LEASING. È un contratto mediante il quale una parte (locatore), cede ad

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1 LEASING Il codice civile non menziona esplicitamente fra i singoli contratti la locazione finanziaria per cui quest ultima si configura come un contratto atipico È un contratto mediante il quale una parte (locatore), cede ad un altro soggetto (locatario), per un periodo di tempo prefissato, uno o più beni, siano essi mobili (autovetture, mobili d'ufficio, ecc.) o immobili (fabbricati industriali o commerciali) contro il pagamento di un canone periodico. Alla scadenza del periodo di locazione viene concessa al locatario la possibilità di riscattare il bene, pagando una somma determinata in via preventiva.

2 LEASING Il contratto di leasing è composto da due contratti separati ma aventi interconnessione funzionale, compravendita e locazione del bene, e assume configurazioni diverse a seconda del tipo dei beni oggetto dell operazione. Si distingue in senso tecnico tra: leasing finanziario leasing operativo.

3 LEASING FINANZIARIO è una operazione di finanziamento a medio-lungo termine mediante la quale il locatore su richiesta del locatario acquista beni mobili o immobili per poi concederli in leasing allo stesso il pagamento del canone è considerato, quindi, non tanto come corrispettivo per la locazione del bene ma piuttosto come modalità per la restituzione di un finanziamento che è pari al: -costo del bene (e delle spese accessorie) -compenso per l attività del finanziatore (sotto forma d interesse sul capitale investito) In prima approssimazione, il canone è determinato come una rata costante di un finanziamento con ammortamento graduale alla francese.

4 LEASING OPERATIVO È un contratto in cui, solitamente il produttore o il distributore dei beni (spesso è una società collegata), offre al locatario la disponibilità di un bene strumentale per un lasso di tempo normalmente inferiore alla vita economica del bene. La volontà del locatario è quella di eliminare i rischi di obsolescenza tecnologica e di svalutazione del bene sul mercato dell'usato. E' un'operazione che si addice prevalentemente a beni ad alta standardizzazione ed a rapida obsolescenza quali: - attrezzature Edp e per telecomunicazioni ; - attrezzature da ufficio (fotocopiatrici, fax, ecc.) Sono infatti poco frequenti i casi di riscatto; i contratti di leasing sono solitamente sostituiti da rinnovi o restituzione dei beni. Questa forma contrattuale comprende molto spesso una serie di servizi di assistenza e manutenzione remunerati attraverso il pagamento della rata.

5 PRINCIPALI DIFFERENZE FRA LEASING FINANZIARIO ED OPERATIVO il leasing finanziario viene qualificato come "leasing traslativo", i cui canoni non costituiscono soltanto il corrispettivo dell'utilizzazione del bene nel periodo ma incorporano parte del prezzo del bene stesso cosicché l'utilizzatore, avendo pagato interamente il prezzo al termine del rapporto, è vincolato in termini di convenienza economica all'acquisto del bene Per contro, il leasing operativo viene qualificato come "leasing di godimento" ove i canoni non contengono alcuna porzione di prezzo ma sono ragguagliati al valore di utilizzazione del bene, cosicché l'acquisto alla chiusura del rapporto, pur essendo consentito all'utilizzatore in dipendenza del diritto di opzione contrattualmente convenuto, costituisce un fatto meramente eventuale

