Capitolo Scenario clinico
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- Berta Chiesa
- 9 anni fa
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1 Capitolo 7 Astenia, dimagrimento e sudorazione notturna in una donna con linfoadenomegalie, splenomegalia e riscontro laboratoristico di anemia, piastrinopenia e ipogammaglobulinemia Contiene informazioni su: interpretazione del tracciato elettroforetico, ipogammaglobulinemia, criteri classificativi del LES, approccio diagnostico alla mononucleosi, gestione clinica di una donna con immunodeficienza comune variabile 1. Scenario clinico Una donna di 28 anni, che presenta da alcuni mesi astenia, calo ponderale ed episodi di profusa sudorazione notturna, si reca dal medico curante e viene da questi sottoposta ad alcuni esami ematochimici che evidenziano: - moderata anemia (Hb: 10,4 g/dl) e piastrinopenia (PLT: /mmc) con leucociti nella norma (GB: 5200/mmc, formula conservata) - normalità dei tests esploranti la funzionalità epatica e renale, dell esame delle urine e del bilancio elettrolitico - proteine totali nella norma, ma riscontro al tracciato elettroforetico di marcata riduzione della frazione proteica migrante in zona gamma. Poiché la persona osservata presenta una marcata riduzione della frazione proteica migrante in zona gamma al tracciato elettroforetico delle proteine sieriche, il primo quesito posto è: quali proteine plasmatiche migrano nella zona gamma del tracciato elettroforetico? (Quesito di background n. 1)
2 96 Capitolo 7 QUESITO DI BACKGROUND N.1 In quale zona del tracciato elettroforetico migrano le principali proteine plasmatiche? Le proteine plasmatiche migrano all elettroforesi in base alle loro caratteristiche; nel tracciato si distinguono l albumina e le globuline, a loro volta separate in α1, α2, β e γ; le principali proteine costituenti le singole frazioni sono: α1: α1-antitripsina α2: aptoglobina, trasferrina, proteine fase acuta β: lipoproteine, trasferrina, plasminogeno, complemento γ: immunoglobuline Presentando la persona una riduzione delle immunoglobuline sieriche, ci si domanda quali possano essere le principali cause di ipogammaglobulinemia. (Quesito di background n. 2). QUESITO DI BACKGROUND N.2 Quali sono le principali cause di ipogammaglobulinemia? Forme primitive: - immunodeficienza comune variabile - deficit selettivi di sottoclassi di IgG - deficit di IgA - delezione dei geni per le catene pesanti - forme dell età pediatrica (agammaglobulinema legata al cromosoma X, ipogammaglobulinemia transitoria dell infanzia) Forme secondarie: - malnutrizione - enteropatie proteino-disperdenti - linfangiectasia intestinale - linfomi/llc - mieloma micromolecolare - sindrome nefrosica - terapia steroidea
3 Immunodeficienza comune variabile 97 Approfondiamo l anamnesi alla luce delle informazioni ottenute dai quesiti di background In particolare ci interessa sapere se vi sia stato in passato un precedente riscontro di ipogammaglobulinemia; purtroppo non vi è documentazione disponibile al riguardo; la persona assistita riferisce di ripetuti episodi d infezioni delle vie aeree superiori, che hanno richiesto più volte una terapia antibiotica, mentre non ha accusato sintomi di verosimile origine intestinale o renale e non ha eseguito cure protratte nell ultimo periodo. Obiettivamente presenta linfoadenomegalie superficiali politope (laterocervicali, ascellari, inguinali), la maggiore delle quali in sede laterocervicale ha diametro di circa 2 cm, consistenza aumentata, motilità conservata rispetto ai tessuti superficiali e profondi; milza percuotibile, con polo inferiore palpabile all arcata costale (splenomegalia di 1 grado); murmure vescicolare aspro all auscultazione su tutti i campi polmonari; rimanente obiettività sistemica nella norma, assenza di febbre. 2. Individuazione del problema clinico L insieme dei dati raccolti permette di identificare il problema clinico e di esprimerlo in questi termini: Astenia, dimagrimento e sudorazione notturna in una donna con linfoadenomegalie, splenomegalia e riscontro laboratoristico di anemia, piastrinopenia e ipogammaglobulinemia 3. Formulazione delle ipotesi Le ipotesi diagnostiche plausibili sembrano quindi essere: A. Disordine linfoproliferativo (Tabella 1) B. Lupus eritematoso sistemico (LES) (Tabella 2) C. Virosi: mononucleosi infettiva (Tabella 3) D. Immunodeficienza comune variabile (Tabella 4) 4. Verifica delle ipotesi Per la verifica delle ipotesi viene preparato il piano di studio riportato.
