Autovalutazione di affidabilità del merito creditizio

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1 Autocat srl Autovalutazione di affidabilità del merito creditizio Rimini, 31 marzo 2015 A cura di: Rossi & Associati srl

2 SOMMARIO DISCLAIMER 1. PRESENTAZIONE DEL LAVORO 1.1 ASPETTI INTRODUTTIVI ASPETTI METODOLOGICI BREVE PRESENTAZIONE DELLA SOCIETA LO SCORE FINANZIARIO 2.1 ANALISI DELLA REDDIVITA AZIENDALE ANALISI DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA ANALISI DELLA REDDITIVITÀ OPERATIVA ANALISI DELL EFFETTO DELLA GESTIONE EXTRA-CARATTERISTICA ANALISI DEL PUNTO DI PAREGGIO L ECONOMIC VALUE ADDED (E.V.A.) ANALISI DELLA SOLIDITA AZIENDALE ASPETTI INTRODUTTIVI OMOGENEITÀ TRA CAPITALE INVESTITO E RELATIVE FONTI FINANZIARIE ANALISI DEL GRADO DI INDEBITAMENTO ANALISI DELLE SOLVIBILITA AZIENDALE LA SOVIBILITÀ AZIENDALE IL RENDICONTO FINANZIARIO ANALISI DELLO SVILUPPO AZIENDALE ASPETTI INTRODUTTIVI ANALISI DELL ANDAMENTO DEL FATTURATO E DEL CAPITALE INVESTITO CONCLUSIONI.. 3. LO SCORE OPERATIVO 3.1 CENNI STORICI SULLA SOCIETA PROFILO AZIONARIO GOVERNANCE E ORGANIZZAZIONE IL SETTORE ATTIVITA E STRATEGIE CONCLUSIONI.. 4. LO SCORE ANDAMENTALE 5. IL RATING ALLEGATI 2

3 DISCLAIMER Il presente lavoro è stato redatto per esclusivi usi interni della XXXX e non potrà essere diffuso a terzi senza il preventivo consenso scritto della Net Consulting srl. Il lavoro è stato realizzato sulla base di dati contabili e informazioni interne fornite direttamente dalla società xxx. Si precisa che, in conformità con l incarico ricevuto, tali informazioni sono state assunte da Net Consulting srl acriticamente, ovvero senza svolgere alcun controllo in merito alla correttezza, completezza e validazione dei dati e informazioni ricevute. Le informazioni settoriali sono stat e invece fornite da Net Consulting srl. Net Consulting srl non si assume alcuna responsabilità, né fornisce alcuna garanzia, espressa o implicita, sulla correttezza, completezza e validità delle informazioni contenute nel presente documento. 3

4 1. PRESENTAZIONE DEL LAVORO 1.1 ASPETTI INTRODUTTIVI Per effetto del nuovo accordo interbancario denominato Basilea, gli affidamenti che gli istituti di credito concedono all impresa, e il relativo costo, dipendono dal rating dell azienda e dalla capacità della stessa di monitorare costantemente il proprio andamento, programmando la propria politica finanziaria. Il nuovo Accordo impone alle banche un comportamento più rigoroso di quello sinora adottato nell'erogazione del credito alle imprese, legando più strettamente il capitale delle banche ai rischi assunti, promuovendo l uso del rating. Il rating consente una valutazione dell'affidabilità dell'impresa basata su elementi oggettivi confrontabili, tendente all'eliminazione di ogni discrezionalità nell'erogazione del credito. Tutte le imprese, dunque, saranno assoggettate a rating dal proprio sistema banche, per la stima del relativo rischio di insolvenza. Ciascuna impresa ritenuta meritevole di attivazione del credito, verrà inserita in una classe di merito creditizio, cui corrisponderà un diverso grado di rischio di insolvenza, e conseguentemente un diverso livello di condizioni economiche e di garanzie richieste. Per non farsi cogliere impreparati e rischiare di rimanere penalizzati nel costo e nell'accesso ai finanziamenti, è oltremodo opportuno cominciare ad attuare una concreta politica di pianificazione finanziaria e di monitoraggio dei propri indicatori di perfomance. Il primo passo, consiste nel verificare con sistematicità il rating della propria impresa, valutando come la stessa si pone rispetto ai requisiti qualitativi ( score operativo e andamentale) e quantitativi (score finanziario) richiesti dal nuovo Accordo di Basilea. In tale contesto è opportuno anche un confronto (benchmark) dell'impresa con le medie settoriali e/o con i più diretti concorrenti. Una volta che si è in grado di capire come l'impresa viene percepita e valutata dalla banca, alla luce dei punti di forza e di debolezza individuati dall'an alisi, è possibile attivare specifici provvedimenti di natura strategico-organizzativa idonei a rafforzare l'impresa e migliorare il rating, anche attraverso l introduzione di metodologie direzionali quali il Budget & Controllo, Business plan e Pianificazi one dei flussi finanziari. Nel processo di gestione dell impresa è sempre più avvertita la necessità di supportare le decisioni sia strategiche che operative, con opportune misurazioni di 4

5 natura economico-finanziaria idonee a fornire importanti informazioni in merito alla convenienza di certe scelte, ad evidenziare l andamento dei risultati gestionali e la loro compatibilità con gli obiettivi di fondo, a far emergere i punti di forza e di debolezza dell assetto aziendale onde consentire un progressivo con solidamento dei primi e un tempestivo riequilibrio dei secondi. A ciò si aggiungono le novità introdotte dal nuovo accordo interbancario denominato Basilea, per effetto del quale gli affidamenti che gli istituti di credito concederanno all impresa, e il relativo costo, dipenderanno dal rating aziendale e della capacità della stessa di monitorare costantemente il proprio andamento e di programmare la propria politica finanziaria. Il nuovo Accordo impone alle banche un comportamento più rigoroso di quello sinora adottato nell'erogazione del credito alle imprese, legando più strettamente il capitale delle banche ai rischi assunti, promuovendo l uso di rating interni ed esterni. Il rating consente una valutazione dell'affidabilità dell'impresa basata su elementi oggettivi confrontabili, tendente all'eliminazione di ogni discrezionalità nell'erogazione del credito. Tutte le imprese, dunque, saranno tra breve assoggettate a rating dal proprio sistema banche, per la stima del relativo rischio di insolvenza. Ciascuna impresa, se ritenuta meritevole di attivazione del credito, verrà inserita in una classe di merito creditizio, cui corrisponderà un diverso grado di rischio di insolvenza, e conseguentemente un diverso livello di condizioni economiche e di garanzie richieste. Per non farsi cogliere impreparati e rischiare di rimanere penalizzati nel costo e nell'accesso ai finanziamenti, è oltremodo opportuno cominciare ad attuare una concreta politica di pianificazione finanziaria e di monitoraggio dei propri ind icatori di perfomance. Il primo passo, consiste nel verificare con sistematicità il rating della propria impresa, valutando come la stessa si pone rispetto ai requisiti qualitativi (score operativo e andamentale) e quantitativi (score finanziario) richiesti dal nuovo Accordo di Basilea. In tale contesto è opportuno anche un confronto (benchmark) dell'impresa con le medie settoriali e/o con i più diretti concorrenti. Una volta che si è in grado di capire come l'impresa viene percepita e valutata dalla banca, alla luce dei punti di forza e di debolezza individuati dall'analisi, è possibile attivare specifici provvedimenti di natura strategico-organizzativa idonei a rafforzare l'impresa e migliorare il rating, anche attraverso l introduzione di metodologie direzionali quali il Budget & Controllo, Business plan e pianificazione dei flussi finanziari. 5

