MODELLI DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
|
|
|
- Camillo Abate
- 10 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 MODELLI DI GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
2 SOMMARIO La ricerca di nuovi modelli di sviluppo delle r.u. La pianificazione dello sviluppo del personale Modelli di leadership
3 La ricerca di nuovi modelli di sviluppo delle risorse umane Una delle risorse più importanti dell impresa è la risorsa umana; perciò sono stati elaborati dagli studiosi di management dei modelli di gestione del personale, in correlazione ai modelli di gestione dell impresa (v. precedente Unità didattica n. 5) ed ai modelli organizzativi (v. precedente Unità didattica n. 6). Negli ultimi decenni, la dinamica del mondo interno ed esterno alle Organizzazioni produttive ha imposto la ricerca di soluzioni innovative ai fini della gestione delle risorse umane; anche se frequentemente si è osservata la difficoltà (che è principalmente culturale) del management a realizzare le corrispondenti innovazioni nelle loro Organizzazioni. Una serie di fattori influenzano la ricerca di nuovi modelli, e fra di essi, in particolare: il crescente costo delle risorse umane nei Paesi ad economia avanzata la innovazione tecnologica, che consente di spostare efficacemente ed efficientemente sulle macchine lavori in precedenza assegnati alle persone la disponibilità di risorse umane maggiormente acculturate, ma anche più desiderose di affermare le proprie potenzialità la sempre maggiore complessità della gestione delle Organizzazioni e l affermarsi di modelli di gestione orientati al mercato e/o alla qualità, che richiedono un apporto di sempre maggiore qualità da parte delle risorse umane e quindi nuovi approcci nello stesso rapporto tra Organizzazione e personale.
4 La pianificazione dello sviluppo del personale Definire ed applicare un modello di gestione del personale presuppone che si instauri in azienda un processo di pianificazione dello sviluppo delle risorse umane. La pianificazione dello sviluppo delle risorse umane deve essere parte di un più generale processo di pianificazione dello sviluppo dell impresa, di cui, come si è detto, il personale costituisce una risorsa fondamentale. La pianificazione dello sviluppo del personale comporta almeno i seguenti passi : l identificazione dei ruoli organizzativi da coprire con risorse interne; l identificazione dei profili professionali necessari per ricoprire detti ruoli; la ricerca, selezione e assunzione delle risorse umane in azienda; la adozione di modelli di leadership appropriati, da parte dei responsabili di gruppi operativi; la valutazione costante delle risorse, in termini di prestazione e di potenziale ed il riconoscimento del valore dell apporto da esse fornito all azienda; la adozione di azioni di sviluppo delle risorse umane, tramite formazione e/o mobilità interna Tali temi saranno sviluppati in parte nel seguito della presente Unità didattica e, soprattutto, nelle successive.
5 Modelli di leadership I modelli di gestione delle risorse umane si incentrano sulla espressione della leadership, cioè della capacità di guida delle risorse verso obiettivi produttivi. La ricerca e l applicazione di appropriati modelli di leadership si basa sullo studio dei comportamenti umani e sulle ragioni di tali comportamenti. E perciò dai principali aspetti dello studio dei comportamenti partiremo nel nostra sommario trattamento del tema. Il comportamento professionale Il comportamento umano è il prodotto della interazione tra: elementi razionali (idee, valori, conoscenze, ecc.); elementi affettivi/emotivi (gioia, rabbia, dolore, ecc.); elementi legati ai bisogni (alimentarsi, essere stimati, esprimere le proprie capacità, ecc.) Ogni nostro comportamento nasce dall esigenza di soddisfare uno o più dei nostri bisogni (purchè tra loro compatibili). Per facilitare la analisi dei comportamenti nell ambito di una Organizzazione, identifichiamo due tipi di comportamento: quello spontaneo quello organizzato, di cui fa parte il comportamento professionale Il comportamento spontaneo viene messo in atto ogni volta che si può svolgere una azione che conduce direttamente alla soddisfazione del bisogno. Esso è tipico del bambino, il quale non è in grado di rinviare o mediare la soddisfazione del proprio bisogno; ma riguarda anche l adulto quando questi è nella condizione favorevole di non incontrare ostacoli alla
