Parmalat: i risparmiatori da Bondi Rinviata l udienza Giacomelli È nata la Borsa elettrica

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1 Coordinato da Valeria Lai agenzia adiconsum anno XVI - n aprile 2004 Stampato in proprio in aprile 2004 In questo numero: Parmalat: i risparmiatori da Bondi Rinviata l udienza Giacomelli È nata la Borsa elettrica Credito e risparmio - Parmalat: i risparmiatori da Bondi - Udienza Giacomelli: rinviata all 11 maggio Energia - Tariffe elettriche: una riduzione modesta - È nata la Borsa elettrica Assicurazioni - I dati dell Isvap confermano quelli dell Osservatorio reclami Adiconsum Trasporti - Le proposte del CNCU sui prezzi dei carburanti Dai Territoriali - Il consumatore soggetto consapevole Energia - L Autorità per l energia ispeziona le società del gas Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma

2 CREDITO E RISPARMIO Parmalat: i risparmiatori da Bondi All Assemblea dei risparmiatori Parmalat, Adiconsum ha espresso apprezzamento a Bondi per il lavoro svolto. Sì ad un concordato che eviti la bancarotta. All assemblea dei creditori Parmalat tenutasi a Milano era presente anche una delegazione del Consiglio nazionale consumatori ed utenti. Il Segretario generale Adiconsum, Paolo Landi, presente all incontro, ha chiesto esplicitamente al Commissario di perseguire con determinazione non solo il risanamento dell azienda, ma anche i responsabili del crac con azioni revocatorie che possano consentire di recuperare risorse significative a favore dei risparmiatori. Una stima in proposito non è stata ancora realizzata anche se il commissario ha confermato in un colloquio con Landi che i missili dei sommergibili si vedono solo quando esplodono. Il Comitato si è aggiornato per una prossima riunione orientandosi anche per un Comitato ristretto in cui siano presenti i vari soggetti interessati compresi i rappresentanti dei consumatori. Il rinvio si è reso necessario per preparare un ulteriore certificazione. Udienza Giacomelli: rinviata all 11 maggio Riceviamo e volentieri pubblichiamo una breve nota sull udienza Giacomelli redatta dal nostro responsabile Adiconsum Emilia Romagna, Augusto De Luca. «È stata rinviata al prossimo 11 maggio l udienza di insinuazione al passivo delle società del gruppo Giacomelli. La nuova data è stata comunicata dal giudice fallimentare del Tribunale di Rimini, Guido Federico, all apertura dell udienza alla quale hanno preso parte circa 400 persone, nella quasi totalità avvocati in rappresentanza degli oltre soggetti che hanno presentato istanza. Il Giudice, alla stessa data, ha dato termine ai creditori per integrare la documentazione ai fini dell ammissione allo stato passivo con la dichiarazione di indisponibilità del titolo. Tale documento deve essere controfirmato dalla Banca. Questa ulteriore certificazione è stata richiesta anche dal Giudice fallimentare di Parma al fine di garantire la non duplicabilità del credito. La dichiarazione prevede specificatamente di rendere indisponibili i bond sul deposito titoli intestati al creditore. L indisponibilità comporterà il vincolo a non potere trasferire a qualsiasi titolo e per qualsiasi ragione i bond, pena l esclusione del credito o l esclusione dal riparto. A mio avviso tale dichiarazione potrebbe essere più utilmente richiesta dal tribunale in sede di eventuale riparto, poiché è solo in quel momento che il giudice verifica la titolarità specifica e il contestuale possesso del titolo. In secondo luogo la dichiarazione di indisponibilità alla negoziazione osta con l eventuale proposta conciliativa della banca con l offerta di rientro al 100%.» Test noi consumatori 2

