TERAPIA DELLA LUCE NELLA CURA DELLA DEPRESSIONE STAGIONALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TERAPIA DELLA LUCE NELLA CURA DELLA DEPRESSIONE STAGIONALE"

Transcript

1 TERAPIA DELLA LUCE NELLA CURA DELLA DEPRESSIONE STAGIONALE Daniele Toffoletto Il risveglio in una giornata di sole mette di buon umore. Ma nelle giornate invernali il sole si vede poco. Che influisca questa diminuzione sull aumento della depressione nei mesi invernali? Pare di sì se poco più del quattro per cento della popolazione italiana risente della depressione invernale 1. Se al sole si sostituisce la luce, che si possa curare la depressione invernale? Che la luce abbia una un influenza terapeutica è risaputo fin dall antichità 2. Ben conosciuti sono i bagni nei solari dei Greci e dei Romani. Come anche risaputa è l influenza che le stagioni hanno sul benessere dell uomo. Secondo Ippocrate 3 c è un nesso tra gli umori (sangue, bile, bile nera e catarro) e le stagioni (primavera, estate, autunno e inverno). La bile nera influenza il cervello provocando la malinconia. E in autunno che la bile nera è particolarmente attiva e quindi è in questa stagione che si ha una maggiore probabilità di malinconia. Lo squilibrio tra gli umori creato da un eccessiva presenza di bile nera dovrà essere curato attraverso l alimentazione e un adattamento dell ambiente esterno, l intensa esposizione al sole era una di queste cure. Nel Medioevo non si è più tenuto in seria considerazione l influenza delle stagioni e della terapia della luce nella cura delle malattie. Bisogna arrivare all inizio della moderna psichiatria con Philippe Pinel ( ) per riaffermare l importanza del cambiamento delle stagioni nell influenzare le malattie psichiche 4. Una delle prime descrizioni della depressione invernale si ha per mano del suo allievo Esquirol ( ). Un paziente belga di 42 anni aveva sofferto per tre anni consecutivi di depressione durante l inverno 5. Esquirol gli prescrisse di recarsi in quel periodo al sud della Francia o in Italia. E pare che il consiglio abbia avuto successo. In seguito ulteriori studi hanno confermato l importanza della luce del sole sul benessere dell uomo. Interessante è la descrizione che il medico di bordo della nave Belgica Frederick Cook ha fatto durante la spedizione del 1898 nell Antartide. La nave era rimasta intrappolata nei ghiacci per 347 giorni di cui 68 al buio completo. Il medico notava l effetto negativo sugli umori degli uomini dell equipaggio dovuto alla mancanza della luce. Ma al riapparire della luce del sole o dopo la permanenza vicino alla luce di un falò il loro umore migliorava 6. Ricerche epidemiologiche hanno confermato un chiaro incremento dei casi di depressione in primavera e in autunno 7. Ormai sono centinaia gli articoli scientifici sulla depressione invernale e dal 1987 i criteri diagnostici per la depressione invernale sono inclusi nel DSM. E stato Norman E. Rosenthal, psichiatra e ricercatore al National Institute of Mental Health il primo a dimostrare nel 1984 il rapporto tra la luce e la depressione invernale 8. Dobbiamo a lui la dettagliata descrizione dei criteri diagnostici del disturbo, in inglese detto SAD (Seasonal Affective Disorder), e l indissociabile rapporto tra uso delle lampade e la cura della depressione invernale. L uso di speciali lampade si è rivelato utile per curare molti casi di depressione invernale. La depressione invernale è un Disturbo Affettivo Stagionale (DAS) che si manifesta con il cambiamento delle stagioni per lo più tra l autunno e l inverno, ma in alcuni casi anche all inizio della primavera. Dopo qualche mese i disturbi scompaiono. Caratteristiche tipiche del DAS sono: - eccessivo bisogno di cibo, soprattutto di cibi dolci; - aumento di peso; - ipersonia e frequente sonnolenza. Come per ogni depressione, anche per il DAS si può avere una variazione di intensità da leggera a molto grave, fino a possibili tendenze suicidali 9. Le donne sono dalle tre alle 1

2 quattro volte più sensibili degli uomini al DAS 10,11, con un interessante dato: prima della pubertà 12 e dopo la menopausa 13 non si riscontrano differenze tra i sessi. La terapia della luce riesce a curare dal 60 all 80 per cento dei casi. Prevalenza Per quanto riguarda la prevalenza c è un dibattito aperto. Non tutte le ricerche danno risultati concordi. Sembra ci sia un rapporto tra area geografica e frequenza della depressione stagionale. Più si è al Nord, in zone di elevata latitudine, maggiore è la prevalenza. Rosen e collaboratori 14 hanno studiato la prevalenza in quattro diverse latitudini degli Stati Uniti e hanno constatato che nel New Hampshire (43 N) la prevalenza è il 9,7%, a New York (41 N) il 4,7%, nel Waschington DC (39 N) il 6,3% e in Florida (27 N) il 1,4%. Anche altre ricerche americane hanno confermato la sostanza di questi dati. In Alaska (65 N) si è individuata 15 una prevalenza pari al 9,2%, nell Ontario (42-50 N) è stata trovata 16 una prevalenza del 6,2 8,8% e nel Texas (30 N) da una ricerca nell ambiente universitario 17 emerge una prevalenza di 3,7%. I dati raccolti in altre parti del mondo, situate nell emisfero Nord, non confermano sempre i risultati americani. Lavori condotti in Giappone (31-43 N) 18 stimano la prevalenza della depressione stagionale il 1,72% tra gli studenti delle scuole superiori e il 0.88% tra gli adulti e in Turchia (41 N) 19 il 3,8%. Per quanto riguarda i Paesi europei, Partonen et al. 20 non hanno trovato nessuna influenza della latitudine sulla prevalenza della depressione stagionale in Finlandia (60-70 N), in tutto il Paese la prevalenza si aggirava attorno al 5,4%. In Islanda (62-67 N) si è riscontrata 21 una prevalenza del 3,8%. In Svezia (60.5 N) Rastad et al. 22 hanno individuato una prevalenza del 5,3%, in Olanda (53 N) 11 del 3% e nel Regno Unito (50-59 N) 23 del 10,7% se diagnosticata con il Seasonal Pattern Assessment Questionnaire (SPAQ) e del 5,6% se diagnosticata con Seasonal Health Questionnaire (SHQ). In Italia ci sono due studi, uno condotto da Muscettola et al. 1 su tutto il territorio nazionale (38-45 N) che riporta una percentuale del 4,4% indipendentemente dalla latitudine e uno condotto da Pacitti et al. 24 limitatamente al centro Italia (41-44 N) e con un campione prevalentemente di studenti universitari che ha evidenziato una prevalenza pari al 3,7%. Tab. 1: Prevalenza DAS per grado di latitudine in America e negli altri Paesi dell emisfero nord. America Resto Paesi dell Emisfero Nord Alaska (65 ) 9,2% Finlandia (60-70 ) 5,4% Islanda (62-67 ) 3,8% Svezia (60,5 ) 5,3% Olanda (53 ) 3% Regno Unito (50-59 ) 10,7% of 5,6% Ontario (42-50 ) 6,2% - 8,8% New Hempshire (43 ) 9,7% New York (41 ) 4,7% Washington DC (39 ) 6,3% Texas (30 ) 3,7% Florida (27 ) 1,4% Italia (38-45 ) 4,4% Turchia (41 ) 3,76% Giappone (31-43 ) 1,72% of 0,83% Questi dati sono difficili da interpretare. In uno studio, che ha analizzato criticamente la letteratura in proposito, condotto da Mersch et al. 25 si deduce che di media la prevalenza di DAS in America del Nord è il doppio di quella europea e mettendo insieme tutti gli studi sulla prevalenza conclude che la correlazione tra prevalenza e latitudine non era significante. Un altro elemento che limita il confronto dei dati è che non sempre si usa lo stesso strumento nel valutare la prevalenza. Il più usato in queste ricerche è il Seasonal Pattern 2

3 Assessment Questionnaire (SPAQ), un questionario per autovalutazione realizzato da Rosendal e colleghi 26 23, 27,28. Alcune ricerche hanno dimostrato che il SPAQ ha una bassa specificità nel determinare il DAS, specie se usato come strumento diagnostico. Probabilmente più che la latitudine sono altri fattori che svolgono un ruolo nella prevalenza quali il clima, il sesso, la costituzione genetica e il contesto sociale. A questo proposito è interessante la ricerca condotta da Magnusson e Axelsson 29 tra gli Islandesi in Canada. Gli autori avevano constatato che tra la popolazione dell Islanda, da secoli isolata e abbastanza omogenea, la prevalenza di DAS era molto più bassa rispetto a quanto trovato in America tra popolazioni che abitavano più o meno alla stessa latitudine. Hanno deciso allora di studiare i discendenti degli Islandesi che erano andati ad abitare in Canada fin dal E emerso che la prevalenza di DAS tra i discendenti degli Islandesi è significativamente minore che tra la popolazione americana che abita nello stesso posto. Probabilmente si ha a che fare con un adattamento genetico che ha avuto luogo nella popolazione Islandese come adattamento al clima e alla scarsità di luce della lunga stagione invernale. Maggiore consenso si è raggiunto per quanta riguarda l influenza del sesso. Molte ricerche 11, 21, 22, 24, 30 hanno evidenziato una maggiore prevalenza tra le donne rispetto agli uomini, qualche volta fino a tre a quattro volte maggiore. Questa differenza non si riscontra però prima della pubertà: tra bambini e bambine non c è praticamente nessuna differenza 31, come pure dopo la menopausa scompare la differenza in prevalenza tra uomini e donne 32. Cro e Bersani 33 hanno individuato una possibile relazione tra il DAS e le fluttuazioni premestruali dell umore. Il che fa pensare 34 che i due disturbi possano presentare una base neurobiologica comune e in un certo senso giustificare la maggiore prevalenza di DAS tra le donne rispetto agli uomini. Un altro fattore che influenza la prevalenza è l età. La maggiore presenza di DAS si ha soprattutto tra gli adolescenti 18, 22, 23, 35. Invecchiando diminuisce la probabilità di DAS. Concludendo possiamo dire che la prevalenza di DAS è maggiore tra le donne rispetto agli uomini e che è più comune tra i giovani, inoltre in America la percentuale è più alta che in Europa. L effetto della latitudine non è chiaro, molto probabilmente sono altri fattori quali il clima o la componente etnica ad avere maggiore importanza 36 della latitudine. Eziologia Non sono ancora chiare le cause che determinano il DAS. Ci sono diverse ipotesi, ma nessuna è stata sufficientemente dimostrata scientificamente. Inizialmente si era ventilata l Ipotesi del Fotoperiodo. Durante l inverno le giornate si accorciano e gli occhi ricevono meno luce in seguito al ridotto fotoperiodo. Persone particolarmente sensibili a questa variazione soffrirebbero di DAS. Un sostegno a questa teoria viene da alcune ricerche che evidenziano una maggiore prevalenza di DAS nelle regioni del Nord, regioni con limitate ore di luce al giorno nel periodo invernale. Legata a questa è l Ipotesi della melatonina. La melatonina viene prodotta di notte al buio, la luce del giorno o artificiale ne blocca la produzione. Avendo i pazienti DAS reagito bene alla terapia della luce si è pensato 37 che il DAS fosse provocato da un disturbo della produzione di melatonina. Effettivamente è stato confermato che le persone con DAS hanno un metabolismo irregolare della melatonina 38. Secondo l Ipotesi dello spostamento di fase alcuni processi biologici del ritmo circadiano sarebbero reciprocamente fuori fase nell arco delle ventiquattro ore. Normalmente la luce attraverso la via retino-talamica ha un ruolo di regolamentazione dei ritmi biologici circadiani. Nell area talamica è il nucleo soprachiasmatico che funziona come un orologio centrale regolando la temperatura del corpo, il ritmo sonno-veglia, il tasso di produzione ormonale, inoltre anche la produzione di melatonina. La diminuzione del periodo giornaliero di luce può provocare uno sfasamento di questi ritmi rispetto al ritmo circadiano 39. Un esposizione alla luce, soprattutto al mattino, sarebbe in grado di risincronizzare sulle 24 ore i diversi ritmi. Ricerche di Meesters et al. 40 hanno dimostrato che non necessariamente al mattino, ma in qualsiasi momento del giorno l esposizione alla luce ha risultati positivi. Recenti ricerche 41, 42, 43, 44, 45 hanno evidenziato che esiste una grande differenza tra individui per quanto riguarda i ritmi circadiani, in alcune 3

