1. Premessa sugli indirizzi di metodo operativo

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2 1. Premessa sugli indirizzi di metodo operativo Questa relazione illustra i contenuti e il metodo operativo del Piano particolareggiato di San Donato, che interessa le aree urbane individuate nel Piano Quadro del Centro Storico del Comune di Sassari come Unità Urbanistica n 13 (San Donato). L insieme delle unità urbanistiche d intervento rappresenta il dispositivo spaziale di riferimento del piano quadro. Il piano quadro individua gli indirizzi di metodo operativo per il progetto della città storica di Sassari e riporta le motivazioni da cui muove oggi il progetto di recupero, tra le quali attribuisce particolare rilevanza al recupero della scala locale della vita urbana, che nella città storica è imperniata sul rapporto inscindibile tra civitas e urbs. Come viene indicato nello stesso piano quadro, il centro storico è riconosciuto come bene culturale e bene economico che la società contemporanea intende conservare e tramandare a quella futura in quanto manufatto complesso che rappresenta nella propria fisicità la storia di una società locale, la sua provenienza dal tempo, una diffusa autenticità, in un certo senso un controspazio positivo della città contemporanea, che stenta a trovare la capacità di costruire un ambiente propizio alla vita organizzata. Sono state già elencate le motivazioni che richiamano per il recupero della città storica la necessità di un progetto pubblico, un progetto inteso come una forma d azione mirata a uno scopo, che si realizza come processo cooperativo tra differenti attori della città (abitanti, comune, università, diocesi, associazioni di categoria, associazioni di volontariato, ecc.), un progetto che non può essere indirizzato soltanto sullo spazio fisico, ma sulla società e l economia attraverso interventi orientati alla costruzione di spazi - anche micro - di socialità e di imprenditorialità. In questo senso, la concatenazione spaziale di microinterventi sullo spazio locale, sulla società e sulle attività, tende a costruire progressivamente nuclei di urbanità che non possono essere preindividuati assumendo figure tradizionali come l unità di vicinato o il quartiere, ma emergono da una concatenazione di azioni progettuali. In questo quadro, il piano del centro storico non viene affrontato con un ipotesi euristica globale della ricerca che pretenda di esaurirne tutte le possibilità e ogni variabile realizzativa. Con l assunto inoltre che i fini si modificano nel corso di piano conferendo all attività un significato aggiuntivo e direzionale al suo ulteriore corso, si può evitare sotto 1

3 il profilo del metodo operativo un sistema generalizzato di analisi a tappeto e di tipo neutrale, mentre sarà sempre utile costruire un quadro di riferimenti intrecciati dei problemi sui fini della crescita urbana complessiva a sostegno di progetti attuativi di microambito da adottare come sonde conoscitive delle dinamiche complesse che interessano la popolazione, le attività e i luoghi del centro storico. Si tratta, cioè, di un attività continua e - faticosa che è necessaria per favorire l apprendimento sociale degli abitanti e la motivazione collettiva alla riqualificazione urbana. Il piano particolareggiato di Quadrato Frasso si colloca in questo senso nell ambito di una strategia generale, già illustrata negli indirizzi di piano che prevede l elaborazione di: un Piano quadro della Città storica, che contiene la conoscenza di sfondo delle - situazioni del centro storico da cui partire per l individuazione e lo sviluppo di programmi attuativi di intervento, che si articola secondo modi e tempi adeguati ad affrontare la complessità e la differenziazione delle situazioni del centro storico. un insieme di Piani Particolareggiati mirati che ne costituiscono la specificazione operativa e che rappresentano il riferimento degli interventi di recupero. 2. Il dispositivo di piano: le unità urbanistiche di intervento I piani particolareggiati fanno riferimento come è stato detto - a un dispositivo areale di articolazione del centro storico e del tessuto di relazione secondo unità urbanistiche di intervento. L'unità urbanistica viene individuata come parte di territorio del centro storico e del suo intorno, che sia dotata d'identità e che presenti condizioni d'intervento differenti, ma con possibilità di costituire sinergie per l'azione di recupero. In questo senso l'unità urbanistica delimitata ha valenza prevalentemente programmatica in quanto si possono calibrare programmi specifici d'intervento. Le condizioni d'intervento all'interno delle unità urbanistiche vengono fatte corrispondere a sub-unità così definibili: 2

