Il Business Plan. Concetti base

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il Business Plan. Concetti base"

Transcript

1 Il Business Plan Concetti base

2 LA PIANIFICAZIONE E il processo con il quale Si stabiliscono gli obiettivi da raggiungere nel periodo (3-5 anni) Si individuano le risorse (umane e finanziarie) e gli strumenti (nuovi prodotti, nuovi mercati) per raggiungere gli obiettivi 2

3 IL BUSINESS PLAN è lo strumento che permette di guidare pianificare e controllare LE DECISIONI STRATEGICHE D IMPRESA 3

4 consiste nella rappresentazione organica di un idea imprenditoriale, di una nuova iniziativa produttiva in sostanza è il documento che traduce un progetto in un piano ben organizzato e strutturato 4

5 TALE DOCUMENTO Traduce in termini numerici e descrittivi le principali informazioni del progetto Rappresenta la realtà aziendale nell ambito di un determinato periodo d osservazione, evidenziandone le componenti economico-patrimoniali-finanziarie 5

6 LE INFORMAZIONI CHE FORNISCE IL BUSINESS PLAN TECNICHE Caratteristiche del prodotto/della commessa Tecnologie da utilizzare MARKETING Mercato/clientela da raggiungere Prezzi e politiche promozionali CONTABILI Spese necessarie all avvio Fonti di finanziamento ECONOMICHE Impatto del progetto sui costi e sui ricavi dell azienda DESCRITTIVE Compagine imprenditoriale Storia della società Adempimenti burocratici, amministrativi, ambientali 6

7 LA STRUTTURA-TIPO DEL BUSINESS PLAN CHI SIAMO, DOVE SIAMO E CHE COSA VOGLIAMO FARE COME LO VOGLIAMO FARE PARTE DESCRITTIVA (ARGOMENTI) PARTE NUMERICA (DATI) BUSINESS PLAN 7

8 UNA COMPOSIZIONE TIPICA DEL BUSINESS PLAN

9 PARTE DESCRITTIVA (argomenti) Presentazione dell impresa Iniziativa proposta Prodotto/servizio Mercato e concorrenza Ciclo di produzione 9

10 PARTE NUMERICA (dati) Documenti consuntivi Informazioni (monetarie e non) di integrazione Ripartizione investimenti Ipotesi previsionali Capacità produzione Prezzi e volumi 10

11 Si parla di BUSINESS PLAN anche quando l intervento proposto riguarda una struttura già esistente e non solo una nuova impresa 11

12 In una società avviata la regolare e sistematica costruzione del business plan consente all imprenditore di valutare quello che vuole fare e il modo migliore per farlo 12

13 LA PRIMA FASE DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE È rappresentata da un idea che prende forma improvvisamente in seguito a studi in seguito a ricerche di mercato 13

14 SUCCESSIVAMENTE È necessario un processo strutturato per verificare la fattibilità del progetto 14

15 IL PASSAGGIO DALL IDEA AL PROGETTO genera una serie di analisi e valutazioni per verificare diverse informazioni inerenti: il mercato potenziale al quale rivolgersi le spese da sostenere (costi fissi e variabili) la copertura finanziaria necessaria per realizzare il progetto la dotazione di risorse umane idonee 15

16 IL RISULTATO FINALE DI QUESTO PROCEDIMENTO È rappresentato da documenti contabili previsionali che informano sull impatto economico-finanziario-patrimoniale dell iniziativa e consentono di valutare l effettiva realizzabilità e meritevolezza soprattutto in termini di utili del progetto 16

17 Le tecniche di analisi dei costi Adottate consistono nel DIRECT COSTINTG E L analisi del BEP 17

18 Le tecniche di analisi dei costi PRIMA DI ESAMINARE IL B.PLAN E OPPORTUNO CHIARIRE ALCUNI CONCETTI 18

19 LA TECNICA DEL DIRECT COSTING

20 CARATTERISTICHE DEL DIRECT COSTING E UNA TECNICA DI CALCOLO DEI COSTI BASATA SULLA DISTINZIONE DEI COSTI IN FISSI E VARIABILI 20

21 I COSTI VARIABILI SONO PROPORZIONALI ALLA QUANTITA PRODOTTA E, PERTANTO, SONO ATTRIBUITI AI SINGOLI PRODOTTI CUI SI RIFERISCONO 21

22 I COSTI FISSI RAPPRESENTANO L ONERE CHE L IMPRESA DECIDE DI SOSTENERE PER SVOLGERE L ATTIVITA PRODUTTIVA. SONO SOSTENUTI INDIPENDENTEMENTE DALLA PRODUZIONE EFFETTUATA 22

23 I COSTI FISSI SONO CONSIDERATI COSTI DI STRUTTURA O DI CAPACITA NON SONO, PERTANTO, IMPUTATI ALLE SINGOLE LAVORAZIONI, MA AL RISULTATO ECONOMICO DEL PERIODO 23

24 IL DIRECT COSTING CONSIDERA I COSTI FISSI NON COME COSTI DA IMPUTARE AL SINGOLO PRODOTTO, MA COME COSTI DI PERIODO CHE DEVONO ESSERE NECESSARIAMENTE COPERTI PER RAGGIUNGERE UN PAREGGIO ECONOMICO. AL PRODOTTO VENGONO IMPUTATI SOLAMENTE QUEI COSTI CHE GLI SONO OGGETTIVAMENTE RIFERIBILI, CIOE I COSTI VARIABILI 24

25 CRITICHE ALLA TECNICA DEL FULL COSTING I RISULTATI CHE SI OTTENGONO CON TALE TECNICA NON SONO OGGETTIVI MA CONVENZIONALI A CAUSA DEL RIPARTO DEI COSTI FISSI: POTREBBERO FAR COMMETTERE ERRORI DI VALUTAZIONE 25

26 CON IL FULL COSTING SI OTTIENE UN INFORMAZIONE DI COSTO COMPLETA MA FUORVIANTE CHE RICHIEDE COSTOSE ELABORAZIONI 26

27 LA METODOLOGIA DI CALCOLO DEI COSTI PIENI IMPUTA I COSTI INDIRETTI AGLI OGGETTI DI CALCOLO BASANDOSI SU CONGETTURE PIU O MENO ATTENDIBILI, QUALUNQUE SIA IL CRITERIO DI RIPARTIZIONE ADOTTATO 27

28 LA TECNICA DEL DIRECT COSTING PIUTTOSTO CHE ELABORARE METODOLOGIE DI CALCOLO COMPLESSE CHE PRODUCONO INFORMAZIONI DI COSTO CARATTERIZZATE DA UN CERTO GRADO DI SOGGETTIVITA, FOCALIZZA L ATTENZIONE ESCLUSIVAMENTE SUGLI ELEMENTI DI COSTO OGGETTIVAMENTE IMPUTABILI ALL OGGETTO DI CALCOLO 28

29 CON IL DIRECT COSTING SI OTTIENE UN INFORMAZIONE DI COSTO PRECISA E CERTA, ANCHE SE INCOMPLETA 29

30 CON IL DIRECT COSTING SI PERVIENE ALLE SEGUENTI CONFIGURAZIONI DI COSTO COSTI DELLA MATERIA PRIMA PER SINGOLO PRODOTTO + COSTI DELLA MANO D OPERA VARIABILE PER PRODOTTO + ALTRI COSTI VARIABILI PER PRODOTTO = COSTO INDUSTRIALE VARIABILE PER PRODOTTO + ALTRI COSTI GENERALI COMMERCIALI VARIABILI PER PRODOTTO = COSTO COMPLESSIVO VARIABILE PER SINGOLO PRODOTTO 30