4 persone i ritmi circadiani sono lunghi, oltre le ventiquattro ore, mentre in altre il ritmo circadiano sarebbe sotto le 24 ore, queste differenze individuali vengono eliminate se si analizzano i dati in forma globale come hanno fatto Meesters e collaboratori. Essendo ogni individuo diverso, per individuo va determinato il momento migliore per l esposizione alla luce. Una serie di dati avrebbero confermato anche l importanza del sistema serotinergico nel determinare il DAS, la cosiddetta Ipotesi serotinergica. Secondo questa ipotesi la produzione di serotonina, l ormone che svolge un rilevante ruolo nella regolamentazione del umore, viene influenzata dalla luce e risente dell influsso stagionale. D inverno la produzione di serotonina diminuisce 46, 47. La serotonina è il principale substrato per la produzione di melatonina, che a sua volta regola il ritmo sonno-veglia. Un disturbo quindi nella produzione di serotonina, l ormone della felicità, causerebbe la depressione invernale e molti dei suoi disturbi. Un certo rapporto tra latitudine e DAS esiste, anche se non forte e sempre confermato. Infatti allo stesso grado di latitudine si sono riscontrate diverse percentuali di presenza di DAS, vuol dire allora che probabilmente anche altri fattori influenzano il DAS. Lo studio di Magnusson 29 sugli Islandesi in Canada suggerisce che ci può essere un adattamento genetico nel determinare il DAS. L Ipotesi genetica viene anche sostenuta da studi sui gemelli 48, 49. Studi molecolari-genetici indicherebbero una relazione tra alcuni geni che con la loro influenza su alcuni neurotrasmettitori faciliterebbero l insorgere del DAS 50. Tutte queste ipotesi hanno come denominatore comune l influenza della luce e la sua variabilità legata alle stagioni e alla latitudine e il rapporto con il ritmo circadiano. Secondo Lam e Levitan 51 i diversi risultati degli studi finora condotti confermano che probabilmente c è una sostanziale eterogeneità nell eziologia del DAS, ma le diverse ipotesi avanzate non si escludono a vicenda. Molto probabilmente anche componenti culturali e psicologiche svolgono un ruolo nel determinare il DAS e si avanza l Ipotesi culturale e psicologica. Nel Nord della Norveggia c è una lunga tradizione di adattamento alle giornate buie che ha creato un tipico stile di vita regionale. In uno studio su queste popolazioni Stuhlmiller 52 descrive come tra la popolazione Norvegese si accetta facilmente la mutabilità delle emozioni, quello che per un Americano è vissuto come depressione, per un Norvegese è un malessere passeggero. Inoltre fa riferimento a uno stile di vita basato su un maggior esercizio fisico durante l inverno, su una dieta ricca di omega-3 (persone depresse hanno bassi livelli di omega-3 e l omega-3 ha effetti positivi nella cura dei disturbi bipolari 53 ) e su una attiva partecipazione ad eventi o riti sociali durante l inverno. Stile di vita quindi adatto a combattere o a lenire il DAS. Il concetto che si ha della depressione influisce sulla percezione dei sintomi depressivi 54. Il linguaggio è spesso uno strumento importante per capire il valore dei concetti in una cultura. Per esempio nelle lingue europee ci sono molte parole per descrivere un esperienza depressiva, mentre nella lingua cinese e giapponese non ci sono parole in grado di descrivere adeguatamente uno stato depressivo 55. Non è un caso che in questi Paesi si sia trovata una più bassa percentuale di DAS rispetto ad altri Paesi che si trovano sullo stesso parallelo (vedi: tab. 1). C è da domandarsi allora se è una questione di validità dei metodi di misurazione usati 56 oppure un modo diverso di vivere i disturbi stagionali. Ci sono stati anche dei tentativi per cercare se ci sono delle variabili psicologiche che determinano o influiscono sul DAS. Non si è raggiunta nessuna evidenza che specifiche componenti psicologiche determinino il DAS 57, ma si è constatato che certi tratti di personalità come schizoide, narcisistico e evitante compaiono più spesso in pazienti con DAS piuttosto che in pazienti con depressione non stagionale 58, mentre altri tratti come dipendenza e autocritica sono meno presenti in pazienti con DAS 59. Diagnosi E necessario diagnosticare correttamente il DAS, perché una depressione che si verifica d inverno non sempre è una depressione invernale. Una giusta diagnosi del DAS permette di curarlo spesso con successo grazie alla terapia della luce. 4

5 Attraverso il sistema di classificazione del DSM è possibile in modo sistematico effettuare una diagnosi di DAS. I criteri utilizzati per diagnosticare il DAS secondo il DSM-IV sono riportati nella tabella sottostante. Tab. 2: Criteri per la specificazione del DAS Criteri per la specificazione riguardante il Disturbo ad Andamento Stagionale (può essere applicato all'andamento degli Episodi Depressivi Maggiori nel Disturbo Bipolare I, Disturbo Bipolare II o Disturbo Depressivo Maggiore, Ricorrente). Specificare se: A. Vi è stata una relazione temporale regolare tra l'esordio degli Episodi Depressivi Maggiori nel Disturbo Bipolare I o Bipolare II o Depressivo Maggiore, Ricorrente e un periodo particolare dell'anno (per es., regolare comparsa dell'episodio Depressivo Maggiore in autunno o in inverno). Nota: Non includere i casi in cui è presente un evidente effetto di fattori psicosociali stressanti stagionali (per es., essere regolarmente disoccupato ogni inverno). B. Anche le remissioni complete (o un viraggio dalla depressione alla mania o ipomania) si verificano in un caratteristico periodo dell'anno (per es., la depressione scompare in primavera). C. Negli ultimi 2 anni si sono presentati due Episodi Depressivi Maggiori che dimostrano la relazione temporale stagionale definita nei Criteri A e B e non vi è stato alcun Episodio Depressivo Maggiore non stagionale nello stesso periodo. D. Gli Episodi Depressivi Maggiori stagionali (come descritti sopra) superano sostanzialmente nel numero gli Episodi Depressivi Maggiori non stagionali che si possono essere verificati nel corso della vita dell'individuo. Accanto ai criteri riportati nella tabella 2 vanno ricordati anche alcuni disturbi atipici nella depressione non stagionale, ma che spesso ricorrono nella depressione stagionale: un aumentato bisogno di sonno che può andare dalle quattro alle sei ore in più; un eccessivo desiderio di cibo ricco di calorie come dolce, cioccolata, pasta e simili; un aumento di peso, aumento che poi d estate diminuisce 60 ; l umore tende a peggiorare la sera invece che al mattino come avviene invece nella depressione non stagionale. Uno strumento molto usato per la diagnosi, soprattutto in ambito di ricerca, è il Seasonal Pattern Assessment Questionnaire (SPAQ), un questionario per autosomministrazione realizzato da Rosenthal et al. nel Diverse ricerche 23, 27, 28, 56 hanno dimostrato che il SPAQ non è sufficientemente sensitivo per essere usato come strumento diagnostico in una situazione clinica, ma come strumento di ricerca negli studi epidemiologici è sufficientemente accurato. Come per la normale depressione anche per la depressione invernale c è una gradazione dei sintomi. Ogni persona reagisce diversamente al cambiamento delle stagioni, alcune non hanno nessun problema, altre, soprattutto nel periodo invernale, hanno maggiore bisogno di sonno o di mangiare cibi ricchi di carboidrati. I problemi possono essere di lieve entità limitandosi a leggeri cambiamenti di umore, ma possono anche raggiungere elevate condizioni di disagio sia per brevi, come per lunghi periodi. Problemi che comunque con il cambiamento della stagione scompaiono. Trattamento Il DAS può essere curato. La terapia della luce è un nuovo trattamento che ha dimostrato di essere molto efficace nella cura del DAS, dal 50% al 80% dei pazienti reagisce positivamente alla cura 40, 61, 62. Per cui la terapia della luce si è rivelata essere un ottima alternativa alle cure farmacologiche 63 e alle terapie psicologiche. Spesso però tutti e tre i 5

