Osservatorio OCAP. Pubblica Amministrazione. Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche. Bilanci e controlli oltre l Austerity

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1 Pubblica Amministrazione Osservatorio OCAP Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche Bilanci e controlli oltre l Austerity Carmela Barbera, Enrico Guarini, Mariafrancesca Sicilia, Ileana Steccolini

2 Temi del position paper Quale sistema contabile? Il contesto e lo stato dell arte delle riforme Alcune proposte operative e condizioni per l attuazione I controlli ed i vincoli Il contesto e lo stato dell arte delle riforme Alcune proposte operative e condizioni per l attuazione 2

3 Quale sistema contabile? 3

4 Le riforme dei bilanci pubblici: dalla stagione dell aziendalizzazione a Fasi Programmazione Gestione Rendicontazione Processi decisionali/ di budget PA tradizionale New Public Management Public Governance Bilancio preventivo Distinzione fra bilancio politico e gestionale Aggregazione del bilancio politico Responsabilizzazione budgetaria dei manager Piani strategici Bilancio partecipato Programmi di mandato Variazioni del bilancio preventivo, assestamento, verifica degli equilibri Contabilità economico patrimoniale Contabilità analitica Sviluppo di misure di input, output, efficienza Sviluppo di misure di outcome, efficacia Conto del bilancio Conto economico e conto del patrimonio Report economici Report sulla performance non contabile Bilancio consolidato; Bilancio sociale e di mandato; Bilancio per il cittadino; Bilancio partecipato; Open data Incrementali Razionali Strategici e partecipati

5 Riforme dei sistemi contabili pubblici: gli schemi concettuali prevalenti ( ) 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% PA1 NPM1 GOV1 Fonte: Liguori, Rota, Steccolini,

6 Le riforme dei bilanci pubblici: dalla stagione dell aziendalizzazione all austerity? Fasi Programmazione Gestione Rendicontazione Processi decisionali/di budget PA tradizionale New Public Management Bilancio preventivo Distinzione fra bilancio politico e gestionale Variazioni del bilancio preventivo, assestamento, verifica degli equilibri Contabilità economico patrimoniale Conto del bilancio Conto economico e conto del patrimonio Incrementali Razionali Public Governance Aggregazione del bilancio politico Responsabilizzazione budgetaria dei manager Piani strategici Bilancio partecipato Programmi di mandato Austerity Definizione vincoli, regole Ricentralizzazione processi decisionali /bilancio preventivo Definizione di vincoli a priori Prospettiva m/l termine Collegamento con la performance non contabile (spending review, performance based budgeting, ZBB) Contabilità analitica Sviluppo di misure di input, output, efficienza Sviluppo di misure di outcome, efficacia Sovrapposizione e sconfinamento fra programmazione e gestione Attenzione al mantenimento di equilibri di bilancio Report economici Report sulla performance non contabile Bilancio consolidato; Bilancio sociale e di mandato; Bilancio per il cittadino; Bilancio partecipato; Open data Dominata da programmazione e gestione (il report torna ad essere lo strumento per prendere atto dell attuazione del preventivo) Politiche di bilancio rivolte a mostrare rispetto vincoli Strategici e partecipati Razionali e centralizzati, «tecnici» («ZBB»?) Decrementali smo?

7 Il contesto di austerity Crisi finanziaria e conseguente necessità di risanare i conti pubblici e di meglio coordinare le politiche e i conti dei paesi appartenenti all UE e dei diversi livelli di governo: - richieste di una maggiore qualità dei dati contabili (trasparenza) - pressioni verso l armonizzazione dei sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche sia a preventivo che a consuntivo - forte centralizzazione di processi decisionali e vincoli di bilancio - enfasi su equilibri complessivi del sistema pubblico, con minore attenzione agli equilibri della singola azienda pubblica Ruolo dei sistemi contabili: A livello internazionale Contabilità economico patrimoniale proposta come strumento per accrescere la trasparenza e la convergenza dei sistemi contabili pubblici (e con quelli privati) Crescente diffusione degli International Public Sector Accounting Standards (IPSAS) A livello europeo: In Italia «Armonizzazione» intesa come passaggio alla contabilità economico patrimoniale Contabilità economico patrimoniale già adottata da UE (IPSAS) e da gran parte dei paesi europei European Public Sector Accounting Standards - «Armonizzazione» della contabilità finanziaria - Riproposizione della compresenza stabile di contabilità finanziaria e contabilità economico patrimoniale effetto dejà vu? 7