31 IL DIRECT COSTING NON SI PROPONE DI INDIVIDUARE IL COSTO GLOBALE DI UN PARTICOLARE OGGETTO. IL SUO OBIETTIVO E QUELLO DI DETERMINARE IL LIVELLO MINIMO DEI RICAVI NECESSARIO A COPRIRE I COSTI TOTALI SOSTENUTI NEL PERIODO OSSERVATO, OSSIA IN CHE MISURA UNA DETERMINATA PRODUZIONE E IN GRADO DI CONTRIBUIRE ALLA COPERTURA DEI COSTI DI PERIODO 31

32 SECONDO L OTTICA DEL DIRECT COSTING AI FINI DELL ECONOMICITA AZIENDALE E NECESSARIO CHE SIA SEMPRE SODDISFATTA L EQUAZIONE: RICAVI TOTALI - COSTI VARIABILI TOTALI>=COSTI FISSI TOTALI 32

33 CON LA TECNICA DEL DIRECT COSTING LE VALUTAZIONI DI CONVENIENZA DELLA REDDITIVITA DEI DIFFERENTI PRODOTTI SI BASANO SUL CONFRONTO DEL MARGINE DI CONTRIBUZIONE. I COSTI FISSI ENTRANO NEL SISTEMA DI CALCOLO ESCLUSIVAMENTE A LIVELLO AZIENDALE 33

34 IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE È DATO DALLA DIFFERENZA TRA IL RICAVO E IL COSTO COMPLESSIVO VARIABILE CHE DEVE PARTECIPARE ALLA COPERTURA DEI COSTI FISSI E ALLA FORMAZIONE DELL UTILE DI PERIODO 34

35 LE DIVERSE CONFIGURAZIONI DEL MARGINE DI CONTRIBUZIONE Margine di contribuzione unitario: differenza tra prezzo e costo variabile di un singolo prodotto: indica quale e il contributo in termini monetari che apporta un ulteriore prodotto venduto alla copertura dei costi fissi Margine di contribuzione totale: prodotto tra margine di contribuzione unitario e unità prodotte/vendute Margine di contribuzione aziendale: sommatoria dei margini di contribuzione totali: indica quale e il margine che rimane all azienda per coprire i costi di periodo 35

36 LE METODOLOGIE PER LA DETERMINAZIONE DEI COSTI DIRETTI DIRECT COSTING SEMPLICE DIRECT COSTING EVOLUTO 36

37 ESEMPIO: DIRECT COSTING SEMPLICE DESCRIZIONE PENNE A SFERA RASOI PROFUMI RICAVI UNITARI COSTI VARIABILI UNITARI MdC UNITARIO QUANTITA PRODOTTO/ VENDUTA Costi fissi

38 PENNE A SFERA RASOI PROFUMI RICAVI UNITARI COSTI VARIABILI UNITARI = M.D.C. UNITARIO X QUANT. PROD/VEND = M.D.C. COMPLESSIVO DI PRODOTTO TOTALE M.D.C COSTI FISSI = RISULTATO ECONOMICO DI PERIODO

39 ESEMPIO: DIRECT COSTING EVOLUTO DESCRIZIONE PENNE A SFERA RASOI PROFUMI RICAVI UNITARI COSTI VARIABILI UNITARI M.D.C. UNITARIO QUANTITA PRODOTTO/ VENDUTA COSTI FISSI DIRETTI (AMMORT., PUBBLICITA, R&S) COSTI DI STRUTTURA

40 PENNE A SFERA RASOI PROFUMI RICAVI UNITARI COSTI VARIABILI UNITARI = M.D.C. UNITARIO X QUANTITA PRODOTTA/VENDUTA =1 M.D.C COSTI FISSI SPECIFICI = 2 M.D.C TOTALE M.D.C COSTI FISSI COMUNI = RISULTATO ECONOMICO DI PERIODO

41 COMMENTI IL DIRECT COSTING SEMPLICE EVIDENZIA MARGINI PIU REMUNERATIVI PER I RASOI E PER I PROFUMI RISPETTO ALLE PENNE A SFERA CIO POTREBBE PORTARE A SCELTE ERRATE PERCHE BASATE SU INFORMAZIONI DI COSTO INCOMPLETE 41

42 L ANALISI DEI COSTI FISSI SPECIFICI RIBALTA L ORDINE DI CONVENIENZA DELLE TRE LINEE DI PRODOTTO POICHE LE PENNE RICHIEDONO INVESTIMENTI PRODUTTIVI, COMMERCIALI E DI RICERCA E SVILUPPO MOLTO INFERIORI. AL CONTRARIO I PROFUMI, A CAUSA DEGLI ELEVATI COSTI FISSI SPECIFICI, RISULTANO MENO REDDITIZI

43 IL DIRECT COSTING EVOLUTO PER LE SUE CARATTERISTICHE PUO ESSERE UTILIZZATO PROFICUAMENTE IN IMPRESE CON ELEVATI COSTI FISSI CHE OPERANO SU MOLTEPLICI AREE DI RISULTATO CARATTERIZZATE DA UN ELEVATO NUMERO DI AREE DI RESPONSABILITA (ES. STRUTTURE DIVISIONALI) 43

44 LA BREAK-EVEN ANALYSIS

45 LA BREAK-EVEN ANALYSIS O ANALISI COSTI-VOLUMI- RISULTATI E UNA TECNICA IMPIEGATA NELLE DECISIONI AZIENDALI CHE ANALIZZA LE COMPONENTI ECONOMICHE IN FUNZIONE SOLO DELL OUTPUT FINALE, OSSIA DELLE UNITA PRODOTTE 45

46 CARATTERISTICHE E ESTREMAMENTE FLESSIBILE E DI FACILE APPLICAZIONE PERCHE CONDIZIONATA SOLO DALLA VARIABILE UNITA PRODOTTE PONE IN RELAZIONE IL VOLUME DI PRODUZIONE, VARIABILE INDIPENDENTE, CON L ANDAMENTO DEI COSTI E DEI RICAVI TOTALI 46

47 FINALITA DELLO STRUMENTO CONSENTE DI EVIDENZIARE QUALI SONO I LIVELLI PRODUTTIVI DA RAGGIUNGERE PER: OTTENERE IL PAREGGIO TRA COSTI E RICAVI RILEVARE CERTI OBIETTIVI IN TERMINI DI REDDITIVITA 47

48 L IMPIEGO DI QUESTA TECNICA, OLTRE A CONSENTIRE DI DETERMINARE GRAFICAMENTE O MATEMATICAMENTE IL PUNTO DI ROTTURA (BEP), PERMETTE DI VERIFICARE, IN VIA PREVENTIVA O CONSUNTIVA, GLI EFFETTI SUL REDDITO DI POSSIBILI VARIAZIONI DI QUANTITA ECONOMICHE (VENDITE, COSTI FISSI, COSTI VARIABILI, PREZZI) 48

49 INOLTRE PERMETTE DI DETERMINARE IL MARGINE DI SICUREZZA (FATT. OBIETTIVO-FATT. DI PAREGGIO/FATTURATO OBIETTIVO) DEFINIRE I VALORI OBIETTIVO DELLE SINGOLE VARIABILI INSERITE NELL EQUAZIONE: RISULTATO ECONOMICO = RICAVI TOTALI - COSTI TOTALI 49

