Antologia degli autori più rappresentativi della sociologia

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1 Antologia degli autori più rappresentativi della sociologia Contenuti Percorso 1 Percorso 2 Il contesto storico culturale Storia del pensiero socionel quale nasce la sociolo- logico gia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica Obiettivi Acquisire familiarità con il linguaggio proprio della sociologia. Entrare nel vivo delle nozioni e dei concetti teorizzati dai principali autori della disciplina, attraverso la lettura di brani tratti dalle loro opere più importanti.

2 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica 1. L immaginazione sociologica Su cosa si concentra l interesse? Su di un grande potere statale, su di una tendenza letteraria particolare, una famiglia, una prigione, una fede? Ecco le questioni poste dai migliori sociologi. Sono i cardini intellettuali classici dello studio dell uomo nella società, e sono le questioni che chiunque possegga immaginazione sociologica solleva. Questa facoltà consiste nel saper passare da una prospettiva ad un altra: da una prospettiva politica ad una prospettiva psicologica, dall esame di una singola famiglia a uno studio comparativo dei vari bilanci nazionali del mondo, dalla scuola di teologia alle istituzioni militari, dall analisi dei problemi di un industria petrolifera alla critica della poesia contemporanea. È la facoltà di abbracciare con la mente le trasformazioni più impersonali e remote e le reazioni più intime della persona umana e di fissarne il rapporto reciproco. A muoverla è sempre il bisogno di conoscere il senso sociale e storico dell individuo nella società e nel periodo in cui ha vita e valore. Ecco, in breve, perché gli uomini sperano oggi di afferrare, mediante l immaginazione sociologica, ciò che avviene nel mondo e di comprendere ciò che si svolge in loro stessi in quanto punti di intersezione della biografia e della storia nella società. La consapevolezza che l uomo contemporaneo ha di se stesso come elemento esterno, se non addirittura estraneo, si fonda in gran parte sull assorbimento del concetto della relatività sociale e del potere di trasformazione della storia. L immaginazione sociologica è la forma più feconda di tale consapevolezza. (C. Wright Mills, L immaginazione s ociologica, il Saggiatore, Milano 1995) 2. La fisica sociale Uno scienziato, amici miei, è un individuo che sa prevedere; ap punto perché offre i mezzi per prevedere l avvenire la scienza è utile e gli scienziati sono superiori a tutti gli altri uomini. La totalità dei fenomeni, di cui abbiamo conoscenza, è stata suddivisa in varie classi, conformemente a diversi sistemi, uno dei quali è il seguente: feno meni astronomici, fisici, chimici, fisiologici. Chiunque sceglie di de dicarsi allo studio delle scienze dà importanza a una di queste sud divisioni. Voi conoscete alcune fra le predizioni che gli astronomi fanno e sapete anche che essi annunciano le eclissi; tuttavia ne fanno una quantità di altre di cui vi disinteressate e sulle quali io non cercherò di intrattenervi; mi limiterò invece a dirvi due parole circa l uso che di esse si fa: quanto siano utili lo sapete benissimo. La posizione rispettiva dei vari 2

3 punti della terra è stata esattamente determinata grazie alle predizioni degli astronomi; e sempre grazie a esse abbiamo i mezzi per navigare nei mari più vasti. Alcune fra le predizioni dei chimici vi sono familiari. Un chimico vi dice che po trete ottenere la calce mediante una pietra, ma non mediante un altra; e vi dice che mediante una certa quantità di ceneri, ricavata da una pianta di una data specie, laverete la vostra biancheria al trettanto bene che con una quantità assai maggiore, ricavata da una pianta appartenente a una specie diversa; vi dice che mischiando una certa sostanza con un altra otterrete un prodotto dotato di una certa apparenza, fornito di una certa proprietà. Il fisiologo, il quale si occupa dei fenomeni dei corpi organizzati, se, per esempio, siete ammalati, vi dice: Voi oggi provate i tali sin tomi, e domani proverete questi altri. Non crediate, però, che io voglia suggerirvi che gli scienziati pos sono prevedere tutto; niente affatto, essi non solo non possono, ma anzi, ne sono sicuro, riescono a prevedere con esattezza ben poche cose; però voi siete convinti quanto me che gli scienziati, ciascuno nel proprio campo, sono coloro che possono prevedere il maggior nu mero di cose; e di ciò non vi è dubbio, perché essi acquistano la reputazione di essere scienziati soltanto se le loro predizioni vengono verificate; oggi per lo meno le cose vanno in questo modo, ma nel passato era ben diverso. Perciò è necessario dare uno sguardo ai progressi compiuti dallo spirito umano; nonostante gli sforzi che vado compiendo per essere chiaro, non sono perfettamente sicuro di essere capito subito, alla prima lettura, ma, se vorrete riflettere un poco, finirete per riuscirvi. I primi fenomeni che l uomo ha osservato con una certa continuità sono quelli astronomici; è ciò per l ottimo motivo che sono anche più semplici. All inizio dei suoi lavori nel campo dell astronomia, l uomo confondeva i fatti che osservava con quelli che immaginava, e questo guazzabuglio alquanto rudimentale, faceva le migliori combinazioni possibili al fine di soddisfare tutte le richieste di predizioni circa l avvenire; in seguito egli si andò sbarazzando dei fatti creati dalla sua immaginazione e, dopo molto lavoro, finì per adottar e un sistema sicuro di perfezionamento di questa scienza. Gli astronomi accettarono soltanto i fatti constatati dall osservazione, scelsero il metodo che meglio li collegava, e da allora cessarono di far compiere passi falsi alla scienza. Ogniqualvolta viene presentato un nuovo sistema, prima di accoglierlo, essi verificano se collega i fatti meglio di quello che avevano adottato; se un fatto nuovo viene aff ermato, si assicurano, mediante l osservazione, che realmente esista. L epoca di cui parlo (la più memorabile nella storia del progresso dello spirito umano), è quella in cui gli astronomi cacciarono dalla loro società gli astrologi. Inoltre debbo farvi notare che da allora gli astronomi sono divenuti individui buoni, modesti, hanno rinunciato fingere di conoscere ciò che invece ignorano, mentre anche voi, da parte vostra, avete cessato di rivolger loro la richiesta impertinente di leggervi il destino negli astri. I fenomeni chimici sono più complicati di quelli astronomici, e perciò l uomo se ne occupò molto tempo dopo. Studiando la chimica esso è caduto negli stessi errori in cui cadde studiando l astronomia; alla fine però i chimici riuscirono a sbarazzarsi degli alchimisti. La fisiologia si trova tuttora nella situazione sfavorevole attraverso quale dovettero passare anche le scienze astronomiche e chimiche; fisiologi devono cacciare dalla loro società i filosofi, i moralisti e i metafisici, come già gli astronomi cacciarono gli astrologi, e i chimici gli alchimisti.

4 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica Noi, amici miei, siamo dei corpi organizzati; ed è appunto consi derando come fenomeni fisiologici i nostri rapporti sociali che io ho ideato il progetto che vi presento, ed è attraverso considerazioni tratte dal sistema di cui mi servo per collegare i fatti fisiologici che vi dimostrerò che il progetto che vi presento è buono. Una lunga serie di osservazioni ha permesso di constatare come ogni uomo provi, a un grado più o meno elevato, il desiderio di dominare la totalità degli altri uomini. Ragionando, si vede chiara mente che ogni uomo che non sia isolato, si trova in una posizione attiva o passiva di predominio nei suoi rapporti con gli altri. Voi stimate, e cioè accordate volontariamente una porzione di predominio nei vostri confronti a quegli individui i quali, secondo voi, fanno cose utili; e avete il torto, condiviso con tutta l umanità, di non aver tracciato una linea di demarcazione abbastanza precisa fra le cose di un utilità momentanea e quelle di una utilità duratura; tra quelle di interesse locale e quelle di interesse generale; tra quelle che procurano dei vantaggi a una parte dell umanità, a scapito di tutti gli atri, e quelle che accrescono la felicità generale. Voi, infine, non vi rendete ancora ben conto che vi è un solo interesse comune a tutti gli uomini: quello del progresso delle scienze. Il sindaco del vostro villaggio vi procura certi vantaggi sui paesi vicini? ed ecco che voi ne siete entusiasti e lo circondate di stima. Gli abitanti delle città manifestano in modo analogo il desiderio di esercitare la loro superiorità sulle città vicine; le province rivaleggiano fra loro e tra le nazioni scoppiano lotte, determinate dall interesse particolare, cui viene dato il nome di guerre. Negli sforzi che tutte queste frazioni dell umanità compiono, quale parte tende diretta mente al bene generale? Una parte in verità assai esigua; e non è il caso di stupirsi, dal momento che l umanità non ha ancora preso alcun provvedimento al fine di accordare collettivamente delle ri compense a coloro i quali riescono a compiere lavori di utilità ge nerale. (Henri de Saint-Simon, Lettere di un abitante dì Ginevra in Opere, Utet, Torino 1975) [Henri de Saint-Simon ( ) filosofo francese, annoverato tra gli esponenti del socialismo utopistico, inizia a ipotizzare lo studio della società, senza tuttavia che possa essere considerato un precursore.] 3. Lo sviluppo della cultura Ogni generazione, ogni uomo, non deve ricominciare da capo a imparare come si costruiscono gli utensili, i rifugi, come si caccia e come ci si difende dai pericoli dell ambiente particolare in cui si vive. Si impara per imi tazione degli anziani e per un insegnamento impartito da questi ul timi in modo esplicito. Questo accade anche tra gli animali in modo rudimentale. In moltissime specie esiste una conoscenza istintiva, trasmessa dai geni, su come cacciare, fuggire, nutrirsi, e una conoscenza appresa per esperienza individuale. Vi è sempre inoltre una interazione tra conoscenza innata e conoscenza acquisita. La conoscenza innata e conoscenza acquisita. La conoscenza innata (come cammi nare, scappare, distinguere pericoli) è sempre arricchita da tentativi ed errori, dall espe rienza, dalla memorizzazione di informazioni intorno all habitat (facilitata dalla curiosità istintiva) e dall esercizio, facilitato dal gioco (che è anch esso mosso da spinte innate molto con tigue a quelle della curiosità e dell esplorazione). Ma si tratta di conoscenze abbastanza semplici, anche se non sempre così semplici se si pensa alla conoscenza dei percorsi migratori degli uccelli, 4

