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1 bridging the gap between technology & business. Mariano Corso: le nuove priorità per i CIO. Paul Nunes: Big Bang Disruption. Autogrill rivede i processi di Procurement. L innovazione della Global Supply Chain in Luxottica. Per i clienti OVS lo Shopping è sempre più Digital.

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3 editoriale l auto sposa internet e le cede il podio nell economia globale di umberto bertelè presidente advisory board ict4executive autore di Ci sono alcuni eventi, non necessariamente rilevanti per le loro ricadute dirette, che hanno una valenza simbolica fortissima. E lo sposalizio celebrato fra il mondo dell auto e quello Internet (e dell ICT in generale) al CES-International Consumer Electronics Show di Las Vegas - l equivalente per il secondo del Detroit Auto Show del primo - è stato uno di questi. Due mondi a prima vista lontani, che si sono prima avvicinati in modo discreto con l automazione delle fabbriche e l immissione crescente di elettronica nelle auto, che lo stanno facendo ora - in modo più palese agli occhi dei consumatori - rendendo il cruscotto dell auto simile allo schermo di uno smartphone, che appaiono destinati a integrarsi sempre di più cambiando sia il modo in cui condurremo l auto nel prossimo futuro sia più in generale l organizzazione della mobilità. Due mondi con linee di confine che tendono a sfocarsi, spingendo a forme di cooperazione più strutturate ma pure generando aree di competizione: Google è ad esempio in gara con le grandi tedesche per la messa a punto di auto driverless e Ford ha dichiarato al CES la volontà di diventare (anche) una software and systems company per la gestione della mobilità. Perché uno sposalizio con forte valenza simbolica? Perché lo sposalizio può essere visto come un passaggio di testimone dal comparto egemone del 900 al comparto egemone di oggi e del futuro prossimo. L auto è stata per quasi tutto il 900 al centro dell economia, per l elevato grado di complessità e di innovatività: è con la rivoluzione fordista di inizio secolo che nacque lo stesso concetto di industria; General Motors, con la profonda ristrutturazione negli anni 20, promosse l organizzazione divisionale; Toyota introdusse mezzo secolo dopo un modo radicalmente diverso di produrre, progettare e rapportarsi con il mercato, che si diffuse a macchia d olio in pochi anni. L auto ha giocato anche un ruolo sociale e politico molto forte, per la sua capacità di generare lavoro e far nascere nuove imprese. È con il finire del secolo scorso e l inizio del nuovo che tale egemonia progressivamente svanisce, mentre cresce l importanza di Internet come motore di innovazione, di nascita di startup e di disruption degli equilibri esistenti in una fetta crescente dell economia. Le ricadute maggiori sull auto si stanno manifestando ora. L auto è sempre più connessa: lo è per permettere a chi sta al suo interno l accesso in mobilità a Internet, lo sarà sempre più per ricevere suggerimenti sulla scelta dei tragitti e per essere essa stessa (norme sulla privacy permettendo) generatrice di informazioni sul traffico. Si moltiplicano i sensori e gli attuatori e si arricchisce il software che, elaborando i dati raccolti, aiuta o addirittura sostituisce il guidatore in un numero crescente di operazioni. Il software diventa oggetto di aggiornamenti, come sino a poco tempo fa solo i PC: la startup californiana Tesla ha ad esempio lanciato recentemente un nuovo modello di auto elettrica con la promessa di un aggiornamento continuo gratuito del software per migliorarne le prestazioni. Si ha un riassetto dell organizzazione della mobilità fisica, con la crescita di modelli innovativi ispirati alla sharing economy - inattuabili in assenza degli smartphone - e con la conseguente riduzione del fabbisogno di auto private. Modelli come quelli di Uber (diffusosi rapidamente anche se con forti resistenze in tutto il mondo) o di BlaBlaCar ampliano la disponibilità di auto con guidatore (rispettivamente per uso urbano ed extraurbano), con un utilizzo più intensivo del parco auto esistente. Mentre modelli quali quello di Car- 2Go (Mercedes) e di Enjoy (Eni) possono essere visti come una variante del tradizionale rent-a-car, finalizzata agli utilizzi di breve durata in ambito urbano. 3

4 SPECIALE SECURITY LEAD GENERATION Progetti Multicanale per potenziare le Tue opportunità di business DATABASE BUSINESS COMMUNITY CAMPAGNE DIGITALI contatti di business sviluppo di campagne online realizzazione di mini siti personalizzati attivazione di campagne sui Social Network WHITE PAPER redazione di documenti a valore da parte del team editoriale WEBINAR sviluppo di eventi online interattivi accessibili tramite diretta streaming MARKETING TELEFONICO attività telefonica realizzata da un team di operatori italiani specializzati in tematiche ICT LEAD LEAD MANAGEMENT segnalazione in tempo reale delle lead trasferimento del database profilato caricamento delle lead su CRM del cliente LEAD NURTURING - INSIDE SALES coltivazione delle lead nel tempo team dedicato al cliente per attività di pre-sales e incremento pipeline Per informazioni:

5 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, Manager e Vendor di Mariano Corso e Alessandra Luksch, Politecnico di Milano 6 Le priorità dei CIO per il Le strategie dei player dell offerta 15 interviste Permasteelisa, dal nordest per vestire edifici in tutto il mondo Marcello Cordioli, CIO 32 Barilla trasforma il lavoro con lo smartworking Alessandra Stasi, Human Capital Organization Development 43 Autogrill, l innovazione che rende più piacevole la sosta Aldo Papa, Chief Engineering e Procurement Officer 44 Pagamenti da Mobile, l Italia che innova Nicola Cordone, Senior Vice President SIA 47 Luxottica trasforma la Supply Chain Enrico Mistron, Senior Vice President Supply Chain 62 MANAGEMENT La negoziazione dei contratti IT e TLC: gli elementi essenziali 34 Big Bang Disruption, l innovazione che rivoluziona interi settori economici 36 Diventare digital master: il momento è adesso 40 Advisory Board Umberto Bertelè Presidente Advisory Board Giampio Bracchi Politecnico di Milano Carlo Alberto Carnevale Maffè Università Bocconi Maurizio Dècina Politecnico di Milano Giuliano Noci Politecnico di Milano Paolo Pasini SDA Bocconi Andrea Rangone Politecnico di Milano Francesco Sacco Università dell Insubria - SDA Bocconi Gianluca Spina Dean - MIP Raffaello Balocco Segretario Advisory Board osservatori Memoria digitale e diritto all oblio 58 Logistica sempre più in outsourcing 66 Turismo, 9 miliardi dai canali online 80 speciale digital marketing Il futuro dei servizi Mobile per il consumer 50 speciale security Allineare business plan e strategie di sicurezza 72 rubrica ricerche e studi 85 rubrica nomine 89

