La Vinificazione in rosso
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- Gloria Pizzi
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1 La Vinificazione in rosso Definizione: La vinificazione può essere definita come il processo biotecnologico che trasforma la materia prima, ovvero l'uva, in vino attraverso la fermentazione. Il vino rosso è ottenuto per macerazione: La fermentazione alcolica del rosso è accompagnata cioè dalla dissoluzione dei costituenti delle parti solide del grappolo che costituiscono le vinacce. Legislazione Il settore vitivinicolo, in Europa, è soggetto ad una normativa specifica con obiettivi ben precisi che si possono desumere in linea generale dal Regolamento (CE) 1493/99 del 17 maggio 1999, relativo al organizzazione comune del mercato vitivinicolo Le pratiche e i trattamenti enologici autorizzati sono stabiliti nel articolo 43 alegati IV e V. 1
2 Allegati IV & V Il tenore totale di anidride solforosa 160 mg/l per i vini rossi a secco 210 mg/l per i vini rossi con un tenore di zuccheri residui non inferiore a 5 g/l Tenore di acidità volatile 20 milliequivalenti per litro per i vini rossi Le tappe della vinificazione in rosso LE OPERAZIONI MECCANICHE SULLE UVE LA FERMENTAZIONE MALOLATTICA IL TRASFERIMENTO IN VASCA LA SVINATURA E LA PRESSATURA LA FERMENTAZIONE ALCOLICA LA MACERAZIONE 2
3 Le tappe della vinificazione in rosso Le operazioni meccaniche sulle uv e La vendemmia Uve sane e mature costituiscono l elemento primo ed essenziale per produrre un vino di qualità 3
4 Le operazioni meccaniche sulle uv e La raccolta Può essere manuale o meccanica; la prima è sicuramente più dispendiosa, in quanto richiede più tempo e unità lavoro ma permette innanzitutto di effettuare una selezione della materia prima e secondo si evita di danneggiare le uve. La seconda riduce i costi relativi alle risorse umane, permette una vendemmia più veloce e quindi omogenea ma i grappoli possono subire danni meccanici. Le operazioni meccaniche sulle uv e Il ricevimento delle uve Consiste nel trasferimento delle uve vendemmiate dal vigneto alla cantina. Questa operazione può essere eseguita nei modi più svariati gli unici accorgimenti da tenere presenti sono: Evitare contaminazioni microbiche Limitare i carichi, per evitare schiacciamenti Preferire le ore fresche della giornata Rapido conferimento nei locali cantina 4
5 Le operazioni meccaniche sulle uv e Il convogliamento delle uve nelle vasche di ricevimento può essere manuale nel caso di piccoli recipienti forati o in genere si effettua con benne ribaltabili. La movimentazione delle uve deve essere minima, evitando lunghe distanze di trasferimento e sfruttando al meglio la forza di gravità. Le operazioni meccaniche sulle uv e La pigiatura delle uve è l operazione con la quale si induce la rotura del acino, con la conseguente liberazione del succo e della polpa. La pigiatura ha numerose conseguenze: Il succo è arieggiato Il pigiato può essere omogenizzato per pompaggio La dissoluzione degli antociani e dei tannini è facilitata 5
6 Le operazioni meccaniche sulle uv e La pigiatura L ammostatura atualmente è solo di tipo meccanico; ed è effettuata mediante apparecchi che prendono il nome di pigiatrici. Queste pigiatrici si dividono in: semplici, che sono quelle che effettuano il solo lavoro di ammostatura composte, che si suddividono ulteriormente in due tipi: le pigiadiraspatrici, diraspapigiatrici e i torchi continui Le operazioni meccaniche sulle uv e Il funzionamento di una pigiadiraspatrice Quelle a rulli sono costituite da una o più coppie di rulli pigianti posti tra loro ad una distanza tale da pigiare gli acini senza spappolarli, abbinate ad un organo diraspante (posto a valle o a monte del rullo). Quest ultimo è formato da un tamburo cilindrico bucato rotante a bassa velocità (buratto) e da un albero diraspatore che, essendo munito di palette, proietta l uva contro il tamburo in modo che gli acini si stacchino e passino attraverso i buchi, trattenendo invece i raspi che saranno convogliati verso l esterno 6
7 Le operazioni meccaniche sulle uv e Il funzionamento di una pigiadiraspatrice Le operazioni meccaniche sulle uv e Il funzionamento di una pigiadiraspatrice 7
