Verbi sintagmatici come categoria e come costruzione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Verbi sintagmatici come categoria e come costruzione"

Transcript

1 Raffaele Simone Università Roma Tre, Roma Verbi sintagmatici come categoria e come costruzione 1. Preliminari Insieme a Schwarze (1985) ho dato qualche contributo alla prima definizione della nozione di verbo sintagmatico (d ora innanzi VS) in italiano e alla delimitazione di questa classe di parole (Simone 1997). Un esercizio del genere fu reso possibile dal fatto che, pur essendo pochi per numero, questi verbi sono omogenei come formula e per comportamento, sono frequentissimi nell uso e caratterizzano nettamente l italiano tra le lingue romanze dal punto di vista della tipologia lessicale. Per giustificarli come classe avevo adottato però, abbastanza sommariamente, l idea, di impronta dialettologica, che essi provenissero dal fondo delle parlate settentrionali, filtrato nella lingua generale in misura variabile da zona a zona. La spiegazione era in un certo senso superficiale e non teneva conto di una varietà di fattori di sfondo, per esempio quello diacronico. In seguito diverse cose sono cambiate. Anzitutto tracce di questi verbi si sono trovate numerose in diverse varietà dell italiano (Vicario 1997) e già in italiano antico (Masini 2007). Come questo convegno ha mostrato, altre tracce importanti percorrono addirittura tutta la storia dell italiano, scritto parlato e di tutti i registri e modalità, oltre che apparire in altre lingue anche prive di relazioni. Si è visto così che l italiano conteneva VS già prim ancora che qualsivoglia fondo settentrionale cominciasse a operare, ossia dalla più remota antichità e con speciale abbondanza in Dante. Inoltre si è visto che, pur confermandosi che è plausibile interpretare i VS come una classe omogenea, i criteri per definirla possono essere più sfumati e articolati di quanto prevedessi (Masini, in questo volume). Ciò ha suggerito un interpretazione più ricca e esplicativa, che chiamerei tipologica : l italiano si è dotato per tempo di questa classe di parole, per rientrare compiutamente in un tipo dal quale era praticamente uscito, e (da un altro punto di vista) per compensare una propria specifica debolezza semantica nella codifica di taluni tratti del movimento. Non avrei motivo di presentarmi qui se non per associarmi alla nuova interpretazione. Lo faccio invece anche perché, nei più che dieci anni passati da quando ho pubblicato l articolo sui VS, ho riflettuto ancora su quel tema e altri To appear in Cini, Monica (ed.), I verbi sintagmatici in italiano e nelle varietà dialettali. Stato dell arte e prospettive di ricerca, Frankfurt am Main, Peter Lang.

2 2 18 affini, e, se forse non sono in grado di dare come vorrebbe il titolo di questo convegno nuove acquisizioni, confido di poter offrire qualche nuova riflessione, che articoli e consolidi l interpretazione tipologica, e suggerire un interpretazione dei VS per usare la formula che piaceva a Benveniste come problema di linguistica generale. 2. Grammatica di Costruzioni e Categorie Ho infatti sviluppato nel frattempo una teoria del significato grammaticale a cui ho dato il nome di Grammatica di Costruzioni e Categorie (GCC: Simone 2006a, b; 2007). A prima vista la GCC può apparire come una variante della Construction Grammar (CG), un indirizzo molto mainstream da alcuni anni. Devo sottolineare subito che non è così. Benché esistano diverse innegabili affinità di fondamento tra i due modelli, a differenza della CG la GCC non è affatto una teoria della sintassi, cioè dei modi in cui le parole si combinano per formare unità maggiori, ma è specificamente una teoria del significato grammaticale: il suo focus è quindi sulla natura della grammatica e sul suo modo di articolarsi. Inoltre nella GCC sono centrali due elementi estranei alla Construction Grammar: la nozione di categoria (che, come si vedrà, ha un importanza teorica pari a quella di costruzione) e la componente pragmatica. Il motivo per cui sottolineo queste differenze è che, siccome la GCC è ben sensibile a fenomeni come i VS (per motivi che illustrerò subito), è interessante provare a vedere cosa si ottiene se in essa s inquadrano i VS. Prima di fare ciò, però, devo richiamare alcuni elementi fondamentali di questo modello. Le nozioni che presenterò in forma sommaria sono sviluppate nei lavori indicati prima Domini di grammaticalizzazione Come ho appena detto, la GCC è una teoria del significato grammaticale, si riferisce cioè a quelle aree di significato obbligato che si addensano sotto forma di grammatica, in quel sistema di scelte omogenee e complementari a cui ho suggerito (Simone 1990) di ricondurre la grammatica. In diversi lavori Lazard (2006) ha chiamato queste aree domini di grammaticalizzazione (domaines de grammaticalisation) e le ha rappresentate articolate in partizioni più fini, che designa come zone focali (zones focales). Tra i domini di grammaticalizzazione primari sono ad es. le informazioni sul tempo o per meglio dire sull intera area TAM (tempo/aspetto/modo), che tutte le lingue grammaticalizzano, ancorché in forme diverse e tipologicamente rilevanti. In questa prospettiva quando si parla di grammatica si postulano alcune proprietà:

3 3 18 (1) Postulati della grammatica a. ciascuna lingua adotta i domini di grammaticalizzazione; b. questi sono articolati in zone focali; c. ai significati dei domini sono attribuiti dei significanti; d. i significati grammaticali obbligati non possono perdere il significante. Alcuni di questi postulati torneranno nella discussione seguente. Il motivo per cui certe aree diventano domini di grammaticalizzazione e altre no è oscuro, e sarebbe di grande interesse indagarlo a fondo. La risposta non è semplice né è una sola. Suggerisco che stia in parte nel fatto che certi domini di grammaticalizzazione si stabilizzano proprio per permettere il funzionamento dei quadri fondamentali del linguaggio: predicare e compiere operazioni pragmatiche di varia natura (Simone 2007). In questo senso, il fatto che nei domini di grammaticalizzazione rientrino certi settori di significato (come TAM) invece che altri può esser dovuto a uno di quei vincoli naturali sull architettura del linguaggio di cui si discute (Chomsky 2005; Simone & Lombardi Vallauri, in prep.), i quali provvedono i tratti che una lingua deve avere se si vuole che sia proprio una lingua e non un artefatto qualsivoglia. Questa risposta, però, se è forse giusta, è troppo generale. Tradurla in un insieme di proposte più articolato è un impresa difficile, a cui non siamo ancora pronti. Mi basta dire per ora che secondo uno dei principi basilari della GCC il significato grammaticale si codifica in due canali che, pur essendo diversi, sono convergenti e suscettibili di sovrapporsi: Categorie e Costruzioni. 1 Categoria è però un termine con più sensi. Lo uso per designare tre entità diverse: (2) Tipi di categoria a. Categorie grammaticali, come solitamente intese in linguistica (Tempo, Modo, Aspetto, Aktionsart, ecc.); b. Categorie Nozionali; c. Classi di parole. Che cosa siano le categorie grammaticali è noto. Meno evidente è che esse hanno un tratto funzionale in comune: contribuiscono a codificare il modo in cui l evento è raffigurato nell enunciato. Categorie nozionali è termine non-standard che uso in mancanza di meglio per indicare quelle categorie che codificano talune nozioni (Partecipazione, Possesso, Concomitanza, Prossimità, etc.) che concernono la relazione tra il parlante e l ambiente extra-linguistico. 2 Quanto alla terza accezione di categoria (intese come classi di parole), vi tornerò tra un attimo, perché questo punto è strettamente pertinente ai nostri scopi. 1 Per dirla in un altro modo, categorie e costruzioni sono le due principali Tecnologie Linguistiche di cui si serve una lingua per codificare la propria grammatica (dettagli in Simone 2007). 2 Si tratta evidentemente delle nozioni studiate da Hansjakob Seiler e la sua scuola in numerosi importanti lavori. Per una rassegna, vedi Seiler (2000).

