ALFA BETA SRL. Report Sintetico
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- Giuseppa Antonella
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1 Report Sintetico Trend su base biennale dei principali indici di bilancio Confronto con trend della media di settore registrata nel medesimo periodo Legenda: Anno 1 (2008) > Data inizio: 01/01/ Data fine: 31/12/ Data registrazione: 20/01/ Origine dati: Manuale - Simulazione: N - Consolidato: No - Note: Anno 2 (2009) > Data inizio: 01/01/ Data fine: 31/12/ Data registrazione: 20/01/ Origine dati: Manuale - Simulazione: N - Consolidato: No - Note:
2 TREND DELLE VENDITE Il valore di fatturato in sè per sè permette l inquadramento delle singole imprese nelle seguenti categorie: Micro (< 2 mil. ), Piccole (>2;<5 mil. ), Medie (>5; <100 mil. ), Grande (>100 mil. ). La suddetta classificazione è importante in quanto ad ogni classe corrispondono dinamiche reddituali, finanziarie e patrimoniali tipicamente confrontabili in termini di punti di forza e/o di debolezza. VARIAZIONE % VENDITE 349,21 Il dinamismo delle vendite (tasso di crescita / calo fra periodi) incide in modo profondo sulle performance economiche patrimoniali e finanziarie dell impresa, sia nel bene che nel male. Se l ideale è una crescita costante e progressiva, crescite o cali repentini nei volumi solitamente creano squilibri in certi casi anche fatali se non gestiti con opportuno tempismo! Per difendersi in modo preventivo dai suddetti fenomeni l impresa dovrebbe mantenere un margine di sicurezza (differenza fra fatturato attuale e fatturato di pareggio) abbastanza ampio (almeno il 20%), ciò grazie ad una opportuna programmazione del Mix costi fissi / costi variabili. -11,99-3,64 MOL (CERVED) % Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) è un ottimo indice delle capacità di autofinanziamento da parte dell attività caratteristica; il suo livello va correlato con quello dei flussi in uscita legati ai rientri dei debiti dell impresa (al fine di un giudizio di congruità); un MOL% > 15%/20% può essere, molto genericamente e fatte tutte le eccezioni del caso, giudicato soddisfacente.
3 RISULTATO OPERATIVO CARATTERISTICO (CERVED) % -16,14-5,65 Il Risultato Operativo (EBIT), in quanto misura del risultato economico prodotto dall attività caratteristica e ordinaria dell impresa, deve essere positivo; la sua misura è sufficiente nel momento in cui è capiente sia rispetto agli interessi passivi legati al finanziamento oneroso dell impresa, sia rispetto ai costi legati alle fiscalità sul reddito. Il Risultato Operativo per essere ottimale deve permettere una certa rotazione del capitale investito (vedi R.O.I) la quale a sua volta deve essere confacente al livello di rischio ed al dinamismo (crescita / calo di volumi di vendita) tipici sia del settore che delle singole imprese. Un EBIT% > 10% / 15% può essere, molto genericamente e date tutte le dovute eccezioni del caso, ritenuto soddisfacente. RISULTATO NETTO DELL'ESERCIZIO Preservare nel tempo un livello minimo di redditività netta positiva è esigenza imprescindibile di qualsiasi impresa, sia nei confronti dei suoi finanziatori (banche) che dei soci. Difficile invece, soprattutto per le P.M.I a ristretta base societaria (imprese padronali e/o famigliari) stabilire a priori soglie di ottimalità del reddito netto d esercizio in quanto su quest ultimo valore di bilancio incidono tutte le c.d. politiche di bilancio (es. livello di compensi ad amministratori, livello di dividendi, modi di finanziare e spesare gli investimenti; tempistiche degli investimenti, transfer pricing a livello di gruppi societari, ecc.) RISULTATO NETTO DELL'ESERCIZIO % -16,73-5,04
4 UTILE NETTO "MONETARIO" NORMALIZZATO L utile monetario netto normalizzato, in quanto non influenzato sia dai c.d. componenti non monetari di reddito (es. ammortamenti e accantonamenti) che dai componenti straordinari ed extracaratteristici di reddito, è un buon indicatore del flusso di cassa netto prodotto / assorbito dalla gestione aziendale, a sua volta destinabile a : rimborso di debiti, eventuali fabbisogni da capitale circolante, dividendi.