8 Le operazioni meccaniche sulle uv e La diraspatura La diraspatura consiste nell eliminare i raspi dai grappoli. La presenza dei raspi comporta un certo numero di conseguenze: Diminuzione dell intensita colorante, poiche possono assorbire sulla loro superficie legnosa antociani liberati dalle bucce. Pericolo di cessioni indesiderate, dato che i raspi sono suscettibili di apportare gusti vegetali ed erbacei sgraditi. Dato il loro alto contenuto in tannini erbacei possono essere ceduti nel mezzo aumentando notevolmente l astringenza. Abbassamento del grado alcolico e dell acidita totale, poiche sono composti soprattutto da acqua e potassio e poveri di zuccheri Diminuzione di circa il 30% del volume di vasche necessario Le operazioni meccaniche sulle uv e La diraspatura Vi sono anche conseguenze positive nel non diraspare: Le fermentazioni in presenza di raspi sono sempre più rapide e complete; apportano aria, riducono il calore, favoriscono entro certi limiti l illimpidimento. Nel caso di uve ammuffite sembrano fissare o inibire la laccasi della Botritis cinerea. Apportano il 21% dei tannini totali. 8
9 Le operazioni meccaniche sulle uv e Influenza dei raspi sulla fermentazione alcolica La fermentazione risulta più veloce, ma il risultato finale è pressochè identico Le operazioni meccaniche sulle uv e Il trasferimento in vasca Dopo le operazioni di pigiatura e di diraspatura, il mosto è trasferito alla vasca di fermentazione ed in questa fase viene opportunamente solfitato. Il trasferimento delle uve è da preferire a postazione fissa. si deve prestare attenzione ad usare una pompa che rispeti l integrità dei tessuti. il trasporto deve avvenire con un tragitto il più breve possibile e con il minor numero di gomiti. 9
10 Le operazioni meccaniche sulle uv e Le Vasche I materiali utilizzati per vasche di vinificazione Il legno - manutenzione delicata, cattivo conduttore Il cemento - buona gestione dello spazio, manutenzione delicata L acciaio - buona ermeticità, buono scambio termico Vetroresina soggetti a rottura Atualmente l acciaio inossidabile è il materiale più utilizzato per le vasche di vinificazione Acciaio cromo-nichel-molibdeno Acciaio cromo-nichel Le operazioni meccaniche sulle uv e Le vasche in acciaio I vantaggi delle vasche in acciaio inossidabile si basano sulla loro buona ermeticità e sulla possibilità di aggiungere numerosi accessori. Un vantaggio/svantaggio può essere considerata la buona conducibilità termica: Evita eccessivi riscaldamenti durante la fermentazione Terminata la fermentazione si raffredda rapidamente a scapito della macerazione 10
11 Le operazioni meccaniche sulle uv e Tipologie di vasche Le operazioni meccaniche sulle uv e Tipologie di vasche 11
12 La fermentazione alcolica La fermentazione Processo per mezzo del quale i lieviti, attraverso gli enzimi presenti, trasformano gli zuccheri in alcol etilico e biossido di carbonio C6H12O6 2CH3OH + 2CO2 L alzata del cappello come fattore che indica l inizio della fermentazione Nel corso della fermentazione, poiché viene liberata anidride carbonica, le bucce e le particelle solide presenti nel mosto in macerazione tendono a risalire verso la parte alta del tino che le contiene, formando uno spesso strato di vinacce denominato cappello. È proprio da questo cappello che si estraggono i composti chimici fondamentali. La fermentazione alcolica I lieviti Sono funghi unicellulari che si moltiplicano per gemmazione o per scissione. Questi si depositano naturalmente sulla pruina, strato ceroso che ricopre l acino e che in condizioni di anaerobiosi inducono spontaneamente la fermentazione (lieviti indigeni). I lieviti che interessano il settore enologico sono tutti ascomiceti. I lieviti di maggiore importanza: Saccharomyces cerevisiae Toluraspora delbrukii Zigosaccharomyces bailii E le specie del genere schizosaccaromyces 12