4 Aggregazioni di parole Venendo alle costruzioni, esse sono combinazioni relativamente stabili di parole, trattate (cioè depositate in memoria, recuperate, elaborate formalmente e semanticamente) come unità su qualche livello di rappresentazione. Il fatto che le parole possano combinarsi in aggregazioni è possibile perché nelle lingue opera il principio sintagmatico (Simone 1995, 1996): le parole, disponendosi in successione, non si limitano a affiancarsi l una all altra in modo markoviano ma contraggono tra loro relazioni in sintagmi di varia natura, varia forza attrattiva e varia estensione. Anche in quest ambito i punti oscuri sono numerosi. In pratica, entrando a far parte di una catena sintagmatica, le parole sono agglutinate da forze attrattive di diversa intensità e natura. Queste forze sono evidenti anche al parlante, visto che sono loro che gli permettono di distinguere con rispettabile precisione le parole-che-formano-sintagma (anche se distanti tra loro nella catena) dalle paroleche-non-formano-sintagma (anche se contigue). La consapevolezza del diverso tipo di legame è evidente in diversi aspetti del comportamento linguistico: nella lettura (ove il lettore attribuisce la giusta intonazione proprio secondo la sua percezione delle aggregazioni di parole), nella scrittura, ecc. Chiamo Forza Coesiva l effetto di questi attrattori che costituiscono un link tra le parole. Non sappiamo molto della natura e dei gradi di intensità della Forza Coesiva, ma possiamo almeno osservare che le parole si combinano in sintagmi secondo due regimi principali: (3) Regimi di connessione delle parole in sintagmi a. nella maggior parte dei casi, una volta combinate in sintagmi, le parole sciolgono i loro legami e per così dire tornano al loro posto nel lessico; si tratta in questi casi di combinazioni volatili ; b. in altri casi si combinano in modo non-volatile, cioè le parole entrano nel sintagma per così dire già legate. Il primo punto è evidente. Il secondo richiede una varietà di specificazioni e di tipi. Per esempio, alcune combinazioni si attivano solo quando le parole entrano a far parte di un ambiente sintagmatico specifico. A questo requisito rispondono le collocazioni (disco rigido, fare benzina, fare un esempio, mettere fretta) e le combinazioni preferenziali (caro amico, bella donna, buon lavoro), che sono costituite di entità lessicali indipendenti, tra le quali una Forza Coesiva si attiva solo quando l una si trova a co-occorrere con l altra. Altre combinazioni invece si stabilizzano a livello paradigmatico fino a formare lemmi unitari nel vocabolario, dei quali nessun elemento può rappresentare l insieme. A questo requisito rispondono le costruzioni in senso proprio, che come vedremo tra un istante sono di diversa natura. Rappresento la situazione con lo schema di (4), a cui aggiungo qualche osservazione in (5):

5 5 18 (4) Diagramma delle combinazioni e delle costruzioni Sintagmi Combinazioni Combinazioni Combinazioni Collocazioni volatili preferenziali Costruzioni (5) Combinazioni e costruzioni a. Combinazioni volatili: meri sintagmi, fatti di parole che si aggregano nel discorso e si disaggregano quando questo è esaurito; b. Combinazioni preferenziali: aggregazioni di parole (coppie, triple, etc.) di varia natura sintattica, che occorrono insieme frequentemente ma non sono né collocazioni né costruzioni in senso proprio; sono quindi definite solo da ragioni statistiche; c. Collocazioni: aggregazioni di parole di varia natura che rispettano le due seguenti condizioni i. CONDIZIONE SINTATTICA: formano sintagmi che incorporano sempre la propria testa; ii. CONDIZIONE LESSICALE: bloccano la sinonimia: ciò vuol dire che nella collocazione entra un solo termine di una serie sinonimica, o al massimo pochi, ma l alternanza non è libera: una sola scelta: disco rigido (*disco duro, *disco tosto), ecc.; due scelte: caffè lungo o alto (*caffè elevato), ecc. d. Costruzioni in senso proprio (rispondenti ad un insieme di requisiti specifici). Va notato anche che non tutte le aggregazioni si collocano sullo stesso piano: Combinazioni Volatili, Combinazioni Preferenziali e Collocazioni sono fenomeni sintagmatici, dato che si attivano solo quando le parole co-occorrono nella catena. Le Costruzioni, invece, tagliano di traverso l opposizione tra piano sintagmatico e piano paradigmatico: al livello massimo di Forza Coesiva, quando una costruzione diventa figée, questa passa a costituire una voce lessicale in senso lato, trasferendo sul piano paradigmatico una struttura che si è costruita sintagmaticamente. Le costruzioni rispondono a condizioni peculiari che le distinguono dalle altre aggregazioni. Ne ho presentato una lista dettagliata in Simone (2007). Qui mi limito a richiamarne qualche elemento:

6 6 18 (6) Alcune condizioni sulle Costruzioni a. Significato costruzionale: alcuni tipi di costruzione hanno un significato costruzionale, cioè un significato stabilmente incollato alla costruzione e si dissolve al di fuori di essa. b. Marche: una parte delle costruzioni sono riconoscibili da marche dedicate. c. Forza Pragmatica: alcune costruzioni portano una specifica informazione pragmatica e sono in questo peculiari. d. Specificità: le costruzioni sono language-specific, ma possono esserci somiglianze di funzione da una lingua all altra. Nella cornice definita dalle costruzioni rientrano, con varia specificità, una grande quantità di oggetti. La tabella seguente ne indica i principali: (7) Livelli di costruzioni Costruzioni Predicative Non-Predicative Con Senza Livello Livello Livello Forza Pragmatica Forza Pragmatica Classi di forme Modificatori Connettori [Parole sintagmatiche] Nomi Verbi etc. A noi interessano qui le speciali costruzioni non-predicative che costituiscono classe di parole. 3. I VS come categoria I VS sono insieme una classe di costruzioni non-predicative e una classe di parole: in altri termini sono un esempio di sovrapposizione di una costruzione con una categoria (nel senso definito in (2)c). Sono parole costruzionali, secondo uno schema che ricorre spesso nelle lingue: hanno una omogeneità formale (per questo si possono trovare criteri per definirle: Simone 1997; Masini, in questo volume), dato che rispondono a una formula; inoltre, dal punto di vista semantico codificano una zona focale anch essa stabile, dato che sono per lo più verbi di movimento (vedine la lista completa in Masini 2007).

