AUSL RAVENNA. Rassegna stampa del 10/10/2011

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1 AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 10/10/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE AUSL RAVENNA 10/10/2011 Corriere di Romagna - Forlì Incidenti sul lavoro, allarme 10/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Piccole imprese e artigiani: le novità sulla sicurezza 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Premiati tre studenti dell'isia 10/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Infortuni in calo ma non per gli stranieri 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Un mese dedicato alla fitoterapia e alla medicina naturale 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ferrara Un seminario dedicato alla vita in famiglia 10/10/2011 Corriere di Romagna merso negli anni Settanta sulla scena SANITÀ NAZIONALE 10/10/2011 Corriere della Sera - ROMA «Sanità, il 35% dei cittadini laziali non ha fiducia» 10/10/2011 Corriere della Sera - MILANO Vaccinazioni ai neonati Scontro sull'antinfluenzale 10/10/2011 La Repubblica - Bologna Morta di parto, sette medici indagati 10/10/2011 La Repubblica - Bologna Bentivoglio, l'ausl prepara la difesa 10/10/2011 La Repubblica - Nazionale Sul lavoro tre morti al giorno Napolitano: strage inaccettabile 10/10/2011 La Stampa - NAZIONALE "La ricetta più efficace? Il dialogo con i pazienti"

3 10/10/2011 Il Giornale - Milano San Gerardo, raddoppiate le liste d'attesa 10/10/2011 La Repubblica - Affari Finanza "Farmacie, il liberismo non offre buone garanzie" 20 21

4 AUSL RAVENNA 7 articoli

5 10/10/2011 Corriere di Romagna - Forlì Pag. 10 In provincia il fenomeno non è in calo Incidenti sul lavoro, allarme FORLÌ. In occasione della Giornata nazionale per le vittime di infortuni sul lavoro, che a Forlì è stata celebrata dall'anmil con un incontro pubblico, è stato ricordato che, in provincia, il fenomeno non è in calo. Tra il 2009 e il 2010 gli infortuni sono passati da a , quelli mortali da 8 a 9. Triste primato per industria e servizi, con infortuni e 8 morti nel AUSL RAVENNA 5

6 10/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 16 (diffusione:30000) Speciale Formazione 16 Piccole imprese e artigiani: le novità sulla sicurezza degli infortuni sui luoghi di lavoro l'attenzione sul problema è ai massimi livelli Dopo tre anni dall'entrata in vigore del Dgls 81/08 "Testo Unico" il tema della sicurezza è ancora caldo e lo dimostra la risonanza che hanno avuto i fatti di questi giorni di Barletta. Nonostante una riduzione degli infortuni e delle cosiddette "morti bianche", l'attenzione sul problema è sempre ai massimi livelli: infatti i dati, incoraggianti per il 2009 poiché segnavano una diminuzione degli infortuni sul lavoro del 9% circa rispetto all'anno precedente, tornano nel 2010 a preoccupare per la "stabilizzazione". A Rimini nel 2011 sono stati già registrati 3 infortuni mortali certi. Nel 2010 erano stati 3 in totale. Parte della causa di questo trend sembra però da imputare al fatto che il 2009 sia stato l'anno di maggiore crisi del lavoro, mentre nel una ripresa si è registrata. Tenendo conto della crisi economica e della minore esposizione dei lavoratori ai rischi, la lettura corretta dei dati è, quindi, quella data anche dall'inail e dall'asl della nostra Provincia secondo cui negli ultimi due anni siamo di fronte ad una lenta ma costante diminuzione degli infortuni sul lavoro. Ma i risultati positivi non corrispondono ad un calo dell'attenzione sul tema, anzi, l'allarme rimane perché ogni infortunio che accade sul lavoro è probabile ma non accettabile. Il tema degli infortuni e le morti sul luogo di lavoro, infatti, non sono solo un costo economico ma anche un costo sociale che si scontra con i valori di accettabilità sociale. E su questo convengono istituzioni, dal Presidente della Repubblica al Papa, dai Sindacati dei lavoratori alle Associazioni di Categoria. Queste ultime in particolare, tra cui anche Confartigianato, leggono questo costo anche in termini di concorrenza sleale di imprese che non si adeguano a rispondere a standard minimi di adeguatezza di strutture e macchinari e di formazione del personale. A supporto delle aziende Confartigianato, al proprio interno, ha sia un servizio attivo sui temi della sicurezza per poter fornire 'risposte' a qualsiasi problema delle imprese, sia il proprio centro di formazione, IRFA Confartigianato, che si occupa di offrire percorsi di formazione per le proprie imprese. Irfa, in particolare, già dal 1994 (anno dell'entrata in vigore del Dgls. 626) organizza corsi di formazione sui temi della sicurezza. In questi anni le novità più importanti sono state apportate proprio dal Dgls 81/08 "TESTO UNICO" e, a brevissimo, da un nuova regolamentazione: sono in dirittura d'arrivo - dopo un lungo iter procedurale del Ministero del Lavoro - due testi che assumono la veste formale di "accordi Stato-Regioni" e che riguardano la formazione di tutti i lavoratori ovvero gli articoli 34 (formazione del datore di lavoro) e 37 (formazione dei lavoratori) del suddetto decreto. Le novità riguarderanno la definizione di standard formativi per tutte le figure individuate (lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro che svolgono direttamente il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e la definizione di aggiornamenti periodici così come già avviene per i corsi di formazione per gli Addetti al primo soccorso. Come Associazione di categoria, oltre a sottolineare l'impegno e l'attenzione sociale che ciascuna impresa deve profondere anche attraverso il rispetto delle regole e la partecipazione/attivazione di percorsi di formazione, è necessario anche rendere consapevoli le stesse aziende che il non adeguarsi determina sanzioni amministrative e penali. La stessa ASL di Rimini negli ultimi anni si è impegnata, anche seguendo gli 'indirizzi' nazionali, ad incrementare la vigilanza ed attuare un'attività di coordinamento con gli altri organi deputati al controllo tra cui la Direzione Provinciale del Lavoro e l'inail. L'ASL di Rimini, per riferire qualche numero, dal 2007, anno in cui contava 9 ispettori per la sicurezza, ad oggi, ha raddoppiato il personale addetto alla vigilanza. Su tutti i versanti, comunque, la sicurezza diventa per le imprese non solo un insieme di obblighi ed adempimenti ma un problema con una dimensione umana e sociale. Info AUSL RAVENNA 6