6 tipi di intervento sono usati in combinazione 64, 65, 66 per raggiungere una maggiore efficacia. La terapia della luce, infatti, interviene sui sintomi, ma non sulle cause del disturbo, i sintomi ritornano spesso negli anni successivi ma qualche volta anche nella stessa stagione. L uso della terapia della luce risale all inizio degli anni ottanta. La terapia consiste nell esporre alla luce artificiale una persona. Agli inizi l intensità della luce si aggirava sui lux, intensità che si può paragonare alla luce dell alba in un giorno non nuvoloso. L esposizione durava dalle due alle tre ore. Poi si è constatato che usando lampade più forti con intensità di lux il trattamento poteva essere ridotto a minuti, ottenendo lo stesso risultato 67, 68. L importante è che la luce arrivi sulla retina 69. Il dosaggio dell intensità della luce può essere differenziato, per esempio, secondo l età, bambini ed adolescenti hanno bisogno di minor luce rispetto agli adulti, gli anziani necessitano invece di molta più luce a causa dell offuscamento della lente cristallina e per la diminuzione del numero dei fotorecettori retinali 62. Per evitare che i raggi ultravioletti provocano danni alla retina, vengono usate lampade dove i raggi ultravioletti sono schermati, la schermatura non influisce sul risultato 70. Sono stati fatti degli studi per verificare quale lunghezza d onda è la più efficace: luci di colore rosso 71, verde 72 o bianco 73. I risultati non sono tutti concordi, ma la luce bianca che contiene tutte le componenti dello spettro visibile e che si avvicina di più alla luce naturale è la più usata. Per lo più vengono utilizzate lampade posizionate su un tavolo, ma sono state sperimentate anche altri dispositivi come un sistema di illuminazione che imita l alba in camera da letto 74, 75, oppure una specie di frontino con incorporata una luce che si proietta direttamente sugli occhi 76. Le maggiori ricerche sono state fatte sulle lampade fisse, che sono poi anche le più utilizzate. Manca ancora una sufficiente ricerca che confermi l efficacia degli altri dispositivi. Non c è ancora unanime consenso su quale sia il momento migliore della giornata per usare la terapia della luce. All inizio si pensava 77, 78, 79 che il mattino fosse il momento migliore, ma poi ricerche fatte agli inizi degli anni novanta 80, 40, 81 confermavano che non ha importanza il momento del giorno in cui ha luogo l esposizione alla luce. Secondo recenti ricerche il periodo circadiano varia per individuo 82, 83, l orario quindi di somministrazione della luce dovrà tener conto di questa variabile individuale. Le persone con un periodo circadiano lungo rispetto alle 24 ore hanno una fase ritardata del sonno, mentre le persone con un ritmo circadiano corto hanno una fase anticipata del sonno. Essendo il ritmo circadiano particolarmente influenzato, oltre che dalla luce, anche da fattori sociali, in condizioni normali è difficile determinare oggettivamente il ritmo circadiano individuale. Come indicazione si può tener conto che i primi, cronotipo serale, hanno tendenza ad essere attivi nelle ore serali, i secondi, cronotipo mattiniero, sono più attivi nelle ore mattutine. Le modalità di un uso mirato della terapia della luce rispetto all orologio biologico individuale non sono ancora state definite. Al comparire dei sintomi del DAS si consiglia di usare la terapia della luce per una o due settimane per almeno 3-5 giorni alla settimana 80, 40, 84, 85. Meesters, dell Università di Groningen, ha constatato 86 che una settimana dopo la fine della terapia si ha un ulteriore e spontaneo miglioramento dell umore. Per cui consigliava di contenere la terapia in 5-7 giorni. Da tener presente però che dei pazienti trattati con successo il 21 per cento sviluppa di nuovo durante la stagione invernale sintomi depressivi 9. Purtroppo le ricerche sulla durata della terapia sono limitate, in una review Westring e Lam 87 consigliano pertanto di personalizzare il più possibile la terapia. Controindicazioni La terapia della luce è una terapia sicura, in genere senza rischi. L importante è assicurarsi che le lampade non emettano raggi ultravioletti, quelli sì dannosi per l occhio. Una ricerca oculistica 88 condotta prima e dopo la terapia della luce non ha riscontrato danni agli occhi dei pazienti con DAS. Questo non vuol dire che in alcuni rari casi ci possano essere dei danni agli occhi, specie in pazienti i cui occhi hanno particolare sensibilità alla luce. In pazienti con disturbi degenerativi della retina quali retinopatia diabetica, retinite pigmentosa, degenerazione 6

7 maculare legata all età o senile, cataratta e glaucoma è sconsigliato l uso della terapia della luce senza una previa consultazione dell oculista. Anche i farmaci, in particolar modo antidepressivi e neurolettici 89, possono influire sulla sensibilità dell occhio alla luce ma anche medicine contro la malaria, certi antibiotici (tetracicline, adriamicina) e solfonammidi 90. Pure il litio in combinazione con la luce può provocare dei disturbi quali la diminuzione della sensibilità visiva 91. Altri tipi di complicazioni possono insorgere durante l uso della terapia della luce quali nausea, mal di testa, stanchezza agli occhi, ma anche disturbi del comportamento come agitazione e difficoltà a dormire, specie se la terapia ha avuto luogo di sera 92, 93. Si sono registrati anche alcuni casi individuali di ipomania o mania 94 e di tentativi di suicidio 95. Ma erano casi nei quali non era chiara la diagnosi di DAS. Comunque pur essendo la terapia della luce una terapia efficace e per la grande maggioranza dei pazienti senza complicazioni, in alcuni casi può causare dei disturbi per cui è importante che la terapia venga effettuata sempre sotto controllo di personale sanitario qualificato. Altre applicazioni della terapia della luce Si stanno raccogliendo sempre più prove che la terapia della luce è efficace anche nel caso della depressione non stagionale. Da un analisi sistematica di questi studi 96 non si hanno ancora prove certe, basate su un ampio campione di soggetti, ma si hanno indicazioni su una diminuzione della gravità dei sintomi, diminuzione per lo più di breve durata. Diversi autori 97, 98, 99 la consigliano come coadiuvante della terapia farmacologia. Anche nella cura della bulimia si hanno delle indicazioni con risultati positivi 100. La luce può aiutare a restaurare l irregolarità del ritmo circadiano causata dall assunzione disordinata di cibo 101. Alcune ricerche italiane 33, 34 hanno evidenziato come la Sindrome Premestruale presenti sintomi in comune con il DAS. Non meraviglia quindi che la terapia della luce porti a risultati positivi nella cura di questo disturbo, anche se ancora non ci sono certezze inconfutabili in merito 102. Prime indicazioni vengono anche per la cura o alleviamento del jet-lag 103, 104 o per migliorare il sonno di chi lavora di notte 105, 106. Negli ultimi anni in Olanda viene usata la terapia della luce per migliorare il comportamento nei malati di Alzheimer. Grazie alle innovative ricerche di Van Someren e del suo gruppo 107, 108, 109 in molte Case di Riposo olandesi vengono utilizzate lampade poste sul soffitto che imitano la luce esterna , 112, 113. Dai primi studi sperimentali sono emersi non solo una diminuzione dei disturbi del comportamento, ma anche un miglioramento cognitivo. 7

8 BIBLIOGRAFIA 1 Muscettola G, Barbato G, Ficca G, Beatrice M, Puca M, Aguglia E, Amati A: Seasonality of mood in Italy: role of latitude and sociocultural factors. Journal of Affective Disorders, 1995, 33, Koorengevel KM, Meesters Y: Winterdepressie en lichttherapie: iets nieuws onder de zon? Tijdeschrift voor psychiatrie, 2004, 46, 12, Jacques J: Ippocrate. Torino, SEI, Pinel, Ph: A treatise on insanity. New York, Hafner Publishing Company, Esquirol, JED: Mental maladies: a treatise on insanity. New York, Hafner Publishing Company Jefferson, JW: An early study of seasonal depression. American Journal of Psychiatry, 1986, 143, Rosenthal NE, Sack DA, Wehr TA: Seasonal variation in affective disorders. In TA Wehr en FK Goodwin (red.), Circadian rhythms in psychiatry ( ). Pacific Grove, CA: The Boxwood Press Rosenthal NE, Sack DA, Gillin JC, Lewy AJ, Goodwin FK, Davenport Y, Mueller PS, Newsome DA, Wehr TA: Seasonal affective disorder. A description of the syndrome and preliminary findings with light therapy. Archives of General Psychiatry, 1984, 41, Meesters Y, van den Hoofdakker RH: Winterdepressie en lichttherapie II: prevalantie, etiologie, pathogenese en werkingsmechanisme. Tijdschrift voor Psychiatrie, 1998, 40, Wirz-Justice A, Graw P, Buchelli C, et al: Seasonal Affective disorder in Switzerland: a clinical perspective. In C Tompson en T Silvestone (red.): Seasonal affective disorder ( ). London, CNS Publisher, Mersch PP, Middendorp HM, Bouhuys AL, Beersma DG, van den Hoofdakker RH: The prevalence of seasonal affective disorder (SAD) in The Netherlands. Acta Neuropsychiatrica, 1995, 7, Swedo SE, Pleeter JD, Richter DM, Hoffman CL, Allen AJ, Hamburger SD, Turner EH, Yamada EM, Rosenthal NE: Rates of seasonal affective disorder in children and adolescents. American Journal of Psychiatry, 1995, 152, Kasper S, Wehr TA, Bartko JJ, Gaist PA, Rosenthal NE: Epidemiological findings of seasonal changes in mood and behavior. A telephone survey of Montgomery County, Maryland. Archives of General Psychiatry, 1989, 464, Rosen LN, Targum SD, Terman M, Bryant MJ, Hoffman H, Kasper SF, Hamovit JR, Docherty JP, Welch B, Rosenthal NE: Prevalence of seasonal affective disorder at four latitudes. Psychiatry Research, 1990, 31, Booker JM, Hellekson CJ: Prevalence of seasonal affective disorder in Alaska. American Journal of Psychiatry, 1992, 149, Levitt AJ, Boyle MH: Latitude and the variation in seasonal depression and seasonality of depressive symptoms. Society for Light Treatment and Biological Rhythms, abstract 1997, 9, Hedge AL, Woodson H: Prevalence of seasonal changes in mood and behaviour during the winter months in central Texas. Psychiatry Research, 1996, 62, Imai M, Kayukawa Y, Ohta T, Li L, Nakagawa T: Cross-regional survey of seasonal affective disorders in adults and high-school students in Japan. Journal of Affective Disorders, 2003,77, , 19 Elibi H, Noyan A, Korukoglu S, Unal S, Bekaroglu M, Oguzhanoglu N et al.: Seasonal affective disorder in eight groups in Turkey: a cross-national perspective. Journal of Affective Disorder, 2002, 70, Partonen T, Partinen M, Lönnqvist J: Frequencies of seasonal major depressive symptoms at high latitudes. European Archives of Psychiatry and Clinical Neuroscience, 1993, 243, Magnusson A, & Stefansson J: Prevalence of seasonal affective disorder in Iceland. Archives of General Psychiatry, 1993, 50, Rastad C, Sjödén PO, Ulfberg J: High prevalence of self-reported winter depression in a Swedisch country. Psychiatry and Clinical Neurosciences, 2005, 59, Thompson C, Thompson S, Smith R: Prevalence of seasonal affective disorder in primary care; a comparison of the seasonal health questionnaire and the seasonal pattern assessment questionnaire. Journal of Affective Disorders, 2004, 78, Pacitti F, Russo D, Iannitelli A, BersaniG: Prevalenza del disturbo affettivo stagionale in Italia. Rivista di psichiatria, 2007,42, Mersch PP, Middendorp HM, Bouhuys AL, Beersma DG, van den Hoofdakker RH: Seasonal affective disorder and latitude: a review of the literature. Journal of Affective Disorders, 1999, 53, Rosenthal NE, Genhart M, Jacobsen FM, Skwerer RG, Wehr TA: Disturbances of appetite and weight regulation in seasonal affective disorder. Annals of the New York Academy of Sciences, 1987, 499, Murray G: The Seasonal Pattern Assessment Questionnaire as a measure of mood seasonality: a prospective validation study. Psychiatry Research, 2003,120,

