I GIOVANI E LO SPORT NEL VENETO PARTECIPAZIONE, OPINIONI E ATTEGGIAMENTI IN UNA LETTURA DI GENERE

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1 ANALISI COLLANA RICERCHE N. 43 GIUGNO 2002 I GIOVANI E LO SPORT NEL VENETO PARTECIPAZIONE, OPINIONI E ATTEGGIAMENTI IN UNA LETTURA DI GENERE a cura di Tiziana Bonifacio Vitale, Alessio Favaro, Paola Stradi e Andrea Vicentini Ricerca promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto

2 I GIOVANI E LO SPORT NEL VENETO. PARTECIPAZIONE, OPINIONI E ATTEGGIAMENTI IN UNA LETTURA DI GENERE a cura di Tiziana Bonifacio Vitale, Alessio Favaro, Paola Stradi e Andrea Vicentini Ricerca promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto Fondazione Corazzin, Venezia - 2

3 L indagine è stata realizzata dalla Fondazione Corazzin di Venezia per conto della Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto. Andrea Vicentini ha impostato e coordinato il lavoro e con il gruppo di ricercatori composto da Tiziana Bonifacio Vitale, Alessio Favaro e Paola Stradi ha progettato lo strumento di rilevazione. Le interviste sono state condotte per via telefonica dalla società Demetra di Venezia. Il rapporto finale è stato redatto da Tiziana Bonifacio Vitale (capitoli 1 e 2) e Paola Stradi (capitolo 3) con la collaborazione e il supporto statistico di Alessio Favaro. L intervista a Diana Bianchedi è stata realizzata da Andrea Vicentini. Fondazione Corazzin, Venezia - 3

4 INDICE INTRODUZIONE E ASPETTI METODOLOGICI... 5 CAPITOLO PRIMO. I GIOVANI NELLO SPORT I NUMERI DELLA PARTECIPAZIONE GIOVANILE ALLO SPORT IN VENETO LE MODALITÀ DELLA PRATICA SPORTIVA I tempi della pratica sportiva Le discipline sportive LE MOTIVAZIONI Sedentari perché Lo sport perché IL TERRITORIO E LA FAMIGLIA DI ORIGINE La dimensione territoriale Lo sport e la famiglia di origine CAPITOLO SECONDO. LO SPORT COME SPETTACOLO L INFORMAZIONE SPORTIVA DUE TEMI DI ATTUALITÀ: IL DOPING E LA VIOLENZA NELLO SPORT CAPITOLO TERZO. LETTURA DI GENERE: SULLE DONNE E LO SPORT COSA CREDO, COSA VEDO CHE NE PENSI? QUALE SENSO DELLO SPORT? LO SPORT PROFESSIONISTICO CAPITOLO QUARTO. UNO SGUARDO D INSIEME: ASPETTI DI UNA LETTURA DI GENERE CAPITOLO QUINTO. VIVERE, PROMUOVERE, RAPPRESENTARE LO SPORT UNA TESTIMONIANZA D ECCEZIONE: INTERVISTA A DIANA BIANCHEDI Fondazione Corazzin, Venezia - 4

