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1 Amministrazione Provinciale di Pordenone 2005 anno III, numero 10 spedizione in abbonamento postale - 70% - D.C.I. PN alideeluglio settembre Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone Mettiamo insieme i pezzi... Opera di Piermario Ciani all interno Voci del verbo prevenire [p. 2] Nell Ambito Ovest pubblico e privato insieme per una più efficace prevenzione R/estate con noi 2005 [p. 8] Collaborare per prevenire [p. 3] Cittadini dell Europa di domani [p. 6] Cura del capitale sociale [p. 10] Strumenti di lavoro [p. 11]

2 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee Voci del verbo prevenire A Sacile 80 voci del territorio rispondono sul tema delle dipendenze di rete è il progetto pensato e realizzato dagli operatori dei Progetti Giovani dei Comuni dell Ambito Ovest. Questo progetto è parte di una iniziativa promossa dalla Provincia di Pordenone, che mira alla promozione di collaborazioni e integrazioni fra servizi e realtà territoriali a favore di progetti di prevenzione all uso e all abuso di sostanze legali e illegali. In tal senso sono stati ascoltati e coinvolti soggetti istituzionali e del privato sociale, che nel loro operato vengono a contatto con il mondo giovanile, ponendo loro un quesito: quali collaborazioni per una più efficace prevenzione? La metodologia d indagine, intesa a raccogliere i punti di vista delle persone coinvolte, è stata messa in atto al fine di individuare risorse e priorità percepite, nonché per sollecitare un potenziale coinvolgimento e una possibile attivazione su questioni legate al mondo giovanile. I dati raccolti non hanno valore statistico, ma sono un efficace rappresentazione della realtà in cui i diversi soggetti coinvolti vivono. Non sono pertanto generalizzabili alla totalità della popolazione del territorio ma sono certamente significativi per intraprendere ragionamenti rispetto all argomento di discussione. La motivazione di fondo che ha mosso questo nostro lavoro è stata quella di constatare che il nostro territorio, pur ricco di forme diverse di associazionismo, volontariato e servizi pubblici, riscontra difficoltà nel lavorare in rete e su progetti condivisi fra enti pubblici e privato sociale. Come cercare allora di armonizzare le diverse risorse presenti nel nostro territorio, per rendere più efficace l impegno comune? Ci siamo voluti interrogare sulla possibilità di trovare strade e modi per affrontare questa complessità. L indagine, avvenuta in tutti i comuni dell ambito, si è protratta per circa 8 mesi, durante i quali sono state ascoltate circa ottanta persone provenienti dal mondo dell associazionismo, delle istituzioni, dei servizi, della scuola; più in generale sono stati ascoltati una serie di adulti significativi che fossero rappresentativi del territorio di riferimento. I risultati della ricerca sono stati esposti nella giornata conclusiva del marzo scorso a Fontanafredda con la presenza istituzionale dell assessore provinciale Ciriani. Alla giornata sono stati invitati tutti i partecipanti agli incontri Mettere insieme i punti di vista per capire la complessità. precedenti e gli amministratori dei comuni coinvolti. Dopo l esposizione dei dati raccolti, il dibattito - condotto da Stefano Carbone, esperto di psicologia di comunità dell agenzia Metodi di Milano - è entrato nel vivo grazie all ampia partecipazione attiva del pubblico attraverso interventi pertinenti e puntuali. In particolare è stata messa in evidenza la reale esigenza di far incontrare il maggior numero possibile di soggetti presenti nel territorio e farli convergere su tematiche inerenti il mondo giovanile. Ma soprattutto è stato posto l accento su una maggiore necessità di interazione tra pubblico e privato attraverso il sostegno delle amministrazioni pubbliche. Il dibattito si è concluso con la promessa di proseguire gli incontri tematici su questioni legate ai giovani e al lavoro di rete. a cura di Mariangela Da Re e Andrea Fregonese 2