9 28 Mersch PP, Vastenburg NC, Meesters Y, Bouhuys AL, Beersma DG, van den Hoofdakker RH, den Boer JA: The reliability and validity of the Seasonal Pattern Assessment Questionnaire: a comparison between patient groups. Journal of Affective Disorders, 2004, 80, Magnusson A, Axelsson J: The prevalence of seasonal affective disorder is low among descendants of Icelandic emigrants in Canada. Archives of General Psychiatry, 1993, 50, Eagles JM. Sociodemographic aspects. In: Partonen T, Magnusson A (red). Seasonal Affective Disorder, Practice and Research. Oxford University Press, New York, 2001, Swedo SE, Pleeter JD, Richter DM, Hoffman CL, Allen AJ, Hamburger SD, Turner E, Yamada EM, Rosenthal NE: The rates of seasonal affective disorder in children and adolescents. American Journal of Psychiatry, 1995, 152, Kasper S, Wehr TA, Bartko JJ, Gaist PA, Rosenthal NE: Epidemiological findings of seasonal changes in mood and behavior. A telephone survey of Montgomery County, Maryland. Archives of General Psychiatry, 1989,46, Cro F, Bersani G: La sensibilità ai cambiamenti stagionali come possibile fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi premestruali. Uno studio epidemiologico. Giornale italiano di Psicopatologia, 2001, 7 (3). 34 P Pacitti F, Russo D, Iannitelli A, Bersani G, Pancheri: Disturbo Affettivo Stagionale e Sindrome Premestruale. Giornale italiano di Psicopatologia, 2006, 12, Magnusson A: Light therapy to treat winter depression in adolescents in Iceland. Journal of Psychiatry & Neuroscience, 1998,23, Magnusson A, Partonen T: The Diagnosis, Symptomatology, and Epidemiology of Seasonal Affective Disorder. CNS Spectrums, 2005, 10, Rosenthal NE, Jacobsen FM, Sack DA, Arendt J, James SP, Parry BL, Wehr TA: Atenolol in seasonal affective disorder: A test of the melatonin hypothesis. American Journal of Psychiatry, 1988, 145, Pacchierotti C, Iapichino S, Bossini L, Pieraccini F, Castrogiovanni P: Melatonin in Psychiatric Disorders: A Review on the Melatonin Involvement in Psychiatry. Frontiers in Neuroendocrinology, 2001, 22, Lewy AJ, Kern HA, Rosenthal NE, Wehr TA: Bright artificial light treatment of a manic depressive patient with seasonal mood cycle. American Journal of Psychiatry, 1982, 139, Meesters Y, Jansen JHC, Beersma DGM, Bouhuys AL, van den Hoofdakker RH: Light therapy for seasonal affective disorder: The effects of timing. British Journal of Psychiatry, 1995, 166, Gibertini M, Graham C, Cook MR: Self-report of circadian type reflects the phase of the melatonin rhythm". Biological Psychology, 1999, 50, Baehr EK, Revelle W, Eastman CI: Individual differences in the phase and amplitude of the human circadian temperature rhythm: with an emphasis on morningness-eveningness. Journal of Sleep Research, 2000, 9, Mongrain V, Lavoie S, Selmaoui B, Paquet J, Dumont M: Phase relationships between sleep-wake cycle and underlying circadian rhythms in Morningness-Eveningness. Journal of Biological Rhythms, 2004, Paine, S-J; Gander PH, Travier N: The Epidemology of Morningness/Eveningness: Influence of Age, Gender, Ethnicity, and Socioeconomic Factors in Adults (30-49 Years). Journal of Biological Rhythms, 2006, 21, Roenneberg T, Kuehnle T, Juda M, Kantermann T, Allebrandt K, Gordijn M, Merrow M: Epidemiology of the human circadian clock. Sleep Medicine Reviews, 2007, 11, Carlsson A, Svennerhom L, Winblad B: Seasonal and circadian monoamine variations in human brain examined post mortem. Acta Psychiatrica Scandinavica (Suppl) 1980, 280, Neumeister A, Pirker W, Willeit M, Praschak-Rieder N, Asenbaum S, Brucke T, Kasper S: Seasonal variation of availability of serotonin transporter binding sites in healthy female subjects as measured by [123I]-2 betacarbomethoxy-3 beta-(4-odophenyl)tropane and single photon emission computed tomography. Biological Psychiatry, 2000, 47, Madden PAF, Heath AC, Rosenthal NE, Martin NG: Seasonal changes in mood and behavior. The role of genetic factors. Archives of General Psychiatry, 1996, 53, Jang KL, Lam RW, Livesley WJ, Vernon PA: Gender differences in the heritability of seasonal mood change. Psychiatry Research, 1997, 70, Sher L, Goldman D, Ozaki N, Rosenthal NE: The role of genetic factors in the etiology of seasonal affective disorder and seasonality. Journal of Affective Disorders, 1999, 53, Lam RW, Levitan RD: Pathophysiology of seasonal affective disorder: A review. Journal of Psychiatry and Neuroscience, 2000, 25, Stuhlmiller C M: Understanding Seasonal Affective Disorder and Experiences in Northern Norway. Journal of Nursing Scholarship, 1998, 30, Maidment I D: Are fish oils an effective therapy in mental illness an analysis of the data. Acta Psychiatrica Scandinavica, 2000, 102,

10 54 Bhugra D, Mastrogianni A: Globalisation and mental disorders: Overview with relation to depression. The British Journal of Psychiatry, 2004, 184, Kleinman A, Good B, eds. Culture and Depression. Berkeley, Los Angeles, London: University of California Press, Hansen V, Skre I, Lund E: What is this thing called sad? A critique of the concept of seasonal affective disorder. Epidemiologia e Psichiatria Sociale, 2008, 17, Reichborn-Kjennerud T, Lingjaerde O, Dahl AA: Personality disorders in patients with winter depression. Acta Psychiatrica Scandinavica, 1994, 90, Meesters Y: Test-hertestbetrouwbaarheid van persoonlijkheidsvragenlijsten bij mensen met winterdepressieve klachten. Nederlands Tijdschrift voor de Psychologie, 1992, 47, Schuller DR, Bagby RM, Levitt AJ, Joffe RT: A comparison of personality characteristics of seasonal and nonseasonal major depression. Comprehensive Psychiatry, 1993, 34, Meester Y: Leven met een winterdepressie. Bohn Stafleu Van Loghum, Houten/Diegem, Lee TM, Chan CC: Dose-response relationship of phototherapy for seasonal affective disorder: a metaanalysis. Acta Psychiatrica Scandinavica, 1999, 99, Golden RN, Gaynes BN, Ekstrom RD, Hamer RM, Jacobsen FM, Suppes T, Wisner KL, Nemeroff CB: The efficacy of light therapy in the treatment of mood disorders: a review and meta-analysis of the evidence. American Journal of Psychiatry, 2005, 162, Lam RW, Levitt AJ, Levitan RD, Enns MW, Morehouse R, Michalak EE, Tam EM: The Can-SAD study: a randomized controlled trial of the effectiveness of light therapy and fluoxetine in patients with winter seasonal affective disorder. American Journal of Psychiatry, 2006, 163, Rohan KJ, Lindsey KT, Roecklein KA, Lacy TJ: Cognitive-behavioral therapy, light therapy, and their combination in treating seasonal affective disorder. Journal of Affective Disorders, 2004, 80, Westrin A, Lam RW: Seasonal affective disorder: a clinical update. Annals of Clinical Psychiatry, 2007, 19, Levitt AJ, Joffe RT, Kennedy SH: Bright light augmentation in antidepressant nonresponders. Journal of Clinical Psychiatry, 1991, 52, Terman JS, Terman M, Schlager D, Rafferty B, Rosofsky M, Link MJ, Gallin PF, Quitkin FM: Efficacy of brief, intense light exposure for treatment of winter depression. Psychopharmacology Bulletin, 1990, 26, Terman M, Terman JS: Light therapy for seasonal and nonseasonal depression: efficacy, protocol, safety, and side effects. CNS Spectrum, 2005, 10, Wehr TA, Skwerer RG, Jacobsen FM, Sack DA, Rosenthal NE: Eye versus skin phototherapy of seasonal affective disorder. American Journal of Psychiatry, 1987, 144, Lam RW, Buchanan A, Mador JA, Corral MR, Remick RA: The effects of ultraviolet-a wavelengths in light therapy for seasonal depression. Journal of Affective Disorders, 1992, 24, Avery DH, Bolte MAP, Wolfson JK, Kazaras AL: Dawn simulation compared with a dim red signal in the treatment of winter depression. Biological Psychiatry, 1994, 36, Oren DA, Brainard GC, Johnston SH, Joseph-Vanderpool JR, Sorek E, Rosenthal NE: Treatment of seasonal affective disorder with green light and red light. American Journal of Psychiatry, 1991, 148, Brainard GC, Sherry D, Skwerer RG, Waxler M, Kelly K, Rosenthal NE: Effects of different wavelengths in seasonal affective disorder. Journal of Affective Disorders, 1990, 20, Terman M, Schlager D, Fairhurst S, Perlman B: Dawn and dusk simulation as a therapeutic intervention. Biological Psychiatry, 1989, 25, : Avery DH, Bolte MA, Dager SR, Wilson LG, Weyer M, Cox GB, Dunner DL: Dawn simulation treatment of winter depression: a controlled study. American Journal of Psychiatry, 1993, 150, Levitt AJ, Wesson VA, Joffe RT, Maunder RG, King EF: A controlled comparison of light box and headmounted units in the treatment of seasonal depression. Journal of Clinical Psychiatry, 1996, 57, Lewy AJ, Sack RL, Singer CM, White DM: The phase shift hypothesis for bright light s therapeutic mechanism of action: Theoretical considerations and experimental evidence. Psychopharmacology Bulletin, 1987, 23, Lewy AJ, Sack RL, Singer CM, White DM, Hoban TM: Winter depression and the phase shift hypothesis for bright light s therapeutic effects: History, theory, and therapeutic evidence. Journal of Biological Rhythms, 1988, 3, Sack RL, Lewy AJ, White DM, Singer CM, Fireman MJ, Vandiver R: Morning vs evening light treatment for winter depression. Evidence that the therapeutic effects of light are mediated by circadian phase shifts. Archives of Generall Psychiatry, 1990, 47,