6 PRINCIPALI DIFFERENZE FRA LEASING FINANZIARIO ED OPERATIVO Motivazioni Tipologia di beni Manutenzioni e servizi di assistenza Durata del contratto Opzioni per l utilizzatore a fine contratto Leasing finanziario Finanziamento degli investimenti anche in chiave fiscale e di semplificazione amministrativa Tutti gli strumenti ammortizzabili, anche fatti realizzare ad hoc per l utilizzatore. Si tratta quasi esclusivamente di beni nuovi Solitamente esclusa; viene prestata dal fornitore in base ad un rapporto diretto con l utilizzatore Normalmente pari alla vita economica del bene, ma non inferiore a quella minima fiscalmente ammessa. Riscatto del bene a valore prefissato. Proroga del contratto Leasing operativo Disponibilità dei beni strumentali con contratti legati strettamente al periodo di utilizzo Normalmente solo beni standardizzati e ad alta fungibilità. È possibile che vengano forniti anche beni usati e ricondizionati È normalmente compresa nel servizio e il suo costo è inserito nel canone di locazione operativa Copre normalmente solo parte della vita economica del bene, non esistono limiti minimi di durata Proroga del contratto; di solito non è prevista per l utilizzatore la possibilità di acquistare la proprietà del bene.

7 Leasing: il profilo sostanziale Leasing finanziario 7 Canoni: Capitale + Interesse Riscatto Acquisto della proprietà del bene in maniera dilazionata Il riscatto è sempre esercitato perché i canoni incorporano pezzi crescenti del valore del bene Leasing operativo Canoni: Usura del bene Riscatto Si tratta di semplice noleggio I canoni incorporano l usura e i rischi che sopporta il locatore Il riscatto è eventuale e non c è particolare convenienza ad esercitarlo

8 DISCIPLINA CIVILISTICA E CONTABILIZZAZIONE Disciplina civilistica e contabilizzazione Ad oggi possiamo identificare due metodi di rappresentazione contabile del contratto di leasing: a) metodo finanziario (principi IAS/IFRS) b) metodo patrimoniale (norma na-zionale) Metodo finanziario. Nell ottica dell utilizzatore, secondo il principio contabile internazionale IAS 17, il leasing finanziario deve essere contabilizzato facendo riferimento alla sua natura sostanziale e finanziaria e non alla sua forma giuridica. Tale metodo richiede che i canoni periodici siano suddivisi nelle seguenti componenti: - quota di restituzione del debito; - interessi passivi.

9 DISCIPLINA CIVILISTICA E CONTABILIZZAZIONE In stato patrimoniale devono essere iscritti: - il bene oggetto del contratto, ad un valore pari al costo sostenuto dalla società di leasing, tra le immobilizzazioni (es. materiali, se trattasi di mezzi di trasporto); - il debito verso la società di leasing, al medesimo valore sostenuto dalla società di leasing, eventualmente al netto del maxicanone (che successivamente si riduce per effetto dei pagamenti dei canoni periodici). In conto economico devono essere iscritti: - l ammortamento del bene, calcolato con i coefficienti propri dell utilizzatore, a partire dall esercizio in cui il bene viene messo in funzione; - gli interessi passivi corrisposti alla società di leasing tra gli oneri finanziari.

10 DISCIPLINA CIVILISTICA E CONTABILIZZAZIONE Il metodo patrimoniale assume come riferimento fondamentale per l iscrizione dei valori la titolarità del diritto di proprietà del bene e privilegia, in definitiva, una lettura del contratto che ne enfatizza il profilo formale- giuridico. Il metodo patrimoniale prevede l iscrizione: in conto economico, dei canoni di leasing, tra i costi per godimento di beni di terzi. Al termine del contratto, in caso di esercizio del riscatto, il bene viene iscritto nell attivo dello stato patrimoniale tra le immobilizzazioni (es. materiali, se trattasi di mezzi di trasporto) ad un valore pari al prezzo pagato per il riscatto. L indicato valore deve essere sistematicamente ammortizzato.