3 luglio settembre 2005 Collaborare per prevenire I risultati della ricerca dell Ambito Ovest Note di metodo La metodologia applicata nel processo di ricerca è stata la tecnica della ricognizione sociale, attraverso il contatto diretto con alcune persone e gruppi significativi (giovani, associazioni, adulti) del territorio dell ambito sociosanitario Ovest. La tecnica adoperata è stata quella del Focus group secondo le due tipologie: interviste di gruppo a livello comunale; interviste di gruppo a livello intercomunale. L intervista di gruppo ha l obiettivo di conoscere il punto di vista delle persone coinvolte rispetto al problema della prevenzione all uso e abuso di sostanze legali ed illegali, in particolare quali siano le collaborazioni ritenute più utili per una più efficace prevenzione e perché attivare una rete di collaborazioni. Come sono state condotte le interviste di gruppo? Luogo: Sede dei Progetti Giovani. Tempi: i focus si sono snodati in un lasso di tempo che variava da un minimo di 1 ora ad un massimo di 2 ore. Proposta di lavoro: Quali collaborazioni riterreste utili per lavorare nella direzione della prevenzione all uso e abuso di sostanze legali ed illegali? Risposte: i partecipanti a turno elencano le varie risposte individuali che vengono raccolte in un cartellone. Prima votazione: viene richiesto ai partecipanti, per alzata di mano, di fare una scelta delle risposte che ritengono più importanti fra quelle suggerite. Si evidenziano le risposte più votate. Dibattito: viene raccolta una piccola discussione di gruppo sulle risposte più votate attraverso il sistema del pro e contro. Seconda votazione: viene richiesto ai partecipanti di fare un ulteriore scelta fra le risposte dibattute, utilizzando la stessa procedura della prima votazione. Conclusione: Condivisione e dibattito sulle priorità emerse e appuntamento alla restituzione del lavoro svolto. Chi è stato coinvolto nella ricerca? La ricerca ha coinvolto soggetti istituzionali e del privato sociale che nel loro operato vengono a contatto con il mondo giovanile. A livello comunale adulti e rappresentanti di associazioni locali, società sportive, parroci e rappresentanti del mondo parrocchiale (scout, catechisti, ecc...), educatori, bibliotecari, gestori di locali pubblici, genitori e medici di base di 5 comuni dell Ambito: Sacile, Budoia, Caneva, Fontanafredda e Aviano. A livello intercomunale soggetti istituzionali quali: Pubblici amministratori (assessori ai servizi sociali), Servizi Sociali (assistenti sociali), Forze dell ordine (polizia municipale), Dirigenti scolastici delle scuole medie e superiori di sette comuni dell Ambito: Sacile, Budoia, Caneva, Fontanafredda, Aviano, Polcenigo e Brugnera. I Focus Group con i soggetti istituzionali hanno restituito queste indicazioni Polizia municipale Al vigile urbano è richiesto di far rispettare le norme, pertanto ha un ruolo, rispetto la comunità, solo normativo. Referenti scolastici Sono molto importanti le collaborazioni nella prevenzione. La figura di vigile di quartiere, che esiste nelle grandi città, non è contemplata. Le collaborazioni sono importanti nella prevenzione e possono essere instaurate tra i Servizi Sociali, la scuola e la famiglia. Con le assistenti sociali poiché conoscono le situazioni di disagio presenti nel territorio. Con la scuola poiché è il luogo dove i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo. Con la famiglia poiché è il primo luogo dove vengono insegnati i valori fondamentali. Le scuole dovrebbero collaborare con i Progetti Giovani perché: gli operatori sono a contatto si potrebbero realizzare progetti, con i ragazzi più grandi, con con i ragazzi nel tempo interventi diretti nella classi (un linguaggio giovane che parla libero e a miglior conoscenza ai giovani) e utilizzare alcuni spazi della scuola in orari extrascolastici dei loro interessi, idee. per far vivere ai ragazzi la scuola in modo diverso. Pubblici Amministratori Prevenzione con gli operatori di strada. Collaborazioni con le famiglie. Collaborazione con gli anziani del paese. 3

4 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee Quali collaborazioni riterreste utili per lavorare nella direzione della prevenzione all uso e abuso di sostanze legali ed illegali? La mappa delle risposte: Aviano Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. Famiglia 2 - Rete di collaborazioni 4 0 Coetanei 5 4 Scuola 7 5 Parrocchia 2 - Pubbliche amministrazioni 2 - Professionisti socio sanitari 2 - Servizi Sociali 4 1 Soggetti significativi per i giovani 6 6 Budoia Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. Famiglia 9 8 Scuola 8 7 Persone che hanno vissuto esperienze e che ne sono uscite 6 5 Amici 6 4 Campagna informativa obiettiva 7 4 Associazioni competenti 7 1 Counceling medica 5 - Legislatore 3 - Servizi Sociali 4 - Associazioni 6 6 Rete di collaborazioni 10 8 Enti locali 6 2 Parrocchia 0 - Associazioni sportive 7 4 Agenzie educative/progetti giovani 7 9 Gruppo dei pari 7 5 Fontanafredda Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. Recupero etica della politica 2 - Politica della famiglia 13 7 Prevenzione all interno della scuola Campagna pubblicitaria 2 - Intervento sanitario nella scuola 9 2 Incontri con personale medico 2 - Testimonianze dirette 6 - Manifestazioni rivolte ai