8 IPSAS Cosa sono: Principi contabili internazionali per il settore pubblico Emanati dall IPSASB Approccio: adattamento dei principi contabili internazionali esistenti per le imprese (IAS/IFRS), quando essi sono applicabili alla realtà pubblica preparazione di principi ad hoc per tenere conto delle problematiche specifiche del settore pubblico Recentemente: Framework concettuale ad hoc per il settore pubblico Base contabile: 32 principi di reporting per competenza economica 1 principio sul sistema di cassa Chi li adotta Austria Brazil Cambodia Costa Rica Kenya Peru South Africa Spain Switzerland Vietnam The European Commission The North Atlantic Treaty Organization (NATO) The Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD) The United Nations system 8

9 L Europa e la contabilità economico patrimoniale: il livello centrale Fonte: Ernst and Young, 2012, Overview and comparison of public accounting and auditing practices in the 27 Member States 9

10 L Europa e la contabilità economico patrimoniale: il livello locale Fonte: Ernst and Young, 2012, Overview and comparison of public accounting and auditing practices in the 27 Member States 10

11 EPSAS 2011: Six Pack" - Detta direttiva sui requisiti dei framework per la programmazione degli Stati Membri - Richiede verifica della coerenza degli IPSAS rispetto alle esigenze degli Stati. 2012: Eurostat lancia una consultazione pubblica sull impiego degli IPSAS per gli Stati Membri. Secondo la Commissione Europea: - gli EPSAS consentirebbero all UE di dotarsi di principi contabili per il settore pubblico armonizzati e a base economica - gli IPSAS possono rappresentare un riferimento essenziale per lo sviluppo degli EPSAS - la loro implementazione nella realtà europea non è semplice - è importante evitare divergenze non necessarie fra EPSAS, IPSAS e IFRS 3 possibili step di sviluppo ( ): - Fase preparatoria - Sviluppo di un Framework regulation - Implementazione 11

12 Consultazione su adeguatezza IPSAS Gli IPSAS sono adeguati per gli Stati dell'ue 3% 38% 28% 31% Parzialmente No Sì Incerti Fonte: Public consultation - Assessment of the suitability of the International Public Sector Accounting Standards for the Member States 12

13 Commenti per Paese di origine..e l Italia? 13

14 Quali strategie per l Italia? Cercare di bloccare il progetto EPSAS, riportando l attenzione ai sistemi di cassa o competenza finanziaria Ignorare l attuale processo e adeguarsi almeno formalmente se e quando gli EPSAS saranno applicati Valorizzare le competenze ed esperienze che l Italia ha su questi temi, partecipare e influenzare sul processo per contribuire a disegnare un sistema che rifletta anche le esigenze della nostra realtà pubblica

15 Quali strategie per l Italia? La scelta di fondo riguarda il rapporto fra contabilità economico patrimoniale e finanziaria: Preventivo finanziario Alternative? Budget economici Consuntivo finanziario Rilevazioni COFI Conto economico, stato patrimoniale Rilevazioni CEP Conto economico, stato patrimoniale Preventivo finanziario Budget economico O complementari? Possibili variazioni sul tema Consuntivo finanziario Rilevazioni CEP Rilevazioni COFI 15

16 COFI e CEP complementari: CEP solo a consuntivo Preventivo finanziario Conto economico, stato patrimoniale Consuntivo finanziario Rilevazioni COFI

17 COFI e CEP complementari: CEP in corso d anno e a consuntivo Preventivo finanziario Conto economico, stato patrimoniale Consuntivo finanziario Rilevazioni CEP Rilevazioni COFI

18 COFI e CEP complementari: CEP a preventivo, in corso d anno e a consuntivo Preventivo finanziario Conto economico, stato patrimoniale Budget economico Consuntivo finanziario Rilevazioni CEP Rilevazioni COFI