13 I lieviti Caratteristiche per cui si differenziano i lieviti: Potere fermentativo (alcol-tolleranza) Vigore fermentativo (resa in alcol) Resistenza al anidride solforosa Modalità di sviluppo Sviluppo a basse temperature Sviluppo ad alte temperature Carattere killer Produzione di composti secondari Produzione di composti solforati La fermentazione alcolica I lieviti SPECIE Kloeckera apiculata Sacc. cerevisiae Sacc. bayanus ATTIVITA % alcol 3-4% 14-15% 17% CONSUMO ZUCCHERO g/l PER PRODURRE 1 C g/l 17-18G/L 20 g/l Oggi si preferisce utilizzare lieviti selezionati liofilizzati dei quali già si conoscono le caratteristiche. L inoculo dei lieviti va efetuato previa reidratazione con acqua tiepida (38 C circa) per un tempo di 20-30min. Le dosi consigliate sono sempre del ordine di 20-50g/hL. 13
14 I fattori che controllano la fermentazione Composizione e stato sanitario delle uve Fattori termici Il ruolo del ossigeno Composizione e sanità delle uve E necessario che le uve abbiano raggiunto il giusto stadio di maturazione in funzione del obietivo enologico Le uve devono presentarsi sane, esenti da attacchi fungini. (le muffe producono laccasi) Le uve devono giungere integre in cantina E importante conoscere il contenuto in APA ( azoto prontamente assimilabile) in casi di carenza, azotare ad esempio con fosfato e solfato di ammonio 14
15 Fattori termici Generalmente, la fermentazione comincia ad essere attiva dopo 12 ore a 25 C, dopo 24 ore a C. Questi dati puramente indicativi ci fanno capire quanto influisca la temperatura sulla conduzione della fermentazione; è un elemento essenziale che ci permette di controllare il processo fermentativ o Con una temperatura di 20 C al momento del inoculo i lieviti trovano il loro ottimo di moltiplicazione, a C si potrebbe rischiare un eccessiva produzione di acido acetico C invece è una temperatura ottima per condurre la fermentazione, favorisce l estrazione dei costituenti dela vinaccia, a 30 C sipotrebbe invece rischiare un arresto fermentativo. La fermentazione deve avviarsi nel più breve lasso di tempo Onde evitare spiacevoli sorprese I vasca aperta in aerobiosi II vasca chiusa con arieggiamento al 2 giorno III vasca chiusa con arieggiamento al 6 giorno IV vasca chiusa in anaerobiosi stretta Il ruolo del ossigeno 15
16 Il ruolo del ossigeno Al inizio dela fermentazione un buon arieggiamento del mosto è indispensabile per favorire la crescita e la sopravvivenza dei lieviti. A contato con l aria la quantità massima di ossigeno disciolta e del ordine di 8mg/L. La macerazione La macerazione La macerazione e una pratica che consente di estrarre dalle parti solide i composti fenolici (antociani e tannini); che sono responsabili del colore e alla struttura generale, oltre a sostanze aromatiche,sostanze azotate, polisaccaridi in particolare pectine,sostanze minerali. Le sostanze chimiche corrispondenti derivano dalle bucce, dai vinaccioli ed eventualmente dai raspi. I composti fenolici di ogni parte del grappolo sono diversi tra loro, sono diversi in base alla varietà, in base alla maturazione, in base al modo e al tempo di estrazione 16
17 La macerazione La macerazione Il raspo apporta sapore erbaceo I vinaccioli apportano rugosità Le bucce apportano morbidezza E importate però tenere presente che in uno stesso composto esistono sia composti favorevoli alla qualità che sfavorevoli; Fortunatamente quelli favorevoli sono i primi ad essere estratti, mentre quelli sfavorevoli sono maggiormente contenuti nelle uve di qualità scarsa. La macerazione La macerazione Per quanto riguarda bucce e vinaccioli le sensazioni si evolvono con la maturazione passando da sentori di erbaceo e astringenza a vantaggio delle sensazioni di corpo e armonia l analisi sensoriale degli acini è una tecnica utile per capire le potenzialità delle nostre uve 17
18 La macerazione I principi della macerazione Estrazione e dissoluzione delle diverse sostanze Diffusione nella massa delle sostanze estratte Rifissazione delle sostanze estratte su alcuni elementi del mezzo Modifica delle sostanze estratte La macerazione Estrazione, dissoluzione e diffusione delle diverse sostanze nel mezzo Il fenomeno della macerazione, innescato in parte da reazioni enzimatiche (solfitazione, anareobiosi, presenza dell etanolo,temperature elevate,tempo di contatto),viene normalmente agevolato e reso più efficace attraverso tecniche di rimescolamento. Il rimontaggio La follatura Il delestage 18