4 98 Capitolo 7 Tabella 1. Disordine linfoproliferativo Test Risultati attesi Implicazioni cliniche Biopsia linfonodale TAC torace ed addome con mezzo di contrasto Biopsia osteomidollare β2-microglobulina Linfoma Linfoadenomegalie profonde Epato-splenomegalia Infiltrato linfomatoso Elevata Gold standard diagnostico Stadiazione Stadiazione Fattore prognostico Tabella 2. Lupus eritematoso sistemico Test Risultati attesi Implicazioni cliniche Emocromo Esame urine standard Proteinuria delle 24h Anticorpi anti-nucleo (ANA) Anticorpi anti-dnan Anticorpi anti-sm Anamnesi ed esame obiettivo Rx torace Ecocardiogramma Tempo di protrombina (PT) Tempo parziale di tromboplastina (PTT) VRDL (Test per la sifilide) Anticoagulante Lupus (LAC) Anticorpi anticardiolipina Anemia Leucopenia Piastrinopenia Cilindruria Proteinuria Presenti Presenti Presenti Storia di artrite, fotosensibilità o afte/ulcerazioni orali Versamento pleurico Versamento pericardico Allungamento del PT Falsa positività della VRDL Positività del LAC o degli anticorpi anti-cardiolopina Indice di coinvolgimento midollare Indice di coinvolgimento renale Anti-DNAn = diagnostico Anti-Sm = diagnostico (altamente specifico, mediamente sensibile) Indice di interessamento cutaneo o articolare Elemento suggestivo Indice di interessamento sierositico di malattia Indice di interessamento sierositico di malattia Indica l associazione di immunità antifosfolipidi
5 Immunodeficienza comune variabile 99 La diagnosi di lupus si basa sull occorrenza di sintomi e segni caratteristici che è necessario richiamare alla memoria (Quesito di background n. 3). QUESITO DI BACKGROUND N.3 Quali sono i criteri classificativi per il Lupus Eritematoso Sistemico? I criteri maggiormente in uso sono quelli del 1982 pubblicati dall ARC e modificati nel Il riscontro di almeno 4 di questi criteri nel corso della malattia consente di individuare i pazienti affetti da LES con una sensibilità del 97% e una specificità del 98%. N.B.Va osservato che quelli descritti sono criteri classificativi e non diagnostici, sono stati cioè formulati allo scopo di individuare gruppi sufficientemente omogenei di pazienti da arruolare in studi clinici e non in vista di un utilizzo diagnostico. Criterio 01) Rash malare 02) Lupus discoide 03) Fotosensibilità 04) Ulcere al cavo orale 05) Artrite 06) Sierositi 07) Nefropatia 08) Danno neurologico Descrizione Eritema fisso, piano o rilevato, a livello dell eminenza malare Placche eritematose rilevate con desquamazione cheratosica e addensamento follicolare; possibile cicatrizzazione atrofica Ulcerazioni orali e nasofaringee osservate dal medico Artrite non erosiva coinvolgente due o più articolazioni periferiche Pleurite o pericardite documentata con ECG o sfregamenti o rilievo di versamento pericardico Proteinuria >0,5 g/die o cilindri urinari Convulsioni o psicosi in assenza di altre cause 09) Alterazioni ematologiche Anemia emolitica o Leucopenia(<4000/mmc) o Linfopenia (<1500/mmc) o Piastrinopenia (< /mmc) 10) Disordini immunologici 11) Anticorpi anti-nucleo Cellule LE positive o Anticorpi anti-dnan o Anticorpi anti-sm o Falsa positività per VDRL Titolo elevato in assenza di farmaci che inducano una sindrome lupica