5 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica e comunque con un nucleo abbastanza stabile e ripetitivo, privo di innovatività. Negli esseri umani queste conoscenze acquisite durante la vita dell individuo sono, da un certo momento in poi (è il momento in cui esso si differen zia nettamente dalle altre specie), assai complesse e legate alla conoscenza razionale e alla memoria. Questa importanza delle tecniche acquisite, che utilizzano cioè molta informazione intorno all ambiente particolare e memoria di questa informazione, viene attribuita da alcuni paleoantropologi al fatto che l uomo, rispetto agli altri animali e anche rispetto agli altri primati, si trova ad avere un rap porto molto instabile con il suo ambiente particolare. Il fatto di non avere un ambiente fisso e uniforme comporta la necessità di accrescere le capacità di adattamento, cioè, ancor più che le semplici tecniche, le speciali tecniche per risolvere i problemi, o metatecniche. Questo significa che per l uomo diventa decisiva, ancor più che la raccolta l interpreta zione delle informazioni, l acquisizione di un abito scientifico, l assorbimento pratico nell esplorazione sistematica e metodica del mondo. La trasmis sione della conoscenza attraverso le generazioni viene decuplicata dall invenzione della scrittura e della simbolizzazione astratta, dalla produzione dei concetti e delle categorie. L influenza della scrittura sulla qualità della vita umana è stata fino a oggi passata in sott ordine, laddove meriterebbe un esame approfondito, che è stato avviato stranamente solo di recente. Il passaggio a un mondo influenzato dalla scrittura costituisce la svolta più decisiva nella storia della società umana. Abbiamo detto che la tecnica si applica in due campi principali sin dagli albori della vita conosciuta dell uomo. Il primo campo è quello del progressivo accrescimento, per invenzioni nuove o per perfezionamento delle invenzioni, dell efficacia delle modalità di dominio sull ambiente. L ambiente non è per l uomo, diversamente dagli altri animali, una ristretta nicchia ecologica, ma un ampio universo continuamente mutevole; l uomo vive perennemente sulla frontiera [ ] Ora l accrescimento del dominio sull ambiente è facilitato an zitutto dalle forme di cooperazione sociale e di divisione dei com piti. Troviamo la cooperazione sociale anche nelle specie diverse dall uomo, nel campo della caccia, della difesa dai predatori e nella protezione dei piccoli. Ma è nella specie umana che l organizzazione sociale per dominare l ambiente diventa e stremamente articolata e complessa, e fa compiere un salto al dominio sul l ambiente. La storia della diversità umana nasce qui, nell intensificazione dell efficacia organizzativa e nella capacità di trasmettere, e quindi di accumulare, le conoscenze tecniche. La trasmissione da una gene razione all altra delle tecniche di dominio è ciò che differenzia l uomo. Non tanto il linguaggio che, in forma rudimentale, appartiene anche agli animali, ma la capacità, semmai, di fare del linguaggio stesso, come di ogni altra facoltà attinente al dominio, un utensile versatile al servizio dell organizzazione. Ancora oggi il linguaggio ha due fun zioni completamente diverse: una funzione espressiva, di comunicazio ne delle emozioni e degli affetti, di costituzione della relazione e della socialità e di conservazione e una funzione informativa, di trasmissione di dati, cognizioni intorno a delle tecniche. I due tipi di linguaggio possono contaminarsi a vi cenda, interferire fa loro, ma la loro funzione resta radi calmente diversa: o il linguaggio serve alla tecnica e al dominio, o serve agli affetti e alle relazioni È il primo tipo di linguaggio che, trasformandosi in scrittura, produce quell enorme potenziamento delle funzioni mentali al servizio della tecnica che è rappresentato dalla memoria utilitaria. Attraverso la trasmissione orale linguistica prima e attraverso la scrittura poi, l accumulo delle informazioni che viene reso possibile supera le 5

6 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica capacità mentali dell individuo storico, diventa la memoria del gruppo e poi della specie, diventa un deposito di dati (di un certo tipo di dati) che può essere accresciuto quasi senza limiti, uno strumento inconcepibilmente potente di dominio. Si può dire da questo punto di vista che la tecnica è anzitutto memoria e tecnica della memoria. Anche qui si deve tener conto che vi è l altro tipo di memoria che non ha a che fare con le cose, con le modalità efficaci, con la tecnica, ma che riguarda le relazioni. La memoria delle persone («mi ricordo di te», «mi ricordo mia madre», «mi ricordo che mi hai aiutato») è un fatto affettivo e non intellettuale, contrapposto alla memoria delle cose. Essa è fatta di tante piccole e grandi emozioni, incontri gioiosi e ferite. La memoria delle cose, invece, è come una mappa; con la scrittura, la registrazione meccanica, i segni convenzionali essa può diventare sempre più ampia e dettagliata. La nostra conoscenza, che sta al servi zio del dominio e dell efficacia, è come un gigantesco atlante, sempre più dettaglia to e continuamente ampliabile: atlante planetario dell universo, dell in finitamente grande, o atlante-mappa dell infinitesimo, del suba tomico. I telescopi e microscopi elettronici continuano ad estendere illimitatamente questi atlanti. L altro tipo di memoria, la memoria degli affetti, non può andare oltre la concreta esperienza storica di un individuo. La scrittura, la narrazione, possono parlarci delle emozioni, delle passioni di uomini appartenenti ad altre epoche, ma solo in quanto, in qualche modo, siamo poi in grado di sperimentare noi stes si questi affetti; e questo incontra dei limiti. L espandibilità del la memoria affettiva è quasi niente se confrontata all espandibilità teoricamente illimitata della memoria delle cose, che è all origine del potere immenso sulle cose stesse, sull ambiente, e sugli uomini stessi considerati come cose. La trasmissibilità delle informazioni sulle cose è dunque in sé la più importante delle invenzioni umane; essa ha effetti esplosivi, dirompenti; essa permette agli uomini di non ricominciare ogni volta da capo (per ogni generazione) a scoprire l ambiente e il modo di domi narlo, e una volta scoperto questo vantaggio premia e favorisce mo dalità di organizzazione sociale che consentono la conservazione del l informazione memorizzabile. (P. Maranini, Miseria dell opulenza, Il Mulino, Bologna 1989) [Paolo Maranini è un sociologo italiano che studia la condizione dell uomo nella società della tecnica e il conseguente controllo sociale, l impatto delle trasformazioni tecnologiche sulla cultura e le risorse naturali.] 4. La teoria dell attore Per teoria dell attore intendo una teoria capace di spiegare e di preve dere i modi in cui un individuo, partecipe d uno o più sistemi sociali, ha agito o agirà in situazioni differenti, in presenza di differenti parametri iniziali della sua condizione, includendo, tra questi ultimi, stati interni quali emozioni, bisogni, scopi, valori, schemi interpretativi, processi di ra gionamento. Una teoria del genere parrebbe dover essere un elemento co stitutivo d ogni teoria sociologica, in specie di quella che molti considerano pur sempre la teoria che meglio caratterizza la nostra disciplina, ovvero la teoria dei sistemi sociali. Priva d una teoria dell attore, la teoria del siste ma sociale si trasforma implicitamente in una sorta di behaviorismo acri tico. Le situazioni, i dati socioanagrafici, le affiliazioni di classe di partito o di cultura si configurano come 6