11 VANTAGGI E SVANTAI DEL LEASING VANTAGGI DEL LEASING Il leasing è sicuramente la forma più semplice e agevole per il finanziamento di investimenti in impianti e macchinari; per l acquisto di immobili consente di coprire una quota molto più elevata del mutuo bancario Anticipazione della detrazione di costi (ammortamenti). Il vantaggio è particolarmente significativo nel caso del leasing immobiliare (ammortamento veloce, coincide con l estinzione del debito) Frazionamento dell IVA su tutto il periodo della locazione Occorre tuttavia sottolineare che in determinati casi quelli citati possono risultare (al contrario) dei vantaggi, nel caso in cui l'azienda preferisca (a livello di indici di bilancio) ridurre l'ammontare delle immobilizzazioni e/o dell'indebitamento verso Banche SVANTAGGI DEL LEASING Mancanza della proprietà del bene Tasso d'interesse spesso superiore rispetto a forme alternative di finanziamento Minore trasparenza riguardo il costo effettivo dell'operazione, in quanto nei contratti di leasing non viene espresso il tasso di interesse bensì il canone; per calcolare il tasso effettivo del leasing occorre utilizzare apposite calcolatrici finanziarie Impatto sul bilancio in termini di sottostima delle immobilizzazioni (verrà inserito a cespite il solo valore di riscatto) e in termini di minori ammortamenti con conseguente penalizzazione del cash flow (utili + ammortamenti) a livello di mero "indice statistico"

12 ALTRI VANTAGGI DEL LEASING La diffusione del contratto di leasing è giustificata dalla possibilità, per l operatore economico, di ottenere un finanziamento, funzionale all acquisto di un bene, evitando di prestare garanzie reali o personali, di regola richieste nei finanziamenti bancari (es. mutuo). Il contratto di leasing, in altri termini, rappresenta una forma di finanziamento per l uso di un bene garantito dal mantenimento in capo al concedente della proprietà del bene stesso sino al momento del suo eventuale riscatto da parte del locatario. Anche la leva fiscale può concorrere alla scelta del contratto di leasing quale strumento di finanziamento: infatti l acquisto di un bene in leasing consente, di regola, di dedurre il costo del bene stesso in un periodo inferiore rispetto alla fattispecie dell acquisto in proprietà, soprattutto nel caso di beni immobili.

13 PROFILI FISCALI DELLA LOCAZIONE FINANZIARIA La deducibilità fiscale dei canoni di leasing finanziario è disciplinata dall'art. 102 co. 7 DPR 917/1986 (Testo Unico Imposte Dirette), introdotto con lo scopo di fissare un periodo minimo di durata del contratto. I periodi minimi fissati variano in relazione alla natura del bene. In particolare, vale la distinzione tra beni mobili (soprattutto gli automezzi a deducibilità limitata) e immobili. Trattamento fiscale dal 01/01/2008 : Il locatario può generalmente usufruire della deducibilità integrale dei canoni periodici corrisposti per i beni strumentali utilizzati in leasing a condizione che abbiano una durata minima di contratti, distinta per i beni aventi la seguente natura: Automezzi non strumentali La durata del contratto deve corrispondere almeno a quella prevista per l ammortamento dell automezzo (non sono state previste modifiche rispetto alla normativa previgente). Beni mobili (esclusi gli automezzi non strumentali) La durata deve corrispondere ad almeno i 2/3 di quella prevista per l ammortamento del bene.

14 PROFILI FISCALI DELLA LOCAZIONE FINANZIARIA Beni immobili La durata minima varia in relazione al coefficiente di ammortamento previsto per il bene immobile, con le seguenti regole: Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile è minore del 3,7%, la durata minima è fissata a 18 anni. Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile è compreso tra il 3,7% e il 6%, la durata minima è fissata ai 2/3 del periodo di ammortamento. Se il coefficiente di ammortamento del bene immobile è maggiore del 6%, la durata minima è fissata a 11 anni.

15 PROFILI FISCALI DELLA LOCAZIONE FINANZIARIA: IMPOSTE SUI REDDITI - Leasing Immobiliare: a seconda del tipo di immobile, il 70% (per gli immobili industriali) ovvero l 80% (per tutti gli altri immobili) del canone è deducibile (si presume che il terreno su cui sorge l immobile abbia un valore del 20-30% e dato che il terreno non è ammortizzabile allora detta quota del canone non è deducibile dal reddito) - Leasing Auto: la deducibilità è limitata in una percentuale variabile dal 100% al 40% a seconda del soggetto utilizzatore e della destinazione del veicolo. Inoltre esiste un tetto massimo del valore dell auto compreso tra e Leasing mobiliare: deducibilità integrale del capitale e per la quota interessi variabile a seconda della forma giuridica.

