Le demenze. Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno

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1 Le demenze Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno

2 LE DEMENZE DEFINIZIONE 1. La demenza definisce uno stato di progressivo decadimento delle funzioni cognitive prodotto da una patologia cerebrale organica che conduce il paziente alla perdita dell autonomia funzionale. 2. I criteri per la diagnosi (DSM-IV) sono: a. Sviluppo di deficit cognitivi multipli che si manifestano con disturbi nell ambito della funzione mnesica ed in almeno un altro dominio cognitivo(afasia, aprassia, agnosia, disturbo disesecutivo) b. Significativo calo, rispetto ad un precedente livello funzionale, delle funzionalità sul piano sociale e lavorativo in relazione alla comparsa dei disturbi sopra descritti c. Esordio insidioso e progressione del deficit cognitivo d. Il deficit cognitivo non è riconducibile ad alcuna delle seguenti cause: altre malattie del sistema nervoso centrale in grado di produrre deficit mnesici e cognitivi progressivi, malattie sistemiche in grado di produrre secondariamente demenza, uso di farmaci o sostanze tossiche e. I deficit cognitivi non si manifestano esclusivamente durante una condizione di delirio

3 LE DEMENZE - EPIDEMIOLOGIA 1. La prevalenza di demenza nella popolazione degli ultrasessantacinquenni è attorno al 6%. 2. In Europa si ammalano: 2.4 soggetti/anno tra i 65 e i 69 anni e 70.2 novantenni/anno. 3. I dati italiani dello studio ILSA: l incidenza media annuale di demenza negli ultrasessantacinquenni è dell 1.1% nei maschi e dell 1.3% nelle femmine. La prevalenza negli ultrasessantacinquenni è del 5.3% negli uomini e del 7.2% nelle donne. 4. L incidenza della demenza tende a diminuire dopo i 95 anni. 5. Il tipo di attività lavorativa e il livello di cultura condizionano il rischio della demenza. 6. Le varie forme di demenza si distribuiscono in modo diverso secondo l età: le forme secondarie sono più frequenti sotto i 65 anni, quelle degenerative sono il 90% di tutte le forme dopo i 65 anni. 7. Tra le forme degenerative la più frequente è l Alzheimer.

4 Epidemiologia della demenza: prevalenza nelle varie fasce di età in Europa prevalenza % donne uomini fasce di età <90

5 LE DEMENZE SCREENING 1. Il ruolo del medico di famiglia o medico di medicina generale (MMG). MG). a. La prima parte dell iter diagnostico è di competenza del medico di medicina generale, il cui compito sta divenendo sempre più importante con il progredire delle conoscenze sugli stadi preclinici dell Alzheimer e sulle possibilità di interventi preventivi della malattia in fase precoce. b. Prima fase fase dell iter diagnostico: natura dell eventuale deficit cognitivo. c. Grande importanza ha la raccolta dell anamnesi. Se l anamnesi orienta verso una demenza, il MMG dovrà cercare di obiettivare il deficit con un rapido screening, ad es: somministrando il Mini Mental State Examination (MMSE). Va ricordato che soprattutto lo stato dell orientamento temporale (prime 5 domande del MMSE) è indicativo per sospettare la presenza di deterioramento cognitivo. d. Se si tratta di una forma iniziale, non vanno comunque sottovalutate le notizie avute dai familiari (o anche dal paziente stesso). Spesso infatti in fase iniziale di malattia, ii danno cognitivo è al di sotto della soglia di sensibilità del test. Il paziente andrebbe pertanto tenuto sempre sotto controllo o anche inviato allo specialista. e. Seconda fase dell iter diagnostico: verifica della natura della demenza primitiva o secondaria. Sarà utile che il medico avvii le procedure diagnostiche in modo da inviare successivamente il malato allo specialista di riferimento. f. Arrivati al sospetto diagnostico di demenza primitiva o degenerativa, la diagnosi definitiva compresa quella del tipo di demenza diventa di competenza dello psicogeriatra e la gestione successiva del demente sarà a carico della UVIG e della rete integrata di servizi di assistenza continuativa.

6 DEMENZE: CLASSIFICAZIONE 1. FORME PRIMARIE (DEGENERATIVE) Malattia di Alzheimer Malattia di Pick/demenze frontotemporali Malattia da corpi di Lewy diffusi 2. DEMENZE VASCOLARI FORME SECONDARIE FORME SECONDARIE Caratteristiche generali Considerazioni diagnostiche Secondarie a insufficienza d organo Associate con leucoencefalopatia multifocale Da farmaci Secondarie a patologia neurochirurgica Da cause endocrine Secondarie a patologia disreattiva Secondarie ad anestesia generale Da cause varie Deprivazione sensoriale Demenza o depressione?

7 FREQUENZA RELATIVA GENERALE DELLE PIÙ COMUNI FORME DI DEMENZA (JR Coll Physycian 33, 234,1999) altre altre Alzheimer Alzheimer Demenza frontotempora le Demenza vascolare Demenza frontotempora le Demenza vascolare Soggetti sotto i 65 anni Soggetti sopra i 65 anni

8 Mild Cognitive Impairment 1. Rappresenta lo stato di transizione tra la condizione cognitiva dell invecchiamento normale e la demenza lieve. 2. Criteri: disturbo di memoria soggettivo, confermato da una persona che conosce il soggetto; disturbo di memoria maggiore di quello atteso in relazione all età ed alla scolarizzazione del soggetto; abilità cognitiva generale conservata; intatta capacità di svolgere gli atti quotidiani; assenza dei criteri che definiscono la demenza. 3. Quando il MCI è caratterizzato dal disturbo di memoria, si parla di forma amnesica (Amnestic Mild Cognitive Impairment). 4. È la forma amnesica che può evolvere verso l Alzheimer; disturbi lievi in altri domini cognitivi possono rappresentare la fase preclinica di altre malattie degenerative (demenza frontotemporale, sindromi extrapiramidali, ecc) o suggerire un lieve danno cerebrovascolare o una condizione di depressione.

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