19 La macerazione Affinché avvenga una buona vinificazione bisogna tenere presente quali sono i fattori che agiscono nella macerazione, favorendo la dissoluzione dei composti fenolici e conoscendo come possono essere controllati e modulati. I principali fattori da considerare sono: qualità dell uva durata della macerazione temperatura anidride solforosa grado alcolico follature, rimontaggi e delestage La macerazione La qualità delle uve Per qualita dell uva si intende una serie di parametri come: la varietà, la produzione per ettaro e per ceppo, il grado di maturazione, lo stato sanitario, la tecnica di raccolta ecc. 19
20 La macerazione La durata della macerazione influisce sul tipo di vino che vogliamo ottenere. Essa può variare da qualche giorno a più di tre settimane, e puo essere: - pre-fermentativa di qualche ora o qualche giorno, comunque breve - di durata eguale alla fermentazione alcolica e questa puo variare da 2-7 giorni - post-fermentativa, più adatta ai vini d invecchiamento che puo variare da qualche giorno a qualche settimana La macerazione La durata della macerazione la dissoluzione dei composti fenolici dalle parti solide al mosto varia in funzione del tempo e con la loro dissoluzione aumenta l intensita colorante (somma delle assorbanze). Quando si ha un certo quantitativo di etanolo termina l estrazione di antociani e il loro contenuto può anche diminuire per assorbimento delle parti solide, per formazione di complessi piu stabili o per reazioni di degradazione. In genere si ha estrazione di antociani fino al settimo-ottavo giorno. 20
21 La macerazione La macerazione Il tempo di macerazione viene dunque influenzato anche dal vino che vogliamo produrre: - vini rossi giovani: macerazione breve con estrazione per lo più di antociani e mantenimento dell odore di fruttato - vini rossi da invecchiamento: macerazioni più lunghe con l obiettivo di estrarre più tannini che andranno a formare complessi con gli antociani che vanno a stabilizzare il colore con abbassamento dell intensità colorante 21
22 La macerazione La Temperatura Il calore è il mezzo di distruzione dei tessuti che accentua la dissoluzione dei costituenti delle vinacce e accelera la macerazione. Temp. 20 C 25 C 30 C C C P.T I.C. O,71 0, ,21 1,43 La macerazione L anidride solforosa Il diossido di zolfo distrugge le cellule e favorisce la solubilizzazione dei costituenti delle vinacce Polifenoli totali I.C. tinta test 32 0,53 0,76 SO2 41 0,63 0,42 SO2 55 0,83 0,43 22
23 La macerazione Il grado alcolico È un elemento di distruzione dei tessuti e di dissoluzione dei costituenti della vinaccia Interviene nella diminuzione del colore osservata durante la mecerazione; il meccanismo è legato alla distruzione delle combinazioni tannini-antociani, con la liberazione di antociani liberi, meno stabili La macerazione Il rimontaggio Il rimontaggio all aria consiste nel pompaggio di mosto liquido da una valvola posta nella parte inferiore della vasca che viene poi irrorato dall alto sul cappello Il rimontaggio può anche essere eseguito in assenza di aria Il rimontaggio carbonico invece si effettua per iniezione di gas carbonico di azoto o di aria nella parte inferiore della vasca. L operazione è più veloce ed energica. 23
24 La macerazione L utilizzo del rimontaggio in vinificazione 1. A fine riempimento della vasca per omogenizzare la massa 2. Primo e secondo giorno di fermentazione per apportare ossigeno 3. Durante la fermentazione per la lisciviazione della vinaccia e per evitare l efeto saturazione 4. Nella fase post fermentativa per prolungare la macerazione nel caso di vasche scolme Il tempo suggerito e di 1min. per cento litri di mosto N.B. in caso di rallentamenti o arresti della fermentazione, il rimontaggio al aria è di rado suficiente a riativarla La macerazione Le follature La follatura consiste invece in una pressione meccanica esercitata dall alto con un pistone (tradizionalmente a mano si usava un grosso ramo tripartito e con le tre branche troncate) sul cappello fino a romperlo e farlo affondare un pezzo per volta nel mosto sottostante. Una particolare tecnica di follatura è quella utilizzata dai cosiddetti rotovinificatori, vasche in acciaio a cilindro orizzontale, in cui la follatura è realizzata da un elica che ruota lentamente all interno del cilindro, o, in altri casi, dalla rotazione del cilindro stesso 24