16 ESEMPI l impresa stipula un contratto di leasing, avente per oggetto un autovettura. Il contratto ha la durata di 4 anni; il coefficiente di ammortamento previsto dal DM 31/12/1998 è del 25%. CALCOLO DA EFFETTUARE PER VERIFICARE LA DEDUCIBILITÀ DEL CANONE: periodo normale di ammortamento 100 : 25 = 4 anni ovvero 48 mesi Il canone di leasing è deducibile solamente se il contratto di leasing ha una durata pari o superiore a 48 mesi. Nel nostro caso, quindi, essendo la durata del contratto di 4 anni, il canone è deducibile. Una volta verificato che sia rispettata la condizione per la deducibilità del canone di leasing, vediamo in che misura esso è deducibile: per i veicoli adibiti a uso pubblico o destinati ad essere utilizzati come esclusivamente strumentali nell attività propria dell impresa, il canone di leasing è interamente deducibile.; per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti, il canone di leasing è deducibile nella misura del 90%; per i veicoli degli agenti e rappresentanti di commercio, il canone di leasing è deducibile nella misura dell 80% proporzionalmente al costo massimo dei veicoli di ,84 in tutti gli altri casi, il canone di leasing è deducibile nella misura del 40%, proporzionalmente al costo massimo dei veicoli di ,99

17 ESEMPI ipotizziamo che l auto presa in leasing dall impresa abbia un costo di euro. Il contratto prevede il pagamento di un maxi canone di euro e di 48 rate mensili di 700 euro l una. Calcolo da effettuare per determinare il canone deducibile (18.075,99 costo massimo del veicolo/ costo effettivo del veicolo) x 100 = 64,56% canoni di leasing comprensivi di maxi canone: (48 x 700) = canoni di leasing complessivamente deducibili: x 64,56% = misura dei canoni di leasing deducibile: x 40% = 9.451

18 ESEMPI Beni immobili la deduzione è ammessa se la durata del contratto non è, rispettivamente, inferiore a 11anni, ovvero, superiore a 18 anni. Esempio: l impresa stipula un contratto di leasing, avente per oggetto un immobile, della durata di 8 anni; il coefficiente di ammortamento per il settore di attività in cui opera l impresa e per il tipo di bene preso in leasing è del 10%.

19 ESEMPI Calcolo da effettuare per verificare la deducibilità del canone: periodo normale di ammortamento 100 : 10 = 10 anni 2/3 del normale periodo di ammortamento 2/3 x 2/3 del normale periodo di ammortamento 2/3 x 10 anni = 6,66 anni il risultato ottenuto è inferiore a 11 anni, il canone di leasing è, dunque, deducibile solamente se il contratto ha una durata superiore a 11 anni, cosa che si verifica nel nostro esempio.

20 ESEMPI Esempio 2: l impresa stipula un contratto di leasing, avente per oggetto un immobile, della durata di 20 anni; il coefficiente di ammortamento per il settore di attività in cui opera l impresa e per il tipo di bene preso in leasing è del 3%. Calcolo da effettuare per verificare la deducibilità del canone: periodo normale di ammortamento 100 : 3 = 33,33 anni 2/3 del normale periodo di ammortamento 2/3 x 33,33 anni = 22,22 anni il risultato ottenuto è superiore a 18 anni, il canone di leasing è, dunque, deducibile solamente se il contratto ha una durata superiore a 18 anni, cosa che si verifica nel nostro esempio.