6 L analisi svolta con il presente studio, ha lo scopo di formulare una diagnosi economico-finanziaria capace di mettere in evidenza punti di forza e di debolez za dell impresa, sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario, attraverso i più efficaci e moderni strumenti dell analisi di bilancio, applicata ai bilanci aziendali storici. Per far ciò si è ricorso alle seguenti tecniche: analisi di composizione percentuale applicate agli schemi riclassificati del Conto economico e dello Stato patrimoniale; analisi per indici; analisi per flussi. Questo metodologie sono perfettamente complementari tra loro, integrando analisi di tipo statico con altre di tipo più dinamico. Le aree di indagine sono riconducibili a tre macro-categorie: analisi della solidità aziendale, ovvero accertamento del grado di equilibrio che caratterizza l assetto patrimoniale in termini di corretto e fisiologico rapporto tra Impieghi (Attività) e Fonti (Passività e Capitale netto), e del grado di dipendenza finanziaria da fonti esterne; analisi della solvibilità aziendale, cioè esame della situazione finanziaria corrente e verifica del corretto ed equilibrato rapporto tra ent rate e uscite monetarie a breve; analisi della gestione reddituale, cioè del grado di redditività complessiva e indagine sui fattori che la determinano. Nella valutazione degli indicatori e degli aggregati di bilancio, non esiste uno standard di valori predefiniti ai quali uniformarsi per comprendere il reale stato di salute dell azienda. Per questo motivo è importante ricorrere ad analisi di natura spaziale e temporale. L analisi spaziale consiste nel confrontare i valori dell azienda in esame con quelli dei diretti concorrenti, e/o con quelli medi del settore in cui opera: in tal modo emergono con immediatezza punti di forza e di debolezza propri e dei concorrenti. L analisi temporale, invece, consiste nell osservare il trend degli indici aziendali nel corso dei vari esercizi, storici e previsionali, in modo da evidenziare la loro evoluzione. Nel corso del presente lavoro, per consentire una migliore interpretazione degli indicatori che saranno esaminati, si cercherà di fornire delle soglie o degli interv alli di normalità e/o di squilibrio. Ovviamente si tratterà di riferimenti piuttosto generici, tenuto conto che numerosi indicatori sono influenzati dai settori di appartenenza dell impresa: in ogni caso, pur con certi margini di approssimazione, fare rife rimento a dei valori medi generali ha il pregio di aiutare sicuramente la lettura del risultato ottenuto. 6

7 Infine, è importante sottolineare che per pervenire ad un circostanziato giudizio sull azienda è necessario fare riferimento, per ciascuna delle tre aree di indagine sopra illustrate, all analisi combinata ed integrata di più indicatori, evitando in ogni caso di affidarsi all esame di uno solo di essi in quanto ciò porterebbe molto spesso a delle conclusioni sbagliate. A maggior ragione, è appena il caso di ricordare che un efficace diagnosi è il risultato dell incrocio di più metodologie (riclassificazioni, indici, flussi, ecc.), preferibilmente integrando quelle più tradizionali (ad esempio la Break Even Analysis) con altre più innovative (ad esempio l Economic Value Added). Nella pagine seguenti verranno dettagliatamente illustrati i procedimenti metodologici più diffusi, e commentati i risultati ottenuti dalla loro applicazione ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi storici, della società in e same. 1.2 ASPETTI METODOLOGICI L Accordo di Basilea rappresenta un importante opportunità per migliorare la gestione finanziaria dell impresa. Grazie ad esso, infatti, le imprese che attiveranno corrette politiche finanziarie, accompagnate da idonei strumenti di Pianificazione e Controllo, vedranno subito ricompensato tale loro impegno con una riduzione del costo del denaro e un generale miglioramento del rapporto con il sistema bancario. Tale processo di miglioramento può essere scomposto in fasi: a) Determinazione del Rating aziendale iniziale, attraverso il calcolo dello Score finanziario (diagnosi economico-finanziaria dell impresa attraverso i più efficaci e moderni strumenti dell analisi avanzata di bilancio applicata ai bilanci aziendali storici, e rilievo dei punti di forza e di debolezza sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario), la determinazione dello Score operativo (diagnosi strategica dell impresa attraverso l analisi del proprio posizionamento competitivo, della struttura organizzativa e del contesto ambientale: settore, mercato, ecc.) e l analisi dello Score andamentale (analisi dei rapporti dell impresa con i vari istituti di credito e con il sistema creditizio). b) Implementazione del sistema di Controllo Strategico, ovvero delle azioni individuate per migliorare l impostazione strategico-organizzativa dell impresa ed il relativo rating, accompagnate dallo sviluppo del Business plan pluriennale e del Budget economico-patrimoniale-finanziario d esercizio. c) Avvio del Controllo Strategico, attraverso un sistematico monitoraggio dei risultati aziendali, il confronto con gli obiettivi prefissati e i risultati storici, l individuazione di eventuali azioni correttive. In tale contesto è molto efficace introdurre un costante confronto con i concorrenti più diretti ed il settore. 7

8 Il presente lavoro è esclusivamente finalizzato ad individuare il Rating aziendale di cui al suddetto punto a), in particolare attraverso la determinazione dello Score finanziario, integrato con i principali aspetti qualitativi richiesti dall analisi. 1.3 BREVE PRESENTAZIONE DELLA SOCIETÀ PRESENTAZIONE SINTETICA DELLA SOCIETA Ragione sociale: Forma giuridica; Data costituzione: Compagine societaria: Governance: Date rinnovo cariche: Maggioranze assemblee: Altre statutarie: caratteristiche Società collegate/controllate: Sedi: - Legale - amministrativa - operativa - filiali Codice Ateco: Prodotti/servizi: Territorio operativo: Canali distributivo: Segmento Basilea La società Alfa s.p.a., opera dal nel settore xxxxx, ed è specializzata in: - - 8

9 -.. La sede legale ed operativa è ubicata xxxxx. L attuale fatturato è di circa xxxxx annui. Governance Si segnala la presenza di clausola statutaria che prevede il ricorso al procedimento di conciliazione stragiudiziale (artt del D.Lgs. 5/2003) per la composizione delle eventuali controversie societarie. In merito al diritto di recesso del socio, lo Statuto prevede.. La società si avvale della trasparenza fiscale? 9

10 2. LO SCORE FINANZIARIO Ai fini dello Score finanziario, lo scopo del presente lavoro è quello di formulare una diagnosi economico-finanziaria capace di mettere in evidenza punti di forza e di debolezza dell impresa, sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario, attraverso i più efficaci e moderni strumenti dell analisi di bilancio, applicata ai bilanci aziendali storici. Per far ciò si è ricorso alle seguenti tecniche: analisi di composizione percentuale applicate agli schemi riclassificati del Conto economico e dello Stato patrimoniale; analisi per indici; analisi per flussi. Questo metodologie sono perfettamente complementari tra loro, integrando analisi di tipo statico con altre di tipo più dinamico. Le aree di indagine sono riconducibili a tre macro-categorie: analisi della solidità aziendale, ovvero accertamento del grado di equilibrio che caratterizza l assetto patrimoniale in termini di corretto e fisiologico rapporto tra Impieghi (Attività) e Fonti (Passività e Capitale netto), e del grado di dipendenza finanziaria da fonti esterne; analisi della solvibilità aziendale, cioè esame della situazione finanziaria corrente e verifica del corretto ed equilibrato rapporto tra en trate e uscite monetarie a breve; analisi della gestione reddituale, cioè del grado di redditività complessiva e indagine sui fattori che la determinano. I principali indici di bilancio che verranno illustrati nelle successive tabelle, saranno commentati anche attraverso frecce colorate aventi il seguente significato: freccia rossa: il valore dell indice è squilibrato; freccia gialla: il valore dell indice è insufficiente; freccia verde: il valore dell indice è positivo. La direzione della freccia, inoltre, indica il trend dell indice nei vari anni esaminati: freccia su: trend positivo; freccia giù: trend negativo; freccia orizzontale: indice costante. 10