5 INTRODUZIONE E ASPETTI METODOLOGICI Il presente lavoro si inserisce in un percorso di ricerca già avviato nel 2000 dalla Regione Veneto attraverso il Servizio Sport e Tempo Libero e la Commissione Regionale per le Pari Opportunità tra Uomo e Donna. Il primo studio, commissionato come il presente alla Fondazione Corazzin, ha inteso esplorare le caratteristiche della componente femminile nella pratica sportiva agonistica in Veneto al fine di rilevare l esistenza o meno di pari opportunità 1. L indagine qualitativa ha, quindi, consentito di entrare nella realtà di 40 donne tra atlete, allenatrici e dirigenti di società sportive rilevando storie di vita dense di aspettative, di fatica e voglia di emergere. Abbiamo incontrato donne giovani e giovanissime consapevoli delle proprie risorse e potenzialità così come dei propri limiti; donne che hanno fatto dello sport una componente determinante della propria vita e che esprimono con lucidità e partecipazione le difficoltà incontrate, le discriminazioni subite, i fattori di successo su cui puntare. I risultati ottenuti, interessanti innanzitutto per l'elevato spessore delle testimonianze raccolte, sono di per sé un prodotto originale poiché poco o nulla è presente nella letteratura sociologica italiana che guardi al mondo dello sport attraverso l'ottica di genere. Dal lavoro svolto sono dunque emersi alcuni spunti di riflessione: 1. Lo sport femminile sembra rimanere una questione decisamente "personale". L'introduzione in questo mondo che, a giusta ragione, vuole essere luogo educativo di formazione e trasmissione di valori, è frutto di una scelta privata, affidata all'orientamento delle famiglie, degli amici o del caso. La dimensione valoriale dello sport sembra essere accolta dall'agenzia educativa per eccellenza, la scuola, solo se "residuale" o "integrativa". 2. I colloqui avuti con le atlete e le responsabili hanno messo in luce un aspetto di non facile definizione: lo sport agonistico praticato dalle donne deve essere considerato una professione o un'attività extra-lavorativa? La linea di demarcazione in realtà non esiste, per il semplice fatto che pare non esista una definizione di sport professionistico al femminile. 3. La lucidità con cui vengono messi a fuoco punti di forza e di debolezza della propria esperienza è trasversale all'età, alle discipline praticate, al livello di istruzione. Il percorso sportivo ha consentito ad atlete, dirigenti e allenatrici di affinare la propria consapevolezza, crescendo moltissimo in conoscenze e abilità, ma anche modificando comportamenti, lavorando molto sulla propria struttura psicologica, fisica, ed emotiva. 1 T. Bonifacio Vitale - P. Stradi (a cura di), Corsa ad ostacoli: esperienze di vita, carriera, identità di genere di donne sportive nel Veneto, Fondazione Corazzin, Collana Ricerche n.39, Giugno Fondazione Corazzin, Venezia - 5

6 4. Sono poi emerse caratteristiche dello sport femminile, lette attraverso alcune chiavi di lettura che le stesse intervistate ci hanno fornito. Significati, valori, senso della pratica e della relazione, modelli e attese hanno così tracciato, senza forzatura, una declinazione di genere. Di rilievo e decisamente inedite, le testimonianze che si riferiscono alla corporeità vissuta senza consenso che talvolta individua vera e propria molestia (e dunque violenza), altre volte, in modo più o meno traumatico, abuso di forza e prevaricazione di genere 2. ***** Dopo un anno, si affronta un altro pezzo di strada sul percorso delineato dalla Regione Veneto. Questa volta è direttamente la Commissione Regionale per le Pari Opportunità tra Uomo e Donna ad affidare l incarico di definire l'analisi degli aspetti di genere all'interno del rapporto più ampio tra giovani e sport. Ancora lo sport, dunque, come una lente attraverso cui intravedere gli orizzonti valoriali dei giovani, per poter pensare ad interventi che promuovano gli aspetti educativi e formativi dell'attività amatoriale ed agonistica. In questa seconda indagine si è scelto di utilizzare lo strumento del questionario telefonico per contattare un campione rappresentativo di giovani in Veneto al fine di sondare più aspetti: 1. la partecipazione sportiva e il valore, il senso attribuito allo sport; 2. il livello di informazione sui fenomeni sportivi e le opinioni, gli atteggiamenti in riferimento allo sport come fatto sociale; 3. le opinioni sull esistenza di pari opportunità nel mondo dello sport. Nell analisi dei dati particolare attenzione è stata posta all ottica di genere in tutte le tre aree considerate. La popolazione oggetto di campionamento è costituita dall insieme dei giovani di età compresa fra i 15 e i 29 anni residenti in Veneto secondo l'ultimo censimento ISTAT al Il campione è stato determinato fissando la sua rappresentatività rispetto a tre variabili ritenute fondamentali nel definire i fenomeni da analizzare: il genere, le coorti d età e la dimensione del comune di residenza. Durante la campagna di rilevazione questi caratteri sono stati tenuti sotto stretto controllo non tanto e non solo nel rispetto della numerosità specifica di ognuno, ma in quello delle numerosità definite dall incrocio tra essi, almeno per quanto le informazioni istituzionali sulla popolazione di riferimento lo hanno permesso. La determinazione della numerosità campionaria ha fissato a 723 il numero degli intervistati. Le interviste sono state condotte per via telefonica dalla società specializzata Demetra di Venezia e realizzate con il sistema C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interview). A quanti rispondevano al telefono si sono richieste alcune informazioni 2 T. Bonifacio Vitale P. Stradi (a cura di), Corsa ad ostacoli op.cit. Fondazione Corazzin, Venezia - 6