50 PRESUPPOSTI/LIMITI DELLA BEA DISTINGUE I COSTI TOTALI IN FISSI E VARIABILI CONSIDERA LINEARI LE FUNZIONI DI COSTO E DI RICAVO PRESUPPONE CHE LE QUANTITA PRODOTTE SIANO PARI A QUELLE VENDUTE (ASSENZA DI RIMANENZE DI PRODOTTI FINITI) CONSIDERA DATA LA CAPACITA PRODUTTIVA E PERTANTO I COSTI FISSI NON VARIANO NEL LORO IMPORTO COMPLESSIVO 50

51 I METODI PER L APPLICAZIONE DELLA BEA METODO MATEMATICO METODO GRAFICO 51

52 METODO MATEMATICO IL PUNTO DI PAREGGIO TRA COSTI TOTALI E RICAVI SARA INDICATO DALLA RISOLUZIONE DELL EQUAZIONE CT=RT CON INCOGNITA LA QUANTITA PRODOTTA E COLLOCATA SUL MERCATO DOVE: CT (COSTI TOTALI)=CF+CV=CF+cvu x Q RT(RICAVI TOTALI)=pu x Q 52

53 LEGENDA pu = prezzo unitario di vendita dei prodotti Q = quantità venduta = quantità prodotta CV = costi variabili CF = costi fissi cvu = costi variabili unitari 53

54 RISOLVENDO L EQUAZIONE: pxq = CF + cvu x Q Q x(p-cvu) = CF ISOLANDO Q, AVREMO: CF Q = p cvu Dove (p-cvu) costituisce il margine di contribuzione unitario che esprime, a livello di unità di prodotto o a livello complessivo (se moltiplicato per la quantità prodotta) quanto residua dai ricavi di vendita dopo aver coperto i costi variabili e quindi l utile per coprire i costi fissi 54

55 METODO GRAFICO I costi fissi sono rappresentati da una retta parallela all asse delle ascisse I costi variabili sono rappresentati da una retta passante per l origine con coefficiente angolare rappresentato dal costo variabile unitario I ricavi totali sono rappresentati da una retta passante per l origine con coefficiente angolare rappresentato dal prezzo di vendita dei prodotti 55

56 LA RAPPRESENTAZIONE COSTI RICAVI GRAFICA DELLA BEA K RT CT RT=CT T CVT CFT Q1 Q* Q2 Q 56

57 Q* RAPPRESENTA LA PRODUZIONE DI EQUILIBRIO, VALE A DIRE IL LIVELLO DI PRODUZIONE A CUI CORRISPONDE UN PROFITTO PARI A ZERO E PALESE CHE RAPPRESENTA LA LINEA DI ROTTURA: PER QUANTITA SUPERIORI A Q* RT > CT E, QUINDI, SI REALIZZANO PROFITTI, PER QUANTITA INFERIORI CT >RT E, QUINDI, IL RISULTATO E UNA PERDITA 57

58 DAL PUNTO DI VISTA GRAFICO LA BEA CONSENTE DI RILEVARE IL LIVELLO DI UTILE (SEGMENTO K) O DI PERDITA (SEGMENTO T) ASSOCIATO A DETERMINATI LOTTI PRODUTTIVI, RISPETTIVAMENTE Q1 E Q2 58

59 LA POTENZIALITA ECONOMICO-STRUTTURALE ESPRIME LA CAPACITA DELL IMPRESA DI PRODURRE REDDITO DATA DA UNA COMBINAZIONE DEI COSTI FISSI E VARIABILI E DEI RICAVI. MINORE E IL VOLUME CHE PERMETTE L EGUAGLIANZA TRA I COSTI TOTALI ED I RICAVI TOTALI, MIGLIORE E LA POTENZIALITA ECONOMICO-STRUTTURALE 59

60 LA POTENZIALITA ECONOMICO-STRUTTURALE MIGLIORA SE IL PAREGGIO TRA COSTI E RICAVI, SI OTTIENE IN CORRISPONDENZA DI VOLUMI MINORI. SE NELLA COMBINAZIONE I COSTI FISSI PREVALGONO SU QUELLI VARIABILI, IL VOLUME IN RELAZIONE AL QUALE SI HA IL PAREGGIO TRA COSTI E RICAVI, E PIU ELEVATO CHE NON NELLA COMBINAZIONE OPPOSTA. 60

61 LEVA OPERATIVA LA DISTINZIONE TRA COSTI FISSI E VARIABILI, PERMETTE DI DETERMINARE IL GRADO DI LEVA OPERATIVA DI UN IMPRESA, E CIOE IL GRADO DI SENSIBILITA DEL REDDITO, A VARIAZIONI NEI VOLUMI DI VENDITA 61

62 SI GENERA UN EFFETTO LEVA OGNI QUAL VOLTA LA VARIAZIONE (POSITIVA O NEGATIVA) DI UNA VARIABILE INDIPENDENTE, DETERMINA UNA VARIAZIONE MAGGIORE SU UN ALTRA VARIABILE (EFFETTO MOLTIPLICATIVO). LA VARIAZIONE AMPLIFICATA E L EFFETTO, MENTRE LA LEVA NE E LA CAUSA APPARENTE. 62

63 IL GRADO DI LEVA OPERATIVA DI UN IMPRESA SARA TANTO PIU ALTO QUANDO: E PIU AMPIA LA FORBICE PREZZI DI VENDITA COSTI VARIABILI E PIU ELEVATA L INCIDENZA DEI COSTI FISSI, E QUINDI QUANTO PIU SI E VICINI AL PUNTO DI PAREGGIO 63

64 PER VOLUMI SUPERIORI AL B.E.P., IL MARGINE UNITARIO DI CONTRIBUZIONE MISURA LA CONTRIBUZIONE AL PROFITTO, PER CUI QUESTO CRESCE PIU VELOCEMENTE IN CASO DI LEVA OPERATIVA ALTA. TALE CONDIZIONE COMPORTA UN RISCHIO ELEVATO LEGATO AGLI ALTI VOLUMI PRODUTTIVI IN GRADO DI GENERARE PROFITTI COMPLESSIVI. 64

65 LA SCELTA DEL LIVELLO DI LEVA OPERATIVA E FONDAMENTALE IN FASE DI PROGETTAZIONE, MA RAPPRESENTA ANCHE UN UTILE STRUMENTO SU CUI AGIRE PER OTTENERE UNA MIGLIORE POTENZIALITA STRUTTURALE DI UN AZIENDA GIA OPERANTE. 65

66 LA DETERMINAZIONE DELLA LEVA OPERATIVA CONSENTE, IN LINEA GENERALE, DI OTTIMIZZARE ALCUNE SCELTE SECONDO LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO IN CUI SI OPERA. 66

67 IN PARTICOLARE, IN PRESENZA DI MERCATI FORTEMENTI VARIABILI NEL TEMPO MEDIO- LUNGO, E PREFERIBILE RENDERE FLESSIBILE LA STRUTTURA, E OPTARE PER UNA BASSA LEVA OPERATIVA CHE, SE NON PERMETTE INCREMENTI CONSISTENTI DI PROFITTO ALL AUMENTARE DELLE VENDITE, RENDE POSSIBILE OTTENERE UN B.E.P. PER QUANTITA MINORI E, QUINDI, RAGGIUNGIBILE PIU FACILMENTE ANCHE IN PERIODI DI CONTRAZIONE DEI VOLUMI VENDUTI. 67

68 AL CONTRARIO IN UN MERCATO LA CUI TENDENZA E COSTANTE, O CHE E ADDIRITTURA IN SVILUPPO, LA SCELTA DI UNA COMBINAZIONE CHE DIA UNA LEVA OPERATIVA ALTA, RENDE PIU INTERESSANTE L AUMENTO DEI VOLUMI DI VENDITA. UN B.E.P. PIU ELEVATO IN QUESTO CASO NON PREOCCUPA ECCESSIVAMENTE PROPRIO PER LE CONDIZIONI DI MERCATO. 68