4 a1) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente pubblici per attrezzature di servizio puntuale; a2) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente pubblici di tipo areale o lineare (piazze, slarghi, strade, spazi pubblici liberi ecc.); a3) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente privati negli spazi di relazione di cui i punti a1 a2; Nelle sub-unità di tipo a1) sono previsti interventi progettuali di grande scala finalizzati ad un intensa e rapida riqualificazione urbana e che possono essere realizzati anche attraverso iniziative a partecipazione comunale. L individuazione delle sub-unità di cui in a1) riguarda alcune parti di tessuto molto degradate, ma con forti potenzialità di recupero, in particolare per le possibilità di intervento pubblico in aree strategiche. I criteri relativi alle priorità d'intervento possono essere in via preliminare cosi' individuati: - la praticabilità dell'intervento in relazione ai tempi, ai modi di attuazione e alle risorse finanziarie disponibili; - la praticabilità degli interventi pubblici di cui alle sub-unità a1) e a2); l esemplarità degli interventi in relazione alla possibilità di utilizzo dei risultati; l'urgenza degli interventi per la soluzione di situazioni di disagio sociale e degrado - fisico; il significato urbano degli interventi in relazione al recupero della centralità funzionale e culturale del centro storico nel quadro urbano complessivo; - l'opportunità degli interventi di riqualificazione degli spazi contigui di relazione tra il centro storico e la città complessiva ai fini del recupero urbano del centro storico; l'opportunità di privilegiare gli interventi in tessuti complessi che comprendano attività abitative, produttive e di servizio al fine di stimolare la vitalità del centro storico; l'opportunità di privilegiare gli interventi che favoriscano l'integrazione sociale. 3

5 Negli indirizzi di metodo operativo per il progetto della città storica di Sassari1 per ogni unità urbanistica vengono evidenziati la genesi costitutiva, il successivo strutturarsi in conseguenza degli interventi che hanno rispecchiato i mutamenti storici, economici e sociali e gli indirizzi urbanistici (intenzionali e non) nelle diverse epoche, nonché le diverse funzioni. La ricognizione, di necessità sintetica, mette prevalentemente l'accento su quelli che sono stati definiti "contenitori di servizi", oggetto di intervento pubblico, sulle principali persistenze architettoniche, sulle trasformazioni e sui cosiddetti "connettori", al fine di dare all'operazione di recupero un significato che si leghi con la storia dei luoghi. Essa, infatti, è essenzialmente mirata a porre in risalto la presenza di significative memorie storiche anche nel tessuto minore del centro storico e di funzioni ancora vitali o rivitalizzabili, pur nel presente degrado. La fase progettuale vera e propria dovrà contemplare una parcellizzata analisi di dettaglio, all'interno di ogni singola unità, che potrà rivelare ulteriori, interessanti elementi e sarà finalizzata ad indirizzare gli interventi di recupero puntuali e areali, pubblici e privati. L elenco preliminare delle unità urbanistiche è il seguente. Unità Urbanistica di Intervento 1 - Università Unità Urbanistica di Intervento 2 - Via Turritana Unità Urbanistica di Intervento 3 - Piazza Castello Unità Urbanistica di Intervento 4 - Corso Vittorio Emanuele Unità Urbanistica di intervento 5 - Rosello Unità Urbanistica di intervento 6 - Piazza Tola Unità Urbanistica di intervento 7 - Duomo Unità Urbanistica di Intervento 8 - Arcivescovado Unità Urbanistica di Intervento 9 - Quadrato Frasso Unità Urbanistica di Intervento 10 - Piazza Monsignor Mazzotti Unità Urbanistica di Intervento 11 Frumentaria Unità Urbanistica di Intervento 12 - Corso Trinità Unità Urbanistica di intervento 13 - San Donato 1 Vedi relazione specifica elaborata dal gruppo di lavoro coordinato da Giovanni Maciocco, Sassari,