7 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica input in una scatola nera, il cui contenu to ignoto rappresenta appunto l attore mancante, e dalla quale fuoriescono a titolo di output scioperi e voti, migrazioni e comportamenti devianti, pratiche religiose e ideologie. In tal modo, anziché modellizzato consapevolmente come titolare del l iniziativa di agire, l attore viene inferito a posteriori tramite l analisi sta tistica dei risultati delle sue azioni e razionalizzazioni. In assenza d un mo dello di soggetto agente cui riferirsi, l analisi risulta orbata di incidenza cri tica in due direzioni: verso il modello, che in quanto assente non può ve nire modificato, rettificato, fatto evolvere ponendolo a fronte degli esiti delle predizioni e postdizioni in base ad esso formulate; e verso se stessa, poiché qualsiasi predicato, desunto dai suoi calcoli, appare plausibile quan do il soggetto sia, com è, totalmente indeterminato. Non è questa l ulti ma ragione della scarsa cumulabilità delle ricerche sociologiche, che si av verte nella sociologia italiana forse più che in ogni altra sociologia nazio nale. Una teoria dell attore possiede una precisa rilevanza anche sul piano epistemologico. Uno dei maggiori esiti dell epistemologia del Novecento è consistito nel porre in luce le interrelazioni che sussistono tra osservatore e oggetto osservato. In base a tali esiti si conviene che non solo le osser vazioni dipendono dal sistema di coordinate dell osservatore, ma la descri zione dell oggetto osservato, sia esso un atomo, l universo o qualsiasi og getto intermedio, riveste un senso solamente se è collegata in modo esplicito ad una descrizione dell osservatore. Nell analisi sociologica il proble ma si raddoppia. A fronte dei sistemi socioculturali in cui è inserito, il sog getto agente si pone come un osservatore, il quale dovrebbe dunque venire descritto al solo scopo di poter comprendere i sistemi che osserva. Tale de scrizione non può avere altra forma che una teoria dell attore, un elemento portante della quale sono le rappresentazioni nella mente dell attore dei si stemi sociali di cui fa parte o ai quali si riferisce. D altra parte, a fronte del soggetto agente è il sociologo che si pone co me osservatore. Al fine di conferire un senso stabile alle proprie operazioni osservative, egli dovrebbe descrivere compiutamente se stesso, ma per far lo necessita di una teoria della costituzione dell oggetto che specificamente osserva; oppure può affermare, sebbene con qualche rischio, di essere un osservatore allo stesso titolo in cui lo è l attore che osserva. In ambedue i casi la mancanza d una teoria locale del soggetto, che in ragione della sua localizzazione socioculturale conviene specificare come attore, porta l a nalisi sociologica a ignorare questa doppia mediazione cognitiva, e a rica dere quindi sui sistemi oggetto come datità autonomamente costituite illusione tipica del realismo ingenuo, benché talora avvolta in panni idea listici. [ ] Una teoria dell azione risulta in genere vincolata all am bito delle spiegazioni a posteriori degli eventi osservati, poiché uno dei ca ratteri essenziali dell azione umana consiste nel decidere caso per caso qual è il referente verso il quale si orienterà l azione; ma per comprendere simi le processo di decisione è necessaria una teoria globale del soggetto agente, ovvero dell attore. Le smentite, le sorprese alle quali sembra perennemente esposta la spiegazione sociologica sono dovute in notevole misura al non uso d una teoria dell attore. (Luciano Gallino, L attore sociale, Einaudi, Torino 1987) [Luciano Gallino (1927) è uno dei più autorevoli sociologi italiani. Accanto alla teoria dell attore sociale, ricordiamo i suoi studi nel campo del lavoro e dell economia, con particolare riferimento alle conseguenze dello sviluppo delle nuove tecnologie, sia nel campo della produzione che della comunicazione.] 7

8 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica 8 5. L era di Frankenstein Nel suo romanzo Il mondo nuovo Aldous Huxley aveva profetizzato la fabbricazione in serie di esseri umani. In contenitori di laboratorio, gli embrioni si sarebbero sviluppati secondo la propria futura funzione nella scala sociale, dagli alfa destinati al comando fino agli epsilon prodotti per la servitù. Settanta anni dopo la biogenetica ci promette, come regalo del nascente millennio, una nuova razza umana. Cambiando il codice genetico delle generazioni future, la scienza produrrà esseri intelligenti, belli, sani, magari immortali, a seconda del prezzo che ogni famiglia potrà pagare. James Watson, premio Nobel, all origine della struttura del DNA e capo del progetto genoma umano, ci predice l avvento del dispotismo scientifico. Watson rifiuta qualsiasi limite alla manipolazione delle cellule riproduttrici umane: non ci deve essere «nessun limite né alla ricerca né al commercio». Ed aggiunge senza esitazioni «dobbiamo restare entro i limiti delle leggi e dei regolamenti esistenti». Gregory Pence, che tiene la cattedra di etica medica nell università dell Alabama, rivendica il diritto dei genitori a scegliersi quali figli avere, «nello stesso modo con cui gli allevatori realizzano incroci alla ricerca del cane più adatto per la famiglia». E l economista Lester Thurow, del Massachusetts Institute of Technology, si chiede chi potrebbe rifiutarsi di programmare un figlio con elevato coefficente intellettuale. «Se non lo fa lei avverte lo faranno i suoi vicini, e suo figlio sarà il più stupido del quartiere». Se la fortuna ci accompagna, le maternità del futuro genereranno superbimbi uguali a questi geni. Il miglioramento della specie non richiederà più i forni a gas dove la Germania ha purificato la razza, né la chirurgia che gli Stati Uniti, la Svezia e altri paesi hanno applicato per evitare di riprodurre i prodotti umani di cattiva qualità. Il mondo fabbricherà persone geneticamente modificate, come già fabbrica alimenti geneticamente modificati. 2001, odissea nello spazio: già siamo nel 2001 e già ci nutriamo di cibi chimici, come aveva annunciato oltre trent anni fa il film di Stanley Kubrick. Oggi i giganti dell industria chimica ci danno da mangiare. Questione di sigle: dopo il Ddt e il Pcb, che finalmente sono stati proibiti da anni si sapeva che causavano più cancro che felicità è arrivato il turno dei Gm, gli alimenti geneticamente modificati. Da Stati Uniti, Argentina e Canada i Gm invadono il mondo intero, e siamo tutti porcellini d India in questo esperimento gastronomico dei grandi laboratori. In realtà, non sappiamo nemmeno cosa mangiamo. Tranne poche eccezioni, le etichette dei contenitori non ci avvertono se contengono ingredienti che hanno subito la manipolazione di uno o vari geni. Monsanto, il più grande fornitore in questo campo, non dà nessuna indicazione a proposito. Anche quando si tratta di latte che proviene da mucche che sono state trattate con degli ormoni transgenici della crescita. Secondo Lancet, giornale internazionale di servizi sulla salute, e secondo altre pubblicazioni scientifiche, questi ormoni favoriscono il cancro della prostata e del seno, ma la FDA (Food and Drug Administration) degli Stati Uniti ne autorizza la vendita senza nessuna menzione speciale sull etichetta perché, in fin dei conti, questi ormoni accelerano la crescita, aumentano il rendimento e di conseguenza la redditività. Spazio alle priorità! E la prima è quella della salute sull economia! In tutti i casi, quando Monsanto è obbligata a confessare quello che vende, come per esempio nel caso degli erbicidi, questo non cambia molto le cose. Qualche anno fa Monsanto ha dovuto pagare una multa per avere fatto 75 false dichiarazioni sulle etichette dei bidoni dell erbicida Round-Up dollari americani per ogni falsa etichetta.