19 Contabilità economico patrimoniale e finanziaria complementari o alternative? Caso italiano: La sanità è il settore in cui la CEP ha sostituito la COFI e ad oggi è impiegata per il supporto ai processi decisionali e la rendicontazione (pur con criticità) Negli enti locali e nello Stato la CEP ha spesso assunto un ruolo puramente cerimoniale A livello internazionale: Laddove (UK, NZ, AUS) la CEP ha sostituito la COFI, è impiegata per il supporto ai processi decisionali e la rendicontazione Laddove la CEP è stata introdotta in affiancamento alla COFI, quest ultima rimane predominante, soprattutto quanto la CEP è la base solo per i documenti consuntivi Le esperienze degli ultimi 30 anni sembrano suggerire che sia meglio una scelta radicale miglioramento del sistema di contabilità finanziaria? La recente riforma suggerisce che, mentre in Europa l armonizzazione è «accruals», in Italia l armonizzazione è a base finanziaria passaggio alla CEP? Anticipare, anziché subire, i cambiamenti in corso? A quali condizioni? 19

20 CEP: una, nessuna, centomila? strumento di responsabilizzazione presupposto per integrare e valutare informazione contabile e non contabile Public governance presupposto per il bilancio consolidato strumento di armonizzazione nel settore pubblico e con il settore privato presupposto per assicurare trasparenza e affidabilità dell informazione, equità intergenerazionale, visione di m/l termine (base per conti nazionali) strumento autorizzativo NPM Austerity

21 Il passaggio alla CEP: condizioni di efficacia Funzione autorizzativa Secondo alcuni sarebbe possibile solo nella contabilità finanziaria Ma occorre distinguere la finalità dall oggetto di rilevazione Ogni documento può avere valenza informativa, autorizzativa o entrambe Non ha però senso applicarla in modo acritico alla CEP Dall autorizzazione ex ante alla responsabilizzazione ex post Necessità di un sistema di reporting (contabile e non contabile) Necessità di incentivi e poteri che consentano un effettiva responsabilizzazione (es. responsabilità politica della Giunta di fronte al Consiglio) Impiego CEP per la responsabilizzazione delle AAPP e dei dirigenti (base per il controllo di gestione, per l assegnazione di fondi, incentivi, la definizione di vincoli e controlli) Impiego CEP come base per il consolidato dei gruppi pubblici Ciclo di programmazione, gestione e rendicontazione a base economico patrimoniale Integrazione CEP e misure non contabili in tutte le fasi del ciclo Valutazione patrimonio (attività e passività) Principi contabili aderenti alla realtà pubblica 21

22 Integrazione fra CEP e misurazione della performance extra-contabile Budget economici Report sulla performance Obiettivi e indicatori Conto economico, stato patrimoniale Rilevazione indicatori Rilevazioni CEP 22

23 I controlli e i vincoli 23

24 I comportamenti degli enti Le regole ed i sistemi di controllo possono generare dei comportamenti opposti a quelli auspicati con conseguenze negative per gli enti pubblici, laddove non tengano in considerazione le diverse condotte aziendali e quindi della presenza di enti più o meno virtuosi. Gli enti reagiscono in modo diverso alle regole in funzione della propria situazione di partenza e della relativa capacità di adattamento, apprendimento e capacità di assorbimento degli shock/vincoli esterni (cultura, contesto, organizzazione interna, leadership, etc.). 24

25 Volatilità I comportamenti degli enti: Volatilità e consistenza dell avanzo di bilancio dei comuni capoluogo ( ) 0,4 0,35 0,3 0,25 0,2 Caserta Range accettabile Forlì 0,15 0,1 Lodi Barletta 0,05 Varese Avanzo/ Salerno Entrate Correnti Modena 0 Napoli -0,2-0,15-0,1-0,05-9E-16 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,35 0,4 0,45 0,5 Fonte: Barbera, Steccolini, Guarini (2013)