3 Le nuove componenti tariffarie hanno impedito una riduzione maggiore. Ancora una volta a pagare sono le famiglie. ENERGIA Tariffe elettriche: una riduzione modesta L Autorità per l energia ha ridotto le tariffe elettriche per il trimestre aprile-giugno per i clienti domestici. Si tratta di una riduzione modesta (-1%) afferma Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, ma rappresenta un importante segnale che l attenta analisi dei costi svolta dell Autorità per l energia ha permesso di conseguire, rispetto al continuo aumento del costo della vita. La riduzione delle tariffe elettriche poteva essere superiore in quanto l andamento dei prezzi internazionali dei combustibili utilizzati per la produzione di energia elettrica e l andamento del cambio euro/dollaro nel semestre set feb. 2004, rispetto ai sei mesi precedenti, avrebbero consentito di apportare una riduzione del 4,5%. Purtroppo però i black-out dell anno scorso sono stati il pretesto per aumentare le tariffe elettriche. Infatti, il DL 379/ 2003 ha abbassato il prezzo dell elettricità consumata dai c.d. clienti interrompibili ed ha aumentato quello dell elettricità prodotta dagli impianti elettrici nei periodi di maggior domanda. Queste nuove componenti tariffarie hanno quasi completamente mangiato il risparmio ottenuto a seguito dell apprezzamento euro/dollaro e la riduzione delle tariffe elettriche per i clienti domestici è stata solo dell 1%, anziché del 4,5%. La riduzione attuale conferma che l andamento delle tariffe elettriche è stato inferiore al tasso di inflazione, in quanto nell ultimo anno le tariffe per due trimestri sono diminuite e nell altro trimestre sono state stabili. Anche le tariffe del gas metano restano al di sotto del tasso di inflazione, in quanto l Autorità ha confermato la tariffa di riferimento già in vigore che deve essere offerta dai venditori ai clienti domestici. Pieraldo Isolani È nata la Borsa elettrica Un altro escamotage per scaricare sulle famiglie l energia elettrica più costosa? L avvio della borsa elettrica è un ulteriore passo nella direzione della liberalizzazione del settore elettrico. Tuttavia Adiconsum è preoccupata che dalla Borsa transitino soltanto i contratti meno vantaggiosi, mentre quelli più vantaggiosi vengano stipulati al di fuori con accordi bilaterali tra aziende produttrici e clienti idonei. Ci auguriamo che le decisioni assunte dall Autorità per l energia per scongiurare questa prospettiva diano i risultati sperati e permettano all Acquirente unico di svolgere il suo ruolo in difesa degli interessi dei clienti vincolati. Adiconsum vigilerà perché questo non accada come purtroppo già avvenuto in passato, quando l energia elettrica prodotta dalle centrali più efficienti e quindi meno costosa è andata alle imprese e i kwh più costosi sono andati alle famiglie in violazione delle regole e delle norme stabilite. (P.I.) Test noi consumatori 3

4 ASSICURAZIONI I dati dell Isvap confermano quelli dell Osservatorio reclami Adiconsum Concordano i dati dell Isvap e quelli di Adiconsum. Multe per un valore 20 volte superiore all anno passato comminate dall ISVAP alle imprese, oltre 5600 procedimenti nei confronti di imprese. L Osservatorio reclami di Adiconsum aveva già riscontrato difficoltà crescenti nel meridione d Italia dove si concentrano oltre il 40% dei reclami, tempi lunghi nell erogazione della liquidazione, polizze estorte con l inganno, comportamenti di sufficienza, carenza di assistenza post-vendita. Nei protocolli sottoscritti con le imprese Adiconsum aveva già avanzato richieste mirate. Oggi l associazione ritiene necessario tornare al Tavolo di confronto perché il servizio fornito all utenza non sia considerato come concessione, ma come diritto contrattuale dell assicurato. Dal Tavolo ci aspettiamo anche risposte al problema del caro-tariffe. La firma del protocollo di Conciliazione rappresenta un punto di partenza e di contatto con i Consumatori che le Imprese non devono perdere. Partendo dalla Conciliazione, e dalle associazioni che insieme ad Adiconsum hanno sottoscritto il protocollo, e dalla proposta di polizza modulare presentata da Adiconsum, l ANIA deve in tempi strettissimi, far ripartire il dialogo ed il confronto. 56 milioni di euro spesi per multe rappresentano il 2% della tariffa. A quando comportamenti virtuosi anche da parte delle imprese di assicurazione? Riguardo alla nota dell Intesa Consumatori sulla nostra proposta di contratto modulare, ci dispiace dover nuovamente registrare come le associazioni aderenti all Intesa non riescano a cogliere quando una proposta è nell interesse dei consumatori e quando delle imprese. Tanto poco è stata da loro compresa la proposta che nella nota richiamano come positive le stesse cose che stanno criticando (convenzioni con carrozzerie, punto 3 della nostra proposta utilizzo a tempo del veicolo, punto 9 della nostra proposta). Fabrizio Premuti TRASPORTI Le proposte del CNCU sui prezzi dei carburanti Ecco il documento inviato al Ministero. Facendo seguito all impegno assunto in occasione dell incontro con il Sottosegretario On. Giovanni Dell Elce del 18 marzo u.s., nel presente documento si riassumono le posizioni espresse dalle Associazioni dei Consumatori in tale sede in Test noi consumatori 4