7 preliminari, se questi non rientravano nei criteri campionari prestabiliti si chiedeva di parlare con un altro membro della convivenza che rispondesse ai requisiti previsti. Tutte le informazioni raccolte sono state codificate ed elaborate attraverso il programma statistico SPSS. Per le modalità di campionamento utilizzate, i giovani intervistati costituiscono un campione rappresentativo della realtà giovanile del Veneto e nella lettura del loro profilo sociale e anagrafico si possono, dunque, ritrovare i caratteri tipici di questa fetta della popolazione. Di seguito si descrivono le principali caratteristiche dei soggetti intervistati. Come si diceva, la popolazione oggetto di indagine ha un età compresa tra i 15 e i 29 anni. Nel campione è maggiormente rappresentata la fascia d età anni che comprende il 38,8% dei casi, seguita dalla fascia intermedia anni (34,9%) e, infine, dal gruppo dei più giovani appartenenti alla classe anni che rappresentano il 26,3% sul totale degli intervistati. Dall analisi dei dati relativi allo stato civile e alla convivenza abitativa emerge che nove intervistati su dieci (90,2%) sono celibi/nubili e quasi sempre vivono ancora in famiglia (86,3%), più raramente abitano da soli (2,5%). Minoritaria risulta la quota dei coniugati/conviventi (9,5%). Tra questi ultimi, preponderante appare la presenza femminile su quella maschile, a dimostrazione del fatto che le donne tendono ad uscire più presto rispetto agli uomini dalla famiglia di origine: se il 93% dei ragazzi dichiara di vivere presso i genitori, la convivenza con la famiglia di origine interessa, invece, l 80% delle ragazze. Come per l uscita dal nucleo familiare originario, così anche l evento della maternità/paternità interessa un numero limitato di giovani: meno di un intervistato su dieci (6,7%) ha figli a carico. Per quanto riguarda il titolo di studio, in più di un terzo dei casi (36,6%) i giovani intervistati risultano attualmente in possesso della licenza media. Nel gruppo dei diplomati (46,2%) si ritrovano i giovani che hanno scelto di non intraprendere il percorso di studi universitario (36,6%) e coloro che, invece, sono attualmente impegnati in tale percorso (9,6%). Infine, un altro 9,4% del campione è rappresentato da coloro che hanno già conseguito il titolo universitario. Considerate le caratteristiche della popolazione coinvolta, di particolare interesse appaiono i dati riferiti alla condizione attuale di vita. Il campione si divide in due gruppi: il primo gruppo, che comprende il 42,9% dei casi, si riferisce alla componente attiva sul mercato del lavoro, ovvero i giovani lavoratori dipendenti oppure autonomi; il secondo gruppo comprende, invece, i non attivi. In esso la componente preminente è costituita dagli studenti (48,7%) seguiti dai disoccupati o inoccupati (4,9%) e da una piccola quota di casalinghe (3,5%). Considerando il territorio di residenza, l indagine è stata svolta in tutto il Veneto, toccando tutti i comuni capoluogo di provincia e alcuni comuni non capoluogo. Dalla Fondazione Corazzin, Venezia - 7

