 2010). Rassegna di nutrienti e diete vegetariane Proteine Storicamente le proteine sono considerate nutrienti critici per la dieta vegetariana. In popolazioni la cui dieta sia basata prevalentemente su verdure e vegetali con un minimo consumo di prodotti animali, è stata osservata una scarsa crescita (Scrimshaw, 1996). Le proteine sono una fonte essenziale di aminoacidi per la crescita, la riparazione dei tessuti e per la sintesi di enzimi e ormoni. I bambini sono il gruppo a rischio maggiore di una ridotta assunzione proteica, per la forte richiesta di tali sostanze necessarie per la crescita. Al contrario, negli adulti l apporto proteico dei vegetariani tende ad essere leggermente più basso di quello degli onnivori, ma sembra adeguato per mantenere l equilibrio azotato (Sanders, 1999a). La maggior parte delle proteine vegetali è carente in almeno in un aminoacido indispensabile e per tale motivo sono chiamate proteine a scarso valore biologico. Si discute circa il fatto che le proteine di soia contengano quantità sufficienti di tali aminoacidi, tanto da poter essere considerate proteine complete. Comparazione in % dei contenuti in acidi grassi (saturi, polinsaturi e monoinsaturi) in alcuni tipi di olio Alimento Saturi Polinsaturi Monoinsaturi Acidi grassi n-3 Acido linoleico (omega-6) Le diete vegetariane sono generalmente ricche in omega-6, ma un alimentazione che non includa pesce e uova potrebbe risultare carente negli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, nutrienti fondamentali per la salute cardiovascolare e lo sviluppo cerebrale. La bioconversione dell acido alfalinolenico 1 (ALA) in EPA è meno del 10% e in percentuali ancora minori in DHA. I vegetariani tendono ad avere bassi livelli di EPA e DHA nel sangue rispetto ai non-vegetariani. I LARN raccomandano un apporto di ALA di 2 g/die, quantitativo che forse i vegetariani non raggiungono e che dovrebbero assumere per compensarne la mancanza. Visto che i vegetali non contengono gli acidi grassi polinsaturi EPA e DHA (ad eccezione di alcune alghe) la cui fonte principale è l olio Acido alfa-linolenico (omega-3) lino cartamo tracce 14 girasole grano oliva soia arachidi tracce 48 di pesce, le diete vegetariane e vegane potrebbero non raggiungere un apporto ottimale di tali nutrienti. In madri vegane sono stati osservati bassi livelli di DHA, acido grasso la cui deprivazione può essere causa di disturbi visivi, cerebrali e comportamentali nei bambini. 1. ALA, un omega-3 di origine vegetale presente in buone concentrazioni nell olio di lino. Alcune vitamine La vitamina A è abbondante nelle verdure e nei frutti verdi, arancioni e gialli. Sebbene sia stato osservato che l apporto di retinolo-equivalenti (tenendo conto anche dei carotenoidi) sia basso nei vegetariani e vegani rispetto ai consumatori di Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

5 carne, le diete vegetariane e vegane sono generalmente ricche in carotenoidi e compensano parzialmente lo scarso apporto di retinolo preformato, aiutando ad assicurarne un adeguato apporto. Vegetariani e vegani consumano maggiori quantità di verdura a foglia verde, rispetto alla popolazione generale. Verdure quali broccoli, cavoli e lattuga rappresentano un integrazione supplementare di vitamina K, nutriente necessario per il metabolismo osseo. Una dieta vegetariana include, anche se non sempre, un maggiore apporto di frutta, verdura, legumi, frutta secca e cereali integrali rispetto alla dieta onnivora. Di conseguenza l apporto di vitamina C, folati e tiamina risulta maggiore rispetto a quello dei consumatori di carne. Vitamina B12 (cianocobalamina) Lo stato della vitamina B12 in alcuni vegetariani è scarsamente adeguato, a causa di un ridotto consumo di alimenti che contengono questa vitamina. I latto-ovo-vegetariani possono ottenere sufficienti quantitativi di B12 da latticini, uova o altre fonti disponibili come alimenti arricchiti o integratori. Per i vegani, questa vitamina deve essere necessariamente introdotta con alimenti arricchiti o integratori. Le diete vegetariane sono tipicamente ricche in folati e questo potrebbe mascherare i sintomi ematologici della carenza di B12. Sebbene l intake di acido folico possa prevenire o ritardare l anemia megaloblastica, non è in grado di prevenire il danno nervoso e quindi in caso di carenza di vitamina B12 esiste il rischio di danni neurologici permanenti. Herman et al. (2003) hanno dimostrato che i vegani e, in grado minore, i latto e i latto-ovo-vegetariani, mostrano evidenze biochimiche di carenza di vitamina B12 basati sull aumento dei livelli di omocisteina e acido metilmalonico, sebbene non sia stata osservata anemia megaloblastica. È essenziale che tutte le donne in gravidanza e che allattano assumano adeguate quantità di vitamina B12. Lo stato della cianocobalamina può costituire un problema per le donne vegane, se non assumono integratori, in quanto il feto assimila 0.2 mcg di B12 al giorno dalle scorte materne e ancora di più viene assorbito con l allattamento. La carenza di vitamina B12 può svilupparsi nel bambino se il latte ha una scarsa concentrazione di B12 e questo può aumentare il rischio di difetti neurologici persistenti (Grattan-Smith et al. 1997). Sono state osservate basse concentrazioni plasmatiche di B12 in bambini sottoposti a dieta macrobiotica, rispetto ai coetanei onnivori. In uno studio su bambini vegani le concentrazioni plasmatiche di B12 erano 1/4 dei livelli nella norma. Quindi, gravide e donne che allattano che seguano una dieta vegana o macrobiotica devono prestare molta attenzione all intake di B12. Alcuni dati indicano la presenza di vitamina B12 in prodotti a base di soia fermentata (es. miso, tempeh), fungo shiitake e alcune alghe (spirulina e nori), ma il suo assorbimento non è garantito. I soggetti più anziani potrebbero avere difficoltà con l assorbimento di vitamina B12 dagli alimenti, frequentemente dovuta a gastrite atrofica. Vitamina D Bassi livelli nel siero di vitamina D sono associati a una riduzione dell assorbimento di calcio e di conseguenza alla predisposizione di sviluppare problemi ossei. È stato osservato nei vegetariani un apporto di vitamina D scarso rispetto agli onnivori e molto basso nei vegani, la cui unica fonte di questo nutriente è data dagli alimenti arricchiti. I vegani solitamente evitano il consumo di alimenti arricchiti con vitamina D3 (colecalciferolo) perché di derivazione animale, ma la vitamina D2 (ergocalciferolo), che è accettata dai vegani, risulta meno biodisponibile della D3. Bassi livelli di vitamina D e una ridotta massa ossea sono stati osservati in popolazioni vegane che non utilizzano integratori o alimenti arricchiti. Anche le diete macrobiotiche sono carenti in vitamina D e in alcuni studi è stata osservata un alta incidenza di rachitismo in bambini inferiori 7-deidrocolesterolo (precursore della vitamina D sulla cute) previtamina D3 colecalciferolo (D3) 25-idrossivitamina D3 1,25-diidrossivitamina D3 (forma attiva) Sintesi della vitamina D azioni biologiche raggi UVB dall esposizione solare 25-idrossilasi epatica 1.alfa idrossilasi renale Alimenti ed integratori ergocalciferolo D2 legame con i recettori della vitamina D Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

