Distorsione della caviglia
Sinonimi Trauma da inversione Lacerazione del legamento collaterale laterale
Definizione Approssimativamente, ogni giorno 25000 persone si producono una distorsione di caviglia. Non sempre la distorsione della caviglia è un trauma semplice. Sintomi residui si riscontrano in più del 40% dei pazienti. I legamenti laterali (anteriore peroneo astragalico e peroneo calcaneare) sono, nella maggior parte dei casi, le uniche parti lesionate, ma, durante un trauma da inversione, può avvenire la lacerazione di altri legamenti.
Può anche lesionarsi la sindesmosi (membrana interossea), il legamento spesso che mette in connessione la tibia distale e il perone. Questo trauma combinato, definito distorsione grave della caviglia, aumenta il periodo di ricovero. Meno comunemente, il trauma interessa anche il legamento deltoideo mediale.
Sono comuni: Sintomi clinici dolore al di sopra del legamento lesionato, gonfiore e perdita di funzionalità. Distorsioni gravi sono più frequenti nei pazienti che riferiscono di sentire uno strappo, seguito da immediato gonfiore e impossibilità a camminare. Occorre, allora, verificare se il paziente riporta anamnesi di distorsioni di caviglia consecutive; in questo caso si è nella situazione di un trauma acuto, che si sovrappone a un instabilità cronica della caviglia
Esame obiettivo L esame obiettivo spesso rivela ecchimosi e gonfiori attorno all intera articolazione di caviglia, non solo sulla parte laterale. La dolorabilità alla Palpazione dei legamenti peroneo astragalico e calcaneo peroneale può aiutare a identificare quale legamento sia lesionato. Occorre palpare i malleoli laterale e mediale e la base del quinto metatarso per verificare crepitii o debolezze causate da un eventuale frattura. Un danno alla sindesmosi è evidenziato da due test: il test della compressione e il test della rotazione esterna. Il test della compressione si effettua comprimendo la tibia e il perone nella zona mediale del polpaccio. Il test di rotazione esterna si effettua posizionando la caviglia in dorsiflessione, ruotando poi il piede all esterno. Il test è positivo se viene avvertito dolore sopra l articolazione tibioperoneale distale (sindesmosi).
ESEMPIO DI LESIONE DEL T.P.A.A.
Esami diagnostici Quando si presenta dolorabilità sul perone distale, sull articolazione della caviglia, sulla sindesmosi o su altre strutture ossee occorre effettuare radiografie all anca e/o al piede per escludere fratture. La radiografia è anche indicata quando il paziente ha un evidente gonfiore e non è in grado di sopportare il peso sull estremità affetta.
RX DISTORSIONE CAVIGLIA
ECO DISTORSIONE CAVIGLIA
ECO DISTORSIONE CAVIGLIA
Diagnosi differenziale Frattura del calcagno, dell astragalo, del malleolo laterale o della base (debolezza focale evidente o radiografica sopra la struttura anatomica). Frattura del processo laterale dell astragalo (dolorabilità focalizzata, gonfiore al di sotto del perone). Frattura del perone prossimale (frattura di Maisonneuve associata con lesione del legamento deltoideo e rottura della sindesmosi). Frattura osteocondrale della superficie articolare dell astragalo (evidenziata dalla radiografia alla caviglia, da TAC e risonanza magnetica). Lesione o sublussazione del tendine peroniero (gonfiore e debolezza peroneale)
Trattamento di una distorsione di 2 /3 grado Il fine del trattamento è quello di prevenire il dolore cronico e l instabilità. La prima fase consiste nella terapia con antinfiammatori non steroidei, ghiaccio,compressione e arto in scarico. È indicato l uso di fasciature e bendaggi rigidi traspiranti per proteggere e promuovere la guarigione dei tessuti molli.incoraggiare il carico, se tollerato, con l eventuale uso di stampelle. Quarantotto ore dopo la lesione balneazioni alternate in acqua calda e fredda possono diminuire il gonfiore.