6 soddisfazione immediata delle proprie esigenze. Il comportamento organizzato è così definito in quanto, per giungere a soddisfare il bisogno, è necessario organizzare una serie di attività il cui fine non coincide direttamente ed immediatamente con la soddisfazione suddetta; ad es., per diventare medico oculista dovrò prima ottenere la maturità di scuola superiore. poi studiare (almeno) 6 anni all Università e poi frequentare la scuola di specializzazione in oculistica. La necessità di organizzare i propri comportamenti passando per obiettivi intermedi diversi da quello finale di soddisfacimento di un bisogno richiede un rilevante grado di maturità. Il comportamento professionale rientra in questa categoria, in quanto richiede di passare attraverso obiettivi intermedi per conseguire gli obiettivi originariamente prefissati. Inoltre, spesso o quasi sempre tali obiettivi intermedi sono fissati dal management dell impresa di cui facciamo parte. Ad esempio, il cuoco di un ristorante dovrà soddisfare le esigenze dei clienti (o, comunque, del management aziendale) per soddisfare il suo bisogno di sicurezza legato alla disponibilità di uno stipendio o per soddisfare un bisogno di stima o di autorealizzazione. La motivazione Abbiamo già accennato al concetto di motivazione, indicandola come uno dei fattori che caratterizzano il comportamento umano. Per motivazione si intende il desiderio o la volontà di un individuo di fare qualcosa (una azione) per raggiungere uno scopo che corrisponde alla soddisfazione di un proprio bisogno. La soddisfazione dei bisogni
7 Un individuo può avere più bisogni contemporaneamente; in tal caso egli tenderà a soddisfare: il bisogno più intenso bisogni tra loro compatibili Dato che non tutti i bisogni sono soddisfabili, si può determinare nell individuo un senso di frustrazione, al quale egli può reagire utilizzando diverse modalità che tendono comunque a contenere il desiderio di soddisfare i bisogni stessi. Tipologia dei bisogni I bisogni possono essere classificati in più tipi, in relazione ad alcuni aspetti che li caratterizzano. Una famosa classificazione si deve a Maslow, il quale raggruppa i bisogni secondo la scala gerarchica qui di seguito rappresentata:
8
9 Il significato della scala gerarchica consiste principalmente nel fatto che, secondo la teoria di Maslow, si tende a soddisfare prima i bisogni del livello gerarchico più basso e poi quelli superiori. Nell ambito di una Organizzazione, la retribuzione e la sicurezza del lavoro sono fattori riconducibili principalmente alla soddisfazione di bisogni primari fisiologici e di sicurezza; mentre le relazioni interpersonali ed organizzative possono collegarsi a bisogni sociali e di appartenenza. Il riconoscimento di status e/o di successo sociale (anche attraverso la carriera e la retribuzione) rispondono a bisogni di stima. Il potere decisionale ed il livello e tipo delle prestazioni professionali sono invece più riconducibili a bisogni di autorealizzazione. Tutto ciò tende a spiegare come, anche attraverso il lavoro, cioè attraverso il comportamento professionale l individuo cerchi, almeno in parte, di soddisfare i propri bisogni. Uno degli obiettivi di coloro che si occupano della gestione delle risorse umane nell impresa - al fine di ottenere comportamento collaborativo e motivazione al lavoro da parte del personale - è perciò quello di cercare di soddisfare i bisogni individuali, tentando anche di conciliarli con quelli dell Organizzazione. Questo spetta, prima di tutti, ai responsabili delle Unità in cui il personale opera e poi anche a coloro che svolgono ruoli di staff o di consulenza esterna o interna nel campo della gestione del personale. E evidente che ove tale obiettivo non venisse raggiunto si verrebbe a creare facilmente un clima lavorativo sfavorevole, con ripercussioni negative per la stessa azienda. Il primo passo per conseguire l obiettivo suddetto è quello di cercare di individuare i bisogni dei singoli collaboratori ed anche i bisogni collettivi.
10 Il problema è reso complesso dal fatto che le esigenze possono variare notevolmente da individuo a individuo e che i bisogni di una persona possono anche variare nel tempo. Alcune persone possono avere più bisogni di sicurezza e sociali (ad esempio, avere una guida sul lavoro o relazionare con gli altri o sentirsi accettati dagli altri). Altre persone possono invece desiderare una maggiore autonomia per poter dimostrare le proprie capacità (bisogni di stima e/o di autorealizzazione). I modelli di gestione delle risorse umane Gestire il personale significa, principalmente guidarne i comportamenti professionali verso uno o più obiettivi aziendali. Questa è una responsabilità, prima di tutti, di coloro che all interno di una Organizzazione ricoprono un ruolo di capo di una Unità organizzativa o di un gruppo di risorse umane. Si esprime, quindi, sia a livello di vertice dell impresa, sia ai livelli più bassi della struttura organizzativa. I consulenti interni o esterni hanno invece il compito di facilitare e rendere efficace la gestione del personale, svolgendo ruoli di regolazione dei processi di gestione e di assistenza ai Responsabili delle risorse umane. La capacità di gestire le risorse umane viene individuata con il termine anglosassone di leadership ; e colui che esprime ed esercita la leadership è identificato come il leader. Si è già affrontato il tema della leadership, in una ottica di analisi delle capacità che deve possedere chiunque si trovi a guidare un gruppo di risorse umane.