6 ai sei anni, che seguivano una dieta macrobiotica, come risultato della carenza di vitamina D. Nel 2009 ricercatori vietnamiti e australiani hanno condotto una meta-analisi per verificare la densità minerale ossea dei vegetariani, evidenziando un modesto effetto delle diete vegetariane, in particolare quella vegana, di riduzione della densità minerale ossea. Nel 2007 uno studio ha valutato il tasso di fratture ossee nei vegani. Lo studio EPIC-Oxford ha analizzato i dati di soggetti, di cui vegani, latto-ovo-vegetariani dal 1993 al 2000, dal quale è emerso un incremento del 30% nel tasso di fratture ossee nei vegani, rispetto ai consumatori di carne. La vitamina D può presentare problemi nei soggetti più anziani: la sua sintesi decresce con l invecchiamento e quindi un apporto supplementare rappresenta un utile supporto per ostacolare stati carenziali. Ferro Di particolare interesse è lo stato del ferro nei vegetariani e vegani, perché nella dieta onnivora la carne fornisce una quantità significativa di ferro eme altamente biodisponibile e anche per la presenza di fattori non bene identificati nella carne (ma anche in pesce e pollame) che sembrano promuovere l assorbimento di questo metallo. Burgess et al. (2001) hanno mostrato in un campione di 50 bambini onnivori che il consumo di carne forniva il 33% (3.3 mg) dell apporto totale di ferro e il 13-16% di quello totale ( mg) era sotto forma di ferro eme. Nella dieta vegetariana, nella quale la carne è completamente esclusa, il ferro è presente solo in forma noneme (a meno che non sia incluso il pesce). Inoltre, l assorbimento potrebbe essere ostacolato perché le diete vegetariane contengono inibitori dell assorbimento del ferro, ad esempio i fitati, come risultato dell ingente consumo di legumi e cereali integrali. Il ferro non-eme è più sensibile sia agli agenti inibitori che a quelli che ne aumentano l assorbimento.in uno studio (Hunt & Roughead, 1999) dopo aver seguito una dieta vegetariana per 8 settimane, è stata osservata la riduzione del 70% dell assorbimento di ferro non-eme rispetto alla dieta onnivora seguita dai medesimi soggetti in un precedente studio. L assorbimento del ferro non-eme è favorito dalla presenza di vitamina C, il cui apporto nella dieta vegetariana è solitamente rilevante. Le donne vegetariane, in particolare, mostrano basse riserve di ferro, come indicato dai livelli di ferritina e la proporzione assorbita potrebbe essere minore in vegane e vegetariane. Zinco La biodisponibilità di zinco nelle diete vegetariane è più bassa rispetto a quella delle diete nonvegetariane. La carne è una buona fonte di zinco, anche se vi sono altre fonti ricche di questo minerale Fattori dietetici che inibiscono e aumentano l assorbimento e la biodisponibilità di ferro nella dieta vegetariana Inibiscono assorbimento ferro non-eme acido fitico/fitati proteine della soia acido ossalico/ossalati tuorlo d uovo tannini caffè, cacao e alcune spezie calcio Aumentano assorbimento ferro non-eme pesce retinolo vitamina C carotenoidi alcol non carnee come latticini, pane e cereali, legumi, semi e frutta secca. Tuttavia, molte delle fonti di zinco che derivano dai vegetali sono anche ricche di acido fitico, un inibitore dell assorbimento di zinco (Hunt, 2002). Gli studi che hanno valutato l apporto di zinco in vegetariani e onnivori, hanno dato risultati variabili. La carenza vera e propria non è stata osservata nei vegetariani occidentali. Gli anziani (sia vegetariani che consumatori di carne) tuttavia mostrano una scarsa assunzione di zinco, favorendo l aumento della sua carenza, che può dare sintomi quali riduzione della sensibilità olfattiva e della funzione immunitaria. La carenza di zinco è improbabile nei latto-ovo-vegetariani, mentre i vegani, coloro che seguono la dieta macrobiotica e altri gruppi a rischio come anziani, gravide e adolescenti, dovrebbero assicurare un apporto ottimale di questo minerale. Spirulina La spirulina è un alga verde-blu, ricca di sali alimentari e della maggior parte degli oligoelementi. Tra le numerose vitamine contenute, spicca la vitamina B12, difficilmente reperibile negli alimenti di origine vegetale. Dal punto di vista qualitativo, le proteine della spirulina sono complete, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali. La spirulina è indicata nelle diete vegetariane per il ricco contenuto nutrizionale. Oltre alla vitamina B12, infatti, troviamo la vitamina A e altre vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6). La spirulina viene inoltre utilizzata come coadiuvante nei programmi di riduzione del peso corporeo. Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

7 Absolute Soy fonte proteica vegetale (soia) TABELLA RIASSUNTIVA diluire 2 misurini (16,6g) di polvere/die in un bicchiere d acqua, latte o altra bevenda oppure mescolare a frullati, yogurt, ecc., fino ad ottenere un liquido omogeneo. B-12 nutriente spesso carente nelle diete vegetariane 1 cpr/die con acqua durante il pasto Iron Complex per evitare stati anemici 1 tav/die con acqua durante il pasto Multimineral Spirulina per contrastare il forte apporto di fitati, che favorisce l eliminazione dei minerali assunti fonte proteica vegetale e ricostituente da 1 a 3 tav/die con acqua durante i pasti 3 cpr/die prima dei pasti con un bicchiere abbondante d acqua Vitamin D indispensabile per la fissazione del calcio nelle ossa 1 cpr/die con acqua durante il pasto Zinc 30 nutriente le cui riserve nell organismo sono limitate, la cui carenza è frequente nelle diete vegetariane e vegane 1 cpr/die con acqua durante il pasto Bibliografia Campo H, Baylin A, Willet WC. Alphalinolenic acid and risk of nonfatal acute myocardial infarction. Circulation 2008; 118: Craig WJ, Mangels AR. Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. J Am Ass 2009, 109, Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Roddam AW, Allen NE. Mortality in British vegetarians: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Oxford). Am J Clin Nutr 2009;89:1613S William CM, Burdge G. Long-chain n-3 PUFA: plant v. marine sources. Proc Nutr Soc 2006;65, Clarke R, Sherliker P, Hin H, Nexo E, Hvas AM, Schneede J, et al. Detection of vitamin B12 deficiency in older people by measuring vitamin B12 or the active fraction of vitamin B12, holotranscobalamin. Clin Chem 2007;53: Koebnick C, Hoffmann I, Dagnelie PC, Heins UA, Wickramasinghe SN, Ratnayaka ID, et al. Long-term ovo-lacto vegetarian diet impairs vitamin B-12 status in pregnant women. J Nutr 2004;134: Bischoff-Ferrari HA, Dawson-Hughes B, Baron JA, Burckhardt P, Li R, Spiegelman D, Specker B, Orav JE, Wong JB, Staehelin HB, O Reilly E, Kiel DP, and Willett WC. Calcium intake and hip fracture risk in men and women: a meta-analysis of prospective cohort studies and randomized controlled trials. Am J of Clin Nutr, 2007 Dec;86( 6): Turner-McGrievy GM, Barnard ND, Scialli AR, Lanou AJ. Effects of a low-fat vegan diet and a Step II diet on macro- and micronutrient intakes in overweight postmenopausal women. Nutrition. 