7 Forzature di Formato e Operazioni Discorsive Forzature di formato. Per la GCC una classe di parole non è una pura e semplice lista di voci lessicali ma rappresenta un formato semantico predefinito, cioè un modo specifico e obbligato di strutturare l informazione semantica associata a una parola. Inoltre, la GCC prevede che, dato un determinato formato semantico, debba esistere una classe di parole che sia la migliore candidata a dargli codifica linguistica. Per esempio, un entità stabile, discreta e numerabile è naturalmente candidata a essere codificata da un Nome, anche se il Nome non è l unico modo di codificare quel formato. Adoperando etichette come quelle che ho appena citato ( entità stabile, discreta e numerabile e rispettivamente nome ), faccio implicito riferimento al fatto che nell analisi delle classi di parole occorre distinguere tra più livelli. Nel quadro della GCC si distinguono due livelli per quanto riguarda la transizione dal significato al significante. Il primo è il livello concettuale-cognitivo : questo è pre-linguistico (cioè privo di significante) e consiste in un pattern (che chiamo qui formato ) di organizzazione del significato che cerca una forma linguistica. Il secondo è un livello linguistico, che assegna un significante al formato in questione: (8) Relazioni tra livelli livello concettuale-cognitivo livello linguistico Formato concettualecognitivo cognitivo Nome Verbo Formato concettualecognitivo cognitivo Clausola.. Le bolle che rappresentano i formati concettuali-cognitivi pre-definiti sono topologicamente deformabili. Infatti, nella dinamica del discorso il parlante può aver bisogno di forzare il formato concettuale-cognitivo di una parola fino a convertirlo in quello proprio di una classe di parole diversa. In pratica, conserva alcuni parametri del formato concettuale-cognitivo originario e converte il resto nel formato di un altra classe di parole. Nella GCC ha un ruolo importante la nozione di operazione (che in linguistica è relativamente poco evocata, se si fa eccezione per taluni indirizzi della ricerca francese: vedi ad es., Culioli 1999). Infatti, alla funzione di compiere forzature rispondono alcune operazioni dedicate. Queste sono di due ordini: le

8 8 18 Forzature di Formato (FF), che operano sul livello concettuale-cognitivo convertendo un Formato in un altro, e le Operazioni Discorsive (OD) che agiscono al livello linguistico assegnando al Formato concettuale cognitivo una forma linguistica definita. Le FF sono in numero limitato. Ne indico alcune: (9) a. forzatura di un processo in un entità; b. forzatura di un entità in un processo; c. forzatura di un processo indefinito in un processo definito. Il ricorso a FF risponde a varie motivazioni. Alcune sono connesse con la rappresentazione del significato, altre con ragioni metadiscorsive. Ad esempio, la FF che converte Processo in Entità serve a rendere disponibile nel discorso un oggetto discreto e numerabile: (10)?il fatto che tua zia sia svenuta tre volte ci preoccupa molto (11) i tre svenimenti di tua zia ci preoccupano molto All inverso, la FF che converte Entità in Processo permette di distaccare (Simone 2008) sul nome in output alcuni parametri verbali (come la duratività) ottenendo così speciali effetti di senso: (12) la nostra passeggiata verso casa dura un ora ogni sera Dal punto di vista metadiscorsivo, la FF che converte Processo in Entità rende disponibile un Tema, e quindi permette di compiere su di esso tutte le elaborazioni conseguenti, ad esempio la focalizzazione: (13)?è del fatto che tua zia sia partita che sto parlando (14) è della partenza di tua zia che sto parlando Come si vede, la soluzione (14), pur essendo accettabile, è meno efficiente e flessibile della soluzione (13). Le FF sono processi del livello concettuale-cognitivo, che di per sé non è manifesto linguisticamente (dato che non è associato a un significante). Per avere una manifestazione superficiale, esse devono avere correlati linguistici: in altri termini, il formato che si ottiene con una FF deve essere codificato da una forma linguistica specifica. Quindi, a valle della FF occorre un operazione propriamente linguistica capace di convertire un oggetto linguistico in un altro. Ad es., se lo Stato-di-Cose (che è un oggetto del livello concettuale-cognitivo) è tipicamente rappresentato da una clausola (che è un oggetto linguistico), l Entità compatta è tipicamente rappresentata da un Nome Operazioni Discorsive. Alle FF corrispondono sul piano linguistico le Operazioni Discorsive (OD). In diversi lavori (Simone 2006a, b; 2007) ho sviluppato elementi di una teoria delle OD e non posso riprenderla qui. Ricordo

9 9 18 solo che le OD più importanti includono la Nominalizzazione, la Trasposizione di Livello e la Forzatura di Tipo, le cui funzioni sono sinteticamente le seguenti: (15) Funzioni e effetti delle OD a. Nominalizzazione: i. Al livello concettuale-cognitivo, converte uno Stato-di-Cose on un Evento in un Entità compatta; ii. Al livello linguistico converte una clausola in un nome, modificando la distribuzione degli argomenti originari e sopprimendo alcuni parametri (per es., l informazione temporale viene cancellata; l agente viene demosso); iii. Permette di disporre di un Tema; iv. Produce nuove voci lessicali. b. Trasposizione di Livello: i. Al livello concettuale-cognitivo, opera una serie di conversioni, come risulta dalla sua proprietà seguente. ii. Al livello linguistico, traspone qualunque unità linguistica, di qualunque livello, a un livello diverso da quello originario, sia conservando la categoria grammaticale originaria sia modificandola; iii. Non produce nuove voci lessicali, ma ricategorizza elementi già esistenti. c. Forzatura di tipo: i. Al livello concettuale-cognitivo, forza il significato di una voce lessicale da un tipo semantico a un altro: ho bruciato un giornale (giornale oggetto fisico ) > lavoro in un giornale (giornale organizzazione che produce il giornale ); ii. Non produce nuove voci lessicali, ma articola la semantica di voci già esistenti Parole costruzionali e verbi di movimento A questo punto possiamo tornare ai VS, che vediamo come parole costruzionali originate attraverso una Trasposizione di Livello. Dal punto di vista tipologico non è infrequente che una classe di parole (in particolare di verbi) sia costituita da costruzioni. A non menzionare la notissima classe dei phrasal verbs inglesi, molte lingue altre hanno ad esempio verbi costruzionali. in persiano moderno questo tipo di verbi è tipologicamente produttivo; in giapponese, il fenomeno riguarda in particolare i verbi di neoformazione; in lingue creole diverse, esso concerne soprattutto verbi di movimento. Ecco alcuni esempi: (16) NEOPERSIANO zendegi kardan vivere vita fare shekast dâdan sconfiggere disfatta dare pâyân yâftan finire fine trovare