giovani 5 - Enti istituzionali preposti (sert, forze dell ordine) 13 5 Famiglia 11 8 Personale socio sanitario 6 - Educatori Scuola 10 8 Associaz. di coinvolgimento educativo sociale Rete di informazioni 4 - Operatori 5 - Centro socio culturale 8 - Associazioni sportive Caneva Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. S.E.R.T. 5 - Servizi Sociali 8 3 Forze dell ordine 6 - Enti/Comunità di recupero 9 7 Insegnanti 10 8 Associazioni sportive 10 9 Associazioni di famiglie 4 - Operatori di strada 6 - Scuola 11 7 Medici 6 - Esperti del settore 10 9 Mondo dell associazionismo 11 7 Famiglia 8 6 Rete di collaborazioni 7 3 Sacile Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. Genitori 4 - Medici 4 - Professionisti e dilettanti sportivi 4 - Medici sportivi 3 - Musicisti 4 - Scuola 5 5 Amministrazioni comunali 4 - Associazioni 4 - C.S.A (ex provveditorato) 4 - Società sportive 4 - Media 3 - Ragazzi propositivi 5 5 Imprenditori 3 - Servizi sociali Risposta 1 a votaz. 2 a votaz. Istituzioni pubbliche 1 - Associazioni 6 4 Commercianti (gestori locali) 6 3 Parrocchie 1 - Scuola 8 8 Educatori parrocchiali 5 - Progetti Giovani 8 8 S.E.R.T. 6 7 Forze dell ordine 5 - Associazioni sportive 2 - Associazioni culturali giovanili 4 - Gruppi AMA 2 - Gruppo informali di pari 8 3 Operatori di strada 8 5 Famiglia 8 7 Mezzi di comunicazione mirati 6 5 4

5 luglio settembre 2005 Perché questa rete di collaborazioni? Cosa potrebbe fare? Famiglia/scuola/rete di collaborazioni/agenzie educative Collaborazione fra Perché Cosa Famiglia Luogo dove si vive il problema. Testimonianza diretta. Scuola Luogo dove i ragazzi trascorrono Corsi ed incontri. la maggior parte del loro tempo. Mettere a disposizione spazi e risorse umane. Rete di collaborazioni Punti di vista diversi. Mettere a disposizione competenze diverse. Ag. educative Punti di riferimento dei giovani nel tempo libero. Insegnanti/associazioni sportive/esperti del settore Collaborazione fra Perché Cosa Insegnanti Conoscono i ragazzi e vivono con loro Informazione. la maggior parte del tempo. Mettere a disposizione competenze diverse. Ass. sportive Luogo dove i ragazzi trascorrono il tempo libero. Esperti del settore Conoscono come affrontare il problema. Scuola/educatori/associazioni sportive Collaborazione fra Perché Cosa Scuola Luogo dove i ragazzi trascorrono gran Incontri a partire dai diversi bisogni: parte del loro tempo libero. informativo, di socializzazione e di sicurezza Educatori Figure significative del tempo libero. Prevenzione all interno della scuola con Ass. sportive Luoghi del tempo libero. l intervento di: allenatori, educatori Allenatore: figura importante e di riferimento. Scuola/soggetti significativi per i giovani Collaborazione fra Perché Cosa Scuola Luogo dove i ragazzi trascorrono gran parte. Mettere in comune le diverse competenze del loro tempo. Presenza di risorse umane. per organizzare attività fuori e dentro Soggetti significativi Hanno un contatto diretto/personale con i ragazzi. la scuola. per i giovani Sono soggetti con i quali il ragazzo si confida. Scuola/ragazzi propositivi Collaborazione fra Perché Cosa Scuola Luogo dove i ragazzi trascorrono gran parte. Mettere in comune le diverse competenze del loro tempo. Presenza di risorse umane. per organizzare attività all interno della Ragazzi propositivi Sono risorse e rappresentativi del mondo giovanile. scuola. Scuola/progetto giovani/famiglia Collaborazione fra Perché Cosa Scuola Luogo dove i ragazzi trascorrono gran parte. Mettere in comune le diverse risorse, del loro tempo. punti di vista ed esperienze per attivare Presenza di personale qualificato. dei percorsi/progetti a partire Progetto Giovani Interlocutore fra l Amministrazione Comunale dai diversi bisogni, affinché gli interventi ed il territorio. siano condivisi e più efficaci. Figura educativa del tempo libero dei giovani Famiglia Primo luogo dove si ripercuote il problema Risorsa umana. Proposte emerse in generale 1. Promuovere eventi di interesse giovanile. 2. Attivare percorsi di informazione all interno della scuola. 3. Attivare dei progetti con l intervento di operatori di strada. 4. Attivare dei percorsi di formazione con/per genitori. 5. Attivare percorsi di intervento sanitario nelle scuole. 6. Intervento dei ragazzi dei progetti giovani nelle scuole. 7. Attivare dei tavoli di lavoro a tema. 5