2004; 20: Deriemaeker P, Aerenhouts D, Hebbelinck M, Clarys P. Nutrient Based Estimation of Acid-Base Balance in Vegetarians and Non-vegetarians. Plant Foods Hum Nutr. 2010, 65, Burke LE, Styn MA, Steenkiste AR, Music E, Warziski M, Choo J. A randomized clinical trial testing treatment preference and two dietary options in behavioral weight management: Preliminary results of the impact of diet at 6 months PREFER study. Obesity. 2006; 14: Burke LE, Hudson AG, Warziski MT, Styn MA, Music E, Elci OU, Sereika SM. Effects of a vegetarian diet and treatment preference on biochemical and dietary variables 67 in overweight and obese adults: a randomized clinical trial. Am J Clin Nutr. 2007; 86: Turner-McGrievy GM, Barnard ND, Cohen J, Jenkins DJA, Gloede L, Green AA. Changes in nutrient intake and dietary quality among participants with type 2 diabetes following a low-fat vegan diet or a conventional diabetes diet for 22 weeks. J Am Diet Assoc. 2008;108: Carlo Selmi, Patrick SC Leung, Laura Fischer, Bruce German, Chen-Yen Yang, Thomas P Kenny, Gerry R Cysewski and M Eric Gershwin. The effects of Spirulina on anemia and immune function in senior citizens. Cellular & Molecular Immunology (2011), 1 7. Informazioni Riservate Esclusivamente alle Persone Qualificate nei Settori della Medicina, Alimentazione e Farmacia (art. 6 comma II - D.L. n. 111 del 27 gennaio 1992). Vietata la Divulgazione al Pubblico Health Newsletter Aggiornamento Giugno 2011

8 Absolute Soy 90% Proteine Isolate di Soia in Polvere METABOLISMO PROTEICO Informazioni Prodotto Dose Giornaliera: 16,6 g (2 Misurini) Dosi Giornaliere Per Confezione: 30 Valori medi per 2 misurini (16,6g) per 100g Valore energetico 69/ /1781 Proteine 15,0 g 90,4 g Carboidrati 0,6 g 4,0 g Grassi 0,8 g 4,8 g Isoflavoni totali 24 mg 148 mg Ingredienti: proteine isolate di soia* *Non OGM. La soia è probabilmente la leguminosa più studiata e utilizzata nell ambito nutrizionale, grazie soprattutto alla sua capacità di adattamento, che ne ha reso possibile una rapida diffusione. Il contenuto proteico della soia è elevato (38-40%), come anche la qualità proteica. Tra gli aminoacidi essenziali abbondano lisina, leucina e fenilalanina mentre, come in tutti i legumi, è relativamente modesta la quota di solforati. Il contenuto in lipidi raggiunge il 18-20%. Durante i processi di raffinazione delle proteine della soia il contenuto proteico, che nella farina è del 40-50%, negli isolati raggiunge l 85-90%. Gli isolati presentano un valore nutritivo del tutto simile a quello delle proteine del latte. È stato dimostrato che nell adulto, anche per lunghi periodi di tempo, gli isolati di soia sono in grado di mantenere lo stato di nutrizione proteico a livelli più che soddisfacenti. Gli isolati proteici di soia rispondono alle necessità di quanti presentano intolleranze, ad esempio, al latte o allergie a proteine o ad altri componenti presenti negli alimenti di origine animale. Le proteine isolate di soia sono in grado di incorporare fino a 6 volte il proprio volume d acqua. Anche a freddo risultano maggiormente solubili e più rapidamente digeribili rispetto, ad esempio, ai caseinati. Le proteine vegetali presentano alcuni vantaggi se paragonate a quelle animali: contengono buone percentuali di fibra; sono prive di colesterolo e di acidi grassi saturi; hanno buone concentrazioni di acidi grassi polinsaturi, calcio e isoflavoni. Attività sportiva Le proteine della soia, grazie alla loro funzione essenzialmente plastica, possono sopperire al fabbisogno proteico per l ottenimento o il mantenimento di un tono muscolare ottimale. Il contenuto proteico della soia, con un valore biologico paragonabile a quello della carne in termini di composizione aminoacidica, permette la sostituzione delle proteine animali senza il timore di incorrere in pericolosi deficit o di provocare un bilancio azotato negativo. La soia è povera in grassi (contiene esclusivamente acidi grassi mono o polinsaturi) e, contrariamente alla carne, è priva di colesterolo. La soia si presta come sostitutivo di proteine e grassi animali nella dieta degli atleti vegetariani e rappresenta una discreta fonte di ferro, anche se meno biodisponibile di quello da fonte animale, contribuendo a prevenire quadri carenziali di questo importante minerale. Metabolismo del colesterolo Le istituzioni americane FDA (Food and Drug Administration) e American Heart Association consigliano il consumo quotidiano di proteine della soia. Questo perché negli studi epidemiologici più recenti l assunzione di proteine della soia è stata inversamente correlata alle concentrazioni ematiche di colesterolo LDL. La riduzione della colesterolemia osservata non riguarda il colesterolo HDL. Anche se i pareri sono discordanti sulla responsabilità di questa attività (qualcuno ritiene che sia la frazione proteica ad abbassare il colesterolo, altri la combinazione tra proteine e isoflavoni), sembra che la soia riduca il colesterolo ematico aumentando la secrezione degli acidi biliari, riducendo in tal modo la disponibilità di colesterolo a livello epatico. Pressione sanguigna Sperimentazioni effettuate per verificare se il consumo di soia in qualche modo sia in grado di influenzare la pressione del sangue, indicano che l apporto di proteine di soia con l alimentazione è inversamente correlato con la pressione sia sistolica che diastolica. Secondo gli studiosi gli isoflavoni contenuti nella soia incrementano i livelli di ossido di azoto nel sangue, fattore che causa il rilassamento dei vasi sanguigni e quindi la riduzione della pressione. In un recente studio scozzese, 61 uomini di età compresa tra i anni e a rischio di problemi cardiovascolari, hanno assunto 20 g di proteine di soia e 80 mg di isoflavoni di soia al giorno per 5 settimane. Dopo il trattamento si sono osservate significative riduzioni della pressione sia sistolica che diastolica e del colesterolo ematico, contro l aumento del colesterolo HDL rispetto al gruppo placebo. In un recente studio in doppio cieco, condotto su un campione di 300 persone, è stato dimostrato che i pazienti ipertesi traggono beneficio dall assunzione di soia. Profilo Aminoacidico Per 100g L-Acido Aspartico L-Acido Glutammico L-Alanina L-Arginina L-Cistina L-Fenilalanina L-Glicina L-Isoleucina* L-Istidina L-Leucina* L-Lisina L-Metionina L-Prolina L-Serina L-Treonina L-Triptofano L-Tirosina L-Valina* Aminoacidi Essenziali *Aminoacidi a Catena Ramificata 26 10,900 g 16,300 g 3,800 g 7,200 g 1,300 g 4,900 g 3,800 g 3,900 g 2,400 g 7,000 g 5,900 g 1,300 g 4,800 g 5,100 g 3,200 g 0,900 g 3,700 g 4,000 g bibliografia Rosell MS, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Soy intake and blood cholesterol concentrations: a cross-sectional study of 1033 pre- and postmenopausal women in the Oxford arm of the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Am J Clin Nutr 2004 Nov; 80(5): He J et al. Effect of soybean protein on blood pressure: a randomized, controlled trial. Ann Int Med 2005; 143:1-9. Utile in caso di ATTIVITÀ SPORTIVA COLESTEROLO ALTO REGOLAZIONE PRESSIONE SANGUIGNA VEGANISMO Modo d uso Diluire 2 misurini (circa 16,6g) di polvere al giorno in un bicchiere d acqua, latte o altra bevanda, oppure mescolare a frullati, yogurt, ecc., fino ad ottenere un liquido omogeneo. Grazie al gusto neutro, all assenza di edulcorante e all eccezionale solubilità, può essere addizionato anche ad alimenti di comune utilizzo (torte, minestre, sughi, ecc.), per incrementare l apporto proteico. Avvertenze L apporto totale di proteine (dieta più integratore) non deve essere superiore a 1,5 g/die/kg di peso corporeo. In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario consultare il medico. Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. Integratori sinergici BCAA Shark Cartilage Extract L-Glutamina Allergeni Contiene soia e solfiti. 500 g # 0258