7 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 5 (diffusione:165207, tiratura:206221) VINCITORI IERI LA CERIMONIA NEL CORSO DI UN CONVEGNO A CASTEL SAN PIETRO Premiati tre studenti dell'isia Strategia di comunicazione per le attività dell'oncologia faentina «NOI SIAMO qui: la lotta al cancro passa anche dalla comunicazione». Invitare a campagne di prevenzione di patologie importanti è sempre difficile. Per questo l'unità di oncologia dell'ospedale di Faenza, lo Ior, l' Istituto oncologico romagnolo e l'isia, l'istituto superiore industrie artistiche di Faenza hanno messo a punto una strategia di comunicazione per illustrare le attività dell'oncologia manfreda, diretta da Stefano Tamberi, che ogni anno visita 500 nuovi casi di tumore e tratta con terapie specifiche circa 400 pazienti. Il progetto è stato presentato ieri al centro congressi Artemide di Castel San Pietro, in occasione del XXV Convegno dei Volontari e degli Operatori Ior. Già dallo scorso anno, gli studenti del corso di Comunicazione del primo anno (secondo livello), dell'isia, guidati da Roberto Ossani, hanno sviluppato 15 campagne di comunicazione costruite su alcune linee guida: chiarezza, ciò che si può comunicare si può anche capire e dunque fa meno paura; secondo punto, in relazione alla diagnosi, niente panico: nell'ospedale di Faenza il cancro è una realtà che conoscono molto bene e sono in grado di garantire la migliore terapia possibile; terzo, questa realtà pubblica è sul nostro territorio. Nel corso della mattinata di ieri a Castel San Pietro, Vincenzo Erroi, direttore dello Ior, ha premiato Martina Tiradossi e Angelica Ruggiero, studenti dell'isia che hanno sviluppato la campagna di comunicazione, vincitrici ex-equo. Nell'ambito del progetto è stato anche sviluppato uno spot, dal titolo, 'Noi siamo qua', nato all'interno del corso di Videomaking dell'università faentina, che è stato proiettato in anteprima nel corso della giornata, mentre dal 10 ottobre sarà visibile nel sito dello Ior (www.iorromagna.it). L'idea del video è nata dalla creatività di un'altra studentessa dell'isia, Alessia Lusini. AUSL RAVENNA 7