11 80 Meesters Y, Jansen JHC, Lambers PA, Bouhuys AL, Beersma DGM, van den Hoofdakker RH: Morning and evening light treatment of seasonal affective disorder: Response, relapse, and prediction. Journal of Affective Disorders, 1993, 28, Wirz-Justice A, Graw P, Kräuchi K, Gisin B, Jochum A, Arendt J, Fisch HU, Buddeberg C, Pöldinger W: Light therapy in seasonal affective disorder is independent of time of day or circadian phase. Archives of Generall Psychiatry, 1993, 50, Brown SA, Fleury-Olela F, Nagoshi E, Hauser C, Juge C, Meier CA, Chicheportiche R, Dayer JM, Albrecht U, Schibler U: The period length of fibroblast circadian gene expression varies widely among human individuals. PLoS Biol, 2005, 3, Brown SA, Kunz D, Dumas A, Westermark PO, Vanselow K, Tilmann-Wahnschaffe A, Herzel H, Kramer A: Molecular insights into human daily behavior. PNAS, 2008, 105, Labbate LA, Lafer B, Thibault A, Rosenbaum JF, Sachs GS:Influence of phototherapy treatment duration for seasonal affective disorder: outcome at one vs. two weeks. Biological Psychiatry, 1995, 38, Lam RW, Levitt AJ, Levitan RD, Enns MW, Morehouse R, Michalak EE, Tam EM: The Can-SAD study: a randomized controlled trial of the effectiveness of light therapy and fluoxetine in patients with winter seasonal affective disorder. American Journal of Psychiatry, 2006, 163, Meesters Y: The timing of light therapy and response assessment in winter depression. Acta Neuropsychiatrica, 1995, 7, Westrin A, Lam RW: Long-term and preventative treatment for seasonal affective disorder. CNS Drugs, 2007, 21, Gallin PF, Terman M, Remé CE, Rafferty B, Terman JS, Burde RM: Ophthalmologic examination of patients with seasonal affective disorder, before and after bright light therapy. American Journal of Ophthalmology, 1995, 119, Wang RH, Dillon J, Reme C, Whitt R, Roberts JE: The potential ocular phototoxicity of antidepressant drugs. Lens and Eye Toxicity Research, 1992, 9, Lerman S: Photosensitizing drugs and their possible role in enhancing ocular toxicity. Parker Heath memorial lecture. Ophthalmology, 1986, 93, Wirz-Justice A, Remé C, Prünte A, Heinen U, Graw P, Urner U: Lithium decreases retinal sensitivity, but this is not cumulative with years of treatment. Biological Psychiatry, 1997, 41, Labbate LA, Lafer B, Thibault A, Sachs GS: Side effects induced by bright light treatment for seasonal affective disorder. Journal of Clinical Psychiatry, 1994, 55, Terman M, Terman JS: Bright light therapy: side effects and benefits across the symptom spectrum. Journal of Clinical Psychiatry, 1999, 60, Schwitzer J, Neudorfer C, Blecha HG, Fleischhacker WW: Mania as a side effect of phototherapy. Biological Psychiatry, 1990, 28, Praschak-Rieder N, Neumeister A, Hesselmann B, Willeit M, Barnas C, Kasper S: Suicidal tendencies as a complication of light therapy for seasonal affective disorder: a report of three cases. Journal of Clinical Psychiatry, 1997, 58, Tuunainen A, Kripke DF, Endo T: Light therapy for non-seasonal depression. Cochrane Database Syst Rev, 2004, CD Martiny K, Lunde M, Undén M, Dam H, Bech P: Adjunctive bright light in non-seasonal major depression: results from clinician-rated depression scales. Acta Psychiatrica Scandinavica, 2005, 112, Martiny K, Lunde M, Undén M, Dam H, Bech P: Adjunctive bright light in non-seasonal major depression: results from patient-reported symptom and well-being scales. Acta Psychiatrica Scandinavica, 2005, 111, Søndergaard MP, Jarden JO, Martiny K, Andersen G, Bech P: Dose response to adjunctive light therapy in citalopram-treated patients with post-stroke depression. A randomised, double-blind pilot study. Psychotherapy and Psychosomatics, 2006, 75, Lam RW, Lee SK, Tam EM, Grewal A, Yatham LN: An open trial of light therapy for women with seasonal affective disorder and comorbid bulimia nervosa. Journal of Clinical Psychiatry, 2001, 62, Yamamotova A, Papežová H, Vevera J: Normalizing effect of bright light therapy on temperature circadian rhythm in patients with eating disorders. Neuroendocrinology Letters, 2008, 18, Krasnik C, Montori VM, Guyatt GH, Heels-Ansdell D, Busse JW: The effect of bright light therapy on depression associated with premenstrual dysphoric disorder. American Journal of Obstetrics & Gynecology, 2005, 193, Parry BL: Jet lag: minimizing it's effects with critically timed bright light and melatonin administration. Journal of Molecular Microbiology and Biotechnology, 2002, 4, Eastman CI, Gazda CJ, Burgess HJ, Crowley SJ, Fogg LF: Advancing circadian rhythms before eastward flight: a strategy to prevent or reduce jet lag. Sleep, 2005, 28,

12 105 Kelly TL, Kripke DF, Hayduk R, Ryman D, Pasche B, Barbault A: Bright light and LEET effects on circadian rhythms, sleep and cognitive performance. Stress Medicine, 1997, 13, Ross JK, Arendt J, Horne J, Haston W: Night-shift work in Antarctica: sleep characteristics and bright light treatment. Physiology & Behavior, 1995, 57, van Someren EJ, Mirmiran M, Swaab DF: Non-pharmacological treatment of sleep and wake disturbances in aging and Alzheimer's disease: chronobiological perspectives. Behavioural Brain Research, 1993, 57, Hoogendijk WJ, van Someren EJ, Mirmiran M, Hofman MA, Lucassen PJ, Zhou JN, Swaab DF: Circadian rhythm-related behavioral disturbances and structural hypothalamic changes in Alzheimer's disease. International Psychogeriatrics, 1996, ; discussion Swaab DF, Dubelaar EJ, Hofman MA, Scherder EJ, van Someren EJ, Verwer RW: Brain aging and Alzheimer's disease; use it or lose it. Progress in Brain Research, 2002, Van Someren EJ, Kessler A, Mirmiran M, Swaab DF: Indirect bright light improves circadian rest-activity rhythm disturbances in demented patients. Biological Psychiatry, 1997, 41, Van Someren EJ, Swaab DF, Colenda CC, Cohen W, McCall WV, Rosenquist PB: Bright light therapy: improved sensitivity to its effects on rest-activity rhythms in Alzheimer patients by application of nonparametric methods. Chronobiology International, 1999, 16, Luijpen MW, Scherder EJ, Van Someren EJ, Swaab DF, Sergeant JA: Non-pharmacological interventions in cognitively impaired and demented patients--a comparison with cholinesterase inhibitors. Nature Reviews Neuroscience, 2003, 14, Riemersma-van der Lek RF, Swaab DF, Twisk J, Hol EM, Hoogendijk WJ, Van Someren EJ: Effect of bright light and melatonin on cognitive and noncognitive function in elderly residents of group care facilities: a randomized controlled trial. JAMA, 2008, 299,

MORNINGNESS-EVENINGNESS QUESTIONNAIRE Versione Auto-Somministrata (MEQ-SA)

MORNINGNESS-EVENINGNESS QUESTIONNAIRE Versione Auto-Somministrata (MEQ-SA) MORNINGNESS-EVENINGNESS QUESTIONNAIRE Versione Auto-Somministrata (MEQ-SA) Nome: Data: La preghiamo di rispondere alle domande pensando ai Suoi normali ritmi e alle Sue abitudini quando sta bene. 1. A

Dettagli

Luce blu e Lenti Transitions

Luce blu e Lenti Transitions Luce blu e Lenti Transitions Sommario Definizione di luce blu Dove si trova Benefici e problematiche potenziali relative all esposizione alla luce blu Lenti Transitions Caratteristica proprietà di filtrare

Dettagli

Bruno Meduri. Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena. Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica

Bruno Meduri. Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena. Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica Bruno Meduri Radioterapia Oncologica - A.O.U. Policlinico di Modena Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica Follow up condiviso Il follow-up attivo della donna trattata è parte integrante del

Dettagli

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE Significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di un elevata quantità di cibo associata a un senso di perdita di

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ ALESSIA MINNITI, Unità Funzionale Semplice di Dietetica e Nutrizione Clinica Università degli Studi di Verona 4 Congresso SIO-Triveneto Udine,

Dettagli

DOLORE PSICHE E QUALITA DI VITA

DOLORE PSICHE E QUALITA DI VITA Convegno Nazionale Società Italiana di Chirurgia Ginecologica Endometriosi: patologia, clinica ed impatto sociale Sabato 8 Marzo 2014 - Bergamo ENDOMETRIOSI DOLORE PSICHE E QUALITA DI VITA A. Signorelli

Dettagli

SCHEMA THERAPY nel trattamento

SCHEMA THERAPY nel trattamento seminariodi due giorni SCHEMA THERAPY nel trattamento dei DISTURBI DELL ALIMENTAZIONE RELATRICE Vartouhi Ohanian Consultant Clinical Psychologist In collaborazione con Schema Therapy UK Un organizzazione

Dettagli

Due obiettivi principali:

Due obiettivi principali: Massa E., Conti L., Amadori F., Pierini P., Silvestre V., Vona M. terzocentro@iol.it @ www.terzocentro.it Inclusione dei familiari nel trattamento del paziente grave. Due obiettivi principali: Potenziare

Dettagli

Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo

Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo Angela Fantoni Coordinatore Infermieristico fanangi1@gmail.com SPEDALI CIVILI BRESCIA, Gussago (BS)

Dettagli

COCHRANE LIBRARY E CLINICAL EVIDENCE: DOVE E COME TROVARE REVISIONI SISTEMATICHE IORI RITA 2008

COCHRANE LIBRARY E CLINICAL EVIDENCE: DOVE E COME TROVARE REVISIONI SISTEMATICHE IORI RITA 2008 COCHRANE LIBRARY E CLINICAL EVIDENCE: DOVE E COME TROVARE REVISIONI SISTEMATICHE IORI RITA 2008 2 Too much information, too little time THE COCHRANE LIBRARY - Pubblicazione elettronica aggiornata ogni

Dettagli

RIZA. Ritrova. energia. e buonumore. Come recuperare la carica con i rimedi naturali e gli atteggiamenti psicologici giusti

RIZA. Ritrova. energia. e buonumore. Come recuperare la carica con i rimedi naturali e gli atteggiamenti psicologici giusti RIZA Ritrova energia e buonumore Come recuperare la carica con i rimedi naturali e gli atteggiamenti psicologici giusti Ritrova energia e buonumore RIZA Ritrova energia e buonumore Editing: Giuseppe Maffeis

Dettagli

La proposta e la scelta dell intervento psicologico per i familiari R. Chattat Dip. Psicologia, Università degli Studi di Bologna I dati dell ISTAT

La proposta e la scelta dell intervento psicologico per i familiari R. Chattat Dip. Psicologia, Università degli Studi di Bologna I dati dell ISTAT La proposta e la scelta dell intervento psicologico per i familiari R. Chattat Dip. Psicologia, Università degli Studi di Bologna I dati dell ISTAT del 2004 riportano che circa 2,6 milioni di persone con

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

Menopausa e depressione: : come riconoscerla e cosa fare. Laura Musetti DPNFB Università di Pisa l.musetti@med.unipi.it

Menopausa e depressione: : come riconoscerla e cosa fare. Laura Musetti DPNFB Università di Pisa l.musetti@med.unipi.it Menopausa e depressione: : come riconoscerla e cosa fare Laura Musetti DPNFB Università di Pisa l.musetti@med.unipi.it Epidemiologia Disturbi dell Umore Prevalenza Maschi/ femmine Età di esordio Depressione

Dettagli

ROMA, 12-13 MARZO 2016

ROMA, 12-13 MARZO 2016 Associazione di Psicologia Cognitiva Scuola di Psicoterapia Cognitiva s.r.l SCUOLA DI PSICOTERAPIA COGNITIVA S.R.L. ASSOCIAZIONE DI PSICOLOGIA COGNITIVA Direttore delle scuole : Prof. Francesco Mancini

Dettagli

Informazioni per utenti e familiari

Informazioni per utenti e familiari LA DEPRESSIONE MAGGIORE Informazioni per utenti e familiari In questa dispensa parleremo di depressione e dei problemi che può dare nella vita di una persona. Nella vita, è comune attraversare periodi

Dettagli

La Medicina basata sulle evidenze è l uso coscienzioso delle evidenze attualmente disponibili sulle terapie impiegate per curare ogni paziente In

La Medicina basata sulle evidenze è l uso coscienzioso delle evidenze attualmente disponibili sulle terapie impiegate per curare ogni paziente In L. Notari DVM, MSc La Medicina basata sulle evidenze è l uso coscienzioso delle evidenze attualmente disponibili sulle terapie impiegate per curare ogni paziente In Medicina Umana l approccio evidence-based

Dettagli

ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile marker diagnostico e un innovativo target per il trattamento. Relatore Prof.

ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile marker diagnostico e un innovativo target per il trattamento. Relatore Prof. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA Facoltà di Medicina e Chirurgia Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile Direttore Prof. Paolo Curatolo ADHD, DAT ed autoimmunità: un possibile

Dettagli

Amministrazione dell Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo Dirigente Medico presso la II Unità Operativa di Psichiatria

Amministrazione dell Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo Dirigente Medico presso la II Unità Operativa di Psichiatria INFORMAZIONI PERSONALI Nome Tancredi Filippo Data di nascita 09/12/1966 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Medico Numero telefonico dell ufficio 035/4212791 Fax dell ufficio 035/4212806 E-mail

Dettagli

Sindrome premestruale (spm)

Sindrome premestruale (spm) Sindrome premestruale (spm) Gli sbalzi ormonali degli estrogeni e del progesterone nel cervello di una giovane adolescente determinano delle variazioni settimanali nella sensibilità e reattività allo stress

Dettagli

Palliative Care in Older Patients

Palliative Care in Older Patients Palliative Care in Older Patients Perchèla cura palliativa degli anziani sta diventando una prioritàsanitaria mondiale? 1) Population Ageing Chi cura chi Proiezioni in % 2) Polipatologie croniche Cause

Dettagli

Libretto del paziente. Parliamone! Scopri l origine della tua depressione e come affrontarla

Libretto del paziente. Parliamone! Scopri l origine della tua depressione e come affrontarla Libretto del paziente Parliamone! Scopri l origine della tua depressione e come affrontarla 2 Indice Pagina 4 Pagina 6 Pagina 8 Pagina 10 Pagina 12 Pagina 14 Pagina 16 Pagina 18 Pagina 20 Pagina 22 Pagina

Dettagli

La terapia farmacologica

La terapia farmacologica La terapia farmacologica Angelo Bianchetti Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia Dipartimento Medicina e Riabilitazione, Istituto Clinico S.Anna, Brescia Gli outcome del trattamento del delirum Prevenzione

Dettagli

INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA PREFAZIONE 3

INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA PREFAZIONE 3 INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA X XII XIII PREFAZIONE 3 C A P I T O L O 1 PROSPETTIVE EPISTEMOLOGICHE IN PSICOLOGIA CLINICA 9 1.1 Ragioni e necessità di un

Dettagli

Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare

Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare Comparazione dello stress dei caregiver di pazienti affetti da Malattia di Alzheimer o Demenza Vascolare Grazia D Onofrio 1, Daniele Sancarlo 1, Francesco Paris 1, Leandro Cascavilla 1, Giulia Paroni 1,

Dettagli

PAZIENTI CON DEMENZA E LORO CAREGIVER Progetto Sperimentale: dati preliminari

PAZIENTI CON DEMENZA E LORO CAREGIVER Progetto Sperimentale: dati preliminari VI Convegno IL CONTRIBUTO DELLE UNITA DI VALUTAZIONE ALZHEIMER (UVA)NELL ASSISTENZA DEI PAZIENTI CON DEMENZA Roma 16 novembre 2012 ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA ADI PER PAZIENTI CON DEMENZA E LORO CAREGIVER

Dettagli

FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012

FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012 FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI TENUTA DA DOTT.SSA PAOLA MOROSINI DOTT.SSA ARIANNA BORCHIA DOTT.SSA TATIANA QUINTINI 24 E 31 OTTOBRE 2012 Cosa é l ADHD? Il Disturbo da Deficit dell attenzione ed iperattività,

Dettagli

Dimensioni del problema

Dimensioni del problema SIMPOSIO La stipsi severa: attualità terapeutiche Dimensioni del problema Stefano Tardivo Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità Università degli Studi di Verona FC (FUNCTIONAL CONSTIPATION)

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Fax E-mail MARIA PONTILLO maria.pontillo@opbg.net maria.pontillo@uniroma1.it Nazionalità Data di nascita

Dettagli

COMPLIANCE ALLA DIETA SENZA GLUTINE: QUALI EVIDENZE DAGLI STUDI FINORA CONDOTTI?

COMPLIANCE ALLA DIETA SENZA GLUTINE: QUALI EVIDENZE DAGLI STUDI FINORA CONDOTTI? COMPLIANCE ALLA DIETA SENZA GLUTINE: QUALI EVIDENZE DAGLI STUDI FINORA CONDOTTI? Firenze, 31 marzo 2012 Francesco Valitutti UOC Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria

Dettagli

Le legge del marzo 2010 nonché il Piano Oncologico previsto dal Ministero della. Sanità per il bienno 2010-2012 propongono e rafforzano il modello del

Le legge del marzo 2010 nonché il Piano Oncologico previsto dal Ministero della. Sanità per il bienno 2010-2012 propongono e rafforzano il modello del Progetto di un ambulatorio multidisciplinare di oncologia - cure palliative per pazienti in fase avanzata di malattia gestito dalla Associazione di Cure Palliative della Zona Elba Dott. A. Massaro Premessa

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Corso di Laurea in Infermieristica Sede di Verona Effetti della musicoterapia nella gestione del dolore da cancro: revisione della letteratura Relatore:Assunta Biasi Laureanda:

Dettagli

Cos e` la Psicosi da Depressione?

Cos e` la Psicosi da Depressione? Italian Cos e` la Psicosi da Depressione? (What is a depressive disorder?) Cos e` la psicosi depressiva? La parola depressione viene di solito usata per decrivere lo stato di tristezza di cui noi tutti

Dettagli

SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA

SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA SCREENING PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA Controversie sullo screening mammografico: pro e contro Edda Simoncini Breast Unit A.O.Spedali Civili Brescia Spedali Civili di Brescia Azienda Ospedaliera

Dettagli

Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue

Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue Buone pratiche assistenziali: Nursing e fatigue «Etica e Ricerca per assistere e curare in oncologia» III Congresso Nazionale AIIAO Ancona, 29-31 Maggio 2014 Carla Pedrazzani Istituto Oncologico della

Dettagli

INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD

INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD Confronto fra due forme di psicoterapia cognitivo comportamentale ospedaliera per i disturbi dell alimentazione Gentile paziente, la Casa di Cura Villa Garda

Dettagli

PROF. MASSIMO TABATON - CURRICULUM VITAE

PROF. MASSIMO TABATON - CURRICULUM VITAE PROF. MASSIMO TABATON - CURRICULUM VITAE Stato Professionale 1980-1981: Assistente di ruolo in Neurologia, Osp. Di Alessandria 1987-1990 : Assistente Neurologo, Clinica Neurologica, Università di Genova

Dettagli

Milano, 27 novembre 2012

Milano, 27 novembre 2012 WORKSHOP La drugutilizationattraverso i database amministrativi Milano, 27 novembre 2012 GLI ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA IL PROGETTO EPIFARM-ELDERLY ELDERLY AlessandroNobili, Carlotta Franchi, Luca Pasina,

Dettagli

Psichiatria e Medicina di Base

Psichiatria e Medicina di Base Psichiatria e Medicina di Base Giulio Perugi Istituto G. de Lisio - Carrara Sono fermamente convinto che, per il bene della medicina generale, lo studio della psichiatria debba essere inclusa nella pratica

Dettagli

Revisioni Sistematiche e Linee Guida: DOVE REPERIRLE?