10 10 18 In questi casi si tratta di VS formati da verbo leggero + nominale oggetto. Ma ci sono casi in cui i componenti del VS sono verbo pieno + altro elemento pieno, di tipo avverbiale o preposizionale, secondo la formula: (17) VERBO DI MOVIMENTO + AVVERBIO DI DIREZIONE Attraverso questa formula, si formano costruzioni che danno luogo a una singola parola, che si comporta come unità. Le analisi di Masini (2007) e già prima le mie mostrano che i VS italiani sono quasi tutti verbi di movimento: una loro forma prototipica (in quanto rappresenta nella forma migliore tutte le loro proprietà) è volare via, che contiene un verbo di movimento seguito da un avverbio che indica la direzione rispetto a un punto di partenza. È interessante notare che in varie lingue è proprio tra i verbi di movimento che i VS sono particolarmente frequenti. Il fenomeno era stato già messo in luce in Talmy (1975; 2000), dove i verbi di movimento sono distinti come è noto in due classi (verbi verb-framed e verbi satellite-framed) opposte per il modo in cui esprimono il path del movimento. I verbi di movimento sono dotati, al livello che ho chiamato concettualecognitivo, di un formato semantico predefinito, che specifica alcuni parametri (ad es., la fonte, il punto d arrivo e la maniera ) e facoltativamente altri (ad es., il path del movimento). Nei verbi verb-framed l informazione sul path è codificata dalla voce verbale, nei satellite-framed da una particella aggiunta (il satellite ) alla voce verbale. L italiano starebbe allora (insieme a inglese, tedesco, olandese, russo ) nella categoria delle lingue satellite-framed. La diversa soluzione che le lingue danno al path del movimento può essere adoperata (secondo Talmy) come tratto tipologico per caratterizzarle. Benché abbia il merito di aver posto con acume il problema, la tipologia di Talmy ha bisogno di riforma. Anzitutto concerne solo l aspetto superficiale dei verbi, e anche in questo quadro non mi pare che esaurisca le possibilità tipologiche esistenti. Ad esempio, in latino, per via del tipico fenomeno della preverbazione (Meillet & Vendryes 1924) che permette di aggiungere informazione rilevante al verbo mediante un prefisso o un prefissoide, il path del movimento è indicato dal prefisso. Ora, questo non è proprio un satellite, dato che non essendo separabile non ha autonomia sintattica rispetto al verbo: (18) LATINO ex-eo esco fuori-vado ob-eo attraverso attraverso-vado de-sum sono assente giù.da-sono ad-sum sono presente in.direzione.di-sono in-sisto sto sopra in-sto.fermo re-sisto mi oppongo ripetutamente-sto.fermo Nella serie di sisto risalta in particolare la varietà di modi per segnalare il path movimento:

11 11 18 (19) Informazione dei prefissi verbali latini as-sisto sono presente (a un evento) con-sisto de-sisto cesso di essere presente; abbandono in-sisto sono presente (in un posto stabile) per-sisto sono presente attraversando re-sisto sono presente con insistenza sub-sisto sono presente sotto (un posto determinato) Alla classificazione à la Talmy occorre associare quindi un parametro tipologico di maggior impegno semantico: il peso che ogni lingua attribuisce alla codifica del path. Infatti in alcune lingue il verbo di movimento incorpora invariabilmente informazione sul path, in altre questa informazione appare in modo intermittente e dev essere supplita con mezzi addizionali. Chiamo le prime lingue a forte mozionalità, le seconde lingue a bassa mozionalità. Il latino è una lingua del primo tipo, l italiano del secondo. Incrociando i due criteri accennati avremo allora: (20) Incrocio di criteri per la classificazione dei verbi di movimento a. Struttura superficiale lingue verb-framed lingue satellite-framed b. Livello concettuale-cognitivo lingue a bassa mozionalità lingue a alta mozionalità In questi termini, possiamo considerare il latino come una lingua (a) satellite-framed (con preverbazione) e (b) ad alta mozionalità, l italiano come una lingua (a) satellite-framed e (b) a bassa mozionalità. Per cogliere appieno il senso di questa classificazione bisogna però tenere conto anche della prospettiva diacronica. Resta infatti da spiegare come mai l italiano sia l unica tra le lingue romanze 3 che abbia scelto la strada di trasferire l informazione di movimento sull avverbio associato. 4. Verbi Sintagmatici In latino il path la freccia che collega un punto del movimento all altro è codificato in modo netto, soprattutto a carico dei prefissi verbali, come si vede dagli esempi che ho dato sopra. La codifica del path è infatti un tratto tipologicamente cruciale per caratterizzare i formati del latino. Per converso, nelle lingue romanze la leggibilità dei prefissi latini si è ridotta. La struttura morfologica originaria è bensì conservata e ancora 3 Come è noto, nelle lingue romanze che hanno VS questi costituiscono liste minime e non particolarmente caratterizzanti: in francese se ne trovano una decina, in spagnolo anche meno.

12 12 18 riconoscibile (con i dovuti adattamenti) ma il confine tra prefisso e verbo non è più leggibile. Ciò è importante, perché rende non più visibile la struttura del formato semantico sottostante. Questo fenomeno, se influenza tutto il lessico ereditato dal latino, colpisce in particolare i verbi di movimento, in cui l informazione sul path, portata in origine soprattutto dal prefisso, non è più individuabile. Si confrontino gli eredi italiani diretti delle voci della lista in (19): (21) Eredi italiani dei verbi latini di (19) assisto consisto desisto insisto persisto resisto sussisto I verbi italiani in (21) hanno del tutto (o quasi) perduto la lettura mozionale, come si vede spec. per consisto, insisto, sussisto, persisto. La distanza tra latino e italiano non potrebbe essere maggiore: se i prefissi verbali latini erano per lo più marcatori di path, quelli italiani sono prefissi solo in senso superficiale, dato che non portano alcuna peculiare informazione. Una parte degli eredi di quei prefissi ha preso in italiano una funzione aspettuale (Masini & Iacobini 2006), dato che codifica gradi diversi di Aktionsart: così per as-sisto, dove ad- > as- non dà informazione sulla direzione del movimento ma sulla sua processualità. La perdita di leggibilità della struttura di parola si presenta in gradi diversi nelle lingue romanze. In alcune la direzionalità, pur essendo codificata frammentariamente, è ancora chiara e densamente codificata: spagnolo e portoghese hanno ad es. due distinti verbi di portare secondo che il processo coinvolga o no il parlante come proprio elemento (nel primo caso llevar, nel secondo traer). Il francese occupa una posizione peculiare, perché ha attraversato (come ha suggerito Kopecka, in stampa) un cambiamento tipologico per quanto attiene ai verbi di movimento: (a) originariamente ha avuto una fase satelliteframed, (b) ne ha attraversata poi una in cui in alcuni prefissi si conserva informazione sul path (è una sorta di preverbazione: sor-saillir saltare in alto, por-aller andare in cerca, par-jeter gettare via ), (c) nella fase attuale il path è codificato indistinguibilmente in un verbo sintetico, anche se sussistono tracce delle fasi precedenti (in verbi come ap-porter portare con sè, a-mener portare verso chi parla, em-mener portare [una persona] verso, em-porter portare via, en-voler volare via, ecc.). Si ha dunque una successione interessante: (22) Successione francese nei verbi di movimento verbi satellite-framed > verbi con prefissi di movimento > verbi sintetici Nella famiglia romanza l italiano occupa la posizione di massima debolezza: i prefissi latini di path non sono più leggibili, i verbi di portare sono