6 Unità Urbanistica di Intervento 14 - S. Apollinare Unità Urbanistica di Intervento 15 - Le Conce Unità Urbanistica di Intervento 16 - Corso Vico 3. Il piano particolareggiato di San Donato 3.1 Requisiti normativi Nel quadro delineato dell articolazione per unità urbanistiche di intervento, il piano di San Donato, che rappresenta la quarta importante tappa dopo il piano di Piazza Mazzotti, il piano di Sant Apollinare e il piano di Quadrato Frasso nel percorso verso il recupero complessivo del centro storico, si configura come Programma integrato con valenza attuativa. Tale piano può a tutti gli effetti essere considerato Piano Attuativo ai sensi della legge regionale 29 del 10/09/98 sulla tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna e in questo senso si inserisce tra gli strumenti di intervento di cui all art. 4 della legge medesima e cioè: programmi integrati, piani degli interventi di riqualificazione urbana, interventi di recupero primario. 3.2 Dimensioni storiche dello spazio urbano Quadro storico2 Come è stato detto in premessa, il Piano particolareggiato di San Donato interessa le aree urbane comprese dal Piano Quadro del Centro Storico del Comune di Sassari nella Unità Urbanistica 13, San Donato. Il quadro storico viene perciò descritto con riferimento a questa unità. 4. Elementi di analisi storico-morfologica L'unità di San Donato comprende quasi per intero l'ambito della parrocchia di San Donato, quale risulta dalla antica ripartizione. Esso, fin dalle origini, era sede di modeste residenze 2 La descrizione storico-artistica delle unità urbanistiche è stata elaborata da M.Porcu Gaias al interno dello Studio di prefattibilità per il recupero del Centro Storico di Sassari, coordinato da Giovanni Maciocco su incarico del Cis Service per conto del Comune di Sassari. Cfr. M.Porcu Gaias, Analisi storico artistica per unità urbanistiche di intervento in Studio di prefattibilità per il recupero del Centro Storico di Sassari, Vol.1 Elementi di Analisi Urbanistica,

7 contadine e artigiane e di vaste proprietà immobiliari delle classi abbienti, destinate alla locazione dei ceti popolari. Si differenziano per la maggior altezza degli edifici i tratti che fronteggiano il Corso Vittorio Emanuele e la Via Lamarmora, dove si possono osservare alcune persistenze sei-settecentesche, seppure degradate. Nel Corso Vittorio Emanuele la fisionomia degli isolati è rimasta quasi immutata, ai piani superiori, rispetto alle modifiche apportate nel secolo scorso. Sono tanto più evidenti quindi, qui come in tutto il percorso dell'antica "Platha", gli interventi relativi alla creazione degli esercizi commerciali al piano terreno, generalmente dissonanti fra loro e con la fisionomia dell'edificio che li ospita. Lungo il tratto terminale della via Lamarmora la più rilevante persistenza storicoarchitettonica è costituita dalla settecentesca casa Fois, detta "di Maramaldo", posta quasi in angolo con la via Moscatello, nell'isolato 109 che presenta, in corrispondenza della via Barisone, la sopravvivenza di una corte medioevale. Costruita nelle forme di un tardo barocco piemontese, con le caratteristiche finestre ornate dalla cornice curvilinea con la conchiglia in chiave, conserva nell'atrio l'acciottolato originario con un disegno geometrico a rombi bianchi e neri, lo scalone con volta retta da colonne e, al piano nobile, begli stucchi rocaille, il tutto in un degrado che rende poco distinguibili le linee originarie della armoniosa facciata. Nella parte inferiore della via sono anche dei modesti inserti Liberty con gustosi portoncini floreali. Qui, in corrispondenza della via Mela e del tratto di mura in origine rinforzato da una sporgenza, era l'ambito urbano detto "Lo Sprone", zona riservata nel XVII secolo agli acquartieramenti delle truppe, quindi già a quel tempo notevolmente declassata ed oggi, tuttavia, non priva di una rustica suggestione, soprattutto nei piccoli slarghi come nel vicolo Godimondo, dai caratteristici archetti di controspinta. L'edificazione delle scuole elementari, avvenuta nel secondo decennio del nostro secolo, su progetto di Vincenzo Tonni Bazza e del professor Loriga, costituì a suo tempo il primo radicale intervento che modificò il corpo urbano preesistente, senza che si creasse un opportuno adeguamento delle case circostanti e del tessuto viario. La mole dell'edificio, in severo stile ufficiale che poco risente del dominante gusto Liberty, eccetto che per alcuni particolari, ancor oggi sovrasta le basse case sulle quali incombe. Lungo la via S. Donato, infine, negli isolati 130 e 126, sono presenti edifici cinque-seicenteschi che talvolta conservano tracce delle finestre originali architravate, una più tarda copia delle quali è presente nell'edificio posto in via Lamarmora, nell'isolato 132 che, come il 109, presenta in corrispondenza di via dell'abbaddu un caratteristico slargo. 6