5 ordine alle iniziative da assumere da parte delle Autorità competenti per controllare i meccanismi della formazione dei prezzi dei carburanti alla pompa e per una migliore informazione ai consumatori. Interventi per promuovere la concorrenza L analisi svolta nel Dossier Carburanti, allegato al presente documento, evidenzia come l elemento decisivo per interrompere la speculazione sui prezzi dei carburanti alla pompa, sia intervenire decisamente per introdurre una effettiva concorrenza nell insieme delle filiera (raffinazione e distribuzione). Nel segmento della raffinazione appare opportuno intervenire nella formazione del prezzo del gasolio. La diesilizzazione del parco autovetture nazionale può consentire una diversa dinamica del prezzo del gasolio. Infatti il mercato dei gasoli, al contrario di quello della benzina, è un mercato fortemente europeo. I volumi che dall Italia varcano le Alpi si avvicinano al 50% della produzione nazionale: non si giustifica quindi un differenziale così consistente del prezzo del gasolio alla pompa, rispetto agli altri Paesi europei, se non come un abuso sui margini di raffinazione su cui il Governo dovrebbe intervenire. L altra area di intervento riguarda il sistema della distribuzione dei carburanti. A differenza che negli altri Paesi europei, in Italia la raffinazione e la distribuzione sono verticalmente integrate. Tale integrazione porta all identificazione tra petrolieri e distributori e fa si che in Italia, come ha da tempo segnalato l Antitrust, esista un sistema consociativo ed un sostanziale cartello fra le compagnie. Infatti, mentre nell area dell estrazione (Upstream), le compagnie petrolifere conservano un area di concorrenzialità, nella fase di raffinazione e distribuzione primaria e secondaria, spesso è da una sola raffineria che esce la benzina per tutti e va nelle aree di distribuzione, indipendentemente dal logo della compagnia. Per semplificare, spesso la benzina fino a che non raggiunge la pompa, non ha padrone e conquista il logo nel momento in cui raggiunge l area di servizio. Una seconda caratteristica del sistema di distribuzione dei carburanti sta nel fatto che a distribuire benzina in Italia sono solo i petrolieri che operano come tanti monopoli di fatto. E questa una caratteristica tutta italiana: l Europa va verso altri lidi. Il caso francese è emblematico. Con l apertura del processo di liberalizzazione dei carburanti la Grande Distribuzione Francese è passata da 1800 a 4570 impianti di distribuzione. Le compagnie petrolifere sono scese da a distributori (2002). In termini di volume di vendite la Grande Distribuzione Francese si attesta a milioni di mc. (55,8%) contro i delle Compagnie Petrolifere. In Italia i distributori inseriti in una struttura commerciale della Grande Distribuzione sono solo 50 su 23400, in termine di volumi di vendita il loro ruolo è assolutamente marginale. Infine i prezzi. In Francia viene praticato uno sconto che va dal 15 al 25% nelle aree di servizio della Grande Distribuzione. L Associazione dei Grandi Distributori Italiani in cui la presenza di multinazionali francesi è significativa, si dicono pronte a fare la propria parte. Per creare spazi di concorrenza nel settore della distribuzione è necessario che: Test noi consumatori 5

