5. APPLICAZIONE DELL ANALISI STATISTICA AD ALCUNI RISULTATI ANALITICI SIGNIFICATIVI.

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1 5. APPLICAZIONE DELL ANALISI STATISTICA AD ALCUNI RISULTATI ANALITICI SIGNIFICATIVI Correlazione fra coliformi fecali ed Escherichia coli. Le normative relative alla definizione della qualità igienico-sanitaria delle acque, descrivono una serie di controlli microbiologici che sono basati principalmente sulla determinazione della presenza di indicatori di contaminazione fecale. Tali indicatori, più che avere una loro specifica valenza, permettono di determinare l evoluzione dei fenomeni inquinanti delle acque in esame. Tradizionalmente coliformi e streptococchi fecali (enterococchi) sono stati assunti come indicatori di contaminazione fecale. Tuttavia, da alcuni anni, è stata oggetto di discussione la validità dei coliformi quali rivelatori accurati di presenza e densità di patogeni, poiché all interno della famiglia delle Enterobacteriaceae, sono compresi anche microrganismi ambientali, non associati a contaminazione di origine fecale, ma in grado di colonizzare acqua, suolo e vegetazione. Per questi motivi negli ultimi anni si è andata sempre più definendo l idea di sostituire il parametro dei coliformi fecali con quello di Escherichia coli, rappresentante dello stesso gruppo, ma con caratteristiche più specifiche. Infatti, l Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera già da tempo questa specie come indicatore primario di inquinamento di origine fecale, valido indice soprattutto per il controllo delle acque dolci. Tale affermazione è anche supportata dal fatto che Escherichia coli presenta una maggior stabilità nell ambiente acquatico rispetto ai coliformi più sensibili alle variazioni stagionali ed una maggior resistenza alle procedure di disinfezione rispetto alla maggior parte dei patogeni enterici. Inoltre nell ambito del gruppo dei coliformi, Escherichia coli è ampliamente rappresentata ed è naturalmente presente nel tratto gastrointestinale dell uomo e degli animali a sangue caldo, a differenza di altri microrganismi appartenenti ai generi Enterobacter, Klebsiella e Citrobacter (IRS CNR, 2001). Così, anche il D.Legs. 152/99 elenca nei parametri macrodescrittori Escherichia coli come unico rappresentante del mondo microbiologico, tralasciando gli altri consueti indicatori di contaminazione batterica, come i coliformi totali e fecali, e gli streptococchi fecali. Mentre le denominazioni coliformi totali e coliformi fecali fanno riferimento a gruppi batterici eterogenei, il termine Escherichia coli corrisponde ad una specie tassonomicamente definita. Escherichia coli è un microrganismo a forma di bastoncello, gram negativo, aerobio ed anaerobio facoltativo, non sporigeno, lattosio-fermentante con produzione di gas. Cresce alla temperatura di 44.5 C, analogamente al gruppo dei coliformi fecali del quale fa parte. E indolo positivo in terreni contenenti il triptofano, e circa il % dei biotipi di E.coli sono β-d-glucoronidasi-positivi. Tale enzima non è prodotto dai coliformi; conseguentemente, la sua presenza può essere utilizzata per discriminare Escherichia coli da questi ultimi. In effetti, il metodo impiegato per la determinazione di E. coli sia nelle acque reflue (ingresso ed uscita) degli impianti di depurazione considerati, che nelle acque superficiali del corpo idrico recettore dello scarico, vede la presenza, nella composizione del terreno, di un composto (il 4-metilumbelliferil-β-D-glucoronide o MUG) idrolizzato proprio dall enzima β-d-glucoronidasi. (vedi descrizione dei metodi). I numerosi risultati ottenuti dallo studio eseguito, sia per i coliformi fecali che per Escherichia coli, ci hanno permesso di effettuare un confronto fra il gruppo eterogeneo dei primi e il microrganismo procariota ad esso appartenente. Vengono di seguito riportati i grafici di comparazione relativi a tutte le concentrazioni (ufc/100 ml) rilevate per i coliformi fecali e per Escherichia coli, ottenute sia per i due reparti degli impianti di depurazione indagati (ingresso ed uscita), che per i rispettivi punti di campionamento nel corpo idrico recettore (monte e valle) con lo scopo di valutare statisticamente, su un significativo campione di dati (172 campioni per il reparto ingresso, 173 campioni per il reparto uscita, 150 campioni per la stazione monte e 152 campioni per la stazione valle), la percentuale dei coliformi fecali rappresentata da Escherichia coli. 164