11 Nella valutazione degli indicatori e degli aggregati di bilancio, non esiste uno standard di valori predefiniti ai quali uniformarsi per comprendere il reale stato di salute dell azienda. Per questo motivo è importante ricorrere ad analisi di natura spaziale e temporale. L analisi spaziale consiste nel confrontare i valori dell azienda in esame con quelli dei diretti concorrenti, e/o con quelli medi del settore in cui opera: in tal modo emergono con immediatezza punti di forza e di debolezza propri e dei concorrenti. L analisi temporale, invece, consiste nell osservare il trend degli indici aziendali nel corso dei vari esercizi, storici e previsionali, in modo da evidenziare la loro evoluzione. Un importantissimo strumento di analisi è rappresentato dal rendiconto finanziario, grazie al quale si riesce a ricostruire la dinamica dei flussi finanziari che hanno caratterizzato la gestione, misurando e individuando le fonti che hanno generato risorse finanziarie e le cause che le hanno assorbite, consentendo un giudizio sull attitudine dell azienda all autofinanziamento e sul grado di autonomia finanziaria, attuale e prospettica. Nel corso del presente Capitolo, per consentire una migliore interpretazione degli indicatori che saranno esaminati, si cercherà di fornire delle soglie o degli intervalli di normalità e/o di squilibrio. Ovviamente si tratterà di riferime nti piuttosto generici, tenuto conto che numerosi indicatori sono influenzati dai settori di appartenenza dell impresa: in ogni caso, pur con certi margini di approssimazione, fare riferimento a dei valori medi generali ha il pregio di aiutare sicuramente la lettura del risultato ottenuto. Infine, è importante sottolineare che per pervenire ad un circostanziato giudizio sull azienda è necessario fare riferimento, per ciascuna delle tre aree di indagine sopra illustrate, all analisi combinata ed integrata di più indicatori, evitando in ogni caso di affidarsi all esame di uno solo di essi in quanto ciò porterebbe molto spesso a delle conclusioni sbagliate. A maggior ragione, è appena il caso di ricordare che un efficace diagnosi è il risultato dell incrocio di più metodologie (riclassificazioni, indici, flussi, ecc.), preferibilmente integrando quelle più tradizionali (ad esempio la Break Even Analysis) con altre più innovative (ad esempio l Economic Value Added). 11

12 2.1 ANALISI DELLA REDDITIVITÀ AZIENDALE Questa serie di indagini sono finalizzate a valutare l attitudine dell azienda a remunerare in misura congrua sia il capitale proprio che le fonti esterne di finanziamento. L analisi effettuata si riferisce ai bilanci relativi agli esercizi xxxx/xxxx. Conto economico ANNI C.E. % % % Ricavi operativi netti % % % Var. Rim. Prodotti e Semil ,89% ,80% ,87% Acquisti Prodotto finito 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00% Lavori in Economia 0 0,00% 0 0,00% ,29% Valore della Produzione % % % Var. Rim. Merci/Mat. Prime ,68% ,34% ,22% Acquisti Merci/Mat. Prime ,96% ,90% ,21% Costi vari per Servizi ,13% ,92% ,20% Lavorazioni Esterne ,21% ,69% ,19% Valore Aggiunto % % % Costo lavoro ,68% ,45% ,63% M.O.L % % % Ammortamenti materiali ,83% ,86% ,46% Ammortamenti immateriali ,51% ,79% ,21% Accantonamenti ,17% ,14% ,59% Risultato Operativo % % % Oneri Finanziari ,45% ,86% ,50% Proventi Finanziari ,22% ,36% ,72% Gestione Straordinaria ,44% ,30% ,32% Gestione non operativa 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00% Imposte ,22% ,57% ,21% Risultato Netto % % % 12

13 2.1.1 Analisi della redditività complessiva Profili teorici Per prima cosa è bene innanzitutto valutare la redditività complessiva aziendale, esaminando l utile netto e gli indici ad esso collegati, per poi procedere nella scomposizione degli ulteriori livelli e sub-livelli di redditività, e dei fattori che li hanno determinati. A tale scopo giova cominciare dalla scomposizione del ROE, il quale esprime il rendimento del capitale proprio; pertanto, tenendo conto del rischio d impresa che grava su tali capitali, questo indice dovrebbe tendenzialmente raggiungere valori non inferiori al 7%-10%. Analisi dei risultati Nella tabella sottostante il ROE viene scomposto nelle sue componenti. R.O.E. ROS TURNOVER LEVERAGE GEST. STR.- FIN. GEST. FISC. RO Fatturato Cap. Inv Ris. Lordo RN Fatturato Cap. Inv. Cap.Netto RO Ris. Lordo 2012= 42,16% 5,81% 1,38 8 0,69 0, = 11,67% 6,86% 1,25 5,20 0,44 0, = 1,43% 0,68% 0,77 4,92 2,30 0,22 La misura e la variazione del ROE dipendono dalla redditività del capitale investito (ROI), dall indice di indebitamento e dall incidenza della gestione non caratteristica, argomenti che saranno trattati nei paragrafi successivi. Dalla scomposizione del ROE emerge.. Anche il Saggio di redditività netta, che pone in relazione l utile netto con il fatturato, è senz altro un ottimo indicatore della economicità complessiva aziendale. Maggiore è il suo valore, migliore è la capacità reddituale dell azienda. Con tutti i margini di approssimazione sopra riferiti (che varranno anche per tutti i successivi casi), questo indicatore dovrebbe assumere valori fisiologici ricompresi tra il 3% e il 10%. Per aziende di dimensioni medio-grandi e/o operanti in settori produttivi, in genere sono già buoni valori del 3%-5%, mentre sono preferibili valori sopra il 5% per aziende medio-piccole e/o operanti nel settori commercio e servizi. 13

14 Indicatori di redditività complessiva ANNI INDICI Media Settore Reddito Netto Saggio Redditività netta Reddito N./Fatturato N. 2,94% 1,48% 0,36% % ROE Reddito Netto/Mezzi Propri 42,16% 11,67% 1,43% % Risultato d'esercizio

15 2.1.2 Analisi della redditività operativa Profili teorici Passiamo quindi all esame del ROI, indicatore dell efficienza economica della gestione caratteristica, e dei fattori che ne influenzano l andamento. Il ROI indica la redditività media delle risorse investite nell attività operativa, e quindi esprime la capacità dell azienda di remunerare tutte le proprie fonti di finanziamento (capitale proprio e di terzi). Il ROI., pertanto, esprimendo la redditività media del Capitale investito, deve essere almeno superiore al costo medio delle fonti di finanziamento esterne (ROD = Oneri finanziari / Capitale di Terzi). La misura e la variabilità del ROI dipendono dal diverso modo di combinarsi del ROS (indice di redditività delle vendite = Reddito Operativo/Fatt urato) e dell Indice di rotazione del capitale investito (Turnover = Fatturato/Capitale investito). Il ROI, infatti, è esprimibile anche come: ROI = ROS x Turnover Tutti questi indici (ROI, ROS e Turnover) è bene che assumano valori crescenti. Il ROD, invece, è bene che diminuisca (costo % del capitale investito). Il ROS esprime il grado di efficienza della struttura operativa, cioè il margine di reddito operativo prodotto (in parole semplici, il guadagno), espresso in percentuale sul fatturato: una sua crescita può dipendere o da una maggiore efficienza o da un allargamento della forbice prezzi-costi. Per valutare il livello di efficienza interna dell impresa (cioè la sua produttività) è opportuno attuare un esame dei principali sub-aggregati economici quali il valore aggiunto, il margine industriale, il margine di contribuzione, il reddito operativo, tutti sia in valori assoluti che in percentuale sul fatturato netto (o sul valore della produzione in caso di imprese industriali); a ciò andrà aggiunta l analisi, sia a valori assoluti che percentualizzati, delle principali categorie di costi che incidono sull economia dell impresa (costo del venduto, costo del lavoro, spese per servizi; ammortamenti), costi fissi, costi variabili. Esaminando ora, il Turnover, va innanzitutto tenuto conto che in genere tale indice è più basso (valori almeno attorno ad 1) per le aziende di tipo industriale e quelle che per operare debbono dotarsi di un ingente capitale investito, sotto forma di beni strumentali, scorte, ecc.. Questo indice è in genere più alto (almeno 2-3) per aziende commerciali e per quelle che operano nei servizi. 15

16 Commento ai risultati Indicatori di redditività della gestione operativa ANNI INDICI Media Settore Reddito Operativo ROI (return on investiment) Reddito Operat./Capit. Invest. ROS (return on sales) Reddito Operat./Fatturato N. Turnover Capitale Investito Valore produz./capitale Investito ROD (return on debts) Oneri Finanz./Capitale Terzi 8,05% 8,65% 0,52% % 5,81% 6,86% 0,68% % 1,38 1,25 0,77 3,90% 6,56% 3,51% % Incidenza Consumi su Fatturato 53,64% 49,24% 37,99% % Incid. Costo lavoro/fatturato 7,68% 10,45% 14,63% % Incid. Costo lavoro/valore Agg. 47,97% 51,94% 57,14% % Fatturato per addetto Valore Aggiunto per addetto % 16