9 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica Gli europei sono gli unici a difendersi, o almeno a cercare di difendersi. In Europa, l importazione di prodotti di ingegneria genetica è proibita in certi casi e in altri sottomessa a controllo. Dal 1998 l Unione europea esige delle etichette chiare per la soia geneticamente modificata ma è molto difficile mettere in pratica queste buone risoluzioni. La traccia si perde nelle manipolazioni successive: secondo Greenpeace, la soia OMG è presente già nel 60% di tutti gli alimenti messi in vendita nel mondo intero. Nelle manifestazioni ecologiste, un pesce gigante tiene un cartello con scritto: «Non toccate i miei geni», al suo fianco un pomodoro gigante chiede la stessa cosa. Nel mondo intero la protesta cresce. L atteggiamento europeo è il risultato della pressione dell opinione pubblica. Quando i contadini francesi distrussero dei campi di piante transgeniche a causa della nocività di questi prodotti per l ecosistema, José Bové diventò un eroe nazionale e dichiarò: «Noi altri consumatori e contadini, nessuno ci ha mai consultato riguardo a questo. Mai!». Lo Stato francese, che l aveva fatto arrestare, ritirò l autorizzazione concessa per la coltivazione del mais inventato transgenico. Poco tempo dopo, l impresa americana Kraft Foods dovette ritirare milioni di Tortillas di mais della marca Taco Bell in seguito alle denunce dei consumatori che erano stati vittime di allergie. Durante questo tempo, Madeleine Allbright, ex ministro degli affari esteri degli USA, diceva e ripeteva in Europa che non c era nessuna prova che gli alimenti geneticamente modificati fossero nocivi alla salute o all ambiente. Gli europei hanno anche altri motivi per non avere fiducia nelle piroette tecnocratiche sulla tavola da pranzo. Sono ancora scottati dalla loro recente esperienza con la mucca pazza. Mentre ruminavano foraggio e erba medica, durante migliaia di anni, le mucche si erano comportate con buon senso esemplare e avevano accettato rassegnate il proprio destino. E fu così, finché il folle sistema che ci dirige decise di obbligarle al cannibalismo. Le mucche mangiarono mucche, ingrassarono di più, garantirono all umanità più carne e più latte, furono festeggiate dai padroni e applaudite dal mercato e, di passaggio, impazzirono. Il fatto diede origine a parecchie battute di spirito, finché cominciò a morire la gente. Un morto, dieci, venti, cento... Nel 1996 il Ministero inglese della Sanità informava la popolazione che il sangue e le gelatine animali erano degli alimenti senza pericolo per il bestiame e inoffensivi per gli esseri umani. (Eduardo Galeano, «L era di Frankenstein», il Manifesto, 10 gennaio 2001) [Eduardo Galeano (1940): scrittore e giornalista uruguaiano, si occupa di problemi sociali e politici legati alla globalizzazione e al neocolonialismo.] 6. Avalutatività Si può dire che il concetto di avalutatività stia alla base della sua posizione, che si contrappone radicalmente alle altre tre con le quali Weber dissentiva. Dal punto di vista storicistico, lo studioso era talmen te radicato alla sua posizione culturale che la possibilità di trascenderla a favore di un nuovo livello di obbiettività era certamente problematica. Dal punto di vista marxista questo radicamento in un sistema sociocultu rale restava, ma era aggravato dall impegno del movimento in favore del l azione politica in nome dell attuazione delle vedute dottrinali sull ini quità del capitalismo e delle glorie future del socialismo. Il caso dell uti litarismo è un po più complesso, ma non 9

10 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica veniva tracciata nessuna linea netta fra i fondamenti dell obbiettività nel giudizio empirico da un lato è la difesa di determinate linee politiche dall altro, perché quest ultimo problema era ridotto completamente al livello delle preferenze puramente individuali. In contrasto con ciascuna di queste tre posizioni, quella di Weber si trova ad un livello di differenziazione molto più alto. Non è una pre tesa che lo scienziato sociale si astenga da qualsiasi impegno valutativo: ciò è messo perfettamente in chiaro dalla posizione presa in Wissenschaft als Beruf (La scienza come professione). La tesi è piuttosto che nel suo ruolo di scienziato lo studioso deve dare il primato ad un particolare sottosistema di valori nel quale i risul tati cercati del processo di indagine sono da un lato la chiarezza, coeren za e generalità dei concetti, e dall altro la correttezza e verificabilità em piriche. Ma lo scienziato non è mai l uomo totale e la comunità scientifica non è mai la società totale. È inconcepibile che una persona o una socie tà si esauriscano in questi termini e che debbano esserci un uomo o una società «totalmente» economici. In ruoli individuali diversi e in altri sottosistemi della società prevalgono naturalmente altre componenti di valore. Io interpreto dunque l avalutatività come libertà di perseguire i valori della scienza entro i limiti rilevanti, senza che su questi si sovrap pongano valori contraddittori o irrilevanti rispetto a quelli dell indagine scientifica. Questo comporta allo stesso tempo la rinuncia di qualsiasi pre tesa da parte dello scienziato a difendere, nella sua qualità di scienziato, delle posizioni di valore che abbiano una base di significato sociale e culturale più ampia di quella della sua scienza. Così dal punto di vista di Weber una espressione come «socialismo scientifico» è inaccettabile quanto lo sarebbe quella di «scienza cristiana» se il termine scienza vi fosse inteso nel senso empirico. Gli orientamenti di condotta dei movimenti politici non sono mai semplici applicazioni di conoscenza scientifica, ma implicano sempre delle componenti di valore che sono analiticamente indipendenti dalle scienze naturali o sociali. L avalutatività implica inol tre per la scienza la possibilità di non essere vincolata ai valori di una qualunque cultura storica particolare. (Talcott Parsons, Teoria sociologica e società moderna, Etas Kompass, Milano 1971) L osservazione dei fatti sociali La prima regola, quella fondamentale, è di «con siderare i fatti sociali come delle cose». Al momento nel quale diventa oggetto di scienza un nuovo ordine di fenomeni, questi si trovano già rappresentati nello spirito non soltanto mediante immagini sensibili, ma grazie a delle specie di concetti grossolanamente formati. Anteriormente ai primi rudi menti della fisica e della chimica, gli uomini avevano già sui fenomeni fisico-chimici delle nozioni che superavano la pura percezione; tali sono, per esempio, quelle che traviamo mescolate a tutte le religioni. Gli è che, effettivamente, la riflessione è anteriore alla scienza che non fa che servirsene con maggior metodo. L uomo non può vivere in mezzo alle cose senza far sene delle idee in base alle quali regola il suo comportamento. Soltanto, poiché queste nozioni sono più vici ne a noi e più a nostra portata delle realtà alle quali corrispondono, tendiamo naturalmente a sostituirle a queste ultime ed a farne la materia stessa delle nostre speculazioni. Invece d osservare le cose, di descriverle, di para gonarle, noi ci accontentiamo allora di prendere co scienza delle nostre idee, di analizzarle, di combinarle. [ ] Non è

11 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica dunque elaborandole, in qualsiasi maniera, che si arriverà a scoprire le leggi della realtà. Queste sono, al contrario, come un velo che si interpone tra le cose stesse e noi, e che ce le maschera tanto meglio quanta più lo crediamo trasparente. Non soltanto una tale scienza non può essere che mutilata, ma ancora manca di materia che la possa ali mentare. Appena esiste, sparisce per così dire e si trasforma in arte. Infatti, queste nozioni sono sup poste contenere quanto v è di essenziale nella realtà, dato che vengono confuse colla realtà stessa. [ ] Questo sconfinamento dell arte sulla scienza, che impedisce a questa ultima di svilupparsi, è, d altronde, facilitato dalle stesse circostanze che determinano il risveglio della riflessione scientifica. Perché, siccome questa non nasce che per soddisfare delle necessità vi tali, si trova naturalmente orientata verso la pratica. I bisogni che essa è chiamata a soddisfare sono sempre urgenti e, di conseguenza, la spingono a concludere; essi reclamano non delle spiegazioni, ma dei rimedi. Questa maniera di procedere è così conforme all in clinazione naturale del nostro spirito, che la si ritrova persino all origine delle scienze fisiche. È lei che diffe renzia l alchimia dalla chimica, come l astrologia dal l astronomia. È per suo mezzo che Bacone caratterizza il metodo che seguivano i dotti del suo tempo e che egli combatte. Le nozioni delle quali abbiamo parlato sono quelle «notiones vulgares» o «praenotiones» che egli segnala alla base di tutte le scienze, dove prendano il posto dei fatti. Sono questi «idola», una specie di fantasmi che ci sfigurano il vero aspetto delle cose e che noi prendiamo tuttavia per le cose stesse. [...] Se questo è avvenuto colle scienze naturali, a mag gior ragione lo stesso doveva avvenire per la sociologia. Gli uomini non hanno atteso l avvento della scienza sociale per farsi delle idee sul diritto, sulla morale, sulla famiglia, sullo Stato, sulla società stessa; perché non potevano farne a meno per vivere. Ora, è soprattutto in sociologia che queste prenozioni per riprendere l espressione di Bacone sono in condizioni di domi nare gli spiriti e di sostituirsi alle cose. Infatti, le cose sociali non si realizzano che per il tramite degli uomini; sono un prodotto dell attività umana. Non sembrano quindi esser altro che la messa in opera di idee, innate o no, che noi partiamo dentro di noi; non altro che la loro applicazione alle differenti circostanze che accompagnano i rapporti degli uomini tra loro. L organizza zione della famiglia, del contratto, della repressione, dello Stato, della Società appaiano perciò come un sem plice sviluppo delle idee che noi abbiamo della Società, dello Stato, della giustizia ecc. Di conseguenza, questi fatti ed altri loro analoghi sembrano non possedere una realtà che dentro e per le idee che ne sono il germe e che diventano, quindi, la materia propria della sociologia. Quello che finisce di fare completamente credito a questa maniera di vedere è il fatto che il particolare della vita sociale sconfina in tutti i sensi oltre i limiti della coscienza, e questa non ne ha una percezione sufficientemente netta per sentirne la realtà. Non aven do dentro di noi dei legami abbastanza solidi né abba stanza stretti, tutto questo ci fa, con sufficiente facilità, l effetto di non avere una base e di galleggiare nel vuoto, materia semi-irreale e indefinitamente plastica. Ecco perché tanti uomini di pensiero non hanno veduto negli ordinamenti sociali che delle combinazioni artificiali e più o meno arbitrarie, Ma se il particolare, se le forme concrete e circostanziate ci sfuggono, almeno noi ci rappresentiamo all ingrosso e approssimativamente gli aspetti più generali dell esistenza collettiva, e sono pre cisamente queste rappresentazioni schematiche e som marie che costituiscono le prenozioni delle quali noi ci serviamo per gli usi correnti della vita. Non possiamo quindi immaginare di mettere 11