2 Confronto fra i valori di Coliformi fecali ed Escherichia coli ottenuti per i medesimi campioni della matrice "ingresso". 1,E+08 Coliformi fecali (ufc/100 ml) 1,E+07 1,E+06 1,E+05 1,E+04 y = 1,2668x R 2 = 0,9135 1,E+03 1,E+03 1,E+04 1,E+05 1,E+06 1,E+07 1,E+08 E. coli (ufc/100ml) Fig Curva di correlazione fra le concentrazioni di coliformi fecali ed Escherichia coli ottenute nel reparto ingresso. Confronto fra i valori di Coliformi fecali ed Escherichia coli ottenuti per i medesimi campioni della matrice "uscita impianto". 1,E+07 Coliformi fecali (ufc/100ml) 1,E+06 1,E+05 1,E+04 1,E+03 y = 1,4205x R 2 = 0,9248 1,E+02 1,E+02 1,E+03 1,E+04 1,E+05 1,E+06 E. coli (ufc/100ml) Fig Curva di correlazione fra le concentrazioni di coliformi fecali ed Escherichia coli ottenute nel reparto uscita. 165

3 Confronto fra i valori di Coliformi fecali ed Escherichia coli ottenuti per i medesimi campione della matrice "monte". 1,E+05 coliformi fecali (ufc/100ml) 1,E+05 8,E+04 6,E+04 4,E+04 2,E+04 y = 1,2482x R 2 = 0,9816 0,E+00 0,E+00 1,E+04 2,E+04 3,E+04 4,E+04 5,E+04 6,E+04 7,E+04 8,E+04 9,E+04 E. coli (ufc/100ml) Fig Curva di correlazione fra le concentrazioni di coliformi fecali ed Escherichia coli ottenute nel punto di prelievo monte. Confronto fra i valori di Coliformi fecali ed Escherichia coli ottenuti per i medesimi campioni della matrice "valle". 1,E+06 Coliformi fecali (ufc/100ml) 1,E+05 1,E+04 1,E+03 1,E+02 y = 1,167x R 2 = 0,9687 1,E+01 1,E+01 1,E+02 1,E+03 1,E+04 1,E+05 1,E+06 E. coli (ufc/100ml) Fig Curva di correlazione fra le concentrazioni di coliformi fecali ed Escherichia coli ottenute nel punto di prelievo valle. Nella pagina seguente sono inoltre riportati i valori r di correlazione e le percentuali di Escherichia coli ottenute per i singoli punti di prelievo indagati: 166