6 cover story di Mariano corso Fare di più con meno La sfida per CIO, Manager e Vendor school of management politecnico di milano Per i promotori dell innovazione si prospetta un altro anno impegnativo: una recente ricerca del Politecnico di Milano rivela che i budget a disposizione delle Direzioni ICT delle imprese italiane medio-grandi e grandi sono ancora in contrazione, mentre aumenta il ricorso a servizi esterni. Malgrado le difficoltà, sono tante le imprese italiane che crescono e vincono sui mercati internazionali, interpretando il digitale in modo innovativo L innovazione digitale ha mostrato in questi mesi la sua forza dirompente. Nuovi concorrenti sfidano con successo, grazie al digitale, aziende leader non solo nei propri mercati, che, per quanto grandi e consolidate, si trovano costrette a cambiare pelle rapidamente o finiscono per essere travolte. Le innovazioni si susseguono a ritmi esponenziali, mentre i prodotti fisici sono sempre più arricchiti e sostituiti dal digitale, tanto che si dice che ogni business è, o è in procinto di diventare, un business digitale. Il cambiamento, in atto a livello internazionale, è ormai evidente anche nella realtà quotidiana delle nostre imprese. Malgrado ciò, il nostro Paese continua a mostrare disattenzione agli investimenti tecnologici: la tanto attesa Agenda Digitale stenta a decollare e la stagnazione della domanda ICT delle imprese italiane purtroppo non è ancora finita. Fa piacere constatare che, malgrado le barriere, sono ancora tante le imprese italiane che riescono - sorprendentemente - non solo a sopravvivere ma anche a essere leader a livello mondiale e a interpretare il digitale in modo innovativo, grazie soprattutto alle tante persone di valore che agiscono con convinzione come promotori dell innovazione all interno delle organizzazioni in cui operano. L andamento dei budget ICT La nuova ricerca della Digital Innovation Academy della School of Management del Politecnico di Milano sui budget ICT delle aziende italiane medio-grandi mostra che l inversione di tendenza prevista (e soprattutto sperata) non c è stata. Le stime effettuate alla fine del 2013 prevedevano infatti una sostanziale invarianza dei budget, cosa che faceva sperare nella fine della lunga fase di flessione. 6

7 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor di alessandra luksch school of management politecnico di milano In realtà, continua il processo di profonda razionalizzazione interna e taglio di investimenti: il rapporto tra budget ICT e fatturato nel 2014 è sceso al 2,1%, con un ulteriore flessione rispetto al 2,5% rilevato lo scorso anno. Anche per il 2015, i CIO prevedono un ulteriore calo dei budget, pari all 1,47%, dato in netta controtendenza rispetto alle stime internazionali che prevedono budget in crescita: la valutazione di Gartner del rapporto medio tra budget IT e fatturato a livello worldwide è del 3,5%, notevolmente superiore, dunque al dato italiano. Il 2015 si presenta dunque come un altro anno impegnativo in cui, a fronte di risorse sempre più limitate, Chief Information Officer, Line of Business e fornitori saranno chiamati a collaborare per sviluppare innovazioni veloci ed efficienti che consentano alle aziende italiane di non perdere le sfide che la digitalizzazione pone a livello internazionale. Si registra, in particolare, una flessione tra le aziende di medio-grandi e grandi dimensioni, per effetto di forte riduzione dei budget di alcune grandissime imprese nazionali. Ci sono ovviamente differenze importanti dal punto di vista 7

8 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor La Digital Innovation Academy Giunta alla sua settima edizione, la Digital Innovation Academy è un iniziativa promossa della School of Management del Politecnico di Milano, un punto di riferimento in Italia per i decisori aziendali che intendono accrescere la sensibilità e la consapevolezza del ruolo delle tecnologie e dell innovazione digitali per la competitività delle proprie imprese. Attraverso un calendario annuale di incontri e momenti conviviali di networking, la partecipazione all Academy consente un costante contatto diretto con la più prestigiosa community di CIO ed Executive in Italia, per un confronto sui progetti di digital innovation delle principali imprese e della Pubblica Amministrazione. Il calendario dei workshop affronta un ampio spettro di contenuti, con ospiti importanti e la partecipazione di numerose aziende, in un consesso che coinvolge i principali player operanti in Italia. La partecipazione all Academy consente inoltre di fruire e avere visibilità dei principali risultati delle ricerche nell ambito Digital Innovation del Politecnico di Milano. L Academy, in collaborazione con Cefriel e con il patrocino di ASSI, Aused, CDTI, CIO AICA Forum, ClubTI e ForumPA, ha ad oggi prodotto 53 Workshop riservati, 13 Report e 7 Convegni aperti, oltre ore di formazione, lavorando con oltre tra CIO ed Executive. Nel 2014 i suoi sostenitori sono stati Accenture, Automic, Avanade, Dedagroup, EMC, Exprivia, IBM, Huawei, Modomodo, NetApp, Nolan, Norton Italia, VMware Il programma del 2015 prevede: Workshop a invito, riservati al confronto tra i protagonisti dell Innovazione Digitale, con un calendario di 8 appuntamenti Formazione avanzata con un Percorso Executive e oltre 20 moduli tematici Ricerche sui principali trend negli investimenti e nell organizzazione dell ICT e diffusione dei relativi Report di Ricerca Convegno di fine anno plenario aperto Per informazioni: - settoriale. Nel dettaglio, i settori Media-Telco e Finance prevedono per il 2015 una leggera diminuzione del budget, rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%, ed è ancora più decisa la diminuzione nei settori PA-Sanità (-2,2%), Servizi (-2,9%) e Utility&Energy (-4,4%). Risulta invece finalmente in crescita la stima relativa ai budget nel settore industria (+3,2%), settore che aveva visto in passato pesanti contrazioni e che resta però fanalino di coda, sia nel confronto con gli altri settori italiani, sia in relazione al panorama internazionale. Stupisce come, in un panorama tanto sconfortante di carenza di risorse, un CIO su tre ritenga che il budget ICT a propria disposizione sia adeguato rispetto alle richieste delle Linee di Business. Si può leggere questa come una crescente capacità e abitudine a fare di più con meno, o più Le priorità di investimento ICT nel 2015 per le imprese italiane Panel 158 rispondenti, survey cio 2014 Big Data e Analytics Dematerializzazione Sistemi ERP Device Mobili e Mobile Apps Consolidamento applicativo Sistemi CRM Mobile Marketing e CRM Cloud pubblico e privato Data Center Storage e virtualizzazione Mobile e ecommerce Collaboration Compliance e Risk Management Cyber Security Progetti commerciali web social Smart Working Internet of Things Smart Manufacturing 11% 10% 9% 7% 5% 3% 20% 18% 16% 16% 25% 25% 30% 30% 38% 48% 55% 53% Fonte: Politecnico di Milano 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 8