6 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee Cittadini dell Europa di domani Testimonianze e riflessioni dagli scambi Gioventù dell estate 2005 I Progetti giovani di Fiume Veneto, Pasiano, Prata e Zoppola hanno organizzato due scambi nell ambito dell Azione 1 del Programma Gioventù. Il primo scambio in invio dal 17 al 27 luglio, con lo Youth Centre di Xhagra, (Gozo, Malta) aveva per tema: La cittadinanza Europea, le Politiche giovanili, il tempo libero ed il patrimonio locale: MALITA lavora per la conoscenza, la comprensione e la cooperazione in un Europa allargata. La scelta del tema è stata dettata dalla convinzione che tutti i giovani sappiano che esiste un gran mondo al di fuori di ogni nazione e che l Europa può essere uno spazio trans-nazionale dove trasformare in cambiamenti concreti i loro ideali, le loro passioni ed il loro desiderio di innovazione. Malita, il nome scelto per il gruppo, è formato dalle prime sillabe dei nomi delle due nazioni coinvolte e vuole sottolineare il comune desidero di conoscenza, integrazione e cooperazione. La parola ai partecipanti: Questo scambio è stata un ottima occasione per conoscere un altra cultura attraverso l esperienza e la condivisione di modi di vivere diversi dal nostro. Malta è appena entrata nell Unione Europea e questo costituisce un motivo in più per entrare in contatto e lavorare insieme: noi pensiamo che tutte le culture abbiano lo stesso valore ma dobbiamo ammettere che, spesso, nella mentalità corrente delle persone, si crea una gerarchia e si percepisce la propria come migliore Da qui ad interpretare le abitudini degli altri ricorrendo a degli stereotipi, il passo è breve. Noi vogliamo lavorare per riuscire a porci in una nuova prospettiva e per promuovere, anche a livello locale, un atteggiamento positivo e consapevole verso le altre culture. Lo scambio in generale è andato bene. Ho avuto alcune difficoltà i primi giorni nell entrare in contatto con i ragazzi maltesi, il tutto dovuto alla timidezza e forse al fatto che è stato il mio primo scambio. Tutto però si è fortunatamente risolto e così ho potuto conoscere delle persone davvero fantastiche e umane, anche se con passioni e caratteri differenti e con cui naturalmente terrò i contatti. La mia valutazione personale è positiva perché questo scambio mi ha permesso di entrare in contatto con persone, culture e usanze a me prima sconosciute, e ciò mi ha arricchito sia culturalmente sia spiritualmente. L unico suggerimento che mi sento di dare è che in un futuro scambio ci sia anche da parte dell altra nazione una Costruire un Europa in cui il totale è più della somma delle parti maggiore preparazione, unità e consapevolezza dello scambio che si accingono a compiere. È stata un esperienza forte, a volte faticosa ma indubbiamente positiva. Le tradizioni, la religione così diffusa tra i giovani, gli usi, i costumi. Se a questo uniamo quel valore aggiunto che può dare il mangiare alla stessa tavola, il parlare delle difficoltà della nostra età con gli stessi dubbi, le stesse aspettative, il dipingere contribuendo alla realizzazione dello stesso cartellone credo che si possa dire che tutto ha contribuito ad una visione condivisa del sentirsi parte della stessa idea di comunità. A volte era difficile esprimere appieno quello che volevamo dire: in parte a causa della lingua, in parte perché la preparazione del gruppo maltese era stata un po approssimativa. Ritengo il progetto proposto dal mio gruppo piuttosto coinvolgente. Insistendo sulla ricchezza culturale che ogni paese offre, stuzzicando l interesse con la proposta del quiz valutativo delle conoscenze apprese, è possibile ottenere un progetto veramente efficace in termini di scambio di informazioni, di conoscenza del diverso e crescita personale. La suddivisione in gruppi di lavoro aiuta ad instaurare 6

7 luglio settembre 2005 delle relazioni e stimola a superare eventuali problemi di comunicazione dettati da scarsa conoscenza delle lingue. Questo scambio è stata la mia prima esperienza di questo genere e devo dire che è stata del tutto positiva. Devo ammettere che sono partita portando con me dubbi e incertezze a riguardo, però al ritorno da questi dieci giorni posso dire che le riserve che avevo prima di arrivare a Gozo erano assolutamente prive di fondamento. È stata un esperienza costruttiva, motivante e interessante. Mi è stata data la possibilità di entrare a contatto con ragazzi con una cultura per molti versi diversa dalla mia, di discutere insieme a loro di questo grande punto interrogativo che è per noi giovani (e non solo) l Europa. Infine ho avuto l opportunità di visitare un paese ricco di storia, punto d incontro d innumerevoli culture ma soprattutto pieno di sole, sorrisi e gioia di vivere. L attività che più mi è piaciuta è stata la cena in famiglia. Durante questa serata mi sono divertita moltissimo e i genitori sono stati molto ospitali. È stato bello raccontare per una sera