9 B mcg Cianocobalamina (vitamina B-12) SISTEMA NERVOSO E PRONTEZZA MENTALE Informazioni Prodotto Ogni compressa contiene Vitamina B-12 (cianocobalamina) 2000 mcg edulcoranti (sorbitolo), fruttosio, antiagglomeranti (acido stearico e amido di mais), aroma (ciliegia). Con il nome di vitamina B-12, o cobalamina, ci si riferisce a sostanze con una struttura chimica piuttosto complessa, tra le quali la più attiva è la cianocobalamina. La vitamina B-12 è una molecola relativamente stabile all ossigeno e al calore, ma estremamente sensibile all azione della luce, da cui viene decomposta e inattivata. Il suo assorbimento richiede tempi più lunghi rispetto a quello delle altre vitamine idrosolubili, perché nell uomo questo processo richiede la presenza di una sostanza chiamata fattore intrinseco (FI), una glicoproteina secreta dalle cellule parietali dello stomaco, che ha la proprietà di legarsi alla vitamina per proteggerla dagli enzimi durante il suo passaggio nell intestino. La formulazione orale in forma sublinguale permette un assimilazione più rapida, perché la B-12 passa dalla mucosa buccale direttamente nel plasma, bypassando il difficile assorbimento intestinale, garantendo un elevato grado di assorbimento. Omocisteina e salute cardiovascolare A tutt oggi, oltre 80 studi indicano che livelli anche moderatamente elevati di omocisteina ematici aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. La quantità di omocisteina è regolata per lo meno da tre vitamine: folati, B-12 e B-6. Analisi effettuate sui risultati di 12 studi per la riduzione di omocisteina hanno mostrato che, benché la supplementazione di acido folico (0,5-5 mg/die) sia quella che fornisce il maggiore effetto riduttivo (25%), la co-supplementazione con vitamina B-12 (500 mcg/die) permette un ulteriore riduzione (7%). In un altro studio su soggetti, lo stato nutrizionale della B-12 è risultato il fattore con la maggiore incidenza per la riduzione dell omocisteina. Forse perché, essendo la fortificazione degli alimenti con acido folico più diffusa, riesce a coprire maggiormente il suo fabbisogno. Altre osservazioni indicano che la carenza di B-12 possa essere la maggiore causa di elevati livelli di omocisteina nei soggetti ultrasessantenni. Anziani: Alzheimer, demenze e depressione Basse concentrazioni ematiche di B-12 sono state osservate in pazienti affetti da Alzheimer (AD). Uno studio ha evidenziato livelli più bassi di B-12 nel liquido cerebrospinale di pazienti con AD rispetto a quelli di soggetti affetti da altri tipi di demenza. Il deficit di B-12, come quello di folati, può portare a una ridotta sintesi di metionina e S-adenosilmetionina, alterando le reazioni di metilazione, che sono essenziali per il metabolismo dei componenti della guaina mielinica delle cellule nervose e dei neurotrasmettitori. In alcuni studi è stata evidenziata in soggetti AD l associazione tra elevati livelli ematici di omocisteina e basse concentrazioni di acido folico e B-12. La supplementazione di cianocobalamina ha mostrato miglioramenti delle funzioni cognitive in soggetti anziani. Studi osservazionali hanno evidenziato che almeno il 30% dei pazienti ospedalizzati per depressione presenta deficit di vitamina B-12. Da uno studio di prevalenza su 700 donne ultrasessantenni fisicamente disabili, è emerso che le donne con carenza di B-12 avevano il doppio delle probabilità di soffrire di depressione rispetto alle donne non-carenti. Uno studio di popolazione su anziani, donne e uomini con disturbi depressivi, ha evidenziato che quelli con carenza di cianocobalamina erano più predisposti (+70%) a sviluppare depressione, di quelli con uno stato vitaminico nella norma. Vitiligine Secondo alcuni studi condotti recentemente, l associazione vitamina B-12-acido folico può indurre la repigmentazione della cute, ostacolando la progressione della vitiligine. In uno studio sono stati somministrati a 100 pazienti vitamina B-12 (2000 mcg/die) e acido folico (1600 mcg 3 volte/die) ed è stato loro consigliato di esporsi alla luce solare. Il trattamento minimo suggerito fu di 6 mesi. Una buona repigmentazione è avvenuta in 52 pazienti, inclusi 37 che si erano esposti al sole in estate e 6 che avevano usato lampade UVB in inverno. La repigmentazione è stata più evidente nelle aree esposte al sole. La diffusione della vitiligine si è fermata nel 64% dei pazienti dopo il trattamento. Assunzione prolungata di farmaci Alcuni farmaci riducono l assorbimento di cobalamina in maniera rilevante. L assunzione prolungata di inibitori della pompa protonica (omeprazolo), ma anche gli antagonisti dei recettori H2 (Zantac), farmaci per l ulcera peptica, hanno dimostrato di ridurre i livelli di B-12. Colestiramina (farmaco anticolesterolo), antibiotici (neomicina e cloramfenicolo), colchicina (per la gotta) e metformina (antidiabetico) hanno mostrato il medesimo effetto. bibliografia Calvaresi E, Bryan J. B vitamins, cognition and aging. J Gerontol Series B: Psychological Sciences and Social Sciences 2001, 56:P327-P339. Herrmann W, Schorr H, Purschwitz K, Rassoul F, Richter V. Total homocysteine, vitamin B-12 and total antioxidant status in vegetarians. Clin Chem 2001;47: Juhlin L, Olsson MJ. Improvement of vitiligo after oral treatment with vitamin B-12 and folic acid and the importance of sun exposure. Acta Derm Venereol 1997 Nov;77(6): Utile in caso di ANEMIA MEGALOBLASTICA (ASSOCIATA A FOLATI) ALZHEIMER E DEMENZE PROTEZIONE CARDIOVASCOLARE RIDUZIONE DELLE PERFORMANCE COGNITIVE VITILIGINE INVECCHIAMENTO VEGETARIANISMO ASSUNZIONE PROLUNGATA DI FARMACI CONVALESCENZA Modo d uso 1 compressa al giorno durante il pasto. Avvertenze Non associare a cloranfenicolo. Non assumere in caso di atrofia ottica di Leber. Integratori sinergici Folic 400 B Complex C 500 Ginkgo Plus Iperico Allergeni Contiene soia. 100 compresse # 0084