5 B) Analisi degli investimenti, della loro resa e del loro finanziamento REDDITIVITÀ CAPITALE INVESTITO (R.O.I.) -10,90-8,29 Il R.O.I, in quanto rapporto fra reddito operativo e capitale investito da parte dell impresa, esprime in modo sintetico le misure dell efficienza e dell efficacia dell attività di impresa intesa in senso lato ed in chiave finanziaria quale forma di impiego di capitali onde ritrarre un sovrareddito rispetto al costo di acquisizione di capitali medesimi ( Var (R.O.I Costo medio mezzi di terzi)= leva finanziaria). Il punto di debolezza del R.O.I è l essere influenzato da indici reddituali (reddito operativo) i quali a loro volta possono essere frutto di valutazioni operate in sede di bilancio ( es. ammortamenti) le quali in certi casi falsano il confronto fra resa degli impieghi e costo delle fonti. Quest ultimo confronto per essere più sicuro è preferibile talvolta farlo fra flussi finanziari (es. M.O.L uscite per rimborso finanziamenti, riclassifiche di conto economico, ecc. oppure utile netto monetario normalizzato uscite per rimborso finanziamenti.) CASH FLOW INVESTIMENTI DI PERIODO / FATTURATO % 10,96 Il rapporto fra investimenti di periodo e fatturato è giudicato positivamente o negativamente a seconda di varie circostanze, tra le quali le principali: livello di patrimonializzazione, dinamismo delle vendite, redditività dell attività, capacità di autofinanziamento, investimenti passati e pagamenti per il futuro. B) Analisi degli investimenti, della loro resa e del loro finanziamento
6 C) Analisi del livello di patrimonializzazione e di solidità patrimoniale LIVELLO DI PATRIMONIALIZZAZIO NE 23,78 8,94 La congruità del livello di patrimonializzazione, oltre una soglia minima (almeno 15%/20%) ritenuta necessaria per qualsiasi impresa, dipende sostanzialmente dal grado di rischio della combinazione settore / attività, il quale a sua volta si misura nel tempo giudicando: dinamismo delle vendite, redditività e autofinanziamento sia del settore che dell attività, il fabbisogno di investimenti richiesto dal settore e dalle attività. Occorre prestare attenzione alla valutazione del cosiddetto capitale reale di rischio investito dagli azionisti nell attività d impresa formato in aggiunta al patrimonio netto di bilancio, da: plusvalori / minusvalori / insiti nelle attività e nelle passività aziendali; sistema delle garanzie. COPERTURA LORDA DELLE IMMOBILIZZAZIONI (MARGINE DI STRUTTURA) 1,36 0,50 Affinché l azienda abbia una struttura finanziaria equilibrata occorre che il margine di struttura sia e si mantenga maggiore di 1; in caso ciò non si verifichi, l azienda sarà esposta sia ad un rischio di rifinanziamento che ad un correlato rischio di crescita dei tassi passivi. C) Analisi del livello di patrimonializzazione e di solidità patrimoniale
7 D) Analisi dell'indebitamento e della sua sostenibilità DEBITO TOTALE NETTO Dalla riclassificazione dello stato patrimoniale in chiave funzionale (criterio della destinazione degli impieghi e delle fonti) emerge l importante indicazione del debito totale netto, ovvero del quantum di fabbisogno di capitale di terzi al netto delle risorse temporaneamente investite in attività correnti (tipicamente crediti verso clienti, magazzino, liquidità). Il debito totale netto rappresenta il vero debito dell impresa in quanto capitale da restituire facendo fede sulle fonti di autofinanziamento dell attività. QUOZIENTE DI INDEBITAMENTO 3,21 10,19 Il quoziente di indebitamento in quanto rapporto fra debiti e patrimonio rappresenta il livello di garanzie reali che i creditori dell azienda hanno di veder onorati i loro averi grazie all eventuale smobilizzo delle attività dell azienda medesima, ciò in quanto creditori privilegiati rispetto ai soci. Dal punto di vista aziendale il quoziente di indebitamento misura, in rapporto inversamente proporzionale, le capacità di sviluppo futuro dell azienda, inteso come capacità di acquisire nuove finanze al servizio degli investimenti; in quest ultima chiave interpretativa il quoziente di indebitamento è un vero e proprio parametro di forza / debolezza competitiva. Livelli di indebitamento >2 sono pericolosi. INCIDENZA ONERI FINANZIARI 0,00 0,06 L incidenza % degli oneri finanziari sul fatturato va letta come la quota conferita al socio banca su ogni singola transazione di vendita. In generale % > 2% / 3% possono essere insostenibili nel medio termine, soprattutto nel caso di attività a bassa redditività, in quanto rendono lento il processo di alleggerimento della posizione debitoria nei confronti dei finanziatori, in particolare gli istituti di credito. D) Analisi dell'indebitamento e della sua sostenibilità