9 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor probabilmente come un segnale di rassegnazione o di mancanza di visione dell urgenza e delle opportunità dell innovazione digitale da parte delle Line e dei CIO stessi. La survey mostra, poi, un costante trend verso l esternalizzazione: a fronte della diminuzione del budget complessivo, si prevede infatti che il budget in outsourcing resterà sostanzialmente stabile. Cresce in particolare il ricorso a soluzioni Cloud e as-a-service, mentre restano stabili i contratti Chiavi in Mano e diminuisce percentualmente la quantità di budget dedicata a contratti Time&Material. Le imprese sembrano dunque privilegiare ambiti di investimento che diano ritorni veloci ed evidenti al business, contribuendo così all autofinanziamento dell innovazione. Dove si concentrano gli investimenti Le principali aree di investimento sono perlopiù invariate rispetto a quelle degli scorsi anni: Big Data, ERP e Mobile continuano a guidare la classifica. Si inserisce tra le top priorities la Dematerializzazione, che sale in classifica di diverse posizioni, spinta anche dall obbligo normativo, entrato in vigore lo scorso giugno, della Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione. In dettaglio, Big Data e Analytics sono prioritari per il 55% delle imprese, con punte del 69% per il settore Utility&Energy. Come accennato, la seconda priorità, con il 53% di risposte, è la Digitalizzazione e Dematerializzazione, particolarmente sentita nel settore Finance e in quello della Pubblica Amministrazione e Sanità. La terza priorità, evidenziata dal 48% di rispondenti, risulta quella dei sistemi gestionali ERP che, oltre a diffondersi, si arricchiscono sempre più di funzionalità social e accesso mobile. Quarta priorità i Device mobili e le Mobile App per il Business. Le sfide organizzative Un altro tema di grande rilevanza riguarda la trasformazione organizzativa delle Direzioni ICT, che in questi anni hanno cambiato pelle. La grande sfida è quella di gestire i processi di innovazione digitale, più che i sistemi ICT come avveniva in passato, e di conseguenza le competenze di progetto e gestionali assumono un ruolo sempre più importante. Ancora una volta, infatti, la grande priorità dei CIO per quanto riguarda le sfide organizzative è la Gestione dell Innovazione, in termini di ruoli e processi, con una percentuale di preferenze che arriva al 49%, seguita dal Demand Management (34%) e dalle soluzioni Mobile (33%). Infine una peculiarità interessante emersa per la prima volta nella survey di quest anno è la presenza femminile all interno delle Direzioni ICT. A fronte di una media europea del 30%, tuttavia, il dato italiano emerso dall indagine è di appena il 18%. Nel nostro Paese le figure femminili per adesso ricoprono prevalentemente ruoli manageriali nelle attività di presidio dei clienti e nella gestione dei fornitori. il Trend dei budget ICT 2015 per dimensione aziendale Panel 156 rispondenti, survey cio 2014 Media -1,47% Grandi -1,5% 18% Medio-Grandi -1% 48% Nota: Si considerano medio-grandi le aziende con numero di dipendenti compreso tra 100 e Sono invece grandi imprese quelle con un numero di dipendenti superiore a % Diminuzione oltre il 10% Diminuzione fino al 10% Invarianza Aumento fino al 10% Aumento oltre il 10% Fonte: Politecnico di Milano 10% 5% 9

10 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Per Bracco Imaging il 2015 è l anno del Cloud Andrea Provini Global Chief Information Officer Bracco Imaging Bracco è un Gruppo integrato multinazionale che opera nel settore della salute con oltre dipendenti e un fatturato consolidato di oltre 1,1 miliardi di euro, di cui circa il 75% sui mercati esteri. «Per noi il 2015 sarà l anno del Cloud - dice Andrea Provini, Global Chief Information Officer di Bracco Imaging -. Ci stiamo da tempo preparando alla virtualizzazione dei Data Center alla ricerca di livelli di resilienza e di security sempre più significativi. Negli ultimi anni abbiamo predisposto un acquisizione di servizi esterni o interni ma in ambiente virtuale, per cui disponiamo attualmente di un portafoglio applicativo su di una infrastruttura pronta per essere portata in ambienti Cloud ibridi». Tra le altre priorità tecnologiche di Bracco per il prossimo triennio, che troveranno il loro spazio anche nel budget di quest anno, figura anche la Mobility, intesa non solo come evoluzione dell hardware, ossia come passaggio da PC a tablet, ma anche come nuova filosofia di approccio al lavoro in mobilità fino ad arrivare a concetti di Smart Working e all adozione del BYOD. In generale grande importanza avrà l abilitazione dei lavoratori alla connessione continua. E in questo contesto la Security assumerà un ruolo chiave: proprio per tale motivo molte decisioni in questo ambito non saranno procrastinabili e si evidenzierà la sempre maggior necessità di ruoli e responsabilità dedicati. «Infine, come priorità organizzativa abbiamo quella di Heineken, una nuova organizzazione per gestire le relazioni con il business Con 130 stabilimenti e persone, Heineken è il terzo produttore di birra mondiale. Nel 2014 la Direzione ICT di Heineken ha registrato notevoli cambiamenti a livello organizzativo e, di conseguenza, anche a livello di management e culturale. Dall 1 settembre dello scorso anno, infatti, la direzione IT dell Europa Occidentale è stata unificata a quella Centro- Orientale, e l IT Director Europe è passato a controllare da 10 a 24 Paesi, rendendo così necessaria la semplificazione anche a livello di Operating Company. Anche Heineken Italia è stata coinvolta con l avvio di un progetto di integrazione con consolidare la governance centrale dei competence center e di trasformare le competenze, oggi eccessivamente technology driven, in competenze di tipo business. Le persone dell IT di Bracco abiteranno ovunque e risulteranno sempre meno legate al territorio e sempre più vicine alla governance globale. il team IT della Svizzera, che passa sotto il controllo di Mara Maffei, l ICT Manager italiana. Inoltre è stato implementato l Integrated Portfolio Management per tutti i progetti che richiedono investimenti in servizi e soluzioni IT. In questo contesto, in Italia il team guidato dalla manager Affinché questa evoluzione sia di successo - conclude il manager - il business deve evolvere coerentemente. La grande responsabilità dell IT nei prossimi anni è proprio quella di agire proattivamente da facilitatore e da esempio positivo e di successo e di aiutare il business in una coerente trasformazione». ha abbracciato l approccio del Business Engagement, che ha visto cambiare la gestione della domanda e delle relazioni con le funzioni di business, dalla mera risposta alle esigenze di queste ultime, a una significativa proattività. «L unità IT Customer Service è stata riallocata all interno della funzio- 10