17 2.1.3 Analisi dell effetto della gestione extra-caratteristica. Profili teorici Una volta esaminato il ROI, cioè il livello di redditività creato dalla ge stione operativa, rimane da studiare il passaggio da Reddito operativo a Reddito Netto, cioè quanta parte di reddito operativo viene eroso dalle gestioni extra-caratteristiche (finanziaria, straordinaria, non operativa e imposte). Più che dall analisi deg li indici di bilancio, tali risposte emergono con immediatezza dalla parte finale degli stessi schemi di riclassificazione del Conto economico. Sono comunque utili anche alcuni indicatori. Il Saggio di incidenza delle gestioni extra-caratteristiche (Reddito Netto/Reddito Operativo) è un ottima sintesi dell analisi in argomento. Se, ad esempio, questo indice è pari a 0,45, significa che le gestioni extra hanno eroso il 55% della ricchezza generata dalla gestione operativa. Per capire l effetto della gestione finanziaria sulla dimensione economica dell impresa, sono utili due specifici indicatori. Il ROD (Oneri finanziari/debiti totali), esprime il tasso di onerosità media delle Fonti esterne. Il ROI deve necessariamente essere superiore al ROD. In tale caso si è in presenza di un effetto leva positiva, cioè un aumento del fatturato o del livello di indebitamento aziendale comporterà un incremento del ROE; è quindi importante individuare il più opportuno grado di indebitamento, quello cioè che consente di massimizzare il ROE mantenendo un equilibrato equilibrio finanziario e un accettabile livello di rischio aziendale. Anche il Saggio di incidenza degli oneri finanziari sul fatturato (o sul Valore della Produzione) è un indicatore estremamente importante in quanto esprime il grado di equilibrio o disequilibrio della struttura finanziaria dell impresa. Gli oneri finanziari sono lo specchio del grado di dipendenza nei confronti di Fonti finanziarie onerose, e tale indice consente subito di capirne gli effetti sulla redditività. Tenuto conto dell attuale basso livello dei tassi finanziari, tale indice non dovrebbe superare le soglie massime di 2,5%-3,0%, mentre valori fisiologici possono oscillare tra l 1% e il 2%. Tenuto conto di quanto detto in merito al Turnover, e al diverso grado di fabbisogno di Capitale Investito, nelle imprese commerciali l indice in esame deve assumere mediamente valori più bassi che in quelle di natura industriale. 17

18 Commento ai risultati Effetto della gestione extra-caratteristica ANNI INDICI Media Settore Incid. gestione non caratt. Reddito N./Reddito Operativo 0,48 0,21 0,52 Oneri Finanz.N./Valore produz. 2,22% 3,49% 0,00% % Dettaglio Oneri finanziari Interessi Passivi su obbligazioni Interessi Passivi su c/c Interessi Passivi su mutui Interessi Passivi vs Soc. Gruppo Altri Interessi Passivi TOTALE Analisi del punto di pareggio Profili teorici Ad integrazione dell analisi economica è piuttosto significativo il calcolo del punto di pareggio (break even point), che si fonda sulla distinzione tra costi fissi e costi variabili. Questo modello consente interessanti valutazioni sul grado di flessibilità o rigidità della struttura dei costi aziendali. In particolare permette: di individuare il volume d affari minimo da raggiungere per evitare perdite operative; di quantificare il margine di sicurezza, ovvero la distanza che esiste tra gli attuali volumi operativi e il break even point; in altre parole esprime di quanto potrebbe calare il fatturato attuale senza che l azienda consegua delle perdite economiche; di individuare la presenza di elementi strutturalmente patologici, quali una pericolosa rigidità della struttura per via dell eccessivo livello dei propri 18

19 costi fissi, misurato anche in termini di leva operativa (Margine lordo di contribuzione/reddito operativo): all aumentare del valore che assume tale indice, aumenta anche la rischiosità della gestione. la Leva operativa 1 consente di stimare l impatto economico generato da aumenti o cali del fatturato, in tal modo valutando le potenzialità economiche dell azienda in caso di crescita, e la sua vulnerabilità in caso di improvvisi cali del fatturato. Commento ai risultati Analisi del punto di pareggio ANNI Fatturato Lordo Var. Scorte P.F. e Semilav = Val. Produzione Lorda Costi Variabili = Margine Contribuzione Costi Fissi Altri Ricavi Operativi Fatturato di pareggio B.e.p. in giorni Margine di sicurezza 12,50% 9,31% 3,66% Leva operativa 8,07 10,43 27,00 1 La stima della variazione percentuale del Reddito operativo è pari alla stima della variazione percentuale del fatturato moltiplicata per la leva operativa. Se, ad esempio, si prevede una crescita del fatturato del 15% e la leva operativa aziendale è, ad esempio, di 4 il reddito operativo crescerà del 15 x 4 = 60%. Ovviamente si tratta di stime su cui gravano le approssimazioni del modello B.e.a., ed in particolare la costanza dei costi al variare dei volumi operativi. La leva operativa, quindi è uno strumenro dell analisi di sensitività dei risultati aziendali al variare delle leve manageriali o di ipoitesi di contesto economico (what if). 19

20 2.1.5 L Economic Value Added 2 (E.V.A.). Profili teorici L E.v.a. è uno dei più moderni indicatori di performance dell azienda, e si propone di stimare il valore economico creato dall azienda nel corso dell esercizio. Viene determinato confrontando la redditività operativa (intesa come rendimento del capitale investito oneroso) con il costo medio del capitale investito oneroso (capitale di terzi oneroso + capitale netto) necessario per il funzionamento dell azienda. La redditività operativa viene identificata con il Reddito Operativo al netto delle relative imposte operative (N.o.p.a.t.= Net Operating Profit After Tax). Il capitale investito oneroso su cui calcolare il relativo costo, invece, viene quantificato come dato medio annuo (media tra capitale investito a inizio e a fine anno). Se la differenza tra redditività e costo, del capitale investito oneroso, è positiva, l azienda ha creato un valore economico a disposizione per gli azionisti, altrimenti ha distrutto ricchezza. 2 Marchio registrato di Stern Steward & Co. 20

21 Per cui, con questo approccio, l impresa non è più considerata sana se genera utili o flussi di cassa, ma solo se è in grado di generare redditività superiore al costo delle risorse investite. L E.V.A. è quindi il sovrareddito che l impresa pr oduce dopo aver remunerato a condizioni di mercato sia il capitale di debito che quello azionario. Commento ai risultati Calcolo dell E.V.A. ANNI INDICI Media Settore Economic Value Added ANALISI DELLA SOLIDITA AZIENDALE Aspetti introduttivi L analisi della solidità mira ad accertare l equilibrio della struttura finanziaria aziendale e la sua capacità di coprire, nel medio-lungo periodo, i flussi finanziari in uscita (sviluppo, investimenti, rimborso impegni finanziari, ecc.), con i flussi f inanziari in entrata (cash flow). L analisi prende essenzialmente in esame, su base sia storica che prospettica, il settore degli impieghi durevoli e quello delle fonti permanenti di finanziamento, costituite dai mezzi propri e dal passivo consolidato. Lo scopo è quello di segnalare se sussistono le condizioni fondamentali di equilibrio finanziario dell impresa: -) l omogeneità tra la natura del capitale investito e quella delle fonti di finanziamento utilizzate; -) l esistenza di equilibrio tra l entità del capitale netto e quella dei capitale di terzi; -) un equilibrato rapporto tra capitale di terzi oneroso e non oneroso. L analisi delle relazioni fonti - impieghi di capitale, si attua mediante indicidifferenze e indici-quozienti che, proprio perché consentono di evidenziare l esistenza 21

22 o meno delle suddette correlazioni, si dicono indici di correlazione e indici di equilibrio. L analisi effettuata si riferisce ai bilanci relativi agli esercizi xxxx/xxxx. In primo luogo, qui di seguito vengono esposti lo Stato patrimoniale riclassificato e alcuni dettagli sulle principali poste che compongono l indebitamento finanziario, distinto tra breve termine e lungo termine. Nei paragrafi successivi si procederà con l analisi finanziaria e relativi commenti. INDEBITAMENTO FINANZIARIO A BREVE / Scoperto c/c Anticipi SBF Anticipi Import Altri Finanziamenti Passivi INDEBITAMENTO FINANZIARIO A BREVE /000 TOTALE Mutuo 1 Mutuo 2 Mutuo 3 Mutuo 4 TOTALE 22