8 suddivisione dei comuni tra città capoluogo e non capoluogo, emerge come al primo gruppo appartenga quasi un quarto del campione (23,7%), mentre nel secondo rientrano più dei tre quarti (76,3%). Tra questi risultano maggiormente rappresentati i comuni di piccola dimensione (fino a abitanti: 40,7%) rispetto a quelli di media (da a abitanti: 29,6%). Questi ultimi nelle loro caratteristiche sono maggiormente assimilabili ai contesti urbani di grandi dimensioni (più di abitanti:29,7%), mentre la configurazione del piccolo paese si avvicina maggiormente all ambiente di tipo comunitario. Tabella 1 Caratteristiche socioanagrafiche Genere % Valore ass. Uomo Donna Fasce d età Stato civile Da 15 a 19 anni Da 20 a 24 anni Da 25 a 29 anni Celibe/nubile Coniugato/a-Convivente Separato/a-Divorziato/a Titolo di studio Scuola dell obbligo Qualifica professionale Diploma di maturità Laurea Condizione sociale Studente Lavoratore (dipendente e autonomo) Disoccupato/In cerca occupazione Casalinga o altro Attualmente con chi vivi Famiglia di origine Coniuge e figli Da solo Altro Fondazione Corazzin, Venezia - 8

9 Tabella 2 Alcune caratteristiche in relazione al genere e all età Genere Valori % di colonna Genere Classe d età Uomo Donna Media Campione Uomo Donna Stato civile Celibe/nubile Coniugato/a Convivente Separato/a- Divorziato/a Titolo di studio Scuola dell obbligo Qualifica professionale Diploma di maturità Laurea Condizione attuale Studente Lavoratore (dipendente e autonomo) Disoccupato/In cerca 1 occupazione Casalinga o altro Attualmente con chi vivi? Famiglia di origine Coniuge Da solo Altro Hai figli? Si No Fondazione Corazzin, Venezia - 9

10 Tabella 3 Territorio di residenza Luogo di residenza % Valore ass. Capoluogo Non capoluogo Provincia di residenza Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Dimensione del comune di residenza Piccoli comuni (fino a ab) Medi comuni (da a ab.) Grandi comuni e province (oltre ab.) Fondazione Corazzin, Venezia - 10

11 CAPITOLO PRIMO I GIOVANI NELLO SPORT Come indicato nell introduzione, l obiettivo del presente sondaggio è di indagare a più livelli sul rapporto dei giovani con il mondo dello sport. La molteplicità dei piani di indagine tiene conto della complessità del fenomeno sportivo e della necessità di rilevare alcuni elementi di criticità, primo tra tutti l ambito delle differenze di genere. In questa sezione si analizza l aspetto della partecipazione dei giovani allo sport inteso come attività fisica a cui ci si può (o meno) dedicare per motivi diversi e con livelli di impegno e di coinvolgimento differenti. Al fine di delineare le caratteristiche della presenza giovanile nello sport in Veneto, si rivolge dunque l attenzione su tre ambiti: 1) l analisi della consistenza e delle caratteristiche di tale partecipazione; 2) l aspetto più qualitativo relativo alle modalità in cui lo sport è praticato; 3) l aspetto motivazionale, per indagare i motivi che portano un giovane a scegliere di praticare o non praticare sport. I numeri della partecipazione giovanile allo sport in Veneto Il primo aspetto su cui soffermarsi riguarda la diffusione della pratica sportiva tra i giovani veneti. Più di sei intervistati su dieci (62,4%) dichiarano di essere attualmente impegnati in una o più attività sportive, a fronte di un gruppo più ristretto di giovani (37,6%) che non pratica alcuno sport. Grafico 1 Distribuzione del campione in base alla pratica e non pratica sportiva Sportivi 62% Sedentari 38% N.casi: 723 Fonte: Corazzin 2002 Questi due gruppi identificano due tipologie di giovani che qui definiremo come gli sportivi e i sedentari, utilizzando i due termini con esclusivo riferimento alla partecipazione diretta Fondazione Corazzin, Venezia - 11