11 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor la sfida dell IT di Danieli è l internazionalizzazione Alexander Stewart Executive Vice President Information & Communication Technology, Danieli Danieli è una multinazionale italiana con sede a Buttrio, in provincia di Udine, leader mondiale nella produzione di impianti siderurgici, con filiali in Svizzera, Cina, Stati Uniti ne IT di Business Engagement ed è ora diventata un servizio che non solo gestisce il primo contatto con i clienti interni, ma delinea in base alle richieste ricevute anche le esigenze di formazione interna», racconta l ICT Manager. Alla Direzione ICT afferisce anche la factory applicativa, che si occupa della manutenzione ordinaria dei sistemi: al suo interno viene gestito il Project Management, che è attualmente esteso alle Line of Business attraverso un apposito corso di formazione. «Dentro l azienda abbiamo avviato l erogazione di diversi momenti di training con un calendario prefissato, alcuni e Thailandia e oltre dipendenti, di cui un terzo in Italia. Il supporto all internazionalizzazione è proprio uno degli obiettivi 2015 della Direzione IT guidata da Alexander su temi di interesse generale, altri dettati dalle lacune di conoscenza dovute alla job rotation, altri ancora su strumenti utilizzati per esempio solo per un determinato progetto e che potrebbe invece essere utile conoscere per il lavoro quotidiano», conclude Maffei. Stewart. Dal 2006 a oggi, infatti, l azienda ha raddoppiato le proprie dimensioni, cogliendo l opportunità di aprire nuovi mercati. «Danieli mira ora ad adottare un approccio corporate, e ovviamente l IT condivide e sostiene questa mission», spiega il manager, che aggiunge: «Si tratta di un obiettivo organizzativo ma anche strategico: nell area IT è importante ricondurre le unità locali verso Mara Maffei ICT Manager Heineken Italia un unicum globale secondo lo spirito del Gruppo. La Direzione IT ha un punto di vista privilegiato avendo visibilità su tutti i processi aziendali e potendo implementare le soluzioni facilmente nelle 30 geografie del Gruppo». Numerose sono le priorità di innovazione tecnologiche di Danieli nel 2015, «dai Big Data alle soluzioni Cloud, che saranno investigate in un ottica di acquisizione di maggior sicurezza dei sistemi», commenta Stewart, sottolineando quest ultimo tema come decisivo per la scelta del Cloud in azienda. «Per quanto riguarda l innovazione in azienda», conclude l Executive Vice President Information & Communication Technology di Danieli, «punteremo moltissimo sugli strumenti di Communication & Collaboration, che sono fondamentali in un azienda internazionale come la nostra. Da un lato essi aumentano efficienza e scalabilità, dall altro sono fondamentali nella gestione della relazione con il cliente nel seguire lo sviluppo delle commesse, nella formazione, nell avanzamento lavori. Inoltre, lo Smart Manufacturing è un ambito per noi fondamentale: tra le novità, abbiamo ad esempio introdotto droni per la visione aerea degli impianti in sviluppo». 11

12 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Regione Lombardia già pronta per la Fattura Elettronica. Focus sulla condivisione di dati Dopo aver completato un importante progetto per la realizzazione di un sito di Disaster Recovery, Regione Lombardia sta ora focalizzando i propri sforzi su alcuni ambiti specifici, primi tra tutti quello della virtualizzazione e dei servizi di Private Cloud, mentre prosegue lo sforzo per implementare il nuovo sistema ERP integrato per la gestione di tutti i processi regionali. Lo spiega Antonio Samaritani, Direttore Sistemi Informativi e ICT e vicario della Direzione Centrale che si occupa anche di Organizzazione e Personale di Regione Lombardia. Sul fronte esterno, per la definizione dei servizi a cittadini e imprese, grande importanza riveste la Business Intelligence. «Un ambito su cui stiamo investendo molto è proprio quello della condivisione delle basi di dati, sia per la progettazione di nuovi servizi al cittadino sia per il Sapio è un gruppo italiano che ha 92 anni. Nasce nell ambito dei gas tecnici industriali e nell ultimo decennio si è evoluto nell ambito healthcare, in particolare nell assistenza domiciliare. È presente in Italia con 50 stabilimenti e dipendenti e ha filiali in Germania, Francia, Turchia e Slovenia. Il fatturato nel 2013 è stato di 457 milioni di euro, 55% nell Industria e 45% nella Sanità. Il tipo di attività fa sì che oggi la Mobility sia una delle priorità per l azienda: «Il 50% dei didisegno delle politiche della Regione», spiega il manager, che continua: «Abbiamo reso gli Open Data consultabili ed elaborabili su di una apposita piattaforma, e abbiamo pubblicato oltre 250 dataset. La condivisione dei dati e del patrimonio informativo è fondamentale non solo per la lettura dei fenomeni interni, ma anche per promuovere il territorio». Sempre sul fronte della condivisione di dati e servizi, Regione Lombardia sta proseguendo il lavoro di arricchimento dell ecosistema digitale E015, nato per Expo, che attraverso condivisione e interoperabilità di web services, permette di creare nuovi servizi soprattutto in ambito turistico-culturale e di infomobilità. «Infine stiamo lavorando all implementazione dell Agenda Digitale, in alcuni casi anticipando le scadenze nazio- nali; per esempio, abbiamo già implementato la Fatturazione Elettronica, nonostante l obbligo per la PA locale non sia ancora entrato in vigore, e stimoliamo l adesione volontaria dei nostri fornitori garantendo in cambio la riduzione dei termini di pagamento. Oggi paghiamo in media a 67 giorni e promettiamo ai fornitori che accettano la fatturazione elettronica dopo un periodo di assestamento di raggiungere i 30 giorni», conclude Antonio Samaritani. Sapio, un CRM e un portale per le relazioni con i clienti pendenti della parte industriale è itinerante, fra tecnici e commerciali. Nel mondo sanitario l esigenza è ancora più sentita: siamo leader dell assistenza domiciliare con circa professionisti sul territorio, che stiamo dotando di tablet. Inoltre abbiamo in progetto di dare in dotazione ai nostri clienti un device di nostra proprietà, con preinstallata un applicazione specifica», spiega Riccardo Salierno, il Direttore Sistemi Informativi di Sapio. Tra i progetti più rilevanti per Antonio Samaritani Direttore Sistemi Informativi e ICT, Regione Lombardia 12

