Teorie sulla motivazione
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- Silvio Leo
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1 LA MOTIVAZIONE Il termine viene usato in riferimento a pulsioni, processi e comportamenti abbastanza eterogenei In ogni caso, esprime: La tendenza dell organismo a soddisfare i bisogni primari L attività esplorativa del bambino piccolo La curiosità dello scienziato Il desiderio di riuscire in una attività e la paura di fallire
2 Teorie sulla motivazione Ne esistono parecchie: il ricorso all una o all altra comporta il privilegiare alcuni aspetti e il trascurarne altri. Oggi, si tende a rinviare a tre diversi tipi di motivazione: incentrata sul rinforzo estrinseco, sul compito, sull io
3 RINFORZO ESTRINSECO L apprendimento è visto come mezzo per uno scopo: ottenere un premio o evitare un castigo COMPITO Per l allievo coinvolto nel compito, apprendere è invece un attività che ha valore per se stessa IO La motivazione incentrata sull io spinge l allievo a dimostrare la propria abilità o competenza E probabile che nell esperienza dell individuo si verifichi un interazione dei tre tipi di motivazione: Rinforzo estrinseco compito - io
4 Il gusto dell imparare E necessario evitare gli schematismi se l insegnante deve cercare la forma ottimale di motivazione per lo sviluppo intellettuale e per l apprendimento scolastico E indispensabile evitare la disposizione a considerare la motivazione incentrata sul compito, o sull io come l unica valida Un compito fondamentale dell istruzione è quello di dare e conservare nell allievo il gusto dell imparare, cioè una motivazione ad apprendere autonoma rispetto ai premi e ben distinta dal bisogno individuale di distinguersi per merito e di evitare brutte figure Il gusto dell imparare va perseguito come obiettivo realistico.
5 Motivare ad apprendere Motivare all apprendimento significa situare le esperienze ad esso connesse nella cosiddetta area di sviluppo prossimale, come viene definita da Vygotskij (1965), un area della personalità in forte divenire ed espansione (l'apprendimento del bambino si svolge con l'aiuto degli altri. La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore). Tale obiettivo si può raggiungere proponendo e coinvolgendo i discenti in attività che siano in grado di stimolare e ampliare i loro interessi. Quanto viene trasmesso dovrebbe essere vissuto come utile, valido e applicabile.
6 Automotivazione Inoltre, è possibile fare leva anche sull automotivazione al gradimento, invitando i soggetti a rilevare le motivazioni alla base dell attività svolta e il proprio gradimento d essa. In tutto questo processo è importante rinfrancare gli allievi e renderli consapevoli della possibilità di commettere eventuali errori, anticipando, per quanto possibile, le difficoltà che si potrebbero trovare ad affrontare. Il valore della collaborazione, non solo con il docente, ma anche e soprattutto con i pari, risulta di fondamentale importanza per raggiungere tale obiettivo. Connotazioni positive
7 Rinforzare la motivazione Un livello elevato di motivazione, per se stessa, non è in grado di garantire la continuità dell impegno didattico. Sono necessari, in tal senso, anche i rinforzi positivi, il sostegno reciproco, la collaborazione intragruppo, i feedback, la possibilità d effettuare delle autovalutazioni. La motivazione, quindi, non è solo un concetto psicologico, ma deve essere intesa in una prospettiva relazionale, interattiva, tra le persone ed una varietà di circostanze. In tal modo, essa non è più una condizione preesistente, una serie di caratteristiche personali immodificabili, ma un obiettivo educativo, da acquisire tramite l interazione, all interno di un contesto.
8 Motivazione come tratto e motivazione come stato Inoltre, quando si parla di motivazione ad apprendere, si deve distinguere: la motivazione come tratto, una sorta di equilibrio tra curiosità, bisogno di competenza, di affermazione, stima di sé, capacità di tollerare le frustrazioni la motivazione come stato, cioè l atteggiamento del discente nei confronti di una situazione specifica, che viene influenzato sia dall orientamento motivazionale, sia dagli aspetti d interesse
9 La motivazione ad apprendere si manifesta in vari modi: orgoglio e soddisfazione per il rendimento pianificazione assorbimento in ciò che si fa immersione nella riflessione concentrazione sull obiettivo elevata elaborazione delle informazioni intenzione consapevole d apprendere ricerca di nuove informazioni bassi livelli d ansia connessi al timore di non raggiungere l obiettivo
10 La storia dei successi e degli insuccessi Quando si parla di motivazione di un discente si fa sempre riferimento ad una storia didattica di successi e insuccessi. Gli elementi fondamentali che si possono rinvenire nella motivazione sono: - gli obiettivi, cioè la rappresentazione mentale di quanto si desidera raggiungere o evitare - le reazioni affettive, che accompagnano le fasi del comportamento motivato, per raggiungere la meta in questione - le percezioni e le aspettative cioè la capacità di raggiungere la meta che si è preposto. Sono influenzate dai precedenti successi e/o insuccessi, dall atteggiamento di coloro che stanno intorno, oltre che dal proprio.