della mia vita, del mio paese, della mia cultura a qualcuno che non ne sapeva niente; naturalmente è stato interessantissimo anche ascoltare quello che loro avevano da dirmi su Malta e il loro stile di vita. Quella che è tornata da Malta è una ragazza più consapevole del suo essere italiana, ma allo stesso tempo cosciente del fatto che dovrà imparare a condividere un po di questa sua italianità con altre persone per poter riuscire a costruire un identità europea solida, basata sull unione di tante diverse culture senza però che nessuna di queste perda la sua unicità e indipendenza. Il secondo progetto riguardava uno scambio multilaterale in accoglienza dal 15 al 23 Agosto con Austria, Estonia e Polonia. Il nome del gruppo era Making Europeans per sottolineare il desiderio di vivere attivamente la cittadinanza europea e di portare l Europa più vicina ai giovani e meno giovani. Making Europeans si è impegnato attraverso le esperienze interculturali, la conoscenza reciproca, la condivisione dei concetti di solidarietà, tolleranza, mobilità per costruire un Europa nella quale, davvero, il totale possa essere molto di più della somma delle parti. Il tema del progetto era European Labyrinth : il labirinto vuole essere il simbolo di un viaggio che s intraprende, attraverso le difficoltà, alla ricerca dell uscita. Il nostro labirinto vuole unire le persone attraverso la comune ricerca dell uscita, della scoperta che è possibile comprendere e condividere i concetti di solidarietà, mobilità, tolleranza, educazione interculturale, dimensione europea. Uno degli obiettivi era quello di offrire occasioni d apertura al dialogo ed alla tolleranza anche agli adulti che sono stati invitati a Piazza Europa, manifestazione aperta al pubblico e che sono entrati con noi nel labirinto Le opinioni dei partecipanti: Per noi questo scambio è stata un avventura da vivere ogni giorno con sempre più entusiasmo tanto che possiamo dire che otto giorni sono passati troppo velocemente. La realizzazione del labirinto e dei vari preparativi della serata di Piazza Europa hanno creato un ulteriore cooperazione tra i vari gruppi; anche la curiosità dei partecipanti nei confronti delle varie pietanze e bevande tipiche ha aiutato l eccellente sviluppo della serata. La musica è stato un altro dei fattori motivanti, e, soprattutto l ultima sera, ha avvicinato e coinvolto anche i genitori. Ci siamo sentiti molto motivati da questo scambio e le emozioni e i sentimenti che andavano nascendo sono sfociati completamente nell ultimo giorno. Ringraziamo per quest opportunità che ci è stata data e speriamo di poter continuare questa esperienza con le stesse emozioni e persone. Magari in uno stato differente. Eccoci qui è finito ormai! Proprio mentre l integrazione tra i gruppi era quasi all apice, abbiamo dovuto separarci. Otto giorni sono veramente pochi anche perché dobbiamo ammettere che questo scambio non era iniziato molto bene: quasi tutti gli stranieri non sembravano interessati alla comunicazione e anche noi non cercavamo di rompere il ghiaccio con la giusta carica. I ragazzi, gli animatori e la coordinatrice dei due progetti 7

8 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee R/estate con noi 2005 A Spilimbergo culture giovanili in scena con musica, video e danza Si è conclusa l iniziativa estiva del Progetto Giovani del Comune di Spilimbergo R- Estate con noi, finalizzata alla promozione della cultura giovanile emergente. L edizione di quest anno ha visto la realizzazione di tre serate, programmate nel suggestivo giardino di Casa Gaspardo, spaziando dalla poesia alla musica, dal teatro-danza ai cortometraggi e alla fotografia. La manifestazione è nata nell ambito di Spazio aperto progetto che - durante tutto il corso dell anno - offre varie opportunità per promuovere i giovani talenti del territorio favorendo il protagonismo giovanile, ma che vuole anche essere occasione di aggregazione attorno a proposte culturali e di visibilità del Progetto Giovani e della sua sede. Il lavoro svolto in questi mesi dagli operatori ha permesso di tessere reti nuove e di intensificare quelle già esistenti, in un ottica di partecipazione attiva della popolazione giovanile e di costruzione di percorsi significativi, per la promozione del benessere. Benessere inteso non come assenza di patologie, ma considerando la globalità dell individuo, un processo sempre in divenire che tiene in considerazione tutti gli aspetti della persona, in primis il bisogno di espressione creativa e di ricerca di significati condivisi. Prendendo spunto dal titolo di un album di un famoso gruppo musicale italiano diremmo: in continuo movimento così