13 13 18 ridotti a uno (che non dice più nulla né sulla posizione dell emittente, né sulla direzione del movimento, né sul path), i verbi di andare a due (andare e venire), la scelta di verbi di andare con maniera (alla stregua di ciò che accade con to ride in inglese, fahren in tedesco e rouler in francese) non è affatto obbligatoria, ecc. È quindi una lingua a bassa mozionalità. 5. I VS come costruzione Da un punto di vista tipologico il movimento (nella varietà dei suoi parametri: direzionalità, maniera, path) è una zona focale. Non si danno lingue in cui l area del movimento sia talmente indebolita da risultare neutralizzato. Una simile condizione è esclusa dal postulato (1d). Si può assumere allora che, se una lingua subisce un danno grammaticale che viola il livello minimo di adeguatezza semantica, questo danno dev essere riparato. Una zona focale danneggiata può essere riparata con mezzi diversi. In un lavoro di diversi anni fa (Simone 2002) ho mostrato che, in alcuni dialetti italiani (come il salentino) che hanno perduto l infinito per ragioni storiche diverse, si è recuperata la funzione infinitiva destinando a ciò una clausola completiva dedicata (quella introdotta dal complementatore cu). Il caso è istruttivo perché mette in evidenza una delle tecniche che le lingue seguono per riparare aree focali danneggiate: dedicare ad essa una nuova forma, anche se questa è di tipo diverso da quella originaria. Nel caso specifico, una clausola completava dunque una struttura sintattica prende le funzioni di un antecedente forma semplice (l infinito). Per la riparazione esistono altre risorse. Una è offerta dalle costruzioni. Dal punto di vista costruzionale i VS italiani sono formati di un lemma verbale e un elemento avverbiale che porta l informazione sul path. Il carattere avverbiale di questo secondo elemento è però instabile: esso può convertirsi in preposizione, diventando testa di argomenti e producendo cambiamenti rilevanti nella fonologia e nell intonazione (Masini, in questo volume). Il francese, che ha subito un danno di mozionalità non diverso da quello dell italiano, ha scelto un altra strada. Nel cambiamento tipologico che Kopecka (in stampa) suggerisce di vedere nella diacronia di questa lingua per quanto concerne i verbi di movimento, il francese è passato da una soluzione in termini di VS ad una a verbo sintetico: sortir è ad es. l equivalente preciso dell italiano tirare fuori e illustra in modo chiaro la situazione. Tra le lingue (tra quelle romanze in particolare) è attestata anche un altra risorsa: l aggiunta di una particella clitica originariamente locativa, che distingue i verbi normali da classi diverse di verbi marcati (di movimento, ecc.). Tracce di questa soluzione appaiono in lingue diverse in Europa. In inglese, ad esempio, up si aggiunge a verbi diversi per renderne perfettivo il significato. In salentino, la particella clitica nde (lat. inde, ital. ne) codifica il distacco dalla fonte e crea un opposizione tra la classe dei verbi di distacco e quella dei verbi non-marcati.

14 14 18 Il clitico, che specifica un significato perfettivo, ha perso la semantica locativa e indica oramai solo l aspetto: 4 (23) Verbi con clitici mozionali se nde ola volare via [in modo definitivo] vs. sta bbola volare se nde ae andare via [in modo definitivo] vs. sta bbae andare se nde bbesse esce [in modo definitivo] vs. sta bbesse esce Si può supporre che esista un ciclo di risorse per ricostruire zone focali la cui codifica sia stata danneggiata, indebolita o distrutta, che indico con una scala che può essere letta sia diacronicamente sia sincronicamente.: (24) Ciclo di ricostruzione di verbi di movimento danneggiati VS > verbi con particella clitica > risemantizzazione mozionale di verbi sintetici preesistenti Nella lettura diacronica la scala descriverebbe in parte il caso del francese, in quella sincronica rinvia alla scala tipologica seguente: (25) Scala tipologica delle risorse di ricostruzione Procedimento VS verbi con particella clitica Lingue italiano dialetti diversi francese risemantizzazione di verbi sintetici preesistenti 6. Due nodi da esplorare In conclusione vorrei segnalare alcuni nodi indagando i quali è possibile che si chiariscano alcuni ulteriori aspetti dei VS. Anzitutto, va segnalato che, mentre i dati di Masini e di Vicario (in questo volume) suggeriscono che il fenomeno dei VS sia limitato alla varietà toscana e nord-orientale dell italiano e dei dialetti retrostanti, il fenomeno sembra interessare tutta la penisola. In diverse parlate dialettali del sud d Italia e nei corrispondenti tipi di italiano regionale, ad es., si incontrano VS. In salentino, ad es., i verbi di movimento possono diventare VS con la preposizione di un avverbio di direzione, che funziona non come codifica del path ma come intensificatore di mozionalità: (26) VS di movimento intensificati in salentino iessi fore uscire fuori vs. iessi mina abbasciu gettare giù vs. mina nchiana subbra salire su vs. nchiana scinni abbasciu scendere giù vs. scinni 4 Avverto che le forme del verbo salentino sono trascritte alla persona 3, dato che questo dialetto manca dell infinito di citazione.

15 15 18 spingi nnanti spingere innanzi vs. spingi trasi intra entrare dentro vs. trasi Un indagine geolinguistica di questo fenomeno sarebbe del più alto interesse. Infine va sottolineata la produttività dei VS a livello di discorso. Pur costituendo a livello di sistema un insieme piuttosto limitato, i VS di movimento non sono infatti un insieme chiuso. Ne abbiamo prove diverse nei corpora. In una pagina di Pirandello 5 ho trovato ad esempio le linee seguenti: (27) Una pagina di Pirandello Un lieve sterzo. C è una carrozzella che corre davanti. Pò, popòòò, pòòò. Che? La tromba dell automobile la tira indietro? Ma sì! Ecco pare che la faccia proprio andare indietro, comicamente. Le tre signore dell automobile ridono, si voltano, alzano le braccia a salutare con molta vivacità, tra un confuso e gajo svolazzio di veli variopinti; e la povera carrozzella, avvolta in una nuvola alida, nauseante, di fumo e di polvere, per quanto il cavalluccio sfiancato si sforzi di tirarla col suo trotterello stracco, seguita a dare indietro, indietro, con le case, gli alberi, i rari passanti, finché non scompare in fondo al lungo viale fuor di porta. Scompare? No: che! È scomparsa l automobile. La carrozzella, invece, eccola qua, che va avanti ancora, pian piano, col trotterello stracco, uguale, del suo cavalluccio sfiancato. E tutto il viale par che rivenga avanti, pian piano, con essa. [ ] Le tre signore dell automobile sono tre attrici della Kosmograph e hanno salutato con tanta vivacità la carrozzella strappata indietro dalla loro corsa meccanica [ ] nella carrozzella ci sono io. M han veduto scomparire in un attimo, dando indietro comicamente, in fondo al viale; hanno riso di me; a quest ora sono già arrivate. Ma ecco che io rivengo avanti, care mie. Pian pianino, sì; ma che avete veduto voi? Una carrozzella dare indietro, come tirata da un filo, e tutto il viale assaettarsi avanti in uno striscio. Questo testo è evidentemente percorso da un estrema preoccupazione dinamica. Lasciando a uno specialista di dire se davvero (come si sospetterebbe) il testo è in chiave futurista, salta agli occhi come esso tenda alla rappresentazione di un movimento continuo da parte di tutti i personaggi e gli oggetti che sono in scena, in una sorta di carosello di moti a contrasto reciproco (l automobile che corre e la carrozzella che a confronto va tanto lenta che pare indietreggiare invece di avanzare). Si ha l impressione di essere dinanzi a una fase genetica del VS di movimento: per codificare la massima mozionalità, l autore inventa VS a volontà, sfruttando all estremo la formula di questa classe di parole. Alcuni dei verbi che usa sono già pronti a livelli di sistema, altri sono inventati: (28) VS inventati assaettarsi avanti, correre davanti, dare indietro, rivenire avanti, strappare indietro, tirare indietro 5 Cito da L. Pirandello, I quaderni di Severino Gubbio operatore, a c. di G. Ferroni, Giunti: Firenze 1994.

16 16 18 E difficile trovare un esempio più vistoso del fatto che in tutti i casi in cui la mozionalità del verbo è sentita come debole la si può rafforzare con invenzioni di discorso, nelle quali viene messa a frutto la formula tipica del VS.