12 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica in dubbio la loro consistenza, poiché la percepiamo nello stesso tempo della nostra. Non soltanto esse sono in noi, ma, siccome sono un prodotto di esperienze ripetute, acquistano dalla ri petizione e dall abitudine che ne risulta una specie d ascendente e di autorità. Le sentiamo resisterci quan do cerchiamo di liberarcene. Ora, noi non possiamo evitare di guardare come reale quello elle si oppone a noi. Tutto contribuisce quindi a farci vedere la vera realtà sociale. Effettivamente, fino ad oggi, la sociologia ha più o meno esclusivamente trattato non delle cose, ma dei concetti. Comte, è vero, ha proclamato che i fenomeni sociali sono dei fatti naturali, sottoposti alle leggi natu rali. Con questo ha implicitamente riconosciuto il loro carattere di cose. Perché non vi sono che delle cose nella natura. Ma quando, uscendo da queste generalità filosofiche, egli tenta d applicare il principio e dedurre la scienza che vi era contenuta sono le idee che egli prende per oggetto di studio. Infatti, quello che forma soprattutto la materia principale della sua sociologia, è il progresso dell umanità nel tempo. Parte dall idea che si ha un evoluzione continua del genere umano, consistente in una realizzazione sempre più completa della natura umana, ed il problema che egli tratta è la ricerca della legge di questa evoluzione. Ora, anche supponendo che questa evoluzione esi sta, la realtà sua non può essere stabilita che dopo la creazione della scienza. Non si può quindi farne l oggetto stesso della ricerca se la si considera come una concezione dello spirito, non come una cosa. [ ] Viceversa i fenomeni sociali sono delle cose e devono essere trattati come delle cose. (Émile Durkheim, Le regole del metodo sociologico, Newton Compton, Roma 1971) Des Esseintes a Parigi Il suo disprezzo per l umanità aumentò; si accorse che il mondo, per la maggior parte, è composto di sacripanti e di imbecilli. Non aveva più alcuna speranza di trovare in altri le sue stesse aspirazioni e ripugnanze, di incontrare un intelligenza che, al pari della sua, si compiacesse in una studiosa decrepitezza, di unire uno spirito acuto e a tutto rilievo come il suo a quello di uno scrittore o di un letterato. [ ] Durante l ultimo mese del suo soggiorno a Parigi, quando, deluso di tutto, abbattuto dall ipocondria, schiacciato dallo spleen, era giunto a una tale sensibilità nervosa che la vista di un oggetto o di un essere spiacevole si imprimeva profondamente sul suo cervello e occorrevano parecchi giorni per cancellarne anche leggermente l impronta, il volto umano appena intravisto per via era stato uno dei suoi più lancinanti supplizi. In realtà soffriva alla vista di certe fisionomie, considerava quasi come un insulto le espressioni pater ne o burbere di alcuni volti, sentiva una gran voglia di prendere a schiaffi quel tale che bighellonava chiudendo le palpebre con aria saputa, quell altro che si dondolava sorridendo alla sua immagine davanti alle vetrine, quell altro ancora che sembrava mettere sossopra un mondo di pensieri mentre divorava, con le sopracciglia contratte, tartine e fatti diversi di un giornale. Fiutava là sotto una così inveterata stupidaggine, una tale esecrazione per le sue proprie idee, un tal disprezzo per la letteratura, per l arte, per tutto quello che lui adorava, bene impiantati in quegli stretti cervelli di bottegai, preoccupati solo di far birbanterie e di far soldi, accessibili solo a quella bassa distra zione degli spiriti mediocri che è la politica, che rientrava in casa pieno di rabbia e si chiudeva a chiave con i suoi libri.

13 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica Infine odiava con tutte le sue forze le nuove generazioni, figliate di ignobili tangheri che hanno il bisogno di parlare e di ridere forte nei ristoranti e nei caffè, che vi urtano senza domandarvi scusa sui marciapiedi, che vi gettano tra le gambe, senza il minimo cenno di scusa o di saluto, le ruote di una carrozzina da bambini. (Joris-Karl Huysmans, A ritroso, Rizzoli, Milano 1997) [Joris-Karl Huysmans ( ). Scrittore francese, esponente del decadentismo.] 9. Il lavoro nel Medioevo Scomparso Carlo Magno, il centro culturale dell Im pero non è più la corte. Scienza, arte, letteratura vengo no ormai dai conventi; nelle loro biblioteche, nei loro scriptoria e nelle loro officine si compie la parte più im portante della produzione intellettuale. Alla loro dili genza e alla loro ricchezza, l arte dell Occidente cristiano deve la sua prima fioritura. Moltiplicatisi i centri cultu rali per lo sviluppo dei conventi, le tendenze artistiche cominciano a differenziarsi nettamente. Non si deve cre dere che i monasteri fossero del tutto isolati; servivano a collegarli, se pur non molto strettamente, la comune dipendenza da Roma, l influsso generale del monachesi mo irlandese e anglosassone e, più tardi, le congregazio ni di riforma degli ordini. Già il Bédier ha accennato ai loro contatti col mondo laico e alla loro funzione nei pellegrinaggi, in cui fungono da punti d incontro fra pel legrini, mercanti e giullari. Ma nonostante questi rap porti con l esterno, i conventi restano unità sostanzial mente autonome, raccolte in se stesse, e più tenacemente fedeli alle loro tradizioni di quel che non fosse prima la corte, sensibile al variare delle mode, o di quel che sarà, più tardi, la società borghese. La regola benedettina prescriveva il lavoro manuale come quello intellettuale, e metteva l accento soprattut to sul primo. Come il feudo, così il convento cercava di sviluppare per quanto possibile un economia autarchica, producendo tutto il necessario. L attività dei monaci si estendeva dal lavoro nei campi e negli orti all artigia nato. Fin dal principio i lavori più pesanti furono sbrigati in gran parte dai contadini liberi e dai servi e, più tardi, anche dai frati laici; ma l artigianato, specie nei primi tempi, era esercitato soprattutto dai monaci; e proprio attraverso l organizzazione del lavoro artigiano il monachesimo ha esercitato il più profondo influsso sullo sviluppo dell arte e della cultura medievale. Se la produ zione artistica procede in forma più ordinata, con una certa divisione del lavoro, con metodi più o meno razio nali, e se anche elementi della classe superiore attendono al suo esercizio, è tutto merito degli ordini monastici. È noto che nei conventi dell alto Medioevo prevalevano gli aristocratici; certi conventi erano quasi esclusivamente riservati a loro. Così persone che altrimenti non avreb bero mai preso in mano un pennello sporco, uno scal pello o una cazzuola, entrarono direttamente in contatto con le arti figurative. Certo, il disprezzo per il lavoro manuale è ancora molto diffuso nel Medioevo, e l idea del «signore» resta a lungo inscindibile da quella della vita oziosa; ma non c è dubbio che ora, contrariamente a quel che accadeva nell antichità, accanto alla vita si gnorile, legata a un ozio illimitato, anche la vita labo riosa acquista un suo valore positivo, e questo nuovo atteggiamento verso il lavoro si ricollega, fra l altro, alla popolarità della vita monastica. Ancora nel tardo Medio evo, nell etica borghese del lavoro, quale si esprime, ad esempio, negli statuti delle corporazioni, riecheggia lo spirito della regola conventuale. Non si può dimenticare, d altronde, che nei conventi il lavoro viene ancora 13