4 Punto di prelievo R 2 r (coefficiente E.coli/coliformi fecali di correlazione) (rapporto %) Ingresso Uscita Monte Valle Tab Parametri statistici relativi al confronto fra coliformi fecali ed Escherichia coli. Analizzando in dettaglio la tabella , risulta che la correlazione fra le due serie di dati relativi ai campioni di Escherichia coli e dei Coliformi fecali risulta statisticamente significativa (livello di probabilità p 0.01). Inoltre, la correlazione sembra migliore per i valori riferiti alle acque superficiali (sia monte che valle) rispetto a quelli relativi alle acque reflue dell impianto. Nella stessa tabella è indicato il rapporto percentuale fra i due campioni analizzati, allo scopo di evidenziare quale sottoinsieme occupa Escherichia coli all interno del gruppo dei coliformi fecali. Dai dati da noi ottenuti tale rapporto varia entro un minimo di 77,0% ad un massimo di 78,8% (stazione di monte), con un valore medio pari al 77,7 %, il che significa che E. coli rappresenta poco più dei ¾ del gruppo dei coliformi fecali. Da tali risultati, emerge quindi che il microrganismo non solo rappresenta bene il gruppo dei coliformi fecali, ma risulta essere ancora migliore come indicatore di inquinamento di origine fecale poiché è un tipico residente del tratto gastrointestinale dell uomo e degli organismi a sangue caldo Analisi comparativa tra il livello dei parametri macrodescrittori ed il valore di I.B.E. nelle stazioni di monte e di valle monitorate. L applicazione dell Indice Biotico Esteso costituisce un metodo di elezione per valutare lo stato di qualità idrobiologica dei corsi d acqua e stimare in via indiretta l entità degli impatti o perturbazioni subite dalla comunità zoobenthonica (macroinvertebrati) a seguito di fenomeni di inquinamento; in condizioni di buona naturalità la comunità macrobentonica normalmente associata ad un determinato tratto fluviale è ampia e ben diversificata, occupando tutte le nicchie disponibili presenti sul ed in prossimità del fondo dell alveo dei corsi d acqua. Un tipo d inquinamento in grado di alterare la composizione della comunità a macroinvertebrati, e quindi rilevabile tramite l applicazione dell I.B.E., è senza dubbio quello organico, tipicamente di origine civile o zootecnica. D altro canto anche l insieme dei parametri macrodescrittori (cfr. Allegato 1 del D.Lgs. 152/99) è in grado di stimare, direttamente o indirettamente, per via chimica e microbiologica l entità del carico organico afferito ad un corso d acqua. Pertanto disponendo di una serie significativa di analisi chimiche, microbiologiche e biologiche effettuate, sempre dagli stessi operatori, sul bacino del fiume Sarca a monte ed a valle degli scarichi dei depuratori biologici, si è ritenuto opportuno correlare l insieme dei parametri chimici-microbiologici raggruppati come macrodescrittori dal già citato D. Lgs. 152/99, con il valore di I.B.E., tentando di capire l entità dell abbassamento del valore di I.B.E. dovuta ad un degrado qualitativo della componente acquatica dell ecosistema fluviale. I due grafici seguenti mostrano appunto il risultato complessivo della correlazione. Dal momento che l applicazione dell I.B.E. è stata effettuata con una frequenza stagionale, mentre i campionamenti per i macrodescrittori sono stati effettuati con una frequenza mensile, per poter effettuare una correlazione bilanciata è stata considerata la media dei valori riferiti ai tre mesi precedenti il campionamento dell I.B.E. nei confronti del valore di quest ultimo. Questo perché l analisi chimica e batteriologica è puntuale ed istantanea, e quindi è stata effettuata con una frequenza maggiore, mentre l analisi biologica copre un arco temporale decisamente più lungo, sebbene non sia così mirata e specifica. 167

5 Correlazione fra valore di I.B.E. e macrodescrittori, calcolati nello stesso periodo, per la stazione di monte 600,0 500,0 400,0 300,0 200,0 100,0 y = 12,531x + 322,35 R 2 = 0,341 0, Valore I.B.E. Fig Curva di correlazione fra la media dei parametri macrodescrittori ed il valore di I.B.E. ottenuta nel punto di prelievo monte. Correlazione fra valore di I.B.E. e macrodescrittori, calcolati nello stesso periodo, per la stazione di valle 500,0 450,0 400,0 350,0 300,0 250,0 200,0 150,0 100,0 50,0 y = 18,969x + 176,41 R 2 = 0,2226 0, Valore di I.B.E. Fig Curva di correlazione fra la media dei parametri macrodescrittori ed il valore di I.B.E. ottenuta nel punto di prelievo valle. 168