10 Iron Complex t/r Ferro, Vitamina C, B-12, Acido Folico e Rame CARENZA DI FERRO Informazioni Prodotto Ogni tavoletta contiene Ferro (da ferro fumarato, ferro bisglicinato, ferro citrato e ferro gluconato) Rame (da rame gluconato) Vitamina C Acido folico Vitamina B mg 1 mg 75 mg 200 mcg 3 mcg agente di carica (calcio fosfato bibasico), addensante (gomma xantano), antiagglomeranti (acido stearico e magnesio stearato vegetali), agenti di rivestimento (idrossipropilmetilcellulosa e polietilenglicole). I nutrienti contenuti in questa formulazione sono fattori essenziali per il meccanismo fisiologico di produzione degli elementi del sangue (ematopoiesi). Il ferro è il principale fattore coinvolto in tale meccanismo, essendo indispensabile per la sintesi dell emoglobina. Il ferro interviene, inoltre, nella produzione della carnitina, nella sintesi del collagene e dell elastina, nella sintesi e nella regolazione di numerosi neurotrasmettitori che garantiscono un corretto funzionamento del sistema immunitario e proteggono l organismo dai danni provocati dai processi ossidativi. Affinché il ferro possa essere assorbito e quindi utilizzato, è essenziale la presenza di vitamina C, rame e vitamina B-12. Il rame partecipa alla conversione del ferro in emoglobina, il quale altrimenti rimarrebbe inutilizzata nel fegato. Per quanto riguarda invece la funzione sinergica con la vitamina C, diversi studiosi già a partire dal 1968 scoprirono che la somministrazione contemporanea di ferro e acido ascorbico incrementava fino al 50% l assorbimento di ferro. Questo vale anche per l acido folico, la cui associazione con il ferro sembra fornire una migliore risposta terapeutica nelle donne affette da anemia sideropenica. I folati, inoltre, sono sinergici con la vitamina B-12, necessaria per la produzione dei globuli rossi. Solo una piccola percentuale di ferro che ingeriamo viene assorbita dall organismo: infatti l organismo umano riesce a utilizzare meno del 10% del ferro contenuto nei vegetali (ferro non-eme) e circa il 20% di quello contenuto nelle proteine animali (ferro eme). Gruppi di popolazione a rischio sono bambini, adolescenti, gravide, soggetti con perdite ematiche croniche, vegetariani, atleti e soggetti con morbo celiaco e Helicobacter pylori. Anemie Le anemie da carenza di ferro sono un fenomeno assai diffuso, soprattutto nelle donne fertili e negli anziani a causa di un insufficiente assunzione con la dieta di questo minerale. Nei paesi occidentali le fasce d età più a rischio sono i bambini nei primi 4 anni di vita, gli adolescenti tra gli 11 e i 18 anni e le donne tra i 15 e i 45 anni. Nei bambini e adolescenti il fabbisogno di ferro per la crescita può superare l apporto dietetico o le riserve dell organismo. Affaticamento, depressione, dispnea, diminuita resistenza, pallore, unghie fragili, vertigini, glossite, alopecia telogen, ridotto sviluppo cognitivo e sociale durante l infanzia e difficoltà nel mantenere la temperatura corporea sono i principali sintomi da carenza di ferro. Gravidanza e allattamento Studi epidemiologici hanno fornito forti evidenze dell associazione tra anemia grave nelle donne gravide e conseguenze negative, come basso peso alla nascita, parto prematuro e mortalità materna. La domanda di ferro è maggiore nel terzo trimestre di gravidanza, per supportare l eritropoiesi fetale e l accumulo di ferro nella placenta. I bambini nati da madre con anemia sideropenica o quelli prematuri, con un più basso peso corporeo alla nascita e una più rapida velocità di crescita postnatale, presentano un più alto rischio di carenza di ferro. La supplementazione di ferro risulta particolarmente utile anche nel periodo post-partum e in caso di gravidanze ravvicinate. Attività sportiva intensa L incidenza della deplezione di ferro è riportata tra il 30 e il 50% degli atleti. L allenamento fisico intenso può ridurre le riserve di ferritina, provocando un bilancio negativo di ferro, soprattutto negli atleti di sesso femminile. Si evidenziano riduzioni di forza, potenza e resistenza in maratoneti, atleti di mezzo fondo e di fondo, nell allenamento in altura e negli sportivi che praticano discipline che richiedono cali di peso. Mancanza di concentrazione e scarse funzioni cognitive La carenza di ferro può contribuire alla comparsa di danni neurologici. In numerosi studi osservazionali è stata evidenziata una relazione tra carenza di ferro e sviluppo cognitivo e rendimento scolastico scarsi, oltre a problemi comportamentali. In alcuni studi la supplementazione di ferro a ragazze adolescenti ha mostrato significativi miglioramenti nelle performance dell apprendimento verbale e nei test per la memoria. Secondo recenti studi, un basso livello di ferro influisce negativamente sulla capacità di concentrazione e, di conseguenza, sul rendimento scolastico. In uno studio inglese i ricercatori hanno individuato differenze altamente significative nel QI di ragazze anemiche con carenza di ferro nel sangue, rispetto a ragazze con semplice carenza di ferro e a quelle con livelli del minerale nella norma. bibliografia Grantham-McGregor S, Ani C. A review of studies on the effect of iron deficiency on cognitive development in children. J Nutr 2001;131(2S):649S-666S. Scholl TO, Reilly T. Anemia, iron and pregnancy outcome. J Nutr 2000;130;443S-447S. 127 Utile in caso di ANEMIA DA CARENZA DI FERRO MENORRAGIA IPOCLORIDRIA GASTRICA EMORRAGIE ASSUNZIONE PROLUNGATA DI FARMACI (ACIDO ACETILSALICILICO, ANTI ACIDI) ALOPECIA GLOSSITI ATTIVITÀ SPORTIVA INTENSA ULCERE VEGETARIANISMO Modo d uso 1 tavoletta al giorno con acqua durante il pasto. Avvertenze Non assumere in caso di emocromatosi ed emosiderosi. Da utilizzare con cautela nei soggetti affetti da insufficienza epatica cronica, cirrosi epatica alcolica, alcolismo cronico e insufficienza pancreatica. Per la presenza di ferro si raccomanda di tenere lontano dalla portata dei bambini. Integratori sinergici Vitamin K L-Glutathione Zinc tavolette # 0106

11 Multimineral 10 Minerali con Vitamina D e Betaina INTEGRATORE SALINO Informazioni Prodotto Ogni tavoletta contiene Calcio (da carbonato di calcio) Magnesio (da magnesio ossido) Potassio (da potassio cloruro) Zinco (da zinco gluconato) Ferro (da ferro fumarato) Manganese (da manganese gluconato) Rame (da rame gluconato) Iodio (da ioduro di potassio) Cromo (da cromo picolinato) Selenio (da lievito) Vitamina D (colecalciferolo) Betaina HCl 400 mg 150 mg 33 mg 7,5 mg 7 mg 2 mg 0,5 mg 75 mcg 33 mcg 33 mcg 2,5 mcg 33 mg stabilizzante (sorbitolo), antiagglomeranti (acido stearico e magnesio stearato vegetali), idrolizzato di proteine di soia, addensante (carbossimetilcellulosa di sodio), chelato naturale di carbonato di magnesio di calcio (dolomite), agenti di rivestimento (idrossipropilmetilcellulosa e polietilenglicole). I minerali funzionano da bioregolatori di molteplici attività metaboliche e agiscono in sinergia tra di loro, in collaborazione con ormoni, vitamine ed enzimi. I minerali assicurano la costruzione e la riparazione dei tessuti e intervengono direttamente nella regolazione del metabolismo cellulare. Quelli presenti in quantità maggiore sono chiamati macroelementi (calcio, fosforo, ferro, potassio, zolfo, magnesio) e il loro fabbisogno è generalmente elevato, poiché rivestono anche funzioni plastiche, entrano cioè nella costituzione di cellule e tessuti. Gli oligoelementi - rame, zinco, cobalto, iodio, selenio - presenti in quantità più esigue nell organismo, sono di fondamentale importanza per lo svolgimento di molte vie metaboliche, dove spesso intervengono con la partecipazione di alcune vitamine. L assunzione di minerali con la dieta è condizionata dal contenuto minerale del suolo, che può variare in base al tipo di coltivazione e di fertilizzanti