13 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor GNV, analisi profonda dei dati su merci e passeggeri Grandi Navi Veloci è una società di trasporto marittimo, ha una flotta di 10 cruise ferry, opera nel bacino del Mediterraneo e collega Sicilia, Sardegna e il Nord Africa con l Europa. L hub port è Genova. «In questo momento stiamo lavorando tantissimo sugli analytics, con l obiettivo di realizzare una profilazione profonda dei nostri clienti e del traffico quest anno c è l introduzione di un sistema di CRM nell ambito del contact center nazionale, che gestisce tutti i clienti, che sarà portato poi in mobilità. Il progetto è partito alla fine del 2014 ed è ora nella fase embrionale. «Sarà uno strumento fondamentale per la forza commerciale, che potrà avere in ogni momento non solo la classica e migliorare i nostri strumenti di revenue management. Nelle navi abbiamo una risorsa contesa, che è il garage, che definisce il limite dei volumi di merci da trasportare e che il prezzo da fare per il trasporto. E poi una stagionalità di turismo, legata alle festività, che portano volumi di passeggeri elevati: la possibilità di dare agli analisti in tempo reale degli strumenti di business scheda cliente aggiornata in tempo reale, ma anche informazioni come i ticket aperti dal cliente, le richieste d informazioni e quant altro. Metterà davvero al centro il cliente, e consentirà di capire i suoi comportamenti. Il commerciale potrà inserire informazioni sul mercato e sulle sue esigenze, ma banalmente anche dati di carattere anagrafico. E inserire Paolo Beatini CIO, Grandi Navi Veloci Riccardo Salierno Direttore Sistemi Informativi Sapio gli ordini». Il passo successivo sarà quello di creare, sulla stessa piattaforma, un portale che permetta ai clienti, in modalità self service, di fare online una serie di operazioni. «È una cosa che può sembrare banale, perché siamo tutti abituati a usare questi portali, ad esempio nella relazione con le utility, ma nel mondo in cui operiamo noi è ancora un po una chimera». Questo progetto rappresenta per Sapio la priorità del 2015, ma si andrà ad aggiungere all obiettivo costante di migliorare l efficienza che, come dice Riccardo Salierno, «è sempre all ordine del giorno». analysis veloci, profondi, performanti, è fondamentale per il risultato dell azienda», spiega il CIO della società Paolo Beatini. L altro aspetto che GNV sta valutando è il Cloud. «Abbiamo già una parte di attività che sono in Cloud, ma a marzo cambieremo il sito del Data Center e ne approfittiamo per ottimizzare le applicazioni». Terzo aspetto, importantissimo, è il tema di come l avvento del digitale sta andando a impattare sulla Direzione ICT. «Vedo spinte che arrivano dall esterno dei sistemi informativi, ma che devono essere gestite. Il nostro compito è garantire la stabilità, la gestione di dati, insomma quegli aspetti poi necessari per il corretto andamento dell azienda». Secondo il manager ci sono due fasce nel digitale: una alta, che subirà le spinte consumer, con soluzioni specifiche che entreranno in azienda, ad esempio nell area marketing dell azienda, e una in basso, che è la base dei sistemi informativi, ritenuta una commodity ormai dall azienda. Queste devono essere correttamente allineate. «Gestire la parte centrale dell infrastruttura per me è uno degli obiettivi primari per i prossimi due anni», conclude Beatini. 13

14 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Approccio multimodale dell IT e disruption organizzativa per il 2015 di Telecom Italia Information Technology Telecom Italia Information Technology è la società che, da oltre due anni, contribuisce alla creazione del valore per Telecom Italia presidiando l Informatica del Gruppo in tutte le sue componenti: di processo, organizzative e professionali. Da novembre 2012 Gianluca Pancaccini, oltre ad essere Chief Information Officer di Telecom Italia, è anche Presidente e Amministratore Delegato di Telecom Italia Information Technology, azienda di circa professionisti ICT. Telecom Italia Information Technology si relaziona con Telecom Italia attraverso contratti e SLA. Inoltre l organizzazione dell Azienda prevede una struttura - unica di interfaccia verso le esigenze del mondo del business di Telecom Italia. «Demand & Service Management - così si chiama la struttura, costituisce lo snodo centrale per assicurare la migliore pianificazione e gestione della domanda verso l IT. Rende, in definitiva, compatibili il rispetto dei tempi, la stima della capacità produttiva impegnata e la conduzione delle varie iniziative progettuali richieste. È in casa Demand & Service Management, con i responsabili di commessa, che prende corpo una prima progettazione che tiene conto degli standard qualitativi, di costo e di tempi concordati con il business. Operano inoltre in Telecom Italia Information Technology, a stretto contatto con i responsabili di commessa per assicurare un efficace realizzazione delle esigenze espresse, i capi delivery della factory. Infine, i Service Manager gestiscono l assurance dei servizi di business verso le funzioni commerciali», spiega il manager. Efficienza, innovazione tecnologica, sicurezza Il 2015 vedrà l impegno di Telecom Italia Information Technology focalizzato su tre pilastri principali. La prima è la diminuzione del costo del running e la revisione costante dei processi ICT, con l obiettivo di migliorare l efficienza, sia nell acquisto software, che nella manutenzione hardware che nell erogazione dei servizi. «L impegno è di portare questa spesa sotto il 50% della spesa totale IT per liberare risorse economiche che consentano di affrontare in maniera più decisa l innovazione dei sistemi verso una Digital Telco». La seconda priorità è la costante innovazione tecnologica: TI IT ha in progetto l evoluzione nell uso delle soluzioni Cloud (sia infrastrutturali che software) e dei Big Data con l obiettivo di fornire nuovi servizi sia alle funzioni commerciali che alle operations, potenziando gli investimenti per le iniziative in ambito digital security e gestione dei cyber threat. Oltre a questo, «abbiamo già avviato un progetto di revisione di tutti i BSS (Business Support Systems) per il mercato mass-market, inclusa una parte di front-end completamente rinnovata, per allinearci al paradigma della Digital Telco». Si tratta dei sistemi utilizzati per gestire le relazioni commerciali con i clienti. È qui che entra in gioco il ruolo multimodale dell IT: «Si tratta infatti non di distinguere semplicemente tra parte solida dell IT per lo sviluppo e la gestione dei sistemi legacy e la parte fluida per l innovazione, ma di declinare il proprio approccio a seconda che si parli di gestione di sistemi maturi, di sistemi che consentono di mantenere un vantaggio competitivo e di sistemi che abilitano nuovi scenari di business». Infine, attraverso il modello organizzativo e l education, Gianluca Pancaccini Chief Information Officer di Telecom Italia e Presidente e Amministratore Delegato Telecom Italia Information Technology Gianluca Pancaccini mira a introdurre in azienda elementi di digital disruption. Porte aperte ai giovani: «torniamo ad assumere» «Negli ultimi due anni abbiamo internalizzato attività per oltre 500 persone, raggiungendo così un livello di efficienza migliore. L obiettivo nel 2015 è non solo di continuare ad investire sulla cultura digitale dei nostri professionisti e sulla conseguente manutenzione dei mestieri core ma, in particolare, di tornare decisamente ad assumere soprattutto giovani. Ciò consentirà di acquisire nuove competenze ed energie, dando così il via a un meccanismo naturale di turnover delle persone», conclude il manager. 14