come è tutto ciò che di vivo ci circonda. Le reti che hanno sostenuto tutto il progetto hanno coinvolto in particolare: la Pro Loco di Spilimbergo che ci ha fornito un aiuto logistico fondamentale, l Associazione degli Sbandieratori che ha partecipato direttamente allo spettacolo con i suoi percussionisti, l Associazione Spilimbergomusica, la Cooperativa Non Solo Musica, e diversi professionisti del territorio che già collaborano con il PG e che hanno prestato la loro opera gratuitamente. Senza voler sminuire ciò che è stato presentato nelle serate, vorremmo sottolineare che l attenzione degli operatori si è sempre rivolta non tanto al prodotto da mostrare, ma al percorso di gruppo che nei mesi si è svolto, alla qualità delle relazioni instaurate e alla possibilità autentica di espressione della creatività di ognuno. Dunque, tre serate all insegna del protagonismo giovanile, quello vero, a dimostrazione che i giovani ci sono, sono presenti e sono propositivi. Giovani che sono lontani dalle logiche di mercato (tutti i partecipanti si sono esibiti gratuitamente) e desiderosi di conquistare spazi veri per incontrarsi. I protagonisti della prima serata sono stati i Savoltans Ensemble che hanno proposto letture di brani tratti dalle loro pubblicazioni, con accompagnamento musicale dal vivo. Il gruppo Savoltans è un soggetto ormai consolidato dello spilimberghese, che sta avendo una buona risonanza in tutta la provincia di Pordenone e anche oltre. Riescono a coniugare poesia e prosa con la musica creando performance multimediali di grande emozione. I Savoltans nascono dalla tenacia di un nucleo di giovani della zona, accomunati dalla passione per la scrittura, che pubblicano in maniera autonoma una collana di libri di poesia e prosa (una piccola casa editrice indipendente) e da sempre collaborano con il Progetto Giovani di Spilimbergo. Nella stessa serata, a seguire si è esibito il gruppo musicale maniaghese Polar che al momento è il gruppo più gettonato della scuderia della casa discografica Knifeville (www.knifeville.it). Il genere che propongono è l indie deluxe, originale come pochi nel panorama italiano, con il cuore che batte per i suoni scandinavi e d oltreoceano. In questa speciale occasione hanno presentato un set ad hoc rielaborando il proprio repertorio in chiave echoacustica. Secondo appuntamento a luglio con i cortometraggi: una carrellata frizzante di produzioni di giovani artisti friulani, tra cui i vincitori dei concorsi giovanili a livello regionale: MovieMaker (a cura dell Agenzia Giovani di Udine e della Consulta giovanile studentesca di Udine), VideoKids (a cura del Circolo Arci Pabitele di Udine) e di giovani registi di Spilimbergo e 8

9 luglio settembre 2005 dintorni con i loro corti (Gabbia, Sogno e Garagioz). Insomma è stata una ghiotta occasione per tutti gli appassionati della cinepresa anche grazie alla competenza della presentatrice, una giovane studentessa del Dams di Gorizia, che ha illustrato il programma e la tecnica ai presenti. Il gran finale, svoltosi ai primi di agosto, ha visto la performance di teatro-danza, a cura del gruppo Denantdaûr: Zobeide, spettacolo liberamente tratto dal libro Le città invisibili di Italo Calvino. Anche qui il maltempo l ha avuta vinta e abbiamo dovuto dirottare tutto nella adiacente palestra comunale, ma grazie allo spirito di adattamento del gruppo il successo è stato forse ancora maggiore, incoraggiato dalla presenza di un folto pubblico (quasi duecento persone), in gran parte giovanile. La serata si è conclusa con una danza collettiva, con la musica della tarantella, cioè i ragazzi hanno coinvolto il pubblico presente invitandolo nello spazio scenico e condividendo l entusiasmo del ritmo. Per noi operatori questa è stata la serata più emozionante La performance di teatro-danza del gruppo Denantdaûr poiché lo spettacolo è nato e cresciuto in seno al Progetto Giovani, frutto di un vero lavoro di gruppo e di costruzione pezzo per pezzo di tutte le coreografie, arricchite dai testi scelti dal libro. Tutto il percorso è stato condotto non da un regista in senso canonico, ma dalla figura dell educatore, in questo caso Angelica, che grazie alla sua formazione in danzaterapia è stata in grado di accompagnare i ragazzi in una sperimentazione a trecentosessanta gradi alla ricerca della consapevolezza corporea. Si è partiti dal desiderio di incontrarsi e di mettersi in gioco attraverso il piacere di muovere il corpo in armonia con la musica, fantasticando sulla possibilità di creare uno spettacolo da presentare alla comunità di Spilimbergo. Ispirandoci al testo di Calvino che afferma: basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla, e