17 17 18 Riferimenti Chomsky, Noam (2005), Three factors in language design, Linguistic Inquiry 36: Culioli, Antoine (1999), Pour une linguistique de l énonciation, voll. 2 e 3, Ophrys: Paris. Kopecka, Anette (in stampa), From a satellite- to a verb-framed pattern: a typological shift in French in Cuyckens, H et al. (eds.), Variation and change in adpositions of movement, John Benjamins: Amsterdam & Philadelphia. Lazard, Gilbert (2006), La quête des invariantes interlangues. La linguistique est-elle une science?, Honoré Champion: Paris. Masini, Francesca (2007), Parole sintagmatiche in italiano. Tesi di dottorato inedita, Università Roma Tre, Roma. Masini, Francesca (questo volume), Verbi sintagmatici e ordine delle parole. Masini, Francesca & Iacobini, Claudio (2006), The emergence of verb-particle constructions in Italian : locative and actional meanings in Morphology 16 : Meillet, Antoine & Vendryes, Joseph (1924), Traité de grammaire comparée des langues classiques, Champion : Paris (rist. ivi, 1968). Schwarze, Christoph (1985), Uscire e andare fuori : struttura sintattica e semantica lessicale in Franchi de Bellis, A. & Savoia, Leonardo M. (eds.), Sintassi e morfologia della lingua italiana d uso. Teorie e applicazioni descrittive. Atti del XXIV congresso internazionale della SLI Società di Linguistica Italiana, Bulzoni: Roma, pp Seiler, Hansjakob (2000), Language Universals Research: A Synthesis, Narr: Tübingen. Simone, Raffaele (1995), The Search for Similarity in the Linguist s Cognition, in Cacciari, Cristina (ed.), Similarity in Language, Thought and Perception, Brepols: Bruxelles, pp Simone, Raffaele (1996), Linguaggio, in Enciclopedia delle Scienze Sociali, vol. 5, Istituto della Enciclopedia Italiana: Roma, pp Simone, Raffaele (1997), Esistono verbi sintagmatici in italiano?, in De Mauro, Tullio & Lo Cascio, Vincenzo (eds.) Lessico e grammatica. Teorie linguistiche e applicazioni lessicografiche, Bulzoni: Roma, pp Simone, Raffaele (2002), Dual complementizer in a language without infinitive in Hannsen, Hanna et al. (eds.), L infinito e oltre. Omaggio a Gunver Skytte, Odense University Press: Odense, pp Simone, Raffaele (2006a), Nominales sintagmáticos y nominales nosintagmáticos, in De Miguel, Elena et al. (eds.), Estructuras léxicas y estructuras del léxico, Peter Lang: Berlin, pp Simone, Raffaele (2006b), Constructions : types, niveaux, force pragmatique in Guillot, C. et al. (eds.), A la quête du sens. Etudes littéraires, historiques et

18 18 18 linguistiques en hommage à Christiane Marchello-Nizia, ENS : Lyon, pp Simone, Raffaele (2007), Constructions and Categories in Verbal and Signed languages, in Pietrandrea, Paola et al. (eds.), Verbal and Signed Languages. Comparing Structures, Constructs and Methodologies, Mouton & De Gruyter: Berlin & New York, pp Simone, Raffaele (2008), Coefficienti verbali nei nomi in Bertinetto, Pier Marco (ed.), Il verbo. Atti del congresso internazionale della SIG, in stampa. Simone, Raffaele & Lombardi Vallauri, Edoardo (in prep.), Vincoli naturali sull architettura del linguaggio, in prep. Talmy, Leonard (1975), Semantics and the syntax of motion, in Kimball, J. (ed.), Syntax and Semantics 26, Academic Press: New York, pp Talmy, Leonard (2000), Toward a Cognitive Semantics, vol. 2: Typology and Process in Concept Stucturing, The MIT Press: Cambridge (Mass.). Vicario, Federico (1997), I verbi analitici in friulano, FrancoAngeli: Milano.

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa L insegnamento della lingua materna nella scuola secondaria superiore si dimostra particolarmente importante

Dettagli

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 La linguistica e i suoi settori 2 2 La grammatica come mezzo per rappresentare la competenza linguistica 2 3 Le componenti della

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

Il modello metodologico del Sistema di Misurazione e Valutazione della sicurezza aziendale (MVS)

Il modello metodologico del Sistema di Misurazione e Valutazione della sicurezza aziendale (MVS) Il modello metodologico del Sistema di Misurazione e Valutazione della sicurezza aziendale (MVS) >> Il Sistema MVS permette di misurare e valutare la sicurezza aziendale (nell accezione di Security) nei

Dettagli

Indessicalità / Indexicality William F. Hanks

Indessicalità / Indexicality William F. Hanks Indessicalità / Indexicality William F. Hanks Il termine indessicalità indica l onnipresente dipendenza dal contesto degli enunciati di qualunque lingua naturale, e comprende fenomeni diversissimi come

Dettagli

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana CRITERI DI VALUTAZIONE PER LE PROVE SCRITTE L obiettivo del valutatore, nella correzione delle prove

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Enunciati atomici e congiunzione In questa lezione e nelle successive, vedremo come fare

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust)

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) IL TEMPO DI MENTINA Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) E tempo di occuparci di Mentina, la mia cuginetta che mi somiglia tantissimo; l unica differenza sta nella

Dettagli

2. Fabula e intreccio

2. Fabula e intreccio 2. Fabula e intreccio Abbiamo detto che un testo narrativo racconta una storia. Ora dobbiamo però precisare, all interno della storia, ciò che viene narrato e il modo in cui viene narrato. Bisogna infatti

Dettagli

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO Voti RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI DESCRITTORI Fino a 3 Del tutto insufficiente Assenza di conoscenze. Errori ortografici e morfo-sintattici numerosi e gravi. 4

Dettagli

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Progetto FEI Rete e Cittadinanza 2014-2015 Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Luana Cosenza, Università per Stranieri di Siena Marzo 2015 Piano di lavoro Principi della verifica e della valutazione

Dettagli

Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro)

Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro) Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro) Quando si realizzano dei documenti visivi per illustrare dati e informazioni chiave, bisogna sforzarsi di

Dettagli

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione nei procarioti Concetti base Nucleoside base purinica o pirimidinica legata alla posizione 1 dell anello pentoso Nucleotide base azotata-pentoso-fosfato Concetti base La trascrizione comporta

Dettagli

Flusso a costo minimo e simplesso su reti

Flusso a costo minimo e simplesso su reti Flusso a costo minimo e simplesso su reti La particolare struttura di alcuni problemi di PL può essere talvolta utilizzata per la progettazione di tecniche risolutive molto più efficienti dell algoritmo

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano

A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano A proposito dell origine della declinazione del pronome clitico di terza persona in italiano Giorgio Cadorini Università Carlo IV di Praga Sommario L articolo cerca di ricostruire

Dettagli

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio?

Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Il mistero dei muoni: perché arrivano sulla terra e cosa c entra la relatività del tempo e dello spazio? Carlo Cosmelli, Dipartimento di Fisica, Sapienza Università di Roma Abbiamo un problema, un grosso

Dettagli

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu Studiare in una L2 È un'attività cognitivamente complessa: apprendere (comprendere, elaborare, inquadrare,

Dettagli

Il giardino nella macchina

Il giardino nella macchina Idee per una rilettura Il giardino nella macchina La nuova scienza della vita artificiale Claus Emmeche Bollati Boringhieri, 1996 È possibile la vita artificiale? In che modo gli strumenti offerti dalla

Dettagli

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA

DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA ANNARITA RUBERTO http://scientificando.splinder.com DIECI ESPERIMENTI SULL ARIA per i piccoli Straws akimbo by Darwin Bell http://www.flickr.com/photos/darwinbell/313220327/ 1 http://scientificando.splinder.com

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

TEST D INGRESSO DI ITALIANO. Cognome...Nome...Classe IV...

TEST D INGRESSO DI ITALIANO. Cognome...Nome...Classe IV... TEST D INGRESSO DI ITALIANO Cognome...Nome...Classe IV... PUNTEGGIO FINALE.../50 VOTO ORTOGRAFIA Scegli l'alternativa corretta tra quelle proposte, barrando la lettera corrispondente. (1 punto in meno

Dettagli

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE O B I E T T I V I M I N I M I P E R L A S C U O L A P R I M A R I A E S E C O N D A R I A D I P R I M O G R A D O ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE Ascoltare e comprendere semplici consegne operative Comprendere

Dettagli

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Il buon nome - Chiavi di risposta e classificazione degli item Item Risposta corretta Ambito di valutazione Processi

Dettagli

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS?

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS? Cos è il BULATS Il Business Language Testing Service (BULATS) è ideato per valutare il livello delle competenze linguistiche dei candidati che hanno necessità di utilizzare un lingua straniera (Inglese,

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche:

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche: Italiano Lingua Seconda 1 biennio FWI, SGYM, SP raguardi di sviluppo delle competenze al termine dell anno scolastico. L alunno / L alunna sa comprendere gli elementi principali di un discorso chiaro in

Dettagli

SIS Piemonte. Parlare del futuro, fare delle previsioni. Specializzata: Paola Barale. Supervisore di tirocinio: Anna Maria Crimi. a.a.

SIS Piemonte. Parlare del futuro, fare delle previsioni. Specializzata: Paola Barale. Supervisore di tirocinio: Anna Maria Crimi. a.a. SIS Piemonte Parlare del futuro, fare delle previsioni Specializzata: Paola Barale Supervisore di tirocinio: Anna Maria Crimi a.a. 2003-2004 1 1. Contesto Liceo linguistico, secondo anno 2. Livello A2

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di famiglia, e stabilisce condizioni proprie per assegnare questa

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

TABELLA DEI COMPLEMENTI

TABELLA DEI COMPLEMENTI TABELLA DEI COMPLEMENTI REALIZZATA CON LA COLLABORAZIONE DELLA CLASSE II B DELLA SCUOLA SECONDARIA DALLA CHIESA E RUSSO DI BUSNAGO (MB) A. s. 2011/ 12 COMPLEMENTO DOMANDA A CUI RISPONDE ESEMPIO OGGETTO

Dettagli

Algoritmo euclideo, massimo comun divisore ed equazioni diofantee

Algoritmo euclideo, massimo comun divisore ed equazioni diofantee Algoritmo euclideo, massimo comun divisore ed equazioni diofantee Se a e b sono numeri interi, si dice che a divide b, in simboli: a b, se e solo se esiste c Z tale che b = ac. Si può subito notare che:

Dettagli

ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI

ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI ALGEBRA I: CARDINALITÀ DI INSIEMI 1. CONFRONTO DI CARDINALITÀ E chiaro a tutti che esistono insiemi finiti cioè con un numero finito di elementi) ed insiemi infiniti. E anche chiaro che ogni insieme infinito

Dettagli

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo unità 1 1 Leggi il testo Frisch Frisch era un abitudinario, come lo sono del resto quasi tutte le persone della sua età. Ogni mattina nei tre giorni che passava alla villa si alzava puntualmente alle sette

Dettagli

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione METODO DELLE FORZE CORSO DI PROGETTZIONE STRUTTURLE a.a. 010/011 Prof. G. Salerno ppunti elaborati da rch. C. Provenzano 1. METODO DELLE FORZE PER L SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTTICHE 1.1 Introduzione

Dettagli

GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) STUDENTE... SUFFICIENTE Punti 10.

GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) STUDENTE... SUFFICIENTE Punti 10. GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) IN (min. 5- max. 7,5) DISCRETO BUONO E (max 5) Analisi dei livelli e degli elementi del testo incompleta incompleta

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA Regoli di Nepero Moltiplicazioni In tabella Moltiplicazione a gelosia Moltiplicazioni Con i numeri arabi Regoli di Genaille Moltiplicazione

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati Simonetta Montemagni 1 1 Istituto di Linguistica Computazionale - CNR / Consorzio Pisa Ricerche, Pisa, Italy

Dettagli

La ricerca non sperimentale

La ricerca non sperimentale La ricerca non sperimentale Definizione Ricerca osservazionale: : 1. naturalistica Ricerca osservazionale: : 2. osservatori partecipanti Ricerca d archiviod Casi singoli Sviluppo di teorie e verifica empirica

Dettagli

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Comunicazione E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Lucia Bacci * lucia.bacci@unifi.it Come sostiene Rosaria Egidi in Wittgenstein e il problema

Dettagli

Project Cycle Management. 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico. di Federico Bussi

Project Cycle Management. 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico. di Federico Bussi Project Cycle Management 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico di Federico Bussi federicobussi1@gmail.com 1 La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico Nelle pagine precedenti abbiamo

Dettagli

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare

Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Andiamo più a fondo nella conoscenza del Sistema Solare Come abbiamo visto nelle pagine precedenti il Sistema Solare è un insieme di molti corpi celesti, diversi fra loro. La sua forma complessiva è quella

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

Modello OSI e architettura TCP/IP

Modello OSI e architettura TCP/IP Modello OSI e architettura TCP/IP Differenza tra modello e architettura - Modello: è puramente teorico, definisce relazioni e caratteristiche dei livelli ma non i protocolli effettivi - Architettura: è

Dettagli

GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO

GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO Si prega di prestare particolare attenzione ai "PUNTI ESSENZIALI" Nota bene: la presente guida ha lo scopo di aiutare i richiedenti

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

IL GIOCO DEL 15. OVVERO: 1000$ PER SPOSTARE DUE BLOCCHETTI

IL GIOCO DEL 15. OVVERO: 1000$ PER SPOSTARE DUE BLOCCHETTI IL GIOCO DEL. OVVERO: 000$ PER SPOSTARE DUE BLOCCHETTI EMANUELE DELUCCHI, GIOVANNI GAIFFI, LUDOVICO PERNAZZA Molti fra i lettori si saranno divertiti a giocare al gioco del, uno dei più celebri fra i giochi

Dettagli

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta)

- transitivi Gianni ha colpito Pietro Ha mangiato (la pasta) Teoria tematica Ogni predicato ha una sua struttura argomentale, richiede cioè un certo numero di argomenti che indicano i partecipanti minimalmente coinvolti nell attività/stato espressi dal verbo stesso.