26 Criticità e comportamenti anomali Attendibilità dei residui attivi e passivi e quindi del risultato di amministrazione; Anomalo ricorso alle anticipazioni di tesoreria; Debiti fuori bilancio; Mancanza di equilibrio di bilancio causato dalla sopravalutazione di alcune entrate e dalla sottovalutazione di alcune spese; Debiti inerenti gli andamenti dei derivati stipulati; Incompletezza o inadeguatezza nella tenuta delle scritture contabili. (Fonte: Corte dei Conti, Relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali relativa agli esercizi ) 26

27 Principali strategie adottate in risposta alle manovre e ai meccanismi di controllo della spesa degli ultimi anni Ricorso a forme di gestione dei servizi tali da ricondurre le spese fuori dal perimetro di bilancio dell ente a seguito dell inasprimento dei vincoli del patto di stabilità. Affidamento di parte delle attività dell ente ad una società patrimoniale costituita ad hoc. Affidamento di servizi a società di capitali partecipate. Ricorso alla finanza di progetto e alle concessioni di costruzione e gestione di servizi (con indebitamento occulto). N.B.: oltre ad innovare le formule di gestione e ridurre la spesa, vi sono enti che hanno adottato comportamenti elusivi dei vincoli 27

28 Tendenze degli ultimi anni: Debito e deficit sui vari livelli di governo Deficit PA centrale* -1,9-2,9-2,1-3,1-2 -3, ,4-3,3-5,4-4,4-3,9-4,3 Amministrazioni locali 0,0-0,2-0,8-0,4-1 -0,8-1 -0,3 0,1-0,3-0,1-0,1 0,1 Totale PA -1,9-3,1-2,9-3,5-3 -3,9-2,8-1,7-3,2-5,7-4,5-4 -4,2 Debito PA centrale* 105,9 105,5 102,3 99,2 98,5 99,7 99,4 96,3 99,3 108,5 111,9 113,3 119,6 Amministrazioni locali 3,2 3,2 3,4 3,4 5,3 6,1 7,1 7,1 6,8 7,3 7,2 7,5 7,4 Totale PA 109,2 108,8 105,7 104,4 103,8 105,8 106,5 103,5 106,1 115,8 119,1 120,8 127,0 * Sono esclusi gli Enti previdenziali Fonte: elaborazione su dati Banca d Italia 28

29 Le scelte di indebitamento sono estremamente differenziate a fronte di vincoli uguali per tutti Evoluzione stock del debito di Regioni e Province autonome (mln/euro) Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazione su dati Banca d Italia 29

30 Le scelte di indebitamento sono estremamente differenziate a fronte di vincoli uguali per tutti Evoluzione stock del debito di Province e Comuni (mln/euro) Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno Fonte: elaborazione su dati Banca d Italia 30

31 La compensazione ex-post degli obiettivi finanziari non risulta essere un meccanismo efficiente ,86 mld di spazi di manovra non sfruttati Obiettivi e risultati aggregati del Patto di Stabilità dei Comuni (valori in milioni/euro) OBIETTIVO ,11 339, , ,2 RISULTATO , , , ,6 DIFFERENZA (EXTRA-TARGET) ,8 +812,8-182,9 +676,4 Fonte: elaborazione su dati Corte dei Conti

32 Miliardi Trend delle spese (correnti e per investimenti*), (Comuni >5.000 abitanti), dati di cassa % spese correnti +5 mld euro % investimenti programmati -3,9 mld euro % pagamenti degli investimenti -4,37 mld Spese correnti al netto interessi Spesa per investimenti (impegni) Spesa per investimenti (pagam. c/comp. e c/res.) *Le spese correnti sono intese sia in conto competenza che in conto residui; gli investimenti sono al netto delle concessioni di crediti e anticipazioni Fonte: rielaborazione dati AIDA PA Le spese correnti sono rigide nel breve periodo. Gli obiettivi del Patto sono stati conseguiti dai Comuni a scapito di una drastica riduzione degli investimenti e pagamenti delle opere (in particolare, a partire dal 2008 saldo di competenza mista) 32

33 Miliardi Spese correnti per natura, (Comuni >5.000 abitanti), dati di cassa* % spese correnti +5 mld euro % prestazioni di servizi +4,7 mld % trasferimenti +0,3 mld Personale Acquisto beni consumo Servizi Trasferimenti Altro Totale spese correnti *Le spese correnti sono intese sia in conto competenza che in conto residui e sono al netto degli interessi passivi 33