8 10/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 13 (diffusione:30000) S'impennano le malattie professionali denunce in crescita del 57% Infortuni in calo ma non per gli stranieri In calo. Gli infortuni sul lavoro stagnano come l'economia e per il secondo anno consecutivo, per fortuna, mostrano una, seppure lieve, diminuzione. I numeri li ha resi noti l'anmil che ieri ha celebrato, in tutta Italia e anche a Forlì, la sessantunesima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro a pochi giorni dall'ennesima tragedia: quella di Barletta con la morte di 4 operaie e una ragazzina. La manifestazione promossa dalla Sezione provinciale di ForlìCesena ha visto la partecipazione di numerose autorità tra cui: il vice Prefetto Darco Pellos, il direttore della sede Inail di Forlì-Cesena Antonio De Filippo, l'assessore alle Pari opportunità e attività produttive del Comune di Forlì, Maria Maltoni, e il suo omologo provinciale Denis Merloni. Per l'anmil erano presenti il presidente provinciale Alieto Comandini e il consigliere nazionale Luca Chiadini. Ma ecco i dati. Infortuni in lieve calo Per quanto riguarda l'andamento complessivo degli infortuni denunciati all'inail nel corso del 2010, nella provincia di Forlì-Cesena sono stati 10 mila 77 contro i 10 mila 68 dello scorso anno, 9 dei quali mortali (contro gli 8 del 2009). Un leggero aumento che ci vede in controtendenza rispetto a Ravenna (400 in meno) e alla media regionale ma in posizione migliore rispetto a Rimini che passa da a Calano invece gli infortuni in agricoltura (da 965 a 951 di cui uno mortale) e aumentano nell'industria da a con un caso mortale in più (da 7 a 8) mentre sono stabili a Rimini e in calo a Ravenna. Buona notizia sul fronte degli incidenti stradali: quelli che avvengono cioè nei tragitti casa-lavoro-casa. A Forlì Cesena si è registrata una diminuzione: le denunce sono passate da nel 2009 a nel 2010 con un calo del 3,5% (4 mortali come l'anno precedente). Rimini invece fa registrare un balzo del 7%. La riduzione degli incidenti stradali è distribuita in tutti i settori: agricoltura -25%, industria e servizi -2%, statali -15%. In aumento tra gli stranieri Più deboli dal punto di vista della sicurezza sul lavoro sembrano essere gli stranieri. Il numero complessivo degli infortuni tra gli immigrati è aumentato del 3,4% passando da a Il picco si registra in agricoltura (+8,7% ma nessun incidente mortale) mentre nell'industria si arriva al 2,9% (da 1926 a 1982). Boom di malattie professionali Sembrano invece esplose le denunce per malattie professionali. Specialmente nell'industria dove passano da 691 a Il totale per settori vede un aumento complessivo del 57%. AUSL RAVENNA 8

9 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 5 (diffusione:165207, tiratura:206221) ALFONSINE STASERA AL MUSEO DEL SENIO SI PARLA DI LASSATIVI. INCONTRI ANCHE A RAVENNA E CERVIA Un mese dedicato alla fitoterapia e alla medicina naturale PROSEGUE ad Alfonsine il 'Mese della fitoteriapia e della medicina naturale', rassegna giunta alla 14a edizione dedicata alle proprietà delle piante officinali e alla medicina naturale. Diversi gli appuntamenti che quest'anno coinvolgono anche Cervia e Ravenna. Questa sera, lunedì, alle 20.45, al museo del Senio di Alfonsine Tino Casetti, primario di Gastroenterologia dell'ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, terrà una conferenza dal titolo 'Purganti, lassativi: pochi vantaggi e tanti guai'. L'appuntamento successivo è fissato per sabato 15 alle presso la sala Rubicone dei Magazzini del Sale a Cervia, dove Maurizio Morelli, specialista in Ostetricia e Ginecologia, parlerà di 'Fitoterapia, cultura e territorio'. Al termine della conferenza verrà offerto un buffet aperitivo alle erbe aromatiche e sale di Cervia. Lunedì 17 si torna al museo del Senio di Alfonsine: alle Maurizio Diamante, responsabile della formazione scientifica dell'azienda Erbavita, parlerà de 'Il ruolo delle piante officinali nel migliorare l'efficienza cognitiva e i processi energetici dell'organismo'. L'ultimo appuntamento è in programma sabato 24 alle al museo del Senio: il professor Erus Sangiorgi, consulente dell'o.m.s. dell'università di Milano, parlerà di 'Antinvecchiamento, antiage: mito mediatico o realtà scientifica?'. Coordinatore scientifico, Fulvia Lama, della Farmacia comunale di Alfonsine. La manifestazione, da un progetto della Farmacia comunale, è organizzato da Ravenna Farmacie col patrocinio degli Ordini dei medici, degli odontoiatri e dei farmacisti. AUSL RAVENNA 9