6 Il valore di I.B.E., esprimendo un giudizio di qualità dell ambiente fluviale molto sintetico, attraverso l adozione di livelli di qualità rappresentati da numeri convenzionali, e questi poi raggruppati in classi di qualità, dovrebbe presentare un buon grado di correlazione anche con l insieme dei parametri chimici e microbiologici che evidenziano la qualità della componente acqua dell ecosistema fiume. Infatti la comunità a macroinvertebrati di un corso d acqua reagisce ad un inquinamento di tipo organico modificando la sua composizione: sono favoriti gli organismi più resistenti a più o meno elevate concentrazioni di sostanza organica, deficit di ossigeno disciolto, torbidità dell acqua, come ad es. Chironomidi, Erpobdellidi (sanguisughe), Naididi e Tubificidi e sono sfavoriti gli organismi più sensibili come i Plecotteri e gli Efemerotteri. Tale modifica nella composizione della comunità macrobenthonica è rilevata in forma standardizzata dai differenti valori dell Indice Biotico Esteso (Ghetti, 1997). Dalla visione dei grafici sembra che questa correlazione non sia però molto stretta: per l insieme delle stazioni di monte risulta una r di correlazione positiva di 0,584, mentre per l insieme delle stazioni di valle la r di correlazione è più bassa presentando un valore positivo di 0,472. Tuttavia la correlazione, pur non essendo molto stretta, è statisticamente significativa (con un livello di probabilità p 0,01 cioè con una probabilità superiore al 99% per entrambe le stazioni, che il valore dell I.B.E. sia correlato al corrispondente valore medio del livello dei parametri macrodescrittori di cui all allegato 1 del D.Lgs. 152/99). Con questo confronto statistico non si vuole certo mettere in discussione la validità dell I.B.E., semmai contribuire alla migliore comprensione della sensibilità del metodo stesso nel diagnosticare lo stato di qualità degli ambienti lotici, tenendo presente che: le modificazioni della struttura della comunità a macroinvertebrati non sono repentine, cioè l inquinamento di tipo organico, per apportare cambiamenti significativi nella struttura della comunità, deve essere abbastanza cospicuo e persistente, almeno della durata di diversi giorni e non di tipo sporadico e saltuario (come può essere il by-pass di un impianto di depurazione biologico); la comunità macrobentonica, che in condizioni naturali è molto stabile nell arco del ciclo annuale (Bertuzzi, 2000), può subire modificazioni, anche in seguito a perturbazioni che cambiano le caratteristiche del substrato dell alveo bagnato, le condizioni di illuminazione ed ombreggiamento, vari disturbi di tipo fisico come una drastica diminuzione della portata e conseguente diminuzione della velocità della corrente con probabile innalzamento della temperatura nel periodo estivo. Il campionamento per le analisi chimiche e microbiologiche risente sempre dell istantaneità del prelievo, anche se i dati utilizzati per questa analisi statistica sono dati medi sui campionamenti dei tre mesi antecedenti. L analisi della correlazione dovrebbe essere approfondita prendendo in considerazione ciascuna Unità Sistematica della comunità macrobentonica ed i parametri macrodescrittori più significativi a riguardo: B.O.D. 5, C.O.D., N-ammoniacale ed Escherichia coli. Alla luce di tali considerazioni l I.B.E. rimane sempre valido, tuttavia per poter discernere tra situazioni ambientali con scostamenti di qualità non evidenti si rende necessaria un analisi più approfondita della composizione della comunità a macroinvertebrati, accompagnata comunque dall effettuazione di analisi di tipo chimico, microbiologico ed ambientale Confronto statistico tra la microfauna del fango attivo ed i parametri gestionali più significativi degli impianti di depurazione. L applicazione dell Indice Biotico del Fango (S.B.I.) è stata eseguita, con cadenza mensile, da maggio 2001 a gennaio 2002 sui fanghi attivi delle vasche di ossidazione dei depuratori situati nel bassomedio bacino del f. Sarca, ad eccezione di quello di Andalo, sul quale l analisi dello S.B.I. è continuata fino ad agosto del Ciò ha permesso di delineare le caratteristiche essenziali dei gruppi di protozoi che costituiscono la microfauna del fango attivo. A titolo esemplificativo viene riportato nel grafico sottostante la variazione nel tempo dei principali gruppi di protozoi costituenti la comunità a microfauna dei fanghi attivi del depuratore di Andalo. 169