8 5. Caratteristiche dell edificato e destinazioni d uso Da un analisi puntuale sullo stato dei luoghi sono state ricavate una serie di elaborazioni tematiche significative ed utili a comprendere funzioni, rapporti tra luogo e attività, nonché lo stato di affezione della popolazione al luogo. Il sistema areale degli spazi pubblici si può così schematizzare: l unità urbanistica, che ha un cuore rappresentato dalla Scuola elementare di San Donato, è strutturata da un sistema di vie pricipali parallele: il corso Vittorio Emanuele, la via Lamarmora e la via delle Muraglie. Da queste vie si dirama un sistema secondario dell'accessibilità che disegna un'interessante tessuto di piccole vie e slarghi con interessanti potenzialità di articolazione della gerarchia degli spazi che si sviluppa dal pubblico al privato con una complessa trama di spazi intermedi. Queste potenzialità fanno intravedere in alcuni spazi una destinazione pubblica prevalentemente commerciale e artigianale, con l'obiettivo di una rigenerazione degli spazi di relazione. In altri spazi, la cui configurazione segnala possibilità di un uso semi-pubblico dello spazio, si può delineare una prospettiva di caratterizzazione mista commerciale. In altri spazi, ancora, l'articolazione più minuta e appartata potrà corrispondere a una caratterizzazione prevalentemente residenziale. La destinazione d uso prevalente anche nei piani terra è quella residenziale; destinazioni diverse (esercizi commerciali e artigianato) si concentrano sul corso Vittorio Emanuele, mentre in via delle Muraglie, così come nelle vie minori, i piani terra sono usati prevalentemente come residenza; in Via Lamarmora in parte sono usati come residenza in parte come depositi e magazzini, pochi gli esercizi commerciali. Sulle direttrici del Corso Vittorio Emanuele, di via Lamarmora e di via delle Muraglie si attestano gli edifici con maggior consistenza edilizia, prevalentemente a tre piani con qualche presenza anche di edifici a quattro piani. Nelle rimanenti aree prevalgono gli edifici monofamilari a due piani, chiaramente originati dalla sopralevazione del tipo a solo piano terra, e a piano terra, che sulla base dell'analisi tipologica, si offrono a interessanti accorpamenti che ne possono rigenerare la qualità spaziale. Per quanto concerne lo stato di conservazione degli edifici esso appare prevalentemente discreto ; pochissimi quelli in buono stato, piu numerosi quelli in mediocre stato di 7