10 10/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ferrara Pag. 10 (diffusione:165207, tiratura:206221) ARGENTA CONFRONTO CON ESPERTI, INSEGNANTI E OPERATORI SOCIALI SULLE RELAZIONI TRA FIGLI E GENITORI Un seminario dedicato alla vita in famiglia UN seminario dai contenuti e dalla forma particolarmente originali e stimolanti, disegnato con l'obiettivo di promuovere riflessione e discussione «intorno al cuore delle relazioni familiari». È intitolato 'Voci dal Centro per le famiglie' e si rivolge a genitori, educatori, insegnanti, operatori dei servizi, amministratori e associazioni, e prevede la presenza di relatori esperti del settore, momenti di dibattito e di confronto. È ORGANIZZATO dai Comuni di Argenta e Portomaggiore e si svolgerà sabato dalle 9,15 alle 12,30 al Centro per le famiglie di via Circonvallazione 21/a, ad Argenta. Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti di Andrea Baldini, vicesindaco del Comune di Argenta, e Barbara Panzani, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Portomaggiore, sarà Ezio Montanari, coordinatore del Centro, a introdurre i lavori. Coordinata da Marco Montruccoli, direttore responsabile del quotidiano 'Ravenna 24 ore.it', alle 10 si aprirà quindi la tavola rotonda, che vedrà la partecipazione di Lara Pollini, operatrice del Centro, Cristina Crestani, responsabile Servizio Sociali Area Minori dell'azienda Usl di Ferrara, Distretto sud-est, Alba Pilani, insegnante del 'Corso di Italiano per mamme straniere', Salvatore Coniglio, mediatore familiare e responsabile 'Centro di documentazione sulla mediazione familiare in Emilia Romagna', Stefania Carati, referente di zona del 'Centro servizi volontariato di Ferrara', Roberto Saletti, educatore e facilitatore gruppi genitori di adolescenti e Ilaria Bosi, pedagogista e coordinatrice dei Servizi Educativi del Comune di Argenta. ALLE 10,45 è previsto l'intervento di Francesco Caggio, pedagogista dell'università statale Milano-Bicocca, che tratterà il tema 'Con le famiglie e per le famiglie. Non si cresce un bambino da soli'. Dibattito e chiusura dei lavori sono previsti alle 12,25, e al termine verrà offerto un piccolo buffet. La partecipazione è gratuita: per questioni organizzative si consiglia di confermare la propria adesione, al numero 0532/ ( Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. Di cornice al seminario, al Centro, sono in inoltre in programma un laboratorio per bambini (nella stessa giornata, dalle 9,30 alle 12), e la mostra 'Famiglie assieme: un cammino di avvicinamento al volontariato, all'affido e all'affiancamento familiare', realizzata dal Centro per le famiglie del Comune di Ferrara con il contributo della Provincia e del Centro Servizi per il Volontariato. Image: /foto/2998.jpg AUSL RAVENNA 10

11 10/10/2011 Corriere di Romagna Pag. 25 merso negli anni Settanta sulla scena... merso negli anni Settanta sulla scena jazz di Roma, dove si era trasferito, in particolare come componente, insieme con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, del Trio di Roma, ancora oggi saltuariamente attivo. Con quella formazione ha stabilito gli standard italiani del piano jazz in trio, ancora oggi validi. Tra le sue esperienze più recenti segnaliamo i duetti con il violoncellista Paolo Damiani e con il trombettista Flavio Boltro, con cui ha appena inciso "Op era" per la tedesca Act. Il 15 giugno scorso ha improvvisato un concerto sui tetti di Roma con Paolo Damiani e Rashmi Bahtt, per raccogliere fondi per Emergency. Anche il concerto di Ravenna, organizzato in collaborazione con il Lions club Ravenna host, ha uno scopo benefico: l'incasso sarà infatti devoluto all'associazione Il mosaico, che si occupa dei bambini malati presso l'ospedale Santa Maria delle Croci. Biglietti a 18 e 20 euro. AUSL RAVENNA 11

12 SANITÀ NAZIONALE 8 articoli

13 10/10/2011 Corriere della Sera - Roma Pag. 2 (diffusione:619980, tiratura:779916) Ricerca del Codacons sull'efficienza di medici e ospedali «Sanità, il 35% dei cittadini laziali non ha fiducia» Il 35% dei cittadini del Lazio non si fida della sanità pubblica. È quanto emerge da una ricerca del Codacons su 500 persone. «Risulta - spiega l'associazione - un generalizzato clima di sfiducia, attribuibile all'ultima vicenda della tubercolosi (al Gemelli, ndr.) ma anche alla situazione in cui versa la sanità laziale, alle prese con fondi ridotti e tagli che incidono sulla qualità del servizio reso». Il 35% dei cittadini intervistati «ha affermato in modo netto di non avere fiducia negli ospedali pubblici, sia per effettuare analisi che visite o interventi, mentre il 75% del campione, potendo scegliere, si rivolgerebbe a cliniche private, ritenute più sicure e puntuali nella cura del paziente», sostiene il Codacons. «Circa la metà del campione (49%) mette al primo posto i tempi della sanità pubblica, che obbligano i cittadini a lunghe liste d'attesa per visite, analisi e operazioni non urgenti. A seguire c'è il fattore malasanità (38%), che include diversi aspetti: dalla paura di complicazioni imputabili ad errori umani, alle carenze nei servizi resi dagli ospedali pubblici». SANITÀ NAZIONALE 13