utilizzati. Gran parte dei terreni coltivati, infatti, presenta carenze sia di minerali che di vitamine. La stessa frutta e verdura che consumiamo quotidianamente, a sua volta si trova privata, marginalmente o radicalmente, di quei minerali fondamentali per la salute e di alcuni oligoelementi ancora più difficili da reperire negli alimenti. La necessità di integrare l alimentazione con un supplemento a base di minerali essenziali e minerali traccia, risulta particolarmente utile in caso di: diete ipocaloriche attività fisica, lavorativa e sportiva intensa gravidanza allattamento accrescimento terza età In tali periodi, o durante questi stati fisiologici, la deplezione di minerali è particolarmente spiccata; l integrazione minerale consente la rigenerazione dei tessuti e il corretto funzionamento dei principali apparati. Macroelementi Il calcio è un macrominerale presente per il 99% nello scheletro e nei denti, nei quali svolge un ruolo strutturale e che costituisce una riserva per il mantenimento delle sue concentrazioni plasmatiche nell organismo. Il potassio svolge un ruolo primario nella contrazione delle fibre muscolari, nella trasmissione di impulsi elettrici attraverso le fibre nervose, nelle pulsazioni cardiache, nella produzione di energia e nella sintesi degli acidi nucleici e delle proteine. Il ferro, molto attivo nel metabolismo dell ossigeno, presenta un coefficiente di assorbimento molto basso; pertanto è spiegabile il rischio di anemia che la sua carenza spesso comporta. Il magnesio partecipa alla respirazione cellulare, rinforza le difese organiche ed è fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare e la formazione del tessuto osseo. Oligoelementi Zinco, rame e selenio partecipano all attività di diversi enzimi antiossidanti e contrastano l attività dei radicali liberi, ma possono avere altre funzioni. Il rame è un componente della respirazione cellulare e ha un ruolo chiave nella sintesi dell elastina e del collagene e in quella dei neurotrasmettitori; influenza inoltre la biodisponibilità del ferro. Lo zinco, come il rame, svolge diversi ruoli biologici: in particolare è indispensabile per il funzionamento di numerosi enzimi. E inoltre fondamentale per la sintesi proteica e rappresenta una sostanza utile per la crescita e la cicatrizzazione tissutale. Il selenio costituisce un fattore critico per la protezione cellulare; la sua presenza, infatti, è richiesta per uno degli enzimi più importanti nella lotta contro i radicali liberi (glutatione perossidasi). Lo iodio partecipa al metabolismo dei principali nutrienti e di conseguenza è richiesto nell accrescimento e per una corretta funzionalità neuromuscolare. Il cromo è correlato al metabolismo dei grassi e degli zuccheri e interviene con l insulina nel regolare l utilizzazione di glucosio. Il manganese partecipa al metabolismo degli acidi grassi, alla sintesi del colesterolo e di alcuni neurotrasmettitori. La presenza di vitamina D e betaina favorisce l assorbimento dei minerali. bibliografia Heaney RP. Calcium needs of the elderly to reduce fracture risk. J Am Coll Nutr 2001;20(2 suppl.):192s-179s. Hawkes WC, Kelley DS, Taylor PC. The effects of dietary selenium on the immune system in healhy men. Biol Trace Elem Res 2001 Sept;81(3): N. Valerio. L alimentazione naturale. Mondadori Utile in caso di OSTEOPOROSI RIDUZIONE RISCHIO DI FRATTURE ATTIVITÀ SPORTIVA SUDORAZIONE ECCESSIVA DIARREA Modo d uso 1-3 tavolette al giorno con acqua durante i pasti. Avvertenze Per la presenza di ferro si raccomanda di tenere lontano dalla portata dei bambini. Integratori sinergici One Tab Isoflavoni di Soia Milk Free Acidophilus Renjuva Allergeni Contiene soia. 60 tavolette # 0015

12 Spirulina RICOSTITUENTE Informazioni Prodotto Ogni capsula contiene Spirulina microalga (Spirulina maxima) in polvere titolata 65% [325mg] proteine 500 mg antiagglomerante (magnesio stearato vegetale). Capsula di origine vegetale in idrossipropilmetilcellulosa. La spirulina è un alga verde-blu, fotosintetica, filamentosa, spiraliforme e monocellulare. Ricca di sali minerali e della maggior parte degli oligoelementi (ma praticamente priva di iodio), contiene numerose vitamine, tra le quali spicca la B-12, difficilmente reperibile negli alimenti vegetali, e i carotenoidi. Il contenuto proteico della spirulina varia tra il 50 e il 70% del suo peso secco, percentuale da considerare eccezionale tra i microrganismi. Dal punto di vista qualitativo, le proteine della spirulina sono complete, poiché sono presenti tutti gli aminoacidi, che formano il 47% del peso totale delle proteine. Recentemente è stata riscontrata anche la presenza di acido gamma-linolenico (GLA) e di acido eicosapentaenoico (EPA). L importanza di questi acidi grassi è dovuta al loro sviluppo biochimico: sono infatti precursori di prostaglandine, leucotrieni e trombossani, mediatori chimici delle reazioni infiammatorie e immunitarie. Coadiuvante nel controllo del peso corporeo L assunzione di un grammo di spirulina corrisponde a 3,9 calorie e mostra un alto grado di digeribilità (95%). Nei programmi di controllo del peso, la spirulina ha le funzioni di rispondere all incremento del fabbisogno proteico e di indurre un senso di sazietà. La spirulina mantiene il glucosio ematico a livelli adeguati, grazie alla presenza di polisaccaridi facilmente utilizzabili, che prolungano la sensazione di sazietà. Inoltre, il contenuto aminoacidico, in particolare la presenza di fenilalanina e di tirosina, che contribuiscono a influenzare i meccanismi che regolano l appetito, favorisce la perdita del peso e una migliore tolleranza dei programmi dietetici. La spirulina è la più ricca fonte nutrizionale di provitamina A e vitamina B-12. La presenza di ferro, selenio, metionina, manganese, delle vitamine del gruppo B (B-1, B-12, B-3, B-6, B-12) e della vitamina E fornisce un importante sostegno per l organismo durante i programmi di riduzione del peso corporeo. Azione ipocolesterolemica e cardioprotettiva Alcuni studi hanno mostrato che il consumo di spirulina per 4 settimane riduce i livelli di colesterolo nell uomo del 4.5% (Henrikson, 1994) e diminuisce in maniera significativa il peso corporeo (1.4 +/- 0.4 kg) dopo 4 settimane (Becker, et al., 1986). Questi studi non riportano variabili biochimiche (ematocrito, leucociti, tasso di sedimentazione) ed effetti collaterali. La riduzione del tasso di colesterolo sembra parzialmente dovuta all alto contenuto in acido gamma-linolenico. In un recente studio condotto su soggetti anziani, è stato documentato che la spirulina ha un effetto favorevole su profilo lipidico, variabili immunitarie, nonché capacità antiossidanti. In un altro studio sull uomo (Torres-Duran et al., 2007) condotto su 36 soggetti, la supplementazione di spirulina (4.5 g/die per 6 settimane) ha mostrato un effetto ipolipemizzante, in particolare sulle concentrazioni di trigliceridi e di colesterolo LDL, ma indirettamente sui valori di colesterolo totale e HDL. Ha mostrato anche di ridurre pressione sanguigna sistolica e diastolica. In uno studio clinico (Mani, et al., 2000), è stata documentata una diminuzione nel rapporto