14 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica con siderato, in parte, come penitenza e punizione; e an che san Tommaso parla di viles artifices (Comm. in Polit., 3. I. 4). Di una nobilitazione della vita ad opera del lavoro non è ancora possibile parlare. Dai monaci l Occidente ha appreso a lavorare con me todo; l industria del Medioevo è in gran parte opera lo ro. Gli artigiani, ancora abbastanza numerosi nelle città come eredi dell antica industria romana, lavorarono fino alla rinascita dell economia urbana in limiti molto modesti, e diedero uno scarso contributo allo sviluppo delle tecniche industriali. Certo, artigiani specializzati erano attivi anche presso le corti palatine e nei maggiori feudi; ma essi appartenevano alla casa del re o alla ser vitù, e il loro lavoro conservava un carattere di attività domestica, ispirata alla tradizione piuttosto che a finalità razionali. Solo nei conventi l artigianato si svincola dall ambito domestico. È nei conventi che si apprende a far economia di tempo, a dividere e utilizzare razional mente la giornata, a misurare lo scorrere delle ore e ad annunciarle col tocco della campana. La divisione del lavoro diventa il principio fondamentale della produzio ne. [Arnold Hauser ( ) storico dell arte d origine ungherese.] (Arnold Hauser, Storia sociale dell arte, Einaudi, Torino 1955) Il tao della fisica Più si studiano i testi religiosi e filosofici degli Indù, dei Buddhisti e dei Taoisti, più risulta evidente che in ognuno di essi il mondo è concepito in termini di movi mento, di flusso e di mutamento. Questa qualità dina mica della filosofia orientale sembra essere una delle sue caratteristiche più importanti. I mistici orientali vedono l universo come una rete inestricabile, le cui intercon nessioni sono dinamiche e non statiche: Questa rete cosmica è viva: si muove, cresce e muta continuamente. Anche la fisica moderna è giunta a concepire l universo come una siffatta rete di relazioni e, come il misticismo orientale, ha riconosciuto che questa rete è intrinseca mente dinamica. [ ] La fisica moderna, quindi, rappresenta la materia non come passiva e inerte, bensì in una danza e in uno stato di vibrazione continui, le cui figure ritmiche sono determinate dalle strutture molecolari, atomiche e nu cleari. Questo è anche il modo in cui i mistici orientali vedono il mondo materiale. Essi sottolineano tutti che l universo deve essere afferrato nella sua dinamicità, mentre si muove, vibra e danza; che la natura non è in equilibrio statico ma dinamico. Per usare le parole di un testo taoista: «La quiete in quiete non è la vera quiete. Soltanto quando c è quiete in movimento può apparire il ritmo spirituale che pervade cielo e terra». In fisica ci accorgiamo della natura dinamica dell u niverso non soltanto quando scendiamo alle piccole dimensioni al mondo degli atomi e dei nuclei ma anche quando ci rivolgiamo alle dimensioni molto grandi, al mondo delle stelle e delle galassie. Mediante i nostri potenti telescopi osserviamo un universo in moto incessante: nubi di gas idrogeno in rotazione si contrag gono per formare stelle, riscaldandosi durante questo processo fino a diventare fuochi che ardono nel cielo. Quando hanno raggiunto quello stadio, esse continuano ancora a ruotare, ed alcune emettono nello spazio mate riali che si muovono a spirale verso l esterno e si conden sano in pianeti, i quali ruotano a loro volta attorno alla stella. Infine, dopo milioni di anni, quando la stella ha consumato la maggior parte del suo combustibile, costi tuito da

15 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica idrogeno, essa si espande e poi si contrae nuo vamente nella fase finale dei collasso gravitazionale. Durante questa fase di forte contrazione possono avve nire esplosioni gigantesche e la stella può persino tra sformarsi in un buco nero. Tutte queste attività la formazione di stelle dalle nubi di gas interstellari, la loro contrazione e successiva espansione e il loro collasso finale possono essere osservate effettivamente in un qualche punto del cielo. Queste stelle che ruotano, che si contraggono, che si espandono o che esplodono sono raggruppate in galassie di forme svariate dischi piatti, sfere, spirali, ecc. che a loro volta non sono in quiete ma ruotano. La nostra galassia, la Via Lattea, è un immenso disco di stelle e gas che gira nello spazio come un enorme ruota, cosicché tutte le sue stelle compreso il Sole e i suoi pianeti si muovono intorno al centro della galassia. In effetti, l universo è pieno di galassie disseminate nell intero spazio che riusciamo ad osservare, e tutte sono in rota zione come la nostra. Quando studiamo l universo nel suo insieme, con i suoi milioni di galassie; raggiungiamo la massima scala di spazio e tempo; e ancora una volta, a quel livello cosmico, scopriamo che l universo non è statico, bensì in espansione! Fu questa una delle più importanti scoperte dell astronomia moderna. Un analisi precisa della luce, proveniente dalle galassie lontane ha rivelato che l inte ro complesso delle galassie si espande e che lo fa seguen do uno schema preciso: la velocità di recessione di ogni galassia che osserviamo è proporzionale alla distanza della galassia stessa. Quanto più essa è distante, tanto più velocemente si allontana da noi; se si raddoppia la distanza, raddoppia anche la velocità di rècessione. Ciò è vero non solo per le distanze misurate a partire dalla nostra galassia, ma vale con qualsiasi punto di riferi mento. In qualunque galassia vi capitasse di trovarvi, osservereste le altre galassie allontanarsi velocemente da voi: le galassie più vicine si allontanerebbero alla velocità di alcune migliaia di chilometri al secondo, le più lontane a velocità superiori, e quelle lontanissime a velocità prossime a quella della luce. La luce delle galas sie che si trovano ancora più lontane non ci raggiungerà mai, in quanto esse si allontanano da noi più velocemen te della velocità della luce. La loro luce è, secondo le parole di Sìr Arthur Eddington, «come un corridore su una pista in espansione con il traguardo che si allontana più rapidamente di quanto egli riesca a correre». Per formarci un idea più precisa del modo in cui l universo. si espande, dobbiamo ricordare che lo sche ma teorico adatto per studiarne le caratteristiche su larga scala è là teoria generale della relatività di Ein stein. Secondo questa teoria, lo spazio non è «piatto», ma «curvo», e il modo preciso in cui esso è incurvato è legato alla distribuzione di materia secondo le equazioni einsteiniane del campo. Queste equazioni possono esse re usate per determinare la struttura dell universo nel suo insieme: esse sono il punto di partenza della cosmo logia moderna. [ ]. L universo si espande [in questo] modo: qualunque sia la galassia nella quale un osservatore si trovi, tutte le altre galassie si allontaneranno da lui. Viene spontaneo porsi la seguente domanda a propo sito dell universo in espansione: in quale modo ha avuto inizio tutto ciò? Dalla relazione tra la distanza di una galassia e la sua velocità di recessione nota come legge di Hubble si può calcolare il momento iniziale dell e spansione, o, in altre parole, l età dell universo. Suppo nendo che non vi sia stata alcuna variazione nella veloci tà di espansione, il che non è affatto certo, si ottiene un età dell ordine di dieci miliardi di anni. Questa, quindi, è l età dell universo. Oggi, la maggior parte degli studiosi di cosmologia crede che l universo sia venuto in essere in un drammatico evento all incirca dieci miliardi di anni fa, quando l intera sua massa scaturì dall esplo- 15