Revisioni Sistematiche e Linee Guida: DOVE REPERIRLE? Revisioni Sistematiche e Linee Guida: DOVE REPERIRLE? Rita Iori Arcispedale Santa Maria Nuova Biblioteca Medica Reggio Emilia Chiara Bassi Ce.V.E.A.S Centro per la Valutazione della Efficacia dell Assistenza

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

Disturbi alimentari, intervento Cognitivo Comportamentale

Disturbi alimentari, intervento Cognitivo Comportamentale Disturbi alimentari, intervento Cognitivo Comportamentale ABSTRACT Dr. Dai Prà Mirko, tratto ed adattato da (Fursland, 2012)) I disturbi del comportamento alimentare sono molto frequenti nella nostra società

Dettagli

IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA)

IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) ANNAPIA VERRI ISTITUTO NEUROLOGICO NAZIONALE C. MONDINO-PAVIA WEIGHT-RELATED DISORDERS

Dettagli

La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza

La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza mancanza di energia e di voglia di fare le cose Materiale a cura di: L. Magliano, A.

Dettagli

COME VINCERE IL CALDO

COME VINCERE IL CALDO Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ESTATE SICURA COME VINCERE IL CALDO Raccomandazioni per il personale che assiste gli anziani a casa ESTATE SICURA COME VINCERE IL CALDO

Dettagli

CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI

CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI CURRICULUM VITAE DOTT. SABINO CIRULLI Nato a Roma il 12-04-1961 e ivi residente in Via Antonino Giuffrè 129 Laureato in Medicina e Chirurgia presso l Università degli Studi di Roma La Sapienza il 07-04-1988

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O

F O R M A T O E U R O P E O F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo LUCCHI FABIO [ Azienda Ospedaliera Spedali Civili, Dipartimento Salute Mentale, Unità Operativa

Dettagli

III CONGRESSO NAZIONALE COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA

III CONGRESSO NAZIONALE COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA CORTE DI GIUSTIZIA POPOLARE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE III CONGRESSO NAZIONALE IL DIRITTO ALLA SALUTE: UN DIRITTO INALIENABILE CRITICITA A CONFRONTO COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO PSICHIATRIA

Dettagli

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI Caratteristiche generali I NAS sono disturbi dell alimentazione di severità clinica che soddisfano la definizione di disturbo dell alimentazione

Dettagli

ABITARE LA VITA INDAGINE PRELIMINARE

ABITARE LA VITA INDAGINE PRELIMINARE ABITARE LA VITA INDAGINE PRELIMINARE Alessandro Lenzi, C. Di Vanni, S. Belli, A. Lombardi Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale Pisa 21 febbraio 2013 SUPPORTED HOUSING DEFINIZIONE Abitazioni (SH) dove

Dettagli

Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto

Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto Nuovi regimi terapeutici nel trattamento del mieloma multiplo in pazienti non candidabili a trapianto Antonio Palumbo Divisione di Ematologia Universitaria, Ospedale Molinette, Torino Per più di quattro

Dettagli

Convegno. Depressione: femminile, plurale. Cartella stampa

Convegno. Depressione: femminile, plurale. Cartella stampa Convegno Depressione: femminile, plurale Cartella stampa Mercoledì 26 gennaio 2010 - Ore 16,00 Sala Polifunzionale Ministero per le Pari Opportunità Via di Santa Maria in Via, 37 - Roma Depressione: femminile,

Dettagli

Sperimentazione Clinica: ruolo e responsabilità dell Infermiere

Sperimentazione Clinica: ruolo e responsabilità dell Infermiere Sperimentazione Clinica: ruolo e responsabilità dell Infermiere Documenti per lo studio Giuseppe Caracciolo, Cardiologist e Clinical Research Physician, Menarini Ricerche Alessandra Milani, Coordinatore

Dettagli

SCEGLIETE DI AFFRONTARE CON FIDUCIA IL VOSTRO PERCORSO.

SCEGLIETE DI AFFRONTARE CON FIDUCIA IL VOSTRO PERCORSO. SCEGLIETE DI AFFRONTARE CON FIDUCIA IL VOSTRO PERCORSO. Il Test innovativo per la valutazione precoce dello sviluppo dell embrione. Merck Serono You. Us. We re the parents of fertility. Il vostro viaggio

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O

F O R M A T O E U R O P E O F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome e Cognome BARBARA PAGHERA Indirizzo MEDICINA NUCLEARE, P.LE SPEDALI CIVILI 01, 25100 BRESCIA Telefono +390303996924

Dettagli

Il Medico di Famiglia e la disabilità da deficit cognitivo nell anziano

Il Medico di Famiglia e la disabilità da deficit cognitivo nell anziano Il Medico di Famiglia e la disabilità da deficit cognitivo nell anziano DONATO Giuseppe*, FURNARI Giacomo, ZACCARI Clara ^ *medico di Medicina Generale (MMG) presso ASL RmF-distretto 2, medico referente

Dettagli

LCTLSN56M53F205Y alessandra.alciati @libero.it

LCTLSN56M53F205Y alessandra.alciati @libero.it F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome ALCIATI ALESSANDRA Indirizzo Telefono 3381985310 CF E-mail VIA CAPRERA 4, 20144 MILANO LCTLSN56M53F205Y alessandra.alciati @libero.it

Dettagli

Outcome assistenziali. Il Governo Assistenziale: una risposta alle esigenze della sanità che cambia?

Outcome assistenziali. Il Governo Assistenziale: una risposta alle esigenze della sanità che cambia? I Congresso Internazionale Il Governo Assistenziale: una risposta alle esigenze della sanità che cambia?, soddisfazione dei professionisti e governo assistenziale 13 novembre 2007 1 2 1 OBIETTIVO dello

Dettagli

Conoscere i volti della demenza. Cosa si deve sapere della malattia di Alzheimer e delle altre demenze

Conoscere i volti della demenza. Cosa si deve sapere della malattia di Alzheimer e delle altre demenze Conoscere i volti della demenza Cosa si deve sapere della malattia di Alzheimer e delle altre demenze Vero o falso? Barrare una casella e controllare la risposta alle pagine seguenti Vero Falso 1 Chi ha

Dettagli

Capacità decisionali e working memory nei bambini con ADHD

Capacità decisionali e working memory nei bambini con ADHD Capacità decisionali e working memory nei bambini con ADHD Rosa Angela Fabio, Patrizia Oliva Università degli Studi di Messina Nei processi di scelta, le conseguenze, positive o negative, immediatamente

Dettagli

Maurizio Gasperi Dipartimento di S.pe.S. Cattedra di Endocrinologia Università del Molise. Genere ed ormoni. Campobasso 15/05/2008

Maurizio Gasperi Dipartimento di S.pe.S. Cattedra di Endocrinologia Università del Molise. Genere ed ormoni. Campobasso 15/05/2008 Maurizio Gasperi Dipartimento di S.pe.S. Cattedra di Endocrinologia Università del Molise Genere ed ormoni Campobasso 15/05/2008 Aspetti di fisiologia Aspetti di patologia Aspetti di fisiologia Aspetti

Dettagli

MCI CENNI DI ATTIVAZIONE COGNITIVA ABILITÀ COGNITIVE E INVECCHIAMENTO

MCI CENNI DI ATTIVAZIONE COGNITIVA ABILITÀ COGNITIVE E INVECCHIAMENTO MCI CENNI DI ATTIVAZIONE COGNITIVA ABILITÀ COGNITIVE E INVECCHIAMENTO MILD COGNITIVE IMPAIRMENT La patologia dementigena inizia molto prima delle manifestazioni cliniche della malattia. Esiste una fase

Dettagli

Contributi a convegni scientifici

Contributi a convegni scientifici Contributi a convegni scientifici Cefalea in età evolutiva Ardovini C., Bruni O., Cortesi F. & Guidetti V. (1991) - "DSM-III R vs ACL: applicability in preadolescence and adolescence primary headache".

Dettagli

Giovanni de Girolamo ETA DI INSORGENZA DEI DISTURBI MENTALI: COSA SAPPIAMO? QUALI IMPLICAZIONI PER I SERVIZI?

Giovanni de Girolamo ETA DI INSORGENZA DEI DISTURBI MENTALI: COSA SAPPIAMO? QUALI IMPLICAZIONI PER I SERVIZI? Giovanni de Girolamo ETA DI INSORGENZA DEI DISTURBI MENTALI: COSA SAPPIAMO? QUALI IMPLICAZIONI PER I SERVIZI? CHE COSA E L ETA DI INSORGENZA? Vi sono vari criteri, non univoci, per definire l età di insorgenza

Dettagli

I conflitti di interesse delle associazioni. Cinzia Colombo IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

I conflitti di interesse delle associazioni. Cinzia Colombo IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri I conflitti di interesse delle associazioni Cinzia Colombo IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri I conflitti di interesse delle associazioni di pazienti Cinzia Colombo IRCCS - Istituto

Dettagli

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Gli Antidepressivi

Dettagli

Report dei gruppi di lavoro >> [ Mieloma multiplo ]

Report dei gruppi di lavoro >> [ Mieloma multiplo ] Report dei gruppi di lavoro >> [ Mieloma multiplo ] Relatore: M.T. PETRUCCI 27-28 ottobre 2008 Borgo S. Luigi Monteriggioni (Siena) Mieloma multiplo - Copyright FSE 1 Gruppo di lavoro 2 [ Mieloma multiplo]

Dettagli

Il punto di vista del Medico di famiglia

Il punto di vista del Medico di famiglia Comprendere e tutelare i diritti dei pazienti con BPCO Il punto di vista del Medico di famiglia G. Bettoncelli Il malato è padrone e colui che lo assiste è suo servitore Antica Regola dell Ospedale Santo

Dettagli

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Dettagli

CURRICULUM VITAE DOCENTI/ESPERTI Sistema Regionale ECM BREVE CURRICULUM VITAE

CURRICULUM VITAE DOCENTI/ESPERTI Sistema Regionale ECM BREVE CURRICULUM VITAE CURRICULUM VITAE DOCENTI/ESPERTI Pagina 1 di 5 Informazioni personali Cognome / Nome BREVE CURRICULUM VITAE Roberta Siani nata a Monza il 18/06/1949 SIANI ROBERTA Qualifica Possibili qualifiche: 1. Docente