14 10/10/2011 Corriere della Sera - Milano Pag. 5 (diffusione:619980, tiratura:779916) Sanità La clinica: i rischi sono meno dei vantaggi. La decisione al comitato etico Vaccinazioni ai neonati Scontro sull'antinfluenzale Pronto il piano alla De Marchi. Il Mario Negri: un errore Simona Ravizza L'utilità della vaccinazione contro l'influenza per i bimbi sani che non hanno ancora compiuto tre anni divide ancora la comunità scientifica: eppure ora si pensa già a vaccinare anche i neonati. È l'argomento su cui si dovrà esprimere il 20 ottobre il comitato etico del Policlinico. La sperimentazione è destinata, per la prima volta, ai bambini tra i 7 giorni e i 6 mesi di vita. L'obiettivo: valutare la sicurezza, la tollerabilità e il grado di efficacia del vaccino. Una scelta che, però, solleva perplessità tra gli esperti dell'istituto farmacologico Mario Negri. Mai finora era stato considerato necessario somministrare l'antinfluenzale a quest'età: per i bimbi di età inferiore a 6 mesi non esiste praticamente nessun dato nella letteratura scientifica. Con il via libera del comitato etico lo studio, unico in Italia e tra i pochi al mondo, partirà alla clinica De Marchi (che fa parte, insieme alla Mangiagalli, del pool di ospedali collegati al Policlinico) a fine ottobre. I piccoli pazienti arruolati saranno 180. La durata della sperimentazione è di tre mesi. «È uno studio farmacologico di fase III (con farmaci considerati ragionevolmente efficaci e sicuri, ndr), su base volontaria, randomizzato, no profit - dice Susanna Esposito, alla guida della Pediatria 1 della De Marchi -. L'arruolamento dovrà essere programmato in modo da includere 60 bimbi nati prima della 32ª settimana, 60 tra la 32ª e la 37ª e 60 oltre la 37ª». Prima di avviare qualsiasi fase dello studio, ai genitori saranno esposti dettagliatamente i possibili benefici e i rischi derivanti dalla partecipazione all'indagine. Ai bambini sarà somministrato il classico vaccino influenzale ma - anziché per via intramuscolare - per via cutanea. «La cute rappresenta un organo del tutto particolare - spiega Esposito -. Qui è contenuto un numero elevato di cellule coinvolte nella risposta immunitaria». Ogni anno l'influenza colpisce dal 10 al 30% della popolazione pediatrica. Ma tutte le raccomandazioni scientifiche internazionali escludono i neonati dall'elenco dei soggetti ai quali la vaccinazione deve essere somministrata, indipendentemente dal tipo di vaccino utilizzato. «Nelle loro linee guida sia l'organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sia i Centers for disease control (Cdc) di Atlanta consigliano la vaccinazione antinfluenzale solo a partire dai sei mesi di vita e solo per bambini con gravi malattie croniche polmonari, metaboliche, cardiovascolari, immunosoppressive e per coloro sottoposti a trapianto d'organo - sottolinea Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute materno infantile del Mario Negri -. Per tutti gli altri, in particolare quelli tra i 6 mesi e i due anni, non ci sono indicazioni perché è difficile valutare la capacità di risposta immunitaria nei bimbi». Per i ricercatori che fanno capo alla Cochrane Collaboration, un punto di riferimento mondiale per gli studi sulla vaccinazione antinfluenzale, l'efficacia del vaccino sotto i 2 anni è praticamente nulla (ossia simile al placebo) perché i bimbi non riescono a produrre un risposta immunitaria adeguata. «È meglio vaccinare le donne in gravidanza - insiste Bonati -. È scientificamente provato che in questo modo si protegge anche il neonato per i primi sei mesi di vita. L'allattamento, inoltre, è la miglior protezione del neonato anche contro l'influenza». RIPRODUZIONE RISERVATA 180 Foto: I piccoli pazienti che saranno arruolati per l'iniziativa 3 Foto: Mesi. Questo il periodo stabilito per la sperimentazione SANITÀ NAZIONALE 14