Nel caso di distorsioni gravi l utilizzo di tutori e stivaletti ortopedici può facilitare la deambulazione e la guarigione. La seconda fase inizia quando il paziente può cominciare a caricare la caviglia senza aumento di dolore e gonfiore, normalmente 2-4 settimane dopo il trauma. Continuare con fasciature e bendaggi elastici. Iniziare esercizi per il rafforzamento peroneale e dorsiflettore; dovrebbe essere effettuato anche l allungamento del tendine di Achille. Continuare questa fase fino a che il paziente ha recuperato la totale motilità e per l 80% la forza della caviglia.
La terza fase inizia 4-6 settimane dopo il trauma. Questa fase di ripristino della funzionalità include la propriocezione, l agilità, la resistenza. Gli esercizi utili per la propriocezione includono l ortostatismo sulla caviglia lesionata e il piede opposto sollevato con gli occhi chiusi. Per l agilità e la forza peroneale sono eccellenti esercizi di rotazione (piccoli 8) della caviglia. In questo periodo il paziente sospende l utilizzo del bendaggio. Questa terza fase del programma di riabilitazione può durare due settimane nel caso di lievi distorsioni e fino a 6-8 settimane per distorsioni gravi.
L uso di fasciature è particolarmente indicato nel caso di sport in cui sia frequente il rischio di traumi alle caviglie, quali il basket, la pallavolo e il calcio.
propriocezione
Terapia manuale della tibio tarsica
Terapia manuale della tibio tarsica
Mobilizzazione antero posteriore del calcagno
Esercizi di propriocezione e ri-posizionamento
La tavoletta propriocettiva
Tavoletta a 2 appoggi
Tavoletta ad 1 appoggio
Esercizi di propriocezione La rieducazione propriocettiva serve a ridare al soggetto la capacità di avvertire come le proprie articolazioni sono poste in statica e dinamica, comprendendo che il trauma ha reso instabile il sistema. In ogni palestra e centro fitness non dovrebbero mai mancare gli strumenti per eseguire la prorpiocezione. L'allenamento propriocettivo si può compiere in diversi modi, ma di sicuro bisogna avere a disposizione le tavolette con uno e con due punti d'appoggio.
Esercizi di propriocezione Le linee guida per una corretta rieducazione propriocettiva sono Il soggetto deve essere collaborativo Bisogna eseguire 2 sedute al giorno da 20 minuti ciascuna. Bisogna aver raggiunto un buon tono muscolare. Bisogna aver recuperato la mobilità articolare. Deve essere fatta per almeno 3 settimane dopo la guarigione del trauma. Bisogna poi effettuare delle sedute di mantenimento della durata di 30 minuti 2 volte alla settimana. La durata abbastanza lunga e la ripetitività giornaliera dell'allenamento sono date dal fatto che sta lavorando sul sistema nervoso che ha bisogno di ritrovare una logica perduta nel trauma. In quest'articolo vedremo come allenare la propriocettività di caviglia e ginocchio. Partendo da come disporre in maniera corretta i segmenti corporei da rieducare per non essere controproducenti invece che rieducativi.
Caviglia/piede Il piede deve appoggiare soprattutto sul bordo esterno. Deve appoggiare con le dita in atteggiamento "grippante" Calcagno e alluce sono ben fissi al suolo L'arco interno e sollevato dal suolo
Caviglia/ginocchio Piede perpendicolare all'asse frontale Dita in presa "grippante" Tibiali in tensione per stabilizzare la struttura. Ginocchio flesso a 30/60 estraruotato di 15 Di fondamentale importanza sarà la posizione del busto che può essere a: SEMIPASSO ANTERIORE SEMIPASSO POSTERIORE tronco inclinato in avanti in linea con la gamba posteriore tronco perpendicolare al piede d'appoggio che corrisponderà al ginocchio da rieducare.
tronco inclinato in avanti in linea con la gamba posteriore
tronco perpendicolare al piede d'appoggio che corrisponderà al ginocchio da rieducare.
La mia intenzione è quella di portare la vostra attenzione su un fattore chiave della rieducazione di successo. Se è vero che il corpo umano può essere paragonato ad una macchina è allora inutile cercare di riparare le parti periferiche della macchina se il computer centrale che le deve regolare ha dei problemi. Prima il sistema nervoso riesce a riprendere il controllo della situazione prima il soggetto riuscirà a ritornare a fare ciò che faceva prima del trauma, chiaramente nei limiti del possibile.