69 L ANALISTA ESTERNO NON È QUASI MAI IN GRADO DI DETERMINARE IL B.E.P. DI UN IMPRESA, VISTO CHE NON CONOSCE CON ESATTEZZA LA RIPARTIZIONE DEI COSTI FISSI E VARIABILI. E COMUNQUE INTERESSANTE ANALIZZARE IL TREND DEL REDDITO OPERATIVO AL VARIARE DEL FATTURATO, PER DESUMERE INFORMAZIONI INDIRETTE SULL EFFETTO DI LEVA OPERATIVA. 69

70 TREND DI LEVA OPERATIVA Variazione % Reddito operativo Variazione % Fatturato 70

71 IL MARGINE DI SICUREZZA IL MARGINE DI SICUREZZA INDICA DI QUANTO PERCENTUALMENTE, POSSONO DIMINUIRE LE VENDITE ATTUALI (CIOE DI QUANTO PUO RIDURSI IL LIVELLO DI FATTURATO NETTO ESPOSTO IN BILANCIO) PRIMA CHE L IMPRESA COMINCI A REALIZZARE PERDITE. 71

72 ESEMPIO: VENDITE EFFETTIVE 1215 VENDITE DI EQUILIBRIO M.S. = X 100 = 42,96% = 43% 1215 QUESTO DATO INDICA CHE L IMPRESA PUO SOPPORTARE UNA CONTRAZIONE DEI RICAVI DI VENDITA PARI AL 43% PRIMA CHE SI QUANTIFICHI UNA PERDITA OPERATIVA. 72

73 OCCORRE, TUTTAVIA, OSSERVARE ESPLICITAMENTE, CHE IL M.S. E UN INDICATORE SIGNIFICATIVO SOLO SE SI SUPPONE CHE LA RIDUZIONE DEI RICAVI DI VENDITA SIA CONNESSA AD UNA CONTRAZIONE DEI VOLUMI FISICI DI PRODUZIONE. 73

74 IL M.S. NON E UTILIZZABILE SE SI SUPPONE CHE LA RIDUZIONE DEI RICAVI DI VENDITA SIA CONSEGUENTE AD UNA DIMINUZIONE DEI PREZZI MEDI DI VENDITA. LA SEMPLICE RIDUZIONE DEL PREZZO UNITARIO DI VENDITA, INFATTI, PUR CONTRAENDO IL FATTURATO, NON COMPORTEREBBE ALCUNA RIDUZIONE NEI VOLUMI PRODOTTI E VENDUTI E, DI CONSEGUENZA, ALCUNA RIDUZIONE NEI COSTI VARIABILI. 74

75 IL MARGINE DI SICUREZZA E UN DATO IMPORTANTE PER APPREZZARE LA SITUAZIONE ECONOMICA, PROSPETTICA, DELL IMPRESA ANALIZZATA, IN QUANTO E INDICATORE DELLA CAPACITA DI RESISTENZA DELL IMPRESA DI FRONTE AD UN CALO DELLA DOMANDA, CIOE AD UNA DIMINUZIONE DELLE QUANTITA VENDUTE E, DI CONSEGUENZA PRODOTTE. 75

76 NELLE ANALISI DI BILANCIO COMPARATIVE TRA DUE IMPRESE CHE ABBIANO LO STESSO FATTURATO E LO STESSO RISULTATO OPERATIVO, A PARITA DI OGNI ALTRA CONSIDERAZIONE, E PREFERIBILE QUELLA CHE PRESENTI IL M.S. PIU ELEVATO. 76

77 IL M.S. DIPENDE DALLA DIMENSIONE DELLE VENDITE DI EQUILIBRIO, MA IL VOLUME DI QUESTE SI CONNETTE A SUA VOLTA ALLA STRUTTURA DEI COSTI E, IN ULTIMA ANALISI, A QUELLA DELL INTERO PROCESSO PRODUTTIVO. 77

Grafici di redditività BREAK-EVEN ANALYSIS

Grafici di redditività BREAK-EVEN ANALYSIS Grafici di redditività BREAK-EVEN ANALYSIS 1 Analisi del punto di equilibrio o di pareggio Consiste nella determinazione grafica o matematica del quantitativo di vendita al quale i costi totali e i ricavi

Dettagli

15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano

15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano 15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano UNO STRUMENTO PER L ANALISI CONGIUNTA DELL ANDAMENTO DEI COSTI, RICAVI, RISULTATI B.E.P.= break even

Dettagli

MATERIALE DIDATTICO DOCENTE. Christian Corsi ARGOMENTO BREAK EVEN ANALYSIS

MATERIALE DIDATTICO DOCENTE. Christian Corsi ARGOMENTO BREAK EVEN ANALYSIS Facoltà di Scienze della Comunicazione Insegnamento di: PUBBLICITÀ E MARKETING a.a. 2010/2011 MATERIALE DIDATTICO DOCENTE Christian Corsi ARGOMENTO BREAK EVEN ANALYSIS info: [email protected] Definizione

Dettagli

PROGETTO AUTONOMIA INDIRIZZO

PROGETTO AUTONOMIA INDIRIZZO PROGETTO AUTONOMIA INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO PIANO DI LAVORO PIANIFICAZIONE, FINANZA E CONTROLLO 5 AL PROF.SSA MARILINA SABA a.s 2010/2011 Moduli UNITA ORARIE 1. Il controllo della gestione

Dettagli

Calcolare il costo dei prodotti

Calcolare il costo dei prodotti Calcolare il costo dei prodotti Metodi alternativi a confronto Prima Puntata www.studiobarale.it Parte 1 di 6 Obiettivi spiegare le diverse metodologie di calcolo dei costi di prodotto, mostrandone logiche

Dettagli

Analisi dei margini: componenti e rischi

Analisi dei margini: componenti e rischi Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi dei margini: componenti e rischi Capitolo 7 Indice degli argomenti 1. Principali componenti del reddito operativo 2. Tipici fattori

Dettagli

ECONOMIA CLASSE IV prof.ssa Midolo L ASPETTO ECONOMICO DELLA GESTIONE. (lezione della prof.ssa Edi Dal Farra)

ECONOMIA CLASSE IV prof.ssa Midolo L ASPETTO ECONOMICO DELLA GESTIONE. (lezione della prof.ssa Edi Dal Farra) ECONOMIA CLASSE IV prof.ssa Midolo L ASPETTO ECONOMICO DELLA GESTIONE (lezione della prof.ssa Edi Dal Farra) La GESTIONE (operazioni che l azienda compie per raggiungere i suoi fini) può essere: ORDINARIA

Dettagli

Costi unitari materie dirette 30 40 Costi unitari manodopera diretta. Energia 10 20 Quantità prodotte 600 400 Prezzo unitario di vendita 120 180

Costi unitari materie dirette 30 40 Costi unitari manodopera diretta. Energia 10 20 Quantità prodotte 600 400 Prezzo unitario di vendita 120 180 SVOLGIMENTO Per ogni attività di programmazione e pianificazione strategica risulta di fondamentale importanza per l impresa il calcolo dei costi e il loro controllo, con l attivazione di un efficace sistema

Dettagli

L analisi dei costi: il costing

L analisi dei costi: il costing L analisi dei Costi - a.a. 2012/2013 L analisi dei costi: il costing 1 La tecnica del costing (1) Il termine costing indica la tecnica specificatamente rivolta alla rilevazione dei costi. Negli ultimi

Dettagli

L ANALISI PER INDICI

L ANALISI PER INDICI Obiettivo dell analisi per indici è la valutazione delle scelte dell imprenditore attraverso la misurazione degli effetti economici, finanziari e patrimoniale prodotti dalle stesse. La corretta misurazione

Dettagli

Indice di rischio globale

Indice di rischio globale Indice di rischio globale Di Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione Con tale studio abbiamo cercato di creare un indice generale capace di valutare il rischio economico-finanziario

Dettagli

LE VALUTAZIONI DI CONVENIENZA ECONOMICA NELLE DECISIONI DI GESTIONE OPERATIVA

LE VALUTAZIONI DI CONVENIENZA ECONOMICA NELLE DECISIONI DI GESTIONE OPERATIVA LE VALUTAZIONI DI CONVENIENZA ECONOMICA NELLE DECISIONI DI GESTIONE OPERATIVA Programmazione e Controllo 1 1. Le possibili tipologie di decisioni 2. I costi rilevanti nelle decisioni tipo make or buy 3.