15 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Gestire la Mobility garantendo la sicurezza Smartphone e tablet hanno trasformato i processi aziendali e creato nuovi canali di relazione con i clienti. Si aprono notevoli opportunità per il business, ma è forte l esigenza di gestire i device e proteggere le informazioni. Ghidini: «Offriamo alle aziende sicurezza end-to-end» Diego ghidini Director Business Sales BlackBerry La Mobility è una delle priorità nell agenda di tutti i CIO, per i vantaggi che può portare al business ma anche per i rischi connessi. Si stima che in Italia oggi ci siano oltre 13 milioni di lavoratori, circa il 56% del totale, che svolgono parte delle loro attività, o tutte, al di fuori del posto di lavoro. Un dato che rende l idea dell impatto che la Mobility ha avuto nel business in questi ultimi anni, come conseguenza della consumerizzazione dei device, del proliferare delle App e della diffusione, anche a livello aziendale, degli Application store. Il cambiamento che questi fenomeni hanno portato in azienda è stato rapidissimo e va necessariamente gestito. Una delle cose più sorprendenti quando si parla di Mobility, infatti, è la pervasività del fenomeno: non esiste singola attività della catena del valore di un impresa, qualunque sia il settore in cui opera, che non sia impattata in modo massiccio, e che non sia dunque potenzialmente reingegnerizzabile, attraverso la Mobility. In altre parole, non esistono attività o settori che non possano trarne benefici. Le implicazioni per la direzione ICT e per i CIO sono evidenti: si aprono nuove opportunità di creazione di valore per il business, attraverso la revisione dei processi e l apertura di nuovi canali di interazione con i consumatori. Ed è proprio questo il focus di BlackBerry, nome storico nel mercato della Mobility per il Business che ha il merito di avere di fatto portato la mail in mobilità. Oggi la società ha cambiato pelle, focalizzandosi sull offerta di soluzioni e servizi per le aziende, e in particolare sulla large enterprise. Passaggio fondamentale, in questo, è stata l apertura della piattaforma BES (BlackBerry Enterprise Server), la soluzione di Enterprise Mobility Management che è ora in grado di gestire i device mobili, smartphone e tablet, anche di altri fornitori. «È ormai un dato di fatto, nelle aziende esistono sia i BlackBerry che i dispositivi di altre aziende - dice Diego Ghidini, Director Business Sales di BlackBerry in Italia -. La sicurezza della soluzione, l infrastruttura mondiale e l esperienza nella gestione dei sistemi Mobile sono oggi i pilastri della nostra offerta di Mobility Management. I clienti ci considerano una delle aziende più affidabili, in grado di proteggere i loro dati da accessi non autorizzati». Non a caso, sono tanti gli enti governativi che utilizzano la soluzione BlackBerry, che ha ottenuto più di 70 certificazioni di sicurezza, inclusa quella per il governo statunitense. BES 12 consente di gestire policy di sicurezza differenziate, dando ai gruppi di lavoro accessi diversi in base al loro ruolo e tipo di attività. «Continuiamo anche a produrre terminali - sottolinea Ghidini - per un semplice motivo: oggi siamo gli unici che possono offrire la sicurezza end-to-end anche dei dati in transito, e quindi offrire una soluzione completamente chiusa: l unico modo per la direzione ICT di avere il controllo del dispositivo al 100% è quello di gestire sia l hardware sia il sistema operativo e nessuno riesce a farlo oltre a BlackBerry». 15

16 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Efficienza e innovazione: le due facce dell ICT nell era della Application economy michele lamartina Country manager ca technologies Nuovi modelli di business, basati sulla user experience e supportati dal software, si stanno affermando, e molte aziende realizzano di dover trasformare i processi di business e IT, e ammodernare infrastrutture e parco applicativo. «La risposta si basa su governance, monitoraggio, DevOps, e Identity e Access Management» Sono due le tendenze che secondo Michele Lamartina, Country Leader di CA Technologies Italia, costituiscono oggi le prime priorità dei responsabili ICT. «Uno è il fenomeno dirompente dell Application Economy, un nuovo modo di fare business dove la forza dei brand non è più legata solo all offerta di prodotti e servizi, ma soprattutto alla user experience che nasce dall interazione tra azienda e cliente su diversi canali, tra cui web e mobile sono in grande ascesa: un interazione in gran parte veicolata da software». L affermarsi di questo modello è sempre più evidente, e molte aziende stanno realizzando che devono trasformare i processi interni, sia di IT che di business, e ammodernare infrastrutture e parco applicativo. Il secondo fattore è il contesto economico, con una competizione sempre più forte e budget in continua contrazione. E in questo scenario, continua Lamartina, c è una crescente consapevolezza che i due temi principali dell ICT aziendale, quello dell efficientamento e razionalizzazione e quello dell innovazione, sono strettamente correlati, e al punto in cui siamo per essere competitivi non si può rinunciare né all uno né all altro. «In termini di razionalizzazione, per i processi di business, e in particolare per quelli IT, noi proponiamo strumenti di governance che tracciano in tempo reale tutte le fasi e lo stato d avanzamento. Mentre per le infrastrutture ICT proponiamo soluzioni di monitoraggio per ottimizzare l utilizzo». Ma l aspetto principale è l efficientamento del parco applicativo, perché l Application Economy, come abbiamo visto, si basa sul software. «I dipartimenti aziendali di sviluppo software sono sotto pressione, perché devono efficientare e ammodernare lo sviluppo e la gestione del software, distribuendolo poi sui vari canali, senza trascurare la sicurezza. Noi stiamo investendo molto in quest ambito e proponiamo strumenti per affrontare tutte queste sfide, basati sulle metodologie DevOps, e su soluzioni di gestione dell identità e degli accessi alle applicazioni per quanto riguarda la sicurezza». Un campo, quest ultimo, su cui in Italia CA sta collaborando in importanti iniziative nella gestione delle identità digitali. Proprio la sicurezza, conclude Lamartina, è uno degli ambiti in cui la filiale italiana si distingue all interno di CA Technologies per il numero e per la qualità dei progetti, insieme all ambito dei progetti di governance nella pubblica amministrazione. «In generale rileviamo che anche qui in Italia le organizzazioni utenti stanno realizzando che bisogna innovare. È un processo più lento rispetto agli altri Paesi, però ci si sta arrivando: anche in Italia ci sono delle eccellenze, e da parte di alcune realtà pubbliche e private c è una grande spinta verso l innovazione, pur in un quadro in cui ci sono molti altri che invece non hanno ancora realizzato a pieno la necessità di seguire i cambiamenti in corso, o non hanno ancora gli strumenti per farlo». 16

