CONTROLLED FOREIGN COMPANIES: tra vecchie e nuove ipotesi (Articolo 167, c. 8-bis e 8-ter, D.P.R. n. 917/1986)

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1 CONTROLLED FOREIGN COMPANIES: tra vecchie e nuove ipotesi (Articolo 167, c. 8-bis e 8-ter, D.P.R. n. 917/1986) (Roberto M. Cagnazzo) CAMERA AVVOCATI TRIBUTARISTI DI TORINO Torino, 10 Ottobre 2012

2 DISCIPLINA GENERALE CFC Storicamente disciplina CFC nasce a livello internazionale come strumento di protezione delle basi imponibili nazionali per contrastare il c.d. tax deferral derivante dall utilizzo di società localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata Successivamente la finalità di protezione è stata prima affiancata e poi sostituita quasi integralmente da una finalità antielusiva nel senso più ampio del termine

3 DISCIPLINA GENERALE CFC Jurisdictional Approach prende in considerazione la circostanza che il reddito venga prodotto in Paesi o territori a fiscalità privilegiata Transactional Approach prende in considerazione la natura del reddito prodotto (tipicamente il c.d. passive income)

4 REGIME TRIBUTARIO INTERNO CFC Disciplina CFC è finalizzata ad attrarre a tassazione in Italia i redditi prodotti in Paesi a regime fiscale privilegiato utilizzando il c.d. jurisdictional approach Disciplina CFC si rivolge a persone fisiche e società residenti in Italia che possiedono partecipazioni di controllo o collegamento in imprese/società/enti residenti o localizzati in Paesi a regime fiscale privilegiato Redditi della CFC vengono imputati per trasparenza in capo al soggetto residente in proporzione alla quota di partecipazione agli utili

5 DECRETO LEGGE n. 78/2009 Disciplina CFC è stata oggetto di un rilevante intervento di modifica con scopo antielusivo che ne ha cambiato alcune impostazioni di fondo e ne ha integrato l ambito di applicazione Sul piano qualitativo sono state limitate le possibilità di disapplicazione della normativa stessa Sul piano quantitativo è stato ampliato l ambito di applicazione della normativa

6 AMPLIAMENTO REGIME CFC Regime CFC è stato esteso anche a imprese, società ed enti controllati localizzati in Paesi a c.d. fiscalità ordinaria (compresi i Paesi della UE) a condizione che ricorrano contemporaneamente 2 presupposti: (a) i soggetti controllati hanno conseguito proventi per >50% da passive income e/o da servizi infragruppo (b) i soggetti controllati sono assoggettati a una tassazione effettiva <50% di quella italiana

7 HOLDING Co. SERVICE Co. HEADQUARTERS Modifica finalizzata a estendere il campo di applicazione del regime CFC a strutture societarie quali Holding Companies, Service Companies, Headquarters, ecc.: (a) residenti in Paesi a fiscalità virtuosa (Germania 15%, Irlanda 12,50%, Cipro 10%) (b) residenti in Paesi a fiscalità ordinaria con riguardo a specifici proventi la cui tassazione effettiva è <50% rispetto a quella italiana (Holding Companies olandesi e lussemburghesi)

8 PASSIVE INCOME E SERVIZI INFRAGRUPPO Passive Income è il reddito derivante da investimenti finanziari (Dividendi/Interessi) e da sfruttamento di diritti immateriali (Royalties) Servizi Infragruppo sono quei servizi prestati all interno di un gruppo multinazionale di carattere amministrativo, finanziario, commerciale (trading), ma anche di carattere produttivo (lavorazioni) Proventi devono rappresentare >50% di tutti i proventi lordi ordinari e straordinari

9 CRITERI CONFRONTO TASSAZIONE Solamente imposte sul reddito (Convenzione contro doppie imposizioni: Imposte sul reddito escludendo IRAP) / (mancanza Convenzione contro doppie imposizioni: IRES + addizionali e imposte sul reddito estere federali, statali, ecc.) Carico effettivo imposizione (imposta pagata su utile ante imposte) Solamente imposte correnti (no imposte differite e anticipate) Solamente imposte di competenza della partecipata (in caso di tassazione consolidata nel Paese estero)