16 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica sione di una piccola sfera di fuoco pri mordiale. L attuale espansione dell universo è vista come la spinta residua di questa esplosione iniziale. Secondo tale modello del «big-bang» (grande esplo sione), l istante in cui avvenne questa gigantesca esplo sione segnò l inizio dell universo e l inizio dello spazio e del tempo. Se vogliamo sapere cosa c era prima di quel momento, incontriamo nuovamente serie di difficoltà di pensiero e di linguaggio. Come dice Sir Bernard Lovell: «Qui raggiungiamo la grande barriera del pensiero, perché cominciamo a lottare con i concetti di spazio e tempo prima che essi esistessero così come noi li conosciamo in base alla nostra esperienza quotidiana. Mi sento come se fossi improvvisamente entrato in un grande banco di nebbia nel quale il mondo familiare è scomparso». Per quanto riguarda il futuro dell universo in espan sione, le equazioni di Einstein non forniscono una rispo sta univoca, ma sono compatibili con parecchie soluzio ni che corrispondono a differenti modelli dell universo. Alcuni modelli prevedono che l espansione continuerà per sempre; secondo altri, l espansione sta rallentando e alla fine diventerà una contrazione. Questi modelli descrivono un universo oscillante, che si espande per mi liardi di anni, poi si contrae fino a quando la sua massa totale è concentrata in una piccola sfera di materia, quindi si espande nuovamente e così via, in un processo senza fine. Questa idea di un universo che periodicamente si espande e si contrae, nella quale compare una scala di tempo e spazio di proporzioni enormi, è comparsa non solo nella cosmologia moderna, ma era già presente nell antica mitologia indiana. Gli Indù, che percepiva no l universo come un cosmo organico e in movimento ritmico, furono in grado di elaborare cosmologie evolu tive che si avvicinano molto ai nostri modelli scientifici moderni. Una di queste cosmologie è basata sul mito indù di lila il gioco divino nella quale Brahman si trasforma nel mondo. Lila è un gioco ritmico che conti nua in cicli senza fine, durante i quali l Uno diviene i molti e i molti ritornano nell Uno. Nella Bhagavad Gita, il dio Krsna descrive il gioco ritmico di creazione con le seguenti parole: «Tutti gli esseri... alla fine di un kalpa [o ciclo cosmi co] tornano alla mia realtà; e al principio del ciclo successivo di nuovo io li emetto. «Avvalendomi di quella realtà che è la mia propria, sempre di nuovo emetto tutta questa molteplicità di esistenti, priva di ogni potere, dal momento che giace sotto il dispotismo della prakrti [o natura]. «E tali atti non mi vincolano neppure, o possessore della ricchezza, poiché io sto a sedere come colui che non è impegnato, non essendo io condizionato da attacca mento in questi atti. «Avendo me come guida, la natura dà origine all in sieme delle cose mobili e delle immobili; con questo mezzo [per questa via]... il mondo si volge e di nuovo si volge». I saggi indù non ebbero timore di identificare questo ritmico gioco divino con l evoluzione del cosmo nel suo insieme. Essi ritenevano che l universo si espandesse e si contraesse periodicamente e diedero il nome di kalpa all inimmaginabile intervallo di tempo che va dall inizio alla fine di una creazione. La grandiosità di questo antico mito è in realtà impressionante: alla mente uma na sono occorsi più di duemila anni per arrivare di nuovo a un concetto simile. (Fritjof Capra, Il Tao della fisica, Adelphi, Milano 1982) [Fritjof Capra (1939). Fisico austriaco, studia le implicazioni filosofiche della scienza moderna mettendo in luce l armonia tra la saggezza orientale e le concezioni più recenti della scienza occidentale, i temi ecologici dello sviluppo sostenibile e della complessità.] 16

17 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica 11. La nascita del mercato mondiale A partire dal XVI secolo, si formò nell area atlantica un grande cir cuito commerciale, noto come «commercio triangolare», imper niato sulla tratta degli schiavi africani. Il circuito comprendeva tre di stinti tratti, collegati l uno all al tro: tessili e altri manufatti (in ge nere di bassa qualità) venivano in viati dall Europa all Africa per es sere scambiati con schiavi; gli schiavi venivano inviati dall Afri ca alle Americhe, dove erano ven duti per acquistare prodotti agricoli e metalli; tali prodotti, frutto del lavoro degli schiavi nelle pian tagioni e nelle miniere, venivano inviati dalle Americhe in Europa per essere venduti sui mercati na zionali. Chi gestiva quest ultimo tratto del commercio triangolare realiz zava i profitti maggiori. Con lo sviluppo del circuito si formarono, però, compagnie mercantili che, a differenza dei singoli mercanti e delle compagnie minori, erano in grado di gestire tutti e tre i tratti del commercio triangolare. In Inghilterra, le cui sole impor tazioni di zucchero dalle Indie oc cidentali si quintuplicarono tra il 1720 e la fine del secolo, la famiglia Cunliffes di Liverpool allestì nel 1753 quattro navi, che effettuava no due o tre viaggi all anno lungo lo stesso circuito. Raggiunta l A frica occidentale, le merci che era no a bordo venivano scambiate con schiavi. Quindi gli schiavi, in media 1210 per viaggio, erano tra sportati e venduti nelle Indie occi dentali e in Nord America. Infine, le navi rientravano a Liverpool cariche di zucchero e altri prodotti, acquistati col ricavato della vendi ta degli schiavi. Grazie al commer cio triangolare, il traffico registra to nel porto di Liverpool passò da circa 18mila tonnellate nel 1719 ad oltre 260mila nel Mercanti come i Cunliffes realiz zavano in tal modo profitti anche del 300%, che permettevano loro di accumulare colossali fortune. L espressione «ricco come un West Indian» diventò di uso corrente per indicare chi si era arricchito con il commercio delle Indie occi dentali. I più facoltosi come Samuel Fludyer, la cui fortuna venne valutata nel 1767 in circa 900mila sterline, e William Beckford, dive nuto nel 1770 sindaco di Londra non lesinavano mezzi per acqui stare un seggio in parlamento. A causa delle forti rivalità da parte degli aristocratici, solo pochi (ap pena dodici nel 1761) riuscirono ad arrivarvi, ma essi rappresenta vano il gruppo politico che concentrava nelle proprie mani una crescente ricchezza, soprattutto sotto forma di denaro liquido. Il commercio triangolare creava così, in Inghilterra e in altri paesi europei, le condizioni di una profonda trasformazione economica, sociale e politica: la borghesia mercantile e bancaria (le cui radici affondavano nel Medioevo), avva lendosi della crescente forza eco nomica che andava acquisendo con lo sviluppo del capitalismo mercantile, dava la scalata al pote re politico, in cui predominava l a ristocrazia. Sempre a partire dal XVI secolo, il collegamento dell area commercia le atlantica con quella asiatica, tra mite l Europa, determinava la for mazione di una rete mercantile che copriva tutti i continenti e, quindi, la nascita di un mercato mondiale. La novità di tale mercato consi steva non tanto nella sua estensio ne: il commercio intercontinentale era stato praticato, pur in misura minore, sin dall antichità. Essa con sisteva soprattutto nel fatto che, al la sua base, c era lo sfruttamento coloniale delle risorse umane e ma teriali, esercitato dalle potenze eu ropee in America, Africa e Asia, praticamente su scala planetaria. Ciò rendeva possibile in Europa un nuovo tipo di accumulazione, sia da parte della nobiltà che dete neva il potere politico, sia da parte della borghesia in fase di ascesa: la loro ricchezza, infatti, non pro veniva più solo dalla fonte tradi zionale il lavoro 17

18 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica dei contadini e degli artigiani ma, in misura crescente, dallo sfruttamento delle colonie d oltremare e dal controllo delle principali rotte commerciali. Furono l oro e l argento delle Ame riche a determinare in Europa la pri ma grande trasformazione economi ca: essi si convertirono in domanda di beni di consumo e strumentali (tessili, derrate alimentari, armi, na vi) che stimolarono la produzione industriale. Lo sviluppo del commercio trian golare e la conseguente formazio ne di un mercato mondiale provocarono un radicale mutamento nella geografia economica euro pea: il baricentro si spostò dal Me diterraneo al Mare del Nord. Nel XV secolo, la regione mediterra nea era stata la più florida del mondo (con l Italia centro-setten trionale come cardine) e nel XVI secolo aveva accresciuto la sua prosperità con le ricchezze affluite in Spagna e Portogallo dalle Ame riche. Nel XVII secolo, invece, essa fu emarginata dallo sviluppo della regione del Mare del Nord, dovuto al prevalere della potenza econo mica olandese e, successivamente, di quella inglese che le aveva strappato la supremazia. Allo stesso tempo, lo sviluppo del commercio triangolare e la for mazione del mercato mondiale crearono in Europa le condizioni per un ulteriore cambiamento: la trasformazione capitalistica del sistema produttivo attraverso l indu strializzazione, successivamente denominata «rivoluzione industriale», che iniziò in Inghilterra attorno alla metà del XVIII secolo. Fu lo sfruttamento coloniale delle ri sorse umane e materiali dell Ame rica, Africa e Asia, nel quadro del commercio triangolare e del na scente mercato mondiale, a creare la base economica (capitali, produ zioni, mercati) che, unitamente ad altri fattori (anzitutto le continue innovazioni tecnologiche sin dal Medioevo), determinò in Europa il passaggio dal capitalismo mercantile al capitalismo indu striale e il conseguente sviluppo del processo di industrializzazione. Le nuove colture (mais, patate, pomodori), portate in Europa dall America meridionale, e l introdu zione di nuove tecniche nella colti vazione e nell allevamento fecero aumentare la produzione agricola, migliorando il regime alimentare e incrementando così la crescita de mografica. Nelle campagne ingle si venne a crearsi in tal modo, per effetto dell accresciuta produttivi tà e dell aumento della popolazio ne, un esubero di forza lavoro. Al lo stesso tempo, soprattutto dopo il 1760, molti villaggi furono pri vati delle terre comuni, a causa delle leggi sulle recinzioni appro vate dal parlamento. Crebbe di conseguenza la manodopera a buon mercato che cercava sbocco nelle miniere e nelle manifatture. Contemporaneamente, i lucrosi traffici del commercio triangolare e l aumento di produttività nelle campagne generarono una forte accumulazione di capitale che venne investito in misura crescen te nella produzione mineraria e manifatturiera. Puntando sul carbon fossile e sul ferro, l Inghilterra imboccò la via della rivoluzione industriale. Ad avviare tale processo fu lo sviluppo, a livello industriale, del la manifattura cotoniera. Intro dotta nel XVII secolo in Inghilterra, dove già era diffusa quella la niera col sistema della produzione a domicilio, essa ebbe forte impul so quando, nel 1701 e nel 1720, vennero varate alcune leggi che proibivano l importazione dall In dia di un tessuto in cotone stampa to, detto calice. Nella fase iniziale, l industria co toniera inglese si avvalse dei pro cedimenti manuali usati nella manifattura della lana e in quella del la seta, la quale, pur limitata dall alto costo e dalla concorrenza continentale, si basava già su fab briche e macchine a energia idrau lica derivate da quelle italiane. Per questo i cotonifici furono costruiti per lo 18