Dettagli

Economia Aziendale. L analisi dei costi

Economia Aziendale. L analisi dei costi Economia Aziendale L analisi dei costi Roma, 03 novembre 2014 Dott.ssa Sabrina Ricco 1 Tematiche La contabilità generale e la contabilità analitica I costi aziendali: i costi fissi e i costi variabili

Dettagli

Budget e marchi di impresa

Budget e marchi di impresa Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 11 dicembre 2009 Budget e marchi di impresa Costi e ricavi per la pianificazione dell attività Budget e marchi di impresa

Dettagli

ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI. Prof. Lino Cinquini. Dott.

ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI. Prof. Lino Cinquini. Dott. ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI AZIENDALI I COSTI AZIENDALI E L ANALISI COSTI-VOLUMI-PROFITTI Prof. Lino Cinquini [email protected] Dott. Andrea Tenucci [email protected] 13 marzo 2014 Palazzo dei

Dettagli

L analisi dei costi per le decisioni di impresa

L analisi dei costi per le decisioni di impresa Università Politecnica delle Marche Facoltà di Economia Giorgio Fuà Dipartimento di Management e Organizzazione Industriale Prof. Attilio Mucelli [email protected] - www.econ.univpm.it/mucelli L analisi

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Ingegneria CORSO SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE Ingegneria Informatica Prof. Sergio Mascheretti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Ingegneria CORSO SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE Ingegneria Informatica Prof. Sergio Mascheretti ESAME DEL 08-04-10 DOMANDA 1 Definire e illustrare graficamente il concetto di break even point. ESERCIZIO 1 La società Dolly Creation S.p.A. produce bambole da collezione e giochi per la prima infanzia.

Dettagli

La teoria dell offerta

La teoria dell offerta La teoria dell offerta Tecnologia e costi di produzione In questa lezione approfondiamo l analisi del comportamento delle imprese e quindi delle determinanti dell offerta. In particolare: è possibile individuare

Dettagli

L'analisi volumi costi risultati

L'analisi volumi costi risultati L'analisi volumi costi risultati Lucidi a cura di Alessandro Zattoni Università Parthenope L'analisi costi - volumi - risultati Uno dei principali modelli per l analisi di problemi di natura operativa

Dettagli

ECONOMIA E DIREZIONE DELLE IMPRESE 1

ECONOMIA E DIREZIONE DELLE IMPRESE 1 4.00 3.50 3.00 2.50 2.00 1.50 1.00 0.50 18/1/00 J F M A M J J A S O N D J SEAT-PAGINE GIALLE SEAT-PAGINE GIALLE RNC HIGH 3.49 28/12/99, LOW 0.70 1/1/99, LAST 3.09 14/1/00 HIGH 2.30 28/12/99, LOW 0.54 1/1/99,

Dettagli

Analisi dei costi e contabilità industriale

Analisi dei costi e contabilità industriale Analisi dei costi e contabilità industriale A cura di dottor Alessandro Tullio La Contabilità Industriale 1 CONTABILITA INDUSTRIALE A COSA SERVE? ANALIZZARE I COSTI ORIENTARE I PREZZI DETERMINARE RISULTATI

Dettagli

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E.

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E. La riclassificazione economica dello SP: La gestione dell impresa viene idealmente scomposta in aree omogenee di attività Le attività e le passività, i

Dettagli

LA CONTABILITA INTERNA. La contabilità interna

LA CONTABILITA INTERNA. La contabilità interna LA CONTABILITA INTERNA 1 LA CONTABILITA ANALITICA La gestione dei costi aziendali richiede informazioni più dettagliate rispetto a quelle offerte dalla contabilità esterna: è, infatti, necessario individuare

Dettagli

Il sistema informativo aziendale

Il sistema informativo aziendale Il sistema informativo aziendale insieme delle attività connesse alla raccolta, analisi e rappresentazione delle informazioni interne ed esterne all'azienda dati indispensabili per poter valutare lo stato

Dettagli

Analisi di Bilancio Prof. Piero Mella Phd Matteo Navaroni Assistant: Dott. Mirko Panigati

Analisi di Bilancio Prof. Piero Mella Phd Matteo Navaroni Assistant: Dott. Mirko Panigati Università degli studi di Pavia Facoltà di Economia a.a. 2012-2013 Analisi di Bilancio Prof. Piero Mella Phd Matteo Navaroni Assistant: Dott. Mirko Panigati Università di Pavia Analisi di Bilancio 1 Materiali

Dettagli

Istituzioni di Economia

Istituzioni di Economia Corso di laurea in Servizio Sociale Istituzioni di Economia I costi di produzione (Capitolo 13) I costi di produzione La legge dell offerta P Offerta Le imprese sono disposte a produrre e vendere quantità

Dettagli

I margini lordi nelle aziende che producono su commessa Il caso Sicilyelectronic srl

I margini lordi nelle aziende che producono su commessa Il caso Sicilyelectronic srl I margini lordi nelle aziende che producono su commessa Il caso Sicilyelectronic srl Corso di Economia Aziendale (esercitazioni) Università degli Studi di Palermo Agenda Caratteristiche delle aziende che

Dettagli

SERGIO ALABISO TEMPORARY MANAGER

SERGIO ALABISO TEMPORARY MANAGER TEMPORARY MANAGER Il Business Plan Temporary Manager La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie. John Maynard Keynes Che cosa e e a cosa serve E un documento volto

Dettagli

Gli Elementi fondamentali della Gestione Aziendale

Gli Elementi fondamentali della Gestione Aziendale Gli Elementi fondamentali della Gestione Aziendale n La Pianificazione n L Organizzazione n Il Coinvolgimento del Personale n Il Controllo Componenti del Sistema di Pianificazione n Valutazioni interne

Dettagli

Le finalità del calcolo dei costi di produzione. Le configurazioni di costo.