7 100% Ripartizione percentuale dei gruppi di protozoi costituenti la microfauna: depuratore di Andalo % 60% 40% 20% 0% mag-01 giu-01 lug-01 ago-01 set-01 ott-01 nov-01 dic-01 gen-02 feb-02 mar-02 apr-02 mag-02 giu-02 lug-02 ago-02 %ciliati natanti %ciliati mobili di fondo %ciliati sessili % amebe con teca Fig Variazione nel tempo della composizione percentuale nella biocenosi protozoaria dei fanghi attivi (depuratore di Andalo). Dal grafico emerge che la comunità a protozoi del fango attivo subisce variazioni della sua composizione nel tempo; tale caratteristica dovrebbe trovare un utilità pratica nella conoscenza dello stato funzionale in cui si trova il fango attivo e quindi nella gestione dell impianto di depurazione. E per tale ragione che applicando l Indice Biotico del Fango (Madoni P., 1994) si è cercato di trovare relazioni significative con i parametri normalmente utilizzati e determinati per saggiare il rendimento depurativo degli impianti di depurazione biologica sempre confrontando i valori tra l ingresso e l uscita dello stesso impianto. In questa sezione si presentano i risultati dei tests di correlazione relativi al depuratore di Andalo, come quello più esemplificativo, essendo il monitoraggio durato più a lungo rispetto agli altri impianti, ai quali si possono estendere le considerazioni relative allo S.B.I., poiché anche a questi è stata applicata l analisi della correlazione, con risultati del tutto comparabili. Tali confronti non sono però riportati in questa relazione di sintesi. E proprio in base alle considerazioni esposte qui di seguito che si è deciso di interrompere la determinazione dell Indice Biotico del Fango per i fanghi dei vari depuratori, con l intento di approfondire tutta la questione della sensibilità ed attendibilità dello S.B.I. in un lavoro specifico predisposto ad hoc. Vengono ora presentati alcuni grafici che tentano di evidenziare la correlazione tra la densità complessiva della microfauna e dei ciliati sessili ed i tre parametri chimico-fisici più significativi nell indicare l efficienza depurativa di un impianto di depurazione: abbattimento dei solidi sospesi totali, del C.O.D. e dell N-ammoniacale. E stata inoltre aggiunta la correlazione con il fattore di carico del fango espresso come kgb.o.d. 5 /kgsst*giorno, che appunto costituisce il rapporto di alimentazione per lo sviluppo della biomassa batterica, principale protagonista della depurazione biologica. La biomassa batterica rappresenta la fonte di materia ed energia per la quasi totalità dei protozoi che colonizzano gli impianti di depurazione biologica. 170

8 Correlazione fra densità della microfauna e abbattimento percentuale dei solidi sospesi totali 120 % abbattimento SST y = -7E-08x + 95,674 R 2 = 0, Densità microfauna in ind/l Fig Curva di correlazione tra la densità della microfauna e il rendimento del depuratore nell abbattere i solidi sospesi totali. Correlazione fra densità della microfauna e abbattimento percentuale di C.O.D. 100,00 98,00 % di abbattimento C.O.D. 96,00 94,00 92,00 90,00 88,00 86,00 y = -3E-07x + 97,63 R 2 = 0, Densità della microfauna in ind/l Fig Curva di correlazione tra la densità della microfauna e il rendimento del depuratore nell abbattere la sostanza organica espressa come C.O.D. 171

9 Correlazione fra densità della microfauna ed abbattimento percentuale di azoto ammoniacale 120 % abbattim. azoto ammoniacale y = 3E-06x + 71,51 R 2 = 0, Densità della microfauna in ind/l Fig Curva di correlazione tra la densità della microfauna e il rendimento del depuratore per quanto riguarda l abbattimento dell N-ammoniacale. Correlazione fra densità della microfauna e carico del fango 0,25 0,20 0,15 0,10 0,05 y = -1E-08x + 0,1869 R 2 = 0,2027 0, Densità della microfauna in ind/l Fig Curva di correlazione tra la densità della microfauna ed il fattore di carico organico in ingresso alla vasca di ossidazione del depuratore di Andalo. 172

10 Correlazione fra la densità dei ciliati sessili e l'abbattimento percentuale dei solidi sospesi totali 120 % abbattimento sospesi y = 0,0007x + 93,931 R 2 = 0, Densità dei ciliati sessili in ind/ml Fig Curva di correlazione tra la densità dei ciliati sessili ed il rendimento del depuratore nell abbattere e solidi sospesi totali. Correlazione fra la densità dei ciliati sessili e l'abbattimento percentuale del C.O.D y = 0,0002x + 95,074 R 2 = 0, Densità ciliati sessili in ind/ml Fig Curva di correlazione tra la densità dei ciliati sessili e il rendimento del depuratore nell abbattere la concentrazione della sostanza organica espressa come C.O.D. 173