17 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Recruiting e talent management, un ruolo chiave per affrontare il cambiamento Le organizzazioni hanno oggi bisogno di individuare, reclutare e fidelizzare le persone migliori sulle quali puntare per garantire lo sviluppo dell organizzazione nel tempo. Le tecnologie digitali sono sempre più a supporto degli HR manager Franco Gementi Regional Sales Manager per l Italia Cornerstone OnDemand Studi recenti rivelano che la generazione Y, quella dei giovani nati dopo il 1977, conterà per il 36% della forza lavoro nel 2014 e raggiungerà il 75% entro il Entrano nel mondo del lavoro con un bagaglio culturale e personale diverso da quello dei colleghi più anziani: sono nativi digitali, flessibili, hanno ritmi di vita diversi e tendono sempre più a unire lavoro e vita privata. Con le loro nuove motivazioni possono rappresentare un fattore di crescita per le aziende. La generazione dei Millenial è nota inoltre per lasciare il posto di lavoro dopo poco tempo (il 60% cambia lavoro dopo meno di 3 anni). Per fidelizzare i dipendenti, in particolare i giovani, è fondamentale che le aziende forniscano loro supporto costante e offrano proposte per la valorizzazione individuale e la crescita professionale, feedback sulle performance e riconoscimenti. Da non sottovalutare, inoltre, soprattutto nella fase di onboarding, la comunicazione con i nuovi dipendenti. L orientamento permette alle persone di avere un quadro completo della filosofia, missione, valori e obiettivi di un azienda e chiarisce fin dall inizio il ruolo del singolo all inteno dello schema. «L utilizzo di una soluzione tecnologica per gli HR è certamente uno degli elementi più importanti della gestione dei talenti nelle organizzazioni - afferma Franco Gementi, Regional Sales Manager per l Italia di Cornerstone OnDemand, che realizza software e servizi utilizzati da oltre 16,6 milioni di utenti in oltre organizzazioni -. La tecnologia supporta il livello di engagement delle persone, facendole sentire parte integrante di una comunità e, di conseguenza, incentivando le performance e i risultati, aiuta i collaboratori nel loro processo di formazione e social learning e aumenta il livello di comunicazione grazie alla condivisione di informazioni». Cornerstone OnDemand offre una soluzione per la gestione dei talenti completamente in Cloud, rapida e funzionale: risponde al qui e ora in una visione strategica. «Il nostro approccio è quello di una roadmap di sviluppo per rispondere alle esigenze degli HR, sia a breve sia a lungo termine - continua il manager -. Ad esempio, avviamo delle survey attraverso le quali riceviamo le proposte dei nostri clienti poi analizzate e implementate dai nostri analisti con il rilascio trimestrale di aggiornamenti alle funzionalità». La piattaforma è fruibile in mobile e integrata perfettamente con i social network, in particolare Facebook e LinkedIn. Cornerstone offre software e servizi dedicati ad aziende di tutte le dimensioni. Tra i principali clienti, Starwood Hotels & Resorts, The Neiman Marcus Group, Save the Children, Turner Broadcasting System, Virgin Media, Pandora Jewellery, BNL/BNP Gruppo Paribas. Anche l Italia sta mostrando un trend di crescita importante: sono diverse le aziende che hanno già deciso - a nemmeno un anno dall inizio delle operazioni - di adottare le soluzioni di Cornerstone OnDemand. Nello specifico, si tratta di medie e grandi imprese in ambito finanziario, manifatturiero e farmaceutico. 17

18 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor La complessità è la sfida più urgente dei manager Luisa Arienti Amministratore Delegato Sap Italia Per portare avanti progetti di innovazione e abilitare nuovi processi, oggi è prioritario semplificare l IT. «Significa fare in modo semplice cose molto sofisticate, proprio quelle di cui le imprese hanno bisogno per sopravvivere e abilitare nuovi processi, che in passato non erano possibili». Gli analisti di tutto il mondo concordano: la sfida principale per gli Executive è oggi la gestione della complessità del business, che continua ad aumentare. E un business complesso da gestire è anche costoso, farraginoso e incerto: difficile in queste condizioni portare avanti progetti di innovazione. Ma il digitale può essere di grande aiuto. È per questo che SAP ha orientato la propria strategia nella direzione della semplificazione. «Molti CEO ci hanno evidenziato che il loro scenario IT e applicativo rappresenta un freno per indirizzare le esigenze del business - afferma Luisa Arienti AD in Italia di SAP. Come aiutarli a liberare risorse immobilizzate nella pura gestione e manutenzione dei sistemi attuali, che secondo Forrester sono pari al 72% del budget? È la nostra sfida, che noi chiamiamo Run Simple. Significa fare in modo semplice cose molto sofisticate, proprio quelle di cui le imprese hanno bisogno per sopravvivere e abilitare nuovi processi, che in passato non erano possibili» A questa strategia verso aziende e PA, SAP affianca un forte impegno nel promuovere in Italia la cultura del digitale, ad esempio con programmi specifici rivolti ai giovani e alle startup. Il Cloud e la tecnologia Hana sono gli elementi chiave dell offerta. «Abbiamo fatto un grandissimo investimento nel Cloud, dando però anche assoluta tranquillità ai clienti che hanno investito on premise», specifica la manager. Hana è invece la risposta di SAP alla necessità di estrarre valore dall esplosione di dati: «È la soluzione di in memory computing che ha ridefinito il mercato del data base», evidenzia Arienti. La piattaforma è utilizzata in moltissimi ambiti: non solo per accelerare i processi ma per trasformarli, creando nuove opportunità Un esempio riguarda il reporting. Con la potenza di Hana, i CFO possono avere, per la prima volta, un accesso ai dati veramente real time, per ottenere una vista globale dell azienda che si può approfondire in ogni singolo aspetto, con un clic. Un secondo interessante esempio riguarda i processi di manutenzione, che nell era dell Internet of Things e dei sensori a basso costo, si stanno profondamente trasformando. Un tecnico dotato di occhiali tipo Google glass oggi può essere guidato da remoto in una riparazione urgente, con il supporto digitale di mappe e di manuali. E la manutenzione preventiva sta evolvendo verso una nuova strategia basata sulla previsione in anticipo dei guasti. C è grande interesse intorno a questo tema. Uno degli annunci più recenti di SAP riguarda proprio una soluzione, basata su Hana, in grado di monitorare tutte le informazioni in ingresso, generare allarmi ogni volta che si superano soglie prestabilite e attivare anche azioni specifiche di intervento. I Data Scientist hanno così l opportunità di analizzare i dati utilizzando modelli di previsione e algoritmi presenti nelle librerie di Hana, per comprendere meglio le cause dei malfunzionamenti e mettere a punto alberi decisionali accurati. 18