15 10/10/2011 La Repubblica - Bologna Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Morta di parto, sette medici indagati Summit in giornata all'ausl sull'ospedale di Bentivoglio dopo la svolta nell'inchiesta Le prime ipotesi degli accertamenti interni: "Cedimento cardiaco o embolia" CARLO GULOTTA IL PRIMARIO di Ostetricia e Ginecologia, altri due ginecologi, il medico dell'ospedale che seguiva la paziente, un'ostetrica, un anestesista e un diabetologo: sono sette i sanitari dell'ospedale di Bentivoglio indagati per la morte della donna pakistana spirata il 6 ottobre dopo essere stata sottoposta ad un cesareo. Il pm Di Giorgio, che contesta l'omicidio colposo, ha deciso di imprimere un'accelerazione improvvisa all'inchiesta sabato scorso, facendo recapitare le informazioni di garanzia ai sette professionisti, per consentire loro la nomina degli avvocati e dei periti. A difenderli sarà un legale dell'ausl, l'avvocato Sabina Di Giampietro, che in passato si era già occupata di una "morte in corsia" avvenuta nello stesso ospedale: stamattinaa mezzogiorno il summit con tutti gli indagati all'ausl, per la nomina formale e per mettere a punto i primi passi della strategia difensiva. E nelle stesse ore il pm assegnerà l'autopsia, che dovrà stabilire con certezza che cosa ha ucciso la povera Shabana. Così, sull'ospedale della bassa finito nella bufera per la morte di quattro pazienti in due anni, le inchieste sono tre: una della Procura, quella della commissione del Servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Pd Ignazio Marino, che avrà il compito di verificare se sono stati rispettati tutti i protocolli e gli standard per garantire la sicurezza dei pazienti, e infine quella dell'ausl. I primi accertamenti interni per ora hanno escluso responsabilità dei sanitari intervenuti durante il parto dall'esito infausto. Shabana, secondo chi ha partecipato a questa sorta di "istruttoria interna", potrebbe essere stata stroncata da un improvviso cedimento cardiacoo da un'embolia massiva, manifestatasi durante il cesareo. E' qualcosa di più di un'ipotesi, che potrà tornare assai utile alla difesa. «Siamo tranquilli - dicono all'ospedale - è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita alla paziente e al bimbo che stava per nascere. Lui siamo riusciti a salvarlo e sta bene. Aveva il cordone ombelicale attorno ad una spalla, e questo ha provocato qualche anomalia nel flusso di sangue verso il feto. Per questo si è deciso per il cesareo». Il primario del reparto, che quella sera fu chiamato ed era presente in sala operatoria, non recrimina sull'avviso di garanzia. «Nella mia posizione è inevitabile, certo che me l'aspettavo. La commissione d'inchiesta parlamentare? Giusto che sia stata attivata: servirà per fotografare tutta la scansione degli eventie per capire che cosa davvero è accaduto». I protagonisti MARINO Il senatore Pd ha istituito una commissione d'inchiesta del servizio sanitario nazionale: i Nas indagheranno su protocolli e sicurezza LUSENTI "La priorità va al lavoro della commissione d'indagine - ha detto l'assessore alla Sanità della Regione - le inchieste le fa chi ne ha la competenza" BARIGAZZI L'assessore alla Sanità in Provincia chiede all'ausl "di fare bene e in fretta le indagini, avevamo già chiesto di monitorare l'ospedale di Bentivoglio" RIPA DI MEANA "Siamo fiduciosi che non ci siano responsabilità dei sanitari, ma abbiamo il dovere di analizzare fino in fondo il lavoro dei professionisti" Foto: PER SAPERNE DI PIÙ Foto: L'interno dell'ospedale di Bentivoglio SANITÀ NAZIONALE 15

16 10/10/2011 La Repubblica - Bologna Pag. 1 (diffusione:556325, tiratura:710716) Summit in giornata all'azienda sanitaria dopo la svolta nell'inchiesta. Le ipotesi dei primi accertamenti interni: "Arresto cardiaco o embolia" Bentivoglio, l'ausl prepara la difesa Morta di parto, sette medici indagati tra cui il primario di Ostetricia GULOTTA SETTE indagati all'ospedale di Bentivoglio per la donna pakistana morta durante il parto cesareo: sono il primario di Ostetricia, due ginecologi, il medico che seguiva la paziente, un'ostetrica, un anestesista e un diabetologo. Il pm Di Giorgio, che contesta l'omicidio colposo, ha fatto recapitare loro gli avvisi di garanzia. A difenderli sarà un avvocato dell'ausl, Sabina Di Giampietro: oggi il summit all'ausl per la nomina dei periti e per mettere a punto le prime fasi della strategia difensiva. E sempre oggi stesso probabilmente l'autopsia. Sulla clinica della bassa, tre inchieste: quella della Procura, del Servizio sanitario nazionale e dell'ausl di Bologna. Le prime valutazioni interne escludono responsabilità dei medici dell'ospedale: la donna potrebbe essere stata stroncata da un cedimento cardiaco improvviso o da un'embolia massiva. Hussain, il marito, era accanto a lei in sala parto quando è spirata. A PAGINA V SANITÀ NAZIONALE 16