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22 Costo sostenuto dal concedente ,00 Prezzo di riscatto 4.000,00 Giorni di durata del contratto Giorni periodo d'imposta Quota capitale di competenza [(costo sostenuto dal concedente - prezzo di riscatto) / gg durata contratto] x gg periodo d'imposta [( , ,00) / 5.110] x 365 = ,00 Quota capitale (fabbricato) deducibile (10.000,00 x 70%) = 7.000,00 Quota capitale (terreno) indeducibile (10.000,00 x 30%) = 3.000,00

23 IL CONFRONTO DI CONVENIENZA TRA MUTUO E LEASING Requisiti base di una metodologia finanziaria di valutazione: Dimensione monetaria dei flussi Distribuzione temporale dei flussi Valore finanziario del tempo Esistono due metodologie che si basano su questi presupposti per la valutazione di convenienza: 1. TIR (o IRR) (Tasso interno di rendimento) 2. VAN (o NPV) (Valore attuale netto)

24 METODOLOGIA DEL TIR Il TIR è il costo percentuale dell operazione ed è il tasso che uguaglia (in termini finanziari) i flussi in entrata e in uscita originati dall operazione. n U t ( 1 + i) = E ( 1 + i) t t = 0 t = 0 n t t Confrontando i TIR dei due strumenti finanziari è possibile scegliere quello con il costo più basso

25 METODOLOGIA DEL TIR Il TIR misura il valore finanziario del tempo implicitamente incorporato in un certo strumento finanziario; Nel calcolo del TIR di un finanziamento con scadenze intermedie, è implicitamente presente l ipotesi di rifinanziamento allo stesso TIR, per far fronte alle uscite previste lungo la complessiva durata del prestito

26 IL CRITERIO DEL VAN PER LA VALUTAZIONE DI CONVENIENZA Il VAN misura (in termini di unità monetarie attualizzate) il minor/maggior costo dello strumento rispetto a quello che si sosterrebbe se il finanziamento fosse erogato al tasso k. Confrontando due strumenti di debito, si deve scegliere quello che costa meno, cioè quello che ha il maggior VAN (in senso relativo) Van = n U t ( 1 + k ) + E ( 1 + k ) t t = 0 t = 0 n t t

27 I FLUSSI DI CASSA E LORO DISTRIBUZIONE TEMPORALE Per effettuare il confronto di convenienza occorre esplicitare i flussi monetari (mese per mese) conseguenti ad ognuna delle due forme di finanziamento prescelte (flussi differenziali) Le due forme hanno conseguenze diverse in termini di canoni/rate periodiche, prezzo di riscatto etc. Inoltre, occorre considerare l'impatto fiscale che ognuna delle forme prescelte può avere in termini di Iva, IRES, IRAP, tenendo conto della particolare disciplina fiscale che contraddistingue le diverse tipologie di finanziamento

28 IL CONFRONTO DEI FLUSSI DI CASSA: MUTUO VS LEASING Per realizzare un confronto secondo metodologie di analisi finanziaria del mutuo e del leasing, occorre esplicitare la sequenza dei flussi di cassa secondo la struttura tipica dei flussi di cassa dei finanziamenti che prevede: Un entrata di cassa al tempo zero Una serie di uscite/entrate di cassa nei successivi istanti temporali E necessario tener conto degli scudi fiscali associati alle due forme di finanziamento La sommatoria dei flussi di cassa deve essere negativa (diversamente risulterebbe comunque conveniente indebitarsi)

29 IL CONFRONTO DEI FLUSSI DI CASSA: MUTUO VS LEASING Per realizzare il confronto tenendo conto dei vincoli in precedenza evidenziati, le uscite per le due fonti alternative devono prevedere: Uscite e entrate (al netto degli scudi fiscali) associate all operazione di mutuo Uscite e entrate (al netto degli scudi fiscali) dell operazione di leasing, tenendo conto del diverso impatto degli scudi fiscali legati ai canoni rispetto ai mancati scudi fiscali connessi agli ammortamenti che si generano per effetto del mancato acquisto (finanziato tramite mutuo)

