Screening del Piede Diabetico Classi di Rischio e Prevenzione
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- Andrea Riccardi
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1 Screening del Piede Diabetico Classi di Rischio e Prevenzione Inquadramento del paziente e Gestione Multidisciplinare Dott.ssa Mattei Paola
2 PIEDE DIABETICO OMS Infezione, ulcerazione e/o distruzione dei tessuti profondi associate ad alterazioni neurologiche e a vari gradi di vasculopatia degli arti inferiori Alterazioni anatomo- funzionali determinate dall arteriopatia occlusiva periferica e- o dalla neuropatia periferica INCLUDERE TUTTI I DIABETICI A RISCHIO DI ULCERAZIONE
3 Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito PIEDE DIABETICO Screening e Prevenzione Tutti i pazienti con diabete mellito devono essere sottoposti a un esame completo del piede almeno una volta all anno. L ispezione dei piedi nei pazienti a elevato rischio, invece, deve essere effettuata a ogni visita. (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B)
4 Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito PIEDE DIABETICO Screening e Prevenzione Al momento dello screening devono essere individuati i fattori di rischio per il piede diabetico. Il controllo successivo può essere programmato in base al rischio o alla presenza di lesioni (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B)
5 Screening e Prevenzione A tutti i diabetici deve essere garantito un programma educativo sul piede diabetico (Livello della prova I, Forza della raccomandazione A)
6 Screening e Prevenzione Un team per la cura del piede diabetico dovrebbe includere medici specializzati nella cura del piede diabetico, personale con competenze in campo educativo e personale addestrato per la cura del piede diabetico (podologi e/o infermieri addestrati). (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B)
7 Piede Diabetico : fattori favorenti * ASSENZA DI UN ESAME DEL PIEDE * ASSENZA DI UN PERCORSO EDUCATIVO
8 Inquadriamo il paziente Classificazione del rischio : Esame del piede Vasculopatia Neuropatia
9 CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO Classe O Classe I ( a rischio) Classe II ( ad alto rischio) Classe III Conservazione della sensibilità, assenza di segni di vasculopatia periferica, assenza di altri fattori di rischio Presenza di neuropatia o di altri singoli fattori di rischio (1-2 deformità) Diminuita sensibilità e deformità dei piedi o evidenza di vasculopatia periferica Precedenti ulcerazioni o amputazioni Presenza di ulcera al piede
10 . I LIVELLO Rischio 0 Controllo Annuale Diabetologo-Infermiere-Mmg Esame del piede Ispezione Rilevazione polsi periferici Valutazione neuropatia e Programma Educativo
11 II Livello Rischio I-II controllo tre-sei mesi Team Multidisciplinare-Territoriale ispezione valutazione neuropatia vasculopatia garantire presidi per la cura dei piedi esaminare le calzature e fornire adeguate raccomandazioni rafforzare l educazione alla cura dei piedi
12 Team Multidisciplinare Territoriale Ospedaliero III Livello Rischio III Controllo Mensile o giornaliero Settimanale ispezione e valutazione neuropatia e vasculopatia presidi per la cura dei piedi esaminare le calzature e fornire plantari specifici e calzature ortopediche, se vi è indicazione considerare la necessità di una valutazione o di una presa in carico del paziente da parte dello specialista vascolare verificare e rafforzare l educazione alla cura dei piedi
13 Vasculopatia macroangiopatia età insorgenza Sesso distribuzione entrambi gli arti multisegmentali circoli collaterali triforcazione polplitea
14 Diagnosi differenziale Caratteristiche cliniche Maschi/Femmine Occlusione Diabetico Più comune Pazienti più giovani Evoluzione più rapida M > F Plurisegmentale Non diabetico Meno comune Pazienti più anziani Evoluzione più lenta M >> F Monosegmentale Vasi adiacenti all occlusione Vasi collaterali Interessati Interessati Non interessati Di solito normali Arti interessati Entrambi Solo uno Vasi coinvolti Tibiali/peroneali Aorta/iliaci/femorali
15 Vasculopatia ( diagnosi ) Caratteristiche cliniche (colore, termotatto, claudicatio intermittens) Palpazione dei polsi periferici Doppler arterioso Ossimetria transcutanea (TcPO 2 ) Indice ABI ( indice di Winsor ) Arteriografia
16 Vasculopatia
17 Neuropatia (classificazione) Polineuropatia sensitivomotoria simmetrica distale Neuropatia autonomica
18 Neuropatia sensitiva Sensibilità propriocettiva Sensibilità termica e dolorifica Sensibilità tattile
19 Neuropatia sensitiva Biotesiometro Diapason graduato 128 Hz Filamento di Semmes-Weinstein 5.07 = 10 gr.
20 Neuropatia motoria Alterazioni motorie piccoli muscoli del piede (intrinseci) squilibrio muscolare (flessori-estensori) deformità del piede
21 Neuropatia motoria
22 Manifestazioni cliniche della neuropatia autonomica Spallone V, Neurol Sci 2004; 25: S129-S132
23
24 Diabetologo Chirurgo Paziente Ortopedico Podologo M.M.G. Infermiere LEGGE REGIONE CAMPANIA n.9 3- agosto 2009
25 Screening e Prevenzione Un team per la cura del piede diabetico dovrebbe includere medici specializzati nella cura del piede diabetico, personale con competenze in campo educativo e personale addestrato per la cura del piede diabetico (podologi e/o infermieri addestrati). (Livello della prova VI, Forza della raccomandazione B)
26 Organizzazione dei Livelli di Assistenza per il Piede Diabetico LIVELLO DI ASSISTENZA ATTIVITÀ TERRITORIALE EQUIPE OPERANTE I livello II livello Attività di prevenzione e terapia educativa, attività di diagnosi del piede diabetico (STADIAZIONE) Attività di prevenzione diagnosi e cura della patologia acuta e cronica del piede diabetico: Medicazioni Chirurgia (I-II Liv.Wagner) Scarico delle lesioni neuropatiche plantari Terapia educativa Diabetologo, personale infermieristico, podologo (tecnico ortopedico) Diabetologo,personale infermeristico,podologo, (Tecnico Ortopedico, Chirurgo, Ortopedico)
27 Organizzazione dei Livelli di Assistenza per il Piede Diabetico LIVELLO DI ASSISTENZA ATTIVITÀ OSPEDALIERA EQUIPE OPERANTE III livello Procedure di rivascolarizzazione distali endoluminali e chirurgiche, interventi di chirurgia sia di urgenza che di elezione Diabetologo, personale infermieristico dedicato, podologo, tecnico ortopedico, chirurgo vascolare, chirurgo plastico, ortopedico, radiologo interventista
28 La Gestione Multidisciplinare Integrazione diagnostica-clinica-educativa Condivisione Linee Guida Condivisione Protocolli Diagnostici-Terapeutici(screening) Suddivisione delle singole competenze Condivisione degli obiettivi da raggiungere (diversificati nei Team in relazione alle risorse umane, strumentali) Verifica periodica dei risultati (INDICATORI CLINICI) Cartella clinica ed educativa unica (INFORMATIZZATA)
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