23 Stato Patrimoniale Anni S.P. % % % Liquidità Finanziarie ,04% ,27% ,93% Clienti e Crediti diversi ,53% ,02% ,63% Risconti attivi ,94% ,64% ,57% Magazzino ,98% ,71% ,51% ATTIVO CORRENTE ,50% ,66% ,65% Immobil. Materiali ,59% ,15% ,52% Fondi Ammortamento ,61% ,74% ,94% Immobil. Immateriali ,76% ,95% ,27% Immobil. Finanziarie ,74% ,96% ,48% ATTIVO FISSO ,49% ,33% ,34% CAPITALE INVESTITO % % % Debiti finanz. a breve ,59% ,29% ,27% Fornitori e Debiti div ,10% ,74% ,73% PASSIVO CORRENTE ,69% ,04% ,00% Debiti Finanziari a ML ,77% ,70% ,17% Altri debiti a ML ,47% ,69% ,54% PASSIVO CONSOLIDATO ,24% ,39% ,71% MEZZI PROPRI ,05% ,56% ,27% TOTALE FONTI % % % 23

24 AFFIDAMENTI BANCARI A BREVE Fidi Cassa C/Anticipi Promiscui Totale % mix % utilizzo attuale % utilizzo ultimi 6 mesi Garanzia (Importo e tipo) Banca 1 Banca 2 Banca 3 Banca 4 TOTALI AFFIDAMENTI BANCARI A M/L Importo Originario Capitale residuo % % % Garanzia (Importo e tipo) Mutuo 1 Mutuo 2 TOTALI

25 2.2.2 Omogeneità tra Capitale investito e relative fonti finanziarie. Profili teorici In una struttura finanziaria sana ed equilibrata, il cosiddetto attivo immobilizzato (immobili, beni strumentali, ecc.) deve essere finanziato con fonti interne permanenti (capitale netto) e con fonti esterne a medio-lungo termine (mutui, f.do t.f.r., ecc.): tale circostanza è verificata quando il margine di struttura globale è positivo. Il margine di struttura globale è determinato dalla differenza tra fonti permanenti (capitale netto + passività a medio-lungo) e l attivo immobilizzato. Se tale indicatore è negativo, significa che parte degli investimenti a medio -lungo termine è finanziato con fonti correnti (banche c/c, fornitori, ecc.). La stessa informazione è espressa dall Indice complessivo di copertura delle immobilizzazioni (Fonti permanenti/attivo immobilizzato), che, quindi, è auspicabile assuma valori maggiori di 1, o comunque prossimi all 1. L Indice di autocopertura delle immobilizzazioni (Mezzi Propri/Attivo immobilizzato), esprime quella parta di attivo immobilizzato che è coperta direttamente dai mezzi propri. Alcuni autori hanno fissato dei parametri soglia anche per il quoziente di autocopertura delle immobilizzazioni, ritenendolo soddisfacente se maggiore di 0,70 e pericoloso se inferiore a 0,50. L esistenza di tali fondamentali equilibri finanziari all interno dell impresa, è valida per tutti i settori, ma è ancora più importante per quelle attività che richiedono forti investimenti in capitale fisso. Commento ai risultati Indici di solidità INDICI ANNI Media Settore I. Complessivo copert. Immobil. Fonti permanti/attivo Immobilizz. I. Autocopertura Immobilizzaz. Mezzi propri/attivo Immobilizzato 1,21 1,05 1,37 0,40 0,48 0, Analisi del grado di indebitamento. Profili teorici

26 Questa indagine è finalizzata a valutare il grado di autonomia finanziaria dell impresa, ovvero, specularmente, il suo grado di indebitamento. Pertanto, ai fini dell analisi è piuttosto alternativo utilizzare l Indice di indipendenza finanziaria (Mezzi Propri/Capitale Investito), oppure il Rapporto di indebitamento o Debt ratio (Capitale di terzi/capitale investito) o, ancora, il cosiddetto Debt equity ratio (Capitale di terzi/mezzi propri): cambia, ovviamente, solo la griglia dei valori di riferimento. Uno dei più delicati aspetti della gestione economico-finanziaria d impresa è proprio la individuazione del più adeguato mix tra mezzi propri e debiti. La presenza di considerevoli mezzi propri, infatti, da una parte conferisce solidità all impresa, riducendone la rischiosità, ma dall altra parte riduce il ROE, cioè la redditività dei capitali investiti dall imprenditore. Come in qualsiasi investimento finanziario, aumentando il grado di rischio (in tale caso l indebitamento), aumenta il corrispondente guadagno per l investitore, per via dell effetto leva finanziaria, già accennata parlando del ROD. Alla luce di ciò, è bene preferire dei rapporti di indebitamenti più contenuti in presenza di: leva operativa alta, in quanto ciò è indice di una struttura dei costi fissi elevata, bassa elasticità della struttura operativa e quindi di una maggiore vulnerabilità dell impresa in caso di contrazioni del fatturato; un attivo immobilizzato elevato, cioè bassa elasticità della struttura del capitale investito. Pertanto, anche se il Debt equity ratio varia sensibilmente da settore a settore, in presenza dei citati fattori è bene che non superi valori massimi di 3-4, ma si attesti su più prudenti valori vicini a 2 (2 euro di debiti ogni euro di mezzi propri). Per valutare la congruità del grado di indebitamento, è anche importante procedere con l analisi qualitativa del capitale di terzi, in particolare distinguendo tra debiti onerosi e debiti non onerosi. E evidente che sono accettabili anche valori del Debt equity ratio più elevati di quanto sopra indicato, qualora si riesca a trasferire la maggior parte del debito a carico dei fornitori, piuttosto che delle banche. Il rapporto Capitale di terzi oneroso/mezzi propri è bene che non superi di troppo l 1, specie nei casi a rischio sopra indicati. Commento ai risultati Indici di indebitamento ANNI INDICI Debt Equity ratio Capitale di terzi/mezzi propri 7,96 4,22 3,93 Rapporto Indebitam. Oner. Indeb. Finanz.N./Mezzi propri 4,53 2,26 2,16 Media Settore 26

27 I. Primario di Struttura Rapporto di Indebitamento ,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0, ,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0, ANALISI DELLA SOLVIBILITA AZIENDALE La solvibilità aziendale Profili teorici L analisi della solvibilità o liquidità mira ad accertare in che misura la combinazione impieghi- fonti è in grado di produrre, nel breve periodo, flussi monetari equilibrati, tali, cioè, da consentire di far fronte in ogni momento agli impegni di uscita che la gestione richiede. Godere di una buona solidità aziendale, infatti, non significa necessariamente essere immuni da problemi di liquidità corrente, e viceversa. L analisi della situazione di liquidità prevede l impiego di due tipi di indici: gli indici di correlazione e di equilibrio, riferiti all area degli impieghi correnti e a quella dei debiti a breve, e gli indici di rotazione e di durata. Uno dei più importanti indicatori delle posizioni di equilibrio strutturale dell impresa nel breve e nel medio periodo, è il capitale circolante netto (Attività correnti Passività correnti), in quanto sintetizza le scelte delle vie di finanziamento operate dall impresa per finanziare gli investimenti in essere. Al capitale circolante netto si collega l indice di liquidità corrente o secondaria o di disponibilità, detto anche Current ratio, (Attività correnti/passività correnti), che segnala l attitudine dell impresa a far fronte alle uscite future derivanti dall estinzione 27