11 Motivazione intrinseca ed estrinseca E stata da tempo superata la dicotomia tra la motivazione intrinseca ed estrinseca, tra l apprendere per il gusto di apprendere e l apprendere per obbligo o per un premio La motivazione viene intesa oggi come orientamento motivazionale, ossia un pattern organizzato di tre funzioni psicologiche che servono a dirigere, attivare e regolare l attività rivolta a un obiettivo: gli obiettivi personali, i processi emozionali, le convinzioni dell individuo, circa la propria capacità di agire per raggiungere un determinato obiettivo.
12 Il pattern modello, esempio, campione L individuo motivato è tale quando: - Tende ad un obiettivo, cioè si rappresenta un risultato da conseguire o da evitare - Ha un sistema del sé, ha cioè una conoscenza dei propri mezzi e limiti e una stima di sé - Gli obiettivi hanno una valenza o interesse e valore di incentivo: essi possono essere raggiunti per se stessi o come mezzo per raggiungere altri obiettivi
13 Risultato Il risultato del comportamento motivato, il raggiungimento o meno dell obiettivo, ha per l individuo conseguenze cognitive ed affettive. Sul piano cognitivo egli cerca di spiegare/giustificare le ragioni del successo e soprattutto dell insuccesso. Le conseguenze affettive concludono l esperienza ma anche anticipano la successiva, creando nell individuo un atteggiamento favorevole o sfavorevole nei confronti del compito
14 APPRENDIMENTO E MOTIVAZIONE STILI DI APPRENDIMENTO: tendenza di una persona a preferire un certo modo di apprendere: è il modo di percepire e reagire ai compiti, con cui sceglie i comportamenti e le strategie. Non è solo uno stile intellettivo, ma coinvolge anche aspetti socio-affettivi. MOTIVAZIONE: capacità, tendenza naturale rivolta all apprendere e al crescere in maniera positiva. Tutti gli alunni sono naturalmente motivati ad apprendere se posti nelle giuste condizioni. POICHE LA MOTIVAZIONE VERA AD APPRENDERE E PIU INTRINSECA, HA BISOGNO DI ESSERE STIMOLATA, NON COSTRUITA. Gli alunni, anche quelli con difficoltà, devono comprendere come i loro pensieri influenzino stati d animo e comportamento.
15 Come aiutare gli alunni a valorizzare se stessi e l apprendimento identificare esigenze, interessi ed obiettivi individuali (questionario, colloquio di interessi); aiutare gli alunni a definire i propri obiettivi personali (goal setting); mettere in relazione obiettivi didattici ed interessi o obiettivi individuali; coinvolgimento degli alunni in PROGETTI (RESPONSABILITA ) strutturare obiettivi didattici ed attività scolastiche per favorire il successo dei singoli
16 RUOLO DELL INSEGNANTE COME MODELLO E importante incoraggiare l alunno a competere con se stesso - uso dei modelli per insegnare all alunno l impegno (modeling e shaping) Entusiasmo per l argomento; Valore risultati raggiunti; Responsabilità personali nell apprendimento; Rispetto e stima sincera degli altri; Importanza assunzione di rischi.
17 RUOLO DELL INSEGNANTE COME MOTIVATORE Conoscenza alunno; Obiettivi personali/obiettivi apprendimento classe; Strutturazioni obiettivi ed attività educative affinché ciascun alunno sperimenti il senso di successo; Aumentare la consapevolezza del coinvolgimento attivo che rappresenta il primo passo per aiutare l alunno, anche in difficoltà, a percepire il proprio controllo sulla realtà.