Dettagli

APPLICAZIONE LINEE GUIDA PER L USO DEGLI STABILIZZATORI DEL TONO DELL UMORE NELLA SINDROME AFFETTIVA BIPOLARE

APPLICAZIONE LINEE GUIDA PER L USO DEGLI STABILIZZATORI DEL TONO DELL UMORE NELLA SINDROME AFFETTIVA BIPOLARE APPLICAZIONE LINEE GUIDA PER L USO DEGLI STABILIZZATORI DEL TONO DELL UMORE NELLA SINDROME AFFETTIVA BIPOLARE Dr.ssa Ester Pasetti Introduzione e scopo Questo progetto del Dipartimento di Salute Mentale

Dettagli

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica Pasquale Parisi, MD PhD et. al. Outpatience Service of Paediatric Neurology Child Neurology, Chair

Dettagli

Curriculum Vitae Paolo Della Valentina

Curriculum Vitae Paolo Della Valentina Curriculum Vitae INFORMAZIONI PERSONALI Nome PAOLO DELLA VALENTINA Telefono +39-3451353298 E-mail dr.paolodellavalentina@gmail.com Nazionalità Italiana Tipo di professione Psicologo Clinico e Psicoterapeuta

Dettagli

Prof.ssa Ilaria Castelli

Prof.ssa Ilaria Castelli Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Università degli Studi di Bergamo Laurea Triennale in Scienze dell educazione Psicologia delle età della vita A.A. 2015/2016 - Primo semestre Prof.ssa Ilaria Castelli

Dettagli

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE

ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE ALZHEIMER: PERCHE UNA DIAGNOSI PRECOCE Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo allungamento della durata media della vita, e quindi ad un invecchiamento della popolazione, che determina l

Dettagli

LA CELIACHIA COME MALATTIA SOCIALE

LA CELIACHIA COME MALATTIA SOCIALE Seconda Università di Napoli Università di Salerno LA CELIACHIA COME MALATTIA SOCIALE Dott.ssa Monica Siniscalchi Psicologa Psicoterapeuta IL CIBO SIMBOLO DELLA VITA L idea del cibo deriva da eventi che

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI

LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI Che cos è la depressione? LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI La depressione è un disturbo caratterizzato da un persistente stato di tristezza che può durare mesi o addirittura anni. Può manifestarsi

Dettagli

Dipendenza da internet, Facebook e iphone: una malattia ormai accertata La legge per tutti.it

Dipendenza da internet, Facebook e iphone: una malattia ormai accertata La legge per tutti.it Dipendenza da internet, Facebook e iphone: una malattia ormai accertata La legge per tutti.it Angelo Greco I nuovi social network e gli strumenti di telecomunicazione possono arrivare ad essere una malattia

Dettagli

LA PSICOLOGIA DEL SONNO

LA PSICOLOGIA DEL SONNO 109 LA PSICOLOGIA DEL SONNO PIERO SALZARULO Dipartimento di Psicologia, Università di Firenze 1. La psicologia del sonno: ricerche sperimentali La psicologia si è relativamente poco interessata allo studio

Dettagli

LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE:

LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: Nuovi criteri di classificazione? Corrado D Agostini AGENZIA DELLA NUTRIZIONE D.A.I. D.E.A.S. AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA CAREGGI- FIRENZE IL DSM - 5 17

Dettagli

IL FITNESS METABOLICO

IL FITNESS METABOLICO Esercizio fisico e fattori di rischio cardiovascolari : dalla teoria alla pratica IL FITNESS METABOLICO Dott.ssa C. Baggiore L'esercizio fisico è parte integrante del piano di trattamento del Diabete Mellito.

Dettagli

Sinossi dei disegni di studio

Sinossi dei disegni di studio Sinossi dei disegni di studio di intervento osservazionali serie di casi trasversale ecologici individuali quasisperimentali sperimentali (RCT) coorte caso-controllo Studi caso-controllo Il punto di partenza

Dettagli

Per la valutazione statistica del test è necessario conoscere alcune caratteristiche del risultato del test quali:

Per la valutazione statistica del test è necessario conoscere alcune caratteristiche del risultato del test quali: Per la valutazione statistica del test è necessario conoscere alcune caratteristiche del risultato del test quali: la sensibilità diagnostica o clinica, la specificità diagnostica o clinica, l incidenza

Dettagli

La gestione dell urgenza cardiologica: il punto di vista del medico d urgenza Ivo Casagranda

La gestione dell urgenza cardiologica: il punto di vista del medico d urgenza Ivo Casagranda La gestione dell urgenza cardiologica: il punto di vista del medico d urgenza Ivo Casagranda Key points: 1 Funzioni e organizzazione del PS 2 Position paper ANMCO SIMEU 3 Real world It is one thing to

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE 4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE R.Siani, L. Ravazzin, D. De Pauli Binge Eating Disorder e Comorbilità Psichiatrica

Dettagli

Le politiche per le demenze: criticità e prospettive

Le politiche per le demenze: criticità e prospettive Le politiche per le demenze: criticità e prospettive Teresa Di Fiandra Ministero della Salute VI Convegno UVA ISS, Roma 16 novembre 2012 Le politiche in Europa (1) Conferenza di Parigi (ottobre 2008) sotto

Dettagli

MODULO 2 BIS: DESCRIZIONE DEL CONTRIBUTO DI CIASCUNA UNITÀ OPERATIVA

MODULO 2 BIS: DESCRIZIONE DEL CONTRIBUTO DI CIASCUNA UNITÀ OPERATIVA MODULO 2 BIS: DESCRIZIONE DEL CONTRIBUTO DI CIASCUNA UNITÀ OPERATIVA (Si devono presentare tanti moduli 2 bis quante sono le Unità Operative coinvolte) UNITÀ OPERATIVA: Servizio di Psicologia RESPONSABILE

Dettagli

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio.

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Che cos è la Degenerazione Maculare correlata all Età (DME)? La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Essa porta a una limitazione o alla perdita

Dettagli

LETTI PER VOI: " Qualità della vita delle donne caregivers: dalla Penisola Scandinava al Mar Mediterraneo "

LETTI PER VOI:  Qualità della vita delle donne caregivers: dalla Penisola Scandinava al Mar Mediterraneo LETTI PER VOI: " Qualità della vita delle donne caregivers: dalla Penisola Scandinava al Mar Mediterraneo " a cura di Cinzia Di Novi Università Ca Foscari di Venezia, Dipartimento Economia L Europa nel

Dettagli

Paolo Calvarese C.so Rosselli, 194 10141 Torino. psipa@libero.it

Paolo Calvarese C.so Rosselli, 194 10141 Torino. psipa@libero.it INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Paolo Calvarese C.so Rosselli, 194 10141 Torino Telefono 011.38.60.07 Cellulare 339.63.28.074 E-mail psipa@libero.it Luogo di nascita Foggia Data di nascita 19/08/1973

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

Aspetti Critici degli Studi Clinici nel SNC

Aspetti Critici degli Studi Clinici nel SNC Aspetti Critici degli Studi Clinici nel SNC SSFA, Milano 10 settembre 2012 Eva J Runggaldier Clin. Ops. Therapeutic Area Leader Medical Affairs & Clinical Operations Roche SpA Summary Status della Ricerca

Dettagli

SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF)

SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF) Principio attivo (nome commerciale) Forma farmaceutica e dosaggio, posologia, prezzo, regime di rimborsabilità, ditta SCHEDA FARMACO (a cura di UOS Farmacoeconomia e HTA, Area Centro) Nintedanib (VARGATEF)

Dettagli

Infermieri UF Cure Palliative ASL 9 Hospice Roberto Ciabatti GROSSETO

Infermieri UF Cure Palliative ASL 9 Hospice Roberto Ciabatti GROSSETO Infermieri UF Cure Palliative ASL 9 Hospice Roberto Ciabatti GROSSETO PROPOSTA DI ELABORAZIONE DI UNO STRUMENTO PER IL RILIEVO DEL DOLORE NEI PAZIENTI CON IMPAIRMENT COGNITIVO INFERMIERI Manuela Giannini

Dettagli

SINTESI GENERALE DELLA VALUTAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDICINALI CONTENENTI ACIDO VALPROICO/VALPROATO (cfr. allegato I)

SINTESI GENERALE DELLA VALUTAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDICINALI CONTENENTI ACIDO VALPROICO/VALPROATO (cfr. allegato I) ALLEGATO II CONCLUSIONI SCIENTIFICHE E MOTIVI DELLA MODIFICA DEI RIASSUNTI DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E DEI FOGLIETTI ILLUSTRATIVI PRESENTATI DALL AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI 108 CONCLUSIONI

Dettagli

Schema per la stesura dei Progetti CCM

Schema per la stesura dei Progetti CCM Ministero della Salute Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie Schema per la stesura dei Progetti CCM Tabella 1. Struttura del progetto GRIGLIA DI PROGETTAZIONE TITOLO E RIFERIMENTI

Dettagli

PSICHIATRIA DI LIAISON INTERNA ED ESTERNA: UN ESPERIENZA A. Norsa, F. Bilone, C. Nicotra, C. A. Robotti

PSICHIATRIA DI LIAISON INTERNA ED ESTERNA: UN ESPERIENZA A. Norsa, F. Bilone, C. Nicotra, C. A. Robotti PSICHIATRIA DI LIAISON INTERNA ED ESTERNA: UN ESPERIENZA A. Norsa, F. Bilone, C. Nicotra, C. A. Robotti Premessa La psichiatria di consultazione (e collegamento) si occupa delle applicazioni delle teorie

Dettagli

Dr antonella arata Centro Disturbi Alimentari ASL3

Dr antonella arata Centro Disturbi Alimentari ASL3 U.O. Igiene degli Alimenti e della Nutrizione Centro Disturbi Alimentari TITOLO: PROGETTO EDUCATIVO PER LA PREVENZIONE PRIMARIA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) RIVOLTO A DOCENTI E ALLIEVI

Dettagli

Fare della vista una priorità per la salute. Guida per il relatore

Fare della vista una priorità per la salute. Guida per il relatore Fare della vista una priorità per la salute Guida per il relatore DIAPOSITIVA 1 Presentazione del relatore. Lo scopo della presentazione è fornire informazioni riguardo ai cambiamenti della vista che si

Dettagli