8 E) Analisi del capitale circolante e del fabbisogno finanziario di breve CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (FINANZIARIO) Il capitale circolante netto, in quanto somma algebrica fra attivo e passivo corrente, deve essere positivo. In caso non lo sia, l azienda evidenzia una lacuna in termine di generazione di capacità liquidatoria dei propri impegni di spese a breve termine. Inoltre un capitale circolante negativo spesso è espressione di un fabbisogno di risorse per finanziare impieghi in capitale fisso (attivo immobilizzato), evaso tramite l utilizzo spinto e patologico delle linee di credito a breve (es. smobilizzo di crediti commerciali, finanziamenti per fabbisogni di liquidità, ecc.) VARIAZIONE CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (COMMERCIALE) La variazione tra un periodo e l altro di CCNC in caso sia positiva esprime fabbisogno temporaneo aggiuntivo di risorse finanziarie; tra le cause tipiche: aumenti di magazzino per articoli obsoleti e lenta rotazione, per aumenti gamma offerta, per aumenti delle vendite, aumenti di crediti verso clienti per maggiori dilazioni concesse, per crediti difficili, per insoluti. Al contrario un calo del CCNC genera un flusso di cassa positivo le cui cause possono essere, fra le altre: una ottimizzazione del processo produttivo nel senso di un suo snellimento (magazzini snelli, consegne veloci, ecc.), una migliorata qualità nel credito commerciale, migliori condizioni di pagamento ottenute dai fornitori. VARIAZIONE DELLA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA A BREVE TERMINE La variazione di periodo della P.F.N. netta esprime il flusso di cassa netto di periodo. Esso è la risultanza netta di tutti i flussi di cassa positivi o negativi che siano: operativo, corrente, da investimenti / disinvestimenti, da finanziamenti (accensioni / rimborsi), da oneri finanziari (int. Attivi / passivi), da pagamento di tasse e da movimenti attinenti il patrimonio netto (es. dividendi) in quanto risultanze nette di suddetti numerosi fenomeni in entrata e uscita; per valutare al meglio la var. della PFN netta, occorre compilare il rendiconto finanziario. Una variazione positiva della PFN indica un flusso di cassa netto positivo di periodo il quale, se combinato con un contenimento del debito a M/L termine e con un flusso di cassa corrente positivo, comporta un grado ideale di gestione finanziaria e aziendale. E) Analisi del capitale circolante e del fabbisogno finanziario di breve
9 F) Analisi della produttività e dell'efficienza VARIAZIONE % VENDITE 349,21 Il dinamismo delle vendite (aumenti, cali, stagionalità) è spesso causa e/o conseguenza di performance, in tali casi positive in altre negative, a livello di produttività e di efficienza. Normalmente un aumento di produttività a parità di risorse cagiona un aumento delle vendite ed una crescita esponenziale del profitto (c.d. economie di scala). Al contrario un calo delle vendite per carenza di domanda di mercato può creare un surplus di capacità produttiva che se non viene prontamente reimpiegata o dismessa, fa emergere inefficienze nei costi e come tali perdite di guadagni. COSTO DEL VENDUTO SU FATTURATO 65,70 61,37 Il contenimento del costo del venduto sul fatturato può essere cagionato da: efficienze nelle condizioni di approvvigionamento, efficienze nelle fasi produttive (riduzione di scarti), cali di prezzi sul mercato di acquisto, scelte di terziarizzazione a livello produttivo, politiche di pricing sulle vendite (target prodotto, cliente, mercato), andamento di cambi valutari. COSTO DEL LAVORO SU FATTURATO 18,61 21,23 L ottimizzazione dell incidenza del costo del personale sul fatturato può dipendere da una serie congiunta di fattori tra i quali: produttività della manodopera, efficienza della manodopera (ore prodotte vs. ore pagate, assenteismo, ecc.) mix di qualifiche e anzianità del personale, politiche di terziarizzazione e delocalizzazione della produzione, aumenti nei salari vs. aumenti nei prezzi di vendita. F) Analisi della produttività e dell'efficienza
10 G) Analisi del valore d'impresa REDDITIVITÀ CAPITALE PROPRIO (R.O.E.) -47,52-82,72 La creazione del valore per gli azionisti è uno degli imperativi di qualsiasi impresa; il ROE in quanto rapporto tra risultato d esercizio e Patrimonio netto esprime, appunto, la misura della suddetta attitudine nella forma della resa per grado del capitale di rischio investito. Il ROE in taluni casi può assumere valori molto alti per eccesso di sotto patrimonializzazione oppure, al contrario, valori molto bassi per politiche di bilancio che tendono a comprimere il risultato netto: in tali casi ed in molti simili l analista deve evidentemente simulare le vere misure del ROE per evitare il rischio di conclusioni errate. Il ROE, per essere giudicato soddisfacente, deve essere superiore alla resa media corrente degli investimenti in titoli di stato o in obbligazioni a basso rischio e comunque la sua soglia di performance ottimale dipende molto dal livello di rischio insito in ogni singolo settore/attività. G) Analisi del valore d'impresa
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