30 COSA INCLUDERE NEI FLUSSI DI CASSA DEL MUTUO? L analisi dei flussi di cassa connessi al mutuo prevede di considerare le entrate e le uscite strettamente connesse all operazione di mutuo (incasso del finanziamento e rate periodiche per il rimborso) al netto dell effetto di deducibilità fiscale delle quote interesse ricomprese nelle rate (in sede di dichiarazione dei redditi): + Importo del finanziamento (erogazione di cassa) al netto delle spese di istruttoria - Rate di rimborso finanziamento (mese per mese) Flusso di cassa contrattuali + Scudo fiscale IRES su interessi passivi (in sede di dichiarazione dei redditi periodiche) Flussi di cassa al netto dell effetto fiscale

31 COSA INCLUDERE NEI FLUSSI DI CASSA DEL MUTUO? Col mutuo, al tempo zero, vi è un entrata di cassa connessa al finanziamento e un uscita relativa all acquisizione del bene. Nel leasing al tempo zero non vi né entrata di cassa, né uscita di cassa (poiché il bene è acquisito dalla società di leasing) - salvo il maxi canone Per realizzare una corretta analisi di tipo finanziario, sia nel caso del mutuo, sia del leasing, occorre evidenziare un entrata di cassa al tempo zero e una serie di uscite future Col mutuo, l entrata di cassa è il valore del finanziamento Col leasing l entrata di cassa si configura, al contrario, come una mancata uscita di cassa per l acquisto, a seguito della scelta di tale modalità di finanziamento in sostituzione del mutuo

32 COSA INCLUDERE NEI FLUSSI DI CASSA COMPLESSIVI DEL LEASING-ACQUISTO? Occorre portare a riduzione dei flussi di cassa del leasing tutte le entrate e le uscite legate alla mancata operazione di acquisizione: non solo gli scudi fiscali degli ammortamenti, ma anche la complessiva dinamica Iva Per stimare in modo corretto gli effetti differenziali, occorre intendere con segno opposto le operazioni, legate all acquisto, che non si realizzano perché si è scelto il finanziamento attraverso leasing

33 COSA INCLUDERE NEI FLUSSI DI CASSA COMPLESSIVI DEL LEASING-ACQUISTO Ai fini del calcolo del costo dell operazione di finanziamento tramite leasing occorre quindi esplicitare: I flussi di cassa (positivi e negativi) direttamente riferibili al leasing (canoni, scudi fiscali, dinamica Iva) I mancati flussi di cassa (positivi e negativi) riferibili all operazione di acquisto (pagamento del bene, scudi fiscali legati agli ammortamenti fiscali, dinamica Iva)

34 COSA INCLUDERE NEI FLUSSI DI CASSA COMPLESSIVI DEL LEASING-ACQUISTO + Mancata uscita legata all acquisto del bene (compresa Iva se dovuta) + Mancato pagamento di imposte di registro e catastali Canoni (compresa Iva) (mese per mese) Prezzo di riscatto (compresa Iva) alla fine del contratto di leasing Flussi di cassa contrattuali + Scudo fiscale IRES su canoni (dichiarazione dei redditi) + Scudo fiscale IRAP sulla quota deducibili ai fini IRAP dei canoni (dichiarazione dei redditi) + Scudo fiscale IRES-IRAP per ammortamento del prezzo di riscatto (alla fine del contratto, dichiarazione dei redditi) - Mancato scudo fiscale IRES-IRAP sull'ammortamento del bene (dichiarazione dei redditi) Flussi di cassa al netto dell effetto fiscale

35 IL COSTO EFFETTIVO DEL LEASING Dal punto di vista operativo bisogna distinguere fra i due casi seguenti: a) Dato il tasso applicato, il valore del bene, l'anticipo ed il riscatto determinare il valore del canone. b) Dato il valore del canone, il valore del bene, l'anticipo ed il riscatto determinare il tasso applicato per calcolare il costo effettivo del leasing, vanno considerati altri elementi quali: Spese di istruttoria Eventuali spese di incasso Spese assicurative

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