34 Miliardi Trend Entrate correnti e Spese correnti al netto degli interessi passivi, (Comuni >5.000 abitanti), dati di cassa Totale Entrate correnti Totale Spese correnti al netto di interessi passivi e oneri finanziari Fonte: rielaborazione dati AIDA PA Si osserva come, nel periodo considerato, l aumento delle spese correnti sia stato bilanciato da un contestuale aumento delle entrate correnti 34

35 Le diverse situazioni gestionali Capacità di riscossione dei residui attivi nei Comuni di Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo e Genova (Riscossioni residui/residui iniziali, ) TITOLO I ENTRATE TRIBUTARIE Ente Regione TRIENNIO Comune di Roma Lazio 67,98% 76,10% 81,17% 74,59% Comune di Milano Lombardia 64,40% 53,05% 52,80% 56,95% Comune di Napoli Campania 21,74% 23,70% 17,34% 21,13% Comune di Torino Piemonte 36,17% 36,37% 37,76% 36,72% Comune di Sicilia 18,84% 22,77% 19,91% 20,48% Palermo Comune di Liguria 83,05% 84,95% 40,90% 70,82% Genova MEDIA % 48,70% 49,49% 41,65% 46,78% 35

36 Le diverse situazioni gestionali (2) Capacità di riscossione dei residui attivi nei Comuni di Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo e Genova (Riscossioni residui/residui iniziali, ) TITOLO III ENTRATE EXTRATRIBUTARIE Ente Regione TRIENNIO Comune di Roma Lazio 20,39% 4,37% 3,91% 9,89% Comune di Milano Lombardia 35,41% 25,52% 30,19% 30,76% Comune di Napoli Campania 2,83% 8,05% 5,10% 5,34% Comune di Torino Piemonte 21,76% 15,93% 26,72% 21,62% Comune di Palermo Sicilia 4,64% 6,93% 6,72% 6,06% Comune di Genova Liguria 48,57% 46,25% 50,80% 48,57% MEDIA % 22,27% 17,84% 20,57% 20,37% 36

37 Cosa emerge dai dati precedenti? Riduzione di nuovi investimenti (da 20,7 a 9,5 mld euro nel periodo ) e rallentamento dello smaltimento dei residui passivi in conto capitale, soprattutto a partire dal 2008 (saldo finanziario di competenza mista). Fino a che punto è utile (o opportuno) applicare vincoli stringenti proprio alle amministrazioni locali che erogano servizi e attivano investimenti rilevanti sul territorio (75% circa del complesso degli investimenti pubblici)? Il concetto di virtuosità degli enti (ai sensi dell articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98) è stato finora implementato in chiave statica, senza considerare il percorso evolutivo dei risultati dei singoli enti. Anche le recenti riforme sui sistemi di controllo mantengono un impostazione uniforme. Attività di controllo sugli enti svolti da molteplici soggetti esterni, quali RGS, Corte dei Conti, Civit (ora ANAC). Ciò ha generato una visione parcellizzata del concetto di performance, strettamente derivata dagli specifici obblighi normativi richiesti di volta in volta dai vari soggetti. 37

38 I paradossi emergenti Autonomia vs ri-centralizzazione Responsabilizzazione vs ri-burocratizzazione vs austerity 38

39 Proposte operative e condizioni per l attuazione 39

40 Premessa Necessità di agire su più fronti Assetti istituzionali Sistemi contabili Necessità di garantire il coordinamento e l integrazione delle politiche e della finanza pubblica 40

41 Proposta 1: REVISIONE DEL PROCESSO DI DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI FINANZIARI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI (1) Proposte Questione di fondo Evidenza: Patto di Stabilità come strumento stesso di manovra finanziaria anziché come meccanismo di governance inter-istituzionale Continua revisione degli obiettivi, del metodo di misurazione e dei sistemi di incentivazione, a scapito dello sviluppo di un sistema stabile di responsabilizzazione delle amministrazioni pubbliche territoriali. Il concetto di virtuosità degli che prescinde dai percorsi di miglioramento delle gestioni passate 41

42 Proposta 1: REVISIONE DEL PROCESSO DI DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI FINANZIARI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI (2) Proposte Evidenza: Patto di Stabilità come strumento stesso di manovra finanziaria Continua revisione di obiettivi, metodo di misurazione e sistemi di incentivazione concetto di virtuosità degli enti che prescinde dai percorsi di miglioramento delle gestioni passate Questione di fondo: Come bilanciare autonomia locale e controllo sugli obiettivi di finanza pubblica?