17 10/10/2011 La Repubblica - Ed. Nazionale Pag. 21 (diffusione:556325, tiratura:710716) Sul lavoro tre morti al giorno Napolitano: strage inaccettabile Schifani: cancro da estirpare. Fini: sfida nazionale Il messaggio del presidente: "Anche se c'è la crisi non si può abbassare la guardia" La giornata per ricordare i lavoratori vittime di incidenti: l'anno scorso furono mille UMBERTO ROSSO ROMA - «Inaccettabile. Su morti bianche e infortuni sul lavoro non si può abbassare la guardia, pur nella crisi economica». Insomma, la prevenzione non si può tagliare. Torna a farsi sentire Giorgio Napolitano contro quella vera e propria strage che insanguina fabbriche, cantieri e i tanti laboratori clandestini nel nostro paese. Tre morti al giorno. Quasi mille all'anno. Nel 2010 gli incidenti sono stati 775 mila. Con un aumento delle vittime soprattutto fra le donne, come dimostra anche la tragedia di Barletta dei giorni scorsi, e nel settore dei trasporti. E aumentano le malattie professionali, il 20 per cento di denunce in più rispetto allo scorso anno. Cinque miliardi, solo lo scorso anno, la cifra degli indennizzi versati. Un amarissimo bollettino di guerra, documentato dall'inail, e reso noto dall'anmil (che è l'associazione degli invalidi e dei mutilati) nella Giornata dedicata alle migliaia di lavoratori caduti o feriti sul posto di lavoro. Più sicurezza e controlli per fermare dunque la catena di morte, invoca l'associazione nel convegno al quale prende la parola anche il ministro Sacconi («qualcosa sta cambiando, l'anno scorso il numero delle vittime è diminuito rispetto all'anno precedente»). E il titolare del Welfare si è impegnato in una revisione degli indennizzi per il danno biologico. Una sfida, quella sul sicurezza sul lavoro, «che va vinta» dice il presidente della Camera Fini. «Le morti bianche sono un cancro da estirpare» insiste il presidente del Senato Schifani. Bersani sollecita maggiore controlli. E Di Pietro denuncia una violazione sistematica nelle aziende delle leggi contro gli infortuni. Allarme raccolto dal presidente della Repubblica, che ha già espresso tutto il suo sdegno per la tragedia di Barletta con le cinque vittime nel crollo della palazzina, lavoranti «vergognosamente sottopagate in nero» a quattro euro all'ora. La «significativa» riduzione di morti sul lavoro nel 2010, dice Napolitano, «deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme». Dunque, scrive il capo dello Stato nel messaggio al presidente dell'anmil Bettoni, pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro paese, «non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro». È necessario continuare a contrastare con determinazione «la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza». I dati parlano di una triste media di tre morti sul lavoro ogni giorno nel Pur registrando un lieve calo del fenomeno con incidenti (15 mila in meno rispetto all'anno precedente) i casi mortali sono stati comunque 980. Quel che preoccupa è l'aumento dei decessi tra le donne e soprattutto nel settore dei trasporti. Crescono i morti nella fascia compresa tra i 50 e i 64 anni. Le cifre provvisorie dei primi sei mesi del 2011 indicano che gli incidenti mortali non diminuiscono. Il dato della diminuzione secondo l'anmil va letto con molta cautela perché si inserisce in un contesto «caratterizzato da un calo dell'occupazione». E perché «non trapelano notizie e denunce» dal mondo del lavoro nero. Gli incidenti sul lavoro 980 3, ,8 11,2 50 % Nord 19, miliardi spesa sanità cura infortuni Nel % Servizi % Agricoltura % Centro morti sul lavoro miliardi spesa annua per indennizzi infortuni sul lavoro denunciati malattie professionali invalidi permanenti con rendita giornate lavoro perse Casi mortali per area geografica infortuni primo semestre (-4% su primo semestre 2010) Casi mortali per settore 43,0 30,8 morti sul lavoro primo semestre (-0,7% su primo semestre 2010) fonte: elaborazione Anmil su dati Inail % Industria % Mezzogiorno Foto: PER SAPERNE DI PIU' SANITÀ NAZIONALE 17

18 10/10/2011 La Repubblica - Ed. Nazionale Pag. 21 (diffusione:556325, tiratura:710716) Foto: L'APPELLO A sinistra, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano SANITÀ NAZIONALE 18

19 10/10/2011 La Stampa - Ed. Nazionale Pag. 13 (diffusione:309253, tiratura:418328) Il camice bianco "La ricetta più efficace? Il dialogo con i pazienti" [PA. RU.] Pierluigi Bartoletti è segretario della Fimmg-Lazio, la federazione dei medici di famiglia che ha condotto l'indagine su web e salute. La vostra indagine dice che l'eccesso di informazione sanitaria nella Rete ha generato un popolo di ipocondriaci. Come si può contrastare il fenomeno? Non si contrasta, si gestisce. Il fatto che i pazienti siano più informati e consapevoli grazie a Internet è un bene. Anche per i medici, che devono aggiornarsi di continuo. Il problema è la qualità dell'informazione. Riguardo gli spazi gestiti dai medici c'è già l'ordine che può intervenire sanzionandoli se le informazioni non sono corrette. Si potrebbe pensare a un bollino blu di garanzia della qualità scientifica dei siti garantito dal Ministero della salute o dall'ordine dei medici. Ma credo che la soluzione migliore sia inasprire le sanzioni che già esistono per chi spaccia per vere le informazioni mediche false. E per la vendita dei farmaci on-line senza controllo medico? A nche qui la legge lo vieta per quelli con obbligo di ricetta. Però è difficile applicarla quando i siti che vendono medicinali sono registrati in Paesi che hanno una normativa colabrodo. Allora conviene puntare sull'informazione ai pazienti, cercando di far capire cosa si rischia ad assumere farmaci senza controllo medico. Però lo ammetta, quando un paziente suggestionato vi assilla con richieste di analisi o farmaci "suggeriti" da Internet a volta cedete e compilate il foglietto rosa... A volte c'è chi ti tallona per mesi chiedendoti dei marcatori tumorali, perché ha letto su Internet che avendo il colesterolo a 204, appena sopra la norma, e uno zio morto di cancro, è a rischio anche lui. Allora magari cedi ma almeno gli raccomandi di smettere di fumare e gli prescrivi qualche altro accertamento più appropriato. Anche molti di voi si aggiornano sul web. Che figura ci fate? Ottima. Perché non lo facciamo di certo su Wikipedia, con tutto il rispetto, ma sui siti delle grandi riviste scientifiche già tradotte. Le stesse che prima arrivavano per posta, magari in inglese e fuori tempo massimo rispetto al problema clinico che dovevi affrontare al momento. Internet può essere anche un grande alleato di medici e pazienti. Basta navigarci con prudenza. SANITÀ NAZIONALE 19