11 Qui faremo un esame delle teorie sulla leadership, per cercare di identificare criteri e parametri cui possa fare riferimento colui che venga chiamato a esprimere una propria leadership o colui che debba svolgere, al riguardo, un ruolo di consulenza qualificata. Teorie innatiste Secondo queste teorie leader si nasce, per cui tale capacità è impressa nelle caratteristiche innate dell individuo. Se è vero che sono riconoscibili in persone dotate di elevata leadership alcune caratteristiche comuni, è anche vero che, da un lato, non è dimostrabile che tali caratteristiche non siano anche il risultato di esperienze e di influenze culturali e, d altro lato, non risulta tale insieme di caratteristiche sufficiente a garantire il successo del leader in ogni situazione. Gli studiosi più moderni hanno abbandonato tali teorie. Teorie comportamentistiche Le teorie comportamentistiche - particolarmente sviluppate negli anni 60 - hanno avuto la più nota ed importante elaborazione da parte di D. Mc Gregor. Secondo le tesi di Mc. Gregor (teorie x e y), le strategie di leadership sono influenzate da aspetti legati alla natura umana dei soggetti da guidare. Mc Gregor, in estrema sintesi, classifica e prende a riferimento due tipi di individui: quelli rientranti nella teoria x, caratterizzati dall essere poco inclini al lavoro ed all assunzione di responsabilità, i quali perciò devono essere obbligati da regole, controllati e guidati
12 strettamente; quelli rientranti nella teoria y, i quali vivono il lavoro in modo naturale, accettano le responsabilità ed hanno capacità di affrontare i problemi del lavoro con adeguata autonomia e perciò richiedono un tipo di leadership caratterizzata da ampia delega. Un rilevante contributo alle teorie comportamentiste lo ha fornito lo studioso americano Likert, il quale ha individuato e preso a riferimento quattro tipi di leadership: autoritario coercitivo, caratterizzato da accentramento decisionale del leader e da azioni coercitive finalizzate all ottenimento delle prestazioni di lavoro da parte dei collaboratori; autoritario benevolo, che si discosta dal precedente per una maggiore delega negli aspetti più applicativi del lavoro; consultivo, in cui il manager si riserva le decisioni più importanti e chiede il contributo dei collaboratori, delega alcune decisioni minori e si riserva il controllo delle attività; partecipativo, caratterizzato da un ampio decentramento delle decisioni, sulla base di una reciproca fiducia tra capo e collaboratori, e da un esercizio del controllo da parte di tutti. Secondo studi e ricerche condotte da un gruppo di ricercatori guidati da Likert, il quarto tipo è statisticamente più praticato nelle Organizzazioni di successo. Teorie relativistiche o situazionali Per lo più, gli studiosi moderni affermano che non esiste uno stile di guida che sia valido sempre e comunque più di altri. Si affermano, cioè, teorie secondo le quali è più efficace scegliere lo stile di leadership in funzione di elementi che caratterizzano la situazione in cui la guida deve essere esercitata (tipo di
13 collaboratori, obiettivi, tipo di Organizzazione, ecc.). Le teorie relativistiche più seguite sono: 2.la teoria del continuum di Tannenbaum e Schimdt 3.la teoria delle fasi di Hersey e Blanchard, conosciuta anche come teoria della leadership situazionale Secondo la prima teoria, i capi possono scegliere tra diverse modalità di comportamento, all interno di una scala continua: la scelta dipenderà, di volta in volta, da una serie di fattori: riferiti al capo stesso e riguardanti il suo sistema di valori, la sua tendenza ad avere fiducia nei collaboratori, la sua propensione ad adottare una modalità di leadership, il suo senso di sicurezza; riferiti ai collaboratori e riguardanti prevalentemente il loro bisogno di indipendenza o di responsabilizzazione, le loro aspettative di partecipazione alle decisioni; riferiti alla situazione esterna ai soggetti protagonisti e riguardanti prevalentemente le caratteristiche dell Organizzazione e quelle del problema da affrontare. I leader efficace è colui che ottiene una buona percentuale di successi nel valutare ed applicare di volta in volta il comportamento più adatto alla situazione. La figura seguente sintetizza la teoria del continuum:
14 leadership imperniata sui subordinati leadership imperniata sul capo cc campo di intervento del manager il manager il manager il manager il manager il manager prende da solo espone le sue presenta la presenta definisce le decisioni e idee e sollecita decisione il problema, limiti generali le annuncia ai domande e provvisoria, sollecita e consente ai subordinati risposte suscettibile proposte e subordinati di di modifica prende la regolarsi a decisione finale loro discrezione In particolare, uno stile di leadership democratico (lato destro della figura) risulta applicabile efficacemente a condizione che: il leader si senta sicuro e sia disponibile a dare responsabilità ai collaboratori; i dipendenti abbiano esperienza e competenza, nonché un forte bisogno di indipendenza e di autoaffermazione; il leader possa contare sul sostegno dei superiori.
15 Nella teoria delle fasi (o della leadership situazionale) di Hersey e Blanchard - che si presenta sostanzialmente come una variante della precedente - viene dato un forte peso ad alcune caratteristiche del leader e dei collaboratori ai fini della scelta dello stile più efficace. Del leader vengono, in particolare, considerati il grado di orientamento alle relazioni il grado di orientamento al compito Dei collaboratori viene considerato fondamentalmente il grado di maturità, che possiamo definire come la capacità di assumere responsabilità di esecuzione di compiti impegnativi e di raggiungere i relativi obiettivi. La maturità e il risultato di diversi fattori, come l istruzione e l esperienza, i quali devono però essere rapportati al tipo di compito da realizzare. Nella teoria situazionale vengono evidenziati, in relazione alle sopra indicate caratteristiche del leader ed alla maturità dei collaboratori, quattro diversi stili di leadership: Direttivo/operativo Il capo esegue direttamente, oppure decide per conto proprio, ordina l esecuzione e controlla strettamente. Risulta efficace quando il capo ha bassa tendenza alle relazioni e alta tendenza al compito ed i collaboratori presentano bassa maturità. Persuasivo Il capo esegue direttamente oppure decide da solo e cerca di convincere i collaboratori della giustezza delle decisioni, prima di passare alla fase esecutiva; e, comunque, ordina l esecuzione e ne controlla strettamente l andamento.