6 Il Ministero delle Attività Produttive e l Autorità Antitrust limitino il ruolo delle compagnie petrolifere e favoriscano l ingresso nella rete distributiva di nuovi operatori, che abbiano al centro del loro business un altra attività come ad esempio la Grande Distribuzione. Ciò può avvenire, accelerando il processo di concentrazione dei punti vendita e impedendo il passaggio di singole licenze, aree di servizio o aziende di distribuzione a compagnie petrolifere (passaggio da petroliere a petroliere), ma attivando gare a favore di operatori della grande distribuzione. Il Ministero delle Attività Produttive e l Autorità Antitrust impediscano la cessione della società IP, di proprietà dell ENI, ad altri petrolieri (ERG?), favorendone invece la cessione a nuovi operatori della GDO, per bloccare in questo modo un ulteriore processo di concentrazione dei punti vendita di carburante. Un ulteriore onere a carico degli automobilisti che si riforniscono di carburante nelle aree di servizio della rete autostradale, è rappresentato delle royalties (25-30 millesimi di euro) pagate alle Società Concessionarie delle tratte autostradali dalle imprese distributrici di carburanti, che si ripercuotono interamente sul prezzo alla pompa. Queste royalties rappresentano una rendita assolutamente ingiustificata a danno dei consumatori, in quanto si tratta di un costo che si aggiunge al pagamento del pedaggio autostradale. Il Ministero delle Attività Produttive dovrebbe attivarsi per eliminare questo odioso balzello a carico degli automobilisti. Le Associazioni dei Consumatori apprezzano la proposta del Sottosegretario Dell Elce di organizzare presso il Ministero delle Attività Produttive una Unità di monitoraggio e intervento sui metodi di formazione del prezzo dei carburanti, con lo scopo di contrastare le speculazioni che attualmente si verificano attorno ai prezzi dei carburanti. A questo proposito si condivide l intento espresso dal Sottosegretario di coinvolgere nell Unità una qualificata rappresentanza dei consumatori e si raccomanda l esigenza che l Unità definisca i criteri per l adeguamento del prezzo dei carburanti alla pompa, al fine di assicurare una maggiore trasparenza alla formazione del prezzo ed evitare il ripetersi delle speculazioni. Sarebbe utile altresì che, al fine di stemperare l impatto inflazionistico, l adeguamento dei prezzi alla pompa si basi sulla media delle variazioni dei costi intervenute nell ultimo semestre. Sempre al fine di contenere l inflazione e limitare i costi per gli automobilisti, si propone la sterilizzazione dell IVA nel caso in cui il prezzo industriale della benzina superi un certo tetto. Interventi per informare i consumatori Anche se, per effetto di una limitata concorrenzialità, le differenze del prezzo alla pompa dei carburanti sono limitate, è opportuno attivare alcuni interventi che permettano agli automobilisti di conoscere i prezzi dei carburanti offerti dai diversi punti della rete distributiva ed effettuare consapevolmente le scelte più opportune. A tal fine si propone di: impegnare le Società concessionarie delle autostrade ad esporre all entrata di ciascun casello i prezzi dei carburanti Test noi consumatori 6