12 I giovani e lo sport nel Veneto nell attività fisica. Già ad un primo livello di analisi emerge chiaramente come l essere o meno sportivo rappresenti un fatto fortemente influenzato non solo da fattori quali l età, la condizione attuale nonché il genere di appartenenza. L età e la condizione attuale Considerando innanzitutto l età degli intervistati, emerge come al crescere di questa si alzi in modo sensibile la quota dei non praticanti: se lo sport coinvolge attivamente il 65,3% dei giovani tra i 15 e i 19 anni, tale percentuale scende al 63,5% nei giovani tra i 20 e i 24 anni fino ad interessare il 59,6% dei giovani tra i 25 e i 29 anni. Grafico 2 Distribuzione degli sportivi e dei sedentari per fasce d età (valori percentuali) ,3 63,5 59,6 34,7 36,5 40, Sportivi Sedentari Fonte: Corazzin 2002 Grafico 3 Distribuzione degli sportivi e dei sedentari per condizione attuale (valori percentuali) ,8 59,3 41,2 40,7 studente lavoratore disoccupato, inoccupato, casalinga, altro Sportivi Sedentari Fonte: Corazzin 2002 Appare chiaro come la differenza più forte riguardi la prima e l ultima classe d età con uno scarto di quasi 6 punti percentuali, dato interpretabile come tendenza di una certa quota di Fondazione Corazzin, Venezia - 12

13 I giovani e lo sport nel Veneto sportivi ad abbandonare l attività fisica all avanzare dell età, presumibilmente per il verificarsi di cambiamenti nello stile di vita ( ad esempio l entrata nel mondo del lavoro, lo sviluppo di nuovi interessi ) che implicano una restrizione del tempo disponibile o, comunque, una diversa organizzazione dei propri tempi di vita. Una conferma a questa ipotesi proviene dai dati riguardanti la condizione attuale. In particolare sono gli studenti a dedicarsi all attività sportiva: se più di sei studenti su 10 (66,1%) dichiarano di praticare sport, questa attività coinvolge in misura minore i lavoratori (58,8%). Per quanto riguarda, invece, il gruppo dei giovani usciti dal mondo della scuola e attualmente non occupati sul mercato del lavoro, la pratica sportiva li coinvolge tanto quanto i lavoratori (59,3%). Da queste prime analisi si rileva, dunque, come la pratica sportiva se da un lato è diffusa in tutte e tre le classi d età e condizioni considerate, dall altro caratterizza maggiormente i più giovani e in particolare gli studenti. Il genere Guardando al genere degli intervistati, un primo dato rilevante riguarda la diversa presenza della componente maschile e femminile nella pratica sportiva: sono soprattutto gli uomini a praticare sport, attività che coinvolge sette giovani maschi su dieci (70%), mentre la partecipazione delle donne interessa poco più della metà del campione femminile, precisamente il 55% delle intervistate. Considerando la presenza della componente maschile e femminile all interno delle tre fasce d età, si scopre come le variazioni nella partecipazione allo sport rilevate in precedenza (grafico 2), siano dovute all uscita delle donne dall attività sportiva. Infatti, mentre la distribuzione degli sportivi maschi nelle tre classi d età rimane fondamentalmente costante, così non è per la componente femminile che vede diminuire la propria partecipazione al crescere dell età. Grafico 4 Distribuzione dei maschi e delle femmine che praticano sport per fasce d età (valori percentuali) ,8 71,9 68,5 60,6 54, ,3 Sportivi - maschi Sportive - femmine Fonte: Corazzin 2002 Fondazione Corazzin, Venezia - 13