6 100 Capitolo 7 Tabella 3. Virosi: mononucleosi infettiva Test Risultati attesi Implicazioni cliniche Striscio sangue periferico Ricerca sierologica Linfocitosi atipica presente nel 75% dei casi Pattern anticorpale indicativo di infezione acuta Incrementa la probabilità clinica della diagnosi Test diagnostico La ricerca sierologica pone a disposizione un pacchetto di anticorpi di diversa specificità; ci si domanda quindi come interpretare il significato della risposta anticorpale in corso di infezione da virus di Epstein Barr (EBV) (Quesito di background n. 4). QUESITO DI BACKGROUND N.4 Quali sono le caratteristiche della risposta anticorpale in corso di infezione da EBV? Anticorpo Latenza di comparsa Durata Sensibilità Anticorpi eterofili Titolazione o Mono-test Spesso presenti già nella prima settimana, in alcuni casi si positivizzano dopo alcune settimane Riduzione del titolo dopo la fase acuta, ma dimostrabili fino a 9 mesi dopo 90-95% IgM anti-vca Già presenti all esordio clinico 1-2 mesi 100 Anticorpi specifici IgG anti-vca Anti-EA-D Anti-EA-R Già presenti all esordio clinico Picco 3-4 settimane dopo l esordio Alcune settimane dopo l esordio Permanenti 3-6 mesi Mesi-anni Anti EBNA 3-6 settimane dopo l esordio Permanenti 100 VCA: Antigene capsidico virale EA: Antigeni precoci (early) EBNA: Antigeni nucleari di Epstein-Barr
7 Immunodeficienza comune variabile 101 Tabella 4. Immunodeficienza comune variabile Test Risultati attesi Implicazioni cliniche Immunodiffusione radiale Tipizzazione linfocitaria da sangue periferico Riduzione di tutte le classi immunoglobuliniche Normale numero di linfociti circolanti Normale distribuzione degli isotipi immunoglobulinici e delle catene leggere sui linfociti B circolanti Valori ridotti di Ig (con IγG < 600 mg/dl), associati a numero conservato di linfociti B circolanti e l esclusione di altre cause di ipogammaglobulinemia consentono di porre diagnosi di immunodeficienza comune variabile 5. Risultati degli esami eseguiti Accertamenti eseguiti nell ipotesi di disordine linfoproliferativo - agoaspirato linfonodale: emazie, linfociti - biopsia linfonodo superficiale (laterocervicale): iperplasia linfoide atipica La diagnosi di linfoma può, con alta probabilità, essere esclusa; inoltre la biopsia ossea, eseguita nel sospetto di mielofibrosi, non ha evidenziato infiltrati linfomatosi midollari Accertamenti eseguiti nell ipotesi di LES - emocromo: Hb =10,3 g/dl - es.urine: assenza di cilindri nel sedimento - proteinuria 24h: assente - anticorpi anti-nucleo (ANA), anti-dnan, anti-sm: assenti - Rx torace: rinforzo della trama broncovascolare in assenza di lesioni pleuroparenchimali - ecocardiogramma: non versamento pericardico - PT, PTT: nella norma - VRDL, LAC, Anticorpi anticardiolipina: assenti La diagnosi di LES può, con alta probabilità, essere esclusa Accertamenti eseguiti nell ipotesi di mononucleosi infettiva - striscio di sangue periferico: non evidenza di linfociti attivati - sierologia anti-ebv: positive IgG anti-vca e anti-ebna La diagnosi di infezione acuta da Epstein-Barr può, con alta probabilità, essere esclusa
8 102 Capitolo 7 Accertamenti eseguiti nell ipotesi di immunodeficienza comune variabile - immunodiffusione radiale: riduzione di tutte le classi immunoglobuliniche: IgG = 60 mg/dl, IgA = 25 mg/dl, IgM = 22 mg/dl - tipizzazione linfocitaria da sangue periferico: - normale numero di linfociti (2400/mmc) - normale distribuzione degli isotipi delle immunoglobuline e delle catene leggere sui linfociti circolanti Alta probabilità di diagnosi di immunodeficienza comune variabile 6. Definizione della diagnosi Ci troviamo in presenza di valori ridotti di immunoglobuline con normale numero e distribuzione degli isotipi immunoglobulinici e delle catene leggere sui linfociti B circolanti; non sono inoltre emersi dati in favore di diagnosi alternative di ipogammaglobulinemia. Alla luce quindi di tali risultati poniamo diagnosi di immunodeficienza comune variabile. 