16 Risulta efficace quando il capo ha alta tendenza alle relazioni ed al compito ed i collaboratori presentano maturità medio/bassa. Partecipativo Il capo cerca di avere dai collaboratori contributi professionali ai fini delle decisioni che egli deve assumere, interagisce con loro in modo non autoritario e lascia loro spazi di autonomia. Risulta efficace quando il capo ha alta tendenza alle relazioni e bassa tendenza al compito ed i collaboratori presentano maturità medio/alta. Delegante Il capo delega ai collaboratori, in ampia misura, la facoltà di decidere e di svolgere le attività con autonomia, limitando il controllo ai risultati di fasi importanti del lavoro. Risulta efficace quando il capo ha bassa tendenza sia alle relazioni e sia al compito ed i collaboratori presentano maturità elevata. La figura seguente sintetizza la teoria della leadership situazionale:
17 alto orientamento alle relazioni basso debole orientamento al compito forte grado di maturità dei collaboratori La scelta dello stile di leadership dipenderà dalla capacità del leader di effettuare una corretta diagnosi dei diversi fattori in gioco; tra i quali, sia la autoanalisi delle sue tendenze, in termini di orientamento alle relazioni ed al compito, sia la valutazione della maturità dei collaboratori. Ma dovranno essere analizzati anche altri aspetti essenziali che caratterizzano la situazione in cui la leadership deve essere esercitata, come, ad esempio, il tempo disponibile per adottare decisioni, le regole interne all Organizzazione, il contesto di riferimento dell impresa, ecc.
18 In definitiva, possiamo affermare che la leadership efficace deve essere scelta quale risultato di una attenta analisi e valutazione di numerosi fattori connessi allo stesso leader, ai suoi collaboratori ed all Organizzazione in cui si esercita il ruolo del capo: Efficacia della leadership = funzione del leader, dei collaboratori, della situazione organizzativa. Il consulente interno o esterno all Organizzazione produttiva ha il compito di aiutare il management ad analizzare le condizioni in cui si esercita la leadership, per tutti gli aspetti qui analizzati, e a trovare la soluzione più efficace.
dott.ssa Sofia Conterno
Rafforzamento delle competenze sui modelli organizzativi di gestione del personale dott.ssa Sofia Conterno Prima parte LA LEADERSHIP SITUAZIONALE LA LEADERSHIP EFFICACE UN LEADER EFFICACE HA SVILUPPATO
La Leadership efficace
La Leadership efficace 1 La Leadership: definizione e principi 3 2 Le pre-condizioni della Leadership 3 3 Le qualità del Leader 4 3.1 Comunicazione... 4 3.1.1 Visione... 4 3.1.2 Relazione... 4 pagina 2
QUESTIONARIO 3: MATURITA ORGANIZZATIVA
QUESTIONARIO 3: MATURITA ORGANIZZATIVA Caratteristiche generali 0 I R M 1 Leadership e coerenza degli obiettivi 2. Orientamento ai risultati I manager elaborano e formulano una chiara mission. Es.: I manager
Comune di San Martino Buon Albergo
Comune di San Martino Buon Albergo Provincia di Verona - C.A.P. 37036 SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI DIRIGENZIALI Approvato dalla Giunta Comunale il 31.07.2012 INDICE PREMESSA A) LA VALUTAZIONE
ORGANIZZAZIONE IN SENSO AMPIO
ORGANIZZAZIONE IN SENSO AMPIO ESPRIME LA PREDISPOSIZIONE E LA RIUNIONE DI CONDIZIONI E FATTORI AVENTI UNA FUNZIONE STRUMENTALE DUREVOLE PER LA VITA DELL AZIENDA IN SENSO STRETTO RIGUARDA I CRITERI DI:
Appendice III. Competenza e definizione della competenza
Appendice III. Competenza e definizione della competenza Competenze degli psicologi Lo scopo complessivo dell esercizio della professione di psicologo è di sviluppare e applicare i principi, le conoscenze,
Indice. pagina 2 di 10
LEZIONE PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA---------------------------------------------------------------------------------------- 3 LA STRUTTURA
IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:
IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:! definisce i bisogni e i desideri insoddisfatti! ne definisce l ampiezza! determina quali mercati obiettivo l impresa può meglio servire! definisce i prodotti
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)
COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA
UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE
GRUPPI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità, nella consapevolezza di dipendere l uno dall altro e di
Sistemi di misurazione e valutazione delle performance
Sistemi di misurazione e valutazione delle performance 1 SVILUPPO DELL'INTERVENTO Cos è la misurazione e valutazione delle performance e a cosa serve? Efficienza Efficacia Outcome Requisiti minimi Indicatori
L organizzazione aziendale
Università degli studi di Teramo Facoltà di Agraria Lezioni di Economia e gestione delle imprese vitivinicole aziendale Emilio Chiodo Anno Accademico 2014-2015 Le operazioni aziendali Il sistema delle
L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
L ORGANIZZAZIONE AZIENDALE CONCETTO: L ORGANIZZAZIONE SI PONE COME OBIETTIVO LO STUDIO DELLE COMPOSIZIONI PIU CONVENIENTI DELLE FORZE PERSONALI, MATERIALI E IMMATERIALI OPERANTI NEL SISTEMA AZIENDALE.
La gestione manageriale dei progetti
PROGETTAZIONE Pianificazione, programmazione temporale, gestione delle risorse umane: l organizzazione generale del progetto Dimitri Grigoriadis La gestione manageriale dei progetti Per organizzare il
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE Non c è mai una seconda occasione per dare una prima impressione 1. Lo scenario Oggi mantenere le proprie posizioni o aumentare le quote di mercato
COMUNE DI VILLESSE PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE
COMUNE DI VILLESSE PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Approvato con deliberazione giuntale n. 116 del 29/09/2005, dichiarata immediatamente esecutiva ai sensi
IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica.
IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA Ogni decisione sul da farsi viene presa dal leader. Tutte le cose da farsi
ORGANIZZAZIONE PERSONALE
ORGANIZZAZIONE PERSONALE L ORGANIZZAZIONE è un sistema coordinato di persone che si prefigge di raggiungere un più razionale impiego del lavoro umano in relazione agli obiettivi aziendali. IL PERSONALE
IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA. Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale.
IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale. Gestione e sviluppo richiedono oggi comportamenti diversi
Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca
Scuola di Management per le Università, gli Enti di ricerca e le Istituzioni Scolastiche Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca Dott. William
Articolo 1. Articolo 2. (Definizione e finalità)
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT REGOLAMENTO DEL TIROCINIO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO (approvato nel Consiglio di Dipartimento del 19 febbraio 2014) Articolo 1 (Definizione
Operatori Socio Sanitari risorsa e opportunità per il miglioramento della qualità e dell assistenza. Attribuzione o delega?
Operatori Socio Sanitari risorsa e opportunità per il miglioramento della qualità e dell assistenza. Attribuzione o delega? Pordenone, Marzo 2014 Dott.ssa Catia Cassin Delega In ambito gestionale per delega
REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE
REGOLAMENTO CONTENENTE I CRITERI PER L EROGAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO AL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con deliberazione del Consiglio dei Delegati n. 13 del 30/12/2008 Approvato dalla Provincia di
Diventa fondamentale che si verifichi una vera e propria rivoluzione copernicana, al fine di porre al centro il cliente e la sua piena soddisfazione.
ISO 9001 Con la sigla ISO 9001 si intende lo standard di riferimento internazionalmente riconosciuto per la Gestione della Qualità, che rappresenta quindi un precetto universale applicabile all interno
LA GESTIONE EFFICACE DEI COLLABORATORI
LA GESTIONE EFFICACE DEI COLLABORATORI La qualità organizzativa passa attraverso la qualità delle persone 1. Le ragioni del corso Nella situazione attuale, assume una rilevanza sempre maggiore la capacità
LA VALUTAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEI SISTEMI DI SVILUPPO E GESTIONE AZIENDALE
LA VALUTAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEI SISTEMI DI SVILUPPO E GESTIONE AZIENDALE Schema legami fra strumenti di gestione r.u. e strategie/obiettivi aziendali ECOSISTEMA AMBIENTALE AZIENDALE Economico; Politico;
STORE MANAGER.. LE COMPETENZE CARATTERISTICHE E I BISOGNI DI FORMAZIONE
STORE MANAGER.. LE COMPETENZE CARATTERISTICHE E I BISOGNI DI FORMAZIONE 1 Indice 1. Premessa 2. Obiettivo 3. Le competenze del profilo ideale Competenze 3.1. Età ed esperienza 3.2. Le reali competenze
CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o
CAPITOLO 11 Innovazione e cambiamento Agenda Ruolo strategico del cambiamento Cambiamento efficace Cambiamento tecnologico Cambiamento di prodotti e servizi i Cambiamento strategico e strutturale Cambiamento
manifatturiera e per i servizi
CAPITOLO 7 Tecnologie per la produzione manifatturiera e per i servizi Agenda Tecnologia e core technology Processi core ed ausiliari Tecnologia e struttura organizzativa Tecnologia core manifatturiera
Indice generale. OOA Analisi Orientata agli Oggetti. Introduzione. Analisi
Indice generale OOA Analisi Orientata agli Oggetti Introduzione Analisi Metodi d' analisi Analisi funzionale Analisi del flusso dei dati Analisi delle informazioni Analisi Orientata agli Oggetti (OOA)
Capitolo 4 - Teoria della manutenzione: la gestione del personale
Capitolo 4 - Teoria della manutenzione: la gestione del personale Con il presente capitolo si chiude la presentazione delle basi teoriche della manutenzione. Si vogliono qui evidenziare alcune problematiche
Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI
Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD Poggio Mirteto, 28 aprile 2015 Casa della Cultura STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI Relatore: Luigi Maggi Nello sport Presidente del
NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING
gno Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. NUOVI APPROCCI PER UN MANAGER ALLENATORE : IL PROCESSO DI COACHING COSA
Sistema di valutazione della performance
COMUNE DI BRESSANA BOTTARONE PROVINCIA DI PAVIA Sistema di valutazione della performance Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 116 del 17.09.2015 Introduzione Sommario 1. Contenuti ed ambiti 1.1.
COMUNE DI SOLBIATE ARNO
SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 98 del 14.11.2013 1 GLI ELEMENTI DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE Oggetto della valutazione:obiettivi
PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa
PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) Revisione Approvazione n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA QUALITA Il nostro progetto
Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Allegato Delibera Giunta Comunale n. 110 del 19 maggio 2014 1) Caratteristiche generali del sistema
Area Marketing. Approfondimento
Area Marketing Approfondimento CUSTOMER SATISFACTION COME RILEVARE IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE DEI CLIENTI (CUSTOMER SATISFACTION) Rilevare la soddisfazione dei clienti non è difficile se si dispone di
Provincia- Revisione della disciplina delle funzioni
Provincia- Revisione della disciplina delle funzioni L art. 1, comma 86, della l. n. 56/2014 ha elencato le funzioni fondamentali delle Province non comprendendo tra queste il servizio idrico integrato;
Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. [email protected]
Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms [email protected] Introduzione Sistemi e Modelli Lo studio e l analisi di sistemi tramite una rappresentazione astratta o una sua formalizzazione
CHI SIAMO. BeOn è una società di consulenza italiana ad alta specializzazione in ambito di valutazione, sviluppo e formazione delle risorse umane.