7 praticati dai gestori delle aree di servizio presenti in autostrada nel raggio di 200 Km dal casello medesimo; riconfermare l obbligo per i distributori di esporre il prezzo dei carburanti in modo evidente e facilmente individuabile dagli automobilisti, stabilendo adeguate sanzioni a carico dei trasgressori; concordare con gli Enti Locali l esigenza di esporre alla periferia degli abitati i prezzi dei carburanti praticati dai gestori presenti in ambito comunale; impegnare la RAI a far diffondere da Isoradio, insieme alle notizie sulla viabilità, anche quelle relative ai prezzi consigliati dalle compagnie, rilevate dall Osservatorio funzionante presso il Ministero delle Attività Produttive. Questa attività darebbe nuovo spazio e maggiore visibilità alla lodevole attività attualmente svolta dell Osservatorio. DAI TERRITORIALI Il consumatore soggetto consapevole Il 23 marzo 2004, presso la sede milanese di Unioncamere, sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dal Centro per lo Studio della moda e della produzione culturale dell Università Cattolica di Milano, per conto di Adiconsum Lombardia, Confconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino. Obiettivo dell indagine non solo è delineare il comportamento di un consumatore tipo in relazione ad una varietà di elementi come: la scelta del punto vendita e del prodotto, il grado di consapevolezza della tutela dei propri diritti, ponendo un attenzione particolare sugli iscritti di associazioni di consumatori e non ma anche, creare la consapevolezza e la responsabilità dei consumatori attraverso una conoscenza più approfondita di alcuni aspetti della realtà quotidiana. Per l indagine è stato elaborato un questionario sottoposto a 500 cittadini di Milano, Sondrio, Bergamo e Cremona con le relative province, individuati come rappresentativi della popolazione della regione lombarda. Il campione, equamente distribuito tra maschi e femmine, per la maggior parte fra i 31 e i 60 anni, è stato articolato anche per titolo di studio e per reddito familiare mensile. Dalle risposte, cercando di riassumere, sono emersi i seguenti dati: Scelta del punto vendita Gli iscritti ad associazioni di consumatori privilegiano il supermercato come una via di mezzo tra il dettaglio ed il centro commerciale; gli altri il centro commerciale. La scelta del luogo dove effettuare i propri acquisti per entrambi è determinata dall esistenza di parcheggi, dall orario di apertura e dall adeguatezza dei trasporti. Criteri di scelta dei prodotti Il fattore economico è quello determinante nella scelta del prodotto tuttavia, i consumatori soci guardano anche la marca, il luogo di produzione e le garanzie accessorie; gli altri consumatori invece sono attirati spesso dalla presenza di gadget o da prodotti nuovi da sperimentare. Il momento dell acquisto Gli iscritti ad associazioni di consumatori al momento dell acquisto privilegiano la soddisfazione dei bisogni del momento, i non Test noi consumatori 7

8 iscritti sono più disposti all acquisto non di ciò che serve, ma di ciò che conviene. Per quanto riguarda la qualità del prodotto, considerando come un prodotto di qualità quello che corrisponde alle attese di chi lo vuole consumare, metà dei consumatori generici intervistati (47,6) trovano la qualità che si aspettavano prima di acquistare la merce, meno soddisfatti i soci (31,4). La tutela I soci presentano una chiara coscienza della loro posizione di affiliati ad un organizzazione di consumatori. Il campione generale, pur riconoscendo a tale forma la priorità, ritiene di poter ricevere difesa anche da altri soggetti, in particolare dagli organi di informazione e dalle forze dell ordine. Reclami per merce difettosa e soddisfazione ricevuta I soci che hanno agito attraverso le associazioni e i movimenti dei consumatori hanno trovato più soddisfazione (58%) rispetto al campione generale (37%), che sembra aver avuto meno necessità di reclamo. I reclami in genere, sono solitamente portati avanti di persona, sia dai soci che dai non soci, laddove è possibile destreggiarsi da soli o non sono in gioco grosse somme di denaro. Conoscenza delle organizzazioni dei consumatori Dai dati raccolti emerge che il ricorso reale alle associazioni di consumatori è debole poiché risultano necessari un informazione ed una formazione che raggiungano fasce di cittadini sempre più ampie che, pur percependo il bisogno e l opportunità di essere tutelati dalle associazioni, spesso ignorano come attivarsi. Analizzando i comportamenti d acquisto denunciati dai consumatori lombardi campione dell indagine, si possono individuare 3 stadi di maturazione del consumatore: 1. il soggetto facile bersaglio delle azioni di marketing dell impresa manifatturiera e distributiva; 2. l acquirente consapevole che cerca di ottenere dal mercato il meglio per sé; 3. il consumatore responsabile che persegue i propri obiettivi privati senza dimenticare che le sue scelte incidono anche sul contesto socio-culturale a cui appartiene. Appare evidente dallo studio condotto la necessità, sottolineata dal segretario nazionale dell Adiconsum, Angelo Motta, di promuovere una maturità nuova nel consumatore, favorire una sua più responsabile consapevolezza della portata etica di ogni sua scelta; non è un opera buona nei suoi confronti, ma un impegno sociale per una migliore qualità di vita di tutti noi, qualunque sia il ruolo che svolgiamo dentro il mercato dei prodotti e dei servizi. È necessario ideare e realizzare strumenti che aiutino a formare un consumatore consapevole, cioè informato, capace di giudicare e quindi scegliere un prodotto non solo perché adatto alle proprie esigenze, ma anche perché è certo della ragionevolezza del suo prezzo e dell eticità della sua storia. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale la collaborazione delle istituzioni, delle imprese, ma soprattutto la presenza delle associazioni tra la gente, per parlare, conoscere, capire, non delegando solo alla carta stampata il compito di comunicare delle informazioni. È proprio dal rapporto con la gente, dalla capacità e dallo sforzo di ascoltare e comprendere più voci che si potrà trovare lo strumento più adeguato per trasmettere la conoscenza e la consapevolezza. Luisa Fabiano Test noi consumatori 8