11 Correlazione fra la densità dei ciliati sessili e l'abbattimento % dell' N-ammoniacale 120 % abbattimento N-amm y = 0,0007x + 93,931 R 2 = 0, Densità dei ciliati sessili in ind/ml Fig Curva di correlazione tra la densità dei ciliati sessili e il rendimento del depuratore nell abbattere l N-ammoniacale. Sono state effettuate anche altre correlazioni, di tipo logaritmico e polinomiale, fra numero di taxa, valore dell indice o densità di un particolare gruppo della microfauna (ciliati mobili di fondo, ciliati natanti o amebe con teca) ed i parametri gestionali più significativi, prendendo in considerazione i valori più prossimi alla data di campionamento del fango effettuato per il calcolo dello S.B.I.. Tuttavia anche in questi casi il grado di correlazione è risultato estremamente basso: la tabellina sottostante mostra l insieme dei coefficienti r di correlazione riscontrati, e rappresentati nei grafici precedenti. Parametri correlati R 2 r ( coefficiente di correlazione) Densità microfauna % abbattimento SST 0,0007-0,0272 Densità microfauna %abbattimento C.O.D. 0,0367-0,1915 Densità microfauna % abbattim. N-ammon. 0,2989 0,5467 Densità microfauna fattore di carico fango 0,2027-0,4502 Densità ciliati sessili - % abbattimento SST 0,0584 0,2416 Densità ciliati sessili %abbattimento C.O.D Densità ciliati sessili % abbattim. N-ammon Tab Parametri gestionali e caratteristiche della microfauna a cui è stata applicata l analisi della correlazione sia come coefficiente di determinazione R 2 sia come coefficiente r di correlazione semplice. Dall analisi della tabellina riassuntiva risulta che le due correlazioni appena apprezzabili sono quelle tra la densità della microfauna e la % di abbattimento dell azoto-ammoniacale e tra la densità della microfauna e il fattore di carico del fango: la prima è positiva con un livello di significatività compreso tra 0,05 e 0,01 (0,01<p<0,05) e la seconda è negativa con un livello di significatività superiore allo 0,05 (p>0,05) e quindi non correlata statisticamente. Tutte le altre correlazioni presentano un livello di significatività ancora superiore, pertanto la probabilità che le due variabili siano correlate è molto bassa. 174

12 Volendo tentare una spiegazione per questi bassi valori del coefficiente di correlazione, si possono formulare le seguenti considerazioni: 1. l insieme degli organismi che compongono la microfauna dell ecosistema artificiale vasca di ossidazione a fanghi attivi costituisce il secondo ed il terzo anello della catena o rete alimentare del detrito che caratterizza questo ecosistema particolare: il primo anello è costituito dalla biomassa batterica che si sviluppa grazie al continuo ingresso di sostanza organica in arrivo con il refluo grezzo. Se si verificano delle disfunzioni nella gestione dell impianto di depurazione (carenza di ossigenazione, eccessivo carico in ingresso, variazioni del ph o della temperatura, ingresso di scarichi anomali), esse hanno primariamente effetto sullo sviluppo della biomassa batterica e solo in seconda battuta anche sulla comunità della microfauna, in particolar modo sui ciliati sessili. La crescita di questi ultimi può essere inibita od ostacolata anche da sostanze specifiche che agiscono direttamente sui protozoi ciliati. 2. L esecuzione del test della correlazione si è avvalsa dei risultati delle analisi normalmente eseguite dalla ditta di gestione all ingresso ed all uscita del impianto di depurazione appunto per poter calcolare il rendimento depurativo; tali dati non necessariamente si riferiscono allo stesso giorno del campionamento eseguito per il calcolo dello S.B.I. e quindi vi può essere un ulteriore fonte di errore. Tuttavia è da tenere ben presente che la microfauna sviluppatasi nelle vasche di ossidazionenitrificazione di un impianto non può necessariamente dare indicazioni su ciò che avviene a valle delle vasche (p.es. una cattiva sedimentazione nel decantatore dovuta a bulking, presenza di schiume in superficie, esistenza o meno di reparti di filtrazione, ecc.), per cui su scala reale l interpretazione dei dati di rendimento deve tenere conto di tali eventualità. 3. Il ciclo di sviluppo generazionale dei protozoi ciliati e dei piccoli metazoi della microfauna presenta mediamente una durata maggiore rispetto alla velocità di crescita dei batteri eterotrofi del fango attivo e quindi le eventuali variazioni nella struttura della microfauna si manifestano con una velocità minore. Per concludere sembra che l Indice Biotico del Fango (Madoni P.,1994) non presenti una sensibilità in grado di discriminare situazioni anomale nel funzionamento dei fanghi attivi di depuratori civili che presentano, a regime, rendimenti medi buoni o molto buoni, come i depuratori biologici a servizio della pubblica fognatura della provincia di Trento. 175

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