www.beon-dp.com Operiamo in ambito di: Sviluppo Assessment e development Center Valutazione e feedback a 360 Formazione Coaching CHI SIAMO BeOn è una società di consulenza italiana ad alta specializzazione
E il momento di iniziare: le fondamenta del fundraising
ENGAGEDin propone corsi di formazione per le organizzazioni che vogliono avviare o sviluppare la propria attività di raccolta fondi attraverso la crescita delle proprie competenze, la discussione di casi
Gli 8 principi della Qualità
LA QUALITA NEL TEMPO Qualità Artigianale fino al ventesimo secolo; Ispezione e Collaudo - fino alla prima guerra mondiale; Controllo Statistico sui prodotti - fino al 1960; Total Quality Control fino al
QUESTIONARIO 1: PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE
QUESTIONARIO 1: PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE Step 1 - Decidere come organizzare e pianificare l autovalutazione (AV) 1.1. Assicurare l impegno e il governo del management per avviare il processo. 1.2. Assicurare
Lezione 3. La macro struttura organizzativa: la struttura funzionale e le sue modifiche; la struttura divisionale; la struttura a matrice.
Lezione 3 La macro struttura organizzativa: la struttura funzionale e le sue modifiche; la struttura divisionale; la struttura a matrice. 1 LA STRUTTURA FUNZIONALE ALTA DIREZIONE Organizzazione Sistemi
Information Summary: Leadership Situazionale
Information Summary: Leadership Situazionale - Copia ad esclusivo uso personale dell acquirente - Olympos Group srl Vietata ogni riproduzione, distribuzione e/o diffusione sia totale che parziale in qualsiasi
Norme per l organizzazione - ISO serie 9000
Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Le norme cosiddette organizzative definiscono le caratteristiche ed i requisiti che sono stati definiti come necessari e qualificanti per le organizzazioni al
GESTIONE DELLA FORMAZIONE E
08/02/2011 Pag. 1 di 7 GESTIONE DELLA FORMAZIONE E DELL ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE 1. SCOPO... 2 2. APPLICABILITÀ... 2 3. DOCUMENTI DI RIFERIMENTO... 2 3.1. Norme... 2 3.2. Moduli / Istruzioni... 2 4.
PROFILO RIASSUNTIVO DELLE AREE
PROFILO RIASSUNTIVO DELLE AREE CATEGORIA AREE DEFINIZIONE IMPLICAZIONI CHIAVE Relazioni e Comunicazione Interpersonale A - B - C Sviluppo delle conoscenze e Abilità Qualità e Prestazioni Soddisfazione
DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI
DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si
ALLEGATO ALLA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 35 DEL 31/03/2001
ALLEGATO ALLA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 35 DEL 31/03/2001 METODOLOGIA PERMANENTE PER LA VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI E DEI RISULTATI DEI DIPENDENTI GENERALMENTE CONSIDERATI CUI NON SIANO STATI CONFERITI
DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 7 LEZIONE. Prof. Marta Ghini
DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 7 LEZIONE Prof. Marta Ghini ESERCITAZIONE Ripasso dell altra volta non condotto dal docente. UNA DISTINZIONE DI TERMINI STEREOTIPO: rappresentazione cognitiva o impressione
REGOLAMENTO DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE
REGOLAMENTO DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE Approvato con Determinazione del Direttore Generale n. 244 del 20/07/2010 L importanza di un sistema operativo di valutazione comune e riconoscibile
Otto Principi sulla Gestione per la Qualità previsti dalla ISO 9000:2005
Questionario di Autovalutazione di un Sistema di Gestione per la Qualità verso: Otto Principi sulla Gestione per la Qualità previsti dalla ISO 9000:2005 newsletter TECSE N. 02- Febbraio 2012 (Allegato
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELAZIONALI DEL PERSONALE INTERNO A CONTATTO CON IL CLIENTE
LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELAZIONALI DEL PERSONALE INTERNO A CONTATTO CON IL CLIENTE La qualità del servizio passa attraverso la qualità delle persone 1. Lo scenario In presenza di una concorrenza
Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice
INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------
La Leadership. Salvatore Savarese
La Leadership Salvatore Savarese 1 Introduzione Lavorare all interno di organizzazioni induce un evoluzione professionale ed umana in più direzioni: aumentano le competenze tecniche specifiche, si sviluppano
REGOLAMENTO PROVINCIALE SUL PIANO DELLA PERFORMANCE E SUI SISTEMI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE
Approvato con Deliberazione di Giunta Provinciale n. 132 del 13.07.2011 REGOLAMENTO PROVINCIALE SUL PIANO DELLA PERFORMANCE E SUI SISTEMI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE ART. 1 FINALITÀ La Provincia di Brindisi,
PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.