9 ENERGIA L Autorità per l energia ispeziona le società del gas L Autorità per l energia elettrica e il gas ha definito il programma, i contenuti e le modalità di effettuazione delle ispezioni che saranno svolte entro il 2004 presso le società di distribuzione e di vendita del gas naturale. Le ispezioni saranno condotte da personale dell Autorità e della Guardia di Finanza (Nucleo Speciale Tutela Concorrenza e Mercato) con la quale è stato sottoscritto un Protocollo d intesa. Gli accertamenti, che riguarderanno almeno 20 imprese, avranno lo scopo di verificare la corretta applicazione delle metodologie tariffarie e delle condizioni economiche di fornitura del gas naturale definite dall Autorità, attraverso l acquisizione diretta di informazioni e documenti. Per le imprese di distribuzione le verifiche riguarderanno in particolare la struttura societaria e la struttura degli impianti; per le imprese di vendita la fatturazione relativa ai clienti finali, la contabilità analitica e generale e la relativa documentazione di supporto. Alle imprese oggetto d ispezione verrà data notifica delle operazioni ispettive con un preavviso non inferiore a 3 giorni lavorativi. (fonte Autorità per l energia) Test noi consumatori 9

10 un click e sei in adiconsum online per te tutte le notizie ed i servizi dell associazione news e attualità dei consumi comunicati stampa eventi (forum, seminari, convegni, corsi) dossier e studi specifici facsimile di reclami, ricorsi, richieste di risarcimento tutte le pubblicazioni (Test noi consumatori, Guide del consumatore, Adibank, CD Rom ecc.) iscrizione e consulenza online Partecipa anche tu alla nostra attività di difesa del consumatore: sei il benvenuto tra noi ADICONSUM, DALLA PARTE DEL CONSUMATORE. Direttore: Paolo Landi Direttore responsabile: Francesco Casula Comitato di redazione: Angelo Motta, Fabio Picciolini Amministrazione: Adiconsum, via Lancisi 25, Roma Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma ADESIONI E ABBONAMENTI Adesione individuale: 31,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al settimanale Adiconsum News + mensili Adifinanza, a cura del settore credito e risparmio, Consumi & diritti, a cura del Centro giuridico Adiconsum e Attorno al piatto, a cura del settore sicurezza degli alimenti e nutrizione: 25,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al bimestrale La guida del consumatore : 25,00 ( 12,00 per gli iscritti Cisl) Adesione + Abbonamento a La guida del consumatore : 43,00 ( 27,00 per gli iscritti Cisl) I versamenti possono essere effettuati su c.c.p intestato ad Adiconsum Test noi consumatori 10

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