19 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica più in vicinanza di corsi d ac qua nelle zone rurali. L industria cotoniera, la cui forza lavoro era costituita per la maggior parte da donne e bambini, si sviluppò rapi damente con il crescere della do manda di manufatti di cotone. Ciò stimolò le innovazioni tecnologi che, come la navetta volante inven tata nel 1733, il filatoio idraulico brevettato nel 1769 e quello a vapo re introdotto attorno al Si de terminò a questo punto il passag gio dallo stadio artigianale a quel lo industriale, che portò alla nasci ta di grandi fabbriche in città dove il carbon fossile era a buon merca to e la manodopera abbondante. Il cotone grezzo da lavorare fu importato in misura crescente (da 500 tonnellate annue agli inizi del Settecento a nel 1770, a alla fine del secolo) prima dall India, quindi, attraverso il commercio triangolare, principal mente dalle colonie britanniche nei Caraibi e in Nord America, an che dopo che queste ultime si rese ro indipendenti. Fu lo stesso cir cuito a fornire all industria coto niera inglese gli sbocchi di merca to soprattutto quando, saturata la domanda interna, essa entrò in cri si di stagnazione. I tessuti a scac chi di basso costo, fabbricati per la maggior parte con la materia pri ma prodotta nelle Americhe dagli schiavi africani, vennero espor tati per l 80% in Africa occidenta le, dove erano scambiati con schia vi, e per il 20% nelle Americhe, do ve servivano a vestire la crescente popolazione di schiavi africani al lavoro nelle piantagioni. (Manlio Dinucci, Il sistema globale, Zanichelli, Bologna 2004) [Manlio Dinucci è il maggior studioso italiano di geopolitica: giornalista e autore di testi in cui affronta i problemi della globalizzazione e del sistema economico che si è creato a seguito di questi processo.] 12. La dichiarazione dei diritti dell uomo e del cittadino Dal dualismo cartesiano all idea di diritto naturale e più tardi all ope ra di Kant, i secoli XVII e XVIII, malgrado la forza crescente del natu ralismo e dell empirismo che preannunziano lo scientismo e il positivismo dell Ottocento, restano fortemente segnati, sul piano intellet tuale, dalla secolarizzazione del pensiero cristiano, dalla trasformazio ne del soggetto divino in un soggetto umano, il quale è sempre meno assorbito nella contemplazione di un essere viepiù nascosto, e diviene un attore, un lavoratore e una coscienza morale. Questo periodo si conclude con un grande testo: la Dichiarazione dei diritti dell uomo e del cittadino, votata dall Assemblea nazionale il 26 agosto La sua influenza ha superato quella delle dichiarazio ni americane e il suo senso è ben diverso da quello del Bill of Rights inglese del Questo testo è grande, non solo perché proclama al cuni principi in contraddizione con quelli della monarchia assoluta (principi che, in questo senso, sono rivoluzionari), ma anche perché segna la conclusione di due secoli di polemiche e dà all idea dei diritti del l uomo un espressione universale che contraddice l idea rivoluziona ria. La dichiarazione francese dei diritti si situa alla congiunzione tra un periodo che fu dominato dal pensiero inglese e il periodo delle ri voluzioni che sarà dominato dal modello politico francese e dal pen siero tedesco. È l ultimo testo che proclama sulla scena pubblica la du plice natura della modernità, fatta al contempo di razionalizzazione e di soggettivazione, prima che per un lungo secolo trionfino lo stori cismo e il suo monismo. Questo testo è stato identificato così strettamente con i principi della democrazia e con il rovesciamento dell Ancien Régime, in Francia e in molti altri paesi, che gli si 19

20 Il contesto storico culturale nel quale nasce la sociologia: Rivoluzione industriale e scientifico-tecnologica attribuisce, leggendolo con il rispetto che merita, un unità che rende difficile la sua comprensione. Così come la volontà di Clemenceau, nel 1889, di difendere l eredità della rivo luzione tutta intera, in blocco, rendeva difficile, o addirittura impos sibile, l analisi dei dieci anni che, partendo dalla proclamazione della sovranità popolare, si conclusero con un colpo di stato militare. Si im pone, al contrario, l intreccio di due temi contrapposti, quello dei di ritti individuali e quello della volontà generale, che si è soliti associare al nome di Locke il primo, di Rousseau il secondo, e con tanta forza che il problema centrale diventa quello di sapere cosa li unisca, cosa conferisca unità e coerenza a questa dichiarazione. Abbiamo citato qui questo testo storico perché esso appartiene più al pensiero individuali stico che al pensiero olista, per riprendere la contrapposizione formu lata da Louis Dumont, giacché esso è segnato più dall influenza degli inglesi e degli americani che da quella dei patrioti francesi rappor to di forze e di influenza che presto sarà rovesciato e farà trionfare una rivoluzione sempre più estranea e ostile all individualismo dei di ritti dell uomo. In tal senso questa dichiarazione segna la fine del pe riodo prerivoluzionario, mentre invece la dichiarazione del 1793 si situerà già pienamente entro la logica rivoluzionaria. La preminenza del tema dei diritti individuali è chiaramente dimostrata dal preambolo che pone i «diritti naturali inalienabili e sacri dell uomo» a monte del sistema politico i cui «atti» in ogni istante potrebbero essere confron tati al fine di ogni istituzione politica, e dunque non possono essere valutati in riferimento all integrazione della società, al bene comune o a ciò che oggi chiameremmo interesse nazionale. L articolo II enu mera i principali diritti: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza al l oppressione. Il diritto di proprietà è precisato nell articolo XVII, al quale si sono arrestati i lavori dell assemblea. L articolo IV appartiene alla stessa logica individualistica. Ma, dinanzi all uomo, si costruisce la figura del cittadino sin dal primo articolo, che afferma: «Le distin zioni sociali possono essere fondate solo sull utilità comune», e soprat tutto negli articoli III e VI, che pongono in primo piano le idee di na zione e di volontà generale. Queste due concezioni sono reciprocamente contrapposte, come osserva Hegel nei Lineamenti di filosofia del diritto: «Se si confonde lo Stato con la società civile e se lo si destina alla sicurezza e alla protezione della proprietà e della sicurezza personale, l interesse degli individui in quanto tali è lo scopo supremo in vista del quale essi sono riuniti e ne risulta che essere membri di uno Stato è facoltativo. Ma il suo rapporto con l individuo è ben altro se esso è lo spirito oggettivo; allora l individuo stesso non ha oggettività, verità e moralità se non in quanto ne è un membro. L associazione in quanto tale è essa stessa il vero contenuto e il vero scopo, e la destinazione degli individui consiste nel condurre una vita collettiva» [citato da Marcel Gauchet nel Dictionnai re critique de la Révolution française]. La contrapposizione tra queste concezioni non si basa sull antitesi tra un olismo tradizionale e un individualismo moderno; essa mette a confronto i due aspetti della modernità. Da un lato, all assolutismo della legge divina si sostituisce il principio dell utilità sociale, l uomo deve essere considerato un cittadino ed è tanto più virtuoso quanto più sacrifica i propri interessi egoistici alla salvezza e alla vittoria della nazione; d altro canto, gli individui e le categorie sociali difendono i propri interessi e i propri valori di fronte a un governo i cui appelli all unità ostacolano le iniziative individuali e dunque la sua stessa rappresentatività. Questa contrapposizione non può essere superata con una migliore comprensione di cosa sia la nazione, che è non già lo Stato ma il po polo, e dunque la volontà generale, giacché questo riferimento appar tiene a una delle due concezioni che si tenta di 20

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