14 In particolare è a partire dalla seconda classe di età (20-24 anni) che si assiste ad un uscita precoce dall attività sportiva di una significativa parte di donne: ad un aumento della quota di sportivi maschi rispetto alla classe d età precedente (dal 69,8% di sportivi tra i 15 e i 19 anni si passa al 71,9% tra i anni) si contrappone un calo in quella femminile (dal 60,6% di sportive con meno di venti anni si passa al 54,8% nella fascia anni), tanto che la differenza percentuale tra i praticanti di sesso maschile e quelli di sesso femminile qui raggiunge i 17 punti percentuali. E invece tra i giovanissimi che si registra lo scarto minimo tra i generi (9,2%), una differenza nella partecipazione sportiva che appare comunque significativa. Analoghe differenze di genere si rilevano anche in riferimento alla condizione attuale: se sei studentesse su dieci (60,4%) praticano sport, si conta uno sportivo in più nel caso degli studenti maschi (71,4%); in modo analogo a fronte di cinque lavoratrici su dieci (51,2%) che praticano sport, tra i lavoratori maschi ve ne sono quasi sette (66,9%). Ma è tra i non attivi che si registra il divario maggiore: in questo gruppo su dieci maschi quasi nove risultano sportivi (86,7%), mentre nel caso delle donne la quota delle sportive è inferiore alle cinque unità (48,7%). Come verrà illustrato in seguito, le donne casalinghe, disoccupate o inoccupate che non praticano attività sportiva spiegano la propria sedentarietà più spesso con la mancanza di tempo a disposizione piuttosto che con motivazioni legate al disinteresse per l attività fisica. Grafico 5 Distribuzione dei maschi e delle femmine che praticano sport per condizione attuale (valori percentuali) ,4 60,4 66,9 86,7 51,2 48,7 studente lavoratore disoccupato, inattivo, casalinga, altro Sportivi - maschi Sportive - femmine Fonte: Corazzin 2002 Le modalità della pratica sportiva L impegno nello sport si diversifica in base al livello in cui è praticato: solitamente al crescere del grado di partecipazione e competizione sportiva corrisponde un maggiore coinvolgimento fisico e mentale nonché tempi di preparazione più intensi. Nello specifico all interno del gruppo degli sportivi si distinguono tre sottogruppi: Fondazione Corazzin, Venezia - 14

15 1. lo/a sportivo/a per passatempo è colui / colei che pratica attività sportiva per diletto, divertimento, svago, con un coinvolgimento che appare primariamente finalizzato alla ricreazione, alla distensione personale. Questa modalità non presuppone, in genere, alcuna strutturazione o programmazione a medio lungo termine dell attività sportiva. Guardando agli intervistati, meno di due sportivi su dieci (18,4%) svolgono sport per passatempo; 2. lo/a sportivo/a amatoriale si differenzia dallo sportivo per passatempo per una maggiore strutturazione e programmazione dell attività sportiva. L iscrizione in una palestra, la pratica di uno sport di squadra possono richiedere un organizzazione, un impegno e una costanza nella partecipazione maggiori rispetto al semplice passatempo. Questa modalità appare la più diffusa tra i giovani intervistati interessando ben il 57,2% degli sportivi; 3. se nei casi precedenti gli elementi competitivi possono essere o meno presenti, nel caso dello sport agonistico questi rappresentano la norma. Lo/a sportivo/a agonista si dedica allo sport in maniera impegnata e strutturata seguendo tempi, luoghi, metodi di allenamento prestabiliti. L elemento della competizione e del confronto è alla base dell attività sportiva stessa richiedendo livelli di impegno e, spesso, di sacrificio maggiori rispetto alle tipologie sportive precedenti. Tale attività svolta a certi livelli può portare a percepire un guadagno e, nella migliore delle ipotesi, il fare sport diviene professione. All interno di questa modalità si collocano il 24,4% di sportivi intervistati. Grafico 6 Distribuzione degli sportivi nei tre livelli della pratica passatempo 18% agonismo 24% amatoriale 58% Fonte: Corazzin 2002 Si può dunque asserire che chi pratica sport lo fa prevalentemente in maniera strutturata, con una certa costanza ed impegno. Si procede dunque nell analisi al fine di delineare le Fondazione Corazzin, Venezia - 15