Le finalità del calcolo dei costi di produzione. Le configurazioni di costo. Le finalità del calcolo dei costi di produzione. Le configurazioni di costo. 1 Le finalità del calcolo dei costi Il calcolo del costo riferito a fenomeni o oggetti aziendali può rispondere a molteplici

Dettagli

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria

Pianificazione economico-finanziaria Prof. Ettore Cinque. Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Modelli e tecniche di simulazione economico-finanziaria Bilanci preventivi e piani finanziari perché utilizzarli? Simulazione di scenari e valutazione impatto variabili di business Analisi compatibilità

Dettagli

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO RIEPILOGO ARGOMENTI I MODULO

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO RIEPILOGO ARGOMENTI I MODULO PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO RIEPILOGO ARGOMENTI I MODULO ESERCIZIO 1 CASO ZIPPO S.R.L. La ZIPPO SRL è un azienda che produce giocattoli per la prima infanzia. Il processo produttivo avviene in tre reparti

Dettagli

La contabilità gestionale. Prof. Sartirana

La contabilità gestionale. Prof. Sartirana La contabilità gestionale Prof. Sartirana La contabilità gestionale E chiamata anche contabilità industriale Contrariamente alla contabilità generale ha per oggetto i FATTI INTERNI di gestione e non i

Dettagli

Corso di. Analisi e contabilità dei costi

Corso di. Analisi e contabilità dei costi Corso di Analisi e Contabilità dei Costi Prof. 1_I costi e il sistema di controllo Perché analizzare i costi aziendali? La CONOSCENZA DEI COSTI (formazione, composizione, comportamento) utile EFFETTUARE

Dettagli

ROI, WACC e EVA: strumenti di pianificazione economico finanziaria Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato

ROI, WACC e EVA: strumenti di pianificazione economico finanziaria Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Articolo pubblicato sul n 22 / 2004 di Amministrazione e Finanza edito da Ipsoa. ROI, WACC e EVA: strumenti di pianificazione economico finanziaria Di : Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Premessa

Dettagli

L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE. A cura di Chiara Morelli

L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE. A cura di Chiara Morelli L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE A cura di Chiara Morelli LE AZIENDE DI PRODUZIONE L attività economica di produzione di beni e servizi è svolta da unità economiche denominate Aziende di produzione o Imprese.

Dettagli

IL BREAK EVEN E LA STRUTTURA DI COSTO

IL BREAK EVEN E LA STRUTTURA DI COSTO IL BREAK EVEN E LA STRUTTURA DI COSTO L analisi del punto di pareggio esprime, sia per via grafica che in termini matematici la relazione COSTI - VOLUME PROFITTO e dà un quadro immediato degli elementi

Dettagli

LA POLITICA DEI PREZZI:

LA POLITICA DEI PREZZI: LA POLITICA DEI PREZZI: I VINCOLI DI MERCATO E LA CORRETTA DETERMINAZIONE DEL COSTO DEL PRODOTTO 1 DETERMINAZIONE DEL PREZZO APPROCCIO CENTRATO SULL AZIENDA APPROCCIO CENTRATO SUL MERCATO 2 APPROCCIO CENTRATO

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ ANALITICA A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LA NOZIONE E LE CARATTERISTICHE DELLA CONTABILITÀ ANALITICA...

Dettagli

IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA

IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA IL BUDGET GLOBALE D AZIENDA BUDGET ECONOMICO BUDGET FINANZIARIO BUDGET FONTI - IMPIEGHI BUDGET DI CASSA BUDGET PATRIMONIALE IL BUDGET ECONOMICO (RICAVI E COSTI) BUDGET COMMERCIALE COSTI COMMERCIALI RICAVI

Dettagli

CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA

CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA Esercizio 1: variabilità dei costi In base alle seguenti informazioni relative ai costi dell uso aziendale di un autoveicolo: costi fissi: assicurazione 1.200

Dettagli

ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa

ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI premessa il processo di programmazione e controllo prende le mosse dalla pianificazione strategica e con riferimento al budget aziendale definisce il quadro con cui confrontare

Dettagli

Il business plan. (piano d impresa) Francesca Vanzetti

Il business plan. (piano d impresa) Francesca Vanzetti Il business plan (piano d impresa) Francesca Vanzetti Giovedì 23 aprile 2015 Vorrei mettermi in proprio p da dove comincio? Dalla scelta della forma giuridica? Dal regime fiscale? Dagli adempimenti? Dallaricerca

Dettagli

REALIZZARE UN BUSINESS PLAN

REALIZZARE UN BUSINESS PLAN Idee e metodologie per la direzione d impresa Ottobre 2003 Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. REALIZZARE UN

Dettagli

Calcolare il costo dei prodotti

Calcolare il costo dei prodotti Calcolare il costo dei prodotti Metodi alternativi a confronto Parte 2 «Mix» Margini e Break Even Point Mix vendite e margine medio GAMMA SpA (Tavola 4) Prodotti Vendite Mix vendite Margine di contribuzione

Dettagli

Capitolo 10 Le decisioni relative al prezzo (pricing)

Capitolo 10 Le decisioni relative al prezzo (pricing) Capitolo 10 Le decisioni relative al prezzo (pricing) Prezzi e pricing Schema di sintesi 1. Prezzo e pricing: definizioni 2. Come stabilire il prezzo di un prodotto o servizio 3. Le manovre di prezzo (aumento

Dettagli

ESERCIZIO CDC (fonte: Pitzalis, Tenucci,Strumenti per l analisi dei costi. Esercizi e casi di Cost Accounting, Giappichelli, 2005)

ESERCIZIO CDC (fonte: Pitzalis, Tenucci,Strumenti per l analisi dei costi. Esercizi e casi di Cost Accounting, Giappichelli, 2005) ESERCIZIO CDC (fonte: Pitzalis, Tenucci,Strumenti per l analisi dei costi. Esercizi e casi di Cost Accounting, Giappichelli, 2005) L azienda CARP srl produce tre tipi di canne da pesca per tre differenti

Dettagli

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria Il caso Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria di Silvia Tommaso - Università della Calabria Nella scelta delle fonti di finanziamento, necessarie alla copertura del fabbisogno

Dettagli

Finanza Aziendale. Lezione 13. Introduzione al costo del capitale

Finanza Aziendale. Lezione 13. Introduzione al costo del capitale Finanza Aziendale Lezione 13 Introduzione al costo del capitale Scopo della lezione Applicare la teoria del CAPM alle scelte di finanza d azienda 2 Il rischio sistematico E originato dalle variabili macroeconomiche

Dettagli

7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis

7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis 7.4 w Il conto economico a margine di contribuzione di singole combinazioni produttive parziali: la segment analysis I risultati economici globali di un impresa possono essere riorganizzati anche al fine

Dettagli

Le classificazioni dei costi

Le classificazioni dei costi L analisi dei costi. Le classificazioni dei costi rilevanti per il controllo di gestione 1 Le classificazioni dei costi In base alle caratteristiche fisiche ed economiche dei fattori (natura) In base all

Dettagli

Capitolo XIV. La gestione della produzione

Capitolo XIV. La gestione della produzione Capitolo XIV La gestione della produzione La funzione di produzione Approvvigionamenti La funzione di produzione riguarda il processo di trasformazione dei beni, ossia l insieme l di operazioni mediante

Dettagli

Metodi di calcolo dei costi di prodotto

Metodi di calcolo dei costi di prodotto Metodi di calcolo dei costi di prodotto Presentazione Ing. Cecilia Fariselli Da 23 anni nel settore dell Information Technology. Da oltre 10 anni gestione manageriale, organizzazione aziendale, operando

Dettagli

Ogni azienda ha la necessità di conoscere il proprio sistema dei costi sia per controllare la situazione esistente che per verificare il

Ogni azienda ha la necessità di conoscere il proprio sistema dei costi sia per controllare la situazione esistente che per verificare il Ogni azienda ha la necessità di conoscere il proprio sistema dei costi sia per controllare la situazione esistente che per verificare il raggiungimento degli obiettivi avendo come fine il mantenimento

Dettagli

Conto Economico % Si riportano i dati per la localizzazione dei costi e le informazioni necessarie per procedere al calcolo dei costi.