INDICE 1 GENERALITA... 2 2 RESPONSABILITA... 2 3 MODALITA DI GESTIONE DELLA... 2 3.1 DEI NEOASSUNTI... 3 3.2 MANSIONI SPECIFICHE... 4 3.3 PREPOSTI... 4 3.4 ALTRI INTERVENTI FORMATIVI... 4 3.5 DOCUMENTAZIONE
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA
COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con atto G.C. n. 492 del 07.12.2011 1
CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino
CRITICITA, PRIORITA E PUNTI DI FORZA NELL AVVIO DELLA GESTIONE ASSOCIATA DEL PERSONALE a cura di Andrea Pellegrino In un contesto normativo e sociale caratterizzato da una costante evoluzione, al Comune,
RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI
INTEGRAZIONE, ORIENTAMENTO E BUONE PRASSI RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI L iscrizione degli alunni con certificazione L.104
Schema metodologico per la valutazione del personale del comparto addetto agli uffici di diretta collaborazione
Schema metodologico per la valutazione del personale del comparto addetto agli uffici di diretta collaborazione Sommario Premessa... 2 1. Introduzione... 3 2. Criteri generali della metodologia di valutazione...
La performance individuale, rappresentata da un valore numerico compreso tra 0 e 100, è determinata come
IL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Il sistema di misurazione e valutazione della performance si fonda sulla definizione di performance organizzativa ed individuale contenuta nel
STATUTO PER IL SITO INTERNET DELL ENCJ
STATUTO PER IL SITO INTERNET DELL ENCJ Introduzione Il sito www.encj.net è il sito internet della Rete Europea dei Consigli di Giustizia (ENCJ). È stato stilato uno statuto redazionale al fine di regolare
Agenzia per il Lavoro
Agenzia per il Lavoro Orienta è una delle principali società italiane specializzate nella gestione delle Risorse Umane. Nasce come Società di Lavoro temporaneo con autorizzazione ministeriale definitiva
IL PROCESSO DI BUDGETING. Dott. Claudio Orsini Studio Cauli, Marmocchi, Orsini & Associati Bologna
IL PROCESSO DI BUDGETING Dott. Claudio Orsini Studio Cauli, Marmocchi, Orsini & Associati Bologna Il processo di budgeting Il sistema di budget rappresenta l espressione formalizzata di un complesso processo
Progetto Atipico. Partners
Progetto Atipico Partners Imprese Arancia-ICT Arancia-ICT è una giovane società che nasce nel 2007 grazie ad un gruppo di professionisti che ha voluto capitalizzare le competenze multidisciplinari acquisite
REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE
DELIBERAZIONE DELLA 2 L. 196/97 Art. 17. Approvazione del Regolamento istitutivo del Dispositivo di accreditamento delle strutture formative della Regione Marche (DAFORM). LA VISTO il documento istruttorio
Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000:2005)
La Qualità secondo ISO Qualità è l insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite (UNI
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE Dicembre, 2014 Il Sistema di misurazione e valutazione della performance... 3 Il Ciclo di gestione della performance... 5 Il Sistema di misurazione e valutazione
La reingegnerizzazione dei processi nella Pubblica Amministrazione
La reingegnerizzazione dei processi nella Pubblica Amministrazione Dott.ssa Teresa Caltabiano Area della Ricerca Catania, 15 luglio 2011 Agenda Il contesto di riferimento Le organizzazioni I processi Il
della manutenzione, includa i requisiti relativi ai sottosistemi strutturali all interno del loro contesto operativo.
L 320/8 Gazzetta ufficiale dell Unione europea IT 17.11.2012 REGOLAMENTO (UE) N. 1078/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 novembre 2012 relativo a un metodo di sicurezza comune per il monitoraggio che devono
Il Sistema di Valutazione delle Prestazioni del Gruppo Logiche e principali caratteristiche Presentazione alle OO.SS.
Il Sistema di Valutazione delle Prestazioni del Gruppo Logiche e principali caratteristiche Presentazione alle OO.SS. 1 Direzione Centrale Risorse Umane Ufficio Sviluppo Milano, e Compensation Marzo 2014
Project Management. Modulo: Introduzione. prof. ing. Guido Guizzi
Project Management Modulo: Introduzione prof. ing. Guido Guizzi Definizione di Project Management Processo unico consistente in un insieme di attività coordinate con scadenze iniziali e finali, intraprese
ANTONELLA LAVAGNINO COMUNICAZIONE & MARKETING
ANTONELLA LAVAGNINO COMUNICAZIONE & MARKETING CREARE OPPORTUNITÀ PER COMPETERE Oggi le imprese di qualsiasi settore e dimensione devono saper affrontare, singolarmente o in rete, sfide impegnative sia
UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso
SORVEGLIANZA E CERTIFICAZIONI UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso Pagina 1 di 10 INTRODUZIONE La Norma UNI EN ISO 9001:2008 fa parte delle norme Internazionali
POLITICA DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE CIVILE
POLITICA DELLA FORMAZIONE DEL PERSONALE CIVILE 1. Che cos è la formazione La formazione è il processo attraverso il quale si educano, si migliorano e si indirizzano le risorse umane affinché personale
Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile
Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Premessa All arrivo di un nuovo volontario l intero sistema dell associazione viene in qualche modo toccato. Le relazioni si strutturano diversamente
IL GRUPPO E I GRUPPI DI LAVORO
IL GRUPPO E I GRUPPI DI LAVORO IL GRUPPO Etimologia Il termine «gruppo» deriva da «groppo» (nodo) che rimanda all idea di assemblaggio, qualcosa che riunisce, lega tra loro molteplici elementi ma anche
Lezione 1 Organizzazione, organi e relazioni
Lezione 1 Organizzazione, organi e relazioni Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 4 - L organizzazione aziendale Unità didattica 1 Concetti base dell organizzazione Antonio Dallara Concetto di organizzazione
LA FORMULA. TERZA PARTE: DOVE TROVARLI Indirizzi e recapiti per viaggiare sicuri. I QUADERNI SI ARTICOLANO IN TRE PARTI:
LA FORMULA PROFILO EDITORIALE: La collana de I Quaderni della Comunicazione nasce come una guida mensile rivolta alle Aziende per aiutarle a orientarsi nei diversi meandri della comunicazione commerciale.
Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze
Progetto IDENTITAS: Formazione agli operatori di Bilancio di Competenze Provincia di Roma Anno 2005 Indice Il problema affrontato...3 Obiettivi attesi/risultati raggiunti...3 Soggetti coinvolti...3 Il
LA FORMULA. TERZA PARTE: DOVE TROVARLI Indirizzi e recapiti per viaggiare sicuri. I QUADERNI SI ARTICOLANO IN TRE PARTI:
LA FORMULA PROFILO EDITORIALE: La collana de I Quaderni della Comunicazione nasce come una guida mensile rivolta alle Aziende per aiutarle a orientarsi nei diversi meandri della comunicazione commerciale.
Benessere Organizzativo
Benessere Organizzativo Grazie per aver scelto di partecipare a questa indagine sul benessere organizzativo. Rispondere alle domande dovrebbe richiedere non più di 15-20 minuti. Attraverso il questionario
L UOMO L ORGANIZZAZIONE
UNITÀ DIDATTICA 1 L UOMO E L ORGANIZZAZIONE A.A 2007 / 2008 1 PREMESSA Per poter applicare con profitto le norme ISO 9000 è necessario disporre di un bagaglio di conoscenze legate all organizzazione aziendale
H.A.C.C.P. IGIENE E SICUREZZA DEGLI ALIMENTI
H.A.C.C.P. IGIENE E SICUREZZA DEGLI ALIMENTI Corso obbligatorio per le aziende al cui interno vi è un processo produttivo e di lavorazione, preparazione, vendita, somministrazione di alimenti, per garantire
Linee guida per l assicurazione della qualità nelle piccole e medie imprese di revisione
Linee guida per l assicurazione della qualità nelle piccole e medie imprese di revisione Le presenti linee guida sul controllo di qualità sono la messa in pratica delle esigenze descritte nello SR 220
L infermiere al Controllo di Gestione
L infermiere al Controllo di Gestione Una definizione da manuale del Controllo di gestione, lo delinea come l insieme delle attività attraverso le quali i manager guidano il processo di allocazione e di
S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i
S i s t e m a d i v a l u t a z i o n e d e l l e p r e s t a z i o n i d e i d i p e n d e n t i P r o d o t t o d a A l b e r t o P a o l i n i G r o s s e t o P a r c h e g g i s r l V e n g o n o p
I PROCESSI GESTITI DALLA FUNZIONE DI MARKETING. Prof. Giancarlo Ferrero Corso di marketing Università di Urbino
2 I PROCESSI GESTITI DALLA FUNZIONE DI MARKETING 1 IL PROCESSO DI CREAZIONE DEL VALORE Finalità del marketing: la creazione di valore per il cliente e per l impresa. Le fasi del processo di creazione del
Premessa. Di seguito le nostre principali aree aree di intervento
Premessa Ad Meliora è anche Sicurezza. Ci rivolgiamo principalmente ad aziende operanti nel settore del terziario erogando: corsi di adempimento normativo: in funzione della tipologia di azienda e dei
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale.
Project Cycle Management La programmazione della fase di progettazione esecutiva. La condivisione dell idea progettuale. Il presente materiale didattico costituisce parte integrante del percorso formativo
Modulo: Scarsità e scelta
In queste pagine è presentato un primo modello di conversione di concetti, schemi e argomentazioni di natura teorica relativi all argomento le scelte di consumo (presentato preliminarmente in aula e inserito
Export Development Export Development
SERVICE PROFILE 2014 Chi siamo L attuale scenario economico nazionale impone alle imprese la necessità di valutare le opportunità di mercato offerte dai mercati internazionali. Sebbene una strategia commerciale
Risultati dell indagine sul benessere dei dipendenti 2014
Risultati dell indagine sul benessere dei dipendenti 2014 (art. 14 comma 5 - d.lgs 150/2009) sintesi dati Generali, per Area e tipologia di dipendente Le Amministrazioni pubbliche, nella prospettiva di
Visita il sito www.epc.it
Guarda tutti i titoli in collana Visita il sito www.epc.it seguono diapositive di esempio del corso selezionato Durante la proiezione di questa diapositiva il relatore si presenta ed effettua un rapido
LA VALUTAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEI SISTEMI DI SVILUPPO E GESTIONE AZIENDALE
ing. Michele Boscaro LA VALUTAZIONE DELLE RISORSE UMANE NEI SISTEMI DI SVILUPPO E GESTIONE AZIENDALE Schema legami fra strumenti di gestione r.u. e strategie/obiettivi aziendali ECOSISTEMA AMBIENTALE AZIENDALE
SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007
Progettazione ed erogazione di servizi di consulenza e formazione M&IT Consulting s.r.l. Via Longhi 14/a 40128 Bologna tel. 051 6313773 - fax. 051 4154298 www.mitconsulting.it [email protected] SVILUPPO,