LDL:HDL in 15 pazienti diabetici a cui era stata somministrata spirulina. Azione antivirale e immunostimolante Alcuni ricercatori hanno valutato l attività antivirale dell e. s. di spirulina su diversi ceppi virali che ha mostrato un effettiva azione inibitoria nel 50% dell Herpex simplex virus di tipo 2 e del citomegalovirus umano. L infezione da Herpex virus è stata inibita agli eventi iniziali del ciclo virale (Hernandez-Corona, 2002). E ben documentato che la spirulina abbia proprietà antinfiammatorie mediante l inibizione del rilascio di istamina dai mastociti. In un recente studio in doppio cieco, la somministrazione di spirulina ha mostrato la riduzione dei sintomi (muco nasale, starnuti, congestione e prurito nasale) in pazienti con rinite allergica. Azione epatoprotettiva e detossicante Studi messicani riportano gli effetti positivi di quest alga in caso di compromissione dell attività epatica da agenti tossici (per esempio abuso d alcol), o da patologie quali l epatite. Alcuni ricercatori hanno integrato la dieta di alcune cavie con spirulina, alle quali erano stati precedentemente indotti disturbi epatici con simvastatina, diete ipercolesterolemiche e alte dosi di alcol. Dopo 2 settimane di somministrazione, è stata osservata una riduzione del 40% dei lipidi totali e del 50% dei trigliceridi. Oltre all effetto protettivo, la somministrazione dell alga ha prodotto un significativo aumento, circa il 45%, del colesterolo HDL (Ble- Castillo JL, 2002). In uno studio placebo-controllo su 41 pazienti con intossicazione cronica da arsenico, la somministrazione di estratto di spirulina (250 mg) più zinco (2 mg) 2 volte al giorno ha mostrato il miglioramento delle manifestazioni cutanee e la riduzione del contenuto di arsenico nelle urine e nei capelli mg 65% Proteine bibliografia Park HJ, Lee YJ, Ryu HK, Kim MH, Chung HW, Kim WY. A randomized double-blind, placebo-controlled study to estabilish the effects of Spirulina in elderly coreans. Ann Nutr Metab 2008;52: Utile in caso di SOVRAPPESO IPERCOLESTEROLEMIA CONVALESCENZA INFEZIONI VIRALI RIDOTTA RISPOSTA IMMUNITARIA DISTURBI EPATICI Modo d uso 3 capsule 2 volte al giorno prima dei pasti con un bicchiere d acqua abbondante. Integratori sinergici B Complex 50 Betacarotene Curcuma Shiitake/Maitake 100 capsule # 0178

13 Vitamin D METABOLISMO DEL CALCIO Informazioni Prodotto Ogni compressa contiene Vitamine RDA% Vitamina D-3* 10 mcg 150% agente di carica (calcio fosfato bibasico), addensante (carbossimetilcellulosa di sodio), antiagglomerante (magnesio stearato vegetale), emulsionanti (trigliceridi a media catena), addensanti (gomma arabica e amido di mais), saccarosio, antiossidante (d-alfa tocoferolo), antioagglomerante (calcio fosfato tribasico). *RDA% = % Razione Giornaliera Raccomandata La vitamina D è il nome generico che definisce un gruppo di composti liposolubili essenziali per il bilancio del calcio. Tra questi i più attivi sono la vitamina D-2, o ergocalciferolo (di origine vegetale) e la vitamina D-3, o colecalciferolo (di origine animale). La sintesi della vitamina D-3 inizia sulla cute con la isomerizzazione della pro-vitamina D in pre-vitamina D-3, per azione dei raggi ultravioletti. Un particolare meccanismo di controllo a livello cutaneo previene la sua eccessiva sintesi, producendo metaboliti inattivi. La pre-vitamina D-3 isomerizza in vitamina D-3 che viene assorbita attraverso i capillari nel sistema sanguigno. La sua funzione fisiologica principale consiste nel promuovere l assorbimento di calcio e fosforo attraverso la mucosa intestinale, rendendo possibile la calcificazione dello scheletro. Svolge inoltre un ruolo importante nell assicurare un corretto funzionamento di muscoli, nervi, coagulazione sanguigna e utilizzo dell energia, essendo un fattore essenziale per l omeostasi minerale. È possibile incorrere nella ipovitaminosi a causa di cattive abitudini alimentari (vegetariani stretti o allergie a latte e derivati), scarsa esposizione alla luce solare, patologie epatiche o renali, farmaci che accelerano il consumo di vitamina D e patologie di malassorbimento. Mineralizzazione ossea Le concentrazioni di vitamina D diminuiscono con l invecchiamento, a causa della riduzione del suo apporto con la dieta e del suo assorbimento, diminuzione dell esposizione alla luce solare e della sua conversione a livello renale. La vitamina D risulta il secondo dei nutrienti essenziali per la salute dell osso e la sua carenza può favorire lo sviluppo dell osteoporosi attraverso la riduzione dell assorbimento intestinale di calcio con conseguente iperparatiroidismo secondario. Numerosi studi hanno rilevato che il trattamento combinato calcio/vitamina D è in grado di ridurre la perdita dell osso e il rischio di fratture vertebrali sia in donne all inizio della menopausa, sia in quelle più anziane. Recentemente questi effetti sono stati confermati anche nell uomo. Cancro La vitamina D sembra proteggere contro alcuni tipi di cancro tra i quali colon, retto, seno, melanoma e prostata. I ricercatori hanno scoperto che questo nutriente riduce la proliferazione cellulare e le metastasi sia nel cancro al colon che nel melanoma, diminuendo la dimensione del tumore. In studi sul cancro al seno, la forma ormonale di vitamina D, 1,25-(OH)2 D-3, ha mostrato la capacità di aumentare l effetto della doxorubicina (farmaco che aumenta le difese dell organismo contro le cellule cancerose) e avere un diretto effetto citotossico sulle cellule cancerose. Uno studio condotto nel 1999 su 84 pazienti affetti da carcinoma del colon-retto e 30 pazienti di controllo, ha mostrato la correlazione tra apporto con la dieta di calcio e vitamina D e incidenza di carcinoma colorettale. I ricercatori hanno trovato che le concentrazioni sieriche del metabolita attivo, 1,25-(OH)2 D-3, erano molto ridotte nei pazienti allo stadio avanzato della malattia. Una rassegna di 20 studi caso controllo pubblicati ultimamente, suggerisce che un basso rischio di cancro colorettale sia associato a un apporto ottimale di vitamina D. Nel 1999 il NHANES I (National Health and Nutrition Examination Survey) ha valutato l incidenza di sviluppare cancro al seno in 190 donne che partecipavano ad uno studio di coorte su 5009 donne bianche. I risultati mostrarono che una buona esposizione alla luce solare e un corretto apporto di vitamina D nella dieta sono fattori associati alla riduzione del cancro al seno. Diabete e produzione insulina In uno studio pubblicato sull American Journal of Clinical Nutrition (Maggio 2004) alcuni ricercatori hanno studiato il collegamento tra concentrazioni di vitamina D e sensibilità all insulina su 126 soggetti sani. I risultati hanno evidenziato un elevato rischio di resistenza all insulina e di sindrome metabolica nei soggetti che presentavano bassi livelli di vitamina D. Un recentissimo studio italiano, che conferma precedenti sperimentazioni, ha mostrato che la carenza di vitamina D è un fattore prevalente nei soggetti affetti da diabete di tipo 2. La percentuale osservata è di tre pazienti su cinque. Lo studio, condotto su 459 pazienti e un gruppo di pari numero costituito da soggetti sani, ha