9 conservazione; infine alcuni appaiono fatiscenti, soprattutto gli edifici a solo piano terra che singolarmente non hanno la dimensione minima per una unità residenziale funzionale. Per la valutazione dello stato di degrado sono stati assunti come parametri di giudizio le condizioni statiche, lo stato delle finiture ed anche gli interventi realizzati in totale contrasto con le caratteristiche originarie dell edificio, che comportano comunque opere onerose per la riqualificazione dell immobile. 6. Il progetto urbano Il quadro storico sopra delineato e le attuali condizioni contestuali forniscono le motivazioni per il progetto urbano dell area, che si costruisce nella considerazione che rispetto a caratteri così critici dell ambiente fisico va rilevata negli spazi di relazione una vitalità sociale i cui caratteri, descritti in premessa, richiedono interventi che ne coinvolgano l energia per alimentare la vita spaziale della città storica. Il progetto urbano di San Donato parte dalle considerazioni fin qui svolte secondo una serie di mosse progettuali, che si propongono sia il miglioramento della qualità della vita urbana nell area, sia il rafforzamento dei rapporti di relazione con il quadro urbano complessivo. Il progetto prevede alcuni ordini di interventi: un ordine di interventi a scala urbana, che riguarda il complesso della scuola elementare di San Donato. L'azione è rivolta a creare uno spazio urbano particolarmente attrattivo, sia attraverso la sistemazione degli spazi esterni e degli spazi urbani contigui, sia attraverso il potenziamento dei servizi urbani collegati alla scuola, come la palestra che viene realizzata in ipogeo con un intervento particolarmente complesso che ne amplifica le funzioni estendendole ai settori della riabilitazione. Un ordine di interventi, che investe lo sviluppo delle potenzialità di creazione dello spazio pubblico che sono presenti in alcune situazioni in cui il tessuto urbano si articola in slarghi con interessanti configurazioni. Così come indicato in precedenza, queste potenzialità fanno intravedere in alcuni spazi una destinazione pubblica prevalentemente commerciale e artigianale, con l'obiettivo di una rigenerazione degli spazi di relazione. In altri spazi, la cui configurazione segnala possibilità di un uso semi-pubblico dello spazio, si può delineare una prospettiva di caratterizzazione mista 8

10 commerciale. In altri spazi, ancora, l'articolazione più minuta e appartata potrà corrispondere a una caratterizzazione prevalentemente residenziale. Un ordine di interventi, infine, è rivolto a un potenziamento della residenzialità anche attraverso l'accorpamento di tipologie edilizie minori in aree ben individuate attraverso un'accurata analisi tipologica, che indica gli elementi guida della coerenza progettuale. La definizione specifica degli interventi viene qui di seguito riferita alla Unità urbanistica di intervento 13. L Unità Urbanistica 13 comprende sub-unità così definibili: a1) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente pubblici per attrezzature di servizio puntuale, come la Scuola elementare con la palestra annessa; a2) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente pubblici di tipo areale o lineare, come la sistemazione di piazze e vie, ma anche di aree verdi strutturate; a3) sub-unità urbanistiche che comprendono interventi prevalentemente privati negli spazi di relazione di cui ai punti a1 a2. Tali interventi si concretizzano in modeste azioni di recupero degli edifici e del tessuto residenziale con un dettaglio delle categorie e delle modalità di intervento. Nelle pagine seguenti sono riportate le dimensioni quantitative degli interventi previsti. 9

11 DATI DIMENSIONALI STATO DI FATTO ISOLATO SUPERFICIE (mq) VOLUME (mc) If , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,96 TOTALE If medio dell'unità territoriale 9,01 1

12 DATI DIMENSIONALI DEGLI INTERVENTI n. ISOLATO VARIAZIONE DI VOLUME (mc) DECREMENTO DI VOLUME (mc) SOPRAELEVAZIONE / DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE NUOVA COSTRUZIONE DEMOLIZIONE subunità a1 subunità a TOTALE L'indice fondiario degli interventi in incremento è stato verificato sulla base dell'indice If = 9,01 corrispondente all'indice medio dell'unità Territoriale

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