10 TASSAZIONE EFFETTIVA ESTERA Imposte sul reddito effettivamente dovute all Erario estero rapportate a utile ante imposte della società estera Nella determinazione del rapporto imposte dovute/utile ante imposte non sono rilevanti: utilizzo di crediti d imposta e ritenute subite, effetti derivanti da agevolazioni temporanee di carattere generale e perdite pregresse ante 2010 Imposte devono trovare evidenza: bilancio (o rendiconto) della società estera redatto secondo le norme locali, dichiarazione dei redditi presentata alle competenti autorità fiscali, ricevute di versamento delle imposte

11 TASSAZIONE VIRTUALE ITALIANA Verifica effettuata prendendo bilancio d esercizio (o rendiconto) della società estera e rideterminandolo secondo disposizioni TUIR (ammortamenti e fondi rischi/oneri precedenti dedotti anche se diversi/eccedenti) Non si applicano disposizioni speciali extra-tuir (società di comodo, deducibilità interessi passivi titoli obbligazionari)

12 TASSAZIONE VIRTUALE ITALIANA (segue) Nella determinazione del rapporto imposte virtuali/utile ante imposte non sono rilevanti: utilizzo di crediti d imposta, ritenute subite e perdite pregresse ante 2010 I valori di partenza sono quelli del bilancio (o rendiconto) anteriore a periodo applicazione a condizione: conformi a quelli dei precedenti esercizi o ne venga attestata congruità da revisore contabile

13 DISAPPLICAZIONE NORMA Disposizione può formare oggetto di una specifica disapplicazione non riconducibile alle 2 esimenti base previste dalle disposizioni CFC Contribuente può dimostrare all Amministrazione finanziaria mediante istanza di interpello che «l insediamento all estero non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale»

14 DISAPPLICAZIONE NORMA (segue) Norma di ispirazione comunitaria influenzata dalla Comunicazione della Commissione (COM/2007/785) e dalla giurisprudenza comunitaria (Sentenza Cadbury Schweppes) Corte di giustizia ha sostenuto che la necessità di impedire l elusione o l abuso fiscale può essere valido motivo per giustificare una restrizione delle libertà fondamentali del Trattato UE (incluso il diritto di stabilimento ex Articolo 43) Normativa fiscale nazionale deve essere proporzionata e finalizzata a impedire costruzioni di puro artificio

15 COSTRUZIONE DI PURO ARTIFICIO Concetto di costruzione di puro artificio di derivazione comunitaria prevede che siano presenti contemporaneamente 2 elementi: (a) volontà del soggetto di ottenere dei vantaggi fiscali (elemento soggettivo ) (b) mancanza di insediamento reale per espletare delle attività economiche effettive nel Paese di stabilimento (elemento oggettivo )

16 COSTRUZIONE DI PURO ARTIFICIO (segue) Concetto di costruzione di puro artificio è tutt altro che pacifico: la stessa CE ha invitato gli Stati membri a collaborare per dare un contenuto a tale formulazione Sentenze della CdG non hanno ancora elaborato una definizione di costruzione artificiosa ma si sono limitate a stabilire solo quello che non la configura CE ha affermato che in caso di presunzione di costruzione di puro artificio il contribuente deve essere messo in grado di dimostrare senza eccessivi oneri amministrativi le ragioni commerciali dell operazione

17 CONCLUSIONI Normativa CFC ha funzione condivisibile e salutare di chiusura del sistema fiscale nazionale nei confronti dell artificiosa distrazione di profitti mediante strutture estere di natura fittizia Disposizioni in esame, però, nel tentativo di colpire gli insediamenti privi di effettività economica finiscono per penalizzare indiscriminatamente tutti i contribuenti Inversione dell onere della prova mediante interpello preventivo costringe i contribuenti a sopportare consistenti oneri amministrativi per l interpello e, prima ancora, per monitorare le condizioni al ricorrere delle quali è necessario dimostrare l inesistenza di una costruzione artificiosa

18 GRAZIE PER L ATTENZIONE! (Roberto M. Cagnazzo)

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