Dopo il successo della scorsa stagione riprendono gli incontri dedicati ai vitigni nobili. Primo protagonista di questa nuova serie è stato il Moscato, in una serata condotta da Matteo Monchiero, agronomo e volto noto a chiunque abbia frequentato i corsi AIS, che con competenza e professionalità ha illustrato le differenti tipologie e le loro caratteristiche. Nonostante il Piemonte sia famoso per quello Bianco, sono molte le specie di moscato presenti in Italia e nel mondo; spesso utilizzate anche come uva da tavola, presentano differenze notevoli dal punto di vista aromatico. Il moscato bianco è tra le uve più antiche di cui si abbia traccia, e la sua larga diffusione testimonia la sua anzianità e i numerosi chilometri che ha percorso nei secoli. Molto probabilmente il moscato assieme alla malvasia fu una delle prime uve coltivate, apprezzato per la sua aromaticità e piacevolezza. Nel bacino del Mediterraneo, per mano di greci e latini, si diffuse anche la pratica dell appassimento, a cui in moscato ben si presta, pratica che ora viene seguita in molte zone del mondo. 1 / 7
I moscato sono caratterizzati da una notevole ricchezza di aromi primari, che possono essere trasferiti nel vino. La differenza tra i vari moscato risiede proprio in queste differenze, che danno origine a vini di tipologie e caratteristiche dissimili. I composti più noti e caratteristici sono i terpeni, caratteristici anche di malvasia e brachetto. La loro presenza da origine a sentori legati a descrittori floreali. La ricchezza aromatiche delle uve moscato risiede non solo nella polpa ma anche nelle bucce, ragione per cui in molti casi viene effettuata una macerazione sulle bucce con mosto a 0. Ogni varietà di moscato presenta differenti percentuali di aromi, che assumo un ruolo importante per descrivere le differenze tra le varie tipologie.. Alcuni di questi, a seconda di come vengono trattati e con la loro giusta ossidazione, regalano aromi fruttati, che vanno dalla frutta fresca in caso di un ridotto processo ossidativo, a quella secca se più spinto. Generlamente si hanno produzioni con elevato grado di zuccheri e buona acidità, con la componente aromatica che cresce parallelamente agli zuccheri durante la maturazione. Vediamo una breve carrellata delle varietà più note. Quella più diffusa in Italia è il Moscato Bianco, quello a cui siamo più abituati, noto anche come Moscato d Asti o di Canelli, Moscadello di Montalcino, Moscato di Noto, di Siracusa, di Sorso 2 / 7
Sènnori, Moscato Reale di Trani o di Frontigan. Presenta un grappolo non molto grande, spesso alato, con acini piccoli. Le uve vengono gestite e vinificate in maniere differenti, dando origine a una notevole varietà di prodotti. Il moscato bianco, pur non essendo tra i più ricchi in aromi e in precursori, presenta un grande equilibrio. La tendenza attuale predilige la quantità alla qualità, con la produzione di grappoli più grandi. Il Moscato Giallo (conosciuto anche come Moscato Sirio, o di Cipro, o Moscato Fiori d Arancio) viene coltivato soprattutto in Trentino Alto Adige. Presenta un gappolo più spargolo e più grande, e anche l acino è più grande. Il Moscato di Alessandria (Zibibbo o Moscatellone o Moscato di Pantelleria) è il terzo come diffusione in Italia. E una varietà molto diffusa nel Mediterraneo, dove fu introdotta dagli Arabi come uva da tavola. Si tratta di una varietà ricca di sostanze aromatiche. A Pantelleria, con un clima caratterizzato da tanto vento e poca pioggia, si ha una produzione con grande concentrazione di zucchero, enfatizzata dall ulteriore appassimento, realizzato in tempi molto rapidi, delle prime uve raccolte. L uva così appassita di aggiunge alla seconda raccolta, dosando così la quantità di zucchero del prodotto finale, che presenta comunque sempre un alto residuo zuccherino. Il Moscato di Terracina è una varietà locale diffusa solo nel Lazio. Vene utilizzata sia per produrre vino sia come uva da tavola. 3 / 7