28 delle passività correnti, con i mezzi liquidi a disposizione e con le entrate future provenienti dal realizzo delle attività correnti. Per assumere valori ottimali tale indice non dovrebbe essere inferiore a 1,5 2, il che implica l esistenza di un capitale circolante lordo prossimo al doppio dell indebitamento a breve termine. Un ulteriore fedele indicatore della capacità dell impresa di assicurare un fisiologico livello di liquidità, è costituito dal Margine di tesoreria (Liquidità immediate + Liquidità differite Passività correnti), cui è associato l indice di liquidità immediata o primaria, detto anche Acid test o Quick ratio, (Liquidità immediate + Liquidità differite /Passività correnti), che non dovrebbe essere inferiore ad almeno 0,80-0,90. Tale indice ha il pregio di non includere tra le attività le rimanenze di magazzino e quindi riflette la capacità dell azienda a fronteggiare i propri impegni finanziari a breve con le sole liquidità disponibili o facilmente realizzabili. Le tre poste di bilancio che principalmente influenzano il dimensionamento del Capitale circolante netto, e quindi l assetto finanziario a breve, sono in genere i Crediti v/clienti, le Rimanenze di magazzino e i Debiti v/fornitori, cioè il cosiddetto Capitale circolante commerciale netto: come meglio verrà illustrato nella successiva analisi relativa al rendiconto finanziario, la loro corretta ed equilibrata gestione assume un importanza di rilievo ai fini dell equilibrio finanziario aziendale. Un sovra - dimensionamento dei crediti v/clienti o delle rimanenze di magazzino, o un insufficiente ricorso al credito concesso dai fornitori, può comportare per l impresa, pericolose crisi di liquidità. Gli indici di rotazione e degli indici di durata, servono proprio a verificare se la rotazione delle scorte di magazzino e la durata media dei crediti v/clienti e dei debiti commerciali, sono adeguate. Commento ai risultati Analizziamo ora i risultati ottenuti nel caso in esame. INDICI ANNI Indici di solvibilità Media Settore Current ratio Attivo Circol./Passivo Circol. Quick ratio (Liq. Immed. + Liq. Diff.) /Pass. Circol. 1,08 1,03 1,31 0,75 0,72 0,86 Indice di Altman 1,69 1,81 1,01 L Indice di Altman esprime la probabilità di insolvenza dell impresa. La probabilità è elevata per valori dell indice inferiori a 1.80, media per valori compresi tra 1.80 e 3, bassa per valori superiori a 3. 28

29 Current Ratio 0,00 0,50 1,00 1,50 2,00 Quick Ratio 0,00 0,50 1,00 1,50 2, Il Rendiconto finanziario Profili teorici Attraverso questa importantissima analisi, si riesce a ricostruire la dinamica dei flussi finanziari dell impresa nell esercizio esaminato, individuando quali sono stati i fattori che hanno generato il fabbisogno finanziario, qual è stato l autofi nanziamento generato dalla stessa impresa e, in caso di sua insufficienza, quali sono state le fonti di copertura cui si attinto. Per chiarezza terminologica, si precisa che tale analisi viene denominata rendiconto finanziario se si riferisce ad esercizi storici e piano finanziario (o rendiconto finanziario previsionale) se si riferisce a esercizi prospettici: per cui cambiano esclusivamente la natura dei dati esaminati, ma le tecniche di costruzione sono assolutamente le stesse. All interno del rendiconto finanziario i flussi di cassa (cioè le entrate e le uscite) vengono in genere suddivisi in tre principali macro-categorie: flussi di cassa della gestione reddituale: sono costituiti dagli incassi dai clienti, dal pagamento di fornitori, stipendi, versamenti di iva e altre imposte, ecc.; 29

30 flussi di cassa da investimenti/disinvestimenti: sono le uscite monetarie per l acquisto di beni strumentali, o le entrate in caso di loro vendita; flussi di cassa della gestione finanziaria: riguardano quelle operazioni con cui l azienda gestisce il proprio fabbisogno finanziario; le entrate sono costituite dalle fonti di finanziamento scelte dall azienda (mutui, apporti del titolare, ecc.), mentre le uscite rappresentano il rimborso di tali finanziamenti, la distribuzione di utili, ecc.. Il fabbisogno finanziario è pari al saldo tra tutte le uscite e tutte le entrate monetarie della gestione corrente e di quella riguardante gli investimenti. E piuttosto intuitivo capire che gli acquisti di beni strumentali si traducono in un corrispondente aumento del fabbisogno finanziario dell impresa. Tuttavia, non meno rilevante, anche se meno intuibile, è l impatto sul fabbisogno finanziario determinato dalla gestione corrente, ed in particolare dalla dinamica degli acquisti e delle vendite. Molto significativo, in tal senso, è l indicatore denominato Ciclo finanziario circolante, pari all indice di durata media crediti v/clienti (espresso in giorni), cui va sommato l indice di permanenza media delle scorte nel magazzino (espresso in giorni), e detratto l indice di durata media dei debiti v/fornitori (espresso in giorni). La situazione più favorevole per la liquidità aziendale sarebbe quella di ottenere dai fornitori delle dilazioni di pagamenti tali da riuscire nel frattempo a vendere la merce e ad incassare dal cliente, per cui avere un ciclo finanziario circolante di che assuma valori inferiori allo zero3. In ogni caso, l impresa dovrà cercare, nei limiti concessi dalle caratteristiche del settore in cui opera, a ridurre il più possibile il ciclo finanziario circolante, puntando a un contenimento del valore di crediti e scorte e a un aumento dei fornitori. Infatti, a un aumento dei Crediti v/clienti o delle Rimanenze di magazzino corrisponde sia un incremento del fabbisogno finanziario, se non altro per la parte non compensata dall aumento dei Debiti v/fornitori, sia un aumento del Capitale investito, con effetti negativi (se non compensato da un proporzionale aumento del fatturato) sul Turnover, e quindi sugli indicatori economici ROI E ROE. Passando ora all analisi delle fonti di finanziamento, in un impresa sana ed equilibrata un ruolo significativo dovrebbe essere assunto dall autofinanziamento, ovvero dai flussi di cassa (cash flow) direttamente creati dalla gestione aziendale. Il Cash flow (in via esemplificativa calcolabile come somma di utile netto + ammortamenti), infatti, esprime i flussi di cassa generati dall impr esa, vale a dire la capacità dell impresa di ridurre il proprio indebitamento finanziario (in assenza di sviluppo) e/o di finanziare gli investimenti dell impresa (in caso di sviluppo). E di estrema utilità scindere il cash flow in cash flow operativo e cash flow extraoperativo ; il primo rappresenta quali sono stati i flussi di cassa generati dalla gestione caratteristica (in via esemplificativa calcolabile come somma di reddito operativo + 3 Ad esempio: Durata media clienti 60 gg + Permanenza media delle scorte in magazzino 15 gg Durata media fornitori 90= ciclo finanziario circolante (-15) 30

31 ammortamenti), mentre il secondo esprime i flussi di cassa re lativi alla gestione extracaratteristica (spesso negativi). E importante che l impresa riesca a creare crescenti cash flow operativi, e riesca a ridurre la loro erosione da parte delle gestioni extra - caratteristiche (oneri finanziari, imposte, ecc.). Come già detto, l autofinanziamento rappresenta quelle risorse finanziarie autogenerate dall impresa, che serviranno a finanziare lo sviluppo aziendale e/o a ridurre il proprio indebitamento finanziario. Del primo caso ci si occuperà tra breve nel paragrafo dedicato all analisi dello sviluppo aziendale. Per quanto riguarda, invece, la capacità dell impresa di far fronte ai piani di rimborso dei propri debiti finanziari, sono di ausilio i seguenti indicatori: Cash flow operativo/indebitamento finanziario netto; Cash flow/ Indebitamento finanziario netto; Tali indicatori rapportano l indebitamento finanziario dell impresa con la sua capacità di rimborsarlo. Un altro indice che ha lo scopo di verificare in maniera empirica l adeguatezza dell indebitamento oneroso dell azienda è il seguente. Indebitamento finanziario netto/fatturato netto (o Valore della produzione) Si ritiene che se tale indice assume valori inferiori ad 1, la società ha imboccato la cosiddetta via del non ritorno. 31

32 Commento ai risultati Analizziamo ora i risultati ottenuti nel caso in esame. Rendiconto Finanziario Val. Positivi=Fonti Val. Negativi=Impegni SALDO FINANZIARIO INIZIALE A BREVE M.O.L. (EBITDA) (+) Saldo Gestione Finanziaria (-) Imposte d'esercizio (+) Saldo Altre Gestioni Extra- Caratteristiche (+) Accantonamento T.f.r (-) Utilizzo Fondi di Accantonamento = CASH FLOW POTENZIALE Crediti Commerciali Magazzino Netto Altri Crediti Operativi = Variazione Attivo Circolante Debiti Commerciali Altri Debiti Operativi = Variazione Passivo Circolante = VARIAZIONE C.C.N. OPERATIVO Immobilizzazioni Materiali e Immateriali Immobilizzazioni Finanziarie Disinvestimenti = CASH FLOW ATTIVITA' INVESTIMENTO Rimborso Mutui e Finanziamenti M/L Erogazione dividendi = FABBISOGNO FINANZIARIO Accensione Mutui e Finanziamenti M/L Variazione Capitale e Riserve = SALDO FINANZIARIO NETTO ESERCIZIO SALDO FINANZIARIO FINALE A BREVE