25 La macerazione Il delestage Il delestage si pratica, dopo che è avvenuta la formazione del cappello, con uno scarico totale della parte liquida dal serbatoio di vinificazione, che tramite una pompa viene trasferito in un altra vasca. Così facendo il cappello si adagia sul fondo della vasca, ove grazie alla forza di gravità e al suo stesso peso tende a comprimersi. Il mosto, inteso come la parte liquida, trasferito nella seconda vasca viene in seguito (dopo circa due ore) ripompato sopra il cappello; questa operazione ha la funzione di disgregare il cappello, anche se bisogna evitare un getto eccessivo che spappoli eccessivamente le bucce. Quindi il fine e quello di estrarre i composti desiderati evitando di maltrattare nel minor modo possibile la materia prima. Connubio fermentazione/macerazione In primo luogo l'alcool che via via si va producendo agisce da solvente nei riguardi delle parti solide Una ulteriore facilitazione della macerazione viene data dallo spontaneo innalzamento di temperatura che avviene durante la fermentazione 25
26 La svinatura La svinatura è il processo che determina lo svuotamento totale del contenitore. Schematicamente si possono distinguere: Svinature precoci (dopo 3-4 giorni), eseguite prima del termine della fermentazione, allo scopo di ottenere vini colorati, morbidi, ricchi di aromi varietali poco tannici e corposi, da bere molto giovani Svinature a fermentazione appena terminata (dopo 8-9 giorni), allo scopo di ottenere vini di qualità molto ricchi in colore e con un tasso di tannini moderato, non troppo duri ed astringenti, partendo da uve molto mature si possono ottenere vini destinati all invecchiamento Svinature alcuni giorni dopo la fine della fermentazione alcolica (dopo 2-3 settimane), allo scopo di arricchire ulteriormente il vino in tannini e favorire una prima evoluzione di altri composti. I vini così ottenuti avranno sicuramente bisogno di un invecchiamento abbastanza lungo prima di risultare gradevoli alla degustazione La pressatura Le vinacce vengono immesse in una pressa o torchio per estrarre il vino che ancora contengono. Esistono vari tipi di presse. Il peso stesso delle vinacce provoca la percolazione di un certo quantitativo di vino: questo liquido si chiama mosto o vino di sgrondo, e ha caratteristiche molto simili al vino fiore, solo un po più ricco di colore e tannini, per cui viene, di norma, pompato nella stessa vasca in cui era stato immesso il vino-fiore unendolo alla massa. A questo punto comincia la pressatura o torchiatura: le vinacce vengono sottoposte a pressioni crescenti per estrarre il vino che ancora contengono, poi si rilascia la pressione, si sgretola la torta di vinacce che si è formata e si pressa nuovamente per vari cicli. 26
27 La pressatura La pressatura 27
28 La fermentazione malolattica Alla svinatura è norma indurre la fermentazione malolattica. Una fermentazione ad opera di batteri lattici, in seguito alla quale l acido malico è convertito in acido lattico ed anidride carbonica. Oltre a diminuire l acidità del vino (l acido malico è dicarbossilico, mentre il lattico ha un solo gruppo carbossilico), la fermentazione malolattica ne aumenta la complessità aromatica e la morbidezza. La fermentazione malolattica Per contro, con questa fermentazione si produce sempre una piccola quantità di acido acetico, e talvolta possono anche comparire odori sgradevoli, composti dal sapore amaro o anche sostanze dannose per la salute del consumatore, come ammine biogene o certi precursori del carbammato di etile 28
29 La fermentazione malolattica COOH CH2 CHOH COOH CO2 diossido di carbonio (0,33 g o 165 ml) CH3 CHOH + COOH La fermentazione malolattica Responsabili della fermentazione malolattica sono i batteri della specie Oenococcus. Questi sono molto sensibili alla temperatura, alla alta presenza di anidride solforosa, all elevato contenuto alcolico e al ph fortemente acido. Generalmente la durata della fermentazione dall inoculo è intorno ai giorni 29
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