18 Come aiutare gli alunni a porsi degli obiettivi Definire chiaramente il proprio obiettivo Elencare alcuni passi da compiere per raggiungerlo Pensare ai problemi che potrebbero sorgere ed interferire Pensare ad alcune soluzioni per questi problemi Stabilire un termine entro il quale raggiungere l obiettivo Valutare i propri progressi Premiarsi per i propri risultati
19 Goal setting REGOLE ABCD DELL OBIETTIVO ABBORDABILE: ragionevole, per l età e le forze BEN DEFINITO: enunciato chiaramente CONVINTO: credere di poterlo realizzare DESIDERATO: lo si vuole veramente piergiorgio barone PON DALLE CONOSCENZE
20 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI obiettivi specifici dirigono meglio di obiettivi generali obiettivi difficili (sfida) meglio di obiettivi modesti obiettivi a medio termine favoriscono il raggiungimento di obiettivi a lungo termine
21 Gli obiettivi: focalizzano l attenzione, regolano lo sforzo, aumentano la perseveranza, nuove strategie; non devono essere né troppo facili, né troppo difficili (ma possono favorire un maggiore impegno se affrontati da alunni con buone convinzioni di autoefficacia)
22 Apprendimento per competenza E UN COMPORTAMENTO CHE PORTA A COSTRUIRE ABILITÀ EFFICACI È RIVOLTO AD UN OBIETTIVO, SELETTIVO E PERSISTENTE, E CONTINUA PERCHÉ SODDISFA UN BISOGNO INTRINSECO DI TRATTARE CON L AMBIENTE. CI TROVIAMO CIOÈ DI FRONTE AD UN CONCETTO MOTIVAZIONALE.
23 Apprendimento per esplorazione Il comportamento esplorativo viene definito come quello dell accogliere stimolazioni che non hanno un diretto riferimento con la soddisfazione di bisogni biologici, ad esempio il comportamento del gioco negli animali e nell uomo. Il comportamento esplorativo si può ritrovare in forme di problemi che incoraggiano il bambino, l alunno a procedere verso la ricerca di nuove informazioni più che ad adattarsi a registrare passivamente l informazione offerta dall insegnante. Caratteristiche dell apprendimento per l esplorazione si hanno attraverso:
24 La sorpresa, una situazione cioè che si presenta quando un fenomeno disattende le aspettative derivate dalle precedenti convinzioni. Si pensi a tutte le convinzioni errate riguardo ad alcuni fenomeni di carattere naturalistico e scientifico, ma anche del linguaggio della comunicazione. Il dubbio che può essere definito un conflitto tra due alternative. La forza motivazionale legata questa forma di conflitto può essere utilizzata chiedendo al soggetto una risposta anticipatoria che preveda se si verificherà un dato fenomeno.
25 La perplessità, cioè una situazione di conflitto tra un numero di soluzioni possibili, che può essere risolta attraverso un lavoro di indagine ulteriore tra le informazioni in possesso. Insomma, la famosa ridda delle ipotesi. La contraddizione (met. Controversia) che è una forma di conflitto tra due informazioni dissonanti tra loro sotto l aspetto logico. Può essere utilizzata presentando nuove informazioni che mettono in discussione e mostrano l inadeguatezza delle nozioni precedenti
26 Metodo per scoperta Ci si riferisce, cioè, al comportamento dell alunno diretto a risolvere un compito di apprendimento senza l aiuto dell insegnante. Se l allievo risolve il compito senza l aiuto dell insegnante, parleremo di scoperta; se l insegnante offre qualche aiuto, ma l allievo giunge alla conclusione del compito sostanzialmente da solo, parleremo di scoperta guidata. Il metodo della scoperta sembra rispondere appieno alle esigenze di motivazione degli alunni e garantisce conoscenze più durature, li rende autonomi, automotivati il più possibile, in grado di formulare correttamente problemi e di ricercarne da soli la soluzione.
27 Ci sono evidentemente delle tecniche che l insegnante deve saper mettere in campo e che vanno quindi approfondite separatamente. Tra l altro i metodi per scoperta facilitano: Lo stabilirsi di un diverso rapporto insegnante-alunno; L interesse e l efficienza nel risolvere i problemi; La ritenzione e comprensione di nuovo materiale in/formativo.
28 ansia e apprendimento l ansia è una caratteristica che non è unicamente correlata alla motivazione al successo ma involve la struttura stessa della personalità ed è per questo che il comportamento ansioso richiede una particolare attenzione nella definizione dell intervento scolastico L ansia è una variabile centrale di cruciale importanza nello studio della motivazione allo sviluppo della personalità
29 L ansia e l incapacità del soggetto di collocarsi adeguatamente nei confronti delle difficoltà di un compito. La personalità ansiosa soggiace spesso all esperienza dell insuccesso.
30 Tecniche per ridurre l ansia Le sedia vuota - La sedia vuota si utilizza quando il protagonista deve dire delle cose ad un altro che egli immagina occupare lo spazio offerto dalla sedia. L'elemento concreto, ma vuoto, rappresentato dalla sedia si presta ad essere riempito da tutto ciò che il protagonista vede in chi tale spazio occupava: è uno spazio dove si posano le percezioni, le proiezioni, le paure, i desideri del protagonista. Può trattarsi della poltrona dove il padre si sedeva per leggere il giornale, della culla del bambino, della poltroncina del nonno ed anche dell insegnante Role playng.. Tutte le tecniche legate allo psicodramma di Moreno
31 MEMORIA Funzioni e capacità ritentiva
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