33 Principali indicatori finanziari ANNI INDICI Cash flow Indebit.Finanz.N Cash Flow / I.F.N. 14,08% 13,07% 6,83% I.F.N./M.o.l. 4,38 3,28 4,99 I.F.N./ Val. produz. 36,50% 31,75% 54,80% Media Settore INDICI ANNI Indici di rotazione Durata media dei crediti v/clienti Giacenza media del magazzino (gg) Durata media debiti v/fornitori commerciali Ciclo monetario circolante Media Settore Durata media Clienti e Fornitori Clienti Fornitori

34 Giacenza media Magazzino Durata ciclo Monetario ANALISI DELLO SVILUPPO AZIENDALE Aspetti introduttivi Profili teorici Dall analisi temporale degli ultimi esercizi, è possibile valutare se e come l azienda si sta sviluppando. L indagine, in particolare, riguarda il trend del fatturato e quello del capitale investito. E subito bene precisare che scopo di un impresa non è vendere, ma produrre utili. L obiettivo è incrementare la redditività e non il fatturato. Talora la massima efficienza economica la si ottiene con azioni rivolte all interno dell azienda (organizzazione) e non all esterno (vendite). Inoltre, la crescita de l fatturato ha sempre delle conseguenze finanziarie che se non sono preventivamente valutate possono sfociare in pericolose crisi di liquidità. Tuttavia un sano ed equilibrato sviluppo dei volumi operativi aziendali è la via con cui si garantisce la capacità dell impresa di creare ricchezza durevolmente. Ciò avviene quando l aumento delle quote di mercato è il frutto di una efficace strategia aziendale e di un prodotto costantemente corrispondente alle richieste del mercato, quando i prezzi dell impresa sono al tempo stesso competitivi e remunerativi, per via 34

35 di un buon livello di efficienza interna, quando gli effetti finanziari della crescita aziendale sono affrontati con una adeguata e pianificata politica finanziaria. A ciò si aggiunga, specie nelle piccole imprese che si avviano a diventare medio-grandi, la capacità del management di adeguare la struttura organizzativa e direzionale all accresciuta complessità della gestione aziendale. Come già più volte illustrato, un aumento del fatturato ha effetti l ievitativi sul capitale investito. Affinchè lo sviluppo sia equilibrato, è importante tenere sotto controllo l aumento del capitale investito, cercando di contenerlo il più possibile, al massimo entro i limiti di aumento percentuale del fatturato. In altre parole, se il fatturato cresce del 10%, è preferibile che il capitale investito cresca nella misura non superiore al 10%, altrimenti ciò si ripercuoterebbe in un calo del turnover, e quindi del ROI e del ROE, oltre che in un aumento del rischio d impresa qualora si sia fatto ricorso a fonti esterne di copertura. Pertanto, una corretta ed equilibrata gestione non deve porsi solo l obiettivo di massimizzare l utile aziendale, ma anche di ridurre al minimo il capitale investito. Quest ultimo, infatti, esprime il rischio che grava sull azienda, in quanto a fronte di qualsiasi investimento fatto dall azienda (beni strumentali, magazzino, ecc.) esistono speculari fonti di finanziamento costituite da debiti oltre che dal capitale netto. Il capitale investito, pertanto, va costantemente controllato, onde evitare eccessivi e a volte inutili appesantimenti della struttura aziendale. Del resto riducendo il capitale investito aumenta il turnover con effetti benefici sia sul ROI che sul ROE Analisi dell andamento del fatturato e del capitale investito. Analizziamo ora i risultati ottenuti nel caso in esame. INDICI (BASE 100) Analisi dello sviluppo aziendale ANNI Media Settore Andamento del Fatturato N % Andamento Attivo circolante % And. Attivo immobil. netto % Andamento Capit. investito % 35

36 2.5 CONCLUSIONI Nella tabella successiva vengono valutati, con una scala da 0 a 100, i più appropriati indicatori rappresentativi delle aree oggetto indagine: Solidità, Solvibilità Redditività e Sviluppo. Scoring Economico-Finanziario* AREE DI ANALISI ANNI SCORE SOLIDITA : I. complessivo di Copertura Immob Auto-copertura Immobillizzazioni Indebitamento complessivo Indebitamento Finanziario Turnover Capitale Investito Oper Rigidità Capitale Investito(A.F./C.I.) Grado Ammortamento Immobilizz Cash Flow/Indebitam. Finanz. Netto SCORE SOLVIBILITA : Indice di Liquidità Immediata Indice di Liquidità Corrente Indice di Altman (medio) Rotazione Magazzino Durata Media Crediti v/clienti Durata M. Debiti v/fornitori comm Durata Clienti /Durata Fornitori Durata Ciclo Monetario Circolante Magazzino/Capitale Investito Cash Flow / Fatturato Netto Indeb. Finanziario Netto / M.o.l SCORE REDDITIVITA : R.O.I R.O.E Leva Finanziaria Semplice E.V.A. / Cap. Invest. Netto Oneroso Utile Netto / Fatturato Netto Ebitda / Fatturato Netto R.O.S Oneri Finanziari Netti / Fatturato Ebitda / Oneri Finanziari Netti Ebit/Oneri Finanziari Netti Reddito Netto / Reddito Operativo Costo Lavoro/Valore Aggiunto Valore Aggiunto/Fatturato Netto Leva Operativa Margine di Sicurezza SCORE SVILUPPO Andamento Fatturato Netto Andamento Capitale Investito SCORE ECONOMICO-FINANZIARIO *Legenda valutazioni numeriche: scala da 0 a

37 Ai fini del calcolo dello Score totale di ogni Area oggetto di indagine, a ciascun indicatore è stato attribuito uno specifico peso ponderato. Allo stesso modo si è proceduto per la determinazione dello Score economico finanziario complessivo, ponderando opportunamente tra di loro le varie Aree esaminate. Gli stessi risultati vengono illustrati anche graficamente: Rappresentazione grafica dello Score Economico-finanziario Si segnala che qualora la società avesse redatto il bilancio adottando i principi contabili internazionali, questi sarebbero stati i principali effetti: leasing finanziario ; fair value sulle attività materiali.; fair value sulle attività immateriali. 37

38 3. LO SCORE OPERATIVO Innanzitutto, si precisa che ai fini dello Score operativo l analisi si è limitata alle informazioni raccolte nel corso dei colloqui avuti con i responsabili aziendali, in quanto non si sono avuti a disposizione specifici studi settoriali, né si è ritenuto opportuno effettuarli. Come già accennato, la società XXXXX s.p.a., opera dal nel settore., ed è specializzata in... La sede legale ed operativa è ubicata. 3.1 CENNI STORICI SULLA SOCIETA Nel corso degli anni l attività si è evoluta da a e la società è cresciuta da a raggiungendo gli obiettivi e con queste prospettive di sviluppo. Passaggio generazionale.. 38

39 3.2 PROFILO AZIONARIO Il capitale sociale della società (oggi pari a ) è posseduto per il % da XXXX, a sua volta interamente controllata da YYYYY. Nome X % Nome 1 % Nome 2 % Nome 1.A Nome 1.B Nome 2.A Nome 2.B % % % % 39

40 3.3 GOVERNANCE E ORGANIZZAZIONE L azienda ha il modello di governance ed è guidata da un management costituito dai seguenti responsabili: Amministratori Funzionari Membri del comitato Nome e cognome Nome e cognome Nome e cognome Titolo ufficiale Titolo ufficiale Titolo ufficiale Nome della società Nome della società Nome della società continua continua continua Nome e cognome Nome e cognome Nome e cognome Titolo ufficiale Titolo ufficiale Titolo ufficiale Nome della società Nome della società Nome della società continua continua continua Nome e cognome Nome e cognome Titolo ufficiale Titolo ufficiale Nome della società Nome della società continua continua Nome e cognome Titolo ufficiale Nome della società continua Nome e cognome Titolo ufficiale Nome della società continua L evoluzione della struttura dei dipendenti della società nell ultimo triennio, suddiviso per categorie, risulta dalla tabella seguente: Categorie dipendenti Dirigenti Intermedi Impiegati Operai Totale