Il Moscato Rosa (o Moscato Rosso, Uva rosa o delle rose) è coltivato nel nord-est, specialmente in Alto Adige. Pur presentando un alta concentrazione di sostanze coloranti, il suo nome deriva dalla componente aromatica, caratterizzata da una spiccata nota floreale. Sebbene diffuso solo nella lombarda Valcalepio, non è da tralasciare il Moscato di Scanzo, differente dalle altre varietà anche per essere di colore nero. L appassimento è preludio della vinificazione. Il Moscato Ottonel si distingue per la prevalenza di linalolo. Di origine francese, coltivata soprattutto in Alsazia, si è diffusa verso il centro Europa e i paesi dell Est, specialmente la Bulgaria. Viene generalmente vinificato secco, non avendo la struttura aromatica necessaria per produrre vini dolci e non avendo la tendenza a divenire amaro. In alcuni casi viene preferito al Sauvignon, di cui presenta caratteristiche analoghe. Il Moscato d Amburgo viene generalmente utilizzato come uva da tavola, per il suo buon equilibrio fra acidi e zuccheri. Deve il suo successo al fatto che durante il suo lungo periodo di maturazione è sempre buono e pronto per essere mangiato. Contrariamente ad altre zone del mondo, in Italia non è praticamente vinificato. {besps}moscati{/besps} 4 / 7
Léon Beyer AOC Alsace Muscat 2004 Al naso offre sensazioni vegetali, erbacee, floreali di fiori verdi (mimosa), con l assenza di sentori aromatici evidenti. Bella mineralità di pietra focaia. In bocca è secco, acidità molto ben presente e ben supportata da una buona struttura. Saracco Moscato d Asti 2009. Alla vista si presenta quasi incolore, più bianco che giallo. Aromi fruttati evidenti e già evoluti di pesca sciroppata e pera William. Meno presenti gli aromi floreali, che col tempo sono degradati. Bell equilibro tra aromaticità, dolcezza e freschezza. Elena Walch Alto Adige Moscato rosa passito 2008. Molto identificabile, con evidenti note di garofano e rosa che introducono ribes, frutti rossi e complessità speziate. Nel complesso equilibrato con dolcezza in lieve prevalenza rispetto alla freschezza. Caldo. Samos nectar 2003. 5 / 7
Naso tradizionale e quasi antico. Sentori mediterranei, con note di frutta secca, muschio, mirto e un albicocca disidratata da manuale. In bocca molto dolce ma con una freschezza vivace che lo rende piacevole. Blundo Moscato di Siracusa Aulòs 2007 Naso particolare con sentori minerali, uva passa per poi spaziare su sentori balsamici e di liquirizia. Bocca quasi terrosa, buona freschezza ma sapore lievemente evanescente con chiusura amarognola. Villa Schinosa Moscato di Trani 2006. Naso molto intenso e preciso, dolce ma non stucchevole. Note di scorza e fiori d arancio, pompelmo. Bocca ricca con un mix dolce amaro supportato da una buona acidità; finale agrumato di scorza candita. Cantine Viola Moscato di Saracena IGT. 6 / 7
Un ambra splendido e lucente. Olfatto particolare e ampio, dal fruttato tipico a note caramellate e salmastre; chiusura di miele ed erbe officinali. In bocca è molto dolce e ricco, ma anche di buon equilibrio. Notevole la lunghezza. Kracher Muscat Ottonel TBA 2006. Campione di stranezza olfattiva, inizia su toni erbacei e lievemente idrocarburici. Vira poi deciso su note di zafferano, curry, sintomo di uve botritizzate. Lievemente fruttato con sfumature di frutta candita, marmellata. In bocca si nota un ottimo equilibrio tra dolcezza e freschezza, non stucchevole nonostante i 170g/l di zucchero residuo. Ottima la consistenza e la lunghezza 7 / 7