perché il suo piacere diventi piacere altrui ; dall emozione degli incontri è emersa l idea di lavorare sul libro scelto attraverso un lavoro di condivisione a tutto campo che ha permesso ad ogni ragazzo di esprimere la propria opinione su tutte le scelte fatte. Abbiamo condiviso che quella era certo la strada più difficile, ma l unica possibile: i processi di democratizzazione delle scelte non sono mai esenti da conflitti. Così l espressione del disagio esistenziale, che accomuna tutti, ha potuto esprimersi attraverso il gesto danzato e si è arricchito di significati simbolici in grado di travalicare il vissuto del singolo, restituendoci il valore del rituale collettivo. Il tutto immerso in una cornice di suggestioni calviniane. I veri protagonisti sono stati loro: il gruppo Denantdaûr, eclettica compagnia del territorio spilimberghese (ma non solo), nati dalle proposte di animazione di piazza in ambito medioevale e ora proiettati verso una sperimentazione a tutto campo, che la dice lunga sulle loro potenzialità creative. Lo spettacolo è replicabile in altre sedi, magari ospiti di altri Progetti Giovani. Da ricordare, inoltre, che a partire dalla prima serata sempre presso la sede del Progetto Giovani era aperta la mostra fotografica Spilimbergo e oltre, dove sono stati esposti i lavori realizzati dai giovani che hanno partecipato alla terza edizione del corso base di stampa fotografica in bianco e nero e alla prima edizione del corso avanzato (in collaborazione con il CRAF di Lestans). Anche in questo caso l offerta formativa è nata dalla richiesta dei giovani che gravitano attorno al Progetto Giovani, ma d accordo con il fotografo si è dato ampio spazio anche alla creazione di un gruppo di interesse. Infatti dall autunno nascerà un circolo fotografico a Spilimbergo, che possa accomunare i ragazzi e i giovani con la passione della fotografia. Gli operatori del Progetto Giovani di Spilimbergo Angelica Terrazzino, Loris Menegon 9

10 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee Cura del capitale sociale Come tenere orientata la bussola progettuale Quella della cura del capitale sociale offre molteplici ambiti da presidiare e indicatori sui quali misurarsi nel lavoro che si realizza con i progetti Giovani. Lo sviluppo del concetto di capitale sociale - prevalentemente utilizzato in ambito economico - indica infatti le numerose caratteristiche che lo compongono e le diverse possibilità che vengono offerte a chi vuole prendersene cura. Capitale sociale può essere inteso come rete di relazioni capace di mobilitare l azione collettiva e in particolare di promuovere l agire cooperativo; questo vale sul piano individuale, ma altrettanto si può guardare alle reti di relazioni come ad una risorsa prevalentemente collettiva. Una società o una comunità dove prevalgono buone relazioni tra gli individui sarà una società coesa, in grado di mobilitarsi per il raggiungimento di un obiettivo sociale, capace di trovare facilmente un accordo su questioni di interesse comune, dove le informazioni circoleranno agevolmente tra i membri favorendo la diffusione delle innovazioni e così via. Già questa enunciazione coinvolge i Progetti Giovani e quello provinciale, dall attenzione allo sviluppo del capitale umano - il lavoro con i ragazzi e le ragazze - al lavoro con la comunità locale. Seguendo le indicazioni offerte da C. Donolo, sono molto numerose le componenti, gli elementi che compongono il capitale sociale, prodotto complesso, miscela in continua evoluzione. Fra quelli che più da vicino ci possono interessare vi sono la fiducia come medium sociale, la reciprocità, l estensione delle reti, la loro qualità, i diritti specie con riguardo alla loro azionabilità, la sicurezza ed affidabilità del contesto, la solidarietà, la dotazione in termini di beni pubblici, di infrastruttura e tecnologia sociale, la cooperazione intesa come produzione di beni pubblici. E ancora, le norme in uso giuridiche, sociali, morali, la governance e gli assetti istituzionali, la capacità di apprendimento nel senso ampio della valorizzazione delle capacità di innovare, di correggere errori, la riflessività rispetto alle esternalità proprie ed altrui, per chiudere con i potenziali locali e quelle che Amartya Sen chiama capabilities, ciò che gli attori sanno fare o sono messi in condizione di fare. Ognuna di queste singole voci apre dei mondi che coinvolgono in prima persona Una rete di relazioni capace di mobilitare l azione collettiva chi opera nei diversi progetti. Il grado di capitale sociale prodotto dalla miscela di questi molteplici elementi è per molti versi predittivo dello sviluppo economico e sociale di una comunità; e questo si innesca appieno nel lavoro di prevenzione che si sta realizzando con i progetti provinciali che vengono presentati su Alidee durante quest anno. Diamo infatti per acquisito che prevenire disagio e abusi di sostanze implica un ampio ventaglio di variabili. Alcuni elementi del capitale sociale possono essere molto compromessi, altri di ottimo livello. Indubbiamente nel lavoro dei progetti Giovani - anche nel loro piccolo - molto è possibile fare per prendersi cura del capitale sociale. Stefano Carbone Esperto di Psicologia di Comunità Coordinatore del progetto provinciale di prevenzione per l Agenzia Metodi 10