Conto Economico % Si riportano i dati per la localizzazione dei costi e le informazioni necessarie per procedere al calcolo dei costi. ESERCIZIO 20 - CASO TEX - (full costing per centri di costo) La società Tex SpA produce tessuti per arredamento ed è specializzata nella produzione di tovaglie (tovaglie antimacchia e tovaglie damascate),

Dettagli

Istituto Tecnico Commerciale Statale e per Geometri E. Fermi Pontedera (Pi) PIANO DI LAVORO ECONOMIA AZIENDALE CLASSE 5 B SI

Istituto Tecnico Commerciale Statale e per Geometri E. Fermi Pontedera (Pi) PIANO DI LAVORO ECONOMIA AZIENDALE CLASSE 5 B SI Istituto Tecnico Commerciale Statale e per Geometri E. Fermi Pontedera (Pi) Via Firenze, 51 - Tel. 0587/213400 - Fax 0587/52742 http://www.itcgfermi.it E-MAIL: [email protected] PIANO DI LAVORO ECONOMIA

Dettagli

PIANO DI LAVORO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO CLASSE 5ALA PROF.SSA LUPETTI SIMONETTA ANNO SCOLASTICO 2012/13

PIANO DI LAVORO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO CLASSE 5ALA PROF.SSA LUPETTI SIMONETTA ANNO SCOLASTICO 2012/13 PIANO DI LAVORO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO CLASSE 5ALA PROF.SSA LUPETTI SIMONETTA ANNO SCOLASTICO 2012/13 MODULI UNITA ORARIE 1. Il controllo dei risultati attraverso l analisi di bilancio per 98 indici

Dettagli

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso Esercizio 1 Data la funzione di domanda: ELASTICITÀ Dire se partendo da un livello di prezzo p 1 = 1.5, al produttore converrà aumentare il prezzo fino al livello p 2 = 2. Sarebbe conveniente per il produttore

Dettagli

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio 1 di 6 La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio Come possono essere classificate le operazioni di gestione? La gestione aziendale è l insieme coordinato di operazioni attraverso le quali l impresa

Dettagli

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi.

Parimenti una gestione delle scorte in maniera non oculata può portare a serie ripercussioni sul rendimento sia dei mezzi propri che di terzi. Metodo per la stima del ROE e del ROI in un azienda operante nel settore tessile abbigliamento in funzione delle propria struttura di incasso e pagamento e della gestione delle rimanenze di magazzino.

Dettagli

I processi di acquisizione/utilizzo dei fattori produttivi pluriennali

I processi di acquisizione/utilizzo dei fattori produttivi pluriennali I processi di acquisizione/utilizzo dei fattori produttivi pluriennali azienda/fornitori circuiti: flussi fisico tecnici ed economici (in entrata) flussi monetari-finanziari (in uscita) settore fisico-tecnico

Dettagli

Viene utilizzato in pratica anche per accompagnare e supportare adeguatamente le richieste di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.

Viene utilizzato in pratica anche per accompagnare e supportare adeguatamente le richieste di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. BUSINESS PLAN Un business plan o (piano di business, o progetto d'impresa) è una rappresentazione degli obiettivi e del modello di business di un'attività d'impresa. Viene utilizzato sia per la pianificazione

Dettagli

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:

Dettagli

ESERCIZIO 1 ANALISI COSTI VOLUMI-RISULTATI + MARGINI DI CONTRIBUZIONE

ESERCIZIO 1 ANALISI COSTI VOLUMI-RISULTATI + MARGINI DI CONTRIBUZIONE ESERCIZIO 1 ANALISI COSTI VOLUMI-RISULTATI + MARGINI DI CONTRIBUZIONE La Penelope SPA è un azienda produttrice di telai. La produzione si articola su due linee: la linea Trama e la linea Ordito. Nel 2007

Dettagli

IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:

IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE: IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:! definisce i bisogni e i desideri insoddisfatti! ne definisce l ampiezza! determina quali mercati obiettivo l impresa può meglio servire! definisce i prodotti

Dettagli

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA:

Business plan. (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: Business plan (schema di riferimento ) DENOMINAZIONE IMPRESA: 1 Dati progettuali di sintesi Nome impresa Indirizzo (sede legale) Forma giuridica Data di costituzione Numero soci Capitale sociale Attività

Dettagli

Calcolo del Valore Attuale Netto (VAN)

Calcolo del Valore Attuale Netto (VAN) Calcolo del Valore Attuale Netto (VAN) Il calcolo del valore attuale netto (VAN) serve per determinare la redditività di un investimento. Si tratta di utilizzare un procedimento che può consentirci di

Dettagli

Confronto tra full costing tradizionale e activity based costing

Confronto tra full costing tradizionale e activity based costing Esercitazioni svolte 2012 Scuola Duemila 1 Esercitazione n. 25 Confronto tra full costing tradizionale e activity based costing Emanuele Perucci La produzione della Topolino s.p.a. si articola su una gamma

Dettagli

Classificazioni dei costi

Classificazioni dei costi Classificazioni dei costi Una prima distinzione pone l'attenzione sulla relazione esistente tra oggetto di costo (ad esempio un prodotto) e fattore produttivo impiegato (ad esempio i materiali, la monodopera

Dettagli

Le configurazioni di costo

Le configurazioni di costo SISTEMI DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO Le configurazioni di costo Prof.ssa Monia Castellini Copyright Sistemi di programmazione e controllo 1 Obie9vi forma

Dettagli

Corso Online: Marketing degli Eventi Culturali e dello Spettacolo

Corso Online: Marketing degli Eventi Culturali e dello Spettacolo Corso Online: Marketing degli Eventi Culturali e dello Spettacolo Programma (121 pagine tra dispense e slides) IL MARKETING IL MARKETING IN AZIENDA - AZIENDE MARKETING ORIENTED

Dettagli

Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi

Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi Aureli Selena 1_Sistema di controllo e contabilità analitica Perché analizzare i costi aziendali? La CONOSCENZA DEI COSTI (formazione, composizione,

Dettagli

VALUTARE GLI EQUILIBRI DELL IMPRESA

VALUTARE GLI EQUILIBRI DELL IMPRESA VALUTARE GLI EQUILIBRI DELL IMPRESA Quattro valori fondamentali per valutare una impresa sono: 1. Il Capitale Operativo Investito, che è dato dal Capitale Fisso (Costi pluriennali a lenta rotazione) +

Dettagli

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A

L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda e la sua gestione P R O F. S A R T I R A N A L azienda può essere considerata come: Un insieme organizzato di beni e persone che svolgono attività economiche stabili e coordinate allo scopo di

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale

Commento al tema di Economia aziendale Commento al tema di Economia aziendale Il tema proposto per la prova di Economia aziendale negli Istituti Tecnici è incentrato sul controllo di gestione ed è articolato in una parte obbligatoria e tre

Dettagli

Analisi dei margini: componenti e rischi. Docente: Prof. Massimo Mariani

Analisi dei margini: componenti e rischi. Docente: Prof. Massimo Mariani Analisi dei margini: componenti e rischi Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Le principali componenti del reddito operativo i più importanti indici di redditività la leva operativa e finanziaria

Dettagli

I ricavi ed i costi di produzione

I ricavi ed i costi di produzione I ricavi ed i costi di produzione Supponiamo che le imprese cerchino di operare secondo comportamenti efficienti, cioè comportamenti che raggiungono i fini desiderati con mezzi minimi (o, che è la stessa

Dettagli

Applicazione: Pianificazione di un impianto con il valore attuale netto

Applicazione: Pianificazione di un impianto con il valore attuale netto Applicazione: Pianificazione di un impianto con il valore attuale netto Un azienda intende produrre un farmaco che sarà venduto in modo esclusivo per 20 anni, dopo di che il brevetto diverrà pubblico.