19 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor L ICT per le imprese sempre più simile a quella dei carrier L innovazione accelera e spinge aziende e PA italiane ad affrontare progetti ormai inevitabili per tenere il passo. Anche l offerta è in trasformazione: i confini fra le soluzioni tecnologiche destinate agli operatori e quelle enterprise sono sempre più sfumati. Cozzi: «Oggi siamo l unico vendor che può mutuare soluzioni da un settore all altro» Alessandro Cozzi Direttore Enterprise Business Group Huawei Italia L innovazione avanza con un ritmo che non si era mai visto in precedenza, creando forti discontinuità sia per le aziende sia per i loro fornitori di tecnologia. Dotarsi di tecnologie allo stato dell arte, è ormai una necessità molto sentita anche sul mercato italiano: Mobility, banda larga, IoT, analisi dei dati, sono trend che devono essere seguiti, non ci sono alternative. Il ritardo dell Italia sull innovazione digitale è noto, ma questo significa anche che ci sono ampi spazi di crescita. Lo confermano i risultati di Huawei, che sta ottenendo un grande successo nel nostro Paese: il colosso cinese, che fornisce infrastrutture ai principali carrier mondiali, oltre che device per il mercato consumer, tre anni fa ha iniziato a operare anche nel mercato enterprise, partendo da zero e ottenendo rapidamente la fiducia di moltissime aziende e PA. «Abbiamo raccolto casi di successo significativi in tutti i settori, realizzando soluzioni critiche per il business: unified communication, Data Center che abilitano il Cloud, server, switch, storage, management, virtualizzazione e reti wireless in tutte le declinazioni possibili - dice Alessandro Cozzi, Direttore Enterprise Business Group di Huawei Italia -. La crescita dell area Enterprise nel mercato italiano nel 2014 sarà intorno 50%, in linea con il resto del mondo». I motivi del successo? «Nessun altro vendor ha un portafoglio end-to-end come il nostro - sostiene il manager - e questo garantisce efficienza e performance, gli obiettivi primari dei clienti. Inoltre, la grandissima capacità di innovazione di Huawei, con un investimento pari al 10% del fatturato, è una garanzia per il futuro». C è infatti una forte contaminazione fra l innovazione nelle soluzioni per i carrier e quelle per le imprese, perchè ormai i due mondi tendono a convergere. «I confini tra le tecnologie che in passato venivano destinate solo al mondo dei carrier, all enterprise o al consumer tendono infatti ad assottigliarsi. Internet può essere considerato oggi un fenomeno prevalentemente consumer (ci sono circa 7miliardi di terminali intelligenti nel mondo), ma diverrà nei prossimi anni un fenomeno enterprise driven con i sensori che diventeranno circa 100 miliardi nel 2025, la maggior parte dei quali saranno enterprise enabled, scaricati a terra principalmente da imprese che li utilizzeranno per nuove modalità di fare business, produrre, gestire...». Un altro esempio è quello della Work Force Automation. Per realizzare una soluzione di Enterprise Mobility servono terminali, applicazioni, una rete Wi-Fi performante, ad alta densità, ma anche banda larga mobile e quindi il ruolo degli operatori è fondamentale. «Oggi siamo l unico vendor che può mutuare soluzioni da un settore all altro - continua Cozzi - è evidente che i brevetti LTE o 5G ci consentono di realizzare prodotti e soluzioni mobili ideali anche per le imprese, che infatti chiamiamo enterprise LTE». Un altro tema centrale per Huawei è l efficienza energetica dei Data center: oltre ad avere un offerta di soluzioni di cooling e UPS, l azienda è impegnata anche sul fronte del solare e realizza Data Center all-in-one che possono funzionare anche in mezzo al deserto, o in situazioni di emergenza per eventi catastrofici. 19

20 cover story Fare di più con meno. La sfida per CIO, manager e vendor Un nuovo stile IT a supporto della crescita aziendale Stefano Venturi Amministratore Delegato gruppo Hewlett-Packard in Italia e Corporate Vice President Hewlett-Packard Inc. La trasformazione digitale e nuove modalità di fruizione e gestione dell IT per supportare il rilancio dell economia italiana, aumentando l efficienza delle imprese. È la visione tecnologica di HP per il 2015, incentrata su temi come Cloud, Big Data, sicurezza e mobilità Secondo la Digital Innovation Academy del Politecnico di Milano, il 2015 sarà caratterizzato da un ulteriore contrazione degli investimenti ICT, come effetto della crisi. Come affrontare questo scenario? «Credo che occorra concentrarsi sulle potenzialità concrete dell innovazione tecnologica, in grado di generare opportunità ed efficienza per PA e imprese, abilitando quella trasformazione digitale che resta fattore imprescindibile per la crescita economica e occupazionale del Paese», dice Stefano Venturi, AD del Gruppo Hewlett-Packard in Italia e Corporate Vice President Hewlett-Packard Inc. Secondo il manager, una condizione indispensabile è costruire un ecosistema favorevole a tale evoluzione - pensiamo ad esempio ai datacenter, le fabbriche digitali - creando le adeguate condizioni normative, burocratiche e infrastrutturali. In questo contesto, HP si pone come agente di trasformazione, a supporto delle organizzazioni nel percorso di evoluzione digitale, grazie alla propria eccellenza tecnologica, a competenze e risorse, ad un portafoglio di infrastrutture e soluzioni innovative. «In HP parliamo di un nuovo stile di IT, abilitato da trend come Cloud e Big Data, da esigenze di mobilità e di sicurezza, in un mondo in rapida evoluzione in cui cambiano le modalità di fruizione e gestione dell IT e sempre più caratterizzato dall Internet of Things», prosegue Venturi. Anche nel 2015, infatti il Cloud continuerà a giocare un ruolo centrale nell ICT, già oggi volano indispensabile per la modernizzazione del Paese. HP dispone di un ampio portafoglio di soluzioni e servizi (HP Helion) e recentemente ha anche annunciato un accordo con Telecom Italia, con l obiettivo di supportare aziende e PA in una nuova informatizzazione basata su infrastrutture Cloud avanzate. Ma la grande sfida sono i Big Data: «La crescita esponenziale delle informazioni digitali - e in particolare di quelle non strutturate - rappresenta un fenomeno globale che riguarda anche le aziende italiane. Per gli strumenti Big Data Analytics la sfida è giocata sulla capacità di creare reale valore per il business - e quindi vantaggio competitivo - attraverso l analisi contestualizzata e la correlazione dei dati, il cosiddetto meaningful computing. Come HP pensiamo di avere un posizionamento unico, grazie alle soluzioni e competenze di Vertica ed Autonomy, società acquisite negli ultimi anni e leader di settore». Un altro tema centrale per HP è la scuola, snodo cruciale per la trasformazione digitale ed esempio di come le tecnologie possono tradursi in nuove opportunità: condivisione di contenuti, nuovi modelli didattici, cultura e competenze per le generazioni future. Guardando al futuro, Venturi cita due esempi di sviluppo degli HP Lab che anticipano i tempi. «Blended Reality Ecosystem è un ecosistema di tecnologie fra cui la stampa 3D, che aiuterà a ridurre le barriere tra il mondo digitale e quello fisico, favorendo la creazione di nuovi mercati nei quali inventare, costruire e interagire senza filtri o limitazioni, o il progetto The Machine che permetterà di gestire l esplosione dei dati, reinventando le architetture del computing». 20

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