11 luglio settembre 2005 Strumenti di lavoro Costruire un progetto europeo con i giovani nel pluralismo delle culture Il mese di agosto 2005 ha visto il Progetto Giovani del Comune di Pordenone protagonista della terza edizione dello Youth Interaction Web (YIW) in Svezia. Cinque nazioni europee (Irlanda, Italia, Polonia, Spagna e Svezia) e dieci giovani dai quindici ai venticinque anni per ogni stato si sono confrontati sui temi della tolleranza e dell esclusione sociale. Questi sono i numeri di un idea che è nata e si è sviluppata a Barcellona due anni fa, che nel 2004 si è concretizzata nella città di Pordenone e che quest anno ha coinvolto il Centro Giovanile della cittadina svedese di Lidkoping. Il progetto aveva come scopo principale l abbattimento delle barriere tra i giovani dell Unione Europea, nonché un nuovo approccio al vivere multiculturale. Infatti, la caratteristica fondamentale è stata senza dubbio l interculturalità, intesa come coinvolgimento dei giovani nella costruzione di una nuova coscienza europea. Diverse nazionalità, diverse culture e diverse lingue si sono incontrate in un unico percorso formativo nel quale lo scambio di esperienze e la Coscienza europea significa abbattere le barriere interiori sperimentazione di nuovi percorsi artistici e culturali hanno recitato un ruolo fondamentale. Tutte le attività realizzate (laboratori di musica, danza, teatro, dibattiti, escursioni, gite, attività comunitarie ecc.) e la convivenza vissuta in tali momenti, sono state le basi su cui ogni giovane si è appoggiato per un approccio alla conoscenza di altre culture e lingue, per interiorizzare così un nuovo modo di sentirsi cittadino dell Europa. Per ciò che riguarda il gruppo italiano, sono stati selezionati dei ragazzi provenienti da diverse realtà del pordenonese (i centri di aggregazione giovanile, le scuole superiori, l università). I partecipanti si sono impegnati a dare un personale contributo all esperienza, con incontri settimanali di preparazione al viaggio durante tutto il mese di luglio. Bisogna inoltre sottolineare due aspetti importanti dell evento: la possibilità di responsabilizzare i giovani partecipanti attraverso la loro Responsabilizzare i giovani nella progettazione e nell organizzazione presenza allo YIW sia in fase propositiva che realizzativa, attraverso la gestione di alcune fasi di progettazione e di organizzazione. Essi sono stati gli attori principali sia nell elaborazione dell analisi intermedia che nella valutazione finale del progetto. La seconda particolarità dello YIW è stata la volontà di interagire con la comunità ospitante (in questo caso specifico quella svedese), per dare l opportunità a ragazzi che altrimenti difficilmente avrebbero avuto accesso a simili esperienze di confrontarsi nella condivisione quotidiana con coetanei di paesi geograficamente e culturalmente diversi. a cura di Marco Plusigh e Giuseppe Marino 11

12 Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone alidee Progetti Giovani della provincia Aviano Tel Azzano x Tel Barcis Tel Budoia Tel Caneva Tel Casarsa Tel Comunità Montana del Friuli Occidentale Tel cm-meduno.regione.fvg.it Cordenons Tel Spazio Informa Tel comune.cordenons.pn.it Cordovado Tel Fiume Veneto Tel Fontanafredda Tel Maniago Tel Pasiano Tel Polcenigo Tel Pordenone Tel Prata Tel Roveredo Tel Sacile Tel San Vito al Tagliamento Tel san-vito-al-tagliamento.pn.it Sesto al Reghena Tel Spilimbergo e San Giorgio della Richinvelda Tel cubenet.net Zoppola Tel alidee Trimestrale dei Centri di Aggregazione Giovanile della provincia di Pordenone Reg. Trib. Pordenone n. 491 del Presidente: Elio De Anna Direttore Responsabile: Massimo De Bortoli Redazione: Maria Rosaria Affinito, Luisa Conte, Andrea Fregonese, Annalisa Furlan, Antonio Garlatti Largo San Giorgio, Pordenone A cura del Servizio Programmazione Sociale della Provincia di Pordenone Stampato presso la Stamperia della Provincia di Pordenone

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