43 Proposta 1: REVISIONE DEL PROCESSO DI DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI FINANZIARI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI (3) Evidenza: Patto di Stabilità come strumento stesso di manovra finanziaria Continua revisione di obiettivi, metodo di misurazione e sistemi di incentivazione Concetto di virtuosità degli enti che prescinde dai percorsi di miglioramento delle gestioni passate Questione di fondo: Come bilanciare autonomia locale e controllo sugli obiettivi di finanza pubblica? Proposta: Revisione del Patto di stabilità interno (ovvero in futuro del pareggio di bilancio ), rafforzando ex-ante il ruolo di programmazione e coordinamento delle Regioni: 1) gli obiettivi finanziari non sono più assegnati al comparto locale in modo top-down ma sono proposti dalle singole Regioni a livello aggregato di territorio e negoziati con il governo centrale in funzione degli obiettivi generali di finanza pubblica; 2) gli enti locali propongono alla Regione di appartenenza i propri obiettivi finanziari a tre anni su base preventiva; si potrebbe così configurare un sistema di programmazione budgetario dei saldi o, più propriamente, del ricorso all indebitamento e quindi dello stock del debito su base pluriennale; 3) le sanzioni valgono solo a livello aggregato di territorio regionale.

44 previsioni di budget (allegato 2) previsioni di budget (allegato 2) Un possibile modello-guida per la revisione del patto di stabilità interno GOVERNO CENTRALE CONSOLIDAMENTO (OBIETTIVI) Definizione priorità REGIONI IMPEGNI ENTI LOCALI Stock del debito Saldi 44

45 Le fasi del processo bottom-up 45

46 Proposta 2: Obiettivi, responsabilizzazione e controlli differenziati per classi di enti (1) Proposte Questione di fondo Evidenza: Gli enti reagiscono in modo diverso alle regole in funzione della propria situazione di partenza e della relativa capacità di adattamento, apprendimento e capacità di assorbimento degli shock/vincoli esterni. Come tenere conto della diversa situazione di partenza degli enti e della relativa capacità di assorbire gli shock esterni? (resilience) 46

47 Proposta 2: Obiettivi, responsabilizzazione e controlli differenziati per classi di enti (2) Proposte Evidenza: Gli enti reagiscono in modo diverso alle regole Questione di fondo: Come dare valore alle differenze degli enti?

48 Proposta 2: Obiettivi, responsabilizzazione e controlli differenziati per classi di enti (3) Proposte: Evidenza: Gli enti reagiscono in modo diverso alle regole Questione di fondo: Come dare valore alle differenze degli enti? Raggruppare gli enti locali in classi differenziate che tengano conto delle diverse situazioni gestionali e percorsi evolutivi. Per ciascuna classe sono definiti obiettivi, regole di comportamento e sistemi di controllo che tengano conto del percorso evolutivo degli enti e non solo dei risultati conseguiti in un determinato anno di riferimento. Adottare incentivi differenziati per le amministrazioni che raggiungono obiettivi sfidanti e dimostrano comportamenti virtuosi nel tempo. (Es. esperienza Audit Commission, UK)

49 Elementi per la discussione Quanto l Italia è pronta a scommettere su EPSAS e contabilità economico patrimoniale? Quali sono le criticità che comporta? Quanto la ricerca degli equilibri di bilancio può essere traslata nel nuovo sistema contabile? E possibile riportare l attenzione al lungo termine anzichè al breve? Le Regioni sono pronte per questo tipo di sfide? Quali sono le condizioni per attuare queste proposte? Quale può essere il ruolo della Corte dei Conti e della RGS nell ottica di un radicale cambio di rotta negli strumenti finora impiegati? 49

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