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO ECONOMICO SOCIALE. PROGRAMMA ESAMI INTEGRATIVI/IDONEITA' DI INGLESE (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA

LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO ECONOMICO SOCIALE. PROGRAMMA ESAMI INTEGRATIVI/IDONEITA' DI INGLESE (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA (1, 2, 3 e 4 anno) CLASSE PRIMA Simple del verbo to be in tutte le sue forme Il Present Simple del verbo to have (got) in tutte le sue forme I pronomi soggetto e complemento Gli aggettivi e pronomi possessivi

Dettagli

Omegna.doc. Laboratorio Fotografico. missione 1 - paesaggio urbano-industriale: la IRMEL. a cura di FRANCESCO LILLO

Omegna.doc. Laboratorio Fotografico. missione 1 - paesaggio urbano-industriale: la IRMEL. a cura di FRANCESCO LILLO Laboratorio Fotografico Omegna.doc missione 1 - paesaggio urbano-industriale: la IRMEL a cura di FRANCESCO LILLO Associazione Culturale Mastronauta progetto PER FARE UN ALBERO Laboratorio Fotografico Omegna.doc

Dettagli

2 Rappresentazioni grafiche

2 Rappresentazioni grafiche asi di matematica per la MPT 2 Rappresentazioni grafiche I numeri possono essere rappresentati utilizzando i seguenti metodi: la retta dei numeri; gli insiemi. 2.1 La retta numerica Domanda introduttiva

Dettagli

Il paracadute di Leonardo

Il paracadute di Leonardo Davide Russo Il paracadute di Leonardo Il sogno del volo dell'uomo si perde nella notte dei tempi. La storia è piena di miti e leggende di uomini che hanno sognato di librarsi nel cielo imitando il volo

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

IV-1 Funzioni reali di più variabili

IV-1 Funzioni reali di più variabili IV- FUNZIONI REALI DI PIÙ VARIABILI INSIEMI IN R N IV- Funzioni reali di più variabili Indice Insiemi in R n. Simmetrie degli insiemi............................................ 4 2 Funzioni da R n a R

Dettagli

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Corso di laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Trasmettitore

Dettagli

È senz altro riduttivo definire il libro di Antonello Ciervo come un saggio introduttivo. Si

È senz altro riduttivo definire il libro di Antonello Ciervo come un saggio introduttivo. Si Università degli studi di Roma La Sapienza, Dipartimento di Economia e Diritto, 17 dicembre 2013. Seminario organizzato nell ambito del Dottorato di Diritto pubblico dell economia dell Università degli

Dettagli

Tre Ires e tre progetti comuni

Tre Ires e tre progetti comuni IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto

Dettagli

INDICE. 8. Piano dell opera... 48

INDICE. 8. Piano dell opera... 48 INDICE INTRODUZIONE DELIMITAZIONE DELL OGGETTO DELLA RICERCA 1. Delimitazione del campo di osservazione e criteri selettivi delle fattispecie analizzate: premessa... 1 2. Legalità, singolarità e qualificazione

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO Perché una questione linguistica per l Unione europea? Il multilinguismo è oggi inteso come la capacità di società, istituzioni, gruppi e cittadini di relazionarsi

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica Università degli Studi di Parma Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica A.A. 2007-08 CORSO DI INGEGNERIA DEL SOFTWARE Prof. Giulio Destri http://www.areasp.com (C) 2007 AreaSP for

Dettagli

Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia

Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) GLI AMBITI CLASSICI DELLO SVILUPPO SV. FISICO-CEREBRALE SV. SENSORIALE-PERCETTIVO SV. MOTORIO SVILUPPO COGNITIVO SVILUPPO COMUNICATIVO E LINGUISTICO SV.

Dettagli

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La termodinamica è quella branca della fisica che descrive le trasformazioni subite da un sistema (sia esso naturale o costruito dall uomo), in seguito

Dettagli

IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA

IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA Ingeborga BESZTERDA & Beata SZPINGIER Università Adam Mickiewicz di Poznań IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA Il contatto fra lingue e dialetti rappresenta un caso particolare

Dettagli

Capitolo primo La governance: che cos è?

Capitolo primo La governance: che cos è? Capitolo primo La governance: che cos è? 1. Definire la governance Governance è un termine mutuato dall inglese e se volessimo darne una definizione in italiano facendoci aiutare da un dizionario scopriremmo

Dettagli

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica?

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CAPITOLO 3 1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? I modi di analisi del suono sono tre: il percettivo, l'acustico e l'articolatorio. Possiamo ricondurre

Dettagli

MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA

MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA ANDREA USAI Dipartimento di Informatica e Sistemistica Antonio Ruberti Andrea Usai (D.I.S. Antonio Ruberti ) Laboratorio di Automatica

Dettagli

IL RIMARIO IL RICALCO

IL RIMARIO IL RICALCO Preparare un rimario: IL RIMARIO - gli alunni, a coppie o singolarmente, scrivono su un foglio alcune parole con una determinata rima; - singolarmente, scelgono uno dei fogli preparati e compongono nonsense

Dettagli

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA Pag 2 INDICE Parte Prima 1. MANIFESTO DEGLI STUDI PER GLI IMMATRICOLATI A.A. 2012-2013 1.1 Laurea Magistrale

Dettagli

Informatica Applicata

Informatica Applicata Ing. Irina Trubitsyna Concetti Introduttivi Programma del corso Obiettivi: Il corso di illustra i principi fondamentali della programmazione con riferimento al linguaggio C. In particolare privilegia gli

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

L'utensile é diventato bianco

L'utensile é diventato bianco L'utensile é diventato bianco In questi giorni mi sono allenato a fare delle vele sia di carta che di tessuto. Sono soddisfatissimo, mai avuto vele cosi belle, pero, pero' non riesco ad ottenere un bel

Dettagli

Lingue creole e lingue segniche

Lingue creole e lingue segniche S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 1 Lingue creole e lingue segniche Alcuni linguisti (tra cui Fischer 1978; Edwards e Ladd 1984) hanno notato certe affinità tra lingue creole e lingue segniche.

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI

CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI COMMISSIONE PARITETICA PER I PRINCIPI DI REVISIONE LA COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI

Dettagli

OSSIGENO. Perché un ennesimo osservatorio

OSSIGENO. Perché un ennesimo osservatorio OSSIGENO Osservatorio Fnsi-Ordine Giornalisti su I CRONISTI SOTTO SCORTA E LE NOTIZIE OSCURATE Perché un ennesimo osservatorio Alberto Spampinato* Il caso dei cronisti italiani minacciati, costretti a

Dettagli

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Contenuti: competenza lessicale: espressioni lessicali e metaforiche; competenza grammaticale: ripresa dei pronomi diretti e indiretti; competenza pragmatica:

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue Italian Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue The Italian translation of The right of the deaf child to grow up bilingual by François Grosjean University of Neuchâtel, Switzerland Translated

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

9. Urti e conservazione della quantità di moto.

9. Urti e conservazione della quantità di moto. 9. Urti e conservazione della quantità di moto. 1 Conservazione dell impulso m1 v1 v2 m2 Prima Consideriamo due punti materiali di massa m 1 e m 2 che si muovono in una dimensione. Supponiamo che i due

Dettagli

Inizio della vita di Hyde e prime malefatte-si trasforma in Hyde

Inizio della vita di Hyde e prime malefatte-si trasforma in Hyde 1 STRUTTURA FABULA: Primi esperimenti del Dr Jekyll -Jekyll nasce nel 18.. Jekyll ha divergenze con Lanyon -Poole comincia a lavorare come maggiordomo da Jekyll nel 1860 circa Jekyll scopre la dualità

Dettagli