20 10/10/2011 Il Giornale - Milano Pag. 10 (diffusione:192677, tiratura:292798) Sanità Boom di visite a Monza San Gerardo, raddoppiate le liste d'attesa Cento giorni di coda per i controlli urologici Beretta: «Ora facciamo le tac anche al sabato» Per una visita urologica bisogna aspettare 120 giorni, contro i trenta indicati dalla Regione Lombardia come termine massimo. Per un esame al torace ci si deve mettere in coda in liste che durano due mesi e per un controllo endocrinologico siverrà richiamati dopo 115 giorni. Accade all'ospedale San Gerardo di Monza. In un anno i tempi di attesa sono raddoppiati, in tanti settori sono perfino triplicati. E si può dire che il pronto soccorso sia in totale over booking. Di fatto i medici si trovano a gestire non solo le emergenze ma anche una marea di visite ordinarie da ambulatorio, che ovviamente rallentano il lavoro. Per questo Massimiliano Romeo, consigliere regionale della Lega Nord, ha impugnato carta e penna ed ha scritto al direttore generale dell'asl di Monza, Humberto Pontoni, e all'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani. «Queste problematiche scrive - riguardano il San Gerardo e i poliambulatori di Lissone e Macherio. I tempi di attesa si sono allungati di molto con un conseguente intasamento del pronto soccorso, divenutoun vero e proprio ambulatorio: i cittadini, per non dover aspettare, con le più svariate scuse vi si recano per effettuare esami o visite di controllo». Il Carroccio denuncia il «disservizio» verso i cittadini e punta il dito contro alcune incongruenze sulle tabelle dei tempi di attesa: «Secondo i dati trasmessi alla Regione Lombardia - scrive Romeo -, tutti i tempi vengono ampiamente rispettati quando, ahimé, la realtà è ben diversa». Il consigliere fa un esempio: a quanto risulta dallesegnalazioni di numerosicittadini sulle prenotazioni dello scorso luglio, per una visita cardiologica i tempi di attesa superano i 73 giorni. Ma sulla carta è scritto che vengono effettuate tutte entro un mese, il tempo indicato dal Pirellone, senza quindi nessuna incongruenza. Ben consapevole del boom di richieste di questo ultimo anno è il direttore generale del San Gerardo, Francesco Beretta, che calcola un aumento delle prestazioni ambulatoriali dell'8,3 per cento rispetto al 2010: «La gente viene da noi anche per una banale visita per mettere gli occhiali - rileva - Noi gliela facciamo, ma questo ovviamente significa gonfiare le liste d'attesa». Tuttavia le liste sono sinonimo di qualità: «Se tutti vogliono salire sull'intercity perché offre servizi migliori, è ovvio che ci sia più traffico su quella linea» riconosce Beretta. L'ospedale, dal canto suo, ha fatto il possibile per rispondereallenumerosissime prenotazioni: «Facciamo le tac anche al sabato e abbiamo cercato di organizzareal meglio i turni dei medici. Insomma, abbiamo fatto il possibile». Quindi come risolvere l'effetto imbuto? Beretta innanzitutto consiglia ai cittadini che hanno particolare urgenza di prenotare la visita attraverso il numero verde della RegioneLombardia : in questo modo verranno dirottati nell'ospedale in cui c'è meno da aspettare. «E poi - aggiunge il direttore del colosso monzese - il nostro ospedale è inserito in una rete che funziona molto bene. Una rete fatta anche di altri ospedali sul territorio e di ottimo livello, anche se più piccoli: da Carate a Desio, da Cinisello Balsamo a Vimercate. I medici sono molto qualificati anche lì e spesso sono gli stessi che hanno lavorato da noi». MaS Foto: LA DENUNCIA La Lega Nord denuncia il raddoppio dei tempi per visite ed esami. Ma il direttore Francesco Beretta (nella foto) replica: «Il servizio è di alta qualità, per questo abbiamo aumentato le prestazioni» SANITÀ NAZIONALE 20

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