riscontrato la carenza di questo importante nutriente nel 61% dei diabetici, contro il 43% del controllo. Sclerosi multipla Un recente studio ha osservato l effetto dell assunzione di vitamina D e l incidenza di sclerosi multipla. I ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da due ampi studi di coorte su una popolazione femminile: Nurses Health Study (studio di 20 anni che ha coinvolto donne) e Nurses Health Study II (10 anni, partecipanti). Durante il follow-up si manifestarono 173 casi di sclerosi multipla. I risultati mostrarono che le donne che assumevano 400 u.i./die o più di vitamina D sotto forma di integratori, avevano il 40% in meno di probabilità di sviluppare sclerosi multipla, di quelle che non usavano supplementi u.i. Colecalciferolo (vitamina D-3) bibliografia Martinez M: 7. Calcium, vitamin D, and colorectal cancer: A review of the epidemiologic evidence. Cancer Epidem Bio Prev 1998; John E. Vitamin D and breast cancer risk: the NHANES I epidemiologic follow-up study, o 1992 Cancer Epidem Bio Prev 1999; 8: Hayes CE. Vitamin D : a natural inhibitor of multiple sclerosis. Proc Nutr Soc 2000; 59: Utile in caso di OSTEOPOROSI DEMINERALIZZAZIONE OSSEA PREVENZIONE CANCRO Modo d uso 1 compressa al giorno con acqua durante il pasto. Avvertenze La vitamina D può interferire con l efficacia di alcuni farmaci. Si consiglia pertanto di consultare il medico prima di utilizzare il prodotto. Integratori sinergici Calcium 750 Zinc 15 Magnerium 375 Iperico Isoflavoni di Soia 5-HTP Trifoglio Rosso 100 compresse # 0342

14 Zinc mg Zinco ad Elevata Biodisponibilità DIFESE IMMUNITARIE Informazioni Prodotto Ogni compressa contiene Minerali RDA% Zinco 30 mg 300% Ingredienti: agenti di carica (calcio fosfato bibasico e cellulosa m.c.), citrato di zinco, addensante (carbossimetilcellulosa di sodio), antiagglomeranti (acido stearico e magnesio stearato vegetale), agenti di rivestimento (idrossipropilmetilcellulosa e polietilenglicole). Lo zinco entra nella costituzione di numerosi enzimi che catalizzano reazioni fondamentali nell organismo. Il suo ruolo è indispensabile per le funzioni cellulari di tutti i tessuti e la sua attività antiossidante è di importanza primaria, in quanto lo zinco costituisce parte dell enzima superossido dismutasi. L organismo ne contiene 2-4 g, concentrato in ossa, cute, prostata e tessuti oculari. Contrariamente ad altri micronutrienti, lo zinco non viene messo facilmente a disposizione per l utilizzo, con il risultato che le sue riserve mobili sono limitate. La carenza di zinco può provocare disturbi dell accrescimento, cicatrizzazione difettosa delle ferite, cute ruvida e suscettibilità alle infezioni. Adolescenti, anziani, vegetariani, donne gravide e soggetti affetti da malattie croniche possono trarre giovamento dalla sua supplementazione. In recenti osservazioni la carenza di zinco è stata associata ad anoressia, depressione e ad alcuni tipi di cancro (vescica, cistifellea). Sistema immunitario La carenza di zinco ha un effetto significativo sulla risposta immunologica. Il deficit di questo minerale è associato all involuzione del timo, a una riduzione dell immunità cellulo-mediata e dell attività cellulare delle natural killer, e a una diminuita risposta proliferativa dei linfociti ai mitogeni. Inoltre, determina l alterazione della formazione anticorpale verso gli antigeni e una riduzione della fagocitosi. In numerosi studi ha mostrato di ridurre l incidenza di infezioni sia negli adulti che nei bambini, in particolare dell apparato respiratorio. Altri dati positivi riguardano soggetti affetti dal virus HIV (con la riduzione del tasso delle infezioni opportunistiche) e la diarrea persistente nei bambini. Cute e annessi cutanei La carenza di zinco può provocare problemi cutanei di vario grado, poiché questo micronutriente normalmente è presente in alte concentrazioni nella cute. Lo zinco è un componente essenziale di numerosi metallo-enzimi importanti per l attività metabolica cellulare; infatti il suo deficit può avere ripercussioni negative nei processi di riparazione dei tessuti. La supplementazione di questo minerale è indicata in caso di ulcere, fragilità ungueale, acne, eruzioni eczematose e caduta dei capelli. Apparato riproduttivo maschile Lo zinco ha un ruolo primario nella genesi delle cellule spermatiche. Gli uomini che presentano una carenza di zinco producono un liquido seminale con un minor numero o, nei casi più gravi, totalmente privo di cellule spermatiche. Mostrano, inoltre, livelli plasmatici di testosterone inferiori alla norma. Il rapporto fra testosterone e zinco è molto stretto: si ipotizza, infatti, che lo zinco controlli il metabolismo del testosterone a livello cellulare e prostatatico. In particolare, nella prostata, organo tra i più ricchi in zinco, la sua concentrazione aumenta a partire dalla pubertà, sotto l influsso del testosterone. In studi in vivo è stato dimostrato che la somministrazione di zinco migliora il danno testicolare indotto da piombo, sia a livello cellulare che sub-cellulare. Il piombo è in assoluto il metallo tossico che maggiormente incide sulla fertilità e compete con lo zinco in siti fondamentali per la spermatogenesi. Apparato oculare Lo zinco sembra svolgere un ruolo profilattico e terapeutico nella degenerazione senile della macula (DSM). Questo minerale si trova in alte concentrazioni nella retina e il suo contenuto declina con l invecchiamento insieme all attività di alcuni enzimi retinici zinco-dipendenti. In uno studio su soggetti è stato osservato che una terapia antiossidante con l aggiunta di zinco, è in grado di rallentare l aggravarsi della DSM rispetto al placebo. ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) Lo zinco sembra essere un nutriente promettente per il trattamento dell ADHD. In uno studio condotto su bambini la somministrazione di 15 mg/ die di zinco ha mostrato di aumentare l effetto del Ritalin, con modesti benefici. Uno stato nutrizionale materno carente di zinco, è stato associato a ridotta attenzione e minore funzione motoria nel bambino; la sua supplementazione, inoltre, sembra favorire un migliore sviluppo neuropsicologico. bibliografia Zinc, infections and immunosenescence. Mech Ageing Dev 2000 Dec 20;121(1-3): Hyman L, Neborsky R. Risk factors for age-related macular degeneration: an update. Curr Opin Ophthalmol 2002 Jun;13(3): Utile in caso di SCARSE DIFESE IMMUNITARIE ACNE CADUTA DEI CAPELLI INFERTILITÀ MASCHILE UNGHIE FRAGILI ADHD USTIONI ULCERA CRONICA, MORBO DI CROHN ANEMIA FALCIFORME DEGENERAZIONE SENILE DELLA MACULA VEGETARIANISMO Modo d uso 1 compressa al giorno con acqua durante il pasto. Avvertenze Dosi di zinco fino a 30 mg/die sono considerate sicure; dosi maggiori possono causare disturbi gastrointestinali, gusto metallico, emicrania e sonnolenza. Megadosi di zinco (oltre 150 mg/die) possono causare anemia da carenza di rame, riduzione dei livelli di colesterolo LDL e riduzione della funzione immunitaria. Integratori sinergici ProstaFactors Multicarotene Copper Calcium 750 E 400 C Complex 1000 t/r L-Arginine 100 compresse # 0045

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