Dettagli

I sistemi contabili per le decisioni e il controllo di gestione. I costi: concetti, terminologie e classificazioni.

I sistemi contabili per le decisioni e il controllo di gestione. I costi: concetti, terminologie e classificazioni. Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB I sistemi contabili per le decisioni e il controllo di gestione. I costi: concetti, terminologie

Dettagli

ESERCIZIO 1. La Zelig S.p.A. viene costituita il 1 gennaio 2004 con 1) il versamento da parte degli azionisti di capitale per 1.000.

ESERCIZIO 1. La Zelig S.p.A. viene costituita il 1 gennaio 2004 con 1) il versamento da parte degli azionisti di capitale per 1.000. ESERCIZIO 1 La Zelig S.p.A. viene costituita il 1 gennaio 2004 con 1) il versamento da parte degli azionisti di capitale per 1.000. Nel corso del periodo 1 gennaio 2004 31 dicembre 2004 si svolgono le

Dettagli

FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO

FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO FABBISOGNO DI FINANZIAMENTO Fonti interne: autofinanziamento Fonti esterne: capitale proprio e capitale di debito Capitale proprio: deriva dai conferimenti dei soci dell azienda e prende il nome, in contabilità,

Dettagli

Allegato alla Delib.G.R. n. 39/11 del 5.8.2015 PREMESSA

Allegato alla Delib.G.R. n. 39/11 del 5.8.2015 PREMESSA Allegato alla Delib.G.R. n. 39/11 del 5.8.2015 PREMESSA La deliberazione della Giunta regionale n. 39/17 del 10.10.2014 fornisce indirizzi in materia di programmazione, gestione e controllo delle società

Dettagli

sviluppare la capacità di comprensione della composizione del capitale delle mprese.

sviluppare la capacità di comprensione della composizione del capitale delle mprese. Modulo N: 01 TECNICA TURISTICA classe V L serale Prof. Franco Denominazione: Il Capitale Argomento: Teoria e pratica inerenti al capitale di un impresa in generale. sviluppare la capacità di comprensione

Dettagli

Casi concreti PREMESSA casi concreti completa e dettagliata documentazione nessun caso concreto riportato è descritto più di una volta

Casi concreti PREMESSA casi concreti completa e dettagliata documentazione nessun caso concreto riportato è descritto più di una volta Casi concreti La pubblicazione dei casi concreti ha, come scopo principale, quello di dare a tante persone la possibilità di essere informate della validità della consulenza individuale e indipendente

Dettagli

Relazioni costo-volume-profitto

Relazioni costo-volume-profitto Relazioni costo-volume-profitto I principi di base dell analisi Costo-Volume-Profitto (CVP) WIND BICYCLE CO. Conto economico a margine di contribuzione Per il mese di giugno Totale Unitario Vendite (500

Dettagli

Analisi delle configurazioni dei costi

Analisi delle configurazioni dei costi Analisi delle configurazioni dei costi i costi riferiti ad un medesimo oggetto possono assumere varie configurazioni a seconda del tipo di attività e dei fattori produttivi che s intende analizzare in

Dettagli

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa

Master della filiera cereagricola. Impresa e mercati. Facoltà di Agraria Università di Teramo. Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Master della filiera cereagricola Giovanni Di Bartolomeo Stefano Papa Facoltà di Agraria Università di Teramo Impresa e mercati Parte prima L impresa L impresa e il suo problema economico L economia studia

Dettagli

La valutazione delle rimanenze di magazzino

La valutazione delle rimanenze di magazzino Università degli Studi di L Aquila Facoltà di Economia Corso di Ragioneria Generale e Applicata Prof. Michele Pisani A.A. 2006-2007 La valutazione delle rimanenze di magazzino La nostra attenzione si concentrerà

Dettagli

Introduzione... 2 Differenze fondamentali tra Contabilità Generale ed Analitica... 3 Classificazioni dei costi impiegate in Contabilità

Introduzione... 2 Differenze fondamentali tra Contabilità Generale ed Analitica... 3 Classificazioni dei costi impiegate in Contabilità Appunti di Economia Capitolo 10 Contabilità industriale Introduzione... 2 Differenze fondamentali tra Contabilità Generale ed Analitica... 3 Classificazioni dei costi impiegate in Contabilità Industriale...

Dettagli

Il concetto di valore medio in generale

Il concetto di valore medio in generale Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo

Dettagli

LE ANALISI DI BILANCIO COMPLESSO DI TECNICHE DI TIPO QUANTITATIVO, BASATO SU UNO O PIÙ

LE ANALISI DI BILANCIO COMPLESSO DI TECNICHE DI TIPO QUANTITATIVO, BASATO SU UNO O PIÙ LE ANALISI DI BILANCIO COMPLESSO DI TECNICHE DI TIPO QUANTITATIVO, BASATO SU UNO O PIÙ BILANCI, VOLTO ALL INTERPRETAZIONE SISTEMATICA DEI DATI CONTABILI, AL FINE DI STUDIARE PARTICOLARI ASPETTI DELLA GESTIONE

Dettagli

Il caso CodeInt s.r.l.

Il caso CodeInt s.r.l. L ANALISI DEI COSTI DI DISTRIBUZIONE PER LA VALUTAZIONE DELL EFFICIENZA COMMERCIALE Il caso CodeInt s.r.l. Che cos è la contabilità analitica? insieme di determinazioni economicoquantitative mediante cui

Dettagli

S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i

S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i P r o d o t t o d a A l b e r t o P a o l i n i G r o s s e t o P a r c h e g g i s r l V e n g o n o p

Dettagli

LA COMBINAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI CAP. 5

LA COMBINAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI CAP. 5 LA COMBINAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI CAP. 5 Appunti di estimo Il fine economico dell imprenditore Le motivazioni che spingono un imprenditore ad avviare attività di impresa sono: Produrre beni e servizi,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Ingegneria CORSO SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE Ingegneria Informatica Prof. Sergio Mascheretti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Ingegneria CORSO SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE Ingegneria Informatica Prof. Sergio Mascheretti UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Ingegneria CORSO SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE Ingegneria Informatica Prof. Sergio Mascheretti ESAME DEL 21-06-2011 DOMANDA Illustrare brevemente gli strumenti

Dettagli

TEMA 5: Introduzione al costo del capitale

TEMA 5: Introduzione al costo del capitale TEMA 5: Introduzione al costo del capitale Rischio e capital budgeting (Brealey, Meyers, Allen, Sandri: cap. 11) Argomenti trattati (segue) Stima del beta Le determinanti del beta Ciclicità dei ricavi

Dettagli

3. La contabilità analitica nelle imprese industriali

3. La contabilità analitica nelle imprese industriali 3. La contabilità analitica nelle imprese industriali Di cosa parleremo In questo capitolo analizzeremo la contabilità analitica delle imprese industriali, ripercorrendo le diverse tipologie di costo.

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI INGEGNERIA GESTIONALE. I quozienti di bilancio

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI INGEGNERIA GESTIONALE. I quozienti di bilancio I quozienti di bilancio I quozienti di bilancio servono a valutare l andamento della redditività e dell economicità dell attività aziendale. I quozienti si possono comparare nel tempo e gli indici utili

Dettagli

Domande a scelta multipla 1

Domande a scelta multipla 1 Domande a scelta multipla Domande a scelta multipla 1 Rispondete alle domande seguenti, scegliendo tra le alternative proposte. Cercate di consultare i suggerimenti solo in caso di difficoltà. Dopo l elenco

Dettagli