16 I giovani e lo sport nel Veneto caratteristiche degli sportivi nelle diverse modalità della pratica. Se nella sezione precedente si è messo in luce come fattori quali l età e la condizione attuale incidono sul fatto di essere o meno sportivo soprattutto in rapporto al genere, considerando ora le modalità della pratica sportiva emergono differenziazioni forti tra gli sportivi in base all età e alla condizione attuale anche a prescindere dal genere di appartenenza. Quest ultima variabile continua comunque a rappresentare un importante fattore discriminante: non solo la presenza numerica di uomini e donne nello sport è diversa, ma anche l analisi delle modalità stesse in cui lo sport è praticato evidenzia l esistenza di differenziazioni legate al genere. L età e la condizione attuale Alla luce delle caratteristiche richieste dall impegno sportivo in ambito agonistico, non stupisce trovare nel gruppo degli agonisti maggiormente rappresentati i giovanissimi (48,2%), seguiti dai giovani della fascia d età intermedia (36,4%) e, quindi, dai meno giovani (15,5%). Il trend si inverte considerando le altre due modalità della pratica sportiva, dove si registra una presenza più diffusa dei giovani tra i 25 e i 29 anni. Interessante notare come la quota dei giovani della seconda fascia d età si mantenga pressoché costante nelle tre modalità: in ciascun livello su dieci giovani più di tre hanno sempre un età compresa tra i 20 e i 24 anni. Grafico 7 Distribuzione degli sportivi per fascia d età nei tre livelli della pratica sportiva Passatempo 15,7 32,5 51,8 Amatoriale 22, ,5 Agonismo 48,2 36,4 15,5 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Fonte: Corazzin 2002 L analisi della distribuzione degli sportivi delle varie fasce d età nelle tre modalità della pratica (grafico 8), mostra come al crescere dell età si verifichi uno spostamento progressivo dei giovani dall agonismo allo sport amatoriale e dallo sport amatoriale allo sport come passatempo. Fondazione Corazzin, Venezia - 16

17 Grafico 8 Distribuzione degli sportivi per modalità della pratica nelle tre fasce d età (valori percentuali) ,5 46,8 42,7 16,9 58, ,7 64,1 10, passatempo amatoriale agonistico Fonte: Corazzin 2002 Grafico 9 Distribuzione degli sportivi nei tre livelli della pratica per condizione attuale (valori percentuali) , ,6 20,3 64, ,9 65,6 12,5 Studente Lavoratore Disoccupato, inoccupato, casalinga, altro passatempo amatoriale agonistico Fonte: Corazzin 2002 Uno dei motivi di questo passaggio è legato all abbandono dei livelli più impegnativi della pratica sportiva presumibilmente per l impossibilità di mantenere i ritmi e i tempi di allenamento richiesti dalla competizione agonistica e alla difficoltà di portare avanti in modo costante l attività sportiva anche amatoriale a causa dell aumento dei carichi di impegno sia scolastico che professionale. Una diminuzione del tempo a disposizione che interessa in modo più forte il terzo gruppo di giovani (25 29 anni) all interno del quale si concentra la quota massima di lavoratori. Considerando la modalità non agonistica dello sport, interessante è constatare come le differenze riscontrabili tra la condizione di studente da una parte e quella di lavoratore / non attivo dall altra, non riguardano tanto la pratica per passatempo quanto piuttosto il livello amatoriale. Fondazione Corazzin, Venezia - 17

18 I giovani e lo sport nel Veneto Il genere In riferimento al genere, si mette in luce l esistenza di differenze qualitative in rapporto alla modalità in cui lo sport è praticato. Una prima osservazione riguarda la pratica amatoriale che se da un lato risulta la più diffusa sia tra i maschi che tra le femmine, comunque interessa in misura maggiore le donne tanto che proprio in riferimento a questa modalità sportiva si registra uno scarto di ben 16 punti percentuali (66% delle sportive contro il 50% degli sportivi). Per quanto riguarda, invece, gli altri due livelli della pratica, si rileva che: - lo sport agonistico viene praticato da più di un terzo degli sportivi maschi (il 35,4%), mentre nel caso delle femmine interessa solo una sportiva su 10 (11,2% delle sportive); - la situazione si inverte considerando il genere di chi pratica sport come passatempo, attività che coinvolge un maschio su 10 (14,6%) contro quasi un quarto delle sportive (22,9%). Grafico 10 Distribuzione degli sportivi e delle sportive nei tre livelli della pratica (valori percentuali) 35,4 50 agonismo amatoriale 11, ,6 sportivi - maschi passatempo 22,8 sportive - femmine Fonte: Corazzin 2002 Poche donne (rispetto agli uomini) che praticano sport e in più inserite soprattutto in posizioni marginali. Sulla scia di quanto emerso nella sezione precedente, diventa interessante analizzare nel gruppo degli sportivi e in quello delle sportive in ciascuna delle modalità della pratica, la composizione interna per età e condizione attuale. Fondazione Corazzin, Venezia - 18