41 L organigramma generale della Società alla data attuale, suddiviso per area funzionale, si può invece evincere dal grafico successivo: Organigramma Aziendale Nome Nome Nome Nome Nome Nome Nome Nome Nome Nome Nome Procedure operative formalizzate. La società è dotata di adeguati strumenti di programmazione e controllo di gestione. Sviluppa regolarmente Budget d esercizio, cui seguono controlli mensili con i risultati effettivamente conseguiti. Prima di effettuare significativi investimenti o scelte strategiche, la società è solita sviluppare specifici Business plan pluriennali. La società ha/non ha ottemperato alle necessarie misure organizzative e di funzionamento atte ad evitare l automatica estensione alla azienda delle responsabilità penali di cui al D.Lgs n

42 3.4 IL SETTORE Il settore di riferimento è costituito da oltre XXX imprese (fonte: Databank), prevalentemente rappresentato da YYYY. Il grado della concorrenza Analisi del settore 33% 27% 18% 22% Alfa Beta Gamma Delta Il rischio di concorrenti entranti è basso per via di Il potere negoziale con i Fornitori è medio, e si segue la filosofia della fidelizzazione e comaker-ship Il potere negoziale con i clienti è media e si segue la filosofia della fidelizzazione. Il frazionamento della clientela è media. Il rischio di prodotti sostitutivi è basso per via di Il livello di attenzione nei confronti delle tematiche ambientali nei processi produttivi utilizzazione di tecnologie idonee a ridurre gli impatti sull ambiente ed il consumo di risorse naturali. 42

43 Società Alfaprova srl Rating Basilea Prodotto A Negli ultimi anni il settore Prodotto B Fattori critici di successo del settore sono (prezzo, qualità, gamma, packaging, distribuzione, comunicazione, servizio, post-vendita, costi di produzione, economie di scala, innovazione, flessibilità, logistica, ecc..) La tendenza della domanda, il trend della domanda, i gusti dei consumatori. Prodotti maturi e prodotti innovativi. Nel periodo la domanda di xxxx ha registrato un incremento del % (Fonte: Databank). 43

44 Consumi La perfomance positiva è dovuta soprattutto a 3.5 ATTIVITA SVOLTE E STRATEGIE Oggi il punto di forza della società è rappresentato da tecnologia e qualità del prodotto, prezzo, comunicazione-packaging (pubblicità, fiere, cataloghi, promozioni), canali distributivi, sia in Italia che all estero, aspetti logistici e organizzativi. La strategia su cui l azienda ha puntato e sta puntando sono.., investimenti sul prodotto e sul processo, qualità, innovazione, gamma, promozione, prezzo 44

45 Evidenziare gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, le innovazioni nella qualità o nella gamma dei prodotti/servizi, le innovazioni di processo, ecc. Ripartizione del fatturato per linee di prodotto 18% 33% 22% 27% Prod. 1 Prod. 2 Prod. 3 Prod. 4 Ripartizione del fatturato per area geografica 29% 26% 30% 8% 7% Italia Germania Usa Spagna Cile 45

46 Ripartizione del fatturato per canale distributivo 47% 18% 35% Coop. Acquisto Grande distrib. Vendite Dirette 3.6 CONCLUSIONI Alla luce di quanto emerso dalle analisi effettuate e.. Rappresentazione grafica dello Score Operativo* Score Operativo Settore Ciclo vita Posizionamento Organizzazione Strategie Controllo *Legenda Score: scala da 0 a

47 4. LO SCORE ANDAMENTALE La presente analisi ho lo scopo di valutare i rapporti dell impresa con il sistema creditizio. In primo luogo si è proceduto a valutare il Rischio di Sistema, attraverso il rapporto periodico della Centrale dei rischi. I risultati sono i seguenti: la società risulta affidata da nr X istituti, contro x del periodo precedente. L affidato complessivo è pari a, cosi costituito: Affidamenti complessivi Accordato Utilizzo % Utilizzo Fidi cassa a Breve Fidi Totale Rispetto alla precedente segnalazione L ammontare degli affidamenti rispetto ai volumi appare. L entità degli affidamenti, il loro livello di utilizzo negli ultimi sei mesi, e la loro movimentazione, appaiono del tutto fisiologici e improntati a corret ti principi di politica finanziaria. I dati di bilancio corrispondono sostanzialmente con le risultanze della Centrale dei Rischi. Il costo medio del denaro (Oneri finanziari lordi/utilizzi medi) appare Analisi delle garanzie... Dalle informazioni ricevute, non sono emersi eventi pregiudizievoli a carico della società (protesti, decreti ingiuntivi, cause civili/penali, ecc.). La società non ha debiti pregressi di natura fiscale, contributiva o nei confronti dei dipendenti. Ai fini della valutazione del rischio settoriale, sono stati esaminati i seguenti indicatori: Indicatore di decadimento Settoriale per Branca = Indicatore di decadimento territoriale per Branca = Indicatore di decadimento territoriale per Provincia = Indicatore previsionale di efficienza economica = 47

48 Rappresentazione grafica dello Score Andamentale* Score Andamentale Centrale Rischi Gestione Affidamenti Eventi Pregiudizievoli *Legenda Score: scala da 0 a

49 5. IL RATING Per pervenire ad un Rating aziendale complessivo, occorre ora integrare lo Score economico-finanziario con gli aspetti legati al Rischio operativo (fattori strategici ed organizzativi) e al Rischio andamentale (rapporto con gli istituti di credito ed eventi pregiudizievoli). Nella tabella successiva vengono sintetizzati i risultati ottenuti: AREE DI ANALISI ANNI Rating Creditizio Score Economico-finanziario Score Operativo Score Sistema creditizio RATING CREDITIZIO - scala TopValue RATING CREDITIZIO - scala S&P BBB- BB+ B+ *Legenda valutazioni numeriche: scala da 0 a 100 *Legenda valutazioni espresse in lettere: AAA Massima affidabilità Rischio molto basso creditizia AA Affidabilità creditizia molto alta Rischio basso Eccellenza A Alta affidabilità creditizia BBB Buona affidabilità creditizia Rischio medio BB Indebitamento elevato Normalità B Difficoltà temporanee di Rischio alto liquidità Vulnerabilità CCC, CC, C Difficoltà finanziaria Rischio molto alto D Insolvenza Insolvenza La valutazione espressa in lettere non può ovviamente essere equiparata alla scala di rating del tipo Standard & Poors e similari, anche perché la presente analisi si limita ad essere una auto-valutazione interna di primo livello, e non è finalizzata a certificare il credit rating della società. Inoltre, il credit rating non coincide con il rating attribuito dalla apposite agenzie ai fini della emissione di corporate bond e similari. Fermo restando tali premesse, è tuttavia utile spingersi in una valutazione del credit rating anche sotto forma di lettere, in quanto ciò aiuta a capire dove il soggetto esaminato si colloca all interno di una scala di valutazione complessiva ormai divenuta familiare anche al di fuori degli operatori finannziari. Mentre nella scala di rating valida per gli investimenti finanziari proposti al pubblico dei risparmiatori, è la classe BBB quella al di sotto della quale il livello di 49

50 rischio viene considerato eccessivo, con l accordo di Basilea tale soglia minima viene identificata con la classe BB-: al di sotto di tale livello il merito creditizio comincia ad essere sotto osservazione e alla linea di credito vengono applicate condizioni di onerosità proporzionate al rischio. Ebbene, la conclusione cui si perviene attraverso la presente auto -valutazione, è che il merito creditizio della società... Gli stessi risultati vengono illustrati anche graficamente: Rappresentazione grafica del Rating Creditizio Il seguente grafico, invece, rappresenta l andamento storico del Rating rilevato nelle ultime analisi svolte: Trend storico del rating *Legenda valutazioni numeriche: scala da 0 a

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