7. Scelta della terapia Le conoscenze preliminari da possedere prima di definire il piano terapeutico possono concernere l identificazione dei presidi terapeutici disponibili (Quesito di background n. 5) ed in particolare il ruolo protettivo della terapia sostitutiva con immunoglobuline endovena (Quesito terapeutico n. 1) QUESITO DI BACKGROUND N.5 Quali sono i presìdi terapeutici disponibili per una persona con diagnosi di immunodeficienza comune variabile? - somministrazione mensile di Immunoglobuline (400mg/kg e.v.) - terapia delle complicanze intercorrenti QUESITO TERAPEUTICO N.1 In una persona con immunodeficienza comune variabile, la profilassi con Ig ev riduce le complicanze infettive, la comparsa di bronchiectasie e la mortalità? La profilassi con Ig ev con dosi tali da mantenere i livelli sierici di IgG sopra i 500mg/dl si è dimostrata in grado di ridurre le infezioni sistemiche e delle alte e basse vie respiratorie, di prevenire la comparsa di bronchiectasie e di ridurre la mortalità nei pazienti affetti da immunodeficienza comune variabile
9 Immunodeficienza comune variabile Controllo dell evoluzione Dobbiamo gestire il follow-up di una donna affetta da immunodeficienza comune variabile e dobbiamo conoscere le complicanze possibili da temere. (Quesito di background n. 6). QUESITO DI BACKGROUND N.6 Quali sono le complicanze possibili in corso di immunodeficienza comune variabile? - infezioni ricorrenti delle vie aeree con rischio di sviluppo di bronchiectasie, insufficienza ventilatoria e respiratoria - maggiore suscettibilità a contrarre infezione intestinale da Giardia, con conseguente diarrea e malassorbimento - rischio aumentato di sviluppare malattie autoimmuni - maggiore incidenza, in pazienti con ICV di neoplasie, in particolare linfomi, carcinoma gastrico e carcinoma della cervice uterina Applichiamo alla persona da noi osservata le informazioni ottenute nei quesiti di background Una volta posta diagnosi di immunodeficienza comune variabile, la signora è stata sottoposta ad ulteriori indagini al fine di ricercare le eventuali complicanze. - Compromissione polmonare a) TAC del Torace ad alta risoluzione: presenza di bronchiectasie b) Spirometria: non deficit ventilatori c) Emogasanalisi: non deficit respiratori (normali po 2 e SatO 2 ) - Giardiasi intestinale a) Ricerca di parassiti e loro uova nelle feci: negativa b) Ricerca dell antigene della giardia nelle feci: negativa - Malattie autoimmuni Non vi è al momento sospetto clinico di una qualche malattia autoimmune sistemica; d altra parte erano già stati ricercati gli anticorpi anti-nucleo (per verificare l ipotesi di LES) che risultarono assenti negativi. Può essere interessante osservare che sono invece presenti gli anticorpi anti-tiroide con funzionalità tiroidea conservata. - Neoplasie a) L ipotesi di linfoma è già stata con alta probabilità esclusa durante le indagini precedentemente condotte; b) Sono stati eseguiti inoltre un PAP-Test e tamponi cervicali alla ricerca dell HPV, risultati negativi.
10 104 Capitolo 7 L istologia linfonodale aveva mostrato un quadro di iperplasia linfoide e ci si domanda se ciò possa aumentare il rischio di sviluppare un disordine linfoproliferativo (Quesito prognostico n. 1). QUESITO PROGNOSTICO N.1 In una donna con immunodeficienza comune variabile, la presenza di iperplasia linfoide atipica aumenta il rischio di sviluppare un disordine linfoproliferativo? Non vi è evidenza di aumentato rischio di disordini linfoproliferativi nei soggetti con iperplasia linfoide atipica (evidenza debole: studio case-series su 17 pazienti)
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