19 Tabella a Distribuzione degli sportivi e delle sportive all interno di ciascun livello della pratica per fascia d età e condizione attuale (valori percentuali) PASSATEMPO Totale Uomo 13,9 38,9 47,2 100 Donna 17 27,7 55,3 100 Studente Lavoratore Non attivo Totale Uomo 44,4 52,8 2,8 100 Donna 46,8 40,4 12,8 100 AMATORIALE Totale Uomo 19,5 36,6 43,9 100 Donna 25,2 35,6 39,3 100 Studente Lavoratore Non attivo Totale Uomo 45,5 48 6,5 100 Donna 44,4 45,9 9,6 100 AGONISTICO Totale Uomo 43,7 37,9 18,4 100 Donna 65,2 30,4 4,3 100 Studente Lavoratore Non attivo Totale Uomo 66,7 28,7 4,6 100 Donna Le donne che praticano sport come passatempo hanno più spesso un età compresa tra i 25 e i 29 anni e in prevalenza sono studentesse. Questa modalità sportiva caratterizza anche gli uomini più adulti, ma in questo caso appare diffusa anche nella seconda fascia d età e interessa maggiormente i lavoratori. - Per quanto riguarda lo sport amatoriale, nel caso delle donne questa attività risulta essere trasversale all età, con una certa prevalenza tra le meno giovani sia lavoratrici che studentesse. Negli uomini la pratica amatoriale interessa in maniera più netta i meno giovani, in particolare chi lavora. - L agonismo femminile interessa quasi esclusivamente le giovanissime: la presenza di giovani tra i 20 e i 24 anni appare dimezzata rispetto alle ragazze più giovani (30,4% contro 65,2%) e la quota delle donne più adulte risulta assai ridotta (4,3%). Le agoniste sono quasi sempre (87%) studentesse, meno spesso (13%) donne lavoratrici, mai non attive. Nel caso dei maschi la composizione interna a questa categoria appare decisamente diversa. La quota percentuale dei più giovani comunque forte: 43,7% - appare ridimensionata dalla presenza di atleti agonisti appartenenti alla seconda fascia d età (37,9%) e quasi due agonisti maschi su dieci (18,4%) hanno un età compresa tra i 25 e i Fondazione Corazzin, Venezia - 19

20 29 anni. Quasi sette agonisti su dieci (66,7%) sono studenti, quasi tre (28,7%) lavorano e meno di uno (4,6%) non è né studente né lavoratore. I tempi della pratica sportiva Alla luce di quanto emerso finora circa le differenze di genere nelle modalità della pratica sportiva, la lettura dei dati relativi all impegno sportivo qui misurato in termini di tempo settimanale dedicato allo sport - di uomini e donne non sorprende. Grafico 11 Tempo settimanale dedicato all attività sportiva in rapporto al genere (valori percentuali) fino 5 ore da 6 a 10 ore più di 10 ore 2,5 donna 14,7 82,8 10,6 uomo 39 50,4 Fonte: Corazzin 2002 Emerge, infatti, come siano soprattutto le donne a dedicare allo sport una minore quantità di tempo: più di otto sportive su dieci (82,8%) si impegnano nell attività fisica per non più di 5 ore settimanali. Questa modalità, comunque, risulta essere la più diffusa anche tra gli uomini, ma in misura decisamente inferiore: se su dieci sportivi maschi cinque (50,4%) si impegnano al massimo per cinque ore alla settimana, ve ne sono quasi quattro (39%) che spendono per lo sport dalle sei alle dieci ore settimanali, mentre uno su dieci (10,6%) supera le dieci ore. L impegno sportivo varia a seconda del livello della pratica nonché del tipo di sport. Non stupisce, dunque, constatare come sia proprio lo sportivo agonista ad essere maggiormente impegnato nello sport, con un dispendio orario settimanale più frequentemente compreso tra le sei e le dieci ore (60% degli agonisti), mentre gli sportivi non agonisti dedicano allo sport in prevalenza dalle due alle cinque ore settimanali. Fondazione Corazzin, Venezia - 20

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